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federico corvaglia

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Osservatorio UnipolSai 2015, le rate per gli italiani

Automobile (71%), casa (62%) e assicurazione auto (30%) le prime spese per cui è considerato utile e
opportuno l’acquisto a rate: questi i risultati della prima ricerca dell’Osservatorio UnipolSai 2015, affidata a
Nextplora* e dedicata al vissuto dei pagamenti rateali nella sensibilità degli italiani.

Sicurezza, soddisfazione e serenità per oltre la metà degli italiani (52%) sono le principali sensazioni che
si provano quando si paga un bene o un servizio a rate. In particolare, per il 22% degli intervistati la scelta
delle rate garantisce la “sicurezza di non fare il passo più lungo della gamba”, mentre il 15% del campione
evidenzia la soddisfazione di realizzare in tutta tranquillità un acquisto definito importante. Un altro 15% si
sente più sereno perché non deve rinunciare ad acquisti rilevanti dal suo punto di vista.
Pagare a rate significa anche, per una quota del 10% degli intervistati, fare acquisti in modo intelligente
garantendo al bilancio familiare un flusso di denaro controllato.
Resta una quota di persone che, soprattutto in questo periodo di incertezza nel domani, pensa al denaro con
preoccupazione: il restante 31% degli intervistati vede infatti con ansia le rate che verranno nel futuro.

Oltre che per l’acquisto dell’automobile e di beni e servizi legati alla casa, tipicamente associati al
pagamento rateale, gli italiani vedono con particolare favore il pagamento a rate dell’assicurazione auto: in
dettaglio, il 71% degli intervistati considera utile e opportuno sostenere l’acquisto dell’automobile a rate, il
62% privilegia la rateizzazione per ammobiliare la propria casa o ristrutturarla, ben il 30% considera
opportuno pagare a rate l’assicurazione dell’auto, con interesse ancora più evidente da parte dei più giovani
(36% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni). Completano la fotografia dello scenario attuale gli acquisti a rate di
elettronica (27%), cure mediche (23%) e viaggi (13%).

Le rate che verranno. Se oggi il 15% degli intervistati dichiara di utilizzare il pagamento rateale ogni volta
che può, anche per beni o servizi di contenuto valore economico, questa quota sembra destinata ad
aumentare: infatti una percentuale più che doppia (31%) pensa che nei prossimi anni usufruirà della
rateizzazione ogni volta che sarà possibile, con un picco nella fascia di età compresa fra i 45 ed i 54 anni
(35%).

Che vantaggi vedono gli italiani nella rateizzazione dei pagamenti? Senza dubbio sono molteplici e
riguardano sia la sfera personale – in quanto la rata a detta loro consente una migliore gestione del
bilancio familiare anche in occasione di acquisti definiti importanti (29%) e per via della sua natura “compro
oggi e pago domani” (27%) – sia una più ampia sfera sociale perché sono visti come supporto allo sviluppo
economico nazionale (5%) e un aiuto concreto alle famiglie in un momento di crisi (6%).

Come sono cambiate le abitudini di pagamento degli italiani negli ultimi due anni? Se una larga fetta
di persone (il 40% degli intervistati) afferma di non aver modificato le proprie abitudini di pagamento, appare
lievemente superiore la quota che dichiara di avere incrementato i pagamenti a rate (20% del campione)
rispetto a chi afferma di aver usato di meno questa modalità (15%). Allo stesso tempo, mentre una porzione
del 6% ringrazia il pagamento rateale che gli ha consentito di mantenere gli acquisti programmati, una fetta
del 17% ha invece evitato le rate per il rischio di difficoltà future.

“Il pagamento rateale sta diventando uno strumento di acquisto sempre più familiare per gli italiani”, afferma
Franco Ellena – Direttore Generale UnipolSai. “Non si tratta più solo di una modalità per affrontare acquisti di
grande valore economico ma il fenomeno si è ormai esteso a un ventaglio decisamente più ampio di
occasioni di acquisto. Un dato confermato dalla crescente richiesta di rateizzazione a tasso zero delle
polizze UnipolSai non solo relative all’ RCAuto ma anche a tutti i prodotti Danni”.

*L’indagine è stata commissionata all’istituto specializzato Nextplora, ed è stata realizzata

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Osservatorio Linear dei Servizi: L’automobile? La compro usata e la trovo online…

Sette italiani su 10 (72%) propendono per l’acquisto di un’automobile usata, il 31% si affida al web per la ricerca.

 

 

Bologna 15 dicembre 2014 – Devi acquistare una nuova auto? Cercala usata e comprala online. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi (http://www.linear.it/) questa è la tendenza degli automobilisti della Penisola in fatto di cambio auto, che vede il mercato dell’usato crescere in modo costante.

Lo scenario: se guardiamo infatti i dati relativi al periodo gennaio-novembre 2014 sono stati registrati 3.869.104 trasferimenti di proprietà di autovetture usate, con una variazione di +1,97% rispetto allo stesso periodo gennaio-novembre 2013, durante il quale ne furono registrate 3.794.325. Gli ultimi dati mensili relativi al mese di novembre mostrano un trend in crescita del 7,34% rispetto a novembre 2013, in particolare il volume globale delle vendite di autovetture del mese di novembre 2014 è stato di 480.908 autovetture, di cui il 22,45% auto nuove e per il 77,55% auto usate (dati 1 dicembre 2014 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

La parola ai diretti interessati. “Sì, comprerei un’auto usata”. Così rispondono sette automobilisti italiani su 10 (72%) intervistati dall’Osservatorio Linear dei Servizi. Il restante 28% non si fida di una vettura usata e propende per l’acquisto di un’auto nuova. Ma qual è il motivo che spinge questa scelta? Presto detto: il 59% degli intervistati sceglie l’usato per motivi di risparmio, il 37% risponde che usato è una scelta intelligente, un 4% afferma che è anche di moda (un po’ come la “mobilità condivisa”, il cui successo è stato registrato anche dall’Osservatorio Linear in uno studio precedente sul car sharing).

Il contesto online. Il web sembra essere l’alternativa alle concessionarie per la ricerca dell’auto usata: ben il 31% degli italiani intervistati infatti conferma di utilizzarlo, in particolare il 12% afferma di aver già trovato e successivamente acquistato l’auto usata utilizzando Internet, il 19% invece cercherà sul web ma utilizzando solo siti specializzati. Un 36% infine strizza l’occhio a questa alternativa e dichiara che forse si avvarrà dell’online per l’acquisto della nuova auto. Come si muovono gli italiani per la ricerca dell’auto nuova invece? Il 3% dichiara di averla trovata sul web, il 17% utilizzerà solo siti specializzati, il 32% forse la cercherà online mentre un 30% rimane fedele alla tradizione recandosi di persona dai concessionari. Infine un 17% del campione intervistato dichiara di non avere dubbi: “Del web non mi fido”.

Gli optional a cui gli italiani non rinunciano. Che sia nuova o usata l’automobile scelta deve possedere determinati optional, ecco cosa vogliono gli italiani: per il 56% degli intervistati l’auto deve avere necessariamente il climatizzatore, il 17% lo cerca poi bi-zona, il 36% sceglie un’auto dotata di sensori di parcheggio, il 29% la vuole con il navigatore satellitare integrato, il 21% sceglie la soluzione cambio automatico, il 20% i fari led, il 16% la cerca con il cruise control.

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100 mila grazie, Milano!

 

Il Teatro Linear4Ciak taglia il traguardo dei 100 mila spettatori nei primi mesi dall’apertura.

Bologna, 21 ottobre 2014 – Linear Assicurazioni è felice di annunciare il primo grande traguardo del nuovo Teatro Linear4Ciak, sono state infatti superate le 100 mila presenze nei primi 9 mesi dalla sua inaugurazione, avvenuta il 23 gennaio scorso con lo strepitoso e acclamatissimo spettacolo Romeo&Giulietta – e che nei mesi a seguire ha visto susseguirsi sul suo innovativo palco star del calibro internazionale come Ben Harper e Morrissey.

 

Dal 6 ottobre scorso fino al 30 novembre ogni lunedì e martedì della settimana il Teatro Linear4Ciak diventa la casa delle registrazioni dell’edizione 2014 del seguitissimo spettacolo comico “Zelig” che quest’anno festeggia i suoi 18 anni e vede per la prima volta l’alternarsi sul palco in ogni puntata di presentatori storici e ospiti d’eccezione.

 

Linear ha subito abbracciato l’idea di “assicurare” a Milano una nuova piazza culturale in grado di sposare le esigenze di un pubblico innovativo ed esigente e si affianca alle attività di comunicazione che negli ultimi anni ha portato Linear Assicurazioni ad avere un focus sulla realtà del capoluogo lombardo, che fa parte per importanza strategica e ruolo che ricopre delle più grosse metropoli a livello europeo.

 

La sponsorizzazione del TeatroLinear4Ciak ha un suo peso significativo, la tensostruttura di 2.862 posti a sedere, 5 mila posti in piedi, 630 mq di foyer – è stata costruita in un’area di circa 4.500 mq ricavata accanto a Parco Alessandrini (tra piazzale Cuoco e piazzale Bologna) inserendosi in un’ottica di recupero e valorizzazione di una importante zona della metropoli meneghina.

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RELAX E SALUTE: CRESCE Il NUMERO DI ITALIANI CHE SCELGONO LE TERME

Osservatorio Sanità UniSalute: negli ultimi anni il 29% degli italiani è stato almeno una volta alle terme. Non solo per relax: 4 italiani su 10 le scelgono per i benefici sulla salute.

 

Bologna, 07 ottobre 2014

Agli italiani piacciono le terme. Negli ultimi tre anni infatti quasi un italiano su tre (29%) si è recato almeno una volta presso una struttura termale. A gradire questa destinazione sono soprattutto gli abitanti del Centro Italia (36%), mentre la percentuale più bassa si registra al Sud (21%).

E’ quanto rileva la nuova ricerca1 dell’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, che ha indagato il rapporto tra italiani e strutture termali.

Dati che confermano il trend rilevato da Unioncamere3: nel 2012 la quota di italiani che hanno scelto destinazioni termali è salita al 6%, dal 5% del 2010-2011.

Ma cosa spinge gli italiani a prendere in considerazione le terme? Se per il 52% sono il luogo ideale per rilassarsi e ritemprare corpo e spirito, ben 4 italiani su 10 vi si recano o vi si recherebbero per i benefici alla propria salute: sono davvero molte le patologie croniche o infiammatorie infatti che possono essere lenite, curate o prevenute dalle acque termali.

Il 42% degli intervistati da UniSalute ha dichiarato di essersi informato per proprio conto su quale struttura scegliere, mentre il 31% si è basato sul passaparola di parenti e amici. Il 22% ha chiesto informazioni al proprio medico mentre l’8% ha cercato un’offerta sul web.

Chi non è andato alle terme invece, si è visto costretto a dire di no principalmente per motivi economici: il 33% ha infatti rinunciato per via dei costi, forse anche a causa delle crisi che costringe molti italiani a tagliare molte spese, tra cui anche quelle per la salute.

Questa crescente richiesta di benessere potrebbe essere intercettata da operatori capaci non solo di organizzare la domanda, ma anche di offrire consulenza nella scelta della struttura più adatta e soluzioni su misura per tutte le esigenze.

UniSalute, da sempre vicina alle richieste di salute e di benessere dei propri clienti, promuove già da tempo iniziative per l’utilizzo delle strutture termali con pacchetti ad hoc, conciliando qualità delle prestazioni e costi contenuti.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2014 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.

3Rapporto “Impresa Turismo 2013” realizzato da Unioncamere – Camere di Commercio d’Italia

 

UniSalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Si occupa esclusivamente di assicurazione per la salute in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di 580 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e un network qualificato di strutture sanitarie convenzionate direttamente presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.

Ogni cliente UniSalute ha dietro di sé la forza di 4,8 milioni di assicurati e di una “centrale di acquisto” che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. La rete di strutture sanitarie convenzionate è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.

Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, UniSalute è leader nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria, delle Casse Professionali e delle Casse aziendali.

www.unisalute.it

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GLI ITALIANI SI VEDONO IMPREPARATI ALLA PROVA COSTUME. UNO SU TRE PUNTA SU DIETE FAI-DA-TE PER PERDERE PESO.

Osservatorio Sanità di UniSalute: il 77% si vede in sovrappeso.

Inoltre, per il 35% del campione, l’obesità è un problema sociale che comporta gravi spese per il Sistema Sanitario Nazionale.

