Uno strumento per conoscere, visitare e amare uno dei luoghi più belli e suggestivi del nostro Paese: è questa l’essenza dell’inedito e-book “Lipari. Guida per Viaggiatori”, scritto da Alessia Spinella e recentemente approdato al panorama editoriale italiano con il formato multimediale direttamente acquistabile su iTunes.
Nel libro, l’autrice riporta non soltanto dettagliate descrizioni dei luoghi e degli scorci dell’isola siciliana, ricorrendo anche a immagini e a video realizzati direttamente sul posto, ma anche e soprattutto le atmosfere tra il naturalistico e il magico che, da sempre e fino ai giorni nostri, caratterizzano Lipari, considerata come la regina dell’arcipelago delle isole Eolie. “Lipari” è la prima guida realmente multimediale presente nel panorama editoriale italiano ed è imminente l’uscita delle versioni in lingua inglese e francese.
Tra le molte particolarità, la guida contiene anche vari tutorial di cucina: infatti, l’autrice è entrata nelle cucine per filmare personalmente diversi chef isolani all’opera. Alessia Spinella presenta così il suo libro: “Lipari è sapore, profumo, colore. Sa di salsedine e di ginestra, di aroma di caffè e di limone. Ha i toni accesi della bouganvillea e dell’ossidiana, il bagliore della ginestra e della pomice, la potenza della terra e del mare. In una percezione dello spazio che vi darà sempre l’idea di essere sospesi in un singolare, quanto straordinario, equilibrio. È terra che si radica nel mare, che emerge dalla lava, che emana calore, che abbraccia con lo sguardo le altre sei “sorelle”, che accoglie e onora il forestiero con una xenia che si radica nel mito di Odisseo. Attraverserete spiagge e vie, vicoli e sentieri, alla scoperta di una storia che parte da molto lontano e che racconta, sussurrando, di antichi pirati e di santi protettori. Le sue bellezze naturali sono evidenti e note in tutto il mondo. Tuttavia, ciò che potrete apprezzare solo di persona è la riscoperta delle piccole cose: un cielo stellato che invita al silenzio, il continuo parlottio del mare, sapori semplici e naturali, le forme singolari dei sassi, la malinconia di un tramonto, il lusso di poter trascorrere del tempo in modo apparentemente ozioso. Personalmente, associo Lipari ad una sorta di ritorno all’infanzia, allo stupore di una prospettiva diversa, al bisogno di camminare a piedi nudi per sentire nuovamente il contatto con la terra madre. Per tornare a casa, anche quando non si è consapevoli di ciò”.
Alessia Spinella è giornalista professionista dal 2008 e ha scritto in merito a diversi argomenti. “Lipari” è la sua prima guida turistica e, con essa, ha inteso coniugare la forte passione per la scrittura, per il cinema e per la sua amatissima terra di origine.
Camicia su misura. Il design tutto italiano viaggia via web e sbarca in Albania. Non per guadagnare di più” – precisa Gianni Mura – “ma per difendere il mio brand da nuovi rincari che, senza dubbio, ricadrebbero sul cliente. Intendo continuare a essere un imprenditore sano e rassicurante, ma il momento di forte tensione nazionale non lascia spazio a ricette miracolose. Limitare il total look si può, ma il binomio cravatta e camicia non è in discussione e, pur di soddisfare le richieste, intendo metterci tutto me stesso”. Manodopera straniera, dunque, per un pezzo del Made in Italy di Gianni Mura che si concede all’intervista con disinvolta ironia: “Condivido e convivo con le idee della gente e ne accetto anche i consigli” – afferma – “qualche migliaio di clienti, di gente corretta che, a giro, contribuisce, fra l’altro, a uno scambio culturale ricco di contenuti, non posso che tutelarla. Se la richiesta cresce è mio compito trovare una soluzione. Difenderli anche dal clima di sfiducia che si è venuto a creare nel nostro paese lo ritengo necessario”. Dunque, qualità e prezzo invariati nella maison dello stilista, ma solo se la camicia si lavora altrove. “Una decisione sofferta ma inevitabile, visto la fine che fanno fare ai nostri soldi”, continua Gianni Mura, “Perlomeno, fuori dall’Italia, ci consentono di lavorare in serenità. Niente pressioni di alcun genere. Basta vedere cosa succede da noi se un utente paga il Fisco con un solo giorno di ritardo e basta anche vedere le poltrone che riescono a inventarsi. E, forse, non per ultimo, arriva anche il fantasioso studio di settore. Neppure vi è distinzione tra una persona facoltosa e un lavoratore che ha perso il lavoro o un pensionato che vive con poco e che, forse, è riuscito a farsi una casa dopo una vita di sacrifici. Nessun consultorio specifico per valutare casi di disperazione. Restituire fiducia a un imprenditore e confortarlo nella prospettiva della ripresa economica è roba da favola. Purtroppo, le leggi sono partorite dai nostri politici. I partiti si sono alternati tutti e tutti hanno sostenuto simili leggi o hanno fatto finta di non vedere. Più che prestare attenzione alla gente e gestire gli squilibri, erano presi dalle vergognose risse di poltrona. Cos’altro dovrei aspettarmi? Le prospettive di crescita e i bei discorsi non mancano neppure ora. Avere fiducia si può, certo, ma solo coi fatti. E io, per tornare a produrre in Italia, aspetto una nuova coscienza. Aspetto i fatti”. “Una parte di Agosto verso i Balcani” aggiunge Gianni Mura “sarà la mia estate 2012, dove farò una nuova esperienza e dove, sicuramente, vedrò barche di italiani battenti bandiere straniere. Altra gente che scappa e, suo malgrado, sottrae al nostro Paese pezzi di economia. Penso che questo nuovo giro di tasse sottragga all’Italia più di quanto riesca a portare. La gente è stanca e non parlo di coloro che possiedono megabarche di dubbia provenienza e che spesso la fanno franca, ma di chi afferma: in passato, ci siamo buttati nel lavoro rischiando prestiti familiari e bancari. Eravamo sani contribuenti e dal lavoro onesto arrivava la casa e, in qualche caso, anche la barca. Seppure sottoposti a tensioni, eravamo orgogliosi e gratificati. E, oggi, che dovremmo goderci in serenità i nostri sacrifici, diventiamo bersaglio di un Fisco cieco e punitivo”. E Gianni Mura conclude: “Hanno aspettato che l’economia andasse in pezzi per stanare qualche evasore totale e, anziché prendere i soldi da questi e dal giro vorticoso degli sprechi di denaro pubblico, hanno spremuto i soliti contribuenti e soffocato quel poco di economia che ancora esisteva”.
Il nuovo olio extravergine di oliva da coltivazione biologica dell’Antica Tenuta Il Casalino, prodotto dall’omonina azienda assisana durante l’ultima molitura, avvenuta durante lo scorso autunno, conferma la propria vocazione all’alta qualità.
Curato scrupolosamente in base ai parametri biologici ufficiali, il nuovo olio biologico Casalino sta già riscuotendo un significativo apprezzamento da parte dei consumatori: in modo particolare, è l’elevata affidabilità e tipicità del prodotto ad attirare sempre più gli amanti del life style ricercato a tavola.
“Dopo la grande cura dedicata giornalmente alle nostre coltivazioni“, dichiara Mirco Ragni, responsabile commerciale dell’azienda umbra, “seguita dalle operazioni di raccolta, cernita, pesatura, stoccaggio, lavaggio e molitura, siamo particolarmente soddisfatti del prodotto ottenuto e che proponiamo ai nostri clienti, dal momento che il nostro nuovo olio biologico ha superato il già importante alto livello qualitativo raggiunto in passato“.
Osservare tutte le operazioni relative alla produzione dell’olio extravergine di oliva da coltivazione biologica dell’Antica Tenuta Il Casalino rappresenta uno dei più importanti esempi della elevata capacità del Made in Italy alimentare: il sapore fruttato, delicato e armonico fanno del prodotto un vero e proprio valore aggiunto per la tavola.
Ed è la molitura a rappresentare una ulteriore garanzia di qualità e di affidabilità: avviene sfruttando il sistema della linea continua, che permette di tenere efficacemente sotto controllo la qualità dell’olio, potendo intervenire nell’importante fase di estrazione, controllando la temperatura e la quantità dell’acqua.
“Ma non solo“, sottolinea Mirco Ragni, “si tratta di un metodo che fa evitare qualsiasi tipo di contatto con altri olii, consentendo ogni volta il lavaggio accurato del macchinario“.
Qualche nuovo posto di lavoro destinato a giovani talenti che non decolla e un total look che viene ridotto all’essenziale è quanto Gianni Mura, in una battuta, decide di attuare. “Lo scorso anno tirava e sembrava promettere bene. Forse vi era un po’ di incoscienza, ma vi era anche fiducia”, afferma. “Ora il pessimismo dilaga. Hanno messo in ginocchio l’economia e l’economia era in piedi in virtù dei soldi che hanno tolto alla gente. Sembra un’equazione di matematica: la gente non spende perché non ha più soldi e chi li ha non spende per paura. Negozi che chiudono e conseguenti posti di lavoro perduti. Troppo rischioso produrre un eventuale utile che servirebbe solo a far rosicchiare il fisco. Troppo rischioso essere ottimista”. Per un istante, rimane silenzioso, ma, poi, riprende: “pazienza se qualche nuovo posto di lavoro muore sul nascere. Ci tenevo, ma, il dopo Cortina invita anche a evitare location importanti dove il calo del consumo ha segnato la percentuale più alta. Purtroppo, una parte dei miei obiettivi di poter offrire un total look sartoriale tutto Made in Italy a costi contenuti rimane congelato. Un’economia nera dove sembra si voglia, tra l’altro, mortificare il lusso mette solo paura. Mi chiedo se l’esercito dei senza lavoro non sia destinato a crescere anche su questo fronte. Intanto, stiamo a vedere cosa succede ed eventualmente ci penseranno i posteri a riavviare i motori per far decollare quella parte di progetto ancora da realizzare. In principio, era la cravatta a catturare l’attenzione dello stilista, ma, poi, ha introdotto la camicia su misura e, oggi, nonostante la crisi, il successo continua, ma”, sottolinea, “il malumore si respira insieme all’aria. Alla sofferenza del settore si sommano i controlli che sono dappertutto. Spremono dove possono”. “Grazie al cielo, la professionalità non conosce paura e neppure si impara dall’oggi al domani”, continua Gianni Mura, “e capisco subito quando il capo indossato dal cliente necessita di un accorgimento particolare”. Selettivo. Crede nel lavoro di squadra. Riconosce l’altrui genialità e chiarisce: “in un mondo dove sembra abbiano mummificato il su misura, io scelgo lo stile personalizzato”. Mai sottotono, tra il divertito e il compiaciuto spiega: “avrei voluto spaziare, il lavoro non mi ha mai spaventato, ma purtroppo sono costretto a proseguire con cautela. Come i tempi impongono”. Ci offre un caffè, ride. Ci guarda e, a bassa voce, spiega: “mi sento fortunato ad avere questo tipo di panchina. Il tempo, qui, è fluido e vivo ogni giorno nuove emozioni, tanto che mia moglie è solita ripetermi dovresti pagare tu tutta quella bella gente che è solita frequentare il nostro Atelier e che ascoltarli o consigliarli su foggia e colori rappresenta per te uno svago più che un lavoro“. Gli chiediamo di che anno è, ma risponde che non sono gli anni che contano e glissa la domanda. Parla ancora lui. Ci racconta di un ginocchio che non gli consente più di sciare. Arrivano dei clienti che saluta confidenzialmente e, dopo uno scambio di battute, porge loro delle cartelle contenenti campioni di tessuti relativi alle camicie. Comprendiamo che si tratta di riordini. Afferra una biro e una copia commissione, dopo aver ostentato una stilografica di pregio che ammira compiaciuto ma che ripone attentamente nel taschino interno della giacca perché, dice: “funziona meglio in Svizzera”. Ci spiace lasciarlo durante i suoi flash di battute, ma per noi è arrivata l’ora di congedarci. Oltre alla produzione di cravatta di alto profilo e di eccellenti camicie su misura, Gianni Mura osa e non intende rinunciare a un rinnovamento di marketing circoscritto allo spazio di Via Torino 54. Ci mette anche l’abito su misura e afferma: “Un brand di livello in un contesto che premi ancora il cliente chi altro poteva inventarlo se non un sardo testardo di nome Gianni Mura?”.
