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Terna sperimenta in Veneto il sistema “IoT 4 the Grid”: le considerazioni dell’AD e DG Luigi Ferraris

Al via in Veneto la sperimentazione “IoT 4 the Grid”: circa 500 sensori installati sulla rete elettrica per il monitoraggio e la raccolta dati, che come illustrato dall’AD e DG di Terna Luigi Ferraris, saranno sfruttati dalle “istituzioni che operano a tutela del territorio con enormi vantaggi per le comunità locali”.

Luigi Ferraris, AD e DG Terna

Terna sperimenta in Veneto il sistema “IoT 4 the Grid”: l’AD e DG Luigi Ferraris sottoscrive il Protocollo d’Intesa

Terna sceglie il Veneto per sperimentare un innovativo sistema integrato di raccolta, misura ed elaborazione real-time dei dati di funzionamento delle linee elettriche presenti sul territorio. Il progetto è al centro del Protocollo d’Intesa siglato lo scorso 18 febbraio a Palazzo Balbi dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris insieme al Governatore della Regione del Veneto Luca Zaia. Un intervento pioneristico quindi, che permetterà al Gruppo di raccogliere e analizzare real-time informazioni fondamentali per una maggiore sicurezza e flessibilità del sistema elettrico regionale. Dopo la tragedia di Vaia e il blackout di Cortina nel 2013 dovuto a una potente nevicata, il Veneto ha messo in piedi un modello unico di monitoraggio del territorio e, come ricordato dal Presidente della Regione, il supporto di Terna “dal punto di vista della Protezione Civile per noi significa tantissimo”. Luigi Ferraris guarda invece all’accordo come “una ulteriore occasione per aumentare la sicurezza e la sostenibilità della rete elettrica regionale”.

Luigi Ferraris: i benefici dell’innovativo sistema di monitoraggio ambientale in Veneto

Nell’evidenziare il valore del progetto di monitoraggio ambientale avviato in Veneto, l’AD e DG di Terna Luigi Ferraris si è focalizzato sullo scenario attuale: “La transizione energetica in atto impone nuove sfide e rende la gestione della rete sempre più complessa e articolata; mettere tali sistemi innovativi a fattore comune con le istituzioni che operano a tutela del territorio, significa creare una nuova consapevolezza tecnologica con enormi vantaggi per il sistema elettrico e le comunità locali”. Sono 500 i sensori installati ad oggi su 26 linee nelle zone di Belluno, Verona e Vicenza con benefici, ad esempio, in merito alla riduzione dei disservizi del servizio elettrico. Il monitoraggio avviene ogni 15 minuti, ma le tempistiche possono essere ulteriormente ridotte. L’utilizzo delle IoT Box, grazie alla capillare diffusione delle infrastrutture elettriche sul territorio, consente inoltre di aumentare in maniera significativa la capacità di osservazione dello stato della rete elettrica e di garantire efficienza nella gestione e maggiore tempestività di intervento in caso di necessità. “Le informazioni che rileveremo non serviranno solo all’operatore di rete, ma saranno di utilità plurima” ha aggiunto inoltre Luigi Ferraris: basti pensare ai vantaggi derivati dal monitoraggio di aree a rischio frana, alla protezione da fenomeni meteo avversi e al monitoraggio della qualità dell’aria.

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DOVE TROVO INFORMAZIONI SU SCIENTOLOGY ?

Spesso si sente parlare di Scientology, del suo fondatore L. Ron Hubbard e di attività sociali sostenute dalla Chiesa stessa e dagli Scientologist, ma sono ancora molte le domande che riceviamo per capire meglio il vasto argomento.

Scientology è una religione contemporanea davvero singolare, per poter rispondere alle più svariate richieste di informazioni, oltre ai Centri Informativi disponibili in diverse Chiese di Scientology, è stato preparato un “Centro Informativo Virtuale” attraverso i siti ufficiali, dei quali ,oggi, illustreremo qui di seguito uno di essi scientologyreligion.it .

Molto ricco di informazioni, oltre ai principi di base, le credenze e le attività sociali, le Vittorie e i Riconoscimenti, il sito fornisce una visione del soggetto Scientology da ulteriori punti di vista, come ad esempio attraverso gli Studi di Veri Esperti del settore, con i loro preziosi lavori di cui è disponibile anche il download.

Scientology Religion da qualche tempo è online anche in lingua italiana con i seguenti contenuti:

Oltre all’italiano e all’inglese, il sito è disponibile anche in ulteriore 12 lingue: cinese, russo, spagnolo latinoamericano, spagnolo castigliano, francese, tedesco, ebraico, giapponese, ungherese, olandese e svedese.

I Video ci portano testimonianze di Studiosi, rappresentanti governativi e dignitari sulla Chiesa di Scientology, il suo scopo religioso e la sua attività di miglioramento sociale. Tra i links non poteva mancare quello al sito ufficiale del Fondatore di Scientology L. Ron Hubbard.

 

 

 

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La figura professionale dell’imprenditore Ernesto Pellegrini

Ernesto Pellegrini è Presidente e Amministratore Delegato della società di ristorazione collettiva e commerciale Pellegrini S.p.A. L’imprenditore nel 2013 ha avviato una ONLUS insieme alla sua famiglia, concretizzando le iniziative nel sociale con l’apertura del ristorante solidale “Ruben”, a Milano.

Ernesto Pellegrini

Ernesto Pellegrini: l’esperienza di “Ruben”, il ristorante solidale

“Il nostro scopo principale è assistere i nuovi poveri, una categoria di persone in difficoltà pressoché invisibile e purtroppo in costante aumento”: sono le parole di Ernesto Pellegrini, imprenditore ed Ex Presidente dell’Inter. Il ristorante solidale “Ruben” nasce da una sua iniziativa nel 2014, nel ricordo dell’omonimo contadino conosciuto durante la giovinezza da Pellegrini e tragicamente scomparso in una baracca dopo aver perso il lavoro. Il ristorante milanese offre 300 cene al costo di 1 euro l’una, dal lunedì al sabato. Un terzo dei commensali sono bambini sotto i 12 anni (chi ha meno di 16 anni mangia gratis). Molte famiglie monoreddito o con genitori disoccupati vengono accolte nel locale. “La trasformazione di una fascia sociale che fino a pochi anni fa viveva in modo dignitoso rappresenta la genesi delle nuove povertà, caratterizzate da una fragilità anche economica che conduce all’esclusione sociale”, ha spiegato di recente Ernesto Pellegrini. “Abbiamo voluto dare una risposta articolata per restituire visibilità e dignità a queste persone”.

Ernesto Pellegrini: le tappe fondamentali della carriera

Ernesto Pellegrini è Presidente e Amministratore Delegato di Pellegrini S.p.A., la società di ristorazione collettiva e commerciale che offre anche servizi di Welfare aziendale (buoni pasto in primis). L’azienda si occupa inoltre di distribuzione automatica, pulizia, sanificazione, vendita di carni fresche e di derrate alimentari. L’esperienza di Ernesto Pellegrini con la squadra di calcio F.C. Internazionale (Inter) inizia nel 1984, anno in cui ne diventa Presidente. Ricopre questo ruolo fino al 1995 con risultati eccellenti. L’impegno dell’imprenditore nel sociale si evidenzia già a partire dal 2013 con la nascita di Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS, esperienza avviata insieme alla famiglia. La Fondazione si impegna a mettere a disposizione le risorse della società di ristorazione per aiutare le persone in temporanee difficoltà economiche e sociali. L’anno successivo questa volontà si concretizza nel ristorante solidale “Ruben”. Grazie agli obiettivi raggiunti durante la sua carriera, Ernesto Pellegrini si è aggiudicato il premio Ernst&Young “L’imprenditore dell’Anno” per la categoria Food & Services nel 2011, oltre ad essere Cavaliere del Lavoro dal 1990.

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Andrea Mascetti, l’impegno per promuovere il mecenatismo lombardo tra ‘800 e ‘900

Dal 6 marzo al 14 giugno, all’interno di una grande esposizione artistica presso il Castello di Masnago (Musei Civici di Varese) saranno ospitati alcuni dei capolavori di Hayez, Pellizza da Volpedo, Balla e altri grandi artisti: l’intervento del Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti, impegnato nella promozione del mecenatismo lombardo.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti sull’affascinante mostra organizzata da Fondazione Cariplo

Nel salotto del collezionista. Arte e Mecenatismo tra Otto e Novecento è il titolo del grande appuntamento artistico ospitato dal 6 marzo al 14 giugno al Castello di Masnago di Varese. Col fine di dare luce alla passione per l’arte di numerosi mecenati lombardi tra ‘800 e ‘900, l’evento è promosso da Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del Varesotto e dal Comune di Varese. "Nei tempi dello sradicamento, questo progetto di Fondazione Cariplo riporta l’attenzione all’arte e alle comunità dove questa fiorì o ne trasse linfa vitale o anche dove fu solo occasione di fuggevoli incontri", ha dichiarato l’Avvocato Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. "L’occhio che si posa su queste opere", ha proseguito, "sarà condotto attraverso un sapiente percorso filologico nella storia della nostra Lombardia e nelle vicende umane, personali o imprenditoriali, che composero un mosaico di relazioni e apparizioni straordinarie". Più di 70 i capolavori esposti, tra cui dipinti, sculture e oggetti di Francesco Hayez, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Giacomo Balla, Adolfo Wildt: si tratta di opere provenienti dalla Fondazione Cariplo, dai Musei Civici di Varese e da istituzioni museali di Milano, Varese e Gallarate. "I numerosi eventi che accompagneranno la mostra condurranno infine i visitatori in ulteriori campi di gioco dove il filo rosso delle nostre identità storiche si fonderanno con la bellezza", ha concluso il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti.

Giurisprudenza e cultura nella vita professionale di Andrea Mascetti

Da giugno 2019 nelle vesti di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti è un professionista del settore legale. Classe 1971, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, e iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano . Il suo percorso professionale ha inizio nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young di Milano, posizione che ricopre fino al 2003 . In seguito a tale esperienza professionale e dopo aver sviluppato competenze specialistiche nel settore, nel 2004 fonda lo Studio Legale Mascetti. Tra i suoi incarichi correnti, è Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, oltre che di Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia italiane che estere. Opera, inoltre, in servizi di consulenza professionale per società ed enti locali. Appassionato di libri e autori del ‘900, oltre che di geopolitica, il suo incarico in Fondazione Cariplo come Coordinatore della Commissione Arte e Cultura è finalizzato alla promozione di progetti di utilità sociale in campo culturale .

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Notizie dal mondo

Adesivo con Greta Thumberg violentata distribuito da una compagnia petrolifera canadese

Greta Thumberg al parlamento svezia stoccolma 2018

Adesivo con Greta Thumberg violentata distribuito da una compagnia petrolifera canadese

Greta Thumberg al parlamento svezia stoccolma 2018Un adesivo esplicito della diciassettenne Greta Thunberg che viene violentata da un uomo che ha il marchio di una compagnia petrolifera canadese.

Secondo HuffPost Canada , l’adesivo è stato trovato dalla cittadina di Alberta, Michelle Narang, che nonostante fosse un sostenitore dell’industria petrolifera e del gas, si è sentita in dovere di pubblicare un’immagine dell’adesivo su Facebook che ne criticava l’esistenza.

Si presumeva che l’adesivo fosse stato distribuito nei luoghi di lavoro per essere indossato su elmetti protettivi e circolava tra i dipendenti di X-Site Energy Services la scorsa settimana con la conoscenza di uno dei dirigenti.

Secondo quanto riferito, il manager ha risposto alla denuncia dicendo che Thunberg “non era una bambina” … il che sembra in qualche modo irrilevante.

Thunberg ha risposto via twitter ( qui subito in basso )nel suo modo tipicamente misurato, twittando che questo dimostra che lei e la sua causa stanno vincendo.

Questo ovviamente ha un senso. Thunberg ha una storia di irritazione irrazionale da parte di molte persone stizzite dalle problematiche climatiche da lei sostenute, nonostante il suo unico obiettivo nella vita sia davvero quello di ridurre al minimo la distruzione del pianeta a causa dei cambiamenti climatici.