 

 

Bologna, 17 luglio 2013

 

È giunto il momento della verità: con l’arrivo dell’estate ogni italiano deve fare i conti con la propria forma fisica. Coloro che hanno fatto attenzione non vedono l’ora di poter sfoggiare i propri corpi asciutti su le nostre spiagge mentre chi ha pensato più ai piaceri della gola che alla bilancia ora teme la prova costume.

 

E sembra che questi ultimi siano in gran maggioranza se, come ha rilevato la più recente indagine1 realizzata dall’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria , ben tre italiani su quattro (77%) hanno pensato che fosse il caso di perdere peso. Percentuale che sale all’83% tra le donne.

 

Gli Italiani si vedono fuori forma dunque: un dato che non stupisce se si ricorda che una precedente ricerca dell’Osservatorio aveva rilevato come il 40% degli italiani non fa alcun tipo di attività fisica.

 

Colpa della nostra cucina? Forse in parte,se è vero che per un italiano su due (46%) il cibo è infatti una vera e propria gioia, un’autentica soddisfazione, per spirito e palato, a cui è difficile rinunciare.

 

Ma quando diventa sempre più difficile allacciare i pantaloni, quali sono i rimedi che gli italiani considerano più efficaci?

Purtroppo un italiano su tre (32%) punta a perdere peso con pericolose diete “fai-da-te”. Un comportamento che rischia di sottoporre il fisico ad autentiche torture, a volte con lunghi periodi di digiuno e spesso con gravi conseguenze per la salute.

Il 24%, invece, punta saggiamente a buttar giù la pancia facendo, o ripromettendosi di fare, maggiore attività fisica. Il 31% pensa di affidarsi ad un dietologo o ad un nutrizionista, mentre il 13% si affida a diete trovate su libri e riviste piuttosto che lette su qualche sito internet.

 

Se gli italiani sono fondamentalmente concordi nel vedersi appesantiti, più frammentate sono le opinioni riguardo al reale problema dell’obesità.

 

Il 17% lega il fenomeno ad una alimentazione sbagliata, il 14% alla pigrizia degli interessati e il 4% pensa che sia legata a questioni psicologiche ma ben il 35% vede nell’obesità un grave problema sociale, che comporta ingenti spese da parte delle istituzioni, che dovrebbero applicare maggiori misure per educare le persone. Il 23% infine lo vede come un problema legato all’opulenza delle società più ricche, un suo sintomo.

 

I benefici di una corretta alimentazione, abbinata ad una sana attività fisica, sono ormai conosciuti da tutti. Non si può nascondere che l’obesità abbia un impatto enorme sui costi sociali che il nostro Paese deve sostenere. Parliamo di una cifra che supera ogni anno gli 8 miliardi di euro pari al 6,7% della spesa sanitaria nazionale3 e che diventa sempre più complicato sostenere. L’indagine dell’Osservatorio UniSalute rileva una presa di coscienza degli italiani anche rispetto a questo aspetto e può essere letto come un auspicio ad una ulteriore maggiore attenzione nei riguardi dell’obesità per prevenire questa patologia.

 

 

 

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2013 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

 

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.

 

3 Dati emersi dal dibattito ‘L’obesità’: strategia e interventi’, promosso dall’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione e dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata (2010)

 

UniSalute è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione sanitaria in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di 560 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e un network qualificato di strutture sanitarie convenzionate direttamente presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.

Ogni cliente UniSalute ha dietro di sé la forza di 4,3 milioni di assicurati e di una “centrale di acquisto” che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. La rete di strutture sanitarie convenzionate è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.

Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, UniSalute ha il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria, delle Casse Professionali e delle Casse aziendali.

www.unisalute.it

 

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GLI ITALIANI BOCCIANO LA SIGARETTA ELETTRONICA

Mentre si discute sui luoghi in cui consentire il loro utilizzo, l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute svela che solo il 13% crede sia una valida tecnica per smetterla con le sigarette.
Poco credito anche a farmaci (13%) e altri prodotti alla nicotina (3%).
Preoccupano i danni alla salute causati dal fumo e l’incremento dei fumatori tra i giovani.

Bologna, 12 giugno 2013

Gli italiani non credono alla sigaretta elettronica come rimedio per smettere di fumare. Anche se il fenomeno sembra avere preso piede in Italia – sempre più spesso si incontrano persone che “simulano” il piacere di una tirata affidandosi a questi apparecchi elettronici – solo il 13% crede sia una valida tecnica per smetterla con le sigarette.

Lo rileva l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, che ha preso in esame alcuni aspetti del legame tra fumo ed italiani. Un’indagine che arriva mentre in Italia si discute se e come regolamentarne l’uso nei luoghi pubblici e la loro promozione pubblicitaria.

Che a pesare sull’esito della ricerca siano state anche le polemiche sui suoi potenziali effetti dannosi alla salute? In realtà gli italiani credono che l’unica rimedio per smetterla con il fumo sia legato alla reale forza di volontà di chi vuole smettere (64%) e sono scettici nei confronti di qualsiasi altra soluzione, che siano farmaci (13%), soluzioni alternative come ipnosi ed agopuntura (7%) o le soluzioni a base di nicotina come gomme e cerotti (3%).

Quella tra italiani e sigaretta è una relazione piuttosto stretta, se nel 2011 si calcolava che fossero 11,8 milioni i fumatori (circa il 22% della popolazione) e – dati ISTAT –circa 85 mila le persone che ogni anno perdono la vita in Italia per case attribuibili al fumo.

Quali incentivi – secondo gli italiani – potrebbero essere un buon deterrente per non avvicinare le persone al fumo o farli smettere? Una maggiore sensibilizzazione verso le conseguenze che il fumo arreca alla salute è la più caldeggiata (40%). Segue una misura che colpisca le tasche dei fumatori, con un aumento consistente del costo delle sigarette (31%) ed una campagna educativa nelle scuole organizzate dal Ministero (29%).

Proprio i giovani sono una delle fasce più attratte dalla sigaretta: secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità3 il 16% dei maschi e il 22% delle femmine tra i 15 e i 24 anni fuma.

Un fenomeno sotto gli occhi di tutti se – come rileva l’Osservatorio UniSalute – il 20% degli italiani è preoccupato dell’alta percentuale di fumatori nella popolazioni giovanile. Gli aspetti più preoccupanti restano però quelli legati ai danni alla salute: quelli provocati dal fumo passivo nei non fumatori e nei bambini (38%) e quelli attivi nei fumatori (25%), mentre sono meno percepiti come un danno i costi che gravano sul Sistema Sanitario Nazionale per i danni provocati dal fumo (12%). Dal punto di vista della sostenibilità del nostro SSN l’incidenza è in realtà notevole, basti pensare che per il trattamento di pazienti affetti da patologie attribuibili al fumo di tabacco la spesa ospedaliera già qualche anno fa ammontava a circa 3,4 miliardi di euro mentre la spesa sanitaria complessiva era di oltre 7,5 miliardi di euro4 .
È quindi chiaro che un’efficace attività di prevenzione per limitare sempre più l’utilizzo di sigarette e tabacco porterebbe benefici anche al sistema sanitario nazionale nel suo complesso, oltre che alla salute dei cittadini.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2013 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.

3 Rapporto “Il fumo in Italia 2011” realizzato dall’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di sanità in collaborazione con la Doxa

4 Dati emersi da uno studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – 2011

UniSalute è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione sanitaria in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di 560 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e un network qualificato di strutture sanitarie convenzionate direttamente presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ogni cliente UniSalute ha dietro di sé la forza di 4,3 milioni di assicurati e di una “centrale di acquisto” che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. La rete di strutture sanitarie convenzionate è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.
Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, UniSalute ha il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria, delle Casse Professionali e delle Casse aziendali.
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Osservatorio LINEAR dei servizi: L’auto batte anche la crisi! In vacanza non ci rinuncia il 63% degli italiani. Boom della bicicletta, il 12% ha già fatto viaggi in sella mentre…

Bologna, 13 maggio 2013

La crisi c’è e si sente, non c’è alcun dubbio. Il tasso di disoccupazione è quasi al 12% (dati Fmi) ma la voglia di evadere almeno per qualche giorno e passare un periodo di svago e relax con amici, parenti e famiglie rimane sempre forte. La meta preferita dagli italiani rimane sempre la nostra Penisola: ben il 79,4% la sceglie infatti come luogo per le sue vacanze (dati Istat 2012).
Quindi 8 italiani su 10 scelgono il Belpaese, che offre una varietà di località forse ineguagliabili a livello mondiale: mare, montagna, campagna, lago, città d’arte e chi più ne ha più ne metta. Quale migliore mezzo per raggiungerle? L’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi ha dato la risposta: l’automobile, che si aggiudica il gradino più alto nel gradimento degli italiani con ben il 63% di preferenze. Treno e aereo battuti con rispettivamente il 14% ed il 12% di preferenze, ma grande riscoperta della bicicletta anche per viaggiare: il 12% degli italiani afferma di averla già utilizzata in passato ed un 30% afferma di voler provare a fare un viaggio sul sellino.
Il vento forse sta cambiando. Sono mille le alternative per “girare” il BelPaese e vivere a stretto contatto con i luoghi e chi li abita, le tradizioni artigianali, i sapori tipici. L’Italia è un vero e proprio museo a cielo aperto da visitare utilizzando anche i treni locali, gli autobus, i battelli, le corriere che sembrano mezzi ormai dimenticati ma che possono rivelare un’Italia nuova e certamente più “genuina”. Viaggio lento si sa, è sinonimo di viaggio virtuoso e si sposa al meglio con la bicicletta, che sta tornando sempre più di moda.
Nonostante tutto, l’auto rimane sinonimo di comodità, indipendenza e capienza: queste le motivazioni che spingono gli italiani a prediligere l’auto ad altri mezzi di trasporto. L’automobile si conferma infatti sinonimo di indipendenza (79%) da ogni tipo di vincolo, a partire dagli orari: un 58% degli italiani invece ritiene l’auto il mezzo in assoluto più comodo con cui viaggiare ed un 37% invece la sceglie per via dell’ampia possibilità di trasporto di bagagli al seguito. Nonostante questo, c’è comunque la consapevolezza del fatto che l’auto non è per nulla economica per gli spostamenti: solo un 12% degli intervistati la ritiene infatti economicamente vantaggiosa.
Italiani e aereo: nessun dubbio per gli italiani, lo si sceglie soprattutto per via della velocità del viaggio (69%) e per l’economicità del biglietto (58%) ma anche perché risulta rilassante (17%).
Capitolo treni: 6 italiani su 10 (59%) lo ritengono sicuramente il mezzo più economico con cui viaggiare, un 43% afferma di rilassarsi quando lo utilizza ed un 34% lo indica come mezzo veloce con cui spostarsi per i suoi viaggi.
Automobile batte aereo, treno e bici (per ora). L’indipendenza e comodità che ne deriva dal suo utilizzo vince sull’ economicità del treno sulla velocità dell’aereo e sulla vacanza ad impatto zero della bicicletta. Di contro l’automobile non è ritenuta sicuramente una soluzione economica per via del caro benzina dei costi di esercizio, ma non c’è crisi che tenga: una parte degli italiani alla sua auto in vacanza non rinuncia.

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OSSERVATORIO SANITÀ UNISALUTE: ITALIANI, POPOLO DI PIGRI E CONSAPEVOLI DI ESSERLO.

Secondo l’ultima indagine il 40% degli italiani non fa alcun tipo di attività fisica ma l’80% ritiene molto importante una regolare ginnastica per i più piccoli, anche se per un italiano su quattro far praticare dello sport ai propri figli è diventato un costo non sostenibile per le famiglie.

Bologna, 06 maggio 2013

Italiani popolo di sedentari. Il 40% degli italiani over 30 ammette di non fare mai alcun tipo di attività fisica o al massimo in maniera del tutto sporadica.

Una istantanea impietosa sul nostro stile di vita che emerge da la nuova indagine dell’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza ed assicurazione sanitaria.

Un dato che conferma il preoccupante quadro stilato dal Ministero della Salute3 secondo cui sono circa 13 milioni le persone refrattarie nei confronti dell’attività fisica (un terzo della popolazione tra i 18 e 69 anni). Non stupisce dunque che, sempre secondo i dati del Ministero, più di 3 italiani su 10 sono in sovrappeso ed l’11% soffre di obesità.

Pigri dunque ed anche consapevoli di esserlo: per l’Osservatorio UniSalute, più di un italiano su due (52%) crede che siano oltre 10 milioni i connazionali sopra i 18 anni che preferiscono la poltrona al fare regolare attività fisica, a conferma di come la sedentarietà degli italiani sia un fenomeno sotto gli occhi di tutti e facilmente percepito e che trova riscontro nei dati ufficiali del Ministero.

