Etica e Società

Storia del ricamo

Il ricamo ha origini antichissime e si distingue in:

– Ricamo bianco, così detto anche se eseguito con fili colorati, per la biancheria personale e da casa.
– Ricamo fantasia, in cui viene sfruttato ogni tipo di materiale: seta, lana, cordoncino, lustrino, ecc.
– Ricamo in colore, per ottenere effetti suggestivi.
– Su tela, a fili contati.
– In oro, per parati e tessuti importanti, con seta e oror, molto in rilievo e resistente, per paramenti e arazzi.
– Ricami a riporto, che si ottengono con l’applicazione di tessuti diversi da quello del fondo per ottenere un dato disegno.
– ricamo ad arazzo, uno dei più antichi, a fili contati, che riproduce scene di caccia, di ambienti familiari o soggetti sacri.
– ricamo lamellato, molto delicato, per il quale si usa un ago piatto a 2 buchi.
– ricamo in metallo, per bandiere, gagliardetti e altre applicazioni di carattere militare.

Vi sono poi il ricamo umbro, a colori, quello persiano, fastoso e ricco, il ricamo a giorno, a bandiera, a intaglio e tanti altri.

Il ricamo rappresentava il modo più semplice per impreziosire e personalizzare i capi d’abbigliamento indossati da personaggi di grande risalto politico o religioso, aumentandone così dignità e prestigio.
In Italia, e precisamente in Sicilia, questa arte inizia intorno all’anno mille, durante il dominio dei Saraceni, che vi introducono laboratori di tessitura e di ricamo, rispettivamente Thiraz e Rakam, dai quali escono manti cerimoniali di grande pregio. La parola ricamo, infatti, deriva dal lemma arabo raqm (racam) che significa “segno, disegno”.

La Chiesa assegna al ricamo il compito di edificazione religiosa. Il materiale che il Medioevo offriva per i soggetti era inesauribile, le figure del Vecchio e del Nuovo Testamento e la crescente schiera di Santi presentava un’infinita abbondanza di avvenimenti interessanti e meravigliosi. Dal Medioevo fino al XVI secolo inoltrato, i ricami sono sovente portatori di tradizioni popolari e di poesia, ma anche di leggende profondamente radicate nell’animo dei popoli.

Durante il regno dei Normanni, in particolare di Ruggero II, la maestria dei ricamatori e tessitori è tale che i loro manufatti sono degni di Papi e Imperatori. I motivi ornamentali sono, in quell’epoca, ancora limitati a pochi elementi fitomorfi (albero della vita, giglio) e zoomorfi (grifoni, pappagalli, aquile), resi in maniera schematica ed essenziale.

Ci rimane, quale monumentale testimonianza, il Mantello da incoronazione del Sacro Romano Impero, ricamato con oro e perle, con un motivo di cammelli assaliti da leoni tigrati, a specchio, separati da una palma da datteri, simbolo dell’albero della vita. Fu ordinato nel 1133 e fu portato a termine nel 1134; ora è conservato nel Kurstgeveben Museum di Vienna. Molto probabilmente la tecnica e i decori sono stati portati presso le altre maggiori corti della Penisola dalle stesse maestranze arabo-sicule, costrette a fuggire sulla fine del secolo XIII a seguito della rivoluzione dei Vespri.

La moda dei ricami coinvolge le “nobili et virtuose donne” europee, che continuano a trovare in quest’arte un modo materiale e spirituale di evadere dalla quotidianità familiare. A Venezia si occupa di ricamo persino suor Arcangela Tarabotti, la scrittrice femminista ante litteram.

Si diffondono ovunque gli Istituti di religiose che accolgono giovinette abbandonate per insegnare loro un mestiere, di ricamatrice o merlettaia, e per aiutarle poi, anche con l’apporto di una dote messa da parte in anni di lavoro all’interno del collegio, ad inserirsi degnamente in società.

In Francia la riorganizzazione dell’Arti e dell’Artigianato determinata dall’accorta politica di Jean Baptiste Colbert, ministro di Luigi XIV, riunisce in un unico luogo, dov’era esistita la Manifattura d’Arazzi di Gobelins, tutti i laboratori destinati a produrre soltanto per il re. Sotto la direzione del pittore Le Brun, dal 1663, una équipe di artisti rinomati, tra cui scultori, architetti, ebanisti, incisori, tessitori e ricamatori, vengono riuniti nella “Grande Fabrique” per creare gli arredi dei sontuosi interni ed il guardaroba personale del loro sovrano.

Nel Settecento si assiste addirittura ad un aumento di ricami, anche se forse meno rilevati e spessi.

Viene usato prevalentemente per l’abbigliamento maschile, “camiciole” e “velade” si arricchiscono di bassorilievi auro-serici lungo le bottonerie e sui bottoni, attorno alle tasche, a sottolineare gli orli degli scolli, gli spacchi, risvolti, sui paramani delle maniche sagomate. Sono per lo più fiori, di tutte le tipologie, a mazzi, a tralci a ghirlande, intrecciati a nastri, nodi d’amore, nappe, conchiglie e piume.

Articolo offerto da La Bottega del Camice, abbigliamento da lavoro Brescia.

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Comunicati

“Il Sapore e il Sapere: Salumificio Roncadese

Oggi vi parleremo di quei Artigiani di un tempo a partire dalle materie prime semplici e uniche che caratterizzano i prodotti del Salumificio Roncadese, occhi e mani esperte lavorano ogni giorno
per scegliere l’eccellenza della materia prima.

Abbiamo incontrato Ivan Bozzato, contitolare con il padre del Salumificio Roncadese, lo abbiamo messo sotto torchio per fornirci tutti i segreti produttivi e, perché i suoi salumi sono cosi buoni e molto apprezzati dai clienti:

  • Perché Ivan i vostri salumi sono semplicemente splendidi?

Siamo ancora un salumificio artigianale di Roncade in provincia di Treviso, e da sempre offriamo salumi di qualità. Produciamo i nostri salumi come artigiani, con carne selezionata di prima qualità e spezie 100% naturali. Ciò che rende unici i prodotti è l’esperienza che mio padre mi ha trasmesso, che hanno fatto di questo mestiere la passione più grande della propria vita. Siamo da sempre un salumificio a conduzione familiare, legati ai sapori autentici e genuini di una volta. La nostra filosofia è semplice: un’attenta selezione delle materie prime, una lavorazione artigianale in tutte le fasi e una ricerca costante – in equilibrio tra tradizione ed innovazione.

  • Quando avete capito che eravate sulla strada giusta?

Nel nostro salumificio ogni salume ha il suo tempo per divenire buono. Solo attraverso una stagionatura adeguata e mai forzata si riscopre il tempo reale del gusto, della genuinità e del sapore vero. La stagionatura rende il prodotto veramente esclusivo, “questo è il sapere dei sapori”.

* Un sogno?

Vorrei fare assaggiare il mio cotechino a Carlo Cracco.

Per concludere Ivan, cosa vorresti aggiungere: il nostro lavoro è una missione che racchiude in sè valori professionali ed etici, la conoscenza di tecniche e di procedure precise che rappresentano poi il gusto, la bontà e la genuinità di tutti i nostri prodotti sulla tavola e, questo lo percepisci dalle relazioni che abbiamo, questo è il fattore-chiave di una buona salute aziendale.

Tirando le somme, che voto daresti alla tua azienda? Un bel’8 non voglio essere presuntuoso.

Distinti salumi a tutti.

Info e Informazioni utili

Salumificio Roncadese

Roncade – Via Manera 21

www.salumificioroncadese.it

mail: [email protected]

 

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Volontariato e società

Volontari per l’ambiente ripuliscono l’area del porto di Senigallia

In un paio d’ore raccolti 3 sacchi di spazzatura

I volontari de La via della felicità di Senigallia, organizzano diverse attività nell’area, come pulizia parchi, spiagge libere ed altre attività che hanno lo scopo di ripristinare, con i fatti, quei valori sociali molto importanti per vivere una vita migliore e più felice per tutti.

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 febbraio, approfittando della bellissima giornata, il gruppo di volontari, armati di guanti e pinze, si sono dedicati ad un intervento di pulizia nella zona porto di Senigallia con il risultato di 3 sacchi di spazzatura, tra plastica e cartacce; incastrate tra i roccioni, ma pur sempre degradanti per l’ambiente.

Il rispetto dell’ambiente è uno dei punti trattati nella guida al buon senso La via della felicità, l’opuscolo che ispira i volontari ad impegnarsi costantemente nelle diverse attività nella comunità.

Molta la soddisfazione dei volontari per il lavoro fatto, e anche per l’apprezzamento dai cittadini che passando hanno dispensato tantissimi “Bravi”, “Grazie per quello che fate”; ecc… che fa capire quanta sia  l’attenzione all’ambiente; considerando che anche queste piccole azioni contribuiscono a mantenere il litorale di Senigallia “un gioiello”, apprezzato e ammirato ogni anno da migliaia di persone che si godono la meravigliosa spiaggia di Velluto.

Dato che il nostro benessere è legato alle azioni degli altri, diventa vitale promuovere i benefici di una buona condotta. “Rispettare e proteggere il proprio ambiente” questo è uno dei messaggi che i volontari vogliono diffondere nella società.

Il filosofo L. Ron Hubbard scrive: “Un ambiente deturpato da persone in disordine può avere un effetto leggermente depressivo sul morale. Comunque, ricchi o poveri, o per qualunque altra ragione, quelli che non hanno cura delle loro proprietà e luoghi possono provocare disordine alle persone che vivono accanto a loro.”

Vai sul sito: www.laviadellafelicita.org e decidi come puoi entrare in azione per migliorare il tuo ambiente.

 

 

 

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Salute e Benessere

Avis Regionale Lombardia: il Coronavirus non è un pericolo per chi dona e chi riceve

Il sistema sangue italiano è sicuro e non teme il Coronavirus. AVIS Regionale Lombardia, alla luce del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha rafforzato le misure di contenimento, tranquillizza e invita i donatori a continuare a donare. A scopo puramente prudenziale sono sospese temporaneamente dall’attività donazionale i residenti nei comuni di Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione D’Adda, Castelgerundo, Fombio, Maleo, Bertonico, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini.

Il presidente di AVIS Regionale Lombardia, Oscar Bianchi rassicura: «I donatori devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell’autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili.  Si dona il sangue solo quando si è in buona salute, quindi è opportuno avere la sensibilità di comunicare alla struttura trasfusionale se tali sintomi sono comparsi nei 15 giorni dopo la donazione. A tutti i donatori raccomando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione da “Coronavirus” o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione. Vige il principio di massima precauzione, ma è importante ribadire che il nostro sistema trasfusionale è sicuro e di qualità”.

Insieme alle istituzioni nazionali e locali, Avis Regionale Lombardia sta costantemente monitorando la situazione e dando aggiornamenti puntuali sui canali social e sul sito. Non sono state documentate trasmissioni mediante la trasfusione di emocomponenti e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale ma in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono state rafforzate le misure di sorveglianza anamnestica sul donatore di sangue. I criteri di esclusione dalla donazione sono: soggiorno in area interessata nei 28 giorni precedenti, soprattutto se vi sono stati contatti personali con soggetti confermati o potenzialmente infetti, specie se con sintomi simil influenzali, ma anche in fase ancora asintomatica; presenza di sintomatologia simil influenzale. I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Il periodo di incubazione è attualmente stimato in 3-14 gg. E’ competenza e responsabilità del medico l’ammissione o meno alla donazione.

Sul sito di Avis regionale www.avislombardia.it è pubblicato il pieghevole informativo del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità su sintomi e prevenzione del Coronavirus.

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Salute e Benessere

Inquinamento plastica: un’emergenza alimentare

L’uomo mangia 5 grammi di plastica ogni settimana e questa sta diventando un’emergenza sempre più pressante.

Mano a mano che gli scienziati studiano il problema ci si rende conto della gravità della situazione: se fino a qualche anno fa si pensava che il problema principale fosse di natura strettamente ecologica per la vita di flora e fauna, oggi, progressivamente, ci si sta rendendo conto che l’emergenza sta trasformandosi in un problema anche sanitario.

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Scienza e Tecnologia

Condensa sulle finestre di casa, come prevenire questo problema

Con il cambio di stagione e il freddo dell’inverno, il fenomeno della condensa sui nostri infissi e serramenti diventa sempre più frequente.

La sua comparsa può portare a problematiche quali muffa attorno ai bordi delle finestre, gocce d’acqua che possono rovinare i nostri pavimenti, soprattutto in presenza di parquet, i nostri mobili in legno e addirittura l’intonaco delle pareti.

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Salute e Benessere

Concorso Cuore d’oro 2.0: edizione #gialloplasma

Ultimi giorni per partecipare al secondo concorso “Cuore d’Oro 2.0 – Edizione #gialloplasma” promosso da Avis Comunale di Bergamo per sensibilizzare i cittadini sulle donazioni di plasma.

Il plasma è la parte liquida del sangue di colore giallo. Da questo prezioso elemento è possibile ottenere dei veri e propri farmaci per la cura di numerose malattie e – poiché il fabbisogno nazionale rende necessario importare dall’estero alcune scorte di tali farmaci – è fondamentale incrementare il numero di donatori e di donazioni. Per questo Avis Comunale di Bergamo organizza questo concorso la cui partecipazione è gratuita ed aperta a tutti i cittadini di Bergamo e ai soci Avis iscritti nella sezione Comunale di Bergamo.