Sesto San Giovanni, 25 novembre 2011 – ABB Italia ha assegnato, presso la sede centrale di Sesto S. Giovanni, i premi della quarta edizione dell’Energy Efficiency Award. I riconoscimenti, strutturati per categorie, sono andati a Nerviano Medical Sciences, alla scuola primaria “Unità d’Italia” di Piobesi Torinese, a Pirelli, alla AUSL di Rimini, a Costa Crociere e alle Acciaierie di Calvisano, tutte realtà che hanno ottenuto concreti risultati in termini di efficienza energetica applicando prodotti, sistemi e soluzioni ABB. Una menzione speciale è stata assegnata a Terna per il progetto SA.PE.I, l’interconnessione elettrica tra la Sardegna e il continente. I premi sono stati attribuiti sulla base di parametri che hanno misurato e valutato, oltre ai risparmi energetici, la riduzione delle emissioni di CO2 e i tempi di ritorno degli investimenti. L’articolazione del concorso in categorie ha permesso di candidarsi a realtà diverse per dimensioni, tipologia di attività e settore (industriale, terziario, residenziale, trasporti). La scelta dei vincitori è stata affidata a un Comitato Tecnico Scientifico e validata da una giuria composta da rappresentanti di ENEA, FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), WEC (World Energy Council), Politecnico di Milano e RSE (Ricerca sul Sistema Energetico). L’evento della premiazione, condotto dal giornalista di Radio24 Maurizio Melis, ha visto al mattino gli interventi di Dario Di Santo, direttore FIRE, Marco Taisch, Professore di Sistemi di Produzione Avanzati presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del MIP, Marco Martorana, Head of Competence Center Renewables Italy – UniCredit Leasing e Luigi Brusamolino, Amministratore Delegato BSI – Southern Europe. Nel pomeriggio è stato organizzato il primo ABB Bar Camp, dibattito aperto tra gli esperti presenti, giornalisti, energy manager e professionisti del settore invitati a un confronto vis-à-vis sul tema “Come abbattere le barriere interne aziendali all’efficienza energetica”. All’interno della strategia globale di ABB, l’efficienza energetica mantiene dunque un ruolo chiave, come dimostra questo appuntamento arrivato oramai al quarto anno di vita con un totale di 16 aziende premiate dal 2008 a oggi. “L’Award è il momento in cui ABB assegna un riconoscimento alle organizzazioni che durante l’anno hanno creduto nelle potenzialità dell’efficienza energetica, conseguendo risultati concreti e sostenibili con la nostra collaborazione. In questo modo diamo visibilità a esperienze concrete di successo perché è di esperienze positive che il nostro sistema ha bisogno” ha dichiarato Barbara Frei, Country Manager di ABB Italia. “Mi fa piacere vedere che quest’anno abbiamo iniziato a registrare anche la partecipazione di realtà pubbliche, un ospedale e una scuola: parlare di efficienza energetica nelle scuole è davvero importante per avviare un cambiamento dei nostri comportamenti sostenibile e duraturo”. Anche per questo ABB ha istituito, con il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, una borsa di studio destinata a studenti che nelle tesi sviluppino idee innovative ed efficaci per l’efficienza energetica. “Fornendo ai nostri partner tutti gli elementi che consentono di valorizzare il ritorno degli investimenti e la misurazione continua dei benefici ottenuti confermiamo il nostro approccio concreto al tema. Non è un caso che l’evento di oggi preveda, assieme a momenti di condivisione di best practice e discussione, anche specifiche sessioni di formazione e informazione per gli addetti ai lavori” ha aggiunto Flavio Beretta, coordinatore del Team Efficienza Energetica di ABB Italia.
ABB (www.abb.it) è leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione che consentono alle utility e alle industrie di migliorare le loro performance, riducendo al contempo l’impatto ambientale. Le società del Gruppo ABB impiegano circa 130.000 dipendenti in oltre 100 Paesi.
Il settore dell’architettura vive una fase di evoluzione permanente: nello specifico, si tratta di uno scenario in cui emergono sempre nuove esigenze di tipo abitativo civile (per i privati) e di tipo business (per le superfici retail, per le sedi aziendali e per location di eventi), uno scenario complesso che vede impegnati diversi professionisti nel realizzare progetti ad hoc per l’organizzazione ottimale e funzionale degli spazi. Ne parliamo con l’architetto Andrea Tornaghi, monzese, classe 1967, professionista con un significativo background maturato sia in Italia che all’estero negli ambiti edilizia, ristrutturazioni, interior design, retail and hospitality design, certificazioni energetiche e industrial design.
Dottor Andrea Tornaghi, oggi, cosa significa essere architetto?
“Essere architetto è un privilegio che porta con sé molte responsabilità. Significa poter inventare ogni giorno spazi e oggetti nuovi, ma, soprattutto, confrontarsi con chi dovrà fruire ciò che noi, per suo conto, progettiamo. Il “Design”, non solo industrial, deve rispettare sia forma che funzione, troppo spesso, quest’ultima, dimenticata. Significa anche, sempre di più, attenzione ai nuovi materiali e tecnologie: solo pochi anni fa, nessuno sapeva cosa fosse un “cappotto” e, ora, costruiamo case con consumi energetici estremamente ridotti e sempre più orientate verso l’autosufficienza energetica”
Che ruolo svolge l’architettura nell’ambito della società contemporanea?
“Davvero una bella domanda. L’architettura è portatrice di una forza dirompente, è una delle ultime discipline umanistiche in grado di cambiare il nostro modo di vivere e il nostro territorio. Nel corso dei secoli, ha prestato la sua arte sia per luoghi di culto che per fortificazioni ed edifici monumentali e celebrativi. Oggigiorno, perlomeno in Italia, sembra un po’ svilita quasi fosse inutile. I nuovi monumenti sono diventati i centri commerciali e le amministrazioni non si prodigano di certo per creare veri luoghi di aggregazione e concreti spazi pubblici. Sono stato di recente a Barcellona ed è stata una boccata d’aria: la città vive e ogni edificio pubblico è pensato per la collettività anche negli spazi accessori. Quanto ai centri commerciali di cui sopra, è stato appena inaugurato in Piazza di Spagna quello realizzato dalla mano di Foster al posto della Plaza de Toros o, meglio, dentro di essa: un esempio di come sia possibile integrare una funzione nuova e moderna nel mezzo della storia della città”
In base alla sua pluriennale esperienza, come nasce un progetto architettonico e quali sono le sue principali linee guida?
“La partenza sono le necessità del cliente e i suoi desideri che trovano espressione e guida nel nostro intervento. Sia che si tratti di un’abitazione, di uno spazio retail o di un albergo, muovo dai volumi, dal generale scendendo, poi, via via fino al minuto particolare. Ci sono però idee che permeano di sé il progetto fin dall’inizio, quali i materiali che si intendono usare o il tipo di percezione che si desidera avere dei volumi”
A suo avviso, quale deve essere il risultato finale di un progetto architettonico?
“Il benessere. Come dicevo prima, l’architettura influenza la nostra vita e lo fa spesso fisicamente. Le faccio un esempio: a Milano, in Via Montenapoleone, c’era un negozio di Versace estremamente decorato, in stile neoclassico del quale molti sono stati detrattori. Gli spazi erano però molto ben progettati e soprattutto vi erano armonia e proporzione: dentro quel negozio si stava molto rilassati, a proprio agio. L’obiettivo era stato raggiunto completamente. Per contro, vi sono edifici che ci fanno stare male: a Basilea, vi è lo Schaulager, edificio progettato come magazzino di opere d’arte, aperto per alcuni mesi l’anno come museo. L’edificio è interessante, senza dubbio un ottimo magazzino, ma, per il visitatore, risulta stressante e claustrofobico: durante la visita, sono stato colto da nausea crescente, scomparsa una volta uscito all’aperto”
Sul versante dell’impatto visivo, che cosa deve comunicare ai propri fruitori la realizzazione finale di un progetto architettonico ottimale?
“Non credo ci possa essere una risposta univoca a questa domanda. Ognuno di noi ha una propria sensibilità estetica, a volte, molto sviluppata e, altre volte, pochissimo sviluppata. Inoltre, differenti sono le richieste in partenza. In linea generale, dovrei rispondere “appagamento” per il risultato raggiunto: qualcosa che rispecchi e, se possibile, superi le aspettative del cliente. Si tratta di fattori quali la freschezza per un negozio, l’autorevolezza per uno studio legale, la magnificenza per uno spazio celebrativo…”
Lei è anche designer di interni, in particolare, per il settore furniture. Quale deve essere il valore aggiunto di un prodotto di design?
“La comodità, la semplicità e la logica di fruizione. Un qualsiasi prodotto viene prima disegnato e il riconoscimento del creatore è storia recente. C’è stata una corsa all’oggetto di “design” inteso come accattivante, strano, esteticamente riuscito: in questo ambito, Alessi ha fatto storia. Questo ha, però, portato all’esasperazione e alla riduzione, spesso, del design a una valenza puramente estetica, mentre è vero il contrario: la parte tecnica ha un’enorme importanza. Quindi, il valore aggiunto, ciò che rende un prodotto di design degno di tale nome è il perfetto amalgama tra forma e funzione, quasi diventassero una cosa sola”
In assoluto, qual è il progetto al quale lei sente di essere maggiormente legato?
“In realtà più di uno, ma forse l’ultimo, che mi sta dando molte soddisfazioni. Una ristrutturazione di un edificio industriale trasformato in residenza dove la sintonia con la committenza è stata totale e in cui abbiamo potuto utilizzare materiali naturali come il sughero e la lana e ci siamo confrontati con spazi forse rigidi ma ampi: con una serie di aperture, abbiamo realizzato dei cannocchiali per cui da ogni locale si leggono due, tre piani in profondità e si percepisce come un costante fluire di un locale dentro un altro, fino al giardino”
La Sindrome di Dravet (epilessia mioclonica severa dell’infanzia) è una rara ed invalidante forma di epilessia farmaco resistente che colpisce i bambini generalmente entro il primo anno di vita.
La vita di questi bambini è condizionata dalle ripetute crisi epilettiche che richiedono numerosi ricoveri in ospedale, deficit cognitivo e disturbi del comportamento. Inoltre, sussiste un rischio di morte improvvisa inspiegata ed il decorso della malattia è caratterizzato da un ritardo nello sviluppo psicomotorio e atassia.
La Sindrome di Dravet è una malattia rara e le famiglie coinvolte spesso si sentono sole e isolate ed è per questo motivo che il 2 ottobre 2010, per volontà di alcuni genitori con figli affetti da questa patologia, si è costituito il “Gruppo Famiglie Dravet”, nell’ambito della FIE-Federazione Italiana Epilessie, con lo scopo di unire e sostenere le famiglie e contribuire alla ricerca.
Nel corso di questi mesi, le famiglie che si sono conosciute da 9 sono diventate 59 e alcune di loro si sono incontrate, per la prima volta, nei giorni scorsi a Fiorenzuola d’Arda (PC), per conoscersi finalmente, dopo mesi di collaborazione tramite la pagina del gruppo famiglie su facebook, via e-mail o, semplicemente, via telefono. Questo incontro è stata anche l’occasione per programmare le attività che vedranno coinvolte tutte le famiglie del gruppo nel prossimo futuro e per fare il punto sulle iniziative fino ad ora portate avanti, tra le quali la continua ricerca delle famiglie, la richiesta di inserimento della Sindrome di Dravet nei registri regionali e in quello nazionale delle malattie rare, la selezione dei progetti di ricerca in corso ed il contatto con diversi ricercatori.
Sicuramente e in soli 7 mesi, un primo traguardo è stato raggiunto: riunire, in un solo giorno, 25 famiglie provenienti da diverse regioni d’Italia con un’unica idea in testa: NOI INSIEME OGGI PERCHÉ IL DOMANI SIA DEI NOSTRI FIGLI
Nel suo Atelier di Via Montenapoleone si legge: “la moda è creata dai grandi, i particolari dal grande te stesso”. Un altro aneddoto recita: “se qualche disegno di moda ti colpisce, profanalo, inserendo il particolare adatto alla tua personalità”. Sono solo alcuni esempi di un Gianni Mura che racconta se stesso: “la mia devozione, fin da giovane, al capo sartoriale mi consentiva di spaziare su particolari e colori che ad altri potevano risultare audaci o non potevano permettersi. Poi arriva il pronto moda per tutti e, mio malgrado, ho dovuto adattarmi a un look di massa. I vecchi sarti invecchiavano e smettevano di lavorare, altri risultavano eccessivi di costo e altri ancora preferivano stare dietro un banco di vendita ad aspettare il cliente piuttosto che fare amicizia con ago e rocchetti. Il mondo cambia, mi dicevo, e io non potevo farci nulla. Pensavo che, in fondo, la gente avesse poche idee e si piegasse alle regole di mercato. In soccorso, arriva Milano. In una grande città, si sa, piove di tutto e bisogna saper discernere luoghi e persone. Ma penso anche che questa sia la città che più di ogni altra aiuti a capire il senso delle cose. Apparentemente distante, senza dubbio selettiva. Come una donna di classe, non si offre, ma, se riesci a capirla, premia le tue capacità. Sfrutto le mie intuizioni e punto sulla mia esperienza di marketing creando un rapporto diretto con il consumatore finale. Alla cravatta di alta tessitura, rigorosamente griffata Made in Italy, abbino la produzione della camicia su misura. Accanto alla sobrietà classica che è la linea preferita dai grandi professionisti; promuovo un look mirato diretto a una fascia di persone dal denominatore comune: innovazione e buon gusto. Dove, in una selezione naturale, il protagonista è il cliente che ha idee. Una semplice base che, di volta in volta, invito a completare. Una moda pensata da se stessi per se stessi è il messaggio che emerge con forza ed è la prerogativa che distingue l’identità del brand. Come un pittore che disegna i propri sogni, ogni persona aggiunge il proprio contributo secondo il proprio stile. E fiocca la genialità del singolo. Fiocca la creatività. Fioccano le richieste. Scopro tanti design. Scopro veri cultori di stile. Emergono messaggi spontanei di fantasia e di buon gusto che, magari, colui che è costretto a stare dietro una scrivania ne ha da vendere. Un inconsapevole e gratificato cliente-collaboratore, portavoce di un patrimonio che racchiude un mix di potenzialità eccezionali e che spontaneamente si confronta con gli altri per ispirarsi a vicenda. Quasi un tacito accordo tra le parti e uno spirito di club che mi consente, fra l’altro, di fare il pieno di elogi da parte di vecchi e nuovi clienti relativamente alla varietà di stili e particolari delle “sempre fresche”, consegne a vista. Quale soddisfazione sentire il cliente che dice: “posso fare il tipo di collo o abbottonatura o altro, che vedo in questa camicia piuttosto che quello della rivista che mi sono portato dietro?” La camicia è quella che il cliente non ritira subito per mancanza di tempo e che, nel frattempo diventa modello ideale per altri. Un tam tam di messaggi innovativi davvero straordinari in cui c’è sempre qualcun altro che si riconosce”. Parte da qui, l’idea di spazio sartoriale uomo-donna, creato in Via Montenapoleone 17. Stesso concetto di moda accessibile a tutti. Stesso copione. Difficile stare dietro a quest’uomo dal carisma fermo ancorchè geniale. Fondamentalmente edonista, con la sua convinzione di possedere l’intuizione di quello stile che fa la differenza. Difficile anche dargli torto quando i riscontri sono palesi. Di sicuro, il suo è un percorso intenso e gratificante in un infinito mix di idee che stimolerebbero chiunque, ma quale altra persona può essere Gianni Mura e meglio di Gianni Mura?