Tra coloro che praticano una regolare attività fisica, gli italiani si dividono tra salutisti ed edonisti: il 36% crede faccia bene alla salute, il 26% lo fa per mantenersi in forma e il 27% per sentirsi meglio con se stesso e più sicuro di sé.

Gli italiani sono invece più sensibili al tema dello sport quando si parla di bambini: l’80% infatti ritiene che lo sport per i propri figli sia molto importante in primis per la loro salute ma anche per capacità di socializzare. Tra coloro che ritengono che lo sport sia importante, uno su quattro (23%) sottolinea però come il costo per i corsi sportivi risulti essere sempre meno sostenibile per le famiglie, con il rischio di non poter permettere ai propri figli di fare alcuna attività sportiva.

E la ginnastica fatta a scuola non è sufficiente. Per il 69% degli intervistati infatti i bambini non fanno abbastanza attività fisica nelle ore scolastiche.

Gli sport ritenuti più adatti alla salute dei più piccoli? Il nuoto resta sempre il preferito (83%). Sul podio anche atletica leggera (36%) e danza (11%).

Una regolare attività fisica – che si tratti di lunghe camminate o sedute in palestra – deve accompagnare ogni fase della nostra vita. È sicuramente fondamentale che si cominci da piccoli, ma è un’abitudine che si dovrebbe proseguire anche da adulti. Fare dello sport è infatti una delle chiavi fondamentali per la prevenzione della nostra salute. Se la volontà del singolo è determinante, ad aiutare a combattere la pigrizia degli italiani e favorire uno stile di vita salutare possono contribuire istituzioni, amministrazioni, enti e aziende, promuovendo campagne e programmi per mantenersi in forma.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2013 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.

3“Relazione su lo stato sanitario del Paese” del Ministero della Salute riferito al 2011.

UniSaluteè la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione sanitaria in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di 560 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e oltre 8.100 strutture sanitarie convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ogni cliente UniSalute ha dietro di sé la forza di 4,3 milioni di assicurati e di una “centrale di acquisto” che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. La rete di strutture sanitarie convenzionate è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.
Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, UniSalute ha il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria, delle Casse Professionali e delle Casse aziendali.
www.unisalute.it

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Osservatorio LINEAR dei servizi: “Sorpresa: gli Italiani sono sempre più green, si a domeniche a piedi e ZTL in città”

L’ultima ricerca dell’ Osservatorio Linear dei Servizi ha evidenziato il lato ecologico degli abitanti dello stivale: favorevoli a riduzione utilizzo dell’auto per contenere inquinamento (42%), si alle ZTL e domeniche a piedi (66%) ma bocciate le targhe alterne.

Bologna, 9 aprile 2013

Italiani popolo “green”. Magari lo si pensava ma non si trovavano conferme. Ma è la fotografia scattata dall’ultima ricerca dell’ Osservatorio Linear dei Servizi a confermarlo. Rispettiamo l’ambiente e cerchiamo di inquinare il meno possibile. I dati Ocse parlano chiaro, le emissioni atmosferiche di sostanze inquinanti sono diminuite in Italia più che nella maggior parte degli altri Paesi OCSE ma, tuttavia, oltre metà delle 30 città europee più inquinate si trovano nella nostra penisola. La strada intrapresa è quella giusta, nel 2012 infatti gli italiani hanno utilizzato l’auto mediamente per 4,4 giorni/settimana contro un valore di 4,6 del 2011 (dati Aci-Censis 2012), dato positivo che si affianca alle ultime rilevazioni dell’Osservatorio Linear.
Ma vediamo in particolare quali sono “le ricette verdi” degli italiani alla lotta conto l’inquinamento: la scelta del veicolo per gli spostamenti. Il 42% degli intervistati è favorevole alla diminuzione dell’uso quotidiano dell’auto con conseguente scelta di veicoli rispettosi dell’ambiente come mezzi pubblici o biciclette. I più “sensibili” ad una mobilità sostenibile? La fascia giovane degli intervistati: 18-24 anni (52%) e i residenti del centro Italia (49%).

Capitolo ZTL. Sorpresa, 7 italiani su dieci favorevoli alle Zone a Traffico Limitato nelle proprie città (66%) a cui si aggiunge un 9% di intervistati che affermano di volerle sì, ma non nelle loro città; consenso più ampio nella fascia d’età 45-55 (70%), si confermano come i più convinti i cittadini del centro Italia con ben il 76% di preferenze.
Le domeniche a piedi: scocciatura? Assolutamente no e scelta ottimale per il 66% degli italiani, che sembrano sempre più convinti di questo tipo di iniziativa ecologica. Il fatidico “giorno senza auto” acquista sempre più consensi, in particolare dai giovani (18-24), apprezzato dal 76% degli intervistati, e dai residenti nel sud Italia (sempre 76%).
Bocciate le targhe alterne. O tutto o niente sembra il caso di dire, il rimedio a metà non convince i “virtuosi” italiani green che dicono no alle targhe alterne (44%) per abbassare l’inquinamento e far diminuire il livello delle tanto dannose polveri sottili nelle nostre città.

Il quadro che si è delineato è sicuramente positivo: gli abitanti dello stivale sembrano abbracciare uno stile di vita legato alla sostenibilità ambientale, non una moda quindi ma una realtà sempre più concreta e diffusa, come confermato da un’altra recente ricerca (dati SWG dicembre 2012) la quale afferma che il 60% degli italiani è disposta anche a spendere fino al 5-7% in più per prodotti ecocompatibili. L’uso consapevole dell’ automobile, l’utilizzo di veicoli alternativi “ecofriendly” come biciclette, auto elettriche e a metano e la scelta dei mezzi pubblici per spostarsi nella propria città, ne sono sempre più la conferma tangibile.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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GLI ITALIANI NON RINUNCIANO AI FARMACI. DIVISI INVECE SULLE MEDICINE ALTERNATIVE.

Secondo l’Osservatorio Sanità di UniSalute solo il 23% cerca di contenerne l’utilizzo e assumerli solo se strettamente necessario.
Il 51% si affida esclusivamente alla medicina tradizionale e il 45% sembra propenso ad affiancarvi le soluzioni alternative.

Bologna, 08 aprile 2013

Agli italiani piacciono i farmaci. Che sia perché prescritti dai medici ogni volta che si fanno visitare (41%) o perché ne fanno un uso regolare slegato dal comparire di un malanno (28%), tre quarti degli italiani hanno una relazione salda con i medicinali. Solo il 23% afferma infatti di impegnarsi per farne a meno e prenderli solo quando strettamente necessario.

Questo è quanto rilevato dall’ultima indagine1 realizzata dall’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, che ha voluto indagare la propensione degli italiani ad assumere medicine.

Un dato che conferma quanto emerso da altri precedenti studi, secondo cui nei primi 9 mesi del 2012 gli italiani hanno acquistato oltre 1 miliardo e 300 milioni di confezioni di medicinali – una media di 22 confezioni a testa – per una spesa farmaceutica totale, considerando anche quelli acquistati e distribuiti dal SSN, di 19,2 miliardi di euro (Rapporto 2012 “Uso dei farmaci in Italia” dell’Aifa).

A farne un utilizzo quasi quotidiano sono in particolare le regioni del Nord Ovest (33%) mentre più moderazione si registra al Sud (19%).

Ma forse tra gli italiani comincia anche a farsi largo l’idea di voler ridurre l’assunzione di tutte queste soluzioni chimiche se, come rileva un altro dato dall’indagine dell’Osservatorio UniSalute, il 45% degli italiani sembra propenso ad affiancare alla medicina tradizionale le soluzioni alternative, come l’omeopatia o le cure ayurvediche. A propendere per questo tipo di terapie più naturali sono in particolare le donne (54%) e gli italiani tra i 30 e i 55 anni (54%).

La metà del campione (51%) resta però fedele esclusivamente alle classiche terapie mediche e il dato aumenta se a rispondere sono gli uomini (63%) e le persone sopra i 55 anni. “Tradizionalisti” si scoprono essere soprattutto gli abitanti del Nord Ovest (61%).

Ma torniamo al rapporto tra italiani e farmaco. Cosa fanno una volta prescritto ed acquistato il medicinale? Ben il 60% degli italiani consulta il foglietto illustrativo, il famoso bugiardino, per saperne di più. A questi si aggiunge un 10% (in particolare gli uomini, 15%) che si affida al web per cercare informazioni su possibili effetti collaterali. Solo il 30% degli intervistati si fida ciecamente dell’indicazione del medico senza porsi altre domande.

I farmaci sono sicuramente uno strumento importante nella cura di una malattia. L’utilizzo così massiccio da parte della popolazione italiana, se da una parte può essere legato ad un fattore anagrafico (l’Italia è un paese con sempre più anziani) dall’altro è dovuto ad una cattiva propensione di affidarsi ai medicinali al primo sintomo di malessere. Una maggiore educazione ad un utilizzo dei farmaci solo quando strettamente necessario porterebbe benefici non solo alla salute dei cittadini ma a quella dello stesso Sistema Sanitario Nazionale, costretto a fare i conti con una sempre più drastica riduzione delle risorse.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2013 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.

UniSalute è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione sanitaria in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di 560 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e oltre 8.100 strutture sanitarie convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ogni cliente UniSalute ha dietro di sé la forza di 4,3 milioni di assicurati e di una “centrale di acquisto” che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. La rete di strutture sanitarie convenzionate è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.
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LCR Honda si “assicura” la sponsorizzazione di Linear per il terzo anno consecutivo

Linear Assicurazioni online al fianco di Lucio Cecchinello e del suo pilota Stefan Bradl anche nella stagione 2013

Bologna, 8 aprile 2013

Linear Assicurazioni continua la partnership con Lucio Cecchinello ed il suo Team in MotoGP anche quest’anno, un binomio sempre più forte e continuativo.
LCR Honda infatti si vestirà nuovamente Linear Assicurazioni; la moto nella stagione MotoGP 2013 che è alle porte, esibirà una parte della livrea con il colore verde a marchio Linear sulla fiancata, sulla tuta di Stefan Bradl, e sul cupolino, dove verrà esibito il contrassegno Linear. Linear inoltre sarà title sponsor in entrambi i MotoGP “italiani” al Mugello e a Misano Adriatico, dove la moto e il box vestiranno in “verde totale Linear”
Passione, dedizione ma anche ideali condivisi hanno portato alla naturale continuazione di un rapporto solido iniziato tre anni fa, che ha visto nascere lo scorso anno “Semaforo Verde”, una serie di video tutorial sulla sicurezza stradale realizzati da Cecchinello in collaborazione con Linear che hanno l’obiettivo di dare preziosi consigli sulla sicurezza stradale a tutti gli automobilisti, e che avrà un seguito con nuove puntate anche quest’anno.
Lucio Cecchinello, Team Manager di LCR team: “siamo orgogliosi e soddisfatti di affrontare anche quest’anno il campionato di MotoGP con Linear, con cui condividiamo lo spirito di competitività ed il rispetto, qualità fondamentali per essere vincenti in pista come nella vita di tutti i giorni”.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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Osservatorio LINEAR dei servizi: Auto tedesche sugli scudi, italiane al secondo posto. Le giapponesi seguono a ruota.

L’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi ha evidenziato come secondo gli italiani, i migliori costruttori di auto al mondo siano i teutonici (48%). Medaglia d’argento per l’Italia (22%), seguono i nipponici col 18%

Bologna 14 gennaio 2013

Primi giorni del nuovo anno, nuovi propositi fra cui magari la scelta automobile. In quest’ottica l’Osservatorio dei Servizi Linear ha voluto fotografare lo scenario automobilistico della Penisola e ciò che pensano i suoi abitanti in fatto di costruttori di automobili. Ecco i risultati: su un campione di 10 Paesi a livello mondiale i primi tre della classe, Germania, Italia e Giappone, si spartiscono ben l’88% delle preferenze.
Gli italiani riconoscono nelle case automobilistiche teutoniche un primato nella costruzione di automobili con ben il 48%di preferenze. Secondo posto del podio per la nostra Penisola con il 22%, mentre sul gradino più basso si posiziona il Giappone con il 18%.

I motivi della scelta dei primi tre della classe? Al primo posto la maggior affidabilità (52%), migliore tecnologia per il 48%, miglior sicurezza e migliore qualità dei materiali 39%, chiudono migliori prestazioni 29% e design 27%.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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Osservatorio LINEAR dei servizi. L’auto è mia e la gestisco io: “Italiani operosi e risparmiatori? La crisi si affronta anche così”

L’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi mette in luce la buona dimestichezza nella manutenzione della propria auto degli italiani: dai piccoli lavori interni (63%) al rifornimento al self service (67%) alla pulizia (57%) tutto in prima persona.

