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LA RENAISSANCE DEL SALENTO

A cavallo tra gli ultimi due secoli, il Salento ha vissuto la propria personalissima renaissance, puntando con decisione su quelle che sono le sue peculiarità identitarie. Dalla musica alla tradizione gastronomica, dai monumenti artistici alle spiagge, tutte le eccellenze locali hanno trovato il giusto modo di essere valorizzate, concorrendo alla realizzazione di un nuovo, dinamico modello di marketing territoriale. A ciò è corrisposto l’incremento di diversi tipi di turismo, così che oggi non appare strano ciò che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile: un hotel a Lecce sorge accanto a un b&b, un hotel di lusso di fronte a un pub giovanile, un ristorante di classe insieme a una trattoria tipica, emblemi di una località capace di diversificare la propria offerta turistica.

Quello salentino degli anni ’90 si configurava come un turismo definito “di prossimità” e legato quasi esclusivamente alla stagione estiva: visitatori occasionali provenienti in massima parte dal resto della Puglia si trattenevano per brevi periodi sul territorio leccese, approfittando delle suggestioni della sua costa per poi andare via quasi subito. Il litorale non trovava una giusta valorizzazione, carente nelle strutture e nei servizi e le attività ricettive vivevano di una clientela occasionale a cui risultava difficile dare seguito e continuità.

I movimenti di globalizzazione, lo sviluppo di una sovra cultura mondiale omologatrice e nemica delle diversità ha trovato un po’ in tutto il globo controtendenze di opposizione, la matrice identitaria del posto è stata difesa da associazioni e cittadini che si sono battuti per la tutela dei propri tratti caratteristici. Nello specifico salentino, tali movimenti si sono orientati su diversi settori: le masserie tipiche del posto hanno attraversato una fase di riscoperta che oggi si incentiva ulteriormente, ristrutturate e riadattate ad agriturismi, sono oggi il fulcro di un turismo green che, soprattutto dal nord Europa, diventa attività sempre più ambita e richiesta. La musica popolare del posto, la pizzica, si è svincolata dalle accezioni negative che si portava dietro da secoli (la musica del dolore, l’inno dell’arretratezza contadina) trasformandosi in esaltazione, gioia e incontro tra modernità e passato, tanto che la pizzica diventa oggi ulteriore motivo di interesse, capace da sola – soprattutto grazie alla Notte della Taranta – di intensificare il flusso turistico specialmente nell’ultima parte dell’estate. Il dialetto viene riscoperto come risorsa, l’artigianato si lega al mercato dei souvenir, l’indotto turistico assume una mole gigantesca, in quella che è la folgorante renaissance salentina.

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CROCIERA ALTERNATIVA

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  • 4 Febbraio 2015

La vacanza in crociera si è affermata come qualcosa in più di una semplice alternativa, consolidandosi negli ultimi anni come uno degli itinerari vacanza più ambiti. Si tratta di un tipo di viaggio che ha tra i suoi punti di forza quello di permettere la conoscenza di più località e di non rimanere limitati a una specifica area geografica. A ciò però si contrappone il fatto che si tratta per lo più di esperienze impachettate su misura, a discapito della genuinità dell’esplorazione. Per questo motivo, si sono sviluppati sempre più servizi di crociere in barca a vela differenti, volti al recupero del contatto più stretto e autentico con la naturalezza dei luoghi e dei contatti. Una delle crociere in barca a vela in Croazia, Grecia, Medio Oriente è la soluzione che sempre più appassionati selezionano per svincolarsi dalla logica del paesaggio standardizzato, dell’esplorazione pre-costruita e infiocchettata ad arte. Agenzie di armatori con radicata esperienza e passione sincera conducono alla riscoperta del vero viaggio di avventura, permettono di concordare l’itinerario e di gestire il percorso in modo decisamente più naturale, raggiungendo località portuali dalla seduzione unica e ricche di storia al proprio interno. Il punto forte è il giusto equilibrio tra la pianificazione e il gusto per l’improvvisazione, orientati su percorsi stabiliti ma liberati dalla morsa della tabella di marcia. Così, soffermarsi su luoghi capaci di ammaliarvi è possibile su richiesta, abbandonarsi alla seduzione della ricerca gastronomica tra i viali delle aree esplorate è parte integrante delle crociere in barca a vela, approfondire la conoscenza autentica delle località è elemento chiave di un viaggio che coinvolge a livello emozionale.

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ABITI DA SPOSA ALTERNATIVI: MATRIMONIO IN TAILLEUR

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  • 18 Dicembre 2014

Tra i tanti tipi di abito da sposa a Lecce tra cui scegliere, il tailleur è un’alternativa spesso poco considerata ma che invece può rappresentare una possibilità da valutare e da non scartare a priori. In particolare, sono quattro le occasioni in cui il coordinato in giacca o blazer più gonna o pantalone è decisamente consigliato: per matrimoni civili, per seconde nozze, per matrimoni in età avanzata e per spose anticonvenzionali.

Nel primo caso, quello delle nozze civili in comune o in tribunale, il completo spezzato è addirittura il modello più indicato tra tutte le possibilità di abito da sposa a Lecce; permette di mantenere un look elegante ma allo stesso tempo perfettamente integrato con l’equilibrio urbano; proietta un’immagine decisa e garantisce anche una certa comodità nei movimenti. Adatto anche per seconde nozze o per riti tra sposi in età avanzata, il tailleur permette di conservare classe e charme ma allo stesso tempo di evitare eccessi formali che per la situazione potrebbero risultare inappropriati o addirittura dissonanti.

E per chi volesse adottare uno stile fuori dalla routine, anche un po’ mascolino e lontano dagli stereotipi della sposa aggraziata e principesca, esistono tantissimi modelli di tailleur in alternativa al classico abito da sposa a Lecce più tradizionale, come ci mostra la linea minimal chic della nuova collezione sposa. Il modello garantisce stili e possibilità diverse, per adattare le aspettative di ogni sposa all’abito ricercato: per la parte superiore si può scegliere tra blazer, giacca o giacchino corto da abbinare a  soprabiti e mantelle di diverso stile, il tutto in accordo con una sottogiacca o una camicetta in seta. Per la parte inferiore si può selezionare tra pantalone, gonna lunga o gonna corta. Rigorosamente vietato il velo, chi non volesse farne a meno può pensare di indossare un copricapo con una retina corta davanti agli occhi. Essendo un look molto glamour, è possibile adottare accessori particolari e decisamente chic come guanti, ombrello, foulard ricamati.

Inoltre c’è da considerare che, a differenza del canonico abito da sposa tradizionale, accessori e singoli pezzi del vostro look matrimoniale potranno essere riutilizzati successivamente, andando ad arricchire il guardaroba personale.

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La rinascita di Lecce

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  • 2 Dicembre 2014

La città di Lecce splende sempre più di luce propria. L’intero Salento ha vissuto fino agli anni 2000 in una condizione di sudditanza, incarnata sul piano politico, quello sociale, quello culturale, soprattutto quello culturale. Il Tacco d’Italia è lingua di terra periferica in possesso di un patrimonio linguistico, artistico e culturale che non si può accomunare a quello di nessun’altra zona limitrofa, condizione che ha posto il territorio in uno stato di isolamento, incapace sia di essere tutt’uno con il resto della Puglia e sia di avere un’autonomia tale da bastare a se stesso. Dal 2000 c’è stata l’inversione di tendenza, il Salento ha saputo riorganizzarsi sui propri tratti distintivi, che erano tratti popolari, non borghesi, e in quanto tali ripudiati da una certa frangia di accademici con una certa propensione per lo snobismo. La cultura contadina ha fatto da padrone, alimentato la ri-esaltazione dei propri beni gastronomici, dei propri codici e valori, del dialetto, della pizzica, dell’artigianato.

Quella che era una sottocultura, rifiutata, a volte quasi celata per paura di rivelare una storia di povertà e stenti, ha dischiuso il suo enorme potenziale, permettendo al tessuto urbano di riconfigurarsi su standard più meritevoli. Ogni ristorante, ogni b&b Lecce, ogni esercizio in più che col tempo ha posto le sue radici, ha concorso a sostenere e dare slancio a un luogo che, sfilacciando le redini della sottomissione, ha acquisito vita a sé e legittimato la propria esistenza in quanto realtà geo-culturale indipendente.

