I mari del mondo non vivono un buon momento, soprattutto a causa delle problematiche create dall’uomo durante l’estrazione del petrolio.
Prima il grave incidente avvenuto nel Golfo del Messico, che da mesi oramai campeggia sulle pagine dei quotidiani di tutto il mondo, un incidente che ha riversato in mare anche 40 mila barili di petrolio al giorno e che fino ad oggi ha costretto a chiudere un’area grande oltre 97 mila kilometri quadrati e ad impiegare oltre 20 mila persone.
Qualche giorno fa la sciagura avvenuta in Cina, dove due oleodotti sono esplosi versando, anche qui tonnellate di greggio nel Mar Giallo, davanti alla città di Dalian, ed uccidendo anche un pompiere completamente sommerso dalla marea nera.
Il problema del versamento in mare o comunque in natura di questi idrocarburi è enorme, infatti causano gravissimi problemi all’ambiente, che subisce uno squilibrio molto forte, che impiegherà, nella migliore delle ipotesi, centinaia di anni a per tornare ad uno stato pre-incidente.
Per questo le aziende che lavorano in settori a rischio dovrebbero essere più sensibilizzate al rischio ambientale e se questo non dovesse bastare anche forzarle a conseguire certificazioni come iso 14001, una che attesta a livello internazionale corretti standard della gestione ambientale.
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