“La poesia non è un libero movimento dell’emozione, ma una fuga dall’emozione; non è l’espressione della personalità, ma la fuga dalla personalità”. – Thomas Stearns Eliot
“Profumo di Kikina nel Paradiso dell’Eden”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e L’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Rossana Asaro (Mazara del Vallo, 1964). Insegnante di lingua inglese, Rossana è presente con le sue liriche in diverse raccolte antologiche i cui proventi sono stati devoluti in beneficienza. Un titolo che meraviglia: “Kikina” simbolicamente rappresenta l’amore in tutti i suoi aspetti: filiale, coniugale, passionale, per il prossimo; “Kikina” metaforicamente rappresenta l’autrice e la sua rinnovata voglia di vivere, amare e trasmettere le sue emozioni.
Rossana Asaro è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua nuova raccolta poetica. Buona lettura!
A.M.: Da quanto tempo componi versi?
Rossana Asaro: Sin da quando ero bimba. Mi è sempre piaciuto comporre versi per diletto, perché mi piaceva gratificare le persone alle quali dedicavo le mie poesie…scrivevo poesie per immortalare i momenti importanti della mia vita od in occasioni particolari, ricorrenze come compleanni o la festa della mamma e del papà. Andavo in brodo di giuggiole quando la maestra leggeva le mie poesie al resto della classe, mi sentivo gratificata, era una piccola rivalsa verso i miei compagni che a differenza di me eccellevano in matematica…e pensare che i miei genitori sono entrambi insegnanti di matematica. Ricordo bene che all’interno della classe sussistevano queste dinamiche, queste competizioni positive che ci hanno stimolato molto nel nostro percorso di crescita culturale.
Col tempo scrivere poesie è diventato un habitat mentale.
Attraverso le parole poetiche si evocano i ricordi, si vivono emozioni, la nostra anima ci svela ciò che noi razionalmente non cogliamo, ci si sente liberi. La poesia è, infatti, a mio parere, espressione dell’anima e della personalità dell’autore ecco perché cito ma non condivido, il pensiero di un grande poeta moderno “La poesia non è un libero movimento dell’emozione, ma una fuga dall’emozione; non è l’espressione della personalità, ma la fuga dalla personalità”. – Thomas Stearns Eliot
A.M.: Essere un poeta nel 2012. Che cosa significa per te?
Rossana Asaro: Poeta? …dice a me? Chiunque riesce a dialogare con la propria anima, a coglierne le sfumature ed a registrare le proprie emozioni è un poeta.
Problematiche socio-economiche oggi, purtroppo, lasciano poco spazio ai momenti di introspezione, di relazioni sociali autentiche, di slancio per le emozioni e gli affetti…e anche l’intelligenza dei giovani è orientata verso altri orizzonti, modelli astratti, tecnologici, che mirano alla produttività e spengono la creatività e l’immaginazione. Spesso davanti ad esperienze dolorose si cerca di sfuggire dalla realtà ci si barrica dietro un muro di indifferenza, noia, o peggio aggressività.
Non tutti colgono il linguaggio poetico, a volte per usare un latinismo chi scrive si sente “Nemo propheta in patria”. Nell’era dell’apparire anziché dell’ essere, la poesia invece è un mezzo indispensabile per imparare a cogliere le sfumature, l’essenza delle cose, per imparare a vivere le emozioni, a conoscersi, a orientarsi.
Cogliere l’attimo, immortalarlo per poi riviverlo è appagante, catartico, terapeutico. Scrivere poesie è come liberare l’anima, farla volare nel cielo come un aquilone che segue il vento delle emozioni. Ho cercato di sensibilizzare anche i miei alunni a leggere ed a comporre poesie, a giocare con le parole, come un puzzle della mente che tassello dopo tassello prende forma. Ho provato a trasmettere loro il mio entusiasmo ed a destare in loro curiosità.
Mi hanno posto tante domande in merito alla poesia, per loro ho provato a sintetizzare il mio sentire attraverso questi versi:
“Come aquiloni…/ Si liberano i miei pensieri/ nell’etereo spazio/ nel respiro di un attimo/ sottratto alle emozioni,
come aquiloni… alla ricerca della libertà/ nel vento di un vuoto/ che cerca la sua dimora./ Vagano/ …fulgidi…/ oltre l’astratto confine dell’io/ come schegge di quarzo puro/ …incontaminate…/ fino a che si dirada l’opaca luce/ e la penna orgogliosa inalba/ …fedele…/ un racconto nuovo./ Gorgoglia civettuola l’ispirata fonte/ tra le note accorate del suo sentire/ che veste i colori dell’anima,/ sapide gocce di nube/ e irradiati bouquet di sorrisi./ Fantasiose/ foglie di parole ritraggono/ …attente…/ i fragori dell’epopea della vita.”
Il mio augurio è che attraverso le note della mia anima possa regalare al lettore qualche emozione.
A.M.: “Profumo di Kikina nel Paradiso dell’Eden”. Come mai un titolo così articolato? Puoi spiegare la scelta del titolo così articolato?