La vita contadina è stata riscoperta nelle sue virtù, nei valori di genuinità che veicola, nella semplicità dei modi e nel rapporto con i cicli di Madre Natura. I ristoranti, le masserie e i b&b Lecce sono anelli di congiunzione tra un passato che non deve essere dimenticato e la necessità di accoglierlo in un sistema che obbedisca alle logiche della modernità.

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Come si smaltiscono i rifiuti?

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  • 13 Novembre 2014

Ci sono diversi metodi per la gestione e lo smaltimento rifiuti Lecce.
Un metodo per lo smaltimento rifiuti Lecce consiste nel bruciarli; è molto comune nei paesi in cui la discarica ha uno spazio limitato. Le camere di incenerimento possono essere piccole per uso domestico o di dimensione più grande per uso comunale.
E’ ottimo metodo per il trattamento dei rifiuti pericolosi, provenienti dalle fabbriche, anche se produce anidride carbonica e quindi inquinamento atmosferico.
I moderni processi di incenerimento sono più efficienti e rilasciano meno diossina, un metodo efficace, ma costoso.
Gli americani da soli sono responsabili della produzione di un 220 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. Questo numero è molto più di qualsiasi altra nazione al mondo. A causa di questo fatto sia il governo e le associazioni ambientaliste hanno sviluppato numerosi metodi di affrontare il problema. La gestione dei rifiuti è quella soluzione, una questione piuttosto complessa che comprende più di 20 differenti settori industriali.
La gestione e lo smaltimento dei rifiuti Lecce è la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti, delle acque reflue e altri prodotti di scarto.
La gestione dei rifiuti è il processo di trattamento di rifiuti solidi e offre una varietà di soluzioni per riciclare oggetti che non appartengono al cestino. Si tratta di come spazzatura può essere utilizzato come una risorsa preziosa. La gestione dei rifiuti è qualcosa che famiglie e imprese proprietario ogni parte del mondo ha bisogno. La gestione dei rifiuti dispone dei prodotti e delle sostanze che avete l’uso in modo sicuro ed efficiente.
Ci sono otto grandi gruppi di metodi di gestione dei rifiuti, ognuno dei quali suddivisi in numerose categorie. Questi gruppi comprendono riduzione alla fonte e riutilizzo, l’alimentazione degli animali, il riciclaggio, il compostaggio, la fermentazione, discariche, incenerimento e applicazione al terreno. È possibile iniziare a utilizzare molte tecniche a casa, come la riduzione e riutilizzo, che lavora per ridurre la quantità di materiale usa e getta utilizzato.

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A cosa serve il registro elettronico

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  • 13 Novembre 2014

A che serve, e a chi serve il registro elettronico? Da almeno un paio d’anni, l’argomento caldo del settore istruzione è quello dell’informatizzazione del registro scolastico, definito uno strumento per la “dematerializzazione delle procedure amministrative”. Un progetto che sembrava dovesse trovare immediata applicazione già per l’anno scolastico 2012 – 13, inserito nella spending review del Governo Monti. Alla fine quella che doveva essere una legge, la 135/2012, a carattere perentorio e immediato, è stata accantonata, data l’impossibilità di renderla operativa in molte scuole, causa arretratezza e mancanza di fondi necessari.

Si tratta, tuttavia, di una vera e propria rivoluzione del sistema scolastico che porterebbe una serie di vantaggi e agevolazioni. Per rispondere alla domanda che fa da incipit all’articolo, il registro elettronico serve a tutti gli agenti scolastici. Serve ai genitori, che finalmente potrebbero contare su un canale diretto attraverso cui monitorare le prestazioni del proprio figlio, uno strumento diretto, funzionale, semplice; servirebbe ai docenti, i quali potrebbero finalmente ottimizzare in un unico sistema tutti quei registri personali e di classe che ad oggi occorre gestire sul cartaceo; servirebbe agli studenti stessi, a cui verrebbe offerto un mezzo per mantenersi sempre aggiornati sullo sviluppo del programma, del proprio andamento, valutazioni, criticità; serve alla scuola nel suo complesso in quanto si potrebbe grazie ad esso strutturare un modello di gestione rivoluzionario. Le ricadute positive della digitalizzazione del registro si esprimono a livello economico con un considerevole risparmio di denaro, di spazio e di carta; a livello comunicativo, in una gestione decisamente più semplificata e performante delle comunicazioni verso docenza e famiglie; a livello di gestione d’archivio, in un più lineare metodo di amministrazione di ogni pratica burocratica, dalla consegna della pagella alle iscrizioni annuali fino alla configurazione delle classi.

L’Unione Europea sostiene – anche economicamente – il progetto, tuttavia esso rimane ancora in una fase incerta del proprio sviluppo. Il governo incoraggia i dirigenti scolastici a fare quanto in loro possesso per dare concretezza alla digitalizzazione, ma allo stesso tempo chiede loro che il bilancio economico non ne risenta. Alcuni istituti sono stati già in grado di attivare il proprio registro online, a fronte di altri che restano indietro, intensificando la confusione sul tema, in attesa di sviluppi che siano soprattutto di stampo politico.

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Analisi della acque: i fattori

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  • 2 Novembre 2014

Le analisi acque Lecce devono essere intensificate in condizioni di possibile pregiudizio della qualità dell’acqua come ad esempio:

  • presenza di impianti di trattamento;
  • eventi meteorici eccezionali;
  • lavori all’impianto di captazione e/o alla rete di distribuzione;
  • sversamenti accidentali di sostanze inquinanti.

Grande importanza per il controllo delle caratteristiche dell’acqua distribuita per il gestore dell’acquedotto riveste un’adeguata pianificazione dei controlli interni.
I criteri che devono essere presi in considerazione per una corretta pianificazione dei campionamenti e delle analisi acque Lecce ai fini della tutela dell’acqua distribuita sono:

  • conoscenza idrogeologica del bacino di alimentazione;
  • conoscenza delle caratteristiche dell’acquedotto e della rete di distribuzione;
  • conoscenza delle caratteristiche ambientali;
  • conoscenza del funzionamento di eventuali impianti di trattamento presenti;
  • verifiche e/o elaborazione dei dati di analisi effettuate in precedenza.

I campionamenti delle acque degli acquedotti vengono effettuati normalmente nei seguenti punti:

  • opere di presa;
  • vasche di accumulo;
  • prima e dopo eventuali trattamenti;
  • punti significativi della rete e punti occasionali, possibilmente facili da accedere.

I criteri di scelta per i punti della rete di distribuzione sono:

  • la copertura uniforme dell’area di distribuzione;
  • l’individuazione dei punti critici come terminali, punti di maggior ristagno, tratti di tubazione obsoleti ecc.

I parametri da ricercare devono essere mirati alla verifica della qualità e dipendono tra altro:

  • dalle caratteristiche dell’acqua utilizzata;
  • dalle caratteristiche dell’acquedotto (vasche di accumulo, presenza di impianti di trattamento, estensione della rete di distribuzione);
  • dallo stato di conservazione delle opere di presa e della rete di distribuzione.

La modalità di esecuzione del campionamento è di fondamentale importanza per la successiva fase analitica; nessuna strumentazione o tecnica analitica è in grado di rimediare gli errori connessi durante la fase di campionamento.
I criteri essenziali da osservare per un corretto procedimento dell’esecuzione dei campionamenti sono:

  • la scelta del tipo e del materiale dei contenitori di raccolta e la loro pulizia;
  • il metodo di conservazione dei campioni;
  • il tempo che può trascorrere tra campionamento e analisi acque Lecce.
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Perché affidarsi alle Cooperative di garanzia?

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  • 23 Ottobre 2014

Le cooperative di garanzia nascono per operare in base ai principi di mutualità in modo da agevolare l’accesso al credito tramite finanziamenti aziende in Abruzzo.

Esse perseguono l’obiettivo di fornire alle imprese socie finanziamenti aziende in Abruzzo necessari per lo svolgimento dell’attività, attraverso la concessione di garanzie sui finanziamenti stessi.

Per raggiungere tale scopo, la Cooperativa di garanzia stipula convenzioni con le aziende di credito, con le banche attraverso le quali viene disciplinata l’offerta di garanzie alle banche stesse, sui finanziamenti da queste concessi ai soci della Cooperativa.

