Vi raccontiamo il caso e la testimonianza della dott.ssa Elena Zucchelli che ha seguito una mamma con problemi di comunicazione con il figlio adolescente. La dott.ssa ci mostra un chiaro esempio su come ottenere una comunicazione più efficace per entrare in sintonia con l’altro, sia esso un figlio, il partner o un collega di lavoro.
CHIEDERE PER FASI CRESCENTI
Molti genitori lamentano il fatto che i figli adolescenti non li ascoltino o rispondano in malo modo.
Ad una mamma, che si e’ rivolta a me per problemi di “connessione” con il figlio, ho fornito uno strumento per aiutarla a formulare una richiesta in una forma sempre più gentile e, quindi, convincente. Un esempio concreto:
“Tesoro, potresti raccogliere le tue cose prima di andare a letto?”
“Uffa mamma, ora non posso, sto guardando un DVD”
“Capisco che tu preferisca guardare il film piuttosto che fare un po’ d’ordine, ma mi daresti una grossa mano se….”
“Senti, mamma, lo faccio domani. Promesso!”
“Per cortesia, Monica, metti un momento il DVD in pausa e fallo ora, cosi domattina possiamo fare altro, e in questo modo posso riposarmi un po’ anch’io. Puoi farlo per me?”
“Ok! D’accordo!”
Si nota un crescendo in questo esempio.
La tecnica non intende aiutare a far diventare dei manipolatori, ma consente di esprimere opportunamente le proprie emozioni, senza adirarsi.
Questa e’ la spiegazione della tecnica
La progressione e’ composta di tre fasi distinte, in cui l’enunciato appare sempre più gentile:
– formulazione in termini chiari della richiesta;
– riformulazione in cui viene riconosciuta l’obiezione sollevata e viene citato il beneficio che si avrebbe se la richiesta venisse esaudita;
– nuova formulazione con invocazione personalizzata, che utilizza il nome dell’ altro.
Al di la’ dell’interazione nel caso specifico, tale tecnica puo’benissimo essere usata tra marito e moglie, tra amici o colleghi. L’importante e’ che la tecnica venga usata in un contesto di sincero rispetto.
Perche’ comunicare bene significa vivere bene!
@Liberi di Stare Bene
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