L’umorismo è intatto e l’entusiasmo, se possibile, cresciuto. Gianni Mura si (ri)scopre e procede nei suoi obiettivi di total look . “Perlomeno, sono uno che sa cosa fare da grande”, esordisce, sorridente e scanzonato e prosegue, “per portare avanti questo progetto ho dovuto rinunciare a impegni cinematografici, di politica e trascurare programmi di beauty comfort. Ma per fortuna sono uno che si sa adeguare…”. Stiamo al gioco delle sue battute e gli domandiamo chi è il suo consigliere e perché ha lasciato la Sardegna: “mia moglie, anima femminile e testa pensante, è lei la mia grande consigliera, insieme al mio manager e collaboratori, naturalmente. Il trasferimento è invece legato alla selettività. Ha mai sentito parlare del popolo dei creativi, dei cervelli in fuga? Le èlite, in ogni settore, emigrano e io non sono venuto a Milano con la valigia legata a spago…”. Riemerge il suo istinto provocatorio, la sua capacità di stupire, spiazzare, sorprendere. Un Gianni Mura che disorienta e incanta. Torna serio e riprende: “Voi penserete che voglio ingrandirmi, ma così non è. Ho semplicemente deciso di attivare un processo che, fra qualche anno, familiari e collaboratori dovranno portare avanti con la stessa passione che ci ho messo io e che mi auguro di avere trasmesso anche a loro. Quello che ho ricavato in Via Montenapoleone è un luogo raffinato di dialogo e confronto tra gente di varia personalità e provenienza accomunati dalla passione della moda e della individualità. Veri designer di raffinata cultura, i miei clienti. Le basi sono quelle che le tendenze dei grandi stilisti propongono. I particolari sono quelli che ogni persona di buon gusto sceglie per se stesso”. Domandiamo a Gianni Mura cosa ne pensa dei grandi stilisti e gli artisti da passerella: “loro sono in grande”, risponde. “Io non potrei creare una collezione per tutti. Mi perderei. Sono per l’individualità. Per quel particolare che fa la differenza”. Però ammette: “li apprezzo molto e amo guardarli in televisione, quando posso, alla sera. Oppure assistere a qualche sfilata, ma non imitarli. Loro dialogano virtualmente. Io dialogo dal vivo. Quanto tempo toglierei a me stesso e ai miei clienti? Amo la gente da vicino. La clientela che sono riuscito a creare è in linea con il mio pensiero e questo mi gratifica. Il mio è un rapporto diretto e paritario con tutti. Pensi che non riesco a rispondere agli inviti di rete (almeno per ora) e me ne duole. Conquisto dal vivo a discapito dei social networks”. Pagine spontanee in un concetto di marketing privilegiato che comprendono le sue scelte. Il polo d’attrazione esistente tra Gianni Mura e la moda che racconta è condivisa da una città dove arte, business e buon gusto convivono e si fondono.
Con un percorso unico nel suo genere, Gianni Mura dà vita alle sue concettuali storie di moda e, dimostrando uno spirito di club, decide di avvalersi di maestri di alto livello. “Unire talenti è sempre stato il mio sogno nel cassetto”, spiega, “e ora anche gli agognati abiti di alto livello sartoriale sono una realtà. I pezzi costruiti sulla persona, massima espressione di stile, sono realizzabili in Via Montenapoleone 17, per raccontare un uomo che non rinuncia a essere se stesso”. E Gianni Mura precisa: “i miei clienti conoscono il sapiente gioco dei dettagli che si fonde in armonia con l’eccellenza della qualità. Il maestro Emilio Sasso, legato a una tradizione sartoriale molto forte, non è solo un sarto di grande scuola e di provata esperienza, ma è anche una persona che sa consigliare, valutare, creare. Gli spazi sono concepiti fedeli all’essenza della persona per metterla in condizione di procedere a un look come fosse nel salotto di casa propria”. Un su misura per tanti, dunque, quasi fossero affidabili anticipazioni delle prossime tendenze. “Ed è pensando a quelle modifiche che il cliente immagina quando vede un capo in vetrina”, afferma, “che ho deciso di disegnare i confini tra l’abito seriale e il capo sartoriale. Quello che ho realizzato in Via Montenapoleone è un laboratorio che racconta storie individuali”. Un percorso deciso insieme allo stilista Emilio Sasso, maestro e sostenitore convinto del capo su misura, il quale afferma a sua volta: “negli abiti di serie manca sempre qualcosa in cui potersi riconoscere totalmente. Il mio lavoro ha i canoni dell’unicum con un’attenzione alla diversità della richiesta. L’esigenza del cliente è importante almeno quanto l’intuizione di chi esegue”. Coerenza e inedita originalità, quindi, nel team di Gianni Mura. Il suo modo di fare marketing attraversa nuovi linguaggi e molti spunti di riflessione. Lo stilista procede con la chiara intenzione di mantenere una promessa fatta a se stesso. “Produrre il meglio, produrre Made in Italy” con una sola regola: “nei miei clienti non deve mai venir meno l’autostima”. Chiediamo a Gianni Mura come sono le sue giornate: “in versione mix”, risponde, “in ogni giornata c’è sempre qualcosa di bello, basta scremare e tenere ciò che ti piace”. Fa così anche con i clienti? “Non so…però”, ride, “saper scegliere le persone, specie di questi tempi, è un segreto e in un certo qual modo sì, scelgo anche i clienti (oltre ai collaboratori). È come creare una squadra, ma, all’incirca, senza scarto. C’è da premettere che il su misura è richiesto da bella gente. Evidentemente, ho saputo leggere tra le righe del mercato e sono felice del risultato finora ottenuto. Quando si è in linea con valori di buon gusto riesce facile anche il dialogo tra le persone”. E a proposito di ciò che questo progetto significa per lui, Gianni Mura spiega: “quando sono al lavoro sono come a casa mia o al bar con gli amici. Quale panchina più appagante?”. E alla domanda se crede nella fortuna, risponde: “senza un pò di fortuna è più difficile, ma sono convinto che noi poniamo le basi per tutto, anche per essere agevolati dalla fortuna”.
L’Assisi Festival edizione 2010, organizzato dall’Associazione Culturale “United Artists for Peace”, in collaborazione con il Comune di Assisi, quest’anno si terrà dal 14 al 21 Settembre. La manifestazione, che comprende il XV Festival Internazionale per la Pace e il X Weekend Ecologico, si avvale di numerosi riconoscimenti, tra i quali l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il Patrocinio di numerosi Ministeri. Il Festival si propone di promuovere la cultura della pace, della cooperazione internazionale e dell’educazione ambientale e alimentare attraverso seminari, tavole rotonde, mostre di arte visiva e concerti serali di alto livello artistico-culturale nella città di Assisi, testimonial mondiale del dialogo e della fratellanza tra i popoli. Come nelle precedenti edizioni, la musica verrà presentata nei vari generi, dal classico all’etnico e al jazz, con artisti nazionali e internazionali accomunati dalla condivisione dei valori di Pace, Solidarietà ed Ecologia. L’edizione 2010 si aprirà Martedì 14 Settembre, con la mostra fotografica multimediale “Musica, Pace e Ambiente”, itinerario artistico-culturale del Festival Internazionale per la Pace, in occasione del XV anniversario. Il Festival si inaugurerà Mercoledì 15 Settembre con un concerto classico dell’ensemble d’archi internazionale Trio Broz, dedicato a Johann Sebastian Bach. Venerdì 17 Settembre è previsto il concerto etnico “Global Arts Around the World” con la partecipazione di Gabin Dabiré – Burkina Faso e Rashmi Bhatt – India, che presenteranno composizioni originali ispirate a sonorità tradizionali africane. Sabato 18 Settembre è in programma il concerto “World Jazz for Peace”,con l’esibizione dello straordinario duo Belinda Riquelme e Amedeo Nicoletti, artisti che proporranno brani di musica afrocubana e brasiliana con influenze jazzistiche. Anche quest’anno, l’Assisi Festival focalizzerà l’attenzione sulla celebrazione del 21 Settembre, IDP – United Nations International Day of Peace, Giornata mondiale dedicata alla Pace in cui l’ONU invita tutte le nazioni e i popoli a fermare le guerre e ogni forma di ostilità. Nella mattina, verrà realizzato il V convegno “Pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale”, in sintonia con la proclamazione, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, del 2010 quale “Anno Internazionale per l’avvicinamento delle culture”. Alle ore 12.00, in occasione della “Peace Bell special ceremony” delle Nazioni Unite, in cui il Segretario Generale Ban Ki-moon suonerà la Campana della Pace, per inaugurare a New York la Giornata mondiale della Pace, anche in questa edizione, ad Assisi verrà suonata la campana della torre del Palazzo Capitano del Popolo, sede dell’Ufficio per il Sostegno alle Nazioni Unite e della Biblioteca depositaria dei documenti dell’Onu. A conclusione della giornata, avrà luogo il “Concerto straordinario per la Pace e l’Ambiente”; nella prima parte è previsto un recital pianistico dedicato a Frederic Chopin, in occasione della celebrazione del bicentenario della nascita del musicista, con l’esibizione della pianista Donatella Carlotti. Ospite speciale della serata Vittorio Nocenzi, leader storico e fondatore della band “Banco del Mutuo Soccorso” al quale verrà conferito il premio “Artista per la Pace 2010” per il suo notevole impegno sociale e umanitario. Nell’ambito dell’Assisi Festival, si terrà la X edizione del Weekend Ecologico, evento che promuove l’educazione ambientale e alimentare in un’ottica di sviluppo sostenibile. Ai seminari, previsti nelle mattine di Venerdì 17 e Sabato 18 Settembre, parteciperanno delegazioni di studenti degli Istituti Scolastici della Regione, al fine di proporre stili di vita salutari, promuovere corrette abitudini alimentari e sensibilizzare al rispetto dell’ambiente. Tra gli argomenti che verranno affrontati: “Etica ambientale e sostenibilità”, “Biodiversità e cambiamenti climatici” (2010: Anno Internazionale della Biodiversità), “Alimentazione, prevenzione e salute”, “Qualità e sicurezza degli alimenti in Europa”. Tra le iniziative collaterali finalizzate alla salute pubblica, è in programma l’allestimento di stand espositivi di prodotti tipici e biologici del territorio. Il Weekend Ecologico si avvale del supporto di un Comitato Scientifico presieduto dal Prof. Vittorio Silano, presidente della Commissione Scientifica Europea EFSA – European Food Safety Authority, oltre che della collaborazione di esperti, ricercatori e docenti universitari. La manifestazione si concluderà con la IX edizione della “Passeggiata Ecologica” sul Monte Subasio, evento finalizzato alla difesa dell’ambiente, alla valorizzazione del territorio e alla promozione dell’attività fisica, con la partecipazione di numerose associazioni sportive e ambientaliste.
