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Maria Eleonora Hospital apre nuovo Poliambulatorio a Palermo

Il Maria Eleonora Hospital continua a rafforzare i propri investimenti sulla Sanità siciliana. L’ospedale, accreditato con il SSN e appartenente alla holding italiana GVM Care & Research – fondata da Ettore Sansavini – annuncia l’apertura del nuovo Poliambulatorio presso la sede distaccata di via Paolo Gili.

Il Poliambulatorio è dotato di macchinari e strumentazioni mediche di ultima generazione e diventerà uno dei punti di riferimento in Sicilia per quanto riguarda la diagnostica relativa a branche come ortopedia, neurochirurgia, chirurgia generale e oculare.

L’apertura del Poliambulatorio di Palermo credo sia la conferma dei costanti investimenti del Gruppo nel settore Sanitario in Sicilia”, ha commentato il dottor Aldo Panci, Amministratore Delegato di Maria Eleonora Hospital. “Il personale medico a disposizione del Poliambulatorio è particolarmente prestigioso e si avvale della perfetta integrazione tra medici già operanti in Regione e esimi professionisti provenienti da tutta Italia, come il dottor Rodolfo Rocchi, il dottor Vasina e il dottor Vito Bongiorno che verrà direttamente dalla Francia, con cui sono in atto delle trattative per un suo trasferimento a Palermo in pianta stabile: si tratta di un grande esperto sulle patologie legate alla spalla”. 

“I medici si avvarranno anche del Cosentino Hospital per effettuare gli interventi chirurgici. Il nostro obiettivo – continua il dottor Panci – è quello di riuscire ad abbattere il grave problema della migrazione di pazienti verso strutture extra-regionali, che crea disagi per gli spostamenti e aggravi delle spese sanitarie per la nostra Regione”.

In particolare,  il dottor Piergiorgio Vasina è il massimo esperto italiano per quanto riguarda la chirurgia mini-invasiva dell’anca per via anteriore con ausilio della robotica e della navigazione.

 

Luciano Majelli

Consultant Barabino&Partners S.p.A.
E-mail: [email protected]
Tel.: 02/72.02.35.35
Fax: 02/89.00.519
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Dislessia, demenza e anoressia: a Conversano (Ba) screening gratuiti nel mese del Benessere psicologico

Cosa può nascondersi dietro una dislessia in un adulto o un bambino? Come fronteggiare la demenza nell’età avanzata? O ancora: come gestire i disturbi dell’alimentazione? Saranno queste le iniziative al centro di screening gratuiti psicologici e neuropsicologici, riservati ad adulti e bambini, che si terranno nell’ambito del “Mese del benessere psicologico”, promosso dall’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, unitamente al Gruppo GVM Care & Research – gruppo fondato da Ettore Sansavini –  e alla onlus “Attivamente Puglia”. Gli screening avranno luogo, ogni martedì e giovedì, presso i poliambulatori Medicol (clinica Villa Lucia Hospital) di Conversano, ogni martedì e giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Nel quadro dell’iniziativa sono stati organizzati quattro workshop tematici, il primo dei quali si terrà sabato 6 ottobre, presso la sala conferenze di Medicol/Villa Lucia, a partire dalle 10 e verterà su “I disturbi del linguaggio e dell’apprendimento nell’età evolutiva”. Il calendario prevede gli altri appuntamenti ogni sabato mattina successivo, il 13, 20 e 27 ottobre, ove sarà possibile seguire dibatti sull’argomento e rivolgere domande ai numerosi specialisti invitati. La manifestazione, dopo il successo dell’edizione della “settimana del benessere psicologico” dello scorso anno, ha l’obiettivo di diffondere la cultura del benessere psicologico e promuovere la professionalità dello psicologo nella regione Puglia. La centralità del ruolo dello psicologo è indiscutibile se si fa riferimento al concetto di Salute, intesa come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non alla semplice assenza di malattia”(OMS). A coordinare i lavori, per GVM, sarà il dott. Francesco Maringelli, psicologo nonché responsabile Medicina territoriale e assistenza domiciliare di GVM in Puglia.

Per informazione e prenotazioni telefonare a 080/4080111.

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Primo intervento chirurgico di posizionamento di impianti zigomatici

Al Maria Cecilia Hospital di Cotignola – clinica del Gruppo Villa Maria fondato da Ettore Sansavini –  il 3 settembre scorso è stato praticato un primo intervento chirurgico di posizionamento di impianti zigomatici. Gli impianti zigomatici permettono, a chi non ha osso sufficiente al mascellare (arcata superiore), di posizionare  in pochi giorni di trattamento una protesi fissa in sostituzione della tradizionale ed ingombrante dentiera. Questo tipo di intervento oggi rappresenta l’alternativa migliore all’innesto d’osso nei casi di atrofia al mascellare.

Mentre l’implantologia dentale tradizionale permette al paziente con pochi denti o addirittura senza più denti (edentulo) di ritornare a masticare con i denti fissi mediante l’inserimento nell’osso di “viti” in titanio, la particolarità degli impianti zigomatici è quella che si possono posizionare anche laddove il paziente non ha più osso a sufficienza, per cui gli impianti tradizionali non sono indicati; gli “zigomatici” sono impianti molto più lunghi, arrivano anche a  5 cm, e vengono ancorati all’osso zigomatico anche nei casi di minima quantità ossea della mascella, la cosiddetta atrofia ossea.

Solitamente dopo 2-3 giorni dall’intervento si può posizionare una protesi dentaria fissa (con la tecnica del carico immediato)  con evidenti vantaggi per il paziente sia dal punto di vista estetico che funzionale e, soprattutto psicologico. A Cotignola, per la prima volta, l’intervento è stato eseguito da un’equipe composta dal dottor Stefano Stea, responsabile della Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale,  e dal dottor Giorgio Ban, odontoiatra implantologo. L’intervento di implantologia zigomatica viene eseguito in anestesia generale ed in regime di ricovero; a Maria Cecilia Hospital prevede sempre la collaborazione tra l’implantologo e il chirurgo maxillo-facciale.

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Il dottor Aldo Panci è il nuovo Amministratore Delegato di Maria Eleonora Hospital

Il Maria Eleonora Hospital, ospedale accreditato con il SSN e appartenente alla holding italiana GVM Care & Research, annuncia la nomina del dottor Aldo Panci ad Amministratore Delegato. Il dottor Panci manterrà, contemporaneamente, il ruolo di guida del Cosentino Hospital.

Contestualmente, il dottor Stefano Mantegna lascia la carica di AD per diventare Presidente del Consiglio di Amministrazione del Maria Eleonora Hospital, mentre il dottor Giuseppe Bianco, già Responsabile del Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare, diventa il nuovo Direttore Sanitario.