Per accedere ai finanziamenti aziende in Abruzzo agevolati occorre essere iscritti presso la competente Camera di Commercio di una della province della Regione Abruzzo ed essere Soci della Cooperativa garante.

 

Adesso andiamo a vedere le varie motivazioni per le quali un’impresa in Abruzzo dovrebbe affidarsi a una cooperativa:

–        Primo tra tutti il fatto che una Cooperativa di garanzia in Abruzzo si rende garante nella misura del 50% del finanziamento erogato dall’Istituto di Credito, ma, al fine di sostenere finanziariamente il Socio in difficoltà, può aumentare la Garanzia fino al 90%;

–        abbattimento del costo del denaro con tassi agevolati e concordati con le banche;

–        fornire assistenza su qualsiasi tipologia d’intervento finanziario, sia per quanto riguarda l’inizio di un’attività che durante il corso di essa.

–        Essere l’anello di congiunzione tra il territorio e gli strumenti economici disponibili.

–        Essere il supporto allo sviluppo di nuova imprenditorialità

–        Diffondere la cultura di impresa anche per la conoscenza in materia di finanziamenti agevolati.

–        Monitoraggio continuo ed attento del territorio, degli operatori e delle risorse per migliorare il servizio offerto.

–        Organizzazione di seminari e convegni per informare i Soci delle opportunità economiche legislative.

 

Tali agevolazione permetteranno lo svolgimento di un’attività in Abruzzo, senza avere nessun problema legato all’ economia della stessa.

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Occhiali a lavoro

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  • 21 Ottobre 2014

Uniche come un’impronta digitale: le lenti personalizzate a Lecce grazie a Vision Ottica che si prende cura della tua vista.

Quando si comprano occhiali da vista nuovi, un criterio molto importante da tenere a mente è il motivo per il quale li stiamo acquistando.

Questo criterio può differire molto da persona a persona. Una delle prime domande da porsi è: a quale uso sono destinati i miei occhiali o per cosa li uso prevalentemente?

Chi lavora al computer tutto il giorno avrà bisogno di occhiali differenti rispetto a chi lavora prevalentemente all’aperto o a chi necessita di occhiali da vista nella pratica di attività sportive. Più informazioni vengono fornite all’ottico al momento dell’acquisto, più sarà facile la scelta degli occhiali e delle sue lenti personalizzate a Lecce, presso “Vision Ottica”.

Per occhiali da lavoro, si raccomanda in particolare di scegliere montature pratiche. Queste dovrebbero essere più robuste perché non appoggiano solamente sul naso, ma sono spesso anche posate su scrivanie o sedie, dove si possono danneggiare facilmente. Le montature con bordo che circonda completamente la lente si sono dimostrate assai efficaci. Il vantaggio aggiuntivo di una montatura robusta è che questa, al contrario di una montatura a giorno permette di indossare e togliere gli occhiali velocemente con una sola mano in caso di emergenza. Per molte attività questo è un requisito essenziale poiché normalmente durante il lavoro viene usata almeno una mano, particolarmente nei lavori manuali artigianali o nel settore odontoiatrico. Si consiglia di utilizzare le più recenti lenti da ufficio.

E’ possibile grazie a Ottica Ingrosso, trovare occhiali progressivi per il lavoro con lenti personalizzate a Lecce, occhiali fatti più che mai per adattarsi ai vostri occhi

Nel consulto con l’ottico si identifica per prima cosa lo scopo esatto per cui gli occhiali saranno usati, adattando poi di conseguenza le lenti e la montatura prodotte individualmente e fatte su misura.

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Birra and Sound

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  • 17 Ottobre 2014

Birra and Sound è un festival europeo della birra nel Salento, organizzato per offrire il piacere di serate trascorse in compagnia di un buon boccale di birra legato a un fenomeno di rivalutazione del mondo del gusto per prodotti di qualità.

Un evento così inteso rappresenta un momento di collegamento tra le peculiarità del territorio, con il suo patrimonio storico e culturale, le sue tradizioni gastronomiche e aspetti culturali nuovi che permettono accostamenti tra una bevanda come la birra e prodotti tipici salentini per esaltare gusti e profumi di questa terra.

Quest’ evento rappresenta un luogo dove presentare eventi legati alla cultura e alle tradizioni particolarmente vicina al mondo della gastronomia e della musica, che porterà la partecipazione di un grande flusso di pubblico non solo regionale ma soprattutto di turisti in cerca di eventi particolari.

Alloggiare presso un hotel a Porto Cesareo a due passi da questo evento ti permette di visitare anche i più importanti birrifici artigianali italiani che proporranno le loro specialità birrarie dove si potrà anche visitare  un impianto di produzione di birra artigianale; inoltre una delle serate è riservata anche agli intolleranti, un area dedicata al food ed alla birra gluten free, facendo in modo che Birra e Sound sia un momento dove tutti senza nessuna distinzione possano divertirsi e godersi la serata.

Un evento così inteso rappresenta un momento di collegamento tra le peculiarità del territorio, con il suo patrimonio storico e culturale, le sue tradizioni gastronomiche e aspetti culturali nuovi che durante la tua vacanza presso l hotel a Porto Cesareo potrai assaporare.
Il vostro viaggio nel Salento, una volta lasciate le valigie presso un hotel a Porto Cesareo potrà avere inizio tra gli accostamenti di una bevanda come la birra e prodotti tipici salentini per esaltare gusti e profumi di questa terra.

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Il made in Italy: collaborazione e condivisione

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  • 15 Ottobre 2014

La creazione scarpe made in Italy affinché abbia buoni risultati deve trovare al suo interno un referente di primo livello e in grado di fuoriuscire dai confini nazionali.

Una buona azienda che si occupa di realizzare scarpe made in Italy dovrebbe fondare la propria visione ponendo ogni suo cliente al centro dei propri progetti, realizzando così la necessità di un rapporto di collaborazione e condivisione di idee e aspettative.

Quando le sinergie tra cliente e produttore vengono affinate attraverso un dialogo continuativo e proficuo il primo passo da fare è allora realizzare sintonia, abbracciare l’ottica del referente e acquisirne il punto di vista e capire le sue esigenze.

In seguito ad un’analisi approfondita delle opportunità e delle aspettative, bisogna poi realizzare il proprio progetto iniziale, su cui avviare un discorso più ampio che mira al miglioramento costante. La ricerca di perfezione è un processo che non si esaurisce mai, a cui viene dato seguito nel corso del tempo, che viene sostenuto con competenza ed empatia. Il processo di creazione può dirsi realmente concluso con successo solo quando è stata abbracciata una visione comune, su cui basarsi per la concretizzazione del lavoro finale. Un’ azienda di scarpe made in Italy dovrebbe cercare di esaltare la realtà locale e allo stesso tempo siano in grado di conquistare i mercati nazionali e internazionali.

È utilizzando questo tipo di approccio che l’azienda ha conquistato e consolidato la fiducia di aziende italiane ed estere che rappresentano l’eccellenza del settore. L’avvio della produzione è solo il punto di arrivo di un processo ben più ampio, che trae le proprie radici nell’abilità di cogliere e anticipare ogni desiderio e aspirazione del cliente. La simbiosi tra azienda e clientela si concretizza, solo dopo un attento e lucido scambio di proposte e richieste, nella creazione di scarpe a Lecce che siano in grado di aggredire il mercato globale con prestazioni di altissimo livello.

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Alla base del successo di Melendugno e della sua marina

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  • 2 Ottobre 2014

Torre dell’Orso è la località più rappresentativa della marina di Melendugno, oasi tra le più apprezzate del contesto salentino. Melendugno vanta una costa che si estende per 15 km sul versante adriatico e che presenza lidi come San Foca, Torre Sant’Andrea e Roca Vecchia, che la rendono una perla del Mediterraneo ambita dai turisti e dagli stessi salentini.

