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Aida Abdullaeva espone dal 27 giugno alla prestigiosa mostra “Spoleto Arte” a cura di Vittorio Sgarbi

Dal 27 giugno al 27 luglio 2015 sarà aperta presso il Palazzo Seicentesco Leti Sansi, in Piazza del Mercato, proprio nel cuore di Spoleto, la prestigiosa mostra “Spoleto Arte”. L’iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e vedrà come protagonisti al vernissage inaugurale, previsto in data sabato 27 giugno alle ore 18.30, il rinomato critico d’arte Vittorio Sgarbi, nonché la poliedrica Amanda Lear, artista a tutto tondo, che espone alcune sue originali opere alla prestigiosa mostra spoletina.

L’esposizione sarà allestita nel contesto del Festival dei 2 Mondi, manifestazione che richiama ogni anno migliaia di turisti da ogni parte del mondo. Un’occasione imperdibile per gli artisti espositori, che hanno l’occasione di far conoscere le proprie opere. Una di questi è la russa-uzbeka Aida Abdullaeva.

Di lei scrive la Dott.ssa Elena Gollini: «Le protagoniste della Abdullaeva sono raffigurazioni dalla delicata femminilità, affascinanti, suadenti, avvolte da intrigante sensualità e misterioso carisma, che emergono dalle tele, quasi come creature fatate dalle magiche virtù. […] Lascia affiorare e trapelare la propria interiorità con espressioni di vibrante e incisiva intuizione emotiva e arguto suggerimento istintivo, creando degli spazi mentali dove collocare e custodire le proprie emozioni, da trasferire e imprimere nella materia pittorica e da incanalare in un percorso in un percorso affascinante e ispirato dall’intuizione, derivante da una condizione virtuale di “esistenze parallele” poste in bilico tra realtà e sogno fantasioso, che le permettono di integrare gli scenari proposti con suadenti atmosfere oniriche dall’impronta un po’ fiabesca».

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Museo Canova: grande consenso per Grazia Azzali nella mostra inaugurata da Vittorio Sgarbi

A fronte della partecipazione alla grande mostra collettiva “Riflessioni Contemporanee”, svoltasi presso la sede istituzionale del Museo Gipsoteca Canova a Possagno, la Prof.ssa Grazia Azzali ha esposto una serie di originali creazioni artistiche, che hanno riscosso forte consenso d’apprezzamento da parte del nutrito pubblico, che ha visitato l’esposizione allestita in loco. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, è stato inaugurato dal Prof. Vittorio Sgarbi, intervenuto in qualità di ospite speciale durante l’esclusivo vernissage.
La Prof.ssa Azzali, artista a tutto tondo del panorama contemporaneo nazionale e internazionale, dal poliedrico e versatile talento creativo, nell’esprimere le sue riflessioni sulla figura del Canova e su quanto ha rappresentato nella storia dell’arte con il suo prezioso contributo, ha spiegato: “Ispirato alle teorie del -bello ideale- di J. J. Winckelmann, Antonio Canova rappresenta la personificazione scultorea del Neoclassicismo. -Nobile semplicità e quieta grandezza- erano le superiori qualità della scultura neoclassica, che trovano la loro realizzazione marmorea nel -Teseo e il Minotauro- del 1783, oggi conservata al Victoria and Albert Museum di Londra e nella sublime rappresentazione di -Amore e Psiche- conservata al Museo del Louvre di Parigi. Oltre alla mitologia greca, Canova interpretò giovanissimo il monumento sepolcrale per il Papa Clemente XIV, per la Basilica romana dei S.S. Apostoli, il successivo monumento funebre a Papa Clemente XIII Rezzonico e l’evocativo monumento funebre dedicato a Maria Cristina d’Austria, rappresentazione scultorea della corrispondenza degli amorosi sensi di Ugo Foscolo, conservata nella Chiesa degli Agostiniani di Vienna”.
E proseguendo nelle sue interessanti considerazioni, ha aggiunto: “Con Napoleone Bonaparte, Canova creò capolavori di assoluta raffinatezza, come la raffigurazione di Paolina Bonaparte Borghese, rappresentata come Venere vincitrice e il ritratto di Napoleone rappresentato come Marte pacificatore. Il trattato tolentino imponeva alla Chiesa di Roma di cedere alla Francia preziose opere d’arte, tra cui il gruppo scultoreo del Laocoonte, conservato al Museo Pio Clementino. Caduto Napoleone, Canova si impegnò personalmente, affinché moltissime opere ritornassero in Italia, divenendo la figura artistica più rappresentativa del XIX secolo”.

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L’artista contemporanea Solveig Cogliani parteciperà a “Spoleto Arte” a cura di Sgarbi

Il centro storico della città umbra di Spoleto ospiterà dal 27 giugno al 27 luglio 2015 l’esclusiva mostra “Spoleto Arte”, allestita nel secolare Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato. L’evento, con vernissage in data sabato 27 giugno alle ore 18.30, è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes e curato dall’illustre Vittorio Sgarbi, ospite d’onore della serata insieme ad Amanda Lear, personalità poliedrica, attrice, cantautrice, presentatrice televisiva, ma anche originale pittrice ed espositrice in questa stessa mostra.

“Spoleto Arte” sarà allestita in concomitanza del Festival dei 2 Mondi, manifestazione che darà maggiore visibilità agli artisti contemporanei che espongono alla prestigiosa mostra le loro opere.

Tra questi troviamo la pittrice Solveig Cogliani, di cui scrive il Prof. Strinati: «La Cogliani è una pittrice che si è sempre guardata intorno raccogliendo spunti alla rappresentazione attinti dalle sue esperienze immediate desunte dall’osservazione dei luoghi e degli spazi in cui si trova a vivere e operare. Siamo adesso al Vittoriano e allora immediatamente vengono evocate immagini di presenze solenni visibili nell’area circostante.[…] C’è, nella pittura della Cogliani, il costante quesito inerente alla identificazione e all’identità. L’artista rappresenta con viva icasticità le cose e le persone ma tende a incuneare nella mente di chi guarda la dimensione pressoché opposta della sparizione e della perdita di quella identità che pure di fatto ci qualifica in questo mondo. […] La pittura della Cogliani ci appare per quello che è, un autentico inno alla pace e alla bellezza viste attraverso il filtro di una ricostruzione cromatica di luoghi e situazioni nel contempo amati e minacciati. Merito dell’artista è quello di farci vedere la realtà con i suoi occhi, che sono occhi di riscatto, pacificazione, quiete interiore e, per ricordare un passo celeberrimo della Tosca di Puccini, di “recondita armonia”».

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Dal 27 giugno alla grande mostra a cura di Vittorio Sgarbi “Spoleto Arte” Fabrizio Berti e altri famosi artisti contemporanei

Aprirà in data sabato 27 giugno 2015 l’attesa mostra “Spoleto Arte”, allestita nello storico Palazzo Seicentesco Leti Sansi, in Piazza del Mercato, nel centro della città umbra di Spoleto. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes e curato dal Prof. Vittorio Sgarbi, vedrà la partecipazione, come ospite d’onore e come artista, della nota Amanda Lear, musa ispiratrice del mitico Salvador Dalì, ma anche cantautrice, attrice e presentatrice televisiva.

“Spoleto Arte” sarà allestita nel contesto del Festival dei 2 Mondi, che ogni anno attira turisti, esperti e appassionati d’arte. Dunque, un’occasione imperdibile per gli artisti contemporanei presenti in mostra, tra cui il pittore Fabrizio Berti.

Di lui scrive l’illustre Prof. Sgarbi: «Un pittore come Fabrizio Berti può scegliere un racconto semplice nel descrivere una pasticcera, ritrarre un amico fedele, una coppia di anziani che camminano abbracciati con una serena stesura neoimpressionistica. Per questo pratica una tecnica mista, realizzando oli che hanno la freschezza e la velocità degli acquerelli».

Il Prof. Alberto D’Atanasio, docente di Storia dell’Arte e Semiologia dei linguaggi non verbali, ha scritto un saggio dal titolo “Il vivido e l’evanescente” in cui afferma: «È come se durante il viaggio della vita ci si fermi a fissare il paesaggio dal finestrino, tutto scorre ma l’occhio del cuore e quello della mente riescono a fissare l’essenziale e il cuore riesce a sciogliersi e ad amalgamare il tutto perché la vita vissuta possa avere un senso, un perché oppure no, in Fabrizio Berti la risposta può rimanere nel discernimento personale che ognuno fa delle proprie sensazioni dei propri perché. Le immagini offrono una guida, un universo dove ognuno trova il suo oceano in cui trovare nuove rotte o un nuovo naufragio, ciò che conta è che il viaggio sia vissuto da attori e non da comparse».

