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BICA 2009: gli ‘stati generali’ della comunicazione ambientale

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  • 26 Febbraio 2009

Comunicato Stampa

BICA 2009: gli ‘stati generali’ della comunicazione ambientale
2 giorni di eventi: partecipano più di 100 relatori e 50 aziende

Bica 2009, la Biennale Internazionale della Comunicazione Ambientale promossa da Federambiente, quest’anno è in programma a Roma, il 10 e 11 marzo. La manifestazione, nata per promuovere e diffondere la cultura della comunicazione ambientale, si terrà per la prima volta nella capitale, presso la Casa dell’Architettura – Acquario Romano.

Un importantissimo riconoscimento è stato conferito dal Presidente della Repubblica, che  ha voluto destinare, quale suo premio di rappresentanza, la “medaglia d’argento” a Bica 2009, V edizione della Biennale Internazionale della Comunicazione Ambientale.
La motivazione dell’importante conferimento è la sua “forte valenza istituzionale, data l’attualità e la centralità dei suoi contenuti”.

L’edizione 2009 di Bica vedrà partecipare alla due giorni romana più di 100 relatori tra manager, rappresentanti delle istituzioni, professionisti delle relazioni pubbliche e della comunicazione, giornalisti, personalità del mondo accademico e del terzo settore. Hanno aderito all’evento, inoltre, più di 50 aziende, pubbliche e private, che faranno conoscere le loro esperienze di comunicazione ambientale più incisive ed innovative.

Bica 2009 vanta un parterre di collaborazioni unico, a partire dal patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Comune di Roma. Inoltre a Bica 2009 collaborano le più importanti associazioni professionali della comunicazione: l’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, Assorel – Associazione Agenzie di Relazioni Pubbliche a Servizio Completo, Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, Unicom – Unione Nazionale Imprese di Comunicazione. Anche la Fondazione Pubblicità Progresso ha concesso il proprio patrocinio. Bica è realizzata in collaborazione con Federutility, FiseAssoambiente e Atac S.p.A. e con il contributo di Cial – Consorzio Imballaggi Alluminio, Comieco – Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, COOU – Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e della Fondazione Willy Brandt.

“Tornare a parlare di comunicazione ambientale” dichiara Daniele FORTINI, Presidente di Federambiente “coniugando il punto di vista delle aziende e quello dei cittadini. Questo è l’obiettivo dell’edizione 2009 di Bica”. “il 10 e 11 marzo” conclude FORTINI “a Roma si riuniranno quelli che potremmo chiamare gli stati generali della comunicazione ambientale, sociale e di pubblica utilità, per discutere dei problemi e cercare di trovare soluzioni condivise”.

Nel corso di Bica verranno presentate le migliori campagne di comunicazione realizzate dalle aziende che erogano servizi di pubblica utilità, nell’ambito del concorso “BICA 2009 per la migliore campagna di comunicazione ambientale”. La migliore campagna sarà selezionata tra le circa 50 che sono pervenute alla segreteria da tutta Italia da una giuria di esperti.

Tra le tante novità di questa edizione è stato deciso, per la prima volta, di dare la possibilità alle aziende di confrontarsi sul lavoro svolto, attraverso dei forum di discussione. Saranno allestite delle sale in cui si terranno 17 mini forum d’approfondimento, condotti direttamente “dalle aziende per le aziende”, nel corso dei quali i responsabili della comunicazione esporranno delle case histories e che costituiranno un’occasione in cui proporre problematiche comuni sulle quali confrontarsi.

Una sezione a parte sarà dedicata anche al rapporto, sempre più stretto e importante, tra ambiente e architettura. Nel corso di Bica 2009 verranno illustrate e premiate le esperienze più efficaci di valorizzazione architettonica a carattere ambientale, in collaborazione con la Consulta Ambientale dell’Ordine degli Architetti Tra i 10 progetti iscritti anche 3 provenienti dall’estero: saranno in mostra infatti la mitigazione architettonica del famoso termovalorizzatore di Vienna, di quello di Malmö (Svezia) e di Lisbona (Portogallo).

Tutte le informazioni, le modalità di partecipazione e le iniziative in programma si possono trovare sul sito www.bicaonline.it <http://www.bicaonline.it> .

Roma 26/02/2009

Ufficio Stampa:

Extra Alessandro Faia Tel. 0645427860 Cell. 3464182567 Email: [email protected]

Federambiente Pietro Stramba Badiale Tel. 0647865331 cell. 3357615257 Email: [email protected]

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“Parchi a misura di futuro”“Parchi a misura di futuro”

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  • 23 Gennaio 2009

“Parchi a misura di futuro”

VI Congresso Nazionale Federparchi

A 20 anni dalla nascita della Federazione appuntamento a Roma per l’elezione del nuovo presidente; si fa il punto sui parchi, un sistema che tutela il 15% del territorio italiano

30-31 gennaio 2009- Casa dell’Architettura – Piazza Manfredo Fanti, 47 – Roma

Cambiamenti climatici, tutela della natura, qualità della vita, sviluppo sostenibile. Questi i temi al centro del VI Congresso Nazionale della Federparchi, la Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali, in programma a Roma il 30 e il 31 gennaio. I lavori, che si svolgeranno presso la Casa dell’Architettura- Acquario Romano – si concluderanno con l’elezione del nuovo presidente e degli organismi che governeranno l’associazione per il prossimo triennio.

