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Visitare il Cilento tra mare, cultura e arte

Cultura e relax, mare e arricchimento culturale, questa la sintesi di vacanze Cilento, una terra talmente ricca di opportunità e spunti da non deludere davvero nessuno.

Tutte le località del Cilento, infatti, si distinguono per la vastità di opportunità offerte ai propri visitatori, oltre che per l’accoglienza e l’ottima cucina che caratterizza ogni B&B, agriturismo o hotel Cilento.

Ma quali sono le località più belle del Cilento?

Prima tra tutte Ascea che racchiude al suo interno l’antica città di Velia, offrendo contemporaneamente tante opportunità di svago e di relax che vanno dal suo magnifico mare all’ottima gastronomia passando per l’arte e la cultura. E come perdere un itinerario tra lo stupendo Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, che oltre alla natura incontaminata offre anche ottime occasioni di relax in spiaggia data la sua vicinanza alle magnifiche località di Palinuro e Acciaroli. Altrettanto suggestiva è una visita a quella che è ad oggi considerata come una delle più importanti ed affascinanti città della Magna Grecia, Velia o Elea, che per lunghi anni è stata il crocevia dei traffici marittimi tra la Grecia e l’Italia e che è stata capace di raggiungere una grande prosperità grazie ai suoi due porti bene attrezzati e ad un sistema difensivo che la difesa dagli attacchi dei mercenari, sfruttando perfettamente gli impervi rilievi che incorniciano la piana ricompresa tra Marina di Casal Velinoe e Marina di Ascea.

Velia oltre che centro commerciale e strategico fu anche un grande polo culturale, talmente ricco da dare origine alla famosa scuola eleatica alla quale appartengono Parmenide, Zenone e Melisso di Sarno. Molto suggestivo è passeggiare nell’antica agorà o ammirare quello che viene considerato come il “gioiello” della cittadina, Porta Rosa, unico esempio di arco greco del IV secolo. L’acropoli di Velia conserva ancora oggi l’antico teatro e il basamento dell’antico tempio su cui è stata edificata una fortificazione medioevale la quale costituiva il fulcro dell’antica cittadella medioevale.

Visitati gli scavi il Cilento ha ancora molto da offrire grazie alle sue antiche tradizioni, alla sua fine e saporita gastronomia e alla sua calda accoglienza, rinomata in tutto il mondo.

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Europa: si al risparmio energetico ma con più ecoincentivi

Un recente sondaggio commissionato dal Parlamento Europeo ha messo in evidenza come i cittadini dell’UE siano molto attenti al problema del risparmio energetico, soprattutto legato ai consumi domestici, ma allo stesso tempo chiedono lo stanziamento di più ecoincentivi, principalmente in relazione alla ristrutturazione energetica delle proprie abitazioni. Gli europei, quindi, dimostrano di avere molto interesse nei confronti del problema della riduzione del consumo di energia, ma rivelano anche di sentirsi non aiutati dalle istituzioni che dovrebbero finanziariamente sostenere questo sforzo dei cittadini verso una politica energetica più compatibile con le esigenze ambientali ed economiche del continente.
L’indagine del Parlamento Europeo è stata eseguita lo scorso febbraio e ha interessato circa 26.836 cittadini dell’UE. E i risultati sono stati i seguenti; se l’80% degli intervistati si dichiara d’accordo con le politiche di risparmio energetico buona parte di questi non condivide però il modo con il quale attuare e portare avanti le strategie di risparmio. Dall’inchiesta è infatti emerso come solo il 19% degli europei abbia investito sull’isolamento della propria abitazione, e come solo il 6% abbia acquistato una vettura ecologica.

Per quanto concerne i cittadini che hanno maggiormente investito nella ristrutturazione energetica della propria casa, il picco maggiore si è registrato in Estonia, Slovenia e Slovacchia, mentre tra le misure adottate per diminuire i costi delle bollette, il 47% ha dichiarato di adottare contatori intelligenti per tenere sotto controllo i consumi. Altro dato interessante è quello che vede i due quinti degli intervistati chiedere alle istituzioni riduzioni fiscali per incentivare i cittadini al risparmio energetico e quello che evidenzia come il 36% degli europei vorrebbe che tra i fornitori di energia ci fosse una maggior concorrenza. Inoltre quasi tutti hanno affermato di volere solo fatture scritte in modo da essere facilitati nel controllo dei propri consumi, mentre il 59% è favorevole alle reti integrate per la riduzione dei costi e il 47% all’utilizzazione di diversi tipi di energia.

Eco-innovation 2011: E’ stato recentemente promulgato a livello europeo un eco-bando, Eco-innovation 2011, tutto dedicato ai nuovi servizi sostenibili. Il bando ha quindi lo scopo di portare sul mercato idee innovative in termini di prodotti, servizi e processi di produzione, tenendo conto sia dei costi che dei benefici. Per l’edizione 2011 del bando, dopo quello dello scorso anno, cinque sono le linee direttrici di azione:

1.       Riciclo dei materiali, attraverso la quale migliorare la qualità dei materiali da riciclo attraverso trattamenti di separazione e gestione ottimizzati

2.       Prodotti sostenibili per l’edilizia, ovvero ridurre l’uso di materiali prime nel settore

3.       Comparto cibi e bevande, ovvero valutare le innovazioni nei metodi di imballaggio, efficienza energetica, riduzione dei rifiuti e così via

4.       Acqua, tesa a promuovere e sostenere tutti quei progetti che riducano del 30% i consumi idrici

5.       Business verde, tesa a sostenere i progetti volti a creare prodotti e servizi a basso impatto ambientale attraverso ad esempio la sostituzione dei materiali.

