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VIGNALE (PROGETT’AZIONE- PDL): AZZERAMENTO DEL PDL: RINNOVAMENTO E NON RICONDIZIONAMENTO. SI INIZI DAL PIEMONTE

Ha ragione Gianni Alemanno: l’azzeramento del PDL è improrogabile se si vuole salvare il centro destra.

Il disgusto provocato da atteggiamenti che arricchiscono la fame di antipolitica non dà infatti spazio a pseudo soluzioni: è arrivato il momento di azzerare l’attuale classe dirigente che da alcuni decenni in modo autoreferenziale governa il centro destra piemontese per dare spazio senza alcun filtro alle tante persone che, nonostante tutto, oggi hanno ancora passione e volontà di impegnarsi nella vita politica quotidiana senza badare a interessi di poltrone o di sottogoverno.

Bisogna però fare molta attenzione a non trasformare il rinnovamento in ricondizionamento. Non si accettano più infatti politici ‘ricondizionati’, ovvero rimessi a nuovo per l’occasione. Serve una classe politica dirigente nuova, che nulla ha a che vedere con quella vecchia, in grado di far poggiare la propria azione su schemi e modalità di lavoro del tutto nuovi.

Con queste fondamenta la casa del centro destra avrà una nuova chance. E sono convinto che dopo anni di silenzio e perdita di credibilità dal Piemonte possa partire questa sfida, anche grazie a chi da anni si batte per un centro destra trasparente, moralmente intransigente e in cui avvenga un vero rinnovamento generazionale.

Per chi da tempo sta lavorando per creare un nuovo centro destra in Piemonte, e che, in contrasto con i vertici del PDL piemontesi, ha creato nell’aprile del 2011 un’associazione, divenuta lo scorso maggio un gruppo consiliare in Regione, la sfida lanciata ieri da Alemanno è stata già accettata mesi fa .

Il dilemma che si pone oggi è: tutti i dirigenti del PDL, coordinatori in testa e subito dietro i loro fidi, saranno in grado di accettare la sfida, facendo diventare il nuovo centro destra un palazzo di vetro? O dimostreranno ancora una volta che ai valori e alle idee preferiscono la loro bella poltrona?

 

Gian Luca Vignale

Consigliere Regionale Progett’Azione

Componente Assemblea nazionale del PDL

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VIGNALE (PROGETT’AZIONE): CAMBIAMO LA CULTURA ANTICACCIA ORAMAI TROPPO RADICATA IN PIEMONTE

Domenica la caccia aprirà. Con le delibere che verranno approvate nel pomeriggio di domani si potranno cacciare ungulati, lepri, mini lepri e fagiano. Non è il calendario che avremmo voluto, ma in Piemonte cambiare la cultura anticaccia è una difficoltà a cui non ci sottraiamo e che affronteremo con una nuova legge sulla quale, insieme all’assessore Sacchetto, stiamo già lavorando.

In una Regione in cui da oltre 25 anni c ‘e’ chi vorrebbe abolire l’attività venatoria, non bastano pochi mesi, né il lavoro di un assessore e di alcuni consiglieri, per debellare una cultura anticaccia profondamente radicata.

Soprattutto in queste settimane sarebbe servito un impegno unanime da parte dell’intera maggioranza per sostenere l’attività venatoria in Piemonte.

È proprio su questi temi infatti che il centro destra, al governo della Regione, deve saper tralasciare simpatie e posizioni ideologiche per proporre in modo compatto una cultura della caccia più sana, che riesca finalmente a inquadrarla come risorsa e non come problema.

Per questo motivo sono convinto che il presidente Cota con un atto di responsabilità non accetterà le ventilate dimissione dell’assessore Sacchetto.

Di fronte agli eventi di questi giorni l’unica incapacità è quella di chi non si rende conto che in queste vicende prima della caccia gli unici sconfitti sono gli agricoltori e tutti i lavoratori dell’indotto venatorio che dovranno subire, da un punto di vista economico, un parziale ritardo dell’avvio della stagione venatoria.

Gian Luca Vignale
Presidente della Commissione Caccia Regione Piemonte.

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VIGNALE (PROGETT’AZIONE)CACCIA: NESSUN VUOTO NORMATIVO. PRESTO UNA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE IN REGIONE

È evidente che l’ideologia anticaccia è oramai diventata il tappeto rosso per l’uscita sui giornali non solo delle associazioni anticaccia ma anche di alcuni politici piemontesi.

Se ci siamo abituati alle bizzarrie di alcune associazioni anticaccia è irresponsabile che rappresentanti delle istituzioni usino una questione tanto delicata, come l’attività venatoria, come strumento di bassa propaganda.

