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Le migliori poltrone reclinabili

Le poltrone reclinabili sono delle poltrone dalle caratteristiche particolari: sono dotate di poggiapiedi che garantiscono il massimo relax per tutta la giornata. Non servono solo agli anziani e a i disabili ma a tutti coloro che hanno bisogno di riposarsi. Ma non servono solo per riposarsi ma anche per leggere un libro, in ufficio e per rilassarsi dallo stress quotidiano.

Vantaggi e Svantaggi del prodotto

Come già ho detto, le poltrone reclinabili che trovi sul sito www.poltronereclinabili.com, sono un’ottima occasione anche per chi ha alcune patologie, ottenendo dei numerosi e benevoli vantaggi. In questo settore, si fanno continuamente dei progressi, quindi affidarsi ad una poltrona reclinabile è un’ottima occasione ma, come per ogni cosa, anche in questo caso bisogna fare attenzione perché potrebbero esserci anche degli svantaggi, soprattutto, per chi soffre di patologie particolari.

Non ci sono controindicazioni precise ma, per alcune condizioni fisiche, i massaggi non sono consigliati perché potrebbero avere effetti contrari su chi ne fa uso. Quindi, in questi casi, sarebbe meglio che ad occuparsene fossero professionisti che sanno come eseguirsi perché dei massaggi fatti male possono essere veramente dannosi per il corpo. Ovviamente, chi l’ha acquistata e ne fa uso, è veramente soddisfatto ed è anche felice di consigliarla agli altri in quanto si tratta sia di una poltrona che dà ottimi benefici ed, inoltre, non è mai di troppo in nessuna abitazione.

Secondo chi la usa, ritiene che:

  • siano morbide grazie al rivestimento in microfibra con effetto velluto. Posseggono uno schienale ergonomico che permette a chi la usa di assumere una posizione corretta e di beneficiare di tutti i comfort;
  • schienale morbido ed imbottito in poliuretano con due comodissimi braccioli che si adattano alla posizione delle braccia per avere maggiore comodità ed abbandonarsi in sicurezza;
  • posseggono capienti portaoggetti posti alle estremità dei braccioli dove poter riporre bottiglie, cibo, libri o il telecomando di tv e riscaldamento;
  • lo schienale e la pediera possono essere facilmente regolabili sia tramite un telecomando che manualmente;
  • design 100% made in Italy con stile, colori e caratteristiche accattivanti.

Caratteristiche del prodotto, utilizzi, benefici

Il prodotto ha delle caratteristiche uniche che servono a dare un vero e proprio comfort e benessere a 360° a tutti.

Questi prodotti hanno questo tipo di caratteristiche:

  • Roller system: è un sistema molto pratico situato sotto lo schienale che serve a spostare la poltrona anche con la persona seduta;
  • Funzione lift: è un funzionamento che serve per sollevare gli anziani o i disabili ad alzarsi. La poltrona può raggiungere altezze molte alte per allinearsi con un letto o un tavolo;
  • Vibro massage: possiede un kit completo con vibromassaggiatori distribuiti sullo schienale e sulla pediera;
  • Long system: è un sistema che serve agli anziani per raggiungere il letto con una funzione di allungamento fino a 198 cm.

Le poltrone elettriche offrono un sistema a 1 o 2 motori per i movimenti da seduti a sdraiati e garantiscono una postura corretta della schiena per la comodità di chi deve fermarsi per molto tempo sulla poltrona stessa: il tutto ideato nella massima sicurezza. Esistono anche poltrone riscaldanti proprio per dare un comfort in tutti sensi a chi ne ha bisogno. Queste poltrone sono un’idea innovativa nel mercato del benessere in quanto sono poltrone multifunzionali dalle mille sfaccettature affinché il relax di tutti sia sacro.

Complementi di arredo

Sono anche degli splendidi oggetti di arredo che si inseriscono perfettamente nell’ambiente della tua casa arricchendola e rendendola più bella e perfetta per essere vissuta al meglio. La stanza che la ospiterà sarà impreziosita con un design moderno perché ogni modello è una chicca di arredo speciale.

Conclusione

Questo prodotto serve per chi soffre di questo tipo di patologie: dolori articolari, dolori infiammatori, artrite, dolori muscolari, cefalea a grappolo, dolori reumatici, artrite, artrosi, dismenorrea, arteriosclerosi, insonnia, lombosciatalgie, osteoporosi, mal di schiena, cellulite, cervicale ed alcune patologie circolatorie.

Comparazione con altri tipi di poltrone

Ci sono vari modelli di poltrone reclinabili con prezzi sia alti che bassi: sono tutte simili ma, ognuna, ha una caratteristica diverse. Quindi bisogna scegliere solo quella migliore alle tue esigenze e sicuramente sarai molto soddisfatto.

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La chiave della comunicazione d’impresa sono i video corporate aziendali

 

La comunicazione è una componente fondamentale che ogni azienda deve tenere in considerazione. Sapere comunicare adeguatamente è fondamentale per vendere, incrementare la brand awareness e migliorare l’immagine del brand.

Uno dei mezzi più utilizzati per trasmettere e divulgare messaggi sono i video. Si dice siano il futuro dei social networks.

Ma non solo: anche le imprese devono tenerli in considerazione e realizzare video corporate aziendale. I benefici di un filmato ben fatto sono numerosi e si può ad arrivare anche a ottenere un vantaggio competitivo.

Per essere certi di sviluppare un ottimo lavoro, affidarsi alle agenzie creative di comunicazione è la scelta giusta da compiere, poiché esse vantano professionisti ed esperti nella realizzazione video aziendali, utili a promuovere l’immagine, il business e i servizi/prodotti di un’azienda.

Video corporate d’impresa

I filmati di questo genere sono prodotti audiovisivi pensati e creati appositamente per essere utilizzati in contesti aziendali o istituzionali. Possono avere numerosi scopi, ma quello principale è presentare un determinato aspetto dell’impresa ed evidenziarlo al fine di farlo conoscere e diffondere a clienti, consumatori, fornitori, istituzioni, partner commerciali e in generale per tutti coloro che hanno o potrebbero avere una qualsiasi relazione con l’organizzazione stessa.

Rappresentano uno strumento di marketing molto efficace e potente e conseguentemente non devono essere ignorati o sottovalutati, ma inseriti all’interno delle strategie di comunicazione.

Devono essere filmati di qualità, curati nella grafica e negli effetti; per questo è assolutamente consigliabile affidarsi a esperti del settore che lavorano nelle varie agenzie di comunicazione creative. Improvvisare è rischioso e un filmato troppo artigianale denota una mancanza di professionalità che gli stakeholders notano immediatamente. Una scarsa cura nei video corporate può portare significativi danni di reputazione.

Le motivazioni della realizzazione di video corporate aziendali

·         Promuovono efficacemente l’azienda, la quale può essere sponsorizzata facendo uso di tutte le piattaforme convenzionali, come la televisione oppure attraverso le nuove risorse digitali come Facebook, YouTube, Instagram ecc.

·         Mettono in luce adeguatamente particolari aspetti dell’identità aziendale come la mission, la vision, i valori, l’etica ecc. Trasmettendo ideali e messaggi positivi, è possibile creare sul medio-lungo termine saldi legami commerciali e relazioni proficue, basati sulla comune condivisione di valori.

·         Rendono semplice la comprensione di tutti gli aspetti di una specifica attività da parte di soggetti esterni, spesso non inseriti pienamente nel contesto della vita lavorativa, come fornitori, istituzioni pubbliche/private e partner vari.

·         Nelle realtà medio-grandi permettono di informare o istruire il personale interno sulle novità riguardanti l’attività aziendale, come il lancio di un prodotto/servizio o la scelta di nuove strategie.

·         Permettono una comunicazione più fluida, facendo risparmiare notevoli somme di denaro, che altrimenti sarebbero utilizzate per la rimunerazione straordinaria del personale o per l’organizzazione di trasferte e convegni lavorativi.

Inoltre è giusto sottolineare che sono notevolmente più immediati e di impatto rispetto ad altre forme comunicative: è sufficiente pensare a un possibile compratore che vede su un sito web un video ben realizzato, che spiega tutte le caratteristiche e peculiarità di un determinato prodotto, rispetto a un altro che opta per una semplice descrizione con delle immagini.

Infine è bene ricordate, che con lo sviluppo di piattaforme gratuite come YouTube e Vimeo, tutti possono caricare contenuti.

 

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BOUVET “CASA MIA, CASA TUA, CASA NOSTRA” è il secondo singolo del cantautore toscano

I fotogrammi di un’esistenza prendono vita in una canzone pop.

«“Casa Mia, Casa Tua, Casa Nostra”, come ogni mia canzone, parla di me, della mia storia. Il brano è nato in maniera totalmente naturale, senza alcun tipo di ragionamento dettato da dei canoni discografici da seguire, e il testo per me, così come l’arrangiamento per Mirko Mangano, non hanno fatto altro che sottolineare le nostre caratteristiche personali, il nostro percorso e perché no, anche le nostre influenze musicali». Bouvet 

“CMCTCN” è un frammento importante della vita di Bouvet, trasportato in musica e raccontato attraverso immagini popolari: il caffè simbolo per eccellenza dell’accoglienza, piuttosto che il divano, luogo di intrattenimento con l’ospitato ed elemento immancabile nell’arredamento di un’abitazione. Infine il cuore, che per molte persone resta un luogo invalicabile, difficile da conquistare o da aprire a chiunque. 

«Per la prima volta in vita mia, mi sono divertito a ideare e scrivere il mio primo videoclip e a co-dirigerelo con Davide Barducci (SBM Studio), questo mi ha dato la possibilità di sottolineare aspetti del testo e di rendere ancora più reale il racconto autobiografico che è racchiuso all’interno del brano. Un’esperienza unica». Bouvet

Il brano è stato registrato e mixato presso Media Wave Studio di Massa da Mirko Mangano. 

Il mastering è stato curato da Tommy Bianchi presso White Sound Mastering.

 

Radio date: 20 settembre 2019

Etichetta: Rusty Records

Edizioni: Rusty Records s.r.l. / Urban Sound srl

 

CHI È BOUVET?

Filippo Checchi classe 1989 viene da Pietrasanta (LU), nasce dal rap, ora è BOUVET.

«Nella mia famiglia non ci sono musicisti, né produttori o cantanti. Non fraintendetemi, in casa mia la musica è sempre esistita; ricordo ancora mia madre giù in cucina con la radio accesa a tutto volume, ma diciamo che in salotto non c’erano chitarre o altri strumenti musicali, né un microfono o un sequencer. Niente. Fino ai miei 16 anni, almeno, fino a quando mi innamorai del rap e della scrittura e decisi di buttarmi a capofitto in quelli che sarebbero stati i miei primi brani. Da lì, sono successe diverse cose: ci sono state soddisfazioni e delusioni, persone di passaggio e altre con cui mi confronto tutt’oggi. Durante questo percorso mi è capitato di esibirmi in giro per l’Italia, collaborare e crescere, cercando di dare sfogo alle mie idee e cercando di vivere a pieno e a cuore aperto la mia musica, la stessa musica che mi ha portato a conoscere Mirko Mangano, mio attuale arrangiatore e partner artistico; quello con Mirko è stato un incontro fondamentale per ciò che faccio e sono oggi. Con lui ho scoperto un altro lato della musica che non conoscevo, il lato più tecnico. Qualche anno più tardi, infatti, dopo aver appreso più nozioni possibili e frequentato corsi di approfondimento, ho iniziato a lavorare nel suo studio come tecnico del suono e questo mi ha dato la possibilità di conoscere artisti, grandi e piccoli, musicisti e tecnici e così mi sono trasformato in una spugna in grado di assorbire informazioni e consigli da chiunque passasse di lì. È stato un viaggio intenso che mi ha arricchito artisticamente e personalmente, un tragitto che mi ha condotto a riflettere e a reinventarmi, portandomi a sperimentare nuove sonorità e nuova musica, lasciando il passato ai ricordi e un futuro tutto da vivere». Bouvet

Contatti e social

Web: https://www.iosonobouvet.it
Facebook: https://www.facebook.com/iosonobouvet/
Instagram: https://www.instagram.com/iosonobouvet/

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I risultati del monitoraggio sull’applicazione del D.Lgs. 81/2008

Comunicato Stampa

I risultati del monitoraggio sull’applicazione del D.Lgs. 81/2008

Presentati e pubblicati i risultati del monitoraggio che l’associazione AiFOS ha realizzato in relazione all’applicazione del D.Lgs. 81/2008: la norma in alcuni casi è applicata bene ma i punti inevasi e migliorabili restano ancora molti.

