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Terapia del dolore: in ospedale ci vuole più efficacia.

Negli ospedali italiani quattro pazienti su dieci ricoverati in reparti di Medicina interna lamentano dolore. Il dato emerge da uno studio che ha visto impegnati 26 reparti e ha coinvolto 5200 malati. Sul sito di Marco Filippini, esperienza a difesa del malato per il raggiungimento degli standard europei in fatto di terapia del dolore.

Quattro pazienti su dieci ricoverati in reparti di Medicina interna, negli ospedali italiani, lamentano dolore, ancora troppo spesso non adeguatamente valutato e curato. Questo dato in parte forse sorprendente è emerso da uno studio recentemente concluso, che ha visto impegnati 26 reparti e ha coinvolto 5200 malati.

La prima fotografia scattata dal lavoro scientifico ha messo in luce la realtà quotidiana dei pazienti ricoverati in 26 reparti di Medicina interna. «Tra i 2600 malati coinvolti, il 37,5 per cento aveva problematiche di dolore».

Quasi tutti, ricevevano un trattamento antidolorifico, molto spesso non in linea con l’ intensità lamentata dal paziente. «La popolazione aveva un’età media superiore a 80 anni ed era affetta mediamente da 3-4 malattie croniche». Il dolore era causato da malattie delle articolazioni e delle ossa in una grande percentuale di casi, seguito a distanza, come frequenza, dal dolore addominale. Solo un paziente su quattro aveva dolore legato a un tumore, mentre la valutazione sistematica dell’intensità del dolore mediante apposite scale di misurazione veniva effettuata solo nel 45 per cento dei casi.

Nelle 26 unità operative coinvolte è stata quindi attivata una formazione specifica sul controllo del dolore: «A quel punto, su un campione di altri 2600 pazienti, si è registrato un importante miglioramento. La valutazione sistematica del loro stato è salita dal 45 al 77 per cento.

«Da questo lavoro emerge in sintesi un forte bisogno di affrontare un bisogno del paziente e, in questo senso, un’adeguata formazione si è rivelata la giusta strategia. Il tema è molto importante soprattutto nei reparti di Medicina interna, che sono capillari sul territorio, sono presenti negli ospedali grandi e piccoli, curano un gran numero di pazienti, in prevalenza anziani, con patologie multiple e complesse, spesso in condizioni gravi e terminali. Siamo orgogliosi – è la considerazione finale di Civardi, primario dell’ Ospedale di Fiorenzuola – di aver partecipato come protagonisti a questo lavoro, portando una sensibilità emiliano romagnola sul dolore già più radicata rispetto a molte altre realtà nazionali».

02/02/2013 La Liberta Pag. 15

FONTE: marcofilippini.it

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Terapia Dolore: Dolore alla schiena indagine sui fattori predittivi (Marco Filippini)

Terapia del dolore, dolore alla schiena, la ricerca si muove per individuare i fattori predittivi, sinora mai indagati, del mal di schiena. Sul sito di Marco Filippini, nato per contribuire al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.


Un finanziamento da 6 milioni di euro è stato vinto nelle scorse settimane da uno dei principali gruppi di ricerca italiani nel campo della terapia del dolore, guidato da Massimo Allegri, ricercatore della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo – Università degli Studi di Pavia e a cui partecipa anche Guido Fanelli, dell’Università di Parma.

Scopo della ricerca è l’individuazione dei fattori predittivi, sinora mai indagati, del mal di schiena.

L’idea principale, è infatti quella di identificare marcatori nel sangue che possano dire a priori chi è a rischio di avere mal di schiena e discriminare il tipo di terapia.

L’Università di Parma, nella persona di Guido Fanelli, ha giocato un ruolo attivo nell’elaborazione e nella partecipazione a questo ambizioso progetto, ottenendo 500.000 euro per lo svolgimento della
complessa attività prevista.

A Parma in particolare, mediante particolari tecniche invasive, si cercherà di determinare sia come il mal di schiena possa manifestarsi nei soggetti a rischio, sia come possa essere trattato. Il mal di schiena rappresenta una delle cause più importanti di dolore lombare nella società moderna
e a esso sono associati importanti costi sociali e clinici.

FONTE: marcofilippini.it

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Terapia del dolore più infarti e ictus se si usano antinfiammatori non steroidei

Terapia del dolore, più infarti e ictus se si usano antinfiammatori non steroidei. Sul sito di Marco Filippini informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

Si calcola che per ogni 1.000 soggetti trattati con antinfiammatori non steroidei, si verificano tre infarti in più che non si verificherebbero se i soggetti non fossero in cura con Fans, di cui uno con esito fatale.

Dati alla mano, pubblicati da C. Baigent su Lancet,che sottolinea che “questi rischi riguardano i pazienti con artrosi o artrite che hanno bisogno di alte dosi di Fans e di una terapia prolungata. E’ verosimile che un breve trattamento con dosi più basse degli stessi farmaci sia relativamente sicuro”.

Dal canto suo C. Patrono, dell’ Università Cattolica di Roma, che insieme a Baigent ha promosso la costituzione della Coxib and traditional Nsaid Trialists’s (Cnt) Collaboration che firma collettivamente l’articolo del Lancet, riassume così gli aspetti più significativi di questo lavoro che ha richiesto circa 7 anni di indagini e ha coinvolto 300.000 pazienti: “I risultati di questo studio consentono al medico di calcolare la dimensione del rischio cardiovascolare e gastrointestinale associato all’uso di singoli antinfiammatori nel singolo paziente, favorendo una terapia personalizzata che tenga conto dei benefici attesi dal trattamento farmacologico, dei potenziali rischi, e dei valori e preferenze del paziente adeguatamente informato.

FONTE: marcofilippini.it

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Marco Filippini: nuovo allarme per gli anti-infiammatori

Nuovo allarme sugli anti-infiammatori. Un gruppo di ricerca internazionale che include anche l’Istituto di Farmacologia di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di
Roma ha scoperto che l’uso prolungato di certi farmaci antinfiammatori non steroidei, è associato a un aumento di circa il 30% del rischio di infarto, ictus e morte per eventi cardiovascolari. Sul sito marcofilippini.it, nato per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

Alcuni dei principi attivi legati a questo rischio sono il diclofenac e l’ibuprofene, mentre il naprossene non aumenta il pericolo. I risultati arrivano da una meta-analisi realizzata da
ricercatori dell’ University of Oxford diretti dal professor Colin Baigent.

La ricerca, pubblicata su una delle più importanti riviste scientifiche ‘Lancet’, suggerisce che la
scelta di una terapia di lunga durata con antinfiammatori debba essere fatta in modo ragionato, scegliendo l’antidolorifico giusto, soprattutto se il paziente è già a rischio cardiovascolare, e informando adeguatamente il paziente circa i potenziali rischi legati a questi farmaci.

I ricercatori hanno considerato i risultati di 639 trial clinici per un totale di oltre 300.000 persone coinvolte e, analizzando i dati dei singoli pazienti,hanno dimostrato che nei
pazienti, in cura con alte dosi e per un tempo prolungato è emerso un rischio più elevato di complicanze vascolari, soprattutto a livello cardiaco, e un rischio da 2 a 4 volte superiore
di emorragia gastrointestinale.

