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Marco Filippini, Test di qualità alle Cure Palliative, ancora molto da fare

Cure palliative, sul sito di Marco Filippini i dati della ricerca Agenas pubblicata su Sole24Ore Sanità. Un sito per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore. L’esperienza a difesa del malato.

In regola solo il 19% delle unità. Di seguito i dati della ricerca condotta da Agenas e pubblicata su Sole 24 Ore Sanità di questa settimana.

Il 39% delle Unità di cure palliative domiciliari (Ucp) non lavora con medici dedicati e specializzati o con almeno esperienza triennale, non compila un Piano assistenziale individualizzato, non opera con infermieri dedicati. In altre parole, non rispettano alcuni tra i parametri più significativi stabiliti dall’Intesa Stato-Regioni del 25 luglio 2012, attuativa della legge 38/2010.

Solo il 19% può essere classificato di buon livello mentre il 42% soddisfa almeno i criteri minimi. All’indagine, che si è svolta su base volontaria, hanno aderito 177 unità di offerta di cure palliative domiciliari (di queste 132 sono con équipe dedicate), 143 realtà che forniscono supporto alla famiglia e al caregiver, 90 Uo di Oncologia, Ematologia o Onco-Ematologia che si occupano di continuità delle cure nell’ambito delle cure palliative e 8 Ucp pediatriche.

FONTE: marcofilippini.it

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Votazioni per Camera e Senato. Bonfrisco, forte preoccupazione per i temi economici

Al Senato, fra chi del Pdl era incaricato di contare i voti, c’era la senatrice Cinzia Bonfrisco: «Ho contato le schede bianche del gruppo di Monti, mentre sono arrivati 15 voti dei grillini grazie all’accordo fra il Pd e il 5 Stelle. C’è delusione, forte preoccupazione. È sempre più evidente che si va a un governo del Pd con appoggio più o meno nascosto del 5 Stelle. Questo ci preoccupa molto, soprattutto in ordine ai temi economici».

Habemus, dopo papa Francesco, anche i presidenti di Camera e Senato. E comincia la battaglia anche nella pattuglia veronese di parlamentari, 11 deputati e un senatore. Com’era prevedibile, qualche ponte di ipotetico dialogo fra Pd-Sel e Movimento 5 Stelle è stato creato. Mentre si allarga la crepa fra centrosinistra, da una parte, montiani e centrodestra dall’altra. Laura Boldrini, di Sel, e Pietro Grasso, del Pd, sono stati eletti rispettivamente presidenti della Camera e del Senato, ma la loro attività parte in salita. E chi è partito dall’Adige per andare al Tevere conferma questo quadro. «Per il curriculum e l’esperienza Laura Boldrini è senz’altro persona all’altezza dell’incarico e la misureremo in aula», dice Alberto Giorgetti, deputato del Pdl, «ma la sua matrice culturale è palesemente di sinistra, essendo di Sel e accolta con entusiasmo anche dal 5 Stelle. Molto più spostata dell’area centrista del Pd, dunque», spiega. «È un ulteriore passo indietro verso l’ingovernabilità».

Sul fronte leghista anche Matteo Bragantini, deputato della Lega Nord, contrasta la scelta. «Il Pd ha deciso di votare un esponente di Sel», dice, «e hanno scelto al loro interno. Ho trovato poi il discorso della Boldrini molto retorico. Ha parlato solo delle sofferenze degli extracomunitari, a cui vuole aprire le porte, poi dei detenuti, ma forse si è dimenticata della crisi economica e istituzionale. Vedremo nei fatti se sarà super partes e garante di tutte le posizioni o sarà, invece, di parte». SUL FRONTE del Pd viene accolta con grande favore l’elezione della Boldrini. «Il primo atto del nostro Parlamento è stato quello di eleggere una donna», dice Alessia Rotta, deputato del Pd, «una donna coraggiosa, che non è una promessa ma da 20 anni lavora per i diritti. Le sue prime parole sono state importanti, si riparte dagli ultimi, si deve ritrovare la passione che animi la politica, il senso delle istituzioni e naturalmente i crimini inaccettabili, come quelli contro le donne. Sottolineo poi il grande gesto della coalizione Italia Bene Comune: il Pd», conclude la Rotta, «ha dimostrato di ascoltare i cittadini che chiedono rinnovamento, ma accompagnato da responsabilità, come sottolinea Bersani».

E Francesca Businarolo, deputato del 5 Stelle, spiega: «Auguriamo buon lavoro alla neoeletta presidente. E ci auguriamo che la Camera diventi la casa della buona politica. Verificheremo con i fatti se i propositi enunciati nel discorso verranno mantenuti». SIA LA BOLDRINI che Grasso sono stati già a Verona, negli anni scorsi, ma Vincenzo D’Arienzo, deputato del Pd e segretario provinciale fa sapere: «L’ho invitata in Arena per l’opera e lei ha detto che verrà volentieri». Gianni Dal Moro, deputato del Pd: «Abbiamo credo mantenuto la parola: responsabilità nel cambiamento. Laura Boldrini e Piero Grasso sono certo saranno due presidenti di tutti gli italiani. Ora diventa più chiara la differenza tra la politica che costruisce e quella che distrugge».

Al Senato, fra chi del Pdl era incaricato di contare i voti, c’era la senatrice Cinzia Bonfrisco: «Ho contato le schede bianche del gruppo di Monti, mentre sono arrivati 15 voti dei grillini grazie all’accordo fra il Pd e il 5 Stelle. C’è delusione, forte preoccupazione. È sempre più evidente che si va a un governo del Pd con appoggio più o meno nascosto del 5 Stelle. Questo ci preoccupa molto, soprattutto in ordine ai temi economici».

FONTE: L’Arena

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Fabrizio Palenzona, autostrade e aeroporti, l’operatore nazionale è realtà

Con la fusione di Gemina (Adr) e Atlantia (Autostrade Italia) nasce il colosso italiano delle infrastrutture: 5mila km di tracciati a pedaggio e 41 milioni di passeggeri a Fiumicino. “Un’operazione che mette insieme le capacità di Adr di essere un grande gestore di aeroporti con la straordinaria capacità dimostrata da Atlantia di stare sul mercato e gestire le più importanti opere pubbliche”, ha dichiarato così il presidente di Gemina e Adr, Fabrizio Palenzona, aprendo la conference call per illustrare la fusione per incorporazione tra Atlantia e Gemina, che controlla Aeroporti di Roma.


Come noto, il 9 marzo scorso i cda delle due società hanno approvato l’operazione, dalla quale nascerà una holding che mantiene il nome di Atlantia e resterà quotata in Borsa. Essa controllerà al 100% Autostrade (5mila km di autostrade a pedaggio, di cui 3mila in Italia e 2mila all’estero) e al 96% Aeroporti di Roma, gestore del primo scalo italiano con 41 milioni di passeggeri.
Il tipo di merging, che balza in testa tra i principali avvenuti nel Paese, prevede esclusivamente uno scambio azionario e va a completare il riassetto del gruppo Benetton, azionista di controllo con il 45,6% delle azioni della holding.

Nasce in tal modo un riferimento nazionale del settore delle infrastrutture “con molte opportunità: contribuire a creare uno dei leader mondiali nel settore delle infrastrutture e ottimizzare la realizzazione degli impegni concessionari, sia il loro costo in termini di efficienza e finanziamenti”, ha sottolineato Palenzona.

Ora la fusione è condizionata all’approvazione da parte delle assemblee e a una serie di condizioni sospensive, tra le quali la registrazione della Corte dei conti del contratto di programma di Adr, che non è ancora arrivata.

Nel frattempo il consiglio di amministrazione di Gemina ha confermato i vertici di Adr per il prossimo triennio: Fabrizio Palenzona resta presidente e Lorenzo Lo Presti amministratore delegato.

FONTE: guidaviaggi.it

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Terapia del Dolore: Sul Sito di Marco Filippini Pain Practice del 6 Marzo 2013

Il sito di Marco Filippini per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore. Marco Filippini, l’esperienza a difesa del malato.

Dolore benigno: un trattamento adeguato allevia costi e migliora la terapia. Pain Practice del 6 Marzo 2013 sul sito di Marco Filippini.

Una recente rassegna di studi sul dolore cronico ha analizzato studi pubblicati dal 1999 al 2012 sintetizzando i seguenti risultati:

Il dolore cronico ha una prevalenza di circa il 20% nei pazienti adulti
7% dei pazienti hanno dolore neuropatico
7% dei pazienti hanno dolore severo

Un adeguata terapia del dolore, con riduzione dell’ intensità della sintomatologia del 50% ,migliora sia il dolore, sia il senso di spossatezza, la qualità di vita, il sonno, la depressione e tutte le attività correlate al lavoro. La rassegna suggerisce alcuni modelli organizzativi su cui basare l’ organizzazione dei reparti considerando risparmi per il sistema e migliori risultati per i pazienti.

Pain Practice 6 Mar 2013

FONTE: marco filippini.it

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Palenzona Fabrizio: Atlantia, da fusione molte opportunita’ per Gemina e AdR

La fusione tra Gemina e Atlantia è sicuramente un’opportunità che “mette insieme le capacità di Adr di gestore aeroportuale con la straordinaria capacità di Atlantia, che è tra i più efficienti gestori di opere pubbliche”. A sostenerlo il presidente di Gemina e Adr, Fabrizio Palenzona, durante la conference call per la presentazione dell’operazione.

Per Adr la fusione contribuire a “costruire uno dei principali operatori nel settore infrastrutturale, sia autostradale che aeroportuale” mentre per “Gemina rappresenta un’opportunità di grande liquidità”.

L’amministratore delegato di Atlantia, Giovanni Castellucci, ha voluto invece precisare che l’operazione non presenta rischi di integrazione, auspicando una “rapida ratifica” da parte della Corte dei conti del contratto di servizio siglato tra Adr ed Enac per l’aeroporto di Fiumicino, una delle condizioni per l’efficacia della fusione.

Castellucci ha poi sottolineato che “non c’è nessuna ragione per cambiare la politica sui dividendi” e che questo tema verrà affrontato dopo l’assemblea di bilancio.

FONTE: teleborsa.it

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Convegno CML Path to cure: Nilotinib, guarire la leucemia mieloide cronica

Grazie ai nuovi inibitori della tirosin-chinasi come nilotinib, un numero significativo di pazienti può arrivare alla guarigione della leucemia mieloide cronica. Lo sostengono gli esperti riuniti a Bologna per il convegno “CML Path to cure: Communicate Meet & Link to build the path to cure”, che coinvolge oltre 200 specialisti del settore. Questo importante risultato è figlio della strategia “Path to CureTM”, voluta da Novartis, che ha portato allo sviluppo di tecniche standardizzate di monitoraggio della patologia in tutta Italia. Lo studioENESTFreedom mira a valutare la possibilità di sospensione della terapia con nilotinib e quindi il raggiungimento della guarigione.