In qualche modo, personaggi del calibro di Donald Trump, Piers Morgan, Jeremy Clarkson e così via sembrano incapaci di lasciarla in pace e sentono il bisogno di lanciare costantemente insulti e minimizzare il suo impatto.

Ciò è ora aumentato fino al punto di immagini di violenza sessuale, il che è ovviamente preoccupante.
È anche fortemente di genere: ci si può solo chiedere se un attivista maschio sarebbe soggetto a un trattamento così pesanti e concludere che probabilmente non succederebbe.

FONTE:  indy100.com
IMMAGINE:  indy100.com

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Da Segretario Generale a Chief Integration Officer, la vita professionale di Umberto Benezzoli

Umberto Benezzoli è un manager con esperienze consolidate e collaborazioni importanti sia nel settore privato che in quello pubblico, come testimoniano i ruoli occupati nel corso della sua carriera.

Umberto Benezzoli

Umberto Benezzoli, le esperienze prima di Sicuritalia

Classe 1959, Umberto Benezzoli nasce a La Spezia: dopo aver conseguito una laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Genova, a soli 28 anni entra in Confindustria come Segretario Generale del Comitato Fiere. L’esperienza acquisita lo porta ad ottenere nel 1991 lo stesso incarico per l’Ente Autonomo Fiere di Verona e, dopo un rapporto durato 7 anni, a diventare Direttore del Dipartimento Risorse umane e finanziarie dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Grazie alle elevate competenze gestionali, nel 2003 viene nominato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Promotor International, Gruppo privato attivo nel marketing e nella comunicazione nel quale resterà fino al 2007, anno in cui la sua riconosciuta professionalità lo porta alla nomina di Direttore Generale della Giunta della Regione Lombardia, carica che Umberto Benezzoli ricoprirà per tre anni, passando poi ad ARPA Lombardia – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente come Direttore Generale, coniugando contemporaneamente attività di tipo consulenziale in ambito tecnico-scientifico per gli Enti Locali. Diventa Direttore Generale di FNM S.p.A. dal 2015 al 2018, mentre nei primi mesi del 2019 è Senior Advisor Infrastrutture, Trasporti e Logistica per la società di consulenza strategica Roland Berger.

Sicuritalia, Umberto Benezzoli Chief Integration Officer del Gruppo

Con un curriculum di incarichi e responsabilità di alto livello, nel 2019 Umberto Benezzoli entra nel Gruppo Sicuritalia, società italiana leader nel settore Security, come Chief Integration Officer (CIO), occupandosi dunque di coordinare l’integrazione del Gruppo Ivri, oggetto di acquisizione. Grazie alle numerose e diversificate competenze, in pochi mesi è riuscito a distinguersi come uno dei protagonisti principali di una delle operazioni più importanti del Gruppo, che ha portato alla creazione del primo Polo italiano del settore. Per attuare un’integrazione totale e soprattutto veloce della neo-acquisita, viene nominato Presidente e Consigliere Delegato delle società appartenenti a IVRI. L’attuale esperienza in Sicuritalia conferma le competenze di Umberto Benezzoli, che può vantare anche collaborazioni con Università e Centri di Ricerca, oltre ad essere stato componente del "Comitato Tecnico Emissioni" presso il Ministero dell’Ambiente, Segretario Generale di AssoArpa e Advisor per conto dell’Unione Europea e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

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Andrea Girolami: vent’anni di esperienza nel settore del turismo e dell’ospitalità

Andrea Girolami è alla guida di AG Group, realtà italiana unica nel suo genere che unisce in maniera sinergica alberghi, tour operator, consulenza alberghiera, ristorazione e senior housing sotto un unico brand.

Andrea Girolami

Andrea Girolami: la carriera dell’imprenditore alla guida di AG Group

Con oltre vent’anni di esperienza, Andrea Girolami è un imprenditore di primo piano per il settore del turismo e dell’ospitalità in Italia. Laureato in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora per importanti società di consulenza aziendale dal 1994 al 2000. Si occupa inoltre di formulazione e implementazione delle scelte strategiche in ambito aziendale, frequentando il mondo accademico. La svolta imprenditoriale avviene nel 2000 con la fondazione di RSI, tour operator che in breve tempo si afferma tra le realtà più vivaci del Paese per quanto riguarda l’incoming. In dieci anni l’attività si quintuplica e diventa RSI Group, con cinque macro-aree di intervento (Travel, Events, Sport Events, RSI Communication e Wedding). Nel 2011 Andrea Girolami decide di diversificare il business ed entra nel settore alberghiero. L’anno successivo avvia il primo quattro stelle di proprietà. L’ambizioso piano di sviluppo prosegue con altri soci, fino all’apertura di oltre 16 hotel. Nel 2015 l’imprenditore avvia Italy Hotels Collection, per la consulenza e la gestione alberghiera. Nel 2017 apre invece a Roma il primo bistrot a Marchio Diana’s Place, per una cucina gourmet in ambienti raffinati ma al contempo informali. Nel 2019 le diverse iniziative del Gruppo sono confluite nel nuovo marchio AG Group.

Andrea Girolami: l’identità di AG Group

AG Group, acronimo del Presidente e fondatore Andrea Girolami, nasce nel 2019 in seguito a una massiccia operazione di rebranding che ha riunito, sotto un unico marchio, tutte le iniziative imprenditoriali da lui precedentemente avviate. Il Gruppo rappresenta, di fatto, la prima realtà turistica italiana dedicata all’incoming che opera integrando in sinergia hotel, DMC, bistrot, consulenza alberghiera e residenze per anziani, tutto di proprietà. Le residenze per anziani, sotto il brand “Domus Nova”, sono nate per rispondere alla crescente domanda d’assistenza dedicata alla terza età. Il marchio AG Group riunisce in sé tutti i brand avviati e sviluppati negli anni da Andrea Girolami ed è oggi una realtà di primo piano nel settore turistico in Italia, con oltre 250 persone impiegate e grandi progetti per la crescita futura. Il claim scelto per rappresentare l’identità del Gruppo è “Your Gateway to Italy”.

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Ippolito “Fatti avanti amore” è la cover del brano di Nek arrivato secondo al festival di Sanremo e reinterpretato dal cantautore salernitano

Il singolo anticipa il progetto discografico PIANO POP che raccoglie le reinterpretazioni di molti dei brani cult made in Italy.

«L’idea di interpretare questo brano nasce dall’energia che questa canzone trasmette e dalla mia personale stima per Nek. L’arrangiamento che ho realizzato al piano, è una novità se si considera che il brano gode di sfumature rock e nella sua versione originale, non contempla il piano appunto». Ippolito

Il progetto discografico “Piano pop”, nasce da una duplice esigenza: vivere un percorso artistico attraverso brani di successo che hanno segnato il percorso musicale di Ippolito e riproporre, in chiave rielaborata, delle canzoni della musica italiana che sono rimaste nel cuore della gente grazie al forte impatto emotivo dettato dall’aspetto puramente melodico del mosaico strutturale di un brano.

Autoproduzione

 

Radio date: 4 febbraio 2020

Pubblicazione album: marzo 2020

 

BIO

Ippolito è un cantautore italiano. Muove i primi passi nell’ambito musicale, imparando a suonare il piano, e successivamente, appassionandosi al canto. Nel tempo, la voglia di esprimere le proprie emozioni, porta Ippolito ad intraprendere la strada cantautoriale. Esordisce nel 2002 con il suo primo album dal titolo “Sempre tu”. Dopo un periodo di ricerca, Ippolito incide il secondo album dal titolo “I ricordi del passato”, trainato dall’omonimo singolo. I buoni risultati ottenuti, portano alla realizzazione del terzo progetto discografico, nel quale, il brano “Dimmi come”, una sensuale ballata latina, risulta come il più apprezzato. L’esigenza di rinnovarsi e sperimentare un nuovo sound, avvicina Ippolito ad uno stile musicale più commerciale e alla realizzazione del vivace album dal titolo “Centofiori”.

 

Contatti e social

Facebook www.facebook.com/Ippolitoofficial/

Instagram https://www.instagram.com/ippolitoofficial/

Canele YouTube https://www.youtube.com/channel/UCZ6iO1AKio6VeugRiue2OYA

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Salute e Benessere

Parafarmacia Online OVF: l’acmella, il botox naturale che viene delle piante

La Parafarmacia online Ovf utilizza prodotti della natura per garantirvi risultati estetici ottimali.

L’acmella è un potente anti rughe, rilassa le contrazioni dei muscoli del viso e rinforza il collagene, utile anche in caso di psoriasi, pruriti e ferite, infine è un diuretico e di aiuto contro l’ipertensione.
L’acmella oleracea, anche conosciuta come Spilanthes acmella, famiglia delle Asteraceae, è una pianta originaria della foresta brasiliana che sta suscitando molto interesse nel campo della cosmetica. Infatti, l’acmella viene considerata un botox naturale e utilizzata sempre più spesso in creme antirughe. Ma vediamo di capire meglio.

ACMELLA COME RIMEDIO ANTIRUGHE

L’estratto di acmella contiene un principio attivo, chiamato spilantolo, capace di agire sulle rughe, sia quelle di espressione che le rughe più profonde. Infatti, questa sostanza è in grado di attenuare le rughe di espressione rilassando la muscolatura. Non solo, lo spilantolo è antiossidante e stimola e rinforza il reticolo del collagene conferendo tono alla pelle che appare rassodata e compatta (Veda Prachayasittikul et al, EXCLI Journal, 2013 – Chen et al, Molecules, 2015). L’estratto di acmella è anche antinfiammatorio, antibatterico, analgesico e anestetico, proprietà, queste, provate da studi scientifici e che fanno dell’acmella un rimedio utile anche in caso di psoriasi, prurito e ferite velocizzandone la guarigione (Yamane et al, Evid Based Complement Alternat Med., Sep 2016 – Cho et al, Molecular Medicine Reports, 2017).

ACMELLA, ALTRI USI

Infine, l’estratto di acmella ha anche un’azione utile in caso di ipertensione dal momento che dimostra un effetto vasorilassante e diuretico (Gerbino et al, PLos One, 2016). Non solo, studi scientifici hanno anche osservato la capacità di questo estratto di rinforzare le difese naturali, stimolando il sistema immunitario e contrastando raffreddore, influenza e affezioni del tratto respiratorio. In genere, per questa azione, si usa l’estratto di foglie di acmella.

Puoi trovare l’acmella solo presso la parafarmacia online OVF

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Volontariato e società

Marotta: come affrontare la dilagante paura con La Via della Felicità.

E questo è l’ augurio dei volontari:
abbi cura di te stesso e fiorisci e prospera!

 

 

Marotta: Nonostante la catastrofe che sta toccando  la società, i volontari La Via della Felicità continuano a seminare il buon senso attraverso la distribuzione dell’opuscolo La Via della Felicità.

 

Oggi,  i volontari hanno consegnato copie gratuite de La Via della Felicità  ai titolari delle attività pubbliche di Marotta, da mettere a disposizione di tutti i loro clienti, e ne hanno distribuite anche ai cittadini.

 

La guida, scritta dal filosofo umanista L. Ron Hubbard, contiene 21 punti per vivere una vita felice; è un codice di valori basati sul buon senso, offre un mezzo per comprendere  se stessi e per capire ciò che è giusto e sbagliato e che, in quanto tale, fornisce una vera possibilità  di diffondere pace e tolleranza.

 

In questi giorni non si parla altro che di problemi di salute, ma a parte la corretta prevenzione, tutta questa eccessiva attenzione paralizza le persone creando panico e facendole ritirare dal vivere la vita.

 

Nel 1980, avendo osservato il caos presente nella società ed essendo cosciente dell’urgente bisogno di un tempestivo orientamento morale, L. Ron Hubbard scrisse La Via della Felicità, il primo codice morale non religioso del mondo. Da allora, dovunque sia stata impiegata, questa guida al buon senso, ha prodotto risultati molto importanti infondendo tranquillità in ogni comunità nella quale sia stata  utilizzata.

