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Non è solo la crisi ad annientare la tua azienda, anche la carta la sta ammazzando

KEY4PAPERLESS 2013 è il roadshow itinerante che illustra quali sono gli elementi chiave per non farsi uccidere dalla carta e liberarsene definitivamente.

 

La chiave per consentire alle aziende di liberarsi dai costi e dalla inefficienza della carta è quella data dalla crittografia a chiave pubblica (PKI). Una tecnologia standard utilizzata non solo dalla firma digitale o elettronica ma anche dai processi di conservazione digitale, dalla firma grafometrica e dal timbro digitale.

Senza questa “chiave” quindi il processo di dematerializzazione rimane… sulla carta. Ma oggi le norme, i prodotti ed i servizi cloud relativi sono giunti a maturazione e consentono alle aziende ed alle organizzazioni di realizzare reali risparmi di costi e reali aumenti di efficienza, cosa vitale in momenti di crisi

Realizzato in collaborazione con Credemtel, itAgile, Land e Namirial, il roadshow sarà il 26 settembre a Bologna per la sua ultima tappa 2013 (Milano, Torino, Roma e Bologna).

Nella tappa bolognese del Tour, in particolare, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei due decreti attuativi, si parlerà diffusamente delle recentissime novità nell’ambito della dematerializzazione:

  1. Fatturazione elettronica verso la PA: stop alla fattura cartacea delle forniture alle pubbliche amministrazioni! Al più tardi, entro due anni, la fatturazione dovrà avvenire in forma elettronica, così stabilisce il decreto del ministro dell’economia del 3 aprile 2013, n. 55, che entra in vigore il 6 giugno 2013 e che approva il regolamento per l’emissione, trasmissione e ricezione della fattura elettronica nei rapporti con le amministrazioni pubbliche.
  2. Firma elettronica avanzata e firma elettronica senza smartcard: la tanto attesa FEA e firma digitale remota sono ora una realtà! A partire dal 5 giugno 2013 la firma elettronica avanzata, che ha gli effetti di una firma autografa e soddisfa il requisito della forma scritta, può essere utilizzata per la sottoscrizione della maggior parte di atti e contratti.

Il workshop “in-formativo” di mezza giornata punterà a fornire ai partecipanti le linee guida, le componenti e gli strumenti necessari al “passaggio completo al digitale ”, aggiornandoli sull’evoluzione della normativa e delle tecnologie, affrontando quelli che sono i vari ambiti/filoni della dematerializzazione.

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Firma digitale remota: luce verde dall’OCSI per la certificazione di sicurezza Common Criteria EAL4+ di CoSign Digital Signature

Correva il mese di febbraio 2010 allorquando ARX Algorithmic Research (http://www.arx.com/) e IMQ (http://www.imq.it/), rispettivamente il produttore dell’apparato CoSign Digital Signature e il laboratorio che fornisce la necessaria consulenza e attività di valutazione di sicurezza ai fini della certificazione Common Criteria, hanno consegnato la documentazione per la certificazione CC EAL4+ all’OCSI – Organismo di Certificazione della Sicurezza Informatica (http://www.ocsi.isticom.it/).

Lo scorso 13 settembre 2010 OCSI ha formalmente comunicato (Prot. n. 0059125 – 13/09/2010 – USCITA) ad ARX Algorithmic Research che il Security Target dell’apparato CoSign risulta adeguato a soddisfare i requisiti dell’allegato III della direttiva europea sulla firma digitale.

Nella sua comunicazione l’OCSI afferma che ci sono i “presupposti per il proseguimento della procedura di accertamento” al fine di ottenere la certificazione di sicurezza EAL4+ basata sul Security Target sottoposto.
Per la prima volta una appliance di firma digitale di tipo HSM viene formalmente giudicata certificabile per l’utilizzo della firma digitale in Italia. E’ quindi possibile uscire dalla fase di incertezza determinata dal regime transitorio delle autodichiarazioni che terminerà a novembre 2011, allorquando i servizi di firma digitale remota potranno essere erogati solo con apparati HSM certificati.

Nota sulle certificazioni CC EAL4+: tutte le certificaizioni ottenute fino ad oggi da alcune schede HSM (Hardware Security Module) per la firma digitale non sono valide per la legge italiana ai fini della sottoscrizione di documenti, e quindi tutte le soluzione di firma basate su HSM sono quindi “legali” grazie ad un regime transitorio che finirà, come detto, a novembre 2011

Fonte: http://www.firma-facile.it/2010/09/29/luce-verde-da-ocsi-sul-security-target-di-cosign-digital-signature/
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