Accolgo con particolare entusiasmo questa nuova opportunità offertami dal Gruppo e sarà mio obiettivo primario quello di continuare nel lavoro di sviluppo di un ospedale che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello della Sanità siciliana”, ha dichiarato il dottor Aldo Panci. “Il Maria Eleonora Hospital negli scorsi mesi è stato indicato dal “Programma nazionale esiti”, gestito dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari (Agenas), come una delle struttura ospedaliera più virtuose a livello nazionale per quanto riguarda la cardiochirurgia. Continueremo, quindi, a impegnarci per far combattere la fuga dei cervelli del settore medico verso il Nord e per garantire ai pazienti servizi e strumentazioni sempre più all’avanguardia”.           

 

GVM Care & Research è una holding italiana operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia.

www.gvmnet.it

 

 

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La sfida continua di Villa Maria

E’ nato nel cuore della Romagna il più grande network privato d’Italia che ora opera anche all’estero. La storia di un sogno realizzato e le aspettative per il futuro.

Intervista apparsa su la Voce di Romagna al Presidente del Gruppo Villa Maria Ettore Sansavini

Non fa tempo a mettere piede dentro un traguardo, che già vede un altro orizzonte più avanti. I suoi collaboratori faticano a stargli dietro: “A volte il mio direttore amministrativo mi sgrida”. Sorride Ettore Sansavini, che con Villa Maria è al timone del primo gruppo sanitario privato per strutture accreditate, con più di trenta cliniche e poliambulatori, tra Italia, Francia, Polonia, Albania e Romania. Una saga imprenditoriale da self made man romagnolo. Perito chimico e diplomato ragioniere alle serali di Forlì, è partito negli anni ‘60 come impiegato in una clinica privata, costruendo negli anni una holding che fattura 500 milioni l’anno e occupa oltre 5mila persone, impegnata anche in società di servizi, nelle cure termali, nell’alimentare e nel biomedicale.

“Faccio l’imprenditore con lo spirito di quando mio nonno, agricoltore, mi portava per i campi a vedere il grano crescere. Ecco: io non amo il rischio del gioco, non mi sono mai seduto al tavolo della roulette. Ma ho il desiderio di costruire. Non si fa impresa per il denaro. Perché i soldi, quando si lavora e si lavora bene, arrivano da soli. E servono per costruire ancora, per far crescere qualcosa”. Un ragazzo di 68 anni, Sansavini, che nel 1973, a 28 anni, fu chiamato a dirigere la clinica Villa Maria di Cotignola ancora in costruzione, investendo poi tutto quanto aveva – i 2 milioni di lire della liquidazione del lavoro precedente – e che da lì ha creato il primo polo sanitario privato italiano. “Avevamo 600milioni di capitale e 600 milioni di debiti. Ho corso un rischio; e ancora ne corro”. La scelta di allora gli ha dato ragione. E adesso, in tempi di crisi e recessione, investe ancora: 25milioni di euro per costruire due piani ulteriori nella clinica di Cotignola sono solo un esempio.

Sansavini, è singolare che la sua avventura nella sanità privata si sia giocata proprio nella Bassa Romagna di allora, che certo mirava ad altri modelli di assistenza…
Villa Maria nacque dal desiderio di un medico, Ilio Barcaroli. Voleva costruire la clinica a Lugo, tra la ferrovia e via Felisio. Non gli diedero i permessi. Allora la fece a Cotignola, ma su un terreno di confine, rivolta a Lugo. Lì ci sono arrivato nel ‘73, come direttore amministrativo. La clinica era ancora in costruzione, l’abbiamo inaugurata il 24 ottobre. Subito ci siamo accreditati con le mutue, poi è arrivato il sistema sanitario nazionale. Il distretto di Lugo fu scelto come uno dei quattro progetti pilota in Italia per sperimentare il nuovo sistema. E noi, unici in Italia, fummo sconvenzionati.

Diciamo che le amministrazioni non vi favorivano…
Per anni hanno cercato di farci chiudere. L’allora presidente del Consorzio socio sanitario voleva fare della clinica la sede dell’ente. Ma abbiamo resistito, lavorando. Avevamo bisogno di pazienti, di clienti. I soci cominciavano a dubitare del progetto Villa Maria. Io presi a comprare le azioni di chi temeva il futuro, per tenere alto il livello e sostenere il progetto. Mi sono indebitato fin sopra i capelli. Poi ci siamo inventati
l’odontoiatria: la gente andava in Olanda con pullman organizzati per farsi curare, noi abbiamo portato i dentisti a Cotignola. Quindi è arrivata la cardiologia e la cardiochirugia. Insomma: abbiamo portato quelle attività che in regione e in Italia erano più carenti. E ci hanno salvato anche i libici.

Prego?
Avevamo bisogno di lavorare, e negli anni ‘70 c’era questo movimento di pazienti che venivano a farsi curare in Italia.
Ottenni, tramite l’ambasciata, una convenzione: dal ‘75 al ‘79 abbiamo avuto un centinaio di pazienti libici a Cotignola. Venivano anche perché avevamo portato a Villa Maria il professor Boccanera, un ortopedico molto conosciuto.

Si puntava all’alta specialità…
Sempre, come abbiamo poi sempre fatto: mai duplicare i servizi sanitari presenti sul territorio, ma offrire prestazioni di eccellenza lì dove ce n’è bisogno. Rispondendo alle esigenze: dal
1979 abbiamo creato il primo polo cardiochirurgico privato italiano.
La gente andava negli Stati Uniti o in Svizzera, noi abbiamo portato i medici qui. E’ arrivata la notorietà, il 12% della cardiochirugia italiana a Cotignola. Da lì è nata la rete degli ospedali del gruppo.

E finalmente il servizio pubblico si accorge di voi…
Fino al 1996 abbiamo lavorato in maniera sostanzialmente autonoma, con contratti di rimborso per i pazienti curati da noi che venivano da altre regioni. Poi è arrivato l’accreditamento con il servizio sanitario, perché avevamo un sistema di alta specialità importante.

Villa Maria ha cliniche dal nord al sud. In regioni amministrate da forze politiche diverse. Come cambiano i rapporti?
Sono diversi approcci, ma il rapporto è sostanzialmente buono con tutti. Ci siamo sempre proposti di fare quello di cui il pubblico aveva bisogno, o di investire in settori che non erano nemmeno stati considerati.

In Puglia ora le condizioni sono più tese.
Lì abbiamo lavorato molto, la Regione non ci ha riconosciuto quanto riteniamo ci spetti, ed è nato un contenzioso, che in parte ha dato ragione a noi, in parte alla Puglia. Abbiamo ancora della difficoltà a riscuotere i nostri crediti, e ora ci stiamo riorganizzando. Vede, ogni struttura ha una sua autonomia finanziaria, il gruppo finanzia l’avvio, ma poi ogni clinica deve avere la sua autonomia economica.