Si tratta di un appuntamento particolarmente significativo, che giunge in un momento di profonda riflessione, su scala planetaria, sulle politiche ambientali ed economiche. Un processo che riguarda da vicino il sistema mondiale delle aree protette, il cui ruolo cruciale per la conservazione della natura e lo sviluppo sostenibile è universalmente riconosciuto (sono oltre 130mila i parchi istituiti in 238 Paesi di ogni parte del mondo).

Nel corso della “due giorni” si farà il punto sui risultati raggiunti dal sistema, formato da quasi 400 aree protette, per un totale di 3 milioni di ettari di superficie tutelata (pari a quasi il 15% del territorio italiano) e verranno messe a punto le proposte per un contributo strategico dei parchi nell’ottica delle grandi sfide di carattere ambientale che attendono il nostro Paese insieme all’intera comunità internazionale.

Il Congresso chiamerà a raccolta i 181 soci tra cui 22 parchi nazionali, 101 tra regionali e provinciali, 24 riserve, 5 regioni, 16 tra province, università e altri enti, 9 associazioni e 3 agenzie, inoltre prevista la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della società civile, delle associazioni ambientaliste.

Folta la partecipazione di ospiti stranieri tra cui:

1.    Erika Stanciu (Presidente di EUROPARC Federation)
2.    Pedro Rosabal (Dirigente dell’Ufficio Aree Protette della International Union for Conservation of Nature)
3.    Jean Luc Chiappini (Presidente del gruppo Aree Protette del Mediterraneo della Federazione dei Parchi Naturali Regionali Francesi)
4.    Dominique Leveque (Presidente della Commissione Relazioni Internazionali della Federazione dei Parchi Naturali Regionali Francesi)
5.    Martí Domènech (Coordinatore del Settore Aree Protette della Provincia di Barcellona)
6.    Juan Echániz (Coordinatore generale Area di Presidenza della Provincia di Barcellona)

Il Congresso della Federparchi ospita inoltre l’Ambasciatrice dell’Ecuador in Italia, Geoconda Galán Castelo, che presenta il progetto Yasuní-ITT. Con questa iniziativa, che ha ottenuto il sostegno della Federazione, il Governo dell’Ecuador intende salvaguardare uno dei più straordinari ecosistemi del mondo, rinunciando allo sfruttamento petrolifero nel Parco Nazionale Yasuní.

Nella settimana che conduce al Congresso, a partire da domenica 25 gennaio (-5 al Congresso), partirà un countdown informativo che servirà a ricordare agli operatori dei media la data di inizio del Congresso e diffonderà, ogni giorno, una pillola informativa sul mondo dei parchi italiani: dati, informazioni e curiosità.

Eventi previsti in occasione del Congresso presso la Casa dell’Architettura:
o      Lunedì 26 gennaio – ore 18 – inaugurazione ad inviti della mostra fotografica “ Paesaggi e territori dei parchi italiani”, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma e il patrocinio del Ministero dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

o      Martedì 27 gennaio – ore 18 – Proiezione del film “I predatori del Fiume Azzurro” di E. Manghi e P. Fioratti, vincitore del Dragone d’oro al Festival Internazionale per la Cinematografia Scientifica di Pechino

Le emissioni di gas ad effetto serra , generate dalle attività legate all’evento, saranno compensate con un contributo della Federparchi al programma Parchi per Kyoto che prevede attività di forestazione in Italia e all’estero.

Ufficio Stampa Federparchi
Tel. 06/51604940 Fax. 06/5138400 Mail. [email protected]

Extra Comunicazione e Marketing
Alessandro Faia
Cell. 3464182567
Tel. 0645427860 [email protected]

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Definizione ed aspetti storici della mutagenesi ambientale

 La mutagenesi si è sviluppata come branca specialistica della genetica in relazione al fatto che composti chimici e radiazioni ionizzanti e non, capaci di indurre mutazioni in differenti sistemi sperimentali possono influire negativamente sull’incidenza delle malattie ereditarie nell’uomo.Successivamente, in seguito anche alla conferma che la maggior parte degli agenti chimici che inducono il cancro hanno anche attività mutagena, sono stati sviluppati numerosi test genetici, che formano il corpo della mutagenesi ambientale, e che sono utilizzati per individuare agenti chimici e fisici con capacità mutagena e quindi potenzialmente cancerogena.

L’ispiratrice e la fondatrice di tutto il settore della ricerca sulla “mutagenesi chimica” prima, e della “mutagenesi ambientale” dopo, è stata indubbiamente Charlotte Auerbach, soprattutto negli anni in cui dirigeva la “Mutagenesis Research Unit” del Medical Research council presso l’Institute of Animal Genetics dell’Università di Edimburgo (Scozia), la prima istituzione scientifica di ricerca, riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, nel settore della mutagenesi teorica e sperimentale.

