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francesco.natangelo

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Decreto Esodati: le norme per salvaguardare i lavoratori

A fronte della Riforma del Lavoro emanata dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero e il Governo Monti si è reso necessario un provvedimento che potesse esonerare dai suoi effetti una particolare categoria di lavoratori.

Il Ministro Elsa Fornero li definisce Salvaguardati, ovvero lavoratori che meritano di essere salvaguardati dagli effetti del recente inasprimento dei requisiti per l’accesso alla pensione, meglio noti all’opinione pubblica come Esodati.

Mediante il Decreto Interministeriale questa platea di lavoratori, il cui primo scaglione è stato individuato dal Ministro Fornero pari a 65mila Esodati, potrà accedere alla pensione con i vecchi requisiti, salvandosi così dal nuovo sistema di accesso alle pensioni.

La procedura completa per l’accertamento dei requisiti d’accesso e della successiva erogazione del trattamento pensionistico è stato reso noto mediante la pubblicazione definitiva del Decreto Esodati in Gazzetta Ufficiale.

Ma come si è venuto a creare il problema esodati?

Questa tipologia di lavoratori prossima alla pensione è stata incentivata, precedentemente alla riforma, a lasciare il proprio posto di lavoro mediante accordi sindacali o aziendali con garanzia di copertura economica. Ma con l’entrata in vigore delle norme relative all’innalzamento dell’età pensionabile (62 anni) e degli anni di lavoro effettivi, il tempo di attesa prima di poter accedere al trattamento pensionistico si è talmente dilungato che si sono ritrovati con la prospettiva nera di diversi anni senza né stipendio né lavoro.

Il decreto salva esodati, composto di 8 articoli andrà a disciplinare le modalità di attuazione della  cosiddetta manovra Salva Italia del 6 dicembre 2011 andando a individuare i soggetti interessati ai fini della concessione dei benefici. Le risorse messe a disposizione per la salvaguardia degli esodati dalla manovra ammonta a 5 miliardi e 70 mila Euro dal 2013 al 2019.

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Salone di Parigi 2012: Alfa Romeo presenterà la 4C oppure no?

Al Salone di Parigi 2012, in programma tra il 29 settembre ed il 14 ottobre potrebbe essere svelata la versione definitiva dell’Alfa Romeo 4C, la fastback della casa del Biscione, che ha già incantato il pubblico dei saloni di Ginevra e di Francoforte durante lo scorso anno. Diciamo “potrebbe”, perchè secondo alcune indiscrezioni, la splendida sportiva Alfa Romeo non sarà in vendita prima del 2014. Se, invece, come si crede, l’Alfa Romeo 4C dovesse essere davvero presentata alla kermesse di Parigi, allora l’auto potrebbe certamente arrivare nelle concessionarie europee già nel corso delle prime settimane del 2013. Dopo il debutto europeo, la vettura sbarcherà anche in America, per cercare di conquistare il vasto mercato che si trova al di là dell’oceano, ma al momento non è possibile fornire indicazioni precise sulle date riguardanti questa operazione strategica. Il nuovo bolide dell’Alfa Romeo che sicuramente impressionerà positivamente il pubblico del Salone di Parigi 2012, dovrebbe montare un motore da 1.750cc,  TBi a benzina, sovralimentato ed installato in posizione centrale-posteriore. Questo propulsore sarà in grado di erogare una potenza compresa tra i 200 e i 300 cavalli e sarà dotato di un cambio TCT robotizzato, con doppia frizione a sei marce. La trazione sarà posteriore e il telaio sarà particolarmente elaborato. I vertici della casa automobilistica, infatti, hanno fissato un limite massimo di peso per la nuova vettura pari a 900 Kg di peso, in modo da garantire un rapporto ottimale tra peso e potenza e ridurre anche i consumi. Gli ingegneri della Dallara, a cui è affidato il progetto, non potranno superare questo valore e per tale motivo stanno lavorando ad un particolare telaio in fibra di carbonio. Una speciale attenzione è riservata all’aerodinamica, elemento che svolge un duplice lavoro, quello di scolpire le linee sinuose della vettura e quello di contribuire a ridurre i consumi di carburante. Per quanto riguarda gli interni, questi dovrebbero restare pressoché invariati rispetto a quelli della concept car “4C Concept” già vista a Ginevra e a Francoforte. Subito dopo l’eventuale presentazione al Salone di Parigi 2012, l’Alfa Romeo 4C sarà prodotta in due versioni, GTA e Quadrifoglio Verde, che differiranno tra loro soprattutto sulla base dei cavalli motore offerti.

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Salone di Parigi 2012: MINI Paceman o MINI Countryman Coupè?

Al Salone di Parigi 2012 sarà presentata in anteprima mondiale la versione definitiva della MINI Paceman, variante a tre porte della MINI Countryman, già presentata sotto forma di concept nel corso del Salone di Detroit del 2011. Il modello destinato alla commercializzazione probabilmente adotterà il nome di Countryman Coupé e sarà leggermente più corto dell’attuale Mini Countryman a cinque porte. L’auto, che è rimasta nell’ombra per un anno intero, dovrebbe arrivare nelle concessionarie verso fine del prossimo anno, dopo il lancio in anteprima mondiale al Salone di Parigi 2012, che si svolgerà nella capitale francese tra il 29 settembre ed il 14 ottobre. Secondo alcune indiscrezioni, all’interno dello stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, sarebbe già stata avviata la produzione in serie della vettura inglese. Come già ricordato, la nuova MINI Countryman Coupé rimarrà molto fedele al prototipo mostrato negli Stati Uniti nel 2011: rispetto alla Countryman, la versione coupé adotterà dei dettagli più sportivi, come la coda affusolata, l’estrattore posteriore e i nuovi fari posteriori. Come dichiarato anche dai vertici di Mini, le forme bombate e aggressive sottolineano che la vettura è dedicata soprattutto ad un pubblico maschile.
Quella dei crossover a tre porte è una tendenza recente, inaugurata da Range Rover Evoque Coupé, che sembra raccogliere il parere favorevole del pubblico e dei produttori. Il brand inglese del Gruppo BMW, da parte sua, proporrà per primo un prodotto davvero compatto, dato che la sua lunghezza supererà di pochissimo i quattro metri. Il settimo modello della gamma MINI erediterà tout court i propulsori e la meccanica della Countryman e quindi sarà proposta nella versione con trazione anteriore e in quella con trazione integrale ALL4, con cambio manuale a sei marce o con cambio automatico sequenziale, sempre a sei marce. I propulsori disponibili saranno a diesel e a benzina, con potenze comprese tra 90 e 184 cavalli. Non si sa ancora, invece, se sarà presentata anche una versione JCW da 218CV. Le vendite inizieranno soltanto dopo la presentazione ufficiale al Salone di Parigi 2012 e quindi alla fine del prossimo autunno, o al massimo nel periodo invernale, a cavallo tra il 2012 ed il 2013.

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Motor Show 2012: è iniziata la prevendita dei biglietti

Il Motor Show 2012, torna per la sua 37^ edizione a BolognaFiere dal 7 al 16 dicembre 2012. Il Salone aprirà i suoi padiglioni alla stampa e agli operatori del settore nei giorni 5 e 6 dicembre e successivamente, dal 7 dicembre, aprirà al pubblico di appassionati e curiosi.
Intanto è già stato dato il via alla prevendita online dei biglietti con una formula particolare, quella del “prima acquisti meno spendi”, pensata per ricompensare la fedeltà e la velocità di tutti gli appassionati che, grazie alla prevendita, potranno risparmiare ben 10 euro. Acquistando il biglietto in anticipo, il prezzo totale sarà di 19 euro, a cui bisogna aggiungere la commissione di servizio pari ad 1 euro.
La procedura di acquisto on line è stata attivata in un’apposita sezione del sito ufficiale dell’evento motoristico e su quello di altre note biglietterie presenti sul web. L’acquisto darà la possibilità di entrare al Motor Show 2012 attraverso corsie di accesso dedicate, situate presso ciascuno degli ingressi della manifestazione ed evitare, così, le code alle casse.
Anche quest’anno è stata confermata la partnership con Bologna & Fiera Parking S.p.A che consente ai visitatori del Salone Internazionale dell’Automobile di Bologna, di acquistare online in prevendita anche il ticket per il parcheggio ad un prezzo scontato di 12 euro. Il ticket è valido per un’intera giornata e può essere utilizzato nel parcheggio multipiano Michelino o nel parcheggio di Piazza Costituzione.
La strategia di marketing degli organizzatori prevede, contestualmente all’apertura ufficiale della prevendita, anche una forte attività sui social network più famosi. Su Facebook la manifestazione è presente con la sua pagina ufficiale, che ha già raggiunto una quota di 39.000 “Mi piace”, un dato che posiziona la fiera dell’auto di Bologna ai primissimi posti della categoria eventi fieristici del settore automotive.
Il Motor Show 2012, sarà incentrato sul futuro dell’automobile e presenterà alcune tra le più innovative tecnologie in tema di rispetto dell’ambiente, di sicurezza e di infotainment. Oltre ai padiglioni espositivi, l’evento sarà corredato, come sempre, da numerose attività dinamiche che si svolgeranno sulle aree esterne. Nell’edizione del 2011, sono stati realizzati ben 45.503 test drives, a cui vanno aggiunti i 4.179 test drive effettuati sul circuito di Electric City Enel. Inoltre, nella MotorSport Arena, si potrà assistere ad emozionanti gare ed esibizioni sia a due, che a quattro ruote.