 

Tra i 21 precetti del libro, oltre al primo capitolo, che parla dell’importanza di avere cura di se stessi, i volontari vogliono far mettere l’attenzione anche sul capitolo dal titolo Fiorisci e Prospera, che dice: “Se i propri obiettivi nella vita sono validi, se vengono portati a compimento prestando una certa attenzione ai precetti di questo libro, se si fiorisce e si prospera, alla fine se ne uscirà di sicuro vincitori”.

 

E’ insito nelle persone fare le azioni corrette per il proprio bene e per il bene altrui!

 

Ecco perché se ogni persona usa il buon senso anche nell’affrontare un epidemia, essa può essere sconfitta, lasciando prosperità al posto della distruzione.

 

Sul sito www.laviadellafelicità.org è possibile ordinare il Kit informativo gratuito, leggere l’opuscolo e guardare alcuni precetti tratti nel dvd “La Via della Felicità”.

 

Nel sito si possono anche vedere gli spot in video da 60 secondi ciascuno e si trovano elencati i 21 precetti che offrono un nuovo senso di orientamento a riguardo.

 

Consulta il sito: www.laviadellafelicita.org

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Salute e Benessere

Centro estetico Sesto San Giovanni: regalati un massaggio per la Festa delle Donne!

Con l’approssimarsi della Festa delle Donne, stai pensando a qualcosa di speciale? Perché non puntare su un bel massaggio rilassante o un trattamento viso o corpo da Belli Fuori, il centro estetico Sesto San Giovanni.

Il centro estetico Sesto San Giovanni per l’8 marzo è l’occasione perfetta per regalarsi un momento di vero relax scegliendo tra le diverse promozioni pensate per celebrare il giorno dedicato alla donna.

Per ritagliarsi un po’ di tempo per sé stesse, prendersi una pausa dai mille impegni quotidiani e dedicarsi una coccola che ci aiuti a ritrovare un po’ di sano benessere psicofisico il Centro estetico di Sesto San Giovanni è il luogo ideale.

Con l’avvicinarsi delle belle giornate aumenta la richiesta di trattamenti estetici che si prendano cura della pelle del viso, che deve tornare luminosa e fresca, e alla tonicità del corpo, intorpidito dai mesi freddi.

Perchè in primavera il desiderio di mostrarsi belle e in forma è molto forte e allora perché non assecondarlo. Ce n’è per ogni esigenza: se preferisci un momento di vero relax ci sono i massaggi a base di oli essenziali e fanghi, se invece vuoi un vero trattamento di estetica c’è l’efficacia dei macchinari di ultima generazione per un lifting naturale, rapido e indolore.

Quel che conta è il risultato finale assicurato dalla professionalità delle operatrici che troverai al Centro estetico di Sesto San Giovanni, a tua completa disposizione per assecondare i tuoi bisogni estetici. Cosa aspetti? Prenota un trattamento viso o corpo o un messaggio rilassante chiamando il 333 453 6629

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Notizie dal mondo Salute e Benessere

Greta Thunberg: avere la Sindrome di Asperger è come avere i superpoteri

Greta Thunberg: avere la Sindrome di Asperger è come avere i superpoteri

Greta Thunberg: avere la Sindrome di Asperger è come avere i superpoteri

L’attivista contro i cambiamenti climatici sedicenne svedese Greta Thunberg (C) partecipa ad una manifestazione a Montreal, Quebec, Canada, 27 settembre 2019. Credit EPA-EFE / VALERIE BLUM

Greta Thunberg non ha solo attirato l’attenzione internazionale sui cambiamenti climatici, ma anche sulla Sindrome di Asperger o in generale sull’autismo.
È stata definita antisociale e goffa, ma non ne è offesa e non si pone problemi a dire che ha la sindrome di Asperger.

L’attivista di diciassette anni Greta Thunberg è attualmente la persona più famosa affetta dalla sindrome di Asperger. Altre star con questa condizione includono Susan Boyle della trasmissione inglese Got Talent , il creatore di Pokémon Satoshi Tajiri e Sir Anthony Hopkins, vincitore del premio Oscar.
Greta Thunberg ha parlato con orgoglio della sua diagnosi, arrivando fino a chiamarla la sua “superpotenza”.

Tuttavia, vivere con l’Asperger non è sempre facile. Essere diversi a volte ha un prezzo, per coloro che vivono con Asperger e i loro cari. I numeri mostrano che è “cinque volte più prevalente nei maschi che nelle femmine”.

Olivia (non il suo vero nome), sta crescendo un bambino con Asperger in Sudafrica. Descrive le molte lotte che la sua famiglia ha dovuto affrontare nel corso degli anni. “L’autismo non è un dono … non è glamour e non dovrebbe essere glorificato dai media”.

A suo figlio di 12 anni, Jonathan (non il suo vero nome), fu diagnosticato quello di Asperger quando aveva nove anni. Olivia afferma che sebbene Jonathan sia altamente intelligente, specialmente quando si tratta di computer e matematica, manca di abilità sociali ed è incline a gravi bizze.

Olivia afferma che la scuola pubblica è stata disastrosa per Jonathan sin dall’inizio. Per quanto riguarda l’educazione ai bisogni speciali in Sudafrica, la psicologa Claire Battiston afferma: “In questo paese mancano scuole adeguate per i bambini con qualsiasi tipo di esigenza speciale. È difficile per gli insegnanti [della scuola pubblica] prestare adeguata attenzione ai bambini con Asperger. Abbiamo una scuola pubblica che si occupa di ASD grave, anche se è molto rara ”.

Olivia ha avuto insegnanti che piangevano e le urlavano per la frustrazione. Suo figlio ora è in una scuola privata con bisogni speciali che ha solo sette bambini in una classe.

Jonathan fatica a comprendere qualsiasi tipo di interazione sociale, che va dal sarcasmo e dall’ironia all’umorismo. Inoltre, non è in grado di leggere il linguaggio del corpo e lo stato d’animo di qualcuno.

“Quella parte del suo cervello non funziona. Non capisce perché dovrebbe salutare le persone, dire addio, essere gentile, parlare con voce amichevole, ed essere premuroso ”dice Olivia.

Jonathan ha anche sensibilità sensoriali, cosa che spesso accade con Asperger.

“Alcuni giochi per computer lo rendono aggressivo, come Fortnite , a causa della stimolazione eccessiva. Troppa stimolazione sociale o persone lo fanno impazzire “, dice Olivia.

Sia Olivia che Jonathan sono stati oggetto di ridicolo sociale, con alcuni genitori che vietano ai loro figli di giocare con Jonathan.

“Ho avuto altre mamme che mi urlavano dicendo che era posseduto, strano, malato o strano. Le persone non capiscono, poiché nostro figlio sembra normale, ma poiché la parte sociale del suo cervello non funziona affatto, può dire le cose più orribili e non capisce perché le persone sono poi arrabbiate con lui. ”

Quando Jonathan viene deriso e preso in giro per le sue condizioni, ricorre alla violenza.

“Li farà del male. Non capisce che non può fisicamente sradicare la sua rabbia sugli altri bambini “, dice Olivia.

Affrontando la questione della violenza, Battiston afferma che “Questi bambini hanno difficoltà a regolare le emozioni. Per loro, le emozioni sono molto travolgenti e non possono comunicare nello stesso modo in cui tu e io possiamo. E così tendono ad agire in modo aggressivo come un modo per comunicare la lotta interna che stanno vivendo. ”

Anche i genitori e gli operatori sanitari hanno bisogno di supporto.

“Spesso faremo riferimento ai genitori per il loro supporto psicologico ed emotivo. Parte della ricezione di questa diagnosi comporta un processo di lutto perché c’è una perdita “, afferma Battiston.

“Come genitore, avrai speranze e sogni quando porti un bambino nel mondo; è molto difficile ricevere una diagnosi come l’autismo, perché significa che devi riconoscere che qualunque cosa tu stia sperando e sognando potrebbe realisticamente non essere realmente realizzabile ”.

Olivia ha speranze e sogni per suo figlio, ma teme di non riuscire mai a mantenere un lavoro. Con le relazioni sociali e personali che rappresentano un grande ostacolo con quelle di Asperger, Olivia afferma che “ogni successo deriva da relazioni oneste con gli esseri umani e mio figlio meraviglioso non vede il valore in un altro essere umano, vede il valore delle cose. Per quanto possa sognare, non credo che potrà mai avere un matrimonio normale. ”

Sebbene alcuni, come Greta Thunberg, possano ritenere che la loro diagnosi sia un dono o una “superpotenza”, la realtà è che per altri non è così. Olivia e la sua famiglia lottano quotidianamente con le condizioni di Jonathan.

“Mi sento spesso un totale fallimento come madre. Non posso guarirlo o farlo stare meglio. Ha causato molta tensione nel nostro matrimonio. ”

Offrendo consulenza ad altri genitori che hanno un figlio con Asperger, Olivia afferma che i genitori non dovrebbero incolpare se stessi.

“Non incolpare neanche tuo marito o tua moglie, stanno davvero facendo del loro meglio.” Olivia suggerisce anche di cercare di trovare il tempo di fare le cose che ti piacciono e di “nutrirti con gli hobby esterni, se puoi”.

Secondo l’OMS, circa uno su 60 bambini sviluppa autismo. Tuttavia, uno studio deve ancora essere fatto per determinare il numero totale di casi di ASD in Sudafrica, o in qualsiasi altra parte dell’Africa sub-sahariana. Come paese, abbiamo ancora molta strada da fare per poter rappresentare con precisione la popolazione.

Le barriere linguistiche e culturali riducono anche il tasso di diagnosi e, con una carenza di professionisti qualificati, verranno effettivamente diagnosticati solo alcuni sudafricani con ASD.

“Dobbiamo pensare a ciò che è culturalmente appropriato, con il DSM-V che è uno strumento diagnostico occidentale”, afferma Battiston.

A parte le differenze culturali, Battiston suggerisce che un altro motivo dietro statistiche imprecise e inaffidabili è perché non tutti hanno accesso all’assistenza sanitaria.

“Se parliamo di gruppi di popolazione, quindi, nelle tipiche società occidentali, le famiglie della classe media bianca potrebbero venire per il trattamento più spesso perché possono permetterselo”.

I genitori dovrebbero chiedere al proprio medico di famiglia un rinvio a un pediatra dello sviluppo se sospettano che il loro bambino possa avere autismo. Puoi visitare l’ Autismo Western Cape per saperne di più sui segnali di pericolo dell’autismo nella prima infanzia. Sebbene l’assistenza sanitaria a prezzi accessibili in Sud Africa sia limitata, ci sono alcuni gruppi di supporto e consapevolezza a cui le famiglie possono rivolgersi per ottenere assistenza.

Autism South Africa e Autism Western Cape sono gruppi di supporto nazionali e regionali che forniscono elenchi di fornitori di servizi nella tua zona e offrono eventi per le persone dello spettro ASD e formazione per le persone che desiderano essere maggiormente coinvolte.

Genitori o persone care che hanno bisogno di supporto emotivo possono contattare la rete di genitori autistici di Johannesburg . Inoltre, Autism in Action offre supporto a coloro che vivono a Durban.

Greta Thunberg ha aperto le porte alle persone per avere discussioni aperte e franche sui disturbi della salute mentale, in particolare l’ASD. Una maggiore consapevolezza della sindrome di Asperger o dell’autismo è necessaria nella società in generale se un bambino su 60 ha la condizione. Soprattutto perché, a differenza di Greta Thunberg, Susan Boyle, il creatore di Pokémon Satoshi Tajiri e Sir Anthony Hopkins, vincitore del premio Oscar, non tutti con ASD sono altamente funzionali. Tutti possono condurre una vita di qualità migliore, tuttavia, se c’è più consapevolezza e supporto a disposizione di loro e delle loro famiglie.