Grazie ai nuovi inibitori della tirosin-chinasi come nilotinib, più potenti ed efficaci del capostipite imatinib, un numero significativo di pazienti può arrivare alla guarigione di una malattia che fino a qualche decennio fa portava spesso a morte. A dirlo gli esperti riuniti a Bologna per il convegno “CML Path to cure: Communicate Meet & Link to build the path to cure”, che coinvolge oltre 200 specialisti.

Questo importante risultato è figlio della strategia “Path to CureTM”, voluta da Novartis, che ha portato allo sviluppo di tecniche standardizzate di monitoraggio della patologia in tutta Italia e allo sviluppo di studi clinici che si pongono l’obiettivo di interrompere le cure in una percentuale sempre più elevata di pazienti.

In questo senso sta per partire lo studio ENESTFreedom, che mira proprio a valutare la possibilità di sospensione della terapia con nilotinib e quindi il raggiungimento della guarigione. Coinvolti inizialmente otto centri italiani, a conferma dell’elevatissimo livello scientifico e tecnologico dell’ematologia italiana.

Quattro-cinque pazienti su dieci, tra quanti ottengono grazie alla terapia la risposta molecolare completa, ovvero un livello talmente basso di cellule leucemiche residue da non poter più essere evidenziato con le comuni tecniche di monitoraggio, potrebbero arrivare a sospendere la terapia perchè guariti. Ad oggi non è possibile definire con certezza quanti e quali malati possono raggiungere questo obiettivo, ma i progressi sono estremamente incoraggianti e fanno ben sperare per il futuro.

E’ una vera e propria rivoluzione quella che coinvolge la leucemia mieloide cronica (LMC), che fino a qualche anno fa sembrava una malattia invincibile trattabile solo in casi selezionati con il trapianto di midollo, e che oggi può essere dominata grazie ai moderni inibitori della tirosinochinasi, come nilotinib. Il messaggio giunge da Bologna, dove si riuniscono i massimi esperti dell’ematologia italiana in occasione del convegno “CML Path to cure: Communicate Meet & Link to build the Path to Cure” e si fa il punto sulle prospettive di cura di una malattia che oggi, anche grazie alla strategia “Path to CureTM” messa in atto da Novartis, può essere guarita in alcuni casi.

“La leucemia mieloide cronica ha una frequenza di circa 15 nuovi casi per milione per anno, che in un paese come l’Italia vuol dire circa 900 nuovi casi ogni anno – spiega il Prof. Michele Baccarani, Professore di Ematologia Università di Bologna – Dal 2000 la scena terapeutica è stata dominata da imatinib, al quale fanno oggi compagnia almeno altri quattro inibitori delle tirosin-chinasi. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, che per almeno 20 anni era stato lo strumento terapeutico principale, l’unico in grado di produrre guarigioni, è ora impiegato solo nei casi di comprovata resistenza agli inibitori delle tirosino chinasi. La leucemia mieloide cronica rappresenta un modello di malattia “pre-maligna” che inevitabilmente diventerebbe maligna (crisi blastica – come una leucemia acuta – peggio di una leucemia acuta) se non fosse colpita dai farmaci diretti specificamente verso la molecola leucemogena, farmaci che essendo specifici sono poco tossici per la parte sana dell’organismo”.

Grazie all’introduzione delle nuove terapie con più potenti inibitori della tirosin-chinasi di BCR-ABL (quindi capaci di andare a interferire direttamente e con maggior “intensità” rispetto a imatinib sul meccanismo genetico che dà il via alla malattia) come nilotinib, è aumentato il tasso di sopravvivenza dei pazienti affetti da LMC e dunque di coloro che vivono con la malattia. Ma soprattutto le ricerche più recenti dimostrano che oggi è possibile anche giungere ad una completa guarigione, cioè a non aver più bisogno di trattamenti farmacologici. Mediamente il 40-50 per cento dei pazienti che ottengono la risposta molecolare completa dopo terapia può raggiungere l’obiettivo della guarigione, ovvero la sospensione del trattamento senza andare incontro a recidive. Le percentuali di successo terapeutico, in genere, sono maggiori nei pazienti che sono in cura da più anni e in coloro che fin dall’inizio avevano una malattia più mite e meno aggressiva. “Ovviamente queste percentuali si riferiscono ai casi in cui si è ottenuta la Risposta Molecolare Completa – precisa il Prof. Giuseppe Saglio, Professore Ordinario di Medicina Interna ed Ematologia dell’Università di Torino – Ospedale Universitario S. Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino) – Bisogna sempre ricordare che si ottiene una più elevata percentuale di Risposta Molecolare Completa quando si impiegano inibitori della Tirosin-chinasi più potenti, come nilotinib ad esempio. Dopo quattro anni di trattamento con nilotinib, assunto al dosaggio di 300 milligrammi per due volte al giorno, il 40 per cento dei pazienti in terapia raggiunge questo importantissimo obiettivo. Inoltre la terapia con nilotinib si è rivelata in grado di far raggiungere la remissione molecolare completa (la premessa perchè la sospensione della terapia possa almeno essere tentata) in una significativa percentuale di pazienti e in tempi molto brevi, con indubbi vantaggi per la qualità della vita dei pazienti e anche per le finanze del sistema sanitario nazionale. Questi sono i risultati della strategia “Path to CureTM”, sviluppata per compiere passi avanti nel percorso verso la cura definitiva dalla patologia rafforzando la collaborazione con ricercatori, esperti scientifici ed associazioni pazienti”.

L’approccio “Path to CureTM”, sostenuto da Novartis, punta alla ricerca di nuove soluzioni terapeutiche e alla standardizzazione del metodo di misura della risposta alla terapia per raggiungere quell’obiettivo che abbiamo visto essere fondamentale: definire una risposta molecolare ancora più profonda, la risposta molecolare completa. Inoltre nell’ambito del “Path to CureTM” si sviluppano studi clinici specifici per consentire avanzamenti nelle conoscenze sulla patologia e favorire il raggiungimento dell’obiettivo “guarigione”, quando ovviamente questo sia possibile. Ne è un esempio lo Studio ENESTFreedom, che sta prendendo il via in queste settimane e mira a valutare la possibilità di sospensione della terapia con nilotinib e quindi il raggiungimento dell’obiettivo guarigione. Il trial, che dovrebbe concludersi nel 2018, sarà effettuato in molti Paesi del mondo e coinvolgerà inizialmente otto centri italiani.

Oltre ai trial clinici, peraltro, la strategia “Path to CureTM” si basa anche sull’opportunità di studiare con le migliori tecnologie disponibili in ogni regione del nostro Paese l’evoluzione della malattia. “Noi ematologi abbiamo a disposizione farmaci estremamente efficaci ed abbiamo la possibilità di indurre la remissione ematologica abbastanza rapidamente in quasi tutti i pazienti – conferma il Prof. Fabrizio Pane, Professore Ordinario di Ematologia – Direttore U.O. di Ematologia e Trapianti di Midollo Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli – Presidente della Società Italiana di Ematologia (SIE) – Per questo è fondamentale disporre di indagini estremamente sensibili per utilizzare al meglio i farmaci stessi e soprattutto per valutare l’effetto del farmaco sulla malattia. Questo tipo di approccio è a tutto vantaggio del paziente, che può seguire il trattamento più indicato per il suo specifico caso. Grazie allo sviluppo e all’impiego di test specifici oggi siamo in grado di ottenere un impiego più appropriato dei farmaci, dall’altro di influire sulla prognosi del paziente. È anche grazie a questi test che oggi, nei pazienti che rispondono meglio alle cure, osserviamo un’aspettativa di vita paragonabile a quella dei pari età sani. Un esempio di questo approccio è il progetto Labnet, nato in Italia nel 2007, che coinvolge 40 laboratori in tutta Italia ed è nato sotto l’egida della SIE e gestito dal GIMEMA – Gruppo Italiano Malattie Ematologiche nell’adulto. Rappresenta un’arma di estrema importanza per la gestione della patologia, grazie ad un network di laboratori in grado di assicurare prestazioni di altissimo livello. In pratica grazie a Labnet si mettono in rete una serie di strutture specializzate in biologia molecolare in Italia che effettuano un monitoraggio della risposta molecolare di elevato livello e privo di carico economico per pazienti ed ospedali attraverso metodiche sofisticate standardizzate e di elevata qualità”.

Per ulteriori informazioni
Ufficio stampa
Burson-Marsteller – tel. 06 6889631
Rossella Carrara – [email protected] – 349 7668005
Simona Valentini – [email protected] – 340 6994602
Valentina Del Prete – [email protected] – 342 7964375

FONTE: Clic Medicina

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Asseprim presenta “Generazione 2.0 Made in Italy”

Venerdì 14 dicembre, alle ore 17, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, Via Poli 21, Roma, Federico Capeci, Duepuntozero Research, Stefano Vitta , Chief Digital Strategist Connexia, Erica Corti, Membro di Giunta Asseprim Confcommercio, Stefano Epifani, Università La Sapienza, direttore techeconomy.it, presentano la ricerca “Generazione 2.0 made in Italy. I primi italiani interamente cresciuti sul web 2.0, al di là di ogni pregiudizio, ipocrisia, idiozia”. A coordinare i lavori sarà l’Onorevole Antonio Palmieri, Deputato della Commissione Cultura.

Che cosa fa la Generazione 2.0 quando è connessa? Quali sono i siti maggiormente visitati? Quali i principali influencers?

Discutono e commentano la ricerca: Franco Bechis, vicedirettore di Libero, Sandro Gilioli, L’Espresso, Arturo di Corinto, la Repubblica, Giovanni Innamorati, Ansa, Ettore Maria Colombo, Il Messaggero, Guido Ghedin di Young Digital, Alessandro Giovannini, Presidente IQ and Partners, Prof. Giuliano Noci, Prorettore Politecnico Joseph Fratangelo, responsabile Italia Tripadvisor, Edoardo Colombo, esperto di comunicazione digitale Antonio Lupetti, blogger @woork, Stefano Chiarazzo, blogger @pubblicodelirio, Giorgio Gibertini, blogger, Il Quintuplo Max Paleari, Argonet.