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Riforma del lavoro: le misure proposte dalla Fornero

La riforma del lavoro voluta da Monti e Fornero apporterà delle modifiche alla flessibilità in entrata nel mercato del lavoro e darà il via libera alla flessibilità in uscita, grazie alla revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che prevede solo l’indennizzo in caso di licenziamenti per motivi economici ritenuti dal giudice ingiustificati. La riforma del lavoro andrà avanti nel suo iter, sotto la forma del disegno di legge, modalità che garantisce la discussione in Parlamento, come richiesto dal Pd, ma nel frattempo, è stata già approvata dal Consiglio dei Ministri ed ha incassato l’appoggio dei partiti e dei sindacati, nonostante l’importante ritocco dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.  Numerosi gli ambiti che saranno interessati dalla riforma. Per quanto riguarda i contratti di accesso al lavoro, il governo rafforza quelli di apprendistato. L’assunzione di nuovi apprendisti sarà collegata all’avvenuta stabilizzazione di quelli precedenti (50% nell’ultimo triennio), si prevede una durata minima di sei mesi per il contratto e si alza il rapporto tra apprendisti e lavoratori esperti. Si darà anche il via ad una stretta sulle partite Iva e sulle associazioni in partecipazione, consentite solo in caso di associazione tra familiari di primo grado (genitori o figli) e il coniuge. Viene introdotta una definizione più stringente di “progetto”, con la volontà di limitare i cosiddetti contratti co.co.pro. In questi casi, isognerà enfatizzare la componente professionale e limitare le mansioni ripetitive in modo tale che il lavoratore possa crescere professionalmente. Sarà vietato l’inserimento di clausole che permettono il recesso del contratto prima della fine del progetto. Se mancherà un progetto specifico e reale, il contratto a progetto verrà considerato di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Per quanto riguarda i licenziamenti, disciplinati dall’articolo 18, la riforma del lavoro Fornero prevede tre regimi sanzionatori per il licenziamento individuale illegittimo: il giudice sarà chiamato a disporre per la reintegrazione nel posto di lavoro, solo nel caso di licenziamento discriminatorio e in pochi casi di licenziamento disciplinare considerato ingiusto. Nel caso di licenziamento per motivi economici ritenuto scorretto dal giudice, il datore di lavoro potrà essere condannato al semplice pagamento di un’indennità, senza prevedere il reintegro del lavoratore. In questi due casi, l’indennizzo potrà variare tra le 15 e le 27 mensilità. Se il licenziamento economico è strumentale e il lavoratore riesce in qualche modo a provare che è invece di natura disciplinare o discriminatoria, il giudice potrà intervenire a tutela del lavoratore. Per favorire i giudizi sulle controversie in materia di licenziamento, è prevista l’introduzione di una procedura più veloce.  L’indennità di mobilità e le diverse indennità di disoccupazione saranno sostituite da una nuova assicurazione sociale per l’impiego, denominata ASPI, destinata ad entrare a pieno regime nel 2017. Ne potranno usufruire oltre i lavoratori dipendenti anche gli apprendisti e gli artisti, purché possano contare su 2 anni di anzianità assicurativa e 52 settimane di lavoro svolte negli ultimi due anni.

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IMU: sconti sui terreni agricoli

L’IMU potrebbe essere più leggera per i proprietari di immobili agricoli. Probabilmente, infatti, il testo originario della nuova imposta municipale verrà leggermente ritoccato dal Governo e forse, assieme all’alleggerimento sui beni agricoli, potrebbe arrivare anche quello sulle dimore storiche e sugli immobili dei Comuni. Ma per ora si parla solo di ipotesi, in quanto il Consiglio dei Ministri non si è ancora espresso sui numerosi emendamenti giunti all’attenzione delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. I due relatori, Antonio Azzollini  del Pdl e Mario Baldassarri di Fli, potrebbero decidere di presentare un maxi-emendamento con tutte le modifiche condivise dal Governo. Il testo definitivo sarà votato dalle commissioni entro lunedì 2 aprile, in modo da potere essere inviato in Parlamento nel giorno successivo e approvato prima della pausa pasquale. Tra le modifiche destinate a rientrare nel maxi-emendamento ce ne sarebbe una riguardante la riduzione dell’aliquota sui fabbricati rurali strumentali, che passerebbe dallo 0,2% allo 0,175%, ferma restando la possibilità per i sindaci di abbassare la soglia minima fino allo 0,1% . Le modifiche al testo dell’IMU non si fermerebbero qui, dato che, a quanto pare, il Ministero dell’Economia e delle Finanze sarebbe intenzionato ad escludere dall’applicazione dell’imposta anche i terreni situati nelle zone altimetriche di montagna, riferendosi alla definizione già utilizzata dall’Istat  per descrivere quei territori con altitudine non inferiore ai 600 metri nell’Italia settentrionale e ai 700 metri in quella centro-meridionale.
Il Governo da parte sua, potrebbe decidere di ridurre del 60% anche la base imponibile dei fondi situati in zone collinari, quindi al di sotto dei 600 metri al Nord e dei 700 al Centro-Sud, nonché la base imponibile relativa ai fabbricati rurali strumentali, che potrebbe essere ridotta del 30%, siano essi collocati in aree montane o in quelle collinari. Nei prossimi giorni, vedremo se le associazioni di categoria, rassicurate da questo provvedimento, metteranno fine alle polemiche, nate delle scorse settimane per protestare contro l’IMU ed il suo impatto terrificante ,quantificato in 900 milioni, sugli agricoltori italiani (ma secondo le stime del Tesoro la cifra sarebbe corrispondente a 224 milioni complessivi). Oltre agli interventi di alleggerimento dell’imposta per il settore agricolo, si sta cercando di ridurre il prelievo fiscale anche sulle dimore storiche e si sta pensando ad un’esenzione totale dalla nuova imposta, per gli immobili dei municipi. Dal Governo però, hanno fatto sapere che le modifiche alla nuova imposta municipale unica, potranno essere apportate solo se il ministero dell’Economia troverà il modo di recuperare queste risorse da altri settori o con altre imposte.

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Riforma del lavoro: la Camusso immobile, si affida al Parlamento

La riforma del lavoro, così come presentata nel testo stilato dal Governo, continua a non piacere ai lavoratori e al sindacato Cgil, tanto che la leader della sigla sindacale, Susanna Camusso, aveva annunciato nei giorni scorsi uno sciopero generale di protesta contro le modifiche all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Ma inaspettatamente lo sciopero della Cgil è stato rinviato, in quanto la Camusso, forse titubante sul da farsi, ha preferito definirsi fiduciosa del fatto che in Parlamento saranno sicuramente apportate le necessarie modifiche alla riforma del lavoro, riportando l’articolo 18 alla sua imprtante funzione originaria, lasciandolo inalterato. La rappresentante della Cgil ha poi risposto alle dichiarazioni minacciose del premier Monti (“Se il Paese non è pronto a questo passo, il governo potrebbe anche lasciare”) dichiarando: “Noi siamo sereni perché ora la parola spetta al Parlamento sovrano, al quale chiederemo sicuramente di intervenire per introdurre il reintegro nei casi di licenziamenti illegittimi”. Su questo punto convergono le proteste di tutte le sigle sindacali: Cgil, ma anche Cisl e Uil, seppure con sfumature differenti, chiedono di continuare a garantire al lavoratore, il diritto al reintegro nel proprio posto di lavoro in tutti quei casi in cui il licenziamento risulta essere ingiustificato. Per alcuni, la scelta della Camusso di rimandare lo sciopero è sbagliata. I lavoratori stessi non hanno gradito la mossa dei propri rappresentanti della Cgil, per cui, in questi giorni, si sono verificati diversi scioperi spontanei e a quanto pare, il fenomeno potrebbe verificarsi anche nei prossimi giorni. Tra l’altro, i lavoratori che hanno intrapreso queste azioni spontanee, non capiscono come faccia la Camusso a contare sul Parlamento, dato che fino ad ora, le Camere hanno sempre appoggiato le riforme del governo, compresa quelle sulle pensioni.  Intanto il premier Monti fa sapere da Tokyo di non essere assolutamente preoccupato degli scioperi legati alla disapprovazione, da parte dei lavoratori, della riforma del lavoro: “Non mi aspetto che ci siano revoche. Credo faccia parte della fisiologia normale dei rapporti sociali”.

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IMU più pesante per gli anziani in casa di riposo

L’IMU sarà doppia per gli anziani, se questi risiedono nelle case di riposo. Ammalati o in difficoltà, gli anziani lasciati soli e costretti a vivere in casa di riposo, vedranno lievitare le tasse sulla propria casa, in quanto, ai fini del calcolo della nuova imposta, l’abitazione principale lasciata vuota, si trasformerà automaticamente in una seconda casa. A produrre questo assurdo effetto è l’articolo 13 del decreto “Salva Italia”, che andrà a colpire gli anziani che hanno spostato la propria residenza in un pensionato. La differenza sul budget personale, non sarà di poco conto: seguendo questo criterio, l’IMU ammonterebbe quasi al doppio, passando dal 4 per mille riservato alle prime case, al 7,6 per mille delle seconde case. A denunciare il fatto è stata Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil e la notizia ha subito scaldato gli animi di alcuni rappresentanti regionali. Raffaella Della Bianca, consigliere della Regione Liguria protesta duramente: “In regione ci sono 240 anziani ogni 100 giovani, contro i 140 della media nazionale”. Dalla Cantone sono arrivate parole dure, che a ben vedere scaturiscono da una corretta analisi della situazione della fasce più anziane della popolazione:“È una cosa davvero vergognosa e inaccettabile. Gli anziani vengono ricoverati nelle case della terza età perché hanno dei problemi di salute e non sono autosufficienti. Sono lì quando non stanno bene, ma non è detto debbano restare in casa di cura per sempre. Ora il governo ha deciso che per quelli che hanno la residenza nella casa di riposo la proprietà verrà considerata come una seconda casa. Questo vuol dire che dovranno pagare 1500 – 2000 euro in più, anche se non dispongono di una grande pensione. Mi sembra un atto di vero e proprio cannibalismo. Non so neanche se sia incostituzionale. Certamente è una disposizione che denota una certa arretratezza dal punto di vista civile. È una vera e propria cattiveria”. Anche Della Bianca interviene criticando aspramente la nuova normativa:”Questo è un provvedimento assurdo che va a penalizzare le fasce più deboli. Invece di andare a colpire coloro che possiedono maggiori ricchezze, si va a infierire sugli anziani indifesi, che spesso non riescono ad arrivare alla fine del mese”.
Se il governo non provvederà a corregge la norma, per una moltitudine di anziani la nuova IMU rappresenterà una vera e propria stangata che si andrà a sommare agli aumenti delle cifre delle rette degli stessi ospizi, aumentate vertiginosamente , sia per quanto riguarda il settore pubblico che per quello privato. Tenendo conto che la pensione media di un anziano è di circa 700 euro al mese, si capisce bene quanto la situazione potrebbe divenire insostenibile.