FONTE: dailymaverick.co.za
AUTORE: Di Shani Reddy
IMMAGINI: dailymaverick.co.za

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Eventi

MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT e BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO posticipate dall’8 all’11 settembre 2020 in Fiera Milano

Milano – 25 febbraio 2020, MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, la fiera leader mondiale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili e BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO previste inizialmente dal 17 al 20 marzo sono posticipate dall’8 all’11 settembre 2020 a seguito dell’evoluzione epidemiologica del coronavirus (COVID-19) in Italia.

Dopo aver monitorato costantemente l’evoluzione della diffusione del coronavirus Covid-19 e seguito scrupolosamente tutte le direttive emanate dalle Autorità competenti, Reed Exhibitions Italia ha deciso di posticipare le due manifestazioni.

“La salute dei nostri clienti, partner e dipendenti è la nostra maggiore priorità. A seguito dei recenti sviluppi della situazione in Italia e in particolare in Lombardia, e tenendo conto dell’ordinanza emessa da Regione Lombardia e dal Ministero della Salute di sospendere “[…] manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato”, ci siamo confrontati con clienti e partner in questi ultimi giorni e abbiamo deciso di riprogrammare i nostri eventi a settembre” – dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia.

“Non è stata una decisione presa con facilità; i nostri clienti, partner e il team in Italia hanno lavorato duramente all’organizzazione delle due manifestazioni ma, per quanto ci dispiaccia dover posticipare, è essenziale per noi dare priorità massima alla salute e alla sicurezza di tutti coloro che sono coinvolti. Il nostro obiettivo rimane poter garantire il maggior valore a tutti coloro che parteciperanno a MCE e BIE a settembre ed essere sempre al servizio dell’industria nelle migliori condizioni di tranquillità e serenità. Su queste basi, nelle prossime settimane, lavoreremo affinché la nostra community resti sempre connessa, supportandola nel superare questo difficile periodo.

Tutto il team di MCE e BIE è a disposizione di clienti, stakeholder, buyer, visitatori e professionisti per ogni necessità o richiesta e per gestire la transizione al nuovo periodo di svolgimento.

 

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Comunicati

Nominato il nuovo direttore generale dell’Università degli studi di Bergamo

Nella serata di mercoledì 26 febbraio, il Consiglio di amministrazione e il Senato accademico dell’Università degli studi di Bergamo, su proposta del rettore Remo Morzenti Pellegrini, hanno scelto all’unanimità il prossimo direttore generale dell’ateneo: Michela Pilot, classe 1971 originaria di Brescia, sarà in carica a partire dal prossimo 1° marzo per i prossimi tre anni.

In capo al nuovo direttore generale il raggiungimento di primi obiettivi, strategici per l’ateneo, quali la riorganizzazione del personale tecnico amministrativo, il supporto all’azione strategica della governance sull’internazionalizzazione, la sostenibilità dello sviluppo formativo e lo sviluppo logistico immobiliare.

Attualmente direttore generale vicario presso l’Università degli studi di Brescia con maturata esperienza in diversi ambiti della gestione amministrativa universitaria e una significativa esperienza presso l’università di Ferrara, la dott.ssa Pilot vanta un curriculum che corrisponde appieno alle caratteristiche ricercate e che le ha permesso di superare un’accurata selezione tra le 23 candidature presentate.

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Scienza e Tecnologia

Tutto quello che devi sapere per usare la tua TV come monitor del PC

Presto o tardi ti sei sicuramente chiesto anche tu come sarebbe avere un monitor gigante collegato al tuo computer. Pensa ad esempio quanto sarebbero più immersivi i tuoi giochi se avessi un monitor da 50 o 60 pollici invece di un monitor standard da 24 pollici!

Purtroppo, sebbene sia possibile utilizzare una TV come monitor del computer, ciò non significa che sia sempre l’opzione migliore.

In effetti si tratta di una soluzione meno attraente e conveniente di quanto possa sembrare (oltre a più costoso). C’è una ragione per cui le TV ad alta definizione (HDTV) in svendita nei supermercati non vanno a ruba per essere usate come monitor economici.

Nonostante ciò, puoi sicuramente utilizzare una HDTV come schermo del tuo PC.

Ecco tutto ciò che devi sapere su come impostare un televisore come monitor per il tuo computer.

TV AL POSTO DEL MONITOR: SI PUÒ FARE?

La risposta in breve è “Sì”.

Potrebbe essere necessario un cavo speciale, a seconda delle uscite del tuo PC e degli ingressi della tua HDTV, e dovrai controllare un paio di impostazioni, ma non dovresti avere troppi problemi ad agganciare la maggior parte dei PC moderni alla maggior parte dei moderni televisori HD.

I moderni televisori ad alta definizione hanno uscite HDMI. Alcuni televisori HD più vecchi hanno ingressi DVI e alcuni hanno ingressi VGA specificatamente progettati per l’uso del PC.

Se la tua scheda grafica ha un’uscita HDMI sei a posto: basta usare un cavo HDMI per collegare il tuo PC alla televisione.

Se stai utilizzando una scheda grafica o una scheda madre più vecchia che ha solo un’uscita DVI, puoi acquistare un cavo adattatore DVI-HDMI e collegarlo all’uscita HDMI della tua TV HD.

I vecchi televisori ad alta definizione e alcuni vecchi computer che dispongono solo di ingressi e uscite VGA non sono invece una scelta ideale. VGA è infatti un segnale analogico che restituisce un’immagine molto più sfocata e con una risoluzione più bassa di quella ottenibile con un cavo HDMI o DVI.

Se usi DVI o VGA, molto probabilmente dovrai collegare l’audio del tuo PC alla TV separatamente, oppure utilizzare altoparlanti esterni o cuffie.

IMPORTANTE: VERIFICA LA RISOLUZIONE DELLA SCHEDA GRAFICA

Per prima cosa dovrai determinare se la tua scheda grafica (o la grafica integrata del tuo PC) è in grado di trasmettere alla risoluzione della tua TV ad alta definizione.

Se la scheda grafica non è sufficientemente potente rischia di surriscaldarsi e di bruciare! Quindi, mi raccomando, non prendere sotto gamba questo passaggio perché è importantissimo.

1) Per prima cosa devi individuare la risoluzione della tua HDTV consultando il manuale del produttore.

Alcuni televisori ad alta definizione hanno risoluzioni non standard: non è detto quindi che la tua HDTV sia supportata. Tuttavia, la maggior parte delle HDTV si attiene alle risoluzioni standard 720p, 1080p o 4K.

2) Quindi, verifica la massima risoluzione supportata dalla tua scheda grafica/grafica integrata accedendo alle impostazioni del tuo monitor.

Coincide? Allora è tutto okay!

Se invece la tua scheda grafica non è abbastanza potente per supportare la risoluzione dello schermo, non collegarlo.

DENSITÀ DEI PIXEL E QUALITÀ DELL’IMMAGINE

Ci sono alcuni fattori da tenere a mente se desideri utilizzare un HDTV come monitor di un computer.

La densità dei pixel, o il numero di pixel racchiusi in un pollice quadrato dello schermo (misurato in pixel per pollice o ppi), è il fattore più importante da considerare.

Uno schermo per laptop da 15,6 pollici con una risoluzione di 1920 x 1080 ha una densità di pixel di 141,21ppi, mentre uno schermo HDTV da 32 pollici con la stessa risoluzione ha una densità di pixel significativamente inferiore, di soli 68,84ppi.

Più bassa è la densità dei pixel, meno chiara e dettagliata è l’immagine.

TV COME MONITOR: NE VALE LA PENA?

Dipende.

Se il tuo obiettivo è quello di risparmiare tenendo comunque un buon rapporto qualità/prezzo, sappi che una HDTV non ti farà necessariamente risparmiare rispetto a un monitor.

In effetti, se sei in procinto di acquistare un nuovo schermo, il consiglio è quello di acquistare un monitor per computer.

Per prima cosa, i televisori HD più piccoli ed economici hanno in genere una risoluzione di 720p, mentre i monitor con prezzi simili sono quasi sempre 1080p. Quindi, se stai cercando qualcosa di meno di 27 pollici, una HDTV sarà probabilmente più costosa e con una risoluzione inferiore.

Se stai cercando qualcosa di più grande di 27 pollici, ricorda che la densità dei pixel diminuisce in modo significativo con ogni pochi pollici che guadagni, e c’è una buona ragione per cui i produttori di TV HD suggeriscono di sedersi a qualche metro di distanza dai loro schermi.

Se hai bisogno di un monitor da lavoro per leggere le e-mail da vicino o come schermo per vedere film, è consigliabile qualcosa con una densità di pixel abbastanza alta affinché il testo sia leggibile e le immagini del film non sgranate.

E ricorda sempre che un display di grandi dimensioni può comunque causare affaticamento della vista e del collo se ti siedi troppo vicino.

Link: Riparazione computer Roma

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Scienza e Tecnologia

Come evitare il surriscaldamento del computer

Quando il computer è acceso quasi tutti i suoi componenti elettronici si riscaldano e in alcuni casi possono surriscaldarsi e danneggiarsi.

L’esposizione costante alle alte temperature può causare gravi danni alle componenti della scheda madre. Il surriscaldamento può quindi distruggere e ridurre la durata dei componenti all’interno del computer.

Il principale vantaggio di mantenere il computer “fresco” è quindi quello di aiutarti a evitare costose riparazioni in futuro

Ecco un elenco di modi per mantenere fresco il tuo PC:

SPEGNI IL COMPUTER QUANDO NON VIENE UTILIZZATO

Un computer continua a produrre calore finché è in esecuzione, anche quando non lo si utilizza.

Anche a modalità “ibernazione” non va bene, poiché lascia il disco in rotazione riducendo la vita della stesso. Anche per  solo poco tempo di inattività, ad esempio per la pausa pranzo, spegni il computer.

PULISCI REGOLARMENTE IL COMPUTER

È essenziale pulire regolarmente il computer, in particolare le ventole di raffreddamento.

Le ventole collegate all’interno del case del computer vengono utilizzate per il raffreddamento attivo del computer. Nel tempo, polvere e sporco possono accumularsi in questi ventilatori. Lo sporco accumulato può rallentare o, nel peggiore dei casi, impedire alle ventole di funzionare.

Se le ventole non riescono a espellere l’aria calda abbastanza velocemente, alcune parti interne alla fine si surriscaldano.

Per pulire la ventola di raffreddamento segui questi passi:

1) Spegni il computer e scollega i cavi dalla presa elettrica;
2) Apri il case togliendo le viti con un cacciavite;
3) Pulisci la ventola utilizzando un compressore ad aria compressa (quelli che si usano per gonfiare i pneumatici) tenendoti a una distanza adeguata dalla ventola in modo che il getto non soffi troppo forte contro di essa (provalo prima sulla tua mano per misurarne la potenza), facendo attenzione a tenere la ventola ferma con le dita, un’eccessiva rotazione in un solo verso danneggerebbe irrimediabilmente la Bronzina (o Cuscinetto di rotazione) della ventola stessa

Raccomandazioni importanti:

1) non spruzzare, non versare liquidi e non inserire oggetti direttamente nelle parti del computer.
2) Non usare le bombolette ad aria compressa. Nelle bombolette non c’è veramente aria compressa come il nome suggerisce, ma composti chimici liquidi che si trasformano in gas all’uscita dalla bomboletta.

Già che ci sei puoi prendere in considerazione di pulire anche monitor, tastiera e mouse. Il tuo computer te ne sarà certamente grato.

NON LIMITARE IL FLUSSO D’ARIA ATTORNO AL COMPUTER

Prima di tutto assicurati di collocare il computer in una stanza in grado di fornire sempre un flusso d’aria sufficiente sollevandolo da terra almeno di 30 cm, altrimenti si crea l’effetto “aspirapolvere”.

Ricorda che il PC non deve trovarsi accanto ad altri oggetti che impediscono la circolazione dell’aria, come pareti, mobili o altri elettrodomestici. Dovrebbero esserci almeno due o tre pollici di spazio su entrambi i lati del case.

Poiché la maggior parte dell’aria calda esce dalla presa d’aria sul retro del case del computer, questa parte dovrebbe essere completamente chiara e aperta.

È importante che la posizione fisica non contribuisca ulteriormente al calore del computer.