Bologna, 28 novembre 2012

Italiani in prima linea nella manutenzione della propria auto. Sarà colpa della crisi e della volontà di risparmiare qualche euro oppure puro piacere e dedizione? L’Osservatorio Linear dei Servizi nell’ultima ricerca commissionata a Nextplora ha messo in luce la propensione degli automobilisti italiani verso la cura e la manutenzione delle proprie autovetture. Dal controllo dei livelli dei liquidi (56%) alla ricerca dell’assicurazione auto in prima persona (72%) passando dal 57% che pulisce la propria automobile autonomamente, gli italiani risultano virtuosi.

Scenario difficile: gli ultimi dati Istat (rapporto annuale 2012) sono emblematici, la spesa per consumi finali è cresciuta del 2,9 per cento (+2,7 per cento nel 2010), ed a seguito del contemporaneo aumento dei prezzi si è determinata una contrazione del potere d’acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) dello 0,6 per cento.

Si stringe la cinghia insomma, ed anche i dati rilevati dall’ Osservatorio Linear dei Servizi lo confermano: ben il 67% degli italiani dichiara di fare abitualmente rifornimento di benzina presso i self service, che offrono l’opportunità di risparmiare anche diversi euro su un pieno effettuato. Il 63% del campione intervistato invece si preoccupa di “sporcarsi le mani” nei piccoli interventi di manutenzione come il controllo dei livelli dei liquidi o della sostituzione dei filtri. Anche riguardo alla pulizia dell’auto il “fil rouge” rimane lo stesso: risparmio. Il 57% degli italiani provvede in prima persona alla pulizia della propria automobile, sia al lavaggio automatico sia con la classica canna per innaffiare il giardino… il 21% ammette di divertirsi anche. Capitolo assicurazioni. Oltre 7 italiani su 10 (72%) si occupano della ricerca dell’assicurazione auto in prima persona, cercando minuziosamente la polizza più conveniente.

Capitolo donne, cadono gli ultimi tabù. Anche il gentil sesso, in fatto di auto, sembra “rimboccarsi le maniche” rispetto al passato, quasi 6 donne su 10 (56%) dichiarano di effettuare il rifornimento di benzina al self service mentre 4 su 10 (41%) affermano di alzare il famigerato cofano dell’auto per piccoli interventi di manutenzione.
Il periodo di crisi che stiamo vivendo in questi anni ha portato l’automobilista della Penisola ad essere maggiormente attento alla “salute” dell’ automobile, cercando dove possibile il risparmio, anche nelle piccole manutenzioni. Automobilista italico parsimonioso quindi, pronto a tirare fuori il “meccanico nascosto in sé”.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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Ricerca Ener20: ENERGIA E AMBIENTE, LE NUOVE PRIORITÀ DEGLI ITALIANI

Complice il nuovo stile di vita attento all’impatto ambientale, gli italiani sono
pronti ad autoprodurre energia o ad utilizzare energie alternative
Milano, 27 novembre 2012 – Ridurre il consumo di energia e salvaguardare l’impatto
ambientale. Impossibile? Non proprio: grazie all’autoproduzione di energia elettrica la
sfida è realizzabile.
A pensarla così è il 37% degli italiani intervistati da Nextplora per Ener20, prima
società italiana per numero di impianti fotovoltaici, e la percentuale aumenta fino al
41% se si considera il genere maschile. In particolare, i più convinti sono coloro che
hanno tra i 35 e i 45 anni (40%), i residenti al Sud e Isole (41%) o al Nord (40%) in
comuni medio piccoli o grandi (entrambi al 42%).
Al secondo posto tra le iniziative più innovative per diminuire il consumo di energia
riducendo l’impatto ambientale si posiziona, secondo gli intervistati, l’utilizzo di
energie alternative. Proposta che, questa volta, trova maggior consenso da parte delle
donne (37% rispetto al 31% degli uomini) e piace, in modo particolare, agli
intervistati appartenenti alla fascia di età più elevata (45-55 anni) e a chi risiede al
Nord.
Ben lontano ma sempre sul podio, al terzo posto viene citato l’utilizzo dell’auto
elettrica: per il 16% degli italiani intervistati potrebbe essere questo un buon modo
per raggiungere un Paese più green e sul quale si trovano d’accordo la stessa
percentuale di donne e uomini con un picco del 30% tra i più giovani (tra i 18 e i 24
anni).
Solo il 5% degli intervistati non saprebbe come affrontare il problema mentre il 4%
propone di utilizzare gli elettrodomestici in orari notturni e un altro 4% di stipulare
contratti per l’acquisto di energia verde.
“Quando si parla di consumo consapevole dell’energia e di attenzione all’impatto
ambientale, in Italia non mancano certo le idee. Gli italiani si mostrano sempre
propensi e attenti alla tematica nonostante, d’altra parte, la realizzazione dei progetti
sia sempre più difficile – dichiara Gianluca Lancellotti, Amministratore Delegato di
Ener20. “Da tempo il tema della salvaguardia dell’ambiente è diventata uno strumento
di marketing per molte aziende che in realtà producono elettricità inquinando. Noi,
invece, attraverso le nostre offerte e i nostri servizi vogliamo diffondere la cultura del
rispetto ambientale, impegnandoci per uno sviluppo davvero sostenibile”.
Ener20
La prima società privata italiana per numero di impianti fotovoltaici (tutti su edifici e solo sul tetto di
piccoli clienti) e ad avere adottato un modello di generazione distribuita da fonti rinnovabili.
A fine ottobre 2011 completato il piano industriale 2011-2013, relativo all’installazione di 20 MW, con due anni di anticipo ad oggi il portafoglio si compone di 40 MW di impianti per circa 10.000 Clienti residenziali
Oltre 300 posti di lavoro stabili (installatori e partner commerciali) creati nelle aree di intervento.
Gli economics del portafoglio Ener20 consolidato a fine 2011: ca. 90 milioni di consistenza patrimoniale EBITDA in positivo già nel primo esercizio (2011 anche a livello di EBIT), previsto nel 2012 pari a 10 mln di Euro e di 15 mln Euro dal 2012 in poi.
Tra i soci importanti imprenditori industriali (Camozzi Group, Ste Energy-Sorgent.e, Utilità SpA etc.) che operano in settori contigui come l’EPC contractor, il trading di energia elettrica, la commercializzazione di servizi energetici la gestione del calore.
Direttrici di sviluppo: oltre all’acquisizione di nuovi clienti con il modello “ESCO” (Energy Service Company: il cliente non paga nulla ma l’efficienza energetica e i vantaggi della produzione vengono ripartiti tra Ener20 e il cliente in modo da ripagarsi nel tempo dell’investimento), cross selling sui clienti acquisiti per l’installazione di impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica e vendita di impianti fotovoltaici chiavi in mano.

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CURARSI ALL’ESTERO? GLI ITALIANI NON SI FIDANO.

Nuova indagine dell’Osservatorio Sanità UniSalute:
il 54% dice no alle soluzioni low cost fuori dall’Italia. Solo il 6% si è curato oltre frontiera.
A preoccupare sono la scarsa qualità dei materiali, il mancato rispetto delle norme igieniche e la grande stima per i medici italiani, ritenuti migliori.

Bologna, 27 novembre 2012

Sempre più spesso si sente parlare di turismo sanitario come di un fenomeno in crescita, specie per l’odontoiatria. Ma quella di farsi curare in un paese straniero è davvero un’opportunità che piace agli Italiani?
La maggioranza degli intervistati (54%) dichiara in maniera netta che non lo farebbe mai mentre solo il 6% afferma di essersi affidato a questo tipo di soluzione. Il 17%, inoltre, non esclude a priori questa possibilità.

Questo è quanto rilevato dall’ultima indagine1 realizzata dall’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, che ha voluto indagare se e come le abitudini degli italiani stiano cambiando in merito alla cura della propria salute.

Cosa preoccupa maggiormente dei viaggi all’estero per sottoporsi a visite e cure?
Sono in particolare tre i motivi che spingono gli italiani a tenersi lontani: il principale è che si ritiene che i minori costi delle prestazioni siano dovuti alla scarsa qualità dei materiali utilizzati (59%). Seguono i forti timori sul rispetto delle norme igieniche (50%) e, ultimo ma non di minore importanza, gli italiani ritengono che i medici del nostro Paese siano migliori (44%).

Il forte risparmio rispetto ai costi delle stesse prestazioni in Italia, è il motivo per cui si prenderebbe in considerazione la possibilità di affidarsi ai medici fuori dai nostri confini (89%), in particolare nei paesi dell’Est Europa e soprattutto per le prestazioni odontoiatriche, che incidono maggiormente sui bilanci familiari.

Per quanto riguarda le soluzioni low cost nel nostro paese, il fenomeno è in crescita. Tuttavia si registra una dicotomia tra chi considera con favore le offerte di prestazioni mediche a basso costo proposte da portali dedicati agli acquisti di gruppo e chi le rifiuta nettamente.

Nello specifico, più di un italiano su tre (35%) dichiara di non fidarsi affatto di queste offerte, a cui si aggiunge un 15% di intervistati che dichiara apertamente di ritenerle di bassa qualità.
Di contro il 37% le considera un’opportunità in più che viene offerta e il 13% le ritiene addirittura l’unica soluzione per poter accedere a cure mediche a disposizione di molte famiglie, consapevoli di quanto le cure mediche, in particolare quelle dentistiche, incidano sempre di più sui bilanci domestici.

Secondo una recente indagine, circa il 18% degli italiani ha dovuto rinunciare per motivi economici a prestazioni sanitarie come visite specialistiche e odontoiatria e nel decennio 2000-2010 la spesa sanitaria privata è aumentata del 25,5%3.

Come garantire quindi qualità delle prestazioni e accessibilità alle stesse? Perché questo scenario possa migliorare occorre riuscire ad organizzare in modo efficiente la spesa sanitaria privata, che ad oggi in larga parte non è strutturata, in modo da garantire contestualmente qualità e contenimento dei costi.

UniSalute ha costruito un modello operativo in grado di poter sostenere nel tempo un’offerta di prestazioni sanitarie di qualità, tra cui anche quelle odontoiatriche. Il controllo del processo di erogazione del servizio consente a UniSalute di mantenere bassi i costi e di effettuare monitoraggi puntuali sulla qualità dei servizi offerti, a garanzia dei propri clienti e per assicurare sostenibilità in un mercato in continua evoluzione.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2012 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo dell’welfare sanitario in azienda.

3 Rapporto Censis “Quale sanità dopo i tagli? Quale futuro per le risorse in sanità” – 15 marzo 2012

UniSalute è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione sanitaria in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di oltre 500 persone, tra cui 43 medici presenti in azienda e una rete di oltre 7.700 strutture sanitarie convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ogni cliente UniSalute ha dietro di sé la forza di oltre 4 milioni di assicurati e di una “centrale di acquisto” che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità. La rete di strutture sanitarie convenzionate è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.
Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, UniSalute ha il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria, delle Casse Professionali e delle Casse aziendali.
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Osservatorio LINEAR dei servizi. Il mondo 2.0 conquista anche le automobili.

Italiani sempre più interattivi e green: per la scelta della nuova auto il mondo web (92%) – Internet, forum e social network – batte il classico appuntamento dal concessionario (36%) e si punta su modelli a basso impatto ambientale.