I tagli della spending review non risparmiano la sanità. Cosa cambierà?
Le Regioni dovranno ridurre la loro spesa sanitaria, vedremo in che direzione. Auspichiamo che non si tocchi il privato, perché noi costiamo solo per quello che facciamo: ad ogni prestazione corrisponde una tariffa, se lavoriamo siamo pagati, altrimenti no.
Oltretutto, se sforiamo il budget che ci viene assegnato a inizio anno, per l’extra non vediamo un centesimo. Difatti ogni anno lasciamo diversi milioni sul piatto.

Chi ve lo fa fare?
Se ci sono delle emergenze non possiamo non intervenire. All’estero a volte è diverso. In Polonia quell’extra ce lo riconoscono, e il lavoro in più viene considerato per accrescere il budget l’anno successivo.

Il servizio sanitario nazionale compie 34 anni. E’ un modello da ripensare?
Tutti ci auguriamo che possa continuare, perché è una conquista fondamentale dal punto di vista sociale. Il problema è come viene amministrato. Il pubblico deve garantire che le prestazioni siano al meglio e al minor costo, ma non è detto che sia lui a erogare il servizio. Dovrebbe rimanere indifferente: l’importante è la qualità.

Un altro sistema è possibile?
Non credo: solo con la presenza del pubblico si rischierebbe di non essere competitivi sui costi e di appiattire la qualità. Solo privato si tradurrebbe in solo mercato, riducendo la qualità per un maggior profitto dell’imprenditore.

La direzione indicata dai tagli è l’ingresso delle assicurazioni?
In senso esclusivo non è un’ipotesi percorribile, perché, ad esempio, se un paziente ha malattie croniche o è molto anziano, non trova chi l’assicuri; scomparirebbe un livello di assistenza. Occorre una rivisitazione del sistema assicurativo, verso una copertura totale. Interessante per ridurre la spesa pubblica sono invece i fondi integrativi di chi lavora, come previsto da diversi contratti nazionali. Oggi viene ideologicamente interpretato come un privilegio, invece va proprio a vantaggio di chi è più in difficoltà:
si accorciano le liste di attesa, e chi lavora paga un po’ di più, sì, ma garantisce alti livelli di assistenza per tutti.

Sansavini, la sanità è spesso nel mirino delle inchieste giudiziarie, specie in Lombardia…
Non credo a quelle accuse. Ma va detto che in Italia operano sette/ottocento cliniche private. Non tutti sono uguali; un privato non deve essere compromesso con la politica. La selezione si fa sui requisiti di qualità delle prestazioni, e sono criteri molto severi per chi opera nel privato. Sarebbe auspicabile un terzo organo di controllo anche per il pubblico. E da anni chiediamo che le Ausl si diano un bilancio civilistico, per evitare di scoprire dopo troppo tempo buchi importanti nelle spese.

Anche lei è stato sfiorato da inchieste giudiziarie, indagato…
Anche processi, ma mai una condanna in tanti anni di attività.

Che impegni ha il suo gruppo per il futuro?
Dobbiamo consolidare quel che abbiamo, anche accorpando le strutture più piccole, come faremo in Puglia, Sicilia e Toscana. Il gruppo prosegue poi nel campo industriale del biomedicale. Il 9 agosto (oggi, ndr), riapriremo la nostra azienda per la produzione di dispositivi medici di Medolla, nel modenese. Il capannone era stato danneggiato dal terremoto. Ripartiamo, con maggiori potenzialità, in uno stabilimento poco distante dal primo.
Forte è l’impegno nel campo alimentare e termale. In sanità puntiamo a una crescita in Polonia, e nel giro di tre anni vogliamo aprire una clinica in Tunisia.

C’è crisi e recessione, lei continua a investire…
Proprio adesso lo facciamo di più. Nella ricerca, nell’innovazione. Un esempio: a Villa Maria avevamo già un laboratorio di elettrofisiologia, ma abbiamo fatto una proiezione sulla ricerca, per introdurre nuove metodiche, come quelle portate avanti dal professor Carlo Pappone. Oggi ci rimettiamo soldi, ma stiamo investendo per il futuro, offriamo un patrimonio di attività e conoscenze per tutto il gruppo.

Sansavini, vede un’uscita dalla crisi?
Ho fiducia negli italiani, dal nord al sud, ciascuno con le sue differenze. Il paese si riprenderà.


Fonte: LA VOCE DI ROMAGNA
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In 6 strutture GVM Care & Research, in Emilia Romagna, è possibile un rapido accesso ad analisi ed esami diagnostici con tariffe agevolate

Accesso agli esami diagnostici in 48 ore dal momento della prenotazione ed esiti degli esami del sangue in 36 ore dal momento del prelievo.

Un esame diagnostico tempestivo spesso è alla base della pronta risoluzione di un problema di salute. E’ questo uno dei principi che ha ispirato GVM Care&Research per la creazione di RapidLine, il sistema che consente di ottenere una risposta veloce circa gli esiti di analisi del sangue ed esami diagnostici.

RapidLine, disponibile presso sei strutture del Gruppo presenti in Emilia Romagna (Maria Cecilia Hospital di Cotignola, San Pier Damiano Hospital a Faenza, Salus Hospital a Reggio Emilia, Villa Torri Hospital a Bologna, Ravenna Medical Center e Primus Forli Medical Center), garantisce infatti l’accesso agli esami diagnostici in 48 ore dal momento della prenotazione e i referti degli esami del sangue in 36 ore dal momento del prelievo.

Questo nuovo servizio è possibile grazie ad un modello organizzativo che rappresenta oggi un unicum nel panorama della realtà sanitaria italiana perché si avvale della tecnologie più avanzate e di un approccio che mira ad agevolare e rendere più semplice l’accesso alle cure da parte del paziente. In particolare per quanto riguarda l’Emilia Romagna si potrà fare affidamento ad un centro unico prenotazioni che mette in rete tutte le strutture presenti nelle regioni, un processo che progressivamente sarà esteso agli altri ospedali del network GVM.

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“Siamo orgogliosi di offrire ai cittadini un’opportunità concreta che consente loro di avere accesso veloce, nel proprio territorio senza i disagi di spostamenti e costi aggiuntivi. I cittadini che lo richiedono potranno accedere alla struttura per esami diagnostici importanti, quali ad esempio radiografie, risonanza magnetica ed ecografie, a tariffe particolarmente agevolate e in tempi certi. Questa opportunità è la diretta conseguenza della nostra organizzazione generale, in grado di offrire presso le nostre strutture emiliane dinamicità e controllo, e dunque un  servizio rapido e come sempre di alta qualità” ha dichiarato la Direzione Sanitaria del Gruppo.

 

GVM Care & Research è una holding operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia. www.gvmnet.it

 

Contacts: Barabino & Partners

Linda Battini

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Da oggi, in 6 strutture GVM Care & Research, in Emilia Romagna è possibile un rapido accesso ad analisi ed esami diagnostici con tariffe agevolate

Accesso agli esami diagnostici in 48 ore dal momento della prenotazione ed esiti degli esami del sangue in 36 ore dal momento del prelievo.

