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L’argilla Galestro patrimonio e ricchezza di Il Palagio

Dai tradizionali orci e vasi alle costruzioni architettoniche più contemporanee e futuriste, così si esplica la versatilità della terracotta del distretto imprunetino con marchio Il Palagio. Una materia prima dalle qualità particolari, la più compatta ed elastica al mondo, consente di realizzare prodotti in cotto resistenti, durevoli e di grande impatto estetico.

La cava di Il Palagio e il suo stabilimento produttivo si trovano all’interno del distretto imprunetino, zona caratterizzata da innumerevoli cave a cielo aperto di una delle argille più preziose al mondo. Dalle sue colline, nate in un’epoca geologicamente piuttosto recente circa 350 milioni di anni fa, viene estratto il Galestro un’argilla scistosa, ad alto tenore di ferro, estratta in Impruneta stessa o sui poggi vicini, a Tavarnuzze, al Ferrone o lungo la Val di Greve.

Utilizzata sin dall’epoca degli etruschi è divenuta poi protagonista dei progetti architettonici rinascimentali per radicarsi definitivamente, nel corso dei secoli, nell’economia locale: da allora l’applicazione di nuove metodologie e innovazioni tecniche hanno portato questa argilla a caratterizzare la progettazione di abitazioni, ambienti urbani, luoghi di culto, centri commerciali e molto altro ancora.

Si tratta di un’argilla dal color azzurro violaceo, ricca di minerali e materiali organici che attraverso le sue caratteristiche chimici fisiche riesce a dare origine a un cotto dalle qualità straordinarie. Il Palagio è riuscito ad ottimizzare e perfezionare queste caratteristiche grazie all’applicazione di tecnologie all’avanguardia che consentono di realizzare un prodotto dalle particolarità estetiche uniche, durevole, resistente alle intemperie, agli sbalzi di temperatura e all’attrito e tale da garantire applicazioni sempre ai massimi livelli.

In grado di soddisfare tutte le esigenze architettoniche sia in stile contemporaneo che più tradizionale, l’argilla di Il Palagio, estremamente elastica nella fase di lavorazione con l’acqua, diventa compatta e solida dopo la fase di cottura ad alte temperature, per pavimenti e rivestimenti in cotto adatti ad arredare tanto gli interni quanto gli esterni.

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Piano casa le opportunità per la tua casa

Una delle conseguenze della crisi economica che ci ha colpiti nell’ultimo anno e mezzo è sicuramente quella che riguarda il mercato immobiliare in particolare quello relativo alle nuove abitazioni e agli investimenti da parte dei giovani.

Proprio per arginare questo fenomeno è stata infatti elaborata e approvata nella primavera de 2009 la legge cosiddetta “Piano Casa”. A causa del precariato e comunque della difficoltà nel trovare lavoro i giovani infatti si trovano in difficoltà nel trovare l’autonomia che ad una certa età è necessaria per mantenere il buon equilibrio familiare e favorire l’autonomia dei giovani. Ma non solo, il piano casa può divenire un’ottima alternativa nel caso dell’arrivo di un figlio oppure nella necessità di accoglienza all’interno della casa di un anziano o di un parente bisognoso di cure.

Grazie al piano casa ampliamento però si possono trovare delle alternative che, se non sono al pari di una casa autonoma, ci vanno molto vicino. Questa legge infatti permette di ampliare l’abitazione familiare dal 10 al 20% permettendo quindi di ricavare delle abitazioni autonome da una parte della casa familiare. Questa legge in particolare si rivolge a quattro distinte tipologie di intervento che prendono in considerazione ognuna una tipologia di abitazione particolare distinguendone le caratteristiche e suddividendole in particolari categorie ognuna della quali normata peculiarmente.

La prima tipologia è quella che fa riferimento al recupero edilizio e il riutilizzo di volumetrie abbandonate e sottoutilizzate. E’ questo il caso di garage comunicanti con le abitazioni che se opportunamente restaurati e rivalorizzati con una particolare riqualificazione edilizia possono divenire spazi utili magari per un figlio in arrivo o per collocare oggetti e armadi che altrimenti in altri punti della casa occuperebbero troppo spazio e sarebbero di ingombro alla normale routine familiare.

Il secondo tipo di intervento del piano immobili previsto è quello che fa riferimento al vero e proprio ampliamento fino al 20% del volume complessivo di edifici mono e bifamiliari ma anche di edifici trifamiliari che però abbiano una volumetria esistente non superiore ai 1000 metri cubi.

Il terzo tipo di intervento è quello che riguarda la demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi con un bonus volumetrico sino al 30% aumentabile fino al 35% in presenza di spazio sufficientemente verde attorno all’abitazione oppure una dotazione in alberi e vegetazione a fusto che copra almeno il 25% del lotto in cui sorge la casa.

La quarta tipologia di intervento è quella che riguarda in particolare i quartieri di edilizia residenziale pubblica, quindi gli alloggi che vengono attribuiti a famiglie bisognose da parte degli enti pubblici previa valutazione del reddito e delle condizioni familiari.

Ovviamente molte sono le particolarità che devono essere prese in considerazione quando si prende in esame l’idea di poter ampliare il proprio edificio residenziale. L’importante però è sempre appoggiarsi ad adeguati enti preposti a tale scopo che possono valutare le condizioni migliori e gli ambiti idonei di applicazione di tale normativa che, ad un anno dall’entrata in vigore non ha riscosso molto successo dal punto di vista delle richieste e delle proposte di progetto.