Anche la Dott.ssa Elena Gollini si è soffermata su questo grande artista, scrivendo: «Berti è artefice di una pittura, che sprigiona un senso di spiritualità. Una pittura sussurrata, sottovoce, che trasporta un sentimento che assomiglia a un emozionato rispetto. Una pittura, che riesce a scendere e a calarsi nel profondo della sfera interiore, risvegliando antiche sensazioni che credevamo perdute, ma che grazie all’abilità del suo pennello e alla spiccata sensibilità che lo guida, possiamo recuperare ed essere pervasi da una commistione di sentimenti positivi e di sorprendenti e piacevoli percezioni emotive».

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Bernarda Visentini espone alla prestigiosa mostra “Spoleto Arte”” con la curatela del noto critico Vittorio Sgarbi

Sabato 27 giugno 2015, in concomitanza della manifestazione internazionale del Festival dei 2 Mondi, avverrà l’apertura della prestigiosa mostra “Spoleto Arte”, presso il Palazzo Seicentesco Leti Sansi in Piazza del Mercato, nel centro storico di Spoleto. L’iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, con la curatela del critico Vittorio Sgarbi, che hanno convogliato queste due manifestazioni in modo tale che le creazioni artistiche potessero essere viste e apprezzate dagli appassionati d’arte che accorrono alla città umbra per tale festival.

Alla mostra saranno presenti le opere della meravigliosa Amanda Lear, cantautrice, attrice e presentatrice televisiva, ma anche originale pittrice. Inoltre, potranno essere visionate le creazioni di un folto gruppo di artisti del panorama contemporaneo, tra cui la scultrice Bernarda Visentini.

Lo stesso Vittorio Sgarbi scrive di lei: «Se Michelangelo e i suoi coevi concepivano il passato storico secondo un unico punto di vista, l’antichità classica, ritenendo barbaro tutto ciò che l’aveva preceduta e seguita, la Visentini lo considera rinvenendo l’age d’or nella Preistoria, meglio ancora in quel momento virginale, all’alba di una nuova, più evoluta avventura per il genere umano, in cui l’arte, alle prese con i primi abbozzi di linguaggio formale, cominciava a segnare le prime, timide distanze dalla dimensione puramente antropologica. Nell’evocare questo stato primigenio quasi con la nostalgia di un paradiso perduto, forse confidando ancora nel mito immarcescibile del bon sauvage, le opere della Visentini, grande appassionata di civiltà primordiali, in particolare del Nord Europa, configurano una sorta di archeologia immaginaria in cui i rimandi all’arte arcaica, nettamente prevalenti, stabiliscono comunque una relazione colloquiale con le suggestioni della scultura novecentesca, in primo luogo, e non poteva essere altrimenti, con quella che più ha guardato all’arcaismo come a un modello per eccellenza dell’espressione moderna. […] la Visentini sembra interessata a recuperare il senso storico più appropriato dell’archetipo, e, con esso, la motivazione ancestrale che ha determinato la necessità per cui dall’idea viene la forma, e dalla forma la materia lavorata, la cui particolare oggettualità ha la funzione sociale di identificare, nella logica della società tribale, un concetto di comune condivisione».

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Spoleto Arte: Imelda Bassanello e altri noti artisti espongono all’attesissima mostra con la prestigiosa curatela di Vittorio Sgarbi

E’ attesissimo il vernissage della prestigiosa mostra “Spoleto Arte”, che si terrà in data sabato 27 giugno, alle ore 18.30, presso l’incantevole Palazzo Seicentesco Leti Sansi, in Piazza del Mercato, nel centro storico di Spoleto. L’evento, allestito in concomitanza del Festival dei 2 Mondi, è stato organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes e curato dall’illustre Prof. Vittorio Sgarbi e resterà in loco fino al 27 luglio. Grazie a questa manifestazione, la città umbra ospiterà molti appassionati d’arte nonché turisti che avranno modo, durante il loro soggiorno, di visitare la prestigiosa mostra, che accoglie anche le opere della poliedrica Amanda Lear, pittrice, ma anche cantautrice, attrice e presentatrice televisiva, celebre per essere stata la musa ispiratrice di Salvador Dalì.

Un parterre di artisti hanno colto questa imperdibile occasione, tra cui Imelda Bassanello, di cui, la Dott.ssa Elena Gollini scrive: «La Bassanello appartiene a quella tradizione di artisti, che lavorano e interagiscono con la materia in totale simbiosi, generando con essa un legame inscindibile di appassionata proiezione. […] Nelle opere si sprigiona energia pulsante e vitale ma sempre dosata e calibrata.[…]Inoltre, si può individuare una spiccata originalità stilistica evocativa di verità essenziali da diffondere». 

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Prorogata l’esposizione alla Milano Art Gallery in omaggio a Gino De Dominicis e a cura di Sgarbi

A fronte del grande successo ottenuto, la mostra “D’Io” in omaggio al maestro Gino De Dominicis, con la curatela di Vittorio Sgarbi, è stata prolungata fino al 29 giugno 2015. L’esposizione è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes all’interno dello storico spazio milanese della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

 

Il Prof. Sgarbi, che negli anni ha instaurato una solida amicizia con De Dominicis, basata sulla reciproca stima e ammirazione personale oltre che professionale, ha espresso considerazioni interessanti sulla figura di questo artista di spicco, che ha tracciato un solco profondo nel mondo dell’arte contemporanea, con uno stile unico ed inconfondibile, volutamente al di fuori di ogni convenzione imposta e paradigma dogmatico predefinito. In particolare, il noto critico ha rimarcato: “La posizione di Gino era per definizione e direi anche per carattere eccentrica senza essere periferica, anzi, essendo centrale al problema stesso dell’espressione. In un certo senso, ha agito in lui la lezione di Lucio Fontana, che arrivò al limite estremo dell’immaginazione senza uscirne. Gino non ha voluto sottrarsi al confronto e ha ostinatamente cercato di verificare e dimostrare, che è il quadro che fa l’ambiente“.

 

E ha aggiunto sottolineando: “Gino fu classico e ricco, allegro e malinconico, senza crisi e disagi, senza tormenti e turbamenti, luminoso e notturno, nero e oro; e nero e nero; e oro e oro; oggi riappare, presente e sfuggente, benché fosse più sfuggente quando era presente. E invece, ora e sempre, hic et nunc, è. Nel suo tempo. In tutti i tempi. Fuori del tempo“.

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Milano Art Gallery: prolungata fino al 29 giugno l’imperdibile mostra di Gino De Dominicis

Ha riscosso davvero un ampio consenso la mostra intitolata “D’Io” in omaggio commemorativo al fervido talento artistico di Gino De Dominicis, ideata con l’esperta curatela di Vittorio Sgarbi, che a forte richiesta è stata prorogata fino al 29 giugno 2015, con ottimi riscontri d’affluenza di pubblico. L’importante iniziativa è accolta nel rinomato contesto milanese della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, a due passi dal duomo e dal centro storico. L’organizzatore è il noto manager della cultura Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi nonché presidente di “Spoleto Arte”.

 

Sgarbi, nel commentare il suo approccio all’arte del maestro De Dominicis, ha raccontato: “Fin dagli inizi della sua attività ho sempre provato un misto di curiosità e di simpatia per Gino, trasformatasi poi in infinita ammirazione. Raramente un artista contemporaneo ha espresso con le immagini un pensiero così forte. Gino era rigoroso e radicale, ma non rinunciava al paradosso, non assumeva atteggiamenti, prediligeva l’ironia, il divertimento nella vita e il dialogo. Il luogo del pensiero era l’opera, superamento individuale, prima stilema che stile, che esce insieme dalla mente e dalla mano“.

 

Inoltre, nell’elogiarne la valenza creativa, ha dichiarato: “Gino è l’artista più antico e contemporaneo che io abbia mai conosciuto. Nessuno può inserirlo in una corrente, in un gruppo, in una tendenza, secondo le ripetizioni che hanno contraddistinto, dai futuristi all’arte povera, l’intero Novecento. Gino fu ed è beffardo e indipendente, superbo e individualista. Attraversò, infilò con la sua lancia d’oro, avanguardisti, poveristi e transavanguardisti. Li mortificò con la sua calamita cosmica. Nella pittura, in cui tanto credeva, ha raggiunto risultati quasi inimmaginabili, portando al suo interno, senza bisogno di esterne impalcature concettuali, l’altezza e la densità del suo pensiero, lo spessore mentale. Ha raggiunto la massima complessità e la massima armonia, con l’uso quasi paradossale di semplici, tradizionali ed essenziali mezzi: la tavola, la tempera, la matita“.

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Milano Art Gallery a Venezia le opere della carismatica Amanda Lear in una mostra dal titolo “Passioni”

La popolare Amanda Lear, personalità a tutto tondo con fama internazionale consolidata da una lunga carriera di successi, sarà protagonista di una mostra pittorica dal titolo “Passioni”, allestita presso l’esclusiva “Milano Art Gallery“, in Calle dei Cerchieri, zona Dorsoduro, posizione centralissima di Venezia, che si terrà dal 13 giugno al 14 luglio 2015. L’iniziativa, che sta già attirando l’attenzione da parte dell’opinione pubblica, oltre che degli addetti di settore, è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes. Il vernissage inaugurale è fissato per sabato 13 giugno alle ore 18.00.