La vendita diretta, in particolare di prodotti biologici, contagia nuovi settori e fasce sociali: è quanto emerge dalla sedicesima edizione dell’Annuario del Comparto Biologico Italiano che censisce oltre 8.000 operatori del settore, dei quali 3.100 legati alla vendita diretta. Nel triennio considerato dallo studio, dal 2007 al 2009, il dato più significativo riguarda la crescita dei gruppi d’acquisto solidale, passato da 356 a 598, pari ad un aumento del 68%. I cittadini si organizzano, mettono in comune conoscenze e risorse e fanno la spesa direttamente nelle aziende, prediligendo i prodotti biologici: si tratta di una tendenza confermata anche dalla crescita pari al 32% delle aziende con vendita diretta (passate da 1.645 a 2.176). Sembrano non conoscere crisi i ristoranti e gli agriturismi che offrono prodotti biologici, cresciuti, rispettivamente, del 31% e del 22%. Ma, in tale contesto, il biologico non è solo una scelta che gli italiani fanno nei fine settimana “fuori porta”: secondo i dati, si consolida l’attenzione rivolta ai cibi biologici anche nelle scuole, dove il numero delle mense dedicate al biologico è aumentato del 23% (da 683 a 837). Crescono, infine, anche gli ordini effettuati via web: la voce e-commerce è aumentata del 25%, mentre i negozi non virtuali, localizzati in città e paesi, sono cresciuti del 2% e i mercatini biologici del 10%. I dati in questione dimostrano, chiaramente, che il settore del biologico alimentare rappresenta per i consumatori del nostro Paese qualcosa che va ben oltre il ricorso all’acquisto di prodotti di “nicchia”: in altri termini, si tratta di un’evoluzione del life style ispirato ai valori dell’affidabilità alimentare e del conseguente benessere.
Sviluppare nuovo business, ampliare le proprie strategie produttive e commerciali, individuare e cogliere nuove opportunità operative: anche nella criticità dell’attuale congiuntura economica, non possono che essere queste le prioritarie linee guida per il variegato mondo aziendale. Per le aziende, infatti, reagire alla crisi significa investire energie e risorse sul versante competitivo, riorganizzando il proprio approccio al mercato in uno scenario globale che muta rapidamente. Ed è sulla base di queste considerazioni che non sono rari gli esempi di aziende italiane che rivolgono il proprio sguardo verso Paesi esteri, Paesi dove insediare nuove sedi produttive. Ma, in tale contesto, anche dentro i confini nazionali, c’è una novità assoluta che rappresenta un’opportunità concreta al duplice fine della diversificazione strategica e del nuovo insediamento territoriale: l’Alto Adige. In virtù di una cospicua serie di incentivi, l’Alto Adige è diventata la migliore provincia italiana per fare impresa e, dal 2009, vi è stata attivata una nuova struttura competente in tutte le questioni legate alle aree produttive e agli insediamenti. La nuova società provinciale per la promozione territoriale e l’insediamento di imprese è la BLS, Business Location Sudtirol – Alto Adige, con sede a Bolzano. BLS, società interamente a capitale pubblico, fornisce servizi specialistici alle aziende locali, nazionali e internazionali interessate a realizzare un proprio insediamento produttivo in Alto Adige. “BLS fornisce sostegno e assistenza a 360 gradi durante tutto il processo di insediamento e oltre”, sottolinea il direttore della società, Ulrich Stofner, “e funge da nuovo partner di riferimento per gli imprenditori interessati ad insediarsi in Alto Adige”. I punti di forza sono particolarmente tangibili: la strategica posizione geografica, la particolare realtà plurilingue e pluriculturale, oltre all’oculatezza dimostrata dalle locali pubbliche amministrazioni, fanno dell’Alto Adige anche un importante ponte verso importanti mercati europei. In tema di eccellenze produttive, risultano di particolare valore i risultati raggiunti dall’Alto Adige nei settori dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica, settori ormai consolidati dall’economia altoatesina, il cui territorio si attesta al primo posto nell’utilizzo di energia rinnovabile e nell’impegno per il risparmio energetico. L’Alto Adige, dunque, risulta una localizzazione economica capace di assicurare alle imprese importanti livelli di performance, agevolati anche dalla strategica posizione geografica tra due grandi mercati (Italia e Paesi di lingua tedesca). Oltre a ciò, per le imprese che si insediano in Alto Adige, non sono assolutamente marginali gli aspetti relativi alle agevolazioni e ai finanziamenti, sia a fondo perduto che sotto forma di contributi in conto capitale e di mutui agevolati, alla contenuta pressione fiscale, alla qualità complessiva e all’eccellenza tecnologica. È sulla base di questi aspetti prioritari che l’Alto Adige ha iniziato a promuoversi anche come un vero e proprio brand per la localizzazione mirata di imprese di ogni dimensione operanti nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio e anche dei servizi, coniugando tra di loro i valori del know-how, dell’efficienza e della qualità.
Articolo tratto da PressWeb, a firma Marco Mancinelli
Siamo tornati da Gianni Mura. Ci accoglie con il sorriso di sempre. L’occhio cade immancabilmente sull’accessorio che indossa. I colori sembrano più intensi del solito. “La cravatta ha una sua visualità cromatica”, spiega, “ma, badate, è anche la bella giornata che ne esalta i colori”. Ironico come sempre, Gianni Mura, lui è uno che considera la moda un fatto individuale e, partendo da questa convinzione, crea la camicia su misura a modo suo, con una sorta di demolizione di confini. Pone i canoni base, ma offre al cliente la possibilità di siglare un design personalizzato. In questo modo, lo stilista trasforma l’assetto della moda in un look in cui ognuno possa riconoscersi. Rivoluzionario, audace, soprattutto geniale. Ha compreso la potenzialità delle persone e ha posto le basi per coglierne la personalità. Uno studio degno di un minitrattato di psicologia, animato dall’estro dello stilista. E non stiamo esagerando. Prima di tutto, perché la notorietà se l’è creata a suon di sacrifici come tutti i self-made men. In secondo luogo, perché i capi dozzinali non fanno per lui. Gianni Mura si è sempre distinto per il buon gusto e per i pezzi unici e ora, a Milano, è considerato un punto di riferimento. Il suo atelier di Via Torino 54 è il ritrovo degli appassionati della moda in tiratura personalizzata. E la cravatta? Chi ama questo accessorio? È il professionista o una persona speciale?
“Speciale sì. Chi porta la cravatta è persona di buon gusto e socievole, ma non esiste una barriera sociale tra uomini che amano vivere la vita senza una sorta di castrazione ideologica. Ciascuno deve esprimere quello che è. Il rango e la professione non dividono. Il professionista e l’operaio che sanno portare la cravatta non si distinguono” Chi rifiuta la cravatta è anticonformista?
“Penso di no. Qualcuno lo dice semplicemente perché non sa cosa dire. Spesso sono persone sole. Sole nella vita, sole, appunto, tra la gente. Ma l’anticonformismo è un’altra cosa” Parliamo di cose frivole, di curiosità. Se non abbiamo capito male, lei dice che ognuno veste come merita. È così?
“Si e così è. Ognuno veste come merita. Ne è la riprova che ognuno sceglie per se stesso” Di chi o di cosa è innamorato Gianni Mura?
“Se innamorato vuole dire amare tutto, dalla famiglia al lavoro alla vita. Si, sono innamorato” E la droga?
“Assolutamente bandita. Non ho mai avuto bisogno di cercare lo sballo per apprezzare la realtà. Ho sempre avuto l’adrenalina naturale. Anche qui, come per la cravatta, si tratta di avere stile e carattere. Anzi, guardi, le svelo la risposta a una domanda che non mi è mai stata posta: se dovessi paragonarmi a un ballo, sarebbe il rock and roll” Com’è Gianni Mura caratterialmente?
“Sono trasparente come l’aria. Niente ruoli dark che prevedono lati diversi dalla mia personalità. Ho iniziato da giovane e, oggi, esagerando un po’, potrei definirmi maestro. La ricetta? Prima di tutto avere fiducia in se stessi. Sentirsi a proprio agio nel corpo e con ciò che il corpo indossa” Torniamo alle donne: con chi farebbe una pazzia?
“Beh! Le rigiro la domanda: se una bella ragazza, magari dell’est, fresca di laurea e non solo, le dicesse che ha un biglietto in più per assistere a un balletto in teatro e le chiedesse di accompagnarla, lei sceglierebbe queste o una delle tante avance anonime?” E sua moglie?
“Mia moglie non si tocca. Per questo non disdegno qualche fugace e prelibato antipasto. Vede, qui c’è scelta su tutti i fronti. Il mio atelier non è frequentato da sfaccendati o persone precarie” Le amicizie?
“Poche, importanti (per noi) e rigorosamente selezionate da mia moglie. Contano anche le frequentazioni giuste. Con la bella gente che entra nel mio atelier non ci sono problemi. Ma fuori bisogna stare attenti. Si vedono comportamenti strani, lontani dalla nostra cultura, come dice mia moglie, a distanze siderali” Progetti per il futuro?
“Tanti, tanti, tanti!” Atelier Gianni Mura
Via Torino 54
20123 Milano – Italy
Tel. +39 02 72010618 [email protected] http://www.giannimura.it ______________________________
Marco Mancinelli
Gianni Mura Press Office [email protected]
Rigate, a pois, bicolori, fluorescenti, strettissime con il nodo complicato. Per il lavoro e per l’aperitivo. Per nascondersi e per essere notati. Esiste una cravatta per ciascun carattere. Lo sostengono Gianni Mura e sua moglie Piera da lui ribattezzata Petra, che nel 2000 hanno aperto un atelier in Via Torino 54, nel cuore pulsante della Milano della moda. Gianni Mura, però, non si limita a cercare stoffe e vendere queste lingue di seta che stringono il collo. L’estroso sardo trapiantato a Milano le disegna pure. Mentre la moglie sta dietro al bancone, lui, in laboratorio, da dieci anni, crea i modelli da mettere in vetrina. E due li ha pure brevettati: la cravatta porta credit card con fermacravatta interno e quella con il codino a vista. Cravatte d’essai, dicono i coniugi Mura. Mica pensate per i barboni, ma per un carattere versatile, una personalità forte e qualche soldino in tasca. Vera e propria passione, che ha spinto Gianni persino a scrivere un trattato sulla cravatta. Signora Piera, un antidoto contro l’omologazione? «A ciascuno il suo. Ma questi modelli sono acquistati anche da clienti che non immagineremmo mai. Ad esempio, i magistrati. Che di giorno sono impeccabili con il loro abito e la loro cravatta classica e la sera appendono il vestito da lavoro e si trasformano per andare a bere un aperitivo». Con una cravatta più originale?
«Esatto. Ed è quella la loro vera personalità». La cravatta permette quindi di far venir fuori il proprio alter ego?
«Assolutamente sì». Quest’anno quali sono le tendenze da seguire? «La cravatta stretta, amata dai giovani e anche da alcuni professionisti. Tra i giovani, le fantasie morbide, con i disegni che arrivano dall’Inghilterra e il rigato britannico». Colori?
«Quest’anno si punta molto sul verde, che è la cravatta dell’uomo macho appassionato, come dice mio marito nel suo libro». Per voi che cos’è la cravatta: un vezzo, un accessorio, un modo d’essere?
«È un complemento. Senza la cravatta l’uomo non è identificato. Non dico come maschio, ma proprio come carattere e stile. È un modo di essere. Per molti è anche un vezzo. È un mix di tante cose». Che cos’ha in più un uomo con la cravatta? «Regala a chi gli sta attorno un senso di pulizia, di fiducia, di responsabilità. Gianni scrive proprio che chi indossa la cravatta è già in partenza un uomo solare e vincente». Eppure si dice che l’abito non fa il monaco.
«Oh no… lo fa, eccome! L’aspetto è il primo biglietto da visita». Oggi la cravatta si porta come prima, più di prima o meno di prima?
«L’abito senza cravatta è stato sdoganato e in molti tendono a copiare la non cravatta. Però non è mai tramontata». I giovani e questo accessorio: che matrimonio è?
«Un binomio eccellente. Nel nostro atelier, vengono molti bocconiani, i futuri professionisti. I giovanissimi scelgono la cravatta stretta e quella bicolore». I loro colori preferiti?
«Rosso, grigio, qualcuno osa tinte più forti. Anche se un cliente una volta mi disse “Quando apro l’armadio di mio figlio mi sembra quello di un prete”. Infatti, acquistò solo modelli classici e toni tenui». Quando si indossa la cravatta? Solo al lavoro e nelle occasioni ufficiali? «Quando eravamo giovani noi, esisteva il vestito delle feste e quello dei giorni feriali. Oggi, si usa per andare in discoteca e quando si comincia a lavorare. “Inizio a farmi la scorta”, mi dicono molti ragazzi. E lo dicono con un certo entusiasmo». Il modello che non passerà mai di moda? «Tutti quelli più classici». Ma quest’accessorio rischia di passare di moda? «Penso di no. Chi usa la cravatta è disposto a spendere per avere un’alta qualità. Molti preferiscono investire più per una buona cravatta che per una buona camicia». Perché? «Una cravatta cambia l’abito. Anche su una camicia normale o banale». Voi realizzate anche camicie su misura. «Non abbiamo modelli fissi. Cambiano a seconda del committente. Il vero stilista arriva dalla strada. Sono i nostri clienti spesso che ci portano il disegno di come vorrebbero che fosse confezionata la loro camicia. In questo modo vengono fuori capi esclusivi». Oltre agli universitari, la futura classe dirigente, chi sono i vostri clienti?