Tratto da Adnkronos salute 29 Maggio 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Dolore cronico: Nuovi dati di una Survey Europea

Nuovi dati di una Survey Europea sul dolore cronico benigno.

Verrà pubblicato sul Journal of Pain Research 2013 di Giugno il lavoro relativo ad una Survey Multistato condotta in 13 paesi europei su un totale di 1039 medici di medicina generale.

La stragrande maggioranza dei rispondenti (84%) percepisce il dolore cronico benigno come una delle più difficili condizioni da trattare sebbene sia ancora una scarsa priorità del sistema sanitario: purtroppo solo il 48% utilizza uno strumento per misurare il dolore.

In Italia nonostante la legge 38 questa percentuale si abbassa al 39% mentre il paese più virtuoso risulta la Polonia con il 65% di riscontri oggettivi effettuati. I pazienti con dolore cronico benigno venivano trattati al 40% senza ricorso ad oppioidi e un restante 40% con oppioidi deboli.

L’11% dei medici intervistati prescrive solo oppioidi forti mentre il 9 % prescrive oppioidi forti in associazione a quelli deboli. Tutti dichiaravano maggior disponibilità all’ utilizzo degli oppioidi forti nel dolore da cancro.

Tra i medici non prescrittori le ragioni principali per il non utilizzo risiedevano nel 35% dei casi nella paura di addizione o di abuso e nel 22% dei casi per paura di effetti collaterali. L’effetto avverso più temuto era la costipazione (86%) seguito da sonnolenza (52%) e da nausea (46%).

Le conclusioni dello studio sono che questi dati potrebbero rappresentare la base di partenza per discutere gli strumenti (formazione, linee guida) per implementare anche nella medicina di base un corretto trattamento del malato con dolore cronico benigno

FONTE: marcofilippini.it

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Marco Filippini: Misurazione Dolore con Risonanza Magnetica

Misurazione dolore, sul New England Journal of Medicine il primo studio che “quantifica” il dolore del paziente.


Dimostrato per la prima volta e pubblicato su New England Journal of Medicine in Aprile il primo studio che ” quantifica ” in maniera oggettiva il dolore provato dal paziente.

Dalle scale attualmente in uso si potrebbe dunque passare alla RMI (Risonanza Magnetica) per certificare il grado e il tipo di dolore.

Gli autori T. Wager e collaboratori hanno analizzato le risonanze di 114 soggetti volontari che esponevano a vari gradi di calore: dal tiepido piacevole e protettivo al bollente doloroso.

Il risultato è di essere riusciti a predire con accuratezza tra il 90 e il 100% il dolore riportato dal paziente. Se precedentemente trattati con oppioidi i segni di dolore sul cervello dei volontari diminuivano vistosamente.

Al momento funziona per il dolore provocato dal calore, commentano gli autori , ma sono necessari nuovi studi per predire il dolore clinico.

FONTE: marcofilippini.it

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Eni miglior sito: prima in classifica del Ft Bowen Craggs index 2013

Eni si è classificata per la prima volta al primo posto del  FT Bowen Craggs Index 2013, indice che valuta l’efficacia della comunicazione online delle maggiori aziende a livello mondiale selezionate dall’indice FT Global 500. Tra le aziende selezionate dall’indice figurano  le maggiori 25 rispettivamente delle aree US, Europa e resto del mondo.


L’indice Bowen Craggs ha sviluppato una metodologia che consente di valutare in estremo dettaglio i siti web analizzati. Tra gli aspetti oggetto di valutazione: la struttura e fruibilità dei siti;  l’efficacia della comunicazione verso categorie strategiche come investitori, media, clienti, mercato del lavoro e le modalità con cui vengono  illustrate le politiche di Corporate Social Responsability.

affaritaliani.it

Eni: il suo sito web è il più efficace del mondo

Il Cane a sei zampe è al primo posto del Bowen Craggs 2013, l’indice che valuta efficacia e fruibilità dei siti web delle più importanti corporations

investireoggi.it

Eni: prima in classifica del Ft Bowen Craggs index 201


Eni si e’ classificata per la prima volta al primo posto del FT Bowen Craggs Index 2013, indice che valuta l’efficacia della comunicazione online delle maggiori aziende a livello mondiale selezionate dall’indice FT Global 500. Tra le aziende selezionate dall’indice figurano le maggiori 25 rispettivamente delle aree US, Europa e resto del mondo.
L’indice Bowen Craggs ha sviluppato una metodologia che consente di valutare in estremo dettaglio i siti web analizzati. Tra gli aspetti oggetto di valutazione: la struttura e fruibilita’ dei siti; l’efficacia della comunicazione verso categorie strategiche come investitori, media, clienti, mercato del lavoro e le modalita’ con cui vengono illustrate le politiche di Corporate Social Responsability.

Agi.it

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Dolore cronico: ruolo della neuromodulazione

Da OK salute di Marzo 2013, neuromodulazione e dolore cronico.

La neuromodulazione promette di eliminare il dolore cronico e viene eseguita in alcuni centri in tutta Italia. Il neurochirurgo innesta alcuni elettrodi sulla dura madre (generalmente da 2 a 35 ), il rivestimento esterno del midollo spinale, collegandoli fra loro con un filo di titanio.

Questi elettrodi ricevono da un pacemaker inserito sotto la pelle (in genere, nella regione glutea o addominale) una serie di deboli correnti, che attivano particolari fibre nervose (chiamate non nocicettive), in grado di coprire, fino a cancellarli, gli impulsi del dolore condotti da altre fibre nervose (nocicettive).

Tramite una sorta di telecomando, il paziente può attivare il pacemaker e variare l’intensità e la frequenza degli impulsi.

Dopo nove anni circa, bisogna sostituire le batterie del dispositivo con un nuovo piccolo intervento.

Questo trattamento va riservato ai pazienti con dolore cronico h 24 e indomabile con i farmaci.

OK salute Marzo 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Marco Filippini, Cure Palliative: enorme la differenza tra le varie Unità

Cure palliative, estrema variabilità caratterizza le Ucp individuate dal rapporto Age.na.s del Marzo 2013.

Il 51% delle Unità di Cura Palliative (UCP) non garantisce l’assistenza medica di notte e il sostegno infermieristico non viene assicurato dalle 20 in poi nel 73% dei casi.

Circa la metà delle Ucp il sabato mattina e pomeriggio garantisce la continuità assistenziale infermieristica attraverso pronta disponibilità e attività programmata.

Una estrema variabilità caratterizza le Ucp individuate dal rapporto. Basta guardare i dati sull’assistenza infermieristica di sabato mattina: se nelle Ucp che soddisfano tutti i criteri il dato sfiora l’80%, in quelle che non centrano i requisiti fissati dal board scientifico sulla base della normativa la percentuale supera di poco il 40 per cento.

Analoga considerazione vale per la presenza del medico: di sabato pomeriggio è garantita dal 60% delle Ucp “migliori” mentre nelle altre arriva appena al 20 per cento.

L’80% delle Ucp dispone di una sola squadra di professionisti, mentre appena il 6% delle Unità può contare su più di 3 équipe. In ciascuna sono presenti 3,6 medici palliativisti e 4,8 infermieri esperti, con impegno orario settimanale inferiore ai valori assimilabili al tempo pieno (rispettivamente 23,5 ore e 26,8 ore settimanali).