Un esame diagnostico tempestivo spesso è alla base della pronta risoluzione di un problema di salute. E’ questo uno dei principi che ha ispirato GVM Care&Research per la creazione di RapidLine, il sistema che consente di ottenere una risposta veloce circa gli esiti di analisi del sangue ed esami diagnostici.

RapidLine, disponibile presso sei strutture del Gruppo presenti in Emilia Romagna (Maria Cecilia Hospital di Cotignola, San Pier Damiano Hospital a Faenza, Salus Hospital a Reggio Emilia, Villa Torri Hospital a Bologna, Ravenna Medical Center e Primus Forli Medical Center), garantisce infatti l’accesso agli esami diagnostici in 48 ore dal momento della prenotazione e i referti degli esami del sangue in 36 ore dal momento del prelievo.

Questo nuovo servizio è possibile grazie ad un modello organizzativo che rappresenta oggi un unicum nel panorama della realtà sanitaria italiana perché si avvale della tecnologie più avanzate e di un approccio che mira ad agevolare e rendere più semplice l’accesso alle cure da parte del paziente. In particolare per quanto riguarda l’Emilia Romagna si potrà fare affidamento ad un centro unico prenotazioni che mette in rete tutte le strutture presenti nelle regioni, un processo che progressivamente sarà esteso agli altri ospedali del network GVM.

“Siamo orgogliosi di offrire ai cittadini un’opportunità concreta che consente loro di avere accesso veloce, nel proprio territorio senza i disagi di spostamenti e costi aggiuntivi. I cittadini che lo richiedono potranno accedere alla struttura per esami diagnostici importanti, quali ad esempio radiografie, risonanza magnetica ed ecografie, a tariffe particolarmente agevolate e in tempi certi. Questa opportunità è la diretta conseguenza della nostra organizzazione generale, in grado di offrire presso le nostre strutture emiliane dinamicità e controllo, e dunque un  servizio rapido e come sempre di alta qualità” ha dichiarato la Direzione Sanitaria del Gruppo.

 

GVM Care & Research è una holding operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia. www.gvmnet.it

 

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Intervento di Ettore Sansavini membro Comitato Esecutivo AIOP Nazionale e Presidente di GVM Care & Research

L’esigenza di provvedere con urgenza ad una revisione della spesa pubblica ha portato il Governo ad anticipare alcuni provvedimenti che, mentre da un lato andranno ad incidere sui costi delle Istituzioni, dall’altro mireranno alla riduzione della spesa per i servizi pubblici.

Consapevoli della necessità di mettere mano ai costi sostenuti dall’intero apparato, quello che stona nei cosiddetti “tagli” alla spesa sanitaria è la paventata riduzione del 2% del fondo sanitario destinato agli erogatori privati accreditati, i quali rappresentano gli unici costi certi, misurabili e verificabili da parte di chiunque.

E’ bene chiarire all’opinione pubblica che le strutture ospedaliere private accreditate vengono remunerate dalle Asl sulla base di tariffe stabilite dalla stessa P.A., il più delle volte a valori ulteriormente scontati e solo per le prestazioni effettivamente erogate.

Basti considerare che, sul totale delle prestazioni erogate dal servizio sanitario, il 25% è stato fornito da ospedali privati accreditati e che il costo sostenuto dallo stato per tali prestazioni è pari solo al 15% della spesa sanitaria complessiva (dati 2010). In altre parole spendendo il 15% si sono curati il 25% di tutti i malati.

Inoltre, le stesse aziende ospedaliere private hanno i loro bilanci pubblicati (cosa che non vale per l’ospedalità pubblica) e sono chiamate sia a soddisfare i requisiti tipici del concessionario di pubblico servizio sia ad operare secondo le logiche del mercato, ossia salvaguardando la redditività e riducendo le inefficienze.

Per questa ragione, una indiscriminata riduzione del fondo sanitario già contrattualizzato con gli erogatori privati accreditati, non farà altro che ridurre la loro capacità di fornire prestazioni sanitarie a favore di tutti i cittadini, quantificabili in 56.000 ricoveri ospedalieri annui in meno per patologie oncologiche, neurochirurgiche, cardiologiche, ortopediche, per la dialisi, ecc., difficilmente assorbibili dalla capacità del sistema pubblico.

Inoltre la spesa ospedaliera pubblica aumenterebbe immediatamente dello 0,6% di ciò che oggi spende lo Stato.

Una manovra è giusta ed equa se mostra di incidere sulle inefficienze e sui costi ingiustificabili e fuori controllo.

Spesso si crede erroneamente che gli ospedali privati “sottraggano” pazienti al sistema pubblico. Al contrario, gli ospedali privati accreditati rappresentano un elemento di complementarietà rispetto al Sistema Sanitario Nazionale, rispondendo in modo efficace ed efficiente a specifiche esigenze dell’utenza e di fatto permettendo uno snellimento del flusso dei pazienti che accedono ai servizi sanitari.

Gli ospedali privati accreditati sono l’unica voce certa nelle spese della sanità pubblica. Questa riduzione decisa dal Governo produrrebbe l’unico effetto di privare significativamente i cittadini del loro fondamentale diritto alla tutela della salute.

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Maria Eleonora Hospital: per la prima volta in Sicilia sono possibili interventi sul cuore con tecniche mini-invasive video assistite.

Il Maria Eleonora Hospital sempre più centro di eccellenza nella cardiochirurgia in Sicilia. Per la prima volta, nella storia dell’isola, l’ospedale accreditato con il SSN e appartenente alla holding GVM Care & Research, annuncia l’esecuzione di interventi sul cuore con tecniche mini-invasive video assistite.

Negli ultimi decenni nel campo della chirurgia è andata sempre più sviluppandosi l’uso della video-scopia che permette di eseguire piccole incisioni chirurgiche con minore invasività. In cardiochirurgia questo processo si è manifestato più lentamente sia per la complessità degli interventi sia per la necessità di utilizzare la circolazione extracorporea”, ha dichiarato il Prof. Khalil Fattouch, Responsabile di Unità Operativa di Chirurgia Cardiovascolare e Direttore del programma di Chirurgia mininvasiva del Maria Eleonora Hospital. “La cardiochirurgia mini invasiva, nonostante ciò, ha realizzato grandi passi in avanti: basti pensare che oggi è possibile operare pazienti che solo qualche tempo fa erano considerati inoperabili. Gli interventi al cuore con tecniche mini-invasive sono da considerare una grande conquista legata in parte al esperienza di singoli chirurghi ma anche all’avvento di strumenti innovativi e alla messa a punto di tecniche operatorie sempre più sofisticate che assicurano minore trauma al paziente e minore complicanze e rischi chirurgici”.