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Il minieolico: cos’è e come funziona

Il minieolico utilizza la forza del vento per generare energia elettrica. Se in passato questa tecnologia era considerata utile soprattutto per portare corrente elettrica alle utenze isolate, oggi il suo impiego si sta diffondendo anche  alle abitazioni collegate alla rete elettrica, perché consente di produrre energia pulita a basso costo. Un impianto minieolico, composto da una singola macchina o da più elementi collegati tra loro, può andare ad integrare l’energia prodotta con l’energia della rete elettrica, o ancora, può permettere di vendere l’energia prodotta al fornitore di corrente, un po’ come avviene per gli impianti fotovoltaici. L’energia prodotta, ma non consumata, può essere stoccata in un sistema di accumulo o in batterie.
Ma come funziona un aerogeneratore? Le pale della macchina eolica vengono messe in rotazione dalla forza del vento. Il movimento generato va ad azionare il generatore elettrico che, in pratica, trasforma l’energia del movimento delle pale, in energia elettrica. Dal generatore, partono i cavi elettrici diretti alle abitazioni da alimentare o alla rete. Tutti questi elementi si trovano all’interno di un contenitore, chiamato navicella o gondola, il quale, a sua volta, è posizionato al di sopra di un supporto che, generalmente, è orientabile, in modo da adattarsi alla direzione del vento. Questo orientamento è reso possibile da un timone che, spinto dal vento, fa spostare tutta la navicella, con le pale connesse, in direzione favorevole alla corrente. La navicella contiene anche un sistema di controllo di potenza, che blocca la macchina in caso di vento eccessivo. Nel tempo, accanto agli impianti più tradizionali, ad asse orizzontale, con pale di lunghezza massima pari a 3 metri e altezza compresa tra i 6 e i 20 metri, si sono diffusi degli impianti ad asse verticale, che possono essere istallati anche ad altezze inferiori e sono caratterizzati da un “cut-in” (velocità minima del vento necessaria al suo funzionamento) inferiore ai modelli ad asse orizzontale e pari a 2m/s. Se il punto debole della versione ad asse orizzontale è rappresentato dal comportamento non ottimale in caso di turbolenze atmosferiche o di repentini cambiamenti della direzionalità del vento, l’impianto minieolico ad asse verticale, può rappresentare la soluzione ottimale nei casi descritti.

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IMU: chi ha redditi più elevati paga di meno

L’IMU sarà una batosta per tutti gli italiani e soprattutto per coloro i quali dispongono di redditi più bassi. La Cgia di Mestre e la UIL sono arrivate a questa conclusione dopo aver effettuato numerosi calcoli, basati su redditi differenti.
Secondo le due sigle, la tassazione della seconda casa sarà più alta per i redditi annui intorno ai 25mila euro, mentre sarà più bassa per chi dispone, ad esempio, di un reddito di 100 mila euro.
La stangata c’è, quindi, ma non è per tutti e al riparo dagli aumenti legati alla nuova imposta, non saranno le categorie più deboli, bensì i benestanti che possiedono case vacanza, o che hanno abitazioni che affittano in nero. Non solo non saranno vittime dell’inasprimento voluto dal governo Monti, ma in alcuni casi arriveranno addirittura pagare di meno rispetto alla tassazione precedente, l’ICI. Ciò è dovuto al fatto che l’IMU va a sostituire sia l’Ici, che l’Irpef e fa venire meno la progressività del prelievo fiscale che caratterizzava l’Irpef, a tutto vantaggio di chi ha redditi più elevati.
La Cgia di Mestre fa notare che la tassazione sulla seconda casa di un proprietario con reddito di 100 mila euro lordi annui, potrebbe, ad esempio, essere più bassa di 14 euro e passare da 1163 a 1149 euro. Viceversa, se il proprietario di una seconda abitazione guadagna 25 mila euro annui, il prelievo salirebbe da 641 a 766 euro. I calcoli effettuati dalla Uil hanno mostrato risultati simili. I proprietari di seconde case che dispongono di redditi fino a 23 mila euro annui ed hanno una seconda casa di 90 metri quadri, verranno colpiti da un aumento medio del prelievo pari a 95 euro. Al contrario, chi guadagna più di 90 mila euro all’anno, sulla stessa casa risparmierà 7 euro. L’Imu rappresenta uno dei punti più importanti della dolorosa manovra varata lo scorso dicembre dal governo Monti e dovrebbe assicurare allo Stato, incassi per 11 miliardi di euro. Ma anche i Comuni, i quali possono alzare a piacimento le aliquote ordinarie, cercheranno di compensare i tagli che li hanno colpiti andando a rivalersi sui cittadini. Per la prima casa, fortunatamente, non ci sono grandi aumenti e anzi, si potrà usufruire di alcune detrazioni, come quella di base per la prima casa, pari a 200 euro, che può salire di altri 50 per ogni figlio a carico con età massima di 26 anni. Tuttavia per appartamenti dai tre locali in su, il conto finale risulta essere salato. Secondo i calcoli de Il Sole 24 Ore, per un 100 mq in zona semi-centrale a Roma, è infatti previsto un prelievo di oltre 800 euro, mentre, per lo stesso tipo di abitazione a Torino o Bologna, la nuova tassa costerà ai cittadini all’incirca 700 euro.
Saranno dolori anche per chi possiede degli uffici: un ufficio di 250 metri quadri a Roma porterà a versare all’erario oltre 10 mila euro contro i 4 mila dovuti con la precedente tassazione. A Milano il prelievo sale vertiginosamente, da 3 mila a 9 mila euro. Negozi e terreni agricoli sono a loro volta colpiti duramente dalla nuova imposta.
Federconsumatori prevede che l’aumento della tassazione sui terreni sarà coperto, in parte, dall’aumento dei prezzi finali dei prodotti agricoli, così come l’inasprimento del prelievo sui negozi causerà, probabilmente, il rincaro delle merci in vendita. Il risultato finale sarà un’ulteriore aumento della spesa per le famiglie italiane.

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Moratoria debiti PMI: disponibili i moduli per effettuare le domande

La moratoria debiti PMI permetterà a migliaia di imprenditori, di tirare un sospiro di sollievo. L’accordo tra ABI, rappresentanti delle imprese e Governo, rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per le numerose piccole e medie imprese italiane. I moduli per effettuare la domanda per accedere ai benefici previsti dall’accordo, sono già disponibili. Positivo il commento di Rete Imprese Italia, sigla che riunisce Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti sull’accordo: ”Con questo accordo – ha affermato il Presidente di Rete Imprese Italia Guerrini – si riconferma la positiva cooperazione tra banche e imprese, volta a creare un clima di fiducia in una fase ancora molto difficile per l’economia nazionale e mondiale e soprattutto, per le nostre piccole e medie imprese”. Il Presidente Guerrini ha sottolineato gli aspetti più importanti dell’accordo che richiama le parti in causa a sviluppare, nei prossimi mesi, ulteriori soluzioni per agevolare lo sviluppo delle imprese nazionali. Tema molto importante è quello dell’accesso al credito: “La moratoria darà un aiuto concreto per supportare le aziende in crisi di liquidità e oberate da costi burocratici e produttivi in continua crescita, a cominciare dal caro-carburante”, ma bisogna immaginare altre soluzioni che consentano uno sviluppo a lungo termine. Complice la crisi, spiega la Cia-Confederazione italiana agricoltori, allo stato attuale, ben due imprese agricole su tre risultano indebitate e tre su dieci corrono il rischio di dover chiudere i battenti, uscendo definitivamente dal mercato, o forse anche peggio, di finire nella rete dell’usura e della criminalità organizzata. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre commenta: “La sospensione del pagamento delle rate dei mutui in scadenza   e l’allungamento della scadenza dei debiti, sono un grande aiuto che arriva alle pmi dalle banche e dal Governo, tuttavia, la questione più problematica è legata all’erogazione del credito, che in Italia, negli ultimi mesi,  si è praticamente interrotta o è diventata proibitiva. Se nelle prossime settimane altri 100 miliardi di euro saranno erogati dalla Bce alle banche italiane,  a tassi di interesse bassissimi, è giusto che questi soldi, che appartengono alla popolazione europea e quindi anche a quella italiana, vengano prestati a famiglie ed imprese, con gli stessi tassi agevolati concessi dalla BCE e non a tassi pribitivi,  per far sì che il nostro sistema economico non collassi definitivamente”. Vediamo nello specifico i vantaggi concessi alle aziende dalla moratoria debiti pmi. Sospensione dei finanziamenti: i pagamenti della quota capitale delle rate dei mutui, possono essere sospesi fino a 12 mesi, mentre i pagamenti della quota capitale prevista nei canoni di leasing finanziario possono essere interrotti per 12 o 6 mesi. L’accordo di sospensione può anche essere di tipo retroattivo per un massimo di novanta giorni. La sospensione si applica a tutte le tipologie di mutui, ipotecari e non, in essere alla data del 28 febbraio. Allungamento dei finanziamenti: è possibile allungare la durata dei mutui, prorogando le scadenze del credito a breve termine fino a 270 giorni e le scadenze del credito agrario di conduzione, fino a 120 giorni. Gli Istituti bancari si impegnano altresì a sostenere le imprese concedendo finanziamenti proporzionali all’aumento di capitale da parte delle stesse. Altro tema scottante è quello del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Emma Marcegaglia, ha ricordato infatti che nel Mezzogiorno del Paese, uno dei motivi principali di fallimento delle imprese è il mancato pagamento da parte della pubblica amministrazione. Oltre alla benvenuta moratoria debiti pmi, quindi, bisogna fare qualcosa di concreto per porre rimedio anche a questo problema, che pure, assieme all’accesso al credito, grava sulle spalle delle imprese.

