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Riforma del Terzo Settore e assicurazione per il volontariato

In base alle ultime rilevazioni statistiche, attualmente in tutto il territorio italiano più di sei milioni e mezzo di persone operano nel settore del volontariato in modo “informale” mentre per altri 1,7 milioni di persone le attività si svolgono nell’ambito di oltre 44 mila organizzazioni no-profit.Mani che si congiungono

A un quarto di secolo dall’approvazione della Legge Quadro sul Volontariato (n° 266/91) un settore tanto importante e strategico si meritava da tempo una riforma organica e al passo coi tempi: ed è proprio questo che è avvenuto nei giorni scorsi. Dopo un iter di approvazione durato circa due anni, con il via libera definitivo della Camera è entrata finalmente in vigore a fine maggio la nuova normativa riguardante il Terzo Settore.

Il testo si basa su tre parole chiave ricorrenti ed emblematiche del volontariato: Impegno, Solidarietà e Partecipazione. Il “patrimonio di idee, valori e competenze” dei milioni di volontari italiani, come è stato descritto dalla vicepresidente della Camera dei Deputati Martina Sereni, è stato finalmente valorizzato e riconosciuto da un aggiornamento normativo di cui si avvertiva da molto tempo l’esigenza.

Tante sono state le novità introdotte dalla nuova legge, ma alcune cose non sono cambiate: ad esempio l’assicurazione obbligatoria per il volontariato che le associazioni no-profit devono stipulare a tutela dei propri aderenti. Invariate anche le caratteristiche delle polizze, che devono essere sempre comprensive di responsabilità civile (RCO – RCT) e tutela contro infortuni e malattie.

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Ecco una polizza unica per ogni associazione di volontariato

Agli inizi dello scorso dicembre, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si sono tenute le celebrazioni in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato, evento promosso nel 1985 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

L’importanza del volontariato è sotto gli occhi di tutti: non solamente nelle aree mondiali più povere del pianeta, dove decine di migliaia di volontari si svolgono attività fondamentali per la vita delle persone in difficoltà, ma anche nei paesi sviluppati.

Mani che si stringonoPrendiamo, ad esempio, l’Italia. Le statistiche ci dicono che nel nostro paese ci sono più di sei milioni di volontari e che tutte le organizzazioni non profit, messe insieme, svolgono attività il cui valore economico è quantificabile in ben 64 milioni di euro.

In questo ampio ed eterogeneo universo di organizzazioni – si stima ne esistano circa 300 mila in Italia – si possono incontrare i più diversi tipi di volontariato: sociale, a favore degli anziani, educativo, ambientale, culturale… ma cosa accomuna tutte queste attività a parte la dedizione al servizio di buone cause?

La risposta è la Polizza Unica di assicurazione per il volontariato proposta da Cavarretta Assicurazioni, agenzia di Parma che vanta una pluridecennale esperienza al servizio del terzo settore. Grazie a questo prodotto assicurativo pensato appositamente per rispondere alle più diverse esigenze delle organizzazioni, il volontariato sia in Italia che all’estero sarà sicuro per ogni persona impegnata a diverso titolo in un’attività benefica.

 

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