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L’analisi di Pietro Labriola sul futuro di TIM: l’impatto della cessione della rete sul mercato europeo

Il settore delle telecomunicazioni necessita urgentemente di riforme che ne garantiscano la sostenibilità finanziaria, agevolando così lo sviluppo della digitalizzazione in Europa: questa è l’opinione che Pietro Labriola, AD di TIM, ha espresso in una recente intervista, nel corso della quale ha offerto un’approfondita analisi delle maggiori problematiche che affliggono il settore.

Pietro Labriola

L’appello di Pietro Labriola alle istituzioni europee: “Cambiare le regolamentazioni per sostenere il settore”

Preservare il settore delle telecomunicazioni è fondamentale per lo sviluppo delle infrastrutture digitali europee: lo ha dichiarato Pietro Labriola, AD di TIM, auspicando dei radicali cambiamenti nella normativa attuale che permettano di risolverne le criticità. Secondo il manager, il mercato delle telecomunicazioni, a livello europeo ma specialmente in Italia, è penalizzato da una forte saturazione e da una marcata frammentazione, criticità che si riflettono nell’andamento borsistico dei principali player del settore: “Le Telco ormai sono un ambito in cui gli investitori sono molto cauti, per usare un eufemismo”. Secondo il manager, questo quadro di stagnazione è in particolare attribuibile alla mancanza di una politica industriale definita da parte dell’Unione Europea. A riguardo, ha citato la recente lettera indirizzata congiuntamente dai principali operatori europei del Continente alla Commissione Europea, nella quale viene sollecitato un cambiamento normativo che possa favorire la sostenibilità economica delle Telco e, di conseguenza, sostenere l’espansione della rete e della digitalizzazione.

TIM volta pagina sotto la guida di Pietro Labriola

Successivamente, Pietro Labriola ha commentato il recente “nuovo corso di TIM” in seguito alla recente cessione della rete fissa a KKR. Il manager ha sottolineato come la decisione di vendere la rete sia stata una mossa strategica necessaria per ridurre il debito del Gruppo, migliorandone dunque la posizione finanziaria e permettendogli di valorizzare i propri servizi tecnologici avanzati. Il CEO ha poi evidenziato come anche il mantenimento della rete avrebbe richiesto costi molto elevati, in particolare legati alla necessità di convertire in fibra ottica gli attuali collegamenti in rame. Pietro Labriola ha dunque concluso il suo intervento con un appello: “Forse è arrivata l’ora di voltare pagina, lasciandoci alle spalle polemiche sterili e di pensare al futuro del nostro settore, della digitalizzazione del Paese e della nostra Azienda”.

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Giuseppina Di Foggia e il Presidente Schifani siglano l’accordo per il progetto Elmed

La Sicilia rafforza il suo ruolo strategico nel panorama energetico europeo grazie all’accordo firmato tra la Regione e Terna, il Gruppo guidato dall’AD e DG Giuseppina Di Foggia che gestisce la rete elettrica nazionale ad alta tensione. L’intesa rappresenta un importante passo verso la realizzazione di Elmed, la prima interconnessione elettrica tra l’Europa e il Nord Africa, un progetto ambizioso che mira a unire la Sicilia alla Tunisia, consentendo uno scambio energetico cruciale per l’Italia e per l’intera area del Mediterraneo.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: siglato accordo con la Regione Sicilia

L’infrastruttura, inserita nel Piano Mattei, rappresenta una svolta significativa per la sicurezza energetica italiana, facilitando l’integrazione delle rinnovabili e aumentando l’affidabilità della rete elettrica nazionale. Con l’autorizzazione ottenuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica lo scorso maggio, il progetto si avvia ora verso la fase operativa, sostenuto dall’impegno congiunto delle istituzioni e del settore privato. A siglare l’accordo sono stati Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia, e Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna. L’incontro, tenutosi a Palazzo d’Orléans a Palermo, ha sancito un impegno comune: la Regione garantirà il supporto necessario per accelerare le procedure esecutive e la costruzione delle infrastrutture, mentre Terna si impegnerà a ridurre al minimo gli impatti ambientali e sociali legati ai cantieri.

Giuseppina Di Foggia: un impegno per il territorio

Oltre alla valenza strategica del progetto Elmed, l’accordo prevede un piano di riqualificazione territoriale e ambientale. Terna stanzierà un contributo di 1 milione di euro, integrato da ulteriori 4 milioni provenienti dal Fondo di sviluppo e coesione della Regione Sicilia. Queste risorse saranno destinate a interventi di valorizzazione del Parco Archeologico di Selinunte, in particolare alla ricomposizione parziale delle colonne del maestoso Tempio G, uno dei più grandi esempi di architettura greca occidentale. Il Gruppo erogherà inoltre ulteriori contributi a beneficio dei Comuni coinvolti: Castelvetrano e Partanna riceveranno rispettivamente 600mila euro e 2 milioni di euro, fondi che saranno destinati a progetti di sviluppo locale. Giuseppina Di Foggia ha sottolineato l’importanza della Sicilia per Terna, evidenziando come la regione sia al centro della transizione energetica italiana. Con oltre 3 miliardi di euro di investimenti previsti nei prossimi cinque anni, il Gruppo contribuirà allo sviluppo delle reti elettriche regionali, accelerando il processo di decarbonizzazione e creando nuove opportunità economiche e sociali per il territorio.

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Roma Termini: FS Park rivoluziona la sosta con servizi intermodali e inclusivi

A Roma Termini, il parcheggio Piastra di FS Park è diventato un fulcro essenziale per la mobilità urbana, grazie a una serie di servizi innovativi e intermodali. L’area offre soluzioni efficienti e inclusive per i viaggiatori che utilizzano il sistema ferroviario e i trasporti pubblici.

FS Park

FS Park a Termini: accessibilità, elettrico e intermodalità cambiano il concetto di sosta

Il parcheggio Piastra della Stazione Termini, ormai attivo da diversi mesi sotto il brand FS Park, si è rapidamente affermato come un esempio di mobilità intermodale e inclusiva. Con i suoi tre piani e circa 1.400 posti auto, l’hub offre una vasta gamma di servizi, tra cui colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, posti riservati per le donne in gravidanza e per le persone con mobilità ridotta, videosorveglianza e telepedaggio. L’inclusività e la sostenibilità, cardini del progetto, si riflettono nell’integrazione tra trasporto pubblico e parcheggio, grazie ai collegamenti pedonali diretti con i marciapiedi ferroviari e le aree urbane circostanti. All’evento di presentazione, l’Amministratore Delegato di FS Park Andrea Destro aveva sottolineato l’importanza di trasformare il parcheggio in un vero hub multimodale, dichiarando: “Il nostro obiettivo è cambiare il concetto di parcheggio, rendendolo più accessibile e integrato con il trasporto pubblico”.

FS Park: come nasce il nuovo brand del Gruppo FS

FS Park rappresenta la nuova frontiera nella gestione della sosta per il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, nata in seno alla storica Metropark, attiva da oltre 30 anni. Fondata nel 2024, la società ha ereditato l’esperienza del passato con una mission chiara: rivoluzionare il parcheggio trasformandolo in un punto di snodo intermodale, sostenibile e digitale. FS Park gestisce attualmente 90 aree di sosta in tutta Italia, con l’obiettivo di espandersi a 250 nei prossimi dieci anni. Tra i servizi offerti spiccano le postazioni di ricarica per veicoli elettrici, il car sharing, il telepedaggio e la videosorveglianza, mentre la tecnologia innovativa, come il sistema theBreath per il miglioramento della qualità dell’aria, testimonia l’impegno verso una mobilità green. FS Park punta anche all’inclusività con iniziative come corsi di formazione per la lingua dei segni, garantendo così un’assistenza dedicata a tutti i viaggiatori.

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Pier Silvio Berlusconi: MFE presenta i risultati del primo semestre 2024, il commento del CEO

Nei risultati del primo semestre 2024 registrati da MFE la forza di un “modello unico in Europa”: la vision del CEO Pier Silvio Berlusconi, intervistato dal TG5.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE registra una costante crescita in termini di raccolta pubblicitaria, di redditività e di utili

Come ha spiegato il CEO Pier Silvio Berlusconi lo scorso 18 settembre ai microfoni del TG5, il valore dei risultati di MFE nel primo semestre 2024 (“Abbiamo tutti i fondamentali in crescita”) è anche nel contesto in cui sono stati conseguiti: un periodo “che ha visto anche a livello internazionale flettere i conti di tutto il settore dei media, con drastici tagli all’occupazione”. Nonostante ciò “MFE registra una costante crescita in termini di raccolta pubblicitaria, di redditività e di utili” e continua ad assumere “creando nuova occupazione”. Ma nella lettura di Pier Silvio Berlusconi emerge anche un altro dato importante: Abbiamo tenuto molto alta l’asticella per quantità e qualità di prodotto in cui offriamo intrattenimento, informazione e fiction in maniera totalmente gratuita, senza canone, senza abbonamenti, e anche questo è un dato importante”.