La figura professionale più diffusa è il medico di medicina generale (13 ogni 100 assistiti), seguita da infermieri, medici esperti di cure palliative e volontari.

Alta la variabilità regionale: la liaison Uo-rete di cure è molto frequente in Piemonte e Toscana (90% e 80%) e molto più debole in realtà come la Lombardia e la Sardegna (40% e 28%).

Report Agenas Marzo 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Bonfrisco: Cellule staminali, Senato ottenuto risultato straordinario

Piazza del Pantheon, alla manifestazione per promuovere le cure con le cellule staminali, tra i presenti la Senatrice Bonfrisco. “In Senato è stato ottenuto un risultato straordinario che consentirà a questi bambini da un lato di continuare a essere curati e, dall’altro, di essere inseriti nelle sperimentazioni – ha dichiarato la Senatrice-. Un risultato che permetterà anche alle famiglie di questi bambini di non doversi più rivolgere alla magistratura per curare i propri figli”.

Testo integrale dell’articolo apparso su Agi l’11 aprile 2013.

“Lasciateci curare, con le staminali. Lasciateci curare, vedete che stiamo meglio. Lasciateci curare perchè noi esistiamo”. Sulle note di “Lasciatemi cantare”, queste parole hanno aperto la manifestazione, organizzata dai comitati di sostegno per Sofia, Christian, Ludovica e altri bambini malati di malattie rare e di patologie per cui non esiste una cura farmacologica, per promuovere le cure con le cellule staminali e consentire l’accesso alle sperimentazioni a tutti. Palloncini rosa e azzurri, striscioni e cartelli con le foto dei piccoli malati, motociclisti, canti e tanti bambini animano piazza del Pantheon. Intanto, il padre di Christian, assieme al sindaco e al vicesindaco del suo paese, Serre in provincia di Salerno, e all’europarlamentare Gianni Pittella, sono al Quirinale per presentare una petizione per far arrivare in Italia un farmaco per la cura dell’atrofia muscolare spinale.

Una delegazione di genitori sarà poi ricevuta, oggi pomeriggio alle 15, dal presidente del Senato Piero Grasso. La senatrice Cinzia Bonfrisco, anche lei in piazza del Pantheon, ha ricordato che quello di ieri in Senato “è stato un risultato straordinario che consentirà a questi bambini da un lato di continuare a essere curati e, dall’altro, di essere inseriti nelle sperimentazioni. Un risultato che permetterà anche alle famiglie di questi bambini di non doversi più rivolgere alla magistratura per curare i propri figli”. Il senatore del Pdl Cardiello ha tenuto a ricordare che “ora il decreto potrà essere migliorato alla Camera. Non dobbiamo mollare, quindi, e dobbiamo vigilare insieme ai colleghi deputati”. Gianni Pittella, eurodeputato, ha voluto ricordare “il carattere bipartisan di questa battaglia sui diritti. Una bellissima prova da parte del nostro Paese e per il nostro Paese”.

FONTE: Agi

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Dolore Dati Eurisko: Dolori articolari a mani e piedi

In Italia oltre 9 milioni di persone soffrono di dolori articolari. Recente ricerca Eurisko su dolore articolare. Da Il Giornale del 24 febbraio, sul sito di Marco Filippini, nato per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

Fastidiosi dolori articolari. Spesso concentrati nelle piccole e grandi articolazioni, come mani, piedi o ginocchia. Una condizione frequente nel 34 per cento della popolazione che ha superato il traguardo dei 55 anni, soprattutto se di sesso femminile (64%) o in sovrappeso (56%).

In Italia ne soffrono oltre 9 milioni di persone.

Il dolore articolare è stato oggetto di una recente ricerca Eurisko. Sono dolori che non vanno trascurati, potrebbero essere il sintomo di un processo infiammatorio o degenerativo delle cartilagini.

Spesso rivelano la presenza di una malattia reumatica, come l’osteoartrosi. La diagnosi tempestiva è fondamentale. La cura, a seconda dell’intensità del dolore, andrebbe indirizzata secondo le indicazioni dell’organizzazione mondiale della Sanità.

Il Giornale 24 Febbraio

FONTE: marcofilippini.it

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Dolore e terapia: nascono nuovi oppioidi più sicuri

Terapia del dolore, il mercato dei farmaci oppioidi contro il dolore continuerà a crescere, come auspicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel corso dei prossimi anni con nuovi prodotti e strategie che mirano a ridurre il rischio di abusi. Da Ansa, sul sito di Marco Filippini.

Lo riconferma un nuovo rapporto di ricerca sanitaria compilato dagli esperti Gbi Research, che esplorano appunto il futuro delle formulazioni di medicinali fra i più utilizzati al mondo, a causa del fatto che i pazienti con dolore moderato o grave sono trattati quasi esclusivamente con analgesici oppioidi.

Gbi Research evidenzia che negli Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna e Giappone, sono attualmente approvati per il trattamento di una serie di condizioni dolorose 352 prodotti oppioidi, a base di 16 composti diversi.

Intanto sia la Fda che l’Ema hanno fissato severi requisiti normativi per l’immissione in commercio degli analgesici oppioidi.

Per far fronte a questo problema, molte aziende stanno lavorando per sviluppare formulazioni a rilascio prolungato di per sé resistenti all’abuso come ad esempio ossicodone in formulazione resistente alla triturazione (tamper resistant) o in associazione a naloxone (inibitore dell’oppiaceo).

Ansa

FONTE: marcofilippini.it

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Ictus e Dolore Cronico: Marco Filippini, studio pubblicato su Stroke 2013

Il 10,6% dei pazienti coinvolti nello studio ha dichiarato di aver sviluppato un dolore cronico dopo il primo ictus. Studio pubblicato su Stroke 2013, O’Donnell M, et al. Chronic pain syndromes after ischemic stroke.

Un ampio studio internazionale, appena pubblicato su Stroke, indica che circa un paziente su 10 tra quelli che subiscono un ictus ischemico svilupperà una nuova sindrome da dolore cronico, che potrebbe aumentare il rischio di declino cognitivo e funzionale.

Il 10,6% dei pazienti coinvolti nello studio ha dichiarato di aver sviluppato un dolore cronico dopo il primo ictus.

Inoltre, quelli che hanno riferito di avere un qualunque tipo di dolore post-ictus hanno mostrato una maggiore probabilità (più che raddoppiata) di andare incontro a un calo significativo dell’autonomia funzionale rispetto ai pazienti che non hanno avuto dolore.

E il declino cognitivo è risultato più frequente nei pazienti che hanno sviluppato neuropatia periferica e dolore dovuto a spasticità degli arti o sublussazione della spalla.

O’Donnell M, et al. Chronic pain syndromes after ischemic stroke. Stroke 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Dolore Operatorio: più di un paziente su sei soffre nei 12 mesi dopo l’operazione

Dolore post operatorio, una percentuale significativa di pazienti che affronta un intervento di ernia, isterectomia o toracotomia sperimenta un dolore cronico postoperatorio nei 12 mesi successivi all’ intervento. Sul sito di Marco Filippini, nato per contribuire al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore, da Pain Medicine news di Gennaio 2013.

