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La dimensione del quotidiano di Carlos Mesters. Graphe.it edizioni

Graphe.it edizioni presenta La dimensione del quotidiano. Breve commento ai salmi del pellegrino di Carlos Mesters, una moderna chiave di lettura dei Salmi del pellegrino.

I salmi del pellegrino formano una serie di quindici salmi nel salterio (dal salmo 120 al 134). Sono salmi brevi. Il popolo li pregava nei pellegrinaggi, salendo verso il Tempio di Gerusalemme. Per questo erano detti anche cantici delle ascensioni. Dicevano: «Venite, saliamo sul monte del Signore» (Is 2,3); «Su, saliamo a Sion, andiamo dal Signore, nostro Dio» (Ger 31,6). Erano chiamati anche canti graduali o canti dei gradini, probabilmente a motivo della larga e maestosa scalinata di quindici gradini che dava accesso al Tempio di Gerusalemme. Da qui, forse, il perché la serie conta esattamente quindici salmi.

I pellegrinaggi a Gerusalemme si facevano tre volte l’anno, nelle tre grandi feste: la festa degli Azzimi o Pasqua, la festa del Raccolto o Pentecoste e le feste delle Tende o dei Tabernacoli (cfr Es 23, 14.17). Arrivavano a piedi dai luoghi più remoti della Palestina.

Il libro dei salmi fu completato nel IV o III secolo a.C. Difficile stabilire una data precisa. La serie dei salmi del pellegrino esisteva già prima del libro dei salmi e venne inserita nel libro stesso. I quindici componimenti sono di epoche e luoghi diversi. Alcuni, forse, di prima dell’esilio, all’epoca dei Re. La maggioranza, tuttavia, fu composta dopo l’esilio, verso il V o IV secolo a.C.

 Nonostante siano brevi i salmi del pellegrino nascondono una grande ricchezza. Sono un esempio concreto di come in quel tempo il popolo pregava e si metteva in contatto con Dio. Questi quindici salmi aiutavano il popolo a riconoscere le tracce di Dio nei fatti della vita dal momento che trasformavano tutto in preghiera, anche le cose più comuni della vita di ogni giorno. In maniera molto semplice, rivelano la dimensione del quotidiano.

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La dispensa delle spezie e delle erbe, Graphe.it edizioni

Graphe.it edizioni presenta La dispensa delle spezie e delle erbe. Cucinare con le spezie e le erbe aromatiche di Roberto Russo e Natale P. Fioretto.

Il libro si presenta come un interessante prontuario-ricettario, un aiuto per utilizzare al meglio spezie ed erbe che si trovano nelle nostre cucine.

Il profumato e misterioso mondo delle spezie è, da sempre, fonte di ispirazione non solo per narrazioni dai risvolti ora piccanti ora incantati, ma anche per i molti piatti che ogni giorno prepariamo per nutrirci. Nelle pagine del libro vengono presentate le spezie e le erbe aromatiche, le loro caratteristiche, i pregi e gli usi con alcune schede di approfondimento.

Il peperoncino (capsicum annuum), chiamato anche «capsico», «pepe cornuto» o «pepe rosso», è una pianta erbacea annuale, originaria del Messico e appartenente alla famiglia delle Solanacee. Ha fusto eretto, foglie strette di un bel colore verde, mentre i fiori bianchi presentano una particolare forma a stella con stami di colore giallo. Il frutto, ovvero il peperoncino vero e proprio, è una bacca che può avere colore rosso, verde o giallo e che ha dimensioni e forma diverse in base alla varietà. Ha forma bislunga e conica «a sigaretta», con l’apice appuntito e a volte ricurvo, oppure tondeggiante, «a ciliegia». Internamente possiede numerosi semi a forma di piccoli dischetti giallognoli, nei quali si

trova la maggior concentrazione di capsaicina.

Natale Fioretto

Docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi. Oltre a varie pubblicazioni, per la Graphe.it ha curato la traduzione in italiano delle opere di Mario Quintana.