La prima semestrale 2024 di MFE nelle parole del CEO Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi ai microfoni del TG5 parla non a caso di “risultati al di sopra di ogni previsione”: i numeri presentati da MFE sono superiori al “consensus” degli analisti. Ricavi netti consolidati a quota 1.476,5 milioni di euro (+7,8%); risultato operativo (Ebit) positivo per 136,3 milioni di euro (+12,7%); utile netto in crescita a 104,7 milioni di euro (+20,2%). E “anche la crescita dei ricavi pubblicitari, supportata nel periodo da ottimi riscontri sul piano editoriale, è risultata più sostenuta rispetto alle stime iniziali”, si legge nella nota diffusa da MFE: nei primi 9 mesi del 2024 la raccolta “ha mantenuto un andamento al di sopra delle aspettative e in linea con quello del primo semestre dell’anno, nonostante la concomitanza di eventi sportivi internazionali (gli Europei di Calcio e le Olimpiadi di Parigi) non nella disponibilità del gruppo sia in Italia che in Spagna”. Numeri raggiunti “grazie alla dimensione internazionale del Gruppo – una diversificazione geografica che attutisce gli squilibri nei diversi mercati – e grazie al nostro sempre più evoluto sistema crossmediale” che fanno di MFE “un caso abbastanza unico in Europa”, come ha rimarcato Pier Silvio Berlusconi.

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Carlo Messina, Intesa Sanpaolo: l’impegno per la crescita economica e una società più inclusiva

Intesa Sanpaolo ai vertici del settore in Europa, con un ruolo di rilevanza unica nel nostro Paese, a beneficio della crescita economica e di una società più inclusiva: le considerazioni del CEO Carlo Messina.

Carlo Messina

Carlo Messina: Intesa Sanpaolo, ruolo di grande rilievo a sostegno dell’economia reale e sociale del Paese

Il CEO Carlo Messina, sottolineando il valore dei risultati che Intesa Sanpaolo ha registrato nel primo semestre 2024, è ritornato a parlare del “ruolo unico” che il Gruppo svolge “a favore dell’economia reale e sociale del nostro Paese”. Lo dicono i numeri: “Nei primi sei mesi del 2024 le erogazioni a medio e lungo termine hanno superato i 20 miliardi di euro. Il risparmio che ci affidano famiglie e imprese al 30 giugno 2024 ha raggiunto oltre 1.353 miliardi di euro. Le risorse destinate alle nostre persone che lavorano in Italia nel 2023 sono state superiori ai 6 miliardi di euro. Le famiglie italiane e le nostre Fondazioni azioniste nel 2023 hanno percepito oltre 2 miliardi di euro come dividendi. Nel 2023 siamo stati i primi contribuenti per imposte sul reddito contabilizzate nel Paese e nel primo semestre 2024 le imposte per Intesa Sanpaolo sono pari a 3,1 miliardi di euro”. Il fulcro di strategie e prospettive di sviluppo restano i clienti: “La loro fiducia nella solidità della nostra Banca e nella sua leadership tecnologica, il forte rapporto con i professionisti al loro servizio per il credito e la consulenza. L’ascolto delle loro esigenze è la nostra priorità”, ha ricordato Carlo Messina annunciando un obiettivo di utile netto superiore a 8,5 miliardi di euro per gli esercizi 2024 e 2025.

Carlo Messina, Intesa Sanpaolo: fortemente impegnati nel contrasto al cambiamento climatico

Intesa Sanpaolo, ha ricordato il CEO Carlo Messina, si pone al servizio del Paese promuovendo anche un reale contributo sociale alla comunità: “Realizziamo il principale progetto di coesione sociale, per promuovere una società più equa in modo strutturale e concreto grazie al programma di interventi per 1,5 miliardi di euro entro il 2027 – in aggiunta al miliardo del periodo 2018 – 2021 – promosso da 1.000 professionisti della Banca”. Nella stessa direzione guarda anche il forte impegno nel contrasto al cambiamento climatico: “Dal 2021 al 30 giugno 2024 le nuove erogazioni a supporto della Green Economy e della transizione ecologica sono state di 59 miliardi di euro, di queste circa 10 miliardi di euro dal 2022 a supporto dell’economia circolare, e i nostri approvvigionamenti in Italia da fonti rinnovabili hanno raggiunto il 100%”. Tutto questo, ha commentato quindi Carlo Messina, colloca Intesa Sanpaolo “ai vertici del settore in Europa, con un ruolo di rilevanza unica nel nostro Paese, a beneficio della crescita economica e di una società più inclusiva”. La qualità professionale delle nostre persone, ha aggiunto il CEO, è “elemento determinante per raggiungere risultati solidi e sostenibili a favore di tutti gli stakeholder: a loro va il nostro grazie”.

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Amica Chips: la storia e la visione imprenditoriale di Alfredo Moratti

Il successo di Amica Chips è una testimonianza della visione imprenditoriale di Alfredo Moratti. Classe 1953, il Presidente è riuscito a catturare l’attenzione della grande distribuzione grazie all’alta qualità delle materie prime utilizzate. Il suo stile manageriale è un perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione.

Alfredo Moratti

Alfredo Moratti: da operaio a pioniere nel mondo degli snack

Nato il 2 agosto 1953 a Castiglione delle Stiviere, Alfredo Moratti ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel settore dell’industria alimentare italiana, fondando la nota azienda Amica Chips. La sua avventura imprenditoriale ha preso il via dopo aver maturato diversi anni di esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata in escavatori, come operaio. Probabilmente è stata proprio questo ad aver contribuito alla sua forte attitudine al lavoro e alla sua determinazione. Nel 1990 fonda Amica Chips con una vision chiara: produrre patatine fritte di alta qualità, prestando massima attenzione alla sicurezza e alla qualità delle materie prime. La sua intuizione si rivela vincente, perché poco dopo il prodotto riesce a entrare nei supermercati dell’Esselunga, segnando l’inizio della sua distribuzione su scala nazionale. Con l’acquisizione di marchi storici come Dorita, Pandal e Mia, Alfredo Moratti consolida ulteriormente la presenza di Amica Chips nel mercato, rendendola un punto di riferimento nel settore degli snack.

Amica Chips tra tradizione e innovazione: lo stile imprenditoriale di Alfredo Moratti

La gestione aziendale di Alfredo Moratti si basa su un modello imprenditoriale che coinvolge la famiglia. Negli anni 2000, la crescita di Amica Chips si consolida e consente all’azienda di ampliarsi e investire in nuovi macchinari tecnologicamente all’avanguardia. Con questi investimenti, il Presidente riesce a rafforzare l’infrastruttura dell’azienda, preparandola anche ad affrontare le sfide future. Sotto la sua guida, nel 2015 Amica Chips ha festeggiato i suoi 25 anni di attività con un evento speciale che, mettendo insieme dipendenti, famiglie e amici, ha voluto celebrare il passato e proiettare l’azienda verso il futuro. Con uno stile che incarna un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, Alfredo Moratti continua ad essere una realtà chiave nel panorama imprenditoriale italiano.

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Luca de Meo sostiene il report di Mario Draghi

Il settore automobilistico europeo si trova di fronte a sfide cruciali legate all’innovazione, alla decarbonizzazione e alla competitività globale. Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, evidenzia l’urgenza di una politica industriale collaborativa per affrontare questi cambiamenti e sottolinea il valore strategico del report di Mario Draghi, che offre una visione chiara sulle priorità future per l’industria. La linea d’azione onnicomprensiva e trasparente tra i vari attori europei sarà fondamentale per garantire il successo a lungo termine del settore.

Luca de Meo

Innovazione e decarbonizzazione: le sfide dell’auto europea secondo Luca de Meo

Il CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA (Associazione dei Costruttori Europei di Automobili) Luca de Meo, ha espresso un forte sostegno alle raccomandazioni di Mario Draghi nel recente report sulla competitività europea. Secondo il manager, questo documento rappresenta un’importante occasione di riflessione per l’Europa, in particolare per il settore automobilistico, che si trova di fronte a sfide cruciali come l’innovazione e la decarbonizzazione. In un intervento pubblicato su LinkedIn, il CEO ha sottolineato come il report “potrebbe essere il campanello d’allarme di cui l’Europa aveva bisogno”, evidenziando come il lavoro di Draghi sia stato “colossale” e abbia messo in luce l’importanza strategica dell’industria automobilistica. Le parole di Luca de Meo riflettono un giudizio positivo su un report che risponde anche a preoccupazioni già sollevate in passato dal CEO di Renault Group, soprattutto in una lettera inviata alle Istituzioni europee lo scorso marzo. In questa prospettiva, il manager ha auspicato che “la decarbonizzazione sia in linea con la competitività”, un obiettivo che richiede l’impegno di tutte le parti coinvolte, non solo a livello industriale, ma anche politico.

Le proposte di Luca de Meo per una leadership automobilistica europea

Luca de Meo non si è limitato ad esprimere sostegno per il report di Draghi, ma ha anche avanzato proposte concrete per rafforzare la leadership europea nel comparto dell’auto. Nel suo intervento, il CEO ha sottolineato la necessità di promuovere una politica industriale olistica e collaborativa, in cui è cruciale l’importanza di un chiaro programma regolamentare, la neutralità tecnologica, il sostegno concreto alla manifattura e le zone del Green Deal. In questa direzione Renault Group è pronta a collaborare con franchezza e apertura per portare contributi e idee innovative, sottolineando anche l’importanza strategica dei piccoli veicoli elettrici a prezzi accessibili, che potrebbero rappresentare una svolta nel rendere la filiera automobilistica europea competitiva a livello globale.

