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Selecta ottimizza la sua infrastruttura con KEMP

Logo_Kemp_web_NUOVOIl Gruppo Selecta è la realtà industriale privata più significativa del mercato italiano e una delle principali a livello europeo nel settore della stampa, della gestione documentale e dei servizi per la comunicazione d’impresa, di marketing e obbligatoria. L’azienda vanta, tra i suoi clienti, oltre 200 Istituti di credito, 120 Aziende municipalizzate, tutte le compagnie telefoniche, le principali compagnie assicurative e alcune tra le più grandi aziende manifatturiere italiane. Gruppo Selecta ha 500 dipendenti, 4 stabilimenti produttivi in Italia, 1 in Slovacchia e uffici commerciali distribuiti sull’intero territorio europeo.

Selecta_webInfrastruttura di difficile manutenzione

Selecta disponeva di un’infrastruttura composta da numerosi Application Server http accessibili attraverso reti DMZ create ad hoc. Ogni Application Server veniva implementato in configurazione ridondata. Gli accessi ai server erano gestiti attraverso coppie di reverse proxy con tecnologia Apache o utilizzando il servizio di Network Load Balancing (NLB) di Microsoft. La crescita esponenziale del Gruppo Selecta ha generato nel tempo una proliferazione di macchine, DMZ e reverse proxy, che ha reso l’infrastruttura inefficiente e di difficile manutenzione. A fronte della natura critica e sensibile dei dati elaborati da Selecta e dell’esigenza di garantire il massimo livello di continuità dei servizi (minacciata dal grande numero di macchine potenzialmente fallibili in uso) il Gruppo avvia un progetto di ottimizzazione dell’infrastruttura, onde assicurare un maggior controllo del flusso dei dati e la massima protezione dei dati stessi.

Una scelta oculata e vincente
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Il Gruppo Infor collabora da numerosi anni con Selecta nell’ambito della virtualizzazione e terminalizzazione oltre che di Active Directory e del messaging. Selecta ha incaricato il System Integrator di vagliare una soluzione in grado di semplificare gli strumenti di lavoro e rispondere alle esigenze sopra indicate. Dopo un’attenta valutazione tecnica delle soluzioni implementabili Infor ha proposto l’adozione di due bilanciatori di carico di KEMP Technologies.

Rispetto alle altre soluzioni vagliate (F5, ACE di Cisco, Radware) KEMP offriva vantaggi di natura tecnica, che non avrebbero giustificato l’investimento in soluzioni di altri brand. Oltre all’eccellente rapporto prezzo / prestazioni, i KEMP LoadMaster si sono rivelati vincenti per l’alta disponibilità, erogata in modalità “active – active”, per il reverse proxing e per la presenza di ASICs che garantiscono il massimo throughput. Attraverso i KEMP LoadMaster ed una adeguata gestione dei virtual server e delle VLAN, Selecta ha potuto altresì dismettere numerosi server, riducendo la complessità dell’infra-struttura ed il dispendio di risorse deputate alla gestione della stessa.

Installazione semplice, assistenza rapida e competente

Grazie ad un’interfaccia grafica avanzata ed intuitiva, che offre un supporto concreto alla configurazione, i due KEMP LoadMaster 2600 sono stati installati in un’unica fase nella rete di Selecta ed erogano un servizio di bilanciamento a carico fisso. Tramite la gestione delle VLAN è stato possibile realizzare numerose interfacce presentate alle varie sottoreti bilanciate dai dispositivi KEMP.

Loadmaster_2600_webDurante l’installazione Infor si è rivolto al servizio di assistenza tecnica di KEMP per risolvere una problematica insorta in fase di configurazione delle VLAN. Da allora non è stato più necessario alcun intervento tecnico sui due dispositivi.

Sviluppi futuri

L’installazione è da ritenersi conclusa al momento ma, vista la dinamicità di Selecta nel modificare ed implementare servizi per la propria clientela, l’infrastruttura è in continua evoluzione. Al variare delle esigenze non si esclude quindi l’adozione di ulteriori appliance per ridondare altri servizi, le piattaforme di messaging, citrix o altro. Inoltre con l’aumento dei front-end Selecta intende l’implementazione delle funzionalità di bilanciamento dinamico offerte dai dispositivi KEMP, laddove attualmente il cliente ha preferito una gestione a carico fisso.

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Sintel completa il proprio portafoglio con la security di NETASQ

netasq_baselineIl distributore a valore con sede a Roma integra nella propria offerta le soluzioni NETASQ per la gestione unificata delle minacce, scommettendo sulla qualità di soluzioni note per la massima affidabilità e protezione, parimenti apprezzate a livello globale da realtà industriali, finanziarie e governative.

Milano / Roma – NETASQ, un’azienda di Cassidian CyberSecurity (Gruppo EADS) e pioniere del mercato della sicurezza perimetrale e Sintel, azienda europea leader nella distribuzione di soluzioni di comunicazione e sicurezza, annunciano oggi di aver stipulato un accordo con validità immediata per la commercializzazione delle soluzioni NETASQ sul territorio nazionale.

Sintel_logo_webCon le soluzioni NETASQ per la gestione unificata delle minacce, il firewalling applicativo, la prevenzione contro le intrusioni e la rimozione delle vulnerabilità, il distributore a valore Sintel offre alla propria clientela appliance sia hardware sia virtualizzate che non hanno pari sul mercato in termini di rapporto prezzo/protezione. L’innovativo e pionieristico approccio alla sicurezza “al contrario” adottato da NETASQ ponendo il suo motore di prevenzione contro le intrusioni ed analisi comportamentale del traffico al centro del sistema operativo dei firewall, consente ad aziende di qualsiasi dimensione di avvalersi di un sistema di protezione allo stato dell’arte che non deteriora le prestazioni della rete in cui è inserito, di cui di norma possono dotarsi solo grandi data center o enti governativi / militari.

Alberto Brera
Alberto Brera, Country Manager di NETASQ per l’Italia
“La strategia di Sintel, da sempre, è stata incentrata sulla scelta di un numero ristretto di partner dagli standard qualitativi elevati ma, al tempo stesso, capaci di incontrare le esigenze di tutto il mercato, dalle piccole imprese alle grandi aziende, distribuendo prodotti di alto impatto tecnologico con un rapporto qualità/prezzo notevole. NETASQ aderisce perfettamente a questa filosofia ed i nostri clienti apprezzeranno sicuramente il carattere innovativo, la facilità di funzionamento e le economie dei prodotti NETASQ”, sostiene l’Ing. Giacomo Scotto di Vettimo, Sales Manager Italia di Sintel.

“Sono molti i punti che accumunano NETASQ e Sintel, oltre alla banale coincidenza geografica dei rispettivi Head Quarter, é infatti opinione condivisa che, per approcciarsi con successo alla clientela con soluzioni avanzate per la sicurezza informatica, sia necessario mettere in campo un perfetto connubio di competenze tecniche, presenza commerciale e prodotti che facciano la differenza nel mercato italiano”, afferma l’Ing. Alberto Brera, Country Manager di NETASQ Italia. “In Sintel abbiamo trovato un partner molto proattivo e competente, in grado di aggiungere valore alla nostra filiera.”

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Il nuovo FRITZ!Fon M2: qualità audio eccezionale e funzioni complete per la telefonia

  • Qualità audio superiore grazie alla telefonia HD
  • Servizi internet completi, tra cui e-mail e podcast
  • DECT Eco mode – l’emissione del segnale DECT viene disattivata quando il telefono è in stand-by
  • 240 ore (10 giorni) di operatività in stand-by
  • Supporta 5 lingue

Berlino – Disponibile da subito anche in Italia e ottimizzato per l’impiego con tutti i modelli di FRITZ!Box dotati di una stazione base DECT il nuovo telefono cordless FRITZ!Fon M2 di AVM opera anche con le stazioni base DECT di altri produttori. Il nuovo FRITZ!Fon “parla” cinque lingue: inglese, francese, italiano, spagnolo e tedesco. Questo terminale di fascia alta per la linea fissa e la telefonia VoIP presenta una qualità audio eccellente (HD) ed integra servizi internet quali e-mail, internet radio, lettore feed RSS e podcast. Commercializzato in veste biancoargentea, l’M2 integra numerose funzioni per la telefonia tra cui il vivavoce, la composizione rapida ed il babyfon. Anche l’accesso alla segreteria telefonica e alla rubrica centralizzata ha luogo in modo particolarmente intuitivo. Attivando la modalità operativa “DECT Eco”, l’emissione del segnale radio viene completamente disattivata quando il telefono e la stazione base sono in stand-by. Grazie ad una gestione ottimizzata dei consumi, il telefono assicura un’operatività di 240 ore (10 giorni) in stand-by. La sicurezza delle conversazioni è garantita di fabbrica: l’M2 accetta solo connessioni cifrate. Gli aggiornamenti con nuove funzioni sono gratuiti e vengono avviati premendo un semplice pulsante. Il FRITZ!Fon M2 è ora disponibile presso i rivenditori autorizzati AVM al prezzo di listino raccomandato di € 49 IVA inclusa.

DECT Eco – disattivazione del segnale radio in stand-by
La modalità operativa “DECT Eco” disabilita l’emissione di onde radio quando l’M2 si trova in stand-by. Tuttavia la connessione DECT con il cordless non viene persa: in presenza di una chiamata in ingresso il telefono riceve un segnale dalla stazione base DECT ed è subito utilizzabile per rispondere alla chiamata. La modalità “DECT Eco” può essere anche impiegata in concomitanza con la funzione “Do Not Disturb”. Tutti i FRITZ!Fon di AVM includono questa modalità operativa.

Tempi di operatività particolarmente lunghi grazie all’ottimizzazione dei consumi
Con un’operatività certificata di 240 ore (10 giorni) in stand-by, la batteria del FRITZ!Fon M2 dura per giorni senza dover riposizionare il telefono sulla base di ricarica. Le 15 ore di conversazione supportate assicurano la massima libertà anche per le telefonate più lunghe.

Impiego intuitivo e funzionalità complete
L’M2 si registra rapidamente ed automaticamente sulla stazione base DECT. Basta accendere il telefono, premere il pulsante di ricerca sul FRITZ!Box, fatto! L’alta qualità del display monocromatico e della tastiera retroilluminata arrotondano il design particolarmente ergonomico di questo telefono. Il menu del nuovo modello di FRITZ!Fon è chiaro e intuitivo.

Il FRITZ!Fon M2 offre infine una gamma completa di funzioni per la telefonia. Tra le più rilevanti si annoverano:

  • Audio e funzione vivavoce del telefono in qualità HD
  • Visualizzazione di e-mail e feed RSS
  • Riproduzione di radio internet e podcast
  • Le chiamate in ingresso e i messaggi sono indicati sulle segreterie telefoniche
  • Configurazione semplice e ascolto dei messaggi presenti sulle segreterie del FRITZ!Box
  • Visualizzazione della rubrica archiviata nel FRITZ!Box che può ospitare fino a 300 contatti
  • Visualizzazione dei nomi dei chiamanti noti (presenti nella rubrica)
  • Composizione rapida, elenco delle chiamate in ingresso e blocco delle chiamate
  • Funzione babyfon e sveglia
  • Chiamate in coda e deviazione
  • Messa in attesa, chiamata alternata, trasferimento di chiamata e conferenza a tre

Per ulteriori informazioni sul FRITZ!Fon M2 pregasi consultare: www.fritzbox.eu

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3CX e snom nuova partnership strategica

La partnership strategica favorisce il connubio tra gli avanzati IP-PBX windows-based di 3CX e i telefoni IP di snom per dar vita ad una soluzione di telefonia end-to-end totalmente interoperabile.

LONDRA / BERLINO, 29 novembre 2012 – 3CX, produttore del pluripremiato centralino VoIP basato su Windows 3CX Phone System e snom, pioniere e produttore di terminali VoIP, annunciano oggi la nuova partnership strategica, scaturita dall’intento condiviso di fornire una maggior flessibilità alle organizzazioni che impiegano i telefoni snom con il centralino 3CX Phone System.

La partnership delle due rinomate aziende informatiche europee garantisce una perfetta interoperabilità tra il PBX all’avanguardia di 3CX e la tecnologia impiegata nei telefoni IP di snom, allo scopo di fornire alle più diverse tipologie di aziende e Istituzioni piattaforme complete per la telefonia. I telefoni snom si configurano in modo rapido e semplice e sono pienamente supportati dal centralino per un’implementazione “plug & play”. Tutte le funzioni per cui sono noti i telefoni snom, tra cui la chiamata diretta e la registrazione delle conversazioni, sono fruibili con il 3CX Phone System.

“Siamo estremamente lieti di annunciare questa nuova partnership strategica, che ci consentirà di offrire alla nostra clientela congiunta una soluzione per le Unified Communications più avanzata, ove si fondono le migliori tecnologie per telefoni e centralini IP sul mercato,” afferma Nick Galea, CEO di 3CX. “Ora sia snom sia 3CX potranno integrare più rapidamente funzioni innovative nei propri prodotti ed offrire così una piattaforma per la telefonia avanzata ed altamente integrata a totale beneficio di clienti e partner, consentendo quindi a 3CX di accelerare la propria crescita.”

3CX continuerà a focalizzarsi sullo sviluppo di tutti gli aspetti del proprio software insieme a snom, che si focalizzerà sull’hardware, per fornire nel prossimo futuro una soluzione UC superiore e innovativa. Saranno anche presto disponibili corsi commerciali e tecnici congiunti.

“L’interoperabilità pressoché totale del nostro portafoglio di telefoni IP da tavolo con l’IP PBX di 3CX consente agli utenti di fruire di soluzioni VoIP avanzate e particolarmente funzionali, di indubbio valore aggiunto per le aziende”, aggiunge il Dr. Michael Knieling, COO di snom technology AG. “Questa partnership esplicita la consacrazione di snom all’interoperabilità SIP da cui nasce il perfetto connubio tra i terminali SIP best-of-breed di snom – le nostre gamme di telefoni IP snom 3xx, snom 7xx e snom 8xx – ed il pluripremiato centralino IP windows-based di 3CX.”

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Server Load Balancing: sfatiamo un mito

Gli application delivery controller (ADC) ed i server load balancer sono dispositivi in grado di ottimizzare l’impiego delle infrastrutture IT che ospitano applicazioni web-based. Questi apparecchi contribuiscono in modo essenziale alla riduzione dei costi dei data center e all’ottimizzazione delle operazioni. Ecco perché è necessario sfatare un mito: i servizi e benefici derivanti da un corretto impiego delle risorse IT non sono più solo fruibili esclusivamente da parte delle grandi aziende a fronte dei costi improbi, ma ormai accessibili anche alle PMI più dinamiche con soluzioni sviluppate per soddisfare proprio le loro esigenze.

Arcene – “In Italia siamo di fronte ad una svolta infrastrutturale epocale: grazie alla consumerizzazione di internet, alla massiccia fruizione di App mobili e web-based o di servizi e applicazioni ‘hosted’ (tra cui anche la telefonia VoIP ad esempio) quali strumenti di lavoro o per l’interfacciamento quotidiano con la clientela (siti e-commerce, informativi, educativi ecc.), le piccole aziende sono costrette a valutare l’adozione di nuove tecnologie per incrementare la propria competitività”, così Chris Heyn, Territory Channel Manager di KEMP per l’Italia illustra l’attuale sfida tutta informatica per le PMI nazionali. Tutti concordano nell’affermare che l’innovazione tecnologica favorisca l’aumento della produttività aziendale, specie se si prevedono nuove soluzioni che aiutino concretamente il manager IT ad ottimizzare l’impiego, la manutenzione e le prestazioni delle risorse IT esistenti riducendone nel contempo la complessità ed i costi. Risparmiare sui costi è un’esigenza la cui soddisfazione va spesso a discapito del budget IT. Sono poche le aziende (specie le piccole e medie) che nella loro pianificazione considerano i costi reali in cui incorrono non utilizzando in modo efficiente le risorse esistenti, una situazione che nel breve / medio periodo porta le aziende allo sfascio, specie se, in un mondo “always on”, eventuali discontinuità del servizio o una carente fruibilità delle applicazioni sfocia nell’insoddisfazione di utenti e clienti ed in ultima analisi nella perdita di fatturato. Le conseguenze di infrastrutture obsolete o mal impiegate sono inaccettabili in un mercato in cui acquisire un solo nuovo cliente costa dieci volte di più che mantenere un cliente esistente.

