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Vittorio Massone: “La disruption digitale stravolge l’organizzazione aziendale”

Con il proliferare di innovazioni tecnologiche, il mondo imprenditoriale deve venire a patti con un cambiamento radicale del concetto di business model: Vittorio Massone analizza il concetto di disruption digitale partendo dai fenomeni alla base del nuovo paradigma.

Vittorio Massone

Vittorio Massone: “Ecco perché si parla di disruption digitale”

Il termine “disruption” è ormai uno dei più utilizzati nel settore business: significa “rottura”, ma non nel senso comune che esprime un qualcosa di negativo. Anzi, la parola indica quel cambiamento radicale che porta a una visione del tutto diversa di quei paradigmi che fino a quel momento risultavano in qualche modo fissi. Vittorio Massone, Vice Presidente del CdA di Alkemy, affronta in un articolo pubblicato su “Lettera43” la cosiddetta “disruption digitale”. Secondo il consulente, esperto in materia, sono 4 i fenomeni che hanno portato a rivedere completamente i business model di oggi: iperconnettività, machine learning, aumento esponenziale dei dati e l’incremento della potenza di calcolo delle piattaforme informatiche. Con il proliferare delle nuove conoscenze digitali, le imprese sono di fronte ad una vera e propria rivoluzione: “Le aziende tradizionali per continuare ad essere competitive – spiega Vittorio Massonedovranno imparare molto rapidamente a gestire questo connubio tra tecnologia e innovazione”.

Vittorio Massone e la “rottura” dei business model

Ma quali sono gli elementi di business che più di altri subiscono un impatto decisivo da questo cambio di paradigma? Nel suo articolo Vittorio Massone parla in primis della personalizzazione dei clienti e il social marketing ne è un esempio evidente: grazie ai target, ormai è possibile un approccio mirato esclusivamente a quelli che vengono riconosciuti come potenziali acquirenti, riducendo enormemente i costi pubblicitari. Nello stesso ambito la potenzialità delle communities digitali: con un investimento minimo e una gestione accurata dei contenuti diffusi, anche il brand meno noto può ottenere diversi vantaggi, sia nella fidelizzazione del cliente ma soprattutto grazie alla condivisione con la sua cerchia di conoscenze. Infine, secondo Vittorio Massone, un altro ambito profondamente influenzato è quello delle decisioni aziendali: sfruttando data e machine learning, le aziende hanno l’opportunità di cambiare in maniera rapida le strategie messe in campo, soprattutto se la struttura organizzativa è snella e fluida.

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La Digital Revolution ridefinirà i confini aziendali: l’opinione di Vittorio Massone

Per Vittorio Massone pensare che la rivoluzione digitale abbia già raggiunto il suo picco è un grave errore: secondo l’esperto di management infatti siamo ancora lontani dal completo dispiegamento dei suoi effetti sul sistema sociale ed economico.

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Digitalizzazione, Vittorio Massone: “I settori più lenti fondamentali per la vera rivoluzione”

Agricoltura, industria, logistica: sono settori che solo negli ultimi anni si stanno affacciando al digitale, una rivoluzione che ad oggi è incentrata soprattutto su quelli destinati ai consumatori e in generale su tutto il mondo dell’intrattenimento. In uno dei suoi contributi per “Lettera43”, Vittorio Massone, specializzato in digital transformation aziendale, mette in guardia sul futuro: la Digital Revolution darà i suoi veri effetti solo nel prossimo ventennio. Catena di distribuzione, attività aziendali, B2B e B2G sono gli ambiti in cui la digitalizzazione potrà esprimere il suo potenziale: “Settori più lenti nei cambiamenti – scrive l’esperto – ma che quando si muovono lo fanno con una scala che genera impatti molto profondi nel tessuto economico”. Il risultato sarà quindi una società interamente a guida ICT (dall’inglese Information and Communications Technology) e un cambiamento radicale nei modelli di business: tutti gli attori contemporanei a breve dovranno obbligatoriamente tener conto della cosiddetta “generazione Google”, che si affaccerà sui mercati ad esempio come competitors. Ci saranno dei mutamenti importanti a livello aziendale sia nell’organizzazione che nei ruoli, tra i quali Vittorio Massone evidenzia meno rigidità, maggiore inclusione degli stakeholder e rilevanza di professionisti capaci di spaziare tra nuove tecnologie e approcci al cliente.

Innovazione: Vittorio Massone commenta il rischio di un’Italia relegata

In un contesto economico dove le piccole e medie imprese, in netta maggioranza, sono ancora restie alle innovazioni digitali, l’Italia corre il pericolo di perdere ancora più terreno nella gara della competitività. Secondo Vittorio Massone, manager che vanta un’esperienza in operazioni di turnaround di successo per società come Poste Italiane e Seat Pagine Gialle, sono davvero poche le aziende italiane dei settori regolamentati che ad oggi possono essere individuate come “protagoniste nei prossimi 20 anni”. Un protagonismo che rischia di mancare sia per fette di mercato inedite ma anche nell’attrazione di capitali: nei prossimi anni saranno infatti fondamentali fattori strategici come brevetti, data e competenze chiave. Se alla cosiddetta “critical mass” si aggiungono gli investimenti in ricerca e sviluppo, è facile prevedere le future difficoltà di un Paese come l’Italia. Per queste ragioni Vittorio Massone nel suo articolo afferma che bisognerà puntare sempre più sull’innovazione di prodotti e servizi e trovare modalità per diminuire i costi sostenuti dalle aziende nei confronti dei clienti.

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