 

Nel commentarne la vocazione artistica, il critico Achille Bonito Oliva ha rimarcato come Amanda Lear “Abbia anche l’intento di affermare la sua presenza in quanto donna nel mondo dell’arte, per tanto tempo dominato da una concezione maschilista. La sua arte appare liberatoria e disinibitoria, in un’alchimia che attira“.

 

Philippe Daverio invece racconta: “Amanda veniva spesso da me in galleria. I suoi dipinti corrispondono appieno alla sua singolare e intensa vita. La sua arte è originale e spiritosa. È un personaggio molto creativo e molto alternativo, che ha qualcosa di geniale“.

 

L’organizzatore Salvo Nugnes dice: “Amanda si interroga di continuo, si rinnova e cambia sempre, è curiosa di indagare gli orizzonti infiniti, che si celano oltre e al di là del visibile. Sente e recepisce la meraviglia dell’arte e la percorre ponendosi domande e cercandone le risposte, nell’intento di sondare l’anima del mondo e trovare la luce, che la illumina“.

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Presso la Milano Art Gallery veneziana le opere della carismatica Amanda Lear in mostra da sabato 13 giugno

Dal 13 giugno al 14 luglio 2015 la prestigiosa sede veneziana della “Milano Art Gallery” situata in Calle dei Cerchieri 1270, in zona Dorsoduro e Ca’ Rezzonico, ospiterà l’attesissima mostra “Passioni” della carismatica Amanda Lear, per l’occasione in veste di poliedrica pittrice dallo stile cosmopolita. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, verrà inaugurato con forte risonanza mediatica in data sabato 13 giugno alle ore 18.00.

 

Nel raccontare il suo percorso evolutivo nel mondo dell’arte, che si snoda in un intreccio espressivo di multiforme e variegata connotazione, la Lear evidenzia: “Per me l’arte assume quasi una valenza di benessere terapeutico dell’anima, ha una finalità speciale, perché riesce ad infondermi un equilibrio, che non trovo altrove. Io sono una sostenitrice convinta dell’arteterapia, che ormai viene comunemente utilizzata anche in particolari contesti, ad esempio nella cura dei disagi mentali e negli istituti penitenziari, con risultati davvero efficaci”.

 

E prosegue spiegando: “La mia ispirazione artistica nasce innanzitutto dall’amore appassionato per i colori, anche quelli più vivaci e accesi nelle tonalità cromatiche e che sfoggio spesso anche nel mio look. I colori sono lo specchio riflesso della vita, che è sempre multicolore, non è mai soltanto bianca o nera”.

 

Su di lei Vittorio Sgarbi ha dichiarato: “È una figura interessante nel mondo dell’arte, direi che il suo stile si avvicina alla transavanguardia, ne è un’anticipazione. Conosco bene Amanda Lear da molti anni, è davvero simpatica e brillante”.

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Grazia Azzali espone a Possagno le sue opere elogiate da Vittorio Sgarbi

La Prof.ssa Grazia Azzali, esponente di spicco dell’ambito artistico attuale, è stata tra i protagonisti più apprezzati della mostra collettiva “Riflessioni Contemporanee”, allestita all’interno della rinomata zona museale di Possagno, dedicata all’illustre maestro scultore Antonio Canova, con la gestione organizzativa del manager della cultura Salvo Nugnes. In occasione del vernissage inaugurale, il Prof. Vittorio Sgarbi ha partecipato come presenza straordinaria, esprimendo positivi elogi per la prestigiosa iniziativa.

 

L’Azzali manifesta una visione dell’arte ispirata da una proiezione cosmopolita ad ampio raggio, condotta seguendo una ricerca sperimentale sempre attenta e meticolosa, dove mai niente viene lasciato al caso e all’improvvisazione. La sua è un’arte impegnata sul piano etico e sociale ed ispirata da finalità profonde, di cui ella si rende convinta portavoce. Nel parlare in merito all’Expo, ha commentato con argomentazioni di spessore, sottolineando dei concetti di fondo molto significativi. In particolare, ha dichiarato: “A mio parere l’Expo 2015 può divenire il fulcro per il futuro sviluppo dell’Italia. Un’economia ecocompatibile e più equa porrà fine agli sprechi del passato e diverrà il simbolo di una nuova alimentazione, per tutti i cittadini del mondo. Nutrire ha diversi significati, non solo fisici, ma anche intellettivi. Arte e scienza devono coesistere e collaborare insieme per creare i cittadini del futuro“.

 

E ha aggiunto, in riferimento a una delle sue creazioni, collegabile ai temi portanti dell’Expo: “La mia opera d’arte dal titolo -Royal Baby- vuole essere una denuncia nei confronti di un mondo, che ha dimenticato la ricchezza della diversità biologica, in favore di una mostruosa omogeneità”. Scrive di quest’opera il critico d’arte Gianluigi Guarnieri: “L’Azzali crea una mostruosa sequenza di ibridi di -assurda generazione-, enigmi mutanti dell’io senz’anima. Nella continuità spaziale di un drammatico vuoto cosmico -Royal Baby- assurge a unico interprete di un futuribile creato, senza spazio né storia. Come corrugato oggetto radiante, fluttua nell’atmosfera oscura di una realtà ormai geneticamente modificata. Una folla di terrificanti sementi sembra, che inceda ad un passo di una drammatica danza, tramite ossessive movenze dinamiche, espresse da una ripetitiva ritmicità“.

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Onoranze funebri Illuxit: azienda in franchising che garantisce il meglio

L’azienda Illuxit, storica realtà di Onoranze Funebri presente sul territorio nazionale dal 1979, si propone come una struttura in grado di offrire un servizio completo e pienamente soddisfacente per qualunque tipologia di richiesta ed esigenza più specifica. Illuxit sta attuando un ambizioso progetto di espansione in Italia, che presto si rivolgerà anche all’estero, tramite la formula di affiliazione in franchising, che garantisce comunque l’ottimale gestione organizzativa per fronteggiare al meglio ogni situazione più disparata. Gli affiliati vengono costantemente seguiti e supportati dall’azienda madre, capitanata dal Dottor Gaetano Carbonara, che svolge il ruolo di amministratore delegato e referente principale di tutto il gruppo. Dalle sue competenti delucidazioni è possibile attingere importanti informazioni per approfondire le caratteristiche strutturali distintive. Carbonara spiega: “L’idea di creare una capillare rete di venditori mediante un vero e proprio moderno progetto di franchising, ci ha permesso di sviluppare i centri servizi Illuxit su tutto il territorio nazionale e abbiamo in previsione di entrare a breve anche nel mercato estero. Abbiamo avvinato e approcciato i potenziali investitori interessati eliminando i pregiudizi iniziali, che talvolta possono sorgere intorno a questo tipo di attività e ai servizi forniti. Vorrei sottolineare al riguardo, che attraverso questo progetto non è necessario entrare in contatto diretto con la salma. Inoltre, vorrei evidenziare il consistente abbattimento dei costi previsto a favore degli affiliati, che non sono costretti all’acquisto del carro funebre e neppure devono assumere del personale e dei collaboratori da stipendiare, in quanto si occupano solo ed esclusivamente della parte relativa al comparto commerciale. Il tutto viene quindi semplificato e reso più facilmente gestibile su tutti i fronti, proprio per venire incontro con il massimo sostegno operativo”.

 

Raccontando le origini aziendali, Carbonara tiene a ricordare: “Nel 1979 i miei suoceri, Caccia Piera e Luoni Mario, iniziarono l’attività di Onoranze Funebri a Legnano, con la denominazione di Santa Teresa Onoranze Funebri. Nel 1983 cedettero l’attività e nel 1985 iniziarono il nuovo percorso nella sede di Busto Arsizio, con la denominazione di -Caccia Piera Pompe Funebri-. Nel febbraio 1986 decisi di lasciare il mio lavoro di dipendente presso un’azienda tessile e iniziare l’avventura con mio suocero. L’azienda cambiò la ragione sociale in Caccia snc, per poi diventare nel 1996 Caccia Servizi srl”.

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Milano Art Gallery: A Venezia l’arte di Maria Stefania Fuso in mostra per “Pro Biennale” presentata da Vittorio Sgarbi

Il vernissage della mostra collettiva “Pro Biennale”, tenutosi venerdì 8 maggio 2015 nella prestigiosa sede di Venezia della “Milano Art Gallery”, in Calle dei Cerchieri 1270, ha affascinato gli ospiti grazie alla presenza del sorprendente critico Vittorio Sgarbi e delle meravigliose opere contemporanee esposte, opere che toccano tutte le arti figurative: pittura, scultura e fotografia.

Una degli artisti espositori è la nota pittrice Maria Stefania Fuso.