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Continua la crescita di Serenissima Ristorazione: “Fatturato 2023 oltre 535 milioni di euro”

Un anno da record per Serenissima Ristorazione: gli indicatori finanziari indicano un quadro di crescita su tutti i fronti, mentre il Premio Industria Felix riconosce alla società il suo impegno nell’ambito sostenibile.

Serenissima Ristorazione

Un 2023 senza precedenti per Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione ha concluso il 2023 con risultati straordinari, confermandosi come uno dei leader della ristorazione collettiva italiana. Il fatturato consolidato ha superato i 535 milioni di euro, segnando una crescita del 17% rispetto all’anno precedente: un incremento a cui ha contribuito la strategia di investimenti mirati messa in atto dalla società. L’EBITDA ha registrato un aumento del 25.5%, raggiungendo i 31.6 milioni di euro, mentre l‘utile netto ha toccato i 13 milioni di euro, segnando un incremento del 28.26% rispetto all’anno precedente. “Il 2023 è stato un anno di notevoli progressi per il nostro Gruppo. Gli investimenti strategici che abbiamo messo in atto testimoniano il nostro impegno a lungo termine verso l’innovazione, la sostenibilità e l’espansione in nuovi settori”, ha dichiarato Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima Ristorazione: “Questi risultati non sarebbero stati possibili senza il duro lavoro e la dedizione di tutta la nostra squadra: più di 11mila collaboratori e collaboratrici impegnati quotidianamente nel fornire servizi di alta qualità per il benessere delle persone.

Serenissima Ristorazione e la sostenibilità: un impegno costante

Nel 2023 Serenissima Ristorazione non si è distinta solo per i risultati economici, ma anche per l’impegno nel campo della sostenibilità. Non a caso, è stata insignita di una menzione speciale da Industria Felix per il suo Bilancio di Sostenibilità e per l’impegno nella lotta contro il cambiamento climatico: un successo meritato in virtù della sua dedizione nella lotta contro gli sprechi alimentari. Nello specifico, nel 2023 più di 14000 kg di rifiuti alimentari sono stati trasformati in prodotto utile come base per fertilizzante e nel campo del compostaggio e grazie alla tecnica del cook&chill la conservazione del prodotto viene prolungata, evitando dunque lo spreco di un elevato numero di pasti.

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La politica ambientale di Riva Acciaio tra Best available techniques e innovazione

La vocazione sostenibile di Riva Acciaio è confermata non solo dalle certificazioni ottenute, ma anche dal continuo impegno dell’azienda nell’adottare le innovazioni e le tecniche produttive che maggiormente contribuiscono ad abbattere le emissioni.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: un impegno costante per l’ambiente

Riva Acciaio, società leader nel settore siderurgico, adotta un approccio proattivo e consapevole verso la sostenibilità ambientale, sviluppando una solida politica ambientale applicabile a tutti i propri stabilimenti, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto delle proprie attività produttive. La società si allinea già dal 2007 alle “migliori tecniche disponibili” (BAT) definite dalle normative europee, impegnandosi costantemente a migliorare le proprie tecniche produttive in base agli sviluppi scientifici e tecnologici. Non a caso, ha ricevuto diverse certificazioni ambientali, come la UNI EN ISO 14001, che ne sanciscono l’impegno nel garantire un miglioramento continuo delle performance di sostenibilità. Grazie a un sistema di gestione certificato, monitora tutte le fonti emissive, attuando programmi di riduzione delle emissioni e dei rifiuti e promuovendo l’uso efficiente delle risorse energetiche. Riva Acciaio collabora, inoltre, attivamente con le autorità locali e gli enti di certificazione per garantire il rispetto delle normative vigenti, come l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Questi documenti, ottenuti a seguito di rigorosi controlli, confermano l’impegno della società nell’operare in conformità con standard ambientali di eccellenza.

I pilastri della politica ambientale di Riva Acciaio

Attraverso un approccio sistematico e documentato, Riva Acciaio ha definito obiettivi di sostenibilità chiaramente delineati, tra cui la riduzione dell’uso di risorse non rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza energetica e la minimizzazione delle emissioni di CO2: traguardi che vengono continuamente monitorati e periodicamente rivisti per garantire che la società si attenga agli standard internazionali e alle aspettative degli stakeholder. La formazione periodica e la sensibilizzazione del personale sono ulteriori strumenti fondamentali attraverso cui la società promuove una cultura aziendale orientata alla sostenibilità.

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Marco Tripi: innovazione e leadership nel panorama italiano dell’ICT

Dal 2005, Marco Tripi è l’Amministratore Delegato del Gruppo Almaviva, un’azienda che ha trasformato in un leader della trasformazione digitale. La sua carriera, iniziata nel marketing di BNL Multiservizi, è un esempio di successo imprenditoriale e innovazione nel settore ICT.

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Gli incarichi attuali

Marco Tripi, dal 2005 Amministratore Delegato del Gruppo Almaviva, è un imprenditore e dirigente d’azienda italiano con una vasta esperienza nel settore ICT. Sotto la sua guida, Almaviva è diventata un leader nella trasformazione digitale, con un fatturato che ha superato il miliardo di euro nel 2022 e una presenza globale con oltre 40.000 dipendenti. Tripi ha anche fondato Almawave, un’azienda specializzata in tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e l’analisi del linguaggio naturale, che è stata quotata in borsa nel 2021. La sua visione imprenditoriale continua a spingere Almaviva verso nuove frontiere tecnologiche, con investimenti in fintech, trasporti e altre aree innovative.

Marco Tipi: studi e prime esperienze professionali

Nato a Roma nel 1969, Marco Tripi ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. La sua carriera è iniziata nel 1997 presso BNL Multiservizi, dove ha lavorato nella Direzione Marketing. Nel 1999 è entrato nel Gruppo Cos, fondato dal padre Alberto, e nel 2001 è stato nominato Amministratore Delegato. Durante il suo mandato, ha guidato l’acquisizione di Finsiel da Telecom Italia, integrando le attività del Gruppo Cos e Finsiel per formare il Gruppo Almaviva. Oltre ai suoi ruoli aziendali, Tripi ha ricoperto vari incarichi in associazioni di categoria e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’inclusione nella classifica “Ceo Awards 2022” di Forbes Italia.

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Clessidra: Gruppo Argea (Botter, Mondodelvino e Cantina Zaccagnini) leader europeo del vino

La genesi del Gruppo Argea risale all’unione di Botter al fondo Clessidra: con nuovi, ambiziosi investimenti, il marchio si consolidò per espandere la propria leadership globale. Attualmente, fanno parte del Gruppo anche Mondodelvino e Cantina Zaccagnini.

Botter

Botter si unisce a Clessidra, il preludio alla nascita del Gruppo Argea (composto anche da Mondodelvino e Cantina Zaccagnini)

Botter, storica società vinicola fondata nel 1928 a Fossalta di Piave, è divenuta parte del fondo Clessidra nel 2021, segnando una storica tappa del proprio percorso. Questa operazione segnò infatti l’ingresso di Clessidra nel settore del vino, un mercato globale di oltre 300 miliardi di euro, consolidando il marchio vinicolo come uno dei principali attori dell’export vinicolo italiano. Clessidra si avvalse dell’ottimo posizionamento competitivo dell’impresa vinicola, del suo orientamento internazionale e della sua vasta gamma di denominazioni ed etichette per conquistare i principali mercati mondiali di esportazione, tra cui Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Paesi Scandinavi.

Le acquisizioni di Clessidra: Botter, Mondodelvino e Cantina Zaccagnini

Così si espresse la famiglia Botter in seguito all’unione al fondo Clessidra nel 2021: “Siamo molto felici dell’accordo con Clessidra, che ha individuato Botter quale cardine di un progetto di aggregazione nel settore vinicolo. Dall’ingresso di IDeA Taste of Italy, nel 2017, abbiamo potuto valutare positivamente il contributo che un fondo di private equity può apportare all’interno di un’azienda familiare”. Clessidra, negli anni, ha poi investito sull’espansione globale del marchio vinicolo fino ad arrivare alla costituzione del Gruppo Argea, nato dall’unione di Botter, Mondodelvino e Cantina Zaccagnini. Il Gruppo è oggi il più importante operatore privato nel settore vitivinicolo del panorama nazionale.

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Luca Dal Fabbro (Iren): “Con l’acquisizione di Egea contribuiamo al rilancio dei territori”

Attraverso l’acquisizione di Egea, Iren, guidata dal Presidente Luca Dal Fabbro, mira a rafforzare la sua leadership nel Nord Ovest, valendosi delle potenzialità della Liguria e del Piemonte in numerosi settori, da quello ambientale, al teleriscaldamento, alla distribuzione del gas.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: il potenziale strategico dell’acquisizione di Egea

Sotto la guida di Luca Dal Fabbro, Iren ha portato a termine un’operazione di grande importanza acquisendo Egea, multiutility di Alba radicata nel territorio piemontese e ligure: una mossa strategica che consentirà al Gruppo di rafforzare la propria presenza portando avanti con rinnovato vigore i progetti industriali di carattere ambientale e sostenibile. L’acquisizione di Egea, conclusa dopo oltre un anno di trattative, ha rappresentato una sfida complessa ma fondamentale al fine di consolidare la leadership aziendale nel Nord Ovest. “Ci sono tre motivi per cui ho fortemente voluto portare a termine l’acquisizione di Egea”, ha dichiarato Luca Dal Fabbro: “Il primo è che il territorio dov’è radicata, cuneese e basso Piemonte, ha un altissimo potenziale economico sia per le grandi imprese presenti, e penso ad esempio a Ferrero, sia per un tessuto manifatturiero brillante e ricco. Il secondo è che ho visto le capacità di questa azienda e credo che possiamo rilanciarla.” Infine, attraverso l’acquisizione, Iren ha fortificato la sua presenza in entrambe le regioni, proseguendo il proprio processo di espansione nazionale.