Bologna, 6 novembre 2012
Italiani popolo all’antica e rispettosi delle tradizioni? Forse si, ma non quando si parla di auto e tutto ciò che vi gira intorno. L’Osservatorio Linear dei Servizi nell’ultima ricerca commissionata a Nextplora ha infatti evidenziato il forte approccio web/social legato al mondo delle automobili. Il risultato? Quando si tratta di cercare informazioni per la scelta della nuova auto, ad esempio, il canale più utilizzato è il “mondo online” (92%). Web, forum e social network la fanno ora da padroni, recarsi dal concessionario (36%) e informarsi su riviste di settore (22%) sembrano ormai “acqua passata”. Uno scenario multimediale che rispecchia ad hoc gli ultimi dati diffusi da Audiweb riferiti al primo semestre 2012 che indicano in 38 milioni gli italiani che accedono alla Rete da qualsiasi luogo e device, ovvero ben il 79,9% della popolazione. Universo donna sempre più online nel giorno medio, con 5,3 milioni di donne collegate almeno una volta da computer.
Internet sempre più utilizzato quindi, anche da cellulare, smartphone o PDA: si è ormai arrivati a 15 milioni di persone (31,3% della popolazione), mentre sono quasi 2 milioni gli italiani che dichiarano di utilizzare quotidianamente un tablet. Da qui il boom delle app, scaricate sempre di più (67,4% di applicazioni gratuite e 32,6% a pagamento) da ben 3,5 milioni di utenti.
Auto 2.0: il 67% del campione intervistato afferma che le app più utili sono quelle dedicate alla mobilità, un 52% indica preziose le app che segnalano i distributori di benzina a miglior prezzo mentre un 35% sceglie quelle dedicate alla ricerca di ristoranti e hotel. In particolare le app più utilizzate sono per il 43,4% quelle riguardanti mappe, itinerari e informazioni sul traffico. Molto in voga quelle sviluppate in crowdsourcing, come ad esempio Waze, che si distinguono rispetto alle altre in quanto chi le utilizza entra a far parte di una community che va ad aggiornare in tempo reale i dati della app, come ad esempio informazioni sul traffico, aggiornamenti sulle strade, incidenti e altre info utili alla mobilità della community.
Sempre e solo internet insomma? Automobilisti italiani ormai proiettati verso il futuro? A quanto pare si ma con un occhio di riguardo anche al green. Il 62% degli italiani, al momento dell’acquisto di una nuova auto, opta infatti per un veicolo non inquinante che sfrutti energie rinnovabili, mentre un 44% del campione la vorrebbe totalmente eco-compatibile.
Auto sempre più avveniristiche quindi? Si ma solo nella sostanza perché un automobilista italiano su tre (33%) sogna di rimettersi al volante di gloriosi e amatissimi modelli del passato come la Topolino, la Dyane 6 (18%) o il mitico furgoncino “Bulli”. In fatto di auto quindi gli italiani non hanno dubbi: web, innovazione e rispetto dell’ambiente potrebbero perfettamente coesistere con i concetti di stile e tradizione, da sempre ben radicati nella nostra Penisola.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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“CHI SI OCCUPERÀ DELL’ITALIA CHE INVECCHIA?”

Nuova indagine dell’Osservatorio Sanità UniSalute: il 47% degli italiani si affiderebbe alle strutture pubbliche per le cure ai non autosufficienti. Ma le statistiche dimostrano che lo Stato potrà occuparsi sempre meno di una popolazione ogni giorno più anziana.

Bologna, 10 luglio 2012

Le persone non completamente autosufficienti sono una realtà sempre più presente nel vivere quotidiano delle famiglie italiane. Lo rivela la nuova puntata1 dell’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria: il 61% degli italiani con più di 30 anni conosce amici o parenti che vivono o hanno vissuto questo tipo di situazione.

Un numero destinato inesorabilmente a crescere se, come rileva l’ultima indagine ISTAT del 2011, nel 2030 ci saranno molti più nonni che nipoti: gli over 65 passeranno infatti dal 30% della popolazione nel 2005 al 62% nel 2030 mentre gli ultraottantenni dai 2,9 milioni del 2011 ai 7,7 milioni del 2030, con un’incidenza degli anziani non autosufficienti dai 2,1 milioni attuali ai 3,5 milioni. L’Italia è il secondo paese in Europa con il più alto indice di invecchiamento dopo la Germania. A ciò si aggiunge il fatto che le famiglie hanno sempre maggiore difficoltà a sostenere il carico della cura di una persona non completamente autosufficiente, non solo dal punto di vista economico ma anche di energie e di tempo da dedicare.

La non autosufficienza è, nell’esperienza comune degli italiani, legata principalmente all’età delle persone. L’Osservatorio UniSalute evidenzia che per il 40% del campione i casi di non autosufficienza sono da ricondurre a malattie legate all’anzianità, mentre il 25% parla di specifiche sindromi che portano all’impossibilità di badare da soli a sé (basti pensare a malattie quali la distrofia muscolare o la Sla). Il 17% indica alla base malattie congenite, mentre il 9% parla di situazioni legate ad incidenti.

Dalla ricerca UniSalute emerge anche che, in caso di necessità di cure per non autosufficienti, quelle pubbliche sono le prime strutture a cui si affiderebbero: la pensa così il 47% del campione. Il 31% preferirebbe invece pagare professionisti per cure a domicilio, mentre il 23% si rivolgerebbe alle cosiddette “case di riposo” o strutture private.

Come valutare le strutture a cui affidarsi per l’erogazione di cure legate alla non autosufficienza qualora ci si trovasse ad affrontare questa situazione? La qualità delle strutture e dell’offerta proposta sono ciò di cui terrebbe conto il 39% degli italiani. Il 25% sceglierebbe invece in base alle indicazioni ricevute dal proprio medico, mentre il 18% in base alla facilità nel raggiungere la struttura stessa, meglio se vicino casa. Solo il 7% si farebbe influenzare dal prezzo, scegliendo la soluzione più economica.

La voce “costi” assumerà invece una crescente rilevanza nella gestione delle risorse economiche del paese nei prossimi anni se, come ipotizzato dalla Ragioneria Generale dello Stato, la spesa attribuibile all’assistenza ai non autosufficienti raddoppierà entro il 2060, passando dall’1,9% del 2010 a circa il 3,3%.

A fronte dello scenario che si prospetta sembra evidente che lo Stato farà sempre più fatica a rispondere a una domanda di assistenza in costante aumento.

Il problema della non autosufficienza è una delle sfide centrali della sanità italiana per il prossimo futuro. E’ indispensabile sviluppare il secondo pilastro della sanità (a fianco di quello pubblico) che prevede i Fondi Sanitari Integrativi, promossi dal mondo del lavoro e i Fondi sanitari solidaristici finalizzati all’erogazione di prestazioni socio-sanitarie, con il coinvolgimento delle autorità pubbliche locali e di operatori specializzati in grado di organizzare e gestire l’erogazione delle prestazioni assistenziali, garantendone la sostenibilità nel tempo.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2012 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo dell’welfare sanitario in azienda.

UniSalute, fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione salute attraverso un modello innovativo e differente: al tempo stesso potente centrale di acquisto e controllore specializzato della qualità delle prestazioni sanitarie per tutti i propri assicurati.
Sintesi tra competenze assicurative e cliniche – anche alcune decine di medici specialisti tra i suoi dipendenti – UniSalute opera attraverso una rete di oltre 7.700 strutture convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ad oggi conta oltre 4 milioni e 100 mila clienti e nel 2010 ha raggiunto il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria assicurati e delle Casse Professionali.

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Osservatorio LINEAR dei servizi. Gli italiani si autodenunciano: “Codice della strada? Lo conosco ma non lo rispetto!!”

L’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi dà la parola agli automobilisti italiani: alta velocità (69%), mancato uso della cintura di sicurezza (51%) e guida in stato di ebrezza (32%) le infrazioni ammesse più spesso.

Bologna, 30 maggio 2012
È più grave non conoscere le regole oppure scegliere deliberatamente di violarle? Sicuramente, quando si è alla guida di un’auto, entrambi i comportamenti sono pericolosi. Da quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi commissionata a Nextplora gli italiani conoscono il codice ma ammettono spesso di non rispettarlo. Nessuna esitazione infatti nell’indicare che la guida in stato d’ebrezza sia altamente irresponsabile e pericolosa secondo l’84% del campione intervistato, ma allo stesso tempo, dato allarmante, indicata come una delle infrazioni stradali più commesse sulle strade del bel Paese secondo il 32% degli automobilisti italiani. Stesso dicasi per quanto riguarda il “bruciare” il semaforo: ben il 73% è consapevole che sia altamente pericoloso ma di contro un 25% ammette che sia abitudine comune ignorarlo. Il copione non cambia nemmeno quando si parla di rispettare i limiti di velocità: un italiano su due condanna apertamente questo comportamento da pirata della strada, salvo poi ammettere che è addirittura l’infrazione che si commette più spesso (69%). Che dire poi delle cinture di sicurezza? Nonostante tutti sappiano che sono obbligatorie per legge, più di un italiano su due (51%) ammette di non utilizzarle in tutte le situazioni.
Ad avvalorare ancor di più questo scenario ambiguo si aggiunge l’approccio poco ortodosso degli italiani nella guida in autostrada. Il 56% degli automobilisti intervistati dichiara, durante il tragitto, di occupare quasi sempre la corsia di sorpasso e laddove sono presenti le tre corsie, quella centrale, pur sapendo che il codice della strada indica di utilizzare la corsia più a destra possibile. Non va meglio se si parla di sorpasso in autostrada: secondo il 52% del campione intervistato lo si segnala facendo uso dei fari abbaglianti nei confronti di chi ci precede o avvicinandosi il più possibile al veicolo da superare ignorando le distanze di sicurezza(27%).
Capitolo rotatorie. Quasi un italiano su due (49%) è dell’idea che siano più pratiche e funzionali allo smaltimento del traffico sia nelle strade urbane che in quelle extraurbane, ma purtroppo ben uno su tre (35%) non conosce la modalità di precedenza quando le si utilizza: solo il 65% infatti sa che se non indicato diversamente da cartelli stradali la regola del codice della strada prevede che ha precedenza chi è già nella rotatoria.
Per fortuna alcuni dati fanno ben sperare. Ad addolcire questo scenario ci pensano i dati dei primi due mesi di quest’anno, che rispetto allo stesso periodo del 2011, parlano di -11,5% incidenti, -22,7% di vittime e -14,5% di feriti.
Rispetto all’obiettivo fissato dall’UE nel Libro Bianco del 2001, che prevedeva la riduzione della mortalità del 50% entro il 2010, l’Italia ha raggiunto una diminuzione del 42,4% del numero dei morti, valore in linea con la media europea UE27, pari al -42,8%. Il prossimo obiettivo tracciato dalla Commissione Europea per il periodo 2010-2020, è sicuramente ambizioso e allo stesso tempo da perseguire: dimezzare di nuovo il numero complessivo di morti sulle strade dell’Unione europea. L’Italia è sulla strada giusta e speriamo che non sia solo per la crisi che ci fa usare di meno l’auto!
“Quando siamo alla guida, sia su strade urbane che extraurbane, così come in pista, il rispetto delle regole risulta fondamentale per la sicurezza – afferma Lucio Cecchinello, ex pilota di motomondiale e attuale Team Manager della squadra LCR Honda, con cui Linear sta sviluppando un progetto sulla sicurezza – in particolare quando siamo al volante dobbiamo pensare che siamo responsabili non solo della nostra incolumità ma anche di quella delle persone che abbiamo a bordo, degli altri automobilisti e pedoni che incrociamo durante i nostri spostamenti. Sino ad oggi ho personalmente percorso in auto oltre 2 milioni di chilometri e potrei raccontarvi decine e decine di aneddoti in cui se non avessi rispettato le regole con determinazione, attenzione e senso di responsabilità, avrei combinato decine di guai sia a me che agli altri!”.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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“CARO DENTISTA…TI EVITO”

Secondo la nuova indagine dell’Osservatorio Sanità UniSalute più della metà degli italiani non è andato dal dentista negli ultimi 12 mesi. I costi delle prestazioni, ritenuti troppo elevati, non aiutano.

Bologna, 07 maggio 2012

Sarà la paura che assale all’idea di stendersi su quel temutissimo lettino, saranno i costi elevati, ma gli italiani evitano di farsi vedere da un dentista.

Se, in generale, sono poco attenti alla prevenzione della salute e si sottraggono ad alcune visite, la nuova puntata1 dell’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, evidenzia come gli italiani sopra i 30 anni evitano in particolare di andare dal dentista, spesso anche per via dei costi.

Il 51% degli intervistati ha infatti dichiarato di non essersi recato a fare alcun controllo negli ultimi 12 mesi. Di questi, il 32% ha specificato di essersi disinteressato ad ogni attività di prevenzione e che si recherà dal dentista esclusivamente solo quando costretto, perché preda di un forte dolore. La percentuale sale al 43% tra i cittadini del Sud Italia.

Tra coloro che hanno dichiarato di aver evitato il dentista, uno su dieci lo ha fatto perché ritiene che le cure dentistiche siano una spesa troppo alta da sostenere per le proprie tasche, percentuale che sale al 15% nella fascia 30-34 anni.

Tra il 49% di virtuosi che si recano almeno una volta all’anno dal dentista, il 9% però lo ha fatto durante il mese della prevenzione gratuita, approfittando quindi di un’occasione per risparmiare, a conferma dell’attenzione ai costi.

Trattandosi di una voce di spesa considerevole, non stupisce quindi che 8 italiani su 10 conoscano molto bene le voci di costo di alcune delle più comuni prestazioni dentistiche: i prezzi per la cura di una carie, così come per pulizia ed estrazione di un dente sono infatti ben noti e permettono spesso di evitare di pagare conti esagerati per prestazioni comuni. Solo il 21% ammette di non esserne informato.

