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BV TECH, leader nel settore ICT in Italia e playmaker della rinascita dell’industria nazionale

La mission di BV TECH è quella di costruire e mettere al sicuro il futuro dell’Italia attraverso la ricerca e l’innovazione; risvegliare e determinare una nuova coscienza tecnologica, presidiando la frontiera della sicurezza e della conoscenza; tutelare l’interesse nazionale attraverso le migliori collaborazioni pubblico-privato.

 BV TECH

BV TECH, connettere l’Italia al suo futuro

Il Gruppo BV TECH, fondato nel 2005, è oggi uno degli attori principali del mercato dell’ICT e della Sicurezza delle Reti, dei Dati, dei Sistemi e delle Informazioni dei Paesi. Possiede capacità, specializzazioni e massa critica per gestire i grandi progetti strategici nazionali. Opera in ambito civile e militare. Eroga servizi da piattaforma con tecnologie proprietarie e leader di mercato internazionali. Con oltre 1200 dipendenti, coniuga la velocità di sviluppo, tempestività d’azione e stabilità di erogazione in ambiente sicuro con un’anima fortemente tecnologica e votata all’innovazione continua, grazie ad investimenti annui in ricerca e sviluppo pari a circa il 10% dei ricavi. Nel 2023, ha consolidato un bilancio con ricavi per circa 160 milioni di euro e un Ebitda Margin di oltre il 22%. La recente acquisizione del Gruppo Arturai, operante nel mercato ICT della Cybersecurity, ha rappresentato un importante tassello nel processo di rafforzamento della strategia ed espansione internazionale della società.

Sovranità e leadership nel campo delle Tecnologie ICT e della Cybersecurity

Il Gruppo BV TECH ha oggi una presenza internazionale: comprende 15 società di ingegneria, servizi informatici e sicurezza, di cui BV TECH SpA è la capogruppo ed è presente con 20 sedi in Italia – le principali a Milano, Roma, Genova e Grottaglie (Taranto) – e all’estero, in CH, PT, UK, USA. Grazie alle collaborazioni e partnership consolidate con i più importanti Istituti di Ricerca e Università nel mondo, arricchisce la filiera nazionale di eccellenza e presiede competenze e tecnologie strategiche per cogliere le sfide del nuovo decennio. In particolare, è attivo nei settori industriali strategici per il Paese: Difesa, Spazio e Sicurezza dello Stato; Pubblica Amministrazione, Sanità, Logistica e Trasporti; Finanza e Assicurazioni; Industria; Telecomunicazioni e Media; Energy & Utilities; Fashion, Retail & GDO. BV TECH possiede inoltre competenze di alto livello in diverse aree: Cybersecurity, Cloud & Infrastructure, Software e Data Science, Digital Trust. L’obiettivo a lungo termine del Gruppo è contribuire a sviluppare nel Paese sovranità e leadership nel campo delle tecnologie ICT e della Cybersecurity e affermare tecnologie interamente italiane ed europee per costituire un sistema operativo sicuro del tessuto produttivo nazionale.

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Progetti del Cuore: un nuovo modo di fare impresa con la società guidata da Daniele Ragone

Guidata dall’Amministratore Unico Daniele Ragone, Progetti del Cuore trasforma il modo di fare impresa, facendola sposare con la solidarietà e i progetti che hanno como scopo migliorare la vita delle persone.

Daniele Ragone

Fare impresa in modo solidale e sostenibile con l’iniziativa della società guidata da Daniele Ragone

Progetti del Cuore è una società commerciale che ha trasformato le ‘regole del gioco’ nel modo di fare impresa”. Ad affermarlo è l’Amministratore Unico della società Daniele Ragone, il quale spiega come “attraverso la vendita di spazi pubblicitari agli imprenditori, questi ultimi hanno la possibilità di vedere il nome delle aziende associate a delle attività etico-morali”, il che li spinge a prendere parte all’iniziativa. Questa differente modalità di vendita degli spazi pubblicitari si sostiene infatti su un modello di business molto solido. Gli imprenditori, in particolare quelli locali, vengono informati dello spazio messo a disposizione da Progetti del Cuore, che impegna uno dei suoi mezzi per otto anni con gli enti di trasporto sociale del territorio. Sentendosi coinvolti, decidono infine di acquistare lo spazio sul messo di pubblica utilità. Il progetto è stato ideato pensando alle persone della comunità ed è proprio questo senso di vicinanza e di integrazione tra impresa e cittadini ad incentivare il coinvolgimento degli stakeholders. “Molto spesso quando proponiamo l’iniziativa alle imprese, capita che abbiano un legame diretto con una determinata causa, ed è per questo che sentono il bisogno di fare qualcosa di concreto”, sottolinea Daniele Ragone.

Imprese e comunità: i vantaggi di una collaborazione etica secondo Daniele Ragone

Fino ad oggi, Progetti del Cuore ha aiutato un gran numero di persone in difficoltà a vivere una vita “normale”, mettendo a disposizione più di 500 automezzi dal Lazio al Trentino. Il progetto a lungo termine, come racconta Daniele Ragone, è quello di combinare ogni territorio con degli eventi che parlino di integrazione. Che si tratti di giornate dedicate allo sport piuttosto che al mondo dell’ecologia il fil rouge resta l’integrazione e l’apertura al mondo della disabilità. Secondo l’Amministratore Unico, trovare questa sorta di equilibrio non è utile solo alla società ma anche alle aziende che hanno come unico modo di stare al passo con i tempi quello di puntare sulla sostenibilità. “Non tutti abbiamo avuto le stesse opportunità, ed è per questo che spingiamo tanto sul concetto di sostenibilità, intesa come dare la possibilità anche a persone come anziani e disabili di avere una migliore qualità di vita: più li rendiamo autosufficienti, più la loro vita migliora”, conclude Daniele Ragone.

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Milan-Monza, Pier Silvio Berlusconi: attraverso lo sport un legame tra generazioni

L’AD di Mediaset Pier Silvio Berlusconi e suo figlio Lorenzo hanno partecipato alla serata del Trofeo Silvio Berlusconi. Per l’occasione si sono affrontate il Milan e il Monza, le squadre del cuore del Cavaliere.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi alla serata del Trofeo dedicato al padre

“Per me e per noi questa serata è davvero emozionante. È una serata dedicata al ricordo di mio padre ma è anche una serata di passione e di affetto”. A evidenziarlo è Pier Silvio Berlusconi, Amministratore Delegato di Mediaset, intervistato prima del calcio d’inizio della seconda edizione del Trofeo Silvio Berlusconi, evento dedicato al ricordo del Cavaliere. La serata ha visto sfidarsi a San Siro il Milan e il Monza, che hanno avuto entrambe Silvio Berlusconi come Presidente, alla vigilia della ripartenza del campionato di Serie A. L’evento è celebrato di generazione in generazione nella famiglia, come sottolineato dall’AD Pier Silvio Berlusconi in compagnia di suo figlio Lorenzo: “Prima del Trofeo Silvio Berlusconi c’era il Trofeo Luigi Berlusconi che mio papà aveva fondato per il suo, per mio nonno. Ricordarlo oggi fa sicuramente piacere a mio padre”.

Pier Silvio Berlusconi: i valori per le future generazioni

La serata del Trofeo Silvio Berlusconi ha fornito poi occasione per ricordare i valori trasmessi di padre in figlio: “I valori dello sport, tramandati da mio nonno a mio padre e da mio padre a me e adesso spero ai miei figli, sono valori positivi e fondamentali”, così l’AD nell’intervista, evidenziando come la lealtà, l’impegno e il rispetto siano “valori a cui mio padre teneva molto e attraverso lo sport penso che mio padre sia riuscito a trasmetterli a molti, soprattutto ai giovani”. Il Trofeo rappresenta così non solo una manifestazione sportiva, ma anche un modo per tramandare tali principi e ispirare le future generazioni. Nel suo intervento, Pier Silvio Berlusconi ha inoltre espresso gratitudine ai sostenitori di entrambe le squadre per l’affetto dimostrato. “La vicinanza dei tifosi del Milan, dei tifosi del Monza e degli italiani è un qualcosa che ci scalda il cuore e che noi non diamo mai per scontato”, ha dichiarato il manager, manifestando l’importanza di un legame che accompagna l’esperienza legata al Trofeo: “È davvero un qualcosa di bello che ci rimane dentro”.

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Amica Chips si espande: nuovo magazzino di 6mila metri a Castiglione

Amica Chips, leader nel mercato italiano degli snack, ha ottenuto l’approvazione del consiglio comunale di Castiglione delle Stiviere per l’ampliamento del proprio stabilimento, con la costruzione di un nuovo magazzino destinato allo stoccaggio di materie prime e prodotti finiti.

Amica Chips

Amica Chips si espande: approvato l’ampliamento del magazzino a Castiglione delle Stiviere

Il progetto, che rappresenta una significativa espansione delle capacità produttive e logistiche di Amica Chips, prevede la realizzazione di un edificio di quasi 6.000 metri quadrati su un’area di 12.000 metri quadrati di proprietà della società. Il nuovo magazzino sarà adiacente all’attuale stabilimento situato in via Mattei, nel comparto produttivo a ovest del tessuto urbano di Castiglione delle Stiviere. La struttura sarà costruita con calcestruzzo armato prefabbricato e avrà una forma rettangolare, coprendo una superficie totale di 5.950 metri quadrati. Internamente, sarà collegata all’edificio esistente per facilitare la movimentazione dei materiali. L’integrazione di un impianto fotovoltaico composto da 288 moduli evidenzia l’attenzione dell’azienda verso la sostenibilità ambientale. Oltre alla nuova costruzione, è inoltre previsto un intervento di mitigazione ambientale: lungo i confini del sito sarà infatti realizzata un’aiuola piantumata con essenze vegetali autoctone, completando e integrando l’area verde già presente. Tale approccio conferma l’impegno di Amica Chips non solo verso la crescita economica, ma anche verso la tutela dell’ambiente circostante.