 

Capire come è applicata una legge, verificare i problemi degli operatori che devono applicarla, non è solo utile, ma è necessario per avere un quadro realistico dell’efficacia di una norma e comprendere come migliorarla.

Tuttavia, per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, il primo ed unico monitoraggio è stato realizzato diversi anni fa dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 626/94. Un monitoraggio che – promosso dal Coordinamento tecnico delle Regioni, allora presieduto da Marco Masi – aveva permesso di constatare nel 2003, tra le altre cose, le carenze in materia di valutazione dei rischi. Ad oggi è invece ancora assente un monitoraggio istituzionale dell’attuale Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, il D.Lgs. 81/2008.

 

Ad undici anni dalla sua promulgazione qual è la situazione applicativa del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81?

 

Il monitoraggio del D.Lgs. 81/2008 realizzato dall’Associazione AiFOS

Se sono state più volte segnalate e riscontrate, in questi anni, difficoltà pratiche ed interpretative del D.Lgs. 81/2008, per comprendere la situazione attuale della normativa e fornire utili informazioni per un suo reale miglioramento, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha realizzato un vero e proprio monitoraggio relativo all’applicazione del Testo Unico.

Il monitoraggio ha coinvolto ben 2494 intervistati ed è stato possibile attraverso le risposte fornite a diversi questionari dai principali soggetti della sicurezza: lavoratori, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), Addetti antincendio ed al Primo soccorso, Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), Coordinatori CSP/CSE e Formatori.

 

La presentazione e la pubblicazione del Rapporto AiFOS 2019

La ricerca, che parte dalla realtà quotidianamente vissuta dai soggetti coinvolti e non dalle analisi di esperti e studiosi, costituisce il Rapporto AiFOS 2019. Un Rapporto che è stato pubblicato sui “Quaderni della Sicurezza” ed è stato presentato nel convegno “Monitoraggio D.Lgs. 81/2008. Rapporto Aifos 2019” che si è tenuto il 4 dicembre 2019 a Roma.

Il monitoraggio assume grande rilevanza sia per l’alto numero di soggetti coinvolti, che per le successive analisi, presenti nel Rapporto, delle risposte relative a obblighi e adempimenti previsti dal D. Lgs. 81/2008.

I risultati della ricerca mostrano – come indicato da Rocco Vitale, Presidente di AiFOS – “come siamo lungi dal vedere i soggetti operanti a pieno regime all’interno del quadro normativo”. E le risposte segnalano “in alcuni casi, una buona applicazione della norma”, ma anche che “i punti inevasi sono e restano ancora molti”.

 

Il link per poter leggere il Rapporto AiFOS 2019 e i risultati del monitoraggio:

http://bit.ly/Monitoraggio-Testo-Unico-AiFOS

 

I problemi e le carenze della valutazione dei rischi

Per quanto riguarda i risultati ci soffermiamo brevemente sul tema della valutazione dei rischi, uno dei principali assi portanti di ogni politica e strategia di prevenzione.

 

Dal monitoraggio si evince che al di là degli RSPP, che per compito hanno proprio quello di contribuire alla valutazione dei rischi, esiste ancora una scarsa partecipazione degli attori della sicurezza aziendale alla valutazione dei rischi.

Riguardo agli RLS solo il 32% viene sempre coinvolto, mentre un altro 30% dichiara di venire coinvolto qualche volta ed il 10% dichiara di non essere mai coinvolto.

 

Il dato generale racconta poi che il 62% dei lavoratori non è minimamente coinvolto nella valutazione e il 21% dice di esserlo solo qualche volta. Pensando ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato che operano in aziende di grandi dimensioni, si evince che la cosiddetta “partecipazione condivisa” nella valutazione dei rischi, che coinvolge per ora solamente il 17%, deve fare ancora molta strada.

 

La funzione e gli obiettivi del monitoraggio del D.Lgs. 81/2008

Concludiamo con le parole di Marco Masi, Presidente del Comitato Scientifico AiFOS, che ricorda come la ricerca non si proponga di modificare il D.Lgs. 81/2008, compito che spetta al legislatore, ma di fornire una lettura ed una interpretazione sull’andamento complessivo del decreto, al fine di poterne trarre utili indicazioni per un suo aggiornamento e revisione.

Anche perché “la profonda trasformazione del rapporto tra la produzione, sempre più on demand e sempre meno programmata, ed il mercato appare ormai un fatto strutturale che impone la necessità di adattare l’organizzazione del lavoro alle nuove esigenze non sempre perfettamente prevedibili. Le nuove forme contrattuali, l’ingresso e la rilevanza di nuove categorie di lavoratori, i processi di decentramento ed esternalizzazione di cicli o di interi segmenti produttivi, oltre a richiedere un’opera costante di monitoraggio e nuovi strumenti di analisi e di intervento anche normativo, hanno fatto emergere nuovi condizionamenti dovuti a fattori molteplici e complessi che si aggiungono ai rischi ‘tradizionali’ e ‘conosciuti’”.

In questo senso il miglioramento della normativa in materia di salute e sicurezza, nonché  le politiche di emersione e di contrasto al lavoro irregolare ed insicuro, nel binomio legalità e sicurezza, “debbono necessariamente passare attraverso la promozione e il sostegno ad un diffuso sistema di qualificazione delle imprese, anche attraverso lo strumento della certificazione sociale, e di una formazione professionale efficace, quali elementi fondanti e di crescita sostenibile per tutto il nostro Paese”.

 

Il link per poter leggere il Rapporto AiFOS 2019 e i risultati del monitoraggio:

http://bit.ly/Monitoraggio-Testo-Unico-AiFOS

 

 

Per informazioni sul Rapporto AiFOS 2019 e sulle attività dell’associazione

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

 

12 dicembre 2019

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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SER KEY “DALL’ALBA” il singolo d’esordio del rapper che racconta il lato difficile del territorio foggiano

Un progetto musicale di sensibilizzazione volto ai giovani attraverso il linguaggio dei giovani.

Guarda il video su YouTube

La tematica che è al centro di “Dall’alba” è alquanto particolare se contestualizzata in un territorio (quello foggiano) da mesi al centro della cronaca nera. Una scelta mirata per arrivare dritti al cuore – e alla testa – dei giovani che guarderanno il videoclip e ascolteranno il brano. 

«Ho scelto il rap perché si fa ascoltare dai giovani, così da poter lanciare loro un messaggio che va controcorrente rispetto a quelli che sono i contenuti del genere di oggi. Il mio obiettivo è infatti è quello di far capire quanto è facile farsi affascinare da percorsi di vita sbagliati, dal soldo facile, dal finto rispetto ottenuto solo incutendo timore, salvo poi ritrovarsi a finire la propria vita dietro le sbarre o sotto la nera terra. Il beat nasce da un’idea di Stekkett, produttore campano, la musica è avvolgente, in tema con ciò che racconta il brano. Il tutto è stato registrato in home studio ed è stato mixato e masterizzato da Audiofollia. Il video è stato invece realizzato da “Jump Cut Gargano” in collaborazione col regista Samuele Silvestri, Gli attori del video sono tutti miei amici che si sono prestati volentieri al mio progetto di sensibilizzazione». Ser Key

 

Autoproduzione

Radio date: 20 SETTEMBRE 2019 

 

BIO

 

Carmine Vecchione, classe 1995, si avvicina alla musica rap sin dall’adolescenza, cimentandosi con il freestyle grazie al coinvolgimento di alcuni amici. Artigiano nella vita quotidiana con la passione per il rap, ha deciso di dedicarsi seriamente alla musica, continuando con il nome scelto sin da quando ha mosso i primi passi nel settore: Ser Key, ovvero colui che possiede le chiavi per aprire tutte le porte. La comprensibile presunzione dell’adolescenza tuttavia, non gli ha fatto perdere di vista le sue consapevolezze.

Raggiunta una certa maturità canora ed anagrafica decide di fare sul serio con il rap, lanciando il singolo “Dall’alba”, brano che ha subito riscosso un discreto successo nel territorio di Foggia e provincia, catturando l’attenzione di tutte le testate giornalistiche locali. Il 12 agosto viene chiamato ad esibirsi al Vieste Summer Festival, aprendo il concerto dei colleghi Luchè e Geolier. Il 17 novembre 2019 parteciperà al contest “Promuovi la tua musica” che si terrà al “Nuovo Teatro Posillipo” di Roma. Il 21 marzo 2019 giorno della memoria dei caduti per mano della mafia è stato invitato dall’istituto tecnico Oriani di Faenza a presentare il singolo “Dall’alba”.

 

Contatti e social

 

Facebook https://www.facebook.com/Esse.Kappa/?modal=admin_todo_tour

Canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UC9btxLNhTKY4Q-L4JIWI19w?view_as=subscriber

Instagram: Serkey_official

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Esternalizzare il servizio clienti può essere la mossa vincente: ecco perché

 

Ogni giorno qualsiasi attività deve gestire al meglio e ottimizzare le limitate risorse che si possiedono.

Svolgere ogni singola mansione internamente è assai oneroso, per questo motivo spesso si decide di esternalizzare, ossia delegare a esterni determinati compiti, pagandoli per il servizio svolto.

I soggetti o le aziende esterne al quale ci si rivolge possiedono le competenze, conoscenze, tecnologie, impianti, strutture ad hoc che sarebbero molto costoso e controproducente acquisire. Sono presenti numerose realtà affermate nel settore dell’esternalizzazione, di elevata competenza, che ne aiutano altre affinché il processo avvenga in maniera ottimale; in questo modo si può ottenere notevole vantaggio competitivo, dati i numerosi benefici che l’outsourcing apporta. 

L’esternalizzazione customer service è una strategia al quale tutte le aziende dovrebbero pensare, visto che si tratta di una parte fondamentale che incide con decisione sulla reputazione delle imprese. 

 

Gli innumerevoli benefici dell’esternalizzazione  

Sono numerose le motivazioni per le quali le aziende decidono di attuare questa importante scelta strategica.

Delegando ad altri certe mansioni, ci si può concentrare sulle core competencies o task principali. In questo modo tutto il sistema funzionerà con maggiore efficienza e le performance subiranno un forte incremento.

La flessibilità è maggiore, dato che il rispondere ai cambiamenti è più semplice: cambiare il personale esterno in caso di nuove esigenze non è complesso; se si assumono nuovi dipendenti questo diventa molto complesso. 

Optando per l’outsourcing, si riesce a disporre del know-how specializzato, che porta a un incremento della qualità nello svolgimento dei compiti, perché il lavoro esternalizzato viene affidato a personale qualificato che ha le competenze necessarie e non viene improvvisato da persone interne, che difficilmente hanno le conoscenze adeguate. 

Vi è inoltre il fondamentale vantaggio del risparmio sui costi: le aziende esterne hanno un alto grado di specializzazione nei rispettivi servizi. Questo consente loro di lavorare in modo molto più efficiente in termini di costi, risultando una mossa vantaggiosa rispetto al reclutamento di un dipendente interno, il quale richiede ovviamente uno stipendio, che grava molto sul bilancio rispetto a remunerare qualcuno solamente per il servizio svolto. Di conseguenza i costi fissi vengono abbattuti. 

Infine si ottiene una diminuzione dei rischi, poiché ci si affida ad aziende o persone specializzati in determinati task, in grado di eseguire al meglio il ruolo per il quale sono preparati, invece che rischiare, se non si ha la certezza delle competenze dei propri dipendenti e una riduzione della complessità, visto che si elimina la gestione di determinati compiti. 

 

Esternalizzare il servizio clienti 

Il customer service non dovrebbe mai essere sottovalutato dai dirigenti o dai manager.

Disporre di un efficiente servizio clienti è essenziale poiché incide sul giudizio che in consumatori hanno verso una determinata impresa. 

È necessario avere lavoratori in grado di rispondere adeguatamente e rapidamente a tutte le domande e a tutte le richieste, senza mai perdere la pazienza anche di fronte a clienti molto esigenti. 

Improvvisare è assolutamente errato, poiché gli acquirenti notano subito la mancanza di professionalità. Persone insoddisfatte faranno un cattiva pubblicità che condiziona significativamente l’immagine del brand. 

Se svolto adeguatamente con personale gentile e cordiale in grado di assistere ottimamente le persone risolvendo tutte le loro necessità, si ha un positivo incremento sulla reputazione. Con un adeguato servizio clienti, si fidelizzano i consumatori e se ne acquisiscono di nuovi. 

Esternalizzando si eliminano le incombenze che la gestione del customer service, con la sicurezza di avvalersi di professionisti, competenti e specializzati in questo ambito, abili nel portare a termine i propri compiti ottimamente. 