Accertati che il PC non sia posizionato nelle vicinanze di un forno, un frigorifero, apparecchi di cottura e altre cose che possono soffiare aria calda o trasferire calore nel sistema del computer.

Se la stanza in cui si trova non corrisponde a questi requisiti, prendi in considerazione di spostare il computer in un ambiente più fresco e pulito. Una stanza climatizzata è l’ideale.

USA IL COMPUTER CON LA CUSTODIA CHIUSA

Sembrerebbe logico tenere aperto il case mentre il computer è in esecuzione per mantenerlo più fresco. Non è forse vero?

Non lo è.

Il problema è che sporcizia e polvere si possono accumulare e ostruire più rapidamente le ventole del computer quando il case viene aperto. Ciò può causare il rallentamento o la rottura delle ventole stesse.

VALUTA DI INSTALLARE UNA VENTOLA SUPPLEMENTARE

Questa piccola ventola può essere collegata alla parte anteriore o posteriore del case del computer.

Esistono due tipi di ventole: una in grado di aspirare aria più fresca nella custodia e una in grado di espellere l’aria calda dalla custodia. L’installazione è un ottimo modo per raffreddare il tuo computer.

CAMBIA LA VENTOLA PER LA CPU

La CPU è il componente più importante all’interno del computer. Quando si eseguono applicazioni impegnative, la CPU e la scheda grafica si surriscaldano.

Prendi in considerazione l’acquisto di una ventola per la CPU di alta qualità e più grande in grado di mantenere la temperatura della CPU più bassa rispetto alla ventola CPU pre-installata sul tuo computer.

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Comunicati

Mons “Fiato Corto” è il singolo che presenta l’album d’esordio “non può piovere per sempre”

L’indie pop della band torinese accompagna il viaggio musicale fra arte e inconscio che ha come meta il superamento di uno stato di dolore.     

Nel momento in cui proviamo un’emozione forte sorgono in noi pensieri sconosciuti fino a quel momento che prendono vita e producono arte. Per “Fiato Corto” è stato così:

«Il dolore per la perdita di una persona speciale si è manifestato in una delle canzoni più belle che abbiamo mai scritto e continua a far vivere quella persona nell’arte. Il dolore è qualcosa di umano e inevitabile che chiunque prima o poi sperimenterà, ma solo chi saprà guardarlo in faccia e buttarlo fuori potrà conviverci e gioire suonando o ascoltando una canzone dedicata a una persona che non c’è più». Mons

Il singolo è il primo estratto dall’album d’esordio “Non può piovere per sempre”.

Etichetta: Up Stage

Radio date: 21 febbraio 2020

Pubblicazione album: 23 ottobre 2019

 

COMPONENTI: Marco Capitanio (voce), Alessandro Crupi (chitarra e voce), Marco Garbarino (basso e

voce), Alessandro Alloj (batteria e tastiere), Andrea Colombo (chitarra, synth e ableton live).

 

BIO

I MONS nascono a Grugliasco (TO) nei primi mesi del 2015, come cover band e nel 2016 iniziano a scrivere

brani propri pubblicando il loro primo EP “M.O.N.S.” nel gennaio 2017. 

La band cresce e si fortifica grazie a importanti esperienze live maturate in contesti come Collisioni Festival di Barolo, Teatro Ariston di Sanremo, Area Lounge di Casa Sanremo, Fiat Music di Red Ronnie, CET di Mogol e concerti nelle tre grandi piazze di Torino centro: Piazza San Carlo, Piazza Castello e Piazza Vittorio. Influenzata dal nuovo panorama musicale italiano, la band pubblica il singolo “Fiato Corto“, pezzo che permette loro di suonare su importanti palchi dell’ambiente torinese quali Hiroshima Mon Amour e Flowers Festival. Il brano è il primo estratto dall’album d’esordio, “Non può piovere per sempre”, uscito il 23 ottobre 2019 su tutte le piattaforme digitali.

 

Contatti e social

 

Facebook https://www.facebook.com/themonsofficial/

Instagram https://instagram.com/_monsofficial_?igshid=1jfemm8e7kvu4

Spotify https://open.spotify.com/album/0ozpGEMX6gPtEWo130t4hC…

Canale Youtube https://www.youtube.com/channel/UCmv4s4ymcp7FdiJqUkt_plQ

 

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Comunicati Etica e Società

Obiezione vostro onore: inscenare un processo per fare prevenzione

Comunicato Stampa

Obiezione vostro onore: inscenare un processo per fare prevenzione

In un corso a Brescia il 3 aprile 2020 sarà possibile analizzare un infortunio e inscenare, attraverso la tecnica simulativa del role playing, un procedimento penale davanti ad un giudice. Come affrontare correttamente questa situazione? 

Sono necessarie nuove metodologie didattiche per riuscire a incidere veramente sui nostri atteggiamenti, sulle percezioni e sui comportamenti. E sicuramente una delle tecniche formative più efficaci per sradicare vecchie abitudini e renderci consapevoli dei problemi reali e delle soluzioni possibili è l’utilizzo del metodo teatrale, delle tecniche del role playing.

 

Cosa accade se in azienda avviene un infortunio? Come analizzarlo? Come affrontare i procedimenti penali conseguenti all’infortunio? Come rispondere correttamente alle domande di un Giudice?

 

Obiezione vostro onore: insceniamo la sicurezza

Proprio per rispondere a queste domande utilizzando nuove tecniche formative di simulazione l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 3 aprile 2020 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “Obiezione vostro onore”.

Durante il corso i partecipanti si metteranno nei panni del “Datore di lavoro, del “Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione”, del “preposto”, del “Dirigente” e, partendo dall’analisi dell’infortunio, ci si immaginerà di essere coinvolti in un procedimento penale e di trovarsi a testimoniare davanti ad un Giudice.

Si cercherà di capire come comportarsi in Tribunale sia come indagati, sia solo come testimoni. Si comprenderà, in tal modo, quando i dialoghi e la documentazione a supporto della difesa sono utili, inefficaci o “armi a doppio taglio”.

Se il Giudice mi ponesse delle domande cosa risponderei? Sono sicuro di dire la cosa “giusta”? Quale documentazione devo produrre?

 

Fare formazione con il teatro e il role playing

Il role playing è una tecnica formativa simulativa che permette ad un gruppo di persone di svolgere, per un tempo limitato, il ruolo di attori, riproducendo situazioni che hanno una forte attinenza con situazioni reali. Uno strumento che permette di far emergere emozioni e, attraverso la simulazione, di rendere più consapevoli i partecipanti della reale portata dei problemi e dei modi corretti ed efficaci di affrontarli.

Questa metodologia consente, dunque, un’analisi dei vissuti, delle dinamiche interpersonali, delle specificità dei vari ruoli e dei processi di comunicazione correlati al particolare contesto rappresentato.

Nel caso del corso organizzato da AiFOS il role playing si basa sulla rappresentazione realistica dell’infortunio e del conseguente processo per far emergere i principi della normativa.

Attraverso la guida dell’avvocato Giovanna Rosa, che si occupa di consulenza legale, giuridica nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, sarà possibile sperimentare materialmente cosa succede in azienda quando accade un infortunio e comprendere anche cosa fare per prevenire e ridurre questa possibilità.

 

Informazioni e programma del corso

Il corso di 8 ore “Obiezione vostro onore” si terrà a Brescia il 3 aprile 2020 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – ad AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Durante il corso saranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Analisi di un infortunio reale
  • Costruzione della difesa del partecipante (a seconda del ruolo che ricopre in azienda)
  • Documentazione da presentare al giudice
  • Le frasi “corrette” da pronunciare davanti al giudice
  • Esame del caso reale e analisi finale

 

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Formatori qualificati (area 1) e Coordinatori alla sicurezza. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/normativa/normativa/obiezione_vostro_onore

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

 

27 febbraio 2020

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Comunicati

I problemi di Gibbo #Buonumore: dopo “come tu mi vuoi”, arriva il secondo singolo del duo reggiano che anticipa l’album in uscita a fine gennaio 2020

L’incontro tra sintetizzatori e chitarre acustiche segna l’avvento di un nuovo percorso sonoro volto alla sperimentazione di nuovi territori musicali.

 

«È difficile a volte girare completamente pagina, e nonostante le cose non siano andate come avremmo voluto, nonostante tutte le cose che ancora rimangono sospese, alla fine quello che conta veramente, sono le persone. Le persone a cui abbiamo voluto bene, che abbiamo amato, che se anche si sono perse, anche se non sono state sincere fino in fondo, sono comunque importanti, e fanno parte di noi, nel bene e nel male». I Problemi di Gibbo

E allora non c’è spazio per i rimpianti quando l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è di essere di #Buonumore.

Radio date: 10 gennaio 2020 

Autoproduzione

 

BIO

Stefano Gibertoni e Daniele Prandi vivono da sempre nelle colline di Reggio Emilia. Dopo varie esperienze con diversi progetti musicali, si accorgono che al loro mondo manca qualcosa e decidono di iniziare a collaborare per scrivere le proprie canzoni. Nella primavera del 2017 nascono così “I problemi di Gibbo”, per raccontare attraverso la musica, lo stato d’animo e le contraddizioni della vita di tutti i giorni. Stefano, voce e chitarra acustica e Daniele, batteria, attratti da sempre dal cantautorato italiano e dalle sonorità indie folk americane, creano un mix sonoro fresco e malinconico, fatto di chitarre gentili e suoni profondi, grazie anche alla creatività di Alessandro Stocchi alla chitarra elettrica e alla splendida voce di Carlotta Gibertoni, ai cori e basso synth. Nasce così il primo progetto discografico, con l’aiuto di Luca Serio Bertolini (Modena City Ramblers) e di Andrea Fontanesi (VoxRecording Studio). Nell’estate 2019 entrano in studio per registrare “Sai dirmi perché?”, l’album d’esordio de “I problemi di Gibbo”, di cui il brano “Come tu mi vuoi” è il primo singolo in uscita il 7 Novembre 2019. Il 10 gennaio 2020 viene presentato il secondo singolo #Buonumore. 

 

Contatti e social

IG https://instagram.com/iproblemidigibbo/

FB www.facebook.com/I-Problemi-di-Gibbo-937001536507728/

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Notizie dal mondo Salute e Benessere

Covid-19, varato il decreto con le misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza

covid-19 coronavirus

Covid-19, varato il decreto con le misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza

Roma, 24 Febbraio – Nel breve volgere di un paio di giorni, l’Italia si è trovata ad essere il Paese europeo (e il terzo al mondo dopo Cina e Corea) a fare più pesantemente i conti con  il coronavirus. L’emergenza generatasi dopo i casi di contagio e i decessi registratisi tra il Lodigiano e il Veneto ha costretto il Governo a un provvedimente straordinario, un decreto (qui il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri) già firmato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ed entrato immediatamente in vigore.

covid-19 coronavirusMisure inevitabilmente drastiche, quelle assunte dall’esecutivo: isolati i 10 comuni del Lodigiano interessati dall’epidemia, insieme al comune di Vò, nel Padovano. Blocco di tutte le manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, in luogo pubblico o privato (ieri si è bloccato anche il campionato di serie A). Chiuse fino a nuovo ordine le scuole di ogni ordine e grado, così come i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura, stop anche alle gite scolastiche programmate dalle scuole  sul territorio nazionale e all’estero.
Il decreto dispone inoltre la quarantena con sorveglianza attiva su tutti gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di coronavirus, la conferma della chiusura di tutte le attività commerciali, con la sola esclusione degli esercizi che vendono beni di prima necessità. L’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità, tuttavia, è condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Il decreto dispone anche che, all’occorrenza, potranno essere sospesi i servizi del trasporto di merci e di persone e le attività lavorative nelle aree interessate dall’infezione. .
Per far fronte agli oneri derivanti dallo stato di emergenza sanitaria, il provvedimento  prevede un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro per il 2020, che troveranno capienza  nel Fondo per le emergenze nazionali e si vanno ad aggiungere a 5 milioni di euro già previsti dalla delibera dello scorso 31 gennaio con la quale il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per il coronavirus.




