Come in tutti i lavori creativi la parte più difficile è portare dalla visione mentale alla realtà l’idea che si ha avuto spesso realizziamo varie soluzioni non soddisfacenti prima di arrivare alla definitiva. Questo causa un enorme perdita di tempo e un aumento dello stress lavorativo perché le consegne si sa vanno sempre finite per ieri.
Alcuni strumenti possono però aiutare, noi di CQ abbiamo provato ad inserire nelle fasi di progetto l’elaborazione di schizzi realizzati con la tavoletta grafica anche se ormai la tendenza è quella di eliminare il disegno manuale.
Il messaggio dato da alcune università di design infatti, è che il primo passaggio progettuale del disegno non è essenziale. Questa corrente degli ultimi 10 anni sminuiva il disegno considerandolo un metodo superato dalla tecnologia e ha portato all’eliminazione dei corsi di studio di disegno dal vivo (mano libera) che sviluppano la capacità di disegnare senza strumenti come il compasso o il righello la squadra ecc.
Sono stati mantenuti solo pochi corsi di disegno tecnico (geometria descrittiva) gli altri sono stati sostituiti con corsi di software di fotoritocco, impaginazione, 3D e rendering.
Il disegno ora, nei casi in cui viene usato, è solo per un uso interno, per chiarirsi le idee, sia perché non è integrato con le fasi di progettazione sia perché non si è capaci di improvvisare.
L’abilità nel disegno ha invece due grandi valori: uno concettuale l’altro pratico.
Quella concettuale è che sviluppa la parte destra del cervello, legata alle funzioni intuitive, sintetiche, analogiche e spaziali, tipiche dei processi creativi.
Dal punto di vista pratico invece non si ha più l’abilità di farsi comprendere. Mostrare le proprie idee/soluzioni in poco tempo al cliente , al modellista o al resto del team di lavoro durante un brainstorming (link a strategic design di CQ). Chi avrebbe il coraggio di eseguire uno schizzo alla lavagna davanti a tutti? Eppure sarebbe la soluzione più rapida e semplice.
Uno aiuto alla risoluzione di questi problemi è dato dalla nuova generazione di tavolette grafiche in commercio negli ultimi tempi.
La mia esperienza viene dal modello d
ella wacom in formato A4 acquistato l’anno scorso.
Devo dire che il suo uso fa riprendere anche se in modo diverso la confidenza con una penna invece che con un mouse e invoglia a cimentarcisi.
Sono così sensibili che generano un tratto sul video di uno spessore proporzionato alla pressione. Anche la punta della penna può essere scelta a seconda del risultato che si vuole ottenere.
L’esperienza è molto coinvolgente e dopo un breve periodo di pratica in cui ci si abitua a non guardare il foglio/tavoletta ma direttamente il video si hanno dei risultati paragonabili a quelli su carta con la comodità di non dover essere scansionati.
Noi usiamo la tavoletta accoppiata ad un software di grafica professionale come Adobe Photoshop per aumentare le possibilità di simulare differenti tipi di tratti e carte. Sconsigliamo invece di usarla in sostituzione del mouse, se non in una prima fase di esercizio, perché rallenta il lavoro.
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