L’astronomia è stata da sempre una delle scienze che più ha mosso l’uomo, cercare di comprendere lo spazio infinito è tutt’oggi qualcosa di estremamente complesso.
Equazioni matematiche e forze fisiche muovono l’intero universo cercando di ridurre a zero il moto entropico dei pianeti e delle galassie.
Grazie all’università di Bologna, è stato osservato un nuovo agglomerato di astri, circa 2 milioni di stelle, che risultano interessanti perché formato da due generazioni differenti, ovvero la prima generazione con un età compresa nei sei Miliardi di anni, che si distinguono per la loro particolare luminosità, mentre le altre presentano una luminosità più ridotta, ed hanno un’età calcolata, doppia rispetto alle prime, di circa 12 Miliardi di anni.
Oltre alla luminosità, ciò che le distingue è anche la concentrazione dei componenti, uno degli esempi è la concentrazione di ferro, che è stato trovato in alte concentrazioni nel secondo gruppo di stelle, quelle più anziane.
Le osservazioni sono state fatte grazie all’utilizzo di un nuovo telescopio, posto nel deserto del Cile, il Very large telescope, utilizzato dall’Osservatorio Europeo.
Il telescopio, di ultima generazione, ha permesso di scattare foto molto grandi e ad altissima risoluzione, questo è stato il fattore determinante per identificare i diversi gruppi di stelle.
Per gli appassionati di astronomia si terrà fino al 21 Marzo la mostra “SPAZIALE! Astronomia in mostra” nella città di trenoto, oppure a Roma un’altra bellissima mostra dal titolo “Astri e particelle, le parole dell’universo”.
No Comments Found