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Vacanze in Cilento: itinerario tra i musei

Il Cilento è una terra davvero molto ricca, un territorio nel quale dominano la natura, ma anche un vastissimo patrimonio culturale ed archeologico che ha saputo conservarsi intatto. Per questo trascorrere una vacanza Cilento non significa solo immergersi nel blu del suo mare o nella bellezza dei suoi paesaggi, ma anche scoprirne la ricchezza culturale e artistica. Per questo se avete prenotato un hotel Cilento, sappiate che agli itinerari di mare potrete aggiungerne un altro molto interessante, vale a dire quello alla scoperta della grande eredità culturale lasciata in questo territorio da popoli mitici ed antichi come i Greci, i Lucani e i Romani. A tal proposito molto interessanti sono i percorsi museali, vere e proprie guide organizzate che permettono di visitare i luoghi di maggior interesse storico e i siti più belli del territorio.

Tra le prime tappe c’è certamente quella al Museo Paleontologico, situato nella parte nord del Cilento e precisamente nei pressi di Magliano Vetere, dove è possibile imbattersi in una accurata ricostruzione degli ambienti abitati dai dinosauri, avendo inoltre la possibilità di ammirare resti di fossili. Presso il Museo naturalistico di Corleto è invece possibile osservare tantissime specie di uccelli e lanciarsi anche in una singolare caccia al tesoro che dovrebbe portare all’individuazione delle specie diverse presenti nel museo. Da non perdere è anche l’Antiquarium di Roccagloriosa, sito archeologico in cui sono state rinvenute le tombe lucane tra le quali quella della principessa Fistelia. Per quanto concerne l’itinerario di visite culturali tra le località di mare, ovvero Palinuro, Camerota e Scario, molto interessante è il percorso sensoriale che consente di conoscere e di scoprire la natura attraverso i sensi, o la visita al Museo Vivo del Mare, un acquario che ospita le specie marine della Costiera Cilentana.

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Giappone dopo il disastro nucleare si punta al solare

Dopo il disastro nucleare che ha colpito il Gippone in seguito al terremoto, l’opinione pubblica nipponica ha preso le distanze dall’energia derivante dall’atomo e sta chiedendo, con insistenza sempre crescente al Governo giapponese di puntare ad altre forme di energia. Il disastro di Fikushima ha scosso le coscienze dei nipponici e così mentre in molti paesi europei, Italia compresa tornano ad accendersi i riflettori sul nucleare, in Giappone si stanno facendo dei passi indietro sull’atomo, riaprendo le porte alle cosiddette energie alternative, solare in primis. Si perché in Giappone il parere del popolo conta molto così il Governo sta già mettendo sul piatto delle proposte alternative al nucleare per far fronte al fabbisogno energetico del paese.
La prima, denominata “Sunrise Plan”, dovrebbe essere presentata nel corso del G8 in corso in questi giorni in Francia, e sarebbe nelle intenzioni delle istituzioni del Sol Levante, il trampolino di lancio di una nuova politica energetica orientata al solare per la produzione della maggior parte dell’elettricità del paese.

Pare, infatti, che il Primo Ministro giapponese, Naoto Kan, stia considerando un piano per imporre a tutti gli edifici di nuova costruzione del paese l’installazione di pannelli solari entro la data massima del 2030. Il piano dovrebbe andare ad interessare tutte le nuove abitazioni e gli edifici commerciali del Giappone, mentre altre indiscrezioni, pubblicate in questi giorni dal Telegraph, parlerebbero anche di circa 12 mila scuole e 1.200 edifici pubblici già orientati verso la produzione di energia grazie al sole. Dati che sarebbero stati diffusi principalmente per far riacquistare un po’ di popolarità alle istituzioni politiche tra l’elettorato giapponese, molto deluso e sfiduciato a causa dei tentativi di “insabbiamento” seguiti al disastro di Fukushima. Se il Gippone confermasse la sua intenzione di rivolgersi al sole per la produzione di energia, numerose sarebbero le conseguenze anche a livello economico, visto che inevitabilmente si darebbe vita ad un nuova politica economica volta fortemente ad abbattere il costo dei pannelli solari grazie alle economie di scala.

In base a quanto prevedono gli economisti, infatti, se in un primissimo tempo la prima conseguenza sarebbe quella di un aumento dei prezzi a causa di un incremento imprevisto della domanda, in seguito il settore reagirebbe con un netto aumento della capacità produttiva il che, a sua volta, genererebbe un significativo abbassamento dei prezzi del prodotto finale.

Altra notizia diffusa in questi giorni dall’agenzia spaziale giapponese, l’Usef, sarebbe quella relativa all’intenzione di costruire una centrale solare spaziale che avrebbe la capacità di produrre tanta energia quanto quella di una centrale nucleare di medie dimensioni entro il termine massimo del 2030. Un progetto che per il momento non è ancora accompagnato da un piano chiaro, ma che dimostra come le autorità giapponesi stiano realmente ripensando alla propria politica energetica alla ricerca di una valida alternativa, sia in termini ambientali che economici, al nucleare.