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Moratoria Debiti PMI: in arrivo nuove agevolazioni per le PMI

La Moratoria Debiti PMI è stata firmata dall’ABI e così, le piccole e medie imprese italiane potranno beneficiare nuovamente della sospensione delle rate, per tutte le linee di credito aperte. La decisione è stata presa per aiutare le imprese a respirare in un momento di difficoltà, garantendo loro il credito di cui hanno bisogno per uscire dalla crisi economica in atto.
L’ accordo è stato siglato a Palazzo Altieri, sede dell’Associazione bancaria italiana, dai rappresentanti dell’ABI e delle Associazioni d’impresa, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera e del Vice Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli e prevede l’apertura delle richieste di sospensione delle rate dei mutui, a fronte delle obiettive difficoltà economiche e di accesso al credito nelle quali versano le PMI. La Moratoria Debiti PMI, da quanto preannunciato, riguarderà tutte le linee di credito aperte dalle imprese, in modo tale da permettere a tutte le aziende nazionali, di godere della sospensione delle rate di mutui e leasing. Potranno usufruire dell’accordo sia le imprese che negli scorsi anni si erano già avvalse dell’agevolazione e della sua proroga, sia quelle aziende che finora non hanno mai aderito all’iniziativa, in quanto, magari, nelle precedenti edizioni, non avevano presentato la domanda in tempo utile. L’Accordo segue le linee già tracciate dall’ABI e dalle Associazioni di categoria negli scorsi anni: la prima intesa per una moratoria dei debiti delle Pmi, infatti, era stata raggiunta nel 2009, anno nero per l’economia, a causa dello scoppio della crisi economica. Il protrarsi delle difficoltà economiche hanno reso necessari i continui rinnovi della moratoria sui mutui bancari ed i dati, oggi, mostrano che circa 260 mila imprese ne hanno già beneficiato, recuperando ben 15 miliardi di euro di liquidità. Alle somme concesse dalla Moratoria Debiti PMI in questi ultimi anni, vanno sommate le agevolazioni concesse dalle banche anche sul fronte dei mutui alle famiglie, a cui hanno avuto accesso anche gli imprenditori.

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Riforma del Lavoro: le probabili novità

La Riforma del Lavoro pensata dal Governo Monti segnerà la fine dell’articolo 18, uno dei principi cardine dello Statuto dei lavoratori. La norma resterà solo a protezione dei licenziamenti discriminatori. Questo l’architrave è quanto è venuto fuori dal vertice con i sindacati e la Confindustria. Altri punti importanti toccati dalla riforma saranno lo sfoltimento dei contratti, ad oggi una vera e propria giungla, interventi a favore della flessibilità in entrata, cioè la creazione di metodi per facilitare l’accesso all’impiego di giovani e donne (a tempo determinato, di inserimento, apprendistato, a tempo parziale, a progetto, intermittenti, partite iva, associazione in partecipazioni, accessori e tirocini) e l’introduzione di nuovi ammortizzatori sociali, che diventerebbero operativi nel 2017 e soltanto in via transitoria nel 2016. Inoltre, il contratto a tempo indeterminato diverrà dominante su tutti gli altri per adeguare il mondo del lavoro ai cambiamenti economici del momento. Ma vediamo quali sono gli aspetti principali della Riforma del Lavoro.
L’ Articolo 18 resta valido solo per i licenziamenti discriminatori e varrà anche per le PMI, cioè le aziende con meno di 15 dipendenti. Il reintegro del lavoratore sarà accompagnato dal versamento dei contributi. Quanto ai licenziamenti per motivi disciplinari, il caso sarà rinviato al giudice che potrà decidere per un indennizzo, fino ad un massimo di 27 mensilità, o per il reintegro del lavoratore. Per i licenziamenti individuali dettati da motivi economici, ci sarà un risarcimento variabile da un minimo di 15 mensilità fino a un massimo di 27, pari all’ultima retribuzione ottenuta. Sulle Partite Iva, se l’opera del lavoratore è svolta presso un committente, dopo sei mesi di attività, rientrerà nei parametri di lavoro subordinato.
Il percorso nel mondo del lavoro comincerà con un contratto di apprendistato, un vero investimento in capitale umano da parte dell’impresa, con l’obiettivo di formare il lavoratore per poi confermarlo tra le proprie fila, stabilizzandone la posizione. E’ prevista una certificazione dell’apprendistato che evidenzierà le competenze acquisite del lavoratore in modo tale che, in caso di mancata conferma, possa essere riutilizzato per cercare una nuova occupazione. Si vuole mettere fine agli stage gratuiti: dopo la laurea o dopo un master, quando si arriverà in azienda, si la prestazione fornita dovrà essere retribuita. I contratti a tempo determinato non potranno essere reiterati per oltre 36 mesi e successivamente, il contratto diventerà a tempo indeterminato. Quest’ultimo sarà meno blindato, ma non privo di tutele. Per disincentivare l’utilizzo eccessivo di contratto a tempo determinato, quest’ultimo costerà di più e sarà previsto un premio per la stabilizzazione del lavoratore. Per finanziare l’Assicurazione Sociale Per l’Impiego, sarà applicata un’aliquota addizionale dell’1,4% sul contratti a tempo determinato. L’Aspi rimpiazza il vecchio assegno di disoccupazione e la sua importanza, ha detto Fornero e rappresenta un sostegno che non sarà solo monetario, in quanto prevederà anche e l’attivazione di altre politiche attive. L’Aspi durerà 1 anno per lavoratori fino a 54 anni e, in termini di assegno, al massimo potrà arrivare a 1.119 euro. La formazione diventa un punto fondamentale della riforma, mentre il lavoratore non potrà rifiutare una nuova occupazione pena la perdita del sostegno al reddito. Il Governo vuole creare anche dei fondi di solidarietà grazie ai soldi dalle imprese, per sostenere i lavoratori anziani che dovessero perdere il lavoro. Saranno introdotti anche nuovi ammortizzatori sociali, con l’obiettivo di non lasciato solo il lavoratore. La Cassa integrazione ordinaria sarà mantenuta e la Cisg confermata ma verranno eliminate le causali per cessazione di attività. La Riforma del Lavoro prevede una norma contro le dimissioni in bianco ed inoltre saranno sperimentati i congedi di paternità che saranno finanziati dal Ministero del Lavoro.

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Motori: Button conquista il primo gran premio della F1 2012

I motori dei bolidi di F1, dopo mesi di riposo, sono tornati a ruggire in occasione del primo GP della stagione 2012 tenutosi a Melbourne, in Australia. Ad aggiudicarsi il primo posto sul circuito di Albert Park è stato il pilota inglese Jenson Button, al volante della McLaren-Mercedes. Subito dopo di lui è arrivata la Red Bull del campione del mondo in carica, Sebastian Vettel,  e poi il compagno di scuderia, nonché connazionale, Lewis Hamilton. La giornata non è andata benissimo per la Ferrari: Fernando Alonso ha dato vita ad una grande rimonta che lo ha portato dal 12° posto della posizione di partenza, fino al quinto posto; l’altro pilota del cavallino, Felipe Massa, è stato molto più sfortunato, in quanto è stato costretto al ritiro dopo un contatto con il connazionale Bruno Senna. La partenza della prima prova è stata avvincente: al semaforo verde, Button ha bruciato il compagno di squadra Hamilton, che ha tentato inutilmente di difendere la posizione e si è piazzato in testa. Grosjean, terzo dopo le qualifiche con la sua Lotus, è uscito fuori a causa di un contatto con la Williams di Maldonado, lasciando la posizione a Michael Schumacher. L’ex campione tedesco, però, non ha potuto godere molto del vantaggio ottenuto, perché dopo 12 giri è stato tradito dal cambio della sua Mercedes.
Partenza meravigliosa quella di Alonso, che è riuscito a guadagnare ben 4 posizioni salendo dal 12° all’ottavo posto. Anche Felipe Massa era scattato in maniera impeccabile, ma ha perso progressivamente la grinta iniziale ed alla fine, ha chiuso la giornata con un ritiro causato dal già citato impatto con la Williams di Senna. La gara è proseguita senza grandi colpi di scena fino alla 37° tornata, quando il russo Petrov si è bloccato con la sua Caterham, proprio sul rettifilo del traguardo. Inevitabile l’ingresso della safety car: alcune vetture si sono accodate cercando di tenere caldi motori e gomme, altre ne hanno approfittato per fermarsi ai box e fare rifornimento. L’episodio ha certamente sfavorito Alonso, il quale ha perso posizioni in favore di Mark Webber, ma non ha disturbato il leader della gara Button: quando la safety car ha abbandonato la pista, infatti, l’inglese deteneva sempre la prima posizione e in pochi giri è riuscito a distanziare di diversi secondi, sia Vettel, che Hamilton. Negli ultimi giri, Button ha amministrato bene il vantaggio ed è andato a vincere con circa 2″ di vantaggio sul tedesco della Red Bull. Hamilton ha poi completato il podio e Webber si è preso il quarto posto. Alonso ha dovuto soffrire sul finale, riuscendo però a difendere la quinta posizione dal ritorno di Maldonado, il quale, nel tentativo di beffare lo spagnolo, durante l’ultimo giro è andato a finire contro le barriere, senza riportare conseguenze. L’ex campione del mondo Kimi Raikkonen, al rientro nel circus della Formula 1 dopo 2 anni di corse nel Mondiale Rally, ha cominciato il campionato con un eccellente settimo posto al volante della Lotus. La vittoria di Melbourne è sicuramente di buon auspicio per Button perché negli ultimi anni, chi ha vinto in Australia si è poi aggiudicato il titolo iridato. Il dominio Red Bull vacilla dopo due anni di potere incontrastato, mentre per la Ferrari la strada sembra essere in salita. La settimana prossima, la Formula 1 sbarcherà in Malesia. Il circuito di Sepang è un circuito particolare che mette a dura prova i motori e le gomme. Vedremo se la Ferrari riuscirà ad apportare modifiche sostanziali alle vetture per rendere più competitivi i propri piloti, soprattutto l’ottimo Alonso.