«Professionisti. Avvocati e soprattutto commercialisti. E tante mogli e fidanzate. Chi compra una cravatta per il suo uomo sa che è un regalo gradito». Cravatta o papillon? «Vendiamo entrambi, ma la cravatta batte il papillon venti a uno. Chi usa il farfallino è un professionista del nodo, perché è sicuramente più difficile. Il nodo semplice della cravatta si fa in un attimo e quello complicato è per i veri cultori». La cosiddetta arte del nodo? «Non solo. Anche l’arte di saper guardarsi allo specchio». Suo marito la porta sempre? «La indosserebbe anche sul costume da bagno!». La preferita?
«La cravatta con il codino coloratissima, anche disegno su disegno. Gianni è molto estroso ed estroverso. Ama farsi notare: quando arriva in negozio, si riconosce anche da lontano». Che cravatta indossava al vostro matrimonio?
«Una arancione shocking. Lo scorso giugno nostra figlia si è sposata. Celebrava Francesco Cossiga. A suo padre aveva chiesto una mise meno appariscente. La cravatta più cauta che Gianni ha trovato era a base bordeaux con codino rosa a pois». Che cosa rende una cravatta una buona cravatta?
«I primi fili, che devono essere nobili e pregiati. Il broccato è l’ultima passione, più arabeggiante. Poi, vengono la seconda scelta e il cascame. Le rifiniture sono artigianali e, per la fascia più alta, eseguite interamente a mano. A fare la differenza è sicuramente la tenuta: deve durare nel tempo».
– Intervista realizzata dalla giornalista Laura Lana e pubblicata sul giornale on line Possibilia (http://www.possibilia.eu/). L’intervista è stata pubblicata con altri articoli nell’ambito di uno speciale che Possibilia di Febbraio ha dedicato alla cravatta.
L’insolita impennata delle vendite immobiliari verificatasi a Manhattan nel corso del terzo quadrimestre del 2009 riflette una ritrovata fiducia dei consumatori/investitori, incoraggiata da una ripresa del mercato azionario, da tassi sui mutui estremamente bassie quindi molto accessibili e da un credito fiscale riconosciuto a coloro che acquistano una prima casa. Si è registrato, infatti, un incremento pari al 45.6% nel numero di vendite avvenute nel terzo quadrimestre a Manhattan e si è così passati dalle 1.532 del quadrimestre precedente alle 2.230 del terzo quadrimestre, ben al di sopra quindi della media stagionale e con una diminuzione del solo 16% rispetto allo stesso periodo del 2008. Inoltre, i prezzi degli immobili sono scesi di circa il 10% rispetto all’anno precedente creando le condizioni per gli investitori più attenti per negoziare condizioni di vendita vantaggiose. Se si aggiunge infine il cambio euro/dollaro, che si aggira intorno all’1.50, ecco che il quadro complessivo risulta quanto mai interessante. Fatte queste dovute premesse, occorre tuttavia sottolineare come l’acquisto di un immobile, ovunque esso si trovi, comporti sempre l’esecuzione di un certo numero di adempimenti, che, per chi non ha una pregressa esperienza in materia, possono rivelarsi complessi e talvolta di difficile comprensione. Questo è quanto mai verosimile quando l’immobile che si intende acquistare si trova in un Paese estero con il quale si ha poca o nessuna familiarità. Gli Stati Uniti, pur rappresentando una metamolto gettonata tra i turisti italiani, sono, tuttavia, un Paese che può creare notevoli difficoltà a coloro che decidono di effettuare un investimento in loco, vuoi per il disagio di gestire una trattativa in una lingua, quella inglese, che non è la propria, vuoi per il rispetto di usi commerciali estremamente diversi da quelli ai quali si è abituati in Italia e vuoi, anche e soprattutto, per la presenza di una normativa e di un sistema legale estremamente diverso da quello italiano. Da qui, l’importanza per chiunque sia interessato ad acquistare un immobile negli Stati Uniti e a New York in particolare, sia a titolo di investimento che ad uso personale, di avere un quadro preciso dei principali passaggi da seguire nella fase di acquisto, dalla scelta del broker più adatto, alla negoziazione del contratto di compravendita, fino alla stipula del rogito, che negli Stati Uniti non avviene alla presenza di un notaio, ma bensì davanti ai legali di parte e ad un rappresentante della title company prescelta dal compratore. Lo studio Linares Associates PLLC vanta una considerevole esperienza in materia immobiliare internazionale maturata grazie all’assistenza legale fornita a numerosi clienti americani, europei ed italiani interessati ad acquistare, a vendere o semplicemente ad affittare immobili di prestigio, residenziali e/o commerciali, sia in Italia che negli Stati Uniti e a New York in particolare. Si tratta di una consulenza “ad hoc”, che risponde,cioè, alle reali ed effettive esigenze ed aspettative del cliente al momento di procedere all’investimento e che può proseguire anche successivamente all’acquisto, qualora si decidesse di mettere a reddito l’immobile acquistato. Molteplici sono i vantaggi per un investitore italiano di potersi avvalere della consulenza di un avvocato italiano abilitato alla professione legale negli Stati Uniti che conosca il mercato e le sue regole e che possa pertanto consigliare ed accompagnare passo dopo passo il proprio cliente nella delicata fase di negoziazione del contratto di compravendita, evitando che questi possa incorrere in malintesi e/opericolose incomprensioni con le controparti coinvolte nella transazione e tutelarne gli interessi economici. Lo studio Linares Associates PLLC sta lavorando, inoltre, alla predisposizione di un servizio di consulenza legale on line, sia in lingua italiana che in lingua inglese, rivolto a tutti coloro che desiderano ricevere una risposta ad un quesito di diritto concernente le materie di competenza dello studio, oppure hanno necessità di ottenere un parere legale in una delle materie indicate all’interno del sito web, o semplicemente la redazione di un atto giuridico o di un contratto. Trattandosi di un servizio di consulenza legale ed avendo carattere professionale, tale servizio deve intendersi a pagamento e NON a titolo gratuito. La consulenza verrà inviata ESCLUSIVAMENTE tramite posta elettronica previo pagamento della tariffa preventivamente concordata col cliente. Nella comunicazione contenente il preventivo saranno inoltre indicatele modalità di pagamento della consulenza. Salvo che si tratti di questioni di particolare complessità, il parere legale verrà inviato entro 2-3 giorni lavorativi dal momento della conferma dell’avvenuto pagamento. Al ricevimento del pagamento verrà emessa regolare fattura che sarà inviata in copia elettronica unitamente al parere legale.
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Presso la suggestiva Residenza d’Epoca “Eremo delle Grazie” di Monteluco, a Spoleto, da Domenica 13 Dicembre 2009 fino a Giovedì 14 Gennaio 2010, si tiene la mostra di pittura “DinaMiti & OrchiDee“. Punto fondante e irrinunciabile del processo del lavoro artistico è il rapporto che esso instaura con il luogo che lo ospita. Accogliendo tale constatazione, diventa necessario mirare accuratamente la ricerca di un luogo che sia insieme sorgente e foce del lavoro. Qualora, dunque, un gruppo di ambiziosi artisti decida di porre l’aura e la sacralità dell’immagine fra i cardini del proprio lavoro, quale ambiente, più della chiesa di un antichissimo eremo, disperso nel verde cupo del bosco, in passato importante meta spirituale di anacoresi, e meditazione, può dare luogo a questo tipo di lavoro? “DinaMiti & OrchiDee” vuole tenere insieme l’urgenza e la necessità umana della rappresentazione del sacro e dell’archetipico, con i profani esperimenti, rocamboleschi e impossibili, che si mettono in opera nel susseguirsi dei tentativi artistici; tenere insieme, in una perpetua quanto incestuosa ambiguità, l’icona e l’immagine superstiziosa da essa generata. L’allestimento consta del lavoro di tre giovani artisti: Tommaso Faraci, Paolo Romani e Michele Santi, tutti nati a Spoleto tra il 1984 e il 1985. Ideatori e realizzatori del progetto, i tre artisti puntano a fare del confronto fra di essi e fra di essi ed il luogo non una mera giustapposizione dei lavori, quanto piuttosto una trasformazione chimica che sappia farli reagire insieme, concorrendo alla formazione di un senso ulteriore. La mostra si inserisce all’interno della programmazione degli “Eventi di fine anno 2009 -2010” organizzata dal Comune di Spoleto.
Opere in esposizione: Tommaso Faraci: Luoghi Primi
Paolo Romani: Innesti
Michele Santi: Aeroliti
Orari di Visita: dal Mercoledì alla Domenica, ore 10.30 / 13.00 – 15.00 / 17.30; chiusure infrasettimanali: Lunedì e Martedì A cura di: Tommaso Faraci, Paolo Romani, Michele Santi Collaboratori: Residenza d’Epoca “Eremo delle Grazie” e Istituzione Sociale “Cesare e Mina Micheli” Patrocinio: Assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto
Info: Comune di Spoleto
IAT (Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica)
Piazza della Libertà, 7 – 06049 Spoleto
Tel. 0743-21.86.20 / 21.86.21 / 21.86.11
Fax 0743 – 21.86.41
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Lo Studio legale internazionale Linares Associates, presente con proprie sedi sia a New York che a Milano, si presenta alla business community aziendale illustrando le diverse tipologie di servizi volti a consentire ai propri clienti di operare con successo e/o di consolidare la propria presenza nel mercato statunitense ed in quello italiano. Specializzato nell’assistenza legale rivolta sia alle aziende e agli imprenditori italiani interessati ad investire negli Stati Uniti d’America che alle imprese e ai privati americani che intendono avviare attività imprenditoriali in Italia, lo studio Linares Associates ha ampliato ed arricchito le proprie competenze e le proprie aree di intervento, ponendo una particolare cura nella gestione delle delicate questioni attinenti al diritto societario nazionale ed internazionale, all’assistenza e alla consulenza rivolta a coloro che decidono di investire nel settore immobiliare, sia commerciale che residenziale, allo studio e alla negoziazione dei contratti commerciali così come a tutti quegli aspetti importanti che rappresentano un necessario complemento al processo di avviamento o di consolidamento commerciale ed imprenditoriale all’estero, non ultimo il diritto di immigrazione con i relativi visti e permessi di lavoro oppure la registrazione di marchi e brevetti. “Sotto il profilo delle relazioni d’affari, Italia e Stati Uniti d’America sono da sempre protagonisti di intensi rapporti commerciali, che sono il frutto di un patrimonio di valori e di civiltà comuni. La stima, la fiducia e l’amicizia, che esiste e lega i due Paesi, contribuiscono in maniera decisa a rendere questi mercati ricchi di opportunità che per essere colte e sfruttate al massimo richiedono, tuttavia, un’approfondita conoscenza ed una spiccata familiarità con le diverse legislazioni locali, statali e federali”, dichiara l’Avvocato Stefano Linares, titolare e fondatore dello Studio, che aggiunge: “proprio il desiderio e l’ambizione di creare una struttura che fosse in grado di venire incontro e soddisfare le necessità di tutti coloro che intendono investire negli Stati Uniti e in Italia mi ha spinto verso la ricerca di una forma di assistenza legale specialistica, quasi su misura, che potesse adattarsi alle singole fattispecie ed affiancare l’azienda già strutturata e consolidata come quella in via di formazione”.