I numeri, intanto (in continuo aggiornamento) riferiscono di 153 casi confermati di Covid-19  in Italia, comprendendo anche i quattro decessi (le donne morte a Cremona e a Casalpusterlengo, il 77enne di Vò Euganeo, e questa mattina, un 84enne che era ricoverato all’ospedale di Bergamo) e una persona guarita. In particolare, il dettaglio per Regione vede 113 casi in Lombardia (inclusi i tre decessi), 22 in Veneto (con una vittima), 9 in Emilia-Romagna, tre in Piemonte, tre in Trentino Alto Adige e tre nel Lazio, ovvero la coppia di cinesi in via di guarigione e il ricercatore italiano già guarito.

Come anticipato in premessa, l’Italia diventa così il terzo Paese al mondo per numero di contagi, secondo i dati della Johns Hopkins University, dopo la Cina (che resta il Paese più colpito con quasi 77 mila casi) e la Corea del Sud con 602. L’Italia scalza il Giappone, dove al momento i casi sono 135. Un caso a parte sono considerati gli oltre 630 casi di contagio registrati sulla nave da crociera Diamond Princess.

In alcune delle Regioni del nord maggiormanete colpite dal virus le autorità locali, prima ancora del decreto urgente del govegno di cui si è riferito,  sono corse ai ripari con apposite ordinanze che interrompono gli eventi pubblici previsti in questi giorni, come nel caso del Carnevale di Venezia. Chiuse, inoltre, tutte le scuole in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna.

L’allarme ha coinvolto anche altri Paesi confinanti con l’Italia: ieri sera le autorità austriache hanno bloccato due treni al Brennero per il sospetto che ci fossero contagiati a bordo. Due persone sono state fatte scendere, ma era un falso allarme. I treni sono ripartiti dopo quasi quattro ore. In Romania, invece, è stata disposta la quarantena obbligatoria per tutte le persone in arrivo dalla Lombardia e dal Veneto.

 

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: pixabay.com

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Volontariato e società

Il Terzo Segreto di Satira lancia la call di WeWorld per nuovi volontari

La clip del Terzo Segreto di Satira lancia un call per volontari di WeWorld Onlus: già aperte oltre 30 posizioni, e molte altre saranno pubblicate nei prossimi mesi, in tutto il mondo per volontari che verranno formati e inviati nelle sedi locali in diversi paesi fra cui Benin, Bolivia, Brazil, Cambodia, India, Kenya, Lebanon, Mozambique, Nepal, Palestine, Peru, Tanzania and Tunisia. Il Terzo Segreto sfata i luoghi comuni sui volontari e le varie tipologie di candidati possibili: dall’inconsapevole che vuole l’auto aziendale alla influencer che vuole lo stylist; da quello serio che non si è mai messo in gioco a quello convinto di avviare una rivoluzione planetaria. Il messaggio è semplice: fare il volontario è una cosa seria, cerchiamo persone determinate e consapevoli.

I volontari che cerca WeWorld onlus verranno destinati alla gestione del rischio nelle emergenze, promozione dei diritti delle donne, disaster risk reduction legata in particolare al cambiamento climatico, amministrazione o comunicazione all’interno di progetti umanitari. Chiunque può mettere a disposizione le proprie competenze e, con passione e dedizione, dedicare un periodo della sua vita a garantire sostegno e aiuto alle comunità più vulnerabili. La call si inserisce nel programma di volontariato internazionale EU Aid Volunteers promossa e finanziata dalla Direzione generale per gli aiuti umanitari e la protezione civile dell’Unione Europea (ECHO). Tutte le info à link:  https://www.weworld.it/progetti-eu-aid-volunteers.

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Volontariato e società

La prevenzione funziona; anche quella alla droga.

Distribuiti 1000 opuscoli agli abitanti di San Benedetto del Tronto a scopo preventivo

 

Soddisfatti i volontari, che nonostante la preoccupazione generale, domenica hanno trovato un atmosfera molto ricettiva da parte delle migliaia di persone che hanno trascorso il pomeriggio sul lungo mare di San Benedetto del Tronto.

 

Il risultato è stato di oltre 1000 copie di opuscoli informativi dal titolo La verità sulla droga, La verità sugli Inalanti e La verità sulla Marijuana consegnati direttamente nelle mani delle persone.

 

In realtà la droga è una vera epidemia sociale, che viene un po’ sottovalutata visto che uno viene “contagiato” con le idee e il marketing piuttosto che con un virus. Ciò non significa che non si stia dilagando a macchia d’olio o che non sia letale. Proprio come sosteneva l’umanitario L. Ron Hubbard, “la droga è un problema planetario”, e le statistiche parlano chiaro.

 

La marijuana è una droga come l’alcool, la cocaina o l’estasi. E come questi altri farmaci, ha effetti collaterali che possono essere dannosi.

 

Bisogna pensare che ad oggi, la droga più usata a livello mondiale resta la cannabis, (188 milioni i consumatori nel 2017, in crescita nel Nord America, Sud America e Asia, mentre il consumo di oppiacei sale in Africa e Europa ma anche nei Paesi asiatici e nordamericani, 53,4 milioni i consumatori totali, 50% in più in un anno.)

 

Ecco perché le persone apprezzano veramente la campagna La verità sulla droga che, senza mezzi termini, descrive le sostanze maggiormente in uso, tratta degli effetti a breve, medio e lungo termine e offre testimonianze di ragazzi che ne hanno fatto l’esperienza.

 

Non di meno descrivono i luoghi comuni e le BUGIE usate per diffondere l’uso epidemico di droga nella società. Ecco perché LA VERITA’ SULLA DROGA!

 

 

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Madri lavoratrici: 25% di lavoro in meno tutti i giorni a parità di stipendio

Mentre l’Italia continua a macinare record negativi in fatto di natalità (nel 2019, come certificato dall’Istat, si è registrato il minor numero di nascite di sempre, appena 435 mila), e il nord Europa si fa sempre più pioniere di buone pratiche in fatto di genitorialità (da ultimo il caso della Finlandia con 164 giorni di congedo retribuito per ogni genitore), c’è chi prova ad andare controcorrente, spingendo anche il nostro Paese verso nuovi orizzonti di welfare. È il caso di Automha, azienda leader nel settore dell’automazione intralogistica, che da quest’anno ha introdotto una nuova misura che prevede la riduzione del 25% dell’orario di lavoro, a parità di stipendio, per tutte le madri con figli di età compresa tra 1 e 10 anni.

La misura nasce con l’obiettivo di favorire la conciliazione vita-lavoro, riconosciuta come valore sempre più importante soprattutto dalle nuove generazioni di lavoratori (Millennials e Generazione Z, in particolare). A beneficiarne sono tutte le donne impiegate in azienda, pari al 15,5% del totale dei dipendenti (118), concentrate soprattutto nei reparti Operation & Engineering (9), Amministrazione (4), Direzione (2), Risorse Umane (2) e Marketing e Comunicazione (1).

Il provvedimento è automatico e alle lavoratrici è richiesto solo di comunicare la preferenza circa l’orario da adottare che sarà, appunto, di 30 anziché 40 ore alla settimana, pari al 25% in meno ogni giorno. Una proposta che nei primi due mesi di attivazione ha riscontrato soddisfazione da parte delle mamme lavoratrici e nessuna lamentela da parte degli uffici, dei clienti o dei fornitori. Non solo: la misura ha sviluppato un passaparola positivo che ha portato a un sensibile aumento del numero dei curriculum inviati spontaneamente in azienda da parte di personale femminile.

L’attenzione per la conciliazione – vita lavoro è, del resto, uno degli aspetti a cui le lavoratrici prestano maggiore attenzione. Tra le ragioni per cui il nostro Paese ha indici così bassi di natalità vi è, infatti, proprio la difficoltà di conciliare l’avanzamento della carriera con la cura della famiglia. Non a caso, secondo uno studio della Lega Europea delle Cooperative, il 43% delle dimissioni in Italia è dettato da motivazioni familiari che hanno a che fare con la necessità di accudire i propri figli, anche alla luce degli alti costi degli asili nido. Per questo, l’iniziativa di Automha di ridurre del 25% l’orario lavorativo giornaliero di tutte le madri con bambini in età scolare, si pone come una vera e propria best practice.

«Come azienda italiana è nostro dovere impegnarci a favore della società civile e questa misura è un investimento sociale di forte valenza umana. Siamo convinti che possa tutelare la salute personale, giovare sulle dinamiche familiari e private, diminuire lo stress e contribuire allo sviluppo della comunità. Siamo orgogliosi di essere i primi in Italia a proporre un’iniziativa di questo tipo e speriamo di poter essere un esempio positivo anche per tante altre realtà» commenta Giuseppe Stefanelli, Amministratore Delegato di Automha.

 

LA STORIA 

Vanessa Vaglietti, 37 anni, mamma di una bambina di 3 anni e mezzo sta beneficiando della misura per le mamme.

«Sono Vanessa Vaglietti, ho 37 anni, una bambina di 3 anni e mezzo e lavoro in Automha dal 2011. Ho iniziato il mio percorso come receptionist, poi sono stata in maternità e al mio rientro mi è stata offerta la proposta di lavorare nel comparto Amministrativo e Back Office. Un bel salto in avanti, cosa che non accade molto spesso: dopo la maternità, l’azienda non solo non mi ha declassata, ma ha creduto in me, offrendomi un ruolo con maggiori responsabilità. L’ufficio in cui lavoro ora non esisteva fino a qualche tempo fa: è nato proprio a seguito del fatto che Automha ha deciso di investire in me, potenziando il Customer Service. Siamo diventati così un vero e proprio reparto.

L’introduzione di questa misura per le mamme è un ulteriore passo avanti. Garantisce maggiore equilibrio tra vita privata e professionale, mi permette di passare più tempo con mia figlia, di andare a prenderla all’asilo, di portarla al parco. Momenti di vita quotidiana importanti, che non vanno trascurati. Prima contavo molto sull’aiuto e sulla disponibilità dei nonni, ora riesco a conciliare tutto molto meglio: due ore sono tante per una donna che deve gestire lavoro, casa, figli. Si è alzata la qualità della vita, con molto meno stress.

Ritengo, quindi, che sia una possibilità importante per le future madri: Automha ha messo in atto un ottimo welfare, facendo un reale passo avanti verso il futuro».

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Traslochi a Roma fai da te? Noleggia ciò che ti occorre da Bagaglini

Per i tuoi traslochi a Roma in autonomia aiutati con il noleggio delle attrezzature necessarie

Se preferisci effettuare il trasloco in maniera autonoma ma ti manca l’attrezzatura idonea per poterlo fare, la soluzione sta nel noleggio delle attrezzature da trasloco, una formula fai da te che ti consentirà di risparmiare notevolmente sui prezzi del facchinaggio e del trasporto.

Bagaglini traslochi, l’azienda leader nei traslochi a Roma e in tutto il territorio nazionale, mette a tua disposizione una vasta gamma di strumenti e mezzi da noleggiare che renderanno più facile e rapido il trasferimento nella nuova casa o nei nuovi uffici.

L’ampio parco auto di cui dispone la ditta Bagaglini ti consentirà di scegliere il veicolo commerciale più adatto alle tue esigenze di trasloco, dai mezzi di carico più piccoli fino a ai veicoli extra carico, oltre che mezzi speciali per il trasporto di oggetti preziosi o animali domestici. Inoltre, potrai scegliere se noleggiare il mezzo con conducente o senza conducente.

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Quali sono le principali attrezzature da trasloco?

