Sorride a Donald Trump e a Hilary Clinton il Super Tuesday del primo marzo. L’esito infatti delle consultazioni primarie, molto atteso e chiaro indicatore visto che votano dodici stati contemporaneamente eleggendo più del 25% dei delegati per la convention finale, ha sancito la vittoria complessiva dei due candidati, che così confermano di essere i favori per l’investitura verso la corsa alla Casa Bianca rispettivamente del Partito Repubblicano e di quello Democratico. Nel dettaglio si è votato per quanto riguarda i democratici in : (53 delegati, primarie), (32 delegati, primarie), (66 delegati, caucus), (102 delegati, primarie), (91 delegati, primarie), (77 delegati, caucus), (38 delegati, primarie), (67 delegati, primarie), (222 delegati, primarie), (16 delegati, primarie) e (95 delegati, primarie). Per i repubblicani invece si è votato in : Alabama (47 delegati, primarie), (25 delegati, caucus), (37 delegati, primarie), 37 delegati, caucus), (76 delegati, primarie), (39 delegati, primarie), (38 delegati, caucus), (40 delegati, primarie), (58 delegati, primarie), (155 delegati, primarie), (16 delegati, primarie), (46 delegati, primarie) e (26 delegati, caucus).
Bene Trump e la Clinton
Anche nel Super Tuesday per quanto riguarda i Repubblicani si è imposto Donald Trump, che ora marcia sempre più spedito verso la candidatura verso la Casa Bianca. Il magnate infatti si è imposto in ben otto stati su dodici, vittorie che fanno il paio con quelle già ottenute nelle scorse settimane e che lo portano in netto vantaggio rispetto a Ted Cruz, che ancora gli rimane in scia, e Marco Rubio. E’ proprio quest’ultimo, il preferito del partito, il grande sconfitto che rischia di dover lasciare il palco a due candidati che non piacciono molto ai big Repubblicani. Sia Trump che Cruz infatti vengono visti come due candidati troppo estremisti, che difficilmente poi potrebbero riuscire a vincere le elezioni di novembre per la Casa Bianca. Otto vittorie anche per la Clinton ma Sanders non molla. I risultati del Super Tuesday Democratico fotografa perfettamente la situazione : l’ex first lady conquista il voto afro e ispanico, ma non sfonda negli stati più progressisti che sono diffidenti verso di lei ritenendola più interessata agli indicatori forex e ai giochi di potere che al bene del paese. Nel nord-est del paese infatti Sanders vince in tutti e quattro gli stati e la Clinton, se come pare dovesse essere lei la candidata del Partito Democratico per la Casa Bianca, dovrà fare un gran lavoro per cercare di scrollarsi di dosso questa etichetta di donna legata ai poteri forti.
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