Scopo del concorso: la realizzazione di grafiche e fotografie utili a sensibilizzare donatori ed aspiranti donatori al dono del plasma.

Partecipare è semplice, basta inviare la scheda di adesione (individuale o di gruppo) e l’elaborato in alta definizione, che può essere un disegno grafico o una fotografia, all’email [email protected] entro e non oltre il 7 marzo 2020.

In palio numerosi premi. A tutti i partecipanti verrà consegnato il kit #gialloplasma mentre ai primi tre classificati dei buoni dal valore di 300 euro, 200 euro e 100 euro. I lavori più meritevoli saranno promossi sui canali social di Avis Comunale Bergamo, e utilizzati per il materiale informativo promozionale dell’Associazione.

Per informazioni e programma: www.avisbg.it

Facebook @avis.comunalebergamo

Instagram @aviscomunalebergamo

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News

eCommerce: è rivoluzione grazie alla nuova tecnologia di Image Recognition

Yakkyofy, il software italiano che rende completamente automatica la gestione di un negozio online, oggi lancia sul mercato il primo strumento mai inventato, per la realizzazione di preventivi automatici di prodotti da vendere in dropshipping.

Roma 19/02/2020 Si chiama Yakkyofy la startup italiana, con sede a Bari, che oggi punta a rivoluzionare il mercato dell’eCommerce delle consegne in dropshipping grazie al lancio del primo software al mondo in grado di realizzare preventivi B2B in tempo reale.

Questa tecnologia di Image Recognition, basata sul Machine Learning, oggi in fase di brevetto, è in grado di riconoscere un prodotto attraverso un’immagine, di cercarlo all’interno di un enorme database, in continua espansione, con oltre 12 milioni di articoli e di restituire una quotazione comprensiva di spedizioni per oltre 100 paesi diversi, in maniera completamente automatica.

Un’innovazione che cambierà per sempre il mondo dell’eCommerce.

Oggi il 33% di tutti i prodotti venduti online viene consegnato con una tecnica chiamata dropshipping che permette al proprietario di un negozio di vedere articoli che non possiede fisicamente, ma di inviare automaticamente gli ordini generati sul suo store ad un fornitore che spedisce la merce al cliente finale per suo conto.

Questo sistema riduce esponenzialmente sia i costi di gestione di un business online perché il proprietario dello store non dovrà gestire nè inventario nè spedizioni, sia i costi di logistica della merce che viene spostata una sola volta al momento dell’acquisto.

I numeri di questo mercato sono incredibili e in rapida crescita. Solo nel 2019, le vendite al dettaglio globali generate dal settore eCommerce sono state pari a $3453 miliardi di cui $1139 miliardi attribuibili al metodo del dropshipping che si prevede raggiungerà i $1609 miliardi entro il 2021.

Fino ad oggi, c’erano solamente due metodi per reperire i prodotti da consegnare con questo metodo di rifornimento: si potevano acquistare articoli da altre piattaforme online con il metodo dell’arbitraggio oppure comprare prodotti direttamente da un fornitore.

Nel primo caso, il proprietario dello store riusciva a trovare la merce ricercata con una procedura online ma doveva acquistare gli articoli uno per uno a prezzi B2C, nel secondo caso, acquistava prodotti a prezzi B2B, ma doveva attendere preventivi da 7 a 10 giorni e doveva assicurare al fornitore un minimo quantitativo d’ordine giornaliero.

Grazie al nuovo strumento offerto da Yakkyofy, che offre preventivi B2B in tempo reale per prodotti in dropshipping, tutto è cambiato ed ora i rivenditori possono avere prezzi B2B per i loro prodotti direttamente online, senza aspettare e senza la richiesta di un MOQ.

Come è nata questa nuova tecnologia di Image Recognition

Nel 2018, Giovanni Conforti e Carole Hsiao, fondatori di Yakkyofy ed esperti di logistica internazionale, decidono di realizzare un software in grado di automatizzare completamente tutta la gestione di un negozio in dropshipping: dall’approvvigionamento, fino alla consegna.

Quindi, con questo obiettivo in mente, lanciano nel settembre del 2018, la prima versione di Yakkyofy, che consentiva ai proprietari di uno store online di importare prodotti dal loro catalogo in un clic, automatizzare completamente tutto il processo di pagamento ed evasione degli ordini e spedire merce in 3-12 giorni in Nord America e nella maggior parte dei paesi dell’UE, inviando i tracciamenti in automatico al cliente finale.

A questi servizi oggi Yakkyofy, aggiunge anche la possibilità di realizzare preventivi B2B in tempo reale tagliando in maniera considerevole i tempi di gestione di un eCommerce in dropshipping: infatti, grazie alla sua tecnologia Image Recognition basata sull’apprendimento automatico, il software Yakkyofy è ora in grado di mappare un’immagine inviata da un cliente, trovarla all’interno di un enorme database con milioni di prodotti e restituire un preventivo con i prezzi di spedizione per oltre 100 paesi, in pochi istanti. “Il 2020 sarà un anno molto emozionante per noi”, ha affermato Giovanni Conforti, CEO di Yakkyofy.

 

“Grazie alla nostra tecnologia di Image Recognition, ora siamo l’unica azienda sul mercato ad offrire un servizio di preventivi B2B in tempo reale. Questo nuovo strumento ridefinirà completamente le logiche del mercato del dropshipping perché offrirà maggiori margini di profitto, ridurrà i tempi di attesa per le quotazioni dei prodotti e permetterà ai dropshipper di reagire più rapidamente all’emergere di nuovi trend di mercato. “

Nel 2021, si ritiene che i ricavi del dropshipping genereranno oltre $1609 miliardi di dollari e Yakkyofy è impaziente di conquistare la sua fetta di questo mercato grazie alla sua nuova tecnologia di Image Recognition e al suo software in continua evoluzione.

“I nostri sviluppatori sono in fermento e pronti a rilasciare molte nuove funzionalità entro la fine del 2020” ci conferma Giovanni Conforti e noi auguriamo a questa startup italiana un grande in bocca al lupo.

Visita il nostro sito: http://bit.ly/2UJVOZ9

Image recognition tool: http://bit.ly/3bA43gn

La società: Yakkyofy è l’unico software che ti aiuta a gestire in maniera completamente automatica un negozio in dropshipping, con un notevole risparmio sia in termini di tempo che di denaro.

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Il Gal L’Altra Romagna firma due importanti accordi di cooperazione regionale per lo sviluppo dell’Appennino Romagnolo

Il Gal L’Altra Romagna, rappresentato dal Presidente Bruno Biserni, è stato protagonista della sottoscrizione di due accordi di cooperazione inter territoriali insieme a tutti gli altri GAL – Gruppi di Azione Locale dell’Emilia Romagna, a loro volta rappresentati dai rispettivi Presidenti.

La firma dell’accordo è avvenuta nella sede del Municipio di Bobbio, borgo decretato come più bello d’Italia per il 2019 all’interno del talent di Rai3 “Il Borgo dei Borghi, alla presenza del Sindaco Roberto Pasquali.

I progetti sottoscritti riguardano la tematica dei cammini e del paesaggio.

Entrambi i progetti si avvalgono di azioni comuni concertate in coerenza con il coordinamento regionale, mentre le azioni locali sono contestualizzate alle esigenze dei rispetti territori di competenza.

Il primo progetto dal titolo “Percorrendo le vie di pellegrinaggio dagli appennini al Delta del Po – itinerari nelle aree rurali dell’Emilia Romagna” si pone l’obiettivo, tramite un approccio partecipato, di migliorare itinerari e percorsi sotto il profilo della mappatura e della ricognizione, dell’ospitalità, dell’enogastronomia tipica e della promozione e comunicazione.

In particolare le aree di competenza del GAL L’Altra Romagna interessate dal progetto saranno quelle attraversate dai Cammini già riconosciuti a livello regionale sia per il versante forlivese-cesenate che per quello faentino, la cui rappresentanza è svolta dalle rispettive Associazioni.

Il secondo progetto dal titolo “Paesaggi da vivere – valorizzazione dei paesaggi rurali e creazione di osservatori locali per la qualità del paesaggio dell’Emilia Romagna” si pone l’obiettivo di fornire una lettura ed interpretazione dell’Appennino romagnolo con il fattivo coinvolgimento della popolazione locale, al fine di identificare i “paesaggi” più rappresentativi delle aree rurali forlivesi-cesenati e faentine, i paesaggi da valorizzare ulteriormente ma anche quelli da “mitigare” per la presenza di elementi incongrui.

L’Appennino romagnolo, può rappresentare un vero e proprio “laboratorio” a cielo aperto per quanto riguarda tale tematica.

I partner dei due progetti sono tutti i 6 GAL dell’Emilia Romagna ai quali è assegnata la gestione della Misura 19 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna all’interno delle rispettive aree rurali di competenza.

Nello specifico i GAL coinvolti sono:

Gal del Ducato con competenza per le aree rurali delle Province di Piacenza e Parma

Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano con competenza per le aree rurali delle Province di Modena e Reggio Emilia

Gal Appenino Bolognese con competenza per le aree rurali della Provincia di Bologna

Gal Delta 2000 con competenza per le aree rurali delle Province di Ferrara e Ravenna

Gal L’Altra Romagna con competenza per le aree rurali delle Province di Forlì-Cesena e Ravenna

Gal Valli Marecchia e Conca con competenza per le aree rurali della Provincia di Rimini

 I termini per la realizzazione completa di tutte le attività previste da entrambi i progetti è fissata al 31/12/2022.

 

L’ufficio stampa

GAL L’ALTRA ROMAGNA

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Le mappe antiche per ricerche e arredamento, scegli quella che fa per te

Ami le carte geografiche antiche e sogni da tempo di acquistare una riproduzione? Ecco, in pochi passi, una piccola guida per orientarti nella scelta.

– Attenzione alla qualità.

Scegli un fornitore affidabile: la mappa antica deve essere riprodotta direttamente dall’originale, così da conservare intatta la sua valenza documentaria. Una mappa approssimativa e inattendibile, sia nella veste grafica che nei riferimenti, perde la maggior parte del suo fascino.

Estetica e qualità, nella cartografia, vanno sempre di pari passo: la tua carta geografica, quindi, dovrà provenire da una fonte pregevole e accreditata.

– Scegli il soggetto.

Il bello delle carte geografiche antiche è che puoi inserirle in qualsiasi stile di arredamento, dalla camera da letto liberty al soggiorno minimal-chic. E non ci sono limiti riguardo al soggetto e all’epoca: un planisfero del Cinquecento o una cartina settecentesca dell’impero romano – solo per fare qualche esempio – sono ugualmente perfette in ogni tipo di ambiente.

La scelta della cartina giusta, quindi, dipende unicamente dai tuoi gusti e dalle tue esigenze. Nella tua decisione possono influire motivi esclusivamente estetici, ma anche ragioni più squisitamente professionali: ogni cartina, infatti, fornisce dati preziosi su tantissimi ambiti di studio e di ricerca.

Il cartografo vi troverà notizie importanti in merito alla proiezione utilizzata; lo storico potrà ricorrervi per ricostruire gli equilibri politici dell’epoca; il geografo vi attingerà per conoscere lo stato degli studi geografici nel periodo di interesse.

Ma anche per i semplici appassionati, una mappa d’epoca costituisce un vero e proprio tesoro, sempre disponibile per qualsiasi riferimento o curiosità.

– Decidi il formato.

Piccola o grande? Dipende dallo spazio disponibile, dall’impatto che vuoi ottenere o dallo stile che intendi valorizzare. Un corridoio stretto e spoglio, ad esempio, si trasforma in un angolo luminoso e ricco di personalità semplicemente appendendovi una mappa antica grande quasi quanto l’intera parete.

Le sale d’aspetto richiedono discrezione e sobrietà: per questo, spesso rimangono fredde e impersonali. Creando composizioni di tre o quattro mappe antiche in piccolo formato è possibile renderle istantaneamente più accoglienti senza sacrificare il tono formale che la loro funzione richiede.

In salotto, in camera da letto o nello studio, invece, la scelta di una media dimensione (50×70, ad esempio) consente di armonizzare al meglio la cartina con gli altri mobili, quadri e complementi d’arredo.

– Metti in cornice.

Lungi dal rappresentare un dettaglio senza importanza, la cornice svolge un ruolo decisivo: cambiando la cornice, in altre parole, cambia completamente anche lo stile della tua mappa. Dovrai quindi puntare su questo elemento per creare il giusto equilibrio tra la carta geografica e l’ambiente circostante.

A seconda dell’effetto che vuoi realizzare, potrai optare per una cornice “in pendant” oppure a contrasto. In una camera da letto in stile impero, ad esempio, la tua carta geografica antica enfatizzerà l’atmosfera romantica con una cornice d’antiquariato in legno dorato motivata da decori di foglie e palmette; utilizzando una cornice minimal nei colori oro e rosso, invece, otterrai un piacevolissimo effetto di leggerezza.

Guarda ora tutte le nostre carte geografiche antiche >>

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Acari delle orecchie del gatto, cosa sono e come trattarli

Controlla regolarmente le orecchie del tuo gatto: in condizioni normali, i padiglioni sono rosei e puliti, dato che il micio sa occuparsi molto bene della loro pulizia.