«Nella produzione di Maria Stefania Fuso – spiega la Dott.ssa Elena Gollini – il soggetto spesso protagonista è la figura femminile, proposta di volta in volta con una chiave interpretativa sempre nuova e di incisivo impatto scenico, contornata da suggestioni emozionali di elevata portata narrativa. Le figure protagoniste sono immerse dentro una dimensione colta, raffinata, ricercata, quasi come se fossero assorte e calate all’interno di un’atmosfera di suadente sensualità e al contempo di sinuosa compostezza e sembrano cercare una prospettiva di spazio d’espansione proprio e individuale, per catturare l’attenzione dell’osservatore e spingersi oltre il confine della superficie e del perimetro delimitato dal quadro.[…]Ella appartiene a quegli artisti, che possono essere considerati come “ri-creatori” della realtà con uno studio sperimentale a monte, che consente l’individuazione visiva di nuovi itinerari da perseguire sulle “rotte del vero”.[…]Ogni segno, elemento e componente, riconduce a un preciso e specifico valore intrinseco, che supera e oltrepassa la proiezione visionaria nella sua prospettiva statica e fissa, ma coglie la prospettiva dell’attimo e dell’istante in costante movimento, che nella sua unicità non tornerà mai più, ma essendo impresso sulla tela può rimanere comunque in qualche modo “incastonato” e custodito in essa.[…]Il tutto – conclude la nota curatrice – viene supportato da un humus e da un retroterra di spontaneità e immediatezza, lasciando aperta una simbolica finestra su dimensioni esistenziali sospese, su atmosfere poste in bilico tra materialità delle forme, centralità cromatica e filtro derivante dal sogno e dalla fantasia. Una finestra, che si affaccia sui riverberi e sugli echi dell’immaginario più recondito, che spesso sfuggono e restano inespressi e di cui la Fuso si rende convinta portavoce, attraverso la sua pittura».

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Milano Art Gallery: in mostra per “Pro Biennale” a Venezia Lisa Etterich con ospite al vernissage Vittorio Sgarbi

Venerdì 8 maggio 2015 si è inaugurata la mostra collettiva denominata “Pro Biennale”, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presso una delle prestigiose sedi della “Milano Art Gallery”, situata nel cuore di Venezia, in Calle dei Cerchieri 1270. La serata ha visto come special guest l’illustre critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Una varietà di proposte artistiche viene offerta alla prestigiosa mostra, che spazia dalla pittura alla scultura, ma anche alla fotografia. Una delle artiste, a livello internazionale, è Lisa Etterich.

Di lei scrive la nota curatrice e giornalista, la Dott.ssa Elena Gollini: «Nell’arte pittorica di Lisa Etterich si riscontra un’anima artistica, che ritrova di volta in volta il piacere e il gusto di sperimentare, con una formula espressiva, che si nutre di contenuti formali e concettuali inediti e viene alimentata dalla complementarietà e dalla relatività della trasformazione e modulazione costante di materiali e di memorie, plasmati, uniti e sedimentati insieme in legame alchemico, nell’incessante ricerca di un’armonia totalitaria. Nella sua pittura si individua “un’anima” materica, quella più istintuale, spontanea e meno controllata, che si realizza nella struttura stratificata e sovrapposta della materia pittorica e delle cromie e si dilata nello spazio cosmico, con una prospettiva tridimensionale di immagini e rievocazioni, tendenti all’astrattismo e all’informale metafisico, con dei riferimenti e dei richiami alle raffigurazioni di atmosfere e spazi dell’universo e ad ambientazioni di mondi fantastici, di natura onirica ed extra terrestre.[…]Per la Etterich il fare arte, in quanto azione coerente, consapevole e intenzionale, e in quanto pensiero in atto volontario, agisce sull’immaginario comune e sulla fantasia collettiva per scuotere e sollecitare i fruitori verso importanti riflessioni, nel piacere della ricerca e della scoperta. L’arte è sinonimo di un cammino di ricerca interiore, per acquisire saggezza e consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie azioni. Non le interessa rivolgersi a un discorso puramente e strettamente connesso all’impatto scenico e alla resa estetica fine a se stessa, ma vuole focalizzarsi soprattutto sul contenuto e sull’aspetto sostanziale, che stimolano il suo percorso evolutivo spirituale e lo avvolgono nella scia di una grande onda di energia rigenerante e rivitalizzante».

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Alla Milano Art Gallery di Venezia per la mostra “Pro Biennale” aderisce l’associazione “Monsignor Ermenegildo Fusaro”

Venerdì 8 maggio 2015 si è tenuto nel cuore di Venezia, in una delle prestigiose sedi della “Milano Art Gallery”, in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro, il vernissage della mostra collettiva “Pro Biennale”. Protagonista della serata è stato l’illustre Prof. Vittorio Sgarbi che, in medesima data, ha potuto festeggiare insieme agli ospiti il suo compleanno. L’organizzazione è del manager della cultura Salvo Nugnes.

Un selezionato numero di artisti ha potuto esporre le proprie opere, tra cui l’Associazione “Mons. Ermenegildo Fusaro”, la quale porta avanti un percorso di ammirevole finalità celebrativa e commemorativa in ricordo dell’emblematica figura del Monsignor Ermenegildo Fusaro e della sua posizione di significativo rilievo, ricoperta all’interno della chiesa e del comparto ecclesiastico, durante gli anni del suo pregevole servizio.

La Dott.ssa Elena Gollini spiega, nel suo testo critico, che per tale associazione «assume grande importanza la “missione simbolica” che essa si propone di realizzare concretamente, che consiste nell’approfondimento accurato, nello studio dovizioso, nella divulgazione capillare di notizie e informazioni riguardanti la vita e le opere dell’esimio Monsignore, durante le fasi e le tappe salienti del suo viatico ecclesiastico. Affinché questo pregiato patrimonio di lungimirante sapere e saggia conoscenza, perpetrato dal Monsignore, possa essere reso pubblico a largo raggio e condiviso con la comunità, è stata predisposta, con pianificazione mirata e sistematica, la pubblicazione di opere e testi cartacei, unitamente alla loro diffusione tramite internet e altri strumenti telematici, di consistente risonanza ed efficace portata mediatica. È dunque perseguendo la diffusione a tutto tondo del profondo messaggio d’amore e di salvezza e nel ricordo di quanto predicato dal Monsignore, che l’associazione gestisce e svolge la propria attività, nell’intento di spronare alla fede, alla carità cristiana e alla speranza, proprio come Ermenegildo Fusaro ha sempre fatto in vita con ferma determinazione e intraprendente perseveranza. Ha dimostrato anche un amore viscerale verso gli animali e verso ogni essere vivente e si è rivolto a tutti con amabile generosità e misericordia, esortandoli a convertirsi e a credere nel Vangelo».

 

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Milano Art Gallery: Pubblico numeroso a Venezia per la mostra “Pro Biennale” inaugurata da Vittorio Sgarbi, fra i noti artisti presenti ad esporre Stefania Pellegatta

Si è svolto in data venerdì 8 maggio 2015 l’atteso evento inaugurale della mostra “Pro Biennale”, presso la suggestiva sede della “Milano Art Gallery” collocata nel cuore di Venezia, vicino Campo S. Barnaba, in Calle dei Cerchieri 1270. L’iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, il quale ha coinvolto alcuni tra più noti artisti contemporanei, nazionali e internazionali, e ha voluto in questa occasione festeggiare il compleanno del Prof. Sgarbi, ospite speciale del vernissage.

Una degli artisti partecipanti è la pittrice Stefania Pellegatta. Le sue creazioni vengono descritte dalla Dott.ssa Elena Gollini, che definisce ogni sua opera come «una simbolica “isola misteriosa” che va scoperta e riscoperta ogni volta che la si osserva e che la si vuole conoscere, in modo sempre più approfondito per carpirne i segreti reconditi, che la rendono così affascinante allo sguardo, permeata com’è di fluida e sinuosa bellezza formale e di ricercata grazia compositiva. I quadri sono luoghi simbolo, che si possono ricondurre nel comparto multiforme dei “paesaggi interiori dell’anima” dove si intrecciano in fusione immagini, figure e forme, che ne racchiudono altre ancora, in un variopinto insieme segnico e cromatico, che sembra voler interiorizzare ogni sfumatura più celata dell’anima della pittrice.[…]Le opere riflettono e rispecchiano un succedersi di visioni, dove i colori, dalla variegata e costante valenza, dichiarano e sviluppano una potente incisività scenica, che risponde pienamente alle moderne istanze del nostro tempo, collocandola al passo con le odierne prospettive dell’arte attuale e contemporanea, con una rivisitazione soggettiva e personalizzata, che funge da plus valore aggiunto all’insieme compositivo.[…]La Pellegatta cattura volti e sguardi dall’enigmatica indecifrabilità e li inserisce all’interno di modulazioni strutturali e sinuose smussature e angolazioni, in un paradigma grafico di elegante tratteggio segnico, che ne avvalora e ne rafforza la valenza simbolica da essi rievocata, con subliminali riferimenti codificati.[…] La sua arte – conclude la critica d’arte – è come una “metafora della vita” e le immagini proposte sono chiamate a rappresentarla. Questo aspetto connotativo è fondamentale e decisivo per poter interpretare correttamente la sua arte».