Lo sviluppo invece della Mutagenesi Ambientale è riconducibile ad un numero limitato di ricercatori in diversi Paesi dell’Europa e del  Nord America.

Con i loro studi hanno gettato le basi scientifiche, sia pure con argomenti individuali, di un corpo di conoscenze che oggi ha raggiunto il massimo consolidamento scientifico “sperimentale e teorico”,  pari a quelli di altri settori di ricerca e di conoscenza all’interno delle scienze genetiche

La Auerbach pubblicò il suo primo lavoro sperimentale sulla mutagenesi chimica nel 1946, ma come rivela lei stessa nel 1951 “Sono trascorsi appena 10 anni da quando il Dr. Muller (1941), nell’ultimo Cold Spring Harbour Symphosium sul gene e le mutazioni, aveva detto che i tentativi di indurre mutazioni mediante sostanze chimiche non avevano ancora prodotto risultati chiaramente positivi”.

A dire la verità, questa affermazione già allora non era vera, risultati chiaramente positivi erano stati ottenuti qualche settimana prima (dell’affermazione di Muller) con il gas mostarda, ma, a causa di ragioni di sicurezza nazionale che proibivano la pubblicazione di ricerche di guerra, questi risultati sono stati tenuti segreti sino a qualche tempo dopo la guerra “(Auerbach e Robson, 1942, 1947).)

Durante la Iª Guerra Mondiale i farmacologi erano stati colpiti dalla somiglianza esistente tra le ustioni prodotte sulle persone dalle radiazioni X e dal gas mostarda (gas asfissiante usato abbondantemente in tale guerra ed anche dopo!) che rimarginavano debolmente e successivamente si riaprivano. Da ciò l’ipotesi che il gas asfissiante potesse indurre aberrazioni cromosomiche e quindi mutazioni.

Inoltre, in analogia con i Raggi X, si ipotizzò che composti BI-FUNZIONALI della famiglia delle MOSTARDE AZOTATE, potessero essere degli utili composti ANTI-NEOPLASTICI.

Cio portò allo sviluppo, presso il CHESTER BEATTY RESEARCH INSTITUTE (attualmente Institute of Cancer Research), di importanti composti anti-neoplastici parzialmente in uso anche oggi. Praticamente la mutagenesi chimica  si è sviluppata ininterrottamente e con grande successo durante i 25 anni successivi alla scoperta di C. Auerbach e collaboratori, coinvolgendo diversi ricercatori in moltissimi laboratori

Nel 1964 fu pubblicato il primo numero della rivista “Mutation Research” edita da F.H.Sobels.

A partire dal 1965, avendo fatto molta attenzione ai pericoli genetici prodotti dalle radiazioni ionizzanti (dalla bomba atomica lanciata su Hiroshima il 6 agosto 1945 e dopo) i ricercatori di genetica e di mutagenesi riuscirono a convincere la Società del pericolo esistente anche per la potenziale induzione di mutazioni nella popolazione umana da parte di numerose sostanze chimiche sintetizzate per vari impieghi e trovate mutagene su una serie vasta di organismi animali, vegetali e microbici.

Molte di queste sostanze rientravano in settori di applicazione industriale per la produzione di materie utilizzate in medicina, nell’industria chimica, nei pesticidi, nei conservanti degli alimenti, nei cosmetici, ecc., che comunque comportavano un’esposizione più o meno rilevante della popolazione umana a materiale potenzialmente mutageno.

Il rilevante interesse suscitato dal possibile rischio per la salute umana rappresentato dalle sostanze mutagene ed il forte impegno della ricerca sulla mutagenesi chimica negli Stati Uniti ed in Europa, determinarono la fondazione della  Environmental Mutagen Society (EMS) in una storica riunione organizzata a Washington  nell’Aprile 1969, dove era anche presente una decina di ricercatori europei. 

Uno dei primi atti dell’ EMS fu la costituzione di un registro delle sostanze chimiche valutate per la loro potenziale mutagenicità e dell’ Environmental Mutagen Information Center (EMIC) ad Oak Ridge, per volere di A. Hollaender e diretto da J.Wasson

L’evento di Washington fu immediatamente seguito dalla costituzione della European Branch della EMS (EEMS), con una riunione scientifica organizzata a Monaco di Baviera il 10 luglio 1970.

Tale riunione, presieduta dal Presidente della EMS, A.Hollaender, fu aperta dall’intervento di C.Auerbach sulle problematiche dei test in relazione all’interesse scientifico del processo di mutagenesi; da L. Ehrenberg, di Stoccolma, sui problemi chimici della mutagenesi ambientale; da G.Röhrborn, di Heidelberg, sui rapporti tra mutageni chimici e l’uomo; da N. Loprieno di Pisa, sulla specificità dei mutageni chimici.

Nell’ottobre 1991, in Italia, è stata fondata la Società Italiana di Mutagenesi Ambientale (S.I.M.A., primo presidente Prof. Nicola Loprieno), che è andata ad unirsi ad un panorama di analoghe Società europee e mondiali.

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