Se invece noti la presenza di arrossamenti accompagnati da lesioni e da una quantità eccessiva di cerume scuro e maleodorante (dall’aspetto molto simile alla cenere o ai fondi di caffè), rivolgiti immediatamente al veterinario, soprattutto se il tuo gatto tende a tenere a testa piegata e si gratta con molta insistenza sulle orecchie e sulla zona circostante.

Potrebbe infatti trattarsi di una otoacariasi, patologia meglio nota come “acari dell’ orecchio del gatto”.

L’otoacariasi scaturisce da una vera e propria infestazione del condotto uditivo: favorita dalla sporcizia e dalla promiscuità, colpisce con più frequenza i gatti di strada, ma è talmente contagiosa da potersi trasmettere anche ai gatti domestici.

Responsabile di tale condizione è l'”Otodectes Cynotis”, un piccolo insetto infestante che si nutre di detriti organici, secrezioni e cellule morte.

All’interno dell’orecchio, le popolazioni di questo parassita trovano calore e nutrimento in abbondanza per vivere e prolificare.

L’ aspetto dell’acaro, molto simile a quello di un ragno, non è riconoscibile ad occhio nudo a motivo delle dimensioni microscopiche: se quindi il comportamento e l’aspetto del tuo gatto dovessero farti pensare ad una otoacariasi, solo una visita veterinaria mirata potrà confermarne la presenza.

In questa eventualità, il veterinario prescriverà una cura appropriata a base di farmaci antibiotici e gocce antiparassitarie.

Nel trattamento di questa infezione, la tempestività è determinante: se trascurata, l’otoacariasi può degenerare in altre complicanze di difficile gestione, causando al tuo piccolo amico molte sofferenze.

I morsi degli acari, infatti, spingono a grattarsi furiosamente per alleviare il prurito insopportabile: così, il tuo gatto si autoinfligge lesioni da grattamento che possono facilmente infettarsi.

Nei soggetti predisposti possono sopraggiungere anche crisi epilettiche. Questa situazione, nel lungo periodo, finisce col danneggiare il timpano e compromettere gravemente l’udito.

Riproducendosi in modo incontrollato, i parassiti passano facilmente da un condotto uditivo all’altro: per questo, generalmente, l’infestazione interessa entrambe le orecchie.

Dal loro ospite, gli acari si trasferiscono nell’ambiente circostante, contagiando altri animali (come cani e furetti; non si trasmettono, invece, all’essere umano): ecco perché è molto importante curare l’igiene domestica, procedendo ad una periodica disinfezione delle cucce, delle spazzole, delle coperte, dei cuscini, delle poltrone, dei divani, dei tappeti e di tutti gli altri tessili dove i parassiti potrebbero annidarsi.

Per saperne di più sul gatto >>

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Scienza e Tecnologia

Come trasferire grandi file

Quando si devono trasferire file di grandi dimensioni, la domanda che tutti si fanno è quale software o tool usare. Non tutti conoscono, infatti, ancora i vantaggi di WeTransfer. Di cosa si tratta e come si usa? Scopriamolo in questo post.

We Transfer: il modo più semplice per inviare file pesanti

Come detto, WeTransfer è un comodo servizio per lo scambio via email di file fino a 2GB senza occupare spazio nella casella o bloccare il server. Un ulteriore vantaggio è che il tool è gratuito e, se si sceglie la versione WeTransfer Plus a pagamento, offre anche altre funzioni aggiuntive. Vediamo come si utilizza.

Come si inviano i file con WeTransfer

WeTransfer è apprezzato da tutti anche per la sua semplicità, dato che basta andare sul sito e accettare i termini per accedere alle diverse funzionalità offerte. In particolare si aprirà un form in cui aggiungere uno o più file da inviare per un massimo di 2GB, che saranno caricati sul server di WeTransfer.

Successivamente sarà necessario inserire l’email dei destinatari, fino ad un massimo di 20, e del mittente, oltre ad un messaggio facoltativo. A questo punto, cliccando su Transfer invierete il file con Wetransfer. Ricordiamo, tuttavia, che la versione gratuita del software non prevede la crittografia. Cosa significa? Tutti i dati scambiati con upload e download sono esposti, se caricati da una rete condivisa o pubblica. Si può, però, risolvere il problema realizzando un apposito archivio protetto da password.

Come si ricevono e scaricano i file con WeTranfer

Chi usa We transfer da utente e non da mittente, quando riceve un file viene avvisato con una email molto semplice, che indica indirizzo del mittente, messaggio e link per scaricare il materiale ed i file condivisi. Per chi riceve i file è importante sapere come questi non siano a disposizione in eterno, ma dopo un periodo di 7 giorni vengono cancellati dal server anche se non sono stati ancora scaricati.

Su WeTransfer si possono inviare diversi tipi di file, potenzialmente di qualsiasi tipo e non solo immagini. Inoltre, per la comodità di chi li riceve si possono inviare anche cartelle e archivi zip, per evitare la fatica di caricare ad uno ad uno i singoli file.

WeTranfer Plus: la versione a pagamento del servizio

Accanto a WeTransfer esiste anche la versione a pagamento del servizio ovvero WeTransfer Plus, che offre funzionalità più avanzate dietro un pagamento di 12€ al mese o 120€ all’anno. In particolare, è possibile inviare file fino a 20 GB, ma anche personalizzare la pagina di download e proteggere i file con una password. Non è tutto: WeTransfer Plus è anche un cloud personale, che mette a disposizione degli utenti uno spazio di 100GB.

In conclusione, parlare di questo servizio significa riferirsi a un servizio di file hosting per la condivisione via email, anche se consigliamo di utilizzare la versione gratuita dato che i vantaggi del cloud sono offerti anche da Google Drive. Anche We Transfer gratis, infatti, è un servizio comodo e alla portata di tutti, disponibile anche su un app per Android e iOS per chi ha bisogno di accedere ai file in mobilità.

L’app WeTransfer

Oltre al servizio via desktop, WeTransfer offre anche un’app per Android e iOS, anche se non offre tutte le funzionalità del sito web. Si può usare per inviare esclusivamente materiali, foto e video presenti sullo smartphone dell’utente: si tratta, tuttavia, di un vantaggio in più soprattutto per chi è spesso in viaggio o usa poco il PC per lavorare.

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Comunicati

La scelta della busta personalizzata

Forse non ci hai mai pensato, ma le buste personalizzabili sono il miglior strumento di marketing e comunicazione a disposizione della tua azienda. In commercio se ne trovano davvero di tutti i tipi e c’è ampia scelta di materiali, colori e possibilità di personalizzazione.

Buste personalizzabili: un valido strumento di comunicazione

Da quando sono nate, le buste personalizzabili si sono immediatamente caratterizzate per la capacità di raccontare un prodotto, un servizio, un’azienda, un brand o un negozio. Nel dettaglio, questo gadget all’apparenza insignificante ha la possibilità di raggiungere un numero illimitato di persone e aumentare la visibilità del brand. Ecco perché possiamo tranquillamente inserire la busta personalizzabile tra gli strumenti di marketing a disposizione delle aziende.

Viaggiando per la strada nelle mani del cliente, infatti, la busta mette il brand sotto gli occhi di tutti e, se ben progettata e dal design accattivante, cattura l’attenzione più di un volantino o di un’insegna pubblicitaria. Tutto questo permette al negozio e al punto vendita di conquistare nuovi clienti, a fronte di un investimento modesto.

Non è tutto: il cliente che riceve una confezione di prestigio o una busta personalizzabile con un messaggio spiritoso o una frase elegante aumenta la stima e la simpatia per il brand ed il commerciante ed è invogliato a tornare per nuovi acquisti. Inoltre, soprattutto quando si acquista un gioiello o un rinomato capo di abbigliamento si nutre una certa aspettativa anche per la confezione e si resta delusi se il prodotto viene consegnato in una busta anonima e priva di personalità.

Buste personalizzate significa quindi visibilità, attenzione al cliente e passaparola tra amici, colleghi di lavoro e vicini di casa.

Buste personalizzabili: una meravigliosa invenzione

Per i fattori visti sopra possiamo affermare come le buste personalizzabili siano davvero una grande invenzione, sia per le aziende sia per chi le riceve. Un ulteriore vantaggio della busta personalizzata è il fatto di essere riutilizzabile e biodegradabile e oggi ne esistono veramente modelli infiniti, per creare veramente il gadget di marketing che meglio rappresenta la tua azienda.

Come detto, una shopper personalizzata aiuta chi ha un’attività commerciale ad aumentare la visibilità e le vendite e rappresenta a tutti gli effetti uno strumento di marketing. Tra l’altro, investire in buste personalizzabili significa spendere davvero poco, dato che esistono buste personalizzabili On Line anche economiche e alla portata di tutti. La funzione della busta personalizzata, oggi, non è solo quella di proteggere e trasportare un acquisto, ma anche di mandare un chiaro messaggio al cliente attuale e potenziale, raccontando il brand.

Non serve nemmeno investire in buste di grandi dimensioni: anche i modelli più piccoli e semplici, se scelti con cura, raggiungeranno l’obiettivo per cui sono stati disegnati.

La scelta della busta personalizzata

Oggi puoi trovare in commercio buste personalizzate di diversi materiali, tra cui carta, cartone, plastica e tessuto. Generalmente la busta in carta è quella più economica, anche se assicura elasticità e resistenza inferiori a quelle in tessuto TNT e plastica. Tuttavia, assieme alle buste in cartone e tessuto rappresenta la scelta più gettonata per l’aspetto artigianale ed eco-friendly.

La busta in tessuto, invece, è la scelta preferita dalle aziende che ne promuovono il riutilizzo, soprattutto se si tratta di realtà che hanno a cuore il rispetto per l’ambiente. Tra i tessuti più utilizzati ci sono il cotone e la juta.

Infine, è possibile personalizzare la busta in termini di forma, dimensioni, manici, presenza di pieghe e tipo di fondello. La scelta è, ad esempio, tra manici in corda o nastro, rigidi o morbidi e molto altro ancora.

Come vedi sono davvero tante le opzioni a tua disposizione per creare la busta personalizzabile perfetta per promuovere la tua azienda, il tuo negozio, il tuo brand ed in questo Rifipack è da sempre al tuo fianco.

La Rifipack è Leader incontrastata anche nella produzione dii:

  • Shopper Personalizzabili
  • Shopper Personalizzabili Economiche
  • Buste Personalizzabili
  • Shopper On Line Personalizzabili
  • Shopper Personalizzabili in Tessuto
  • Buste Personalizzabili on Line

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Comunicati

Fabrizio Catanzaro: fotografo a Torino

C’è un nuovo fotografo in città: si chiama Fabrizio Catanzaro e vive e lavora a Torino!
Appassionato di fotografia fin dal 2006, nel 2013 Fabrizio decide di frequentare il suo primo corso di fotografia: il base dell’Università Popolare di Torino, durante il quale grazie ad una segnalazione del suo insegnante Lorenzo Coppi, diventa fotografo ufficiale del consolato onorario della Repubblica del Vietnam di Torino. Era quello l’anno del Vietnam in Italia durante il quale si festeggiava la solidarietà Italo-Vietnamita “Italia Vietnam ’60-’70” e a Torino, unica città italiana ad ospitare il consolato vitnamita (oltre all’ambasciata di Roma), fu deciso di festeggiare ufficialmente il capodanno Vietnamita e la festa dell R.S. Vietnamita, eventi principali dei quali Catanzaro Fabrizio fu ufficialmente il fotografo designato dal consolato.

Dopo alcuni altri eventi come matrimoni e lauree (e aver frequentato il corso avanzato di fotografia dell’Unipop), la carriera di Catanzaro si interrompe. Senza aver mai smesso di fotografare (soprattutto seguendo le sue passioni: fotografia natulastica e di architettura), dal novembre 2018 al luglio 2019 si iscrive al Corso di Specializzazione Professionale (CSP) di Fotografia presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Torino dove apprende tutte le tecniche della fotografia moderna e classica e grazie alle lezione tenute dai migliori professionisti del settore, apprende e migliora notevolmente le sue capacità fotografiche, tornando sul mercato come fotografo professionista.

Alcune sue immagini sono state pubblicate su vari siti e riviste (l’ultima sul numero di dicembre 2019 di Asferico, rivista ufficiale dell’AFNI, l’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani). Attualmente continua ad accouparsi di fotografia di eventi, di architettura e natura (le sue passioni fotografiche) e fotografia di still-life e di panorami (soprattutto per la vendita online su siti di microstocking e vendita stampe e gadget).

Per vedere le sue immagini, fargli richieste di preventivi per eventi o altri lavori fotografici o trovare i siti su cui comprare istampe, immagini e gadget, potete visitare il suo sito personale – Fabrizio Catanzaro photography – cliccando qui!

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Etica e Società Eventi

Amore:L’amore oggi , Come trovarlo e che succede

Trovare l’amore su Internet: missione impossible?

Il vantaggio di questi strumenti sta nella possibilità di andare oltre la solita cerchia di amici ed entrare in contatto con persone che altrimenti non avremmo mai potuto conoscere. Il principale problema per chi cerca l’amore nel 2020 è, infatti, fare nuove conoscenze.

Un secondo vantaggio è quello per cui anche i più timidi su Facebook o WhatsApp si sentono a loro agio nell’entrare in relazione con l’altro e proprio le applicazioni per la messaggistica riescono ad aprire la strada per un incontro di persona, nel mondo reale.