Questi i dati (v. tabella) di uno studio pubblicato a gennaio dal dottor A. Montes Perez dell’Ospedale del Mar di Barcellona . I dati generali sono consistenti con quelli pubblicati in letteratura, e suggeriscono che il rischio di sviluppare dolore cronico è più alto nei pazienti ansiosi o preoccupati del proprio dolore, in quelli che subiscono la lesione di qualche nervo durante l’operazione e in quelli che non hanno avuto un’appropriata terapia del dolore postoperatorio.

I pazienti che hanno dolore persistente nei tre mesi successivi all’intervento dovrebbero essere indirizzati a terapisti del dolore specializzati. “Dobbiamo essere più aggressivi nel trattare il dolore nel periodo perioperatorio” ha detto il Dr Montes. “È fondamentale diminuire l’intensità del dolore nel periodo perioperatorio”. Una speranza per i molti pazienti che potrebbero non sviluppare dolore nei mesi successivi all’ intervento.

Pain Medicine news Genn 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Progetto Artemisinina, il sito produttivo Sanofi di Garessio protagonista della lotta globale alla malaria

Sanofi malaria, progetto artemisinina, parte dall`Italia una “rivoluzione” nel trattamento della malaria, la più diffusa malattia parassitaria al mondo e la seconda malattia infettiva per mortalità, dopo la tubercolosi. Presso il sito Sanofi di Garessio, uno degli stabilimenti farmaceutici più antichi d’Italia, è stata inaugurata una nuova linea per la produzione industriale dell’artemisinina per via semisintetica, la materia prima da cui derivano i principi attivi che compongono i farmaci antimalarici di combinazione (ACTs–Artemisinin-based Combination Therapies) indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come terapie d’elezione per la cura della malaria.

Si tratta del risultato finale del “Progetto Artemisinina”, guidato dall’organizzazione no-profit OneWorld Health, programma di sviluppo dei farmaci di PATH, e sostenuto dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, che ha visto in prima linea fin dal 2008 Sanofi come partner industriale.

Gli operatori del sito Sanofi di Garessio, uno dei sei stabilimenti produttivi del Gruppo Sanofi in Italia, sono riusciti, primi al mondo, a realizzare una sorta di “rivoluzione”: grazie alla foto ossidazione, processo che riproduce l’azione della luce solare, è stato possibile creare un impianto che consente l’accelerazione del processo di conversione dell’acido artemisinico – precursore dell’artemisinina ottenuto chimicamente – in artemisinina semisintetica. L’acido artemisinico è stato ottenuto per la prima volta dal team di Jay Keasling, Professore di Chimica e Ingegneria Biomolecolare presso l’Università della California, Berkeley, e co-fondatore di Amyris Inc., partner del progetto, che ha scoperto come l’impianto di una combinazione di geni della pianta di Artemisia annua e di un lievito in un batterio consentissero al batterio di produrre l’acido artemisinico che poteva poi essere convertito nella sostanza chiave delle ACTs.

A Garessio verrà prodotto almeno un terzo del fabbisogno annuale mondiale di Artemisinina. Questo consentirà di rispondere alla crescente domanda mondiale di antimalarici (mediamente vengono richiesti circa 300 milioni di trattamenti l’anno) e rendere più efficace la lotta alla malaria. Sanofi prevede infatti di produrre a Garessio 35 tonnellate di Artemisinina semisintetica nel 2013, per salire poi fino a 50-60 tonnellate l’anno nel 2014 e negli anni successivi.

La produzione su larga scala dell`artemisinina semisintetica permetterà di ottenerne una maggiore disponibilità per far fronte al continuo aumento della domanda di antimalarici: nel 2013 sarà possibile passare dagli attuali 80 milioni di trattamenti antimalarici l’anno a 120/130 milioni di trattamenti. Inoltre consentirà di assicurare la stabilità dei prezzi dei farmaci contro la malaria: attualmente il valore dell’artemisinina ottenuta per via naturale tramite estrazione dalla pianta di Artemisia annua varia, infatti, da 250 a 1000 dollari al chilo, con ripercussioni sul prodotto finito.

Il sito di Garessio è stato selezionato fra i 75 siti produttivi che fanno parte del network industriale del Gruppo Sanofi nel mondo. “Grazie all’impegno e al lavoro di squadra di tutti i collaboratori dello stabilimento è stato possibile predisporre l’impianto in soli otto mesi ed avviare cosi questa importante produzione” spiega Daniele Pellungrini, Direttore dello Stabilimento Sanofi.

“La produzione di Artemisinina semisintetica avviata nel sito produttivo di Garessio è un grande successo ottenuto dalla nostra azienda in Italia e conferma ancora una volta come Sanofi intenda puntare sul nostro Paese, in controtendenza rispetto a numerose aziende del settore” aggiunge Arturo Zanni, Amministratore Delegato di Sanofi in Italia.

I referenti di PATH – partner del “Progetto Artemisinina” con OneWorld Health, programma di sviluppo dei farmaci – hanno così commentato: “Portare su scala industriale innovazioni salvavita richiede diversi fattori, ma si basa quasi sempre su forti collaborazioni e un’elevata attenzione a quelle che sono le principali e più concrete necessità sul campo. Per questo motivo sono estremamente soddisfatto della partnership con Sanofi per la produzione su larga scala di artemisinina semisintetica, elemento chiave nel trattamento della malaria. Contribuire ad assicurare una fornitura costante e a prezzi calmierati di artemisinina di alta qualità è una componente essenziale degli sforzi di PATH per sconfiggere la malaria e far progredire un ideale di equità sul fronte della salute. Una vita senza malaria è una vita ricca di possibilità,” Steve Davis, Presidente e CEO, PATH.

“La forte collaborazione instaurata è stata fondamentale il successo di questo progetto. Sono orgogliosa della partnership instaurata con l’Università della California – Berkeley, Amyris, e Sanofi, che ci ha consentito di portare il progetto dal laboratorio allo sviluppo industriale. A partire dalla tecnologia che ha costituito il solido fondamento del progetto sino all’innovazione scientifica che ha consentito l’industrializzazione della produzione, è stata la forza della cooperazione tra diversi settori che ci ha portato a questo entusiasmante risultato,” Ponni Subbiah, Global Program Leader, Drug Development, PATH

La registrazione della inaugurazione della nuova linea produttiva di Artemisinina semisintetica presso lo stabilimento Sanofi a Garessio (CN) è disponibile al seguente link:
http://webeventservices.reg.meeting-stream.com/77505_sanofi

Sanofi – www.sanofi.com
Sanofi – www.sanofi.it

FONTE: Sanofi

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Dolore antinfiammatori: Marco Filippini e la terapia del dolore

Dolore, i più comuni antinfiammatori non sterodei possono causare alcuni effetti collaterali da considerare attentamente. Sul sito di Marco Filippini, nato per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore, da Vivere Sani e belli, Aprile 2013.

Questo in sintesi quanto affermato dal Prof. M. Eandi, Ordinario di Farmacologia all’ Università degli Studi di Torino.

Di seguito alcuni problemi che possono causare a vari livelli

– Allo stomaco e nell’intestino possono causare lesioni della mucosa, con sanguinamene spesso non avvertiti e raramente di grave entità.

– Possono manifestarsi bruciori gastrici e disturbi digestivi e in alcuni casi possono formarsi ulcere.