Luca Dal Fabbro: le strategie sostenibili di Iren

L’acquisizione di Egea è solo un tassello della strategia attraverso la quale Luca Dal Fabbro intende fare di Iren un vero e proprio catalizzatore della transizione energetica in Italia. Tra i punti cardine del Piano Industriale, gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, dall’idroelettrico al fotovoltaico. Spicca, in particolare, la recente acquisizione di un importante progetto per un impianto agrivoltaico a Rovigo. Cruciale, in tutte le attività di Iren, è l’instaurazione di un dialogo costruttivo con gli stakeholder locali, finalizzato a garantire un rilancio solido e sostenibile tanto della società, quanto dei territori in cui opera.

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Umberto Lebruto: rigenerazione urbana a Piacenza con FS Sistemi Urbani

Umberto Lebruto, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Sistemi Urbani, riveste un ruolo centrale in un importante progetto di rigenerazione urbana a Piacenza. La firma del Protocollo d’intesa con RFI e le istituzioni locali mira a trasformare la stazione ferroviaria e l’area logistica di Le Mose in un Hub Intermodale strategico.

Umberto Lebruto

Umberto Lebruto: ruolo centrale nella rigenerazione urbana di Piacenza

Piacenza è pronta a vivere una profonda trasformazione grazie al nuovo Protocollo d’intesa per la rigenerazione urbana e la creazione di un Hub Intermodale del Ferro nella zona della stazione ferroviaria e del Polo Logistico Le Mose. In questo contesto dinamico, la società guidata da Umberto Lebruto sarà parte attiva e determinante nella riqualificazione delle aree ferroviarie e nell’interconnessione con i trasporti urbani e intermodali. Il protocollo, firmato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana (RFI), FS Sistemi Urbani, Regione Emilia-Romagna e il Comune di Piacenza, prevede il restyling della stazione ferroviaria di Piazzale Marconi e la creazione di nuovi spazi dedicati ai cittadini, pendolari e turisti. RFI, capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, invece guiderà la riqualificazione della stazione e il restyling degli spazi pubblici, tra cui due sottopassi esistenti e l’accessibilità ferroviaria. Parallelamente, sarà progettato un nuovo scalo merci al servizio del Polo Logistico Le Mose, un’opera fondamentale per l’integrazione con l’infrastruttura logistica della zona.

Umberto Lebruto: il masterplan per un Hub Intermodale a Piacenza

Sotto la guida di Umberto Lebruto, FS Sistemi Urbani si occuperà anche di sviluppare un masterplan per la creazione di un Hub Intermodale, favorendo l’integrazione tra trasporti ferroviari e urbani. Questo progetto punta a valorizzare le aree ferroviarie dismesse, ricucendo il tessuto urbano e offrendo nuovi servizi pubblici alla cittadinanza. L’obiettivo finale è creare una città più efficiente e sostenibile, capace di rispondere alle nuove sfide della mobilità e della logistica. Il progetto non si limita alla rigenerazione della stazione ferroviaria, ma prevede anche la valorizzazione delle aree di via Nino Bixio e il rilancio delle attività logistiche nell’area Le Mose. Grazie alla cessione anticipata delle aree non più funzionali al servizio ferroviario, queste zone saranno destinate a nuove funzioni urbane, in linea con la strategia del Contratto di Fiume che l’amministrazione comunale sta portando avanti.

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Inclusione sociale: Susan Carol Holland porta Ciao! in Australia

Susan Carol Holland continua a promuovere iniziative globali per migliorare l’inclusione sociale degli anziani, espandendo il progetto “Ciao!” in nuove aree del mondo. Con il supporto di tecnologie innovative e programmi di volontariato, Fondazione Amplifon offre attività che favoriscono il benessere emotivo e la connessione sociale per gli anziani.

Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: Inclusione sociale e nuove opportunità per gli anziani

Susan Carol Holland, Presidente della Fondazione Amplifon, ha annunciato con orgoglio l’espansione del progetto “Ciao!” in Australia, segnando un traguardo significativo nel percorso di internazionalizzazione della Fondazione. In collaborazione con la Monash University di Melbourne e la filiale australiana di Amplifon, il progetto mira a creare occasioni di intrattenimento e socialità per 600 anziani ospiti di sei strutture nella regione di Victoria. “Con questa nuova iniziativa proseguiamo il percorso di internazionalizzazione della nostra Fondazione e, per la prima volta, superiamo i confini europei, in linea con il DNA di Amplifon”, ha dichiarato Susan Carol Holland.
L’iniziativa include attività come yoga e viaggi virtuali, oltre a sessioni di telemedicina e contatti con le famiglie. Grazie alla combinazione di tecnologie all’avanguardia e impegno sociale, Amplifon punta a migliorare la qualità della vita degli anziani nelle strutture residenziali, favorendo nuove forme di relazione e coinvolgimento. Questo progetto riflette l’impegno della Fondazione a promuovere l’inclusione sociale e il benessere delle persone anziane, portando avanti l’eredità di valori del Gruppo Amplifon.

L’impegno internazionale di Susan Carol Holland nella lotta contro l’isolamento degli anziani

L’iniziativa “Ciao!” è stata lanciata per la prima volta in Italia durante la pandemia, con l’obiettivo di ridurre l’isolamento degli anziani nelle RSA, coinvolgendo circa 20.000 persone in oltre 200 strutture. Ora, con l’espansione in Australia, Fondazione Amplifon sta ampliando il suo raggio d’azione. “Siamo molto orgogliosi di portare anche in Australia i nostri progetti di inclusione sociale, avviati con successo in Italia e Portogallo”, ha aggiunto Susan Carol Holland. Le prime attività in Australia si basano su un’esperienza consolidata che ha dimostrato di migliorare significativamente la qualità della vita degli anziani. Questa espansione è solo l’ultimo esempio dell’impegno della Fondazione nel combattere l’isolamento sociale tra gli anziani. Il progetto prevede anche l’utilizzo di schermi per facilitare la comunicazione con le famiglie e offrire sessioni individuali di riabilitazione e telemedicina. Grazie a questi strumenti, il progetto “Ciao!” offre un modello replicabile per migliorare l’inclusione sociale degli anziani a livello internazionale.

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Davide Bertone: la carriera e il ruolo nel Fondo Italiano d’Investimento SGR

Nel corso della sua carriera, Davide Bertone ha guidato operazioni di rilievo in Mediobanca e Fiat Group. Attualmente ricopre l’incarico di Amministratore Delegato e Direttore Generale del Fondo Italiano d’Investimento SGR.

WikiCeo

WikiCeo: la carriera di Davide Bertone in dettaglio

Laureatosi nel 1994 in Economia e Commercio presso l’Università di Torino, Davide Bertone avvia il proprio percorso professionale nel ruolo di Associate nel team Corporate Lending di Mediobanca, occupandosi dell’ambito dei prestiti aziendali a lungo termine per grandi clienti. Nel 1998 fa ingresso in Fiat come Senior Analyst nella Pianificazione strategica, supportando le relazioni con gli investitori e le operazioni straordinarie. Nel 2000 diventa CFO di Fiat Auto Argentina SA. Davide Bertone torna nuovamente in Mediobanca nel 2002 in virtù della nomina ad Associate Director – Leverage Finance, con responsabilità nelle operazioni con leva finanziaria. Dopo tre anni è promosso al ruolo di Direttore responsabile per le aree acquisizioni e operazioni con leva finanziaria. Ulteriore tappa professionale giunge nel 2013, anno in cui diventa Managing Director e co-responsabile del gruppo sponsor finanziari, occupandosi di private equity, fondi infrastrutturali e family office. Nel 2019 assume la guida delle soluzioni mid-corporate e sponsor finanziari.

Davide Bertone nel Fondo Italiano d’Investimento SGR

Il profilo di Davide Bertone su WikiCeo riporta che il suo attuale incarico nel Fondo Italiano d’Investimento SGR ha avuto inizio nel 2002, con la nomina ad Amministratore Delegato e Direttore Generale da parte di Cassa Depositi e Prestiti (MEF). Il Fondo gestisce numerosi fondi mobiliari di investimento chiusi, riservati a investitori qualificati, con l’obiettivo di favorire investimenti strategici. Sotto la sua guida, la società ha finalizzato nel 2023 l’ingresso in RINA S.p.A., azienda internazionale specializzata nell’ingegneria e nella certificazione di settori cruciali per le transizioni tecnologiche. In precedenza, nel 2021, Davide Bertone è stato insignito del Premio di “Professionista dell’anno – PTO” in occasione dei “Finance Community Awards”, riconoscimento assegnato per la sua capacità di gestione di un’ampia varietà di clienti e operazioni complesse. Tra i risultati più rilevanti anche la ricerca di partner internazionali per le eccellenze industriali a conduzione familiare e la transizione di aziende del segmento MidCap. La sua esperienza e competenza lo rendono una figura di riferimento nel panorama finanziario italiano, in particolare per le operazioni di private equity e di gestione patrimoniale.