 

La paura più comune alla base di questo nuovo modo di vivere l’amore ai giorni nostri è quella di legarsi e di perdere la propria libertà, oltre alla convinzione di non aver bisogno dell’amore e che bastino le serate con gli amici e gli incontri occasionali. Chi vuole trovare l’amore e ha oltre 30 anni farà sicuramente più fatica a fare nuove conoscenze, ma non è il caso di disperare. Sono tanti, infatti, i consigli per le over 30 che sono stanche di essere single. Nel vivere l’amore oggi siamo tutti più superficiali e anche la poesia viene riservata solo alle occasioni come l’anniversario di matrimonio o l’Anniversario Fidanzamento.

L’amore ai nostri tempi: tecnologia e sesso facile

Oggi viviamo in un mondo in cui dominano la tecnologia, le tentazioni e il sesso facile e chi si ancora ai vecchi valori e si dedica ad azioni e parole che nascono dal cuore viene considerato come diverso. Cambiano anche, ai nostri giorni, le tecniche per corteggiare le Donne Mature oltre che i luoghi in cui incontrarle. Vediamo allora come conquistare una donna matura.

Amore over 30: comunicazione efficace e velocità

A 20 come a 30 o 40 anni è importante saper comunicare in modo efficace per avere relazioni soddisfacenti, soprattutto tra adulti e donne mature. Apertura e sincerità sono alla base di un dialogo costruttivo, indipendentemente dal tema del discorso e anche in caso di discussioni con il partner.

Inoltre, nella ricerca di un nuovo amore over 30, è importante non perdere tempo, sprecandolo con persone che non piacciono o non interessano. Dopo alcuni incontri hai capito che l’altro proprio non fa per te? Smettere di vederlo e concentrate la propria attenzione altrove permette alla donna matura di trovare l’uomo che fa davvero per lei.

Non accontentarsi, anche se la perfezione non esiste

Anche le donne mature hanno diritto a trovare un partner che le soddisfi pienamente, dato che questo è il requisito per una relazione sana e duratura. Tuttavia è sbagliato attendere l’arrivo del principe azzurro, dato che la perfezione non esiste, almeno in amore. Come la donna non è perfetta, così non lo è neanche il suo partner e bisogna essere pronte a trovare un compromesso.

Sicuramente, trovare l’amore oltre i 30 anni o quando si è ormai donne mature è più difficile rispetto alla ricerca del partner a 20 o 25 anni, ma proprio l’essere “avanti con gli anni” permetterà di dare vita ad una relazione più appagante e duratura. Con i nostri consigli, infatti, siamo sicuri che troverai l’uomo giusto per te, provare per credere!

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Comunicati

Christian Frosio “Anime leggere” in radio il singolo “universale” del cantautore rock bergamasco

Immensi spazi visivi e sonori per una canzone che racconta l’esistenza dell’uomo

Anime Leggere è il singolo che anticipa l’uscita dell’album di cantautorato-rock “Mille Direzioni”, primo lavoro del cantautore bergamasco.

È una canzone che l’autore definisce “universale” perché riguarda l’esistenza dell’uomo (così come di ogni cosa attorno). Musicalmente il brano si ispira alla figura del cerchio, in cui tutto scorre e ritorna: la canzone inizia e conclude con la stessa strofa e con la frase chiave “siamo anime leggere ma non ci accorgiamo che tutto scorre”. Il loop della batteria nelle strofe, l’andamento regolare e cadenzato del brano, sono volti a sottolineare questo movimento.

Anime Leggere è quest’uomo che vive all’interno dello scorrere inevitabile del tempo, apparentemente senza alcuna consapevolezza della propria caducità; è l’uomo che vive tra le inevitabili distanze che lo separano da chi gli sta intorno ma con i desideri latenti di avvicinamento che accomunano tutti. Le atmosfere del brano raccontano di spazi silenziosi e desolati: l’universo e la vita delle persone, il macro e il micro cosmo, immersi in un moto continuo, in un tempo solo apparentemente lento, statico e (forse) eterno.

Musica, testo, suoni, arrangiamenti e produzione sono stati interamente curati da Christian Frosio.

 

 

Mille Direzioni si compone di 8 brani diversi tra loro:

«La diversità dei brani deriva dall’esigenza del nucleo primario della canzone (voce e chitarra) di richiedere un proprio abito cucito su misura. Sono canzoni nate da un elemento scatenante (il “filo da sbrogliare” per dirla alla Montale) ma che si portano dietro un’esperienza maturata su un periodo più lungo. Le canzoni sono quindi esseri maturi e ben distinti tra loro che richiedono una cura e un rispetto particolare e personale». Christian Frosio

Il lavoro di arrangiamento e poi di registrazione/mixaggio in studio della canzone, ha richiesto quindi un’attenzione specifica diversa di volta in volta, che andasse a rispettare la personalità di ogni brano. Nei brani c’è una compartecipazione molto stretta di ogni strumento al risultato finale, in un lavoro in cui le chitarre intorno alla voce e al testo restano comunque l’elemento portante (essendo queste il nucleo originario con cui nasce la canzone). In questo senso le canzoni si prestano ad essere ascoltate sia nella versione studio, sia nella versione live in solo e in acustico (con cui il progetto verrà inizialmente proposto dal vivo), mantenendo comunque la loro integrità.

I testi affrontano tematiche esistenziali legate all’abbandono (sia di chi parte e sia di chi resta), al tempo che scorre, alla condizione di solitudine. Le atmosfere oniriche e la sfera immaginativa delle musiche e dei testi (intese come esperienza di speranza salvifica), permeano l’aspetto nostalgico delle canzoni che, seppur legate a tematiche di sofferenza e solitudine, nel cantato e nelle scelte sonore non vogliono restare confinate ad un senso di impotenza, ma al contrario sono protese alla volontà di reagire.

AUTOPRODUZIONE

Radio date: 6 dicembre 2019

Pubblicazione album: gennaio 2020

 

BIO

Christian Frosio è un cantautore bergamasco. Nato a Sant’Omobono Terme, piccolo paese di una piccola valle in provincia di Bergamo, a 6 anni comincia a suonare la chitarra e dieci anni dopo a scrivere le prime canzoni. Laureato al Dams Musica di Bologna (città che lo ha “adottato” per 9 anni) con una tesi sulla ricerca vocale di Demetrio Stratos, è cresciuto tra i vinili e le canzoni del cantautorato italiano.

Dopo l’esperienza maturata in qualità di chitarrista e cantante in diverse cover band rock attive sul territorio di Bologna, Bergamo e Brescia (tra cui una tribute band dei Dire Straits), inaugura il suo progetto “Mille Direzioni” (titolo omonimo del primo album) che lo vede curare interamente la scrittura, l’arrangiamento e la produzione dei suoi brani. Parte da qui il percorso che porta alle sessioni di registrazione dei brani del primo disco. Il 14 ottobre 2018 pubblica il suo primo brano/video musicale “Apri la Finestra”. Il videoclip, scritto e realizzato con Michele Bernardi, regista di numerosi videoclip di artisti italiani (Luci della Centrale Elettrica, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce), è finalista all’ “Experimental, Dance & Music Film Festival” di Toronto (Canada) June & December 2019 e al “Biella Music Festival”, Settembre 2019.

Il 13 dicembre 2018 pubblica “La Nostra Casa”, secondo video/brano musicale, anche questo interamente autoprodotto, di cui cura interamente la regia. Il video viene nominato tra i Best Music Video al Prisma Independent Rome Film Awards nel febbraio 2019.

Questi due primi brani sono esclusivamente fruibili nella versione video pubblicata su Youtube. Una seconda versione remixata e rimasterizzata è contenuta nell’album “Mille Direzioni”.

Christian Frosio suona voce, chitarra, basso, pianoforte e tastiere.

 

 

Contatti e social

SITO www.christianfrosio.com 

Youtube: www.youtube.com/channel/UCk6paGDENXHAHIduZrSwI7g

Digital store: https://smarturl.it/gz0z6p

Facebook: www.facebook.com/frosiochristian

Instagram: www.instagram.com/christian_frosio

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Scienza e Tecnologia

The international group of companies ICOL Group opens its first European R&D office in Milan, Italy

The international group of companies ICOL Group opens its first European R&D center in Milan, Italy

 

ICOL Group will demonstrate its unique Smart RoboFactory framework for fully robotized footwear manufacturing and its Digital B2B Ecosystems at SIMAC 2020 in Milan.

According to the company plans, it will be soon possible to observe its next generation ICOL.Factory, as a showcase of Belwest installation in Belarus.

The international group of companies ICOL Group opened in January 2020 an AI R&D center in Milan (Italy) just before the Simac Tanning Tech 2020 fair event, the largest international expo of machinery and technologies for the footwear, leather goods and tanning industries. As CEO and Group Founder Dmitry Gontsov explains, the Milan office priority will be the projects related to Artificial Intelligence, Advanced Machine Vision and Digital Twins technologies. Dr. Andrey Golub, FashionTech expert and entrepreneur, a Belarusian living in Italy since 2002, becomes the General Manager and Head of AI R&D for ICOL Group in Italy. The Milanese startup ELSE Corp, founded and guided by Golub since 2015, becomes a strategic technological partner for ICOL Group on the R&D direction. “Milan is the centre of contemporary fashion and the attraction point for creative people, the international trendsetter. We are part of the fashion industry so it’s crucial for us to be in tune with it. The Italian office is intended as a bridge between designers, engineers and developers of our Industry R&D business line, and the clients and partners of our B2B ecosystem platform. We also see it as an information hub for communicating with the Italian, European and global professional circles. This is our first investment in the European R&D roadmap”- says Dmitry Gontsov.

On 19-21 February at Simac Tanning Tech in Milan, ICOL Group will present its high-tech b2b solutions both for large enterprises and SMEs in the shoe and leather industries: ICOL.Factory and ICOL.Digital. These technologies have no analogues in the world.

ICOL.Factory is uniquely beyond stand-alone machines, intelligent software applications, modern sensors or smart devices.  They are comprehensive integrated solutions for robotization of production processes and entire industries, powered by AI and with no global competitor offering a full match to their capabilities. Next-generation digital factory of Belwest (Belarus) is a host of a pilot project where these approaches undergo realization and thorough testing.    According to the plans of the company, soon (within a few months) it will be possible to visit the ICOL.Factory and see the next generation of production.

“We have a far-reaching strategic goal: to increase Belwest’s production capacity to at least 3 million pairs of shoes by 2023. This production volume will be achieved with the help of implementation and integration of ICOL.Factory robotic solutions and full 3D driven design process into production. To produce one pair of shoes it is necessary to perform 185 operations. Using innovative technologies, a large number of these operations will be carried out by robotic and AI systems. Currently it is a pilot project to be implemented and rigorously tested. So, it’s too early to speak about any specific results, but we are very positive about seeing the improvements soon.  According to the preliminary assessments, we will be able to obtain qualitative estimates not earlier than in a year since the project is launched” – claims CEO and Group Founder Dmitry Gontsov.  

ICOL.Factory  – Robotic Smart Factories 4.0:  

  •  comprehensive robotic solutions for production processes,
  • robots, using artificial intelligence with no human action involved, perform all operations: from troubleshooting leather and cutting to parts removing,
  • reconfiguration of equipment for each new cycle (also without human action) using digital twins and virtual cutting simulation.

ICOL.Digital  – Digital Smart B2B Platform:   

  • provides native interface and the ability to use it without additional installation of services,
  • connects all industry participants, from designers and shoe materials and components suppliers to shoe manufacturers,
  • allows performing operational tasks in the search, planning and organization of production and sales.

“I believe that now it is the best time to take the footwear production back to Europe to get it close to the consumers, making it more efficient and truly sustainable, which is only possible via robotization and digitalization of all data and production chain operations. It is one of the reasons why I’m developing this business stream and why the international project of the ICOL Group has started with particular attention to the European markets” – notes Dmitry Gontsov.

ICOL Group innovations stem from the most advanced technologies for robotization within Industry 4.0 framework, such as Advanced Machine Vision, Deep Learning/ Artificial Intelligence, 3D Simulations, Digital Twin, Autonomous Mobile Robots and Industrial IoT.

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Salute e Benessere

Nasce Istituto Medico Legale, il partner per le perizie di avvocati e patrocinatori stragiudiziali

Roma, 17 febbraio 2020 – Grandi novità in arrivo per il mondo degli avvocati e dei patrocinatori stragiudiziali. Il prossimo 1 marzo nascerà IML, Istituto Medico Legale, una società specializzata nel fornire consulenze medico legali nei casi di responsabilità medica e infortunistica stradale, attiva in tutto il territorio
nazionale al fianco di avvocati e patrocinatori stragiudiziali.

L’ Istituto Medico Legale nasce per risolvere le principali problematiche che oggi hanno avvocati e studi di infortunistica, nella gestione dei rapporti con i medici legali che forniscono le consulenze di parte, ed è guidato dall’Amministratore Sabatino Quatraccioni, professionista nel mondo del risarcimento danni.

Le principali criticità del settore sono infatti:

  • la non garanzia del risultato della perizia medico- legale
  • le tempistiche e i costi incerti
  • il non avere una pre-perizia scritta con parere vincolante di fattibilità, che dia informazioni fondamentali al legale o al patrocinatore sulla fattibilità o meno della futura richiesta di risarcimento.