– Tutti i FANS possono modificare l’aggregazione piastrinica, facilitare i sanguinamenti in caso di ferite o piccoli traumi, alterare la coagulazione del sangue, favorendo a volte la comparsa di infarti al cuore.

– Va poi ricordato che possono causare reazioni allergiche, come orticaria o, nei malati probabilmente predisposti, crisi asmatiche acute qualche minuto dopo l’assunzione del farmaco.

– Alcuni FANS possono ridurre l’efficacia della pillola antifecondativa e causare problemi a livello renale.

– È pericoloso prenderli insieme alle bevande alcoliche, perché l’alcol fa aumentare le possibilità che questi farmaci producano seri danni allo stomaco.

I prodotti di automedicazìone sono destinati soltanto per combattere disturbi acuti, come dolori e febbre, meglio sempre dopo aver consultato un medico.

Da Vivere Sani e belli Apr. 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Mundipharma Francia: Marco Filippini assume la guida della associata francese

Marco Filippini, Mundipharma, con la nuova nomina la farmaceutica punta a incrementare le proprie quote di mercato nei Paesi del sud Europa e del Mediterraneo orientale.

Marco Filippini, General Manager di Mundipharma Italia, dal mese di aprile assume la guida anche della associata francese della casa farmaceutica attiva nello sviluppo e nella commercializzazione di analgesici oppioidi per il trattamento del dolore.

Mundipharma Francia si aggiunge così al gruppo di Paesi sud-europei di cui Filippini è responsabile dal 2008, come Regional Director Southern Europe: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia.

Classe 1962, originario di Bollate (MI), sposato e padre di 2 figli, Filippini ha conseguito la laurea in Farmacia all’Università degli Studi di Milano, nel 1987. Vanta al proprio attivo oltre 25 anni di esperienza nel mercato farmaceutico, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in Italia e all’estero, lavorando sia nella struttura vendite che in quella marketing di importanti aziende multinazionali, quali Schering Plough, Roussel Pharma e Glaxo.

Dal 2004, con il ruolo di General Manager, è a capo della filiale italiana di Mundipharma, ultima per nascita ma cresciuta in questi anni sino a diventare la quarta azienda del Gruppo per fatturato.

Attraverso le competenze manageriali di Filippini e la sua nuova nomina a responsabile della sede d’Oltralpe, Mundipharma International punta a incrementare ulteriormente le proprie quote di mercato nei Paesi di tutto il sud Europa e del Mediterraneo orientale, cercando al tempo stesso nuove opportunità di sviluppo.

FONTE: aboutpharma.com

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Decennale Auditorium firmato Patti Smith dal 9 al 25 aprile 2013

My Festival è il più importante progetto speciale in ambito musicale varato quest’anno dalla Fondazione Musica per Roma in occasione del decennale dell’Auditorium di Roma: il nuovo format sarà “firmato” da Patti Smith che curerà la “regia” di diversi giorni di programmazione. Naturalmente è prevista la partecipazione in prima persona della musicista americana cui è affidata l’intera rassegna, a partire dal concerto-capolavoro “Horses”, che ripercorre le tracce dell’album epocale del ’75. Dal 9 al 25 Aprile 2013, Auditorium Parco Della Musica Di Roma.

Inoltre la sua partecipazione è al centro del progetto “The Smith Family”, a fianco di Jackson Smith e Jesse Smith, con la partecipazione di Tony Shanahan.

Tra gli appuntamenti interdisciplinari voluti da Patti Smith, è prevista una serata dedicata al grande poeta e amico Allen Ginsberg con la partecipazione di Philip Glass, Lenny Kaye, Jesse Smith e, naturalmente, Patti Smith.

Cinque gli eventi musicali scelti dall’artista, a comporre un mosaico ideale di poetiche e affinità culturali. Le serate sono state affidate a: Nicola Piovani, John Grant, Meshell Ndegeocello, Cristiano de André, Vinicio Capossela.

E’ stata cura di Patti Smith – essa stessa poeta, pittrice, musicista – estendere l’invito anche ad artisti di differenti discipline e includere nel programma eventi di cinema, letteratura, pittura, fotografia, come la proiezione “Dream of Life”, il film documentario diretto da Steven Sebring, ritratto intimo di Patti Smith; la proiezione di “Medea” di P.P. Pasolini, alla presenza, a fianco della Smith, di Bernardo Bertolucci, con la conduzione di Mario Sesti; l’allestimento della mostra di Marco Tirelli, lo spettacolo-performance condotto da David Riondino, con disegni e animazioni su sabbia di Massimo Ottoni e musiche di Matteo Scaioli, il reading “Pier Paolo Pasolini LA RELIGIONE DEL MIO TEMPO” di Pierpaolo Capovilla, leader della rock band Il Teatro degli Orrori accompagnato al pianoforte da Kole Laca.

PROGRAMMA

9 aprile – ore 20.00 Teatro Studio
proiezione DREAM OF LIFE

10 aprile – ore 21.00 – Sala Petrassi
concerto THE SMITH FAMILY “WORDS AND MUSIC”
(Patti Smith, Jackson Smith, Jesse Smith with the participation of Tony Shanahan)

10 aprile – ore 21.00 – Sala Sinopoli
NICOLA PIOVANI con Ensemble Aracoeli
“ I Viaggi di Ulisse”

10 aprile – ore 21.00 – Teatro Studio
PIERPAOLO CAPOVILLA legge PIER PAOLO PASOLINI

11 aprile – ore 21.00 – Sala Petrassi
proiezione “MEDEA” di Pier Paolo Pasolini –
con Patti Smith e Bernardo Bertolucci, conduce Mario Sesti

12 aprile – ore 19.00 AuditoriumArte
inaugurazione della mostra MARCO TIRELLI / PATTI SMITH
la mostra rimarrà aperta fino al 23 maggio

12 aprile – ore 21.00 – Sala Petrassi
concerto JOHN GRANT

12 aprile – ore 21.00 – Sala Sinopoli
concerto MESHELL NDEGEOCELLO – A dedication to Nina Simone
in apertura: MARTINA CAMBI

13 aprile – ore 21.00 – Sala Santa Cecilia
OMAGGIO AD ALLEN GINSBERG
(Patti Smith, Philip Glass, Jesse Smith, Lenny Kaye)

14 aprile – ore 21.00 – Sala Santa Cecilia
concerto PATTI SMITH – HORSES

18 aprile
Pinocchio di sabbia – con DAVID RIONDINO

25 aprile – ore 21 – Sala Sinopoli
Vinicio Capossela presenta
La Banda della Posta, “Musica per sposalizi”

25 aprile – ore 21.00 – Sala Santa Cecilia
Cristiano De Andre’ in concerto “Come in cielo così in guerra”

FONTE: Auditorium.com

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Marco Filippini nominato responsabile di Mundipharma Francia

Marco Filippini, General Manager di Mundipharma Italia, dal mese di aprile assume la guida anche della associata francese della casa farmaceutica tra i leader mondiali nello sviluppo e commercializzazione di analgesici oppioidi per il trattamento del dolore. Lo rende noto la societa’, precisando che Mundipharma Francia si aggiunge cosi al gruppo di Paesi sud-europei di cui Filippini e’ responsabile dal 2008, in quanto Regional Director Southern Europe: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia.