Rossana Asaro: Molto volentieri. Il fato mi ha fatto incontrare una persona che era stata in Perù nella foresta amazzonica e mi ha raccontato degli Indios, della loro filosofia di vita, dei loro stili di vita e mi ha mostrato diverse foto. Sono rimasta molto colpita dall’immagine di un fiore che gli indigeni chiamano “Kikina”. Un fiore di estasiante bellezza, dalle sfumature violacee, vellutato, dai contorni smerlati, con un’infiorescenza di colore chiaro al suo interno che nel mio immaginario rappresentava il miracolo della procreazione e della creazione al tempo stesso. Ne ho immaginato l’essenza inebriante, coinvolgente, ammaliante…
Un fiore così bello non poteva che avere il suo habitat naturale nell’Eden e ho percorso con Dante l’ultimo tratto del suo viaggio.
Rivivendo ora quel viaggio virtuale in quel Paradiso terrestre aggiungerei un sottotitolo al libro: Palingenesi.
A.M.: C’è nella raccolta una lirica alla quale sei maggiormente legata?
Rossana Asaro: Sono tante le poesie della raccolta alle quali sono molto legata, per l’attimo contingente in cui sono state scritte, per l’emozione che ancora suscitano in me, perché serbano particolari ricordi. “The nel deserto” tuttavia, ha sancito il mio debutto in poesia perché ha ricevuto il plauso di un autorevole poeta che ho sempre considerato un riferimento letterario.
A.M.: A chi dedichi questa vittoria editoriale?
Rossana Asaro: Dedico questa raccolta ai miei figli “Fede e Peppe, pupille dei miei occhi” come menzionato all’interno del libro. A loro ma anche ai miei alunni verso i quali ho dei doveri morali sento di fare un augurio di continuare ad emozionarsi sempre, anche per le piccole cose, di osservare con gli occhi dell’anima, con la spontaneità e la naturalezza di fanciulli sempre.
Cito a questo proposito un passo di Pascoli tratto da “Il Fanciullino” per me una lezione di vita:
“ Noi cresciamo ed egli resta piccolo, noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare ed egli tiene fissa la sua antica , serena meraviglia, noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, lui fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello”
Mi auguro di riuscire a trasmettere ai miei lettori le mie emozioni tanto da trasformare questa pubblicazione in una vittoria letteraria.
A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto o film che hai visto?
Rossana Asaro: L’ultimo romanzo? “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini. Un romanzo avvincente, coinvolgente, emblematico, memorabile.
La cornice storica, l’assedio di Sarajevo, fa da sfondo alla storia d’amore dei protagonisti assediati da egoismi e conflitti personali. È un romanzo storico e sociale al tempo stesso che dimostra come nonostante il male della storia, l’amore in tutti i suoi aspetti trionfa, proprio come nelle poesie della mia raccolta.
L’ultimo film che ho visto, rigorosamente al cinema, è stato “La chiave di Sara” tratto dall’omonimo romanzo di Tatiana de Rosnay, diretto dal francese Gilles Paquet-Brenner, che fa riflettere sulla pagina più triste della storia dell’umanità, l’Olocausto. Un’indagine dolorosa tra passato e presente di una giornalista americana incaricata dal giornale per cui lavora di scrivere un articolo sulla vicenda del rastrellamento in Francia, degli Ebrei che poi furono deportati nei campi di sterminio.
Una storia toccante che viaggia su due binari. Un’esperienza dolorosa per la giornalista anche sul piano personale e sentimentale. Puntualmente anche a scuola affrontiamo il tema della Shoah, “per non dimenticare”, tra i film che ho visto “La chiave di Sara” è stato quello che è riuscito ad affrontare la tematica in modo del tutto originale anche attraverso i risvolti psicologici ed umani della protagonista.
A.M.: Cosa ne pensi dei network? Li utilizzi per far conoscere la tua passione ormai concretizzata per la poesia?
Rossana Asaro: L’utilizzo dei network mi ha permesso di mettermi in contatto con i diversi siti di poesia, di confrontarmi, di analizzare poesie di altri autori, di fare commenti, di partecipare a raccolte antologiche ed a concorsi letterari, di dialogare scambiando reciproche esperienze ed emozioni, di far parte di gruppi letterari e culturali.
Certo pubblicizzerò il mio libro nei diversi siti.
A.M.: Come ti trovi con la casa Editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?
Rossana Asaro: Con la casa Editrice Rupe Mutevole mi sono trovata benissimo.
Ho riscontrato grande cordialità e professionalità. Sin da quando ho ricevuto la mail con la conferma che le mie poesie erano pubblicabili, sono stata consigliata nei diversi step, la scelta della copertina per esempio, i caratteri, le combinazioni, ecc…
Ho trovato molto suggestiva la descrizione del paesaggio bucolico tra Parma e la Liguria dove è ubicata la Casa Editrice Rupe Mutevole che per l’appunto deve il suo nome ai colori cangianti dei tramonti che caratterizzano la zona.