Hotel e case vacanze a Torre dell’Orso come a San Foca o Roca Vecchia si attestano in continuo aumento e si fanno testimoni di una realtà geopolitica che ha saputo diventare un esempio, un punto di riferimento per le altre località balneari della zona. Luoghi come Gallipoli o Otranto accostano a paesaggi naturali fuori dal comune una serie di attrattive di tipo artistico e culturale. Melendugno invece ha puntato con decisione sulle attrattive paesaggistiche, articolando una serie di interventi volti a preservare ed esaltare il contesto naturale. Una politica che ha dimostrato la sua validità nel giro di poco tempo: già nel 2011 la marina di Melendugno è stata accreditata della prestigiosa Bandiera Blu assegnata ogni anno dalla FEE (Foundation for Environmental Education), attestazione confermata anche negli anni 2013 e 2014. La FEE prende in esame criteri di natura ecologica, considerando parametri come la salubrità delle acque di balneazione, l’efficienza dei servizi e delle infrastrutture, la gestione e il riciclaggio dei rifiuti. Significa che, a prescindere dalle suggestività paesaggistiche tout court, l’amministrazione di Melendugno è stata in grado di implementare un pacchetto di interventi rivelatisi azzeccatissimi. L’aumento del turismo ha permesso un aumento di investimenti da parte dei privati, i servizi di balneazione si sono integrati a infrastrutture private come lidi, locali, strutture ricettive, innescando un circolo virtuoso che si autoalimenta e che nel tempo diventa sempre più performante.

Il vero cambio di paradigma è stato quello di porre il territorio al centro dell’ambiente, considerando il turismo che ne deriva come una naturale conseguenza del buon lavoro fatto, e non invece il fine ultimo da raggiungere, ponendo il territorio come mezzo per perseguirlo.

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Security

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  • 1 Ottobre 2014

La sicurezza nelle abitazioni e negli edifici commerciali, banche, supermercati, uffici, ecc. rappresenta una delle esigenze più pressanti dei nostri tempi ed un settore dove la progettazione ed installazione di sistemi di protezione, videosorveglianza e antifurto vede una continua espansione.
Un corso in un centro di formazione approfondisce i temi della TVCC, quale sistema tra i più diffusi e richiesti per il controllo degli stabili e delle aree urbane e i sistemi di allarme in genere, con particolare riguardo alle normative tecniche ed agli aspetti di pianificazione ed installativi.

La formazione si distingue per un notevole livello di interattività tra docenti e allievi, per l’impostazione pratica ed orientata alla realizzazione di impianti nelle ore di laboratorio, per l’aderenza alle esigenze del mercato e l’attualità degli argomenti trattati.

Gli obiettivi di un corso in un centro di formazione  vanno dalla comprensione del funzionamento di una sistema di videocontrollo a circuito chiuso alla capacità di pianificare e installare un sistema di allarme seguendo le norme applicabili e i principi generali di buona progettazione e realizzazione tecnica.

Un corso in un centro di formazione è rivolto ad installatori, e tecnici interessati ai sistemi di videosorveglianza ed antifurto con particolare riguardo verso le normative necessarie alla privacy. Per partecipare è necessario aver frequentato il corso sulle reti IP.

Il Security manager è la figura di riferimento per l’organizzazione, la gestione e l’assunzione di responsabilità della sicurezza di un’azienda.

In quest’ottica la moderna figura del Security manager nel rispetto della dottrina della scienza della sicurezza deve essere in grado di presidiare rischi e minacce a tutto campo in relazione agli scenari sempre in evoluzione nel campo tecnico, informatico, economico, finanziario, ecc. in un contesto sempre più globalizzato ed interconnesso con le realtà più disparate.

Così, il Security manager dovrà possedere una buona padronanza del business, delle tecniche per garantire la sicurezza fisica, la privacy e la governance ed essere quindi un soggetto di riferimento in grado di operare nell’azienda in modo trasversale fornendo rilevanti capacità di supporto e di comunicazione verso i terzi.

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La domotica del futuro

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  • 1 Ottobre 2014

La gestione intelligente del sistema casa oggi è affidata ad una serie di tecnologie integrate, il cui scopo è quello di migliorare la qualità della vita in ambiente domestico e non solo.
La progettazione, la sicurezza, l’installazione e la manutenzione di questa nuova generazione di impianti è necessariamente affidata a dei professionisti in grado di coordinare tutti questi aspetti.

Un corso domotica base fornisce un’approfondita conoscenza della tecnologia MyHome di BTicino, azienda leader nel mercato e specializzata nel settore domotica, nella produzione e distribuzione di impianti elettrici ad uso civile, industriale e terziario.
In pratica questo tipo di formazione ha lo scopo di fornire gli allievi di tutte le indicazioni teoriche e pratiche per poter operare in completa autonomia nella progettazione e realizzazione di sistemi di supervisione e controllo per la gestione degli impianti, anche a distanza. Durante la formazione verranno, infatti, analizzati tutti i contenuti necessari alla conoscenza dei bus SCS e dei sistemi in essi supportati.

L’avvento di internet e della banda larga, così come il rapido diffondersi della telefonia mobile, di smartphone e tablet ha determinato nuovi bisogni e nuove esigenze. Tra le più importanti la necessità di dotare le case di sistemi di controllo e gestione automatizzati, che consentano una supervisione di tutti gli apparati elettrici ed elettronici di cui un’abitazione è dotata, anche quando si è fuori casa.
Obiettivo del corso domotica base è quello di preparare dei tecnici installatori o comunque addetti ai lavori (architetti, progettisti, ingegneri, grossisti, ecc.) che siano in grado di cogliere le opportunità offerte dalla domotica.

A frequentare il corso domotica base saranno gli impiantisti elettrici, impiantisti specializzati in antennistica, sistemi di sicurezza e videocitofonia, progettisti, architetti e ingegneri, neodiplomati e chiunque sia interessato alle tematiche dell’automazione e dei servizi innovativi in ambito domestico.
A supporto di questo preciso scopo formativo c’è SCUOLADOMOTICA, un progetto nato grazie all’esclusiva partnership tra BTicino e la scuola Eurosatellite, leader come centro di formazione .

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Borgagne, binomio di tradizione e cultura

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  • 16 Settembre 2014

Il Salento, è da sempre una terra ricca di cultura e tradizioni, dove sacro e profano, convivono nelle numerose sagre e feste patronali che animano per lo più i mesi estivi, ma che numerose si susseguono anche  durante il corso dell’anno. Un esempio ci è fornito da Borgagne.

Soggiornare nel b&b a Borgagne, “Via Castello”, è un modo per poter assaporare le diverse opportunità che il paese salentino ci offre. Andiamo a vedere insieme quali sono.

Musica, danza, enogastronomia, arte e artigianato  trovano la loro fusione nel “Borgoinfesta”, il festival eco-culturale a Borgagne; durante quest’ evento  sono presenti  esposizioni personali e collettive di pittura, scultura e fotografia, allestite in tutto il paese, tra frantoi, chiesa madre e palazzi.

Un altro evento presente nel paese di Borgagne è la” sagra ortofrutticola”, dove si possono degustare tutti i prodotti della terra, la nostra, che spesso viene dimenticata.

La sagra è un momento di ritrovo sia per gli abituali visitatori del loco che ogni anno, forti della tradizione che fanno propria, sono felici di ricordare in modo proustiano i sapori e gli odori che li hanno da sempre accompagnati nella loro vita, ma è anche un’occasione per far conoscere anche ai turisti i piatti tipici della nostra terra, e far vivere la nostra cultura attraverso il palato.

Capite bene che quindi alloggiare al b&b a Borgagne significa anche sfruttare in totale comodità le opportunità che il paese offre.

Gli eventi organizzati nel Salento e dintorni sono molteplici e spesso vengono rallegrati da vari gruppi musicali folkloristici, grazie ai quali si può ballare la musica del posto:  la pizzica, che rappresenta un mondo fatto di tradizione.  gesti, sguardi e tutto ciò che ha a che vedere col linguaggio del corpo, un mondo in definitiva che da sempre ha la particolarità di affascinare e coinvolgere.

Le  feste  possono anche essere un’occasione per visitare Borgagne e i suoi dintorni per conoscere un aspetto della Puglia che pochi conoscono: le zone interne. Già, perché questo piccolo borgo non è solo divertimento e musica ma anche lunghe passeggiate in queste viuzze così vissute, utili a ritrovare un po’ se stessi .

Quindi soggiornate nel b&b a Borgagne e non potrete che fare della vostra vacanza un’ esperienza che vi porterete sempre addosso.

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Agriturismo a Torre dell’ Orso

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  • 11 Settembre 2014

Torre dell’Orso: località che prende il nome per via della torre d’avvistamento che sovrasta una delle due rocce, in mezzo alle quali c’è la spiaggia.