Ulteriore conferma del fatto che gli italiani ritengano le spese dentistiche ormai insostenibili arriva quando, interrogati sulle visite mediche a cui rinuncerebbero a causa di possibili costi, il 35% indica le cure odontoiatriche.

Che il prezzo sia diventata una variabile rilevante lo conferma anche l’analisi periodica del web effettuata dallo stesso Osservatorio UniSalute su vari forum che si occupano di tematiche salute che ha rilevato come molti utenti chiedano informazioni su prestazioni di qualità a costi contenuti e dove si confrontano i vari preventivi per evitare di dover pagare ancora di più per cure già ritenute care.

Una tendenza confermata dai dati forniti dall’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) che già nel 2010 aveva registrato 2,5 milioni di visite in meno e per l’anno appena trascorso prevedeva una ulteriore flessione del 46% nei ricavi professionali.

In un quadro così sconfortante fa riflettere che solo l’1 % effettua le cure dentistiche grazie ad un’assicurazione sanitaria, una soluzione al problema che ad oggi ancora pochi hanno colto. Una mancanza che pesa sul proprio portafoglio e che spinge una buona fetta degli italiani a privarsi delle cure odontoiatriche.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2012 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo dell’welfare sanitario in azienda.

UniSalute, fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione salute attraverso un modello innovativo e differente: al tempo stesso potente centrale di acquisto e controllore specializzato della qualità delle prestazioni sanitarie per tutti i propri assicurati.
Sintesi tra competenze assicurative e cliniche – anche alcune decine di medici specialisti tra i suoi dipendenti – UniSalute opera attraverso una rete di oltre 7.000 strutture convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ad oggi conta oltre 4 milioni e 100 mila clienti e nel 2010 ha raggiunto il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria assicurati e delle Casse Professionali.

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Osservatorio LINEAR dei servizi. Biciclette sempre più usate: 25 milioni in Italia.

I ciclisti: vogliamo città più sicure per le due ruote. Gli automobilisti: sono imprudenti.

Le città ancora poco attrezzate e grandi rischi per i ciclisti.

Bologna, 17 aprile 2012

25 milioni: tante sono le biciclette che circolano sulle strade delle nostre città. Un’ottima notizia per chi spera in città più vivibili. Negli ultimi anni infatti la due ruote sta diventando il mezzo più utilizzato dalle persone per muoversi nel caos cittadino, per restare in forma e soprattutto per dare sollievo al portafogli sotto stress per il caro benzina. Ne è una prova il fatto che sempre più città, da nord a sud, stiano inserendo il servizio di bike sharing per l’utilizzo della bici come mezzo di trasporto complementare ai mezzi pubblici e alternativo alle auto private. Ma l’Italia è pronta ad affrontare questo passo? Attraverso una ricerca realizzata da Nextplora, Linear Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, ha chiesto agli italiani il loro parere sull’uso della bicicletta nei centri abitati.

L’Italia intera, da nord a sud, esprime la stessa necessità, avere più piste ciclabili nelle strade delle nostre città: lo chiede il 65% degli intervistati, con un picco del 70% tra gli abitanti del nord. In Italia ce ne sono 3.227 km in totale, troppo poche se paragonate al resto d’Europa. A far la parte del leone i rigorosi e green tedeschi con ben 35 mila km dedicati ai ciclisti e alla loro sicurezza, segue l’Inghilterra con 17 mila km.

Il grande problema riscontrato dagli intervistati riguarda la difficoltà di circolazione sulle strade: per il 43% nessuna zona della loro città è in grado di facilitare l’accesso alle bici, dato che arriva addirittura al 54% per gli abitanti del sud Italia; il 25% ritiene che solo le strade del centro siano adatte alle due ruote, mentre solo per il 13% si può circolare facilmente in ogni zona della propria città.

Il boom dell’uso della bicicletta, purtroppo, non va di pari passo con la sicurezza: il rischio medio di mortalità per un ciclista nel bel Paese è di 1,92%, più del doppio (0,77%) rispetto a chi va in auto e 6 volte più alto (0,31%) di chi sceglie l’autobus. Le citta più sicure? Aosta, Trento, Trieste Genova, Ancona e Campobasso. Chi va in bicicletta a Potenza, L’Aquila, Torino e Napoli deve stare molto attento invece, sono le prime quattro città con record negativo.

Oltre alle strade inadatte, il ciclista urbano tuttavia deve far fronte anche ad altri problemi: ogni giorno deve infatti affrontare le ire degli automobilisti, che spesso mal sopportano la presenza delle due ruote: il 61% degli automobilisti intervistati non sopporta infatti che circolino sempre in mezzo alla strada mentre, per un 58%, non prestano attenzione e sbucano senza guardare. Il 44% degli intervistati fa notare che spesso i ciclisti non usano segnalatori come faretti o catarifrangente durante le ore notturne, infine il 40% punta il dito sul loro cambio improvviso di direzione, che minaccia la sicurezza sulle strade.

“Serve più disciplina e più sicurezza in generale da parte di tutti”, commenta Lucio Cecchinello, ex pilota di MotoGP e attuale Team Manager della squadra LCR, con cui Linear sta sviluppando un progetto sulla sicurezza quando siamo al volante, “anche da parte dei ciclisti, se pensiamo che ogni anno nel nostro Paese si producono 1,8 milioni di biciclette ma si vendono solo 300mila caschetti; fortunatamente di questi ben il 70% viene acquistato da un minorenne, un buon punto di partenza che fa ben sperare per il futuro”.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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Osservatorio LINEAR dei servizi. L’Italia? Spaghetti pizza e mandolino, ma non solo. Secondo gli italiani il loro paese è al top per gastronomia e ospitalità ma con città ancora troppo…

Questi i giudizi degli italiani secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Linear dei Servizi.

Bologna, 20 marzo 2012

Mangiare una pizza seduti davanti a un monumento storico o immersi nella natura delle nostre colline, accolti da persone gentili e ospitali: così gli italiani, sempre immancabilmente romantici, vedono il loro Bel Paese. Attraverso una ricerca realizzata da Nextplora, Linear Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, ha chiesto agli italiani il loro parere sull’ospitalità dell’Italia di oggi, con le sue qualità e i suoi difetti, le sue eccellenze e le sue carenze, in previsione di un aumento di turisti per la prossima stagione estiva. Nonostante la crisi non aiuti le dinamiche del mercato, infatti, i trend parlano chiaro: anche quest’anno l’Italia verrà scelta dai turisti stranieri come meta ideale di vacanze rispetto ad altre destinazioni internazionali addirittura con un aumento pari al 7,3% rispetto al 2011 (dati provvisori Istat gennaio-luglio).

Nonostante siano molte ancora le cose da migliorare, i risultati sull’opinione che gli italiani hanno del loro paese e dei loro concittadini sono molto positivi. Innanzitutto l’accoglienza: più della metà degli intervistati (64%) ritiene che l’Italia sia un paese ospitale con i turisti e che abbia tutte le infrastrutture per accoglierli al meglio. Accoglienza che, secondo i dati raccolti, viene apprezzata all’unanimità sia dal mondo femminile che da quello maschile. Ben vengano allora la simpatia e il calore delle donne di paese, dei ristorantini a conduzione familiare, ma anche la professionalità che troviamo nelle grandi città, nell’Italia globalizzata, nei grandi poli industriali e nei grandi centri commerciali. Tra i paesi esteri invece, il primato va alla Spagna (50% delle preferenze), seguita per il 31% dalla Francia e per il 25% dagli Stati Uniti.

Tra i motivi che spingono un turista a visitare l’Italia, al primo posto indiscussa è decisamente la gastronomia. Dai grandi chef dei ristoranti pluripremiati alle cuoche delle trattorie con i loro piatti semplici e genuini, per l’80% degli intervistati la nostra cucina è ritenuta fonte di orgoglio nei confronti dei turisti, che, insieme all’ospitalità, conferma il famoso detto conosciuto in tutto il mondo: spaghetti, pizza e mandolino! Segue a ruota, con il 76%, l’immenso patrimonio paesaggistico e culturale, particolarmente amato dai 45/55enni e dagli abitanti del nord (qui il gradimento raggiunge l’80%). Anche la disponibilità delle persone pare sia una caratteristica tipica del nostro paese, riconosciuta dal 62% degli intervistati. Insomma, una buona cucina in un bel posto accolti da gente amabile e disponibile: cosa si può chiedere di più?

Ecco le cose da migliorare, secondo gli italiani, in vista dell’aumento di turisti in arrivo la prossima estate: prima fra tutte l’insufficienza dei mezzi pubblici, che ostacola certamente le visite alle città e gli spostamenti per i turisti che non dispongono di auto propria. Fondamentale anche, per rendere l’Italia un paese ancora più ospitale, migliorare la conoscenza delle lingue specialmente da parte di coloro che hanno a che fare direttamente con i turisti.
C’è poi chi ritiene che il problema dell’ospitalità italiana sia da attribuire ai prezzi: le città italiane sono troppo care per il 59% degli intervistati, dato che sale al 71% tra i quaranta/cinquantenni e al 68% tra i residenti al nord.
Il 56% punta il dito verso la scarsità delle infrastrutture, mentre il 53% ritiene che nel nostro paese non ci sia una adeguata politica culturale.

Come poter migliorare dunque per rendere l’Italia al top dell’ospitalità nei confronti dei turisti? Innanzitutto più rispetto e attenzione nei confronti del nostro patrimonio culturale: lo chiede il 65% degli italiani, dato che sale al 70% tra la fascia di età dei quarantacinque/cinquantenni; per il 60% degli intervistati occorre più conoscenza delle lingue da parte di chi offre servizi agli stranieri, mentre poco più della metà (51%) vorrebbe che aumentassero i mezzi pubblici a disposizione.

Cosa che andrebbe a giovare non solo all’aria che respiriamo, ma anche al numero di auto in circolazione sulle strade assolate dei mesi di luglio e agosto: con una diminuzione del traffico durante gli esodi estivi, infatti, diminuirebbe anche il numero di incidenti che si verificano sulle nostre strade.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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Osservatorio Linear dei Servizi. Automobilisti italiani e ambiente: binomio convincente!

Il 96% vuole un’auto rispettosa dell’ambiente. Richiesti più mezzi pubblici e piste ciclabili.
Ma rispetto all’Europa, l’uso della bici in Italia è ancora residuale

Bologna, 10 gennaio 2012

Sensibili e rispettosi dell’ambiente, l’Osservatorio sui Servizi di Linear Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, svela il lato “green” degli automobilisti italici.

Quando si parla di ambiente non si scherza, così la pensano gli intervistati della nuova ricerca dell’Osservatorio, commissionata all’istituto Nextplora, che ha raccolto le impressioni, suggerimenti e gli approcci adottati quotidianamente dagli automobilisti per ridurre i consumi e inquinare di meno.

L’attenzione per il mondo che ci circonda parte dalla scelta della nuova automobile: quasi la totalità degli italiani (96%) ritiene molto importante o addirittura fondamentale che essa sia rispettosa dell’ambiente. In quest’ottica al momento dell’acquisto si prendono in seria considerazione automobili ibride (22%) o elettriche (17%).

Interrogati su quali siano i prime 3 piccoli accorgimenti “verdi” quotidiani legati all’auto, più di un automobilista intervistato su due (58%) dichiara di mantenere durante i tragitti in auto un’andatura costante evitando frenate ed accelerazioni brusche – che influiscono negativamente sui normali consumi di carburante. Mentre il 51% afferma che per salvaguardare l’ambiente spegne il motore in caso di lunghe code e segue una costante manutenzione della propria auto. Interessante notare come più di un italiano su quattro (26%) cerchi su Internet l’itinerario più breve per consumare di meno (forse in questo caso oltre all’attenzione verso l’ambiente si unisce quella al portafoglio).

Analizzando invece le iniziative che potrebbero migliorare i problemi di traffico ed inquinamento nelle proprie città, gli italiani non hanno dubbi in merito: il potenziamento dei mezzi pubblici nelle città è necessaria per il 47% degli intervistati mentre la realizzazione di più piste ciclabili è indicata come soluzione per snellire il traffico dal 17% del campione. Misure che sarebbero estremamente gradite da quel 28% di connazionali pronto ad alternare l’uso dell’auto con mezzi di trasporto alternativi e più eco-compatibili. Sotto questo punto di vista l’Europa è nettamente più avanti di noi: parlando ad esempio di bike sharing, lo studio Euromobility 2011 di recente pubblicazione fa notare come a Bruxelles ci siano 2.500 bici collettive con 180 stazioni, a Parigi oltre 20.000 bici con 1.800 stazioni, a Barcellona oltre 6.000 bici con 428 stazioni, a Londra oltre 6.000 bici con 400 stazioni. In Italia solo Milano dispone di numeri in qualche modo paragonabili (1.400 bici).