Venerdì 14 dicembre, alle ore 17, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, Via Poli 21, Roma, Federico Capeci, Duepuntozero Research, Stefano Vitta , Chief Digital Strategist Connexia, Erica Corti, Membro di Giunta Asseprim Confcommercio, Stefano Epifani, Università La Sapienza, direttore techeconomy.it, presentano la ricerca “Generazione 2.0 made in Italy. I primi italiani interamente cresciuti sul web 2.0, al di là di ogni pregiudizio, ipocrisia, idiozia”. A coordinare i lavori sarà l’Onorevole Antonio Palmieri, Deputato della Commissione Cultura.

FONTE: Asseprim

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Fondazione Uspidalet: Lo Spettacolo di Natale a sostegno del Progetto Casa Amica

Dopo il grande successo della prima edizione, nuovamente in scena al Cinema Teatro Alessandrino, un concerto con nomi prestigiosi della musica italiana: Eugenio Finardi, Chiara Civello, Marco Masini, Mario Venuti, Marco Ferradini, Antigua.

Nuovamente in scena presso il Cinema Teatro Alessandrino (29 novembre, ore 21.15) lo Spettacolo di Natale che la Fondazione Uspidalet Onlus ha organizzato per la Casa Amica, l’appartamento pre-dimissioni per il presidio Borsalino, in cui le tecnologie si integrano nell’ambiente domestico per contribuire a migliorare la qualità della vita degli utenti ma anche per verificare l’esito del processo di riabilitazione prima della dimissione.

Come ricorda la Presidente della Fondazione Uspidalet Alla Kouchnerova: “Lo Spettacolo è reso possibile per il secondo anno grazie alla collaborazione di tanti amici della Fondazione: ecco perché dobbiamo dire tanti grazie, in primo luogo al direttore di Rai Radio Uno, Antonio Preziosi, che ha messo per il secondo anno a disposizione la struttura e il suo braccio “armato”, il nostro caro Gian Maurizio Foderaro, responsabile musica di Rai Radio Uno, che a sua volta ha saputo coinvolgere tanti artisti. Poi il responsabile del Cinema Teatro Alessandrino, Paolo Pasquale. Un ringraziamento poi per il sostegno alle tante realtà locali che hanno contribuito sostenendo la Fondazione: Bioindustria, Banca Sistema, Borsalino, Camera di Commercio di Alessandria, Centrale del Latte, Confindustria Alessandria, Guala Clusures, Paglieri Profumi, Paglieri spa, Siof, Cioccolato Novi. Grazie anche a Radiogold, Radio Alex e Alessandrianews, che hanno accolto il nostro invito a promuovere lo spettacolo attraverso una speciale promozione che sarà presentata sulle loro testate nei prossimi giorni, proprio in condivisione con Rai Radio 1”.

E proprio Foderaro, che ha condotto la serata, ha svelato i dettagli dello spettacolo, che ha visto gli artisti alternarsi sul palco per dare valore ad un progetto locale, ma che ha rappresentato una eccellenza nel settore in tutta Italia: “E’ stato emozionante l’entusiasmo dimostrato anche quest’anno dagli artisti che abbiamo invitato ad Alessandria: Eugenio Finardi, Chiara Civello, Marco Masini, Mario Venuti, Marco Ferradini, Antigua. In un periodo ricco di appuntamenti, hanno saputo comunque ritagliare una serata per essere vicini alla Fondazione Uspidalet e contribuire nella riuscita del progetto Casa Amica. L’impegno mio personale e della struttura Rai che rappresento è stato di regalare a chi è intervenuto una serata divertente, di qualità artistica indiscutibile e di alto impegno sociale, anche per trasmettere a chi ascolterà in tutta Italia questo meraviglioso spettacolo durante il periodo natalizio nello speciale “Stelle di Natale”. Coniugare spettacolo ed intrattenimento è il nostro lavoro quotidiano: se tutto viene messo al servizio degli altri, la nostra professione ne esce nobilitata. Sulla serata anche Rai news ha predisposto un servizio”.

Il dottor Salvatore Petrozzino spiega le finalità del progetto: “Le persone con disabilità o gravi limitazioni fisiche sono sempre più numerose, così come le tecnologie di ausilio, ormai strumenti indispensabili per offrire a queste persone quell’autonomia necessaria a garantire un buon livello di vita quotidiana e, di conseguenza, fornire le possibilità per avere un buon livello di integrazione e inclusione socio-familiare. In particolare, esistono alcune tipologie di arredi e dispositivi tecnologici che possono essere utilizzati da persone in situazioni di disagio sfruttando al massimo le abilità residue, per aumentare il livello di indipendenza e quindi sentirsi più sicure, oltre a offrire loro maggiori capacità e occasioni di comunicazione. Grazie allo spettacolo dello scorso anno sono stati raccolti oltre 12.000 euro, che serviranno per i primi lavori, attrezzature e arredi, per i quali ringraziamo di cuore l’arch. Patrizia Robotti”.

Gianfranco Roati, amministratore delegato della INSIS, azienda tortonese che, insieme alla Fondazione Uspidalet Onlus, sta portando avanti l’attività di ricerca spiega: “Grazie alla collaborazione con l’Università di Pavia nella persona della dr.ssa Silvia Figini, ricercatrice, ci stiamo occupando dell’attività di ricerca con particolare attenzione a differenti ambiti applicativi dove la casa domotica potrebbe costituire un valido strumento di supporto. Per quanto concerne l’attività tecnologica ed ingegneristica siamo praticamente pronti a partire, avendo definito il progetto esecutivo”.

Alfredo Canobbio, direttore operativo della Fondazione, ricorda: “La scelta di questo progetto conferma la validità della strategia adottata dalla Fondazione di promuovere progetti con un elevato contenuto innovativo e sempre individuati in stretta sinergia con l’Azienda Ospedaliera, che effettua una attenta valutazione sia sotto gli aspetti scientifici che organizzativi. Queste modalità costituiscono una garanzia per tutti i donatori di vedere le loro offerte utilizzate in interventi altamente indispensabili per i pazienti che afferiscono presso i tre presidi dell’Azienda”.

Nicola Giorgione, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, ringrazia: “Alla Fondazione Uspidalet Onlus va come sempre il nostro plauso per il lavoro svolto fino ad oggi in piena sinergia con l’Azienda, per sostenere i nostri progetti: grazie alla stretta collaborazione possiamo contare su risorse aggiuntive provenienti dalla solidarietà che in questo momento il sistema non è in grado di garantire”.

FONTE: Alessandrianews.it

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Infracom PrimeEnergyIT: Efficienza data center, best practice europea

“I nostri Data Center sono dotati di tutti gli accorgimenti tecnologici necessari ad evitare una dispersione di risorse e a permettere un considerevole risparmio energetico, e quindi economico”, ha dichiarato Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom Italia. La riconfigurazione dell’impianto di raffreddamento, l’utilizzo di free cooling, la virtualizzazione ed il consolidamento dei server e delle apparecchiature di rete, nonché l’adozione di hardware più efficienti e performanti, sono tutti esempi di soluzioni gestionali efficienti che le aziende del settore devono adottare, sulla falsa riga di Infracom Italia, per condurre ad un concreto risparmio energetico.

Infracom Italia, operatore italiano di telecomunicazioni, data center e ICT outsourcing, è al centro dello studio Prime Energy, progetto europeo a cui ha partecipato il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano in collaborazione con altri nove istituti di ricerca europei, tra cui l’Austrian Energy Agency che ha coordinato il programma.
Il tema affrontato è quello portato alla luce da diversi studi internazionali e da una recente Direttiva Ue: l’efficienza energetica. Infracom Italia fa parte dei casi studio italiani presi in considerazione e considerati quali modelli virtuosi nel panorama italiano per aver incrementato il livello di efficienza energetica aziendale nella gestione dei Data Center.

Nel progetto di ricerca si prevede un raddoppiamento dei consumi energetici dei data center nei prossimi cinque anni. Per far fronte a questa possibilità sono state individuate una serie di best practices, sia per il settore privato sia per la pubblica amministrazione, che possano permettere una drastica riduzione delle profusioni energetiche di gestione.
La riconfigurazione dell’impianto di raffreddamento, l’utilizzo di free cooling, la virtualizzazione ed il consolidamento dei server e delle apparecchiature di rete, nonché l’adozione di hardware più efficienti e performanti, sono tutti esempi di soluzioni gestionali efficienti che le aziende del settore devono adottare, sulla falsa riga di Infracom Italia, per condurre ad un concreto risparmio energetico.

Il progetto Prime Energy IT ha stimato che grazie a questi accorgimenti strutturali si può arrivare ad un risparmio energetico fino al 60-70% in funzione della tecnologia adottata. “Le soluzioni di risparmio energetico indicate dal progetto – dice Massimo Lippi, direttore generale di Infracom Italia – sono già state adottate da Infracom Italia con successo per prevenire il previsto incremento dei costi energetici gestionali negli anni a venire. I nostri Data Center sono dotati di tutti gli accorgimenti tecnologici necessari ad evitare una dispersione di risorse non solo economiche in una prospettiva particolare, ma necessari anche a permettere un risparmio energetico, e quindi economico, a vantaggio di tutta l’economia in una prospettiva più generale”.

FONTE: Corriere Comunicazioni

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Studio Prime Energy: Infracom modello virtuoso di efficienza energetica nella gestione dei Data Center

Efficienza energetica. Infracom Italia, operatore di telecomunicazioni, data center e Ict outsourcing, è al centro dello studio Prime Energy, progetto europeo a cui ha partecipato il Politecnico di Milano in collaborazione con altri nove istituti di ricerca europei. Infracom, quindi, come modello virtuoso nel panorama italiano per aver incrementato il livello di efficienza energetica aziendale nella gestione dei Data Center con un concreto risparmio energetico, grazie alla riconfigurazione dell’impianto di raffreddamento, all’utilizzo di free cooling, alla virtualizzazione ed al consolidamento dei server e delle apparecchiature di rete e all’adozione di hardware più efficienti e performanti.

Infracom Italia, operatore di telecomunicazioni, data center e Ict outsourcing, è al centro dello studio Prime Energy, progetto europeo a cui ha partecipato il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano in collaborazione con altri nove istituti di ricerca europei, tra cui l’Austrian Energy Agency che ha coordinato il programma. Il tema affrontato è quello portato alla luce da diversi studi internazionali e da una recente Direttiva Ue: l’efficienza energetica.

Infracom Italia fa parte dei casi studio italiani presi in considerazione come modelli virtuosi nel panorama italiano per aver incrementato il livello di efficienza energetica aziendale nella gestione dei Data Center. Proprio riguardo a questi, nel progetto di ricerca si prevede un raddoppiamento dei consumi energetici nei prossimi cinque anni e per far fronte a ciò è stata individuata una serie di best practice, per il settore privato e per la pubblica amministrazione, per permettere una drastica riduzione delle profusioni energetiche di gestione.