Amica Chips: un ampliamento strategico

L’ampliamento include anche la creazione di un’area parcheggio di 316 metri quadrati, che offrirà 25 posti auto, compreso uno destinato a persone con disabilità. Il piazzale esterno e l’area di parcheggio saranno asfaltati per garantire la circolazione sicura e agevole dei camion che operano all’interno del complesso. Il progetto di espansione, approvato all’unanimità dal consiglio comunale, è stato accolto con soddisfazione dal Sindaco Enrico Volpi: “Questo ampliamento rappresenta un’importante opportunità per il nostro tessuto produttivo legato all’agroalimentare, che continua a crescere e a trainare l’economia locale, generando nuovi posti di lavoro”. Con oltre 350 dipendenti, un fatturato che supera i 130 milioni di euro e una presenza internazionale in più di 22 Paesi, Amica Chips continua a rafforzare la propria posizione di leadership nel settore, dimostrando una chiara visione di crescita e innovazione. L’investimento in nuove infrastrutture a Castiglione delle Stiviere rappresenta un passo strategico per sostenere la domanda crescente e garantire la qualità e l’efficienza della produzione e della distribuzione dei propri prodotti.

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Riva Acciaio: un modello di qualità, innovazione e sostenibilità nella siderurgia europea

Riva Acciaio sta contribuendo da 70 anni a scrivere la storia della siderurgia italiana ed europea, promuovendo l’innovazione del settore e portando a livelli sempre più alti i suoi standard qualitativi.

Riva Acciaio

70 anni di leadership siderurgica: il percorso di Riva Acciaio

Riva Acciaio è una delle principali realtà nel panorama siderurgico europeo e il primo operatore in Italia. Fondata nel 1954 da Emilio Riva, ha consolidato la sua posizione grazie alla specializzazione nella produzione di prodotti lunghi attraverso l’uso di acciaierie ad arco elettrico, una tecnologia che ha permesso di combinare efficienza produttiva e sostenibilità ambientale. Riva Acciaio fa parte di Riva Forni Elettrici, attualmente guidata dal Presidente Claudio Riva. Riva Forni Elettrici impiega più di 5.500 persone e ha un forte focus sulla valorizzazione dei giovani talenti, con un’alta percentuale di diplomati e laureati nel suo team. Ad oggi, la società ha espanso la sua presenza oltre i confini italiani, con stabilimenti operativi in Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada.

I pilastri di Riva Acciaio: qualità e sostenibilità

Una delle ragioni del successo internazionale di Riva Acciaio sta nella sua politica di costante miglioramento delle operazioni produttive, con un’attenzione particolare alla sicurezza sul lavoro e alla sostenibilità ambientale. La sostenibilità è infatti uno dei pilastri della strategia della società, che si avvale principalmente di acciaierie ad arco elettrico per ridurre le emissioni e ottimizzare il consumo di energia, emergendo come un modello di riferimento nell’ambito della siderurgia sostenibile in Europa. Riva Acciaio è inoltre nota per la sua capacità di produrre materiali per settori quali l’automotive e la meccanica di precisione, che richiedono acciai dalle proprietà estremamente particolari che la società realizza attraverso numerose lavorazioni.

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Pionieri italiani della digitalizzazione: la storia di Roberto Giacchi

Roberto Giacchi è un nome che abbraccia finanza, telecomunicazioni e digitalizzazione. Dalle sue prime esperienze in KPMG fino alla leadership in Italiaonline, il manager ha dimostrato una capacità unica di guidare trasformazioni aziendali di successo.

Roberto Giacchi

Gli studi e i primi incarichi professionali

Nasce a Torino il 17 gennaio 1968 Roberto Giacchi, professionista esperto in economia e telecomunicazioni, protagonista di un percorso professionale di grande rilievo nel panorama aziendale italiano. Dopo aver conseguito la laurea in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma e ottenuto una specializzazione in Corporate Finance e Financial Investments alla Harvard University, verso la fine degli anni ’90 dà il via alla sua carriera in KPMG, dedicandosi a ruoli di consulenza nelle divisioni auditing e financial. Successivamente, nel 1998, si è unito al gruppo TIM, dove ha svolto un ruolo cruciale nelle attività di M&A per l’espansione internazionale del gruppo in America Latina ed Europa. La sua capacità di coniugare strategia e operatività lo ha portato nel 1999 a Bain & Company, dove ha seguito progetti di rilevanza strategica in settori chiave come telecomunicazioni, tecnologia e private equity, e nel 2005 è stato promosso al ruolo di Partner, riconoscimento del suo contributo alla crescita aziendale.

La nomina come CEO di Italiaonline

Nel 2007, Roberto Giacchi è stato chiamato a guidare il lancio di PosteMobile, il nuovo operatore di rete virtuale di Poste Italiane, conducendo l’azienda verso un rapido successo nel mercato delle telecomunicazioni italiano. Il suo approccio innovativo, basato su una proposta di marketing distintiva e l’integrazione di servizi fintech, ha portato PosteMobile a superare i 3 milioni di clienti già nel 2013. La sua esperienza è poi proseguita in Poste Italiane, dove dal 2014 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, contribuendo al processo di trasformazione del gruppo e alla sua IPO del 2015. Nel 2018, Giacchi è stato nominato Amministratore Delegato di Italiaonline, dove ha guidato un’importante ristrutturazione e ha puntato al consolidamento nei servizi digitali e all’espansione attraverso acquisizioni strategiche. Oltre ai successi aziendali, ha ricevuto vari riconoscimenti per il suo contributo all’innovazione e alla leadership, tra cui il premio di Amministratore Delegato dell’Anno nel 2020.

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Nicola Colucci: innovazione e crescita di Haiki+

Nicola Colucci, Presidente di Haiki+, ha presentato alla 26esima edizione di Ecomondo le innovazioni dell’azienda nella gestione dei rifiuti, evidenziando i progressi tecnologici e la crescita esponenziale ottenuta attraverso acquisizioni strategiche.

Nicola Colucci

Haiki+: innovazione e crescita sotto la guida di Nicola Colucci

A Ecomondo 2023, Nicola Colucci, Presidente di Haiki+, ha evidenziato il ruolo cruciale dell’azienda nella gestione sostenibile dei rifiuti in Italia. Haiki+, infatti, gestisce oltre 600.000 tonnellate di rifiuti ogni anno, un risultato ottenuto grazie alla capacità di internalizzare l’intera filiera del rifiuto. Questo significa che Haiki+ è in grado di gestire autonomamente ogni fase del processo, dalla raccolta al trattamento e smaltimento. “La parte innovativa di sicuro della nostra azienda è il fatto di riuscire a internalizzare tutta la filiera del rifiuto”, ha dichiarato il manager. L’approccio dell’azienda si distingue per l’attenzione all’innovazione impiantistica. “Ci sono ancora tante filiere di rifiuto in Italia che non sono presidiate o non sono correttamente gestite”, ha sottolineato Nicola Colucci. L’azienda si concentra su materiali specifici come il cartongesso, i materassi, le batterie al litio e i pannelli fotovoltaici, cercando di evitare il ricorso alla discarica e promuovendo il recupero. Questo impegno verso l’innovazione ha portato Haiki+ a una rapida crescita, con un aumento del fatturato da 60 a 200 milioni di euro negli ultimi due anni, principalmente grazie a strategie di acquisizione.

Nicola Colucci: la vision per il futuro di Haiki+

La vision di Nicola Colucci per il futuro di Haiki+ si basa su un equilibrio tra crescita interna e acquisizioni strategiche. L’azienda continua a esplorare nuove opportunità per espandersi e consolidare le proprie attività. Il manager ha spiegato come l’azienda si stia preparando per una fase di sviluppo interno, mirata a migliorare ulteriormente le proprie capacità operative e a sfruttare le nuove acquisizioni. “Ci concentriamo ovviamente anche sul consolidare e sviluppare quello che abbiamo in pancia attualmente”, ha affermato. Con la sua partecipazione a Ecomondo, Nicola Colucci ha dimostrato come Haiki+ sia un leader nel settore della gestione dei rifiuti, grazie a un approccio innovativo e una visione strategica chiara. Il futuro dell’azienda sembra promettente, con l’obiettivo di continuare a crescere e a innovare nel campo della sostenibilità ambientale.

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Da spazzatura a risorsa: il modello di recupero di Ares Ambiente, fondata da Marco Domizio

Marco Domizio ha fondato Ares Ambiente, azienda che si occupa della gestione dei rifiuti in modo innovativo e responsabile. Tra le attività di maggior valore in termini di salvaguardia ambientale, il recupero dei materiali attraverso pratiche di riciclo e riutilizzo.

Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: il recupero dei materiali in Ares Ambiente

I materiali di recupero sono quelle sostanze provenienti da processi di produzione, o altre fonti, che possono essere recuperati, riutilizzati o riciclati così da ridurre gli sprechi e l’impatto sull’ambiente. Nello specifico sono: terre, polveri, refrattari, ceneri e materiali da demolizioni, la FORSU (la Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). Attraverso il recupero di tali materiali è possibile massimizzare l’utilizzo delle risorse, riducendo al contempo l’accumulo nelle discariche e incentivando pratiche di sostenibilità ambientale come il riciclo, il riutilizzo e il compostaggio. In Ares Ambiente questi rifiuti vengono considerati una risorsa preziosa. Con la sua vasta esperienza nel settore della gestione dei rifiuti, la realtà fondata da Marco Nicola Domizio si occupa dei materiali di recupero che derivano da diverse tipologie di attività, gestendoli in modo appropriato e contribuendo, di fatto, alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.