Roberto Russo:

Nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing.

Graphe.it edizioni

Nata nell’estate 2005, la Graphe.it edizioni è il coronamento di un desiderio tanto profondo da poter essere catalogato come “sogno” e, come casa editrice, pur nella sua ridottissima dimensione, desidera coltivare i “sogni” nella vita di ogni giorno convinti che, come sosteneva A. Schopenhauer, la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. La Graphe.it edizioni si propone di dare voce a scrittori, esordienti o meno, che abbiano qualcosa da dire in “maniera nuova” e che, forse, non trovano ascolto… Opera in una dimensione che potremo definire “artigianale” – una decina di libri l’anno – che consente di instaurare rapporti umani prima ancora che professionali.

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Il crocifisso e l’Islam Dialogo fra due religioni di Paolo Quaglia Graphe.it edizioni

Graphe.it edizioni presenta Il crocifisso e l’Islam. Dialogo fra due religioni di Paolo Quaglia, un tentativo di dialogo tra la religione cristiana e quella musulmana, partendo dal simbolo della croce. Da un lato, Paolo Quaglia presenta l’origine dell’immagine del crocifisso nella cultura cristiana, il suo occultamento nei primi secoli, il suo rifiuto da parte degli iconoclasti e la sua ricomparsa nel periodo carolingio. Dall’altro lato l’autore espone la nascita della religione islamica, evidenziano le cause che hanno portato i musulmani all’avversione nei confronti di ogni raffigurazione di persone o cose realmente esistenti.

Un dialogo tra due religioni, quello proposto nel libro, che si traduce anche in un aiuto per quanti vogliano conoscere gli insegnamenti fondamentali dell’Islam e un invito ai musulmani a tollerare quanto proviene da religioni e culture diverse.

Solo chi comprende è meno propenso a condannare. La comprensione è il primo passo verso la tolleranza ed è ciò che attesta il raggiungimento di un certo grado di civiltà.

 È necessario precisare che in quel periodo esistevano molte diversità tra Oriente e Occidente, soprattutto perché i popoli vivevano nell’isolamento e le comunicazioni erano scarse. Mentre i teologi occidentali ponevano l’accento sul momento più drammatico della vita di Cristo, cioè la crocifissione, al centro dell’attenzione della teologia bizantina c’era invece l’incarnazione, vista come riconciliazione di Dio con l’umanità. In particolare, per quanto riguarda la seconda persona della Trinità, nella Chiesa occidentale si sottolineava la cristologia, mentre in quella orientale la pneumatologia. Così, se in Occidente dominava l’immagine della crocifissione, in Oriente dominava quella della Pentecoste.

Paolo Quaglia, astigiano, ha conseguito la laurea in Filosofia teoretica presso l’Università di Torino. Ha pubblicato saggi e recensioni sulla rivista Filosofia dell’Università di Torino ed è anche anche autore di alcuni studi pubblicati da diverse case editrici.Per la Graphe.it edizioni Paolo Quaglia ha pubblicato il libro Il crocifisso e l’Islam. Dialogo fra due religionie ha tradotto il libro di E. R. Wierenga, La natura di Dio. Un’indagine sugli attributi divini.

Graphe.it edizioni

Nata nell’estate 2005, la Graphe.it edizioni è il coronamento di un desiderio tanto profondo da poter essere catalogato come “sogno” e, come casa editrice, pur nella sua ridottissima dimensione, desidera coltivare i “sogni” nella vita di ogni giorno convinti che, come sosteneva A. Schopenhauer, la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. La Graphe.it edizioni si propone di dare voce a scrittori, esordienti o meno, che abbiano qualcosa da dire in “maniera nuova” e che, forse, non trovano ascolto… Opera in una dimensione che potremo definire “artigianale” – una decina di libri l’anno – che consente di instaurare rapporti umani prima ancora che professionali.

www.graphe.it


Il crocifisso e l’Islam
Dialogo fra due religioni

Paolo Quaglia

Stampato su carta riciclata

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Graphe.it edizioni presenta L’etica sacramentale nell’opera di Dostoevskij di Saverio Finotti

Lo studio di Saverio Finotti approfondisce un argomento piuttosto nuovo nel panorama culturale in generale e di quello teologico in particolare: l’etica sacramentale.