La riconfigurazione dell’impianto di raffreddamento, l’utilizzo di free cooling, la virtualizzazione ed il consolidamento dei server e delle apparecchiature di rete, nonché l’adozione di hardware più efficienti e performanti, sono tutti esempi di soluzioni gestionali efficienti che le aziende del settore devono adottare, sulla falsa riga di Infracom Italia, per condurre ad un concreto risparmio energetico. Il progetto PrimeEnergyIT ha stimato che grazie a questi accorgimenti strutturali si possa arrivare ad un risparmio energetico fino al 60-70% in funzione della tecnologia adottata.

Così si è espresso a riguardo Massimo Lippi direttore generale di Infracom Italia“Le soluzioni di risparmio energetico indicate dal progetto sono già state adottate da Infracom Italia con successo per prevenire il previsto incremento dei costi energetici gestionali negli anni a venire. I nostri Data Center sono dotati di tutti gli accorgimenti tecnologici necessari ad evitare una dispersione di risorse non solo economiche in una prospettiva particolare, ma necessari anche a permettere un risparmio energetico, e quindi economico, a vantaggio di tutta l’economia in una prospettiva più generale”.

FONTE: Corriere Comunicazioni

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Panthera accompagna la crescita delle aziende con logiche lean

La continua ricerca della soddisfazione del cliente, integrata a una mentalità agile e dinamica, ha spinto molte realtà produttive italiane a mettere in discussione i propri processi, con l’obiettivo di semplificarli, rendendoli meno dispendiosi e più efficienti e di supporto al miglioramento.

Reingegnerizzazione i processi aziendali per renderli più efficienti, produzione senza scorte intermedie, per ridurre i costi di magazzino, automazione dell’interfacciamento con clienti, fornitori e terzisti, ed eventi pilotati da fabbisogni del cliente e rettifiche in tempo reale: questi i principi fondamentali delle aziende che hanno approcciato la lean production.

L’introduzione in azienda di un sistema Lean, ovvero di gestione snella, porta tutta l’organizzazione (progettazione, sviluppo, acquisti, produzione, controllo qualità, logistica, vendita) a collaborare nel raggiungimento degli obiettivi di business. Questo significa collaborare in modo più veloce ed efficiente, coinvolgendo anche fornitori e terzisti in sinergia, con una logica di massima fiducia: tutta la filiera deve lavorare come si fosse un’unica azienda.
Panthera ERP è lo strumento studiato per supportare azienda, fornitori e terzisti nella Lean Production, permettendo loro di crescere gestendo l’intero processo produttivo migliorandolo costantemente.

Panthera gestisce il processo produttivo di Vin Service, azienda lean che è riuscita a tradurre la riduzione degli sprechi in una riduzione del prezzo per il cliente finale.

Scopri come:

FONTE: Panthera

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Lippi Infracom: Panthera, il primo ERP italiano certificato

Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom Italia: “In qualità di partner IBM certificati PureSystems non solo siamo in grado di offrire una soluzione integrata progettata per affrontare le sfide più complesse dei nostri clienti, ma offriremo loro anche l’opportunità di aumentare il ROI, riducendo i tempi e i costi di sviluppo e di crescita del business e sfruttando il 70% del budget IT attualmente dedicato alla manutenzione degli attuali sistemi per l’innovazione.”

Panthera ERP, simbolo dell’eccellenza italiana in ambito gestionale, è il primo ERP in Italia a poter esibire la prestigiosa certificazione IBM “Ready for PureSystems”.

Pure Systems è la nuova piattaforma IBM di sistemi integrati che concretizza e mette in pratica le logiche cloud computing, già strategiche per Infracom Italia S.p.A proprietaria di Panthera ERP.

Questo risultato è il naturale riconoscimento delle capacità di innovare e anticipare le tendenze di mercato di Panthera, a cui si aggiunge la sua dimensione transnazionale che gli consente di servire i propri clienti in tutto il mondo, qualità queste che hanno soddisfatto i criteri valutativi di IBM nell’assegnazione del certificato.

In qualità di partner IBM certificati PureSystems non solo siamo in grado di offrire una soluzione integrata progettata per affrontare le sfide più complesse dei nostri clienti – afferma Massimo Lippi, direttore generale di Infracom Italia – ma offriremo loro anche l’opportunità di aumentare il ROI, riducendo i tempi e i costi di sviluppo e di crescita del business e sfruttando il 70% del budget IT attualmente dedicato alla manutenzione degli attuali sistemi per l’innovazione.”

Dopo aver completato un’impegnativa fase di test delle performance, Panthera può ora esibire la certificazione “Ready for PureSystems”. I sistemi Pure Systems integrano nodi di elaborazione, storage, networking e funzioni di virtualizzazione e gestione in un unico sistema infrastrutturale, capace di identificare tempestivamente le risorse necessarie all’ottimizzazione del data center: ben si adattano così alla strategia Cloud di Infracom.

FONTE: Infracom

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Pierpaolo Cristofori: Infracom avanti con nuove alleanze e servizi alle Pmi

Infracom presenta il nuovo Amministratore Delegato Pierpaolo Cristofori. L’AD: «Negli ultimi 18 mesi sono state smontate attività non funzionali al progetto. Ora puntare ai ricavi».


Il nuovo corso di Infracom spa ha il volto di Pierpaolo Cristofori, amministratore delegato del rinnovato cda della società di telecomunicazione e data center con base operativa a Verona. Infracom spa, con 500 dipendenti, è presente in 14 città italiane; copre una rete nazionale di oltre 9 mila chilometri di cavo ottico per complessivi 6.500 metri quadri interconnessi di alta capacità e gestisce centri-dati. Cristofori, 56 anni, uno dei fondatori di Omnitel Italia, passato poi in Wind Telecomunicazioni, quindi in British Telecom Italia, è stato scelto per rilanciare la società veronese dopo la cessione di asset (come Infracom It divenuta Corvallis) ritenuti non più strategici per la nuova mission aziendale. Che quindi, quali obiettivi avrà ora?

Abbiamo deciso di focalizzarci sulle telecomunicazioni – risponde il nuovo amministratore delegato – ci sono ancora delle “code” da smaltire, ma nel corso degli ultimi 18 mesi sono già state smontate molte attività non funzionali al nuovo percorso. Adesso dobbiamo concentrarci non tanto sull’abbattimento dei costi, quanto sull’aumentare i ricavi. E questo può avvenire solo grazie a una presenza diretta sul mercato. Ovvero?

Abbiamo già come clienti tutti i più grandi operatori presenti nel panorama delle telecomunicazioni a livello nazionale e internazionale; ora si tratta di intercettare anche i privati, le piccole e medie imprese del nostro territorio e magari anche le pubbliche amministrazioni locali, un settore che ci vede quasi totalmente assenti. Pensa che le nostre pmi siano “mature” per aprirsi al mondo informatico della rete? Credo non abbiano molte alternative, e che saranno obbligate a farlo. Chi è predisposto alle nuove tecnologie è anche più forte sul mercato.

La nostra bravura sarà nel saper intercettare i bisogni di queste aziende e saper offrire loro i servizi adeguati per farle crescere. Altro nostro obiettivo sarà quello di creare anche delle partnership. Con chi? Beh, l’idea è quella di stabilire reti e alleanze con altre imprese per integrare i nostri servizi e stabilirsi così con forza e maggior presenza sul territorio. Inoltre penso al mondo universitario; aprirsi alla collaborazione con gli atenei della regione ed essere presenti nei progetti di start up. Il nome di Infracom, soprattutto nel recente passato, è stato accostato a problemi finanziari: deficit, bilanci in rosso. Tutti problemi definitivamente superati? Il grosso è stato superato. L’indebitamento è sceso: da 259 a 110 milioni di euro. Non vogliamo andare a tagliare altri pezzi. Non serve solo intervenire sui costi, occorre anche andare sul mercato. E questo, per noi, è il momento di farlo. Non abbiamo la bacchetta magica, bisogna diventare credibili per i clienti.

Ho accettato questo incarico perché Infracom ha un progetto, perché ho trovato una società solida con azionisti dalle spalle robuste. Insomma la porta sul passato è chiusa… Sì, qui ho capito che c’era la volontà di chiudere una storia e cominciare qualcosa di nuovo. E questo coincide con quanto voglio fare anch’io. È iniziata una fase che accompagna un progetto di rilancio preciso. Gestiamo i più grandi operatori delle telecomunicazioni, adesso è arrivato il momento di tornare sul territorio. Ora Infracom è un progetto che ha una prospettiva.

FONTE: Il Giornale di Vicenza

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Massimo Lippi: Il colosso giapponese Ntt sceglie il provider Infracom

Ntt, compagnia di telecomunicazioni giapponese tra le più grandi al mondo, ha scelto Infracom, Operatore italiano di telecomunicazioni, data center e ICT outsourcing, come provider italiano per i servizi di connettività.Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom afferma: “E’ una grande opportunità per noi, ma anche per il mercato europeo ed italiano. La scelta di Ntt è stata quasi obbligata per la nostra posizione chiave in Italia ed in Europa, grazie alle connessioni della nostra rete con tutti gli operatori italiani ed i maggiori distretti industriali e città della penisola.”

Infracom Italia diventa provider dei servizi di connettività nel mercato italiano ed europeo per la giapponese Ntt Communication, tra le maggiori compagnie di telecomunicazioni al mondo.

“Abbiamo scelto Infracom Italia perché ci assicura un a posizione fondamentale nel mercato delle telecomunicazioni in Italia, ma anche un ponte verso l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa”, dice Clive Hamilton, manager della business Unit Ntt Europe’s Global IP Network. Il nuovo punto di presenza (PoP) italiano di Ntt sarà al Mix di Milano, il peering point situato in via Caldera, quale snodo strategico della connettività per l’ingresso del colosso giapponese nel mercato europeo. “Per noi è molto importante creare per i nostri clienti nuove opportunità di crescita – aggiunge Hamilton – prima di adesso non avevamo mai avuto possibilità di operare in questo paese, quindi è un momento molto stimolante. Milano è un mercato vivo e l’infrastruttura di Infracom Italia è l’unica in grado di assicurarci una connessione ai nostri committenti in Italia e nell’Europa Centrale, che è il nostro nuovo obiettivo di espansione per quest’anno”.