Torre dell’ Orso è il fiore all’occhiello della costa adriatica, un borgo tra i più suggestivi d’Italia, acque cristalline, oasi naturali. intorno al fascino esoterico e secolare della cittadina si è alimentato un turismo sempre più intenso ma estraneo all’intimità del luogo.

L’ agriturismo a Torre dell’ Orso, L’Angela, nasce in uno dei contesti più travagliati e tormentati, a pochi chilometri da quel porto che ha conosciuto sbarchi e invasioni, martiri e saccheggi. Le masserie divennero l’unico modo per non arrestare la produzione e garantire una parvenza di sicurezza a una popolazione terrorizzata. Oggi quegli stessi luoghi rinascono, depurati dall’alone di malinconia e miseria che hanno albergato al loro interno, ma custodendo l’enorme sapere che lì si è generato e che diventa ricchezza del popolo.

Ogni  agriturismo a Torre dell’ Orso è specchio fedele di una dimensione che a prima vista non appartiene più a questa realtà, ma che invece ne svela una più profonda e radicata alla vera essenza del territorio.

Gli agriturismi salentini sono quindi musei dell’esperienza, tramandano sapere e lo divulgano anche a chi è estraneo alla cultura del posto, svolgendo una duplice funzione: da una parte tutelano e cristallizzano una conoscenza che è patrimonio della comunità, e permettono a questo stesso patrimonio di violare le barriere territoriali, raggiungendo pubblici che a loro volta racconteranno ad altri la loro esperienza, e la cultura tradizionale di Otranto e del Salento diventa sempre più forte.

Un agriturismo a Torre dell’ Orso  che nasce nei pressi del borgo idruntino è recupero del retaggio contadino che per diverse ragioni è stato abbandonato in favore di una prospettiva ludica, anche se spesso fittizia e creata ad arte.

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Masserie a Lecce, excursus

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  • 3 Settembre 2014

Il termine masseria sta a indicare una fattoria spesso fortificata molto diffusa nel sud Italia, in particolar modo in Puglia.

La masseria, anni fa, era l’espressione di un’organizzazione geo-economica legata al latifondo, la grande proprietà terriera che alimentava le rendite delle classi aristocratiche e della borghesia. Le masserie erano quindi delle grandi aziende agricole abitate, spesso, anche dai proprietari terrieri, ma la grande costruzione rurale comprendeva pure gli alloggi dei contadini, in certe zone anche solo stagionali, le stalle, i depositi per foraggi e i raccolti. Le masserie a Lecce nascono proprio con l’ intento di conservare la tradizione mediterranea.

Le masserie a Lecce hanno avuto molte trasformazioni nel corso del tempo, soprattutto tra il XIX e il XX sec., per poterle adeguare al gusto e alle esigenze dei proprietari ed è per questo che spesso non sempre vi sono leggibili le forme originali; a volte sono state trasformate in ville di residenza estiva dai proprietari più recenti, trasferendo altrove i locali di lavoro e di residenza del personale agricolo.

Le poche aperture e finestre rivolte verso l’esterno sono sormontate dalle “Caditoie”, aperture poste sui muri perimetrali del tetto dalla cui “bocca”si facevano cadere pietre e altri materiali pesanti che cercavano d’impedire l’accesso all’interno dei locali. Una porta grande d’ingresso sbarrata da un robusto portone permetteva l’accesso al grande cortile anche alle carrozze e ai carriaggi da trasporto. In genere una parte dell’edificio a scopo abitativo aveva uno o più piane, masseria Lecce, masseria Otranto, masseria a Otranto, masseria Salentoi alti nei quali abitava il “padrone” e la sua famiglia. I piani bassi erano adibiti all’uso abitativo dei contadini e come depositi delle provviste. All’interno del cortile vi erano anche le stalle per i cavalli o per i muli nonché i locali per polli, conigli e volatili vari di allevamento. Altri locali servivano per il deposito degli attrezzi da lavoro e come ricovero di cavalli.

Da alcuni anni si assiste al recupero di alcune di queste masserie a Lecce, che vengono ristrutturate per adibirle ad agriturismi e a Bed & breakfast.  In tal modo si raggiunge anche l’importante obiettivo di garantire la salvaguardia e la conservazione di tali storici monumenti.

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Agriturismo nel Salento

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  • 29 Agosto 2014

Per agriturismo si intende l’ ospitalità con la quale un agricoltore accoglie le persone esterne nella sua dimora; il “contadino” si impegna con questa attività a integrare il proprio reddito creando anche un rapporto più intenso con la società.

Il Pavone, agriturismo a Porto Cesareo, è anche un ristorante dove si possono assaporare tutti i prodotti della cucina tipica del Salento, ambiente ideale per riscoprire tutti i luoghi e i sapori di questa terra, terra che per il suo fascino misterioso attira sempre più turisti.

Lagriturismo a Porto Cesareo è una location rustica ed elegante al tempo stesso, l’ ideale anche per chi voglia trascorrere i momenti più significativi della sua vita qui dal Pavone, come ad esempio matrimoni, comunioni, compleanni, battesimi, e ogni tipo di ricorrenza che sarà curata nei minimi dettagli, in modo da soddisfare nel migliore dei modi quella che è la richiesta da parte del cliente.

Anche per quanto riguarda la cucina i menu saranno personalizzati in modo che possano accontentare tutti gli ospiti che vogliano degustare le deliziose pietanze preparate con ingredienti coltivati e prodotti completamente nati e cresciuti nelle terre del Salento.

Ogni piatto rappresenta la vera essenza della nostra cucina, dove si può notare la genuinità dei prodotti; olio, vino, verdure, legumi sono la vera essenza dell’identità della cucina tipica salentina e il Pavone si propone di farla rivivere in ogni portata esaltandone spesso la storia e le usanze che si riverberano nel tempo.

Il Salento, impregnato di arte e dinamismo, offre in grande abbondanza esempi di strutture ristorative che raccontano per sapori e arredamenti un pezzo della storia della città che le ospita.

L’agriturismo a Porto Cesareo rappresenta il punto di incontro perfetto tra le suggestioni della campagna, il gusto intenso della cucina tipica salentina e la grazia senza tempo della struttura, in una cornice capace di donare fascino, tranquillità e sapori intensi, a due passi da una delle spiagge più belle delle costa salentina.

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Alla Risacca, ristorante a Otranto

Alla Risacca è un ristorante a Otranto che nasce dal desiderio di valorizzare la terra salentina, le nostre tradizioni, il nostro mare. La passione che nasce per valorizzare i luoghi e i sapori del Salento porta ad aumentare l’ attenzione per i dettagli e offrire materie prime sempre più accurate.

Alla Risacca è un ambiente elegante e raffinato collocato nel suggestivo borgo antico della città di Otranto, alle spalle del Castello Aragonese. Esso è caratterizzato da decori essenziali, uno stile minimal e mediterraneo. Osteria Alla Risacca è esperienza. Un’esperienza che conduce l’ospite in un viaggio sensoriale, coniugando tradizione, etica ed estetica con un tocco di innovazione attraverso studio, conoscenza e tanta tanta dedizione.

Il menù rispecchia l’ amore e l’ impegno impiegati per portare a tavola i prodotti di stagione e del territorio, prodotti i cui sapori vengono esaltati dai vini scelti che impreziosiscono al meglio ogni momento speso nella splendida location del ristorante a Otranto.

La struttura è dotata di una sala interna e di una terrazza esterna ideale per la bella stagione, in un ambiente perfetto per qualsiasi tipo di evento si voglia trascorrere.

Un ristorante a Otranto dove la buona e sana tradizione culinaria e un paesaggio tra i più affascinanti si incontrano, realizzando una cornice unica e incantevole dove passare piacevolissimi momenti di convivialità

per poter conoscere una cucina sincera, rude, tradizionale e in linea con le esigenze del consumatore, una cucina in continua evoluzione, senza mai perdere di vista i prodotti e i colori della nostra terra, in cui l’arte casareccia e il desiderio di innovazione trovano l’equilibrio perfetto. Una tappa obbligatoria per gli amanti dei sapori veri e dei prodotti di qualità.

Insomma un vero e proprio percorso sensoriale scelto per i palati più esigenti e desiderosi di scoprire tutte le possibilità concesse in quello che è uno dei più innovativi ristoranti di Otranto.

