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La scienza riscopre il mangostano ed il suo utilizzo invade le case occidentali

Il mangostano, originario dell’Arcipelago delle Molucche e delle Isole della Sonda, piantato per la prima volta nel 1800 sull’isola di Ceylon, oggi è coltivato in Thailandia, nelle Filippine, in Malesia, Vietnam e in parte nell’America tropicale per il suo vastissimo utilizzo tramandatoci proprio dalle popolazioni asiatiche presso le quali è quasi venerato.

Attualmente viene riscoperto soprattutto per le sue incredibili proprietà antiossidanti, il mangostano è, infatti, un ottimo rimedio naturale per il benessere generale di corpo e mente.

Essendo una pianta tropicale particolarmente dotata di sostanze antiossidanti, svolge un’importante azione anti età, contrastando efficacemente gli stati infiammatori dell’organismo.

Vive senza aver bisogno, neanche per i suoi frutti, di alcun antiparassitario e questo lo rende un potente bagaglio biologico contro gli attacchi esterni.

Approfonditi e ripetuti studi, hanno confermato di recente che il mangostano è un frutto utilissimo per riportare equilibrio e benessere al corpo.

Le virtù del mangostano sono racchiuse negli xantoni presenti nel pericarpo che è di colore violaceo e legnoso ma in ogni caso commestibile, perciò per godere  dei benefici propri di questo frutto occorre integrare la propria alimentazione con la corteccia che spesso viene frullata insieme alla polpa nei succhi a base di mangostano, bevande fresche, dissentanti, di grande aiuto per l’organismo e facili da trovare oggi anche sul mercato italiano.

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