Per eseguire questi interventi, al Maria Eleonora Hospital vengono utilizzati strumenti specifici in sale operatorie dotate delle più moderne tecnologie e sofisticate apparecchiature, che permettono attraverso l’introduzione di piccole telecamere sterili di visualizzare l’interno del torace su monitor e operare al cuore con incisione di 4-5 cm utilizzando strumenti di ultima generazione. Il tutto avviene grazie alla forte sinergia tra vari professionisti come cardiochirurghi, cardiologi ed anestesisti che concorrono insieme alla riuscita dell’intervento.

GVM Care & Research è una holding italiana operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia.

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GVM CARE & RESEARCH: il D’Amore Hospital di Taranto scende in campo a fianco della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

GVM CARE & RESEARCH:  il D’Amore Hospital di Taranto scende in campo a fianco della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) per la Giornata Mondiale senza Tabacco, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Giovedì 31 maggio, in occasione dell’iniziativa, il D’Amore Hospital offre ai cittadini di Taranto un’importante occasione di prevenzione, attraverso la Tac toracica.

 

Il D’Amore Hospital, struttura tarantina che fa capo al network GVM Care & Research, scende in campo per la prevenzione oncologica a fianco della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

 

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha infatti indetto per il 31 maggio la Giornata Mondiale Senza Tabacco, con l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sui rischi del tabagismo per la salute, e per porre l’accento sull’importanza della prevenzione.

 

Ben  170 paesi nel mondo hanno siglato la Convenzione Quadro dell’OMS, allo scopo di  proteggere le persone dall’esposizione al fumo di tabacco, informarle dei rischi corsi in termini di salute e aiutare coloro che vogliono smettere di fumare. Pur rappresentando tale Convenzione  un elemento di fondamentale rilevanza per la difesa della salute pubblica, essa è spesso oggetto di tentativi di indebolimento da parte dell’industria del tabacco.

 

Oltre sei milioni di persone sono vittime del tabagismo nel mondo, e in Italia il numero di morti riconducibili al fumo è impressionante: oltre 83 mila persone ogni anno perdono la vita a causa del tabacco,  sviluppando diverse forme di tumore (al polmone o ad altri organi) o subendo gravi danni all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio.

 

Per questa ragione, la LILT è impegnata da oltre 90 anni in campagne di corretta informazione e prevenzione dai danni del fumo.

 

Caratterizzata da un approccio deciso alla prevenzione oncologica – che considera un’irrinunciabile priorità della propria azione sul territorio – la clinica D’Amore Hospital di Taranto ha deciso quest’anno di sposare in maniera convinta la causa promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, indicendo un’importante iniziativa in favore dei cittadini di Taranto.

 

Giovedì 31 maggio, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, la D’Amore Hospital offre infatti a tutti i soci LILT la possibilità di prenotare presso la propria struttura un esame TAC toracico al 50% della tariffa generalmente corrisposta per tale prestazione.

 

Un prezzo “sociale” addirittura inferiore al ticket, per indurre i cittadini a tutelare la propria salute, offrendo loro l’opportunità di un esame specialistico della massima importanza.

 

 

 

Le prestazioni, che saranno erogate durante tutto il mese di giugno, sono prenotabili al numero 099 – 770411 (D’Amore Taranto) o allo 099/4528021 (LILT Taranto [email protected], SOS LILT 800/998877).

 

In Puglia GVM Care & Research articola la sua presenza in cinque strutture ospedaliere (Anthea a Bari, Casa Bianca a Cassano, Villa Lucia a Conversano, D’Amore Hospital a Taranto e Città di Lecce a Lecce) e un poliambulatorio (Medicol) a Conversano.

 

GVM Care & Research è una holding italiana operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia.

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A Cotignola, il Master in Management per le funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie.

Per iniziativa della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione col Maria Cecilia Hospital di Cotignola, istituisce per l’anno accademico 2012-13 il Master universitario di primo livello in “Management infermieristico per le funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie”. Il Master, della durata di un anno accademico per complessivi 60 crediti, pari a 1500 ore, ha lo scopo di formare infermieri e ostetriche con competenze organizzative e gestionali, al fine di prepararli ad esercitare funzioni di coordinamento di primo livello. Le lezioni inizieranno nel gennaio 2013 e termineranno entro il dicembre dello stesso anno. Il Master si rivolge a coloro che hanno conseguito: Diploma di maturità quinquennale; Diploma di infermiere o ostetrica conseguito ai sensi dell’art.1, comma 10 della Legge 8 gennaio 2002; tre anni documentati di servizio professionale nello specifico profilo. Il numero degli ammessi è fissato in un minimo di 25 persone e un massimo di 35. Tali posti verranno così ripartiti: 30 posti (in possesso del diploma di laurea di infermiere o infermiere pediatrico) per la prima classe professioni sanitarie infermieristiche; 5 posti (in possesso del diploma di laurea di ostetrica) per professione sanitaria ostetrica. L’attività didattica sarà svolta presso l’area formativa del Maria Cecilia Hospital, a Cotignola, in provincia di Ravenna. Si prevede l’uscita del bando di ammissione nel periodo di agosto/settembre 2012.

Per ulteriori info: tel. 0545- 217448 e 0545- 217595, www.rm.unicatt.it.

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Sabato 5 maggio a Russi la “Giornata della Cardiologia” con i cardiologi del Maria Cecilia Hospital di Cotignola.

Sabato 5 maggio si terrà a Russi, alle 10, presso la Sala Polivalente in Via Cavour, la terza Giornata della Cardiologia. Il dottor Stefano Bosi, responsabile dell’Unità di Cardiologia del Maria Cecilia Hospital di Cotignola, ed i suoi collaboratori, dottor Stefano Censi e dott.ssa Rita Conti, parleranno di prevenzione cardio ventricolare e di altre informazioni utili ai pazienti. L’evento è organizzato dal Comune di Russi in collaborazione con il Lions Club Russi, la Pubblica Assistenza di Russi e il progetto defibrillazione precoce “Di cuore in cuore”. L’Assessore comunale alla Sanità, Laura Errani, ricorda che “l’iniziativa sottolinea l’impegno dell’Amministrazione e delle associazioni del territorio a sostegno della prevenzione alle patologie cardiovascolari e della morte precoce da arresto cardiaco”.