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Carlo Messina: Intesa Sanpaolo, così creiamo valore sostenibile di lungo periodo

Carlo Messina, Intesa Sanpaolo: raggiungere il target Net-Zero entro il 2050, sostenere i piani di transizione delle imprese, offrire sempre più prodotti di investimento sostenibile, favorire l’inclusione e abbattere le disuguaglianze sociali sono solo alcuni degli impegni contenuti nel pilastro ESG del Piano d’Impresa 2022-2025.

Carlo Messina

Carlo Messina: il rendiconto annuale delle performance ESG di Intesa Sanpaolo

Il CEO Carlo Messina lo ha ribadito in diverse occasioni: l’obiettivo di un grande Gruppo bancario come Intesa Sanpaolo è creare valore sostenibile di lungo periodo per sé e per i propri stakeholder. Un impegno declinato su più fronti: raggiungere il target Net-Zero entro il 2050, sostenere i piani di transizione delle imprese, offrire sempre più prodotti di investimento sostenibile, favorire l’inclusione e abbattere le disuguaglianze sociali sono solo alcuni degli obiettivi definiti nel pilastro ESG del Piano d’Impresa 2022-2025. Risultati, valori guida, strategie e nuovi obiettivi sono illustrati in un documento annuale, la Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria, che rendiconta le performance del Gruppo guidato da Carlo Messina in ambito ESG (Environmental, Social and Governance) secondo i principali standard internazionali.

Carlo Messina: Intesa Sanpaolo, l’obiettivo è diventare la prima Impact Bank

Come aveva sottolineato il CEO Carlo Messina lo scorso novembre presentando a Brescia l’ampio programma per la riduzione delle disuguaglianze, Intesa Sanpaolo, oltre a essere motore dell’economia del Paese, intende promuovere un reale contributo sociale alla comunità in termini di inclusione, valorizzazione dell’ambiente e della cultura, promozione dell’educazione e dell’innovazione. È in quest’ottica che è nata la nuova struttura “Intesa Sanpaolo per il Sociale” con sede a Brescia: inaugurata lo scorso marzo, punta a favorire la diffusione della cultura del sociale e assicurare il presidio per il governo delle attività sociali svolte dal Gruppo. Principale progetto di coesione in Italia, supportato fortemente da Carlo Messina, rafforza il ruolo di Intesa Sanpaolo quale istituzione al servizio del Paese per la promozione di una società più equa.

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Il percorso (quasi) secolare di Federico Motta Editore in ambito editorial

Federico Motta Editore si avvicina sempre di più a celebrare un secolo di innovazione e qualità nell’editoria. Dalla sua fondazione nel 1929 ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’Ambrogino d’Oro e il Premio Speciale per la Cultura. Oggi continua ad essere un punto di riferimento editoriale.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: dalla fotomeccanica alla rivoluzione editoriale

“Cliché Motta” è il nome con cui Federico Motta diede vita, nel 1929, al nucleo che si è poi espanso fino a divenire il prestigioso marchio che tutti conosciamo. All’inizio si trattava di una piccola impresa di riproduzione fotomeccanica. Allora, il fondatore della Federico Motta Editore non sapeva che la sua iniziativa si sarebbe trasformata in qualcosa che avrebbe finito per rivoluzionare il settore editoriale italiano. Il primo punto di svolta fu l’ingresso nel mondo dei fumetti, una nicchia che all’epoca stava riscuotendo un discreto successo. La successiva tappa fondamentale fu invece quello di pubblicare la prima versione dell’Enciclopedia Motta, distribuendola in fascicoli presso le edicole. Passate le redini ai figli Anselmo e Virginio Motta, il catalogo della Casa Editrice si andò arricchendo di opere che abbracciavano ogni campo del sapere. Il focus dei due fu soprattutto sulla qualità editoriale e sull’innovazione. Sotto la loro guida, Federico Motta Editore si aprì alle nuove tecnologie, a partire dalle Tavole Transvision e dai Sonobox degli anni ’80, passando per i CD-ROM degli anni ’90 e finendo con la serie di progetti di editoria digitale con cui ha fatto da apripista nel settore.

Federico Motta Editore: quasi un secolo di eccellenza e innovazione nell’editoria

Nel corso del suo ormai quasi centenario viaggio, la Federico Motta Editore ha visto riconoscere il valore delle sue opere e del suo lavoro in numerose occasioni. Ne sono degli esempi l’Ambrogino d’Oro del 1980, oppure il Premio Speciale per la Cultura della Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2004, o ancora il Pirelli InterNETional Awards del 2007. Tutti i riconoscimenti ricevuti non hanno fatto altro che confermare la sua posizione di leadership nel settore e la sua influenza nel panorama culturale italiano. Ancora oggi, quando si parla di Federico Motta Editore ci si riferisce come a una pietra miliare dell’editoria. Anche l’innovazione rimane un elemento centrale nel percorso della Casa Editrice, la quale continua ad esplorare le nuove frontiere dell’editoria digitale, alla ricerca di nuove modalità di fruizione del sapere.

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Gruppo Riva: l’evoluzione di un leader industriale europeo

Gruppo Riva, un pilastro dell’industria siderurgica europea, ha una storia che affonda le sue radici nel lontano 1954, quando la Emilio e Adriano Riva decisero di investire nel settore durante il periodo del boom economico italiano. Con il passare degli anni, l’azienda – oggi guidata da Claudio Riva – ha saputo consolidare la propria leadership.

Claudio Riva

Gruppo Riva: dagli albori alla crescita internazionale

La storia di Gruppo Riva ha inizio nel 1954 con l’intuizione di Emilio Riva di investire, insieme al fratello Adriano, nel settore siderurgico durante quello che è ricordato come il “miracolo economico” italiano. Il primo impianto di Caronno Pertusella, dotato di un forno elettrico ad arco con una capacità ben superiore alla media dell’epoca, viene inaugurato nel 1957. Qualche anno più tardi il Gruppo si fa protagonista di un importante traguardo per la siderurgia italiana: introduce la tecnica della colata continua. Grazie a una visione imprenditoriale incentrata sulla qualità e sull’innovazione, negli anni Gruppo Riva è riuscito a mantenere la propria leadership nel settore, espandendosi anche a livello internazionale. Operativa attraverso 29 siti produttivi, dislocati in diversi Paesi europei e in Canada, la società è oggi guidata da Claudio Riva.

La crescita internazionale di Gruppo Riva

L’affermazione di Gruppo Riva nel panorama internazionale si è concretizzata attraverso acquisizioni strategiche e continui investimenti che hanno contribuito a rafforzare la presenza dell’azienda sul mercato europeo. L’acquisizione di importanti società italiane ed europee ha permesso al Gruppo di ampliare la propria produzione e di diversificare le attività. Grazie a una struttura organizzativa solida e a una costante ricerca dell’eccellenza, Gruppo Riva è riuscita dapprima a conquistare e poi a mantenere la propria leadership nel settore siderurgico internazionale, con stabilimenti siti in Germania, Francia, Belgio, Spagna e Canada, ed affrontando con successo le sfide del mercato globale. La capacità di adattamento alle mutevoli esigenze del settore e il costante investimento in nuove tecnologie hanno permesso all’azienda, guidata da Claudio Riva di continuare a crescere e a consolidare la propria posizione di rilievo nell’industria siderurgica europea.

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Dagli escavatori alle patatine fritte: il percorso di Alfredo Moratti (Amica Chips)

Alfredo Moratti inizia la sua carriera come operaio nell’azienda di famiglia, specializzata in escavatori. Nel 1990 fonda Amica Chips e con l’alta qualità delle sue patatine fritte conquista il mercato della grande distribuzione: oggi è sinonimo di qualità e innovazione.

Alfredo Moratti

Il percorso imprenditoriale di Alfredo Moratti

Alfredo Moratti, imprenditore di successo e Presidente della nota azienda Amica Chips, nasce il 2 agosto 1953 a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. La sua carriera inizia quando, ancora giovane, comincia a lavorare come operaio nell’azienda di famiglia, specializzata nella produzione di escavatori. Questa esperienza gli consente di sviluppare una solida etica del lavoro e una comprensione approfondita dell’importanza della qualità e dell’impegno, valori che porterà con sé nella sua futura avventura imprenditoriale. Nel 1990 Alfredo Moratti fonda Amica Chips, intraprendendo un cammino che mira alla produzione di patatine fritte di alta qualità. Grazie alla sua visione, l’azienda riesce ad entrare rapidamente nel mercato della grande distribuzione, soprattutto nei supermercati ESSELUNGA, diventando ben presto sinonimo di qualità e innovazione.