Marco Domizio: Ares Ambiente è un player cruciale nella gestione responsabile dei rifiuti

Fondata nel 2008 da Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente si afferma come un attore fondamentale nella gestione responsabile ed ecosostenibile dei rifiuti, rispondendo ad un’esigenza sempre più pressante, quella della salvaguardia ambientale. La mission dell’azienda è collegare i vari protagonisti del ciclo di gestione dei rifiuti, fornendo soluzioni personalizzate e complete che si adattino alle specifiche esigenze dei clienti, indipendentemente dalla tipologia di rifiuto. Con un team composto da tecnici altamente qualificati e sempre aggiornati sulle normative vigenti, Ares Ambiente è in grado di consigliare e implementare soluzioni ad hoc. Con la sostenibilità ambientale quale fulcro della propria attività, la società si impegna nella promozione di valori che favoriscano lo sviluppo sostenibile nelle comunità in cui opera. Tra gli obiettivi principali che l’azienda intende raggiungere nel 2024 c’è quello di aumentare la consapevolezza e l’impegno verso l’ecosostenibilità tra gli stakeholder, inclusi dipendenti, fornitori e clienti.

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Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini eccellenze del Gruppo Argea

Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini fanno parte di Argea: il Gruppo ha già dato prova di ricavi notevoli ed è in continua crescita.

Botter S.p.A.

Gruppo Argea: Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini

Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini compongono il Gruppo Argea, leader nel settore del vino su scala internazionale. Con ricavi consolidati di 449 milioni di euro nel 2023, Argea si è posizionata come il più grande player privato nel comparto vitivinicolo italiano. Il Piano di Argea si è basato su una crescita sia organica che attraverso acquisizioni, con un forte focus sulla sostenibilità e sull’espansione internazionale. Con sei siti di produzione sparsi dall’Italia settentrionale a quella meridionale, e una vasta gamma tipologie di vino italiane di successo come Barbera, Nebbiolo, Prosecco, e Nero d’Avola, il Gruppo ha scelto come sua mission la valorizzazione dell’immenso patrimonio enologico del Belpaese. Argea esporta in 85 Paesi, coprendo sia mercati tradizionali come USA, UK e Germania, che aree emergenti come Cina e Corea del Sud.

La nascita di Argea, frutto della fusione iniziale tra Botter S.p.A. e Mondodelvino e della successiva acquisizione di Cantina Zaccagnini

L’accorpamento di due società vitivinicole di rinomata competenza e qualità quali Botter S.p.A. e Mondodelvino ha costituito, secondo l’AD di Argea Massimo Romani, una vera e propria svolta epocale nel settore vinicolo italiano: “Con questo progetto, unendo risorse tra le migliori del settore, Argea intende rappresentare una grande opportunità per il vino italiano e per l’intero comparto enologico sui mercati mondiali”. Gli eccezionali ricavi del Gruppo hanno permesso inoltre, secondo il manager, di portare avanti un ambizioso Piano di investimenti che ha consentito di immettere notevoli risorse anche nella direzione di una viticultura sostenibile e armoniosa con l’ambiente e i territori, della quale Botter S.p.A. era leader già prima della nascita di Argea. “Tramite il nostro Piano Industriale ambiamo a uno sviluppo etico e sostenibile che coinvolga i nostri collaboratori, le comunità e l’ambiente in cui operiamo. Un percorso ambizioso, caratterizzato da ingenti investimenti che permetteranno ad Argea di allargare sempre di più i propri orizzonti, con crescite importanti sia all’estero che in Italia”, ha concluso, preannunciando un significativo processo di crescita su scala globale. Espansione che ha comportato la successiva acquisizione di Cantina Zaccagnini.

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Gruppo Riva: innovazione e leadership nell’industria siderurgica europea

Gruppo Riva, fondato nei primi anni ‘50 da Emilio Riva insieme al fratello Adriano, è un esempio emblematico di visione imprenditoriale e capacità di adattamento. Nata come un’attività di commercio di rottami ferrosi, l’azienda è poi diventata uno dei principali operatori siderurgici in Europa, grazie alla sua strategia di innovazione, espansione internazionale e acquisizioni mirate.

Gruppo Riva

Dal dopoguerra alla leadership europea: la crescita di Gruppo Riva

La storia di Gruppo Riva inizia nel contesto dell’Italia del Dopoguerra, un Paese in piena ricostruzione e avviato verso il “miracolo economico”. In questo periodo, Emilio Riva intuisce le potenzialità del settore siderurgico e avvia un’attività di commercio di rottami ferrosi che ben presto evolve in una vera e propria industria. Negli anni ‘60, con l’adozione della colata continua curva a tre linee, l’azienda introduce in Italia una tecnologia all’avanguardia che rivoluziona il processo produttivo, rendendolo più efficiente e competitivo. Negli anni ‘70 e ‘80, mentre l’Europa affronta crisi economiche e la concorrenza di Paesi emergenti, il Gruppo si distingue per la sua espansione internazionale e l’investimento in nuove tecnologie. Acquisizioni strategiche in Spagna, Canada, Francia e altri Paesi europei permettono all’azienda di diversificare la propria produzione e rafforzare la presenza sui mercati esteri.

Innovazione e sostenibilità: la strategia di Gruppo Riva

Nel nuovo millennio, attraverso la costituzione di Riva Forni Elettrici, si consolida ulteriormente nella fabbricazione di acciaio di qualità destinato ai prodotti lunghi. Nel 2023, il Gruppo compie un ulteriore passo verso la sostenibilità con l’acquisizione di nuovi siti di raccolta e frantumazione di rottami metallici, raggruppati sotto la società TRENTETROIS. Questa mossa rafforza l’impegno aziendale verso l’autonomia nella catena del riciclo dell’acciaio, riaffermando la sostenibilità come un valore fondamentale. Gruppo Riva continua a rappresentare oggi un pilastro dell’industria siderurgica italiana ed europea, con una storia di successo che coniuga tradizione e innovazione. La capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di affrontare le sfide globali gli ha permesso di mantenere una posizione di leadership nel settore, garantendo al contempo un impegno costante verso la sostenibilità e l’innovazione.

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Serenissima Ristorazione, un 2023 da record: crescono il fatturato e l’EBITDA

Serenissima Ristorazione ha chiuso il 2023 con un fatturato di 535 milioni di euro, in crescita del 17% rispetto al 2022, mentre l’EBITDA è aumentato del 25%, raggiungendo 31 milioni. Il Gruppo continua a sostenere la propria crescita con voluminosi investimenti volti ad ingrandire gli innovativi centri di produzione e diversificare l’offerta.

Tommaso Putin (Serenissima Ristorazione)

Crescita senza precedenti nel Bilancio di Serenissima Ristorazione per il 2023

Nel 2023, Serenissima Ristorazione ha registrato una solida crescita finanziaria, con un fatturato consolidato che ha raggiunto i 535 milioni di euro, in incremento del 17% rispetto all’anno precedente. L’EBITDA ha mostrato un progresso significativo, aumentando del 25,5% e attestandosi a 31 milioni di euro, mentre l’utile netto è cresciuto del 28,26%, toccando i 13 milioni di euro. Anche il patrimonio netto del Gruppo ha beneficiato di questa notevole performance con un aumento del 10%, che lo colloca a 125 milioni di euro. Questi risultati, secondo il Vicepresidente Tommaso Putin, confermano l’efficacia della strategia di Serenissima Ristorazione, che ha puntato sulla diversificazione del business per adattarsi alle dinamiche di un mercato globale in continua evoluzione. Le piattaforme logistiche controllate dal gruppo, tra cui Rossi Giants, Imes e F.F.F., hanno contribuito con oltre 130 milioni di euro al fatturato complessivo, dimostrando la validità del modello di business adottato dalla società.

Serenissima Ristorazione: un impegno duraturo verso l’innovazione e la sostenibilità

Oltre agli eccellenti risultati finanziari, Serenissima Ristorazione ha continuato a investire in maniera significativa nell’innovazione e nella sostenibilità: nel 2023, il gruppo ha destinato più di 30 milioni di euro all’efficientamento dei processi produttivi, con l’obiettivo di non solo migliorare l’efficienza operativa, ma anche ridurre l’impatto ambientale. Nel 2024, il Gruppo si propone di rafforzare questo impegno per lo sviluppo e la sostenibilità portando gli investimenti a 60 milioni di euro. “Prevediamo per i prossimi anni di raggiungere i 600 milioni di fatturato nel 2024 e superare i 650 milioni nel 2025, rimanendo focalizzati sulla crescita sostenibile e sull’innovazione. Sono convinto che questi sforzi ci permetteranno di affrontare le sfide future mantenendo al contempo una crescita responsabile” ha concluso il Vicepresidente Putin, sottolineando come una strategia di investimenti proattiva consentirà al Gruppo di raggiungere non solo i propri ambiziosi obiettivi di fatturato, ma anche di contribuire allo sviluppo di un’industria alimentare amica dell’ambiente.

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Health Italia: eccellenza nella sanità integrativa e welfare aziendale

Quotata all’Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, Health Italia è un leader nel settore dell’assistenza e della sanità integrativa in Italia. Fondata nel 2001, la società si è affermata come una delle principali realtà indipendenti del mercato, distinguendosi per l’innovazione e l’attenzione verso la responsabilità sociale e ambientale.