Fornire una consulenza medico legale efficace e completa, che non inizi e termini dunque con la redazione della perizia, che segua avvocati e patrocinatori stragiudiziali dal momento in cui devono consigliare al loro assistito se iniziare una pratica di risarcimento e che garantisca il risultato di quanto riportato nelle nostre perizie o il rimborso delle stesse, è il nostro obiettivo.

Un’ulteriore novità è legata alla gestione della documentazione e del rapporto tra IML e i legali, in quanto grazie al software “Soluzione Medico Legale” , si velocizza la trasmissione dei documenti, che saranno processati dal team di medici di IML entro e non oltre i 30gg. dalla ricezione completa della documentazione.

Il servizio di punta di IML è lapre-perizia con la quale si fornisce sia agli avvocati che ai loro assistiti un parere scritto di fattibilità vincolante che gli permetta di evitare di intentare una causa con il rischio di perderla e, quindi andare incontro a tutte le spese previste come perizia di parte, contributo unificato, CTU, spese legali e processuali, etc..

Alla presentazione, seguiranno eventi in tutta Italia, atti proprio ad illustrare in maniera dettagliata ad avvocati e patrocinatori quali sono gli strumenti che IML mette a disposizione per agevolare il loro lavoro.

IML per il suo impegno nel sociale ha scelto di destinare parte del fatturato per aiutare i familiari delle vittime della strada e le persone che hanno subito casi di malasanità, oltre che in progetti sociali e culturali.

Per informazioni maggiori sul nuovo servizio visitare il sito internet www.istitutomedicolegale.it.

 

 

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Eventi

Aumentare Visibilità e Marketing attraverso le Shopper Bag Personalizzabili

Oggi più che mai, prima di vendere un prodotto è importante studiare le strategie di marketing per posizionarlo nella mente dei consumatori. Come fare? Il punto di partenza è individuare elementi differenzianti rispetto alla concorrenza e personalizzare l’offerta in modo da creare una relazione con il consumatore. A questo proposito anche le buste personalizzabili rappresentano uno strumento per aumentare la visibilità e fare marketing. Il segreto del successo è saper essere allo stesso tempo semplici e originali nel disegnare la busta personalizzabile, anche quando la si acquista online.

Usare le buste personalizzabili per aumentare la visibilità del brand

Le buste personalizzabili On-line sono lo strumento ideale per aumentare la visibilità del brand, del negozio e del punto vendita, dato che vengono viste da un ampio numero di clienti. Ad esempio, la situazione di maggiore utilizzo della shopper personalizzabile è la fiera o l’evento, in cui questo gadget viene distribuito ai clienti, ai partner e ai fornitori. Proprio le buste personalizzabili sono, infatti, particolarmente apprezzate dato che poi vengono utilizzate in diversi contesti sociali, dalla spesa al supermercato alla gita fuori porta.

Non solo: in un momento in cui governi, aziende e famiglie lavorano per diminuire i consumi di plastica, la busta personalizzabile in cotone rappresenta uno strumento di marketing e comunicazione sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Promuoversi con una shopper in cotone significa dare l’immagine di azienda e brand attento alla salvaguardia del pianeta.

Per questi motivi, sono sempre più le aziende che oggi usano la busta personalizzata all’interno delle strategie di marketing.

Come personalizzare le buste e creare un gadget perfetto

Creare una shopper personalizzata è fondamentale per aumentare la visibilità dell’azienda, a patto di saper creare veramente un gadget perfetto. Chi sceglie di investire in questo strumento, inoltre, si aspetta un elevato ritorno in termini di percezione e immagine del brand.

Proprio questi elementi, infatti, sono alla base dell’acquisto del prodotto da parte del consumatore moderno, attento ed informato. In particolare, diverse sono le possibilità di personalizzazione della busta:

  • tessuto e materiale;
  • dimensioni;
  • varietà dei manici;
  • stampa, grafica e disegno;
  • slogan per catturare l’attenzione e raccontare la storia del brand;
  • elementi emozionali presenti sulla shopper personalizzabile.

Infine, le buste personalizzabili rappresentano oggi la soluzione più adatta anche per quelle aziende che possono contare su un budget di marketing davvero minimo. In conclusione, puntare su una busta personalizzabile significa poter contare su un valido strumento di promozione, capace di attirare nuovi clienti, ma anche di fidelizzare quelli già esistenti.

Le buste personalizzabili da usare agli eventi e in negozio

Come detto, sono sempre più le aziende che utilizzano le buste personalizzabili come gadget da distribuire a eventi, fiere e convegni. Si tratta, infatti, di un’occasione per offrire ai clienti volantini promozionali, coupon di sconto, materiali informativi e catturare l’attenzione anche di chi non è ancora cliente. Non solo: anche i negozi e i punti vendita possono usare la shopper come omaggio e gesto di attenzione e ringraziamento alla base di una più stretta relazione tra clienti ed azienda. Si tratta, in particolare, di aumentare la possibilità di creare un cliente riconoscente e di fidelizzarlo nel tempo.

In conclusione, ricordiamo l’importanza di rivolgersi a professionisti del settore per creare una busta personalizzabile veramente bella ed originale, capace di comunicare in modo dinamico e di imprimere il brand nella mente e nei ricordi dei clienti. Ad esempio, potrete affidarvi a Rifipack per dare vita ad un modo particolarmente efficacie per aumentare la visibilità del brand e fare marketing, la busta personalizzata.

La Rifipack è Leader incontrastata anche nella produzione dii:

  • Shopper Personalizzabili
  • Shopper Personalizzabili Economiche
  • Buste Personalizzabili
  • Shopper On Line Personalizzabili
  • Shopper Personalizzabili in Tessuto
  • Buste Personalizzabili on Line

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Comunicati

Cristina Cafiero: dopo aver gareggiato fra i 65 finalisti di Sanremo Giovani 2020, in radio dal 6 dicembre il nuovo singolo “in punta di piedi”

La giovane cantautrice campana presenta il brano in lingua italiana e napoletana, prodotto da Nello Giudice.

 

IN PUNTA DI PIEDI è il brano scritto interamente da Cristina Cafiero che l’ha portata nei 65 artisti di Sanremo Giovani 2020. È stato arrangiato all’interno delle attività del progetto “Social Recording Studio”, ideato dall’associazione Musikattiva presente nell’iniziativa “Spazio Multifunzionale Salerno” a titolarità della Regione Campania, Comune di Salerno e Assessorato alle Politiche Sociali. 

Il brano ha un testo scritto in napoletano e italiano. Forte è l’influenza sonora del grande Pino Daniele, artista al quale Cristina è da sempre ispirata.

«Quando ho iniziato a scrivere questo brano ero molto giù moralmente. C’era qualcosa nell’aria che mi opprimeva, una sensazione che non riuscivo a spiegare a nessuno. Quindi ho iniziato a scrivere, perchè per me farlo è terapeutico. Ho imbracciato la chitarra e messo due accordi, poi musica e testo (le prime due frasi) sono usciti spontaneamente, insieme. Era passato qualche giorno e il brano non era ancora finito e nemmeno quella sensazione che avevo. Così un pomeriggio ero sul divano di casa mia, guardavo un documentario Netflix che trattava del nostro pianeta e dei cambiamenti climatici. A un certo punto si vedono dei trichechi salire su una scogliera altissima per cercare un pò di spazio, perchè non ce n’era a sufficienza sulla spiaggia. Nel momento in cui però avvertono la necessità di avvicinarsi al mare per cercare cibo, si gettano dalla scogliera e il risultato è molto triste. Ho sofferto tanto, è stata come una pugnalata allo stomaco quella scena. Così ho iniziato a pensare a tutti i cambiamenti che stanno avvenendo sul nostro pianeta e dentro di noi. Ho iniziato a pensare che è fondamentale avere una persona accanto con cui condividere questi disagi, le nostre paure e sofferenze. Una persona con cui riflettere». Cristina Cafiero

Il brano parla quindi di una persona che non ne può più di sentire tutto quello che sta avvenendo nel mondo, dai cambiamenti climatici, agli sguardi persi delle persone fino ai discorsi strani che alcuni potenti continuamente fanno, preoccupandosi sempre meno dell’altro. E il modo migliore per liberarsi è avere accanto una persona che ascolti, che voglia condividere le paure. 

La produzione musicale del progetto è curata da Nello Giudice, musicista e produttore musicale, che vanta 30 anni di attività musicali con Pino Mango.

I musicisti che hanno suonato e arrangiato il brano sono Fabrizio D’Amato al pianoforte, Massimo Santoro alla chitarra classica, Nello Giudice al basso, Emilio Melfi alla batteria e Rocco Petruzzi agli archi, anch’egli musicista di Pino Mango, tastierista prima, anche arrangiatore e produttore poi. Il missaggio è stato curato invece da Sandro Fontana e il mastering da Gianluca Sanza.

Radio date: 6 dicembre 2019

Etichetta: Musikattiva Social Records

Edizioni Musicali Officina

BIO

Cristina Cafiero nasce a Napoli il 10 maggio 1994. Iscritta al conservatorio di Salerno, nel 2014 inizia il percorso di studi in Canto Jazz. Sempre nel 2014, nasce il trio vocale “The Martucci Sisters”, un’idea del M° Carlo Lomanto, docente di canto Jazz del Conservatorio G. Martucci di Salerno che, sin dal primo istante, nota il forte legame tra le componenti sia dal punto di vista vocale che umano e scommette sul loro particolare sound. Varie sono state le esibizioni e i premi ricevuti. 

Il 10 novembre 2017 The Martucci Sisters aprono il concerto a Dolcenera, tenutosi al Modo di Salerno. Viene loro consegnato il Premio Leucosia 2017, giunto alla XXVI Edizione e nato per opera di Giovanni Farace a cui oggi è dedicato. L’8 giugno del 2018 si esibiscono al Napoli Pizza Village, fortemente volute da Gianni Simioli, l’etichetta Jesce Sole e RTL 102.5.

Nel 2015 studia con Marco Clarizia la tecnica dello Speech Level. Nell’anno 2014/2015 ha frequentato l’Accademia Spettacolo Italia, a Roma, diretta dai fratelli Calabrese (Massimo e Piero Calabrese, produttori di Giorgia, Mengoni), Fulvio Tomaino (Vocal Coach), Elio Cipri (discografico), Gianni Marsili (produttore e manager) e Fausto Donato (talent scount e discografico della Universal Music Italy).

Nel 2016 entra a far parte di “AQUARIUS PROJECT”, gruppo vocale prodotto da Massimo Calabrese, Gianni Marsili, Elio Cipri, Fulvio Tomaino. Il 31 dicembre, il gruppo debutta in televisione alla trasmissione “Unomattina in famiglia” di Rai 1 e il 6 gennaio si sono esibiti alla “Befana del Poliziotto”, prestigiosa manifestazione benefica giunta alla 32 edizione. Dal 2016 approfondisce i suoi studi di canto con il maestro Luca Pitteri. Ha partecipato a diversi stage con artisti di livello internazionale e nazionale come: Tony Bungaro, Serena Brancale, Maria Pia De Vito, Norma Winston, Diego Calvetti, Tony Vandoni, Giuseppe Anastasi.

Nel 2017 si diploma al C.E.T. di Mogol in Autori Di Testo. A luglio del 2019 conclude il suo percorso in conservatorio conseguendo la laurea specialistica in canto jazz con 110 e lode.

A marzo del 2019 pubblica il suo primo EP, “ANIME”, anticipato dall’omonimo singolo. Il video del singolo, su youtube, in pochi mesi conta più 50.000 visualizzazioni. Il brano racconta di un amore tra una coppia in cui lui è un non udente. Racconta di un amore che può superare qualsiasi difficoltà.L’EP è stato presentato live al Jamesession di Agnano, presentato Gigio Rosa, noto speaker di Radio Marte.

Il 2 luglio del 2019 esce, in anteprima su ALL MUSIC ITALIA, il video del secondo singolo estratto dall’ep, “VIOLA”. Il 31 luglio apre il concerto di Arisa per il JAMBO SUMMER FEST e il 20 settembre del 2019 si esibisce come solista sul palco di RTL 102.5 per il Napoli Pizza Village.  Cristina Cafiero con il suo brano “In punta di piedi” è arrivata tra i 65 artisti che hanno superato la prima selezione di Sanremo Giovani 2020. Il 3 novembre, la cantautrice napoletana è stata impegnata per l’audizione live che si è tenuta presso il Teatro delle Vittorie di fronte alla Commissione Musicale presieduta da Amadeus, in veste di direttore artistico, e composta da Claudio Fasulo, Gianmarco Mazzi, Massimo Martelli e Leonardo De Amicis.

 

Contatti e social

Facebook: /www.facebook.com/pg/Cristina-Cafiero-624349117717445/photos/?tab=album&album_id=624788304340193

Instagram: https://www.instagram.com/cristina_cafiero/

Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCPp5FUZEDa-QQLitiA39ymA

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Comunicati

10 hp “Mantide” il rock della band siciliana torna nel nuovo brano in radio dal 29 novembre

I lati oscuri e ambivalenti di un rapporto di coppia vengono raccontati nel singolo che anticipa l’album in uscita nel 2020. 

“Mantide” è un brano dall’inequivocabile impatto rock, asciutto, quasi essenziale grazie alla compattezza sonora del trio costituito da chitarra elettrica, basso e batteria.

