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Luxury Experience firmata Rossi D’Angera

La storica distilleria italiana, che dal 1847 produce grappe e distillati d’autore, presenta una nuova collezione Luxury, in edizione limitata, che ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo trend nel mondo dei superalcolici.

La storia potrebbe iniziare così: sulle sponde del Lago Maggiore, ad Angera, dal 1847, si producono grappe che rappresentano la sintesi perfetta tra artigianalità, sapere antico e spirito italiano. Anni e anni di studi e di perfezionamenti della Famiglia Rossi, oggi pienamente rappresentata da Arturo Rossi,  si sono intrecciati negli ultimi tempi con la visione imprenditoriale di un manager proveniente dal mondo dell’alta finanza, Francesco Aletti Montano e l’amabile esperienza nel mondo dei distillati, insita nel suo stesso DNA, di Antonella Bocchino.

Una sinergia vincente che ha portato alla realizzazione di un sogno, un’inedita linea di grappe e liquori, capace di dare grande dignità e spessore al mondo della grappa, al suo stesso nome e alla sua italianità più pura.

E’ nata così la Collezione Luxury firmata Rossi d’Angera finalmente in grado di competere in fascino e qualità  con i più blasonati distillati del mondo.

Le nuove grappe Rossi d’Angera hanno a lungo dialogato con i più pregiati legni di piccole botti come le grandi eaux-de-vie d’oltre confine, ricavandone quel tratto e quell’eleganza che le rendono irripetibili.

Grazie ad oltre 160 anni di lunga tradizione nella produzione di liquori, la Rossi d’Angera ha dato vita anche ad una linea di Spirits per esaltare gusti e profumi tipici dei frutti ormai rari del territorio e per dare voce a colori e sapori delle stagioni, seguendo metodi rigorosamente artigianali ma con lo sguardo orientato ad un consumo moderno.

Nascono così Persichina, Sciresa e Suadus. La base del prodotto è costituita da grappa di Moscato d’Asti elevata in barriques di Allier per 18 mesi, sapientemente sposata al puro succo dei frutti altamente selezionati nel territorio di origine: pesca, ciliegia e miele di acacia.

E’ possibile prenotare una “tasting luxury experience Rossi d’Angera” nel Borgo di Mustonate, antico borgo rurale del ‘700, affacciato sul Lago di Varese e a pochi Km da Milano, dove il vostro viaggio può iniziare su una carrozza che vi accompagnerà fino alla Barricaia del Puntale, la panoramica barriquerie dove riposano le annate più preziose di queste grappe in edizione limitata.

 

www.rossidangera.it

Per info e prenotazioni:

[email protected]

 

 

 

CONTATTI:

Rossi d’Angera Distillatori Srl.

Via Puccini, 20 – 21021 Angera (VA) – Lago Maggiore

www.rossidangera.it – www.borgodimustonate.it

 

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Il processo di distillazione di liquori e acquaviti

La produzione di acquaviti e liquori è una parte importante del sistema industriale di questo paese. Tuttavia occorre fare una distinzione fra i due preparati.

Acquaviti e liquori sono entrambe bevande dall’elevata gradazione alcolica, prodotte con tecniche molto diverse: le prime sono distillati di prodotti fermentati, le seconde sono ottenute per semplice miscelazione o infusione. Le bevande liquorose o liquori sono miscele di alcol etilico o acquavite con acqua, zucchero, aromi, essenze, oli essenziali oppure provenienti da vini particolari come l’amarone classico.

Le tecniche di preparazione sono varie: si può fare una infusione della pianta o dell’erba aromatica nel liquido alcolico zuccherato; si può distillare il liquido alcolico contenente la sostanza vegetale, estraendone così l’aroma; oppure si miscelano semplicemente alcol o acquavite, aromi, acqua e zucchero.
La molteplicità delle materie prime determina una notevole varietà di bevande, preparate con ricette spesso gelosamente custodite dai produttori o addirittura brevettate.
La gradazione alcolica è variabile, generalmente è compresa tra il 20% e il 50%.
Tra i liquori più famosi ricordiamo il limoncello, il nocino, il laurino, le grappe aromatizzate, il gineprino, ecc.

Con il nome di acquaviti si comprendono tutte le bevande alcoliche fermentate e distillate come la classica grappa Veneto. Il procedimento utilizzato per produrre le acquaviti prevede la distillazione di miscele fermentate, contenenti alcool a bassa gradazione, che vengono concentrate per ottenere alcool ad elevata gradazione.
La distillazione è un processo basato sulla diversa temperatura di ebollizione di liquidi si diversa composizione, che permette di separare i diversi componenti di una miscela liquida.

Il primo rudimentale strumento per produrre distillati venne chiamato alambicco, e la sua invenzione è attribuita al chimico islamico Jabir ibn Hayyan, tra l’VIII secolo ed il IX secolo. L’alambicco consiste in una caldaia in cui scaldare la miscela da separare, un condensatore in cui i vapori che si separano dalla miscela bollente vengono raffreddati ed un contenitore che raccoglie i vapori condensati, arricchiti delle sostanze aventi punto di ebollizione inferiore. Ripetendo questa operazione diverse volte si può concentrare sempre di più la soluzione aumentando la gradazione alcolica della stessa.
Nel fare la distillazione, vengono scartate la prima e l’ultima frazione di distillato, testa e la coda, poiché contengono sostanze nocive come l’alcol metilico (metanolo) e altri alcoli diversi dall’etilico, si utilizza invece il cuore, costituito da alcol etilico e acqua.
La normativa vigente stabilisce per le acquaviti una gradazione alcolica tra il 30% e l’86%, il tasso di alcol metilico tollerato dipende dal tipo di acquavite.

Queste tecniche artigianali sono molto antiche, ma sono tuttora diffuse in Italia, soprattutto per quanto riguarda le acquaviti come la grappa barrique. Distillare significa letteralmente estrarre ”goccia e goccia”, quindi in senso più ampio ricavare l’essenza, vale a dire lo ”spirito”, da qualcosa. Ed è esattamente questo il senso e il valore dell’antichissima arte della preparazione dei liquori. Quello che mastri distillatori e produttori di acquaviti e liquori si propongono di fare è offrire a appassionati, esperti e consumatori una vetrina di eccellenza, dove la qualità e la varietà delle acquaviti, venga offerta nel suo splendore.

A cura di Martina Meneghetti
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