Sull’accordo di partnership l’ing. Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom Italia, afferma: “E’ una grande opportunità per noi, ma anche per il mercato europeo ed italiano. La scelta di Ntt è stata quasi obbligata per la nostra posizione chiave in Italia ed in Europa, grazie alle connessioni della nostra rete con tutti gli operatori italiani ed i maggiori distretti industriali e città della penisola. Il centro Infracom di Milano, Infracom Telehouse, ha continuato a crescere rapidamente sin dal 2001. E’ la più grande Telehouse italiana con 4.000 mq di superficie, ed è un perfetto ecosistema dove i maggiori Internet Service Providers e fornitori di servizi di telecomunicazione si interconnettono tra loro e a più di 120 network disponibili. L’Infracom Telehouse – prosegue Lippi – la cui capacità sarà raddoppiata nei prossimi mesi, è interamente gestita e sviluppata da Infracom, il che significa controllo e monitoraggio totale degli impianti tecnici”.

FONTE: Corriere Comunicazioni

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Pierpaolo Cristofori è il nuovo amministratore delegato di Infracom

La nomina del dott. Pierpaolo Cristofori come nuovo A.D. Infracom è finalizzata all’accelerazione degli obiettivi di medio lungo termine del piano industriale dell’azienda ICT; una scelta compiuta dopo una lunga selezione che ha mirato a una personalità di rilievo del settore delle TLC a livello nazionale e internazionale.

La nomina del dott. Pierpaolo Cristofori come nuovo A.D. Infracom è finalizzata all’accelerazione degli obiettivi di medio lungo termine del piano industriale dell’azienda ICT; una scelta compiuta dopo una lunga selezione che ha mirato a una personalità di rilievo del settore delle TLC a livello nazionale e internazionale.

Il dottor Pierpaolo Cristofori, laurea in Fisica e MBA, proviene da BT Italia, ex British Telecom, nella quale ricopriva il ruolo di Direttore Sales & Marketing, ed ha sviluppato esperienze di vertice in Wind, Omnitel-Vodafone e Olivetti. Di fatto Cristofori ha una professionalità unica e completa nel settore delle telecomunicazioni, grazie al suo lavoro svolto in Omnitel-Vodafone e Wind, dove ha seguito la fase di start up delle due aziende, nonché il suo lavoro in BT Italia, dove ha diretto tutti i settore dell’azienda di telecomunicazioni. Esperienze che qualificano il nuovo A.D. di Infracom secondo due fondamentali aspetti: la profonda esperienza e conoscenza del settore delle telecomunicazioni, la sua operatività e presa diretta in tutti gli aspetti del business delle aziende ICT.

Con l’inserimento di Pierpaolo Cristofori, si completa infine la squadra direzionale di Infracom che include il Vicepresidente Operativo Andrea Pellizzari e il Direttore Generale Massimo Lippi. “Gli obiettivi che Infracom si era assegnata in una contingenza economica difficile soprattutto nei settori delle telecomunicazioni e dei data center – ha commentato il Presidente Giancarlo Albini -richiedevano la scelta di una personalità di spicco, con un’esperienza profonda del mercato e con caratteristiche di leadership, dedizione e determinazione. Siamo convinti di avere trovato questa persona in Pierpaolo Cristofori, e siamo pronti per proseguire nella nostra sfida al mercato”.

“Si tratta di una delle decisioni più importanti prese per il destino di Infracom negli ultimi anni – ha aggiunto Attilio Schneck, presidente di Autostrada BS-PD, azionista di maggioranza di Infracom – e sono convinto che la scelta fatta rilanci l’azienda con una guida autorevole ed esperta, in grado di rendere concreti gli importanti cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi mesi e far fare il definitivo salto in avanti a Infracom”.

FONTE: Infracom

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Panthera ERP: Produzione su commessa – fai la vera differenza

Chi ha sempre prodotto beni standard e oggi vuole continuare a conquistare fette di mercato, deve affrontare una sfida molto impegnativa: l’evoluzione verso un sistema produttivo capace di donare unicità alla propria offerta, aumentandone la flessibilità e la capacità di personalizzazione secondo le richieste dei clienti. Panthera ERP supporta l’evoluzione di questo business: grazie al suo esclusivo Modello Produttivo, coordina e integra risorse e mezzi senza sprechi, con la massima attenzione all’efficacia di ogni singolo anello della catena produttiva, dall’ordine all’assemblaggio.

Le aziende manifatturiere sono il cuore della trentennale esperienza applicativa da cui nasce Panthera, l’ERP che ha nel proprio DNA la naturale interpretazione dei processi produttivi come mix tra la produzione interna e quella esterna, tipica del conto lavoro.

Con la propria visione d’insieme Panthera supporta, sostiene e soddisfa ogni modello di business e in particolare permette alle aziende di:

Aumentare le prestazioni: rendendo possibile l’efficientamento della progettazione e del relativo processo produttivo (concurrent engineering), il controllo dei costi, la gestione dei carichi di lavoro delle risorse coinvolte, il corretto approvvigionamento delle materie prime, la riduzione del magazzino, la gestione delle urgenze.

Ridurre la complessità: unendo le più moderne metodologie a procedure operative intuitive e a una spiccata semplicità applicativa, come il touch screen su device mobili o palmari, per monitorare l’avanzamento lavori e gestire il costo commessa.

Mantenere il controllo: integrando tutte le risorse che concorrono alla commessa con un esclusivo modello produttivo, supportando l’azienda a lavorare per processi, orientandola così verso un sistema di qualità e il miglioramento continuo, includendo tutte le attività di supporto e manutenzione del bene venduto al cliente.

Valore aggiunto di Panthera è la capacità di aiutare le aziende a customizzare i propri prodotti in funzione delle mutevoli richieste di una clientela alla continua ricerca di qualità e personalizzazione. Nel mercato di oggi, caratterizzato dalla prevalenza del modello delle attività a commessa – un modello in cui la parola standard è sempre sostituita da sensibilità e adattabilità – adeguarsi a richieste sempre diverse è indispensabile.

Panthera ERP è pensato per supportare questo business: grazie al suo esclusivo Modello Produttivo, coordina e integra risorse e mezzi senza sprechi, con la massima attenzione all’efficacia di ogni singolo anello della catena produttiva, dall’ordine all’assemblaggio. Questa veduta è trasversale a tutte le funzionalità di Panthera, e aiuta l’azienda a lavorare per processi, accompagnandola nella gestione delle procedure tipiche di questo tipo di produzione: Gestione dell’offerta cliente, Gestione dell’ordine di commessa, Sviluppo delle commesse e sottocommesse, Gestione preventivo di commessa in funzione di schemi di costi preventivi ottenuti su dati storici, Archiviazione della documentazione relativa alla commessa attraverso la gestione documentale, Individuazione di modelli produttivi specifici per commessa e di modelli produttivi dinamici, ovvero sensibili alle varianti commerciali, Pianificazione della domanda con proposizione automatica di suggerimenti di approvvigionamento di produzione, di acquisto e di conto lavoro, Analisi dello scostamento tra i budget e i consuntivi, Gestione dell’organizzazione delle spedizioni con l’utilizzo di picking e packing list, Traduzione in modo semplice delle varianti commerciali, definite dall’ordine del cliente, nelle specifiche di produzione.

Panthera ERP aumenta le prestazioni aziendali perché rende più efficace la progettazione, la produzione, il controllo dei costi, la gestione dei carichi di lavoro, l’approvvigionamento delle materie prime, il magazzino, le urgenze ecc. Inoltre l’esclusivo Modello Produttivo di Panthera ERP governa tutte le risorse necessarie alla produzione, guidando le aziende a lavorare per processi e orientandole al miglioramento continuo.

FONTE: Panthera

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Infracom: Solidità, Flessibilità ed Innovazione nel nuovo logo multicolore

Un arcobaleno multicolore dove l’arco rappresenta l’espressione della solidità di Infracom, garantita dai 6500 mq di data center, e l’arcobaleno indica la flessibilità della fibra ottica e l’innovazione, valore chiave dell’offerta Infracom e stimolo per la creatività. “Infracom si distingue nel mercato delle telecomunicazioni per la capacità di essere un’azienda solida che offre servizi flessibili. Un binomio unico – ha dichiarato il Direttore Generale Massimo Lippi – che abbiamo voluto rafforzare nel marchio grazie alla parte iconica, cioè l’arco, il fascio luminoso ed infine l’arcobaleno”.

L’arco per la solidità, l’arcobaleno per flessibilità e innovazione. Oggi la presentazione con le affissioni a Verona, nella campagna Salta nel Futuro.
A 6 mesi dalla ristrutturazione aziendale e dopo 12 anni di vita, l’azienda veronese specializzata in TLC e controllata dalla società autostradale Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A., conferma i suoi cambiamenti societari e di focalizzazione del business con un logo nuovo.

“Abbiamo sentito l’esigenza di rinnovare il nostro logo per rafforzare i valori e esplicitare la natura più profonda di questa nuova Infracom– spiega Andrea Pellizzari, vicepresidente di Infracom – da quest’anno e con la ristrutturazione abbiamo deciso di concentrarci sui nostri asset strategici, quindi rete e datacenter. Ed è effettivamente ciò che abbiamo enfatizzato nel marchio che oggi presentiamo con le affissioni a Verona”.

“Questo nuovo logo porta dei concetti importanti – conferma il direttore generale Massimo Lippi – Infracom si distingue nel mercato delle telecomunicazioni per la capacità di essere un’azienda solida che offre servizi flessibili. Un binomio unico che abbiamo voluto rafforzare nel marchio grazie alla parte iconica, cioè l’arco, il fascio luminoso ed infine l’arcobaleno”.

L’arco, come forma architettonica portante, è l’espressione della solidità di Infracom garantita dai 6500 mq di datacenter – tra cui la sala dati più importante d’Italia in Caldera – ed i 9000 km di rete in tutta Italia, per una infrastruttura essenziale a tutto il sistema produttivo italiano.

La flessibilità dei servizi, invece, si associa alla sinuosità della fibra ottica, ed è rappresentata dal fascio luminoso, e dalla luce che attraversa la fibra nelle ramificazioni della rete attraverso l’Italia, oltre che anche i servizi che si flettono e si adattano alle esigenze dei clienti.

Entrambi i valori, solidità e flessibilità, si sintetizzano nel concetto grafico dell’arcobaleno, che è altresì portatore di innovazione, valore chiave dell’offerta Infracom e stimolo per la creatività.

In nuovo logo è presentato ufficialmente oggi con le affissioni presenti a Verona, dove Infracom ha il quartier generale, all’interno della campagna pubblicitaria Salta nel futuro.

FONTE: DataManager

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Pierdomenico Garrone: A TG2 Insieme focus sull’agenda digitale

L’agenda digitale, il vasto programma lanciato dal governo per recuperare il deficit tecnologico e culturale tra l’Italia e il resto dell’Europa è il tema della puntata di Tg2 Insieme. Ospiti di Francesca Nocerino: Carlo Mochi Sismondi, presidente del Forum della Pubblica amministrazione, Riccardo Luna, giornalista e Pier Domenico Garrone, esperto di comunicazione e fondatore de Il Comunicatore Italiano (www.ilcomunicatoreitaliano.it), primo think tank blog sui temi della comunicazione digitale ed internazionale.