La mantide, da sempre metafora di chi divora il compagno con l’inganno della seduzione, assume un ruolo dominante all’interno di un rapporto di coppia malsano basato sulla dipendenza, quasi un’intossicazione che spinge il partner a trasgredire e a violare le regole della società civile.

 

Radio date: 29 novembre 2019

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BIO

I 10 HP nascono nell’estate del 2005 nell’entroterra siciliano.

Nel 2007 pubblicano l’album “Verde, Bianco e…Rock”. Finalisti al Festival Pub Italia, nel 2008 si classificano ottavi al festival Martelive, vincendo il premio “visibilità su YouTube” e ottengono il quarto posto e il premio “Miglior Arrangiamento” al Lennon Festival.

Sempre nel 2008 si classificano al primo posto nel contest Alice Tutta un’altra musica, entrando tra i 12 finalisti del Premio De Andrè. Nello stesso anno ottengono il quarto posto nella finale di Sanremo Rock. Nel 2009 sono terzi al Lennon Festival, tra i finalisti di Area 24 web music contest, del Transilvania music contest e tra i semifinalisti del Pop Rock Contest e del Tour Music Fest.

Nel 2010 vincono il Gallirecords Italia Festival, etichetta con cui pubblicano l’album “L’ennesimo errore”.

Nel 2012 sono tra i 12 finalisti del 62° Festival di Sanremo.

Nel 2014 suonano a Perm, in Russia.

Nel 2015 suonano ad Aarhus in Danimarca.

 

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Eventi

Presentata la mostra “Segni e sogni d’alpe”

Venerdì 21 febbraio alle ore 18 a Palazzo della Ragione nella Sala delle Capriate in Città Alta sarà inaugurata la mostra fotografica di Marco Mazzoleni “Segni e Sogni d’Alpe – passione, orgoglio e resilienza”. La mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, in collaborazione con la rivista Orobie e curata da Moma Comunicazione S.r.l. rimarrà aperta dal 21 febbraio al 17 maggio 2020 ad ingresso libero. 

“L’esposizione è occasione per rinsaldare il legame, stretto, che Bergamo sempre ha intessuto con le sue valli: la città si fa cassa di risonanza del patrimonio paesaggistico e agroalimentare del suo territorio circostante e della vita che in esso si dipana – racconta l’Assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti –. Nelle fotografie di Marco Mazzoleni sfilano uomini e donne che riesumano antiche attività di famiglia o che, al contrario, decidono di intraprendere percorsi alternativi, ispirandosi a quella rinnovata attenzione all’ambiente e alle produzioni ispirate a un’economia sostenibili e circolare. L’uomo abita da millenni il paesaggio e, anche nelle nostre terre alte, ha reinterpretato e modificato i luoghi assecondando le necessità legate alle attività produttive e agroalimentari della nostra tradizione, tra cui spiccano l’alpeggio e la relativa produzione casearia. Ed è forse anche per questo che le nostre montagne sono così belle. È tempo di valorizzare e diffondere questo prezioso tassello di storia orobica, un patrimonio antropologico fatto di persone, mestieri, prodotti e saperi artigianali che deve essere, oggi più che mai, conservato e tramandato, anche come elemento di crescita culturale e civile di Bergamo”.

La mostra fotografica “Segni e Sogni d’alpe – passione, orgoglio e resilienza” è una selezione straordinaria di 70 foto, suddivisa in 3 sezioni tematiche. Il progetto vede il coinvolgimento di tre autori d’eccezione che hanno contribuito con i loro contenuti a sostenere la ricerca fotografica di Marco Mazzoleni: Roberto Mantovani (giornalista e storico dell’alpinismo), Prof. Renato Ferlinghetti (Professore di Geografia dell’Università di Bergamo) e Francesco Quarna (speaker di Radio Deejay, appassionato di alpinismo).

La mostra si fregia della collaborazione dell’architetto Davide Pagliarini di Newlandscapes per il progetto allestitivo, dei patrocini del FAI (Fondo Ambiente Italiano), dell’Università degli Studi di Bergamo, e dell’Associazione Maurizio Gervasoni.

Sponsor tecnici: Ravanelli Fabbro – Opere in ferro e manutenzioni (Gorle – Bg), NewLab S.r.l. di Brescia. L’occasione è golosa: il riconoscimento di Bergamo a “Città Creativa per la Gastronomia – Unesco”. Prende forma un progetto, che ha come ingredienti il paesaggio, il food, le tipicità e le eccellenze del nostro territorio, visti e vissuti attraverso l’occhio del fotografo Marco Mazzoleni, che, a distanza di tre anni, ritorna su un tema a lui caro per ampliare il discorso gastronomico al tema del disegno storicizzato del paesaggio con nuovi scatti. Lo scopo del progetto è quello di divulgare un principio di positività che esiste nella nostra realtà territoriale e che consiste nel conservare e tramandare le tradizioni in modo spontaneo alle nuove generazioni e in maniera rispettosa verso un ambiente, il cui paesaggio è appunto frutto di tali gesti antropologici. Il progetto mette in mostra la bellezza di questi gesti e del nostro territorio.

Il 30 ottobre 2019 Bergamo, capofila del progetto che coinvolge anche i territori di Lecco e Sondrio, è stata riconosciuta come Città Creativa per la Gastronomia Unesco. Si tratta di una rete creata nel 2004 dall’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura con lo scopo di promuovere la cooperazione tra le località che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile. Le aree comprese dalla Città creativa dell’Unesco sono le Cheese Valley ovvero le Orobie bergamasche (76 comuni), lecchesi (28) e valtellinesi (21).

Il riconoscimento Unesco punta a una tutela sempre maggiore degli alpeggi da parte di mandriani, pastori e casari, che devono essere architetti e giardinieri dei pascoli. Obiettivo della rete è anche quello di raccogliere e salvare le tecniche tradizionali e le tecnologie sostenibili utilizzate dalle culture antiche e incoraggiare le singole comunità a contribuire alla conservazione delle proprie conoscenze storiche. Un’occasione per promuovere tutte le produzioni alimentari di eccellenza tipiche generanti economia.

Fin dal XIII secolo i Bergamini in gran parte migravano in base alle stagioni tra pianura e montagna seguendo il percorso compiuto da millenni dai pastori di pecore e capre, le prime razze allevate.

Il paesaggio delle Orobie è nato anche dalla necessità degli allevatori di trovare terreni che fornissero foraggio per l’intero anno. Con il disboscamento e trasformando a pascolo anche le praterie, pastori e Bergamini hanno, nei secoli, sviluppato un ‘design spontaneo’ che ha definito ambiti di pregio, modificando con rispetto la morfologia particolare di queste aree montane e delle loro valli. Territori ricchi di storia che uniscono un’eccellenza ambientale per l’elevata biodiversità a una produzione agraria di qualità maturata da antiche tradizioni. Questo equilibrio discreto tra intervento dell’uomo e natura conferisce ai luoghi una ulteriore bellezza, che si manifesta in segni che variano nelle stagioni.

Cercarli, trovarli e interpretarli è un esercizio che ci aiuta a comprendere la storia, l’eleganza e la fragilità: un buon territorio produce un buon cibo e un buon cibo aiuta a definire e mantenere un buon territorio. Tutto ciò determina un’economia che coinvolge anche altri settori, come il turismo.

La ‘Città creativa’ ha dunque un grande compito quello di analizzare ciò che le generazioni precedenti hanno lasciato, per definirne gli orizzonti e produrre innovazione e opportunità.

C’è chi sostiene che la sensibilità ecologica si sia sviluppata guardando le immagini del nostro pianeta dalle immagini scattate dagli astronauti sbarcati sulla Luna. Una foto dall’alto delle Orobie dovrebbe forse aiutare a conferire sensibilità condivisa per uno sviluppo durevole di questo territorio.

La mostra si avvale anche di un prezioso video, realizzato da Moma Comunicazione con la regia di Fabio Cattabiani, in cui la testimonianza di un giovanissimo casaro, Daniel Moioli dell’Azienda Agricola Cornalì, intervistato da Roberto Mantovani, arricchirà l’esperienza del visitatore.

Saranno inoltre numerose le occasioni per approfondire e dare una maggiore efficacia formativa e culturale della mostra, attraverso una serie di visite con guide speciali: gli autori, accompagnati da Marco Mazzoleni, saranno a disposizione del pubblico per fare da guida alla mostra (le date delle visite in programma per ciascun autore sono evidenziate nella scheda finale). In particolare, l’ultima visita sarà realizzata con la guida speciale dello chef Michele Sana, prevista per il 16 maggio 2020.

In aggiunta il 3 aprile 2020 alle ore 10 presso la Sala Curò del Museo di Scienze Naturali di Bergamo è previsto il Convegno sulle tematiche trattate da Marco Mazzoleni tenuto dai relatori coinvolti nel progetto fotografico.

La mostra è corredata dal catalogo, edito Moma Edizioni, in vendita presso la Sala delle Capriate al costo di € 15,00.

 

IL FOTOGRAFO

Marco Mazzoleni

Laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano, docente, fino allo scorso anno, presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, sin dal 1970 ha maturato un profondo interesse per la fotografia, che nel 1988 lo ha portato a diventare fotografo professionista. La sua attività è dedicata alla documentazione su temi di architettura, arte e paesaggio; Mazzoleni ha curato svariate ricerche e pubblicazioni, con reportage sulle diverse forme di produzione agricola e artigianale del territorio.

Collabora da anni con la rivista Orobie.

 

GLI AUTORI

Roberto Mantovani

Nato nel 1954 a Torre Pellice, dove risiede attualmente, è giornalista professionista e storico dell’alpinismo. Ha cominciato ad occuparsi di montagna da giovanissimo, prima come escursionista, alpinista e sciatore e successivamente (senza abbandonare mai l’attività sul terreno) come studioso. Ha diretto per circa vent’anni anni la Rivista della Montagna, un periodico presente sul mercato sin dal 1970, e successivamente si è occupato di alcuni numeri speciali di Alp. Dal 1995 al 2000 ha lavorato anche per il Museo nazionale della montagna, occupandosi del CISDAE (Centro italiano studi documentazione alpinismo extraeuropeo) e dei cataloghi delle mostre temporanee. Oltre ad aver maturato una lunga esperienza nel settore editoriale, ha pubblicato oltre trenta libri per vari editori. Negli anni ’80 e ’90, ha curato l’intera sezione alpinistica di tre successive edizioni della grande enciclopedia La Montagna della De Agostini. Per diversi anni è stato collaboratore fisso della trasmissione TGR Montagne di Rai2.

Renato Ferlinghetti

Naturalista e geografo è professore associato di Geografia presso l’Università degli Studi di Bergamo dove insegna Geografia regionale e urbana, Geografia dell’ambiente e Istituzioni di Storia e Geografia nei corsi di laurea in Lettere e Scienze dell’educazione primaria. È inoltre docente di Culture dell’urbanità nella laurea magistrale in Geourbanistica attivata, per la prima volta in Italia, nell’a.a. 2019/2020 presso l’Università di Berga- mo. È vicedirettore del Centro Studi sul Territorio ‘L. Pagani’ dell’Università di Bergamo, membro dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo e Consigliere del Direttivo del Parco Regionale dei Colli di Bergamo. È autore di un centinaio di pubblicazioni sul paesaggio, la biodiversità, la gestione e la lettura territoriale con particolare attenzione alle aree ad elevata densità. Tra i testi: Per una cultura dei luoghi. Antologia di scritti di Lelio Pagani (2008), Metamorfosi del paesaggio. Interpretazioni della geografia e dell’Architettura (2011), con Maria Chiara Zerbi, Uomini e ambienti dalla storia al futuro, con Paolo Cesaretti (2014), Le mura da antica fortezza a icona urbana (2016), con GianMaria Labaa e Monica Resmini (2016), Le valli d’Argon. La natura, il paesaggio, i segni dell’uomo, con Arturo Arzuffi, Moris Lorenzi (2018).

Francesco Quarna

Nato all’ombra del Monte Rosa nel 1980, muove i primi passi nella radiofonia negli anni ’90. Dopo le esperienze come disc jockey in alcune emittenti regionali, nel 2003 approda a Radio DEEJAY. Parallelamente ha scritto decine di articoli per riviste musicali. Dal 2011 al 2019 ha coordinato l’area web e social di DEEJAY, mentre dal 2019 collabora con la redazione musicale. Attualmente è in diretta da lunedì a venerdì alle 14 con Federico Russo nella trasmissione Play DEEJAY. Oltre alla musica, le sue passioni sono l’alpinismo, la viticultura, l’enogastronomia e la cultura delle “terre alte”.

 

INGRESSO LIBERO ORARI DI APERTURA:

Ven / Sab / Dom nei mesi di febbraio/marzo:

dalle ore 10 alle ore 17

Ven / Sab / Dom nei mesi di aprile/maggio:

dalle ore 10 alle ore 18 Lunedì dalle ore 9 alle ore 13 Martedì giorno di chiusura

Merc / Gio dalle ore 14 alle ore 18

VISITE GUIDATE SPECIALI:

_ Marco Mazzoleni sabato 29 febbraio, 28 marzo e 9 maggio ore 11

_ Roberto Mantovani sabato 7 marzo ore 11

_ Prof. Renato Ferlinghetti sabato 4 aprile ore 15

_ Francesco Quarna sabato 18 aprile ore 11

_ Michele Sana sabato 16 maggio ore 16

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Salute e Benessere

Foltina Plus, la lozione per fermare la caduta dei capelli

Quando i capelli si diradano o comincia ad insorgere una forma di calvizie, a causa di fenomeni ereditari o legati ad una disfunzione ormonale, sono in molti coloro che vivono questo fenomeno con estremo disagio e un forte senso di insicurezza. Ecco allora che si cerca di correre ai ripari provando svariati prodotti che non mantengono quello che promettono o pensando, come soluzione estrema, ad un trapianto di capelli che, nella maggiorparte dei casi, si rivela doloroso e dall’aspetto fittizio.

