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Focus Wild: Roberto Marchesini il 21 aprile alla Libreria Mondadori di Milano

Nell’ambito del progetto “Focus Wild” sarà presentata la conferenza dal titolo “L’intelligenza del gatto”, tenuta il 21 aprile a Milano alle Librerie Mondadori da Roberto Marchesini, fondatore della zooantropologia, esperto addestratore di cani e direttore della Scuola di Interazione Uomo-Animale (SIUA) di Bologna.

Studi recenti dimostrano che il cervello del gatto ha un processo cognitivo ed emozionale pressoché simile al nostro e che il suo emisfero cerebrale è abbastanza sviluppato da permettere all’animale di distinguere abbastanza chiaramente forme e colori.

Chi ha un gatto e condivide con lui i propri spazi e i momenti della vita quotidiana sa quanto queste bestiole siano intelligenti e capaci di capire il comportamento dell’uomo; non sempre però, come al solito, siamo noi molto spesso a non essere in grado di decifrare  il linguaggio degli animali, anche quelli domestici come il gatto e il cane.

Sembra invece che sia proprio il gatto ad assumere un atteggiamento molto simile a quello umano; dall’osservazione empirica sul comportamento dei nostri felini risulta che i gatti sviluppino un processo di apprendimento dell’esperienza allo stesso modo dell’essere umano, ovvero per prove ed errori, fino ad arrivare alla soluzione del problema e acquisirla nel proprio background comportamentale.

Non si tratta dunque di atti esclusivamente derivanti dall’istinto; infatti il gatto non è capace soltanto di nutrirsi, dormire e riprodursi bensì è in grado di svolgere compiti molto più complessi, come aprire una porta, nonché sviluppare comportamenti affettivi ed emozionali, come ad esempio salire in braccio al padrone in un preciso momento di relax.

Certamente il gatto non è capace di astrarre concetti, ma dal punto di vista delle sensazioni è molto vicino alle emozioni umane quali gioia, tristezza, paura e persino noia.

La SIUA si occupa della relazione tra l’essere umano ed l’eterospecifico e promuove una serie di attività volte all’acquisizione di esperienze positive e concrete con l’animale; nell’ambito dell’ addestramento cani, SIUA organizza il corso per istruttore cinofilo.

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Workshop di Pet Therapy domenica 15 aprile a Torino

“Pet Therapy”, temine coniato negli anni Cinquanta dallo psichiatra Boris Levinson, fa riferimento al valore terapeutico in ambito medico e psicologico del rapporto tra uomo e animale.

L’efficacia a livello curativo della relazione con l’animale risale fin dall’antichità, ma scopre oggi un rinnovato approccio alle discipline mediche, soprattutto in campo psicologico e riabilitativo, grazie alla Pet Therapy.

In particolare, la Pet Therapy viene utilizzata con i bambini anche a scopo didattico per agevolare i processi cognitivi e di apprendimento, soprattutto nei casi in cui è presente un ritardo psicomotorio o del linguaggio; con gli anziani assistiti in modo da sviluppare il contatto fisico e la voglia di porsi in relazione con l’ambiente; con alcune categorie di disabili e di psicotici per ristabilire un equilibrio tra la sfera del sé è l’altro da sé.

Il contatto con l’animale infatti stimola proprio quei bisogni “animali” dell’uomo e ne garantisce una risposta immediata e positiva, contribuendo a migliorare la qualità della vita della persona con disagio fisico o mentale:  il bisogno di affezione, il bisogno di cura, il bisogno del contatto fisico, l’emotività e persino una sorta di legame empatico tra sé e l’altro.

La Pet Therapy è dunque una metodologia impiegata per migliorare il comportamento sociale dell’individuo partendo da fattori positivi quali il gioco e l’affettività, la comunicazione non verbale, la curiosità, le dimostrazioni affettive.