Il futuro di Amica Chips nella vision di Alfredo Moratti

Nel corso degli anni, la strategia imprenditoriale di Alfredo Moratti si evolve ulteriormente attraverso l’acquisizione di marchi affermati nel settore degli snack, come DORITA, PANDAL e MIA. Queste operazioni consentono ad Amica Chips di ampliare la propria offerta, consolidando al contempo la sua posizione sul mercato. L’elemento familiare gioca un ruolo cruciale nel successo dell’azienda: i figli entrano a far parte della gestione, assicurando una continuità nel rispetto dei valori familiari e imprenditoriali. Nonostante il successo già raggiunto dall’azienda, Alfredo Moratti non ha intenzione di fermarsi: continua a investire nell’ampliamento del sito produttivo e nella creazione di un magazzino centralizzato all’avanguardia, preparandosi così ad affrontare le sfide del futuro.

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Il percorso professionale di Paolo Gallo, AD di Italgas

Laureato in Ingegneria e con un MBA, Paolo Gallo inizia la carriera in Fiat Avio prima di dedicarsi al settore energetico. Dopo esperienze in Edison, Edipower e Acea, diventa nel 2016 Amministratore Delegato di Italgas, leader nella distribuzione di gas naturale.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: il percorso del manager alla guida di Italgas

Nato nel 1961 a Torino, Paolo Gallo consegue la laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino, seguita da un MBA all’Università degli Studi di Torino. La sua carriera inizia nel 1988 in Fiat Avio S.p.A., dove, in un arco di 13 anni, ricopre posizioni di crescente responsabilità. Nel 1997 comincia il suo percorso nel settore dell’energia, contribuendo allo sviluppo di progetti non solo in Italia, ma anche in India e Brasile. Assiste inoltre alla nascita di Fiat Energia, la società che riunisce le attività di generazione elettrica del Gruppo Fiat. Il 2002 segna un cambiamento significativo, perché entra nel Gruppo Edison come Direttore Strategie e Innovazione. Successivamente, diventa Direttore Generale e poi Amministratore Delegato di Edipower, incarico che mantiene fino al 2011. Nei tre anni successivi, Paolo Gallo è nella multiutility Acea S.p.A., anche qui nel ruolo di Amministratore Delegato. L’esperienza lo porta nel 2014 a Grandi Stazioni, dove si occupa della privatizzazione della società. Dal 2016, infine, guida Italgas, leader nel settore della distribuzione del gas naturale e terzo operatore in Europa. 

L’attività accademica di Paolo Gallo

Oltre ai suoi ruoli aziendali, l’AD di Italgas è stato anche nominato nel 2020 come Presidente di Gas Distributors for Sustainability (GD4S), l’organo che riunisce i sei principali operatori del settore della distribuzione del gas in Europa e che nel 2021 gli ha rinnovato la fiducia, riconfermandolo nel ruolo. Paolo Gallo è inoltre riconosciuto in ambito accademico. Tra il 1992 e il 1993 ha diretto il Corso MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino e ha insegnato “Valutazioni economico-finanziarie di Investimenti Industriali” fino al 2002. La sua attitudine ad amalgamare teoria e pratica è evidente anche nel suo ruolo attuale alla Luiss Business School, dove dal 2018 si occupa di Re-engineering Operational Processes ed Energy Management, rispettivamente nei corsi dei Master in Digital Ecosystem ed Energy Industry. È autore del libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità”.

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L’impegno etico di Diana Bracco: dalla promozione della cultura all’empowerment femminile

Imprenditoria, filantropia, valorizzazione delle arti e della bellezza, promozione dell’Italia nel mondo, sostegno alla gender equality: questi sono solo alcuni degli interessi e delle attività di Diana Bracco, Presidente e AD del Gruppo Bracco.

Diana Bracco

Diana Bracco: successi imprenditoriali e amore per la cultura

Presidente e AD del Gruppo Bracco, Diana Bracco è tra le figure più rilevanti del panorama manageriale italiano. Sotto la sua guida, la società ha attraversato un processo di crescita inarrestabile, favorito da un approccio fondato sull’innovazione e la cura per la sostenibilità. A partire dal suo ingresso nel 1966, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità fino a diventare Direttore Generale nel 1977 e successivamente Presidente e AD, maturando dunque una esperienza consolidata in questo settore. Sotto la sua leadership, il Gruppo Bracco ha adottato la politica di investire il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo, contribuendo significativamente al progresso del settore. L’impegno di Diana Bracco si estende oltre il mondo imprenditoriale. È infatti nota per il suo ruolo attivo nella promozione della cultura e nella filantropia attraverso la Fondazione Bracco, istituita nel 2010, incentrata sulla valorizzazione della ricerca, dell’arte e del benessere sociale, con un occhio di riguardo per la sostenibilità.

Il ruolo di Diana Bracco in Expo Milano 2015

Un momento chiave della carriera di Diana Bracco è stato il suo coinvolgimento in Expo Milano 2015, dove ha ricoperto il ruolo di Presidente di Expo 2015 S.p.A. e Commissario Generale del Padiglione Italia. Sotto la sua guida, l’Expo ha accolto milioni di visitatori da tutto il mondo, confermando Milano come una vetrina globale del Belpaese. Il Padiglione Italia, con l’Albero della Vita, è diventato uno dei principali simboli dell’esposizione universale, attirando l’attenzione di leader internazionali e ospitando eventi di grande rilievo. Tra i progetti fortemente voluti dalla manager anche Women for Expo, iniziativa volta a valorizzare il ruolo delle donne come motore di crescita e cambiamento. In qualità di Commissario del Padiglione Italia, ha riservato uno spazio significativo all’interno della struttura per mettere in luce le storie e i contributi delle donne in ambito sociale, economico e culturale.

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“La Piazza”, Gianpiero Strisciuglio (RFI): lavoriamo su interventi chiave per la mobilità del sud

Nel suo intervento a “La Piazza”, l’AD di RFI Gianpiero Strisciuglio ha riassunto i progetti previsti nel settore ferroviario del Mezzogiorno, dalla Napoli-Bari alle altre importanti opere, sottolineando l’impatto che questi sviluppi avranno sulla mobilità di persone e merci.

Gianpiero Strisciuglio

L’AD di RFI Gianpiero Strisciuglio ospite a “La Piazza”

A Ceglie Messapica (Brindisi), negli ultimi giorni di agosto, si è tenuta “La Piazza”, la kermesse politico-economica e culturale di “Affari Italiani”. Al centro degli incontri temi quali le infrastrutture del Mezzogiorno, il raddoppio di alcune reti strategiche, il PNRR e le grandi opere ferroviarie dei prossimi anni. Un ospite di prestigio è stato Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI da maggio dello scorso anno. Di origini baresi e laureato in Ingegneria al Politecnico di Bari, il manager è entrato in Ferrovie dello Stato nel 2002, ricoprendo diversi ruoli all’interno del Gruppo: da Direttore Commerciale ed Esercizio Rete in RFI a Direttore dell’Alta Velocità in Trenitalia. Passato a Mercitalia Logistics, la società capogruppo del Polo Logistica di FS, in qualità di Director of Strategy, Industrial Planning, Innovation&Sustainability, ad aprile 2022 ne è diventato Amministratore Delegato e Direttore Generale.

L’intervento di Gianpiero Strisciuglio: “Previsti interventi per la mobilità di persone e merci

Nel suo intervento, l’AD e DG di RFI ha fatto il punto sui progetti infrastrutturali che interessano le ferrovie, soprattutto quelli sulla Napoli-Bari. “È diventata realtà la progettualità sulla direttrice Adriatica da Bologna a Lecce. C’è grande attenzione alle opere di collegamento della Puglia e di tutto il Mezzogiorno – ha affermato Gianpiero Strisciuglio sul palco eretto nella Piazza di Ceglie Messapica – È evidente che accanto a queste grandi opere ci sono le grandi infrastrutture di prossimità, con Bari e il nodo verde, lo sviluppo della stazione di Lecce e su Brindisi dove pensiamo sia al collegamento con l’aeroporto e l’area logistica intermodale, ma anche su Taranto. Interventi, quindi, sia per la mobilità delle persone che delle merci”.

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Marzio Perrelli: dalla finanza internazionale ai vertici di Sky Italia

Dopo anni trascorsi ai vertici di istituzioni finanziarie globali come Goldman Sachs e HSBC, Marzio Perrelli ha messo la sua esperienza al servizio del mondo dei media e dello sport. Dal 2018 è al timone della macchina di Sky Sport, da cui gestisce la negoziazione dei diritti televisivi e la produzione sportiva, oltre alla parte editoriale che anch’essa riporta a lui.

Marzio Perrelli

Marzio Perrelli: il percorso in Sky

Dalla finanza internazionale ai vertici della televisione sportiva, Marzio Perrelli è protagonista di quella che si può definire una carriera poliedrica ed unica nel suo genere. Per anni in Goldman Sachs, dal 2018 è Executive Vice President di Sky Italia ed è Responsabile di Sky Sport. Innovazione e visione strategica le parole chiave della sua gestione: oltre a supervisionare i team editoriali e di produzione, si occupa dell’intero portafoglio dei diritti sportivi. In questi anni la sua esperienza in operazioni complesse e nell’analisi di mercato ha contribuito a rafforzare la posizione della testata nel panorama televisivo, portando l’azienda a ottenere numerosi successi nella trasmissione di eventi sportivi di primo piano.