La curatrice Silvia Denti verrà a Mazara del Vallo per la presentazione del libro colgo l’occasione per esprimerle tutta la mia stima e gratitudine anche per questo supporto morale.
A.M.: Hai qualcosa nel cassetto pronto per la prossima pubblicazione?
Rossana Asaro: Sì, ho molte idee. A pagina 9 del libro ho voluto inserire un frammento di Madre Teresa di Calcutta “la vita è un inno cantala”, quello sarà il leit motif della mia prossima raccolta.
Notizie su Rupe Mutevole:
http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/
Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993
Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
Fonte:
La passione per la scrittura non ha confini se non quelli infiniti della fantasia.
“[…]Ma dove sei più non so,/ mia carezza, mia amarezza/ che il vento marezza,/ costruendo immagini/ che il tempo scolora.// Ripeto senza fase/ il senso della tua frase,/ rimane ancora presa/la resa fra noi.// Ma tu proponi fasci di luce/ e abbandoni, distribuisci/ lenta calura dei tuoi modi.// […]”
Regolamento:
Dopo il grande successo di “Poetica Coazione”, che ha ottenuto unanimi consensi di pubblico e di critica in tutta Italia, il giovane e già affermato poeta Federico Li Calzi, 30 anni, nato e residente a Canicattì (Ag), torna a proporsi nel contesto editoriale nazionale con la sua seconda significativa raccolta di liriche enigmaticamente intitolata “Dittologie Congelate”(tra@art 2012, Edizioni Cerrito), pubblicata proprio pochissimi giorni orsono.
Proroga della Seconda edizione del Concorso Letterario Nazionale “Oubliette” promosso dalla web-magazine “OublietteMagazine”. La scadenza per l’invio dei componimenti è stata prorogata al 31 gennaio 2012.
Federico Li Calzi (1981, Agrigento), autore della raccolta “Poetica Coazione” edita nel 2009 dalla casa editrice Tra@rt, è in procinto di pubblicare la sua seconda silloge poetica dal titolo “Dittologie congelate”, la pubblicazione avverrà nel mese di gennaio 2012.
Sarà venerdì 18 novembre 2011 la prima presentazione del romanzo “Confessioni…di un pazzo” del big della musica Simone Tomassini. Il romanzo è uscito in libreria il 10 novembre 2011 ed è stato pubblicato dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di confine”.
Regolamento:
“Perché nessuno degli agenti di custodia sparò un colpo?
Amici autori, artisti, musicisti, scultori, poeti! Ecco una bella notizia che allieterà la vostra estate!
“Echi da Internet” è la nuova collana editoriale della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, la curatrice è Federica Ferretti. La collana intende raccontare il Nuovo Mondo ed il Nuovo Popolo. Un’idea abbastanza originale ed alternativa che ha come oggetto Internet ed il popolo che popola questo mondo virtuale.
“In quei giorni di combattimento gli aerei russi ci lanciarono sulle nostre linee dei volantini, invitandoci alla diserzione. In tali messaggi ci ricordavano le festività di Natale, le nostre mogli, i nostri figli e i familiari. Ci dicevano: ‘Perché siete venuti qui in Russia a combattere contro un popolo che non ha mai minacciato di invadere l’Italia?’ Quindi concludevano dicendo di tornare a casa o di darci prigionieri.”
Federico Li Calzi sbanca il web: consensi record per la sua silloge “Poetica Coazione”.
Presso il Parco Scuola del Traffico di Roma di Piazza Barcellona 10 venerdì 13 maggio 2011 si è svolta l’ “8° Giornata della Sicurezza Stradale nelle scuole”.
Concetto questo, ampiamente condiviso anche dal Presidente Calzetta e dall’ Ass. Paluzzi.
“La motivazione a partecipare ai processi decisionali sta nel nostro patrimonio genetico.
“Credo che solo il fatto di appartenere al genere umano sia condizione sufficiente per non avere timori e ritrosie nell’affermare, mostrarsi e a volte chiedere.
“Da leggere come un romanzo che ad ogni pagina lascia un segno tangibile, utile, trasformabile in azione.
Il 4 marzo 2011 a Canicattì (AG), presso la Sala Convegni di Palazzo Stella, si è svolto l’evento “Incontro con l’autore” dedicato al docente universitario, poeta, scrittore e saggista Enrico Testa. La serata è stata promossa dal poeta Federico Li Calzi e curata dall’Associazione Scrittori e Artisti Agrigentini.
“I ripetuti lanci di sassi e altri oggetti in corrispondenza dei cavalcavia, hanno indotto le autorità alla decisione di numerare tutti i sovrapposti stradali. Nell’eventualità si ravvivasse la presenza di azioni di disturbo alla circolazione stradale da parte di persone presenti su detti sovrappassi, nell’avvisare le forze dell’ordine si potranno quindi fornire con precisione, il numero della strada e del cavalcavia.”