Attraverso le competenze manageriali di Filippini (dal 2004 a capo della filiale italiana di Mundipharma, oggi quarta azienda del gruppo per fatturato) e la sua nuova nomina a responsabile della sede d’Oltralpe, Mundipharma International punta – riferisce l’azienda – a incrementare ulteriormente le proprie quote di mercato nei Paesi di tutto il Sud Europa e del Mediterraneo orientale, cercando al tempo stesso nuove opportunità di sviluppo.

Mundipharma è una rete di aziende indipendenti e associate, costituita da società private e joint ventures che coprono i mercati farmaceutici di tutto il mondo.

L’impegno del Gruppo è rendere disponibili ai pazienti opzioni terapeutiche pionieristiche in aree fondamentali quali oncologia, dolore, malattie respiratorie e artrite reumatoide. (ANSA).

FONTE: ansa.it

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Terapia del dolore: presentati nuovi dati del dolore cronico nell’anziano

Terapia del dolore e dolore cronico nell’anziano. Presentati, all’interno di un Convegno sulla terapia del dolore, numerose esperienze cliniche di medici italiani e internazionali. Spicca tra queste quella condotta al Policlinico San Matteo di Pavia sul trattamento antalgico in soggetti fragili, quali gli anziani. Da Pharmastar di Marzo 2013, sul sito di Marco Filippini, nato per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

“Nel paziente geriatrico, una delle principali cause di dolore cronico severo e disabilità è l’osteoartrite, con un impatto negativo sulla funzione motoria e cognitiva, sul sonno e sull’umore”, ha esordito Massimo Allegri, Dirigente Medico Struttura Semplice Terapia del Dolore Dipartimento Anestesia e Rianimazione I – Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia.

“Trattare il dolore in questa popolazione significa poter migliorare non solo la qualità di vita ma anche il livello di attenzione e di coscienza; una prescrizione analgesica efficace, tuttavia, va valutata molto attentamente poiché negli over-65 si riscontrano spesso polifarmacoterapia, comorbidità e scarsa aderenza alle cure.

Il vantaggio degli oppioidi è che, se usati bene, possono essere impiegati per lunghi periodi e con minori effetti collaterali rispetto ai FANS, soprattutto in età avanzata. I dati preliminari che abbiamo raccolto negli ultimi mesi, trattando con l’associazione ossicodone-naloxone una cinquantina di pazienti geriatrici, hanno evidenziato un buon controllo del dolore nell’85% dei casi, preservando al tempo stesso la funzione intestinale.

Intendiamo ora avviare a breve uno studio clinico, per dimostrare che gestire adeguatamente il dolore con basse dosi di oppioidi e un approccio multidisciplinare permette di avere nell’anziano un miglioramento anche sul piano cognitivo ”

Tratto da Pharmastar Marzo 2013

FONTE: marco filippini.it

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Dolore post operatorio, sul sito di Marco Filippini le novità presentate in Spagna

Dolore post operatorio, sul sito di Marco Filippini le novità presentate in Spagna, da Pharmastar.it del 28 febbraio 2013.

In ambito ospedaliero, il trattamento del dolore post-operatorio presenta notevoli vantaggi dal punto di vista qualitativo e quantitativo, con una maggiore serenità dell’assistito, un abbattimento del rischio clinico, dei tempi di degenza e dei costi sanitari, come ha puntualizzato Marco Scardino, Responsabile Anestesista del Servizio di Chirurgia Protesica del prof. Guido Grappiolo, IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI).

Un’ efficace controllo della sintomatologia dolorosa conseguente a un intervento di chirurgia protesica d’anca è fondamentale, per ottenere una rapida mobilizzazione e una buona risposta funzionale in questi pazienti, che vanno scrupolosamente seguiti affinché possano essere sottoposti a riabilitazione precoce.

Nella nostra struttura abbiamo preso in esame circa 300 soggetti appena operati, con un’età media di 60 anni. Il protocollo terapeutico, che prevedeva la somministrazione di un oppiaceo agonista-antagonista ogni 12 ore e per un minimo di 4 giorni, si è confermato efficace: ha garantito un miglior controllo degli effetti avversi, mantenendo un’ottima azione analgesica.

Il 90% dei pazienti ha affermato di non aver mai avvertito sofferenza, mentre il 100% ha conservato la motilità intestinale.

La combinazione di ossicodone-naloxone – ha concluso Scardino – può essere dunque la chiave vincente per alleviare il dolore post-operatorio, eliminando l’insorgenza delle complicanze legate alla terapia con oppioidi”.

Da Pharmastar.it 28 Febb 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Epic Survey, Dolore Oncologico: poca appropriatezza terapeutica

Il trattamento del dolore oncologico rappresenta un problema troppe volte sottovalutato. La ricerca, indicata con l’acronimo EPIC (European Pain in Cancer) e realizzata in 11 Paesi europei più Israele, è stata condotta secondo una precisa prospettiva: esaminare l’esperienza del dolore oncologico secondo il punto di vista del paziente. EPIC survey, da About Pharma di dicembre 2012, sul sito di Marco Filippini. L’esperienza a difesa del malato.

La ricerca ha coinvolto i seguenti Paesi: Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Norvegia, Romania, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Israele. Sono stati contattati 5084 soggetti per essere sottoposti alla I fase di screening.

Nell’ambito di questo campione, i ricercatori sono riusciti a raccogliere i dati demografici di 5049 oggetti: la fascia di età più rappresentata era quella compresa fra 50 e 59 anni; il 40% erano uomini e il 59% donne.

I tipi di neoplasie più frequenti erano il tumore della mammella (28%), della prostata (12%), dell’intestino e del colonretto (9%), del polmone (8%). La prevalenza del dolore era sostanzialmente diversa tra i vari tipi di neoplasia: i pazienti con prevalenza massima di dolore (> 85%) erano quelli affetti da tumore di pancreas, ossa e cervello, da linfoma, da tumore del
polmone e della testa-collo; la prevalenza più bassa (< 75%) era riferita dai pazienti con tumore alla prostata e con leucemia.

Dai dati raccolti è emerso che il 23% dei pazienti che riferiva intensità di dolore pari o superiore a 5 nella scala numerica di valutazione del dolore non riceveva alcun trattamento analgesico. Considerando poi il campione di pazienti che riferiva un’intensità di dolore
classificata severa (241), di questi solo il 42% riceveva un trattamento con oppiacei forti.

About Pharma dic 2012

FONTE: marcofilippini.it

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Marco Filippini, l’Anno Europeo contro il dolore 2012-2013 è dedicato al dolore viscerale

L’Anno Europeo contro il dolore 2012-2013 è dedicato al dolore viscerale, che praticamente ogni persona ha avuto modo di conoscere nella sua forma acuta e che è sottovalutato nella sua forma cronica. I numeri del dolore viscerale sul sito di Marco Filippini. L’esperienza a difesa del malato.

La prevalenza del dolore viscerale è tanto impressionante quanto allarmante, come dimostrato da una serie di dati:

– il 20-30% della popolazione soffre di dispepsia, ma solo nella metà di questi pazienti viene individuata una causa organica;

– si stima che la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) colpisca tra il 6% e il 25% della popolazione, a seconda dello studio e anche del sesso, e motiva circa metà delle richieste di consulto dei gastroenterologi;

– il dolore vescicale colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini, 900 le donne che ne soffrono su 100.000;

– una donna su due soffre di dolori mestruali, nel 10% dei casi questo dolore è così grave che è causa di assenza per malattia ogni mese;

– globalmente, le donne soffrono di dolore viscerale con un’incidenza tre volte superiore rispetto agli uomini.