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IMU, guida alla nuova tassa sugli immobili

IMU, o imposta municipale unica, è la nuova tassa sugli immobili che da quest’anno prende il posto dell’ICI e che, dopo 4 anni di “pausa di riflessione”, va a colpire nuovamente la prima casa e tra l’altro, lo fa partendo da una base imponibile che risulta essere molto più alta. Gli aumenti non riguardano solo l’abitazione principale, ma investono anche seconde case, immobili commerciali, terreni agricoli e terreni edificabili e sono legati all’introduzione di aliquote e moltiplicatori più elevati che in passato. L’aliquota ordinaria per la prima casa è salita allo 0,4 %, ma ciascun Comune può scegliere autonomamente di ridurla o aumentarla, per un massimo di 0,2 punti percentuali. Per le altre proprietà, l’aliquota ordinaria è pari allo 0,76% , cifra che ogni Comune può modificare a piacimento, al rialzo, o al ribasso, per un massimo dello 0,3%, partendo da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06%. Quindi, le decisioni prese dai Comuni, potrebbero avere importanti conseguenze per le tasche dei cittadini italiani. Per calcolare la base imponibile dell’IMU si parte dalla rendita catastale. Questa deve essere rivalutata del 5% e moltiplicata ulteriormente per un fattore che varia a seconda della tipologia dell’immobile. Come dicevamo sopra, la nuova legge ha innalzato il valore di tutti i moltiplicatori: 160 per gli appartamenti (prima era pari a 100), 140 per i laboratori (era 100), 80 per gli uffici (il precedente era 50), 60 per i capannoni (prima era 50) e 55 per i negozi (prima partiva da 34). Dalla cifra ottenuta sarà possibile effettuare delle detrazioni: 200 euro sono detraibili per le prime case e a questa cifra è possibile sommare ulteriori 50 euro per ogni figlio fino a 26 anni di età, facente parte del nucleo familiare, per un massimo di 400 euro. Il Governo Monti ha introdotto anche una nuova tassa a carico dei residenti in Italia che possiedono beni immobili all’estero. Questi proprietari, sono chiamati a pagare un’imposta pari allo 0,76% del valore catastale dell’immobile. Per evitare che l’immobile sia tassato due volte, dal nostro Stato e da quello in cui il bene è ubicato, lo Stato italiano riconosce un credito d’imposta pari all’eventuale prelievo patrimoniale applicato dalla nazione in cui si trova il bene. Il pagamento dell’IMU avverrà, come per l’ICI, in due soluzioni: la prima rata ha una scadenza fissata per il giorno 16 giugno e il secondo versamento deve essere effettuato entro il 16 dicembre, ma, per chi volesse, c’è la possibilità di pagare l’intero importo della tassa in soluzione unica, direttamente con la prima rata di giugno. Per effettuare il versamento bisognerà utilizzare il modello F24 e recarsi presso gli uffici postali o in banca, indicando sul modulo, dei codici che al momento non sono stati ancora rilasciati dall’Agenzia delle Entrate.

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IMU, ecco come si calcola la nuova imposta

L’IMU o Imposta Municipale Unica è la nuova tassa sugli immobili introdotta dal Governo Monti il quale, con il Decreto Salva Italia, ha ripristinato la tassazione sulla prima casa, o abitazione principale. L’importo dovuto, ricavato attraverso un apposito calcolo, dovrà essere versato dai proprietari di case ed immobili, a partire dal 2012.
La nuova imposta combina in un unico tributo il prelievo fiscale dell’ICI, l’imposta IRPEF derivante dal possesso di immobili non soggetti a locazione ed altri tributi, come ad esempio le addizionali regionali e comunali.  La reintroduzione dell’ICI spinge molti a parlare di IMU in termini di nuova ICI, ma come si è visto, quella introdotta da Monti, è una tassazione più complessa.
Per calcolare la cifra dovuta allo Stato, bisogna partire dalla rendita catastale dell’immobile, già utilizzata per il calcolo dell’ICI. Questo dato può essere recuperato sull’atto di acquisto del bene o, in alternativa, può essere richiesto all’Agenzia del Territorio, cioè l’ex ufficio del Catasto.
La rendita catastale va poi rivalutata del 5%. Il risultato di questa operazione deve essere moltiplicato per un coefficiente, che varia in base alla tipologia dell’immobile e come risultato, si otterrà la base imponibile dell’imposta. Su quest’ultima, si deve applicare un’aliquota che è pari al 4 per mille (0,4%), ma ogni Comune può aumentarla e diminuirla fino ad un massimo di due decimi (cioè fissarla liberamente tra lo 0,2% e lo 0,6%). A questo punto possono essere applicate delle detrazioni: se l’immobile è adibito a prima casa, il contribuente ha diritto ad una detrazione di 200 euro, più altri 50 euro (fino a un massimo di 400 euro) per ogni figlio a carico con meno di 26 anni.
Per quanto riguarda le seconde case, il calcolo dell’imposta segue lo stesso procedimento relativo alle abitazioni principali, ma con due differenze: in questo caso il contribuente non potrà usufruire di alcuna detrazione ed inoltre verrà applicata un’aliquota più alta, pari al 7,6 per mille (0,76%), ricordando però che ogni comune può alzarla o diminuirla dello 0,3% (quindi risulterebbe compresa nell’intervallo tra lo 0,46 e l’1,06%). L’altra novità introdotta dal Governo Monti è l’allargamento della tassazione ai beni posseduti all’estero dai residenti italiani, i quali, per queste proprietà, dovranno versare un importo pari allo 0,76% del valore dell’immobile riportato nell’atto di acquisto. Nel caso di possedimento multipli, la tassa da versare viene calcolata in maniera proporzionale alla quota di possesso del bene. Qualora l’immobile sia già sottoposto a tassazione nello Stato nel quale è situato, al proprietario viene riconosciuto un credito d’imposta di pari importo. L’IMU, proprio come l’ICI va versato con una prima rata  a giugno 2012 ed un saldo finale a dicembre 2012, attraverso il modello F24 utilizzando dei codici tributo che non sono stati ancora ufficializzati dall’Agenzia delle Entrate, ma che saranno presto disponibili.

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Il Nuovo iPad arriverà in Italia entro fine marzo

Il Nuovo iPad ha debuttato ufficialmente il 7 marzo sul palco dello Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco. A stupire, al di là delle sue caratteristiche tecniche, è stato soprattutto il nome:  il vice presidente della sezione mondiale del marketing Apple ha poi dichiarato che la casa di Cupertino avrebbe dato al dispositivo questo nuovo nome per spezzare una politica di mercato divenuta, ormai, fin troppo prevedibile. In effetti, sia i giornalisti che i potenziali acquirenti sono tutti rimasti sorpresi da questo nome insolito, giudicato un po’ privo di personalità. Nonostante questa piccola debolezza, il nuovo tablet ha già conquistato tutti e ha già fatto segnare un esaurimento delle scorte disponibili, tanto da costringere Apple a rinviare di tre giorni la commercializzazione del prodotto. Il 16 marzo, infatti, saranno consegnate soltanto le copie vendute in fase di pre-ordine, ma non sarà possibile trovare unità del device sugli scaffali dei negozi. Niente code di appassionati davanti ai negozi, quindi, almeno fino al 19 del mese. Il Nuovo iPad è molto più potente del suo predecessore: monta un chip A5X, dotato di GPU quad-core e di CPU dual core e poi integrerà una nuova fotocamera posteriore da 5 megapixel con funzione Face Detection, autofocus e capcaità di filmare video in Full Hd. Presente la scheda per la connettività 4G LTE, ma purtroppo, almeno per ora, gli appassionati europei e quelli italiani, non potranno beneficiarne a causa di un’arretratezza delle reti di comunicazione presenti sul territorio. Il tablet è esternamente del tutto simile al modello precedente, eccetto che per la presenza di una maggiore profondità della scocca, misura resa necessaria dalla presenza del nuovissimo Display Retina ad alta definizione da 2048×1536 pixel. Anche questo nuovo modello sarà disponibile nelle classiche colorazioni bianco e nero e la batteria avrà la stessa durata dell’iPad 2, cioè 9 o 10 ore circa, in base all’utilizzo. Stando alle dichiarazioni rilasciate durante il keynote di San Francisco, il Nuovo iPad dovrebbe arrivare in Italia il 23 marzo, nelle  versioni WiFi da 16 GB, 32 GB e 64 GB. I prezzi saranno rispettivamente di 499 euro, 599 euro e 699 euro, ed aumenteranno per le versioni 4G salendo rispettivamente a 629, 729 and 829 euro. Intanto Apple continuerà a commercializzare anche iPad 2, a un prezzo ribassato di 100 euro: 399 euro per iPad 2 Wi-Fi 16GB, 529 euro per iPad 2 Wi-Fi + 3G 16GB. Questa mossa sarà particolarmente utile alla società per conquistare nuove fasce di pubblico ed innalzare la propria quota di mercato nel segmento sempre più competitivo dei tablet.

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Milleproroghe 2012: le principali misure del decreto

Il Milleproroghe 2012 è stato approvato in via definitiva con 336 voti a favore, 61 contrari e 13 astensioni.
Le misure che hanno trovato spazio all’interno del testo del decreto sono molte e spaziano dalle pensioni agli aumenti delle sigarette, fino a norme di natura più sociale che sbloccano fondi per intervenire a favore di popolazioni che necessitano di aiuti economici.
Per quanto riguarda le pensioni, il Milleproroghe 2012 ha stabilito che i lavoratori precoci ed esodati resteranno fuori dall’applicazione della riforma Fornero. Dei primi fanno parte coloro che potranno lasciare il lavoro con 42 anni di anzianità, anziché 62, mentre i secondi sono i lavoratori che hanno accettato incentivi economici dall’azienda in crisi e si sono licenziati con la prospettiva di andare in pensione entro i due anni successivi e che, a causa delle nuove norme Fornero, stavano vedendo scomparire questa possibilità.  Se le risorse non dovessero essere sufficienti per supportare tali disposizioni, potrebbe scattare un aumento dei contributi che le imprese versano per gli ammortizzatori sociali. Le risorse economiche per supportare i precoci e gli esodati, arriveranno anche da un incremento dell’aliquota di base dell’accisa sui tabacchi, che dovrebbe portare nelle casse dello stato entrate in misura non inferiore a 15 milioni di euro per l’anno 2013 e 140 milioni annui a decorrere dal 2014. In tema di pensioni, è stato altresì confermato che la riforma Fornero non si applica nemmeno ai lavoratori che, al 31 ottobre 2011, risultino essere in congedo per assistere figli affetti da gravi disabilità, a condizione che maturino, entro 24 mesi dalla data di inizio del predetto congedo, il requisito di anzianità contributiva non inferiore a 40 anni. Sono prorogati, inoltre, i benefici pensionistici per quelle persone che, durante la loro carriera, hanno dovuto lavorare in condizioni pericolose a causa di esposizione all’amianto. Il decreto sblocca anche fondi consistenti in favore di popolazioni che hanno subito gravi disagi e necessitano di aiuti economici: in particolare si parla di 150 milioni in tre anni devoluti in favore degli esuli libici cacciati nel 1970 da Gheddafi, di 70 milioni di euro destinati agli alluvionati di la Spezia, Massa Carrara e Genova, Livorno, Ginosa, Metaponto e Messina. E’ prevista anche la concessione di 3 milioni di euro alla Fondazione Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. Infine, il Milleproroghe 2012 sposta al 31 maggio il termine per l’adozione del decreto economico volto a classificare tutte le società non quotate controllate dal Tesoro e a stabilire un tetto ai compensi dei manager dello stato, ad oggi troppo elevati.