 

 

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Alle origini della cultura culinaria leccese

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  • 19 Giugno 2014

Per capire la cultura culinaria salentina è necessario conoscerne le radici, la storia e l’evoluzione sociale e politica, metodologie di lavoro e apparati valoriali che sottendono tutto ciò.

Il Salento ha conosciuto rarissimi momenti di gloria in una storia falcidiata da assalti e contaminazioni, domini stranieri e assenza dello stato. Conteso da sempre fra i due poli della civiltà antica, quello europeo e quello bizantino, il Tacco d’Italia ha subito per secoli, fin dal crollo dell’Impero Romano d’Occidente, avvicendamenti al potere e conflitti orientati esclusivamente alla conquista di un lembo di terra strategicamente fondamentale. Mai un governo forte ha coinvolto il territorio in politiche costruttive orientate al bene sociale. Il Salento si è autoalimentato come meglio poteva, traendo linfa vitale dalle produzioni agricole, in un territorio inadatto all’allevamento e in cui la carne si configurava come privilegio per ricchi. La gastronomia leccese si fonda in massima parte sull’agricoltura a cui si affiancava solo nelle zone più prossime alla costa una buona attività di pesca e ha mantenuto tale caratteristica ancora oggi, scandendo una tradizione culinaria che da lì nasce e si emancipa nel significato: le stesse produzioni che per secoli hanno nutrito generazioni di braccianti, oggi subisce un cambio di segno, si trasforma in eccellenza e vessillo di genuinità, riappropriazione dei cicli naturali e di un legame tra uomo e paesaggio che la modernità aveva fatto smarrire. Ogni ristorante a Lecce che ripercorra la specificità del territorio si orienta verso questa direzione, porta avanti un messaggio che è mutato nel significato pur conservando gli stessi contenuti. Verdure di stagione, spesso a km 0 e direttamente coltivate in loco, legumi, prodotti da forno e l’immancabile olio extravergine d’oliva rispondono a una domanda di autenticità sempre più ampia. Frutta, funghi e pesce sono uno specchio del passato che riflette un’immagine del tutto differente a quella storicamente data, e si rifà a quello che è il nuovo scenario socio-economico: una realtà turistica dinamica e in salute che dalle produzioni reiette della sua sottocultura popolare ha ricostruito un’inversione di tendenza, trasformando in fattori di vanto gli aspetti più popolari del marchio identitario.

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Acquistare i prodotti salentini online

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  • 21 Maggio 2014

I prodotti tipici del Salento sono parte integrante di una vacanza nel Tacco d’Italia, elementi di interesse da visitare e scoprire al pari dei monumenti e delle attrattive paesaggistiche. La rosticceria, i dolci, i prodotti da forno, l’olio d’oliva e il vino nella Terra d’Otranto acquistano accezioni e gusti caratteristici che ne fanno alimenti unici. Il retaggio contadino ha sedimentato nel corso dei secoli una dieta fortemente incentrata sulla genuinità, tratto che rende gli odierni agriturismi salentini simboli di eccellenza culinaria ed esempi per un modello di vita più sano. Le stesse aziende agricole danno seguito a un filone di business nato inizialmente per il periodo estivo, conquistando anche lo spazio della rete e proponendosi come negozi online pronti a misurarsi in mercati senza confini.

L’incontro tra la tradizionalità del prodotto e la modernità del mezzo ha portato alla creazione di un tipo di attività perfettamente integrata nelle logiche attuali, propone la specificità che il consumatore sempre più ricerca, ma lo fa attraverso enormi vetrine mondiali potenzialmente in grado di raggiungere qualunque pubblico in ogni luogo.

Olio extravergine d’oliva e vino, nelle sue tipologie di Negroamaro e Primitivo, fanno da apri fila all’assalto delle produzioni salentine nella rete,  eccellenze indiscutibilmente apprezzate e che contano sul riconoscimento del marchio DOP. Essi sono prodotti del Salento e allo stesso tempo ne diventano sponsor, permettendo al marchio territoriale di amplificare ulteriormente la riconoscibilità della terra. A ciò si aggiungono produzioni meno conosciute a chi non ha visitato fisicamente il Salento, ma invece stimati da turisti che hanno modo di farne esperienza e che cercano un modo per riviverla; si tratta di ricette come i taralli e, soprattutto, le friselle, forse il simbolo più significativo della gastronomia estiva. Sintesi di freschezza, genuinità e gusto. Ogni alimento diventa a portata di clic, conserva l’autenticità che lo rende eccellenza e allo stesso tempo, prodotto moderno e capace di competere su palcoscenici internazionali.

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Crociera in barca a vela: Croazia

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  • 10 Maggio 2014

Al riparo dal solito soggiorno – cliché standard e artificioso, i vari operatori turistici hanno sviluppato una serie di proposte alternative, con l’obiettivo di proporre un modo differente di vivere la propria vacanza in maniera autentica. Una crociera in barca a vela in Croazia è tra le ipotesi predilette da un determinato target turistico; determinato, ma diversificato allo stesso tempo. Di base, è un tipo di viaggio indicatissimo principalmente per personalità avventurose e amanti del mare, ma non necessariamente appassionati di nautica e di navigazione. Anche l’età dei partecipanti è piuttosto trasversale: dalle famiglie con figli piccoli a giovani coppie che ricercano un itinerario in stile luna di miele passando per comitive di under 30 o anziani che tendono verso la quiete e le suggestioni naturali. Il fascino della barca a vela è in grado di coinvolgere chiunque subisca la seduzione antica dell’azzurro mar Mediterraneo. A ciò si affianca l’incanto paesaggistico che la costa croata è in grado di offrire, simbolo di incontro tra panorami sublimi e attrazioni storiche, artistiche e culturali, vero motore trainante di uno stato che proprio grazie alla forza e al dinamismo del proprio turismo ha saputo rialzare le sorti di un sistema economico annaspante.

Tra Dubrovnik, Traù e Zara, navigando tra Dalmazia e Istria, la costa slava si lascia scoprire e rivela un patrimonio straordinariamente ricco. Le città portuali della nazione sono state simbolo di un trascorso travagliato e intenso. L’impero ottomano, la Repubblica di Venezia, prima ancora l’impero greco e gli invasori dell’estremo oriente hanno attraversato e occupato la zona, lasciando una traccia indelebile e che oggi rende incredibilmente vario e seducente il profilo urbanistico delle città. Villaggi di piccole e medie dimensioni e porti sviluppati e prosperi come quello di Dubrovnik (Ragusa in italiano) si avvicendano e si rimandano nella sinuosa silhouette del litorale balcanico, da accarezzare a bordo di una barca a vela su cui intrecciare il lusso dell’imbarcazione e l’adrenalina, ancestrale, che sa trasmettere la navigazione.

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Alloggiare in Salento

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  • 24 Aprile 2014

Scegliere di trascorrere le proprie vacanze in Salento è solo il primissimo passo verso una pianificazione che – per forza di cose – dovrà tenere conto di tutta una serie di fattori i quali influenzeranno sensibilmente la qualità del vostro soggiorno. Se prendiamo in considerazione solo la provincia di Lecce, si tratta di organizzare un viaggio in un territorio che si estende per quasi 3.000 km quadrati e che include 300 km di costa e due mari. A ciò si aggiunge un entroterra ricchissimo di siti di interesse e che non si può escludere a priori dal proprio itinerario. Capite da voi che diverso è soggiornare a Otranto, a Gallipoli o a Lecce; ogni località propone diversi punti di forza e qualche “debolezza” e ciò costringe a una valutazione intelligente. Fa la differenza anche programmare in anticipo il mezzo con il quale vi sposterete: se disponete di un automobile, l’ideale è selezionare una residenza leggermente dislocata rispetto alle principali località di mare e spostarsi in macchina, così da risparmiare qualcosa (ma anche qui fate attenzione alle offerte perché non è una cosa automaticamente certa), oppure alloggiare a Lecce, nella splendida provincia salentina. Se invece siete vincolati dai servizi pubblici, allora meglio scegliere di pernottare direttamente nei pressi della località che più vi interessa.