Per invertire il processo di caduta dei capelli è possibile utilizzare un innovativo prodotto lanciato recentemente sul mercato, la lozione Foltina Plus, che trovi sul sito ufficiale www.foltinaplus.eu. Si tratta di uno spray scientificamente testato che va ad agire sulla riattivazione dell’attività follicolare spenta da tempo e, conseguentemente, favorisce la ricrescita di capelli nuovi e sani. Il principale punto di forza di Foltina Plus sta nella sua formulazione, costituita totalmente da ingredienti naturali, in particolare tre:

  • Arginina di Grado Medico: essendo un vasodilatatore, va ad agire sulla circolazione sanguigna che sta alla base dei follicoli riattivandola e permettendo loro di rimettersi in attività per stimolare la crescita di nuovi capelli
  • Serenoa: è una pianta in grado di inibire la produzione di DHT, l’ormone naturalmente prodotto dal nostro organismo legato allo sviluppo di alcuni tratti tipicamente maschili (i peli, la voce profonda, la prostata, la crescita muscolare…). Quando, però, questo ormone viene prodotto in quantità eccessive favorisce la perdita dei capelli.
  • Fieno greco: stimola la crescita dei capelli e, grazie ai fitoestrogeni in esso contenuti, è in grado di renderli più lucenti, corposi e voluminosi.

QUALI BENEFICI E’ IN GRADO DI APPORTARE FOLTINA PLUS?

Il principale beneficio prodotto da Foltina Plus è, innanzitutto, la riattivazione dell’attività produttiva dei follicoli e la ricrescita uniforme dei capelli. Ciò, come abbiamo già accennato, avviene grazie agli ingredienti naturali che compongono Foltina Plus, gli stessi che vanno ad agire anche sul benessere generale del cuoio capelluto.
Infatti, mentre altri prodotti che si trovano normalmente in commercio contengono sostanze chimiche spesso dannose che vanno ad alterare il normale PH della pelle causando irritazioni e desquamazioni del cuoio capelluto, la lozione Foltina Plus presenta una formulazione talmente delicata che riesce a nutrirlo donando anche ai nuovi capelli un aspetto più sano e forte. Inoltre, non presentando agenti chimici o irritanti, Foltina Plus può essere utilizzata tutti i giorni senza alcun tipo di controindicazione.

Un altro beneficio, assolutamente non secondario, prodotto da Foltina Plus riguarda la sfera psicologica: coloro che non si rassegnano a veder cadere gradualmente i propri capelli e che, in conseguenza di ciò, provano un grande disagio quando si guardano allo specchio o si trovano in mezzo agli altri, grazie alla lozione Foltina Plus potranno riacquistare la fiducia in se stessi e un maggior senso di sicurezza.

COME UTILIZZARE FOLTINA PLUS E A CHI E’ CONSIGLIATO?

Utilizzare la lozione Foltina Plus è estremamente facile e veloce, infatti, basterà spruzzare il prodotto direttamente sulle zone in cui i capelli sono diradati e massaggiare la cute delicatamente per permetterne il totale assorbimento. Dopo qualche giorno di applicazioni costanti, sarà già possibile notare un graduale miglioramento nella crescita di nuovi capelli che andranno a ricoprire quelle antiestetiche zone affette da calvizie.

L’innovativa lozione Foltina Plus è consigliata a tutti coloro che soffrono di caduta di capelli, sia per problemi legati all’ereditarietà che a fattori ormonali o collegati a periodi di forte stress che generano una reazione psicosomatica.
Sebbene sia risaputo che sono soprattutto gli uomini ad avere problemi di calvizie, questa è una problematica che colpisce anche le donne più spesso di quanto si possa pensare, per questo motivo Foltina Plus è adatto anche per loro. Inoltre, essendo costituito da ingredienti totalmente naturali, non presenta controindicazioni di nessun tipo, motivo in più che ne permette l’utilizzo da parte di qualunque soggetto alle prese con l’imbarazzante problema della caduta dei capelli.

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Scienza e Tecnologia

Industria 4.0: la Digital Trasformation in Italia

L’Italia e la sfida dell’innovazione

Trasformazione Digitale e Industria 4.0 saranno temi ancora molto caldi per il tessuto imprenditoriale italiano del 2020: una corsa continua al rinnovamento che sottopone a una forte pressione le imprese italiane, caratterizzate perlopiù da piccole e medie dimensioni.

Questi due temi sono fortemente interconnessi e parzialmente sovrapponibili: se per ‘Industria 4.0’ ci si riferisce alla tendenza delle organizzazioni industriali più moderne a un impiego sempre più crescente dell’automatizzazione, la Digital Trasformation è un processo che coinvolge la maggior parte delle strutture organizzative, rivoluzionando completamente condizioni di lavoro, modalità di erogazione dei servizi e modelli di business di riferimento.

Questa pressante necessità di innovazione costante mette a dura prova le imprese italiane, travolte da quest’onda di rinnovamento e, spesso, non sufficientemente attrezzate ad accogliere i più recenti sviluppi in materia di nuove tecnologie e loro integrazione. Competitività sui mercati sempre crescente, nuovi adempimenti normativi, come quelli per Privacy e GDPR, fatturazione elettronica: sono solo alcune delle sfide più difficili da affrontare le imprese dello stivale.

Come possono le imprese competere nel mercato nel 2020?

Come possono allora le aziende prepararsi ad affrontare la trasformazione digitale?Devono dotarsi di nuovi strumenti e nuove competenze per poter cogliere le sfide e le complessità del nuovo mondo interconnesso: raccolta e analisi dei dati si riconfermano prerogativa fondamentale per il successo delle imprese contemporanee. La tecnologia però da sola non basta: se è vero che dotarsi di software all’avanguardia risulti un vantaggio competitivo enorme, è altrettanto importante che le competenze all’interno delle aziende proseguano di pari passi con l’avanzamento tecnologico.

Per rispondere efficacemente alle sfide del mercato, è necessario quindi unire nuove tecnologie e modelli organizzativi sostenibili: non solo quindi software all’avanguardia (come i gestionali ERP), ma anche una crescita e un’aggiornamento continuo delle competenze di tutti i ruoli aziendali.

Ogni figura dovrebbe infatti sviluppare nuove capacità, atte a innovare processi e a prendere decisione basate sull’analisi dei dati, questo per poter sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla tecnologia.

Di quali tecnologie stiamo parlando? I nuovi paradigmi organizzativi si basano come abbiamo abbiamo detto su raccolta e analisi dei dati, questo perché le informazioni sono necessarie alle direzioni aziendali per supportare le decisioni: l’elemento che però ancora manca è l’integrazione, ovvero la convergenza dei flussi informativi e operazionali in software che permettano una chiara visualizzazione di informazioni e processi in atto.

Quali tecnologie offrono maggiori opportunità di crescita per un’azienda?

Questi software sono i gestionali, suite di programmi che automatizzano tutta una serie di attività fondamentali per l’operatività aziendale: il loro obiettivo è quello di ridurre gli sprechi connessi alla gestione, ridurre il carico del lavoro degli operatori assicurando al contempo la correttezza dei processi, e più in generale assistere l’azienda in tutti gli aspetti della propria routine quotidiana.

I gestionali ERP rappresentano una risorsa per tutte le aziende che non dispongono di capitale umano sufficiente per affrontare ad armi pari la sfida continua dell’innovazione: rappresentano quindi un margine competitivo significativo per tenere il passo di una concorrenza sempre più spietata.

Essi possono coprire la maggior parte delle funzioni aziendali, dalla contabilità alla gestione del magazzino, dalle esigenze di fatturazione alla conservazione del documentale: sono software che possono ‘specializzarsi’ su esigenze specifiche di settore o di impresa, rispondendo alle necessità particolari di ogni realtà.

Sul mercato esistono diverse soluzioni standardizzate, ma valide per la maggior parte dei settori produttivi: quello che però rende gli ERP una marcia in più per i settori ad alta competitività è la possibilità di personalizzarli: alcuni tra questi prodotti infatti, grazie a una struttura modulare e scalabile permettono configurazioni pressoché illimitate.

Per quanto riguarda la sfera contabile ad esempio, comune alla maggior parte degli ERP in circolazione, è possibile redarre bilanci conformi alle normative del paese in cui si opera, consolidare gli stessi e integrare la contabilità di più aziende.

Per un’azienda che si occupi di logistica, un software gestionale ERP non si limiterebbe a gestire magazzino, ordini di acquisto e approvvigionamento, ma permetterebbe la redazione di report periodici sui flussi di merce, fornendo dati e permettendo previsioni utili per il decision making aziendale.

Le possibilità sono pressoché illimitate: Business Intelligence, controllo e gestione dei centri di costo, rotazione della merce e molto altro ancora.

Gli ERP rappresentano una spinta importante per la produttività aziendale nel 2020: qualunque siano le necessità della tua organizzazione, il mercato dei software gestionali ERP ha raggiunto un buon grado di maturità, offrendo soluzioni scalabili per tutte le esigenze delle imprese italiane.

 

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Gli incarichi ricoperti da Roberto Casula in Eni

Il percorso professionale di Roberto Casula: dalla laurea in Ingegneria Mineraria alla carriera nel settore energetico, prima in Agip e successivamente in Eni.

Roberto Casula

Roberto Casula: i primi impieghi e l’ingresso in Eni

Roberto Casula, classe 1962, completa gli studi presso l’Università di Cagliari, laureandosi in Ingegneria Mineraria nel 1988. Dopo aver conseguito l’abilitazione alla professione di Ingegnere, fa il suo ingresso in Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer. Mantiene tale incarico fino al 1991, occupandosi di production test e well logging. Viene quindi coinvolto nelle attività di reservoir modelling presso Beicip – Franlab a Sophia Antipolis (Antibes, Francia). Trasferitosi in Luanda nel 1992, entra nella consociata Agip Angola Ltd dove svolge le funzioni di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer. Diventa Chief Development Engineer nel 1994. Rientrato in Italia, Roberto Casula ricopre l’incarico di Development and Production Coordinator in Eni S.p.A., lavorando presso la sede di San Donato Milanese. Questo incarico lo vede responsabile del coordinamento delle attività di business e delle attività operative per i Paesi nelle zone dell’Africa Occidentale e per le aree centro-asiatiche. Diventa Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) per le operazioni in Iran: l’anno successivo è fondamentale nella sua carriera. Divenuto Dirigente, gli viene affidata la carica di Project Director del progetto in corso a Teheran (Iran) denominato giant South Pars Gas fasi 4-5.

Roberto Casula: la crescita in Eni

Assunta la carica di Managing Director all’interno della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., Roberto Casula si occupa della consociata con sede a Gela coordinando le attività di produzione ed esplorazione relative al territorio della Sicilia. L’anno seguente, con le stesse mansioni, passa ad Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli (Libia): si occupa di tutte le attività svolte nel Paese. Tornato in Italia nel 2007, riceve la carica di Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, dove si trasferisce l’anno successivo. Diventa Chairman nella sede di Abuja, in Nigeria, guidando le tre consociate di Eni situate nel Paese. Nel 2011 è Executive Vice President in Africa e Medio Oriente, conseguendo ottimi risultati nelle trattative condotte con le autorità locali. Roberto Casula diventa Chief Development, Operations & Technology Officer del Gruppo nel 2014, carica per la quale riporta direttamente all’Amministratore Delegato.

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Remember Me il nuovo singolo firmato Alex Guadino e Bottai

L’artista riconosciuto a livello mondiale Alex Gaudino apre il nuovo decennio collaborando con il collega DJ / produttore Bottai per il nuovissimo e indimenticabile disco “Remember Me”.

La traccia presenta l’iconico riff del classico “Children” di Robert Miles, unito all’immensa voce di Moncrieff e Blush.

Dopo aver riscosso un successo acclamato in tutto il mondo con i successi “Destination Calabria” e “Watch Out”, Alex Gaudino è stato precedentemente acclamato dalla leggenda della musica dance Pete Tong come “uno dei produttori più prolifici in Italia”.

Con 3 Top 10 ed una 1 top 20 nel Regno Unito, Gaudino ha probabilmente un’abilità speciale per creare bombe che risuonano a livello globale.

“Remember Me“ non fa eccezione. Moncrieff dà il via alla traccia con il suo tono profondo, che porta a un coro che si cementa nel tuo subconscio nel momento in cui lo senti. Entra Blush, che aggiunge una voce innocente e rinfrescante che bilancia perfettamente la traccia. Tutto ciò è completato dal perfezionismo sonoro di Bottai, la cui attenzione ai dettagli è evidente in una produzione raffinata.

Robert Miles (il creatore dell’iconico riff utilizzato in ‘Remember Me’) è purtroppo scomparso nel 2017. Tuttavia, al momento della sua uscita, il suo disco originale ‘Children’ ha aperto una nuova strada nella Dance Music, diventando una delle poche tracce interamente strumentali interamente ad arrivare al Nr 1 in oltre una dozzina di paesi e irrompere nella top 100 di Billboard. Anche se manca a tutta la comunità Dance, le sue brillanti melodie e il suo straordinario lavoro continuano a ispirare le persone e provocare emozioni di felicità ogni volta che vengono ascoltate.