Chris Heyn, Territory Channel Manager, KEMP Technologies

L’economia globale ormai si basa sulla disponibilità 24/7 dei siti e delle applicazioni internet.
La continua operatività e resistenza delle infrastrutture web è direttamente proporzionale al corretto funzionamento delle miriadi di dispositivi tra loro connessi all’interno di un data center. Gestire il traffico generato dagli utenti si rivela un elemento chiave per garantire infrastrutture ad alta disponibilità. I siti critici aziendali, tra cui le intranet o siti e-Commerce, come anche le piattaforme per l’erogazione di servizi (dalle telecomunicazioni alle applicazioni) devono essere in grado di sopportare improvvisi picchi di traffico, gestire migliaia di transazioni SSL e richieste di accesso simultanee a file / statistiche commerciali / dati clienti, garantire un costante flusso delle informazioni – possibilmente in tempo reale – insomma essere “online” anche in presenza di eventuali sovraccarichi di memoria, attacchi di hacker e altre minacce.

Rimettiamo al lavoro sistemi “scarichi”
Circa il 10% dei server applicativi in un tipico data center non viene utilizzato in modo efficiente. Eppure anche questi sistemi richiedono continui back-up, manutenzione, costi per le licenze per non menzionare i costi associati al rispettivo consumo elettrico. Con gli application delivery controller o server load balancer è possibile massimizzare l’impiego delle risorse mal sfruttate, ottimizzare gli investimenti fatti nei sistemi esistenti, migliorarne le prestazioni attraverso una corretta distribuzione del traffico su più server, allocandolo in base al tipo di applicazione o al livello di performance che una macchina offre rispetto alle altre in un dato momento, o in base alla località in cui si trova l’utente o tutti insieme. Il load balancer è in grado di far scalare la capacità e le performance dei server affinchè essi tengano il passo con un traffico sempre crescente.

Un altro beneficio degli ADC è che essi riducono rischi associati all’impiego di un singolo server. Fino a poco tempo fa, anche il mero load balancing di base aveva costi proibitivi per aziende di medie e piccole dimensioni. Oggi questi dispositivi non solo sono alla portata di tutti, ma l’integrazione in un singolo sistema di funzioni quali il bilanciamento del carico, lo switching dei contenuti, la capacità di sgravare i server dalla gestione dei certificati SSL, il caching e la compressione, oltre alla capacità di instaurare una connessione esistente su un altro server in tempo reale, consente anche alle PMI di ridondare l’infrastruttura server e di avvalersi delle stesse funzioni di “business continuity” fino ad ora ad esclusivo appannaggio delle grandi aziende, per poco più di € 1000! Mentre per le grandi aziende, che dispongono di centinaia se non migliaia di server dislocati in più data center, acquistare soluzioni “best of breed” è un’ovvietà, non lo è per le PMI, la cui strategia, in un’ottica di ottimizzazione, non può che essere la selezione del giusto prodotto per la propria infrastruttura.

Cosa cercare
Ora che è chiaramente sfatato il mito dell’iniquo rapporto tra i costi ed i benefici che le soluzioni per un bilanciamento intelligente del carico dei server apportano alle PMI, è necessario verificare quali funzioni ricercare nel load balancer, onde garantire la massima affidabilità di applicazioni web-based ad uso interno e di quelle proiettate all’esterno. Tra queste si possono annoverare indubbiamente il supporto di funzionalità a livello 7 della pila OSI, come lo switching dei contenuti o il monitoraggio dello stato operativo di una data applicazione, la persistenza, l’accelerazione del traffico SSL e l’offload dei certificati, caratteristiche avanzate quali il caching e la compressione e possibilmente l’integrazione di sistemi anti intrusione (IPS).

Soluzione virtualizzata o tradizionale?
Sebbene si sia discusso sinora dei benefici arrecati da dispositivi hardware, non possiamo non considerare la forte spinta verso la virtualizzazione come alternativa ad infrastrutture “fisiche”, specie nelle PMI che vi riscontrano uno strumento di forte ottimizzazione dei costi di gestione IT. Esiste ovviamente una nuova gamma di dispositivi “virtualizzati” che – in quasi tutti i casi – erogano gli stessi servizi di bilanciamento del carico dei server offerti dai dispositivi fisici. L’impiego di soluzioni virtualizzate presenta ovviamente un ulteriore valore aggiunto, costituito dall’integrazione nativa nell’hypervisor della piattaforma virtuale, dalla riduzione dei costi legati al consumo elettrico, allo spazio nel rack, alla manutenzione dell’hardware e dall’assenza della dipendenza da fattori ambientali che invece caratterizza i dispositivi hardware. I load balancer virtuali si configurano ed impiegano rapidamente, all’occorrenza si clonano e riinstallano in pochi minuti su altre piattaforme virtuali come qualunque altra “virtual machine” gestita dall’amministratore di sistema.

Qualora si scelga un’appliance virtualizzata è necessario sapere che essa è estremamente dipendente dalle risorse fisiche messe a disposizione dalla piattaforma hardware che la ospita, tra cui – ad esempio – le risorse CPU e di memoria allocate all’appliance virtuale preposta al bilanciamento del carico. E’ quindi importante considerare quante risorse destinare a tale appliance per garantire che essa sostenga il throughput desiderato. Alcuni produttori hanno sviluppato e propongono load balancer virtuali quali piattaforme di test o di sviluppo per consentire all’amministratore di sistema di valutarne le funzionalità nella propria infrastruttura. Qualora si desideri acquistare la soluzione virtuale testata per metterla in produzione in ambienti che ospitano applicazioni critiche, tali produttori fanno marcia indietro, offrendo i dispositivi hardware tradizionali. Altri invece propongono ADC o load balancer completi sia per infrastrutture tradizionali, sia per infrastrutture virtualizzate. Quindi la decisione in merito al tipo di dispositivo da acquistare deve dipendere esclusivamente dal tipo di infrastruttura in uso, dal tipo di server applicativi da bilanciare e dalle prestazioni richieste. In entrambi i casi, un buon server load balancer o il più evoluto ADC sono in grado di apportare miglioramenti significativi della fruibilità delle applicazioni web e garantiscono la massima disponibilità delle stesse.

Conclusioni
Non è più necessario spendere decine o centinaia di migliaia di euro per un ADC. Esistono produttori che offrono soluzioni complete per il bilanciamento del carico e per l’ottimizzazione della fruibilità delle applicazioni per importi ben inferiori.

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snom ONE mini, il nuovo centralino VoIP per le PMI

snom technology presenta il centralino IP sviluppato appositamente per le PMI, piccolo e performante il nuovo IP-PBX presenta tutte le caratteristiche di un centralino per grandi aziende

Berlino +++ snom technology AG, produttore di soluzioni complete per la telefonia IP, amplia il proprio portafoglio prodotti con lo snom ONE mini, un centralino IP particolarmente compatto e conveniente. A dispetto delle piccole dimensioni, lo snom ONE mini offre tutte le funzioni di un grande centralino: voicemail, risponditore automatico, gruppi di lavoro, installazione e configurazione web-based, provisioning, integrazione “plug & play” con i telefoni snom e funzionalità avanzate con i telefoni cellulari. Gli utenti dello snom ONE mini possono implementare fino a 20 interni e collegarvi tutti i terminali IP di snom – dai telefoni IP da tavolo delle serie 3xx, 7xx e 8xx fino ai telefoni IP DECT della gamma m9 e al sistema per audioconferenze snom MeetingPoint. snom ONE mini è il centralino ideale per piccole aziende o uffici domestici.

Lo snom ONE mini, centralino IP compatto e particolarmente performante, si basa sulla solida tecnologia SIP di snom. Per ridurre tempi e costi dell’installazione, il centralino viene fornito con il firmware pre-installato. “Lo snom ONE mini è concepito per rispondere alle esigenze delle piccole aziende in espansione, che – in precedenza – non potevano avvalersi di una soluzione dedicata”, dichiara il Dr. Michael Knieling, COO e Direttore Marketing / Vendite di snom. „Abbiamo prodotto un sistema per la telefonia IP piccolo ed altamente integrato per studi professionali, agenzie immobiliari e start-up: grazie a snom ONE mini tutti possono fruire delle funzioni che caratterizzano un centralino IP per grandi aziende al minimo dei costi“.

Caratteristiche salienti dello snom ONE mini:

  • Sistema per la telefonia professionale altamente integrato: collegamento immediato con i telefoni IP di snom, semplice configurazione e amministrazione.
  • Design compatto e robusto con SSD (Solid-State-Drive): appliance di piccole dimensioni e particolarmente silenzioso, privo di componenti mobili.
  • Fabbisogno energetico minimo: consuma il 90% di elettricità in meno rispetto ad un IP-PBX tradizionale.
  • Connettività Gigabit Ethernet: l’alimentazione PoE (Power-over-Ethernet) rende superfluo il cablaggio elettrico.
  • Pronto per l’installazione in rete: non è necessario configurare server aggiuntivi per servizi di rete.
  • Integrazione attraverso protocollo SIP standard.
  • Possibilità di integrazione con software esterni (CRM, software gestionali, ecc.) tramite le API di controllo e CSTA.
  • Di lunga durata e a prova di futuro con il supporto di IPv6.
  • Connettività opzionale alla rete telefonica tradizionale (PSTN) attraverso un gateway esterno e supporto di 10 linee SIP.
  • Sistema operativo basato su Linux: con l’installazione di ulteriori servizi quali VPN, server DHCP e VLAN l’appliance è personalizzabile in base alle esigenze individuali.
  • Continuità del servizio: supporta funzioni di back-up e per la continuità del servizio. I telefoni snom possono essere registrati su più sistemi installati localmente. Lo snom ONE mini si rivela quindi una soluzione ideale per contrastare qualsivoglia interruzione dei servizi.

Lo snom ONE mini è disponibile presso i distributori ed i rivenditori snom.

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Sicurezza certificata TÜV per Stadtwerke Tübingen

Stadtwerke Tübingen sceglie gateprotect per proteggere la propria infrastruttura IT in forte espansione. Elementi chiave per la decisione: semplicità di gestione, incremento dell’efficienza dei sistemi e certificazione TÜV.

L’azienda

La Stadtwerke Tübingen GmbH (azienda di servizi municipalizzati di Tubinga) fu fondata 150 anni fa. Con i circa 450 impiegati e saldamente ancorata al territorio in cui opera, l’azienda fornisce ad abitazioni e aziende elettricità, gas, acqua potabile e teleriscaldamento. Alle tradizionali attività legate all’erogazione di servizi energetici l’azienda municipalizzata ha affiancato la gestione delle piscine pubbliche, dei parcheggi e dei mezzi di trasporto locali, oltre che dell’infrastruttura per le telecomunicazioni. Tutti compiti attraverso cui la Stadtwerke Tübingen GmbH sgrava il bilancio comunale. La liberalizzazione del mercato dell’energia ha dato vita negli scorsi anni ad una concorrenza particolarmente agguerrita. Come azienda strettamente legata al territorio, la Stadtwerke Tübingen predilige partnership con aziende collocate nella stessa regione, per garantire comunque distribuzione dei servizi attraverso un unico operatore. La vicinanza all’utenza rappresenta un decisivo vantaggio per i clienti di Stadtwerke Tübingen, specie qualora si necessiti di una consulenza competente in merito a questioni legate all’energia.

Le esigenze

Che si tratti di energia, acqua potabile, telecomunicazioni, divertimento in piscina o mobilità, l’azienda municipalizzata Stadtwerke Tübingen GmbH ha dato vita e mantiene l’intera infrastruttura preposta all’erogazione di tali servizi: i processi informatici instauratisi dietro le quinte sono complessi e i dati generati sono particolarmente sensibili. Per consolidare la propria reputazione di partner competente e degno di fiducia é necessario disporre di una infrastruttura di rete veloce e protetta, idealmente con una soluzione per il firewalling in configurazione ridondata.

Nello specifico, il responsabile IT desiderava una soluzione che, rispetto a quelle precedentemente implementate, presentasse maggiori performance e fosse più semplice da gestire.

Gerd Quauka, IT Manager della Stadtwerke Tübingen: „Ritenevamo fondamentale incrementare il livello di confidenza dei tecnici con le soluzioni per la sicurezza IT, elemento necessario per garantire una maggior efficienza dei sistemi. Con le piattaforme gestionali della maggior parte degli altri firewall il raggiungimento di tale obiettivo sarebbe rimasto un desiderio”.

Processo di selezione e soluzione

La gamma GPZ 2500 di gateprotect é progettata in modo da garantire la continuità dei servizi ed un alto throughput ad aziende di medie / grandi dimensioni. L’hardware é stato sviluppato di conseguenza e dispone di una interfaccia grafica particolarmente ergonomica. „L’interfaccia di gestione eGUI® dell’appliance UTM GPZ 2500x di gateprotect risponde appieno alle nostre esigenze e contempla tutte le direttive ISO 9241 sull’ergonomia, elemento che ha reso più rapidi numerosi processi aziendali“, così Quauka commenta la scelta a favore della soluzione gateprotect.

Per proteggere efficacemente una rete aziendale, il firewall identifica quali pacchetti di dati possono entrare o uscire dalla rete in base a regole ben definite. Supportando un’autenticazione basata su proxy la maggior parte dei firewall consente però di assegnare a utenti specifici esclusivamente servizi che lavorano con proxy (come http o FTP). Un’autenticazione basata su regole avrebbe più senso, poiché consente all’amministratore di abilitare per ogni singolo utente o gruppo di utenti qualunque tipo di servizio con le relative opzioni di sicurezza aggiuntive come i proxy o il filtro web. Autenticandosi sul firewall con il suo PC, l’utente fruirebbe di tutti i servizi lui assegnati. Infine l’amministratore di sistema può filtrare il traffico di rete attraverso regole specifiche evitando qualsivoglia traffico indesiderato.

I tecnici IT dell’azienda municipalizzata e del partner EnTeCo hanno preparato l’installazione in modo ottimale: nel corso di una sola settimana sono state analizzate e personalizzate tutte le regole del firewall e sono state implementate tutte le interfacce necessarie con i sistemi e le applicazioni presenti nell’infrastruttura informatica.

Analisi dei rischi: un’esigenza sempre più pressante

L’analisi di eventuali rischi e / o falle nel sistema sta assumendo una crescente importanza, specie a livello comunale. Oltre alle necessità di natura squisitamente tecnica, durante la selezione sono emerse numerose altre questioni inerenti la compliance con le norme sulla protezione dei dati, le linee guida e le regole amministrative oltre che le policy interne e le direttive cui aziende operanti in particolari settori di mercato, quale ad esempio l’erogazione di servizi energetici, devono uniformarsi.

Tamo Stöver, Auditor certificato TÜV(*) presso gateprotect afferma: „L’esigenza di combinare sicurezza IT e gestione dei rischi, come la pressante necessità – anche a livello comunale – di operare in maniera sempre più efficiente, unita all’ormai poco chiara differenziazione tra le soluzioni per la sicurezza informatica ci hanno spinto ad offrire un processo di certificazione“.

L’audit sulla sicurezza offerto da gateprotect consente di documentare sia internamente sia all’esterno che l’azienda opera in conformità con le normative sulla protezione die dati. Questo processo migliora altresì la disponibilità die dati stessi prevenendo una potenziale perdita di informazioni sensibili.

Optando per tale verifica della sicurezza Gerd Quauka persegue due obiettivi: prima di tutto l’audit avrebbe confermato che Stadtwerke Tübingen agisce in tutti gli ambiti rilevanti seguendo tutte le direttive in materia di protezione dei dati, in secondo luogo la certificazione avrebbe offerto all’azienda protezione contro eventuali azioni di responsabilità civile da parte di terzi.