Anche se l’unico vuoto oggi presente in Piemonte è l’assenza di un calendario venatorio causato dal Tribunale Amministrativo, parrebbe in ogni modo condivisa la volontà della maggior parte del Centro Sinistra – e di alcuni del PDL – di un nuovo testo sulla caccia in Piemonte. Li rincuoriamo: ci stiamo lavorando sopra, e a breve presenteremo un testo che prende le fila di una proposta di legge, di cui ero primo firmatario, e già votata dalla Commissione che ben amplia l’attività venatoria in Piemonte.

Al di là dei proclami acchiappa flash, o di proposte di legge aizza-bandiere, chi, come me, ha la responsabilità politica ed istituzionale di sostenere lo sviluppo turistico, economico e agricolo della nostra Regione non può infatti permettersi di annullare l’attività venatoria.

È tuttavia bastata una proposta di legge, per dimostrare che chi oggi brinda con gli anti caccia e accusa noi di posizioni aprioristiche non abbia alcuna nozione una sull’attività venatoria piemontese. È infatti evidentemente che non si possa prevedere uno stanziamento di appena 50.000 euro annui da destinare al fondo per il rimborso dei danni causati da ungulati e fauna selvatica, risorse che non sarebbero sufficienti neppure per due settimane.

Inoltre ad oggi l’attività venatoria è l’unico vero strumento della Regione che assicura la valorizzazione della biodiversià, la conservazione della fauna, cacciabile e non, la repressione del bracconaggio, il controllo delle specie opportuniste o il riequilibrio di quelle eccessivamente aumentate a causa dell’antropizzazione del territorio e quindi la riduzione reale dei danni a umani e aziende agricole.

D’altronde questa è la ratio che ha spinto proprio oggi la Regione Lombardia ad autorizzare, dietro il parere positivo della Commissione Europea e dell’Ispra, la caccia in deroga allo storno e di confermare la possibilità di prelievo di richiami vivi.

Gian Luca Vignale

Presidente III Commissione Caccia Consiglio Regionale

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VIGNALE (PROGETT’AZIONE): POSTICIPATA L’ENTRATA IN VIGORE DELLE AREE CONTINUE. UNA VITTORIA IN PIÙ DELLA CACCIA

In Piemonte la stagione venatoria 2012/2013 non sarà penalizzata ma avrà le stesse regole di quella precedente.

Grazie soprattutto alle sollecitazioni del mondo venatorio sono stati approvati provvedimenti che garantiscono la proroga dell’entrata in vigore delle aree contigue così come previste dal Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità (Legge Regionale 19/2009 modificata con Legge Regionale 16/2011).

Nel giugno 2010 la Corte costituzionale aveva dichiarato non conformi alla legge nazionale sui parchi le zone di salvaguardia istituite dalla Regione Piemonte negli anni ’90.

Per questo motivo lo scorso gennaio con l’approvazione della modifica della legge quadro dei parchi piemontesi le aree di salvaguardia erano state trasformate in aree contigue.

Tuttavia due erano i problemi sorti. Innanzitutto all’interno di suddette aree l’attività venatoria è riservata ai soli residenti nei Comuni dell’area protetta e dell’area contigua stessa. Inoltre le aree sono state ancora palinate, ovvero non hanno tabelloni informativi.

Questo avrebbe determinato una forte limitazione per la stagione venatoria e il rischio per i cacciatori di incorrere in salatissime multe – o peggio in reati – solo per aver cacciato su aree proibite senza la dovuta informazione.

“La proroga dell’entrata in vigore delle aree contigue – spiega Gian Luca Vignale, presidente della Commissione caccia del Consiglio Regionale – è l’ennesima dimostrazione di come il centro destra piemontese sia sensibile e attento alle richieste del mondo venatorio. Il voto di oggi infatti altro non è che il frutto di una raccolta di richieste e suggerimenti di associazioni e cacciatori, grazie alla quale quest’anno il calendario venatorio si aprirà senza le limitazioni tanto temute”.

 

Gian Luca Vignale

Presidente Commissione Caccia Regione Piemonte

Consigliere Progett’Azione

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VIGNALE (PROGETT’AZIONE): PROPOROGATA LA MORATORIA PER LA GRANDE DISTRIBUZIONE PIEMONTE. IN PIEMONTE NON SI POTRA’ PIU’ CONSUMARE SUOLO AGRICOLO PER NUOVI CENTRI COMMERCIALI

È stata votata oggi in Terza Commissione, la proroga di altri quattro mesi alla moratoria per la presentazione di nuove domande di apertura per la grande distribuzione.

È stato infatti prorogato fino al 27 novembre la sospensiva di ogni apertura o autorizzazione di centri commerciali superiori ai 4500 mq, prevista di un anno nel ddl 27 luglio 2011, n. 13 (Disposizioni urgenti in materia di commercio).