A Tg2 Insieme focus sull’agenda digitale, il vasto programma lanciato dal governo per recuperare il deficit tecnologico e culturale tra l’Italia e il resto dell’Europa. Un piano che in pochi anni dovrebbe fare di alcuni sistemi di servizi (in primis sanità, educazione e previdenza), l’asse portante di una vera e propria innovazione tecnologica.

In studio – ospiti di Francesca Nocerino – Carlo Mochi Sismondi, presidente del Forum della Pubblica amministrazione, Riccardo Luna, giornalista e Pier Domenico Garrone, esperto di comunicazione e fondatore de Il Comunicatore Italiano (www.ilcomunicatoreitaliano.it ), primo think tank blog sui temi della comunicazione digitale ed internazionale.

FONTE: Il Comunicatore Italiano

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Gestione Qualità: con Panthera ERP la qualità diventa un’opportunità facile da cogliere

Gestionali qualità: Panthera supporta il modello produttivo più diffuso tra PMI italiane dove la gestione della qualità deve essere analizzata in ognuno dei suoi molteplici aspetti, e prevede il coinvolgimento di tutta l’impresa per il raggiungimento dell’obiettivo. Con Panthera ERP la qualità diventa un’opportunità facile da cogliere.

Troppo spesso la gestione della qualità è vista dalle aziende come qualcosa di negativo, un dovere da assolvere senza alcun ritorno economico. Oggi tale approccio è fortemente inadeguato: ignorare la soddisfazione del cliente determina una decisa diminuzione della propria competitività. Una strategia improntata alla gestione totale della qualità ha come obiettivo la soddisfazione di tutte le parti interessate: clienti, fornitori, risorse interne e management.

Con Panthera ERP invece la qualità diventa un’opportunità facile da cogliere.

Il Sistema Gestione Qualità di Panthera applica interamente e correttamente le norme ISO 9000 edizione 2008, che sottendono al miglioramento dei processi aziendali: attraverso un sistema di vendor rating, documenta le reali capacità dei fornitori e dell’impresa; compila rapporti di non conformità, di prodotti e di processi, e suggerisce azioni correttive; guida all’eliminazione preventiva non solo delle cause di reclamo rilevate, ma anche di quelle potenziali; tratta i reclami come vere e proprie opportunità di crescita trasformando l’insoddisfazione del cliente in fidelizzazione; analizza in modo dettagliato la frequenza dei reclami per periodo, cliente, prodotti.

Il sistema di gestione della qualità documenta la capacità dell’impresa di fornire prodotti conformi alle istanze dei clienti e agli ordinamenti ISO, con l’obiettivo primario di accrescere la soddisfazione del cliente stesso attraverso il miglioramento del prodotto e dei servizi.

Adottare strumenti adeguati per interpretare i big data generati dalla qualità è determinante per generare vantaggi immediati e visibili in tutti i settori.

FONTE: Panthera

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Infracom, nuova vita nuovo logo

“Abbiamo sentito l’esigenza di rinnovare il nostro logo per rafforzare i valori e esplicitare la natura più profonda di questa nuova Infracom”, spiega Andrea Pellizzari, vicepresidente di Infracom. “Questo nuovo logo porta dei concetti importanti – conferma il direttore generale Massimo Lippi – Infracom si distingue nel mercato delle telecomunicazioni per la capacità di essere un’azienda solida che offre servizi flessibili”.

VERONA, 9 ottobre 2012 – A 6 mesi dalla ristrutturazione aziendale e dopo 12 anni di vita, l’azienda veronese specializzata in TLC e controllata dalla società autostradale Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A., conferma i suoi cambiamenti societari e di focalizzazione del business con un logo nuovo.“Abbiamo sentito l’esigenza di rinnovare il nostro logo per rafforzare i valori e esplicitare la natura più profonda di questa nuova Infracom – spiega Andrea Pellizzari, vicepresidente di Infracom – da quest’anno e con la ristrutturazione abbiamo deciso di concentrarci sui nostri asset strategici, quindi rete e datacenter. Ed è effettivamente ciò che abbiamo enfatizzato nel marchio che oggi presentiamo con le affissioni a Verona”.

“Questo nuovo logo porta dei concetti importanti – conferma il direttore generale Massimo Lippi – Infracom si distingue nel mercato delle telecomunicazioni per la capacità di essere un’azienda solida che offre servizi flessibili. Un binomio unico che abbiamo voluto rafforzare nel marchio grazie alla parte iconica, cioè l’arco, il fascio luminoso ed infine l’arcobaleno”.
L’arco, come forma architettonica portante, è l’espressione della solidità di Infracom garantita dai 6500 mq di datacenter – tra cui la sala dati più importante d’Italia in Caldera – ed i 9000 km di rete in tutta Italia, per una infrastruttura essenziale a tutto il sistema produttivo italiano.

La flessibilità dei servizi, invece, si associa alla sinuosità della fibra ottica, ed è rappresentata dal fascio luminoso, e dalla luce che attraversa la fibra nelle ramificazioni della rete attraverso l’Italia, oltre che anche i servizi che si flettono e si adattano alle esigenze dei clienti.

Entrambi i valori, solidità e flessibilità, si sintetizzano nel concetto grafico dell’arcobaleno, che è altresì portatore di innovazione, valore chiave dell’offerta Infracom e stimolo per la creatività.
In nuovo logo è presentato ufficialmente oggi con le affissioni presenti a Verona, dove Infracom ha il quartier generale, all’interno della campagna pubblicitaria Salta nel futuro. Per info www.saltanelfuturo.it o www.infracom.it. Clicca qui per visualizzare il video di presentazione del nuovo logo Infracom.

FONTE: Infracom

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IBM “Ready for PureSystems” prestigiosa certificazione per Infracom Panthera ERP

Infracom orgogliosa di Panthera, eccellenza italiana in ambito gestionale, primo ERP in Italia ad ottenere la prestigiosa certificazione IBM “Ready for PureSystems”. “In qualità di partner IBM certificati PureSystems non solo siamo in grado di offrire una soluzione integrata progettata per affrontare le sfide più complesse dei nostri clienti – afferma Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom Italia – ma offriremo loro anche l’opportunità di aumentare il ROI, riducendo i tempi e i costi di sviluppo e di crescita del business e sfruttando il 70% del budget IT attualmente dedicato alla manutenzione degli attuali sistemi per l’innovazione.”

Panthera ERP, simbolo dell’eccellenza italiana in ambito gestionale, è il primo ERP in Italia a poter esibire la prestigiosa certificazione IBM “Ready for PureSystems”.

Pure Systems è la nuova piattaforma IBM di sistemi integrati che concretizza e mette in pratica le logiche cloud computing, già strategiche per Infracom Italia S.p.A proprietaria di Panthera ERP.

Questo risultato è il naturale riconoscimento delle capacità di innovare e anticipare le tendenze di mercato di Panthera, a cui si aggiunge la sua dimensione transnazionale che gli consente di servire i propri clienti in tutto il mondo, qualità queste che hanno soddisfatto i criteri valutativi di IBM nell’assegnazione del certificato.

“In qualità di partner IBM certificati PureSystems non solo siamo in grado di offrire una soluzione integrata progettata per affrontare le sfide più complesse dei nostri clienti – afferma Massimo Lippi, direttore generale di Infracom Italia – ma offriremo loro anche l’opportunità di aumentare il ROI, riducendo i tempi e i costi di sviluppo e di crescita del business e sfruttando il 70% del budget IT attualmente dedicato alla manutenzione degli attuali sistemi per l’innovazione.”

Dopo aver completato un’impegnativa fase di test delle performance, Panthera può ora esibire la certificazione “Ready for PureSystems”. I sistemi Pure Systems integrano nodi di elaborazione, storage, networking e funzioni di virtualizzazione e gestione in un unico sistema infrastrutturale, capace di identificare tempestivamente le risorse necessarie all’ottimizzazione del data center: ben si adattano così alla strategia Cloud di Infracom.

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Infracom Italia Operatore italiano di telecomunicazioni, data center e ICT outsourcing, ha la propria sede principale a Verona ed è presente, con 500 professionisti, in 14 città italiane, con centri di competenza a Milano, Firenze, Roma ed Imola. Infracom Italia offre un’ampia gamma di servizi, coniugando competenze, asset e capacità di innovare con soluzioni che vanno dagli aspetti infrastrutturali ai servizi gestiti di rete e di data center, dalle soluzioni di comunicazione integrata voce e dati alle soluzioni di cloud computing, dalle soluzioni di outsourcing per i sistemi e le architetture informatiche delle aziende fino al full ICT outsourcing. Infracom Italia possiede e gestisce autonomamente 9.000 Km di rete in fibra ottica con copertura nazionale e 4 data center a Milano, Verona, Imola e Brindisi, per oltre 5.000 m2 di superficie totale disponibile.

FONTE: Infracom

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On. Daniele Galli estende esortazione del Ministro dell’Economia Grilli

On. Daniele Galli (FLI): dal Ministro Grilli parole chiare e perentorie, esempio da seguire, via subito manager e amministratori indagati o condannati, attendiamo immediate ricadute su SITAF.

L’esortazione inviata dal Ministro dell’Economia ai propri dirigenti del Tesoro e della Ragioneria dello Stato, in cui auspica le dimissioni di quei manager coinvolti in “fatti penalmente rilevanti”, e consiglia di far valere i poteri dei soci delle aziende più o meno pubbliche nell’indagare e provvedere opportunamente per garantire efficienza e immagine delle aziende, è un’iniziativa meritoria che, per il deputato Daniele Galli, merita di essere estesa in ogni ambito in cui vi sia capitale pubblico. Il deputato finiano ha infatti depositato un’interrogazione al riguardo, ha inviato una lettera a Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidente della Regione Piemonte, e annuncia un Ordine del giorno nella prossima discussione del decreto anti corruzione. “Esprimo il plauso di Fli all’azione del Ministro Grilli, e ricordo che siamo stati il primo e unico partito ad aver dato inizio alla campagna “fuori i corrotti dalla pubblica amministrazione”.

Mi auguro che tale linea di azione venga rapidamente applicata per ricaduta diretta dal Commissario pro tempore di ANAS come azionista di SITAF Spa insieme alla Provincia di Torino, che in quanto soci possono chiedere le dimissioni e ogni altro atto di tutela nei confronti dell’ AD e del Presidente On. Giuseppe Cerutti, condannati in primo grado per abuso di ufficio in concorso con terzi nel processo per turbativa di pubblico incanto.