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Cilento d’autore: la gastronomia

Abbiamo più volte sottolineato le bellezze che le vacanze Cilento sono in grado di garantire ai propri visitatori grazie al suo ricchissimo patrimonio naturale ed artistico. Tuttavia il Cilento è in grado di unire alle meraviglie della natura e della storia anche quella della tavola, grazie alla sua lunga e gustosissima tradizione eno-gastronomica. Terra ricca e fertile, il Cilento vanta prodotti e piatti davvero eccezionali, vere e proprie “perle” dell’alimentazione e della cucina mediterranea. Il Cilento dal punto di vista gastronomico è infatti una terra tutta da gustare, in quanto produce alcuni dei prodotti più rinomati ed apprezzati della dieta mediterranea. Trascorrere un soggiorno presso un B&B o un hotel Cilento significa quindi anche immergersi in un lunga tradizione gastronomica che vi porterà a gustare prodotti di eccezione come la conosciutissima mozzarella di bufala campana DOP, che solo in queste zone, soprattutto nell’area di Paestum, viene ancora realizzata secondo metodi tradizionali. Questi permettono di ottenere una mozzarella davvero eccezionale ed una serie di altri prodotti caseari davvero eccezionali come le ricotte di bufala, le provole affumicate, gli yogurt ed i numerosi formaggi.

Restando sempre nella zona di Paestum impossibile non assaggiare il famoso carciofo di Paestum IGP, di media pezzatura, tondo e senza spine, molto utilizzato nella preparazione di ricette tipiche e piatti locali come ad esempio la pizza di carciofini, la crema e il pasticcio di carciofi. E quando si parla di gastronomia del Cilento impossibile non menzionare l’olio extravergine di olive Cilento DOP, dal tipico colore giallo paglierino e dal sapore leggermente fruttato. Questo olio è uno dei grandi protagonisti della cucina del Cilento, ideale per condire piatti di una certa consistenza come le grigliate di pesce, le insalate selvatiche, le verdure bollite, i legumi ed i primi piatti di genere.

Altri prodotti da assaggiare sono poi il fagiolo bianco di Controne, molto usato in piatti gustosi come i fagioli al tozzetto, e il fico bianco del Cilento, prodotto soprattutto nella zona di Agropoli.

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Visitare il Cilento?Le tappe da non perdere

Visitare un luogo, trascorrere una vacanza in una determinata località è molto spesso qualcosa di più di una semplice vacanza, trattandosi in determinati casi di una vera e propria esperienza. E nel caso del Cilento, trascorrere un soggiorno in queste terre, significa vivere un’esperienza davvero unica dato lo straordinario patrimonio artistico, culturale e naturale che questa terra è in grado di offrire ai propri visitatori. Hai deciso di trascorrere una vacanza Cilento?Bene allora la prima cosa da sapere è che il Cilento è una terra capace di soddisfare davvero ogni gusto ed esigenza. Dalla storia alle tradizioni locali, passando per la scoperta di un paesaggio incontaminato caratterizzato da un mare cristallino e pulitissimo. Per chi ama l’arte e la cultura antica non potrà di certo perdersi le numerose testimonianze del passaggio della grande cultura greca, stigmatizzata soprattutto negli scavi archeologici di Paestum e Velia, o i ricordi classici di Capo Palinuro, zona decantata dal grande Virgilio, o ancora i castelli dell’entroterra e le stupende torre della fascia costiera che riportano alla mente il passato medioevale e le scorrerie dei popoli barbari. Conoscere la storia del Cilento è, infatti, possibile proprio attraverso i castelli, le abbazie, i casali, i borghi rurali e i magnifici centri storici che, meglio di qualsiasi altra cosa, sono la vivida testimonianza di una storia lunga millenni. Tra le attrattive maggiori per la quale vale la pena visitare il Cilento c’è certamente il suo magnifico ed incontaminato mare, incastonato tra promontori, piccole baie ed insenature, porticcioli e spiaggette. La costa del Cilento si estende da Agropoli Pioppo a Castellabate, da Ascea a Pisciotta, da Palinuro a Marina di Camerota e Sapri. Il mare del Cilento è color cobalto, l’entroterra è caratterizzato da una natura tipicamente mediterranea caratterizzata da vaste distese di ulivi nodosi e maestosi e da grotte nascoste e magiche. Tra gli altri luoghi di maggior interesse da vedere sono, oltre alla costa cilentana, l’area archeologica di Paestum, l’area archeologica di Velia-Ascea, le grotte di Castelcivita e la Certosa di Padula.

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Estate 2011: riparte l’operazione di Legambiente “Spiagge pulite”

Puntuale come ogni anno si rinnova la bella iniziativa di Legambiente intitolata “Spiagge Pulite”, con la quale l’associazione ambientalista si ripropone di rendere molto più decorose e pulite le spiagge italiane in seguito ai veri e propri disastri praticati in inverno, quando i nostri litorali si trasformano in vere e proprie discariche a cielo aperto. L’iniziativa di Legambiente, si iscrive in un progetto molto più ampio sviluppato a livello internazionale e denominato Clean Up The Med, giunto alla sua 22esima edizione, e al quale ogni anno aderiscono le associazioni ambientalistiche e di volontariato di ben 22 paesi in tutto il mondo.
Per “Spiagge Pulite” 2011 Legambiente ha già reclutato 800 giovani volontari che già dallo scorso fine settimana si sono messi all’opera per ripulire le spiagge del nostro paese. E dopo solo un week-end di attività di pulizia i dati diffusi sono allarmanti, visto che da Legambiente hanno fatto sapere che sono già stati raccolte circa 20mila buste e centomila cicche, segno questo che gli italiani stanno poco attenti alla tutela dell’ambiente gettando sulle spiagge davvero di tutto. Sebastiano Venneri, vice-presidente di Legambiente, a proposito di questi dati ha dichiarato:
“Purtroppo è ancora troppo diffusa la tendenza a scambiare il mare e le coste come una discarica e questo mette in pericolo la biodiversità dentro e fuori dall’acqua e la bellezza delle nostre spiagge che sono invece un’importante ricchezza da tutelare, una delle risorse paesaggistiche, economiche, sociali e culturali più importanti del nostro paese”.
Da segnalare come quest’anno l’iniziativa “Spiagge Pulite” si arricchisca anche di un ulteriore tentativo, vale a dire quello di ripulire anche i fondali marini. L’idea che Legambiente ha intenzione di realizzare è quella di rendere vivibili le coste italiane, tutelandole da azioni di deturpamento ed impoverimento. Forte è anche il contorno politico assunto dall’iniziativa “Spiagge Pulite”, visto che una buona fetta delle associazioni ambientalistiche ha deciso di prendere posizione contro la decisione di trasformare i litorali in proprietà private, correndo così il rischio che questi cadano sotto la gestione di costruttori senza scrupoli che non farebbero altro che cementificare gli arenili e aumentare i chilometri di muri che impediscono l’accesso dei cittadini alle spiagge. Lo schieramento contro questa possibilità di privatizzazione sintetizza lo spirito che muove l’iniziativa di Legambiente, vale a dire la volontà di affermare l’idea del mare e delle spiagge come un bene di tutti da tutelare da qualsiasi tipo di speculazioni.
Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, ha dichiarato:

