Forse pochi la conoscono ancora poco, ma la tariffa bioraria è già presente nelle case degli italiani già dal 2010. Questa è stata, infatti, imposta dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Aeeg) come unica tariffazione, laddove tecnicamente possibile, a tutti coloro che non sono ancora passati al mercato libero
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Allora SosTariffe.it si è chiesto quanto realmente i consumatori possono risparmiare con questo particolare metodo di tariffazione, che, lo ricordiamo, propone prezzi diversi rispetto a diverse fasce orarie, se proposto dall’offerta del mercato libero, piuttosto che dall’Aeeg.
La differenza tra le due fasce di consumo (ovvero il giorno e la notte, week end e festivi) cambia molto tra offerte del mercato libero e l’offerta di maggior tutela, quella che ancora circa l’80% degli italiani utilizza.
SosTariffe ha stimato che media
mente la differenza nel mercato libero tra le due fasce è del 23,8% contro il 10% della tariffa Aeeg. Dunque si risparmia molto di più con il mercato libero piuttosto che in quello di maggior tutela.
Questo a patto che si consumi oltre il 66% del proprio fabbisogno energetico in fascia H2 (ovvero quella notturna, week end o festivi). Ma gli italiani lo fanno? SosTariffe.it l’ha chiesto a circa 280 mila persone che hanno utilizzato il comparatore delle tariffe per l’energia elettrica e la risposta preponderante è stato: no. Secondo gli intervistati, infatti, il 53,99% dei consumi è ancora concentrato in fascia H1, quella giornaliera, mentre il 46,01% in fascia H2, quella serale, week end e festivi. Dunque una bella opportunità di risparmio persa soprattutto se si considera che alcune offerte per l’energia elettrica offrono anche un risparmio del 60% tra le due fasce.

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