„Sottoponendoci all’audit sulla sicurezza abbiamo dimostrato che l’azienda agisce in modo pienamente conforme a tutte le direttive dell’Agenzia Federale per le Reti, cui la nostra azienda fa capo quale erogatrice di servizi energetici. Allo stesso tempo proteggiamo i nostri dati in modo ottimale e preveniamo in questo modo potenziali oneri economici dovuti alla perdita degli stessi”, conferma Gerd Quauka. „La validazione di un auditor certificato TÜV é infine fonte di maggior fiducia”.

L’audit della sicurezza di gateprotect analizza parametri tecnici e organizzativi correlandoli tra di loro in termini di rilevanza per la sicurezza. In particolare vengono valutate attraverso domande specifiche le applicazioni internet e di rete impiegate, l’accesso agli strumenti per la comunicazione e l’uso degli stessi, oltre al rispetto dei principi fondamentali della protezione dei dati, dedicando particolare attenzione al trattamento delle informazioni sensibili. Infine vengono analizzati anche eventuali incidenti informatici e le modalità di applicazione delle regolamentazioni sulla compliance.

Con l’audit di gateprotect tale verifica ha avuto luogo in modo rapido e preciso: „In soli sette giorni abbiamo completato l’analisi e realizzato le ottimizzazioni necessarie con tre tecnici del reparto IT della Stadtwerke Tübingen fino all’emissione del certificato “, spiega l’auditor incaricato del processo di certificazione Tamo Stöver.

Conclusioni

La Stadtwerke Tübingen GmbH é tenuta a rispettare le direttive dell’Agenzia Federale per le Reti quale azienda operante nel settore energetico.

„Nel corso dell’audit abbiamo verificato tutte le esigenze legate alla compliance“, commenta Stöver. “In base alle linee guida del BSI (ente nazionale tedesco per la sicurezza informatica) l’auditor identifica la categoria di “livello di protezione necessario” a cui appartengono un’azienda o un ente. In base a tale classificazione é possibile quantificare i potenziali rischi individuali e contrapporvi le adeguate misure di sicurezza. Nel caso delle Stadtwerke Tübingen ad esempio è stato necessario implementare un processo di gestione delle modifiche per l’allineamento alle normative in tal senso.“

Gerd Quauka é soddisfatto: „Con l’audit ora siamo al sicuro – nel senso più vasto del termine. Oltre a ciò abbiamo compreso che la gestione dei rischi è un processo in costante evoluzione. Infine avere una certificazione TÜV ha ripercussioni estremamente positive verso l’esterno rivelandosi un vantaggio rispetto alla concorrenza”.

(*) TÜV – originariamente Technischer Überwachungsverein (Consorzio per il monitoraggio tecnico)
è oggi un’organizzazione leader internazionale che eroga servizi nell’ambito dell’industria, della mobilità e della certificazione con oltre 16.000 dipendenti in più di 600 sedi in tutto il mondo: un team di specialisti interdisciplinari per l’ottimizzazione di tecnologie, sistemi e know-how.

Informazioni su gateprotect

Società leader nel settore della sicurezza perimetrale, gateprotect produce e commercializza firewall “next generation” oltre a sistemi per la gestione della sicurezza e i client VPN. Fondata nel 2001 ad Amburgo (Germania) e con sedi in oltre 20 Paesi del mondo, è presente in Italia dal 2005. Le soluzioni gateprotect sono commercializzate in Italia da Alias Srl.

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Da NETASQ ben sei nuove appliance per la sicurezza IT

Con i nuovi dispositivi NETASQ estende la serie U dei propri firewall IPS per la gestione unificata delle minacce. Le nuove appliance della serie U “S” ispezionano il traffico ad una velocità di almeno due volte superiore rispetto ad altri prodotti della stessa categoria ed offrono massima affidabilità e protezione.

Parigi – NETASQ, pioniere ed innovatore del mercato della sicurezza perimetrale, annuncia la disponibilità immediata di sei nuovi dispositivi UTM (Unified Threat Management) che compongono la nuova serie U “S”. I nuovi modelli traggono beneficio dagli ultimissimi sviluppi delle tecnologie per la protezione degli asset informatici.

I nuovi prodotti, ossia U30S, U70S, U150S, U250S, U500S e U800S, sono stati sviluppati per rispondere in modo adeguato alle necessità attuali e future dei clienti NETASQ nel campo della sicurezza perimetrale.

La nuova serie U “S” dei firewall IPS NETASQ

Onde assicurare ad aziende di ogni dimensione la massima continuità del servizio a dispetto del crescente numero e della crescente sofisticazione delle minacce informatiche, NETASQ ha dedicato particolare attenzione a quegli aspetti dei modelli della serie U “S” che contribuiscono ad incrementare prestazioni, protezione e controllo, caratteristiche per cui le soluzioni NETASQ sono note in tutto il mondo.

Ne risultano firewall in grado di affrontare le sfide odierne e future della sicurezza informatica.

Tra le caratteristiche salienti si annoverano:

  • Scansione del traffico al doppio della velocità di altri prodotti della stessa categoria di prezzo attualmente sul mercato.
  • Porte da 1 Gigabit (U500S) e da 10 Gigabit (U800S) in fibra, a supporto di eventuali future installazioni FITO (fiber to the office)
  • Installazione sicura in meno di 15 minuti attraverso il nuovo wizard per la configurazione
  • Possibilità di impiegare dispositivi rimovibili per l’archiviazione dei log o di altri dati sensibili in linea con le esigenze di conformità alle normative
  • Protezione affidabile e scalabile, con un ciclo di vita stimato di oltre nove anni per il massimo ritorno sull’investimento

“Lo spettacolare successo della serie U di NETASQ negli scorsi quattro anni è da addursi alla eccellente combinazione di profonde competenze tecnologiche e hardware di qualità”, afferma François Lavaste, Presidente del CdA di NETASQ. “Con i nuovi modelli ‘S’ della serie U, presentiamo di nuovo alle aziende di qualsiasi dimensione una soluzione per la sicurezza informatica semplice e potente, in grado di anticipare le loro esigenze future. A parte completare la gamma con un dispositivo totalmente nuovo, lo U800S, siamo riusciti ad innovare e migliorare le nostre soluzioni in termini di connettività, prestazioni, affidabilità e capacità di archiviazione.”

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Il nuovo telefono IP snom 710: connubio ideale di performance e valore

Il nuovo modello di base della linea di telefoni IP snom 7xx si distingue nella sua classe incarnando il connubio ideale fra audio cristallino, ricchezza di funzioni e design intuitivo: il tutto ad un prezzo davvero competitivo.

Berlino – snom technology, produttore di soluzioni complete per la telefonia IP, completa la propria linea di telefoni IP snom 7xx con il nuovo snom 710. Ricco di funzioni e caratterizzato dalla massima usabilità e convenienza, il nuovo modello di base della serie 7xx dei telefoni snom è stato sviluppato per rispondere a qualunque esigenza lavorativa quotidiana. I quattro tasti funzione contestuali ed il display grafico a quattro linee favoriscono la navigazione nel menu intuitivo dello snom 710. Gli utenti di questo telefono IP di nuovissima generazione dispongono di una rubrica con fino a 1000 voci, possono consultare le ultime 100 chiamate perse, ricevute e condotte, e gestire fino a quattro chiamate contemporaneamente. Attraverso cinque tasti funzione liberamente programmabili e dotati di LED è possibile accedere direttamente ai contatti ed avvalersi della composizione rapida. Lo snom 710 consente di registrare fino a 4 identità SIP ed è impiegabile con le VLAN. Oltre al vivavoce, Il sistema audio in alta definizione (HD), che impiega tecnologie per l’audio a banda larga, garantisce la massima qualità della voce attraverso una soppressione dei rumori efficiente ed il riconoscimento delle pause durante il colloquio. Grazie alla pletora di funzioni integrate e all’eccellente rapporto prezzo / prestazioni, lo snom 710 si rivela ideale sia per i provider di servizi VoIP hosted sia per piccole e medie aziende, oltre che per l’utenza home office.

Il nuovo telefono IP snom 710

I carrier VoIP e gli amministratori di sistema possono configurare lo snom 710 anche da remoto attraverso l’interfaccia web. L’auto-privisioning ed il supporto dei protocolli TR-069/TR-111 ne facilitano la gestione e manutenzione. RTCP-XR e PCAP semplificano invece tutte le attività di monitoraggio e diagnostica dei terminali. Gli aggiornamenti del firmware ed il caricamento delle impostazioni hanno luogo automaticamente attraverso HTTP/HTTPS o TFTP. Dotato di un certificato preinstallato emesso dalla snom Certificate Authority, lo snom 710 garantisce la massima sicurezza delle conversazioni. Gli utenti potranno anche adattare i telefoni alle proprie specifiche esigenze attraverso il minibrowser di snom integrato nel telefono. Lo snom 710 viene alimentato elettricamente o attraverso la rete ethernet (Power-over-Ethernet PoE) oppure con un alimentatore esterno opzionale. A seconda delle esigenze è possibile installare il telefono IP a muro. Un robusto supporto regolabile ne garantisce il posizionamento ottimale sulla scrivania.

Per ulteriori informazioni pregasi consultare: http://www.snom.com/it/prodotti/telefoni-voip/snom-710/

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IPv6 e FRITZ!Box

La consumerizzazione di internet e la conseguente crescita di dispositivi che vi accedono ha portato il protocollo su cui si basano le moderne telecomunicazioni (IPv4) ai propri limiti. Produttori, operatori, organizzazioni lavorano da anni all’implementazione del sostituto (IPv6), avviando quasi silenziosamente una rivoluzione che consentirà prima o poi a qualunque apparecchio di avere un proprio indirizzo IP ed aprendo agli utenti un universo di nuove possibilità.

Berlino. L’internet come lo conosciamo oggi ha ben poco a che fare con l’internet di „ieri“. Il vecchio modem fischiante ha ormai ceduto il passo a router a banda larga e alla connettività mobile. L’utente 2.0 posta contenuti sui “social” con il suo laptop, tablet o smartphone. I moderni televisori, i set top box o le console di gioco possono accedere da tempo ad internet. A questi si aggiungono miliardi di apparecchi già collegati in reti machine to machine, tra cui autovetture di nuova generazione, automatici per bevande e snack, semafori, bancomat, distributori di benzina, per fare alcuni esempi, che necessitano di un proprio indirizzo IP. Non c’è da meravigliarsi quindi che il protocollo con cui sinora si è gestita l’assegnazione degli indirizzi di rete (per un massimo di 4,3 miliardi di indirizzi di rete unici assegnabili) sia giunto al limite. La necessaria migrazione ad IPv6 è stata già avviata e risulta, all’atto pratico, impercettibile per l’utente. L’impatto maggiore risiede indubbiamente presso le Telco ed i produttori di dispositivi di rete: Ipv6 non è retro compatibile e il suo impiego presuppone una completa rivisitazione delle strutture e delle tecniche di rete.

A differenza dell’attuale gestione degli indirizzi IP, con IPv6 qualunque apparecchio con connettività di rete potrà ricevere e conservare il proprio indirizzo IP univoco, con cui accederà ad Internet e sarà direttamente raggiungibile via Internet. Che si tratti di comunicazione automatizzata tra macchine o della realizzazione concreta della “casa intelligente”, non appena ogni dispositivo potrà disporre del proprio indirizzo IP potremo avvalerci di infiniti scenari di impiego. Alcuni operatori di rete e Internet Service Provider sono in grado di offrire servizi e linee a banda larga basati su IPv6, ma per poterne fruire, occorre un router ADSL che lo supporti. Per un’implementazione funzionale ed efficace del nuovo protocollo, occorre un contenuto di ingegneria e innovazione che non è presente, se non sui dispositivi più evoluti.

Proprio in virtù dello spirito pionieristico che la caratterizza, AVM ha introdotto già nel marzo 2009 il supporto nativo di IPv6 nelle proprie CPE, ne ha seguito i successivi sviluppi elevando tale supporto allo stato dell’arte odierno. Lo specialista per la comunicazione berlinese ha esperito per tempo tutte le opportunità del nuovo protocollo IPv6, fondamento ideale della “casa intelligente”, mettendole con largo anticipo a disposizione dei propri utenti. Per garantire una migrazione trasparente dal vecchio protocollo IPv4 ad IPv6, lo specialista delle comunicazioni berlinese ha integrato nei suoi dispositivi anche la funzionalità “DS-Lite” (ndr. più evoluto del noto Dual Stack), che consente di impiegare in parallelo entrambi i protocolli. Il lavoro svolto da AVM a supporto dell’adozione di IPv6 presso l’utenza consumer e professionale è stato ben accolto dai numerosi carrier sul territorio italiano attualmente impegnati con il roll-out di IPv6. Dopo accurati test funzionali, Telecom Italia ad esempio ha validato la compatibilità dei router FRITZ!Box con la propria infrastruttura di rete IPv6, come si legge nella sezione online dell’assistenza tecnica, ove l’operatore illustra come sia possibile sperimentare IPv6 su una linea Telecom Italia qualora l’utente disponga di un FRITZ!Box (per informazioni: indicazioni di Telecom)

Con la migrazione ad IPv6 comunque nessuno dovrà preoccuparsi che gli indirizzi IP disponibili si esauriscano rendendo velocemente obsoleti i dispositivi che oggi sono di nuova generazione. A fronte di una popolazione mondiale di circa sette miliardi di individui, i 340 sestilioni di indirizzi offerti da IPv6 dovrebbero essere sufficienti per una piccola eternità…

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Ameropa sceglie gateprotect

Ameropa AG sceglie gateprotect per sostituire le soluzioni per la sicurezza informatica di SonicWALL e proteggere le proprie attività su scala globale. Elementi chiave per la decisione: scalabilità, semplicità di gestione e assistenza tecnica di alta qualità.

Fondata nel 1948, la svizzera Ameropa AG svolge le proprie attività commerciali attraverso 30 filiali dislocate in tutto il mondo. Dalla sede centrale a Binningen, vicino a Basilea, Ameropa AG coordina continuamente l’espansione delle proprie relazioni commerciali in tutti e cinque i continenti, puntando sulla crescita organica. L’attività primaria dell’azienda risiede nella commercializzazione internazionale di cereali, concimi chimici, prodotti petrolchimici e metalli. Ameropa AG impiega attualmente circa 4875 collaboratori, di cui gran parte figura nella forza vendite esterna.

La sede centrale di Ameropa AG Le esigenze
La comunicazione tra la forza vendite esterna , le filiali e la centrale ha luogo attraverso tunnel VPN IPSec. Gli impiegati delle filiali internazionali accedono ad applicazioni critiche per le vendite attraverso una media di 30 – 40 canali VPN costantemente aperti che passano direttamente attraverso il firewall. Agli utenti interni sono invece riservate applicazioni centralizzate per la contabilità ed il controlling, protette dal firewall contro gli accessi indesiderati. A fronte della forte crescita aziendale che ha accompagnato un notevole aumento degli utenti nelle singole filiali, il numero delle connessioni VPN doveva essere incrementato. Le soluzioni SonicWALL originariamente impiegate nell’azienda avevano raggiunto i propri limiti e dovevano essere sostituite. Si rivelava inoltre sempre più urgente dotare le filiali internazionali in forte espansione di propri firewall.

Criteri per la selezione
Per ogni filiale estera di grandi dimensioni è previsto un amministratore di sistema responsabile dell’intera infrastruttura IT in loco. La valutazione della giusta soluzione per la sicurezza informatica non poteva basarsi esclusivamente su criteri di performance ma contemplarne l’ergonomicità, a fronte della necessità di ridurre al massimo le risorse che l’amministratore di sistema avrebbe dovuto dedicare alla gestione dei dispositivi.