“Il Decreto Sviluppo è una via alla privatizzazione e alla devastazione del paesaggio costiero che spalancherà le porte agli economisti. Nessun Governo può pensare di concedere privatizzando per decenni, tanto meno con assurdi e pericolosi diritti edificatori sulle nostre coste”.

Altra novità di quest’anno l’affiancamento a “Spiagge Pulite” di un’altra iniziativa, “Handiamo”, che nelle intenzioni di Legambiente dovrebbe essere “una promozione di cultura” per eliminare le barriere architettoniche e naturali che non consentono ai portatori di handicap di accedere alle spiagge.

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Vacanze in Cilento: visitare gli scavi archeologici di Velia

Noto per il suo mare e per le sue spiagge, il Cilento è una “regione” caratterizzata anche da un’antichissima storia che ha lasciato sul suo territorio dei segni evidenti ed importanti. Così le vacanze Cilento sono anche sinonimo di turismo culturale, all’insegna della scoperta di tesori antichi che testimoniano il passato glorioso di questa area. Molti sono i luoghi d’arte che il Cilento mette a disposizione dei propri visitatori, ma tra le zone più belle e rinomate c’è sicuramente l’antica città di Velia, fondata dai Focesi e divenuta nei secoli successivi patria della scuola filosofica di Parmenide e di Zenone. Anticamente chiamata Elea, la città divenne ben presto un centro autonomo, affermandosi oltre che come un importante città commerciale anche come un centro di formazione e promozione culturale di altissimo livello. Qui si formarono e si svilupparono importanti centri culturali di matrice filosofica e medica che larghissima influenza hanno poi avuto sul successivo sviluppo culturale della zona. Il declino di Velia giunse con il progressivo insabbiamento dei porti che causo la perdita della centralità commerciale da parte della città e decretò quindi la fine della propria autonomia economica. Solo con l’avvento del Cristianesimo la città potè risorgere: divenne sede vescovile per poi cadere nuovamente in declino a causa delle invasioni dei saraceni. Oggi Velia è una importante area archeologica alla quale si accede dalla marina di Ascea. Gli scavi ebbero inizio intorno al 1921 ad opera di Amedeo Maiuri il quale riuscì a riportare alla luce buona parte dell’antica città. La struttura urbanistica di Velia prevede tre nuclei principali che sono il quartiere meridionale, il quartiere settentrionale e l’acropoli. La visita alla città ha inizio dal quartiere meridionale dove si trova anche la famosa Diga Foranea costruita dai Focei; di qui si passa verso Porta Rosa dalla quale si giunge poi alle Terme Imperiali. Porta Arcaica segna invece il confine tra il quartiere meridionale e quello settentrionale, percorrendo il quale si arriva poi sino all’Acropoli e a quello che è stato riconosciuto come uno dei più antichi insediamenti abitativi della zona.

Tante quindi le bellezze da visitare in questa zona, di certo un motivo in più per prenotare un hotel Cilento.

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Vacanze low cost in Cilento

Con l’arrivo dei primi caldi, scatta la voglia di vacanza e di scoprire i tanti luoghi affascinanti della nostra bella Italia. Già, ma come concedersi qualche giorno di meritato relax senza spendere cifre eccessive?

Innanzitutto è bene ricordare che per godersi una bella vacanza non è necessario sognare mete e destinazioni lontane, visto che, soprattutto in Italia, esistono luoghi meno “esotici” ma ugualmente bellissimi e tutti da vedere.

Un esempio è senza dubbio la Costiera Cilentana, forse un po’ meno nota della Costiera Amalfitana ma ugualmente bellissima e ricca di luoghi incantevoli tutti da scoprire. Ma cosa ci offrono le vacanze Cilento?

La Costiera Cilentana si estende dalla suggestiva cittadina di Agropoli sino alla Basilicata, offrendo ai propri visitatori borghi tranquilli ed impregnati di storia, mare limpidissimo, paesaggi incontaminati e antiche tradizioni.

Si perché concedersi un soggiorno in Cilento non significa solo garantirsi una vacanza rilassante, ma anche scoprire un ricchissimo patrimonio culturale che qui affonda le sue radici nella cultura ellenica. I Greci, infatti, hanno lasciato in queste zone numerose testimonianze del loro passaggio come ad esempio i magnifici Templi di Paestum e il Santuario di Hera Argiva nel Comune di Capaccio, oppure gli Scavi di Velia o l’antico insediamento di Palinuro, solo per ricordarne alcuni.