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Salone di Ginevra 2012: Mercedes rivoluziona la Classe A

Al Salone di Ginevra 2012 Mercedes ha presentato la Nuova Classe A. La nuova versione abbandona le forme da monovolume compatto che ne avevano decretato l’enorme successo e si trasforma in una due volumi dall’animo sportivo, pronta a rivaleggiare con le connazionali, Audi A3 e BMW Serie 1.
La nuova Classe A è dotata di proporzioni  particolarmente aerodinamiche (è lunga 429 cm, larga 178cm e alta 143 cm) e si presenta con assetto ribassato (20 cm in meno rispetto al modello attuale) e tetto e cofano allungati che la rendono particolarmente slanciata, come una coupé. Il design degli interni è ispirato al mondo dell’aeronautica: i richiami ai jet sono evidenti nelle forme dei bocchettoni di aerazione e nella forma della plancia centrale, con leva del cambio a “cloche”, in posizione leggermente rialzata e comandi principali ispirati alle cabine di pilotaggio. All’interno il carattere sportivo dell’auto è evidenziato dal quadro, illuminato da luci di colore rosso e dai rivestimenti creati in un tessuto elastico, molto moderno, caratterizzato da una struttura a celle. La Classe A esposta al Salone di Ginevra 2012 è inedita sia nelle forme che nel motore, un M270 da 2 litri e quattro cilindri a benzina con turbocompressore, che arriva ad una potenza di 210CV. La trazione è anteriore, e le prestazioni elevate si accompagnano ad emissioni  e consumi tenuti sotto controllo grazie alla tecnologia proprietaria BlueEfficiency. La vettura monta di serie una notevole varietà di tecnologie di infotainment e di sicurezza. Tra queste spicca certamente il Collision Prevention Assist, un radar anticollisione che segnala al guidatore il rischio imminente di tamponamento, attraverso segnali acustici e visivi ed eventualmente, attiva il Brake Assist a che aiuta il conducente a arrestare l’auto con una frenata d’emergenza. Bisogna poi segnalare anche la presenza del sistema Pre-Safe, che migliora la sicurezza e l’incolumità dei passeggeri a bordo in caso di incidente e del sistema multimediale di ultimissima generazione, il Comand Online. I responsabili della casa di Stoccarda presenti al Salone di Ginevra 2012 hanno dichiarato che la nuova Classe A  sarà disponibile in tre diversi allestimenti, Urban, Style ed AMG Sport e sarà commercializzata a partire da settembre.

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Nuovo iPad: Apple sfida le console per videogiochi

Il Nuovo iPad svelato da Tim Cook è a tutti gli effetti una vera e propria macchina da gioco portatile che nel giro di breve tempo potrebbe conquistare il favore di un gran numero di appassionati di videogiochi. Anche il precedente tablet di Apple era una buona piattaforma per giocare, ma il nuovo dispositivo ha delle caratteristiche tecniche che assicurano una notevole resa grafica e una grande capacità di calcolo. Queste qualità spalancano le porte a giochi tecnicamente avanzati, che potrebbero godere di una grafica spettacolare e risoluzioni elevate. Una delle componenti che sicuramente renderanno l’esperienza di gioco più fluida è la nuova CPU A5X, che rende il Nuovo iPad un prodotto potente, capace di gestire applicazioni pesanti che richiedono numerose risorse hardware come, ovviamente, i videogiochi. Poi c’è l’inedita GPU Quad-Core, in grado di assicurare prestazioni grafiche di altissimo livello. Molti sviluppatori, grafici e designer nel prossimo futuro potrebbero decidere di convergere sul nuovo dispositivo Apple per creare giochi di alto livello, con grafica resa ancora più esaltante dal display Retina, contraddistinto da una risoluzione di 2048×1536 pixel. Mike Capps di Epic Games, entusiasta per l’uscita del nuovo tablet, ha addirittura dichiarato che la terza generazione dell’iPad è più potente di PlayStation 3 e di Xbox 360.  Al di là di queste esagerazioni, sicuramente nei piani di Cupertino rientra quello di andare a competere nel settore delle console portatili e secondo molto analisti di mercato, potrebbe riuscire a superare le attuali console di gioco, PSP e Nintendo DS. A breve sul Nuovo iPad arriveranno i primi due titoli importanti,  Sky Gamblers Air Supremacy di Namco-Bandai e Infinity Blade Dungeons di Epic Games, spin-off della serie di successo Infinity Blade, che ha già incassato oltre 20 milioni di dollari su iOS. Il futuro è incerto, ma le carte in regola per arrivare al successo nel mobile gaming il nuovo tablet della mela ce le ha tutte.

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Al Salone di Ginevra debutta la nuova Porsche Boxster

Il Salone di Ginevra 2012 ha visto debuttare la terza generazione di una delle auto più amate dal pubblico di appassionati di motori, la Porsche Boxster, roadster tedesca con motore centrale proposta al pubblico, come di consueto, nella versione Porsche Boxster e nella più grintosa Porsche Boxster S. Le due vetture hanno subito modifiche estetiche e modifiche strutturali che ne hanno anche ridotto il peso, favorendo così prestazioni elevate e riduzione dei consumi, calati del 15% rispetto a quelli della generazione precedente.
Le vetture presentate al Salone di Ginevra 2012 presentano dimensioni maggiorate ed ora le due sportive tedesche sono dotate di un passo più lungo e di una carreggiata più larga, caratteristiche che ne migliorano la guidabilità e la tenuta di strada. All’eleganza delle linee esterne e dell’ambiente interno, ora più spazioso e comodo, si associa la grande potenza delle motorizzazioni Porsche. Sotto al cofano scalpitano dei motori sei cilindri ad iniezione diretta DFI da 2.7 litri per la Boxster e da 3.4 litri per la Boxster S.
Il primo sviluppa 265 cavalli, dieci in più del modello precedente, mentre la versione S ne eroga 315. La potenza generata viene gestita da una trasmissione manuale a 6 marce o, a scelta, da una doppia frizione PDK a sette rapporti. Come dicevamo sopra, il peso dell’auto è stato ridotto e questo non solo ha un impatto benefico sui consumi, ma anche sulle prestazioni: la Boxster può scattare da 0 a 100 km/h in soli 5.7 secondi mentre la versione sportiva impiega 5 secondi esatti. Parlando di consumi, dalla Porsche evidenziano che l’efficienza è stata notevolmente migliorata anche grazie ai sistemi di recupero dell’energia e dalla funzione Start-Stop di serie:  il motore 2.7 ha una media di 7.7 l/100 Km, mentre il 3.4 brucia 8 litri ogni 100 km. Secondo quando affermato dai dirigenti Porsche nel corso del Salone di Ginevra 2012, il lancio dei due modelli sul mercato è previsto per il 14 aprile 2012, con prezzi a partire da 61.076 euro, che arrivano a 63.949 nella versione con cambio automatico PDK.

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Milleproroghe 2012: le novità principali

Il Milleproroghe 2012 è stato promulgato dal Presidente della Repubblica ed è finalmente divenuto legge. Le novità apportate sono molte e potranno avere un impatto significativo sulla vita di tutti noi cittadini. In termini di semplificazione, il Ministro Patron Griffi ha affermato che la Pubblica Amministrazione entro breve tempo, comunicherà per via telematica consentendo così, sia ai cittadini, che alle imprese, di entrare in possesso, in tempo reale, di importanti atti e documenti, dal cambio di residenza, alle trascrizioni degli atti di stato civile come il matrimonio e la nascita.  Nell’ambito pensioni, il Milleproroghe 2012 ha confermato che non verrà applicata la riforma Fornero ai lavoratori precoci e agli esodati. Dei primi fanno parte coloro che potranno lasciare il lavoro con 42 anni di anzianità, prima di compiere i 62 anni di età, mentre i secondi sono i lavoratori che hanno accettato incentivi economici dall’azienda in crisi e si sono licenziati con la prospettiva di andare in pensione entro i due anni successivi e che, a causa delle nuove norme Fornero, stavano vedendo sparire tale possibilità. Nel Milleproroghe 2012  sono contenute anche una serie di misure in favore degli esuli italiani in Libia, con 50 milioni di euro annui destinati agli italiani cacciati via dallo stato africano da parte del Rais Gheddafi nel 1970,  e delle popolazioni colpite dalle alluvioni di questo inverno (La Spezia, Massa Carrara, Genova, Livorno, Ginosa, Metaponto e Messina) alle quali andranno in aiuto oltre 70 milioni di euro. Previsto anche un blocco degli sfratti riguardanti particolari categorie disagiate, almeno fino al 31 dicembre.  Confermato anche il WiFi libero, con accesso ad internet tramite gli hotspot WiFi o internet point, senza la previa presentazione del documento d’identità o l’autenticazione via Sms.