Italiani popolo green quindi? La risposta sembra essere sì, almeno nelle intenzioni. Quasi un intervistato su due (48%) infatti fa sistematicamente la raccolta differenziata, mentre più di uno su tre (39%) compra ed usa più prodotti ecologici. Il 26% si dichiara invece attento al consumo quotidiano dell’energia, affermando di spegnere sempre tutti i sistemi elettronici presenti nella propria abitazione.

Visto ciò che accade in Europa, è certo che si possa fare di più per la salvaguardia dell’ambiente ma a quanto sembra gli italiani sono sulla “strada” giusta.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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OSSERVATORIO SANITÀ UNISALUTE. SANITÀ ITALIANA FA RIMA CON COMPETENZA

Nuovo appuntamento con le indagini dell’Osservatorio.
Gli specialisti privati i più competenti (82%) per gli italiani.
Grandi ospedali pubblici ok con il 76%

Bologna, 19 dicembre 2011

Per una gran fetta degli italiani il grado di competenza attribuito alle diverse strutture e alle figure mediche risulta essere più che soddisfacente. Si tratta di un altro importante riconoscimento, dopo che l’Osservatorio, in uno dei precedenti appuntamenti, aveva già constatato un confortante livello di fiducia nel sistema sanitario del nostro Paese.

Questo è la fotografia evidenziata dall’ultima ricerca svolta on line1, dall’Istituto Nextplora per l’Osservatorio Sanità2 istituito da UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria.

In particolare, mentre sul fronte delle strutture sanitarie sono quelle pubbliche a raccogliere più preferenze (76%) rispetto a quelle private, su quello delle figure mediche è lo specialista privato a vedersi riconosciuta la maggiore competenza (82%). Lo stesso tipo di sentiment emerso quando gli italiani si erano espressi sul grado di fiducia accordato: in quel caso le strutture pubbliche avevano raccolto il 64% dei consensi così come gli specialisti privati si erano attestati all’80%

Tuttavia le strutture e le figure mediche che non raccolgono il maggiore gradimento non sfigurano affatto: le cliniche private si attestano infatti al 65%, apprezzate da quasi due italiani su tre. Percentuali simili per gli specialisti della mutua (specialisti cioè che operano in strutture pubbliche), competenti per il 61% del campione

E i medici che operano nel pubblico? Una domanda che è giusto porsi, visto che sono le figure professionali che più si occupano del nostro stato di salute. Più indietro nel complesso, ma con livelli di competenza riconosciuti comunque elevati, se è vero che i camici bianchi che operano nei grandi ospedali si attestano all’81% e i medici di base, meglio noti come “medici di famiglia”, al 71%.

Uno scenario positivo radicato nelle differenti zone d’Italia, con alcune significative peculiarità: è nel nord-est che il medico di base (77%) raccoglie i maggiori consensi. Il centro Italia invece premia lo specialista privato così come i medici dei grandi ospedali (entrambe le figure si attestano all’84%).
Passando invece alla valutazione delle strutture sanitarie, le regioni del centro e del nord-est apprezzano particolarmente la competenza dei grandi ospedali (rispettivamente all’80% e 79%) mentre i cittadini del sud sono quelli che attribuiscono il più alto grado di competenza alle strutture alle cliniche private (68%).

1 Indagine CAWI condotta ad inizio marzo 2011 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 25), sesso ed area geografica (totale 601 casi).

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo dell’welfare sanitario in azienda.

UniSalute, fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione salute attraverso un modello innovativo e differente: al tempo stesso potente centrale di acquisto e controllore specializzato della qualità delle prestazioni sanitarie per tutti i propri assicurati.
Sintesi tra competenze assicurative e cliniche – anche alcune decine di medici specialisti tra i suoi dipendenti – UniSalute opera attraverso una rete di oltre 6.800 strutture convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ad oggi conta oltre 3 milioni e 500 mila clienti e nel 2010 ha raggiunto il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria assicurati e delle Casse Professionali.

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Osservatorio Linear dei Servizi. Medicinali: leggere attentamente le avvertenze e… tenersi lontano dalla guida. Gli italiani lo sanno ma non sempre lo fanno.

Tre italiani su quattro (74%) sanno che molti medicinali non vanno presi prima di mettersi al volante ma se ne disinteressano, sottostimando i rischi per sé e per gli altri

Bologna, 13 dicembre 2011

Secondo gli ultimi studi di settore , acquistare ed assumere medicinali è diventato per gli italiani una consuetudine. Tra i più utilizzati quelli contro le malattie cardiovascolari, seguiti da quelli gastrointestinali e per il sistema nervoso centrale. Ma gli italiani, da tempo informati sui pericoli al volante a causa dell’alcol, sanno che molte di queste medicine possono avere effetti collaterali pericolosi se ci si mette alla guida? Quali servizi di informazione sono più diffusi?

È quanto ha indagato l’Osservatorio sui Servizi di Linear Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, da sempre attenta a tematiche legate alla sicurezza dei guidatori. Farmaci e guida sono infatti un binomio molto pericoloso. Un esempio? Gli antistaminici, di cui fanno ampio uso gli oltre 10 milioni di italiani che soffrono di allergie, spesso determinano una forte sonnolenza. Un fattore di grave rischio, considerando che un incidente su cinque è causato da colpi di sonno improvvisi.

La nuova ricerca dell’Osservatorio, commissionata all’istituto Nextplora, descrive una popolazione consapevole: il 74% degli italiani non solo sa che molti dei medicinali in commercio sono sconsigliati prima di mettersi al volante, ma rispettano anche le tempistiche indicate sulla confezione. Le donne (78%) si dimostrano più coscienziose degli uomini (69%), forse perché dovendo spesso occuparsi del trasporto dei figli, sono più attente ai possibili rischi. Particolarmente attenti anche gli over 45 (81%) mentre molto meno i giovani tra i 18 e i 24 anni (58%), che sono anche la categoria più all’oscuro del problema (17%).

Che dire dei guidatori che pur essendo a conoscenza dei rischi, si mettono lo stesso alla guida dopo aver assunto medicinali? Parliamo del 13% degli intervistati, un guidatore su sette, una percentuale tutt’altro che trascurabile.

Se qualcuno pensa che si tratti di rischi teorici dovrà ricredersi, se è vero che quasi un italiano su cinque (17%) afferma di conoscere qualcuno che ha avuto problemi alla guida proprio a seguito di un medicinale. E dovrà forse prendere un ansiolitico quando saprà che uno su tre (33%) ha continuato il viaggio senza fermarsi e senza preoccuparsene. Bene hanno fatto invece coloro che hanno saggiamente preferito fermarsi ed aspettare che passasse l’effetto (29%) o deciso di cedere il volante a chi era con lui in macchina (27%).

In che modo gli italiani si informano dei possibili effetti collaterali dei medicinali alla guida? Per l’88% degli intervistati il foglietto illustrativo all’interno delle confezioni resta sempre il mezzo migliore per conoscerli, mentre solo il 6% chiede notizie a riguardo al proprio medico o farmacista. Purtroppo in nessun caso chi gestisce le nostre strade e autostrade e i servizi connessi si preoccupa di farlo.

Non solo l’alcool quindi minaccia chi guida: la ricerca evidenzia come essere informati sul corretto uso dei medicinali sia importante ma, come nel caso dell’uso dell’alcol, tutto è inefficace se non è accompagnato da un comportamento responsabile.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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Osservatorio Linear dei Servizi.

Gli italiani giudicano le autostrade: bene ma non benissimo.
E spesso perdiamo il confronto con l’estero.
La manutenzione delle autostrade supera l’esame degli italiani ma le strade urbane ricevono una sonora bocciatura.

Bologna, 14 novembre 2011

L’Osservatorio sui Servizi di Linear Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, ha spesso rilevato l’insoddisfazione degli italiani sulla qualità di servizi e strutture utilizzate da chi guida.

È ora il turno delle autostrade: la nuova ricerca dell’Osservatorio, commissionata all’istituto Nextplora, ha infatti raccolto le impressioni sullo stato di salute delle principali arterie del nostro paese e… sorpresa: al contrario di quanto frettolosamente si è spesso portati a pensare, il riscontro è confortante.

È la manutenzione delle stesse in particolare che piace a gran parte degli italiani: ad un 41% di intervistati che dichiara di ritenere sufficiente la cura ed il mantenimento di queste lunghe lingue d’asfalto si aggiunge un ulteriore 23% che ne dà un giudizio buono o addirittura ottimo.

Niente male se si pensa che la rete autostradale italiana è lunga più di 6.500 km e che decine di milioni di vetture la utilizzano regolarmente testandone direttamente pregi e difetti.

Ma all’arrivo in città il sorriso si spegne e la rabbia monta. Infatti se il discorso manutenzione si allarga alle strade urbane, la bocciatura è unanime. A far letteralmente infuriare gli automobilisti sono le troppe buche sulle strade della propria città: più della metà del campione (54%) se ne lamenta, costretta quotidianamente ad uno slalom sull’asfalto.

Acquista quindi ancor più valore l’apprezzamento per la manutenzione delle infrastrutture autostradali. Da quanto emerge dalla ricerca, sono infatti già parecchi gli incubi degli italiani quando sono alla guida in autostrada. La preoccupazione maggiore? I camion. Per il 33% del campione sono sempre troppi, mentre un intervistato su quattro (25%) teme l’eccessiva velocità degli altri veicoli. Il 18% detesta i tanti cantieri aperti che trova lungo il percorso ed infine il 14% spera di non trovare mai maltempo mentre è in viaggio.

L’erba del vicino però è sempre più verde. Se messe a confronto con quelle degli altri paesi, le nostre autostrade ricevono più di una critica, facendosi riprendere sotto diversi aspetti. Sarà forse la crisi, ma ciò che agli italiani piace di più delle autostrade d’oltre confine è, in particolare, il fatto che risultino essere meno care (21%). Per il 15% degli intervistati poi quelle estere sono dotate di aree di sosta più attrezzate e curate – vanto fino a pochi anni fa delle nostre autostrade – così come maggiormente controllate da parte della polizia (altro 15%).

Conclusione dedicata alla segnaletica stradale, che sembra non essere più d’aiuto a chi guida, se è vero che, come la ricerca rileva, solo l’8% la utilizza, mentre quasi tre italiani su quattro (73%) si affidano alla tecnologia (soprattutto navigatore satellitare, ma anche ricercando informazioni su Internet) per raggiungere destinazioni che non si conoscono. Ma forse si tratta solo di un ulteriore segno dei tempi che cambiano.

Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagnia della “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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OSSERVATORIO SANITÀ DI UNISALUTE

SISTEMA SANITARIO NAZIONALE CON POCHE RISORSE?
PER 9 ITALIANI SU 10 È NECESSARIO UN MIGLIORE UTILIZZO DI QUELLE ESISTENTI
I cittadini chiedono minori sprechi, controlli rigidi e il coinvolgimento delle aziende,
ma la classe politica sembra concentrata solo sui costi

Bologna, 27 settembre 2011

L’88% della popolazione italiana crede che per rendere più efficiente il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) sia necessario utilizzare diversamente e in modo più virtuoso le risorse disponibili ed adottare misure di controllo più rigide per eliminare sprechi e recuperare così nuove risorse. E’ quanto emerge dall’ultima indagine online1 dell’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, commissionata all’istituto Nextplora dalla compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria.

Gli italiani, dal Nord al Sud Italia, hanno un’opinione ben definita sulle direzioni di intervento per cercare soluzioni ai problemi di natura economica del SSN. Innanzitutto, credono che la tutela della salute non debba essere un compito appannaggio esclusivamente del sistema pubblico: a domanda specifica, infatti, il 71% degli italiani ritiene che le aziende dovrebbero occuparsi maggiormente di problematiche di tipo sanitario. Nello specifico, il 41% ritiene che dovrebbero occuparsi della salute dei propri dipendenti mentre il 25% crede che le tutele dovrebbero essere allargate alle loro famiglie e continuare anche una volta che i lavoratori siano andati in pensione. Solo il 29% degli intervistati ritiene, invece, che non spetti alle aziende interessarsi di questo tipo di problematiche.