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Industria e rapporti con la Cina: la riflessione di Gianpietro Benedetti (Danieli)

Alla guida della multinazionale Danieli, attiva nel settore della produzione di impianti siderurgici e riconosciuta a livello mondiale, Gianpietro Benedetti è stato intervistato da Telefriuli per parlare dei rapporti Italia-Cina e della situazione industriale del Paese asiatico.

Gianpietro Benedetti, presidente e amministratore delegato Danieli Spa

La Via della Seta secondo Gianpietro Benedetti

Al rientro dal Business Forum Italia-Cina di Roma, Gianpietro Benedetti, alla guida della multinazionale Danieli, ha registrato una video intervista per Telefriuli, esprimendo le sue impressioni sulla situazione generale e sui rapporti con il Paese asiatico. La grande cena al Quirinale con i Presidenti e i rappresentanti del Governo si è svolta in un clima positivo, ha dichiarato il manager. “La caratteristica dei cinesi è quella di pensare al futuro medio-lungo, per indole non sono portati a improvvisare day by day come invece tendiamo a fare noi”. Hanno ripetuto uno slogan più volte: “Abbiamo deciso di diminuire la velocità per l’aumento della produzione. Abbiamo deciso di aumentare la velocità per l’aumento della qualità e delle tecnologie, nonché per la tutela dell’ambiente”. Significa che “hanno iniziato a competere sull’alta tecnologia. Anche le università e i giovani studiosi stanno lavorando su quello”. Gianpietro Benedetti si è espresso riguardo il rapporto Italia-Cina, spiegando che questo può essere “win-win” se risulterà interessante dal punto di vista tecnologico e della competitività. Il primo contatto con i Cinesi risale al 1979: il Presidente e Amministratore Delegato di Danieli ha notato un miglioramento progressivo dei rapporti con le aziende straniere, della consapevolezza, della situazione generale e delle condizioni di vita in Cina: “Stanno facendo bene e creando una potenza economica che avrà il suo dire nei prossimi anni”.

Gianpietro Benedetti e la carriera in Danieli

Danieli S.p.A. è una multinazionale riconosciuta a livello mondiale e attiva nel settore della produzione di impianti siderurgici. Gianpietro Benedetti la guida in qualità di Presidente e Amministratore Delegato. Dal 2010 è anche Presidente della Fondazione “ITS – Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l’industria meccanica ed aeronautica” (Udine). Dopo aver concluso gli studi presso l’Istituto Tecnico “A. Malignani”, Gianpietro Benedetti ha iniziato la sua carriera in Danieli & C. nel 1961 con il ruolo di ingegnere progettista. In seguito a una promozione avvenuta nel 1968, ha assunto la direzione dell’Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione, dando il via a una crescita personale che lo ha portato ai vertici dell’azienda. È Co-Amministratore Delegato nel 1986 e Direttore Generale nel 1991. È Amministratore Delegato a partire dal 1999. Da settembre 2017 svolge l’incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell’Executive Board in Danieli. Gianpietro Benedetti è una figura chiave all’interno della società e ha portato avanti negli anni il sistema valoriale dell’azienda, perseguendo una crescita e uno sviluppo costanti.

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Espositori pubblicitari natalizi per la comunicazione visiva

L’allestimenti degli eventi pubblicitari all’aperto e dei punti vendita con espositori personalizzati secondo tematiche natalizie e festive può comportare a una maggiore visibilità dei prodotti in quanto il pubblico risulta particolarmente ricettivo alla comunicazione nel periodo festivo. È tuttavia importante saper distinguersi dalla concorrenza che verosimilmente adotterà strategie di marketing simili… Vediamo di seguito alcuni esempi di allestimenti promozionali per il periodo natalizio realizzati con espositori pubblicitari Studio Stands!

Espositori pubblicitari natalizi per centri commerciali e punti vendita

Gli espositori pubblicitari con stampa su tessuto sono particolarmente indicati per dare slancio alla comunicazione natalizia in centri commerciali e punti vendita in quanto innovativi ma anche pratici da trasportare e allestire senza attrezzi: telai Textile Frame su misura, appendimenti a sospensione con telaio circolare ed espositori magnetici Wave Mag disponibili in vari moduli da abbinare tra loro per fondali personalizzati veramente unici.
Un maggiore impatto visivo può essere ottenuto abbinando alla stampa su tessuto un sistema di retroilluminazione come nel caso dei telai Textile Frame Lux, ideali per creare lightbox su misura destinati a vetrine e allestimenti indoor.

Altri espositori portatili come fondali grafici telescopici e roll up con stampa su banner pvc sono molto richiesti per l’installazione di aree promozionali e l’organizzazione eventi natalizi in centri commerciali. Per la gestione del flusso di pubblico nei corner promozionali è inoltre possibile utilizzare pratiche colonnine tendinastro.

Espositori pubblicitari natalizi per installazioni outdoor

In occasione di eventi all’aperto come mercatini di natale, sagre e feste, organizzati durante le festività del periodo invernale, vengono impiegate diverse soluzioni per coperture pubblicitarie che oltre ad offrire un riparo consentono di dare maggiore visibilità al messaggio promozionale.

I più comuni sono i gazebo in alluminio portatili, dotati di struttura richiudibile, facile da montare e da trasportare Un’altra opzione è rappresentata dai gazebo gonfiabili, ancora più pratici da allestire grazie agli appositi soffiatori. Le strutture gonfiabili sono dotate di camera d’aria perciò non è necessario un motore per mantenere l’allestimento.
I gazebo pubblicitari di Studio Stands possono essere personalizzati integralmente o parzialmente. Sono disponibili inoltre diversi optional come pareti, mezzepareti, zavorre, faretti, etc.

La comunicazione può essere completata integrando lo stand promozionale con altri espositori come bandiere, tavoli richiudibili con tovaglie personalizzate, banchetti, totem gonfiabili, roll up, portadepliant, etc.

Per scoprire tutti gli espositori pubblicitari portatili disponibili per la vostra comunicazione natalizia rimandiamo all’e-commerce di Studio Stands.

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Visioni – Esposizione di Federica Scoppa

VISIONI

ESPOSIZIONE PERSONALE DELL’ARTISTA: FEDERICA SCOPPA
A CURA DI: Sonia Mazzoli e Federica Scoppa

STAFF: Lorenzo Salinetti

La GARD Galleria Arte Roma Design presenta con estremo piacere, l’esposizione personale dell’Artista Federica Scoppa, che racchiude alcuni filoni del suo lavoro artistico, una selezione tra le opere più significative della serie Intrecci a testimonianza di un percorso artistico che è frutto di anni di creatività, sperimentazione e tecnica.

Nei lavori dell’artista Scoppa si notano riferimenti allo spirituale di Kandinskij, alla problematica sociale del femminicidio (gli intrecci come metafora delle relazioni). Chiaro è anche il riferimento, attraverso l’utilizzo del grigio, al grande maestro del contemporaneo Gerhard Richter.

Sarà possibile visitare l’esposizione sabato 14 dicembre durante la serata inaugurale dalle 17 alle 23. Domenica 15 dicembre dalle 11 alle 17 e durante il finissage l’11 gennaio 2020 dalle 11 alle 17, aperture straordinarie nei fine settimana su appuntamento chiamando al 329803490.
Le opere selezionate resteranno in mostra fino a sabato 11 gennaio 2020.

Cenni Biografici
Artista di nazionalità italo-tedesca nasce e cresce a Roma.
Sin da bambina mostra una spiccata predisposizione per il disegno. A 30 anni si trasferisce all’estero e si dedica alla pittura. Dopo un decennio, di ricerca tecnica e artistica, rientra in Italia, inizialmente a Roma dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti che frequenterà e nella parte conclusiva a Venezia dove consegue il diploma Magistrale in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo, indirizzo Pittura. Nel 2019 sostiene con successo gli esami di antropologia e psicologia.
Vive e opera a Venezia. Ha esposto in Italia e all’estero in mostre collettive e personali.

Per maggiori informazioni: www.scoppafederica.com – www.artef19.com

Email: [email protected], L’artista è presente su: Facebook, Pinterest, Instagram, Linked’in.

Testo Critico:
di Arpinè Sevagian “Tra contemporaneità e classicismo”

Federica Scoppa lavora alle sue opere cercando di filtrare ogni intento di soggettività, evitando sistematicamente ogni ricorso a uno stile che la possa circoscrivere in modo definitivo. Non può essere classificata come artista figurativa per via del suo ampio repertorio di tecniche e generi. Potrebbe essere considerato eclettismo, invece è un allenamento continuo che le impedisce di ristagnare in un ambito limitato e protetto per evolvere costantemente. Ad esempio, le opere caratterizzate da note colorate regolari sembrano avere la funzione di un esercizio visivo e al contempo di raffreddare l’impulso irrefrenabile al gesto stesso.

Federica Scoppa ha fatto della natura un punto di riferimento a cui guardare sempre. La sua arte si può leggere infatti come una forma di paziente indagine sul mondo, tesa a stabilire nessi e a cercare risposte alle domande ultime che ogni circostanza porta con sé, prendendo spunto per i suoi soggetti dalle vicende che la storia o la società attuali offrono. È una pittura che scende in campo per interrogare e interrogarsi senza la pretesa di proclamare alcunché ma, al contempo, senza censurare nulla. Entrando in scena ci avverte dunque che l’ultima parola non è ancora stata detta e che nessun aspetto della realtà può essere trascurato ma va affrontato con lealtà e in profondità.

Federica Scoppa usa materiali eterogenei (naturali ed artificiali) che, persa la loro forma statica ed oggettuale originaria, sfrutta per le loro intrinseche possibilità di trasformazione. Considera infatti il tratto contemporaneamente cosa e segno, riaprendo così la via al rapporto dell’arte con una realtà che non è più quella gestuale dell’action painting, isolata ed individuale, né quella astratta dell’arte informale, ma che ha come riferimento la materia vera e propria.
La “poetica della materia” è alla base della pittura materica: l’artista applica sul quadro strati spessi e rugosi di colore in modo che l’effetto ottenuto possa assumere il carattere di una solidità quasi scultorea. Si tratta di un tipo di pittura dal procedimento complesso in cui si calcola attentamente l’equilibrio compositivo del quadro cercando di valorizzarne al massimo le caratteristiche della superficie. Il suo interesse non è rivolto tanto alla forma rappresentata o al gioco delle tinte, si focalizza piuttosto sulla trama e sul colore della materia, cercando al contempo di salvaguardare l’armonia complessiva dell’immagine. Con questo procedimento Federica Scoppa sonda le potenzialità energetiche ed evocative della materia nuda e cruda e del tutto autonoma, svincolata da un’immagine.
La sostanza pittorica che sembra sospesa nel vuoto diventa quindi metafora di una ricerca esistenziale. Una ricerca rivolta a scoprire qualcosa di genuino da poter opporre alla desolante mancanza di certezze.

Testo Critico:
di Laura Panetti sulle “Visioni”, nel suo testo critico “Tra sorpresa e movimento”

L’arte è il mezzo che al meglio riesce a colmare lo iato tra la cultura scientifica e umanistica, dando ad entrambe risposte riguardo l’esistenza umana. Il potere altamente comunicativo dell’arte, frutto del lavoro specializzato delle sinapsi neuronali, riesce a velocizzare il processo della memoria, fondamentale per la comprensione del mondo e della nostra identità personale: noi siamo così perché impariamo e ricordiamo.

La serie Intrecci di Federica Scoppa può essere ricondotta a un riduzionismo artistico in cui l’immagine è scomposta nei soli elementi essenziali di forma, linea, colore e luce e, come tutta l’arte del XIX secolo che rompe con la tradizionale visione del mondo, riesce a evocare nel rapporto reciproco di forme, spazi e colori un senso più immediato di serenità, di ansia e di esaltazione. La concezione di riduzionismo non banalizza la nostra percezione di prospettiva e di colore, ma ci consente di cogliere in modo isolato quella componente essenziale di un’opera che riesce a stimolare la nostra immaginazione. L’opera d’arte è incompleta senza il coinvolgimento percettivo ed emotivo dell’osservatore: siamo noi a interpretare ciò che vediamo sulla tela aggiungendo senso all’immagine; siamo noi grazie al lavoro sinaptico dei neuroni ad “intrecciarci” con il lavoro dell’artista.

Ogni immagine potente è anche intrinsecamente ambigua perché sorge dalle esperienze e dai conflitti del suo autore e chi le ammira li intreccia ai propri. Di fronte alle opere astratte la partecipazione dell’osservatore risulta di maggior impegno rispetto a un’opera figurativa. La difficoltà risiede proprio nel fatto che il cervello deve prendere l’informazione incompleta e decostruita che riceve dagli occhi e completarla, ricodificarla sulla base delle regole della propria esperienza di vita. Gli Intrecci di Federica, anche se apparentemente privi di significato, sono in grado di creare una ricca rete di significati che ognuno di noi può interpretare, confermando implicitamente quanto detto dallo storico dell’arte austriaco Ernst Gombrich, e cioè che “il mondo così come lo vediamo è un costrutto edificato lentamente da ognuno di noi in anni di esperienza”.