A cura di Martina Celegato

Prima Posizione srl

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Acustica Abitativa: accesa polemica, a Padova, sulle nuove norme UNI.

A Padova, alla presenza di un folto pubblico di addetti ai lavori che riempiva la vasta sala Le Vele dello Sheraton Conference Center, si è tenuto il convegno dal titolo “Da oggi l’acustica abitativa è UNIforme”.
Brillantemente moderato dal caporedattore di Radio24, Sebastiano Barisoni e organizzato da AcusticaGroup2.0, il convegno ha visto relazioni e vivaci dibattiti sullo stato dell’arte dell’acustica applicata al benessere abitativo, in merito alla normativa vigente ed al futuro decreto che accoglierà le direttrici della nuova Norma UNI in materia.
L’incontro ha sottolineato quanto sia le norme attuali – DPCM 5/12/97 – che i presumibili nuovi as­setti legislativi siano sostanzialmente carenti rispetto alle aspettative dell’acquirente di immobili residenziali, poiché ciò che la norma ritiene come miglior risultato di abbattimento acustico è, nella realtà, a malapena sufficiente a definire una situazione accettabile. Si presume, inoltre, che l’auspicabile obbligo di dichiarare la classe di isolamento acustico raggiunto dalla costruzione, al rogito, rimarrà lettera morta togliendo alla nuova norma l’unica possibilità di incidere sulla valutazione commerciale degli immobili.
E’ stato rimarcato, comunque, che l’isolamento acustico non è un valore assoluto ma è relativo al contesto abitativo e urbanistico. E soprattutto che la cosiddetta “tenuta di facciata”, che è relativa ai rumori esterni, non protegge assolutamente da vicini chiassosi o dalle sonorità derivanti dalla fruizione quotidiana di un’abitazione: televisore, aspirapolvere, calpestio, sciacquone, ecc.
In edilizia, un’acustica corretta non è il risultato dell’uso di uno specifico materiale bensì il frutto di un sistema interdisciplinare che parte dalla progettazione architettonica, in una logica di razionalizzazione totale dell’opera. Il sistema di costruzione a secco – ovviamente adattato alle esigenze residenziali e perfezionato con tecniche altamente evolute come ben spiegato da Sergio Russo e Cristian Bortot durante il loro intervento – si è dimostrato il più idoneo a garantire, oltre a vantaggi termici e antisismici, il miglior grado di isolamento acustico perché consente di scollegare la “cellula abitativa” dalla struttura portante.
Hanno dibattuto: Tommaso Gabrieli tecnico Arpav, Paolo Giacomin vice presidente della commissione acustica UNI, l’imprenditore Sergio Russo, i tecnici acustici Cristian Bortot e Fabio Ceol, l’architetto Francesco Zacchia e l’avvocato Maurizio Guiducci.
Sotto accusa un po’ tutti, dal progettista che molto spesso si pone il problema acustico solo a cantiere finito e cerca di porvi rimedio con soluzioni legate all’inserimento forzoso di materiali fonoisolanti, alle istituzioni che latitano nell’applicazione delle poche ed insufficienti norme a disposizione, ai costruttori, troppo vincolati a presunte logiche di competitività fino alla stessa UNI che – come concludeva Barisoni – avrebbe potuto, nel definire le nuove norme, “osare di più”. Particolarmente duri gli interventi dal pubblico del tecnico veronese dell’Arpav Massimo Donzellini e del tecnico competente veneziano Stefano Barina.

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Acustica abitativa. Quando il mio vicino “abita in casa mia”

Convegno: “Da oggi l’Acustica Abitativa è UNIforme”
Padova. 21 Maggio 2010 Sheraton Conference Center ore 14,30

Con il titolo “ Da Oggi l’Acustica Abitativa è UNIforme” e con la moderazione di Sebastiano Barisoni, caporedattore di Radio24, si tiene a Padova il convegno, organizzato da AcusticaGroup2.0, sulle norme che UNI (Ente nazionale italiano di unificazione) è in procinto di emanare, su incarico della UE, sulle procedure per la classificazione acustica degli edifici. Norme che avranno un notevole impatto sul mercato dell’Edilizia in Italia.
Il convegno, analizzando la nuova normativa che sostituirà il poco applicato Decreto Legge del Dicembre ’97, affronterà la questione in modo interdisciplinare e vedrà come protagonisti – oltre al vicepresidente della commissione acustica dell’UNI – esperti che metteranno in luce gli aspetti tecnici, progettuali, amministrativi e legali.
I rumori molesti, nelle nostre case, sono veramente presenze estranee che si intromettono nel nostro habitat deteriorandone la qualità. Il bambino del vicino che piange o canta per una volta può fare tenerezza, ma tutti o giorni, o peggio tutte le notti, esaspera!.E quel lugubre fischio che le tubature sanno emettere, sempre e rigorosamente non appena ci siamo addormentati? E avanti così, dal surround alla litigata, un esercito di “fantasmi sonori” si impossessa di casa. Forse le nuove classificazioni metteranno fine a tutto questo.
Patrocinano il convegno: Assoacustici, Il Collegio Ingegneri di Padova e l’ANCE Veneto. Sponsor della giornata Fassa Spa.

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