Gli anni di Marzio Perrelli nella finanza internazionale

Prima di approdare al settore media, Marzio Perrelli ha costruito una solida carriera nella finanza internazionale. Dopo aver studiato al Liceo Francese Chateaubriand di Roma e conseguito una laurea in Economia e Commercio presso l’Università LUISS, entra nel 1993 in Goldman Sachs a New York, distinguendosi come unico italiano selezionato per il programma di formazione per analisti nella divisione Fixed Income, Commodities, and Currencies. Successivamente si trasferisce a Londra, lavorando su una vasta gamma di prodotti finanziari per clienti istituzionali europei. Nel 2001 torna in Italia come CEO e Head of Global Markets per Goldman Sachs Milan, per poi diventare CEO di HSBC Bank Plc Italy, dove ha consolidato la leadership della banca nell’Export Finance e nei mercati globali.

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Stefano Venier al Forum The European House-Ambrosetti: l’AD di Snam a colloquio con “Class CNBC”

Stefano Venier: la partecipazione dell’AD di Snam al Forum The European House-Ambrosetti e il punto su transizione e sicurezza energetica nell’intervista a “Class Cnbc”.

Stefano Venier

Stefano Venier al Forum The European House-Ambrosetti: l’intervista all’AD di Snam

L’AD di Snam Stefano Venier, in occasione del Forum The European House-Ambrosetti, è stato intervistato da “Class Cnbc” in merito alla transizione energetica e alle sfide legate alla sicurezza energetica. L’AD di Snam ha sottolineato il valore di soluzioni tecnologiche come la cattura e lo stoccaggio di CO2, con il progetto recentemente avviato a Ravenna: il primo in Italia realizzato a scopi esclusivamente ambientali per contribuire alla decarbonizzazione dei settori industriali. L’impegno di Snam nel progetto Ravenna CCS, aveva sottolineato nei giorni scorsi l’AD di Snam, è “parte integrante del nostro piano strategico ed è coerente con la nostra intenzione di porci quale operatore multimolecola per abilitare una transizione energetica giusta ed equilibrata, nell’ambito della quale offrire anche ai soggetti più energivori la possibilità di intraprendere percorsi di decarbonizzazione che ne preservino la competitività”. Nell’intervista Stefano Venier ha ricordato anche il ruolo fondamentale che l’idrogeno riveste in quest’ottica.

Stefano Venier: il valore degli stoccaggi per la sicurezza energetica del sistema italiano ed europeo

La domanda globale di gas, ha proseguito l’AD di Snam Stefano Venier ai microfoni di “Class Cnbc”, è in aumento, trainata dall’Asia. In questo contesto la sicurezza energetica resta al centro, come ha confermato l’AD: i livelli di stoccaggio di gas risultano attualmente superiori al 93%, superando la media degli ultimi cinque anni. L’acquisizione di Edison Stoccaggio, operazione dal valore di circa 560 milioni di euro, aumenterà la capacità di immagazzinamento del gruppo al 17% del totale europeo, con circa 18 miliardi di metri cubi. Lo aveva spiegato Stefano Venier lo scorso luglio sottolineando il valore dell’operazione attraverso cui “rafforziamo l’assetto industriale di Snam nel settore e, attraverso l’integrazione nel nostro modello di gestione, la resilienza energetica del sistema domestico”. Il Gruppo investirà 1,4 miliardi fino al 2027, e ulteriori 100 milioni dopo la conclusione dell’acquisizione. Il piano prevede l’ammodernamento degli impianti esistenti e l’espansione della capacità con nuovi siti anche attraverso l’implementazione di tecnologie avanzate per migliorarne l’efficienza e la sicurezza.

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Olbia, nuovi progetti per Atitech: Gianni Lettieri sull’accordo strategico

Nuovo capitolo nella storia di Atitech: la MRO di Capodichino si occuperà della gestione di due hangar dell’aeroporto di Olbia con l’obiettivo di creare un centro d’eccellenza per la manutenzione di business jet. A raccontare l’operazione su Radio Napoli Centrale il Presidente Gianni Lettieri.

 Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: “La nostra missione? Riportare in Italia la manutenzione aeronautica a 360°

Sono passate poche settimane della stipula dell’accordo tra Atitech e Alisarda Real Estate S.r.l., la società controllata da Geasar S.p.A. che gestisce l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda. Per i prossimi dieci anni l’azienda di Capodichino gestirà gli hangar Avio1 e Avio2 dell’aeroporto di Olbia. Spazi che verranno trasformati per ospitare fino a sei baie dedicate alla manutenzione di base e due baie per la ristrutturazione degli interni, con un focus specifico sul settore dell’aviazione business, in particolare sui jet privati. Gianni Lettieri, Presidente della MRO, ne ha parlato nel suo intervento al programma Barba&Capelli in onda su Radio Napoli Centrale. “Quella di Olbia è un’attività nuova rispetto a quello che attualmente fa Atitech – ha spiegato l’imprenditore –. La nostra missione è da sempre quella di riportare in Italia la manutenzione aeronautica a 360°, oramai scomparsa perché tutti i Governi che si sono succeduti hanno trascurato il settore concentrandosi esclusivamente sulla compagnia di bandiera; mentre la Germania con Lufthansa Technik fa numeri stratosferici, con i dipendenti che oramai superano le 13.000 unità. In Francia, invece, c’è France Industries, in Spagna c’è Iberia e anche in Grecia c’è una compagnia nazionale di manutenzione”.

Olbia attività dall’alto valore aggiunto. Apertura aeroporto di Salerno un’occasione per la città

In merito all’espansione in Sardegna, il Presidente di Atitech ha dichiarato: “Olbia è un’operazione altrettanto importante per il nostro percorso. La Sardegna è una regione straordinaria, ma allo stesso tempo difficile, per cui c’è bisogno di attività ad alto valore aggiunto. La manutenzione e gli allestimenti di business jet in Italia infatti non esistono”. Sulla recente apertura dell’aeroporto di Salerno, Gianni Lettieri si è detto soddisfatto: “Sono stato da sempre un fautore dell’apertura. È l’unica possibilità per dare un’ulteriore svolta allo sviluppo di una bellissima città dalle grandi potenzialità. Ci sono riusciti e Gesac, prima ancora della partenza, ha siglato già degli accordi interessanti con Ryanair ed EasyJet: di fatti ci sono già 10-11 voli giornalieri, non solo per l’Italia ma anche per l’Europa. Una regione come la Campania con 5 milioni e mezzo di abitanti aveva decisamente bisogno di un secondo aeroporto”, ha concluso l’imprenditore.

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La sfida del mercato vitivinicolo per Gruppo Argea (Botter, Mondodelvino, Cantina Zaccagnini)

Botter, azienda che ha saputo unire la tradizione familiare con una visione globale del mercato, rappresenta una delle storie di successo più affascinanti nel panorama vitivinicolo italiano. Fondata nel 1928, ha inizialmente operato come una piccola attività commerciale focalizzata sulla vendita di vino in fusti e damigiane ai dettaglianti locali. Oggi, con oltre 90 anni di esperienza, è diventata un player internazionale ed è entrata a far parte del Gruppo Argea insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini.

Botter

Botter: crescita e internazionalizzazione

Il percorso di crescita di Botter è stato segnato da tappe fondamentali, a partire dagli anni ‘50, quando la seconda generazione ha introdotto la commercializzazione dei vini in bottiglia, ampliando il raggio d’azione dell’azienda sul mercato nazionale e gettando le basi per l’espansione internazionale. Negli anni ‘70, l’azienda ha risposto alla crescente globalizzazione dei consumi di vino ampliando la gamma dei suoi prodotti, con un occhio di riguardo ai mercati esteri. Una svolta significativa è arrivata negli anni ‘80, quando ha iniziato a collaborare con piccoli e medi produttori locali, espandendo così la propria offerta di vini provenienti da vitigni autoctoni di regioni italiane come Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. Tale strategia ha consolidato l’approccio multi territoriale che ancora oggi caratterizza l’azienda, permettendole di offrire al mercato globale una vasta selezione di vini italiani di qualità. Il 2021 ha segnato un nuovo capitolo nella storia di Botter con l’uscita del fondo DEA Capital e l’ingresso di Clessidra SGR, che ha dato vita a un importante progetto di investimento nel settore del vino in Italia. Questo progetto ha portato alla nascita del Gruppo Argea, che inizialmente ha acquisito Botter e Mondodelvino. Nel 2022 ha poi concluso una nuova importante operazione siglando l’accordo per l’acquisizione di Cantina Zaccagnini, azienda vitivinicola storica e prestigiosa con sede a Bolognano (Pescara). Un investimento che ha consentito il rafforzamento del proprio posizionamento su un’area strategica come l’Abruzzo e nel mercato statunitense.  

Botter tra innovazione e sostenibilità: le chiavi per il futuro

Botter, come parte integrante del Gruppo Argea, continua oggi il suo percorso di crescita, affiancata da un management che condivide la visione strategica della famiglia. L’azienda è costantemente impegnata a comprendere l’evoluzione dei gusti e delle esigenze dei consumatori di vino in tutto il mondo, un impegno che si traduce in continui investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Con un approccio orientato al futuro e una solida base nella tradizione, Botter si pone l’obiettivo di continuare la sua espansione, mantenendo alta la qualità dei suoi vini e rafforzando la sua posizione sia in Italia sia all’estero.

