
Si inaugura il 21 dicembre il Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze firmato Paolo Desideri, un grande progetto di architettura contemporanea per il quale sono stati scelti il colore e la materia sostenibile di Oikos che da quasi trent’anni fa dell’etica e del rispetto ambientale i suoi valori fondamentali.
E’ un progetto importante, che sarà completato definitivamente alla fine del 2012, un battesimo in tempi record che rappresenta una vittoria contro il tempo. E’ possibile dunque operare nei tempi stabiliti, anche nel caso di un grande progetto quando, come dice lo stesso Paolo Desideri, “si verificano le condizioni di una efficace integrazione tra Amministrazione, Impresa e Progettista. E quando, ovviamente, in ognuno di questi tre ambiti le competenze specifiche siano espressione di eccellenza”. Il progetto si inserisce nella zona che unisce la Firenze storica con l’area verde del Parco delle Cascine, creando un passaggio graduale “attraverso una sequenza di terrazze e piazze e giardini sopraelevati”. Con il Teatro dell’Opera “la città si arricchisce di spazi pubblici che porteranno un grande ritorno in termini di riqualificazione dello spazio urbano circostante, anche grazie all’adiacente Stazione Leopolda, importante contenitore di eventi culturali”.
Si conferma la grande intesa che si è stabilita tra Oikos e i grandi nomi dell’architettura contemporanea, una collaborazione basata sulla capacità di dare risposte concrete alle diverse esigenze di progettazione, con rivestimenti unici in grado di suggestivi effetti cromatici creati su misura per il progettista ma sempre rispettosi dell’ambiente. Come dice l’architetto: “Con la Oikos abbiamo la possibilità di sviluppare i prodotti come in una bottega artigiana. Mille prove fino ad individuare il colore e il prodotto assieme ai tecnici. Ma subito dopo la garanzia di un prodotto industriale di grande affidabilità. L’altra grande garanzia con Oikos sono i corsi di istruzione per i posatori, specifici per il prodotto messo a punto con noi”. Nascono da questa stretta collaborazione i rivestimenti del Teatro dell’Opera, come la finitura per la porzione di sfera prevista all’interno dell’Auditorium realizzata dopo un’attenta analisi dello spazio, delle luci naturali e dell’illuminazione artificiale. Un prodotto creato su misura e derivato da uno studio specifico effettuato direttamente in cantiere. Una risposta alle esigenze dell’architetto: ”le tinteggiature Oikos utilizzate sono perfette rispetto al problema che avevamo di dare una caratterizzazione “materica” a grandi superfici. Come nel caso della grande semisfera con la quale la sala 1800 affiora nell’atrio, che volevamo caratterizzare come unitaria, brillante e preziosa. I tre strati di vernice oro (zecchino, antico e platino) che si sovrappongono in semitrasparenza uno all’altro, restituiscono un sorprendente effetto materico in spessore”. Oikos ha realizzato anche i colori dei soffitti della platea e del foyer di ingresso, mentre per gli esterni è stato scelto un prodotto che rievocasse l’effetto del ferro vissuto e la suggestiva sensazione del tempo che passa.
Un progetto contemporaneo che non dimentica l’ambiente: “A cominciare dalle tinteggiature abbiamo adottato, ovunque possibile, materiali naturali certificati. Oltre alle tinteggiature è il caso delle finiture lignee di sala dove domina il legno di pero”.
Oikos per l’architettura: dal 1984 continua a raccontare la sua storia di ricerca e sostenibilità, di passione per l’arte e per l’uomo.
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Oikos Colour City: con lo studio arch’es & partners al Premio IQU
Il progetto “Oikos: la città del colore sensibile” dello studio arch’es & partners si è aggiudicata il Secondo Premio IQU – Innovazione e qualità urbana, nell’area tematica Città e Architettura, sezione “Nuovi utilizzi e progettazioni”. Il premio, indetto da Maggioli Editore, con le sue tre aree tematiche (città e architettura, mobilità e tecnologia) rappresenta un’importante occasione di riflessione e confronto sulle nuove strategie di riqualificazione urbana e territoriale. Nello specifico, la trasformazione è un elemento di primo piano per la salvaguardia del patrimonio architettonico, e Oikos Colour City aderisce perfettamente a questa prospettiva: è un progetto ambizioso che punta a riqualificare l’intera area dove ha sede la fabbrica di Oikos arrivando fino Gatteo a Mare. Oikos, immagina la creazione di un corridoio verde lungo il Rubicone fino all’Adriatico. E’ proprio in quell contesto che, in armonia con il territorio, si inseriscono le strutture per il centro di ricerca, gli spazi didattici e quelli riservati al benessere. Il progetto Oikos Colour City traduce concretamente un nuovo modo di pensare all’uomo e al mondo che rappresenta l’evoluzione dell’impegno nei confronti della società, dell’ambiente e dell’uomo, che Oikos porta avanti dal 1984.
I premi, assegnati della giuria presieduta da Marcello Balzani e composta da Antonello Boschi, Giuliano Colombini, Fabio Poggio, Giustino Vallese sono stati consegnati il 14 dicembre a Palazzo Tassoni di Ferrara, presso la Facoltà di Architettura.