Health Italia\

Le soluzioni offerte da Health Italia

L’impegno di Health Italia verso la sostenibilità è testimoniato dal rating ESG (Environmental, Social, Governance) assegnato da Cerved Rating Agency, che le ha conferito una valutazione “A” high e un punteggio di 72.4. Questo riconoscimento sottolinea la dedizione del Gruppo verso la responsabilità sociale e ambientale, un aspetto fondamentale per la missione aziendale. Health Italia offre una vasta gamma di soluzioni pensate per promuovere il benessere e la salute attraverso la prevenzione e l’assistenza sanitaria. Tramite il servizio Hi Welfare, fornisce soluzioni complete per la gestione dei piani di welfare aziendale, offrendo servizi personalizzati per il benessere dei dipendenti. Si occupa, inoltre, di piani sanitari e servizi assistenziali su misura per famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche, puntando a migliorare il sistema di welfare tradizionale. Propone infine programmi di flexible benefit progettati per adattarsi alle esigenze specifiche di ciascun cliente, promuovendo uno stile di vita sano e un’assistenza sanitaria di qualità.

Health Italia: innovazione tecnologica e impegno sociale

Un aspetto distintivo di Health Italia è il suo impegno verso l’innovazione tecnologica. Health Point, infatti, è all’avanguardia nel settore della telemedicina, offrendo servizi tramite una piattaforma online proprietaria e prestazioni sanitarie presso strutture proprie e convenzionate. Questo risponde alle esigenze di un mondo del lavoro sempre più digitalizzato e connesso, garantendo soluzioni adattabili e integrabili nei piani di welfare aziendale. Il Gruppo gestisce una rete nazionale di oltre 8.500 convenzioni sanitarie e 15.000 professionisti attraverso Health Assistance: l’ampio network consente di offrire servizi di alta qualità e un supporto completo per le esigenze dei clienti. Oltre alle attività principali, Health Italia è impegnata anche in iniziative sociali e culturali significative. Nel 2015, l’azienda ha fondato la Fondazione Banca delle Visite Onlus, in collaborazione con Mutua MBA e Health Assistance. Tra i progetti principali rientrano la Banca delle Visite, che raccoglie donazioni per visite ed esami medici per persone in difficoltà, e il Museo del Mutuo Soccorso, dedicato alla valorizzazione della storia delle società di mutuo soccorso e alla promozione della ricerca sulla mutualità.

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Paolo Arrigoni: il Presidente del GSE premiato agli Energy Earth Awards per l’impegno sostenibile

Sotto la guida del Presidente Paolo Arrigoni, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) si è distinto per il suo ruolo di primo piano nel sostenere lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia, contribuendo significativamente al processo di transizione energetica del Paese.

Paolo Arrigoni

Paolo Arrigoni e il GSE premiati agli Energy Earth Awards

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha ricevuto un prestigioso riconoscimento agli Energy Earth Awards 2024, evento svoltosi nella suggestiva cornice di Maratea, in Basilicata: il Presidente Paolo Arrigoni, in particolare, è stato premiato in virtù del suo ruolo centrale nella transizione di un sistema energetico fondato sull’energia pulita. Il GSE, sotto la guida del manager, si è affermato come un attore cruciale nel settore energetico italiano, fungendo da motore economico e regolatore nella promozione di energie rinnovabili e nell’incentivazione del cambiamento. Attraverso una costante opera di sensibilizzazione e regolamentazione, il GSE ha diffuso la conoscenza delle regole della transizione energetica su tutto il territorio nazionale, impegnandosi in particolare nella promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, ossia associazioni di cittadini e imprese che si uniscono per produrre autonomamente energia pulita.

L’intervento di Paolo Arrigoni

Paolo Arrigoni ha sottolineato, nel corso della cerimonia, l’importanza delle CER nella creazione di un modello energetico più sostenibile e rispettoso dell’ambiente, evidenziando anche come comportino significativi sgravi economici per le famiglie e gli enti che decidono di formarle: “Le CER sono un driver importante per la transizione, portano benefici economici, sociali e soprattutto ambientali, perché più comunità e impianti si realizzeranno minore sarà l’utilizzo di combustibili fossili e la conseguente emissione di CO2 nell’atmosfera”, ha dichiarato: C’è l’obiettivo di installare al 2027 almeno 5 GW di nuova potenza, diffondendo la cultura della sensibilità e stimolando Comuni, cittadini e PMI ad essere protagonisti della transizione energetica”.

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Stefano Venier: Earth Overshoot Day, il monito dell’AD di Snam su LinkedIn

Earth Overshoot Day, l’AD di Snam Stefano Venier: “Ogni anno questa data si anticipa. E ovviamente non va bene. Non va bene, soprattutto, perché rivela come debba ancora attecchire, a tutti i livelli (e soprattutto in tutto il mondo) un’idea di sviluppo sostenibile che si faccia carico dell’ambiente a tutto tondo, senza concentrarsi solo sul pur fondamentale tema delle emissioni climalteranti”.

Stefano Venier

Il post LinkedIn dell’AD Stefano Venier: “Oggi, 1° agosto 2024, il Pianeta è finito”

L’AD di Snam Stefano Venier, in un post su LinkedIn scritto lo scorso 1° agosto in occasione dell’Earth Overshoot Day, invita a una seria riflessione sullo stato di salute del Pianeta e sull’importanza di invertire la rotta. L’Earth Overshoot Day indica la data convenzionale in cui vengono esaurite le risorse naturali che, consumate dall’uomo, il Pianeta stesso non è in grado di rigenerare: “Questo vuol dire che – da oggi alla fine dell’anno – si andrà “a debito”, erodendo il capitale naturale dell’anno prossimo. E l’anno prossimo, anche per questo motivo, l’Earth Overshoot Day cadrà un po’ prima, presumibilmente già a luglio”. Di anno in anno questa data si anticipa, osserva l’AD Stefano Venier: “Non va bene, soprattutto, perché rivela come debba ancora attecchire, a tutti i livelli (e soprattutto in tutto il mondo) un’idea di sviluppo sostenibile che si faccia carico dell’ambiente a tutto tondo, senza concentrarsi solo sul pur fondamentale tema delle emissioni climalteranti. A cosa servirebbe, infatti, un’economia mondiale a zero emissioni se nel frattempo compromettessimo l’equilibrio dei mari, desertificassimo le aree verdi e distruggessimo la biodiversità? La risposta è facile: a niente!”. L’AD di Snam richiama quindi un recente studio prodotto dall’economista Partha Dasgupta che “ce lo segnala molto chiaramente, invitandoci a misurare non solo il PIL, ma anche il capitale naturale eroso per conseguirlo, perché lo squilibrio tra l’impatto delle attività umane sulla biosfera e la capacità della natura di rigenerarsi si sta allargando”.

Stefano Venier: sostenibilità, la vision e l’impegno di Snam

La sostenibilità, si legge nel post LinkedIn dell’AD Stefano Venier, non riguarda solo l’ambiente ma anche le dimensioni sociali ed economiche: “Un approccio integrale alle questioni ambientali, come quello sui ‘planetary boundaries’, aiuta a capire meglio le implicazioni sociali ed economiche, poiché le risorse naturali sono fondamentali per economie e società, comprese le generazioni future”. L’AD ricorda quindi come anche in Snam, nella consapevolezza di tutto questo, “abbiamo fatto evolvere la nostra strategia sostenibile, integrandola sempre di più a quella del business ed estendendone il raggio d’azione a una pluralità di capitoli che contemplano le azioni volte a ridurre le emissioni climalteranti, nostre e della nostra catena del valore, e che guardano anche all’innovazione, alle comunità locali, alle persone e alla tutela della biodiversità”. Un percorso che Snam ha intrapreso anche “mettendo in valore la nostra presenza capillare sul territorio italiano (500 i cantieri del solo 2024), con i quali ci impegniamo a un impatto zero già da quest’anno e a un impatto positivo, volto cioè a migliorare gli ecosistemi attraversati, dal 2027”, evidenzia infine l’AD Stefano Venier.

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Amplifon, Enrico Vita: “Crescita organica e acquisizioni trainano i risultati”

“Nel primo semestre del 2024 abbiamo proseguito il nostro percorso di crescita, registrando un forte incremento dei ricavi e un aumento della profittabilità rispetto allo stesso periodo del 2023”. Così Enrico Vita ha commentato i risultati del primo semestre registrati da Amplifon.

Enrico Vita

Enrico Vita: ricavi per 1,2 miliardi e utile netto di 90,3 milioni di euro

Il Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Enrico Vita ha chiuso il primo semestre del 2024 con risultati finanziari positivi, registrando ricavi pari a 1,2 miliardi di euro. Questo segna un incremento dell’8% a cambi costanti e del 5,7% a cambi correnti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto registrato da Amplifon ha raggiunto i 90,3 milioni di euro, con un leggero aumento rispetto agli 89,3 milioni del primo semestre del 2023. Anche il margine operativo lordo (EBITDA) ha segnato una crescita del 7,7%, attestandosi a 297,2 milioni di euro rispetto ai 276 milioni dell’anno scorso. L’incidenza dell’EBITDA sui ricavi è inoltre salita al 25,2%, con un incremento di 40 punti base. Nel secondo trimestre del 2024, i ricavi hanno raggiunto i 604,1 milioni di euro (+7,1%). Questo risultato riflette il continuo impegno del Gruppo nella crescita organica e nella strategia di acquisizioni.

Enrico Vita: la crescita di Amplifon

Amplifon ha completato la terza acquisizione da inizio anno di un franchisee americano di Miracle-Ear, un’operazione che ha ampliato la propria rete con circa 15 nuovi negozi, concentrati principalmente nel Nord Est degli Stati Uniti, inclusi diversi punti vendita in Maryland. “Tali risultati – ha quindi precisato Enrico Vitasono stati ottenuti grazie a una crescita organica superiore al mercato e a una significativa accelerazione delle acquisizioni, con circa 290 nuovi negozi rilevati da inizio anno tra Nord America, Europa e Cina, nonostante un andamento del mercato europeo ancora debole, soprattutto nella parte finale del secondo trimestre. Continuiamo a consolidare la nostra posizione di leadership globale e guardiamo con fiducia all’evoluzione del nostro business”. Grazie a tali performance, Amplifon dimostra una solida crescita e una gestione efficace, consolidando ulteriormente la sua leadership nel settore delle soluzioni acustiche a livello globale.