Settori di intervento:
Diritto dell’Immigrazione e del Lavoro
Assistenza e consulenza legale alle società e/o ai privati che desiderano investire e/o avviare attività commerciali e imprenditoriali in Italia e/o negli Stati Uniti d’America, in relazione alle pratiche destinate all’ottenimento dei necessari permessi di soggiorno e visti. Linares Associates è in grado di assistere i propri clienti anche nella delicata fase della negoziazione di contratti di lavoro sia in Italia che in USA, con la conseguente redazione di accordi volti a tutelare, nella misura più ampia consentita dalle legislazioni locali, sia il datore di lavoro che l’impiegato. Diritto Societario
Le aziende e i privati che sono interessate a costituire una società, una filiale o un ufficio di rappresentanza in territorio statunitense o in Italia possono contare su una pluriennale esperienza dello studio Linares Associates in materia. Dalla scelta della struttura societaria più adatta al raggiungimento degli obiettivi commerciali ed economici alle necessarie valutazioni di natura fiscale, dalla richiesta dell’“Employer Identification Number” (codice fiscale) all’assistenza nell’apertura di conti correnti presso banche locali, dalla compilazione e gestione dei libri societari alla convocazione e redazione dei verbali delle assemblee ordinarie e straordinarie fino alla domiciliazione delle società, che potranno così disporre di uno strategico indirizzo in loco oltre al servizio di “registered agent” previsto espressamente dalla legge degli Stati americani. Inoltre, consulenza legale nella negoziazione e nella redazione di accordi di “joint ventures” sia locali che internazionali. Diritto Commerciale e Contrattuale
Il diritto commerciale e contrattuale internazionale è da sempre una delle materie che lo studio cura con particolare attenzione, ben consapevole dell’importanza che ricopre per un’azienda la stipula di un accordo in grado di tutelare i propri interessi e consentire il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Grazie ad un’esperienza maturata rappresentando aziende sia italiane che straniere, Linares Associates assicura competenza e professionalità nella negoziazione e nella redazione di contratti di agenzia commerciale, distribuzione, franchising, licensing, vendita, locazioni immobiliari, accordi a tutela della proprietà intellettuale, acquisto e/o cessioni di partecipazioni societarie. Diritto Immobiliare
Linares Associates ha consolidato una vasta esperienza nel settore immobiliare, offrendo una dettagliata consulenza in tutte le fasi di acquisizione, vendita e locazione di terreni, immobili residenziali e commerciali siti in USA e/o in Italia. Diritto della Proprietà Intellettuale
Consulenza ed assistenza legale nella tutela della proprietà intellettuale, redazione di contratti di licenza (marchio, brevetto, diritto d’autore, know-how e altri diritti di proprietà industriale), registrazione di marchi e di brevetti presso i competenti uffici sia a livello statale che federale e nella disciplina di aspetti legati al fenomeno della concorrenza sleale e antitrust. Recupero Crediti e Contenzioso Commerciale
Assistenza nella delicata fase del recupero di crediti vantati da privati e/o aziende italiane o straniere sia negli Stati Uniti che in Italia, avvalendosi della preziosa collaborazione di fidati professionisti locali, oltre alla gestione di tentativi di negoziazione stragiudiziale delle eventuali controversie in essere. Responsabilità da Prodotto Difettoso
La delicata e complessa normativa in tema di responsabilità da prodotto difettoso è un altro degli aspetti che, nel corso degli anni, Linares Associates ha esaminato ed approfondito. In particolare, sono state elaborate diverse clausole di esonero da responsabilità in sede di contratto e nei formulari di vendita e individuate una serie di suggerimenti e cautele molto utili all’imprenditore straniero che intende commercializzare i propri prodotti negli USA o in Europa. Diritto dell’Informatica e Contratti Informatici; Internet e Tutela delle Persone e del Consumatore
I contratti informatici sono oggi sempre più diffusi e complessi e, con essi, le responsabilità che ne derivano: basti pensare alle sempre più frequenti opportunità di sviluppo e gestione di siti Internet e/o web design, ai casi di “hosting”, “housing”, sviluppo di software, licenze d’uso e altro ancora. Per questa ragione, contratti informatici redatti nel pieno rispetto delle normative vigenti, sia a livello comunitario che federale/statale, possono offrire alle parti contraenti importanti garanzie e tutele ed eliminare o, comunque, ridurre il pericolo di eventuali conseguenze giudiziarie.
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L’Assisi Festival edizione 2009 è organizzato dall’Associazione Culturale “United Artists for Peace”, in collaborazione con il Comune di Assisi.
La manifestazione comprende il XIV Festival Internazionale per la Pace e il IX Weekend Ecologico, eventi di alta importanza socio-culturale, come sottolineato dal riconoscimento dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, nonché dal Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato e della Camera dei Deputati, oltre quello di numerosi Ministeri.
Il Festival si svolgerà dal 14 al 21 Settembre ad Assisi, città gioiello dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, non unicamente per la bellezza e l’importanza del paesaggio e dell’architettura, ma anche per il forte messaggio di pace e tolleranza universali che da San Francesco in poi non ha smesso di incarnare. Da non dimenticare, inoltre, l’alto compito che la città è stata chiamata a svolgere: dal 1999, Assisi è “Biblioteca depositaria”di tutti i documenti dell’ONU.
La Manifestazione si fa carico di diffondere la cultura della Pace, della Cooperazione Internazionale e dell’educazione ambientale e alimentare, attraverso convegni e tavole rotonde, come attraverso l’arte e la musica, linguaggi universali e da sempre veicolo privilegiato per la comunicazione interculturale.
Per l’apertura, che avverrà Lunedì 14 Settembre, è prevista l’inaugurazione dell’installazione multimediale “L’impegno di conoscersi” dell’artista Franco Picciafoco, da sempre impegnato nella ricerca interiore attraverso l’arte della fotografia e la sperimentazione di nuove tecniche.
Durante la serata avverrà la proiezione video “Il profumo del Tulipano Rosso” – Un viaggio alla conoscenza dal Marocco – realizzato da Michela Meloni e Paolo Paoloni, che da anni si dedicano alla fotografia artistica, e, durante l’intervallo, i presenti potranno partecipare alla Cerimonia del Tè, tenuta da Mustapha El Azzab, Presidente della Comunità Marocchina Umbra.
Mercoledì 16 Settembre, in occasione della serata Guitar Night, Paolo Giordano, già premio InSound come miglior chitarrista acustico italiano, si esibirà in un concerto dal vivo nella Sala della Conciliazione del Palazzo Comunale di Assisi.
Venerdì 18 Settembre si aprirà il Weekend Ecologico, evento giunto alla sua nona edizione. Tema della giornata sarà il “Rapporto Uomo-Ambiente”. Nella mattina, si svolgerà il Convegno “Educazione ed Etica Ambientale”, quest’anno incentrato sul tema “Astronomia e Ambiente”, in sintonia con la proclamazione del 2009 quale “Anno Internazionale dell’Astronomia” da parte delle Nazioni Unite. Tra i numerosi partecipanti, si segnala la presenza del Prof. Mario Salomone, membro del World Environmental Education Association, oltre che docente all’Università di Bergamo. Seguirà la proiezione del video “Il fascino del cielo buio”, al termine del quale sarà effettuata la visita agli stands espositivi allestiti con prodotti tipici e biologici presso l’Ex Pinacoteca del Palazzo Comunale di Assisi, con degustazioni guidate, realizzate in collaborazione con l’IPSSAR – Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione di Assisi.
In serata, il Festival Internazionale per la Pace proporrà il concerto “Jazz for Peace” con il “Daniele Malvisi Jazz Quartet” che presenterà un lavoro musicale ispirato e dedicato ai grandi personaggi della Pace come M.L. King, Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Mahatma Ghandi, oltre ad alcuni brani del suo nuovo lavoro discografico “Storie Nascoste”, omaggio alle grandi personalità del giornalismo internazionale.
La giornata di Sabato 19 Settembre, la seconda del Week-End Ecologico, sarà dedicata ad Alimentazione, Prevenzione e Salute. Nella Sala della Conciliazione del Palazzo Comunale di Assisi, si terrà il terzo convegno “Guadagnare Salute – La Salute Conviene”, con la partecipazione di delegazioni studentesche degli istituti scolastici della Regione. Tra gli illustri partecipanti ricordiamo il Prof. Vittorio Silano, Presidente della Commissione Scientifica Europea EFSA – European Food Safety Authority e il Dott. Giuseppe Ambrosio, Capo di Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e i Professori Tommaso Sediari e Roberto Coli, dell’Università degli Studi di Perugia. Farà seguito la visita agli stands espositivi e le degustazioni guidate delle “Ricette per la Salute”, introdotte dalla Prof.ssa Bianca Maria Tagliaferri, Dirigente Scolastico dell’IPSSAR di Assisi.
In serata, la manifestazione prevede l’ormai classico concerto “Artisti Uniti per la Pace”, che attraverso una selezione di giovani talenti e differenti generi musicali offrirà uno spettacolo di alto livello. Sul palco del Teatro Pro Civitate Christiana-Cittadella Paola Venturini, si esibiranno il “Jazz Duo” formato da Sergio Corbini e Luciana Petti, i “Path of Destiny”, duo costituito da Massimo Onofri e Jacopo Bazzarri, il duo acustico “Less is more”con Michele Rosati e Sara Belia e la cantante Arianna Rossetti. Ospite speciale sarà Marco Masini, che riceverà il premio “Artista per la Pace 2009” quale riconoscimento al suo costante impegno sociale.
La terza giornata del Weekend Ecologico, Domenica 20 Settembre, propone l’VIII Passeggiata Ecologica sul Monte Subasio, per promuovere l’attività fisica, valorizzare il territorio e la difesa dell’ambiente. I partecipanti saranno accompagnati da esperti escursionisti, botanici e geologi, che durante il percorso illustreranno le peculiarità naturalistiche del territorio.
Il Festival Internazionale per la Pace si concluderà Lunedì 21 Settembre, con la celebrazione della Giornata Mondiale dedicata alla Pace e alla Non violenza indetta dalle Nazioni Unite. Durante la mattinata, nell’ambito della Tavola Rotonda sul tema “Pace – Diritti Umani – Cooperazione Internazionale” si terrà il IV Convegno “Immigrazione, Integrazione e Dialogo Interculturale”, con la partecipazione del Dott. Damiano Stufara, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Umbria, della Prof.ssa Stefania Giannini, Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, della Prof.ssa Anna Baldinetti, della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia e del Dott. Alfonso Campana, Responsabile del Coordinamento Rifugiati e Migranti di Amnesty International.
Alle ore 18, contemporaneamente alla “Peace Bell Special Ceremony” delle Nazioni Unite, nella quale il Segretario Generale Ban Ki-moon suonerà la Campana della Pace, in Assisi verrà suonata la Campana della Torre del Palazzo del Capitano del Popolo, sede dell’Ufficio per il Sostegno alle Nazioni Unite e della Biblioteca depositaria dei documenti dell’ONU.
La manifestazione si chiuderà con il “Concerto Straordinario per la Pace e l’Ambiente”, con l’esecuzione dell’oratorio drammatico in tre parti “Angela da Foligno”, per voci recitanti, cori e orchestra, del Maestro contemporaneo Carlo Pedini, che avrà luogo nella magnifica Basilica Superiore di San Francesco.
Gianni Mura crea la camicia su misura e ciò che ne segue sembra un effetto mediatico. Non lo è. È solo un’altra formula vincente dello stilista che, ancora una volta, trova un riscontro eccellente e una risposta spontanea alla nostra intervista.
“Il successo arriva perché quello che faccio risponde ai canoni di tutte le persone e, in questo caso, intendo tutte quelle che si rivolgono a me, ma interpretando se stessi. Da parte mia, ho solo proposto i modelli di base senza schemi, ma con libertà di spaziare a seconda della propria fantasia. La risposta non si fa attendere”, assicura lo stilista, “e ho scoperto che i veri protagonisti sono loro, sono i miei clienti. Questa unicità li ha coinvolti e, in quanto a estro, sono gli interlocutori ideali del mondo creativo. Una vera risorsa umana. Ognuno aggiunge qualcosa di suo e, ognuno aggiunge stile allo stile. Un patrimonio di assoluto talento da dove, io stesso, spesso, attingo. Ho introdotto questa formula pensando di arricchire le persone”, continua Gianni Mura, “ma mi rendo conto che sono loro ad arricchire me. D’altra parte, la compravendita non mi è mai interessata e mi inorgoglisce constare che a pochi mesi dal debutto si creano già delle liste di attesa”, conclude.
In principio era la cravatta a catturare la creatività dello stilista. Modelli classici e altri che, con i loro colori, sembravano sfidare la luce del sole. Alcuni parevano eccessivi, ma tra le varie tendenze di stile c’è chi ama le tinte forti.
Inoltre, sappiamo bene che Gianni Mura non ha mai trascurato il classico eccellente. Disegnare, tessere, confezionare è stata e continua ad essere la sua parola d’ordine. Un’attività, la sua, che, come egli stesso afferma, coinvolge più persone di quanto si potesse pensare.
Ma Gianni Mura stupirà ancora. Si vedono già brillare i successi delle sua prossima uscita. Gli chiediamo: ci sarà qualche nuovo capo di abbigliamento nel prossimo futuro? “C’è”, risponde, “e c’è un team di giovani creativi pronto a entrare in campo. Ma, ora, non chiedetemi altro. Intendo godermi questo momento. Inoltre, voglio gestire ogni cosa con rigore senza trascurare nulla. Sarebbe come trascurare un figlio a beneficio di un altro. E, poi, ci vogliono i tempi ed è per questo che la mia partner mi vieta di anticipare alcunché”.