“Di cuore in cuore”

Questo progetto nasce dall’esigenza di illustrare l’importanza di intervenire celermente in caso di arresto cardiaco, al fine di prevenire danni cerebrali irreversibili, fino alla morte in caso di non intervento tempestivo. Questo perché, pur con tutta la celerità che attualmente il servizio del 118 garantisce sul territorio, occorrono diversi minuti prima che l’ambulanza giunga sul posto, mentre dopo 4-5 minuti dall’arresto cardiaco avvengono i primi danni irreversibili. Per questa sensibilizzazione, sono state già organizzate due conferenze nel giugno 2010 e maggio 2011 nel teatro comunale, con relatori qualificati e testimonianze di persone colpite da arresto cardiaco che lo hanno superato grazie ad un intervento tempestivo. Dopo queste prime esperienze è stato deciso, con l’Amministrazione Comunale, di ripetere questa manifestazione tutti gli anni. Inoltre, i promotori del progetto hanno partecipato ad assemblee di società sportive, associazioni culturali-ricreative e manifestazioni varie, con l’obiettivo di sensibilizzare su questo argomento. Sono stati coinvolti anche il Consiglio Comunale, la Giunta Comunale, le scuole primarie e secondarie presenti nel Comune di Russi (si svolge annualmente un incontro con i ragazzi). E’ stata infine inviata un lettera ad imprenditori, commercianti, gestori di locali a forte frequentazione di pubblico e a tutti i cittadini, con l’obiettivo di renderli maggiormente consapevoli della necessità di un impegno generalizzato. Dopo la sensibilizzazione, si sono organizzati Corsi di Formazione BLS-D (rianimazione cardio-polmonare e defibrillazione precoce) con rilascio di attestato da parte del 118 di Ravenna. Sono stati formati 106 volontari, andati ad aggiungersi ai circa 50 soci della Pubblica Assistenza già in possesso degli attestati relativi. Questi corsi di formazione riprenderanno in autunno, mentre i volontari della Pubblica Assistenza ogni sei mesi circa effettueranno un “retraining” ai cittadini precedentemente formati. Sono poi stati installati 14 defibrillatori precoci in tutto il territorio comunale, frazioni comprese, nei luoghi di maggior affluenza di pubblico, con segnaletica sui punti di ubicazione. E’ stata predisposta un’apposita planimetria del territorio con indicata l’ubicazione dei defibrillatori, presente anche nel sito internet del Comune. L’installazione di nuovi defibrillatori proseguirà man mano che la sensibilizzazione dei cittadini darà nuovi frutti.

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Verso e-Health 2020: Ettore Sansavini parla delle innovazioni tecnologiche del GVM Care&Research

In “Verso e-Health 2020” , Pasquale Tarallo, parla dell’aiuto delle innovazioni tecnologiche in campo sanitario. Prima non era possibile parlare di sanità a distanza, ora si. È proprio questo che indica e-Healt, la sanità via Internet.
All’interno c’è un capitolo a cura di Ettore Sansavini, Presidente di GVM Care&Research, che tratta proprio di e-Healt per quanto riguarda il famoso gruppo sanitario GVM.

Il capitolo tratta dei principali temi che riguardano l’avanzamento tecnologico in campo sanitario e, che per Vostra comodità, abbiamo qui suddiviso in tre paragrafi:

 

 

Il 2020 è il termine per raggiungere l’obiettivo preposto dall’UE: pieno potenziale di salute e benessere di tutti i cittadini dell’Unione Europea.

e-Healt è un nuovo modo per parlare di salute ed è necessario capire la necessità dei social network per l’interazione sociale.

GVM Care&Research, come spiega il suo presidente Ettore Sansavini, è “un importante avamposto delle sperimentazioni più innovatrici e all’avanguardia”.

Ormai l’e-Healt è una parte principale della sanità e in questo libro vengono raccontate e messe a confronto le diverse prassi operative messe in atto da diversi gruppi sanitari per arrivare ad un confronto diretto e capire l’importanza che il mondo sociale sta sviluppando anche in campo medico-sanitario per raggiungere quel benessere preposto per il 2020.

 

GVM Care&Research

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GVM Care&Research: nuove metodologie per correggere l’alluce valgo al D’Amore Hospital di Taranto

GVM CARE & RESEARCH: al D’Amore Hospital di Taranto la rivoluzione delle nuove metodologie  per correggere l’alluce valgo, che permetterà di ridurre la mobilità passiva verso strutture fuori Regione.

 

Attraverso queste innovative prestazioni – erogabili in anestesia locale – il D’Amore Hospital si conferma centro pilota e di riferimento in Puglia per la chirurgia mininvasiva del piede.

 

Taranto, 10 aprile 2012 – La rivoluzione della chirurgia ortopedica, in particolare per quanto riguarda l’alluce valgo, arriva alla Casa di Cura D’Amore Hospital di Taranto attraverso l’introduzione delle più innovative tecniche di correzione di questo tanto fastidioso quanto diffuso problema al piede.

 

Tra le meno invasive e più utilizzate – che  si stanno peraltro diffondendo a macchia d’olio in Europa grazie soprattutto all’azione scientifica dello spagnolo Mariano De Prado  – spicca  la tecnica percutanea, che permette la correzione dell’alluce valgo e di tutte le affezioni ad esso correlate (dito a martello, metatarsalgie, deformità del quinto dito e molte altre patologie del piede) mediante l’uso di un apposito strumentario molto simile a quello usato in odontoiatria, e che, introdotto attraverso un semplice forellino della cute, consente di effettuare direttamente sull’osso resezioni scheletriche ed osteotomie di riallineamento, attraverso l’ausilio di immagini radioscopiche generate da un apparecchio di brillanza.
L’assoluta assenza di incisioni chirurgiche e del conseguente dolore post operatorio, oltre all’immediata ripresa della deambulazione – il recupero è accelerato, con la possibilità di compiere l´intervento in anestesia locale e di muovere i primi passi a distanza di poche ore dall´intervento -, rendono questa tecnica particolarmente gradita ai pazienti, presso i quali è comunemente conosciuta come “tecnica dei buchini”, o erroneamente scambiata con la correzione al Laser per via della totale assenza di cicatrici.

 

Le nuove tecniche risultano mininvasive nel vero senso della parola, a tal punto da richiedere, per la correzione del difetto, esclusivamente un piccolo foro sulla pelle, appena dietro l’articolazione sofferente.

 

Di qui la errata convinzione, diffusa soprattutto tra i non addetti ai lavori, che la correzione avvenga attraverso un raggio laser e che l’osso non venga affatto tagliato.

 

“Gli eccellenti risultati offerti dall’impiego di questa nuova tecnica dipendono però anche dall’operatore, al quale è richiesta una perfetta conoscenza dell’anatomia del piede” spiega il Dott. Donato Panetta, Responsabile U.O. di Ortopedia Casa di Cura D’ Amore Hospital di Taranto, che aggiunge “Lavorando a cielo chiuso, il medico deve evitare che le frese danneggino le strutture anatomiche, in particolare tendini o nervi sensitivi. Tant’è che, se da una parte la tecnica ha riscosso largo consenso tra i pazienti, tra gli specialisti che si occupano da decenni di chirurgia del piede c’è molta prudenza e qualche perplessità. Solo in mani esperte i danni  e le complicazioni sono ridotte al minimo.”