È stato osservato che le gestualità prodotte durante il contatto con l’animale, accarezzarlo, prenderlo in braccio, avvicinarselo al viso, alleviano il dolore dovuto alla non accettazione della condizione di disagio subita dal malato, soprattutto nel caso di bambini,  coadiuvano la regolarizzazione del sistema cardio respiratorio, ammortizzano la percezione di ansia e stress favorendo sensazioni di rilassamento, gioia, nonché una sana presa di coscienza della propria corporeità.

Quasi tutti gli animali domestici possono entrare all’interno dei programmi di Pet Therapy, gatti, mucche, cavalli, asini, capre e conigli, ma il cane ha una corsia di preferenza data dal suo secolare rapporto di collaborazione con l’essere umano. Inoltre, le caratteristiche fisiche del cane si prestano maggiormente alle attività di Pet Therapy a differenza di altri animali come il delfino che, se pur contribuisce in modo efficacissimo al benessere psicofisico dell’individuo, presenta dei problemi di ordine logistico per cui il programma terapeutico è praticabile esclusivamente in strutture attrezzate per la delfino-terapia.

Roberto Marchesini, direttore della Scuola di Interazione Uomo-Animale (SIUA), addestratore di cani ed istruttore cinofilo, sarà presenta a Torino domenica 15 aprile 2012 in occasione di una giornata interamente dedicata alla Pet Therapy, in cui verranno approfondite le tematiche inerenti le Terapie Assistite dagli Animali e le attività volte al recupero della condizione di benessere attraverso la relazione positiva tra uomo e animale.

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Corso SIUA di Zooantropologia Diadattica a Bologna il 21 e 22 aprile

L’agriturismo Arcadia di Bologna ospiterà nelle giornate del 21 e 22 aprile prossimi il corso per referente SIUA in Zooantropologia Didattica.

Il corso fornisce contenuti stabili e aggiornati sulla materia, sia in ambito teorico sia pratico, ed è finalizzato ad offrire ai partecipanti tutti gli strumenti necessari a realizzare progetti didattici volti allo sviluppo e all’approfondimento della relazione tra uomo e animale.

La Zooantropologia Didattica aiuta infatti a sviluppare le capacità di apprendimento del singolo individuo, nonché a migliorare le capacità relazionali all’interno di un gruppo; viene assunta all’interno di percorsi formativi soprattutto con i ragazzi per favorire l’integrazione con la classe, aumentare la prosocialità e correggere atteggiamenti asociali in modo ludico e rassicurante.

L’importanza della Zooantropologia Didattica accresce mano a mano che le nuove generazioni subiscono il progressivo allontanamento dalla natura e in particolare dall’animalità; il totale distacco dell’essere umano dall’ambiente naturale, per altro auspicato dai nuovi modelli di urbanizzazione, in realtà provoca nel lungo tempo un malessere che si estende non solo a livello fisico (smog, inquinamento acustico e ambientale con tutte le conseguenze sulla salute) ma anche a livello psicologico.

L’ausilio della Zooantropologia Didattica all’interno dei processi educativi tradizionali assumerebbe dunque il significato di un tentativo di recuperare il prezioso legame con la natura, così da stimolare le proprietà comportamentali dell’individuo più sane e inclini alla relazione con l’altro.

Dall’osservazione del rapporto tra uomo e animale si è notato infatti che tale rapporto agisce efficacemente sul comportamento umano stimolando l’empatia, l’espressività, la corporeità e la comunicazione non verbale a favore della creatività, dell’atteggiamento di cura e della curiosità esplorativa, qualità fondamentali che se per l’animale costituiscono la sopravvivenza stessa della specie nell’uomo si stanno via via perdendo.

La SIUA promuove da sempre il recupero, o il mantenimento, del legame tra uomo e animale attraverso molteplici attività: didattiche, come i corsi specifici per referente in Zooantropologia Didattica; terapeutiche, come il corso per referente in Pet Therapy; cinofile, come il corso per addestratore cani e l’ addestramento del cane.

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