Nel corso della seduta di Commissione, l’assessore Casoni ha inoltre illustrato le linee guida della programmazione commerciale che prevedono l’impossibilità di utilizzare suolo agricolo per realizzare centri commerciali.

“Con le modifiche alla legge regionale sul Commercio votate oggi – spiega Gian Luca Vignale, presidente della Commissione Commercio del Consiglio Regionale –  abbiamo bloccato per altri quattro mesi i nuovi insediamenti commerciali della grande distribuzione, per dare un po’ di sospiro e aiuto ai migliaia di esercizi di vicinato  e commercianti ambulanti del Piemonte”.

“La proroga della moratoria – prosegue Vignale – rappresenta un passo in più per la difesa della dignità dei nostri commercianti e del nostro territorio oltre che di tutte le realtà urbane che sopravvivono sul piccolo commercio”.

“Inoltre il blocco del consumo di terreni agricoli – conclude Vignale– obbligherà chi vorrà aprire un nuovo centro commerciale ad utilizzare aree industriali e non, dismesse. Ciò porterà non solo un beneficio all’agricoltura, ma consentirà anche la riqualificazione di aree urbane e non oggi in stato di degrado per la presenza di aree dimesse”.

 

Gian Luca Vignale

Presidente della Commissione Commercio

Consigliere regionale Progett’Azione

 

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VIGNALE (PROGETT’AZIONE): DDL 192: INTRODOTTA UNA FORMA DI FEDERALISMO FISCALE MONTANO

Oggi in Prima commissione, redigente, sono stati approvati tutti gli articoli del ddl 192 “Disposizioni organiche in materia di Enti locali”.

Grazie agli emendamenti presentati da Progett’Azione, Vignale primo firmatario, tre sono le novità introdotte al  testo e votate oggi.

Innanzitutto, a differenza della prima impostazione, non verrà più abrogata l’intero ‘Testo unico delle legge sulla montagna” (legge regionale 2 luglio 1999, n. 16 ), ma solo gli articoli riferiti alla trasformazione delle Comunità Montane.

Inoltre, mentre il ddl 192 non prevedeva alcuna risorsa dedicata esclusivamente alla montagna, verrà salvaguardato il “Fondo regionale per la montagna”, che però poggerà su meccanismi di finanziamento basati esclusivamente sulla forza produttiva di ciascuna Unione.

Se infatti fino ad oggi il Fondo era finanziato da una quota della fiscalità diretta della Regione e ripartito in ugual misura a Comunità Montane, d’ora in poi sarà costituito sui soli proventi della fiscalità diretta regionale (Irap, diritti di escavazione, addizionale regionale sui canoni idrici e imbottigliamento e da una quota dei fondi ATO), provenienti dalle imprese presenti nei confini delle Unioni Montane e sarà ripartito in modo proporziale rispetto al gettito di entrata secondo un criterio di premialità dell’attività produttiva svolta all’interno dei propri confini.  Ciascuna Unione riceverà quindi una quota del Fondo regionale per la montagna, stimata in base alla superficie e alla proporzione dei tributi diretti regionali incassati dalla Regione all’interno dei propri confini.

“ Grazie a questi due emendamenti – spiega Gian Luca Vignale, relatore del Disegno di Legge e primo firmatario delle proposte di modifica approvate oggi –  si introduce una sorta di micro federalismo montano che poggia sul principio che chi più produce più ottiene.   Il fondo per la montagna infatti non solo verrà finanziato dai tributi diretti regionali provenienti dalle attività produttive realizzate all’interno delle Unioni montane, come Irap, canoni idrici e di imbottigliamento o diritti escavazione , ma verrà anche ripartito in modo proporzionale rispetto all’apporto fornito da ciascuna. ”.

Una terza modificata approvata oggi, anch’essa a firma Progett’Azione, riguarda la copertura economica, per 10 anni e in forma decrescente (70% per i primi tre anni, 60% per il quarto, 50% per il quinto, e così via fino al 20% per il decimo esercizio finanziario)   da parte della Regione del costo del personale, delle comunità montane soppresse, che andranno  coprire i posti vacanti in altri comuni o enti pubblici non economici.

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Bilancio positivo per la Festa dell’Italia

Sei giorni di confronti, dibattiti, analisi politica, ma anche festa, animazione e spettacolo. Ecco in sintesi la Festa dell’Italia, che quest’anno a fianco al contatto “fisico” tradizionale degli appuntamenti di partito vecchia maniera ha voluto sperimentare la comunità 2.0, mandando in diretta streaming tutti i dibattiti, ottenendo tra 150 e 200 visualizzazioni giornaliere.