Diverso è un b&b a Gallipoli da un agriturismo a Santa Maria di Leuca o da una luxury room a Lecce; quindi cercate di capire cosa volete dalla vostra vacanza! Coste sabbiose o scogliere? Divertimento notturno o paesaggi e scorci romantici? Avventura o relax? Partendo dal presupposto che dove andate pescate bene, tante sono le meraviglie della costa salentina, si può dire che le maggiori attrazioni notturne come locali e discoteche le offre Gallipoli (ma anche il litorale adriatico si difende bene soprattutto a Torre dell’Orso e Castro Marittima, come altro e tanto si può dire di Capo di Leuca), mentre Otranto è la località ideale per chi cerca le suggestioni romantiche di una località davvero magica (ma la costa ionica propone paesaggi eccezionali come quelli di Porto Selvaggio, a pochi km da Gallipoli). E per chi volesse qualcosa di totalmente differente, c’è la soluzione agriturismo, per un tuffo tra i sapori e le arti salentine. Insomma, cercate di avere un piano preciso, almeno alla partenza, e poi lasciatevi perdere tra le meraviglie del Salento.

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5 vele legambiente: Otranto guida le spiagge salentine

La Guida Blu di Legambiente stila ogni anno la lista delle località costiere più meritevoli, premiandole con un massimo di 5 vele in relazione a diversi fattori strettamente correlati con questioni ambientali e di gestione turistica. La Puglia si è attestata, in relazione all’anno 2013, al secondo posto per numero di coste premiate dall’ente, 11 in tutto, di cui quattro a 5 vele e sette a 4, secondi solo alla Sardegna che ne ha conquistate 18 e davanti alla Toscana (9). Delle quattro località pugliese a 5 vele, tre sono salentine: Otranto (14° in classifica generale), e le marine di Nardò e Melendugno. A esse si aggiungono le 4 vele conferite a Diso, Gallipoli e Castro, per un totale di ben sei comuni della provincia di Lecce premiati.

L’attestato di Legambiente è un conferimento molto significativo in quanto non tiene in conto solo la bellezza dei siti, ma considera una serie di fattori correlati con la cura dell’ambiente, del patrimonio culturale e quello paesaggistico, e con la gestione delle risorse energetiche e dei rifiuti. Anche un agriturismo a Otranto assume rilevanza particolare in quanto importante dal punto di vista delle preservazione delle tradizioni e la valorizzazione e diffusione della cultura enogastronomica locale.

Ciò che ha permesso a Otranto, la migliore tra le località salentine (sempre secondo la classifica di Legambiente), di affermarsi in maniera così incisiva sono una serie di elementi che concorrono a rendere unica la località sulla costa adriatica: un borgo eccezionale, spiagge incantevoli, monumenti di forte rilevanza artistica, storica e culturale. E a ciò si affianca la narrazione gastronomica che si articola nella zona, che ogni agriturismo a Otranto ha avuto un ruolo chiave nel creare e a diffondere.

Dunque bene così, perché il Salento continua la sua corsa verso l’emancipazione da un turismo che sia esclusiva mento del divertimento balneare, affermando le proprie eccellenze e contraddistinguendosi per i servizi e l’attenzione verso l’ambiente.

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Alopecia androgenica e alopecia telogenica

La caduta capelli è generalmente indicata con il termine calvizie. La terminologia medica parla invece di alopecia, anche se la definizione necessita di un chiarimento. La calvizie vera e propria, quella causata da fattori ereditari, si definisce alopecia androgenica (o androgenetica); si tratta di un processo irreversibile che può essere rallentato attraverso trattamenti farmaceutici ma non impedito in maniera assoluta. Nel caso di alopecia androgenica, l’unica soluzione definitiva è quella del trapianto di capelli. In realtà non è vero che il cuoio capelluto rimanga privo di capelli: essi sono ancora presenti all’interno del bulbo pilifero, tuttavia subiscono una significativa miniaturizzazione che li rende invisibili all’occhio umano.

L’alopecia androgenica, però, non è l’unico tipo di calvizie esistente in natura. La caduta capelli infatti può essere causata da fattori esogeni, i quali provocano un graduale ma rapido decorso negativo del capello che si manifesta con stempiatura a chiazze. Questo tipo di alopecia è definita telogenica ed è causata prevalentemente da prolungate situazioni di stress subite dal soggetto. L’alopecia telogenica è un processo reversibile, a patto che il soggetto riesca a recuperare uno stato di quiete.

Nel caso della alopecia androgenica la calvizie è causata da una sovrapproduzione di diidrotestosterone, un ormone prodotto dall’intervento dell’enzima 5-alfa-reduttasi sul testosterone. L’azione eccessiva di tale enzima provoca l’eccessiva presenza di diidrotestosterone, la quale a sua volta causa a sua volta alopecia. L’alopecia telogenica, come detto, è una conseguenza dello stress. Per contrastare gli stati di tensione, ipotalamo e ipofisi producono ormoni di rilascio della corticotropina (CHR). Tali ormoni inibiscono le cellule responsabili della riproduzione dei capelli, rallentando o arrestando del tutto la ricrescita. Sebbene quest’ultimo tipo di alopecia sia, come detto, reversibile, è importante che lo stato di stress non sia prolungato. In caso contrario, il disturbo si trasforma in una vera e propria patologia e richiederà una terapia di tipo cognitivo – comportamentale.

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Agriturismi vs coste marine: il turismo salentino corre su due binari

La masseria in Salento è specchio fedele di uno stile di vita che, portato avanti fino a pochi decenni fa come l’unico possibile, oggi ha saputo realizzare la fuoriuscita dal complesso sistema simbolico arcaico che lo zavorrava e diventare qualcosa di nuovo, come tutela delle tradizioni e dell’autenticità dei prodotti, riappropriazione degli spazi contadini, recupero di un’identità consolidata prima, rinnegata poi, rivalutata oggi. Dall’altra parte, la cultura salentina si è configurata su un’altra eccellenza che, soprattutto dagli anni 2000, si è presa la scena con dirompenza, ovvero la costa che da est a ovest passando per Capo di Leuca impreziosisce il contesto dell’intera provincia di Lecce. Da queste due diverse facce di un’unica e frastagliata dimensione territoriale si sono sviluppati due diversi tipi di turismo, entrambi importantissimi per l’economia del luogo ma totalmente diversi nel modo di interpretare e di scoprire la realtà salentina. Non si può certo parlare di conflitto né di divergenza tra i due, trattandosi di due fondamentali risorse locali, ma è altro e tanto vero che da questi due approcci ne deriva una riscoperta del Salento del tutto differente; relax vs divertimento, naturalezza vs trambusto , calma vs passionalità.

Ovviamente, ai due sistemi presi in considerazione corrispondono target totalmente diversi per età, aspettative, possibilità di spesa e cercare di sospingere un tipo di turismo a discapito di un altro si rivelerebbe totalmente errato; sono la risposta più naturale a due tipi di domanda differenti e, per certi versi, inconciliabili. Non si può chiedere alla comitiva di ragazzi under 25 di cambiare itinerario e gettarsi alla scoperta della masseria in Salento, né alla pacata e tranquilla coppia di mezza età che cerca solo un po’ di relax di buttarsi a capofitto sulla costa gallipolina e dedicarsi a danze selvagge, questo è ovvio. Per tale ragione è da considerarsi sbagliata nella premessa la pretesa di chi condanna il divertimentificio sorto negli ultimi anni in “Salentolandia” etichettandolo come violenza territoriale. È soprattutto quel tipo di turismo che ha permesso al brand Salento di crescere e di sviluppare altre nicchie di mercato, di generare indotti considerevoli, di aumentare la riconoscibilità del marchio. Ben venga dunque questo dualismo inconciliabile, e speriamo che possa non consumarsi mai e che possa continuare ad alimentarsi, magari a sfiorarsi, ma senza che l’uno confluisca nell’altro.

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Rendere sicuri gli infissi di casa

Il primo passo verso la messa in sicurezza del vostro appartamento passa per l’affidabilità degli infissi. Prima ancora del sistema d’allarme, la tenuta di porte e finestre riveste un ruolo decisivo ed è un baluardo che, se realizzato nel modo giusto e con gli opportuni accorgimenti, può essere un deterrente sufficiente a provocare la resa del ladro. Per un’ulteriore sicurezza, tuttavia, è possibile inserire una serie di accessori in grado di garantire un’affidabilità quasi totale dei vostri infissi a Lecce, specie considerando che la quasi totalità dei furti è occasionale e che un serramento difficile da scardinare in pochi minuti è un motivo già di per sé validissimo per spingere in ritirata il malintenzionato.