Il Centro Italiano di Chirurgia Estetica, struttura all’avanguardia per attrezzature, personale altamente specializzato e assistenza al paziente, è stato scelto da Cytori, leader mondiale nella medicina rigenerativa, nella chirurgia cardiovascolare e in ortopedia, in qualità di Centro Pilota Italiano di Formazione Medica, diretta dal responsabile scientifico Dottor Domemico De Fazio, per lo sviluppo di una innovativa tecnica di chirurgia estetica che utilizza le cellule staminali autologhe del tessuto adiposo (estratte dallo stesso corpo nel quale vengono reimpiantate, in modo etico, legale e sicuro) nel campo della chirurgia plastica. La nuova tecnologia opera attraverso un’apposita lipoaspirazione, prelevando tessuto adiposo dal paziente, tessuto che, dopo essere stato trattato allo scopo di ricavarne cellule staminali autologhe, viene reintrodotto per riempire volumi, correggere difetti o per ricostruire tessuti. La tecnologia è finalizzata all’aumento del seno, al ringiovanimento del viso e delle mani, all’aumento dei glutei e alla chirurgia ricostruttiva. Il risultato è naturale al 100% in quanto il grasso assume l’identica struttura del tessuto in cui viene reimpiantato e, soprattutto, perché viene eliminato il ricorso all’utilizzo di protesi, scongiurando sia qualsiasi tipo di complicanze (infiammazioni o rigetti) e sia l’insorgere di cicatrici. La clinica del Centro Italiano di Chirurgia Estetica di Reggio Emilia, diretta dal Responsabile Sanitario Dottor Ezio Gullì, osserva appositi parametri di qualità: oltre a essere punto di riferimento in Italia e in Europa nel campo della chirurgia plastica e a vantare un Protocollo Personalizzato di Sicurezza Operatoria unico in Italia, garantisce un livello di assoluta professionalità per la parte anestesiologica, per l’alta qualità della sicurezza pre e post operatoria e, in particolare, per l’assenza di dolore per il paziente, un indubbio valore aggiunto garantito dalla perizia dell’anestesista. L’innovativa attività di formazione del Centro Pilota Italiano di Formazione Medica incentrata sulla tecnica Cytori è iniziata nel mese di Marzo e ha già visto attivamente coinvolti 2 importanti chirurghi provenienti da Paesi esteri, di cui 1 russo e 1 ceco. Il Centro, dotato di 2 sale operatorie, di 8 confortevoli sale di degenza e di 1 sala di terapia intensiva, abbina l’alta professionalità del personale all’assoluta modernità della propria clinica: un ambiente all’avanguardia in cui l’innovativa attività di formazione rappresenta un ulteriore e significativo valore aggiunto sia per l’aggiornamento che per la specializzazione professionale di chi opera a livello chirurgico.
Per informazioni: www.aumentodelseno.info Centro Italiano di Chirurgia Estetica presso il Centro Medico Lazzaro Spallanzani
Via F.lli Cervi, 75/B – 42100 Reggio Emilia
Direttore Sanitario Dr. Ezio Gullì
Il blog OlioBiologicoCasalino, fin dalla propria attivazione on line avvenuta per volontà dell’Antica Tenuta Il Casalino, ha dedicato uno spazio significativo ai temi dell’affidabilità alimentare, con particolare riferimento al prodotto olio extravergine di oliva.
Coerentemente con tale attenzione e al fine di offrire un ulteriore contributo di riflessione sulla sicurezza alimentare dell’olio extravergine di oliva, l’ufficio stampa dell’Antica Tenuta Il Casalino ha realizzato uno specifico sondaggio dal titolo “Italiani & Olio Alimentare“, interpellando via e-mail un campione composto da 200 consumatori italiani accomunati dall’essere lettori abituali del blog aziendale. La ricerca si è tenuta nel primo bimestre 2009. “Abbiamo ritenuto interessante”, sottolinea Mirco Ragni, responsabile commerciale dell’Antica Tenuta Il Casalino, “esplorare tramite apposito questionario e ricorrendo al semplice mezzo e-mail quello che è il sentiment prevalente tra i nostri lettori e consumatori in merito sia al prodotto extravergine di oliva che al tema della qualità alimentare”. I risultati del sondaggio confermano non soltanto il ruolo svolto a tavola dal prodotto olio extravergine di oliva, ma anche come sia crescente l’attenzione da parte dei consumatori verso i temi, sempre più attuali, della qualità alimentare.
Dopo la cospicua raccolta autunnale e l’accurata molitura delle olive con metodi tradizionali, il nuovo olio biologico extravergine di oliva prodotto dall’Antica Tenuta Il Casalino è disponibile sul mercato.
“Come azienda, siamo particolarmente soddisfatti non soltanto della quantità, ma anche e soprattutto dell’ulteriore salto di qualità della nostra produzione”, afferma Mirco Ragni, responsabile commerciale dell’azienda assisana, “già diversi dei nostri clienti ci hanno espresso un particolare apprezzamento per aver confermato il nostro deciso orientamento verso la qualità”.
Per il 2009, tra i programmi marketing in fase di realizzazione da parte dell’azienda biologica umbra, viene rafforzata l’attenzione verso specifici segmenti di clientela a loro volta orientati verso il concetto della qualità e della buona tavola: oltre ai consumatori privati, ristoranti e boutique gastronomiche.
“Riteniamo che vi siano ulteriori ambiti di mercato per il nostro olio extravergine di oliva da agricoltura biologica”, sottolinea Mirco Ragni, “ambiti che intendiamo raggiungere, restando saldamente ancorati alla nostra mission prioritaria fondata sulla qualità, sull’affidabilità e sulla tipicità alimentare del nostro prodotto”.
L’azienda umbra, inoltre, conferma il suo impegno sul versante dell’informazione e della sensibilizzazione incentrate sulla qualità dell’olio extravergine di oliva continuando nell’ampliamento dei contenuti del proprio blog “Olio Biologico Casalino“, già on line da alcuni mesi.
L’Antica Tenuta Il Casalino, azienda umbra produttrice di olio extravergine di oliva da agricoltura biologica, ha attivato on line un proprio blog per contribuire attivamente a diffondere la cultura della qualità e dell’olio per uso alimentare.
All’interno del blog “OlioBiologicoCasalino”, aggiornato periodicamente a cura dell’ufficio stampa dell’Antica Tenuta Il Casalino, i lettori possono già trovare informazioni sulle proprietà e sulle caratteristiche del prodotto, consigli utili per il suo miglior utilizzo in cucina, interessanti notizie sul settore e altri contenuti che non mancheranno di suscitare interesse.
“Il blog si affianca al nostro sito aziendale“, dichiara Mirco Ragni, responsabile commerciale dell’Antica Tenuta Il Casalino, “ma non allo scopo di esserne un clone: infatti, tramite il blog stesso, intendiamo sia impegnarci sul versante della promozione culturale dell’olio extravergine di oliva che andare incontro ai consumatori/navigatori avvalendoci di una modalità on line semplice e informale, ma, allo stesso tempo, ricca di informazioni di immediata utilità“.
L’indirizzo del blog, realizzato su piattaforma WordPress dall’ufficio stampa dell’Antica Tenuta Il Casalino, è www.oliobiologicocasalino.wordpress.com.
ADP è una multinazionale americana quotata a New York, con più di 9 miliardi di dollari di fatturato e 560.000 clienti in tutto il mondo. Si occupa della gestione amministrativa del personale aziendale: gestisce in outsourcing gli stipendi, i benefit, le pensioni, gli straordinari, i periodi di malattia e tutti gli altri aspetti contrattuali legati ai lavoratori dipendenti. Presente anche in Italia, dove si occupa del pagamento di circa 600.000 stipendi ogni mese, ADP è dotata di una ampia visione del mondo del lavoro a livello globale. L’outsourcing dell’amministrazione del personale garantita da ADP non consente soltanto di risparmiare sul versante dei costi, ma anche di avere un costo fisso, prevedibile e relativamente contenuto ogni mese dell’anno. Inoltre, per le aziende clienti, non ci sono costi imprevisti e straordinari, non si incorre in multe per avere presentato una documentazione non più conforme alle normative o oltre le scandenze stabilite. Grazie al servizio dell’ADP, il direttore del personale aziendale non deve più occuparsi di pagare gli stipendi, ma può dedicarsi a operazioni più strategiche. Il costo aggiuntivo di un nuovo dipendente diventa prevedibile, è proporzionale e non più esponenziale: infatti, oltre un certo numero di dipendenti, l’azienda non è più costretta ad assumere nuove risorse umane da inserire nell’ufficio amministrativo. Infine, se un’impresa opera all’estero, molto spesso, pagare gli stipendi diventa un’operazione complessa e molto rischiosa, mentre per l’outsourcer, specialmente per un soggetto internazionale come ADP, ciò non comporta problemi di sorta.
ADP sviluppa e consolida nuove modalità per la gestione amministrativa esterna delle risorse umane, in un’ottica di innalzamento della performance aziendale: un link concreto tra gestione amministrativa puntuale e contenimento dei costi, aspetti sempre più centrali per la vita dell’azienda moderna.
L’Antica Tenuta Il Casalino, azienda umbra produttrice di olio extravergine di oliva, conferma la propria totale adesione ai valori insiti nel rispetto delle normative che regolano le coltivazioni da agricoltura biologica. Da anni, infatti, in virtù del convinto impegno profuso dalla proprietà, l’azienda assisana ottiene la significativa certificazione ICEA, come disposto dal Regolamento CEE 2092/91 e dal D.M. 220/95, attestante la totale conformità ai parametri del metodo di produzione biologica. “Su base trimestrale“, dichiara Mirco Ragni, responsabile commerciale dell’azienda, “le nostre coltivazioni vengono sottoposte a rigorose visite ispettive relative, in particolare, ai prodotti impiegati per la fertirrigazione e per la concimazione. Dal 2003, da quando abbiamo fatto ingresso nel sistema di controllo ICEA, la nostra azienda ha sempre confermato la totale corrispondenza ai parametri fissati dalla legge: ciò, oltre a essere per noi un riconoscimento di assoluto valore e una gratificazione, è anche una garanzia di qualità per i nostri clienti“. Nell’attuale scenario dei prodotti alimentari, l’agricoltura biologica non è soltanto un metodo di produzione che rispetta la salute dell’uomo e dell’ambiente, ma anche un modello di sviluppo sostenibile capace di valorizzare la qualità delle risorse che stanno alla base del miglior food and beverage tipico proprio del Made in Italy, comparto nel cui ambito l’Antica Tenuta Il Casalino sta ottenendo significativi apprezzamenti indirizzati al proprio modo di produrre biologico.
Localizzata nelle rigogliose e incontaminate colline assisane, l’azienda umbra Antica Tenuta Il Casalino produce olio extravergine di oliva da agricoltura biologica. Ispirata alle più antiche tradizioni proprie della genuinità alimentare, argomento sempre attuale e che suscita una crescente attenzione da parte dei consumatori italiani, l’Antica Tenuta Il Casalino rappresenta un vero e proprio esempio di eccellenza nella qualità del prodotto. Ne parliamo con Mirco Ragni, titolare e responsabile commerciale dell’azienda olearia umbra.
– Come è nata l’idea di investire nel settore dell’olio biologico?
“L’idea di investire nel settore dell’olio biologico scaturisce dal fatto che la coltivazione degli ulivi, per un umbro, è un qualcosa a livello cromosomico: io sono nato e cresciuto godendo dei panorami di questa splendida regione, formati per la maggiore da colline brulicanti di ulivi, godendo del senso di pace e di tranquillità che trasmettono queste antichissime piante con i loro colori tenui e delicati, oltre al ricordo degli odori e soprattutto sapori dell’olio di oliva che hanno accompagnato la mia infanzia e che mi accompagnano tuttora”.
– Ci parli della zona di coltivazione…
“La zona di coltivazione è costituita da un terreno calcareo tipico della zona, esposto a sud/ovest, a circa 7 chilometri dal centro storico di Assisi. L’uliveto si sviluppa su circa 7 ettari di terreno collinare da cui si gode una bellissima visuale sulla pianura umbra fino a Perugia, visibile con il suo caratteristico profilo. Inoltre, si tratta di un terreno ottimo per la coltivazione degli ulivi”.
– L’olio biologico della Tenuta Il Casalino ha ottenuto certificazioni particolari?
“L’olio biologico il casalino è certificato ICEA Cod. op: IT ICA LA74 per la produzione secondo il metodo dell’agricoltura biologica Reg. CEE 2090/91. L’azienda inoltre è iscritta all’A.I.A.B. umbra, Associazione Italiana Agricoltura Biologica”.
– Quali sono le caratteristiche più importanti della vostra produzione?
“L’olio biologico Il Casalino ha un sapore fruttato e decisamente armonico, il colore è limpido e abbastanza denso di colore verde smeraldo. La coltivazione è costituita principalmente da ulivi di qualità moraiolo, leccino e frantoio. L’incidenza del moraiolo supera il 60% delle piante presenti, dato necessario per il riconoscimento del DOP, altra importante certificazione che l’azienda si appresta ad ottenere”.
– Quali sono le tipologie dei vostri clienti?
“Al momento, i nostri clienti sono di diversa tipologia. Oltre a piccoli negozi locali, vendiamo ad agriturismi, ristoranti e aziende che utilizzano il nostro olio per regali di rappresentanza e a privati che hanno conosciuto e apprezzato il nostro prodotto”.
– Perché olio biologico e non olio non biologico?
“La scelta di produrre olio biologico è nata per un’idea di genuinità che è sempre stata nel mio modo di pensare da quando ho iniziato ad avvicinarmi all’agricoltura in genere e in particolare alla produzione di olio extravergine di oliva. Inoltre, già il prodotto in sé fa pensare a qualcosa che non potrebbe essere altro se non sano, puro, genuino e, quindi, biologico”.