C’è un grande numero di manager di società pubbliche in odore di illecito. Ci sono condannati per abusi d’ufficio, corruzione e simili che continuano a rimanere al loro posto e percepire stipendi talvolta neppure immaginati dai comuni cittadini. Tutte situazioni che danneggiano il pubblico, danneggiano i cittadini – veri azionisti di queste società – e danneggiano l’immagine di tutto l’apparato statale. Bene quindi che i consigli del Ministro Grilli vengano seguiti da tutti: chi è indagato o peggio già condannato anche solo in primo grado dovrebbe dimettersi, e gli azionisti e gli organi societari devono usare ogni mezzo per tutelare le aziende e i soci, fino alla revoca cautelativa degli amministratori coinvolti. Nell’interrogazione chiedo che tali indicazioni vengano recepite e rese attive in ogni settore pubblico, dai Ministeri ai Consorzi di grandi e piccoli Comuni, anche con leggi ad hoc. Lo stesso chiederò con l’ordine del giorno che presenterò nella discussione del decreto anti corruzione. Certi abusi, certe corruttele, sono nocivi per tutto il Paese, e vanno combattuti sia nel pubblico che nel privato..”

Ufficio di Comunicazione On. Daniele Galli – Camera dei Deputati

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Agriturismo Chiantishire: Cerchi occasioni per i ponti e le feste invernali 2012?

Se cerchi un’occasione per fuggire dalla frenesia della quotidianità e dal caos della città, dai un’occhiata alle offerte che Tenuta San Vito, 18 km da Firenze, sulle colline del Chianti Colli Fiorentini, propone a turisti e amanti dell’agriturismo, in occasione di ponti e festività invernali 2012.

Per chi attende con impazienza l’arrivo delle vacanze di Natale, i ponti invernali di questo fine 2012 e Tenuta San Vito sono, insieme, l’antidoto perfetto contro lo stress lavorativo e il caos della vita in città. L’agriturismo, situato nel Chiantishire propone agli amanti del relax e degli splendidi paesaggi dei colli fiorentini, imperdibili offerte, in occasione dei ponti e delle festività invernali.

Ognissanti
Soggiorni in camera doppia o appartamento da 2-4-6 persone:

  • 3 notti a 170,00 euro a persona in B/B
  • 4 notti a 200.00 euro a persona in B/B

Notte aggiuntiva 30,00 a persona in B/B.
Inclusa cena di benvenuto la sera di arrivo in trattamento di mezza pensione bevande incluse ( 1 bottiglia di ottimo Chianti DOCG ogni 4 pax)
Possibilità di prenotare la visita della Cantina e degustazione di 3 dei nostri ottimi vini.

L’Immacolata:
Soggiorni in camera doppia o appartamenti da 2-4-6 persone:

  • 2 notti a 95,00 euro a persona in B/B.
  • 3 notti a 135,00 euro a persona in B/B
  • 4 notti a 160.00 euro a persona in B/B

Notte aggiuntiva 30,00 a persona in B/B.
Inclusa visita della Cantina e degustazione di 3 dei nostri ottimi vini inclusa. (Orario da concordare)

Natale:
Soggiorni in camera doppia o appartamenti da 2-4-6 persone

  • 2 notti a 155,00 euro a persona, in B/B con pranzo di Natale incluso.
  • 3 notti a 200,00 euro a persona , in B/B con pranzo di Natale incluso.

Notte aggiuntiva 30,00 euro a persona in B/B.
Possibilità di prenotare pranzo di Santo Stefano in loco.

Capodanno:
Soggiorni in camera doppia o appartamenti da 2-4 o 6 pax come segue:

  • 2 notti a 200,00 euro a persona con la colazione ed il Cenone di Capodanno incluso.
  • 3 notti a 255,00 euro a persona con colazione e Cenone di Capodanno incluso.

Notte aggiuntiva 40,00 euro a persona su entrambi i pacchetti in B/B.
Per soggiorni in un unico appartamento per 5 pax adulte la 5° persona paga il 50% sul totale del prezzo a persona. Per soggiorni in appartamento da 6 persone si calcolano 5 quote intere e la sesta paga solo 80.00 euro.

Per tutti i pacchetti, i bimbi da 0 a 3 anni compiuti sono gratuiti (solo supplemento culla se richiesta) e da 4 a 9 anni compiuti pagano la metà sul prezzo del pacchetto.
Per i pacchetti di Capodanno, sui bimbi si applicano le riduzioni bambino. Le riduzioni 5° e 6° persona si applicano solo su adulti e non sono cumulabili.
I costi includono la pulizia finale dell’alloggio e le spese energetiche nonché una prima fornitura di legna dove c’è il camino.

La Tenuta San Vito, 18 km da Firenze, sulle colline del Chianti Colli Fiorentini, unisce da sempre produzioni agricole di qualità con il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute. L’accoglienza agrituristica, con le attività di restauro di camere ed appartamenti, piscina e ristorante, ha mantenuto vive le caratteristiche di vita e lo stile classico toscano.

Per info e prenotazioni, è possibile consultare il sito www.san-vito.com.

Fonte: Tenuta San Vito

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Cloud Gestionali Aziende: Panthera ERP avanzato di Infracom Italia

Infracom Italia, operatore italiano di telecomunicazioni, data center e ICT outsourcing, focalizza la propria strategia sugli investimenti in asset infrastrutturali, reti e data center, e rilancia l’applicativo Panthera. Panthera si configura come la soluzione gestionale più adatta a soddisfare e interpretare i bisogni delle aziende, capace di supportare tutti gli aspetti del business, semplificando tutti i processi aziendali. “Infracom non ha mai smesso di investire nello sviluppo di Panthera che si configura come l’ERP più avanzato per l’uso in cloud, inscrivendosi così pienamente nella strategia di rafforzamento dell’offerta innovativa di Infracom” ha dichiarato Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom Italia.

Il piano di rilancio di Panthera  effettuato da Infracom s’inscrive in una più ampia strategia dell’azienda veronese, volta a focalizzare i propri investimenti sugli asset infrastrutturali (rete e data center) e applicativi (Panthera). Dopo il primo anno di attività, l’operazione Panthera ha prodotto risultati estremamente positivi: il 59% di incremento sui clienti acquisiti, +10% sul valore delle licenze e +47% relativo ai nuovi partner rivenditori.

“Infracom non ha mai smesso di investire nello sviluppo di Panthera, nativamente orientato al web, e poi sempre di più specializzato per il suo utilizzo attraverso infrastrutture remote e condivise – dichiara Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom Italia – Sempre di più Panthera, forte anche della recente certificazione per i sistemi IBM Pure Flex – e primo software ERP in Italia a ricevere questo importante risultato – si configura come l’ERP più avanzato per l’uso in cloud, inscrivendosi così pienamente nella strategia di rafforzamento dell’offerta innovativa di Infracom”.

Panthera ERP è il frutto della volontà di Infracom di offrire ai propri clienti la soluzione gestionale più adatta a soddisfare e interpretare i bisogni delle loro aziende, un sistema capace di supportare tutti gli aspetti del business, semplificando ogni processo dell’azienda, con la massima attenzione a ogni singolo anello della catena produttiva, dall’ordine all’assemblaggio.

Panthera ERP nasce in Italia, grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano ed è quindi un’eccellenza italiana a tutti gli effetti. Non manca però di una valenza internazionale conferitagli dal centro di competenza Infracom di Tunisi e dalla propria capacità di servire i clienti nelle varie sedi a livello worldwide, con esperienze dirette derivate dalle installazioni per aziende italiane con sedi estere, come in Francia, Svizzera, Regno Unito, Germania, Belgio, Romania, Polonia, Tunisia, Libano, India, Brasile e Cina (cfr. http://www.panthera.it/it/referenze-internazionali).

Il percorso evolutivo dell’offerta software di Infracom trova le proprie radici storiche in Gipros, uno dei gestionali più diffusi in ambiente AS400. Di Gipros, il nuovo sistema informatico Panthera, multipiattaforma e nativamente basato sul web, è l’innovativa e rivoluzionaria evoluzione. È un perfezionamento sistemico, ottenuto dalla sinergia tra scienza informatica e volontà di creare un nuovo e più avanzato sistema di gestione dei processi aziendali in grado di soddisfare le richieste dei modelli produttivi del mercato attuale. E oggi, Panthera ERP è un asset chiave nel nuovo piano industriale di Infracom Italia.

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Infracom Italia Operatore italiano di telecomunicazioni, data center e ICT outsourcing, ha la propria sede principale a Verona ed è presente, con 500 professionisti, in 14 città italiane, con centri di competenza a Milano, Firenze, Roma ed Imola. Infracom Italia offre un’ampia gamma di servizi, coniugando competenze, asset e capacità di innovare con soluzioni che vanno dagli aspetti infrastrutturali ai servizi gestiti di rete e di data center, dalle soluzioni di comunicazione integrata voce e dati alle soluzioni di cloud computing, dalle soluzioni di outsourcing per i sistemi e le architetture informatiche delle aziende fino al full ICT outsourcing. Infracom Italia possiede e gestisce autonomamente 9.000 Km di rete in fibra ottica con copertura nazionale e 4 data center a Milano, Verona, Imola e Brindisi, per oltre 5.000 m2 di superficie totale disponibile.

FONTE: Panthera

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Chirurgia laparoscopica del tumore al colon-retto: un contributo multidisciplinare di costo efficacia

Oggi a Roma, nell’ambito del Primo Congresso Nazionale della Chirurgia Italiana un gruppo di validi esponenti del mondo scientifico ha dato vita alla Tavola Rotonda “Chirurgia laparoscopica del tumore al colon-retto: un contributo multidisciplinare di costo efficacia”. Un incontro tra i principali esperti italiani nella prevenzione e nella cura del tumore al colon-retto, la patologia responsabile del decesso di circa 20.000 italiani ogni anno. L’approccio chirurgico in laparoscopia, quando appropriatamente selezionato, è in grado di garantire un miglioramento della qualità della vita del paziente e un risparmio in termini di costi sanitari. Le esperienze di Udine e Modena.

Ogni anno in Italia 38.000 persone si ammalano di tumore al colon-retto, patologia che rappresenta la seconda neoplasia più diffusa nella popolazione femminile dopo il carcinoma della mammella – sono 17.000 le nuove pazienti ogni anno – e la terza per gli uomini dopo i tumori della prostata e del polmone, con 21.000 nuovi casi ogni dodici mesi.