Tra i mezzi di trasloco e le attrezzature messe a disposizione dalla ditta di traslochi a Roma Bagaglini potrai noleggiare:

  • furgoni da trasloco: non sono tutti uguali. Per scegliere quello che più si adatta alle tue esigenze è necessario valutare il peso da trasportare e il volume che occupano ad esempio i mobili non smontabili
  • scale per traslochi, montacarichi o elevatori: sono fondamentali per i traslochi ai piani alti perché consentono di avvicinarsi in completa sicurezza a finestre o terrazzi
  • piattaforme aeree: se si devono spostare mobili molto grandi e pesanti questi strumenti vengono installati su furgoni speciali e manovrati da un conducente esperto
  • pedane: sono necessari per materiale o mobilio molto grande e pesante perché permettono di trasportare in massima sicurezza senza causare danni
  • transpallet: è un carrello per il carico e lo scarico agevole delle scatole del trasloco

La ditta di traslochi Roma Bagaglini potrà inoltre fornirti tutto il materiale necessario per l’imballaggio dei tuoi affetti personali: scatole di cartone, pluriball e tutti gli elementi necessari per un trasloco in pena sicurezza.

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L’uso di droga gioca un ruolo non indifferente nella disgregazione del tessuto sociale

In riferimento al devastante impatto della droga sulla società, L. Ron Hubbard ha scritto: “Il pianeta si è scontrato con una barriera che impedisce il progresso sociale: droga e altre sostanze biochimiche. Queste possono ridurre le persone in condizioni che non solo sono proibitive e distruttive per la salute, ma che sono tali da impedire ogni progresso stabile verso il benessere mentale o spirituale”.

L’uso di droga gioca un ruolo non indifferente nella disgregazione del tessuto sociale: “La ricerca dimostra che le droghe sono l’elemento più distruttivo nella nostra cultura attuale”. La Comunità di Scientology contribuisce attivamente alla campagna di prevenzione messa in atto dalla Chiesa. Attraverso la corretta informazione, istruzione sul soggetto e  la partecipazione di tutti coloro che condividono l’obiettivo di un mondo libero dalla droga, portano avanti “La Verità sulla droga“. materiali educativi e gli strumenti multimediali utilizzati, sono frutto di una meticolosa ricerca, assemblaggio, pubblicazione e distribuzione sponsorizzati dalla Chiesa di Scientology e messi a disposizione di Enti Governativi e non, Associazioni, Gruppi, Educatori e Chiunque abbia a cuore il nostro futuro. Contro la droga non solo si può fare qualcosa ma si deve.

A Milano gli opuscoli La Verità sulla droga vengono distribuiti gratuitamente ai cittadini anche attraverso negozianti ed esercenti che hanno a cuore il problema.

Sono anche disponibili opuscoli che trattano singolarmente soggetti quali:

Marijuana, Alcol, Ecstasy, Cocaina, Crack, CrystalMeth, Inalanti, Eroina, LSD, Antidolorifici, Ritalin.  Ogni opuscolo spiega come agiscono le droghe e gli effetti fisici e mentali che generano.

Per chi avesse interesse a conoscere questi contenuti, oltre alla possibilità online, può recarsi presso la sede di Milano in Viale Fulvio Testi e vederli da se presso il Centro Informativo aperto tutti i giorni.

Per maggiori informazioni su Scientology, il suo Fondatore e programmi:

www.scientology.it – www.lronhubbard.it – www.scientologyreligion.it

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Cdp, riconoscimento per la società guidata da Fabrizio Palermo

In un mondo di ricavi, investimenti e cifre, capita spesso di perdere di vista una delle componenti fondamentali di un’azienda, il capitale umano: non è il caso di Cassa Depositi e Prestiti, società guidata da Fabrizio Palermo, che si aggiudica anche quest’anno la certificazione Top Employers Italia.

Fabrizio Palermo

Cdp tra le eccellenze in ambito Human Resource, il commento di Fabrizio Palermo

Nato nel 1991 in Olanda, il Top Employers Institute è un Ente internazionale indipendente sorto con l’obiettivo di valutare e certificare le condizioni di lavoro dei dipendenti delle aziende più importanti a livello globale. Dal 2008, l’Istituto ha aperto una sede a Milano: quest’anno sono 113 le aziende che hanno ottenuto il Top Employers Italia, tra le quali Cassa Depositi e Prestiti, certificata per il secondo anno consecutivo. “Questo importante riconoscimento – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo a seguito della notizia ricevuta – rappresenta una nuova tappa nel percorso intrapreso dal Gruppo per la realizzazione degli obiettivi del piano industriale 2019-2021″. La conquista di Cdp è frutto di una grande attenzione nei confronti del proprio capitale umano: la certificazione tiene infatti conto di numerosi parametri, tra i principali il benessere dei dipendenti, le loro condizioni di lavoro e le opportunità reali di formazione e di crescita. “Siamo convinti – ha concluso l’AD – che siano le persone a fare la differenza, perciò intendiamo impegnarci e continuare ad investire per il rafforzamento del capitale umano, un fattore cruciale per la crescita del Paese”.

Piano Industriale 2019-2021, Fabrizio Palermo: “Cdp investirà 200 miliardi di euro”

La riconferma della certificazione come Top Employers del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, guidato da Fabrizio Palermo, va di pari passo con la nuova fase avviata dall’approvazione del Piano industriale 2019-2021. Con un investimento di 200 miliardi di euro in tre anni, la società sta confermando il suo ruolo proattivo nella crescita e soprattutto nello sviluppo sostenibile del Paese. Le risorse finanziarie messe in campo si dividono in 4 linee di intervento: sostegno all’innovazione, alla crescita e all’export delle imprese; finanziamento delle infrastrutture statali e aggiornamento della partnership con le PA; investimenti nei Paesi in via di sviluppo; infine, riorganizzazione del portafoglio di Gruppo. “Stiamo introducendo un nuovo modello operativo che punta all’ulteriore rafforzamento delle competenze di Gruppo, alla semplificazione organizzativa e operativa. Una trasformazione di grande respiro – spiega Fabrizio Palermoche ci consentirà di attivare ingenti risorse in favore di imprese e territori, aumentando il numero e l’efficacia dei nostri interventi”.

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Come porsi un obiettivo e portarlo a termine nei tempi prestabiliti: i suggerimenti di Alessandro Benetton

“Il vero imprenditore non è chi sogna, ma chi sa trasformare i propri sogni in obiettivi”: nel recente appuntamento con la rubrica social “#UnCafféConAlessandro”, Alessandro Benetton dà le direttive per comprendere il proprio obiettivo e per raggiungerlo con consapevolezza.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: sogni e obiettivi non sono la stessa cosa

Non sempre volere è potere: ne ha parlato Alessandro Benetton in una recente puntata della video rubrica “#UnCafféConAlessandro”. L’imprenditore ha dedicato l’appuntamento social al fare chiarezza sul concetto di obiettivo, che non sempre coincide con i sogni che abbiamo nel cassetto e che ci impegniamo a realizzare. “Obiettivi e sogni sono cose molto diverse. Non saper distinguere la differenza, è il primo passo verso il fallimento”, ha dichiarato Alessandro Benetton. Come di consueto, il video è stato condiviso anche sulle pagine online del “Corriere della Sera”. L’argomento è di particolare interesse per giovani universitari così come per aspiranti imprenditori, o per chiunque sia in procinto di affrontare una nuova sfida professionale o di vita. Il primo step verso il successo è domandarsi il perché si vuole raggiungere un determinato obiettivo. “Bisogna porsi la domanda costantemente. Conoscere le nostre motivazioni, i nostri valori, è la prima cosa da fare per passare dai sogni agli obiettivi”. È importante che questi valori siano ben chiari prima di iniziare, in quanto saranno proprio loro a guidarci lungo la strada.

Alessandro Benetton: alcuni consigli per raggiungere il traguardo

Nella rubrica social “#UnCafféConAlessandro”, Alessandro Benetton è solito partire dalla propria esperienza professionale per fornire utili consigli. Nel video in questione, l’imprenditore suggerisce di “vivere grandi sogni in piccoli obiettivi”. Questo significa che al risultato finale si può giungere attraverso diversi step intermedi, più realistici e più costruttivi. Ogni piccolo successo rappresenta uno scalino da superare per giungere in cima all’intera scalinata. Con il progetto delle video rubriche su Youtube, Alessandro Benetton si impegna procedendo per step, “trovando volta per volta il modo giusto di comunicare e costruendo una squadra che mi permetta di lavorare al meglio”. L’imprenditore ha consigliato infine di darsi delle tempistiche adeguate: si evita così di perdere troppo tempo per raggiungere un risultato che, di fatto, non riusciremo ad ottenere. Si pensi a un ragazzo che punta a diventare medico: si potrebbe dare due anni di tempo per superare il test di ammissione a medicina. Se al termine di quei due anni l’obiettivo non fosse stato raggiunto, sarebbe meglio scegliere di cambiare strada. “Il vero imprenditore”, ha concluso Benetton, “non è chi sogna, ma chi sa trasformare i propri sogni in obiettivi”.

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Etica e Società

L’igiene degli abiti da lavoro

L’igiene è un aspetto di fondamentale importanza per quel che riguarda l’abbigliamento da lavoro, che in particolar modo in alcuni ambiti lavorativi potrebbero diventare un ricettacolo di microbi.

Nella maggior parte dei casi il lavaggio di questi indumenti viene eseguito da ditte esterne specializzate nell’igienizzazione delle divise da lavoro, ma ci sono casi in cui lo si può fare anche da soli, utilizzando una normale lavatrice avendo comunque cura di non lavarli insieme agli altri indumenti e di utilizzare detergenti che abbiano anche una funzione antibatterica che garantisca un livello di pulizia più profondo e accurato, soprattutto nel caso di indumenti che vengono utilizzati in particolari ambienti ad esempio quello della ristorazione o quello medico-sanitario.

Oltre a sicurezza personale, spesso gli indumenti da lavoro servono anche a garantire la massima igiene sul posto di lavoro, ad esempio quando parliamo del settore della ristorazione.

Non per niente, cuochi, barman e camerieri nella maggior parte dei casi svolgono la loro attività in divisa, con l’aggiunta di cuffiette, camici e guanti per chi lavora a contatto con il cibo nelle fasi di preparazione. Il tutto, nel rispetto delle basilari norme igienico sanitarie previste per il settore della preparazione degli alimenti che andranno serviti al pubblico.

Dalle grandi mense aziendali o scolastiche fino ad arrivare al ristorante di quartiere, un abbigliamento adeguato per chi lavora in cucina a contatto con il cibo è obbligatorio e regolato da una serie di normative di legge.

Nel settore sanitario e ospedaliero, più che in tanti altri, è di fondamentale importanza la questione igienica, in quanto si è sempre a contatto con i degenti e spesso le spore e i batteri si attaccano ai tessuti e vengono trasportati dentro e fuori dagli ospedali, con conseguenti rischi sia per i degenti che per il personale.

Nel caso in cui non si utilizzino i lavaggi industriali, infatti, è necessario prestare particolare attenzione alla pulizia e al lavaggio degli indumenti da lavoro, avendo cura di utilizzare il pre-lavaggio e speciali prodotti battericidi come ad esempio il Napisan, per citarne uno. Anche il lavaggio a secco è un metodo di lavaggio altamente disinfettante che può essere utilizzato per questo tipo di indumento.

Certo, la cosa migliore sarebbe sterilizzare gli indumenti con lavaggi a 100 gradi, che assicura un’igienizzazione completa pur rispettando i tessuti. Per effettuare questa sterilizzazione bisogna necessariamente lavare gli indumenti in lavanderia, specificando il tipo di lavaggio richiesto.

Articolo offerto da La Bottega del Camice, abiti da lavoro brescia.

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Etica e Società

Divise da lavoro e loro significato

Sono molte le professioni che richiedono divise da lavoro di tipo specialistico, adeguate all’attività che si sta svolgendo.

Parliamo ad esempio del personale che lavora presso le fabbriche o le industrie, le professioni nel settore medico-sanitario, la ristorazione e tanto altro ancora: sono sempre di più infatti i settori in cui si decide di vestire il proprio personale in divisa, a cominciare dalle catene di negozi che richiedono, se non proprio una divisa, un abbigliamento particolare al proprio personale.

O all’industria alimentare che richiede mascherina, cuffietta, camice e guanti. Oppure al personale ospedaliero che ha bisogno di un abbigliamento speciale dalla testa ai piedi.