– Quali sono i vostri programmi per il futuro?
“Principalmente, i nostri programmi per il futuro consistono sia nell’ampliamento della produzione che nella commercializzazione del nostro olio anche al di fuori della nostra regione. Inoltre, intendiamo produrre anche frutti biologici diversi: infatti, sono già stati impiantati 100 noci biologici che saranno produttivi dal 2010 in poi e un frutteto di circa 50 piante di diverse qualità di frutti”.
L’Antica Tenuta Il Casalino, azienda agricola produttrice di olio extravergine di oliva da agricoltura biologica, focalizza la propria strategia di mercato sulla ristorazione e sulle boutique gastronomiche di alta qualità.
“Da quando abbiamo lanciato il nostro prodotto sul mercato e dopo un’approfondita analisi, abbiamo individuato alcune ulteriori e specifiche aree targets che presentano un’alta potenzialità per la particolare tipologia del nostro olio extravergine di oliva“, afferma Mirco Ragni, responsabile commerciale dell’azienda, “e siamo profondamente convinti che il duplice canale della ristorazione di alto livello e dei punti vendita specializzati in food and beverage di alta qualità rappresenti un’opportunità estremamente interessante e, soprattutto, qualificata. Dico qualificata perché ritengo si tratti di operatori commerciali che si impegnano sempre di più nel valorizzare la loro offerta al pubblico, specialmente in un periodo come quello attuale, in cui crescono le aspettative di tantissimi consumatori che si dimostrano sempre più esigenti e attenti in tema di qualità e di affidabilità alimentare“.
Ed è sulla base di tale considerazione che, oltre all’attenzione tradizionale di mercato rivolta direttamente dall’Antica Tenuta Il Casalino a quei clienti privati che confermano il loro interesse nell’utilizzo di prodotti alimentari particolarmente certificati e affidabili, l’azienda ha deciso di proporre il proprio olio extravergine di oliva biologico ad ampi targets di ristoranti e di punti vendita specializzati di alto livello, in sintonia sia con la sua mission che con l’orientamento costante verso la qualità.
L’Assisi Festival edizione 2008, organizzato dall’Associazione Culturale “United Artists for Peace”, in collaborazione con il Comune di Assisi, quest’anno si terrà dal 13 al 21 Settembre. La manifestazione, che comprende il XIII “Festival Internazionale per la Pace” e l’VIII “Weekend Ecologico”, si avvale di numerosi riconoscimenti, tra i quali l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il Patrocinio di numerosi Ministeri. Il Festival si propone di promuovere la cultura della Pace, della Cooperazione Internazionale, dell’Educazione Ambientale e Alimentare attraverso seminari, tavole rotonde, mostre di arte visiva e concerti serali di alto livello artistico-culturale nella città di Assisi, che più di ogni altra rappresenta questi stessi valori a livello mondiale. Come nelle precedenti edizioni, la musica verrà presentata nei vari generi, con artisti nazionali ed internazionali accomunati dalla condivisione dei valori di Pace, Solidarietà ed Ecologia. L’edizione 2008 si apre Sabato 13 Settembre con l’inaugurazione, alla presenza delle autorità comunali, della mostra “I Mandala della Pace” – in collaborazione con “Kotoba de Art” dal Giappone e con l’esibizione dell’opera pittorica “Ab aeterno – la Pace è nelle nostre mani”, della pittrice Vera D. Greiner. In serata, è previsto il concerto “Blues for Peace”, omaggio a Jimi Hendrix, del noto chitarrista Andrea Braido, nella Piazza del Comune. Domenica 14 Settembre, presso la chiesa di Santa Maria Maggiore, si terrà lo “Stabat Mater” di G. Rossini, per voce recitante e orchestra di fiati, eseguito dall’Orchestra Sinfonica Giovanile Europea diretta dal Maestro Francesco Gilio, con la partecipazione dell’attore Sergio Nicolai. Lunedì 15 Settembre, tra gli spettacoli di musica classica in programma, è previsto presso la Sala Norsa un concerto dedicato a Frédéric Chopin, grande compositore del periodo romantico, con la partecipazione della pianista Donatella Carlotti. Il concerto sarà preceduto da una presentazione sulla musica nel Romanticismo. Nell’ambito della musica etnica, Martedì 16 Settembre, presso il Teatro Metastasio, si terrà il concerto “The World of Sitar – Ancient Tradition from India”, con la partecipazione del maestro Sageer Khan al sitar e Rashmi V. Bhatt alle tabla, che presentano la musica classica del nord dell’India con le sue ricche sonorità. Tra i grandi talenti del panorama musicale italiano, Mercoledì 17 Settembre, il Festival presenta la bassista jazz Paola Venturini, che si esibirà nel “Bass & Voice Recital”, presso la Sala della Conciliazione del Palazzo Comunale di Assisi. Giovedì 18 Settembre, in occasione del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, si terrà un seminario su “Pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale”, focalizzando l’attenzione su “Immigrazione, Integrazione e Dialogo Interculturale”. In serata, come nelle passate edizioni, presso la Piazza del Comune si terrà il concerto “Artisti Uniti per la Pace”, che prevede l’esibizione di giovani talenti nei vari generi musicali, tra i quali gli artisti internazionali Esther Bertram e Howard Tonkin, e la partecipazione, in qualità di ospite speciale, del noto cantautore Gianluca Grignani, al quale verrà conferito il premio “Artista per la Pace 2008” per il suo impegno e la sensibilità verso le tematiche sociali e ambientali. Le ultime tre giornate dell’Assisi Festival sono dedicate all’VIII edizione del Weekend Ecologico, evento che prevede seminari dedicati all’educazione ambientale ed alimentare, presso la Sala della Conciliazione, e – per tutta la durata della manifestazione – stand espositivi e degustazioni guidate di prodotti tipici e biologici, presso la Sala delle Volte del Palazzo Comunale di Assisi. Il Weekend si apre la mattina di Venerdì 19 Settembre con il seminario dedicato al Rapporto Uomo-Ambiente, che tratterà in particolare i temi relativi a “Clima – Ambiente – Sviluppo Sostenibile”. In serata, presso la Sala Norsa del Sacro Convento di San Francesco, verrà presentata la nuova opera musicale del compositore Antonio Rossi, dedicata all’Umbria e al suo paesaggio, con l’autore al pianoforte, Marco Becchetti al violoncello, Valeria Puletti come voce solista, accompagnati dal quartetto d’archi “Linea d’Aria” e dal gruppo vocale “Libercantus”. Nella mattina di Sabato 20 Settembre, giornata dedicata all’educazione alimentare, si terrà un seminario-tavola rotonda su “Prevenzione – Sicurezza Alimentare – Salute”; nel pomeriggio è previsto il II° convegno “Guadagnare salute – la salute conviene” in cui verrà presentata la prima fase del progetto “Menù e Ricette per la Salute”, linea salutistica basata sulla dieta mediterranea. Il progetto pilota, che parte dall’Umbria per poi diffondersi a livello nazionale, si avvale del supporto di un prestigioso Comitato Scientifico presieduto dal Prof. Vittorio Silano, presidente della Commissione Scientifica Europea dell’EFSA – European Food Safety Authority. Al convegno seguirà una serata di gala, con degustazione di “Menù e Ricette per la Salute”, realizzati dai cuochi di Alma – Scuola Internazionale di Cucina Italiana, con la collaborazione dell’IPSSAR – Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione – di Assisi. È prevista la partecipazione speciale del noto chef Gualtiero Marchesi. La mattina di Domenica 21 Settembre si terrà la VII edizione della “Passeggiata Ecologica” sul Monte Subasio, evento finalizzato alla promozione dell’attività fisica, alla difesa dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio, con la partecipazione di numerose associazioni sportive e ambientaliste. L’Assisi Festival si conclude con la celebrazione del 21 Settembre, giornata mondiale indetta dalle Nazioni Unite dedicata alla Pace e alla Non-violenza (IDP – United Nations International Day of Peace), realizzata in collaborazione con la SIOI – Società Italiana Organizzazione Internazionale – e con l’Ufficio per il Sostegno alle Nazioni Unite del Comune di Assisi. Per l’occasione verrà conferita la cittadinanza onoraria di Assisi all’Ambasciatore Umberto La Rocca, Presidente della SIOI e già membro permanente presso l’organizzazione delle Nazioni Unite. Nel corso della giornata, in sintonia con la “Peace Bell special ceremony” delle Nazioni Unite, in cui il Segretario Generale Ban Ki-moon suonerà la Campana della Pace, per inaugurare a New York la Giornata Internazionale della Pace, contemporaneamente in Assisi verrà suonata la campana della torre del Palazzo Capitano del Popolo, sede dell’Ufficio per il Sostegno alle Nazioni Unite e della Biblioteca depositaria dei documenti dell’Onu. A conclusione della giornata, nella splendida cornice della Basilica Superiore di San Francesco, avrà luogo un “Concerto Straordinario per la Pace e l’Ambiente”, con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Regionale del Molise, diretta dal M° Franz Albanese.
La tendenza per i colori esagerati lo accompagnano da sempre come fosse obbligo brillare di luce propria. Innovativo per indole, creatore per diletto, produttore per scommessa. Stiamo parlando di Gianni Mura, lo stilista sardo della cravatta, ora milanese per residenza. Lo incontriamo nel suo atelier di Via Torino. Intorno, cravatte con fantasie e colori per soddisfare tutte le esigenze. Ci soffermiamo sulla cravatta con il codino a vista e ci complimentiamo per lo stile, ma lui si affretta a mostrarci altri pezzi che tira fuori da un vicino cassetto. Si guarda intorno quasi volesse proteggerli da visioni estranee a questo suo stile. E quello stile, si sa, piacerà moltissimo o per niente. “Vi faccio gustare un estratto di questa collezione. Sono icone con pedigree, veri gioielli da annodare”, precisa. Notiamo che ogni pezzo è rigorosamente numerato e condito da una ricerca maniacale dei dettagli. “Un pezzo che interpreta insospettabili vezzi stilistici”, commentiamo. Gianni Mura sorride e chiarisce: “se i miei pezzi vengono acquistati con tanto entusiasmo significa che il mio lavoro è frutto di una passione condivisa. Soprattutto, sono pezzi che interpretano quella parte infantile e bizzosa che la vita frenetica di oggi sembra averci tolto. Due-in-uno incredibilmente – è proprio il caso di dirlo – entusiasmante. Ogni pezzo ha il fascino dell’unicità e può essere indossato in versione bizzosa per tornare classico in pochi secondi o viceversa”. Colori e fantasie senza risparmio. “Però ci vuole coraggio a indossare un pezzo così chiassoso”, azzardiamo. Ride, riconoscibile con quella sua cravatta che gioca al rialzo cromatico e ribatte “con i colori devi shockare. Nella vita di tutti i giorni siamo noi in passerella. E questa versione è il risultato molto nature di chi ha un carattere vulcanico. Ognuno potrà cogliere una sua sfaccettatura ed evidenziarne i riflessi per personalizzarli attraverso i colori. È fatta per quelle persone versatili che amano la vita e che vivono come piace a loro. La cravatta con il codino a vista è una protagonista senza età. È quell’archetipo un po’ dolce-vita e un po’ sorpasso che ogni uomo disinvolto e senza soggezioni sogna di indossare. La cravatta in sé resta a salvaguardia di una specie che a molti può apparire in via d’estinzione e che tirerebbe volentieri un sospiro di sollievo, ma così non è”, afferma Gianni Mura. “Chi è padrone della propria vita usa questo accessorio e non si lascia coinvolgere dalle mode scombinate del momento. Basta vedere come si conciano oggi determinate persone e come altre non facciano fatica a imitarle. Provate a osservarli, hanno l’incedere del gregge. Sono come un prodotto seriale. Schedati al supermercato. Nutriti con cibi di origine petrolchimica. Vestiti in modo fatiscente. E sono contenti così. Disinvolti e convinti di essere al passo con i tempi, si adagiano su quella moda che asseconda, in realtà, la loro inclinazione. È logico, quindi che, chi usa la cravatta va controcorrente perché è padrone del proprio io e gestisce se stesso in modo rispondente e autonomo. Penso a questa versione come un fuoco d’artificio: molto vivo, ma del tutto naturale ed è anche un modo per neutralizzare gli effetti del tempo e dello stress. Per questo, molti professionisti la indossano sul posto di lavoro in modo classico per poi ribaltarla in momenti di svago”. Di aspetto più giovane dei suoi 65 anni, Gianni Mura è un eccezionale buontempone. Incline alla battuta e al buonumore, è sempre pronto a fornire una dose supplementare di ironia. E sa anche stare con i piedi per terra. Alla domanda quanto ha contato essere tenace e, soprattutto, essere sardo, risponde: “devo molto a mia moglie. È una vera forza della natura. Devo ammetterlo, attraverso la sua personalità e intelligenza, ho espresso me stesso e trasformato i sogni in realtà. Sono innamorato della mia famiglia e delle mie cravatte. E in amore, si sa, tutto è più bello”.