La scelta
Nella centrale di Binningen l’amministrazione della sicurezza IT è affidata alla Computer Löwe. “Ci sono state richieste due offerte comparative per la sostituzione della soluzione SonicWALL e l’ampliamento dell’infrastruttura di sicurezza presso le filiali internazionali di Ameropa. I produttori gateProtect e SonicWALL sono stati posti in diretta concorrenza e l’offerta del produttore amburghese è risultata la migliore“ sottolinea Markus Keller, AD di Computer Löwe. „La motivazione essenziale della decisione è stata l’estrema ergonomicità dei firewall di gateprotect”. L’alto grado di usabilità delle soluzioni gateprotect è garantito dall’interfaccia grafica intuitiva e orientata ai processi delle soluzioni gateprotect: la eGUI® (ergonomic Graphic User Interface), con cui è possibile realizzare configurazioni complesse con un semplice drag and drop.

La soluzione
Negli scorsi anni il progetto è cresciuto costantemente. Nella centrale di Ameropa sono state implementate due appliance gateprotect GPA 400 in configurazione ridondata per la massima continuità del servizio. A livello internazionale invece sono state installate quattro GPA 250 e quattro GPO 125, gestite remotamente, con la possibilità ovviamente di modificare la configurazione dei dispositivi in loco a seconda delle esigenze.

Conclusioni
A fronte delle esperienze positive con le soluzioni gateprotect, l’installazione viene ampliata costantemente. Sono infatti pianificate nuove appliance per ulteriori filiali internazionali e la sostituzione della soluzione VPN di Cisco con la soluzione di gateprotect.

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Tempo di promozioni, per KEMP l’IT non va in vacanza.

Che l’IT non vada in vacanza è un dato di fatto, al contrario, molti utenti hanno più tempo per informarsi via internet o lavorano comunque da remoto anche durante le ferie generando picchi di traffico inattesi, e molti IT Manager trascorrono parte dell’estate per rivedere la propria infrastruttura IT e valutare eventuali ottimizzazioni. A questi stacanovisti KEMP Technologies regala un Virtual LoadMaster 100 per ogni LoadMaster acquistato in configurazione ridondata.

Arcene (BG) – Nel periodo estivo, considerato tradizionalmente di “riposo”, gli utenti sorprendono sempre più spesso i manager IT: c’è chi accede alle risorse aziendali da remoto (posta elettronica, sistemi ERP e altre applicazioni fruibili via web) anche durante le ferie, chi impiega i propri dispositivi mobili o portatili per accedere a fonti di informazioni online, generando picchi di traffico inattesi su siti di e-commerce, informativi o sulla stessa rete aziendale. I manager IT stessi impiegano tale periodo di “quiete” per analizzare la qualità della propria infrastruttura IT e considerare eventuali ottimizzazioni. Se da un lato è ormai chiaro che l’IT non va in vacanza, dall’altro è di dominio pubblico che gli utenti e/o i potenziali clienti rifuggono siti o applicazioni web poco fruibili. Ecco perché, in controtendenza rispetto al mercato, KEMP Technologies annuncia una promozione “estiva”, atta a favorire una gestione ottimale del traffico sulle più diverse piattaforme web e una perfetta accessiblità ai sistemi di posta elettronica e Unified Communications più articolati (cfr. Microsoft Exchange Server o Microsoft Lync): per ogni LoadMaster acquistato in configurazione ridondata KEMP regala un Virtual LoadMaster 100 “unlimited”, per un valore di € 1300.

Chris Heyn, Territory Channel Manager, KEMP Technologies[/caption]

Il Virtual LoadMaster 100 aggiuntivo, consegnato gratuitamente agli utenti, si rivela utile nelle seguenti situazioni:

      1) I Load Balancer di KEMP sono ricchi di funzionalità, cui se ne aggiungono costantemente di nuove attraverso i regolari aggiornamenti gratuiti del firmware. Con un VLM aggiuntivo il cliente ha l’opportunità di non installare immediatamente l’aggiornamento su macchine in produzione bensì in un ambiente di test, attraverso cui testare altresì le nuove funzioni e decidere se avvalersene una volta aggiornate le macchine operative.

      2) Il cliente potrebbe voler installare una nuova applicazione o un aggiornamento di una già in funzione, con il VLM-100 potrebbe provarla in un ambiente di test, senza alcun impatto sull’infrastruttura reale.

      3) Molte aziende valutano attualmente la virtualizzazione: tuttavia, potrebbero non aver ancora sviluppato una strategia per l’adozione di questa nuova infrastruttura. Il VLM-100 fornisce ai clienti la possibilità di fare dei test in entrambi gli ambienti Hyper-V o VMware ESX/ESXi.
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Novità da AVM: FRITZ!Powerline 500E

  • Comoda estensione della rete domestica attraverso la rete elettrica
  • Ideale anche per applicazioni che richiedono molta banda grazie a velocità di trasferimento dati di fino a 500 Mbit/s
  • Può essere impiegato con ogni presa grazie al design compatto
  • Trasferimento dati sicuro grazie alla cifratura di fabbrica

Il nuovo FRITZ!Powerline 500E del produttore dei FRITZ!Box AVM estende in modo semplice e comodo la rete attraverso la rete elettrica rendendo qualunque presa adatta ad instaurare una connessione di rete. In questo modo è possibile collegare periferiche di rete al FRITZ!Box anche su grandi distanze, senza dover installare nuovi cavi. Con una velocità di trasferimento dati che raggiunge i 500 Mbit/s, il FRITZ!Powerline supporta altresì applicazioni che richiedono molta banda, tra cui video in alta definizione o in 3D e la internet TV. La cifratura di fabbrica garantisce la massima protezione dei dati trasferiti sin dal primo impiego. Il FRITZ!Powerline è disponibile sotto forma di kit contenente due dispositivi al prezzo di listino raccomandato di € 129. Per ulteriori informazioni sul nuovo accessorio di AVM basta consultare www.fritzbox.eu.

FRITZ!Powerline – trasferimento dati ad alta velocità attraverso la rete elettrica esistente

FRITZ!Powerline è la soluzione ideale quando l’utente vuole avvalersi di una connessione di rete aggiuntiva ma non desidera installare nuovi cavi. Il piccolo adattatore impiega i cavi della rete elettrica domestica come estensione della portata del cavo Ethernet – trasformando qualunque presa in una porta di rete. E con una velocità di trasferimento dati di fino a 500 Mbit/s il FRITZ!Powerline consente di avvalersi ovunque di applicazioni ad alto consumo di banda, quale il trasferimento di musica o video in formato HD, la tv via Internet e i video on demand, oltre a favorire la navigazione veloce e a rappresentare una comoda soluzione per la connettività delle piattaforme di gaming.

FRITZ!Powerline: impiego facile e sicuro

Come per tutti i prodotti FRITZ! anche l’installazione del FRITZ!Powerline non può che essere particolarmente semplice – basta inserirlo nella presa, collegarvi il PC o la periferica di rete ed è fatta! Poiché il FRITZ!Powerline viene fornito di fabbrica con una cifratura a AES a 128 bit, il trasferimento di file personali, quali foto, musica, video in HD ed altri documenti avviene in modo protetto sin dal primo impiego. FRITZ!Powerline viene commercializzato sotto forma di kit contenente due adattatori. E’ possibile integrare nella rete anche adattatori powerline di altri produttori premendo un semplice pulsante – indipendentemente dalla velocità di trasferimento dati standard da essi supportata (200 o 500 Mbit/s). L’interfaccia utente del FRITZ!Powerline offre una panoramica dell’intera rete powerline oltre a garantire accesso a funzioni utili, come la disattivazione dei led, un aiuto nella scelta della giusta presa elettrica, la personalizzazione del nome dell’adattatore, la modalità eco e gli aggiornamenti gratuiti. Infine, con un consumo di 3-4 watt durante l’attività ed inferiore ad un watt in standby, il FRITZ!Powerline presenta un profilo energetico particolarmente efficiente.

FRITZ!Powerline 500E – più dettagli su fritzbox.eu

Il set di adattatori FRITZ!Powerline 500E è disponibile in commercio al prezzo di listino raccomandato di € 129 inclusa IVA. Gli utenti possono reperire ulteriori informazioni e consigli per un impiego ottimale del nuovo accessorio AVM su fritzbox.eu.

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Soluzioni anti “network downtime” – la ricetta di KEMP Technologies

La maggior parte delle aziende dipendono ormai da internet e da applicazioni web-based per la conduzione delle proprie attività. I manager IT si confrontano con una gestione necessariamente dinamica delle risorse di rete necessarie a tali applicazioni. Che si tratti di e-shops che basano il proprio successo commerciale su applicazioni web o di organizzazioni che dipendono dalle informazioni fornite loro attraverso il web, garantire la disponibilità continua dei servizi di rete si impone sempre più spesso come priorità.

Arcene (BG) – Il problema di fondo è semplice: un sito o applicazioni fruibili via web non accessibili o lente frustrano i clienti, che abbandonano repentinamente il sito o l’applicazione. Se il reparto IT non è conscio di eventuali problemi di accessibilità, l’azienda difficilmente prenderà seriamente eventuali lamentele in merito al sito o all’applicazione web, generando involontariamente un circolo vizioso che equivale – a livello globale – ad un’inavvertita defenestrazione di milioni di dollari di fatturati. L’indisponibilità o la carente fruibilità dei servizi di rete può mettere in ginocchio qualsiasi azienda e sembra presentarsi sempre nel momento peggiore. Conoscere e comprendere l’utilizzo delle applicazioni web ed il traffico da esse generato può aiutare a prevenire futuri mal di testa a fronte di cambiamenti oggi sempre più inattesi e picchi di traffico improvvisi. Analizzando i seguenti punti i manager IT possono ridurre tali evenienze:

1. Impiego delle piattaforme internet aziendali.

In primis è necessario comprendere come viene impiegato il sito aziendale. Il tipo di traffico ed i picchi associativi dipendono dalla tipologia del sito, è un e-shop? Un sito multimediale? Una piattaforma di servizi hosted che offre accesso remoto via web alle applicazioni aziendali? Sono noti orari particolari durante il giorno in cui si instaurano picchi di traffico o periodi dell’anno in cui vengono lanciate eventuali promozioni? Che contenuti offre il sito? Ci sono molti video o immagini da visualizzare o è un sito più testuale? Tutti questi elementi determinano strategie infrastrutturali diversificate. Oggi sono disponibili numerosi strumenti di monitoraggio della rete che favoriscono una più profonda comprensione dell’impiego attuale delle risorse web e una più concreta previsione dei trend futuri.

2. I server

Quanti server vengono impiegati in azienda? Ad un certo punto sarà necessario aggiungerne di nuovi, ma se non si coordina il traffico su tutti i server tale investimento non darà i frutti sperati. Il traffico può essere gestito con soluzioni intelligenti, in grado di coordinare i flussi dietro le quinte indirizzando il traffico su uno o sull’altro server in modo affidabile. Esistono application delivery controller (ADC) che distribuiscono il traffico su due o più server attraverso una serie di algoritmi di bilanciamento e regole di switching dei contenuti, che indirizzano il traffico sui server che, in un dato momento, offrono

le migliori prestazioni. Tali soluzioni avanzate, proposte sia come device hardware sia come software per piattaforme virtuali, sono ormai disponibili sul mercato a condizioni decisamente abbordabili.

3. Delocalizzazione dei server

Un sito può essere irraggiungibile per più motivi, da un improvviso picco di traffico ad un attacco DoS (Denial of Service), dal black-out al malfunzionamento dello switch o dei server impiegati. E’ necessario valutare se sia opportuno mantenere tutti i server in uno stesso luogo o se non sia meglio mettere altrove eventuali server applicativi aggiuntivi. Esistono ADC in grado di operare su più location. In questo caso, qualora i server posti in un dato luogo diventino troppo lenti o addirittura inaccessibili l’infrastruttura presente in una seconda location può farsi carico del traffico applicativo proveniente dai server lenti o indisponibili della prima location, garantendo la costante operatività aziendale.

4. Applicazioni che richiedono “persistenza”

La maggior parte delle applicazioni di tipo transattivo salvano temporaneamente informazioni sullo “stato della sessione” o altri dati prima che essi vengano archiviati in via definitiva nel log dell’applicazione. La funzione di “persistenza” dei server o della sessione indirizza un dato utente sempre allo stesso server per l’intera durata della “sessione”, onde garantire all’utente un’esperienza di fruizione del sito positiva e lineare. Ad esempio il carrello di un sito e-commerce deve essere dotato di tale funzione in modo da consentire al cliente di collegarsi allo stesso web server per l’intera durata della sessione senza perdere tutti i dati inseriti nel carrello. In caso di improvvisa indisponibilità del server, un ADC è in grado di mantenere inalterati tutti i dati, trasportando l’intera sessione su un altro server, in modo trasparente per l’utente.

5. Copertura dei server

Se un server diventa inaccessibile, l’ADC è in grado di metterlo off-line e di reindirizzare il traffico ai server restanti. Questa funzione è chiamata failover e richiede capacità avanzate di monitoraggio dello stato operativo del server, onde identificarne tempestivamente eventuali crolli di performance o l’indisponibilità ed inoltrare immediatamente il traffico ad un altro server. In questo modo, tutte le applicazioni impiegate in un’azienda vengono dotate della alta disponibiità di norma garantita solo per applicazioni critiche, semplificando l’infrastruttura e riducendo nel contempo i costi operativi.

I server gestiscono enormi quantitativi di dati e nelle attuali infrastrutture di rete si possono instaurare colli di bottiglia che rallentano le applicazioni web-based, un guaio se proprio in quel momento si registra un traffico elevato. Per le aziende tali evenienze possono dar luogo alla perdita di potenziali clienti / acquirenti e alla riduzione della produttività degli impiegati. Una gestione adeguata del traffico consente di individuare eventuali picchi e di indirizzare il traffico su server meno utilizzati, ottimizzare quindi con effetto immediato le prestazioni delle applicazioni ed evitare direttamente di chiedersi se una carente fruibilità dei servizi di rete può sotterrare l’azienda.

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I telefoni snom certificati per la piattaforma VoIP di BroadSoft

Certificata la compatibilità del nuovo firmware 8.7.3.5 per la serie 3xx dei telefoni IP da tavolo di snom con il VoIP Application Server BroadWorks di BroadSoft, una delle piattaforme VoIP adottata dai più grandi operatori delle telecomunicazioni in tutto il mondo.

Berlino – snom technology, produttore di soluzioni complete per la telefonia IP, annuncia oggi di aver concluso con successo i test che confermano l’interoperabilità tra il nuovo firmware dei suoi telefoni IP della serie 3xx e l’interfaccia SIP del sistema VoIP BroadWorks di BroadSoft. BroadWorks è una piattaforma per servizi di hosted VoIP, impiegata a livello globale dai più noti carrier per l’erogazione di servizi di telefonia, video fax e email ad aziende e privati. I telefoni IP snom 300, snom 320 e snom 370 con firmware 8.7.3.5 sono stati formalmente convalidati come terminali SIP impiegabili con l’Application Server BroadWorks, nella versione 18.SP1.

Si riconferma quindi la disponibilità dei telefoni IP da tavolo di snom per i numerosi clienti BroadSoft, tra cui figurano oltre 500 operatori telecom in oltre 65 Paesi e con 25 lingue diverse, che forniscono ai propri clienti aziendali e residenziali servizi avanzati e personalizzati per le telecomunicazioni e l’intrattenimento. In particolare BroadSoft serve 18 dei 25 più grandi carrier al mondo. La positiva conclusione del processo di certificazione assicura che i clienti che si avvalgono dei servizi di hosted VoIP attraverso la piattaforma BroadWorks di BroadSoft potranno impiegare i telefoni snom della serie 3xx e beneficiare delle nuove funzionalità e caratteristiche offerte dall’ultimo firmware di snom.

“L’interoperabilità dei nostri telefoni IP con un numero crescente di piattaforme basate su SIP riveste un ruolo fondamentale nella strategia aziendale. Siamo quindi lieti di aver ottenuto la certificazione per l’interfaccia SIP del VoIP Application Server BroadWorks di BroadSoft. Con la sua piattaforma ormai matura ed affidabile, BroadSoft è un pioniere dell’industria della telefonia IP, siamo quindi onorati che i nostri telefoni possano ancora essere impiegati dalla clientela BroadSoft in tutto il mondo” afferma Mike Storella, CEO di snom technology USA.