Arte, cultura e natura, come dicevamo, a prezzi più che accessibili, visto che tanto sulle zone costiere quanto nei bei comuni dell’entroterra è possibile trovare numerosi b&b e hotel Cilento a portata di tutte le tasche, dove oltre a buone tariffe tutti gli ospiti troveranno anche una calda accoglienza, e chiaramente ad  un’ottima cucina tipicamente mediterranea.

Da non dimenticare, infine, che proprio recentemente il  Cilento è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco, un titolo più che meritato. Ottimo cibo, prezzi economici, luoghi incontaminati e tanta arte e cultura cosa desiderare di più?

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Vacanze in Cilento?Visitate Acciaroli

Siete alla ricerca di una destinazione dove prenotare il vostro hotel Cilento per la prossima estate, ma non sapete proprio per quali delle tante località optare?
Quando si parla del Cilento in effetti la scelta è abbastanza difficile, visto il gran numero di località nelle quali potrete trascorrere delle vacanze davvero indimenticabili.
Tra le molte località che il Cilento può vantare ce n’è una conosciuta in tutto il mondo per la ricchezza della sua offerta turistica, sia sotto il punto di vista naturalistico che culturale. Stiamo parlando di Acciaroli, la cui caratteristica principale è appunto quella di saper coniugare le mille ricchezze di un vastissimo patrimonio paesaggistico ad un patrimonio artistico altrettanto affascinante.
Ma quali sono i luoghi di Acciaroli assolutamente da non perdere?
In primo luogo il centro storico dove potrete perdervi tra vicoli e stradine strette ed impervie ed improvvisamente imbattervi in monumenti di straordinaria bellezza come la Torre Normanna e la magnifica Chiesa dell’Annunziata, nota in tutto il mondo per la stupenda decorazione in maioliche sul timpano raffigurante l’Annunciazione.
Di qui il consiglio è di spostarsi presso il borgo marino, vero cuore del paese, che si presenta alla vista dei turisti come un suggestivo agglomerato di minuscole case costruite in pietra, la maggior parte delle quali si affacciano sulle piccole piazzette o su strette stradine che si intrecciano dando vita ad un groviglio di vicoli. Potrete perdervi tra queste stradine, trascorrendo pomeriggi a curiosare tra le botteghe artigiane e i negozietti tipici dove potrete acquistare il meglio dei prodotti locali, oppure concedervi un meritato ristoro presso uno dei tanti ristorantini della zona, dove vi verranno serviti i migliori piatti della tradizione gastronomica campana. Da non perdere è poi il bel litorale, ogni anno insignito del riconoscimento della bandiera Blu dalla FEE, un importante organismo che opera per lo sviluppo sostenibile attraverso l’educazione ambientale, le sabbiose e spaziose spiagge,oltre al magnifico paesaggio dove domina la macchia mediterranea e alle località limitrofe tra le quali si segnalano Paestum, Velia e Pompei.
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Vacanze in Cilento all’insegna di mare, sole e tanto verde

L’estate è quasi alle porte ed è tempo, quindi, di cominciare a pensare alle ferie, o meglio alla luogo dove concedersi, finalmente, un po’ di meritato riposo. Scegliere la destinazione per le proprie vacanze non è sempre facile: Italia o estero?Mare o montagna?O meglio una vacanze nel verde?

Si perché da qualche anno a questa parte una delle destinazioni preferite dagli italiani è quella delle vacanze tra la natura, magari soggiornando presso gli agriturismi dove, oltre a vivere a contatto con il verde è possibile riscoprire il relax e la tranquillità che solo la campagna sa regalare.

Già, ma quale destinazione scegliere?

Se volete unire alla bellezza dei paesaggi, al relax della natura, l’ottima gastronomia ad una calda accoglienza, l’idea migliore è certamente quella di regalarsi una magnifica vacanza Cilento.

Tanto verde, spiagge sabbiose e pulite, mare cristallino e azzurro, ottima cucina e grande attaccamento alle radici e alle tradizioni, questo e molto di più è il Cilento, tra le destinazioni più amate dell’intera Campania.

E tante sono le località dove potrete trascorrere una vacanza davvero da sogno.

Prima tra tutte Palinuro, una delle località più conosciute del Cilento che, si dal nome, richiama alla mente epopee mitologiche, mite e leggende che si legano alla mitica figura di Enea. La caratteristica principale di Palinuro è quella di unire, in un suggestivo mix, miti del passato e una forte vocazione turistica che ben si sposa con la calda ospitalità che da sempre caratterizza la gente di questi luoghi.

Non è quindi un caso se ogni anno tanti turisti, sia italiani che stranieri, scelgono Palinuro come meta delle loro vacanze.

Ma quali sono i luoghi più belli e assolutamente imperdibili?

In primo luogo le tante grotte che si aprono lungo la costa: la Grotta dei Monaci, la Grotta Azzurra, la Grotta delle Ossa e la Grotta delle Ciavole. E come perdersi l’Arco Naturale, situato in una delle baie più belle della zona, dove è possibile godere appieno la tranquillità e il relax che solo il Cilento sa regalare. Al fascino dei paesaggi si somma poi la ricchezza del patrimonio culturale ed artistico e la lunga tradizione gastronomica che ha nel Cilento e in Palinuro il “fulcro” della gastronomia mediterranea.

Insomma il Cilento vi aspetta per una vacanza davvero da sogno!

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Il disastro nucleare di Fukushima: una nuova Chernobyl?