Questo disturbo è spesso messo in relazione a gravi situazioni di stress, a cui si presta altrettanta scarsa attenzione. L’Anno Europeo contro il dolore 2012-2013 è dedicato a questo tipo di dolore, il dolore viscerale, che praticamente ogni persona ha avuto modo di conoscere nella sua forma acuta e che è sottovalutato nella sua forma cronica.

FONTE: marcofilippini.it

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Terapia del dolore, l’esperienza di Marco Filippini a difesa del malato

Dolore cronico e ruolo della neuromodulazione. Sul sito marcofilippini.it, nato per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti, al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore, l’esperienza di Marco Filippini a difesa del malato. Da OK salute di Marzo 2013.

La neuromodulazione promette di eliminare il dolore cronico e viene eseguita in alcuni centri in tutta Italia. Il neurochirurgo innesta alcuni elettrodi sulla dura madre (generalmente da 2 a 35 ), il rivestimento esterno del midollo spinale, collegandoli fra loro con un filo di titanio.

Questi elettrodi ricevono da un pacemaker inserito sotto la pelle (in genere, nella regione glutea o addominale) una serie di deboli correnti, che attivano particolari fibre nervose (chiamate non nocicettive), in grado di coprire, fino a cancellarli, gli impulsi del dolore condotti da altre fibre nervose (nocicettive).

Tramite una sorta di telecomando, il paziente può attivare il pacemaker e variare l’intensità e la frequenza degli impulsi.

Dopo nove anni circa, bisogna sostituire le batterie del dispositivo con un nuovo piccolo intervento.

Questo trattamento va riservato ai pazienti con dolore cronico h 24 e indomabile con i farmaci.

OK salute Marzo 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Bonfrisco, deludente relazione su Consiglio d’Europa

“Deludente, come sempre, la relazione del presidente Monti sul Consiglio d’Europa. L’unico atto positivo è frutto del lavoro intelligente e tenace del vicepresidente della commissione Antonio Tajani che per consentire all’Italia il pagamento dei debiti arretrati è riuscito a far accettare dall’Europa il principio del risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita”. Così la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, componente della commissione Bilancio, al termine del suo intervento in Aula.

“Deludente, come sempre, la relazione del presidente Monti sul Consiglio d’Europa. L’unico atto davvero positivo è quello che Monti spaccia per un suo risultato, mentre invece è frutto del lavoro intelligente e tenace del vicepresidente della commissione Antonio Tajani che per consentire all’Italia il pagamento dei debiti arretrati è riuscito a far accettare dall’Europa il principio del risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita.

Così la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl), componente della commissione Bilancio, al termine del suo intervento in Aula. “Su tale principio – osserva – si è raggiunto un compromesso che consente all’Italia di utilizzare un ulteriore 0,5 del rapporto deficit/Pil per sanare la drammatica situazione nella quale versano molte imprese italiane. Non sottovalutiamo le importanti parole del presidente di Confindustria sulle imprese che “sono alla fine; noi sosteniamo la proposta del presidente Squinzi che indica nel pagamento immediato in 48 miliardi di euro (i due terzi del totale) la soluzione per ottenere l’aumento di circa 250mila occupati e l’innalzamento dell’uno per cento del Pil. Questa è la strada da seguire non quella delle dichiarazioni romantiche tra Monti e la signora Merkel”.

FONTE: Il Velino

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Bonfrisco, Staminali: manifestazione per bocciare assurdo decreto

Staminali, interviene la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco: ”Partecipiamo alla Manifestazione per Sofia con il cuore pieno di speranza che quello che finora non ha saputo fare la politica, sappia farlo Sofia e tutti i piccoli pazienti come lei. Grazie Sofia, nel salvare te proviamo a salvare l’Italia, bocciando questo assurdo decreto”.

”Partecipiamo alla Manifestazione per Sofia con il cuore pieno di speranza che quello che finora non ha saputo fare la politica, o peggio, i finti tecnici della finta politica, sappia farlo Sofia e tutti i piccoli pazienti come lei. Grazie Sofia, nel salvare te proviamo a salvare l’Italia, bocciando questo assurdo decreto”. Così la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco del Pdl.

”Leggo che il ministro Balduzzi si finge preoccupato da eventuali illusioni o raggiri. Al momento l’unico raggiro che è dato di conoscere è il suo decreto che, in limine mortis del suo governo, fa arretrare il percorso della ricerca in Italia – aggiunge Bonfrisco -. Il ministro Balduzzi, oltre che a scappare dalle cucine, scappi da questo importante ruolo a tutela della salute degli italiani che ha tradito.

Grazie a Dio ci sono scienziati e ricercatori liberi dal condizionamento della burocrazia ministeriale. Cominciamo a leggere, infatti pareri scientifici diversi a favore della ricerca sulle staminali, vera frontiera della medicina rigenerativa che potrà migliorare la nostra vita”.

FONTE: Asca

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Terapia del dolore sul sito di Marco Filippini a difesa del malato

Dolore diffuso agli arti inferiori, gambe affaticate e senso di pesantezza, arti freddi e rigidi  o intorpiditi, formicolio. Questi i sintomi riferiti ad una visita da un neurologo che, dopo un’elettromiografia, hanno portato alla diagnosi è di neuropatia, cioè a una malattia dei nervi periferici. Testo da Corriere della Sera del 24 Febbraio. Terapia del dolore, marcofilippini.it, il sito di Marco Filippini a difesa del malato.

Dolore diffuso agli arti inferiori, gambe affaticate e senso di pesantezza, arti freddi e rigidi  o intorpiditi, formicolio. Questi i sintomi riferiti ad una visita da un neurologo che, dopo un’elettromiografia, hanno portato alla diagnosi è di neuropatia, cioè a una malattia dei nervi periferici.

Le neuropatie riguardano il 2-3 per cento della popolazione, ma oltre i 55 anni la percentuale dei soggetti colpiti sale fino l’8 per cento.

Circa un terzo delle neuropatie ha origine genetica ed esordio in età giovanile, un terzo ha invece un’origine acquisita (è cioè conseguenza di diabete, deficit di vitamina B12, malattie immunologiche sistemiche, forme infiammatorie primarie) e un terzo resta idiopatico, ovvero senza una causa nota.

La diagnosi si basa sulla visita, durante la quale il medico valuta il modo in cui disturbi si sono presentati, laparte del corpo che hanno coinvolto, e l’elettroneurografia. Una diagnosi corretta è naturalmente un passo fondamentale per avviare la terapia: scoprire che una persona con neuropatia ha, ad esempio, diabete, carenze vitaminiche o malattie autoimmuni, permette di curare la malattia sottostante e migliorare o talvolta guarire la neuropatia.

Inoltre, a diagnosi fatta, si possono usare, se necessario, farmaci sintomatici per il dolore neuropatico come oppioidi ,antidepressivi e antiepilettici , che vanno scelti e dosati in base al singolo caso. Si tratta di farmaci efficaci, ma che posson avere effetti collaterali. È quindi importante che ogni paziente sia correttamente informato dal proprio medico delle linee guida per il trattamento del dolore neuropatico.