Oltre ad essere certificati, i telefoni IP da tavolo di snom integrano funzionalità tipiche dell’Application Server BroadWorks, tra cui la possibilità di assegnare tasti per la composizione rapida ai propri contatti preferiti. Tali tasti vengono popolati ed associati automaticamente a voci presenti nell’elenco dei contatti selezionato. I telefoni di snom integrano anche il supporto di funzionalità BroadSoft specifiche per call center (p.es. informazioni sullo stato dei singoli operatori) e per il provisioning automatico dei telefoni, consentono altresì di inserire credenziali di accesso OCI attraverso l’interfaccia del telefono e supportano la funzione BroadSoft AOC (avviso costi), una funzione avanzata che informa gli utenti in merito ad eventuali costi in cui incorreranno per i servizi di telecomunicazione richiesti.

Particolarmente convenienti, i telefoni IP da tavolo della serie 3xx offrono tutte le funzioni più rilevanti per la telefonia aziendale. Il telefono di base, lo snom 300, è l’ideale per qualsiasi impiegato, mentre il 320 gestisce un numero superiore di linee favorendo gli utenti con un elevato volume di chiamate. Lo snom 370 invece massimizza la produttività attraverso l’ampio display grafico ed il mini-browser integrato per applicazioni web-based tra cui la personalizzazione dei contatti, la gestione degli elenchi telefonici e la visualizzazione delle notizie sul display. Il processo di certificazione degli altri telefoni IP di snom con il Server BroadWorks di BroadSoft sarà completato nei prossimi mesi.

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I load balancer di KEMP sono pienamente compatibili con IPv6

Test indipendenti sulla compatibilità IPv6 dei dispositivi LoadMaster di KEMP attestano che i load balancer di KEMP sono una soluzione per l’ottimizzazione della fruibilità delle applicazioni (ADC – Application Delivery Controller) a prova di futuro. Il test condotto sui LoadMaster di KEMP conferma l’assenza di qualsivoglia calo di prestazioni a livello 7 della pila OSI (applicativo) in fase di transizione da IPv4 a IPv6.

New York – A pochi giorni dal lancio definitivo di IPv6 (World IPv6 Launch Day, 6.06.2012) KEMP Technologies, produttore statunitense di Load Balancer e Application Delivery Controller di nuova generazione, annuncia la conclusione positiva dei test condotti sul suo LoadMaster 3600 (LM 3600) e la conseguente validazione delle ottime prestazioni del dispositivo sia in IPv4 sia in IPv6 per il traffico applicativo (L7 della pila OSI). I severi test condotti da “Broadband Testing”, noto laboratorio indipendente, hanno dimostrato che i load balancer di KEMP forniscono un throughput eccellente – appena sotto i 3 Gbps – garantendo l’alta disponibilità di qualsiasi applicazione web-based (layer 7) critica, sia con IPv4 che con IPv6. Indipendentemente dalle proprie dimensioni o dal budget, le aziende necessitano di bilanciare il traffico web per mantenere un livello ottimale di prestazioni ed affidabilità delle applicazioni web-based. Broadband Testing ha confermato che KEMP Technologies agevola la migrazione ad IPv6, senza che essa si traduca in un calo delle prestazioni dell’infrastruttura.

Impiegare IPv6 è l’unica soluzione a lungo termine per la penuria di indirizzi IPv4. Specie nel caso di applicazioni fruibili attraverso la connettività mobile, le aziende devono assicurare che le proprie risorse siano accessibili attraverso reti IPv6, garantendo nel contempo elevate performance, la prevedibilità e l’affidabilità dei servizi di rete di cui l’utente desidera avvalersi. KEMP Technologies si è adoperata affinché la migrazione a IPv6 sia trasparente per gli utenti, anticipando e risolvendo le problematiche che impattano sulle prestazioni della rete, tipiche di quando si aggiunge il supporto di un nuovo protocollo alla rete. Gli sforzi di KEMP sono stati riconosciuti da Broadband Testing.

Logo World IPv6 Launch Day“In fase di integrazione del protocollo IPv6, KEMP Technologies era perfettamente conscia del potenziale impatto del nuovo protocollo sulle prestazioni di rete ed ha sviluppato una nuova architettura del proprio firmware, che da un lato azzera eventuali cali di prestazioni e dall’altro ottimizza ulteriormente l’operatività del kernel a livello di rete”, commenta Steven Broadhead, fondatore e direttore di Broadband Testing. “I risultati positivi registrati confermano sia la scalabilità del dispositivo LoadMaster, sia la sua capacità di gestire operazioni complesse a livello 7 della pila OSI con performance al top. Molti opinionisti suggeriscono che i dispositivi operanti a livello applicativo (layer 7) possono subire forti cali delle prestazioni in fase di transizione da IPv4 a IPv6. Nel caso dei bilanciatori di carico di KEMP non ne abbiamo riscontrato alcuno”.

Il laboratorio d’analisi ha utilizzato dispositivi Spirent per generare traffico web sia su IPv4 sia su IPv6. Impiegando scenari di traffico reali, il laboratorio ha poi creato traffico HTTP usando un file transattivo da 100 KB con l’obiettivo di verificare quanta pressione il LoadMaster 3600 può sopportare prima che cominci a perdere i pacchetti. In alcuni casi la velocità di trasferimento dati in IPv6 superava addirittura il throughput raggiunto in IPv4. Broadband Testing ha riscontrato che il LoadMaster poteva gestire facilmente una velocità di fino a 3,4 Gbps a livello 4 della pila OSI e 2,9 Gbps a livello 7 (tramite 8x porte Gigabit) e 5000 transazioni SSL al secondo!

“La convalidazione delle performance del LoadMaster in infrastrutture IPv6 è un ulteriore prova che KEMP anticipa le esigenze dei propri clienti assecondando l’evoluzione della tecnologia”, commenta Jon Braunhut, Chief Scientist di KEMP Technologies. “I clienti di KEMP possono essere certi che i load balancer di KEMP sono pronti per IPv6, come dimostrato dai test completi condotti da Broadband Testing sul traffico di livello 7”.

“Il 6 giugno, giornata mondiale del lancio di IPv6, si avvicina rapidamente”, continua Braunhut. “In quella data i più innovativi provider di connettività, servizi ed applicazioni fruibili via internet abiliteranno in modo permanente il protocollo IPv6 per i propri prodotti e servizi. KEMP gli si affianca offrendo ai propri clienti soluzioni di load balancing che supportano pienamente il nuovo protocollo e presentano il miglior rapporto prezzo/prestazioni sul mercato”.

Una copia dell’intero report di Broadband Testing è disponibile al link http://www.kemptechnologies.com/us/loadbalancingresource/kemp-tech-white-papers-web-ip-load-balancer-information.html

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Le esperienze sul campo: per snom un bene da condividere con i propri partner!

snom technology guarda all’incontro annuale con i propri VAR tenutosi l’8 maggio con grande soddisfazione. Oltre a condividere dati di mercato, informazioni sulla strategia aziendale, presentare un’anteprima mondiale e premiare i tre migliori VAR del 2011, il SIP Symposium 2012 è stato un utile momento di condivisione delle esperienze sul campo.

Milano – snom technology, produttore di soluzioni VoIP complete, ha tenuto lo scorso 8 maggio presso il Grand Hotel Barone di Sassj di Cinisello Balsamo il proprio SIP Symposium, l’esclusiva convention annuale per i propri partner certificati, attraverso cui il vendor condivide con il canale informazioni di prima mano sull’andamento del mercato, sulle novità, sulle soluzioni e sui progetti realizzati. “La condivisione di fatti, dati, esperienze e modalità di approccio ad un mercato che – nonostante il difficile momento economico – vanta ancora una forte potenzialità, è un bene imprescindibile in un’ottica di partnership concreta con i VAR”, spiega Fabio Albanini, Managing Director di snom technology Italia. Oltre alle promettenti previsioni degli analisti per il mercato del VoIP in Italia, snom ha ribadito l’importanza del canale nella strategia commerciale dell’azienda, per la quale “il primo trimestre del 2012 in Italia è stato il migliore in assoluto dall’inizio delle attività nel 2008” come ha confermato durante la sua presentazione il Dr. Michael Knieling, VP Sales & Marketing e membro del CdA di snom, “un risultato che non avremmo mai conseguito senza i nostri partner”.

Le 84 presenze in sala non solo confermano gli ottimi rapporti che l’azienda intrattiene con il canale, bensì sottolineano il desiderio condiviso da entrambe le parti di avere successo: un obiettivo comune testimoniato anche dai tre VAR premiati per i migliori progetti realizzati nel 2011, nella fattispecie la DEXIT SRL di Trento, rappresentata dall’Ing. Tomasi, riconfermatasi al primo posto come nel 2010, la INNEXT SOLUTION SRL di Milano, rappresentata da Francesco Pedroni, passata dal terzo posto del 2010 all’attuale secondo e la new entry BASE SRL di Fornacette / Pisa, rappresentata da Luca Picchi, che hanno presentato alla platea i propri progetti condividendo spunti utili per una migliore commercializzazione del valore aggiunto del VAR in concomitanza con le solide soluzioni VoIP di snom.

Con la convention di quest’anno snom ha voluto far avvicinare i propri partner alle proprie soluzioni illustrando i tre pilastri che compongono la nuova strategia aziendale attraverso tre diverse demo live, con cui i presenti hanno potuto verificare di persona le camaleontiche funzionalità del centralino, dei telefoni e della soluzione di domotica di snom, come anche l’interazione tra i telefoni snom e la piattaforma per le Unified Communications Microsoft Lync™, presentata dalla stessa Microsoft, in un’ottica di condivisione dell’efficacia di tali sistemi in termini di miglioramento dell’operatività aziendale. Per finire, snom ha presentato in anteprima mondiale il prototipo del nuovo telefono IP da tavolo snom 710, che sarà annunciato nei prossimi mesi, oltre a dare visibilità ai partner sulla roadmap del 2012.

Ma la convention non è stata solo un momento di condivisione di informazioni, bensì anche occasione di networking tra e con i partner in un’atmosfera rilassata, attraverso l’integrazione di una parentesi ludica ottimamente realizzata con una simpatica sfida a quiz per tavoli (Dr. Why), vinta dal team “snom 370”.

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I FRITZ!Box di AVM contribuiscono al superamento del Digital Divide

Con un tasso di copertura che supera il 90 per cento della popolazione, Bolzano figura oggi ai primissimi posti in Italia per quanto riguarda la diffusione di accessi internet a banda larga. Quello che si può ormai considerare il superamento del digital divide è stato possibile grazie a un forte impegno dell’amministrazione provinciale nella creazione di infrastrutture IT. Oltre ad investire nella rete in fibra ottica, la Provincia ha sfruttato i finanziamenti europei bandendo varie gare d’appalto per la creazione di una HiperLAN (una rete a onde radio) capace di portare la banda larga nelle zone meno accessibili e meno popolate dell’Alto Adige, dove l’ADSL su rame non era mai arrivata. Il provider Raiffeisen OnLine ha fatto parte del consorzio di imprese che si è aggiudicato i lavori per la copertura di 65 dei complessivi 113 comuni altoatesini, assumendo così un ruolo di rilievo nel processo di modernizzazione tecnologica della provincia.

Con oltre 600 access point ed una copertura di 1600 km via HyperLAN, WiMax e – nelle zone più impervie – via satellite, il progetto “Broadband44+” è la rete radio di gran lunga più estesa della provincia. Sono oltre 6000 i clienti che si avvalgono oggi della connessione internet via radio offerta da Raiffeisen OnLine, che, nata in seno al gruppo bancario Raiffeisen dalla presenza capillare in Alto Adige, dispone senza dubbio di un vantaggio strategico per la realizzazione di una rete radio ad alta densità: molte delle stazioni forwarder e bridge sono state poste sulle sedi bancarie stesse. La HyperLAN così realizzata offre, dalle vette alle valli, una banda sufficiente per l’erogazione di servizi internet / multimediali e di telefonia VoIP (ROL Voice) ricchi di funzionalità e altamente personalizzabili.

Con il pacchetto di servizi internet per utenti privati, l’ampiezza di banda di cui si avvale il cliente è di 1360 KBit/s flat. Sebbene tale throughput risulti leggermente inferiore rispetto ad una connessione ADSL in download è spesso superiore in upload, rivelandosi più che adeguato per l’uso quotidiano. Per i clienti business invece la gamma di servizi si estende fino ad una flat simmetrica da 2048 KBit/s. L’impiego della tecnologia HyperLAN per l’ultimo miglio offre inoltre indubbi benefici sia in termini di riduzione dei tempi di caricamento di pagine web complesse sia per la velocità di trasmissione del traffico voce grazie al fatto che tale tecnologia presenta notoriamente tempi di latenza significativamente inferiori rispetto alle linee ADSL (circa 6ms della HyperLAN rispetto ai 20ms delle linee ADSL).

Sia per le connessioni HyperLAN sia per le connessioni in rame, Raiffeisen OnLine ha scelto i diversi modelli di router FRITZ!Box Fon come centrale per le comunicazioni presso l’utenza aziendale e residenziale. Nel caso della HyperLAN, i tecnici di Raiffeisen OnLine installano il ricevitore sul tetto del cliente in contatto visivo con l’access point (stazione bridge o non-forwarder), il cui segnale copre una distanza di fino a 7 km. Un cavo Ethernet collega il ricevitore alla porta LAN 1 del FRITZ!Box, che opera quindi in modo similare ad un modem via cavo.

L’installazione risulta rapidissima: l’utente non deve far altro che inserire le proprie credenziali di accesso al servizio (PPPoE) e può avvalersi immediatamente della connettività internet anche laddove prima era impensabile.
Sono numerosi gli utenti che hanno optato anche per i servizi di telefonia via internet erogati da Raiffeisen OnLine, avvalendosi sia della telefonia gratuita tra i clienti, sia di tariffe locali e globali particolarmente convenienti, senza dover rinunciare al proprio numero (portabilità) e fruendo di una numerazione geografica con prefisso della
località ove è ubicato l’utente, anche in assenza di linea telefonica tradizionale. Grazie alla gestione della banda integrata nel FRITZ!Box gli utenti possono assegnare alla telefonia internet banda sufficiente per garantire la massima qualità delle conversazioni.

 
Gli utenti di Raiffeisen OnLine che impiegano i FRITZ!Box possono personalizzare tutti i servizi di cui fruiscono attraverso un’interfaccia intuitiva e multilingue (tedesco / italiano), gestendo la propria telefonia attraverso il centralino integrato nel dispositivo, accedendo da remoto ai propri documenti e contenuti multimediali attraverso una interfaccia cifrata in https. Con i telefoni DECT FRITZ!Fon MT-F gli utenti impiegano veri e propri terminali dati, attraverso cui è possibile effettuare telefonate in alta definizione, leggere ed inviare e-mail o ascoltare podcast e radio internet. Con FRITZ!Box gli utenti possono altresì implementare una rete (aziendale e/o domestica) wireless sicura a 360° con una chiave di cifratura pre-impostata di fabbrica, non identificabile con gli strumenti che hanno di recente consentito la violazione di hag impiegati da altri operatori. “Specie nel caso di connessioni wireless libere, come nelle HyperLAN, l’aspetto sicurezza è fondamentale per evitare un impiego improprio delle risorse di rete a scopo fraudolento” commenta Gianni Garita, Sales Manager di AVM, ed aggiunge “i dispositivi FRITZ!Box si adattano perfettamente a questo progetto grazie alla semplicità di integrazione con i servizi di connettività e telefonia offerti da Raiffeisen OnLine e siamo lietissimi di aver potuto contribuire con le nostre soluzioni al superamento del digital divide”.

“La partnership con AVM ed i dispositivi multifunzione FRITZ!Box Fon combinati ai telefoni FRITZ!Fon MT-F in particolare hanno giocato un ruolo decisivo nell’erogazione dei nostri servizi internet e voce in Alto Adige, anche in zone geograficamente svantaggiate”, conferma Peter Nagler, direttore di Raiffeisen OnLine.