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Carlo Malinconico, gli incarichi del Fondatore dello Studio Legale Malinconico (oggi Malinconico&Gentile)

Carlo Malinconico non è solo il fondatore dello Studio Legale Malinconico (oggi Malinconico&Gentile), ma anche un professore universitario e un professionista che ha ricoperto importanti incarichi a livello istituzionale.

Carlo Malinconico

Le attività professionali di Carlo Malinconico in ambito legale e istituzionale

Carlo Malinconico avvia la sua carriera con la nomina ad Avvocato dello Stato nel 1980, svolgendo funzioni di difesa e consulenza legale per lo Stato e la Regione presso l’Avvocatura dello Stato di Milano. Successivamente, assume il ruolo di Consigliere Giuridico presso vari ministeri, tra cui il Ministero della Marina Mercantile, il Ministero dei Trasporti e il Ministero del Tesoro. Dal 1990 al 1996, lavora come Capo Ufficio Legislativo del Ministero del Tesoro e, dal 1992 al 1997, come Consigliere Giuridico dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nel 2001, Carlo Malinconico viene nominato Direttore Generale dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (ARERA), ruolo che ricopre fino al 2002. Dal 1996 al 2001, guida il Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per poi essere nominato Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2006. Durante la sua carriera, Carlo Malinconico ha vinto più volte il Premio “Le Fonti”, un riconoscimento prestigioso nel Diritto Amministrativo.

Dallo Studio Legale Malinconico allo Studio Malinconico&Gentile: il percorso di Carlo Malinconico

Nel 2003, Carlo Malinconico si mette in proprio fondando lo Studio Legale Malinconico, specializzato in Diritto Amministrativo, Diritto Europeo, Diritto della concorrenza, Diritto Civile e Societario. Insieme all’avvocato Domenico Gentile dà vita nel 2021 allo Studio Malinconico&Gentile, ampliando così il ventaglio dei servizi e delle competenze offerte per una proposta di qualità ancora maggiore. Lo Studio si distingue per l’assistenza in procedimenti amministrativi complessi, la consulenza a Pubbliche Amministrazioni e aziende, e infine l’assistenza nelle liti davanti alle giurisdizioni superiori italiane e comunitarie.

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L’analisi di Andrea Mascetti sul rapporto tra cultura e tecnica nell’età moderna

Andrea Mascetti ha parlato del rapporto tra cultura e identità, sottolineando come la modernità e la tecnica propongano spesso una visione distorta e artificiale della cultura.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: riscoprire i siti storici per dare un nuovo senso alla vita

Andrea Mascetti ha sottolineato la necessità di riscoprire e valorizzare le radici storiche e culturali dell’Insubria, una Regione il cui ricco patrimonio culturale è caduto, purtroppo, in uno stato di grave dimenticanza. In una recente intervista, l’avvocato ha illustrato come la mancanza di identità storica abbia fortemente corroso il tessuto sociale della società contemporanea, rendendo le comunità più fragili e vulnerabili. Secondo Andrea Mascetti, la riscoperta di luoghi carichi di memoria storica “darebbe un altro senso del vivere a noi tutti”. A tal proposito, ha citato il Rivellino Leonardesco come caso di restauro efficace che ha restituito alla collettività una straordinaria attrazione storica e culturale.

Andrea Mascetti: “La tecnica spesso è contrapposta alla cultura”

Successivamente, Andrea Mascetti ha criticato la tendenza moderna di spostare la cultura sul terreno del web e del digitale. Secondo l’avvocato, per formarsi, la cultura ha bisogno infatti di incontri fisici e reali, e di un radicamento nei territori e nelle comunità: una dimensione che è impossibile replicare su schermo. L’avvocato ha poi toccato un altro tema caldo della contemporaneità: quello della lotta alle fake news e alla disinformazione online. Secondo il suo pensiero, molte notizie che sono state inizialmente additate come “bufale” si sono in seguito rivelate veritiere: di conseguenza, l’atteggiamento censorio dei cosiddetti “debunker” nasconde una volontà di ergersi a tribunale della verità, di “decidere cosa può circolare liberamente e cosa no”. Anziché appellarsi alla censura, è necessario allenare il proprio senso critico e la consapevolezza.

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Star Italia: ristrutturazioni di qualità che mettono il cliente al centro

Star Italia, realtà giovane e dinamica, in pochi anni si è affermata come leader nelle ristrutturazioni dei bagni e nella trasformazione di vasche in docce. Sostenibilità, inclusione e innovazione sono i valori con cui l’azienda porta avanti la sua attività.

Star Italia

I valori “moderni” di Star Italia

Innovazione e sostenibilità: sono questi i capisaldi che costituiscono la vision di edilizia di Star Italia. Fondata nel 2016, l’azienda ha rapidamente conquistato un’importante fetta di mercato, diventando leader nelle ristrutturazioni di bagno e nella trasformazione di vasche in docce. Sotto la guida dell’Amministratore Delegato Ennio Massimo, ha assistito a un notevole incremento del fatturato, che si è triplicato negli ultimi tre anni, registrando oltre 11.000 ristrutturazioni portate a termine. Con il suo team giovane e dinamico, di cui l’85% è composto da donne, Star Italia punta soprattutto sulle nuove generazioni, le quali condividono con l’azienda la sensibilità nei confronti dell’ambiente. La società pone infatti molta attenzione alla sfera ESG, è sostenitrice del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e supporta le politiche di inclusione e gender equality. Nella sede operativa di Comacchio, ha riqualificato un’area di circa 20mila metri quadrati, costruendo due edifici dotati di pannelli fotovoltaici, per generare energia pulita e rinnovabile, e colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Dalla consulenza all’assistenza post-vendita: la ristrutturazione firmata Star Italia

Supportata da un team di tecnici esperti, Star Italia si occupa di ogni fase del progetto, dalla consulenza alla ristrutturazione finale, comprensiva di impianti idraulici, pavimenti, mobili e rivestimenti, così da semplificare il processo ai propri clienti e garantire un servizio a 360°. Sia che si tratti della ristrutturazione completa di un bagno che della trasformazione di una vasca in doccia, utilizza solo materiali di prima qualità, con soluzioni su misura e una garanzia di 10 anni sulla rubinetteria e di 5 anni sui mobili. Un altro punto di forza è dato dall’attenzione al cliente, che è evidente in tutte le fasi del lavoro. Durante l’intero processo, il caposquadra rimane infatti in contatto costante con i clienti, garantendo trasparenza e rispondendo a qualsiasi esigenza o richiesta. Dopo l’installazione, Star Italia mette a disposizione un’ampia assistenza post-vendita, attiva H24 e 7 giorni su 7, e resa possibile da una fitta rete di squadre presenti su tutto il territorio nazionale.

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Benessere e prevenzione: la mission di Health Italia dal 2001

Health Italia è leader nel campo dell’assistenza e della sanità integrativa. Fondata nel 2001, persegue l’obiettivo di diffondere benessere attraverso la prevenzione e l’assistenza sanitaria.

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Health Italia: una rete di oltre 8.500 convenzioni

Con una rete nazionale di strutture convenzionate e una vasta gamma di servizi di sanità integrativa, Health Italia risulta oggi una delle realtà più complete in Italia e in Europa nell’ambito della cura e del benessere della persona. Tra i servizi inclusi anche soluzioni di telemedicina in grado di rispondere efficacemente alle più attuali necessità del settore. La società, attiva in una pluralità di comparti collegati all’assistenza e alla sanità integrativa, gestisce una centrale operativa e una rete di oltre 8.500 convenzioni sanitarie e 15.000 professionisti, mediante Health Assistance. Per la gestione dei piani di welfare aziendale dedicati a personale di imprese ed enti, Health Italia ha ideato Hi Welfare, un’offerta che spazia dalla gestione dei piani welfare in modalità flexible benefit tramite piattaforma online a soluzioni personalizzate focalizzate sul benessere dei dipendenti. Con Health Point, invece, opera nel campo della telemedicina, fornendo servizi con piattaforma online proprietaria, e in quello delle prestazioni sanitarie, grazie alla sua rete di strutture convenzionate.

Health Italia per il sociale: le principali iniziative della società

Sostenendo progetti a favore della mutualità, della solidarietà sociale e dell’assistenza sanitaria, Health Italia si fa anche promotrice di iniziative di carattere sociale e culturale. Nel 2015 dà vita alla Fondazione Banca delle Visite Onlus, a cui è collegato il progetto Banca delle Visite. Qui vengono raccolte donazioni per visite ed esami medici per le persone in difficoltà. Un’altra iniziativa è quella che ha visto la creazione del Museo del Mutuo Soccorso, nata con l’intento di valorizzare la storia delle società di mutuo soccorso e promuovere la ricerca in tema di mutualità. La società si impegna inoltre nella diffusione di informazioni su temi come il benessere, l’alimentazione, la prevenzione e altri argomenti di interesse pubblico attraverso il suo magazine “Health Online”. Lo scopo è quello di favorire il benessere e la salute nella società.

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