A circa un mese di distanza dal terribile terremoto che ha sconvolto il Giappone, il paese non pare aver ancora ritrovato la stabilità non solo a causa delle continue scosse che continuano a terrorizzare abitanti ed istituzioni, ma anche delle preoccupazioni, sempre meno celate, per la centrale nucleare di Fukushima. Dopo aver affrontato l’emergenza del post-terremoto e tentato di riportare una certa normalità nel paese, il Governo si è trovato alle prese con il pericolo nucleare che per giorni, dopo la tragedia, si è tentato di scongiurare ma che alla fine si è mostrato in tutta la sua drammaticità.

Ad oggi, infatti, l’incidente di Fukushima viene classificato come “il più grave di tutti i tempi” e paragonato solo al disastro del 1986 di Chernobyl, almeno stando ai rilevamenti effettuati dall’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare che ha innalzato al livello massimo di 7 l’incidente giapponese. Un limite preoccupante che sino ad oggi era stato raggiunto solo dall’incidente in Ucraina che, purtroppo, rischia di essere replicato.

Allarme, quindi, fomentato anche da dichiarazioni rilasciate da alcuni funzionari della Tepco, la società giapponese che gestisce l’impianto di Fukushima, e che hanno fatto intendere come sussista addirittura la possibilità che i livelli di radioattività raggiunti dalla centrale possano essere superiori a quanto previsto.

“La perdita radioattiva non si è ancora arrestata completamente, e la nostra preoccupazione è possa anche superare Chernobyl”. Dichiarazioni che hanno alimentato la preoccupazione e scatenato un dibattito tra chi sostiene che le autorità giapponesi stiano minimizzando nel tentativo di contenere il panico e chi, invece, ritiene che la situazione non sia poi così allarmante.

Sergio Ulgiati, professore di Chimica presso l’Università Parthenope di Napoli e membro del Comitato Scientifico di WWF Italia, ha commentato così la situazione giapponese:

“Il passaggio al livello 7 di pericolosità della centrale nucleare di Fukushima equivale a una dichiarazione di resa, che dice come la situazione sia fuori controllo e non ci sia modo di arrestare né la fusione né la contaminazione anche per chi è lontano dall’area. L’ipotesi peggiore da scongiurare è un’esplosione di idrogeno con l’immissione di forti quantitativi nell’atmosfera”. Il professor Ugliati ha poi aggiunto:

“ Il rischio coinvolge le aree geografiche limitrofe, come ad esempio la Cina e la Corea, ma in generale se si considera il commercio globalizzato del cibo non ha confini. Da qui deriva il principale pericolo. Sappiamo inoltre che la nube radioattiva è già arrivata in Europa, anche se di bassa radioattività”.

Un allarme condiviso da Greenpeace che già da tre settimane denuncia la gravità della centrale nucleare dove, nelle prime ore del mattino di oggi, è anche scoppiato un incendio nel reattore numero 4 che però è stato subito domato.

Tuttavia non tutti sono concordi con il pericolo lanciato in queste ore.

Primo tra tutti il Premier Naoto Kan che ha sottolineato come le “radiazioni stiano diminuendo”, voce alla  quale si è poi aggiunta quella del responsabile dell’Agenzia internazionale per la sicurezza nucleare, Denis Flory, che ha dichiarato:

“Fukushima e Cernobyl sono molto diversi. Fukushima è un incidente completamente diverso. Il livello di emissioni a Chernobul è sensibilmente diverso”. Dall’Aie, inoltre, hanno voluto rimarcare come la catastrofe di Chernobyl sia stata causata da un errore umano e da un difetto di progettazione, mentre la crisi di Fukushima è il risultato di un sisma/tsunami di forza poco comune. Sempre Flory ha inoltre rimarcato come “le meccaniche dell’incidente siano molto diverse”, e come cioè quello che è avvenuto a Chernobyl, ovvero la diffusione di grandi quantitativi di radioattività nell’atmosfera, non si sia invece verificato a Fukushima, dove i reattori erano spenti e dove non vi è stata alcuna esplosione all’interno della struttura di protezione.

Flory ha poi concluso, sottolineando come “la situazione a Fukushima resta ancora molto seria ma come ci siano già i primi segnali di un miglioramento di alcune funzioni, soprattutto per quanto concerne l’alimentazione dei sistemi di raffreddamento dei reattori.

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Gusto e ottima gastronomia dal Cilento

Quando si dice Cilento si pensa subito al suo ricchissimo patrimonio naturale e alle sue innumerevoli bellezze storiche. Ma, in realtà, accanto a queste ricchezze ne esiste un’altra che merita di essere ricordata, anzi assaggiata. Stiamo parlando della lunga tradizione gastronomiche che ha consentito al Cilento di diventare una delle colonne portanti della ormai celebre dieta mediterranea. Cosi se per la prossima estate avete già prenotato il vostro hotel Cilento, allora vi sarà certamente utile sapere quali golosità troverete nel piatto e quali sono le specialità che questo magnifico territorio è in grado di offrirvi.
Dal punto di vista gastronomico, infatti, il Cilento è una terra interamente da scoprire, anzi da gustare, contrassegnata da una grandissima varietà di prodotti e da un’altissima qualità dei suoi piatti. Tra i prodotti “top” si deve innanzitutto annoverare la mozzarella bufala campana, rigorosamente DOP, dal gusto davvero unico e la cui produzione si concentra soprattutto nella zona di Piana del Sele. Accanto all’ottima bufala DOP, come non ricordare poi il famoso carciofo tondo di Paestum IGP,  un prodotto che la cucina cilentana utilizza molto per la preparazioni di piatti tipici come la crema e il pasticcio di carciofo o la gustosissima pizza di carciofi. E cosa dire, poi, dell’olio extra-vergine d’oliva Cilento DOP, dall’aroma e dal gusto unico ed inconfondibile, dei fagioli bianchi di Controne, anch’essi molto utilizzati per la preparazione di piatti da “leccarsi i baffi” come i fagioli al tozzetto, senza dimenticare il celebre fico bianco del Cilento, la cui produzione si concentra principalmente nella zona di Acropoli.
Se trascorrete una vacanza nel Cilento non potete non assaggiare il marrone di Roccadaspide, la soppressata di Gioi, le alici di Menaica, presidio Slow Food, e il caciocavallo podolico, uno dei prodotti più tipici delle zone del basso Cilento. Ovviamente non si possono dimenticare gli ottimi vini del territorio come il DOC Castel San Lorenzo e il DOC Cilento, due ottimi vini dal sapore intenso che ben incarnano l’anima di questa terra piena di fascino.