Come riuscire a entrare in contatto con gli Intrecci dipinti dall’artista? Questi lavori sono gesti che Federica Scoppa ha compiuto, le linee che governano le opere rappresentano per lei delle forze guida che a volte si trovano in opposizione nel corso della vita: il positivo e il negativo, la dinamica e la statica, il maschile e il femminile. Guardando queste opere, il turbinio di azioni compiute da queste forze opposte fanno sì che gli occhi dello spettatore siano costretti a muoversi intorno alla tela, senza trovare mai pace in un continuo senso di sorpresa e di movimento.

L’artista esprime così il proprio ideale di armonia universale. L’azione umana deve essere sempre spiegata in termini di interazione tra stati mentali e situazioni sociali, non può esserci divisione tra forma e contenuto: l’atto del vedere è condizionato dalle particolari circostanze in cui si è trovata l’artista e in cui ci troviamo noi. La possiamo chiamare memoria sociale poiché sia la mente dell’artista che quella dell’osservatore sintetizzano spontaneamente immagini e ricordi di forme preesistenti. Federica Scoppa ha ben contestualizzato le sue opere in un mondo così refrattario ai sentimenti e riluttante nel dimostrarli che l’unica via per arrivare al suo animo è proprio l’arte.
In queste opere trovano espressione gli intrecci di emozioni, di passioni ben radicate e di sensazioni che l’essere umano riesce molto spesso a nascondere anche a sé stesso. I sentimenti sono l’elemento essenziale che ci porta al fondamento dell’armonia universale: l’intreccio dell’umanità.

Cenni Storici GARD, Galleria Arte Roma Design, nasce nel 1995 con una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo per un eco-design ed un’eco-arte che rispetti l’ambiente-mondo e l’ambiente-uomo. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma. Spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali, tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. Non manca mai in questi anni, la volontà e la grinta che l’ha sempre contraddistinta. Dopo un percorso di ricostruzione e di ripresa emotiva durato tre anni, GARD può finalmente riaprire nel novembre del 2014, con un numero minore di sale, ma con la qualità e l’originalità che da sempre la contraddistingue. E infatti, questo spazio torna con effetto immediato a rappresentare un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Oggi sono circa mille le figure che operano nel settore artistico, tra architetti, designer, artisti e artigiani, che partecipano a rendere GARD unica a Roma.
DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design – Via Dei Conciatori 3/i (giardino interno) M Piramide

INAUGURAZIONE: Sabato 14 Dicembre 2019 dalle ore 17.00

DURATA ESPOSIZIONE: Da sabato 14 Dicembre 2019 a sabato 11 Gennaio 2020

ORARI: Domenica 15 DICEMBRE 2019 orari 11,00 – 17,00, Finissage 11 GEN 2020 – orari 11,00 – 17,00
(aperture straordinarie nei fine settimana su appuntamento 3298033490)

INGRESSO: libero – Info tel: +39 340.3884778 – +39 3298033490
Info mail : [email protected], [email protected]

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Eni fotovoltaico organico, adattabilità e alto grado di sperimentabilità

Dal Centro Ricerca Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara al MIT di Cambridge passando per il finlandese VTT: viaggio lungo strada dell’innovazione per il fotovoltaico organico

Fotovoltaico organico tra celle stampabili e impianti gonfiabili

Leggero, flessibile, economico, personalizzabile e a basso impatto: sulla carta il fotovoltaico organico (Organic PhotoVoltaics – OPV) ha caratteristiche invidiabili. E nonostante l’efficienza di conversione non sia ancora a livello delle tradizionali celle al silicio e delle altre tipologie di fotovoltaico a film sottile, da pochissimo tempo è riuscito a farsi strada nel mercato solare. Al netto dei problemi di resa e stabilità, infatti, la tecnologia organica offre benefici unici che continuano a nutrirne l’appeal anche sul fronte dei costi. Il settore ha messo a punto soluzioni che rendono estremamente semplice ed economica non solo la produzione ma anche il trasporto in zone impervie e l’installazione: lì dove il silicio mostra rigide e pesanti celle nere o blu, il fotovoltaico organico può contare su paste, pellicole, soluzioni liquide o veri e propri inchiostri solari, arrivando in alcuni casi a risparmiare fino al 90 per cento in peso di materiale rispetto la controparte inorganica.

L’adattabilità e l’alto grado di sperimentabilità rendono oggi questa tecnologia un popolare campo di ricerca. Campo a cui partecipa a pieno titolo anche l’Italia. Il Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara lavora dal 2007 sul solare avanzato in collaborazione con diverse accademie italiane ed estere, incluso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) statunitense. In questi anni il progetto condotto nell’Istituto piemontese – uno dei più prestigiosi centri di ricerca industriale in Europa –ha portato alla realizzazione di innovativi moduli fotovoltaici organici, grazie anche della collaborazione con il VTT Technical Research Centre of Finland, il CNR e numerose università italiane. L’obiettivo? Realizzare pannelli economici e versatili che facilitino da un lato l’integrazione del OPV in edilizia e dall’altro l’elettrificazione di aree remote e difficili da raggiungere.

Nel Centro ricerche Eni di Novara è appena entrato in produzione un impianto pilota per la stampa di rulli di OPV. Nel caso dell’Organic PhotoVoltaics, infatti, tutti gli strati della cella possono essere prodotti in soluzione ad atmosfera e temperatura ambiente, utilizzando tecniche di stampa roll to roll molto simili a quelle che si usano per le riviste a colori. In altre parole, questa tecnologia non richiede complicate fasi di deposizioni di vapore né particolari condizioni ambientali. Ciò offre dei diretti vantaggi economici ed ambientali e il risultato è un dispositivo flessibile, leggero, robusto e ultrasottile in grado di assumere qualsiasi forma e su cui è possibile progettare disegni illimitati: può essere stampato su sottili rotoli di plastica, che possono piegarsi o curvarsi attorno alle strutture, essere incorporato nei tessuti per indumenti o accessori o applicato sui materiali edilizi per trasformare finestre e facciate di un edificio in centrali solari integrate. Un’altra opzione, su cui sta lavorando il Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente, interessa l’applicazione delle celle polimeriche nella sensoristica di un sistema elettrico, nell’ambito dell’Internet Of Things. La soluzione fa leva su una delle grandi capacità del fotovoltaico organico, ossia quella di riuscire a lavorare anche con la luce diffusa negli ambienti interni, rivelandosi pertanto una funzionale fonte d’alimentazione indoor.

Gli ultimi trend di settore hanno sfruttato la leggerezza e flessibilità del fotovoltaico organico per realizzare impianti d’emergenza mobili, facilmente trasportabili in quelle aree remote del pianeta senza accesso all’elettricità o in situazioni di emergenza al verificarsi di grandi calamità. In questo filone di ricerca si inserisce anche il lavoro svolto da Alessandra Cominetti presso il Centro piemontese. Cominetti, assieme al suo team, ha perfezionato la tecnologia dei pannelli solari organici (Organic PhotoVoltaics, OPV) applicandola a un sistema gonfiabile.

Il risultato è una struttura di forma prismatica, dal peso estremamente ridotto e dal facile utilizzo: basta trasportare il kit – inserito in uno zaino – dove necessario, aprirlo per attivare i moduli solari OPV, gonfiarlo con l’aria usando la pompa elettrica alimentata dai moduli stessi e orientarlo nella posizione migliore per la ricezione dei raggi solari e la produzione immediata di elettricità. L’impiego non richiede alcuna preparazione tecnica da parte degli utenti. Inoltre, la struttura gonfiabile è stata concepita per permettere all’impianto di essere ancorato a terra semplicemente inserendo un peso (sassi, sabbia, acqua) nella tasca di cui è dotato oppure, tramite ormeggio, può essere posto sull’acqua a galleggiare. La ricerca sul fotovoltaico organico gonfiabile ha fatto meritare alla scienziata il prestigioso premio dedicato ai giovani innovatori con meno di 35 anni promosso da MIT-Technology Review Italia e dalla Bologna Business School dell’Università di Bologna.

Rinnovabili.it
Redazione
http://www.rinnovabili.it

FonteRinnovabili.it

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SHOPPER PERSONALIZZATE PER NEGOZI: SCEGLIERE RIFIPACK

Sono sempre più diffuse nei negozi di ogni tipo, dato che si tratta di un modo efficace per fare pubblicità alla propria azienda e che sono diversi i vantaggi che questo strumento di marketing offre. Per usufruirne, tuttavia, devi capire che le shopper personalizzate per negozi non servono solo a trasportare gli acquisti fatti, ma sono oggetti che finiscono in mano al cliente e permettono di stringere con lui una relazione stretta.

Infatti, il motivo per cui i negozi realizzano le borse personalizzate è mostrare il logo in città, usando come canale la persona che esce dal negozio, che diventa un testimonial gratuito agli occhi di passanti, amici e parenti. Tuttavia questo è solo uno dei vantaggi che la shopper porta alla tua azienda.

Shopper personalizzate per negozi: alcune domande iniziali da farsi

Oggi si trovano buste personalizzate di diversa forma, colore e materiale e decidere quali produrre è un passaggio importante, per questo ti consigliamo di rispondere ad alcune domande per la scelta della shopper personalizzata per negozio:

  • chi è il mio cliente?
  • quali sono i prodotti più acquistati?
  • quali sono le aspettative dei clienti?
  • come si può spingerlo a tornate in negozio?

Da queste brevi indicazioni avrai un quadro di marketing completo in cui muoverti, ma soprattutto avrai gli elementi per rispondere alla domanda principale: perché voglio produrre buste personalizzate per il mio negozio?

Solo tu, infatti, conosci la motivazione per cui affidare alle shopper bag personalizzate alcuni compiti del marketing, come il passaparola, ma non solo. Potrai, infatti:

  • rendere più visibile il tuo marchio;
  • pubblicizzare le novità;
  • far parlare del tuo brand con un messaggio provocatorio;
  • raccontare l’attenzione all’ambiente;
  • soddisfare la voglia di bellezza della gente con belle immagini;
  • comunicare sconti e saldi promozionali;
  • invitare i clienti a un’inaugurazione o ad un evento nel tuo negozio.

Buste personalizzate: le scelte da fare

Una volta che hai deciso di investire in una busta personalizzata, sono tante le decisioni da prendere. Vediamo quali sono.

  1. Materiale delle buste shopper personalizzate 

Parlare di materiale della busta personalizzata significa scegliere se utilizzare:

  • carta;
  • plastica;
  • tessuto TNT;
  • juta.

Prendere la migliore decisione significa allinearsi alla personalità del tuo negozio, dato che il packaging sarà diverso per un punto vendita casual, chic, da signora, da uomo o da bambino.

  1. Misura e formato delle shopper personalizzate per negozi

Ogni negozio avrà le sue shopper personalizzate economiche a seconda dell’oggetto e del prodotto che devono trasportare. Vediamo alcuni dei formati più diffusi:

  • 54×45 per scarpe e giacche;
  • 36×41 per pantaloni, maglie e la camiceria;
  • 26×35 cm per le maglie e i pantaloni dei più piccoli;
  • 22 x 29 cm per tutti gli accessori, l’intimo e i piccoli capi.
  1. Accessori e dettagli della shopper personalizzata per negozio

Ogni busta personalizzata va curata in ogni dettaglio e anche per quanto riguarda gli accessori, ad esempio i manici che possono essere più o meno robusti a seconda del prodotto da trasportare. Ad esempio, la busta per un supermercato deve essere tale da non rompersi in mezzo alla strada.

Molte ditte di cosmetici, invece, producono borse personalizzate con la zip ideali per il mare e conservare creme per il sole e doposole.

Non una, ma tante diverse shopper personalizzate per negozi

Ora che sai perché vuoi realizzare una shopper per il tuo negozio e come la vorresti, potrebbe interessarti la valutazione di alcuni dettagli particolari per differenziarti dai competitor.

Busta shopper bio

Sono le shopper più amate dai clienti che fanno attenzione alla sostenibilità ambientale, con le borse di cotone e il materiale più usato è la carta riciclata KRAFT. Queste buste personalizzate hanno costi accessibili a tutti e raccontano il valore dell’azienda.

Shopper di lusso

Sono perfette per le boutique ed i negozi più eleganti e si tratta di shopper caratterizzate da:

  • materiali di qualità;
  • cuciture rifinite;
  • accessori eleganti e grafica studiata nel minimo dettaglio.