L’abbigliamento da lavoro è un tipo di indumento preposto allo svolgimento di una determinata attività e va quindi indossato prima di lavorare e tolto prima di lasciare il posto di lavoro. Solitamente chi lavora in divisa dovrebbe anche evitare di indossare troppi effetti personali come orologio e gioielli qualsiasi altra cosa che potrebbe essere di impedimento per il normale svolgimento delle attività lavorative.

È anche importante occuparsi della pulizia e dell’ordine del proprio abbigliamento da lavoro, esattamente come se si trattasse dei nostri abiti di ogni giorno. Anche i piccoli dettagli, infatti, vanno a vantaggio dell’immagine dell’azienda per cui si lavora e in questo caso il rispetto è d’obbligo.

Inoltre, adeguati capi di abbigliamento da lavoro possono anche essere utili nella prevenzione di eventuali incidenti, soprattutto per determinate categorie di lavoratori, ad esempio gli operai, che indossano accessori e indumenti antinfortunistici come caschi, mascherine, guanti speciali, scarpe rinforzate.

Anche l’igiene è un aspetto di fondamentale importanza per quel che riguarda l’abbigliamento da lavoro, che in particolar modo in alcuni ambiti lavorativi potrebbero diventare un ricettacolo di microbi.

L’abbigliamento da lavoro ha origine nell’ambiente industriale e in altre categorie lavorative, dove vengono impiegate persone per il lavoro all’aria aperta, ad esempio gli operatori ecologici, oppure nelle mense, dove è comunque richiesto un abbigliamento particolare.

Indipendentemente dall’attività lavorativa svolta, gli indumenti da lavoro hanno il comune denominatore della sicurezza. In alcuni settori industriali, come ad esempio l’industria, l’abito da lavoro è uno standard e un must per qualsiasi persona lavori all’interno di una determinata azienda.

Questa esigenza deriva naturalmente dal tipo di lavoro svolto: nelle industrie infatti gli operai sono spesso a contatto con materiali che possono sporcare, lasciare odori sgradevoli o essere in ogni modo dannosi o pericolosi per la salute, che si tratti di liquidi bollenti o di acidi, o dei prodotti chimici che spesso vengono utilizzati anche nell’industria alimentare.

Solitamente in questo settore lavorativo l’abbigliamento da lavoro è realizzato in cotone, nella maggior parte dei casi con colorazione blu, e con una trama particolarmente resistente in modo da non sfibrarsi a causa dei ripetuti lavaggi energici spesso ad alte temperature.

Ovviamente i capi di abbigliamento da lavoro non vengono utilizzati solo nel settore industriale privato ma in qualsiasi attività lavorativa dove si trattano materiali particolari o si svolgono lavori fisicamente impegnativi, basta pensare agli operai che lavorano per la creazione del manto stradale di strade e autostrade o chi si occupa di smaltimento di rifiuti.

Oltre a sicurezza personale, spesso gli indumenti da lavoro servono anche a garantire la massima igiene sul posto di lavoro, ad esempio quando parliamo del settore della ristorazione e delle aziende ospedaliere.

Gli ospedali (sia le strutture pubbliche che quelle private),le cliniche, i laboratori di analisi e tutti i luoghi di lavoro del settore sanitario prevedono l’utilizzo da parte del personale di un abbigliamento adeguato, che serve in primo luogo come segno di riconoscimento sia per le varie persone che vi lavorano, che spesso non sono poche, sia per i fruitori del servizio, che sanno identificare senza problemi un camice bianco.

Articolo offerto da La Bottega del Camice, divise da lavoro Brescia.

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Etica e Società

La storia dell’abbigliamento

L’abbigliamento nasce in tempi preistorici per rispondere a esigenze di tipo utilitaristico. Esso protegge il corpo umano dai pericoli dell’ambiente: sia agenti atmosferici (freddo, pioggia, sole..), sia insetti, sostanze tossiche, armi e altri rischi alla sicurezza personale.

Tutti gli scavi finora effettuati che hanno portato al rinvenimento di oggetti e resti fossili risalenti al Paleolitico (da circa 2,5 milioni a 11-10.000 anni fa) non hanno portato alla luce elementi che possano dimostrare con sicurezza l’utilizzo di oggetti di abbigliamento da parte di ominidi in quel periodo.

Il ritrovamento di rudimentali strumenti in pietra, realizzati con la tecnica della pietra scheggiata, atti con ogni probabilità alla trasformazione delle pelli in indumenti, ha però portato molti antropologi a sostenere che già 18.000 anni fa (periodo Magdaleniano), e forse anche prima, gli uomini utilizzassero pelli per coprirsi.

In questo contesto la ragione fondamentale per cui gli esseri umani cominciarono a lavorare le pelli, per poi indossarle, è da ricercarsi nella necessità di coprire il corpo, nudo e più fragile rispetto ad altri animali, dalle intemperie. Non sono comunque da sottovalutare altri fattori.

Tra questi occorre citare la funzione simbolica dell’abbigliamento: indossare la pelle di un altro animale era equivalente a identificarsi con esso, oltre a dimostrare la propria forza, con cui si era ucciso lo stesso. Con ogni probabilità l’introduzione delle pelli per coprire il corpo ha un legame anche con delle forme primitive di pudore.

Questo contravviene alcune teorie secondo le quali il senso del pudore sia stata una condizione psicologica dettata dall’abbigliamento: essendo gli altri appartenenti alle comunità primitive coperti, l’uomo nudo percepiva la propria diversità dalla norma ed era portato ad equipararsi agli altri per non essere “escluso”.

L’adozione di forme di abbigliamento agli albori della civiltà umana è quindi dovuta sia ad un fattore funzionale (protezione del corpo) sia a fattori di altra natura (simbolici, religiosi, psicologici, ecc.).

Durante gli ultimi millenni dell’Età della pietra l’utilizzo di pelli di animali per coprirsi si diffuse tra gli uomini. Una vera e propria rivoluzione nel costume avvenne nel momento in cui si diffuse tra le civiltà preistoriche la lavorazione dei tessuti, che spesso garantivano maggiore protezione dal freddo e una maggiore reperibilità.

La nascita della tessitura, avvenuta intorno al VI-V millennio, portò ad una notevole crescita dell’uso delle vesti, che venivano tessute anche grazie ai primi telai, che apparvero proprio nel Neolitico, anche se erano assai rudimentali. La filatura e la tessitura furono introdotte nel mondo antico grazie agli strumenti, che gli uomini preistorici iniziarono ad utilizzare intorno al 4500 a.C.

Nel Mondo antico l’abbigliamento era costituito esclusivamente da oggetti filati di tessuto, e l’utilizzo di pelli di animale fu ben presto superato nella maggior parte delle comunità già a partire dal I millennio a.C. I tessuti utilizzati variano a seconda del luogo: ad esempio in Cina era assai sviluppata la produzione della seta, in India la canapa ed il cotone ed in Egitto il lino.

In Europa occorre ricordare come i Fenici furono i primi a praticare la tintura dei tessuti, grazie alla scoperta del pigmento della porpora, ricavato dall’essiccazione del murice.

A questo punto dell’evoluzione umana l’abbigliamento non era più visto esclusivamente come metodo per proteggersi da intemperie o altri agenti esterni, ma costituiva soprattutto un simbolo di appartenenza ad un gruppo (economico, religioso, politico, ecc.). I popoli mediterranei consideravano la porpora un bene di lusso ed i Fenici ottennero grossi guadagni vendendola alle altre popolazioni. Tra gli altri tessuti utilizzati nel mondo antico ricordiamo il cotone, la lana e il bisso.

L’Impero Romano con la sua grande espansione venne in contatto con gli usi ed i costumi di molte popolazioni, dalle quali importò l’utilizzo di alcuni tessuti per il vestiario quotidiano o riservato ai più ricchi. Vengono così confezionati abiti come la toga, la tunica ed il pallio.

Dopo Roma la filatura e la tessitura di seta, lino e lana diventano comuni a gran parte delle comunità europee, in particolare quella Bizantina, grazie ai suoi rapporti privilegiati (data la collocazione geografica) con l’Oriente. Di queste tre fibre tessili la più diffusa in questo periodo fu certamente la lana, sia per ragioni economiche (l’allevamento di ovini era abbastanza diffuso) che funzionali (alta capacità termica della stessa).

Lo sviluppo del settore tessile conosce un fermento, almeno per quanto riguarda l’Europa, a partire dai primi secoli del I millennio d.C., grazie soprattutto ad una rinascita degli scambi commerciali sia tra le nazioni sia tra Oriente ed Occidente. In Italia l’importazione di tessuti era uno dei fattori che produssero più ricchezza per le repubbliche marinare, anche se assunse un certo rilievo anche il commercio interno, soprattutto per rifornire le città più ricche (Firenze, Palermo, Lucca, ecc.).

L’abbigliamento di lusso o comunque con materiali pregiati rimase appannaggio delle classi nobiliari, delle corti di re e imperatori e dei ceti più abbienti (grandi commercianti, banchieri, ecc.). La qualità generale delle vesti comunque aumenta anche per le fasce di popolazione meno agiate, anche grazie all’adozione di strumenti che permettono una maggiore precisione nella sartoria: il ditale, gli aghi d’acciaio, le forbici a lame incrociate.

Lo sviluppo dell’abbigliamento era andato di pari passo con quello della tecnologia tessile, in particolare con lo sviluppo dei telai: nel 1790, nell’ambito della Rivoluzione industriale, Joseph-Marie Jacquard inventa l’omonimo telaio, che permette di aumentare sia la precisione sia la velocità di produzione dei tessuti.

L’evoluzione tecnologica si estende anche ai filatoi: tutto ciò attribuisce il primato nell’industria tessile ai paesi che per primi sono investiti dal fenomeno della rivoluzione industriale, tra tutti l’Inghilterra. Il mercato del vestiario conosce una crescita continua: la produzione tessile si meccanicizza e razionalizza assumendo notevoli dimensioni, rendendo l’industria dell’abbigliamento la più sviluppata del periodo.

Tra le fine del Settecento e l’Ottocento l’industria tessile è in grado di soddisfare le richieste, oltre che delle classi più abbienti, anche della media e bassa borghesia. Durante il XIX secolo cominciano ad apparire quei tipi di vestiti che sono utilizzati ancora oggi: aderenti al corpo, con le maniche, leggeri o pesanti, con stoffe prevalentemente scure.

Il miglioramento delle condizioni igieniche, assieme a quelle economiche, permette ad una buona parte della popolazione europea e nord-americana di indossare la biancheria. Il 1842 è un’altra data fondamentale: John J. Greenough brevetta la macchina per cucire, con la quale gli indumenti possono essere confezionati con grande velocità, ed il risparmio di denaro che ne deriva fa sì che la produzione può assumere dimensioni ancora più vaste.

L’industria dell’abbigliamento può adesso realizzare la produzione in serie dei vestiti, favorendo la creazione di centri industriali tessili e di grandi magazzini per la vendita dei loro prodotti. Successivamente, sia nell’Ottocento che nel secolo successivo, il perfezionamento della macchina per cucire permetterà di meccanizzare anche altre operazioni (ricamo, soprafilo, rammendo, cucitura dei bottoni, ecc.).

L’abbigliamento conobbe, nel XX secolo, una evoluzione straordinaria, ed una espansione produttiva e tecnologica senza pari. I due conflitti mondiali, ed i relativi dopoguerra, portano, dapprima, la crisi economica in molte nazioni: i materiali pregiati diventano appannaggio di pochissimi, mentre si diffondono quelli di recupero (lana riciclata, sughero per le scarpe).

In seguito, con il miglioramento della situazione economica, si ha un sempre maggiore sviluppo dell’industria del vestiario, che introduce, oltre ad una grandissima scelta di nuovi prodotti (busti, tailleur, gonne, jeans, tute da sport tanto per citarne alcuni) anche la scelta di nuovi materiali frutto della tecnologia come le fibre artificiali e sintetiche, meno costose e adattabili a situazioni diverse (tecnofibra).

Articolo offerto da La Bottega del Camice, abbigliamento professionale Brescia.

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