Svoltasi nei giardini pubblici di corso Telesio all’angolo con via Pacchiotti a Torino dal 10 al 15 luglio, la Festa è stata l’occasione per testare sul campo le tradizionali e nuove modalità di far politica tra la gente, passando dai convegni classici ai collegamenti virtuali. Il tutto è stato contraddistinto da un comune denominatore: la partecipazione diretta pubblico-relatori, senza intermediari e con la possibilità di interloquire in tempo reale. Una formula che è stata apprezzata e che Progett’Azione conta di ripetere nelle prossime occasioni di incontro, che non mancheranno.

Dopo un primo tour sul territorio, con gli appuntamenti di Torino, Asti, Biella, Pinerolo e Novara, Progett’Azione ha dedicato quasi un’intera settimana al confronto sui temi politici alla Festa dell’Italia. È stata un’esperienza interessante e arricchente, che ha dato modo ai cinque consiglieri regionali che si riconoscono nel gruppo Progett’Azione (Angelo Burzi, Roberto Boniperti, Roberto Tentoni, Rosanna Valle e Gian Luca Vignale) ai soci e ai sostenitori dell’associazione di ascoltare dal vivo, dalle parole dei protagonisti, gli orientamenti in materia di economia, sanità, lavoro e riforma delle istituzioni.

Progett’Azione: l’impegno continua in Regione e sul territorio

Dopo la Festa dell’Italia l’impegno di Progett’Azione continua sul territorio e in Consiglio regionale, per affermare i principi della buona amministrazione, del rigore coniugato all’efficienza e della riduzione dei costi associata alla solidarietà e allo sviluppo.

Nell’incontro che si è svolto giovedì 12 luglio alla Festa dell’Italia è intervenuto, tra gli altri, il presidente della Regione Roberto Cota, il quale ha confermato la validità della coalizione che sostiene la sua giunta, annunciando che nei prossimi giorni si terrà un incontro di tutte le forze di maggioranza per verificare gli impegni programmatici da sviluppare nella seconda parte della legislatura. “Al presidente Cota – ha dichiarato Angelo Burzi, capogruppo di Progett’Azione in Consiglio regionale – abbiamo assicurato il nostro sostegno, invitandolo a ad accelerare sulla politica di risanamento dei conti pubblici, condizione indispensabile per evitare l’imposizione di nuove tasse a carico dei cittadini piemontesi”.

Liste civiche, un’esperienza da valorizzare

Le liste civiche, unite in un progetto nazionale coordinato di sostegno al Popolo della Libertà e al centrodestra sono una ricchezza da valorizzare. Lo ha affermato sabato 14 luglio a Torino, intervenendo alla Festa dell’Italia di Progett’Azione, l’onorevole Gianni Alemanno, sindaco di Roma, il quale ha annunciato che il 24 luglio presenterà nella capitale il progetto di una rete delle liste civiche. “Nessuno di noi – ha dichiarato Alemanno – intende contrastare i progetti del PDL; intendiamo però dar voce alle esperienze e alle potenzialità che vengono dai territori, mettendo a frutto il grande patrimonio di valori rappresentato dalle liste civiche”. Gian Luca Vignale, storico organizzatore della Festa dell’Italia di Progett’Azione, nell’occasione ha dichiarato che “ soprattutto nelle ultime elezioni, le liste civiche hanno dimostrato di essere in grado di coagulare un consenso importante, utile per il consolidamento di un’iniziativa concreta e alternativa alla demagogia e al populismo”.

Armosino a Monferino: equilibrio e lungimiranza per una buona sanità pubblica

“La sanità piemontese potrà migliorare se riuscirà a valorizzare il merito e la professionalità degli operatori, razionalizzando la rete dei servizi”. Così Paolo Monferino, assessore alla sanità della Regione Piemonte, alla Festa dell’Italia di Progett’Azione, domenica 15 luglio a Torino. “Abbiamo ereditato una situazione molto pesante – ha aggiunto Monferino – frutto di un aumento eccessivo della spesa nell’ultimo decennio. Stiamo cercando di tenere sotto controllo i costi senza penalizzare la qualità del servizio”. L’on. Maria Teresa Armosino, presidente di Progett’Azione, intervenuta al convegno che ha visto presente, insieme a Monferino, il ministro della Salute Renato Balduzzi, ha invitato l’assessore regionale a procedere in modo incisivo sulla riorganizzazione del sistema sanitario, agendo con equilibrio e lungimiranza, tenendo presente che occorrerà lavorare con grande impegno per evitare che il prossimo anno i cittadini piemontesi siano costretti a pagare le spese di un’addizionale per i conti della sanità pubblica.

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