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Emergenza idrica, la ricetta di Luca Dal Fabbro per il rilancio della rete italiana

Luca Dal Fabbro ha lanciato all’Assemblea Generale di Utilitalia una proposta innovativa e ambiziosa: un “Piano Marshall per l’acqua”. La visione del Presidente di Iren si concentra sulla necessità di rinnovare le infrastrutture idriche italiane attraverso investimenti mirati e una stretta collaborazione tra multiutility, imprese del settore e stakeholder pubblici.

Luca Dal Fabbro

L’intervento di Luca Dal Fabbro all’Assemblea di Utilitalia

Il futuro dell’Italia è legato indissolubilmente alla gestione dell’acqua, risorsa vitale per l’intero sistema produttivo nazionale“. È un messaggio chiaro quello che Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo Iren, ha lanciato in occasione dell’ultima Assemblea Generale di Utilitalia, di cui il manager è Vicepresidente Vicario. Ciò che serve in questo momento al Paese è un ambizioso progetto nazionale dedicato alla riqualificazione delle infrastrutture idriche italiane. Luca Dal Fabbro ha parlato di questa iniziativa come un vero e proprio “Piano Marshall per l’acqua“, sottolineando l’urgenza di agire per garantire un futuro sostenibile al Paese. Centrale il ruolo delle multiutility, che in collaborazione con le Istituzioni possono fungere da apripista per la promozione di nuove partnership con le PMI del settore idrico. “È necessario un intervento deciso per migliorare la nostra rete idrica, che attualmente disperde oltre il 40% dell’acqua trattata a causa di infrastrutture obsolete. Nuovi investimenti sono indispensabili, in particolare per la creazione di impianti avanzati per il recupero delle acque reflue. Iren, in questo contesto, rappresenta un modello di eccellenza a livello nazionale“, ha affermato.

Utilitalia, l’Assemblea conferma i vertici: Luca Dal Fabbro Vicepresidente Vicario

Nel corso dell’Assemblea è stata rinnovata la fiducia a Filippo Brandolini come Presidente di Utilitalia. Oggi la federazione è un attore chiave nel settore dei servizi pubblici italiani: sono infatti 400 le aziende associate attive nei servizi di acqua, ambiente ed energia, per un valore produttivo totale di 38,5 miliardi di euro e 100.000 persone occupate. Confermato nel ruolo di Vicepresidente Vicario anche Luca Dal Fabbro che, grazie al suo ruolo in Iren, è da sempre promotore di nuove sinergie tra le grandi multiutility e le imprese idriche regionali. Nella parte finale del suo intervento il manager ha ribadito l’importanza di rafforzare la collaborazione tra le grandi multiutility e le imprese idriche locali: un passaggio fondamentale per accelerarne lo sviluppo tecnologico e ottimizzarne i processi.

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Sabrina De Filippis (Mercitalia Logistics): puntiamo all’integrazione digitale tra porti e ferrovie

Ridurre l’impatto ambientale della logistica è una sfida complessa che richiede la massima cooperazione. Lo sa bene Sabrina De Filippis, manager alla guida di Mercitalia Logistics che, durante un convegno organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, ha sottolineato l’importanza di “fare sistema” per arrivare ad un trasporto merci sempre più intermodale e sostenibile.

Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis: la ricetta per un approccio integrato e sostenibile

Quali sono le chiavi per sviluppare un sistema logistico che sia al tempo stesso integrato, intermodale e sostenibile, capace di supportare la transizione ecologica? È stata la domanda che ha ispirato il convegno “Sotto il segno del Porto”, organizzato a La Spezia dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. Numerosi esperti del settore trasporti, tra cui Sabrina De Filippis, AD di Mercitalia Logistics, hanno offerto spunti e riflessioni su come migliorare la connessione tra le infrastrutture portuali e quelle ferroviarie, passaggio cruciale per facilitare il trasporto merci dal mare alla rotaia e ridurre l’uso dei camion, noti proprio per il loro maggiore impatto ambientale su lunghe distanze. Per la manager alla guida della capofila del Polo Logistica del Gruppo FS Italiane la parola chiave è collaborazione. Tutti gli attori in campo, ha dichiarato l’AD intervenendo al panel “Verso un nuovo assetto porti-logistica?”, devono “fare sistema” per promuovere un approccio sempre più integrato. A dare l’esempio è la stessa Mercitalia Logistics, che ha recentemente siglato un protocollo d’intesa con Mario Sommariva, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, volto a promuovere una maggiore integrazione digitale tra le strutture portuali e la rete ferroviaria.

Sabrina De Filippis: Mercitalia Logistics vuole raddoppiare entro il 2030 la quota di merci trasportate su rotaia

L’accordo siglato da Sabrina De Filippis rappresenta un tassello fondamentale nel Piano di Mercitalia Logistics, che ambisce a raddoppiare, entro il 2030, la quota di merci trasportate su rotaia, attualmente ferma all’11%. “Il nostro impegno è volto a sviluppare l’intermodalità tra ferrovia, gomma e mare, investendo significativamente in terminal e retroporti. La Spezia ne è un esempio emblematico“, ha dichiarato. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, Mercitalia Logistics ha messo in campo un investimento di 3 miliardi di euro, destinato al rinnovo della flotta, alla digitalizzazione dei processi e alla costruzione di nuovi terminal logistici. Parallelamente, l’azienda sta rafforzando la propria presenza internazionale attraverso acquisizioni strategiche come quella della società tedesca Exploris, recentemente rilevata tramite la sua controllata TX Logistik.

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Dario Lo Bosco: la Sicilia al centro degli investimenti di RFI

Portare a 250 chilometri orari la velocità delle principali linee ferroviarie siciliane, elettrificare la tratta Palermo-Trapani, ammodernare le stazioni e collegarle con i principali aeroporti, ridurre i tempi di percorrenza tra gli scali e trasformare gli immobili in disuso in accademie internazionali: questi sono solo alcuni dei punti del grande Piano che RFI, guidata dal Presidente Dario Lo Bosco, sta attuando per ridefinire il panorama infrastrutturale dell’Isola.

Dario Lo Bosco

Dario Lo Bosco: “Sforzo senza precedenti” di RFI in Sicilia

In Sicilia non si era mai vista una cosa simile”: Dario Lo Bosco, Presidente di RFI, ha illustrato nel dettaglio gli investimenti di RFI per l’Isola, sottolineando come dei 44 miliardi di euro impiegati in tutta Italia per gli ambiziosi progetti infrastrutturali della società, ben 17,4 saranno utilizzati per il rinnovamento e l’espansione delle ferrovie siciliane. Il Piano prevede l’ammodernamento della linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina, con l’obiettivo di raggiungere una velocità massima di 250 km/h in alcuni tratti. In preparazione del Ponte sullo Stretto, il Gruppo FS sta studiando ulteriori modifiche per estendere questa velocità a tutta la linea. Dario Lo Bosco ha annunciato inoltre ulteriori interventi, che includono l’elettrificazione della tratta Palermo-Trapani e l’integrazione della stazione di Birgi con il vicino aeroporto.

I progetti di RFI per le stazioni siciliane illustrati da Dario Lo Bosco

Dario Lo Bosco ha inoltre anticipato l’intenzione di RFI di rinnovare radicalmente le stazioni siciliane attraverso accordi con Unioncamere Sicilia e Federfarma, trasformandole in “hub di servizi per i passeggeri, dall’offerta di prodotti enogastronomici e dell’artigianato a quella di prodotti per la salute e il benessere”. Secondo il manager, RFI prevede inoltre di rigenerare le stazioni in disuso per metterle al servizio della cittadinanza: particolarmente strategico sarà il progetto di fondare, riutilizzando la vecchia Stazione ennese, un Centro di Studi che attrarrà anche studenti dall’estero.

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Luca de Meo: come Renault Group sta affrontando le sfide del mercato europeo

Il 2024 si sta rivelando un anno cruciale per Renault Group: grazie a una strategia focalizzata su innovazione e velocità di esecuzione, la realtà guidata da Luca de Meo ha ottenuto importanti risultati finanziari, ma il percorso è costellato di sfide legate alla regolamentazione e alla concentrazione geografica del suo mercato.

Luca de Meo

Luca de Meo: Renault Group protagonista di un anno sfidante

Il settore automobilistico europeo ha concluso la prima metà del 2024 con risultati che riflettono uno dei periodi più sfidanti per i principali costruttori occidentali, alle prese con la transizione verso l’elettrico. Tra i protagonisti spicca Renault Group che, grazie al suo ambizioso turnaround iniziato quattro anni fa, continua a registrare ottimi risultati. Nel primo trimestre, il CEO Luca de Meo ha guidato l’azienda verso un nuovo record di margine operativo, puntando su innovazione, flessibilità e rapidità di esecuzione. Renault Group continua a beneficiare di un mercato europeo vivace: secondo Vittoria Ferraris, Sector Lead Automotive EMEA di S&P Global Ratings, “il margine operativo del comparto auto di Renault continua a crescere, trainato dalle motorizzazioni tradizionali e ibride“. Tuttavia, la componente elettrica pura rimane ancora limitata, con Scenic E-tech Electric in fase di lancio e l’attesissima Renault 5 E-tech Electric prevista per la fine dell’anno.