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Alla Milano Art Gallery grande successo per la mostra “Pro Biennale” fra i noti artisti ad esporre Elettra Spalla Pizzorno

Venerdì 8 maggio 2015 si è tenuto nell’incantevole cornice veneziana il suggestivo ed interessante vernissage della mostra “Pro Biennale”, allestita nella sede di Calle dei Cerchieri 1270 della “Milano Art Gallery”, vicino Campo San Barnaba. L’iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, che ha pensato, in questa occasione, di festeggiare anche il compleanno dell’illustre Prof. Vittorio Sgarbi, protagonista della serata.

Molti dei più celebri artisti contemporanei hanno deciso di esporre le loro creazioni alla prestigiosa mostra collettiva: una tra questi è la pittrice Elettra Spalla Pizzorno. Le sue creazioni si possono comprendere grazie alle parole della Dott.ssa Elena Gollini: «I dipinti sono caratterizzati da una visione poliedrica e dalla vivace versatilità esplicativa, che li differenzia da riproduzioni strettamente fotografiche e copiative, inserendo degli elementi e delle combinazioni di innovativa e dinamica rivisitazione, che catalizzano e conquistano da subito l’occhio sensibile e partecipe del fruitore. […] I suoi lavori si possono iscrivere e inserire all’interno di una lunga tradizione di mimesi rielaborata e raccontano la fervida e accorata voglia di immortalare ciò che la circonda, seguendo uno stile ispirato da toccante e coinvolgente realismo naturalistico e di matrice figurativa e verista. A ben guardare, addentrandoci nelle sue dinamiche pitture, si può individuare qualcosa che va oltre la semplice e pura operazione descrittiva fine a se stessa ed è ciò, che assume e acquista importanza fondamentale e primaria nella struttura compositiva globale, cioè la visione dell’artista, il suo imprinting esclusivo ed inconfondibile, che è finalizzato a un obiettivo con una meta ardita: indagare e sperimentare per riuscire a toccare, tramite una visione molto personale e soggettiva, ciò che è universale».

Ella, dunque, ritrae la figura dell’artista descritto dal celeberrimo Pablo Picasso come «un ricettacolo di emozioni, che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, dalla tela di un ragno».

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Alla Milano Art Gallery nel cuore di Venezia in mostra fino al 4 giugno le opere del noto artista Michele Mainoli

Venerdì 8 maggio 2015 è stata inaugurata con grande successo, in concomitanza con l’apertura della Biennale, la mostra “Pro Biennale”. L’evento è stato organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes presso la sede veneziana della “Milano Art Gallery”, in Calle dei Cerchieri, 1270, Dorsoduro. Protagonista della serata l’illustre critico d’arte Vittorio Sgarbi che, proprio nella stessa data, festeggiava il suo compleanno. Una scelta molto studiata quella del Nugnes che ha deciso di esporre una varietà di meravigliose opere, tra cui quelle di Michele Mainoli, uno dei massimi artisti italiani del secondo Novecento.

 

Lo stesso Prof. Sgarbi, in un’intervista in occasione dell’inaugurazione della mostra Michele Mainoli: il sogno della realtà” del 1998 , disse: «Si tratta di un artista di grande cultura, di grande sensibilità e di grande autonomia: qualunque cosa dipinga, è un uomo autonomo che pensa prima di dipingere, la pittura è una conseguenza del pensiero. Sono dei trattatelli, questi dipinti, in cui c’è un’idea: è quindi pittura filosofica, pittura surrealista, perché sempre – voi conoscete i film di Bunuel e il surrealismo – c’è pur nel sogno un pensiero, che è un pensiero libertario. Sicuramente questo pittore, di cui io conosco marginalmente i commenti dei critici, era anarchico, era senza una linea politica definita, era un individualista, era anticomunista e antifascista, era un libertario, era un laico, e come un laico vero poteva anche permettersi di credere, di credere liberamente e non in maniera ecclesiastica, cioè non credere”.

Anche la Dott.ssa Elena Gollini scrive del suo modo di dipingere, sostenendo che «La mano del pittore, con pazienza e precisione ingegnosa, inserisce idee e concetti nelle forme e li ingloba nella narrazione, come protagonisti della sua coreografia scenica. Seguendo una tecnica procedurale collaudata e perfezionata nel tempo, egli ricrea nel gesto del dipingere e nei materiali pittorici lavorati, l’atto fondante della pittura e del suo farsi significato sotteso e subliminale. […] Niente si potrebbe cogliere di più lontano dal virtuosismo astratto di una pittura così legata e ancorata e una dimensione di visionarietà reale, eppure contestualmente così capace di suscitare proiezioni oniriche e immaginarie e di alimentare e stimolare l’elemento illusorio. Attraverso la vibrazione e la propulsione cromatica densa e intensa, che si espande e distribuisce sulla superficie della tela, viene generato un intrigante potere di illusione ottica e visiva, che si trasmette permeante e avvolgente».

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Milano Art Gallery presenta fino al 4 giugno la mostra “Pro Biennale” con la partecipazione di Vittorio Sgarbi, Mauro Martin fra i noti ad esporre

Grande afflusso di artisti e visitatori all’inaugurazione della mostra “Pro Biennale”, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e allestita presso l’incantevole sede veneziana della “Milano Art Gallery”, in Calle dei Cerchieri 1270, Dorsoduro. Special guest della serata è stato il rinomato critico d’arte Vittorio Sgarbi che, proprio lo stesso venerdì 8 maggio, ha festeggiato il suo compleanno.

La prestigiosa mostra, aperta al pubblico fino al 4 giugno, accoglie una selezionata varietà di opere di artisti contemporanei, tra cui quella di Mauro Martin.

Il suo modo di rappresentare la realtà è esplicato molto chiaramente dalle parole della Dott.ssa Elena Gollini: «Per Martin il dipinto si trasforma in un “libro virtuale”, che invita ad essere letto e sfogliato attentamente e lentamente, analizzando ogni singolo dettaglio e fattore narrativo, che lo compone.[…] Protagoniste indiscusse sono le figure femminili, con forme suadenti, sinuose, morbide, seducenti, intriganti e al contempo eleganti e misteriose, che vengono immerse dentro lucenti cornici di luce, con riflessi luminosi ed enigmatiche trasparenze di avvolgente intensità e sono inserite in ambientazioni sobrie, ricercate e volutamente prive di sofisticati elementi di lusso di contorno, per dare la massima centralità alla loro fisionomia e alla loro naturalezza corporale mai forzata.[…] Il ruolo della donna non viene mai finalizzato alla “mercificazione” carnale e corporale, ma viene destinato e innalzato alla celebrazione del culto della bellezza, dell’assoluta armonia, della fisicità dolce e soave e mai oscenamente provocante».

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Milano Art Gallery: Irina Markova e altri noti artisti in mostra a Venezia per la collettiva inaugurata da Vittorio Sgarbi

In concomitanza con l’inizio della Biennale, si è svolta con ottimi consensi, in data venerdì 8 maggio 2015, l’inaugurazione della mostra “Pro Biennale”, che ha visto la partecipazione straordinaria del Prof. Vittorio Sgarbi. L’iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presso l’elegante sede veneziana della “Milano Art Gallery” in Calle dei Cerchieri 1270, a pochi passi da San Barnaba, nel cuore di Venezia, e resterà in loco fino al 4 giugno 2015.

 

Molti dei più famosi artisti contemporanei hanno esposto le loro opere, tra cui Irina Markova, nota pittrice di origine russa. La sua pittura è una visione personale della sintesi di un corpo coperto di ricami geometrici, che è destinato a scomporsi a pezzi per arrivare a una certa semplicità geometrica come un triangolo, un cerchio, un rombo. Essi sono diversissimi tra loro e hanno un significato differente che segna il rapporto inscindibile tra massa, energia e luce.

 

A tal proposito, la Dott.ssa Gollini scrive: «Il linguaggio pittorico di Irina Markova si ispira al figurativo neo-informale, d’impronta onirica e fantastica e si declina nell’ambito di una lettura assorta, intimistica e colta della realtà riconoscibile, che viene reinterpretata e trasfigurata in chiave personale e soggettiva.[…] Nei quadri la vita pulsa con i suoi profumi, i suoi impulsi vibranti, la sua energia radiosa, i suoi colori. Le apparenze delle forme e delle immagini proposte assumono l’intensità delle suggestioni dai molteplici significati sottesi e cifrati.[…] Lo spettatore – prosegue la Gollini – assiste all’esaltante coreografia dei sentimenti e del pathos, che sono un “veicolo privilegiato” per evidenziare la vastissima e sfaccettata gamma delle emozioni e percezioni, scaturite direttamente dall’animo umano e declinate con il tocco di suadente femminilità della Markova».

