La certificazione RECS (Renewable Energy Certificate System) nasce nel 2000 con il finanziamento dell’Unione Europea e consiste in un progetto internazionale mirato al riconoscimento, all’approvazione e all’appoggio di tutte quelle forme di energia elettrica che nascono da fonti rinnovabili.
Il meccanismo di certificazione RECS avviene su base volontaria e di fatto, in definitiva, consiste nel rilascio di questi certificati da parte di enti preposti ai produttori di energia rinnovabile per ogni MegaWatt ora (MWh) prodotto.
Entrati in possesso dei certificati, che rappresentano a tutti gli effetti dei titoli commerciabili, i produttori di energia rinnovabile li cedono ad intermediari che così possono proporli a tutti quegli utenti interessanti a sottoscrivere un contratto di fornitura di energia Eco-friendly certificata.
Una volta che l’utente finale ha consumato un valore di energia pari a quella indicata nel certificato, quest’ultimo viene annullato.
Per fare degli esempi pratici, la certificazione RECS può essere richiesta dai produttori di energia fotovoltaica, idroelettrica, eolica, derivante da biomasse. In Italia la quasi totalità delle richieste, stiamo parlando di una ragione percentuale anche maggiore del 90%, avviene da parte dei produttori di energia idroelettrica, seguiti a molta distanza dall’eolico.
Numeri alla mano, al protocollo di certificazione RECS aderiscono circa 240 produttori e distributori provenienti da 24 stati. Il primato di emissione di questi certificati verdi spetta alla Norvegia, in un podio che vede al secondo posto la Svezia e al terzo posto la Finlandia.
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