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Il nuovo LoadMaster 5300 impone nuovi standard di prezzo / prestazioni per i load balancer

I nuovi Load Balancer della KEMP Technologies offrono una velocità di elaborazione e trasferimento dati superiore, raddoppiando il numero delle connessioni contemporanee ad un minor prezzo.

Limerick – Kemp Technologies annuncia oggi un nuovo dispositivo che entra a far parte della linea di load balancer e application delivery controller LoadMaster. Successore del LoadMaster 5500, il nuovo LoadMaster 5300 di KEMP vanta numerosi miglioramenti delle prestazioni, tra cui un incremento del 10% del numero di richieste al secondo gestite dal dispositivo, un aumento del 45% della velocità di trasferimento dati del load balancer ad 8,8 Gbps ed il raddoppio del numero di connessioni contemporanee di livello 4/7 della pila OSI supportate dalla soluzione.

Il LoadMaster 5300 viene fornito con due alimentatori (ridondanti e hot-swap) ed un formato più compatto, che occupa una sola unità di spazio nei rack. Grazie alla significativa riduzione del consumo elettrico, il LoadMaster 5300 ha un impatto ancora inferiore sull’ambiente. Come per tutti i modelli della gamma LoadMaster di KEMP, questo nuovo modello distribuisce in modo intelligente ed efficiente il traffico generato dagli utenti su diversi server, per garantire la massima disponibilità e fruibilità delle applicazioni business e web-based agli utenti.

Loadmaster 5300

Il LoadMaster 5300 impiega tecnologie avanzate per il bilanciamento del carico e lo switching dei contenuti ed è dotato di ASIC preposti all’accelerazione del traffico SSL. Ad un prezzo di listino raccomandato di € 13.250, che include l’assistenza tecnica gratuita per un anno, il dispositivo offre prestazioni superiori per il bilanciamento del carico a livello 4/7 della pila OSI ad un prezzo significativamente inferiore rispetto a quanto offerto dalla concorrenza, confermando l’ottimo posizionamento delle soluzioni KEMP sul mercato in termini di rapporto prezzo-qualità.

Caratteristiche quali la compressione ed il caching dei dati per l’accelerazione delle applicazioni riducono la latenza di rete ottimizzando le prestazioni delle linee internet impiegate. La modalità di standby attivo con failover “stateful” assicura una disponibilità dei server applicativi del 99,99% invalidando l’ipotesi che il load balancer possa costituire una fonte di errore (SPOF – single point of failure). Attraverso un monitoraggio costante dello stato operativo di server e applicazioni il LoadMaster 5300 indirizza gli utenti alla migliore risorsa disponibile. Il sistema di prevenzione contro le intrusioni (IPS), integrato nel dispositivo, blocca le minacce a livello applicativo, anche qualora presenti nel traffico SSL cifrato.

“Il LoadMaster 5300 rispecchia le esigenze dei nostri clienti e rappresenta una soluzione chiave nella gamma di prodotti LoadMaster” afferma Peter Melerud, VP Esecutivo del Product Management di KEMP Technologies. “Il 5300 ottimizza anche sensibilmente la disponibilità delle applicazioni critiche in ambienti Microsoft Lync e Microsoft Exchange migliorando l’esperienza dell’utente, ad un prezzo inferiore rispetto al suo predecessore 5500. Qualsiasi tipologia di azienda, che desideri aumentare le prestazioni del proprio sito web a fronte di un incremento del traffico, può beneficiare della tecnologia all’avanguardia del LoadMaster 5300”.

Il nuovo LoadMaster 5300 sarà disponibile in commercio alla fine del mese di aprile 2012.

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AREVA Wind si affida alle soluzioni VPN di gateProtect

I Next Generation Firewall di gateProtect si sono rivelati particolarmente interessanti per AREVA per l’intuitività dell’interfaccia grafica eGUI e perché possono essere installati in cluster ad alta disponibilità (HA) anche sui PC industriali, impiegati negli impianti in mare aperto e completamente passivi. Alla fine del processo decisionale, anche l’ottimo rapporto prezzo/qualità dei dispositivi ha favorito l’acquisto delle soluzioni firewall e VPN di gateProtect.

L’azienda

AREVA Wind sviluppa, costruisce, installa ed attiva impianti eolici ad alta efficienza (5MW) progettati specificamente per l’operatività in mare aperto. L’azienda offre altresì servizi di installazione impianti e programmi di manutenzione a breve e lungo termine per garantire la massima performance dei sistemi di produzione energetica in mare. AREVA Wind è controllata dal gruppo francese AREVA e fornisce ai propri clienti soluzioni per la produzione di elettricità riducendo al minimo le emissioni di CO2 nell’ambiente. AREVA dispone di vastissime competenze e vede nella sicurezza, nella tutela della salute, nella trasparenza e nel rispetto dell’etica valori cardine della propria attività. www.areva-wind.com

Le esigenze

AREVA Wind gestisce numerosi impianti eolici sia in mare aperto sia a terra a Bremerhaven, ubicazione ideale per l’installazione, il servizio e la manutenzione di impianti posizionati in mare. Alla luce della dislocazione geograficamente distribuita degli impianti eolici e degli uffici, nonché, in alcuni casi, della difficile accessibilità delle rispettive ubicazioni, i responsabili IT devono essere in grado di monitorare e gestire la sicurezza della rete informatica in modo centralizzato. AREVA Wind necessitava quindi di una soluzione UTM combinata alla tecnologia VPN, che consentisse di mettere in sicurezza tramite tunnel VPN tutti i siti produttivi, garantendo nel contempo sia accesso cifrato alla rete ai collaboratori, sia massima protezione contro attacchi o minacce informatiche provenienti da internet. „Per noi la qualità e la stabilità delle soluzioni di sicurezza implementate è di importanza vitale. Qualora la soluzione non operasse in modo affidabile, il tecnico è tenuto a raggiungere l’impianto eolico con un’imbarcazione di servizio. E’ quindi indispensabile poter monitorare e gestire in modo semplice e centralizzato le soluzioni per la sicurezza perimetrale”, così Martin Burgholte, ingegnere responsabile del reparto di sviluppo dei controlli elettrici di AREVA Wind, illustra le peculiari esigenze dell’azienda rispetto al firewall da implementare. AREVA aveva infine la necessità di garantire ai numerosi e sempre diversi tecnici degli istituti di misurazione o ai fornitori un accesso cifrato temporaneo a singoli impianti eolici, da rimuovere facilmente a posteriori dell’intervento.

La selezione

I firewall di nuova generazione di gateProtect erano già impiegati con successo presso la centrale di AREVA Wind, che apprezza l’intuitività della pluripremiata interfaccia grafica ergonomica eGUI. Tale interfaccia, orientata ai processi, consente infatti di configurare e gestire facilmente l’intera rete, che viene visualizzata in toto, insieme a tutti i servizi attivi. La panoramica presenta sempre solo le informazioni necessarie all’utente per le proprie attività. In questo modo si evita l’inserimento di codici complessi e passibili di errori e non è necessario passare da una maschera all’altra dei menu. La rete si configura e gestisce in modo intuitivo, con un click e con la funzione drag & drop. Il feedback visivo immediato della eGUI incrementa quindi non solo la sicurezza effettiva ma consente di risparmiare tempo e costi. La modificabilità dei parametri del Next Generation Firewall e quindi la possibilità di collegare alla rete senza complicazioni collaboratori temporanei sono stati un ulteriore elemento a favore della soluzione gateProtect. „Oltre a ciò, i firewall UTM di gateProtect si sono rivelati particolarmente interessanti per noi, perché possono essere installati in cluster ad alta disponibilità (HA) anche sui PC industriali, impiegati offshore e completamente passivi” spiega Martin Burgholte. Alla fine del processo decisionale, anche l’ottimo rapporto prezzo/qualità dei dispositivi ha avuto il suo peso, favorendo l’acquisto delle soluzioni firewall e VPN di gateProtect.

La soluzione

AREVA Wind impiega attualmente dieci Next Generation UTM firewall di gateProtect, tra cui i modelli GPO 75, GPA 250, GPA 400 e GPX 800. Due appliance virtuali VMX 1000 sono impiegate al largo, due appliance virtuali VMA 400 sono installate negli impianti a terra e li collegano attraverso un tunnel SSL-VPN alla centrale. I firewall GPO 75 e GPA 250 collegano due ulteriori siti produttivi. Inoltre circa 150 tecnici di servizio e sviluppatori sono collegati alla rete via SSL-VPN. Anche per i collaboratori randomici, che necessitano di accessi temporanei cifrati viene offerta una soluzione: AREVA monitora i certificati emessi ed impiegati contemporaneamente da circa 100 client. „La particolarità interessante dei client VPN risiede nella possibilità di assegnare centralmente diritti di accesso specifici per i singoli utenti , indipendentemente dal sito produttivo cui il client deve accedere”, aggiunge Martin Burgholte, elogiando la soluzione VPN di gateProtect. L’accesso ad internet è consentito solo ad utenti precedentemente definiti. Tali utenti potranno accedere alla VPN attraverso l’interfaccia web. AREVA Wind apprezza inoltre la gestione del traffico (traffic shaping) in base al gruppo di utenti. In questo modo è possibile impostare il minimo ed il massimo impiego della banda consentito per la linea internet configurata a livello di reparto o di singolo utente. In base a ciò è quindi possibile regolare il traffico generato dai singoli servizi come HTTP o SMTP. La distribuzione della banda è quindi configurabile nei minimi dettagli. Insieme alle impostazioni per la qualità del servizio (QoS), ossia la prioritizzazione dei pacchetti dati, le soluzioni assicurano il corretto svolgimento delle attività, consentendo di prioritizzare i pacchetti anche all’interno del tunnel VPN. Questa caratteristica si rivela particolarmente utile per le applicazioni che non tollerano ritardi. Con gateProtect, per esempio, è possibile avvalersi della telefonia VoIP attraverso il tunnel VPN senza problemi, indipendentemente dal carico di dati del tunnel.

Conclusioni

AREVA Wind non vorrebbe mai dover rinunciare ai firewall di gateProtect. L’azienda trova positivo anche il rapporto diretto con il produttore: “gateProtect dispone di un team molto gentile e competente, in grado di fornire massima assistenza e soluzioni concrete anche in situazioni complesse”, commenta Martin Burgholte. Anche in futuro AREVA Wind si avvarrà delle soluzioni gateProtect. E’ prevista infatti l’installazione di un Gateway VPN per i client SSL e l’implementazione di nuovi cluster di firewall in modalità HA in tutte le nuove ubicazioni degli impianti eolici, sia a terra, sia in mare.

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snom promotrice della tutela ambientale con l’iniziativa „Green VoIP“

Berlino – snom technology AG, produttore di soluzioni complete per la telefonia IP, promuove l’alimentazione dei suoi telefoni della serie 3xx e 7xx attraverso la tecnologia Power over Ethernet (PoE), escludendo da subito l’alimentatore elettrico dalla confezione. Attraverso la tecnologia Power over Ethernet (PoE) è anche possibile integrare gruppi di continuità (UPS) centralizzati per garantire la funzionalità dei telefoni IP. Onde favorire una maggior presa di coscienza ambientale, snom donerà un euro al movimento ambientalista “Earth Day”, rappresentato dal comitato tedesco Earth Day International e.V., per ogni telefono acquistato intenzionalmente senza alimentatore dal 22 aprile al 22 giugno 2012: http://www.snom.com/it/perche-snom/snom-green-voip/

„I sondaggi condotti regolarmente presso i nostri clienti rivelano che già da tempo la maggior parte di essi si avvale dell’alimentazione elettrica via Ethernet“, dichiara il Dr. Michael Knieling, Presidente del CdA e VP Sales & Marketing di snom. “Ciò significa che l’impatto ambientale cagionato dalla produzione delle migliaia di alimentatori che restano inutilizzati può essere evitato. Con questa donazione all’organizzazione Earth Day intendiamo incoraggiare anche i nostri clienti a contribuire alla tutela dell’ambiente con pochi, semplici strumenti”. Supportando “Earth Day International”, snom fa seguito alla propria iniziativa „Green VoIP“ – concretizzatasi nella costante riduzione del consumo elettrico dei telefoni snom. Qualora l’alimentatore esterno fosse comunque necessario, indipendentemente dalla campagna a favore di Earth Day International e da tutti i vantaggi dell’alimentazione PoE, questo accessorio sarà sempre reperibile presso il proprio distributore o rivenditore di fiducia.

La Giornata della Terra si celebra annualmente il 22 aprile in 175 Paesi del mondo. Con lo slogan “pensare globalmente, agire localmente“ il movimento ambientalista Earth Day palesa due cose: chiunque può adoperarsi per l’ambiente e ogni giorno è un buon giorno per farlo. La Giornata della Terra nasce in particolare per favorire da un lato il benessere odierno dell’umanità e per garantire dall’altro la sostenibilità futura dello sviluppo su scala mondiale. Il comitato tedesco dell’organizzazione Earth Day International conduce campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica con numerose attività che coinvolgono tutte le fasce d’età. (www.earthday.de)

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FRITZ!OS – il nuovo firmware per FRITZ!Box con nuove funzioni per la rete domestica, la WLAN e la telefonia

  • La nuova release del firmware „FRITZ!OS“ è disponibile sin da ora gratuitamente
  • Più connettività, perfezionato l‘accesso remoto
  • Maggior intuitività, perfezionata la WLAN e la telefonia
  • MyFRITZ! – servizio innovativo per l’accesso remoto al FRITZ!Box
  • Berlino. Con il nuovo FRITZ!OS, lo specialista delle comunicazioni berlinese da nuovamente riprova che gli utenti del FRITZ!Box possono avvalersi di nuove funzioni per il proprio dispositivo anche a posteriori dell’acquisto. Il nuovo FRITZ!OS 5.21 per FRITZ!Box offre numerose nuove funzionalità per la rete wireless e cablata e per la telefonia, con un particolare occhio di riguardo per l’accesso remoto protetto al FRITZ!Box con smartphone e tablet attraverso il nuovo servizio MyFRITZ!. La nuova release FRITZ!OS 5.21 per FRITZ!Box 7390 è disponibile gratuitamente per il download. A breve saranno aggiornati anche gli altri modelli di FRITZ!Box.

    Highlight del FRITZ!OS 5.21: una panoramica

    MyFRITZ! – il cloud di cui ci si può fidare

    Il nuovo servizio gratuito MyFRITZ!, presentato in anteprima al CeBIT ed attualmente ancora in beta test in Germania, è stato già integrato nel nuovo firmware, in attesa di localizzazione. Che ci si connetta remotamente tramite computer, notebook, smartphone o tablet, con MyFRITZ! il FRITZ!Box è facilmente raggiungibile ovunque ci si trovi in modalità cifrata attraverso un accesso ben definito, indipendentemente dalle costanti variazioni degli indirizzi IP forniti dagli operatori. L’utente del servizio MyFRITZ! potrà informarsi velocemente sullo stato operativo del FRITZ!Box, sulle chiamate ricevute e sulla presenza di messaggi in segreteria.

    Maggior intuitività dell’interfaccia e accesso facilitato alle periferiche di rete

    L’interfaccia grafica del FRITZ!Box presenta tutti gli utenti e le periferiche attive nella rete. I dispositivi che dispongono di un’interfaccia di gestione web-based (stampanti e altre periferiche di rete), sono raggiungibili con un click. La panoramica di rete mostra tutti i dispositivi e gli host connessi, inclusi i rispettivi dettagli.

    Personalizzazione del nome del FRITZ!Box

    Ora è possibile impostare un nome individuale per il FRITZ!Box. Tale nome viene assegnato dall’utente una volta ed automaticamente impostato per la rete, il server multimediale, l’interfaccia e il codice SSID della WLAN, facilitando la gestione dell’intera rete.