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Presso la Milano Art Gallery veneziana l’arte di Osvaldo Mariscotti e altri rinomati artisti in una imperdibile mostra presentata da Vittorio Sgarbi

Ottimi riscontri quelli ottenuti all’apertura, in data venerdì 8 maggio 2015, della mostra collettiva “Pro Biennale”, svoltasi nella meravigliosa sede veneziana della “Milano Art Gallery”. L’organizzazione dell’evento e l’allestimento sono stati curati dal manager della cultura Salvo Nugnes, che ha deciso in quest’occasione di festeggiare il compleanno del Prof. Vittorio Sgarbi, ospite d’onore del vernissage.

 

Numerosi artisti contemporanei espongono le loro opere all’interno della galleria veneziana, tra cui l’astrattista italo newyorkese Osvaldo Mariscotti.

Grazie alle parole della Dott.ssa Elena Gollini è possibile comprendere al meglio la sua ricercata pittura “geometrica”: «Mariscotti accoglie nella sua arte le componenti scientifiche connesse alla geometria, come originale accorgimento ed espediente tecnico di peculiare connotazione distintiva e inserisce una sorta di “filtro” virtuale tra l’immagine geometrica raffigurata e l’occhio dell’osservatore. Questo “filtro” speciale gli consente di mantenere indefinita la soglia del reale e di immergere le opere in un’atmosfera senza tempo. La precisione dettagliata e minuziosa delle costruzioni grafiche realizzate si “disarticola” virtualmente per attraversare lo schermo visivo dell’osservatore e quando viene ricomposta dalla retina mantiene integro e intatto l’incanto del magico viaggio intrapreso e mai completamente finito. La sua accurata indagine percettiva viene accentuata e intensificata dalle intime pulsioni emozionali, che lo guidano nell’atto creativo e si manifestano nella frequenza cromatica e nel variopinto gioco di vibrazioni coloristiche».

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Milano Art Gallery: a Venezia in mostra Margaretha Gubernale e altri rinomati artisti per l’imperdibile collettiva “Pro Biennale”

Venerdì 8 maggio è stata inaugurata con ottimi esiti nella città lagunare, in concomitanza con l’apertura della Biennale, la mostra “Pro Biennale”. L’evento è stato organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, che ha predisposto la pregevole mostra presso la sede veneziana della “Milano Art Gallery”, in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro. Protagonista della serata l’illustre critico d’arte Vittorio Sgarbi che, proprio nella stessa data, festeggiava il suo compleanno. Una scelta molto studiata e precisa quella del Nugnes, che ha deciso di esporre una varietà di meravigliose opere appartenenti ai migliori artisti contemporanei. Una di questi è la pittrice svizzera Margaretha Gubernale.

Di lei scrive la Dott.ssa Elena Gollini, curatrice della mostra: «Quella di Margaretha Gubernale è una pittura scaturita da una consolidata esperienza e da una passione non imbrigliata da regole accademiche condizionanti, ma governata da un afflato intimo e da una continua sperimentazione sulle figure, sui soggetti e sui concetti protagonisti dei suoi sistemi narrativi, che racchiudono rievocazioni originali, di matrice fiabesca e fantastica. […] La Gubernale ci attira nel mondo suadente e intrigante della fantasia, fatto di sogni e di desideri, simbolicamente e metaforicamente rappresentati all’interno delle composizioni.[…]“L’arte rende tangibile la materia di cui sono fatti i sogni”. Lo spettatore, accogliendo questo assioma, davanti alle opere si sofferma a sognare, pensare, capire e al contempo riflette su profondi valori e su utopie esistenziali. È una pittura permeata da una cornice di ricercata espressività lirica, che mette in luce un mondo irreale, un mondo fiabesco e leggendario, concepito in una formulazione atipica tutta da scoprire e interpretare. L’autrice invita a entrare in questa atmosfera di evanescenza e trascendenza, ricca di suggestioni, per assaporare una fantasia, che richiama la realtà.»

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Museo Ferrari: sabato 06 Giugno avrà luogo l’interessante workshop organizzato da “Spoleto Arte”, l’organizzatore dell’evento Salvo Nugnes fra gli importanti relatori

In occasione del work shop dal titolo “Storie di successo”, che si terrà in data sabato 6 giugno 2015 presso lo storico Museo Ferrari a Maranello (Modena), abbiamo intervistato il noto manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi e presidente dell’associazione culturale “Spoleto Arte”. Tale evento vedrà la partecipazione di importanti imprenditori, artisti e professionisti italiani, che racconteranno ai partecipanti la loro scalata per essere i migliori, tra sacrifici e impegni. Di seguito l’intervista:

 

1) Dottor Nugnes, quindi possiamo dire che la Ferrari con questo evento si apre anche alla cultura?

 

Beh io direi, che la Ferrari già di per sé è sinonimo di cultura, di portata istituzionale. La Ferrari appartiene al patrimonio storico culturale del paese e del mondo intero. È una delle eccellenze del made in Italy, che tutti ci ammirano, in quanto mito che si è trasformato in leggenda, sogno che è diventato realtà partendo dall’idea geniale sviluppata dall’ingegner Enzo Ferrari.

 

2) Un suo commento sulla figura di Enzo Ferrari.

 

Ferrari è stato ed è ancora un esempio a modello di uomo tenace e ingegnoso, che con la sua fervida e inesauribile passione ha perseguito il proprio ideale e lo ha raggiunto, consolidandolo nel tempo e offrendolo in eredità simbolica alle generazioni future. Ferrari, fornisce un grande insegnamento di vita a tutti noi, certamente un testimone encomiabile di una vera storia di successo, per riprendere il titolo dato al work shop.

 

3) Come si svolgerà questo attesissimo appuntamento?

 

Il Dottor Ghini, direttore dei due Musei Ferrari di Maranello e Modena e responsabile aziendale del comparto ufficio stampa e comunicazione, verrà a fare un saluto simbolico di apertura del dibattito, con una presenza d’eccezione per noi molto gradita e un gesto di grande disponibilità. Poi verrà dato ufficialmente avvio al dibattito tra i prestigiosi ospiti relatori e il moderatore, il noto giornalista Alessandro Banfi, direttore del Tgcom24 e autore della trasmissione di successo Matrix. In conclusione è prevista anche una fase di dibattito aperto e interattivo con domande e interventi da parte del pubblico presente in sala.

 

4) Qual è l’elemento di connessione tra i vari personaggi affermati protagonisti del work shop?

 

Abbiamo individuato dei nomi noti e con una fama acquisita e consolidata, appartenenti a vari ambiti, accomunati da storie significative e da percorsi personali e professionali vincenti. Persone dotate di estro e talento innato, che ne hanno fatto la forza propulsiva per le loro scelte di vita. Dal critico Vittorio Sgarbi, con il suo pensiero di studioso esperto e competente, che ha consolidato la sua posizione autorevole a figure come il maestro Salvador Dalì ricordato dalle parole del figlio José, che rappresenta un pezzo di storia dell’arte sempre attuale e Salvatore Quasimodo, Premio Nobel di altissimo valore letterario e culturale, di cui il figlio Alessandro racconterà e rivelerà interessanti aneddoti. E poi ancora Arrigo Cipriani, il mitico inventore, fondatore e patron degli Harry’s Bar e Emanuela Folliero, affascinante donna di TV e spettacolo, che negli anni si è costruita una carriera sempre in ascesa. Non da ultimi il grande Luca Badoer, volto della Ferrari sempre nel cuore dei tifosi, che per lungo tempo ha ricoperto la carica di collaudatore ufficiale e ha contribuito a tanti trionfali successi della scuderia del cavallino rampante e lo stilista Alviero Martini, che ha edificato un vero impero della moda, con un nome divenuto famoso in tutto il mondo ed è partito facendo tanti sacrifici e con tanta buona volontà e intraprendenza. Un parterre vario ed eterogeneo, composto da gente tosta e con storie coinvolgenti e speciali da raccontare.

 

5) Come è riuscito a gestire i costi ingenti di immagine e di comunicazione e di pianificazione generale, per l’organizzazione di un evento di questa portata?

 

Lo sforzo è stato considerevole, devo ammetterlo, ma come si suole dire la posta è valsa davvero il gioco. Colgo l’occasione anche per ringraziare sentitamente il gruppo dei relatori di prestigio, che hanno dato la massima disponibilità nella loro partecipazione al work shop.

 

6) È vero, che in concomitanza con lo svolgimento del work shop, verrà fatta anche una prestigiosa esposizione di opere d’arte  allestite in loco?