Luca de Meo: Renault Group, cresce il titolo in borsa

Un inizio anno estremamente positivo per il Gruppo guidato da Luca de Meo, che nel 2020 è entrato in Renault proprio con l’obiettivo di avviare un processo di ristrutturazione aziendale e spingere lo switch elettrico. Un percorso premiato anche dai mercati, con il titolo che al momento è l’unico tra i produttori europei a registrare una crescita nel 2024, superato solo da BYD e GM. Subito dopo Renault, sul podio dei costruttori europei c’è BMW, che nonostante ricavi e redditività in calo, sta accelerando sulle auto elettriche.

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Dagli studi all’estero alla guida di Capgemini: la carriera di Monia Ferrari

Durante tutto il suo percorso Monia Ferrari ha avuto un impatto significativo nel mondo della tecnologia e dei servizi finanziari. Come Managing Director di Capgemini Italia, guida l’azienda verso un futuro più sostenibile e innovativo, grazie anche alla vasta esperienza acquisita in diverse aziende e settori.

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Gli studi e le esperienze all’estero

Attuale Managing Director di Capgemini Italia, leader nella consulenza per la trasformazione tecnologica e di business delle aziende, Monia Ferrari è oggi una delle figure più influenti nel mondo della tecnologia e dei servizi finanziari. Cresciuta negli anni ’70 in Italia, Monia ha intrapreso un percorso formativo che l’ha portata a conseguire una laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Parma, seguita da master in e-business Management e marketing internazionale. La sua carriera internazionale è decollata a New York, dove ha lavorato nel campo della digitalizzazione dei prodotti di consumo. Tornata in Italia nel 2001, ha avviato la sua carriera nel settore IT-bancario, dimostrando rapidamente le sue competenze e capacità.

L’ingresso in Zucchetti e il passaggio a Capgemini

Nel 2004, Monia Ferrari è entrata nel Gruppo Zucchetti, dove ha svolto ruoli chiave nel settore IT, specializzandosi in software per banche e assicurazioni. Successivamente, ha lavorato nel Gruppo AIVE come Responsabile Commerciale per l’area Banking. Con l’acquisizione di AIVE da parte di Capgemini nel 2011, Ferrari è entrata a far parte del team di Capgemini, inizialmente come Responsabile Commerciale del settore Banche. La sua carriera ha subito una rapida ascesa, e nel 2014 è diventata Responsabile della divisione Banking. Dal 2019, guida l’area Financial Services, distinguendosi per la sua visione strategica e le sue capacità di leadership. Dal 2023, Monia Ferrari è alla guida di Capgemini Italia come Managing Director, impegnandosi a guidare l’azienda verso un futuro innovativo e sostenibile, sfruttando la tecnologia per migliorare l’efficienza e l’inclusività dei servizi finanziari. La sua leadership è riconosciuta anche a livello internazionale, come testimoniato anche dalla sua inclusione nella classifica MPW Italia di Fortune del 2023.

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Pier Silvio Berlusconi: MFE Advertising, la forza di un sistema innovativo

Pier Silvio Berlusconi: MFE Advertising punta ad essere il motore per lo sviluppo di “un sistema di advertising europeo mai visto prima” facendo leva sulle sinergie “in Italia, Spagna e negli altri Paesi che si uniranno al progetto”. 

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE, prospettive di crescita favorevoli nel mercato della raccolta pubblicitaria

Innovazioni, Europa, futuro, tecnologia. È in questa direzione che guarda MFE, come ha ricordato il CEO Pier Silvio Berlusconi nelle scorse settimane parlando al TG5 dopo che JP Morgan ha migliorato la raccomandazione sul titolo da ‘Neutral’ a ‘Overweight’ riconoscendo il valore del progetto e le prospettive di crescita. “Abbiamo già fatto molto, abbiamo consolidato la nostra televisione spagnola, siamo cresciuti al 30% del primo gruppo televisivo in Germania. Diciamo che l’augurio, la speranza, il progetto a cui lavoriamo è quello di creare il primo vero broadcaster europeo che abbia un’impronta tale sul pubblico da poter competere con i giganti, con le multinazionali del web e di internet” ha rimarcato Pier Silvio Berlusconi. Sulle valutazioni degli analisti di JP Morgan hanno influito anche le favorevoli prospettive di crescita nel mercato della raccolta pubblicitaria nonché l’impatto sulle azioni del gruppo e delle sue controllate.

Pier Silvio Berlusconi: “Il rapporto umano, la stima e la fiducia sono un valore unico oggi più che mai

“In Italia a giugno la crescita della raccolta si attesta a + 14%, e a luglio è ancora meglio” ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi lo scorso 16 luglio nel corso della serata di presentazione dei palinsesti Mediaset 2024/25 sottolineando come i segnali indichino un mercato “veramente tonico, e Publitalia si è mossa alla grande”. È una buona notizia “non solo per Mediaset, ma anche per le imprese italiane e tutta l’economia, perché l’andamento del mercato pubblicitario è anche cartina di tornasole dell’economia e del livello di fiducia delle aziende” ha aggiunto, prospettando “buone sensazioni per fine anno, anche se viaggiare a questi livelli è difficile”. Risultati che permettono di preventivare “una crescita del +30% dell’utile netto”, anche a fronte di una strategia lungimirante che ha portato Mediaset negli anni a imporsi per la forza della propria offerta crossmediale e per la vision sugli obiettivi che animano il progetto MFE: un’azienda italiana alla guida di un grande polo europeo con al centro la televisione generalista free to air. Fondamentale nello sviluppo di questo progetto la nascita di MFE Advertising, motore per lo sviluppo di “un sistema di advertising europeo mai visto prima” che fa leva sulla capacità di Mediaset di proiettarsi nel futuro dell’innovazione tecnologica e del digital. Sempre mantenendo al centro le persone e la forza dei rapporti umani, come ha ribadito lo scorso 12 luglio Pier Silvio Berlusconi nel corso dell’evento organizzato da Publitalia 80 per la presentazione dei palinsesti della stagione 2024/25: “Noi non solo stiamo riuscendo a lavorare al meglio con tutte le nuove tecnologie, ma abbiamo con molti clienti un rapporto storico, un rapporto che insieme a loro chiamiamo di partnership. Siamo cresciuti insieme. Io penso che questo abbia un grande valore. Non ci sono innovazioni e tecnologie che tengono. Il rapporto umano, la stima e la fiducia sono un valore unico oggi più che mai”.

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Gruppo Riva tra passato, presente e futuro della siderurgia

Protagonista indiscusso della storia della siderurgia italiana, Gruppo Riva continua ad avere un ruolo centrale nello scenario nazionale ed internazionale del settore siderurgico, con un focus sempre maggiore sulla sostenibilità ambientale. Un valore fondamentale per il Presidente Claudio Riva.

Claudio Riva

L’ascesa di Gruppo Riva: pioneer della siderurgia italiana

Gruppo Riva affonda le sue radici nei primi anni ’50, quando Emilio Riva, insieme al fratello Adriano, avviò un’attività dedicata al commercio di rottami ferrosi. L’iniziativa si trasformò rapidamente in un’impresa di rilievo nel settore siderurgico, coincidente con il periodo di grande sviluppo economico del Paese, noto come “miracolo economico”. Negli anni successivi, Gruppo Riva si espanse anche all’estero, affermandosi come uno dei principali gruppi siderurgici in Europa. Tuttavia, la vera innovazione arrivò a metà degli anni ’60, quando l’azienda si trovò ad affrontare la sfida della crescente concorrenza internazionale. Emilio Riva comprese l’importanza di investire in tecnologie moderne per mantenere la competitività e, così, introdusse la colata continua curva a tre linee, una tecnologia particolarmente innovativa per l’epoca. Un approccio che non solo permise al Gruppo oggi guidato da Claudio Riva di adattarsi ai cambiamenti del mercato, ma che segnò anche un punto di svolta per l’intera industria siderurgica italiana, che poté abbandonare definitivamente i tradizionali lingotti in favore delle più moderne billette. La collaborazione con esperti del settore, come il tecnico Luigi Danieli e il progettista Renzo Colombo, portò all’inaugurazione della prima colata continua presso lo stabilimento di Caronno il 2 giugno 1964, un evento che incise profondamente sul futuro di tutto il comparto.

L’espansione internazionale e la vision dell’attuale Presidente Claudio Riva

Negli anni ’70, in un contesto segnato dalla crisi petrolifera e dalle sfide per la siderurgia europea, Gruppo Riva avviò un processo di espansione internazionale, acquisendo aziende in Spagna, Francia e Canada. Questo percorso consentì di aumentare la produzione di acciaio e laminati e di affermare ulteriormente la posizione di leadership del Gruppo nel panorama europeo. Nel corso degli anni, la strategia di espansione ha visto Gruppo Riva interessato anche a Paesi come Belgio e Germania, con l’obiettivo incrementare la produzione e consolidare la propria presenza. Inoltre, un’importante iniziativa nel 2005 ha portato alla riconversione dell’impianto di Cornigliano a Genova, un esempio di sinergia tra esigenze industriali e sostenibilità ambientale. Con lo sguardo rivolto al futuro, nel 2022 l’azienda ha acquisito siti di raccolta e frantumazione di rottami metallici, un passo importante verso l’autosufficienza nella catena del riciclo dell’acciaio. Uno sviluppo che riafferma l’impegno del Gruppo per una crescita responsabile e sostenibile. La figura di Emilio Riva, fondatore del Gruppo, è stata fondamentale per il suo successo. Il figlio Claudio Riva oggi continua a guidare l’azienda, mantenendo un focus sulla modernizzazione e sull’innovazione.