FB Suxess Records: https://bit.ly/2HBqiVw

http://www.suxessrecords.com/it/

Alex Gaudino: https://www.instagram.com/alexgaudino/?hl=it

Giovanni Bottai: https://www.instagram.com/bottaimusic/

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Comunicati

Mezzavera: anticipando l’album d’esordio in uscita a gennaio 2020 è “Grattacieli” il nuovo singolo della giovane cantautrice romana

L’equilibrio instabile di una vertigine prende forma in una canzone.

 

I grattacieli di New York, i grattacieli di Tokyo, i grattacieli dentro la testa di ognuno di noi. Alti, imponenti, bucano il cielo, costruzioni apparentemente insormontabili. Costruzioni che non si sa come affrontare, come decifrare, come scalare. Sono fatte di dubbi, di occhi, di paure, di speranze, di certezze, di presenze. Ad ogni piano, ad ogni finestra c’è una domanda e bisogna trovare il modo di rispondere. E quando finalmente ci si trova in vetta, si ha la sensazione che le nuvole vogliano giocare con te e che il sole ti tagli la faccia a metà.

E allora si hanno due scelte: scendere a ritroso i piani del grattacielo e mettersi a riparo, o si può restare in bilico sul cornicione dell’ultimo piano e cadere giù. Farsi avvolgere, farsi cullare, farsi cogliere alla sprovvista da un brivido alla schiena che, forse, porterà le risposte che si cercavano nel percorso. E allora ci si butta, si cade giù, nel vuoto. E si spera.

«Grattacieli è una canzone con la quale ho voluto raccontare, con un inchiostro nero che muta e si colora, le perplessità e l’esplosione emotiva che una storia agli sgoccioli ti incide dentro, in un perfetto equilibrio tra dolore e malinconia, come le spine di una rosa dentro il palmo di una mano». Mezzavera

 

Radio date: 13 dicembre 2019

Pubblicazione album: gennaio 2020

Autoproduzione

BIO

Cecilia Spinelli, in arte Mezzavera, nasce a Roma classe ’95. Nel 2019 pubblica il primo singolo “Luna Bugiarda” con la produzione e l’arrangiamento di Matteo Costanzo ed affronta le prime significative esperienze live in diversi locali della Capitale. Nel 2019 scrive il suo primo album “Vizi Capitali”, in pubblicazione nel 2020; l’originalità dei brani di questo album è rappresentata da una particolare attenzione ai testi, tutti in lingua italiana, e ad una varietà delle atmosfere anche all’interno della medesima canzone, miscelando momenti di intensa intimità ad altri dove a prevalere sono l’ironia ed il divertimento. La scrittura è tagliente e attenta a creare immagini che restano impresse nella mente dopo un singolo ascolto. 

Con il singolo “Luna Bugiarda” Mezzavera partecipa al contest Lazio Sound organizzato dalla Regione Lazio dove si classifica tra i finalisti della sezione Indie e vince il Premio della Critica assegnato dal MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti). Ad ottobre prende quindi parte al Festival di Faenza 2019 dove si esibisce sul palco principale di Piazza del Popolo in apertura della serata live di Morgan e dei Negrita. A novembre prende parte alla programmazione della Milano Music Week come ospite del MEI. 

Il 19 Dicembre 2019 si esibirà al “Let it beer” con un live di presentazione del suo progetto in anteprima, all’interno del quale presenterà il video del prossimo singolo “Grattacieli”, in uscita il 20 dicembre. Nella prossima primavera affronterà un mini-tour che la vedrà impegnata in Giappone in tre serate presso alcuni locali di Tokyo. 

 

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Comunicati Eventi Salute e Benessere

Conoscere e acquisire le competenze del professionista HSE

Comunicato Stampa

Conoscere e acquisire le competenze del professionista HSE

Un corso a Brescia il 23 marzo 2020 per favorire nei professionisti HSE il miglioramento delle competenze, la gestione del capitale umano, lo sviluppo della leadership necessaria e l’ottimizzazione dei risultati.

 

L’HSE Manager si può definire come la figura professionale che è in grado di supportare un’organizzazione nel conseguimento dei vari obiettivi in ambito HSE (health, safety & environment – salute, sicurezza & ambiente) sulla base delle proprie specifiche conoscenze, abilità e competenze acquisite a livello professionale.

In questo senso il professionista HSE offre alle organizzazioni, pubbliche e private, un’adeguata progettazione, coordinamento, consulenza, supporto tecnico-gestionale per implementare i processi legati agli ambiti HSE e migliorare l’efficienza complessiva.

 

Quali sono le conoscenze, abilità e competenze necessarie nell’attività del professionista HSE? Come poterle acquisire e migliorare? Cosa indica la normativa tecnica in materia?

 

Un corso a Brescia per migliorare le competenze dell’HSE Manager

Per fornire ai professionisti HSE e a tutti gli attori della gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro la possibilità di migliorare le proprie competenze, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza il 23 marzo 2020 a Brescia il corso di 8 ore in presenza dal titolo “Essere un professionista HSE – Competenze tecniche e manageriali”.

 

Sono diversi gli obiettivi che si pone il corso:

  • illustrare i contenuti della norma UNI 11720:2018 “Attività professionali non regolamentate – Manager HSE (Health, Safety, Environment) – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza“.
  • far capire come poter migliorare le proprie competenze personali e manageriali, al fine di gestire funzionalmente dinamiche individuali e di squadra, nell’ottica di un miglioramento dei propri risultati in ambito HSE ma non solo;
  • comprendere come la gestione delle emozioni e la comunicazione impattano in termini di motivazione, appartenenza, proattività, abbassamento stress, efficacia ed efficienza;
  • sviluppare la leadership di cui necessita l’HSE Manager per ottenere i riscontri efficaci ed efficienti;
  • fornire le conoscenze necessarie per una gestione strategica del capitale umano.

 

Le novità apportate dalla norma UNI 11720

La recente norma UNI 11720 ha identificato i requisiti di conoscenza, abilità e competenza del Manager HSE.

 

La norma delinea in particolare due diversi profili professionali:

  • il Manager HSE Operativo che svolge la propria attività in una posizione organizzativa dotata di una piena autonomia decisionale relativamente alla gestione di aspetti operativi. L’attività è tuttavia limitata con riferimento agli aspetti strategici definiti e decisi ad un livello più elevato dell’organizzazione;
  • il Manager HSE Strategico che opera in una posizione organizzativa dotata di piena autonomia decisionale e con riferimento alle scelte strategiche in ambito HSE definite dell’organizzazione. Il ruolo è individuato dal vertice dell’organizzazione per disporre di una figura professionale che possa supportarla nella definizione delle scelte strategiche e dei relativi obiettivi in materia di salute, sicurezza e ambiente.

 

Durante il corso oltre ad approfondire la conoscenza della norma si cercherà anche di analizzare alcuni aspetti rilevanti: quali requisiti favoriscono l’efficienza relazionale all’interno dell’organizzazione? Quale tipo di ambiente, contesto e quali persone favoriscono il miglior apprendimento ed un cambiamento in positivo e produttivo nel nostro ambiente di lavoro?

 

Il programma e le informazioni per iscriversi

Il corso “Essere un professionista HSE – Competenze tecniche e manageriali”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà dunque il 23 marzo 2020 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00 – a Brescia presso Aifos Service in via Branze n. 45.

 

Questi alcuni argomenti del corso:

  • i contenuti della norma UNI 11720
  • zona di confort e “sindrome generale di adattamento”
  • criteri di qualificazione dell’HSE Manager Operativo e Strategico
  • intelligenza emotiva: le 4 dimensioni
  • conoscenze, abilità e competenze e capacità di leadership
  • comportamenti personali attesi per l’HSE Manager

 

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Formatori qualificati (area 3) e Coordinatori alla sicurezza. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/formatori-comunicazione/formatori-comunicazione/essere_un_professionista_hse_competenze_tecniche_e_manageriali

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

 

20 febbraio 2020

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Deputata Michela Rostan lascia Leu ed aderisce a Italia viva

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  • 19 Febbraio 2020
Michela Rostan da Leu a Italia Viva

Deputata Michela Rostan lascia Leu ed aderisce a Italia viva

Roma, 19 febbraio – Altro cambio di casacca in Parlamento, dove il clima di instabilità politica e il conseguente assetto parlamentare in continua evoluzione favoriscono il passaggio degli irrequieti inquilini dei Palazzi legislativi da un gruppo all’altro. Una decisione che, dall’inizio della XVIII legislatura, hanno preso già un centinaio tra deputati e senatori (i dati di Openpolis registravano 92 cambi di gruppo all’inizio del 2020, ai quali vanno aggiunti i trasferimenti degli ultimi due mesi). Tutti “rappresentanti” del popolo per i quali la prerogativa di esercitare la funzione  parlamentare in rappresentanza della nazione e “senza vincolo di mandato” (art. 67 della Costituzione) ha finito per prevalere sulle ragioni e la volontà degli elettori che li avevano mandati a Palazzo Madama o a Montecitorio in un preciso partito e non in un altro.

Michela Rostan da Leu a Italia VivaLontana da noi l’idea di esprimere valutazioni e men che meno giudizi su un fenomeno che ha pochi riscontri, per dimensioni e frequenza, con le istituzioni parlamentari di altri Paesi, riaprendo il frusto (e anche abbastanza inutile) dibattito tra chi reputa il cambio di squadra in corsa un tradimento e chi, invece, lo ritiene l’esercizio di una delle libertà più importanti di deputati e senatori. Quel che ci limitiamo a fare, quando le circostanze e il dovere di cronaca lo suggeriscono, è segnalare gli avvenimenti. E l’ultimo riguarda la decisione di una deputata ben conosciuta alle cronache farmaceutiche, Michela Rostan (nella foto), eletta a Montecitorio nelle fila di Leu, il partito del ministro della salute Roberto Speranza, della quale il nostro giornale si è spesso occupato in passato. I lettori di buona memoria ricorderanno in particolare  la sua attenzione alle parafarmacie, tradotta anche in interrogazioni per sollecitare la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C con ricetta consentendone la vendita anche in questi esercizi, elencando i vantaggi che (a suo giudizio) ne sarebbero derivati in termini di risparmio per i cittadini e di sviluppo dell’occupazione nel settore.

Da ieri, la parlamentare campana, vicepresidente della Commissione Affari sociali, è passata nel gruppo di Italia Viva, la formazione politica di Matteo Renzi.

Com’è consuetudine (il copione non prevede mai eccezioni), la “colpa” della decisione, ovviamente sempre “molto sofferta”,  è sempre del gruppo parlamentare da cui si fugge, che per ogni per transfuga è sempre colpevole di aver tradito programmi, promesse e ideali originari. Rostan, ad esempio, ha trovato indigeribili i pareri contrari del Governo a rinnovare l’inserimento dei farmaci per l’eradicazione dell’Hcv nel Fondo per gli innovativi per almeno altri sei mesi/un anno oltre la scadenza del prossimo aprile, e a riconoscere ai medici e al personale sanitario in servizio lo status di pubblico ufficiale, accogliendo così una richiesta in questo senso degli Ordini e dei professionali, come deterrente contro le violenze.

“Sono bocconi troppo amari da digerire” scrive Rostan al capogruppo Leu Federico Fornaro nella lettera in cui comunica e motiva la decisione di lasciare il gruppo “soprattutto perché arrivano da un comparto dove abbiamo una nostra significativa presenza politica che, per paradosso, invece di sostenerci nelle battaglie, ci viene contro”.

Una decisione, sembra dunque di capire, che l’on. Rostan ha assunto, legittimamente e comprensibilmente, in polemica con l’azione del governo, e segnatamente del ministro della Salute, suo compagno di partito, quasi certamente al fine di indurlo a riconsiderare certe sue scelte.

Resta da vedere se e quanto spazio le istanze e le posizioni di Rostan troveranno in Italia Viva, che (al momento) fa parte della maggioranza di governo, anche se si segnala per la sua irrefrenabile propensione ad assumere posizioni da partito di opposizione, generatore inesausto di polemiche e di conseguente incertezza politica. Una tattica il cui unico risultato (e forse anche obiettivo), almeno fin qui,  è sembrato essere lo spazio mediatico conquistato da Matteo Renzi, tornato protagonista dei titoli dei telegionali come da tempo non succedeva. Nei circoli renziani, c’è chi prova a ricondurre questa “politic way” alle lezioni berlingueriane degli anni ’70, sintetizzate nello stereotipo del “partito di lotta e di governo”, ma sono molti gli osservatori politici che la apparentano invece (mutatis mutandis) al “potere  di interdizione” teorizzato e messo in pratica un decennio dopo da Bettino Craxi, ben sintetizzato dallo pseudonimo Ghino di Tacco con il quale il segretario del Psi firmava all’epoca i suoi editoriali su l’Avanti, il quotidiano del partito.

Sia come sia, a occhio e croce, il partito di Matteo Renzi non sembra essere  l’incubatore ideale per le posizioni e le istanze fin qui espresse dall’on. Rostan. Ma, notoriamente, l’unica certezza della politica italiana è la sua imprevedibilità. E perciò…

 

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: ilmonito.it

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