 

Abbiamo pensato di creare un sinergico connubio tra cultura e arte, allestendo durante il work shop una mostra collettiva con opere selezionate appartenenti a nomi di fama del panorama attuale, che fungeranno da suggestiva cornice artistica e si integreranno con la moderna e tecnologica ambientazione museale, all’insegna di una armoniosa coreografia di forte impatto scenico.

 

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Alla Milano Art Gallery di Venezia le opere di Anna Somensari esposte per una mostra presentata da Vittorio Sgarbi

Venerdì 8 maggio 2015 si è tenuto l’evento inaugurale della mostra “Pro Biennale”, allestita presso la suggestiva sede della “Milano Art Gallery”, collocata nel cuore di Venezia, vicino Campo S. Barnaba, in Calle dei Cerchieri 1270. L’iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, il quale ha coinvolto tra più noti artisti contemporanei nazionali e internazionali e ha voluto, in questa occasione, festeggiare il compleanno del Prof. Sgarbi, ospite speciale del vernissage.

La pittrice Anna Somensari figura tra gli artisti espositori: la sua arte viene così descritta nel testo critico redatto dalla Dott.ssa Elena Gollini: «Nel percorso pittorico di Anna Somensari il ruolo svolto dall’arte consiste in primis in un profondo arricchimento esistenziale, che la aiuta a spingere lo sguardo oltre gli schemi predefiniti dell’usuale, nello scoprire e rivelare nuovi e diversi modi di concepire e inquadrare le cose, favorendone la comprensione e l’approfondimento dei comparti interiori e psicologici, che danno accesso alla sfera spirituale più intima, ancora inespressa.[…]Nelle raffigurazioni le forti combinazioni delle cromie producono effetti ben precisi e mirati, infondendo alle opere una loro peculiare ed esclusiva connotazione di inconfondibile identificabilità, senza però mai cadere in formulazioni compositive standardizzate e convenzionali, ma cercando sempre un’espressione qualificante, sui generis e non consueta. I quadri fuoriescono quasi dalle superfici pittoriche mentre li si ammira e possiedono una visione plastica. Sembra quasi, che la pittrice attraverso essi voglia condurci per mano e accompagnarci dentro il suo mondo percettivo vasto e variegato, dove tutto è possibile, senza vincoli, limiti e confini imposti.[…]La pittura per lei diventa veicolo di trasmissione di emozioni e sentimenti, nei quali anche il fruitore può identificarsi e ritrovarsi. Abbracciando anche la dimensione fantastica e onirica nel suo vibrante cromatismo, vivacizza l’accorato dibattito di una forma espressiva posta tra sogno e realtà, tra istinto e passione, tra spirito e materia».

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Presso la Milano Art Gallery di Venezia le opere di Luigi Galligani in mostra per l’imperdibile collettiva “Pro Biennale”

Venerdì 8 maggio 2015, in onore del compleanno del rinomato Prof. Vittorio Sgarbi, ospite speciale della serata, si è tenuta l’apertura della mostra collettiva “Pro Biennale” presso la suggestiva sede della “Milano Art Gallery” di Venezia, situata in Calle dei Cerchieri 1270, vicino a Campo San Barnaba. L’evento è stato organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes.

Alla prestigiosa mostra hanno potuto esporre le loro creazioni artisti nazionali e internazionali. Una “vetrina contemporanea” quella allestita da Nugnes, la quale spazia in tutte le diverse arti figurative: pittura scultura e fotografia.

Uno degli scultori, espositore alla mostra, aperta al pubblico fino al 4 giugno, è Luigi Galligani.

La Dott.ssa Elena Gollini scrive a proposito della sua arte: «La scultura è l’espressione primaria, in cui si esplicano le ricerche, le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, la visione del mondo, della società, della cultura portata avanti da Luigi Galligani, nel suo percorso professionale ed esistenziale.[…]I suoi lavori fanno emergere figure e soggetti di richiamo simbolista, che appartengono alle antiche e arcaiche tradizioni leggendarie e mitologiche, perpetrate nei secoli dalla concezione classica e giunte fino ai giorni nostri con una valenza sostanziale di intatta portata, che Galligani rafforza e rinvigorisce ulteriormente con il prezioso supporto delle sue mirabili creazioni. Le opere si stagliano nel loro sobrio, lineare e garbato impatto strutturale, con una possente eleganza e un imponente e ricercato plasticismo minimalista, nella perfetta sintesi e proporzione di equilibri tra masse e volumi, tra pieni e vuoti, e ci riportano con il pensiero verso mondi immersi in atmosfere enigmatiche, verso proiezioni fantastiche di avventurose e avvincenti epopee narrative.[…]La scultura è concepita sia come medium, ossia come lo strumento più immediato per comunicare ed esprimere emozioni, riflessioni, meditazioni, spiritualità inesplorate, sia come la manifestazione di un’energia, che si libera e si sprigiona, per tradurre in formule mistiche ed esoteriche l’avventura del pensiero. Galligani non perde mai di vista le cadenze poetiche di lontane memorie e al contempo si apre al futuro, al mistero dell’esistere e alla magia della sua essenza, che si rinnova e si permea di ancestrali verità rivelatorie».

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Alla Milano Art Gallery, nella splendida Venezia le opere di Amanda Lear esposte per l’imperdibile mostra “Passioni”

La splendida ambientazione lagunare veneziana fungerà da cornice simbolica all’imminente mostra di Amanda Lear, intitolata “Passioni”, che aprirà i battenti con un esclusivo vernissage in data sabato 13 giugno alle ore 18.00 all’interno della rinomata “Milano Art Gallery” in Calle dei Cerchieri 1270, tra Dorsoduro e Ca’ Rezzonico, a due passi da San Marco. L’esposizione è organizzata dal manager Salvo Nugnes e resterà in loco fino al 14 luglio 2015.

 

Sgarbi, parlando di lei e del suo eclettico trasformismo, ha dichiarato: “Potrei affermare, che la vera opera d’arte è la vita stessa della Lear, con l’elemento della provocazione sempre presente e protagonista in ogni circostanza e situazione. È un personaggio provocatoriamente borderline e fuori dagli schemi nella vita così come nell’arte. In ambito teatrale penso, che abbia una buona padronanza del palcoscenico e una buona capacità di battuta nella recitazione. Oltre alla vocazione all’arte possiede anche quella teatrale”.

 

Achille Bonito Oliva, nell’attribuire un’identità artistica alla Lear, afferma: “Riscontro nei suoi dipinti una sorta di continuità nel Dadaismo, nell’idea dell’arte intesa come comportamento e come Body Art. La reputo un’artista con una spiccata connotazione androgina. Possiede un lato maschile e un lato femminile nel carattere e nell’indole, che trasferisce anche nell’espressione pittorica, nel suo modo di concepire l’arte e fare arte. Questa caratteristica emerge poi in tutto il suo percorso di vita, privata e professionale”.

 

Philippe Daverio invece racconta: “Amanda veniva spesso da me in galleria. I suoi dipinti corrispondono appieno alla sua singolare e intensa vita. La sua arte è originale e spiritosa. È un personaggio molto creativo e molto alternativo, che ha qualcosa di geniale”.

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Onoranze funebri Illuxit, storica azienda in costante evoluzione

Illuxit società in franchising, attiva dal 1979 nel settore delle onoranze funebri, è molto apprezzata per l’eleganza e la discrezione dei servizi proposti, nonché per la competente esperienza e la serietà professionale dimostrata nei tanti anni di onorata presenza sul mercato. Il servizio fornito è a tutto tondo e garantito 24 ore su 24 e si rivolge a soddisfare ogni esigenza clientelare. Dagli addobbi floreali all’allestimento della camera ardente, dal trasporto alla vestizione della salma, dalla stampa dei necrologi e degli avvisi di lutto alla realizzazione di lapidi funerarie con relativi lavori di manutenzione programmata nel tempo. Inoltre, viene gestito anche il comparto della cremazione, con tutto ciò che deve essere espletato per questo tipo di servizio, attualmente sempre più richiesto e diffuso. Particolare cura e attenzione viene riservato al disbrigo delle varie pratiche burocratiche attinenti alla cerimonia funebre. Il Dottor Gaetano Carbonara, responsabile aziendale in qualità di amministratore delegato, dice: “Quando viene a mancare una persona cara, i familiari e gli amici si trovano a dover affrontare il difficile compito dell’organizzazione del servizio funebre e del disbrigo di tutte le relative pratiche burocratiche. In un momento così delicato è perciò fondamentale poter contare su una struttura affidabile e trasparente. Noi ci occupiamo di ogni minimo dettaglio gestionale con assoluta puntualità ed efficienza delle pratiche amministrative, evitando così alle persone vicine al defunto tutti gli sgradevoli, ma necessari, adempimenti da sbrigare”. 