 

“Non esiste una tecnica migliore delle altre.” conclude Panetta, “Esistono invece deviazioni dell’alluce che è preferibile correggere con una tecnica piuttosto che con un’altra. Sarà quindi il chirurgo a  scegliere  la tecnica più appropriata per ogni tipo di deformità del piede in base a numerose caratteristiche presentate dalla patologia nello specifico e dal paziente in generale.  Nella chirurgia dell’avampiede si ottengono attualmente risultati eccellenti sia nella chirurgia percutanea che in quella aperta, sempre che si osservino le premesse precedenti. E’ imprescindibile infatti che l’intervento sia praticato da un chirurgo ortopedico esperto in chirurgia del piede, in ambiente clinico adeguato, con una sala operatoria perfettamente equipaggiata e con una scrupolosa assistenza anestesiologia, evitando pericolose “catene di montaggio”, legate alla rapidità della tecnica. In ogni caso, per ottenere da qualsiasi procedimento chirurgico le massime aspettative di successo, dovrà sempre mettersi al centro la scelta concorde dei due attori protagonisti dell’atto terapeutico: Paziente e Medico.”

 

Tra le ricadute positive che avrà l’introduzione di queste nuove tecniche di correzione dell’alluce valgo al D’Amore Hospital, vi sarà anche quella molto importante di contribuire a contrastare la spesa della Sanità pugliese dovuta al fenomeno della “mobilità passiva” dei pazienti verso centri di eccellenza siti in altre regioni d’Italia, in particolare quelle del centro – nord.

 

 

GVM Care & Research è una holding operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia.

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Taranto, 10 aprile 2012

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Ettore Sansavini all’Aiop Giovani: “La collaborazione fra pubblico e privato fondamentale per il futuro della sanità”

Mentre a Londra il dottor Bruno Biagi – vice presidente di GVM Care & Research e direttore generale del Maria Cecilia Hospital di Cotignola, lo scorso 15 marzo ha partecipato alla Conferenza di Healthcare Europa dal titolo “Growing through the storm” (“Crescere in mezzo alla tempesta”) rappresentando l’Italia, Il Presidente di GVM Care & Research Ettore Sansavini è intervenuto agli Stati Generali Aiop Giovani di Bologna.

Dieci anni fa nacque la Sezione Aiop Giovani, riservata ad associati o figli di associati di età inferiore a quaranta anni sul modello di Confindustria, di cui Aiop è parte integrante. Il decimo anniversario dell’associazione, e allo stesso tempo lo scadere dei mandati di alcuni dirigenti non più rieleggibili per raggiunti limiti di età, ha stimolato l’organizzazione degli Stati Generali Aiop Giovani, svoltisi il 20 marzo scorso nella Sala Plenaria di Unindustria Bologna.

La scelta di questa sede non è stata casuale: l’Emilia Romagna fu, infatti, la prima regione a stipulare con Aiop un accordo di accreditamento innovativo, che ha in parte contribuito a fare di questo Sistema Sanitario Regionale uno dei migliori dal punto di vista dei risultati di salute e della sostenibilità. Durante la prima sessione degli Stati Generali Aiop Giovani, svoltasi al mattino e riservata ai soli associati, sono state elaborate le Tesi, condensato di dieci anni di attività e progetti per il futuro.

La sessione pomeridiana, aperta al pubblico, ha visto, fra gli altri, l’intervento di Ettore Sansavini, Presidente di GVM Care & Research e membro del Comitato Esecutivo di Aiop Nazionale. Sansavini ha avuto parole d’apprezzamento per le Tesi svolte dai giovani imprenditori di Aiop, definendole «la riprova di un’innata vitalità del nostro comparto, perché i temi posti rappresentano la vera svolta per un rinnovamento dell’apparato, dei processi decisionali e conoscitivi sui quali, sino ad ora, si è retta la politica sanitaria del Paese».

Il Presidente di GVM ha poi proposto alcune sue considerazioni di ordine generale, ma con un riferimento ai possibili scenari di breve e medio periodo. Per carattere, mi ritengo un ottimista, quindi leggo le criticità come un qualcosa che non si deve passivamente subire, bensì da cogliere con interesse, poiché le crisi sono di per sé selettive, quindi anche premianti, e perché disegnano nuovi scenari, quindi sono fonte di opportunità».

«Desidero ribadire agli esponenti politici che i loro obiettivi in materia sanitaria potranno trovare in noi imprenditori dei partner altrettanto affidabili, purchè l’ospedalità pubblica abbandoni azioni pregiudizialmente protezionistiche e si apra a un costante confronto su basi esclusivamente clinico-scientifiche – ha rimarcato infine Sansavini –  Sottolineo il profilo scientifico come dato di fatto: la produzione scientifica dell’ospedalità privata ha quantomeno eguagliato quella pubblica. E’ quindi un interlocutore essenziale per le politiche di sviluppo ed innovazione».

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Il “Piede di Charcot” al centro di un convegno internazionale a Bologna il 18-19 giugno

L’Hotel Royal Carlton di Bologna sarà sede, il 18 e 19 giugno, di un Congresso internazonale sul Piede Diabetico, organizzato dal Dipartimento di Piede Diabetico del Maria Cecilia Hospital di Cotignola e da GVM Care & Research. La Segreteria Scientifica è curata dal professor Luca Dalla Paola, responsabile del centro nato due anni fa nella struttura ospedaliera di Cotignola. Davanti ad una folta platea, composta da circa cinquecento specialisti (podologi, diabetologi e chirurghi ortopedici), interverranno i piu grossi esperti mondiali del settore, fra cui i luminari americani John Mario Giurini (Boston, Massachusetts), Lee Sanders (Lebanon, Pennsylvania) e Robert Frykberg (Phoenix, Arizona). Il Convegno sarà focalizzato sul “Piede di Charcot”, uno degli aspetti più complessi e impegnativi dell’universo del piede diabetico. Si cercherà di evidenziare i percorsi diagnostici terapeutici di questa complicanza molto grave, che si accompagna sempre alla presenza di neuropatia diabetica e che porta alla deformazione e alla frammentazione delle ossa. Se non viene trattato adeguatamente al momento della sua comparsa, il “Piede di Charcot” provoca deformazioni dei piedi tali da procurare ulcere non guaribili fino alla necessaria amputazione dell’arto colpito. Il Dipartimento del Piede Diabetico del Maria Cecilia Hospital di Cotignola è all’avanguardia nella cura del “Piede di Charcot” ed il professor Luca Dalla Paola è uno dei massimi esponenti a livello internazionale nello studio di questa patologia.

Segreteria del Congresso: I&C srl, via Andrea Costa 202/6, Bologna; tel. 051.6144004.

Sede del Congresso: Royal Hotel Carlton, Via Montebello 8, Bologna; tel. 051.249361.

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Sito Internet

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A cura di:

Imprenditore Online

 

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Festa della Donna 2012: Screening gratuito nelle strutture sanitarie del GVM Care&Research.