La trattazione dell’etica sacramentale attraverso l’opera di Dostoevskij serve per rendere più chiara la materia stessa. Infatti la notorietà di Dostoevskij è garanzia per la sua storia che appare agli occhi nostri come un vero e proprio romanzo intendendo con questo termine l’impressione che la sua vita, come quella dei suoi personaggi, abbia un senso chiaro solo al termine di un preciso e travagliato percorso e che qualcuno e non lui stesso, sia il timoniere dei fatti della sua esistenza.

L’insieme degli avvenimenti della vita di ciascuno forma la storia ed essa si rivela come salvifica nel suo stesso dispiegarsi, in quanto aperta sempre a nuove possibilità che rimandano a un senso pieno e ultimo. In questo dispiegarsi storico l’etica assume un ruolo fondamentale; essa contempla il valore dell’agire umano come giustizia e come liberazione: il primo aspetto ne determina l’origine e il secondo il fine.

In un momento storico come il nostro in cui la teologia morale è chiamata a recuperare il suo statuto propriamente teologico, ossia di un discorso che parla di Dio, l’opera di Saverio Finotti è opportuna perché la sacramentalità dell’etica di cui tratta il testo non fa riferimento ai sette sacramenti della Chiesa, ma alla trasparenza del Dio rivelatosi in Gesù Cristo, che ogni proposta morale che si vuol chiamare cristiana deve mediare.

Il presente volume è un esercizio di intertestualità perché va dalla Sacra Scrittura alla letteratura russa dell’Ottocento, e invita a non accontentarsi di risposte facili sull’agire del credente nel mondo, ma a cercare e a trovare misticamente il modo di dare alla storia una valenza salvifica, come fanno i personaggi di Dostoevskij, che non trovano la giustificazione dell’esistenza in se stessi, ma in una assunzione solidale della sofferenza propria e del mondo. In questo senso lo studio di Saverio Finotti non soddisferà chi cerca una risposta semplice, ma aiuterà chi è orientato alla ricerca del senso. È, dunque, un invito alla lettura e un rimando ad andare al di là del testo per trovare nella vita «il richiamo vigoroso all’originalità del comportamento di fede». Un’originalità della quale il nostro mondo invecchiato e in crisi ha bisogno.

Diego Alonso Lasheras, docente di Teologia morale presso l’Università Gregoriana.

Saverio Finotti (Milano, 1969)

Sacerdote, è licenziato in Teologia e Dottore presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.

È docente di antropologia teologica nella sede di Ferrara della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.

Dal 2000 svolge anche il servizio di parroco.

Con la Graphe.it edizioni ha pubblicato L’uomo immagine di Dio in Salita e Notte di san Giovanni della Croce.

Graphe.it edizioni

Nata nell’estate 2005, la Graphe.it edizioni è il coronamento di un desiderio tanto profondo da poter essere catalogato come “sogno” e, come casa editrice, pur nella sua ridottissima dimensione, desidera coltivare i “sogni” nella vita di ogni giorno convinti che, come sosteneva A. Schopenhauer, la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. La Graphe.it edizioni si propone di dare voce a scrittori, esordienti o meno, che abbiano qualcosa da dire in “maniera nuova” e che, forse, non trovano ascolto… Opera in una dimensione che potremo definire “artigianale” – una decina di libri l’anno – che consente di instaurare rapporti umani prima ancora che professionali.