 

In riferimento alla cremazione, Carbonara spiega: “Per chi decide per il proprio caro di aderire alla cremazione, abbiamo approntato delle apposite soluzioni, che permettono di affrontare il percorso con la necessaria assistenza, sia in merito all’esecuzione di tutte le pratiche burocratiche previste, sia per l’accompagnamento del defunto al forno crematorio. Per chi invece vuole disporre per la propria cremazione, abbiamo predisposto la necessaria documentazione, affinché si possa depositare la propria volontà di essere cremato. La nostra impresa si occupa, oltre che delle incombenze burocratiche, anche dell’archiviazione della documentazione, che viene conservata presso la nostra sede e rimane sempre a disposizione”.

 

L’azienda Illuxit concentra su di sé l’intera esperienza di cura del defunto, acquisita e consolidata nei tanti anni di attività lungo più generazioni. La speciale sensibilità con cui viene gestita la prima fase di passaggio alle onoranze funebri è una chiave di volta primaria per occuparsi del defunto, combinando le emozioni dettate dal cuore con le tecniche più evolute, per un amorevole adagiamento della persona deceduta nel cofano funebre. In tutti gli interventi eseguiti viene utilizzato come guida cardine, il profondo il senso di rispetto per la salma, unitamente allo spirito umanitario. Carbonara sottolinea: “Chi viene a rendere omaggio al defunto, può riconoscere la persona che è venuta a mancare in un contesto, che dona compostezza e serenità”.

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Presso la Milano Art Gallery di Venezia le opere di i Bruno Donadel in mostra per l’imperdibile collettiva “Pro Biennale”

Con la ricorrenza dell’apertura della Biennale, venerdì 8 maggio 2015 è stata inaugurata a Venezia con grande successo, l’attesissima mostra “Pro biennale”, allestita presso la sede della “Milano Art Gallery” di Calle dei Cerchieri 1270, vicino Campo San Barnaba. L’evento è stato organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes. Alla serata inaugurale ha fatto da protagonista il rinomato critico Vittorio Sgarbi che, in medesima data, ha potuto festeggiare il suo compleanno.

Alla prestigiosa mostra, aperta al pubblico fino al 4 Giugno, sono esposte anche le creazioni di Bruno Donadel. Molti scrivono di lui come di un uomo libero e non rintracciabile entro correnti d’arte convenzionali; così, nel saggio “La Libertà nell’Arte di Bruno Donadel” affermano Piero Bongi ed Enrica Angella: «Donadel é una persona che nel tempo non si è lasciata contaminare dalla civiltà tecnotronica, il suo studio, la sua casa da moltissimi anni sono rimasti tali, così anche chi lo rivede dopo tanto tempo ritrova la stessa atmosfera che cattura l’anima e il cuore e impone di tornare ancora, ancora e ancora. […] Si è cercato più volte di definirlo, di inquadrarlo entro schemi convenzionali senza offrire però un’idea esaustiva del suo modo di essere artista e di interpretare la realtà, la sua realtà, soprattutto quella interiore, quella che gli appartiene più intimamente. È una forza della natura e come tale non si può incasellare con quelle definizioni tradizionali per lui troppo rigide perché rischierebbero di stargli sempre e comunque troppo strette».

Per quanto riguarda i soggetti e lo stile dell’artista, la Dott.ssa Elena Gollini lo definisce come «un pittore dall’anima poetica: lo ispirano la natura, i paesaggi, gli scorci urbani, le ambientazioni e i contesti più evocativi, che lo hanno colpito ed emozionato. Donadel possiede la capacità di riuscire a rendere poetico, tramite la sua pittura, ogni più semplice soggetto e ogni immagine riprodotta. Egli dipinge in modo corale, nel senso che nelle opere il colore sembra “cantare” sulle tele, distribuito con aulica stesura e lirica partitura, come una delicata e aggraziata poesia di un pentagramma musicale declamata in versi, che si espande con raffinato e garbato virtuosismo».

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Milano Art Gallery: Bobo Ivancich in mostra per “Pro Biennale” a Venezia con ospite al vernissage Vittorio Sgarbi

È stato accolto in modo più che positivo il vernissage della mostra collettiva “Pro Biennale”, tenutosi in data 8 maggio 2015 nella prestigiosa sede di Venezia della “Milano Art Gallery”, in Calle dei Cerchieri 1270. L’evento è stato organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes e ha affascinato gli ospiti della serata grazie alla presenza dell’illustre critico Vittorio Sgarbi e delle meravigliose opere esposte, creazioni che toccano tutte le arti figurative: pittura, scultura e fotografia, una vera e propria vetrina contemporanea.

Uno degli espositori è il noto Bobo Ivancich, di cui scrive la Dott.ssa Elena Gollini: «La sua è una pittura, che presenta una notevole componente emotiva, denominatore di una forte personalità e di un’espressione sicura e matura. I soggetti rappresentati vengono inseriti in una sorta di virtuale “sipario scenico” all’interno di una narrazione volutamente “spettacolarizzata” di suggestiva evocazione emozionale. Nei dipinti Ivancich affronta tematiche di spessore universale, che abbracciano l’intera condizione dell’esistenza umana nelle sue molteplici esplicazioni: la vita, la morte, l’amore, la passione, la gioia, il dolore, la sofferenza, lo stato di turbamento dell’animo e della psiche, riportando tali percezioni sull’immaginario “palcoscenico” pittorico e costruendo attorno ai personaggi protagonisti dei dipinti delle caratteristiche cornici d’ambientazione di pregnante valenza simbolica, che supera la pura visione estetica e si spinge a evidenziare significati subliminali, da cogliere e interpretare, con acuto spirito d’osservazione.[…]Nei quadri emerge l’idea di bellezza e di grazia, di pulizia e ordine compositivi e ogni minimo dettaglio viene sempre ideato e studiato prima a livello progettuale, per poi essere affinato e perfezionato al meglio nella trasposizione riproduttiva sulla tela, senza mai affidarsi all’improvvisazione e alla creatività istintiva e incontrollata

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Alla Milano Art Gallery Karen Salicath e altri noti artisti in mostra a Venezia per la collettiva presentata da Vittorio Sgarbi

Con la ricorrenza dell’apertura della Biennale, venerdì 8 maggio 2015 è stata inaugurata, con grande afflusso del pubblico, l’attesissima mostra veneziana “Pro Biennale”, allestita presso la sede della “Milano Art Gallery” di Calle dei Cerchieri 1270, in zona Dorsoduro. L’organizzazione è del manager della cultura Salvo Nugnes. All’evento inaugurale ha fatto da protagonista il rinomato critico Vittorio Sgarbi che, in medesima data, ha potuto festeggiare il suo compleanno.

 

Una delle espositrici internazionali della prestigiosa mostra, aperta fino al 4 giugno, è Karen Salicath Jamali. Questa artista, attraverso il suo stile, è capace di realizzare opere che evocano l’universalità della condizione umana. È un linguaggio che è accessibile a tutti, indipendentemente dall’età, dalla cultura e dalla formazione. Per questo, le sue figure, a volte, sono intenzionalmente impersonali e anonime, mancano di mani e visi dettagliati, così che impersonino l’universalità.

A tal proposito, la Dott.ssa Elena Gollini scrive: «Le componenti caratterizzanti della sua narrazione plastica e tridimensionale sono l’assoluta schiettezza e incisività delle raffigurazioni, realizzate con sobria, pulita e lineare impostazione strutturale, senza mai ridondare in orpelli e decorazioni superflue, l’energia gestuale propulsiva impressa nella materia plasmata e la forza interna primaria sprigionata con vivace, sinuoso e immediato movimento dinamico. Nell’elaborazione della figura umana, in particolare in quella femminile, intervengono fattori che passano dall’impianto espressionista all’impianto realistico e si canalizzano insieme nella morbida gestualità e nell’armonia sinuosa d’insieme delle raffigurazioni».

Per quanto riguarda i temi, questi sono ispirati dalla mitologia Cristiana, Greca e Nordica, dai dipinti nelle cave paleolitiche, dalla fisica, dagli elementi classici e dalla forma umana. Molte delle sue opere sono ispirate dai fenomeni conosciuti nella relatività generale come “Orizzonte degli Eventi”. Infatti, la curatrice Gollini prosegue il suo testo critico, scrivendo: «Il riferimento applicativo al passato non preclude comunque il conseguimento di traguardi ambiziosi e innovativi, l’importante per Karen è approfondire ciò che le detta dall’interno il suo impulso e istinto creativo. Un’energia potente e intensa pervade la materia scultorea e il tratto segnico del disegno, facendo emergere dalla materia statica e inerte una forza energetica e una linfa vitale, che permettono una lettura non soltanto in funzione tridimensionale dell’opera, ma anche una percezione sensoriale, fisica e tangibile, di movimento, di sforzo, di spinta. L’osservatore non è un semplice spettatore passivo, ma viene coinvolto in modo attivo e compartecipe nell’immagine riprodotta. Si delinea chiara ed inequivocabile la potenza evocativa, che avvolge le creazioni e come per incanto attira lo spettatore in prima persona dentro lo scenario».

 

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