Quando si dice Cilento si pensa subito al suo ricchissimo patrimonio naturale e alle sue innumerevoli bellezze storiche. Ma, in realtà, accanto a queste ricchezze ne esiste un’altra che merita di essere ricordata, anzi assaggiata. Stiamo parlando della lunga tradizione gastronomiche che ha consentito al Cilento di diventare una delle colonne portanti della ormai celebre dieta mediterranea. Cosi se per la prossima estate avete già prenotato il vostro hotel Cilento, allora vi sarà certamente utile sapere quali golosità troverete nel piatto e quali sono le specialità che questo magnifico territorio è in grado di offrirvi.Dal punto di vista gastronomico, infatti, il Cilento è una terra interamente da scoprire, anzi da gustare, contrassegnata da una grandissima varietà di prodotti e da un’altissima qualità dei suoi piatti. Tra i prodotti “top” si deve innanzitutto annoverare la mozzarella bufala campana, rigorosamente DOP, dal gusto davvero unico e la cui produzione si concentra soprattutto nella zona di Piana del Sele. Accanto all’ottima bufala DOP, come non ricordare poi il famoso carciofo tondo di Paestum IGP,  un prodotto che la cucina cilentana utilizza molto per la preparazioni di piatti tipici come la crema e il pasticcio di carciofo o la gustosissima pizza di carciofi. E cosa dire, poi, dell’olio extra-vergine d’oliva Cilento DOP, dall’aroma e dal gusto unico ed inconfondibile, dei fagioli bianchi di Controne, anch’essi molto utilizzati per la preparazione di piatti da “leccarsi i baffi” come i fagioli al tozzetto, senza dimenticare il celebre fico bianco del Cilento, la cui produzione si concentra principalmente nella zona di Acropoli.Se trascorrete una vacanza nel Cilento non potete non assaggiare il marrone di Roccadaspide, la soppressata di Gioi, le alici di Menaica, presidio Slow Food, e il caciocavallo podolico, uno dei prodotti più tipici delle zone del basso Cilento. Ovviamente non si possono dimenticare gli ottimi vini del territorio come il DOC Castel San Lorenzo e il DOC Cilento, due ottimi vini dal sapore intenso che ben incarnano l’anima di questa terra piena di fascino.

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Terremoti: una forza devastante e senza freni

Le catastrofi naturali hanno sempre accompagnato l’uomo nel suo cammino, sin dalle origini della storia. Una battaglia costante e quasi sempre persa quella del genere umano contro le forze della natura che periodicamente si scatenano assumendo forme e caratteristiche diverse. I terremoti sono sempre stati tra i maggiori “spauracchi” dell’umanità in virtù del loro potere distruttivo e della forza devastante che sempre li accopagna. Difronte ai terremoti ci si senti impotenti, totalmente incapaci di frenare la forza devastante delle scosse sismiche che trascinano tutto dietro di sè, devastando strade, abbattendo palazzi, radendo al suolo intere città.
L’ultimo paese in ordine di tempo ad aver subito la forza devastante di un terremoto è il Giappone, un’area altamente sismica, dove, nonostante tutte le precauzioni prese e le norme di sicurezza adottate non si è potuto evitare la catastrofe. E difficilmente il terremoto del Giappone non si sarebbe rivelato una tragedia, visto che quello che ha colpito il paese asiatico è stato uno dei più potenti degli ultimi anni: ben 8.9-9.0 di magnitudo con epicentro nella città di Sendai, a 300 km di distanza dalla capitale Tokio, classificabile come il quinto terremoto più potente e devastante degli ultimi anni.
Si perchè se il Giappone è ora il ricordo più vivo in realtà di terremoti altrettanto violenti e distruttivi ce ne sono stati molti in questo secolo. Senza neanche andare troppo indietro con la memoria non si può non ricordare il terremoto forse più devastate del ‘900, quello del 1960 di Valdivia, in Cile, passato tristemente alla storia come il grande terremoto cileno e come il più intenso mai registrato al mondo. Come per il Giappone, anche in questa occasione il movimento tellurico provocò uno tsunami di potentissima intensità che si manifestò anche con onde alte circa 25 metri, capaci di raggiungere molte località dell’Oceano Pacifico, come ad esempio le Hawaii e l’arcipelago giapponese, provocando nel totale 3.000 vittime e 2 milioni di sfollati. Devastante fu anche il terremoto di Prince William Sound in Alaska, del 1964 di magnitudo 9.2 accompagnato da uno tsunami che raggiunse addirittura la costa della California.
E scorrendo gli anni se ne incontrano tanti di terremoti devastanti: quello di Sumatra, in Indonesia, del 2004 di magnitudo 9.1,  che seminò morte e distruzione dalle coste africane al sud-est asiatico, quello di Kamcatka, in Russia, del 1952 di magnitudo 9.0, o quello dell’Ecuador del 1906, di magnitudo 8.8. E come non citare il terremoto della Costa di Maule, in Cile, del 2010 di magnitudo 8.8, quello di Sumatra, in Indonesia, del 2005 di magnitudo 8.7, verificatosi ad appena un anno di distanza dal violentissimo tsunami che aveva colpito le stesse zone, o ancora il terremoto delle Isole Rat, in Alaska, datato 1956 e quello di Assam e Tibet del 15 agosto 1950, che registrò la distruzione sia in Tibet che nel nord dell’India provocando più di 1.500 vittime.
Chiaramente la forza devastante di un terremoto non si misura solo dalla sua intensità o dal bilancio delle vittime e dei danni causati, ma anche da altri importanti fattori come ad esempio la densità dell’area colpita e le tecniche di costruzione utilizzate. Secondo questi “metri di giudizio”, il terremoto che ha causato il maggior numero di vittime è stato quello di Haiti del 2010, che ha causato la morte di più di 300 mila persone ed oltre un milione di sfollati.
E in Italia?
Le cose non vanno di certo meglio, visto che anche il nostro paese, zona altamente sismica, è stato teatro di numerosi terremoti particolarmente intensi. L’ultimo in ordine di tempo è stato il terremoto che ha colpito L’Aquila e la sua provincia lo scorso 2009 di magnitudo 6.3, sebbene quello di gravità maggiore è stato il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 che causò più di 120 mila morti.
Dati e numeri impressionanti che confermano come l’umanità sia costretta a subire i terremoti e come, nonostante tutte le precauzioni prese, ci si trovi di fronte ad una forza devastante e incontenibile.
Ufficio stampa
per Chimicionline
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Vivere la Pasqua tra le tradizioni del Cilento

