L’analisi acque Lecce segue un iter regolamentato direttamente dall’Unione Europea, e risulta di importanza fondamentale per l’equilibrio ecologico e chimico-fisico dell’ambiente di riferimento. Per acque reflue, o di scarico, si intendono tutte quelle acque corrotte dall’azione dell’uomo, le quali, una volta utilizzate, finiscono nei canali di scarico e rilasciate nell’ambiente. Tali acque, come si intuisce con facilità, non possono essere immediatamente riutilizzate; esse, durante il loro utilizzo, vengono contaminate da una serie di agenti organici e inorganici che ne modificano la consistenza chimica rendendole potenzialmente dannose.
Le acque si suddividono in vari modi a seconda del criterio di classificazione che si applica. In base alla loro stagnazione si dividono in acque reflue, superficiali e sotterranee. Tale classificazione è di vitale importanza in quanto, per ognuna di esse, viene adottato un processo di analisi differente. In relazione al tipo di acqua di scarico, essa si differenzia in acque domestiche, industriali, urbane e industriali assimilabili alle domestiche. L’analisi acque Lecce deve rispettare parametri di diversa natura: chimici (temperatura, conducibilità elettrica, colore ecc), fisici (Ph, alcalinità, richiesta di ossigeno ecc.) e biologici (salmonelle, escherichia coli, streptococchi ecc.). A ciò si affianca l’analisi delle emissioni causate dall’estrazione delle risorse idriche, le quali sono segnalate da una specifica tabella che ne indica i limiti di tolleranza. Tale tabella costituisce l’allegato 5 parte III del decreto legislativo n. 152/06 in cui le acque industriali vengono suddivise in pericolose o non pericolose. Sempre tale allegato specifica le modalità di scarico e la quantità di emissioni a seconda del tipo di acqua con cui si ha a che fare.
In conclusione, l’analisi delle acque svolge una funzione fondamentale nella salvaguardia dell’ambiente e della salute di tutti noi, è alla base di un sistema di controllo e gestione della salubrità delle acque, ne garantisce lo stato fisico-chimico ottimale e consente, grazie alle norme elaborate, di organizzare in modo corretto il giusto smaltimento delle risorse di scarico, senza impattare negativamente sull’ambiente.
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