Quanto alle cause alla base della scarsa efficienza del SSN, per il 56% del campione sono riconducibili a modalità lacunose di gestione delle risorse mentre per il 37% sono imputabili a frodi: queste cause, che hanno indebolito fortemente il sistema, si accompagnano necessariamente a motivazioni “fisiologiche” legate ad un progressivo e costante invecchiamento della popolazione, con un conseguente aumento delle richieste di cura e dei relativi costi. A rafforzare questa convinzione vi è l’esperienza registrata in questi ultimi anni che ha dimostrato come le Regioni che spendono di più non necessariamente sono risultate le più efficienti ed appropriate nell’erogazione dei servizi di assistenza sanitaria, come anche evidenziato dal Piano Sanitario Nazionale 2011-13.

La percezione degli italiani in tema sanitario si discosta da quella della classe politica dirigente, più attenta ai costi che all’efficienza: ulteriore conferma arriva dalla manovra finanziaria recentemente approvata che prevede, nell’ottica di un contenimento della spesa pubblica, l’aumento dei ticket sanitari. Una misura che ha fatto e continua a far molto discutere, ma che alla luce dei dati appare lontana dalle politiche di intervento ritenute primarie dagli italiani.

“Da quanto emerge dalla ricerca – afferma Andrea Pezzi, Direttore Generale di UniSalute – gli italiani sembrano avere una posizione precisa e condivisa sugli interventi necessari per cercare soluzioni ai problemi che riguardano il SSN. Indicazioni che – prosegue Pezzi – potrebbero essere utili alle stesse Istituzioni nell’attuazione di politiche orientate a garantire una maggiore sinergia tra azioni volte al miglioramento della qualità dell’offerta e iniziative tese ad una razionalizzazione della spesa”.

1 Indagine CAWI condotta ad inizio marzo 2011 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 25), sesso ed area geografica (totale 601 casi).

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.

UniSalute, fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione salute attraverso un modello innovativo e differente: al tempo stesso potente centrale di acquisto e controllore specializzato della qualità delle prestazioni sanitarie per tutti i propri assicurati.
Sintesi tra competenze assicurative e cliniche – anche alcune decine di medici specialisti tra i suoi dipendenti – UniSalute opera attraverso una rete di oltre 6.200 strutture convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ad oggi conta oltre 3 milioni e 500 mila clienti e nel 2010 ha raggiunto il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria assicurati e delle Casse Professionali.

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Massimo Martellini nuovo Presidente di FCP

Milano, 7 luglio 2011 – Massimo Martellini è stato nominato Presidente di FCP, la Federazione delle Concessionarie di Pubblicità. 

Martellini è Amministratore Delegato di Sport Network, Concessionaria del Gruppo Amodei, dove è entrato nel marzo del 1987 ricoprendo nel corso della sua lunga carriera ruoli di crescente responsabilità, tra cui la carica di direttore della pubblicità del Corriere dello Sport – Stadio.

Martellini ha già ricoperto incarichi direttivi all’interno di FCP; è stato infatti Presidente di FCP-Assoquotidiani per tre mandati, dal 2003 al 2009, lavorando a stretto contatto con l’ex Presidente FCP Michele Muzii. Negli anni passati ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Audipress ed è tutt’ora membro del Consiglio Direttivo di ADS e della Commissione permanente della Pubblicità FIEG. 

“Il ruolo di FCP è quello di essere un tramite tra le Associate, gli editori e il mercato. Nostro compito è fornire strumenti in grado di sostenere la crescita delle società che aderiscono all’Associazione in un momento particolarmente delicato di mercato: ricerche, studi e osservatori sono alcune delle attività che la Federazione mette al servizio delle Concessionarie”, ha dichiarato Martellini. “Poniamo al centro della nostra attenzione la massima valorizzazione della professione, anche attraverso momenti  di aggiornamento e formazione.
Il nuovo Presidente succede a Michele Muzii, che ha guidato l’associazione per quattro mandati consecutivi da luglio 2003 e pertanto, secondo le regole statutarie, non poteva più essere rieletto.  Il nuovo Presidente ha espresso la propria volontà di dare un seguito al lavoro svolto in questi anni dal suo predecessore, al quale ha confermato i propri sentimenti di stima, amicizia e gratitudine.

Massimo Martellini è romano, ha 50 anni ed è sposato con 2 figli.

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Western Asset (Legg Mason): l’unicità dell’Asia attrarrà flussi di asset sia che l’economia globale fiorisca o fallisca

Milano, 28 giugno 2011. L’Asia attrarrà sempre di più i flussi degli investitori, sia che la ripresa economica globale parta in quarta o che il motore stenti e si fermi temporaneamente,spiegano a Western Asset Management, la società del gruppo Legg Mason che gestisce 456miliardi di dollari investiti nel reddito fisso in tutto il mondo*.

Se da una parte i mercati sono preoccupati per la fragilità della ripresa economica globale,cui si aggiunge la presenza di importanti rischi geopolitici, dall’altra,i sottostanti fondamentali dovrebbero mantenersi positivi,in particolare per i mercati obbligazionari, valutari e del credito asiatici, spiega Julia Ho, gestore del portafoglio del fondo Legg Mason Western Asset Asian Opportunities Fund, che gestisce 627 milioni di dollari.

“L’Asia si trova in una posizione che potrebbe essere definita unica per beneficiare sia da uno scenario globale positivo sia da uno negativo”,continua Julia Ho.”Se l’economia globale ripartisse in quarta, gli investitori rimasti in attesa potrebbero ritrovare la fiducia espostare più capitali inAsia, mentre chi vi ha già investito comincerebbe ad allocare più risorse in investimenti con un profilo di rischio più alto,come quelli valutari o del credito”.

“Se l’economia dovesse inciampare e fermarsi temporaneamente, gli investitori si ritirerebbero rapidamente generando una corsa ad acquistare asset di qualità, corsa dalla quale beneficerebbero i titoli di Stato. Gli investitori potrebbero quindi dirottare dei capitali verso l’Asia per diversificare ipropri investimenti su base regionale, analogamente alla dinamica cui abbiamo assistito nell’ultimo paio di anni con ingenti flussi in arrivo dall’Europa”.

Un rischio chiave in questa prospettiva positiva, ricorda Ho,sono le aspettative sull’inflazione. Nonostante gli sforzi “rispettabili”compiuti dalle autorità asiatiche per controllare queste aspettative che si inseriscono in un quadro di forte crescita economica e di un consistente rialzo dei prezzi delle materie prime, incluse quelle alimentari, è importante che i decisori politici continuino a monitorare la situazione molto da vicino.

“Un rialzo forte delle aspettative sull’inflazione potrebbero pesare negativamente sui prezzi delle obbligazioni e sulla quotazione delle valute. Nel caso l’inflazione imboccasse un trend al rialzo, le banche centrali, a nostro avviso, attiverebbero tutti i loro strumenti, incluse misure mirate come quelle adottate a Singapore e in Cina per calmierare il mercato immobiliare, oltre a politiche di più vasta portata come gli interventi sui tassi interbancaria breve o il consentire un rafforzamento della propria valuta”.

In questo quadro, spiega Ho, il team per l’Asia di Western continuerà ad avere un approccio alla gestione dei tassi di interesse molto attento, preferendo in generale uno difensivo nel medio lungo termine, privilegiando quindi nei propri portafogli obbligazionari le posizioni con tassi a lungo termine e sotto pesando quelli a breve.Il team prevede anche di mantenere una buona esposizione alle valute della regione che si stanno apprezzando. “A nostro avviso, le valute asiatiche beneficeranno di una serie di trend, tra cui fondamentali solidi, l’arrivo in Asia di flussi di capitali provenienti da mercati con rendimenti più bassi, tassi delle banche centrali più alti e un utilizzo delle valute da parte delle dirigenze politiche come strumento di lotta contro l’inflazione”.

Julio Ho è dell’avviso, infine, che questo ambiente di fondamentali positivi rafforzerà la preferenza del suo team per le obbligazioni societarie asiatiche.

-Fine-

Notaperiresponsabilieditoriali

Legg Mason è una società di gestione di investimenti globale che gestisce asset per un totale di 672 miliardi di dollari Usa al 31 gennaio 2010. La società offre una gestione attiva degli asset in molti dei principali centri di investimento del mondo.Legg Mason ha la sua sede centrale a Baltimora, StatiUniti,ed è quotata presso il New York Stock Exchange(codice:LM).

SuWesternAsset
*al 31 marzo 2011. Western Asset è una sussidiaria interamente detenuta da Legg Mason Inc. WA è una delle società digestione più importanti del mondo nel settore del reddito fisso. Ha uffici negli Stati Uniti (Pasadena), HongKong, Londra, Melbourne, NewYork, Singaporee Tokyo.

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OSSERVATORIO SANITÀ DI UNISALUTE.

PER GLI ITALIANI LE AZIENDE DEVONO OCCUPARSI MAGGIORMENTE DI SANITÀ’
Tuttavia il 72% degli italiani non è a conoscenza delle coperture assicurative integrative già previste dai contratti di lavoro

Bologna, 15 giugno 2011

Se gli italiani, come rilevato da una precedente ricerca dell’Osservatorio Sanità1 di UniSalute, considerano in larga parte che la sanità sia un diritto (67%), non per questo ritengono che sia solo lo Stato a doversene occupare.
Secondo i dati della nuova indagine online2 dell’Osservatorio, commissionata all’istituto Nextplora dalla compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria e realizzata su di un campione rappresentativo della popolazione italiana, il 71% degli italiani ritiene infatti che le aziende che operano all’interno del nostro Paese dovrebbero occuparsi maggiormente di problematiche legate al mondo della sanità e della salute dei propri dipendenti.

In particolare, il 66% degli intervistati crede che le imprese dovrebbero predisporre misure in favore della tutela della salute dei lavoratori.

Un ruolo attivo che permetterebbe di ridurre i costi sostenuti dal Sistema Sanitario Nazionale e che risponderebbe a un’aspettativa molto diffusa nel nostro paese.
In questo senso, un’indagine Watson Wyatt Eurisko dello scorso anno, dedicata alla diffusione dell’assistenza sanitaria integrativa realizzata su di un panel di lavoratori dipendenti di 250 aziende medio grandi, metteva al 1° posto tra gli interessi degli impiegati la possibilità di vedersi rimborsate le spese mediche.

Tuttavia sembra che gli italiani non siano a conoscenza di ciò che già oggi hanno a disposizione.

Colpisce, infatti, che il 72% degli intervistati non sia a conoscenza del fatto che all’interno dei contratti di lavoro sono previste delle coperture assicurative che coprono diverse tipologie di spese mediche. In particolare sono i lavoratori over 45 ad essere poco informati (75%), mentre un intervistato su tre (36%) nella fascia tra i 25 e i 34 anni ne è a conoscenza.

Se si analizzano poi le risposte di coloro che hanno dichiarato di sapere che molti contratti includono questo benefit, la ricerca evidenzia come l’accesso alle informazioni sulla copertura medica assicurativa prevista dal contratto di lavoro firmato sia tutt’altro che uniforme.

Il 57% ha infatti dichiarato di essere stato informato dalla propria azienda al momento della stipula del contratto, mentre il 43% ha letto personalmente se e quale tipo di tutela sanitaria il contratto prevedeva.

Sono in particolare i lavoratori del Centro Italia a dichiarare di essere stati informati dall’azienda stessa (72%) mentre sono quelli del Nord Ovest che sono risultati i più scrupolosi nel verificare direttamente quanto contenuto nel proprio contratto (58%).

Differenze che si riscontrano anche confrontando alcune città del nostro Paese: se infatti i lavoratori di Bologna e della zona Adriatica tra Rimini ed Ancona sono stati messi al corrente dai propri datori di lavoro (80%), il 45% dei milanesi dichiara di essersi informato in prima persona, leggendosi il contratto.

Perché lo scenario fotografato da questa ricerca possa migliorare sarebbe necessario l’impegno di entrambe le parti coinvolte: da un lato, le società dovrebbero comunicare maggiormente la presenza di questo benefit, magari anche estendendolo a un più ampio numero di dipendenti, allo stesso tempo occorrerebbe che questi ultimi fossero maggiormente consapevoli di quanto il contratto di lavoro propone.

UniSalute, fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione salute attraverso un modello innovativo e differente: al tempo stesso potente centrale di acquisto e controllore specializzato della qualità delle prestazioni sanitarie per tutti i propri assicurati.
Sintesi tra competenze assicurative e cliniche – anche alcune decine di medici specialisti tra i suoi dipendenti – UniSalute opera attraverso una rete di oltre 6.200 strutture convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ad oggi conta oltre 3 milioni e 500 mila clienti e nel 2010 ha raggiunto il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria assicurati e delle Casse Professionali.

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