Si tratta, in questo caso, di un investimento superiore ma necessario per parlare ai tuoi clienti nella loro lingua.

Shopper tematiche

Non mancano i negozi che puntano sulla creatività e realizzano buste a tema per Natale e per le altre festività oppure per i saldi, che possono essere comunicati sulla facciata in modo più efficace del volantino, dato che la busta sarà conservata più facilmente.

Ora che conosci tutte le opzioni possibili ti invitiamo a visitare il sito Rifipack per ordinare le tue shopper personalizzate per negozio.

Rifipack | Shopper online Personalizzate | Shopper Personalizzate

 

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ISRAEL “JUST BE IN A GOOD MOOD” è il nuovo singolo del caleidoscopico artista

Un sound catchy trascinante dà nuova vita alla pop-dance anni ’90 nel brano del cantante e ballerino oriundo italiano.

 

Guarda il video su YouTube

 

Radio date: 18 ottobre 2019

Etichetta/Distribuzione digitale: IDM

 

BIO

Francesco Di Leone in arte Israel, oriundo italiano, nasce ad Addis Abeba (Etiopia) il 20 settembre del 1966. 

Vive sin dall’età di nove anni a Monterubiaglio, una frazione di Orvieto in provincia di Terni e, dopo sei anni, si trasferisce a Roma. Studia danza da autodidatta e nello stesso periodo si dedica alla scrittura di testi musicali, componendo e arrangiando canzoni presso vari studi di registrazione. È sempre stato influenzato da diversi generi musicali, tra cui: il soul, il funky, il reggae, l’R&B e l’afrobeat. Dopo una gavetta fatta di live in giro per l’Italia pubblica il singolo JUST BE IN A GOOD MOOD, in radio dal 18 ottobre 2019.

 

Contatti e social

Facebook https://www.facebook.com/israelfunky/

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Quando Chiamare un Pronto Intervento Idraulico è Urgente

Il servizio di pronto intervento idraulico può essere provvidenziale in tutti quei casi di guasto all’impianto idraulico in cui un intervento urgente può evitare o limitare i danni alla casa o a qualsiasi altro edificio o oggetto in essi presente.
Le aziende come HM Service che offrono un pronto intervento idraulico Pisa, Siena, Livorno e nel resto della Toscana sono organizzate per rispondere sempre alle richieste in ogni momento del giorno e della notte e in ogni giorno dell’anno compreso i festivi o i periodi di ferie-
Ogni chiamata di intervento urgente sarà gestita nel modo più veloce e professionale in modo che già da questa potranno essere annotate le informazioni necessarie a pianificare il pronto intervento idraulico nel modo più adatto alle specifiche esigenze di intervento.
Una volta ricevuta la richiesta e stabilito con il cliente l’intervento da fare ed un costo la azienda provvederà a mandare nel più breve tempo possibile un idraulico professionista a cui saranno già comunicate le informazioni ricevute in merito al guasto.
In questo modo l’idraulico che interverrà con la massima urgenza potrà già farsi un’idea e attrezzarsi in modo adeguato per risolvere il guasto nel modo più veloce possibile garantendo allo stesso tempo la qualità della riparazione.
Per quanto riguarda il costo il servizio di pronto intervento idraulico ha un costo fisso di chiamata maggiore a quello di un intervento programmato, per questo motivo al momento della chiamata sarà deciso insieme al cliente se la riparazione sia veramente urgente per il pericolo di eventuali danni alla casa o se potrà rientrare nella lista degli interventi programmati.
Per questo motivo è bene sapere quando è importante se non fondamentale attivare la procedura del pronto intervento idraulico: un intervento idraulico è veramente urgente nei casi in cui si abbia a che fare con specifiche situazioni che stanno provocando danni o ne possono provocare se non si interviene.
Nello specifico situazioni che si possono ritenere urgenti sono:
Perdita di acqua in corso dalle tubazioni dell’impianto
Tubi o scarichi intasati
Allagamenti o infiltrazioni
Elettropompa guasta
Bassa pressione dell’acqua
Nel caso si abbia a che fare con problematiche di questo genere può essere utile richiedere il servizio di pronto intervento idraulico urgente in quanto si potrebbero verificare danni imminenti alle strutture della casa o dell’edificio e agli oggetti presenti in essi.

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La separazione ed il divorzio non sono mai facili per un figlio

La separazione ed il divorzio non sono mai facili per un figlio

Ci sono vari modi con cui i due coniugi si separano ma la via meno dolorosa, è di sicuro quella della separazione consensuale. Rivolgersi ad un avvocato diritto di famiglia Brescia, di Milano o Ancona, significa chiedere la consulenza di un esperto il cui compito, è quello di salvaguardare il benessere dei figli prima ancora del benessere dei due coniugi.

Molte volte i due partner ormai ai ferri corti, sembrano in una vera e propria gara provando sempre a danneggiare l’altro, dimenticandosi dei propri figli.

Quali sono i 4 principi che bisogna rispettare per il benessere dei bambini?

  • Il primo principio riguarda quello di ritenere le condizioni dei bambini e dei ragazzi prioritarie rispetto a quelle degli adulti. Il dovere della normativa di uno Stato deve essere quello di garantire questo diritto, già presente nella Convenzione ONU sui diritti del Fanciullo;
  • Il secondo principio riguarda il diritto di ogni bambino di crescere con la propria famiglia. Proprio per rispetto di questa norma è stato introdotto il concetto di “bigenitorialità”, che prevede entrambe i genitori responsabili in egual modo nella crescita di un minore. Di conseguenza, l’affidamento dei minori viene predisposto nella modalità “paritario alternato”. Il bambino passerà lo stesso numero di giorni con entrambi i genitori a settimane alternate, comportando quindi un mantenimento diretto;
  • Il terzo principio riguarda la protezione di un bambino il cui genitore non è in grado di garantirgli la soddisfazione dei bisogni di crescita. Se un genitore è carente dal punto di vista affettivo o può compromettere la crescita del minore, viene allontanato tramite l’affidamento esclusivo all’altro genitore;
  • Il quarto principio prevede il controllo sul rispetto delle normative che regolano il sistema di protezione dei minori.

Come funziona un divorzio?

In seguito ad una separazione, se i due coniugi non trovano un accordo, è necessario procedere per vie legali attraverso un processo legale di Divorzio. In tal caso, bisogna rivolgersi ad un avvocato di fiducia che li segua durante la convocazione in Tribunale.

In alcuni casi, è previsto il “divorzio breve”, che si effettua in Comune. È comunque una scelta saggia rivolgersi prima ad un legale, per evitare fraintendimenti e problematiche future.

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Piegatura lamiera – Franchino Srl

Attraverso materiali ferrosi, in modo più specifico le lamiere, è possibile ottenere una vasta gamma di prodotti a seconda di come il metallo viene tagliato o piegatura.

Tipi di Piegatura

Esistono molti modi per deformare e sagomare una lamiera, come:

Calandratura

Uno dei metodi più conosciuto per deformare il metallo è la Calandratura, un tipo di lavorazione usata in carpenteria. Questo tipo di lavorazione è possibile solo grazie alla Calandra, composta da tre rulli riscaldati di solito o in acciaio o in ghisa, mossi da un motore che permette ai rulli di girare. Quando i fogli di metallo vengono posti all’interno, grazie alla curvatura dei rulli il metallo si deforma e si modella a seconda della vicinanza tra di essi. Ovviamente il metallo si deforma seguendo un “percorso” prestabilito attraverso un processo di progettazione del pezzo, arrivando a creare coni, condotte metalliche, cilindri e anche sagomature di sezioni trasversali. Il tipo di metallo utilizzato è molto importante sceglierlo con cura, poiché da esso può dipendere la buona riuscita di un pezzo; infatti ci sono metalli più adatti ad esempio per la piegatura in aria come le lamiere più spesse e metalli più adatti alla Piegatura a fondo cavo in cui è più adatta una lamiera sottile e malleabile.

Piegatura in aria

Permette di piegare lamiere anche di grosso spessore e ottenere angoli diversi ma con una maggior difficoltà a trovare la giusta penetrazione del puntone.

Piegatura a fondo cavo

Sicuramente di maggior precisione e di ripetibilità più costante ma con necessità di applicare una maggior forza.

Curvatura Profilata

La curvatura dei profilati avviene attraverso appositi macchinari che impiegano tecniche avanzate di precisione, per deformare il materiale e conferirgli una determinata curvatura in base a parametri specifici. Anche di grandi sezioni.

Pressopiegatura

Con l’impiego della pressa piegatrice il materiale viene sottoposto a una deformazione, così da ottenere semilavorati piani, a “U” o a “V”, a seconda che in corrispondenza della piega si presenti o meno un angolo di raccordo.

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L’innovativa idea di scuola di FME Education: MyEdu School

FME Education, Editore italiano attivo da anni nel settore della didattica e delle nuove tecnologie, permette ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado di “Imparare divertendosi!”. Grazie ai contenuti digitali autorevoli e alla tecnologia, nell’anno scolastico 2019/2020 il progetto MyEdu School ha già coinvolto 18 scuole provenienti da tutta Italia.

FME Education

FME Education e il progetto MyEdu School

MyEdu School è l’iniziativa promossa da FME Education per le scuole primarie e secondarie di primo grado, un progetto che esprime l’idea di scuola che l’Editore ha costruito nel corso degli anni: utilizzare creatività e tecnologia per supportare l’apprendimento dei giovani e l’insegnamento dei docenti. L’anno scolastico 2019/2020 ha già visto per il solo mese di settembre la partecipazione al progetto di ben 18 scuole, distribuite uniformemente in tutta Italia: Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. In queste regioni, MyEdu School introdurrà le nuove tecnologie all’interno delle scuole, facendo uso del digitale durante le lezioni quotidiane. Per ogni istituto comprensivo sarà installata gratuitamente una classe virtuale dotata di dieci tablet personalizzati, al cui interno i docenti e gli alunni potranno trovare contenuti digitali, seminari di formazione e laboratori didattici.

FME Education: l’esperienza didattica nella tecnologia

FME Education è un Editore che progetta e realizza contenuti digitali per lo studio e la formazione, la cui idea di scuola è legata alla convinzione che curiosità e coinvolgimento rappresentino le condizioni necessarie agli studenti nel processo d’apprendimento. I contenuti dell’Editore, infatti, sono realizzati con una cura particolare verso la componente ludodidattica, capace di coinvolgere lo studente per mezzo di giochi, esplorazioni, sfide ed enigmi. FME Education pone la scuola e la famiglia al centro del proprio mondo, consapevole che questi sono i due luoghi principali in cui si sviluppa il processo educativo dei giovani. Per questo, le offerte realizzate sono studiate su misura e comprendono: MyEdu School, il progetto completo per una didattica digitale in classe; MyEdu Family, l’ambiente didattico per i compiti e lo studio a casa; MyEdu Plus, il sistema integrato a disposizione dell’insegnante; Encyclomedia Online, la piattaforma digitale ideata e diretta da Umberto Eco.

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Il trasporto marittimo e la globalizzazione secondo Frabemar

Per l’essere umano il mare è da sempre sinonimo di comunicazione: Frabemar, protagonista del trasporto marittimo nell’Africa occidentale, da sempre vive la sua mission aziendale senza perdere di vista il legame tra logistica e opportunità della globalizzazione.

Frabemar Srl

Mare e globalizzazione: la funzione del trasporto marittimo per Frabemar

Lo scambio è un bisogno insito nei popoli fin dall’antichità: per questo motivo dal 1965 Frabemar, azienda di trasporti marittimi, ha come mission l’ottimizzazione del trasferimento di beni e servizi. Secondo l’azienda, infatti, la logistica via mare è un tassello fondamentale del fenomeno della globalizzazione: senza gli scambi marittimi probabilmente sarebbe stata impensabile la stessa evoluzione dell’umanità. Il mare continua quindi ad essere il fulcro attorno al quale si muove il commercio mondiale: basti pensare che, attualmente, il 90% dei beni consumati nei Paesi occidentali viene trasportato su navi, grazie sia al continuo abbattimento dei costi di trasporto che alla riduzione delle tempistiche. La tecnologia, che ha fatto passi da gigante anche nella cantieristica, ha fatto il resto. Ma non si tratta solo di merci: Frabemar ritiene che il trasporto marittimo influenzi non solo le economie dei Paesi, ma che abbia un ruolo fondamentale nello scambio tra identità e culture diverse, una responsabilità sociale che coinvolge il mondo intero. Per questo motivo, punta sulla qualità dei servizi, grazie soprattutto al proprio Dipartimento di nuove tecnologie: garantendo scambi sempre più sicuri ed efficienti, l’azienda vuole essere parte attiva e propositiva nel processo di globalizzazione in atto.

