L’isola d’Elba è uno scrigno di leggende. Ce ne sono a decine e sono tutte molto suggestive. Come quella, antichissima, che racconta che durante la ricerca del vello d’oro gli Argonauti si fermarono sulla spiaggia delle Ghiaie e, asciugandosi il sudore sui sassi bianchi, li trasformarono in grigio-azzurri. O come la storia della principessa Alba e del suo amato cavaliere Sabino, cui Venere fece perdere la memoria per vendetta. Ad ascoltare bene, dicono, la voce di Alba si sente ancora nelle notti di luna piena fra le grotte di Portoferraio.
Le leggende non sono nulla in confronto alla storia dell’isola che, già frequentata nel paleolitico, fu abitata dai Greci e, dai Romani, per poi essere colonizzata dagli Etruschi.
“Durante il medioevo iniziò lo spopolamento, e l’isola tornò a splendere quando, alla fine del Trecento, entrò a far parte del principato di Piombino e poi del Gran Ducato di Toscana” spiega Alessandra di Vita, guida turistica e isolana d’adozione.
“Il territorio racconta bene questo ricco passato. A Portoferraio è possibile ammirare i resti di antiche ville romane e l’imponente fortezza costruita da Cosimo I De’ Medici tra il 1548 e il 1553, i due musei napoleonici che sono stati le residenze di Napoleone Bonaparte durante il suo esilio nel 1814 e, non ultimo, un bel museo archeologico che traccia le tappe della storia elbana dal VII secolo a.C. al V secolo d.C.” aggiunge Di Vita.
Ma all’Elba, come è naturale che sia, le vere protagoniste sono le coste e le spiagge, tutte diverse tra loro: scogli lisci di granito disgradanti sul mare nella parte occidentale, spiagge di sabbia bianca e fine nella parte centrale, spiagge scure nella parte orientale ricca di ferro. Per scegliere dove andare, però, non bisogna mai dimenticare il vento che, come dicono gli elbani, è l’unico vero padrone dell’isola. E quindi, spiagge a Sud, quando il vento arriva da Nord, e viceversa.
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