Il nottolino è la piccola parte di un ingranaggio a ruota dentata che impedisce che esso possa ruotare in senso inverso. I nottolini a fungo sono un tipo diverso di accessorio che aumenta il livello di sicurezza in quanto aumenta i dispositivi di bloccaggio, rendendone complicatissima la manipolazione. Un altro strumento è lo scontro in acciaio con cui rivestire sia la parte superiore che quella inferiore del perimetro dei vostri infissi a Lecce.

Un livello superiore di sicurezza può essere garantito dall’inserimento di ulteriori scontri in acciaio da applicare sia sull’anta primaria che su quella secondaria del serramento, e una placca interna alla serratura in grado di bloccare l’eventuale utilizzo di trapani per forzare la maniglia. Un ulteriore elemento di sicurezza è apportato dall’utilizzo di vetrate esterne antisfondamento. Il vetro, ovviamente, è la parte più fragile del serramento, utilizzare quindi vetri appositamente studiati per una maggior sicurezza abbassa il livello di rischio.

Si tratta di accorgimenti e aggiunte con un costo contenuto e di semplice applicazione, ma che possono fare una grande differenza in situazioni specifiche. I furti sono spesso episodi accidentali che possono essere scongiurati anche solo con queste minime accortezze, fermo restando che per una tutela totale dell’immobile occorre integrare un efficiente sistema d’allarme.

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Carteggiare gli infissi in legno

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  • 24 Febbraio 2014

Se i tuoi infissi a Lecce sono realizzati in legno, allora occorre prestare notevole attenzione all’aspetto della manutenzione di porte e finestre. I serramenti in legno sono i più ambiti e apprezzati se si prende in considerazione l’aspetto estetico, ma richiedono un’attenzione notevolmente superiore rispetto a PVC e alluminio la cui manutenzione è pressoché nulla.

Carteggiare gli infissi significa levigare con carta vetrata la superficie della porta o della finestra, al fine di rimuovere ogni striatura o danneggiamento della parte interessata, a cui deve poi seguire l’operazione di verniciatura, per ripristinare l’aspetto iniziale (o per darne uno nuovo). Le attività di carteggio e verniciatura necessitano di considerazioni preliminari: è consigliabile svolgerle durante la stagione estiva, tuttavia evitate, soprattutto per gli infissi esterni, di verniciare ad alte temperature, scongiurando così il rischio che la tinta si asciughi troppo rapidamente e in maniera non uniforme. Considerate che solitamente per le superfici in legno viene usata la vernice satinata, la quale riflette solo la luce e ha un effetto ottico differente dalla tintura lucida; non trascurate questo aspetto per evitare effetti ottici non desiderati.

Prima di tutto, prima di iniziare a carteggiare il serramento con una carta vetrata fine bisogna smontare maniglie e serratura, poi carteggiate e spolverate via i residui. Successivamente, se lo ritenete opportuno, è il momento di stuccare le parti interessate, o con stucco colorato della cromatura scelta o usando quello bianco con qualche goccia di colore (meglio non lasciare lo stucco bianco, l’effetto all’occhio non è affatto piacevole). A questo punto è consigliabile effettuare una seconda mano di carteggio e pulire nuovamente la polvere, ma solo dopo che vi siate assicurati che la seccatura dello stucco sia completa. La superficie deve essere uniforme prima di iniziare a verniciare, per cui continuate a passare la carta a vetro finché non ritenete di aver ottenuto il risultato atteso. A questo punto potete procedere con la verniciatura dei vostri infissi a Lecce; utilizzate tinture ad acqua o a base solvente e, se l’avete a disposizione, optate per la pistola a spruzzo. In alternativa, anche il rullo è un ottimo strumento per l’operazione.

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Come avviene l’estrazione della pietra leccese

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  • 5 Febbraio 2014

L’estrazione della pietra leccese avviene secondo procedure ormai consolidate, utilizzate nelle cave situate principalmente nei comuni di Maglie, Melpignano, Cursi e Corigliano d’Otranto. Il procedimento di estrazione si articola in cave a cielo aperto ovvero miniere realizzate per estrarre i materiali situati nella superficie del sottosuolo. Il procedimento è differente rispetto a quello che riguarda invece l’estrazione del tufo e si articola in quattro fasi: decespugliamento, sbancamento, livellamento e lavorazione.

Il decespugliamento consiste nella fase di rimozione degli strati superiori della superficie. Attraverso escavatori e gru vengono eliminati alberi, piante e arbusti in modo da consentire i trattamenti successivi; nella fase di sbancamento viene estratto il primo strato di roccia, definito cappellaccio. Tale strato si caratterizza per l’irregolarità delle forme e del volume, a differenza degli strati più profondi. Deterioramenti e irregolarità rendono il cappellaccio non utilizzabile in fase di lavorazione, ragion per cui viene rimosso, solitamente mediante l’impiego di materiale esplosivo se esso è particolarmente duro, altrimenti utilizzando pale cingolate. La terza fase, quella di livellamento, consiste nella creazione di tunnel verticali all’interno dei quali sarà possibile estrarre i primi blocchi di pietra. Per ottenere ciò vengono utilizzati due apparecchiature, l’intestatrice e la scalzatrice. L’intestatrice è utilizzata per la tornitura cilindrica della roccia, la quale viene perforata perpendicolarmente, e lì verrà messa in funzione la scalzatrice. Quest’ultima è utilizzata per tagliare verticalmente la pietra, aprendo il passaggio per i macchinari di estrazione. L’ultima fase è quella della lavorazione vera e propria, in cui i blocchi vengono squadrati e successivamente tagliati in diverse forme e dimensioni, in modo da facilitarne il trasporto.

Tali procedimenti sono purtroppo dannosi per l’ambiente e devastano il territorio interessato. Ciò va in netta contrapposizione con la storia stessa della pietra leccese, la quale un tempo fuoriusciva spontaneamente dal terreno e poteva essere raccolta e utilizzata senza la necessità di alcun trattamento, nel pieno rispetto delle esigenze del territorio.

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A che serve l’analisi delle acque

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  • 5 Febbraio 2014

L’analisi acque Lecce segue un iter regolamentato direttamente dall’Unione Europea, e risulta di importanza fondamentale per l’equilibrio ecologico e chimico-fisico dell’ambiente di riferimento. Per acque reflue, o di scarico, si intendono tutte quelle acque corrotte dall’azione dell’uomo, le quali, una volta utilizzate, finiscono nei canali di scarico e rilasciate nell’ambiente. Tali acque, come si intuisce con facilità, non possono essere immediatamente riutilizzate; esse, durante il loro utilizzo, vengono contaminate da una serie di agenti organici e inorganici che ne modificano la consistenza chimica rendendole potenzialmente dannose.

Le acque si suddividono in vari modi a seconda del criterio di classificazione che si applica. In base alla loro stagnazione si dividono in acque reflue, superficiali e sotterranee. Tale classificazione è di vitale importanza in quanto, per ognuna di esse, viene adottato un processo di analisi differente. In relazione al tipo di acqua di scarico, essa si differenzia in acque domestiche, industriali, urbane e industriali assimilabili alle domestiche. L’analisi acque Lecce deve rispettare parametri di diversa natura: chimici (temperatura, conducibilità elettrica, colore ecc), fisici (Ph, alcalinità, richiesta di ossigeno ecc.) e biologici (salmonelle, escherichia coli, streptococchi ecc.). A ciò si affianca l’analisi delle emissioni causate dall’estrazione delle risorse idriche, le quali sono segnalate da una specifica tabella che ne indica i limiti di tolleranza. Tale tabella costituisce l’allegato 5 parte III del decreto legislativo n. 152/06 in cui le acque industriali vengono suddivise in pericolose o non pericolose. Sempre tale allegato specifica le modalità di scarico e la quantità di emissioni a seconda del tipo di acqua  con cui si ha a che fare.

In conclusione, l’analisi delle acque svolge una funzione fondamentale nella salvaguardia dell’ambiente e della salute di tutti noi, è alla base di un sistema di controllo e gestione della salubrità delle acque, ne garantisce lo stato fisico-chimico ottimale e consente, grazie alle norme elaborate, di organizzare in modo corretto il giusto smaltimento delle risorse di scarico, senza impattare negativamente sull’ambiente.

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