    Condivisione di un accesso internet alternativo via WLAN

    Qualora l’utente non disponga di una linea internet propria, ad esempio in vacanza o in situazioni di coabitazione ove si condivide con altri una singola linea internet flat, gli utenti del FRITZ!Box hanno la possibilità di collegare ad internet il proprio apparecchio in modalità “access point” attraverso la WLAN generata da un altro router (“access gateway”), avvalendosi quindi parallelamente dell’accesso fornito dal provider di connettività wireless locale e delle funzioni di rete ed internet del proprio FRITZ!box.

    Accesso per ospiti anche via LAN

    La funzione di connettività internet per ospiti attraverso la rete wireless è stata estesa anche alla LAN, proteggendo il resto della rete.

    Verifica della qualità della linea internet

    Il FRITZ!Box informa l’utente sulla qualità della linea internet attraverso l’invio di notifiche “push” giornaliere o settimanali che includono una rappresentazione grafica della banda impiegata. E’ altresì possibile impostare l’invio dell’attuale indirizzo IPv4 / IPv6 del FRITZ!Box.

    Wake on LAN via internet

    Avvalersi della funzione Wake on LAN attraverso l’internet è ancora più facile. Alla ricezione del primo pacchetto dati attraverso internet il PC, il NAS o il Server si riattivano automaticamente dallo stand-by.

    Telefonate in qualità eccellente attraverso la WLAN

    La FRITZ!App Fon consente di effettuare con smartphone Android o iPhone telefonate via WLAN avvalendosi della linea fissa/VoIP configurata sul FRITZ!Box. Alle conversazioni avviate attraverso la rete wireless viene data immediatamente la massima priorità, rispetto al regolare flusso di dati in rete. La conversazione ha quindi luogo senza ritardi e viene trasmessa con la miglior qualità possibile.

    Nuova schermata principale, nuovi caratteri e nuove suonerie per il FRITZ!Fon

    La schermata principale del FRITZ!Fon MT-F presenta istantaneamente il tipo ed il numero di nuovi messaggi ricevuti. Le telefonate in ingresso vengono visualizzate con caratteri più grandi per una migliore leggibilità. Sono altresì state aggiunte nuove suonerie ottimizzate per FRITZ!Fon.

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    gateProtect riconfermata nel Magic Quadrant per l’UTM

    Il produttore teutonico di Next Generation Firewalls figura per il secondo anno consecutivo nel „Magic Quadrant“ di Gartner per le soluzioni di sicurezza unificata. Secondo i ricercatori, il mercato UTM (Unified Threat Management) ha registrato nel 2011 una forte crescita, con un aumento globale del 19,5% rispetto all’anno precedente.

    Amburgo– “Siamo ottimamente preparati alle sfide poste da questa crescita, che va di pari passo con l’aumento delle aziende di medie dimensioni sia nei Paesi emergenti sia sui mercati mondiali”, commenta Dr. Peter Smeets, Presidente del CdA di gateProtect. “In questa particolare fascia di mercato si affermano quei produttori che propongono soluzioni di sicurezza la cui configurazione e gestione risulta particolarmente rapida ed intuitiva”. Questo tipo di clientela adotta infatti ex novo soluzioni per la sicurezza informatica di nuova generazione o adegua la propria infrastruttura alle nuove minacce informatiche con soluzioni UTM avanzate, sebbene disponga di budget e risorse limitati. “Come azienda di medie dimensioni sappiamo quanto sia importante il tema della produttività e della semplicità di gestione delle soluzioni IT, in special modo delle soluzioni per la sicurezza informatica”.

    gateProtect persegue un modello commerciale indiretto e negli scorsi anni ha fortemente consolidato la propria presenza internazionale. Proprio sui mercati in forte espansione, quali l’Asia, l’America Latina e il Medio Oriente, il produttore di soluzioni UTM di nuova generazione ha avviato rapporti commerciali con partner noti e competenti. L’argomento vincente per i partner gateProtect è da sempre la semplicità dell’interfaccia grafica eGUI, che presenta le regole di filtro del firewall in base ai processi operativi e non sotto forma di tabelle, spesso impiegate nelle soluzioni della concorrenza. Attraverso una rappresentazione grafica delle componenti di rete, l’amministratore imposta i diritti di accesso e le regole sui flussi di traffico aziendale in modalità “drag & drop”. Anche i sistemisti meno esperti possono configurare le soluzioni gateProtect in pochi minuti ed avvalersi da subito della massima protezione offerta dai dispositivi.

    Focus sulle Medie Imprese
    Gartner individua proprio nelle imprese di medie dimensioni (da 100 a 1.000 collaboratori per azienda) il mercato più promettente per le soluzioni UTM. “Con ‘medie imprese’ si definisce una fascia di mercato particolarmente ampia, che desidera avvalersi di soluzioni funzionali”, spiega il Dr. Smeets. „Proprio in occasione del CeBIT 2012 abbiamo presentato la versione 9.1 del nostro Next Generation UTM Firewall. Questo firmware integra la funzione di LAN accounting, particolarmente interessante in quei Paesi che non dispongono ancora di una infrastruttura internet ad alte prestazioni. Aziende, scuole, uffici della pubblica amministrazione potranno definire come impiegare la banda disponibile, impostando ad esempio limiti temporali per l’accesso ad internet o limiti quantitativi per il trasferimento di dati. In via generale possiamo dire che con le nostre soluzioni UTM di nuova generazione siamo in grado di affrontare in modo efficace le sfide imposte anche dal Cloud Computing e dalla mobilità – il tutto a prezzi assolutamente appetibili per questo mercato target.“

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    Enhance Technology consolida la propria presenza in Italia

    Un approccio graduale al mercato italiano, ove ogni passo viene studiato in base alle esigenze della clientela, si è rivelato la scelta vincente per Enhance Technology Italia, oggi realtà ben avviata sul nostro territorio ed incaricata di gestire anche le relazioni commerciali con Svizzera italiana e Balcani.

    Dr_Jacopo_Merli

    Milano – Enhance Technology Inc., produttore statunitense di soluzioni storage e NAS avanzate, avvia nel Febbraio 2010 le proprie attività commerciali in Italia con un ufficio gestito dalla sede tedesca, affidandone la guida al Dr. Jacopo Merli. In questa prima fase di approccio al mercato, il vendor sigla primi accordi distributivi e riscontra un tale interesse nelle proprie soluzioni per PMI & Workgroups (EnhanceRAID™), per il settore Audio/Video professionale (Proavio™) e per la fascia enterprise (Ultrastor™), da ritenere opportuna, nel luglio dello scorso anno, l’apertura di una sede commerciale in Italia, indipendente a tutti gli effetti.

    “Abbiamo operato questa scelta in linea con le esigenze degli integratori e degli utenti locali”, conferma il Dr. Jacopo Merli, Managing Director di Enhance Technology Italia. “La nostra clientela adotta le nostre soluzioni per la gestione e l’archiviazione di dati aziendali critici, provenienti da applicazioni CRM o ERP, o come piattaforma di base per il proprio core business (società di video broadcasting, enti di ricerca o società di elaborazione grafica articolata), necessita quindi di grandi capacità di calcolo e di una gestione intelligente di enormi quantità di dati con sistemi estremamente affidabili”. L’affidabilità che contraddistingue sia il prodotto, sia il produttore è la chiave del successo di Enhance sul nostro mercato: “La clientela italiana non gradisce filosofie di mercato e strategie commerciali sviluppate per l’Europa settentrionale o per gli Stati Uniti. Al contrario necessita di assistenza competente in loco, cicli di gestione delle RMA brevi e non apprezza doversi interfacciare con operatori dell’estremo oriente, o sedi sparse nel mondo, affrontando lungaggini non confacenti al livello del prodotto e alla tipologia di impiego dello stesso” aggiunge Merli.

    A posteriori, la decisione di aprire una sede in Italia si è rivelata corretta: Enhance Technology Italia gestisce sia il mercato locale, sia il Canton Ticino e l’area dei Balcani. Dopo una prima fase di costituzione dell’organico – che oggi contempla un team articolato di tecnici ed ingegneri specializzati in broadcasting, integrazioni industriali e applicazioni enterprise – e di consolidamento delle partnership avviate con distributori a valore, l’azienda annovera un ultimo semestre molto soddisfacente. Enhance Technology Italia ha puntato sin dall’inizio sulla costituzione di una rete commerciale a valore e verticale: con Alhenacom, Alias, Eurolink Systems ed SQP, Enhance opera sul territorio nazionale attraverso distributori specializzati. Conta numerosi partner OEM, tra cui grandi integratori che sviluppano soluzioni complesse impiegando le piattaforme per la gestione del dato di Enhance, e annovera – proprio per la qualità del prodotto – numerosi riconoscimenti e alleanze tecnologiche con vendor di rilievo quali BlueFish, KOM Networks, VMware e Microsoft.

    “Per il 2012, primo vero anno fiscale di Enhance Technology Italia”, aggiunge il Dr. Merli, “intendiamo ampliare e consolidare la nostra rete di partner commerciali, avviando, insieme ai nostri distributori, un programma di certificazione su due livelli, necessario per offrire al canale gli strumenti tipici di un programma di partenariato oltre che le competenze necessarie per proporre con successo le nostre soluzioni”. A fronte della specificità delle soluzioni di storage e NAS di Enhance, l’obiettivo è la certificazione di una ventina di nuovi partner, che operino con continuità sul territorio.

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    Diversificare la strategia commerciale si rivela una scelta vincente

    A pochi mesi dall’insediamento di Fabio Albanini quale Managing Director di snom technology Italia sono numerose le modifiche apportate alla strategia commerciale del produttore di soluzioni VoIP, che guarda con soddisfazione al primo trimestre 2012.

    Milano – Con Fabio Albanini alla guida, la snom technology AG, produttore di soluzioni complete per la telefonia IP, ha diversificato la propria strategia commerciale al fine di garantire un approccio più articolato al mercato nazionale, caratterizzato dalle esigenze più diverse. In particolare snom ha adottato una strategia multilivello basata sulle proprie fasce di prodotto, che si riflette sia sui processi di certificazione dei partner sia sull’organico dell’azienda.

    “snom technology è nota per la solidità e la massima interoperabilità dei propri telefoni IP con le più comuni infrastrutture SIP di terze parti”, commenta Albanini, “i nostri telefoni VoIP da tavolo e DECT, come i nostri sistemi di teleconferenza e di paging sono sempre stati punto focale di tutte le nostre attività, ma oggi snom è ben altro”. Con i telefoni IP snom ha accesso a quella fascia di mercato desiderosa di liberarsi dai vincoli di sistemi VoIP proprietari attraverso l’impiego di piattaforme basate sullo standard SIP aperto, tra cui numerosi uffici della pubblica amministrazione e un’ampia compagine di aziende il cui obiettivo è abbattere i costi operativi della propria infrastruttura di telecomunicazioni. Con snom ONE, il centralino IP-PBX sviluppato da snom per offrire il massimo supporto delle funzionalità di cui l’azienda ha dotato negli anni i propri telefoni, snom si è garantita accesso a quella fascia di mercato che chiede soluzioni complete VoIP/SIP di un solo produttore. In tale fascia figurano sia aziende di qualsiasi dimensione, sia noti operatori di telecomunicazioni che hanno adottato l’intera soluzione per la propria clientela (piccole e medie imprese). Il centralino snom ONE gode attualmente di un forte interesse, sono circa duecento le aziende che testano ogni mese la versione gratuita del sistema di telefonia snom per infrastrutture con fino a 10 interni. Con la certificazione Microsoft Lync, snom è infine l’unico vendor al mondo ad offrire telefoni in grado di operare contem-poraneamente sia in ambiente Lync sia in ambiente SIP, una particolarità che ha garantito a snom, negli scorsi mesi, accesso a progetti presso aziende di grandi dimensioni.

    Pietro Bertera

    Pietro Bertera, Technical Support & Training Manager – snom Italia

    “La scelta di consolidare la nostra presenza in queste tre fasce di mercato attraverso strumenti ed attività ad hoc, si è rivelata corretta”, conferma Albanini, che guarda ad un primo trimestre 2012 particolarmente soddisfacente. “Le attività volte a sviluppare un approccio di mercato diversificato, trovano un denominatore comune nel processo di certificazione dei partner snom, che – ampliato lo scorso anno con la certificazione di base (snom Certified Technician – SCT) – ora contempla anche certificazioni snom ONE e corsi di formazione sull’interoperabilità con Microsoft Lync”, aggiunge Albanini, che presenta nel contempo il nuovo Technical Support & Training Manager di snom in Italia: Pietro Bertera. Specialista di reti VoIP complesse e distribuite sia proprietarie sia SIP, e sistemista Microsoft, Linux, Oracle, Bertera si occupa per snom della gestione di tutti gli aspetti tecnici legati all’assistenza post-vendita e dell’erogazione dei corsi snom, sempre più visitati. Sono oggi oltre 170 i partner snom certificati sul territorio nazionale.

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    Il Server Load balancer, le PMI e il canale

    George Zervos, EMEA Sales Director di KEMP Technologies analizza la crescente domanda di soluzioni per il bilanciamento del carico dei server delle PMI, che si confrontano sempre più spesso con l’esigenza di garantire la massima disponibilità di applicazioni e servizi critici, sottolineando le opportunità riservate al canale attraverso l’apertura di questo nuovo mercato.

    Limerick – KEMP Technologies, produttore statunitense di Load Balancer e Application Delivery Controller di nuova generazione, commenta l’attuale crescita della domanda di soluzioni di load balancing nelle PMI attraverso l’EMEA Sales Director, George Zervos, che – oltre ad analizzare i driver di mercato – ne valuta anche le implicazioni per il canale.

    PMI e server load balancing
    Seppur in scala ridotta, le PMI affrontano oggi la stessa evoluzione tecnologica già avviata o condotta dalle grandi aziende. L’affidabilità del sito web, la scalabilità dell’infrastruttura, le prestazioni dei server e la facilità di gestione sono elementi essenziali per qualsiasi azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni. Il mercato del Server Load Balancing è stato sinora dominato da soluzioni per aziende di grandi dimensioni, tra cui i dispositivi di F5, con buone potenzialità commerciali per i rivenditori focalizzati sui “large accounts”. Tra le PMI però tale approccio ha generato stereotipi negativi che collocano le soluzioni per il bilanciamento del carico dei server o il controllo delle applicazioni web tra le spese improbe e non necessarie. Eppure, con l’aumento del numero medio di server impiegati nelle PMI da 2 a 10-14 negli scorsi anni, le soluzioni di load balancing figurano sempre più spesso nell’elenco dei desiderata dei manager IT, aprendo un mercato enorme e praticamente intonso per i rivenditori.

    L’incremento della domanda va di pari passo con l’avvento di una nuova generazione di soluzioni dai prezzi appetibili che oltre ad integrare una migliore distribuzione delle risorse in base all’attività del server, beneficia degli sviluppi della tecnologia tra cui il consolidamento del load balancing a livello 4-7, lo switching dei contenuti, le funzionalità di offload dei server, come nel caso del traffico SSL, il caching e la compressione dei dati.

    Driver di mercato

    1) La crescita delle applicazioni web
    Fino a poco tempo fa le aziende impiegavano per le comunicazioni e le transazioni con clienti, partner e dipendenti sistemi e servizi separati. Ora, invece, le applicazioni tradizionali per l’elaborazione degli ordini, la fatturazione e la gestione della clientela sono state integrate in applicazioni web complete. Internet è una rete estremamente resistente, ma non è stata sviluppata pensando alle nuove esigenze generate da applicazioni web ed e-commerce: Internet non fa distinzioni tra una transazione critica per l’azienda e qualsivoglia attività generata su una pagina web.

    Il server load balancing si è dovuto evolvere per affrontare le sfide poste dalla crescente complessità dell’infrastruttura dei siti web, a partire dalla necessità di proteggere e rendere tali infrastrutture scalabili, fino all’esigenza di prestazioni sempre maggiori. Nasce quindi l’Application Delivery Controller (ADC), che proietta il mero load balancing in una nuova dimensione, garantendo, tra l’altro, che gli utenti di Internet vengano indirizzati sui server più accessibili e veloci. Se un server o un’applicazione presentano rallentamenti o malfunzionamenti, l’utente viene automaticamente dirottato su un altro server funzionante. Usando gli algoritmi del load balancing, un ADC può distribuire gli utenti sui server che offrono la miglior prestazione possibile in base a fattori come il numero di connessioni simultanee supportate e la potenza della CPU o la memoria disponibile. Per una maggior velocità e sicurezza, gli ADC contribuiscono al miglioramento delle prestazioni dei server ed alla sicurezza delle transazioni, sgravando i server dai processi di cifratura e decodifica necessari per la gestione dei certificati SSL.