www.graphe.it

L’etica sacramentale nell’opera di Dostoevskij

Saverio Finotti

Prefazione di Diego Alonso Lasheras

Stampato su carta riciclata

Graphe.it edizioni 2012

Scheda libro:

http://www.graphe.it/letica-sacramentale-nellopera-di-dostoevskij

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La poesia di Mario Quintana: L’apprendista stregone edito Graphe.it

Graphe.it torna a offrire al lettore italiano i pregevolissimi versi di Mario Quintana (1906-1994) uno dei maggiori poeti brasiliani. Pubblicata in Brasile nel 1950, la raccolta O aprendiz de feiticeiro – in italiano: Lapprendista stregone – conquista il lettore immediatamente e senza filtri con la sua sensibilità insieme delicata e dirompente, enigmatica e fantasiosa: una chiave espressiva che percorre tutta l’opera di questo autore, capace di portarci in un mondo onirico fatto di piccole cose insignificanti frammiste a simbologie di respiro universale.

L’apprendista stregone del titolo è, in questo senso, colui che gioca innocentemente con le parole, con le suggestioni, per creare qualcosa che ancora non si conosce né si è in grado di spiegare.

Spiega il traduttore, Natale Fioretto, docente di linguistica italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia: “A partire dalla ballata di Wolfgang Goethe, apprendista stregone, appunto, è diventata espressione proverbiale anche in italiano come raffigurazione di una persona irresponsabile che applica metodi o tecniche che non è in grado di padroneggiare, col rischio di provocare danni irreversibili per tutta la collettività. Ma nella poesia di Mario Quintana la figura dellapprendista stregone si può intendere come anticipatrice di quella dello scienziato che infrange le regole per investigare ambiti nuovi e proporre una lettura altra della realtà giocando, forse, a interpretare il ruolo del creatore, di Dio“.

Impeccabile la versione italiana di Natale P. Fioretto (già premiato come miglior traduttore al Premio editoria indipendente di qualità per Il colore dell’invisibile), che raccoglie la sfida non facile di rendere le poesie leggibili senza privarle della loro comunicativa.

Oltre a Lapprendista stregone di Mario Quintana la Graphe.it edizioni ha pubblicato nel corso degli anni la raccolta Il colore dell’invisibile e un’antologia dal titolo Per vivere con poesia. Tutte le traduzioni sono state curate da Natale Fioretto.

Mario Quintana

Mario de Miranda Quintana (1906-1994) è uno dei maggiori poeti brasiliani. Nel 1984 Mario Quintana vergò questa nota autobiografica:

« Sono nato ad Alegrete, il 30 luglio 1906. Credo che sia la cosa più importante che mi sia capitata. E ora, ecco, mi chiedono di parlare di me. Bene! Ho sempre pensato che ogni tipo di confessione che non sia trasfigurata dall’arte sia indecente. La mia vita è nelle mie poesie, io sono le mie poesie, non ho mai scritto, nemmeno una virgola, che non fosse una confessione. Ma da me si vogliono dettagli… D’accordo! Ho 78 anni senza età. Di età ce ne sono due: o sei vivo o sei morto. L’ultimo caso è l’età più importante, visto che ci è stata promessa l’eternità. Sono nato nel rigore invernale a un grado e prematuro, per di più: complessato di non essere ancora pronto. Fino al giorno in cui scoprii che uno così completo come Winston Churchill era nato prematuro e che lo stesso era capitato a sir Isaac Newton! Excusez du peu… Preferisco citare l’opinione che gli altri hanno di me. Dicono che sono modesto. Al contrario, sono così orgoglioso da pensare che non ho scritto nulla al mio livello. Poiché la poesia è insoddisfazione, un anelito di autosuperamento. Un poeta soddisfatto, non soddisfa. Dicono che sono timido. Niente affatto! Sono silenzioso, introspettivo. Non capisco perché sottopongano a trattamento chi è introverso. Solo perché non possono essere belli come gli altri? »

Mario Quintana

L’apprendista stregone

traduzione di Natale Fioretto

testo portoghese a fronte

Graphe.it edizioni, 2012

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