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iPad HD, svelato il vero nome e tutte le caratteristiche tecniche

iPad HD è stato presentato ieri ed ha spiazzato tutti i giornalisti per via del nuovo nominativo assegnatogli da Apple, un piuttosto semplice “Nuovo iPad”. La casa della mela morsicata ha già aggiornato il proprio sito ufficiale con tutte le caratteristiche della nuova tavoletta ed i prezzi di vendita al pubblico americano. Dal punto di vista del design, non vi sono stravolgimenti rispetto ad iPad 2: il Nuovo iPad è disponibile sia in bianco che in nero, è leggermente più spesso del suo predecessore (9,4 millimetri in più) e pesa circa 650 grammi. Le reali novità sono tutte nell’hardware del prodotto. Magari il nome non sarà più iPad HD, ma il Nuovo iPad fa di questa tecnologia il suo punto di forza:  è dotato, infatti, di un potentissimo Display Retina da 2048×1536 pixel a 264 dpi, con oltre 3,1 milioni di pixel in soli 10 pollici di grandezza, il quale garantisce un livello di dettaglio elevatissimo (a distanza normale di utilizzo non è possibile distinguere i singoli pixel che compongono l’immagine) e non appesantisce gli occhi nelle fasi di lettura.
Anche il processore A5X è votato alle alte prestazioni grafiche: il nuovo chipset è un dual core con GPU quad core. I test interni di Cupertino hanno permesso di evidenziarne una potenza di quattro volte superiore al rivale NVIDIA Tegra 3, con un’elaborazione dell’immagine insuperabile, soprattutto per i giochi. Si parla, infatti, di una capacità di calcolo molto vicina a quelle delle console attualmente sul mercato. La memoria RAM, invece, è di 1 GB, due volte quella del predecessore iPad 2. Tutta questa potenza è sostenuta da una nuova batteria: l’autonomia dichiarata è di 10 ore d’uso, ma scende quando si utilizzano le reti mobili. La fotocamera posteriore è di 5 MegaPixel, con ottica a 5 lenti sovrapposte, che consente scatti di elevata qualità, grazie anche alla presenza di un filtro infrarossi pensato per evitare uno dei problemi più comuni nel mondo della fotografia digitale, il “purple fringing”. La fotocamera iSight è, inoltre,capace di catturare video Full HD alla risoluzione 1080p. L’ottica, infine, è dotata di stabilizzatore, per immagini e video sempre di alta qualità, anche in movimento. Il Nuovo iPad HD è compatibile con gli standard 4G/LTE e ciò significa che il tablet è in grado di raggiungere i 73 Mbps sotto copertura LTE e 42 Mbps quando è connesso a reti DC-HSDPA. Il Nuovo iPad è compatibile con tutti i network WiFi 802.11 a/b/g/n, e può scambiare dati con altri device iOS o Mac via Bluetooth e iCloud.

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Salone di Ginevra 2012, Ford rinnova la Kuga

Il Salone di Ginevra 2012 è il luogo scelto da Ford per il debutto europeo della seconda generazione di Kuga, SUV che nasce da un progetto internazionale, da cui è emerso anche Ford Escape, crossover gemello, destinato al mercato nordamericano. La nuova Ford Kuga è lunga 4,52 metri, è larga 1,84 metri ed è alta 1,68 metri. La vettura è rimasta sostanzialmente intatta per quanto riguarda altezza e larghezza, ma è cresciuta di circa otto centimetri in lunghezza e questa novità, si nota soprattutto all’interno dell’abitacolo, divenuto molto più confortevole, pratico ed ampio, con un bagagliaio che offre ben 82 litri di carico in più rispetto al modello precedente. Per quanto riguarda le linee esterne, i designer si sono limitati ad un lieve aggiornamento della precedente versione, sempre seguendo i canoni del Ford Kinetic Design. La nuova Ford Kuga esposta al Salone di Ginevra 2012 è più moderna e tecnologica: è stata dotata di sistema di infotainment e di connettività SYNC, Blind Spot Information System e  Active Park Assist. Il SUV Ford dispone anche della trazione integrale gestita elettronicamente, in grado di adattare in tempo reale, la distribuzione della coppia alle quattro ruote, a seconda delle condizioni di aderenza al terreno e del Torque Vectoring Control, che ha già fatto il suo debutto sulla rinnovata Ford Focus. Secondo quanto annunciato da Ford al Salone di Ginevra 2012, la nuova Kuga sarà offerta con motori diesel 2.0 litri TDCi da 140 cavalli e 163 cavalli, abbinati ad un cambio manuale a sei marce o ad un cambio Powershift, robotizzato a doppia frizione e sei marce. Il SUV sarà disponibile anche con propulsore sovralimentato a benzina, 1.6 EcoBoost. La casa americana non ha ancora comunicato la data precisa della commercializzazione della rinnovata Kuga, ma l’arrivo sul mercato è previsto entro il 2012 o, al massimo, nei primi mesi del 2013.

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Salone di Ginevra 2012, Bertone festeggia con la nuova Nuccio

Al Salone di Ginevra 2012 Bertone festeggia il suo centenario e lo fa nel migliore dei modi, presentando una supercar che prende il nome del dirigente storico dell’azienda “Nuccio”, figlio del fondatore Giovanni Bertone. La Bertone Nuccio, creata dal designer Mike Robinson, è un prototipo da sogno che si ispira alla Stratos Zero, la supersportiva targata Lancia, nata proprio dalla matita dei designers Bertone, nel 1970. Le prime immagini della Nuccio diffuse dalla Bertone, lasciano impressionati: la vettura presenta un’aerodinamica estrema che la rendono una vera e propria freccia lunga 4,8 metri, larga 1,95 metri e alta appena 1,2 metri. Il design della vettura che scopriremo al Salone di Ginevra 2012, è affusolato e minimalista, con la linea cofano anteriore, del tetto e del cofano posteriore che disegna una lunga curva armonica a contrasto con le modanature più decise e spigolose che compaiono sulle fiancate della vettura. Particolare è la soluzione del posizionamento avanzato  dell’abitacolo, che libera spazio per il propulsore, situato in posizione centrale, leggermente arretrato. Essendo sprovvista di un classico lunotto, la Nuccio monta una telecamera posteriore che proietta le immagini su un grosso schermo di 26 pollici posto dietro ai sedili. Quest’ultimo, in combinazione con lo specchietto retrovisore, permette al guidatore di vedere cosa accade alle spalle dell’auto. Non sono state fatte circolare immagini degli interni dell’auto,ma la Bertone dichiara che la plancia ha un aspetto essenziale: tutti i principali comandi sono raggruppati su un unico pannello. Il motore della nuova Bertone è un potente V8 da 4,3 litri con 480 CV e purtroppo, al momento, non si sa altro sulle specifiche tecniche o sulle prestazioni del veicolo. Certo è, invece, che da questa show car non nasceranno vetture di serie marchiate da qualche brand, ma rimarrà solo un raffinato esercizio stilistico che, dopo il Salone di Ginevra 2012, verrà esposto anche al convegno di Automotive News Europe, al Salone di Pechino, al Museo dell’Automobile di Torino in occasione di una mostra a tema e al Concorso Italiano di Laguna Seca.  La Bertone fu fondata nel 1912 a Torino e dal suo atelier sono uscite delle vetture che hanno fatto la storia dell’automobilismo, tra cui le Lamborghini Countach e Miura, la Fiat X1/9 e la serie X della francese Citroen.

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iPad 3, mercoledì la presentazione ufficiale

iPad 3 sarà annunciato ufficialmente da Tim Cook il 7 marzo allo “Yerba Buena Center for the Arts” di San Francisco.  Bisognerà attendere, quindi, solo poche ore per apprendere con certezza ciò che Apple ha riservato alla propria clientela, con un tablet che dovrebbe esser dotato di display Retina, fotocamera con sensore più performante, batteria dotata di maggiore autonomia ed un processore A6 quad core, più potente del precedente. L’iPad 2 sta ancora vendendo moltissimo, ma la concorrenza è sempre più agguerrita e per mantenersi competitivi, bisogna tenersi al passo coi tempi ed aggiornarsi in tempi brevi.
Sul Web stanno già circolando alcuni video in cui vengono mostrate alcune componenti del device Apple. Sulla scocca, ad esempio, si nota benissimo la presenza del tasto “Home” e lo spessore della stessa sembra leggermente meno sottile rispetto quella di iPad 2, ma sicuramente lontano da quello di più grande dimensione del primo iPad.
Dal video si nota, inoltre, come iPad 3 sia comunque compatibile con le Smart Cover, a testimonianza dell’estrema somiglianza con il suo predecessore, fatta eccezione per alcuni dettagli più piccoli. Le differenze sostanziali, quindi, riguarderanno soprattutto gli aspetti tecnici del prodotto.
Il tablet sarà dotato di Retina Display, causa principale del leggero ingrandimento della scocca, la fotocamera sarà migliorata e l’autonomia sarà incrementata. Sarà presente Siri, l’assistente vocale che ha esordito su iPhone 4S. Uno dei misteri non ancora svelati riguarda il prezzo . Si è ipotizzato che il nuovo tablet della mela dovrebbe avere un costo di circa 80 dollari in più rispetto all’iPad 2, ma su questo dato non c’è nulla di certo.
Secondo alcuni, Apple sarebbe in procinto di rilasciare un iPad 2 da 8GB ed un iPad 3 da 16 e da 32GB. Come i fornitori della stessa Apple avrebbero confermato, nel corso dell’evento del 7 marzo, Cupertino dovrebbe lanciare due versione del tablet di ultima generazione, una da 16GB ed una da 32GB.
I prezzi del nuovo iPad dovrebbero aggirarsi, per le versioni dotate di Wi-fi da 16, 32 e 64 GB, intorno ai  499, 599 e 699 dollari, mentre per le tre versioni con Wi-fi e 3G il costo dovrebbe essere di 629, 729 e 829 dollari.