Frabemar, da oltre 20 anni nel mare africano

Franco Bernardini vantava un’esperienza di circa 30 anni nel settore marittimo quando decise di fondare Frabemar Srl nel 1995, dopo che diversi Armamenti di Stato del West Africa avevano interrotto le attività a causa delle liberalizzazioni dei diritti marittimi. L’azienda nasce quindi con un know-how nel trasporto marittimo già fortemente sviluppato, in particolare nell’area dell’Africa occidentale. Fin da subito Frabemar ha potuto quindi spostare il suo raggio d’azione sulle spedizioni internazionali, aprendo poi divisioni di Trading internazionale e Chartering di M/N. Il legame dell’azienda con il continente è saldo e si esprime anche oltre la logistica: il dipartimento di tecnologie già citato ad esempio è molto attivo nel campo della connessione satellitare in Africa, mentre da oltre due anni è stato creato un Dipartimento Formazione tenendo conto proprio degli aspetti peculiari della logistica continentale.

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La letteratura horror ripercorsa da Federico Motta Editore

Federico Motta Editore è una Casa Editrice nata nel 1929. Durante gli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti per la qualità delle sue opere, per l’innovazione, per l’autorevolezza guadagnata grazie alle collaborazioni prestigiose. All’interno di “Historia. La grande storia della civiltà europea”, sono contenuti anche dei saggi sulla letteratura dell’orrore.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: un breve excursus sull’horror in letteratura

Magioni infestate, mostri, zombi, luoghi sperduti e mal illuminati: sono le chiavi dei racconti dell’orrore, amati da tanti, sempre più diffusi soprattutto in concomitanza con la festa anglosassone di Halloween. Anche Federico Motta Editore se ne è occupata: la letteratura dell’orrore ha radici antiche e ha conquistato particolare fortuna nella moderna storia dell’editoria. Il genere nacque alla fine del Settecento in Francia e in Inghilterra. Tra i primi romanzi gotici inglesi vanno annoverati classici come “Il castello di Otranto” di Walpole, “Il monaco” di Lewis e “I misteri di Udolpho” di Ann Radcliffe. Il genere raggiunse però la sua maturità con “Frankestein” di Mary Shelly, pubblicato nel 1818 e in assoluto tra i romanzi dell’orrore più apprezzati di sempre. L’anno successivo vede la luce nelle librerie “Il Vampiro” di William Polidori. Per approfondire l’argomento, sono disponibili dei saggi contenuti nel volume dedicato all’Ottocento di “Historia. La grande storia della civiltà europea”, pubblicata da Federico Motta Editore. Per quanto riguarda i giorni nostri, Stephen King rimane l’indiscusso maestro del genere, tra gli autori più apprezzati e venduti nel mercato editoriale mondiale. Il suo successo va ben oltre la letteratura, basti pensare alle trasposizioni cinematografiche e alle serie tv tratte dai suoi romanzi che hanno appassionato il pubblico negli ultimi anni.

Federico Motta Editore: la storia e i riconoscimenti

Federico Motta Editore nasce nel 1929 con il nome di “Clichè Motta”. Nel corso degli anni, la Casa Editrice si è affermata grazie all’attenzione verso l’innovazione, la qualità delle opere pubblicate e il valore generato che ha permesso al marchio di affermarsi nel settore. Tra i numerosi riconoscimenti, vanno ricordati il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2010, il Premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007 e l’Ambrogino d’Oro nel 1980. Negli anni le opere pubblicate spaziano dall’editoria per ragazzi (MottaJunior) alle collane di architettura fino alle riviste di moda. L’impegno per innovare costantemente il settore è evidenziato da strumenti rivoluzionari come le Tavole Transvision, il Sonobox, fino all’utilizzo delle VHS e dei CD-Rom in allegato ai volumi. Con l’arrivo del web infine, Federico Motta Editore ha implementato, tra le altre novità, l’Enciclopedia Motta con Internet TV. Il marchio si è affermato nella sua autorevolezza grazie a diverse collaborazioni con personalità rilevanti quali Umberto Eco e Margherita Hack, nonché con realtà importanti quali Telecom, Telefono Azzurro, Rai, Zecchino d’Oro, Disney e Il Corriere della Sera.

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L’Aeroporto di Trieste entra nel network aeroportuale del fondo F2i

Renato Ravanelli ha commentato i futuri progetti di F2i in ambito aeroportuale: il Fondo ha di recente acquisito, attraverso 2i Aeroporti, il 55% del capitale dell’Aeroporto Friuli Venezia Giulia. La Regione continuerà invece a detenere il restante 45%.

F2i

F2i nel mondo degli aeroporti

"Lo scalo di Trieste è un tassello molto importante nella nostra strategia di sviluppo di un network indipendente di aeroporti in Italia": è il commento di Renato Ravanelli, alla guida di F2i. Di recente, il fondo ha investito in Friuli Venezia Giulia acquisendo la maggioranza dell’aeroporto Ronchi dei Legionari (Trieste), una vera e propria porta sull’Europa dell’Est e uno snodo commerciale importante per i traffici che provengono dall’Asia. 2i Aeroporti (società controllata da F2i) ha rilevato per 32,8 milioni di euro il 55% del capitale di Aeroporto Friuli Venezia Giulia, mentre la Regione continuerà a detenere il restante 45%. F2i controlla, con una quota del 51%, 2i Aeroporti, la più grande piattaforma di scali italiani che detiene quote di maggioranza o di rilievo nelle società di gestione degli aeroporti di Napoli, Torino, Alghero, Milano (Linate e Malpensa), Bologna e, indirettamente, Bergamo. Per il periodo 2020-2023 sono in programma investimenti per 30 milioni, di cui la metà verranno impiegati nel potenziamento delle infrastrutture di volo e 11 milioni nel miglioramento dei terminal. Tra gli obiettivi principali, spicca il potenziamento e lo sviluppo dei collegamenti verso l’Italia e l’estero.

F2i: la storia e il percorso professionale dell’Amministratore Delegato Renato Ravanelli

F2i – Fondi Italiani per le infrastrutture è una SGR (Società di Gestione del Risparmio). Costituita nel 2007, è al centro della creazione del più grande fondo chiuso in Italia, nonché uno dei maggiori d’Europa. Il Fondo ha tra i propri azionisti alcune delle principali banche italiane, Istituzioni, Istituti di credito, Fondazioni bancarie e Casse di previdenza. Il Primo fondo di F2i è stato autorizzato dalla Banca d’Italia nell’agosto 2007 e ha raccolto 1.852 milioni di euro investiti in vari comparti infrastrutturali. Il Secondo Fondo è stato avviato nel luglio 2012, mentre il terzo, che ha assorbito le partecipazioni del Primo Fondo, ha preso avvio nel 2017. Attualmente F2i è guidata dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli: milanese, laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica di Milano, ha esperienze consolidate nel settore delle infrastrutture, delle assicurazioni e delle utilities. Ha svolto incarichi da macroeconomista e financial analyst. Nel 2008 Direttore Generale della multiutility A2A, è diventato nel 2014 Amministratore Delegato di F2i.

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UNITRE Milano: L’apprendimento della lingua inglese attraverso la musica

Venerdì 6 Dicembre 2019 dalle ore 15:00 alle ore 17:00 presso l’Auditorium UNITRE Milano in via San Calocero 16, si terrà la conferenza “L’apprendimento della lingua inglese attraverso la musica”, incontro di approfondimento organizzato dall’Università delle Tre Età, UNITRE MILANO, nell’ambito delle attività di carattere extraaccademico per l’anno 2019/2020.

A presentare la conferenza, a ingresso libero, sarà il Prof. Mauro Verdi dell’Università delle Tre Età di Milano. Parteciperà come relatore il Prof. Charles Goodger dell’Università di Bologna, autore e musicista, e fondatore del metodo FunSongs per l’apprendimento della lingua inglese attraverso le sue canzoni. Ascoltare e canticchiare le canzoni straniere permette di migliorare la lingua e l’intonazione senza sforzi, svolgendo un’attività divertente.

I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE MILANO rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari. Possono parteciparvi liberamente tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze nelle tematiche proposte, senza vincoli di età o di titolo di studio.

Per l’anno accademico 2019/2020, l’Università delle Tre Età UNITRE MILANO ha ampliato la propria offerta attivando oltre mille corsi e laboratori in tutti i campi d’interesse. Un fitto programma ricco di incontri, eventi e convegni sui più svariati ambiti culturali alimenta l’interesse verso materie tradizionali e contemporanee con un occhio di riguardo all’impiego del tempo libero. Accanto alle lezioni tradizionali non mancano momenti significativi di carattere extraaccademico quali conferenze, seminari, manifestazioni, rappresentazioni teatrali, musicali, artistiche, gite culturali, visite guidate, attività sociali-turistiche e di tempo libero, orientamento e counseling psicologico. Tutti gli eventi si svolgono a Milano nella sede di UNITRE Milano in via Ariberto 11 oppure nell’Auditorium in via San Calocero 16.

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Ecco come sostituire la vasca con un nuovo box doccia senza grattacapi.

Scopri perché è importante affidarsi a dei validi professionisti.

Negli ultimi tempi il servizio di trasformazione vasca in doccia è molto in voga. Questo è dovuto a delle motivazioni sia storiche che sociali: negli anni ’70 era quasi la regola installare vasche da bagno in tutte le case. Col tempo però ci si è accorti che mal si adattano ai ritmi frenetici della vita moderna, dove è senz’altro più pratico farsi una doccia veloce a fine giornata.

Quasi nessuno ha più il tempo di dedicare lunghi momenti ad un bagno rilassante, per ritrovarsi poi anche alla fine a dover pulire la vasca! Altre persone invece, con l’avanzare dell’età, devono fare i conti con una mobilità ridotta. Per costoro l’utilizzo della vasca diventa difficoltoso se non addirittura pericoloso perché fonte di possibili scivolamenti.

Questi sono i principali motivi che spingono molte famiglie a richiedere un intervento di sostituzione vasca con box doccia.

Il business della trasformazione vasca in doccia.

Molte aziende hanno perciò deciso di cavalcare l’onda del successo commerciale di queste specifiche richieste proponendo un servizio che in poche ore promette di smantellare la vecchia vasca da bagno sostituendola con un box doccia nuovo fiammante. Peccato che la velocità di questi interventi sia spesso a discapito della qualità.

Le aziende in questione propongono sovente i loro servizi con la modalità della televendita. L’utente, allettato dai prezzi estremamente bassi, telefona lasciando i propri dati per essere poi contattato da un venditore. In questa fase l’unico scopo dell’azienda è di perfezionare il contratto con una firma.

I lavori veri e propri verranno successivamente eseguiti da degli artigiani indipendenti, legati alla casa madre solo per l’incarico ricevuto. Spesso, per rispettare i tempi di consegna molto ristretti promessi, finiscono col terminare i lavori in maniera affrettata e approssimativa. Questo comporta che, in caso di problemi, sarà difficilmente reperibile lo stesso artigiano che ha eseguito il lavoro.

Ecco perché ci sono molti clienti scontenti…

Dalle molteplici recensioni negative presenti su internet si evince che il tallone d’Achille di questa tipologia di aziende è proprio il servizio post vendita. Non si contano le lamentele per lavori eseguiti male, richieste di assistenza a cui nessuno più risponde e ovviamente zero garanzie!

Come fare per non pentirsi della scelta fatta?

Per non trovarsi ad affrontare tutti questi inconvenienti è importante rivolgersi a dei professionisti affidabili e di comprovata esperienza, meglio se presenti da lungo tempo sul territorio, come EF Superfici di Costabissara (VI).

EF Superfici si occupa da ben 3 generazioni del settore pavimenti, rivestimenti e arredobagno a Vicenza e provincia ed esegue la sostituzione vasca con doccia con la massima maestria.

Un lavoro tanto delicato richiede la giusta dose di competenza: in EF Superfici sono tutti consapevoli che sostituire la vasca con doccia, così come qualsiasi ristrutturazione bagno, rappresenta una scelta non solo estetica ma anche pratica e funzionale. Così, oltre ad un sopralluogo preventivo dove si va a verificare l’effettiva possibilità di eseguire l’intervento, sono anche in grado di consigliare sui materiali più opportuni e lo stile che più si adatta ad ogni singola casa.

EF Superfici fornisce anche e soprattutto assistenza post vendita per permettere a tutti i clienti di godersi la stanza da bagno dei sogni in tutta tranquillità.

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Anelli con brillanti: tutto quello che c’è da sapere

Non c’è niente di più emozionante di una proposta di matrimonio: un momento unico e indimenticabile nella vita di ogni persona. 