Un fenomeno ancora più allarmante se analizzato alla luce del tasso di mortalità: ogni anno nel nostro Paese sono circa 20.000 i pazienti che perdono la vita a causa del tumore al colon-retto e, tra questi, 10.500 risultano di sesso maschile e 9.500 di sesso femminile.
Ad aggravare ulteriormente questo preoccupante scenario sono le previsioni emerse da alcuni recenti studi, secondo cui nei prossimi anni si riscontrerà in Italia un netto aumento del numero di persone che contrarranno la patologia: già a partire dal 2020, infatti, coloro che verranno colpiti dal tumore al colon-retto saranno più di 45.000 ogni anno, un significativo incremento dovuto principalmente all’aumento di alcuni fattori di rischio quali l’invecchiamento della popolazione, le cattive abitudini alimentari e l’eccessivo consumo di alcool e tabacco.

“Le statistiche dimostrano come l’età media della popolazione colpita in Italia sia in costante aumento”, afferma il Prof. Massimo Federico, Direttore della Cattedra di Oncologia Medica II presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. “Ad esempio, in provincia di Modena, l’incidenza sulla popolazione di persone con oltre 65 anni era del 17 per cento nel 1988, del 21 per cento nel 2006 e si stima che abbia raggiunto il 22 per cento nel 2011”.

I dati emersi nel nostro Paese sono in linea con l’elevata diffusione che si registra a livello globale: ogni anno 1.200.000 persone nel mondo vengono colpite da questa neoplasia mentre, in termini di decessi, il tumore al colon-retto è responsabile di circa l’8 per cento della mortalità oncologica nel mondo, con oltre 600.000 pazienti che perdono la vita ogni anno.
Oggi a Roma, nell’ambito del Primo Congresso Nazionale della Chirurgia Italiana, per contrastare questa crescente patologia, un gruppo di esperti si è confrontato nella Tavola Rotonda ”Chirurgia laparoscopica del tumore al colon-retto: un contributo multidisciplinare di costo efficacia”, durante la quale sono stati affrontati e approfonditi i principali aspetti relativi all’approccio più efficace per la cura delle neoplasie colo-rettali, con particolare riferimento alla chirurgia laparoscopica.
Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, quest’approccio mini invasivo rappresenta una valida alternativa rispetto alle altre terapie chirurgiche previste per l’asportazione di tumori localizzati in determinate zone del colon. Rispetto a un intervento tradizionale, infatti, questa tecnica consente una riabilitazione in tempi brevi, con meno complicanze post-operatorie.
Nello specifico, il paziente sottoposto a un’operazione di chirurgia laparoscopica può beneficiare di un significativo miglioramento della qualità della vita grazie a una serie di caratteristiche tipiche di quest’approccio, tra le quali: una ferita meno estesa e una conseguente diminuzione del dolore post-operatorio, una riduzione dei traumi della zona intestinale e un miglior risultato estetico dovuto all’assenza di grandi cicatrici.
L’insieme di queste peculiarità, oltre a garantire una veloce degenza e un rapido recupero da parte del paziente, permette un significativo risparmio in termini economici a vantaggio delle strutture ospedaliere.

Il rapido decorso post-operatorio, oltre al minor rischio di infezioni, riduce i tempi di ospedalizzazione, consentendo tra l’altro un migliore utilizzo delle risorse ospedaliere di cui dispone il Sistema Sanitario Nazionale.

“Tra le varie tecniche di cura previste per il trattamento del tumore al colon-retto, l’intervento chirurgico costituisce il primo, fondamentale, passo terapeutico”, commenta il Dottor Gianluigi Melotti, Presidente della Società Italiana di Chirurgia. “L’obiettivo dell’incontro odierno è quello di analizzare l’aspetto dell’attuale utilizzazione e diffusione della chirurgia laparoscopica del colon-retto in Italia, in modo da valutare le modalità più appropriate per garantire la promozione di tale approccio nella più ampia forma possibile, estendendolo a tutti i pazienti che potranno così giovarsi dei suoi molteplici vantaggi”.

Uno studio condotto di recente presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Maria della Misericordia di Udine ha dimostrato come, negli ultimi anni, il trattamento laparoscopico sia utilizzato con più frequenza rispetto al passato. La valorizzazione di tale approccio terapeutico, oltre a offrire dei benefici in termini di qualità della vita, ha contribuito a favorire il miglioramento e l’acquisizione di nuove competenze tecniche da parte dei chirurghi.

“I risultati emersi dalla ricerca condotta presso la struttura friuliana dimostrano quanto la chirurgia laparoscopica stia diventando un importante strumento, per il chirurgo, nella gestione del paziente affetto da tumore al colon-retto”, spiega il Dottor Carlo Favaretti, Presidente della SIHTA (Società Italiana di Health Technology Assessment) e Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Santa Maria della Misericordia” di Udine. “Dal 2000 al 2008, infatti, l’utilizzo della tecnica mini invasiva è passata da circa il 40% a ben il 72% del totale degli interventi, contribuendo in maniera determinante anche alla formazione del personale chirurgico. Basti pensare che nel 2004 il tempo medio di esecuzione delle operazioni in laparoscopia era di 182 minuti, contro i soli 102 registrati nel 2011”.

Il documento presentato oggi dal gruppo multidisciplinare di esperti, dal titolo “Il trattamento chirurgico mini invasivo del tumore al colon-retto: stato dell’arte e interventi necessari per la promozione e la diffusione di percorsi diagnostico terapeutici di gestione globale e integrata del paziente”, rappresenta una tappa importante per approfondire i benefici clinici ed economici derivanti dall’adozione della tecnica chirurgica mini invasiva.

In tale documento sono riportate interessanti case histories, tra cui quella realizzata in Italia nel 2011 presso l’Azienda Ospedaliera di Modena su un campione di pazienti trattati per resezione colo-rettale. L’indagine ha messo in evidenza, ancora una volta, le differenze dei costi tra l’intervento tradizionale e quello laparoscopico a favore di quest’ultimo, suggerendo ulteriori approfondimenti in tal senso.

“I dati emersi dal progetto pilota promosso dalla struttura modenese – conclude il Dottor Gianluigi Melotti, Presidente della Società Italiana di Chirurgia – hanno permesso di confermare che le spese associate ai due diversi approcci chirurgici sono sensibilmente diverse. Il costo medio di produzione del trattamento laparoscopico è risultato, infatti, nettamente inferiore rispetto al classico approccio chirurgico. Ecco, in sintesi, i primi dati emersi dal progetto pilota di Modena: il costo medio di produzione del trattamento laparoscopico è risultato pari a € 8.675 per il colon e € 9.091 per il retto; per la tecnica laparotomica, invece, il costo medio rilevato è stato pari a € 9.815 e € 14.987, rispettivamente per il colon e il retto”.

FONTE: Società Italiana di Chirurgia

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Massimo Lippi: spazi gratuiti per le aziende colpite dal Terremoto in Emilia

A seguito degli eventi sismici in Emilia, Infracom Italia, operatore italiano di telecomunicazioni, data center e ICT outsourcing, ha attivato una serie di iniziative a sostegno delle aziende colpite. Fino alla fine del 2012 l’azienda offre spazi gratuiti on co-location per i server presso il proprio data center di Imola. Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom: “Riteniamo sia un nostro preciso dovere, mostrare concretamente la nostra solidarietà alle imprese colpite dai recenti eventi sismici mettendo i nostri asset, le nostre competenze e servizi essenziali a sostegno della ripresa del business di una delle aree più produttive d’Italia.”

Infracom Italia, operatore italiano di telecomunicazioni e data center, con sede a Verona e centri di competenza a Milano, Firenze e Imola, tende una mano alle aziende localizzate nelle aree colpite dal terremoto invitandole a posizionare gratuitamente i propri server presso la sala dati Infracom di Imola.

L’iniziativa, valida da subito e fino alla fine del 2012, prevede la possibilità di utilizzare, a titolo gratuito, spazi in colocation presso il data center Infracom di Imola dove ospitare i sistemi critici e i portali web delle imprese che necessitano di misure atte a ripristinare il business. Per garantire la raggiungibilità dei sistemi delle aziende che aderiranno alla proposta Infracom metterà a disposizione anche banda Internet per rimettere rapidamente in linea siti web, mail aziendali e portali di e-commerce.

Le aziende interessate possono contattare il numero verde dedicato 800 189 548 per ottenere maggiori informazioni e parlare con un consulente Infracom.

“Riteniamo sia un nostro preciso dovere, come azienda e soprattutto come operatore nazionale di servizi di telecomunicazioni e data center, mostrare concretamente la nostra solidarietà alle imprese colpite dai recenti eventi sismici mettendo i nostri asset, le nostre competenze e servizi essenziali a sostegno della ripresa del business di una delle aree più produttive d’Italia.” – dichiara Massimo Lippi, Direttore Generale di Infracom – “Le iniziative che abbiamo attivato per le zone interessate dal terremoto, con l’obiettivo di supportarne il tessuto industriale, nascono dalla convinzione che la ripartenza delle attività economiche sia il volano per recuperare spazi di vita e prospettive di serenità per i lavoratori e le popolazioni coinvolte.”

A seguito degli eventi sismici Infracom ha da subito attivato altre iniziative di sostegno che hanno riguardato la verifica della continuità di rete fra i propri clienti nelle aree emiliana e lombarde colpite, l’avvio di costanti attività di monitoraggio al fine di sorvegliare l’efficienza della rete ed evitare eventuali disservizi alle aziende nei territori interessati dal sisma, e la sospensione della fatturazione e di ogni attività di recupero crediti sulla clientela residente nelle zone interessate colpite.

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Infracom Italia Operatore italiano di telecomunicazioni, data center e ICT outsourcing, ha la propria sede principale a Verona ed è presente, con 500 professionisti, in 14 città italiane, con centri di competenza a Milano, Firenze, Roma ed Imola. Infracom Italia offre un’ampia gamma di servizi, coniugando competenze, asset e capacità di innovare con soluzioni che vanno dagli aspetti infrastrutturali ai servizi gestiti di rete e di data center, dalle soluzioni di comunicazione integrata voce e dati alle soluzioni di cloud computing, dalle soluzioni di outsourcing per i sistemi e le architetture informatiche delle aziende fino al full ICT outsourcing. Infracom Italia possiede e gestisce autonomamente 9.000 Km di rete in fibra ottica con copertura nazionale e 4 data center a Milano, Verona, Imola e Brindisi, per oltre 5.000 m2 di superficie totale disponibile.

Per ulteriori informazioni:

INFRACOM ITALIA SPA
Piazzale Europa, 12
37135 Verona (VR)
Telefono +39 045 969 5969

FONTE: Infracom

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