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Salone di Ginevra 2012: arriva la Ferrari F12 Berlinetta

Al Salone di Ginevra 2012 (8-18 marzo) avremo la possibilità di ammirarla dal vivo, ma la Ferrari ha già anticipato foto e caratteristiche tecniche della nuova vettura chiamata “F12 Berlinetta”, la stradale della scuderia di Maranello con le migliori prestazioni di sempre. Grazie ad un design innovativo e a un’aerodinamica estrema, può raggiungere un’incredibile velocità massima superiore ai 340 km/h.
E’ una coupé dalla linea aggressiva e filante, con dimensioni compatte, infatti, rispetto alla 599, di cui prenderà il posto, la F12 Berlinetta è leggermente più corta (60 mm in meno) ed ora misura 4618 mm di lunghezza, è larga 1942 mm e alta 1273mm. Il peso a secco è di 1525 kg (70 kg in meno della 599) molto ben equilibrati con una distribuzione del 46% all’anteriore e del 54% al posteriore.
Il design, tracciato dal Centro Stile Ferrari con Pininfarina, appare molto slanciato e dinamico, soprattutto sulle fiancate,  caratterizzate da grosse scanalature. Anche il posteriore ha un look decisamente innovativo con un’inedita luce fendinebbia a LED che ricorda la luce posteriore delle auto da Formula1. Il frontale, molto aggressivo con luci a LED verticali, riprende un po’ le linee della FF e della 458.
Al Salone di Ginevra 2012 sarà possibile visitare lo stand Ferrari e osservare in prima persona gli interni della nuova vettura che,realizzati in pelle Frau, fondono perfettamente dettagli eleganti di alta qualità artigianale con elementi di grande sportività. Al centro della plancia, leggera e asciutta, si notano gli innovativi aeratori di ispirazione aereonautica, realizzati in carbonio e lega di alluminio.
La F12berlinetta è spinta da un propulsore V12 di 6.262 cc che sviluppa una potenza di 740 CV ed una coppia massima di 690 Nm, disponibile a 6000 giri. Abbinato al cambio F1 a doppia frizione, con rapporti ravvicinati, rende possibile un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3.1 secondi e e 0-200Km/h in appena 8.5 secondi. Inoltre, come detto sopra, il bolide supera i 340 km/h di velocità massima. Tali prestazioni fuori dal comune, sono raggiungibili anche grazie al nuovissimo telaio in alluminio che consentirà alla F12 di mantenersi leggera, facendo segnare un peso appena sopra i 1500 kg. Sempre attenta alle normative vigenti, la casa di Maranello è stata particolarmente attenta anche ad emissioni (350 g di CO2 ogni km percorso, anche grazie al sistema Start/Stop) e consumi, riducendo questi ultimi del 30% ed arrivando a 15 litri ogni 100 chilometri.
Secondo una nota ufficiale della Casa di Maranello, la F12 rappresenta uno dei migliori prodotti del Cavallino degli ultimi venti anni e costituisce la più avanzata frontiera delle vetture sportive a motore anteriore-centrale. Oltre alla F12 Berlinetta, la Ferrari porterà al Salone di Ginevra 2012 la versione aggiornata della California, visibilmente sottoposta ad un restyling che le ha permesso di perdere ben 30 kg di peso complessivo, con miglioramenti in termini sia di prestazioni che di consumi.

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Salone di Ginevra 2012, la Aston Martin presenta i suoi bolidi

Al Salone di Ginevra 2012 la Aston Martin sarà presente con due rilevanti novità: la serie limitata top di gamma V12 Zagato e la nuova V8 Vantage, la sportiva più accessibile della gamma che si è rinnovata assumendo anche alcuni elementi stilistici della più aggressiva e prestazionale Vantage S.
All’anteriore troviamo un nuovo paraurti dotato nella parte bassa di un inedito splitter sportivo, lungo le fiancate sono state introdotte delle nuove minigonne laterali ed al posteriore è stato aggiunto un diffusore con nuovi scarichi. Dalla più sportiva Vantage S vengono anche il nuovo sterzo, il nuovo e migliorato impianto freni, con dischi da 380 mm e pinze a 6 pistoncini all’anteriore ed i pneumatici più grandi (+10mm). Sia la versione Cabrio che quella Coupé saranno equipaggiate con il V8 4.7 da 426 CV.
Al Salone di Ginevra 2012 si avrà anche la possibilità di ammirare la V12 Zagato.
La dream car sarà prodotta a partire dal prossimo autunno in serie limitata (solo 150 esemplari) e farà il suo debutto in anteprima mondiale al Kuwait Concours d’Elegance per poi tornare in svizzera in occasione della fiera dell’auto. La V12 Zagato è la versione adattata all’uso su strada della Zagato da competizione che ha già partecipato ad una famosa competizione endurance, la 24ore del Nürburgring.
Realizzata con elementi in fibra di carbonio usati sia per la carrozzeria sia per le rifiniture all’interno dell’abitacolo ed equipaggiata con il poderoso 6.0 litri V12 che eroga 510 CV e raggiunge 570 Nm di coppia massima, ha un rapporto peso/potenza che le permette di raggiungere prestazioni elevatissime: la casa inglese dichiara una velocità massima di 306 km/h ed uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. Il prezzo per questo gioiellino è di circa 400.000 Euro tasse escluse. Dopotutto, la qualità del prodotto, come si avrà modo di vedere al Salone di Ginevra 2012, è molto elevata e l’assemblaggio dei materiali e le rifiniture sono di tipo artigianale. Infatti, i dipendenti impiegano circa 2000 ore di lavoro per costruire una singola vettura.

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MWC 2012, arriva il Nokia con sensore da 41 megapixel

Al MWC 2012 di Barcellona ha fatto la sua comparsa il Nokia 808 PureView, lo smartphone con una fotocamera che dispone di un sensore da ben 41 megapixel.  Si tratta in assoluto dello smartphone più potente da questo punto di vista presente sul mercato. La qualità delle fotografie scattate con questo terminale, si comprende, è elevatissima, tanto che si potrebbe affermare di essere di fronte ad una fotocamera con funzioni da smartphone.
Il cellulare sarà lanciato sul mercato a maggio, ma per far comprendere a tutti le potenzialità fotografiche di questo dispositivo, l’azienda finlandese nel corso del MWC 2012 ha mostrato alcuni degli scatti di prova, reperibili anche sul suo blog ufficiale: le foto sono eccellenti, profondità di campo, dettaglio, colori e nitidezza sembrano ottimi e sicuramente possono rivaleggiare con quelle scattate da fotocamere compatte di qualità. Scatti magnifici, quindi, che, grazie ai 41 megapixel,  anche zoomati restano perfetti.
Viene da pensare se non ci troviamo di fronte ad una nuova era per la fotografia? Già molti utenti preferiscono non acquistare una macchina fotografica, preferendo un unico dispositivo mobile per scattare anche le immagini. Adesso, Nokia offre anche la possibilità di produrre fotografie di alta qualità ad un prezzo al pubblico che, al momento del lancio sul mercato, dovrebbe essere pari a 450 euro.
Dal punto di vista dei dati tecnici relativi allo smartphone in senso stretto, questi dimostrano che non ci troviamo di fronte ad cellulare di ultima generazione, soprattutto se si guarda al sistema operativo, il Symbian Belle: l’808 PureView presenta un display nHD da 640 x 360 pixel con diagonale da 4 pollici, monta un processore single core da 1.3 GHz, affiancato da 512 MB di RAM ed ha una memoria interna da 16 GB, espandibile tramite schede di memoria SD. Esteticamente si presenta in modo molto diverso rispetto al suo diretto predecessore, il Nokia N8, con bordi arrotondati, superficie più morbida ed ergonomica che garantisce una presa migliore nelle fasi di scatto fotografico. Per quanto riguarda, invece, i dati prettamente fotografici, gli sviluppatori Nokia, nel corso del MWC 2012 hanno evidenziato che oltre all’incredibile sensore da 41 megapixel, che permetterà anche di registrare filmati in Full HD, sullo smartphone è presente anche un obiettivo di qualità superiore, sviluppato in collaborazione dalla casa finlandese e da Carl Zeiss.

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MWC 2012, Nokia suona la carica

Il MWC 2012 è stato dominato da Android, ma il Ceo di Nokia, Stephen Elop ha già chiara la strategia per riguadagnare posizioni all’interno del mondo mobile ed ergersi, grazie all’aiuto di Microsoft, come unica reale alternativa ai tanti prodotti che dispongono del SO del robottino.
Nel corso dell’ultimo anno, Nokia ha presentato 4 modelli dotati di Windows Phone e nel 2012 le alternative ai cellulari Android saranno ancora di più, perché arriveranno sul mercato nuovi smartphone con sistema operativo Windows Phone, in tutte le fasce di prezzo. Il Ceo Nokia durante il MWC 2012, ha dichiarato che il feeling con la casa di Redmond è molto elevato e ciò aiuterà a svolgere al meglio le attività previste per il 2012. Si partirà da una ristrutturazione societaria, con la dismissione di tre stabilimenti in Messico, Finlandia e Ungheria per decentrare l’assemblaggio degli smartphone nel Sud Est asiatico e in India, dove i costi di produzione sono notevolmente inferiori. Elop ha annunciato  che la società finlandese, per evitare di ripetere gli errori commessi da Apple, non concederà la produzione in subappalto a terze parti locali, ma semplicemente avvicinerà i propri centri produttivi alle sedi dei principali fornitori.
Ma come potrà Nokia rivaleggiare con un sistema operativo che allo stato attuale gode delle preferenze di tutti i produttori di dispositivi mobili, da HTC a Sony, da LG a Samsung?
La risposta a questa domanda è arrivata direttamente dai dirigenti della cassa finlandese, i quali, nel corso del MWC 2012 hanno spiegato che una delle novità vincenti potrebbe essere rappresentata dal nuovo sistema operativo Microsoft, il quale andrà ad unificare sia in termini di ergonomia, che in quelli di user experience, gli smartphone, i tablet, le Smart Tv e le console operanti con il sistema Microsoft.
Quando il nuovo sistema operativo della casa di Redmond arriverà sui Pc, con la sua particolare interfaccia, col suo design intuitivo e orientato verso la socializzazione,  le persone acquisiranno sempre più familiarità coi prodotti Microsoft e non vorranno rinunciare ad avere la stessa esperienza su dispositivi differenti dai pc.Un altro elemento che potrebbe giocare un ruolo a favore di Nokia e Microsoft, potrebbe essere l’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google: le case che ora utilizzano il sistema operativo di Mountain View potrebbero sentirsi direttamente minacciate e il sistema operativo Microsoft è senz’altro il più accreditato ad accogliere gli scontenti, nonostante l’accordo con Nokia, per il quale potrebbero valere le stesse perplessità legate al duo Google-Motorola.

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