Per far dire alla propria amata il fatidico si, serve il giusto anelli con brillanti per arricchire un avvenimento così emozionante. Inoltre esso rimane al dito della futura moglie come simbolo del fidanzamento ufficiale. 

Un brillante è per sempre, soprattutto quando si tratta di un anello di fidanzamento, perché si spera che una relazione duri in eterno. Ogni donna sogna un giorno che l’uomo desiderato le dedichi romantiche parole d’amore, si inginocchi e le chieda di sposarlo, porgendole un bellissimo anello con brillanti, puro come il sentimento che vi è tra due persone fortemente innamorate. 

Scegliere il giusto dono per far breccia nel cuore della propria amata è arduo, ma andando dai rivenditori specializzati o sui siti internet dei negozi di gioielleria il procedimento sarà molto più semplice: è sufficiente farsi ispirare dall’ampia gamma di anelli solitari e sicuramente sarà facile trovare quello ideale che riempia di gioia il cuore della propria fidanzata

 

Anelli di fidanzamento: consigli utili 

È importante fissare sin dall’inizio un budget: i gioiellieri sono molto abili a influenzare gli innamorati portandoli a scegliere il brillante di dimensioni maggiore.

In commercio sono presenti un’infinità di modelli tra i quali scegliere (oro bianco, giallo, rosa, platino ecc.), per questo è raccomandabile tenere in assoluta considerazione lo stile e i gusti della fidanzata: in questo modo essa sarà ancora più contenta e i suoi occhi brilleranno alla vista dell’anello che il proprio amato le ha regalato. A tal proposito può essere molto utile farsi accompagnare in gioielleria da una persona fidata che sappia consigliare al meglio. 

 

Attenzione alle certificazioni degli anelli con brillanti

Quanto si sta per compiere un acquisto di tale importanza, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista affettivo, è fondamentale verificare la presenza di una certificazione al fine di avere la certezza che si tratti di un diamante dal taglio brillante autentico. 

Un gioielliere che si rispetti deve assolutamente rilasciare il certificato di garanzia sulle pietre.

Le principali sono: il certificato rilasciato dall’Alto Consiglio dei Diamanti, HRD (Hoge Raad voor Diamant), quello IGI dell’International Gemological Institute e quello GIA del Gemological Institute of America. 

Tutte queste certificazioni hanno valore internazionale e ne testimoniano le caratteristiche fondamentali, ovvero peso, colore, dimensioni, taglio e purezza. 

Andando nello specifico il carato è l’unità di misura che indica il peso del diamante, non la sua dimensione. Il colore viene valutato mediante una scala che utilizza le lettere dell’alfabeto, dalla D alla Z (la lettera D corrisponde a pietre davvero rarissime in un cui vi è un’assenza di colore e i diamanti Z sono al contrario quelli con la maggiore presenza di colorazione gialla). La purezza attesta quanto esso sia privo o meno di imperfezioni interne, ossia quelle inclusioni naturali che possono avvenire durante il processo di cristallizzazione. Il taglio è la qualità che più di tutte conferisce al diamante gran parte della propria bellezza e ne esalta la sua brillantezza; si consiglia di optare per una pietra dal taglio brillante, che dona all’anello un tocco di classe ed eleganza. 

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Conoscere la normativa estera in materia di salute e sicurezza

Comunicato Stampa

Conoscere la normativa estera in materia di salute e sicurezza

Un corso a Brescia il 28 gennaio 2020 si pone l’obiettivo di fornire ai corsisti adeguate conoscenze sulla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei paesi esteri.

 

Non c’è dubbio che un’adeguata prevenzione e tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro non possa prescindere da una conoscenza adeguata di quanto prescritto dalla normativa in materia. Normativa che non solo richiede vari adempimenti da parte degli attori della sicurezza aziendale, ma che spesso fornisce anche i valori di riferimento per analizzare i rischi e specifiche indicazioni sulle modalità di prevenzione.

Tuttavia in un mondo del lavoro fluido, con la possibilità di spostamento da parte di aziende e lavoratori all’interno e all’esterno dell’Unione Europea, spesso la conoscenza della normativa di riferimento in materia di salute e sicurezza nei vari paesi non è facile.

Ricordiamo che anche a livello di Unione Europea le direttive stabiliscono le norme minime per la sicurezza e la salute sul posto di lavoro. E gli Stati membri sono liberi di adottare, mantenendo la conformità ai requisiti minimi comunitari, anche norme più severe per la tutela dei lavoratori.

 

Come riuscire a conoscere la normativa estera in materia di salute e sicurezza? Ci sono dei corsi che forniscono agli operatori queste importanti informazioni?

 

Il corso per conoscere la normativa estera

Proprio partendo dalla necessità di conoscere la legislazione dei vari paesi, in materia di sicurezza, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 28 gennaio 2020 a Brescia un corso di 8 ore in presenza dal titolo “La normativa estera in materia di salute e sicurezza”.

 

Il percorso formativo – rivolto ai manager HSE, ai Responsabili e Addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP/ASPP), ai consulenti e ai formatori che operano nel mondo delle imprese – si propone di trasferire precise conoscenze sulla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei paesi esteri.

Il docente del corso sarà Gianpaolo Natale, consulente senior in materia di sicurezza e di conformità legale per l’industria, docente nei corsi di Security Risk Management.

 

La normativa in materia di sicurezza nell’Unione Europea

Come indicato in premessa anche in Europa ci possono essere molte differenze nella normativa in materia di salute e sicurezza.

Ricordiamo, ad esempio, che in Francia, che ha una lunga tradizione di attenzione ai temi della sicurezza, la norma cardine è l’attuale Codice del lavoro (CT – Code du Travail), che come in Italia, affronta in modo unitario le varie tematiche seguendo tutti i principi cardine della direttiva quadro comunitaria 89/391/CE.

In Germania la direttiva quadro è stata recepita attraverso diverse normative, ad esempio la legge nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro (ArbSchG), e il monitoraggio del sistema prevenzionistico aziendale avviene attraverso un sistema duale dove sono presenti sia le autorità di vigilanza che gli organi satellite dell’istituto assicurativo tedesco.

Concludiamo questo breve excursus europeo segnalando che in Spagna la direttiva europea è stata portata nella legislazione nazionale con la legge 31 dell’8 novembre 1995 «Prevenzione dei rischi professionali» pubblicata sul Boletín Oficial del Estado n. 269 del 10 novembre 1995.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso “La normativa estera in materia di salute e sicurezza”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà il 28 gennaio 2020 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00 – a Brescia presso Aifos Service in via Branze n. 45.

 

Durante la giornata verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Comparazione normativa tra Italia e sistemi assimilabili
  • Principali leggi nazionali e europee in materia di HSE e loro sviluppo
  • Multinazionale con unità produttive sparse in sistemi di Common law e Civil Law
  • Differenti concezioni di Occupation Safety nel’ambito internazionale
  • La differente concezione in ambito aziendale di lavoratore e di Human Resource
  • Trasferimenti lavorativi Italia estero e inverso
  • Sorveglianza Sanitaria e gestione infortuni

 

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza e 6 ore di aggiornamento per formatori qualificati prima area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/normativa/normativa/la_normativa_estera_in_materia_di_salute_e_sicurezza

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

 

05 dicembre 2019

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Carte di Credito American Express: perchè utilizzarle e Vantaggi

Se opterai per la carta di “credito” in questione avrai la grande possibilità di sentirti essenzialmente libero per quanto concerne la scelta da fare mensilmente sul risarcimento più idoneo alle tue necessità. Quindi potrai propendere per la soluzione cosiddetta a “saldo” ovvero in una sola risoluzione senza interessi supplementari, o in alternativa puoi orientare la tua preferenza verso la “formula” che potrai effettuare a “rate”. Mediante la “Carta Explora e Blu American Express” potrai usufruire di un livello indubbiamente superiore per quanto concerne il valore e la qualità di questo marchio.

Tra l’altro “American Express” garantisce sicurezza assoluta dei suoi servizi, attuando dei procedimenti di controllo e di protezione verso le attività svolte dai propri clienti.

Perchè le carte “American Express” son così rinomate

La rinomanza di “American Express” è fondamentalmente associata primariamente alla sua rispettabilità e alla sua ottima reputazione dovute pure grazie al fatto che sia molto vecchia come società, pertanto si è fatta ampiamente apprezzare grazie alla sua competenza nel settore e alla sua validità. Questo suo notevole ascendente si allarga pure verso i suoi “prodotti”: difatti determinati tipi di carte che propone sono destinati unicamente a un numero ristretto di prescelti. Tale tipologia particolare di carte consente di ottenere un tipo di agevolazioni elitarie, come per esempio il vantaggio di poter occupare una camera in “alberghi” esclusivi.
Inoltre hai pure la possibilità di poter effettuare delle compere in negozi estremamente eleganti e considerevolmente costosi. Queste interessanti opportunità spiegano parzialmente la motivazione dei costi più alti considerando che danno il privilegio di poter usufruire di importanti incentivazioni, benefici e prestazioni che sono invece totalmente assenti in altri loghi.

Quali sono i prodotti di “American Express”

Questo marchio dispone di ben una quindicina di varianti di carte diverse con limite, contributi per iscriversi e promozioni. Una delle diversificazioni fondamentali è tra le carte di genere personale e quelle “business” che sono conservate per i possessori della “partita IVA”. La peculiarità di queste ultime è basata sui costi di controllo che cambiano dai “75 ai 700€” mensili. Queste cifre in determinate circostanze si possono scaricare dalle imposte. Le “carte” più note in assoluto sono sicuramente la “Carta Verde Amex, Oro e Platinum”.
Però “Americna Express” offre pure alternative più caratteristiche e speciali.

Considerazioni finali

Se sceglierai una “carta American Express” potrai dunque utilizzare dei grandi vantaggi in più che altre marche non offrono, contando pure sulla indiscussa solidità di questa azienda che garantisce esperienza e enorme competenza. Infine avrai delle protezioni “assicurative e antifrode”, aspetto rilevante che ovviamente valorizza ancor più la scelta di avvalersi di questa tipologia di utilissimo servizio.

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Raccolta differenziata, verde e ramaglie: vademecum del Comune di San Martino Buon Albergo

Al via la consegna della fornitura per la raccolta differenziata a San Martino Buon Albergo. Presso i gazebo situati nei vari quartieri infatti, ogni famiglia potrà ritirare i sacchetti per l’umido, per la plastica e per le lattine, che corrispondono alla fornitura annuale messa a disposizione dal Comune, in collaborazione con Archimede Servizi.

I sacchetti rosa per i pannolini, sono invece disponibili – secondo necessità – presso gli uffici di Archimede Servizi.

La consegna della fornitura avverrà a partire da giovedì 12 dicembre dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Ogni giorno sarà dedicato ad un quartiere, a partire da Mambrotta (12 dicembre) per proseguire poi a Case Nuove (13 dicembre), Borgo (14 dicembre), Marcellise (16 dicembre), Sant’Antonio (17 dicembre), Ferrazze (18 dicembre), Centro (19 dicembre), terminando venerdì 20 dicembre con Casette. Ogni cittadino – per effettuare il ritiro – deve presentare il tagliando (già compilato o da compilare al gazebo), allegato al volantino consegnato in questi giorni per posta o scaricabile sul sito del Comune.

Tramite posta verrà invece consegnato – entro fine anno – il calendario della raccolta 2020, con tutte le informazioni utili per effettuare una corretta raccolta differenziata e gli orari del Centro di Raccolta.

L’Amministrazione comunale ricorda che non è possibile conferire nell’umido, erba o ramaglie, che invece devono essere portate all’Ecocentro comunale. In alternativa, è possibile aderire al servizio di raccolta porta a porta con costi a carico dell’utente. La raccolta domiciliare di erba e ramaglie, viene effettuata 32 volte l’anno, in seguito all’attestazione di pagamento presso l’Archimede Servizi, presso la quale sarà necessario ritirare i bidoni appositi. Chi avesse già aderito, dovrà ritirare l’adesivo di avvenuta adesione da esibire sul contenitore.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.comunesanmartinobuonalbergo.it o chiamare il numero 045 8874333.

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Luigi Lusuriello, manager di Eni, parla di digitalizzazione e componente umana

In occasione dell’Ey Energy Forum 2019, il Chief Digital Officer di Eni Luigi Lusuriello ha dichiarato: “Solo l’integrazione persone-tecnologie è in grado di liberare il potenziale delle tecnologie”.