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Ares Ambiente ottiene l’autorizzazione per la gestione dei rifiuti urbani

Ares Ambiente ha recentemente ottenuto un’importante autorizzazione che amplia i suoi servizi di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, segnando un ulteriore passo avanti nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Ares Ambiente

Ares Ambiente ottiene l’Iscrizione in Categoria 1 Classe F

Grazie all’iscrizione dei propri mezzi in Categoria 1 Classe F dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Sezione Regionale della Lombardia, Ares Ambiente ha raggiunto un traguardo significativo nella gestione e nel trasporto dei rifiuti urbani. Questo riconoscimento conferma la conformità dell’azienda alle normative vigenti, permettendo al Gruppo di operare in piena legalità e trasparenza. La gestione dei rifiuti urbani in Italia è disciplinata dal Decreto Legislativo n. 152 del 2006, noto anche come “Codice dell’Ambiente”. Il decreto stabilisce i principi fondamentali per la gestione dei rifiuti, con l’obiettivo primario di tutelare l’ambiente e la salute pubblica. I pilastri della strategia nazionale per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti includono la raccolta differenziata, il riciclaggio e il recupero di materia ed energia.

Ares Ambiente amplia i servizi di gestione dei rifiuti urbani

L’autorizzazione ottenuta da Ares Ambiente, in particolare, permette all’azienda di gestire una vasta gamma di rifiuti urbani, in conformità con le normative specificate nei paragrafi 4.2 dell’allegato 1 al Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008 e successive modifiche del 13 maggio 2009. Ciò consente all’azienda di offrire servizi più completi ed efficienti, affrontando le sfide della raccolta e del trasporto dei rifiuti con soluzioni innovative e sostenibili. L’ampliamento dei servizi aziendali rappresenta un contributo significativo al miglioramento del sistema di gestione dei rifiuti in Italia. Attraverso una gestione responsabile e sostenibile, l’azienda si pone come un punto di riferimento nel settore della sostenibilità ambientale e della tutela del territorio. Questo passo avanti non solo rafforza la posizione di Ares Ambiente nel mercato, ma sottolinea anche il suo impegno continuo verso pratiche ecologicamente sostenibili e la protezione dell’ambiente per le future generazioni.

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Pier Silvio Berlusconi: nel “sistema crossmediale Mediaset” il futuro del settore

“Siamo arrivati a 20,9mila ore di prodotti tra settembre e maggio: non c’è nessun altro paragone con un broadcaster in Europa”, ha evidenziato Pier Silvio Berlusconi nel corso della Serata Mediaset per la presentazione dei palinsesti 2024/25.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: “Raggiungiamo ogni settimana il 96% della popolazione italiana”

TV lineare, on demand, radio e web. Pier Silvio Berlusconi lo ha ricordato anche lo scorso 16 luglio durante la Serata Mediaset per la presentazione dei palinsesti 2024/25: pilastro del Gruppo è “questo grande sistema di comunicazione che chiamiamo cross-mediale, che parte dalla forza della televisione, si espande sul digitale, sul web, arriva alla radio, alla cartellonistica digitale e oggi dà ai nostri clienti pubblicitari un’efficacia davvero unica in Italia e in Europa”. Lo dicono i numeri: “Pensate che raggiungiamo ogni settimana il 96% della popolazione italiana”. E non solo. Nei video visti online su tutti i device con 9,5 miliardi di visualizzazioni, Mediaset doppia il secondo in classifica. Merito anche di “un palinsesto ricchissimo”, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi: “Siamo arrivati a 20,9mila ore di prodotti tra settembre e maggio: non c’è nessun altro paragone con un broadcaster in Europa. Noi, RAI e altri editori facciamo veramente una produzione ricca. Quello che in Italia va in onda in una settimana, in Germania va in onda in un mese”.

Pier Silvio Berlusconi: “Quando il mercato gira il nostro approccio crossmediale fa la differenza”

Pier Silvio Berlusconi, nel commentare la notizia della promozione da parte di JP Morgan che, anche in considerazione dei risultati raggiunti, ha rivisto al rialzo il rating su MFE senza escludere ulteriori incrementi, aveva sottolineato anche come alla base del giudizio degli analisti ci siano le favorevoli prospettive di crescita nel mercato della raccolta pubblicitaria. “La nostra televisione è diventata anche digitale, i prodotti che facciamo oggi girano benissimo su tutti i device. Contattiamo ogni settimana 95 milioni di persone. Ovviamente sono contatti lordi, perché è un numero più grande della popolazione italiana, ma siamo gli unici, anche in questo caso, più dei mostri delle multinazionali del web”, aveva spiegato il CEO. Tematiche su cui si è espresso anche nel corso della Serata Mediaset rimarcando come lo sviluppo di un “sistema crossmediale” oggi stia portando risultati rilevanti in un contesto di sfide sempre più ambiziose per i player del settore. “Quando il mercato gira il nostro approccio crossmediale fa la differenza, ma il risultato della raccolta pubblicitaria è anche la cartina di tornasole dell’andamento dell’economia e del livello di fiducia delle aziende”, ha ricordato Pier Silvio Berlusconi: grazie a questi ricavi, “in Italia pensiamo di chiudere il semestre con +30% circa sul risultato netto”.

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Mediaset, l’impegno del Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi per l’ambiente e il mare

Con le campagne “Mediaset ha a cuore il Futuro” e Mediafriends, Mediaset promuove la salvaguardia dell’ambiente e del mare: così la realtà guidata da Pier Silvio Berlusconi sensibilizza il pubblico sull’importanza di comportamenti responsabili, per garantire un futuro alle nuove generazioni e preservare il patrimonio naturale italiano. 

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: Mediaset e l’amore per il territorio

Mediaset ha sempre dimostrato un forte impegno verso la salvaguardia dell’ambiente, e quest’estate ha deciso di raddoppiare i suoi sforzi attraverso due nuove campagne di sensibilizzazione. Con il progetto “Mediaset ha a cuore il Futuro” e l’iniziativa Mediafriends, il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi si propone di promuovere tra gli italiani un turismo responsabile, incoraggiando la cura del patrimonio naturale e culturale del Paese. La campagna, con il messaggio “Innamoriamoci dell’Italia. Visitiamola col cuore”, invita i turisti a visitare le bellezze dell’Italia con un occhio attento alla sostenibilità. Rispettare il territorio, raccogliere i rifiuti ed evitare comportamenti dannosi come accendere fuochi nei boschi sono solo alcune delle pratiche suggerite. L’obiettivo è creare un legame affettivo con il territorio, affinché le generazioni future possano godere delle stesse meraviglie che oggi ci circondano.

Mediaset, la salute del mare: l’impegno del Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi

Oltre alla salvaguardia del territorio, Mediaset si concentra anche sulla protezione del nostro mare, un bene prezioso, purtroppo minacciato dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Con la campagna di Mediafriends, dal claim “Il nostro futuro dipende dalla salute del mare: proteggiamolo”, l’azienda guidata da Pier Silvio Berlusconi prova a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un comportamento responsabile nei confronti di questo ecosistema vitale. Attraverso due spot sociali, la campagna mira a far comprendere quanto il mare sia fondamentale per la nostra vita e quali azioni siano necessarie per proteggerlo. Le attività promosse dal partner Marevivo, fondazione ambientalista attiva da 40 anni, includono la pulizia delle spiagge, la tutela della biodiversità e la protezione delle foreste marine. Queste iniziative, visibili su tutte le piattaforme del Gruppo fino al 31 agosto, pongono l’accento sulla sostenibilità e invitano tutti a contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente, anche durante le vacanze.

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Serenissima Ristorazione premiata per le iniziative ambientali al convegno di Parma

Nel vasto panorama della ristorazione collettiva italiana, Serenissima Ristorazione si distingue non solo per la qualità dei suoi servizi, ma anche per il suo impegno verso un futuro più sostenibile. Impegno che è stato recentemente premiato in occasione di un evento che ha sottolineato il ruolo fondamentale nella promozione di pratiche ambientali responsabili.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione premiata per l’impegno sostenibile

L’occasione è stata il convegno “Il ruolo, la valorizzazione e il pagamento dei servizi ecosistemici”, tenutosi presso la sede della Provincia di Parma e organizzato dal Parco Nazionale e dalla Riserva di Biosfera “Appennino Tosco-Emiliano”. Durante l’evento, Serenissima Ristorazione ha ricevuto un riconoscimento speciale per l’acquisto di Crediti di Sostenibilità. Il premio non solo evidenzia l’impegno concreto nella riduzione dell’impatto ambientale delle sue operazioni, ma anche la sua leadership nella promozione di pratiche sostenibili nel settore della ristorazione collettiva. L’azienda si è distinta come una delle sole 27 italiane, e l’unica del Veneto, a investire nell’acquisto di 100 Crediti di Sostenibilità. Ogni Credito rappresenta una tonnellata di CO2 assorbita dalla riserva dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il recente investimento sottolinea il profondo impegno di Serenissima Ristorazione nella lotta contro il cambiamento climatico e nella tutela dell’ambiente, contribuendo attivamente alla neutralizzazione delle proprie emissioni attraverso iniziative ambientali di alto valore.

Serenissima Ristorazione: il commento del Vicepresidente Tommaso Putin

Riteniamo che le azioni concrete intraprese abbiano un impatto positivo misurabile sull’ambiente e, di conseguenza, sulla qualità della vita di tutti noi – ha dichiarato Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima RistorazioneSiamo orgogliosi di rappresentare la nostra Regione, essendo presenti come unica azienda del territorio, diventando partner del Parco al fine di agire attivamente e in maniera pragmatica per testimoniare il nostro impegno nel salvaguardare l’ambiente. Al contempo, la nostra adesione al programma racconta in prima persona i valori che da decenni caratterizzano la nostra realtà imprenditoriale”. Serenissima Ristorazione continua a consolidare la sua posizione di leader nel settore, sempre con un occhio attento alla sostenibilità e alla responsabilità ambientale.

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Il CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani) sceglie Gianpiero Strisciuglio come nuovo Presidente

Gianpiero Strisciuglio, AD e DG di RFI, è stato recentemente eletto Presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI): nel corso del suo mandato quadriennale (dal 2024 al 2027), il leader avrà un ruolo attivo nel promuovere la ricerca e l’innovazione nel settore dei trasporti.