La Pasqua si avvicina e se state pensando ad una maniera speciale per trascorrere questi giorni di festa, il consiglio è quello di prenotare quanto prima un hotel Cilento, una terra che sarà in grado di offrirvi una vacanza da sogno, facendovi riscoprire tradizioni antiche e molto suggestive.
La Cannelòra e la Quarajésema sono, infatti, due ricorrenze molto sentite in questo territorio e legate all’anno liturgico cattolico, che nell’ambito della cultura contadina sono state inserite nel ciclo dell’anno meteorologico. La prima ricorrenza ricade generalmente il 21esimo giorno dopo l’inizio del Carnevale, mentre il secondo segue il martedì grasso, 40 giorni prima della Pasqua. Nel Cilento la Quaresima, nella cultura popolare, viene personificata da una maschera che è parte integrante del famoso corteo carnascialesco. Si tratta della vedova di Carnevale che nel corso del corteo piange la morte di Carnevale e si presenta come una donna magrissima, vestita di nero che nella destra regge il fuso mentre nella sinistra tiene la cuniocchia, ovvero una rocca solitamente utilizzata per filare la lana. Essendo una maschera funebre, legata alla morte di Carnevale, ovvero l’anno vecchio, la vedova della Quaresima del Cilento si lega alla tradizione del mito delle Parche, proprio della mitologia greca, delle quali reca il filare, simbolo del crescere e dello scorrere sino alla morte. Da non dimenticare poi che in alcuni paesini del Cilento resiste ancora la bella tradizione de “Fa a Quarajésema”, ovvero l’usanza di costruire una bambola di stoffa in foggia di donna anziana e di appenderla alle finestre di casa dopo il passaggio del corteo di Carnevale. Questo “feticcio” reca le stesse caratteristiche della maschera del corteo, con la differenza però di recare sulla schiena un’arancia con sette penne di galline che vengono poi tolte una per ogni venerdì e bruciate. Anche questo rito presenta dei riferimenti mitologici connessi con i simboli della Morte che pare aver preso il sopravvento sulla Vita. Non a caso la bambola che viene costruita in occasione della Quaresima, presenta i caratteri della non-prolificità e della non-festa, sebbene rechi anche un simbolo di “speranza” e precisamente quello di maternità che, nei giochi dei bambini, è proprio rappresentato dalla bambola. Per quanto concerne la Pasqua bisogna precisare che nel linguaggio popolare questo termine viene solitamente attribuito a tre diverse ricorrenze religiose, vale a dire la “Pasca Bufania”, ovvero la Pasqua Epifania che corrisponde al 6 gennaio, la “Pasca re l’Ova”, ovvero la Pasqua delle uova che altro non è che la Pasqua della Resurrezione che cade la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera, e la “Pasca ri Juri”, vale a dire la Pasqua dei fiori che corrisponde alla Pentecoste. Anche queste ricorrenze sono caratterizzate da una serie di tradizioni molto folkloristiche e dalla radici piuttosto antiche. La prima celebra la natività di Cristo e nella cultura contadina del Cilento coincide anche con il giorno nel quale i morti lasciano definitivamente la terra, la seconda prende il nome dall’usanza di regalare ai bambini una treccia di pane bianco che contiene un uovo detta “u viccio cu l’uovo”, mentre la terza prende il suo nome in quanto nel corso della messa solenne il sacerdote cosparge i fedeli con dei petali simboleggiando così la discesa dello Spirito Santo. Questa festa dei fiori cristiana si lega a quella dei riti della primavera del mondo antico dove i fiori diventano il simbolo della purezza. Riti e rituali alquanto suggestivi che di certo permettono di vivere un momento così importante come la Pasqua in maniera solenne.
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