Luigi Lusuriello

Luigi Lusuriello: evoluzione tecnologica in Eni

Un potenziale tecnologico che è sempre più sfruttato, ma che non può non tenere in considerazione un elemento fondamentale: le conoscenze e le capacità dell’uomo non possono essere scalzate dall’innovazione. Lo ha ricordato Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, in occasione dell’Ey Energy Forum 2019 intitolato “Power to our planet”. Il manager ha spiegato che negli ultimi anni si è verificata l’esplosione di tre fattori: “la disponibilità dei dati, la riduzione dei costi dei sensori e la capacità computazionale, aumentata in modo considerevole. Tutti insieme hanno liberato il potenziale delle tecnologie digitali, prima di tutte l’intelligenza artificiale”. Nonostante questo, è bene tenere sempre presente che il ruolo importante lo giocano “le persone che devono essere al centro della trasformazione digitale”. Grazie a una governance chiara, con obiettivi precisi, oggi Eni utilizza tutte le tecnologie disponibili, dall’intelligenza artificiale all’internet delle cose, dalla robotica alla blockchain per usi di processo interni. “Le aree dove vogliamo intervenire”, ha precisato Luigi Lusuriello, “sono sicurezza, asset integrity, efficienza operativa, decarbonizzazione e supporto alla transizione energetica”.

L’excursus professionale di Luigi Lusuriello

Luigi Lusuriello è alla guida della trasformazione digitale di Eni. Il manager, laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, inizia la sua carriera nel 1988. In Agip S.p.A. assume il ruolo di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. Dal 1992 al 1993, è Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, mentre negli anni successivi è Platform Manager in Congo. Nella sede di Crema è Manager – Production and Maintenance Technologies. Il suo profilo professionale si apre all’orizzonte internazionale con il ruolo di Managing Director di Eni Congo e, in seguito di Eni UK. Nel 2009 Luigino Lusuriello si occupa anche di consolidare la sua formazione partecipando al corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University. Dopo aver svolto altri ruoli di crescente rilevanza nel Gruppo, diventa Chief Digital Officer di Eni a partire dal 18 settembre 2018.

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Il fenomeno dell’avvocato “in affitto”

Di matrice anglo-sassone, la figura dell’avvocato in affitto sta giungendo anche in Italia. Si tratta di legali, il più delle volte di Giuristi d’Impresa, che si trasferiscono a titolo temporaneo all’interno delle aziende per concludere alcune pratiche delicate. Quindi, è possibile che un avvocato contrattualista Brescia venga chiamato da un’azienda di Roma per portare al termine un’attività di fusione con un’altra impresa. Nel settore del business e nell’alta finanza, le aziende godono già dei servizi di uno studio legale ma hanno bisogno di un’altra figura legale  nel proprio staff per portare a termine un’operazione specifica.

 

Rischi dell’avvocato “in affitto”

 

Come si dice in certi casi: “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Questa tipologia di contratto, secondo alcuni sondaggi di alcune riviste, viene utilizzato per nascondere alcune situazioni illecite di precariato. In effetti, molti avvocati assunti temporaneamente per sbrigare delle operazioni specifiche, si ritrovano a dover svolgere tutte le attività di un legale che è già in sede. D’altra parte, un altro riscontro che può avere l’ingresso di questa figura all’interno del mercato del lavoro, può essere quello che si perda l’intermediazione di studi legali veri e propri. Cosa si intende?

Che sarà possibile considerare il giurista d’impresa come un qualsiasi prodotto commerciale e acquistare i servizi legali di diritto d’impresa contattando direttamente il professionista.

Il pioniere di questa nuova forma di mercato, pare essere Amazon che ha inserito la possibilità di acquistare tutte le opere di ingegno intellettuale (tra cui le prestazioni di un avvocato) attraverso il proprio portale di E-commerce.

 

Chi può trarne vantaggio da questa figura?

 

Paradossalmente, ad avere un vantaggio dall’ingresso di questa rivisitazione della figura di legale, può essere un avvocato alle prime armi. Di fatti, sarebbe interessante se i grandi studi legali offrissero l’opportunità a questi ragazzi di svolgere dei servizi di minore importanza. Ad esempio tutte le attività paralegali e le piccole cause che riguardano effrazioni, incidenti stradali, stesura di contratti e testamenti, potrebbero essere seguite da un giovane che può così fare esperienza e guadagnarci qualcosina. Allo stesso tempo, permette di guadagnare del tempo prezioso ai grandi studi legali che non possono perdere risorse energetiche appresso a delle piccolezze.

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Eni: l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi al Forum Ansa

Claudio Descalzi al Forum Ansa ha parlato del futuro di Eni ma, più in generale, del processo di transizione energetica già in corso in Europa: “Probabilmente non ci nutriremo più di oil & gas ma ci nutriremo di rifiuti. Sarà un mondo completamente diverso”.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: nel futuro ci nutriremo di rifiuti

“Tutti parlano di sostenibilità e esser verdi diventa un fatto ideologico, ma non può essere sulle spalle di un’unica entità, tutti devono contribuire”: Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha partecipato al Forum ANSA e ha parlato del futuro dell’energia in Europa. “Gli obiettivi 2030 di riduzione delle emissioni sono raggiungibili, anzi forse li raggiungeremo prima di quella data”, auspica l’AD, che ha anche puntato l’attenzione sulla necessità di trovare un sistema di regole comuni per far sì che tutti, anche gli investitori, possano contribuire al processo di transizione energetica. “L’Eni è già stata trasformata tantissimo ma nel 2030 – 2040 sarà un’altra cosa, in termini di prodotti e in termini di obiettivi, sarà una società che nel 2050 più che rispetterà gli obiettivi anche importanti che si sono date le Nazioni Unite in termini di non superare l’1,6 gradi di riscaldamento terrestre”. Claudio Descalzi ha precisato: “Dal mio punto di vista, per come stiamo andando, probabilmente non ci nutriremo più di oil & gas ma ci nutriremo di rifiuti. Sarà un mondo completamente diverso”. Sono cambiamenti necessari per creare un futuro migliore “non per pochi, ma per tutto il genere umano”.

Claudio Descalzi: il curriculum e la crescita professionale

Di origini milanesi, Claudio Descalzi è Amministratore Delegato di Eni e Presidente di Assomineraria, nonché membro del National Petroleum Council e Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. Laureato in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano, entra a far parte di Eni in qualità di Ingegnere di giacimento. Inizia così la carriera del manager all’interno del Gruppo, che lo porterà ad assumere un ruolo dirigenziale nella multinazionale attiva nel settore energetico. Tra il 1981 e il 1990 ricopre la carica di Project Manager, occupandosi dello sviluppo delle attività localizzate nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo. Claudio Descalzi diventa Managing Director della consociata di Eni in Congo nel 1994 per poi proseguire la sua carriera all’estero: negli anni successivi è Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata Eni in Nigeria. Assume la carica di Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina tra il 2000 e il 2001, per poi diventare, quattro anni più tardi, Vice Direttore Generale del Gruppo nella divisione Exploration & Production. Viene nominato Amministratore Delegato nel 2014.

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L’unione tra stile classico e design moderno porta la firma di Tinosana

Dopo due anni di lavori e di grande attesa, apre oggi al pubblico il Double Tree by Hilton Trieste, hotel 4* luxury nel centro della città in Piazza Repubblica a pochi passi da piazza Unità d’Italia, in un palazzo iconico risalente ai primi anni del XX secolo progettato da Ruggero e Arduino Berlam e storica sede della compagnia assicurativa Ras. L’arredo di camere e zone comuni porta la firma di  Tinosana, storica falegnameria di Almenno San Bartolomeo (Bg) famosa a livello internazionale per la realizzazione di arredi per l’hotellerie di lusso e  navi da crociera di grande prestigio.

125 camere di cui 5 suite, aree reception, il Novecento Restaurant, wine station, buffet, il Berlam Coffee Tea & Cocktail, sala meeting e centro benessere e SPA, queste le zone realizzate da Tinosana in sinergia con lo studio Caberlon&Caroppi, creando ambienti unici dal design moderno e con l’allure di altri tempi. Progetti che rinnovano l’impegno di Tinosana nella realizzazione di arredi su misura pensati per dare eleganza e raffinatezza con la massima versatilità e cura per i dettagli.

Gli arredi che sintetizzano la perfetta fusione tra la straordinaria bellezza degli elementi architettonici originali e i particolari di design definiti da forme volumetriche inserite con tonalità e sfumature che vanno dal rame al bronzo, dall’oro brunito al black nichel.

Nelle zone comuni i rivestimenti, gli arredi, le boiserie e gli elementi funzionali sono stati realizzati con materiali differenti e lavorazioni particolari quali pantografature e tagli laser per i metalli, sabbiature ed acidature per le vetrate e specchiere, riflessi e specchiature ottenute da vernici che hanno permesso di ottenere il giusto equilibrio tra antico e moderno. Texture naturali ed ultra tecnologiche per robustezza e performance tecniche per le aree adibite a buffet, pelli pregiate lavorate con cuciture o stampate a rilievo per gli arredi delle aree funzionali di ristorante e bar e la barriera trasparente dell’area reception per garantire la sicurezza senza intaccare la maestosità della fontana statuaria posizionata al centro della struttura.

Un tocco di stile richiamato anche nelle camere realizzate al secondo e terzo piano nelle quali le finiture che esaltano le venature tipiche del legno, gli specchi bronzo e le pelli pregiate si abbinano ai metalli con una finitura patinata colore brunito e ai marmi come il bianco Carrara e l’Emperador già presenti nelle camere storiche e in alcune suite nel pieno rispetto delle particolarità architettoniche della struttura.

L’abilità e l’esperienza sul campo hanno permesso alla Tinosana di svolgere il lavoro nel pieno rispetto dei parametri di tutela imposti dalle Belle Arti con accorgimenti studiati su misura come ad esempio un frame in gommina applicato tra i mosaici a pavimento esistenti e gli elementi in appoggio in modo da preservare l’integrità delle superfici antiche.

«In ogni progetto cerchiamo di sintetizzare al meglio le richieste della commitenza, la natura dell’immobile e la nostra professionalità – dichiara Gianpaolo Sana, presidente di Tinosana – Siamo orgogliosi di aver concretizzato questo progetto di grande prestigio e di aver dato il nostro contributo con arredi di alta qualità, personalizzati ed espressione del miglior made in Italy. Abbiamo trasformato le difficoltà legate alla natura dell’edificio storico in stimoli per trovare le migliori soluzioni per ogni singola area. Una sfida interessante e appassionante per tecnici e progettisti.»

Storia e modernità, quindi, sono concatenate nel nuovo Double Tree by Hilton Trieste che, a seguito di un ingente lavoro riqualificazione avviato nel 2017, restituisce a Trieste, sotto la gestione di H.n.h. Hotels & Resorts S.p.A., uno dei principali player indipendenti dell’hôtellerie italiana, un palazzo ristrutturato con minuzia e attenzione.

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Comunicati

È nata la Federazione di Centro. Milano si attiva

In data 13 novembre 2019 è ufficialmente nata la Federazione di Centro mediante la sottoscrizione del suo documento fondativo da parte dei segretari politici di alcuni partiti (UDC, Nuovo CDU e DC storica) e dei rappresentanti di circa quaranta associazioni di area cattolica attive nel campo del volontariato e della famiglia, quali ad esempio “Etica e Democrazia” e “Associazione Liberi e Forti”.

Questa Federazione di Centro si ispira ai valori dell’umanesimo cristiano e vuole inserirsi a pieno titolo nel PPE, in alternativa alla deriva nazionalista e populista che sta caratterizzando la politica italiana ed europea. In questa fase iniziale essa svolgerà una funzione aggregatrice e non sostitutiva dei partiti e delle associazioni che l’hanno costituita.

«L’aspetto molto positivo è che questa Federazione di Centro – spiega Lorenzo Annoni, rappresentante del Nuovo Cdu (sezione Milano) – si pone in diretta continuità con l’esperienza democristiana, avendo al suo interno la ricostituita DC storica, di cui l’esponente lombardo di spicco è il già Onorevole Luigi Baruffi. La sua saggezza politica e culturale – aggiunge – si è rivelata di fondamentale importanza per la creazione della nostra presenza sul territorio lombardo».

«Proprio nello spirito di far nascere la Federazione anche a livello di città metropolitana milanese è opportuno – conclude Lorenzo Annoni, d’intesa con Luigi Baruffi – che i rappresentanti locali dei vari partiti e associazioni aderenti, e anche i semplici cittadini interessati al progetto, prendano contatto con noi e contribuiscano alla creazione di un soggetto per Milano e la cintura metropolitana, che porta con sé i principi del passato, con i quali si è modellato il Paese, e una visione per cogliere le opportunità del futuro. Chiunque fosse interessato può contattarci tramite social network oppure alla e-mail [email protected]».

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