Gianpiero Strisciuglio

Cambio di vertici nel CIFI: Gianpiero Strisciuglio eletto nuovo Presidente

Gianpiero Strisciuglio, attuale Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), è stato recentemente nominato Presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI) per il quadriennio 2024-2027, in virtù della visione strategica, leadership e profonda comprensione delle dinamiche di settore di cui ha dato prova ai vertici del Gruppo FS.

Oltre alla nomina di Gianpiero Strisciuglio, il CIFI ha rinnovato la composizione del Comitato di Presidenza per il quadriennio 2024-2027. Riccardo Genova è stato nominato Vicepresidente per l’Area Nord, Giovanni Caruso per l’Area Centro, e Filippo Palazzo per l’Area Sud. Francesca Messina è stata nominata Amministratore. Inoltre, Michelangelo Gressani, Massimo Montebello e Pasquale Mugnetti hanno ricevuto la nomina di Revisori dei Conti, mentre Valerio Giovine è stato riconfermato Segretario Generale. Un team di esperti di altissimo livello, che contribuirà dunque a sostenere lo sviluppo del CIFI e a promuovere l’evoluzione del settore ferroviario nel suo complesso.

Compiti e responsabilità di Gianpiero Strisciuglio come leader nel CIFI

In qualità di Presidente del CIFI, Gianpiero Strisciuglio avrà il compito di curare la pubblicazione dei periodici e delle riviste specializzate del Collegio, tra cui si annoverano Ingegneria Ferroviaria, mensile scientifico di alto livello incentrato sugli aspetti tecnici ed economici del mondo dei trasporti, e La Tecnica Professionale, raccolta di studi che divulga, a cadenza mensile, informazioni preziose sul tema dell’istruzione nel mondo ferroviario, con approfondimenti dedicati alle varie figure professionali caratteristiche del settore.

Il CIFI è inoltre estremamente attivo nell’organizzazione di convegni e conferenze, volti a promuovere la ricerca e la contaminazione dei saperi in ambito ferroviario.

Fondato nel 1899, il CIFI ha una lunga storia di promozione della cultura del trasporto e dell’ingegneria ferroviaria. Attualmente conta circa 2.200 soci individuali e raccoglie oltre 130 società operanti nel settore, oltre ad alcuni Istituti Universitari di prestigio.

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Luca de Meo (Renault): “La nostra proposta per l’Italia”

In un’intervista rilasciata a “Il Corriere della Sera”, il CEO di Renault e Presidente di Acea Luca de Meo ha espresso la volontà del Gruppo di investire in Italia, ma avverte: “Se la porta è chiusa, peccato. Investiremo in Spagna o altrove”. Sul tema auto elettrica, il manager ribadisce la necessità di una maggiore flessibilità sulle scadenze.

Luca de Meo

Luca de Meo: Renault pronta a investire in Italia…o altrove

La nostra proposta è buona per l’Italia, potenzierebbe le infrastrutture di ricarica e aiuterebbe gli italiani a viaggiare con l’auto elettrica”. Il numero uno di Renault Luca de Meo non ha dubbi sugli effetti positivi che arriverebbero con la concretizzazione della proposta avanzata dal Gruppo francese nel Paese. Non  esclude però che dall’altra parte non ci sia un’apertura in questo senso: “Se la porta è chiusa, peccato: investiremo in Spagna o altrove”. D’altronde, data la grande competizione a livello globale nel settore automobilistico, non c’è tempo da perdere. “I cinesi hanno visto molto presto l’occasione di un salto tecnologico con le auto elettriche, mentre da noi si discuteva ancora di diesel. Hanno preso una generazione di vantaggio”, fa notare il manager nel corso dell’intervista. Poi aggiunge: “Non dobbiamo politicizzare il tema dei dazi. Per me è una questione tecnica e legale. Abbiamo le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio e dobbiamo rispettare il principio di reciprocità”.

Luca de Meo: “L’ecosistema deve andare avanti insieme”

Intanto sono sempre più imminenti le scadenze che i produttori di automobili sono chiamati a rispettare. Nonostante la gran parte dei Paesi non abbia superato una quota di mercato del 5% con le auto elettriche, si chiede loro di superare il 20% entro l’anno prossimo. “L’ecosistema deve andare avanti insieme”, sottolinea il CEO, secondo il quale il problema risiede nel fatto che “le norme europee sull’auto sono state fatte senza un’analisi esaustiva degli impatti”, anche se riconosce che “oggi l’idea di una strategia industriale è più presente”. Seppur ribadendo la necessità di “un po’ più di flessibilità nel calendario delle scadenze”, Luca de Meo avverte che sarebbe sbagliato abbandonare l’obiettivo. “Sarebbe un grave errore strategico – dice – L’industria europea dell’auto ha investito decine di miliardi di euro in questa transizione. Li buttiamo dalla finestra? No. Il potere politico non può cambiare idea in un momento in cui tutti i nostri sforzi si stanno concretizzando con l’arrivo di nuovi modelli. Non dobbiamo rifiutare il progresso”.

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La trasformazione di Botter dopo il percorso di Lean Digital Manufacturing

Botter, l’azienda vinicola parte del Gruppo Argea, tra i principali esportatori di vino italiano, ha affrontato un percorso di Lean Digital Manufacturing insieme alla Bonfiglioli Consulting per entrare ufficialmente ed efficacemente nel mondo dell’Industria 4.0: sostenibilità e sicurezza al centro della trasformazione.

Botter S.p.A.

Il percorso di Botter nel lean manufacturing

È stato grazie al supporto della Bonfiglioli Consulting, società italiana di consulenza con oltre 50 anni di esperienza e guidata dalla filosofia “lean thinking”, che il produttore vinicolo Botter S.p.A. si è rafforzato nel mondo dell’Industria 4.0. Merito di un percorso o, come preferisce chiamarlo la società di consulenza, “living experience”, volto a implementare un sistema di misura delle performance per ridurre gli sprechi e aumentare la flessibilità del modello logistico-produttivo, ma anche a comprendere il ruolo strategico della sostenibilità e della sicurezza in un’azienda moderna. Con un approccio organizzativo orientato al miglioramento continuo strutturato attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione inter-funzionale delle risorse, la formazione continua e l’applicazione degli strumenti lean, l’azienda produttrice di vini è così riuscita ad aumentare il valore del proprio business. I risultati? +15% di produttività e -30% nei tempi di set-up. Un miglioramento significativo sotto il profilo del servizio offerto al cliente.

Le aree di interesse del progetto per Botter

Sono state quattro le direttrici di miglioramento su cui è stato incentrato il progetto per Botter: produzione, supply chain, organizzazione, strumenti. Da un lato, si è dunque lavorato sui processi relativi alla produzione e alla supply chain, applicando i principi e gli strumenti del metodo messo a punto dalla Bonfiglioli Consulting per migliorare le performance. Dall’altro, si è invece operato sulle risorse, coinvolgendole in programmi di formazione dedicati, con alcune di loro impegnate nella certificazione Lean Six Sigma, un metodo che mette insieme l’attenzione per la riduzione degli sprechi e l’approccio esplorativo basato sull’interpretazione statistica dei dati. Con il 40% del personale aziendale coinvolto, è stato possibile aumentare la motivazione e il senso di appartenenza, e ridurre i tempi di set-up produttivo del 30%. L’introduzione di un MES (Manufacturing Execution System) ha invece consentito l’incremento della produttività nell’ufficio commerciale, con una conseguente crescita del 15% della produttività complessiva.

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Amica Chips: il valore della sostenibilità per l’azienda guidata da Alfredo Moratti

La qualità nella produzione e l’attenzione alla sostenibilità permeano il modus operandi di Amica Chips: guidata da Alfredo Moratti, oggi l’azienda esporta i suoi prodotti in oltre 22 Paesi nel mondo.

Amica Chips

Amica Chips: la vision sulla sostenibilità

Da sempre attenta alla sostenibilità, anche quando ancora non se ne parlava quanto oggi, nel 2017 Amica Chips scelse di incrociare i suoi obiettivi sostenibili con quelli dell’Agenda ONU 2030, programma di azione globale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, nella consapevolezza che

solo uno sforzo collettivo coordinato potrà davvero cambiare le nostre società in direzione di maggiore equità, giustizia e sicurezza per il futuro”. È l’inizio di un percorso che ha visto l’azienda guidata da Alfredo Moratti rivedere la propria vision sulla sostenibilità sulla base dei 17 Obiettivi Sostenibili approvati dall’ONU (i Sustainable Development Goals – SDGs). Amica Chips ne ha quindi individuati sette, i “più pertinenti alla nostra catena di valore”, per poi tradurli in azioni concrete e obiettivi operativi identificando anche gli indicatori per misurarli.

L’impegno green di Amica Chips: focus su attività e progetti

Sono numerose le iniziative avviate in questi anni che raccontano l’attenzione di Amica Chips per la sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente. Tra queste lo sviluppo di una nuova linea della “confezione AMICA”, prodotta utilizzando plastica con il 30% di risorse riciclate in sostituzione delle fonti fossili primarie: una confezione che contribuisce quindi all’economia circolare. L’azienda si occupa inoltre di filtrare e depurare fumi e acque utilizzate durante il processo produttivo, garantendo il ritorno di risorse pulite alla natura. Nel 2023, in collaborazione con la start-up Treebu, Amica Chips ha creato una foresta di 500 alberi di pawlonia in Italia, mentre i ricavi della linea “Eldorada” sono stati destinati alla piantumazione di nuovi alberi per ridurre le emissioni di CO2: un impegno che supporta in prima persona anche il Presidente Alfredo Moratti.

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