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Anche nella nuova Stazione Tiburtina Oikos è colore e materia sostenibile!
Il 28 novembre 2011 è stata inaugurata la nuova Stazione Tiburtina di Roma, firmata dallo Studio ABDR Architetti Associati di Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo.
Il progetto, vincitore del Concorso Internazionale nel 2001, punta sull’uso di materiali minimali: acciaio, alluminio, vetro, pannelli cementizi, per un risultato di grande forza estetica, ma estremamente lineare. Mentre tra il colore e la materia per l’architettura a basso impatto ambientale di Oikos sono stati scelti “Antico Ferro” e “Stucco Romano”.
I progettisti hanno scelto di rievocare le texture metalliche, evitando l’uso di lastre di materiale e invece utilizzando una composizione che nasce dall’Antico Ferro di Oikos, per le colonne e per l’intradosso della vela che fuoriesce dalla stazione. In questo caso si tratta di una finitura “taylor made” studiata appositamente con gli specialisti di Oikos per regalare alle superfici un effetto di “metallo spalmato”, a rievocare un acciao ossidato dal tempo e dagli elementi che si deposita morbidamente sulle forme e sulle cose.
Una texture originale, unica, che i progettisti hanno scelto per valorizzare l’aspetto inedito del proprio modo di progettare e intendere la materia.
E’ l’ultima realizzazione della filosofia di Oikos: l’avanguardia in cui materia e colore si fondono, diventano un’unico elemento che nelle mani del progettista ridisegna la realtà e consegna alle superfici una connotazione temporale che supera i limiti del momento presente.
Nella nuova Stazione Tiburtina Oikos, insieme allo Studio ABDR, riscrive il senso della materia.
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Oikos: quando il colore diventa materia d’arte
Oikos è protagonista alla Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze, dal 3 all’11 dicembre 2011, nell’opera dell’artista Teorema Fornasari.
La sensibilità per l’arte, l’uomo e la natura che caratterizzano Oikos sono stati gli elementi chiave dell’incontro con l’artista veronese. Fondamentale è stata la scelta di un colore, Imperium di Oikos, che potesse diventare “il suo colore”, materia plasmabile che potesse rappresentare la sua arte e la sua poliedrica personalità.
Teorema Fornasari, dopo un lungo percorso artistico segnato dalla ricerca e dal cammino verso il nuovo, ha realizzato le prime sculture di puro colore con una tecnica inedita: infatti per la scultura “Re Mida” sono stati utilizzati quasi 10 chili di colore e altrettanti sono stati impiegati nelle opere “Io” e “Gadu”. Un lavoro durato oltre due anni durante i quali ha definito ulteriormente il suo suo movimento “Senso Alieno” di cui queste opere fanno parte.
Artista poliedrica e anticonvenzionale, la Fornasari esprime la propria visione del mondo con il suo l’alter ego pittorico “Teoremino”, una sorta di alieno che incarna la sua parte onirica e fanciullesca, allo stesso tempo personaggio fondamentale per colmare vuoti affettivi.Nella sua poetica il colore assolve dunque a due funzioni: la prima e più immediata di ispirazione artistica, la seconda, più intima e celata, quasi terapeutica.
In un contesto di prestigio come della Biennale di Firenze il colore di Oikos diventa il protagonista, capace di trasformarsi in materia per l’arte come avviene nell’interpretazione di Teorema Fornasari. Un’esperienza formatasi in stretta collaborazione con Oikos, che ha definito, con lei, il “suo” colore. Una materia espressiva, frutto di una sensibilita’ attenta all’arte e alla natura.
Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze
dal 3 all’11 dicembre 2011.
ICTINO, un pesce rosso tra i colori
Oikos è idealista: le cose le sogna e le fa.
Oikos rappresenta una concreta realtà nel modo di “fare impresa” eticamente responsabile.
L’impegno costante di Oikos ha radici lontane.
Da quasi trent’anni produce materia e colore per l’architettura proponendosi tutti i giorni di rispettare l’ambiente.
Oikos ha basato la sua mission sul recupero e la sua produzione sulla sostenibilità ambientale.
Da qualche mese il pesce rosso ICTINO nuota in un mini acquario che viene riempito con l’acqua di scarico di produzione.
E non c’è da stupirsi.
Difatti il suo impianto di depurazione permette la pulitura e il riutilizzo dell’acqua, ed è proprio nell’acqua di scarico che il pesce rosso ICTINO nuota beatamente e indisturbato. La sua salute, come quella del pianeta, non sono messe a repentaglio. Lo dimostrano i risultati delle analisi effettuate dal gruppo Hera, leader nei servizi ambientali, idrici ed energetici che hanno nuovamente dato esisto assolutamente positivo.
ICTINO nel suo piccolo mondo rappresenta il mondo di Oikos ispirato al pensiero dell’arte, della tradizione e della storia, perché solo ricordando il passato è possibile immaginare un futuro e Oikos lo immagina verde come i suoi colori e limpido come le sue acque.
Per maggiori informazioni visita il nostro sito all’indirizzo http://www.oikos-paint.com/