    Gli Application Delivery Controller usano varie tecniche per distribuire il carico del traffico tra i server, i router, i firewall e le altre risorse di rete. La maggior parte di queste soluzioni è in grado di gestire il traffico dal livello 4 al livello 7, laddove il livello 4 della pila OSI si limita a richieste web destinate alla porta 80 TCP, ma il livello 7 utilizza criteri applicativi per determinare la porta a cui destinare una richiesta, fornendo un controllo più granulare dell’instradamento.

    2) La migrazione ad Exchange 2010
    Un altro grande driver del mercato dei server load balancer nelle PMI è l’elenco delle modifiche apportate da Microsoft all’architettura del server Exchange 2010. Ora che l’Exchange Client Access Server (ECAS) è usato per gestire tutte le connessioni con i client, si rivela necessario garantire che gli utenti della posta elettronica non soffrano di spiacevoli rallentamenti del flusso di dati, inoltrandoli a server più accessibili in quel dato momento con il ripristino automatico delle sessioni. Molte PMI che migrano ad Exchange 2010 si rendono conto per la prima volta di aver bisogno di bilanciare il carico dei server, lo stesso vale per le aziende che sono passate a Microsoft Lync e a SharePoint: la stessa Microsoft raccomanda sempre più spesso l’uso del load balancing per ottimizzarne prestazioni e resistenza dei server, aprendo enormi opportunità al canale.

    3) Virtualizzazione
    Sempre più PMI adottano la virtualizzazione per fruire dei benefici che scaturiscono dalla riduzione dei costi di manutenzione dell’hardware, dei costi associati al consumo energetico, al raffreddamento, ai limiti di spazio nei rack o altre dipendenze ambientali che caratterizzano le infrastrutture hardware. Ciò crea, a sua volta, una crescente domanda di load balancer virtuali, in grado di garantire la massima disponibilità delle piattaforme virtualizzate ed un miglioramento delle performance delle applicazioni. Una macchina virtuale si può configurare ed installare facilmente, velocizzando la distribuzione dei servizi e semplificando la gestione quotidiana dei sistemi, con la conseguente riduzione dei costi operativi ed un più rapido ritorno sull’investimento.

    Una bella partita
    La complessità e la grandezza di scala delle tecnologie necessarie per le attività delle piccole e medie aziende o dei managed service provider impone nuove sfide alle prestazioni, al grado di accessibilità e sicurezza delle infrastrutture informatiche in uso presso tali realtà, a fronte di esigenze identiche sia nelle piccole aziende sia nelle grandi corporations, con un’unica discriminante: le dimensioni dell’infrastruttura. Le piccole aziende desiderano potersi avvalere delle stesse funzionalità e della stessa qualità dei servizi informatici che i CIO di grandi aziende danno ormai per scontate; funzionalità fruibili con la nuova generazione di load balancer, che consente ai rivenditori di abbattere pregiudizi in merito a costi e difficoltà d’impiego, garantendo alla propria clientela accesso rapido alle applicazioni ed ai contenuti critici senza compromessi in termini di sicurezza, attraverso piattaforme complete e di facile gestione.
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    Live dal CeBIT 2012: l’IP-PBX snom ONE si evolve ed integra i dispositivi mobili

    Un CeBIT all’insegna dell’integrazione, dagli smartphone ai telefoni IP che operano in ambienti ibridi SIP/Microsoft Lync, snom technology presenta al CeBIT tutte le novità volte a proteggere gli investimenti della clientela nelle sue soluzioni VoIP.

    Berlino – La snom technology AG, produttore di soluzioni complete per la telefonia IP presenta al CeBIT (padiglione 13, Stand C42), la nuova versione del suo IP- PBX snom ONE basato su protocollo SIP. Il pluripremiato IP-PBX presenta numerosi perfezionamenti, tra cui nuove funzioni che favoriscono la mobilità degli impiegati. Gli utenti possono utilizzare il proprio smartphone come un regolare interno, inoltrando eventuali chiamate al cellulare o avviando teleconferenze attraverso il telefonino. snom ONE supporta numerosi client SIP per smartphone, tra cui iPhone e Android, e risulta ancora più intuitivo attraverso la rielaborazione dell’interfaccia grafica web-based.

    Ulteriore highlight del CeBIT sono i telefoni della nuova linea 7xx, particolarmente versatili in combinazione con il centralino snom ONE. In particolare, lo snom 760 presenta un minibrowser XML ed un grande display a colori in alta risoluzione con cui è possibile visualizzare un maggior numero di informazioni. La peculiarità dello snom 720 invece è data dai suoi 22 tasti funzione, che consentono di gestire facilmente interi gruppi di lavoro, raggiungibili premendo un semplice pulsante. Su entrambi i telefoni SIP è possibile configurare fino a 12 diversi account. Un sistema di identificazione personale garantisce la massima protezione e sicurezza delle conversazioni.

    Con la nuova versione del suo centralino IP-PBX, snom dota il sistema di funzioni specifiche per la mobilità: “molte aziende si confrontano oggi con la necessità di integrare nella propria infrastruttura telefonica device mobili” dichiara il Dr. Michael Knieling, VP Sales & Marketing e Presidente del CdA di snom technology. “Con snom ONE le aziende adottano una soluzione affidabile che facilita tale integrazione, riducendo i costi ed aumentando – nel contempo – la produttività dei commerciali e degli agenti”. Ma non è tutto, snom ha anche perfezionato le funzioni di sicurezza del proprio centralino: con snom ONE gli utenti fruiscono di un’autenticazione “plug & play” dei terminali IP collegati via WAN. Non sarà più necessario inserire alcuna password, il sistema riconosce l’utente in base all’indirizzo MAC del telefono.

    Il pioniere del VoIP presenta al CeBIT anche il telefono da tavolo di base snom 300, il telefono professionale snom 370 ed il telefono dirigenziale snom 821, gli unici terminali IP al mondo in grado di operare contemporaneamente su piattaforme SIP e Microsoft Lync, quindi ideali per una migrazione graduale verso Lync, ad impatto zero sull’investimento operato. In occasione del CeBIT snom annuncia che anche per il sistema di teleconferenza snom Meeting Point sono attualmente in corso i test di interoperabilità con Microsoft Lync.
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    Il telefono IP snom 370 è certificato Microsoft Lync

    Dopo lo snom 300 e lo snom 821 anche lo snom 370 viene certificato da Microsoft per l’impiego con il Microsoft Lync Server 2010. A livello mondiale non esistono altri telefoni IP certificati da Microsoft ed inseriti dalla stessa Microsoft nel suo “Compatible Devices Program”. Lo snom 370 opera contemporaneamente con la piattaforma di comunicazione Microsoft Lync e con qualsiasi centralino telefonico basato sullo standard SIP.

    Berlino snom technology AG, produttore di soluzioni complete per la telefonia IP presenta al CeBIT (padiglione 13, Stand C42) il terzo telefono IP, la cui interoperabilità con il Microsoft® Lync™ Server 2010 è stata confermata ufficialmente: lo snom 370. Grazie all’integrazione del dual SIP stack, lo snom 370 opera sia in ambienti esclusivamente basati su Lync, sia in ambienti ibridi, ove la piattaforma Lync convive con centralini telefonici basati sullo standard SIP – supportando quindi l’impiego contemporaneo di entrambe le tipologie di piattaforma. Il telefono IP da tavolo per gli utenti più esigenti, dispone di un display grafico ad alta risoluzione orientabile, di un minibrowser per fruire di applicazioni XML e di dodici tasti funzione liberamente configurabili. Premendo un semplice tasto (funzione “one button”) è quindi possibile inoltrare una chiamata o mettersi in contatto con un numero configurato per la chiamata rapida, senza doversi confrontare con complessi menu.

    Lo snom 370 entra quindi a far parte della famiglia di apparati certificati ufficialmente da Microsoft e dotati del firmware snom UC edition, come lo snom 300 e lo snom 821, la cui interoperabilità con il Microsoft Lync Server era già stata confermata ufficialmente da Microsoft lo scorso autunno. Oltre ai terminali snom non esistono al mondo altri telefoni “Qualified for Lync”, testati direttamente da Microsoft ed inseriti dalla stessa Microsoft nel proprio programma “Compatible Devices”. I telefoni snom supportano funzionalità specifiche per la piattaforma di Unified Communications Microsoft Lync quali la visualizzazione delle presenze dei contatti Lync. Lo snom UC600, telefono IP sviluppato appositamente per Microsoft Lync, completa il portafoglio di terminali UC di snom.

    “snom è il primo produttore al mondo i cui dispositivi sono certificati per l’impiego con Lync da un lato ed offrono dall’altro la nota versatilità di un telefono IP evoluto” conferma il Dr. Michael Knieling, VP Sales & Marketing e Presidente del CdA di snom technology. “Le aziende possono investire in telefoni IP allo stato dell’arte con la certezza che essi si integreranno perfettamente in qualunque infrastruttura IP, proteggendo quindi il proprio investimento”.

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    L’associazione dei consumatori tedesca “Stiftung Warentest” confronta i router wireless N: sono ben tre i modelli di FRITZ!Box al primo posto!

    • I FRITZ!Box si attestano in cima alla classifica, con punteggi tra 1,6 e 1,7
    • FRITZ!Box 7390, 7330 e 6360 Cable vittoriosi nelle rispettive categorie di appartenenza
    • Elogio particolare per la funzionalità, la sicurezza e l’intuitività
    • Il FRITZ!Box 7390 ottiene il miglior punteggio nella WLAN
    • Il FRITZ!Box 7390 ottiene il massimo punteggio (“eccellente”) di 0,9 per la versatilità

    Berlino – Membro del gruppo International Consumer Research & Testing, cui fanno capo le principali associazioni ed istituti di ricerca indipendenti per la tutela dei consumatori in tutto il mondo, la tedesca Stiftung Warentest ha sottoposto a severi test comparativi dodici router che supportano il protocollo wireless N. I dispositivi FRITZ!Box superano tali test attestandosi al primo posto delle rispettive categorie.

    Stiftung Warentest riassume quanto emerso dall’analisi comparativa dei router wireless N con un solo commento: “tripletta di FRITZ!”. Nell’attuale test dei router wireless N, pubblicato sul numero 3/2012 della rivista test, house organ di Stiftung Warentest, sono infatti tre i prodotti FRITZ! attestatisi al primo posto. Il test ha coinvolto dodici router wireless, tra cui tre per la connettività internet VDSL, sette per la connettività internet ADSL e due router per la connettività internet via cavo. La AVM, specialista berlinese per le comunicazioni, ha ottenuto il primo posto per i propri prodotti FRITZ!Box 7390 (per VDSL e ADSL), FRITZ!Box 7330 (per ADSL) e FRITZ!Box 6360 (Cable) con valutazioni di rispettivamente 1.6, 1,7 e 1,7.

    Stiftung Warentest è stata piacevolmente colpita dal modo in cui la pletora di funzionalità integrate nei dispositivi FRITZ!Box si sposa con la massima intuitività, accordando a tutti e tre i prodotti valutazioni ottime per la versatilità e la facilità d’impiego. Il massimo punteggio è stato raggiunto anche per gli aspetti inerenti la sicurezza, la cifratura della rete wireless pre-impostata di fabbrica come per le funzioni di protezione della navigazione dei minori e di controllo genitoriale. Il massimo punteggio per le prestazioni della WLAN è stato assegnato al top di gamma di AVM, il FRITZ!Box 7390.

    Stiftung Warentest conclude: “tre categorie, tre vincitori, un nome: nel test i FRITZ!Box di AVM sono risultati i più sicuri ma anche i più semplici da usare, nonostante le numerose funzionalità.”

    L’intera comparativa dei router wireless è reperibile sull’attuale numero di “test – Bulletin” 3/2012 oppure online all’indirizzo www.test.de.

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    Per gateProtect un CeBIT 2012 all’insegna di fiducia e sicurezza nel mondo digitale

    La protezione contro le minacce informatiche, sempre più complesse e pericolose, è una sfida particolarmente ardua per le aziende. gateProtect si presenta al CeBIT 2012 con lo slogan “Managing Trust”: presso lo stand gateProtect (padiglione 12, stand C55 – Security World) i visitatori potranno apprendere in che modo è possibile concretizzare il binomio “fiducia e sicurezza” nel mondo digitale. gateProtect esporrà le soluzioni con cui il produttore teutonico di sicurezza informatica risponde alle esigenze del mercato globale.

    Amburgo – In occasione del CeBIT 2012, gateProtect si focalizza in particolare su due sfide principali: l’incremento volubile del traffico di dati in rete ed il crescente numero delle minacce alla sicurezza informatica. Specie nelle grandi aziende le misure di sicurezza adottate raggiungono spesso i propri limiti, non sono in grado di gestire la crescente mobilità degli impiegati e di tenere il passo con l’aumento costante dei dispositivi mobili impiegati nella rete aziendale. Il firewall di nuova generazione GPZ 5000 è stato sviluppato proprio per far fronte alle più pressanti esigenze rispetto a prestazioni, flessibilità e continuità del servizio.

    “Fare della fiducia il nostro motto per questa edizione del CeBIT è coerente con il momento storico: la protezione contro le minacce informatiche assume un ruolo sempre più importante, le aziende affrontano sfide sempre maggiori”, spiega il Dr. Peter Smeets, Presidente del CdA di gateProtect. “Aggiungendo alla nota linea di dispositivi GPZ 2500 un dispositivo più performante, abbiamo risposto alla crescente domanda di soluzioni da parte di aziende di grandi dimensioni: la serie 5000 è una componente essenziale della nostra presenza in questa rassegna, affiancata dalle nostre soluzioni per le PMI e dalla versione 9.1 del firmware dei nostri Next Generation Firewall. Con l’interfaccia grafica eGUI e la piattaforma amministrativa Command Center presenteremo gli strumenti più adeguati per concretizzare lo slogan ‘Managing Trust’. Attendiamo quindi con gioia gli interessanti colloqui con i nostri clienti e partner attuali e potenziali”.

    Maggiori prestazioni e LAN accounting integrato: ecco le novità
    Il dispositivo gateProtect GPZ 5000 risponde alle esigenze di grandi aziende e centri informatici cui fanno capo migliaia di utenti in termini di prestazioni, ridondanza e scalabilità. Grazie al RAID hardware, all’alimentazione ridondante e ad una modalità HA (high availability) particolarmente performante, esso garantisce una continuità del servizio del 99,97%. L’appliance gestisce altresì fino a 3,5 milioni di connessioni contemporanee, mentre le connessioni VPN sono supportate da un chip hardware che velocizza la cifratura del traffico, raggiungendo un throughput di 4 Gigabit al secondo.

    gateProtect presenta anche la versione 9.1 del suo Next Generation UTM Firewall. Nei Paesi in cui non si dispone ancora di una infrastruttura internet a banda larga (VDSL ad esempio), il nuovo modulo di LAN accounting integrato in questa versione è di sicuro interesse: aziende, scuole, pubblica amministrazione possono gestire più facilmente la propria banda, impostando limiti orari o quantitativi all’impiego della stessa.

    Infine, l’interfaccia grafica eGUI garantisce una gestione efficiente dei Next Generation Firewall di gateProtect. Il gateProtect Command Center, anch’esso caratterizzato dalla massima intuitività, offre una panoramica completa sullo stato della sicurezza nella rete aziendale, consentendo al manager IT di gestire centralmente fino a 500 diversi firewall.

    Per ulteriori informazioni sulla presenza di gateProtect al CeBIT pregasi consultare: http://cebit.gateprotect.com/

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