Giovedì 8 marzo, in occasione della festa delle donna, GVM Care & Research mette a disposizione alcune delle proprie strutture sanitarie per effettuare uno screening gratuito con i medici specialisti nella patologia della osteoporosi.

‘L’osteoporosi è una patologia silenziosa che però determina in Italia oltre 80.000 fratture annue, cui spesso non viene attribuita la necessaria importanza in termini degli effetti peggiorativi sull’invecchiamento – ha dichiarato il Dottor Marco Valentini, specialista in reumatologia, diagnosi e cura dell’osteoporosi presso il Primus Medical Center di Forlì, da cui è partita
l’iniziativa – Fino a che non compare la frattura da fragilità, infatti, non si manifesta alcun sintomo. La prevenzione è quindi fondamentale per sconfiggere tale epidemia. Essa si svolge principalmente attraverso la  diffusione delle conoscenze sia alla classe medica, che agli individui, dei ben noti fattori di rischio. Uno dei compiti di noi medici specialisti impegnati nella diagnosi e cura di questa malattia, è anche quello di invitare i malati a correggere i fattori di rischio modificabili e i sani a perseguire un corretto stile di vita, al fine di mantenere il proprio apparato scheletrico in buona salute’.

La patologia interessa oggi quattro milioni e mezzo di italiani e colpisce con maggiore frequenza le donne. Sono infatti circa 3 milioni e mezzo i casi al femminile protocollati, in particolare, nel periodo successivo alla menopausa, che aumenta il rischio sino a 4 volte. Si registra che circa una donna su due di età superiore ai 55 anni, presenterà una frattura da fragilità negli anni successivi. Dall’analisi dei dati della situazione europea effettuata dall’Istituto Superiore della Sanità emerge che  il numero di fratture femorali da osteoporosi previste sarà in costante aumento. Si calcola che nella sola popolazione femminile nel 2050 si raggiungerà quota 800.000 fratture (nel 2000 erano 300.000). Per questo motivo l’Unione Europea ha sottolineato come la lotta all’osteoporosi debba essere considerata uno dei maggiori obiettivi per la salute.

GVM Care & Research, da sempre attenta alla salute e al benessere psico-fisico dei pazienti,  con questa iniziativa intende contribuire attivamente non solo a tutelare la salute individuale, ma anche a contenere la spesa che la comunità deve sostenere per provvedere alle cure – ha dichiarato il Dott. Vito Luigi Benedetto, Amministratore Delegato della Medicol di Conversano. Rallentare la crescita della patologia è possibile attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce, che permette di intervenire in maniera efficace con trattamenti farmacologici che arrestino la perdita di tessuto osseo e ne consentano il recupero.

L’iniziativa di quest’oggi è nasce proprio con quest’obiettivo di sensibilizzazione.

L’esame proposto da GVM Care & Research, non è invasivo ed è di rapida esecuzione (dura circa 10 minuti). Si tratta infatti di una ultrasonometria ossea quantitativa che si effettua a livello del calcagno ed è un esame complementare che aiuta a valutare il rischio di fratture.

La decisione del Gruppo di lanciare anche questa iniziativa rientra nelle spirito etico di GVM Care & Research, che si pone al fianco della persona e ritiene fondamentale fornire il proprio contributo anche sul fronte della prevenzione. Gli ospedali e i Day Surgery con poliambulatorio coinvolti dall’iniziativa sono:

  • Torino – Clinica Santa Caterina da Siena
  • Lecco – G.B. Mangioni Hospital
  • Reggio Emilia – Salus Hospital
  • Bari – Anthea Hospital·
  • Taranto – D’amore Hospital
  • Lecce – Città di Lecce Hospital·
  • Palermo – Cosentino Hospital
  • Forlì – Primus Medical Center (Day Surgery con poliambulatorio)
  • Conversano – Poliambulatorio Medicol

 

Per informazioni e prenotazioni: 0832.229111   –  www.gvmnet.it

 

 

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Waterlily, l’innovativo dispositivo per il trattamento delle ferite croniche

Waterlily, ovvero fior di loto, è il nome di un innovativo dispositivo per il trattamento delle ferite croniche, progettato e realizzato da Eurosets, azienda di Medolla (Modena) specializzata nella produzione di dispositivi medici, appartenente al GVM Care & Research. Le ferite generalmente presentano un decorso spontaneo e rapido verso la guarigione, ma in alcuni pazienti e in particolare nella popolazione anziana, il processo di guarigione può divenire particolarmente lungo e complesso, richiedendo particolari cure mediche ed infermieristiche. In tali casi le ferite possono andare incontro a complicanze gravi o possono essere anche causa di decesso. Ne consegue che queste lesioni determinano un impatto negativo sulla salute fisica e psichica e più in generale sulla qualità della vita dei pazienti, causando ricoveri prolungati e consumo di risorse importanti, con rilevanti ripercussioni sul sistema sanitario in termini organizzativi ed economici, per cui si tratta di una patologia ad elevato impatto sociale.

Le ferite di difficile guarigione possono riguardare lesioni acute o croniche di varia natura, spesso associate a malattie immunitarie, infezioni o patologie croniche. Questa tipologia di ferite riguardano principalmente ulcere da pressione (decubito), ulcere diabetiche, ulcere croniche degli arti inferiori, ulcere del piede diabetico, ferite chirurgiche infette, ferite traumatiche e preparazione del letto della ferita per successivi trapianti di cute. Alcune stime riportano che almeno l’1% della popolazione sia affetto da ferite acute o croniche. Più precisamente, il 15% dei pazienti diabetici presentano nel corso della vita ulcere agli arti inferiori e il 12-24% di queste possono richiedere in seguito un’amputazione. In Italia è stimato che una percentuale variabile da 1% a 5% dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico va incontro ad infezione della ferita. Infine il 10% dei pazienti ospedalizzati presenta ulcere da pressione e tale proporzione aumenta se si considerano i pazienti lungodegenti.

Il principio di funzionamento del sistema Waterlily si basa nell’applicazione di una pressione sub atmosferica direttamente sulla ferita: questa condizione provoca un aumento dell’irrorazione sanguigna locale, riduce l’edema, riduce la carica batterica e stimola il tessuto di granulazione e quindi la riparazione tissutale. La pressione negativa generata da Waterlily è controllata da un microprocessore e viene trasmessa direttamente sulla ferita, tramite materiali appositamente realizzati per questa tipologia di medicazione ed in grado di “sigillare” perfettamente la sede di lesione. Le evidenze scientifiche mostrano una netta riduzione dei tempi di guarigione se confrontato con i sistemi di medicazione tradizionali. Allorché dimostrate efficaci e sicure, le tecnologie innovative per il trattamento delle ferite di difficile guarigione risultano di grande interesse per l’impatto positivo che potrebbero determinare sul sistema sanitario, sull’organizzazione dei servizi, sui pazienti e le loro famiglie

A cura di:

Barabino & Partners

Andrea Scaliti

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