Corriere della Sera 24 Febbraio

FONTE: marcofilippini.it

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Cure palliative: Marco Filippini, ancora in discussione la Nimesulide

Su marcofilippini.it, sito nato per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore, l’articolo comparso su Vivere Sani e Belli di Febbraio 2013. La Nimesulide rimane tra i farmaci più utilizzati in Italia: secondo l’ultimo rapporto Osmed è stato il secondo antinfiammatorio non steroideo più prescritto nel 2011.


Numeri in calo, probabilmente anche in seguito alla diffusione di segnalazione di danni al fegato. Anche l’Agenzia europea dei medicinali ha rivisto le indicazioni della nimesulide, che ora non può più essere utilizzata in modo cronico (tranne che in pomata).

In Italia resta in commercio per il dolore acuto, in alcuni casi anche rimborsata dall’Ssn. «Il rischio più importante, anche se raro, è quello di di danni al fegato, anch’esso associato a tutti gli antinfiammatori, ma in misura più frequente all’uso della nimesulide» spiega il Dott. Clavenna dell’ Istituto Mario Negri di Milano. All’estero il prodotto è stato ritirato in seguito alle segnalazioni di danni epatici.

Alcuni Paesi europei (Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Olanda, Spagna e Svezia) hanno scelto di ritirare dal mercato la nimesulide. In altri ( Germania, Regno Unito e Stati Uniti) il farmaco non è mai stato autorizzato e la Francia, che in seguito alle nuove indicazioni europee, ha deciso di mantenerlo sul mercato, non rimborsandolo più ai cittadini. Perché allora in Italia è consentita ugualmente la commercializzazione, tanto più che già molti Paesi lo hanno ritirato dal mercato?

«Probabilmente nella decisione presa dalle autorità italiane ha pesato il fatto che la nimesulide sia stata a lungo un principio attivo molto utilizzato e forse non si volevano penalizzare quanti già lo prendevano traendone dei benefìci» ipotizza il dottor Clavenna.

In seguito a quanto stabilito dalla Commissione europea, l’Aifa, l’Agenzia del farmaco del nostro Paese, ha modificato le modalità di prescrizione della nimesulide. II farmaco è acquistabile solo con la prescrizione medica, quindi con la ricetta non ripetibile. In passato, però, veniva rimborsato dal Ssn se prescritto per il trattamento prolungato di quattro malattie (osteoartrosi in fase infiammatoria o dolorosa, dolore legato a forme tumorali, artropatie del connettivo e attacco acuto di gotta), mentre oggi non è più indicato a questi scopi. L’Aifa ha però stabilito, nella cosiddetta nota 66, che sia rimborsata per il trattamento di breve durata del dolore acuto associato alle stesse malattie.

Non va, inoltre, assunta insieme ad altri antinfiammatori non steroidei, al paracetamolo e anche ad alcuni antibiotici, perché il consumo in sinergia potrebbe aumentare il rischio di danni al fegato. Inoltre, evitare l’associazione con alcolici, proprio per non sovraccaricare il fegato» spiega il dottor Clavenna.

Vivere Sani e Belli Febbraio 2013

FONTE: marcofilippini.it

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Bonfrisco, Staminali: il Parlamento italiano ha l’obbligo morale di fornire in tempi rapidi una soluzione

Staminali, Bonfrisco (Pdl): Parlamento dia in tempi rapidi una soluzione

“Parteciperò alla manifestazione che si terrà sabato 23 marzo, alle 10 in piazzale Ostiense, insieme ai genitori della piccola Sofia e a sostegno degli altri pazienti affetti da malattie molto gravi che chiedono l’accesso al metodo Stamina e invito i miei colleghi parlamentari a non far mancare il loro appoggio”. Così la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl). “A questi bambini colpiti da tremende malattie la cui vita è appesa a un filo, il Parlamento italiano ha l’obbligo morale di fornire in tempi rapidi una soluzione al groviglio di cattiva burocrazia e di ottusità giudiziaria che si è venuta a creare. Ho già annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro Balduzzi. Ma oggi occorre far presto per dare l’avvio a un intervento legislativo d’urgenza che restituisca a questi bambini la speranza di un sorriso. E a questo scopo chiedo aiuto a tutti i miei colleghi per chiedere ai Presidenti di Camera e Senato di affrontare immediatamente questo tema”.

FONTE: ilvelino.it

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Fabrizio Palenzona, Atlantia-Gemina gruppo da 2,7 mld di ebitda

Il nuovo gruppo risultante dalla fusione tra Atlantia e Gemina avrà un ebitda pro-forma 2012 da 2,7 miliardi di euro, ricavi per 4,5 miliardi, una capitalizzazione di mercato al 7 marzo 2013 da 10,2 miliardi e un indebitamento netto di 11 miliardi. Un’operazione che per Aeroporti di Roma, secondo il presidente di Gemina e di Adr, Fabrizio Palenzona, offre molte opportunità e contribuisce a costruire uno dei principali operatori al mondo nei settori delle infrastrutture sia autostradali sia aeroportuali.

Un’operazione che mette insieme le capacità di Adr “a essere un grande gestore aeroportuale con la straordinaria capacità dimostrata negli anni da Atlantia di stare sui mercati internazionali e di essere tra i più efficienti operatori pubblici nel mondo”, ha aggiunto in conference call Palenzona, mentre l’ad di Atlantia, Giovanni Castellucci, ha spiegato che il deal è stato proposto perché c’è un forte fondamento in termini di sinergie industriali e finanziarie e ha assicurato che non ci sono rischi di integrazione: “l’evoluzione del rating verrà impattata non negativamente dall’operazione”.

Anzi, il merger consentirà una riduzione dei costi del piano di investimenti di Adr e non porterà a un cambiamento della politica dei dividendi (Atlantia ha proposto sul bilancio 2012 un dividendo di 75,6 centesimi di euro per azione): “non vedo ragioni per cambiare la politica dei dividendi”, ha precisato Castellucci, convinto che l’intera operazione sarà completata entro la fine dell’anno.

Prima condizione per il perfezionamento è, come auspicato dall’ad, che arrivi presto la registrazione presso la Corte dei Conti del contratto di programma tra Adr e l’Enac, dopodiché il contratto entrerà in vigore, anche se le tariffe sono già state applicate da sabato scorso. Poi ci sono l’ok dell’Antitrust, dell’Enac e delle banche finanziatrici. Quest’ultimo passaggio, secondo Castellucci, non dovrebbe essere un problema.

A Piazza Affari prevalgono i realizzi su entrambe le azioni coinvolte nel merger. Atlantia accelera al ribasso del 3,77% a 12,26 euro ed è maglia nera sul Ftse Mib.Gemina crolla del 6,45% a quota 1,29 euro. Le due società hanno raggiunto l’accordo per una fusione carta contro carta con un concambio di 1 nuova azione Atlantia per ogni 9 Gemina posseduta. “Non è molto distante da quello che il mercato si aspettava”, ha concluso l’ad. Atlantia resterà l’unica società quotata. Venerdì i titoli sono rimasti sospesi per l’intera seduta; giovedì avevano chiuso su livelli non lontani dal concambio definito dai cda.

FONTE: milanofinanza.it

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