(ICN-News/GCIC) – Il Global Financial Service della nota banca inglese Barclays sponsorizzerà l’edizione 2008 del Diwali, “Il Festival delle Luci”, in programma a Trafalgar Square il prossimo 19 ottobre. Non solo, ma la festa indù avrà pure la copertura televisiva di un grande evento. Organizzatori: Il sindaco di Londra ed il Comitato Diwali di Londra.
Alla Barclays non stanno nella pelle. Deanna Oppenheimer,
Barclays UK Retail Banking: “Sono molto emozionata al pensiero che Barclays abbia l’opportunità di finanziare un evento così importante come il Diwali a Trafalgar Square. Ci sono tutte le premesse di un’occasione fantastica nella quale si celebrerà la diversità di Londra”.
I visitatori avranno l’opportunità di partecipare alla cerimonia di apertura durante la quale saranno accese delle luci al suono dei canti Diwali e d’imparare la danza garba del Gujarati (origini religiose). Sarà presente la Chinmaya Mission. Cantastorie riproporranno vecchi racconti indù e le leggende Diwali.
La festa, celebrata da indù, sikh e giainisti, ha un significato religioso e rappresenta la vittoria del bene sul male, della luce sulle tenebre.
“Diwali – scrive il sito dedicato al festival – simboleggia l’antica cultura indiana che insegna a mettere in fuga l’ignoranza che soggioga l’umanità e a far scomparire le tenebre che avviluppano la luce della conoscenza. Diwali, il festival delle luci anche oggi, in questo mondo moderno, proietta il ricco e glorioso passato dell’India”.
Parole, soltanto parole. La realtà è ben diversa. Dal mese di dicembre del 2007, che segna la prima ondata di violenza indù contro i cristiani, in India trionfa invece il male. L’unica luce che i cristiani vedono è quella che proviene dalle fiamme delle loro chiese incendiate. In Inghilterra, il Sindaco di Londra mette mano al portafogli per finanziare le celebrazioni indù, in India, gli indù mettono mano a strumenti di distruzione decisi ad eliminare la presenza cristiana sotto gli occhi distratti della polizia. “Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi”, dice una vecchia canzone italiana.