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Francesco Starace: l’AD e DG di Enel all’inaugurazione dell’Executive Master in Finance SDA Bocconi

L’interesse del mondo converge sulla sostenibilità ma servono gli strumenti per permetterne la crescita: il monito dell’AD e DG di Enel Francesco Starace intervenuto all’inaugurazione dell’Executive Master in Finance SDA Bocconi.

Francesco Starace

Francesco Starace: la sostenibilità nell’anno della pandemia, lo sguardo dell’AD e DG di Enel

In tutto il mondo c’è una incredibile attenzione al tema della sostenibilità: a rilevarlo, nel corso di un intervento all’inaugurazione dell’Executive Master in Finance SDA Bocconi, è l’AD e DG di Enel Francesco Starace. Politica e mondo finanziario sono sempre più concentrate su questo fronte, nella consapevolezza “che quello climatico è un rischio concreto nel medio termine e di conseguenza la sostenibilità diventa una priorità”. Nel corso dell’evento, in programma lo scorso 29 gennaio, l’AD ha evidenziato inoltre come sotto questo aspetto ci siano spazi di crescita “ma io vedo un collo di bottiglia: mancano gli strumenti per realizzare ciò”. Eppure “il cambiamento che abbiamo visto nel 2020 sarà irreversibile”: Enel si impegna da tempo in questa direzione, come ha ricordato anche Francesco Starace. “Abbiamo detto che dal 2019 in avanti tutte le nostre future obbligazioni saranno Esg” ha spiegato l’AD: “Non faremo più emissioni standard. Ci vedrete sul mercato ogni anno gradualmente migrando il nostro debito verso questi strumenti”.

Sostenibilità: il pluriennale impegno dell’AD e DG di Enel Francesco Starace

Riconosciuto a livello internazionale per il suo impegno sul fronte della sostenibilità, Francesco Starace è stato nominato di recente Presidente del Consiglio di Amministrazione di Sustainable Energy for All (SEforALL), l’organizzazione internazionale no-profit che in partnership con le Nazioni Unite lavora per garantire l’accesso a un’energia affidabile, sostenibile e moderna per tutti (SDG7). Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel dal 2014, riconfermato lo scorso anno per il terzo mandato, si è distinto fin dal 2008 quando fu nominato AD di Enel Green Power, neonata società del Gruppo specializzata nello sviluppo e nella gestione di attività legate all’energia da fonti rinnovabili. Nei sei anni di gestione di Francesco Starace, Enel Green Power arriva ad affermarsi su scala globale configurandosi tra i principali player del settore. Designato AD e DG di Enel nel maggio 2014, si attiva fin da subito per promuovere la sostenibilità e porla al centro del modello di sviluppo del Gruppo: non a caso nel 2016 ha presentato all’ONU le strategie di Enel per contribuire al raggiungimento degli obiettivi globali di crescita socio economica, sviluppo sostenibile e per combattere climate change e fame nel mondo. Elizabeth Cousens, Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione di SEforALL e Presidente e Amministratore Delegato della Fondazione delle Nazioni Unite, in occasione della sua nomina a Presidente del Board lo ha definito “un leader energetico visionario con una lunga esperienza nel guidare l’ambizione imprenditoriale intorno all’azione per il clima, la sostenibilità e l’accesso all’energia per centinaia di milioni di persone in tutto il mondo che ne sono prive”.

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Le caratteristiche di un buon condizionatore d’aria

Un condizionatore d’aria non si acquista tutti i giorni. Il modello prescelto si occuperà di mantenere gradevole la temperatura della tua casa per anni. Per questo motivo, la decisione di installare un condizionatore d’aria non dovrebbe mai essere presa alla leggera.

I vari modelli esistenti sul mercato

Prima inizi a cercare e confrontare modelli, più tempo avrai per prendere una buona decisione e attrezzare in tempo la tua casa per l’arrivo del caldo. In questo modo potrai riflettere sul tipo di aria condizionata di cui hai bisogno, scoprire quali modelli di condizionatori esistono, richiedere preventivi vari così da assicurarti che la tua decisione sia quella giusta.

In linea di massima è consigliato di tenere in considerazione i seguenti problemi quando si acquista un condizionatore d’aria:

  • Potenza: è necessaria una potenza di raffreddamento adeguata alla stanza che vogliamo acclimatare. In questo modo eviterai un consumo di elettricità maggiore del necessario.
  • Rumore: i dispositivi con un livello di rumore basso, inferiore a 45 dB, sono i più comodi. La gamma di condizionatori Daikin offre dispositivi tra i più silenziosi in assoluto.
  • Costo: riferito non solo al prezzo di vendita, ma anche al suo livello di consumo.
  • Etichetta energetica: migliore è la classificazione energetica, più efficiente sarà l’elettrodomestico. I più efficienti hanno l’etichetta A ++ e A +++, oltre ad altre funzionalità per ridurre i consumi, come la modalità Economica. Con questa modalità, puoi risparmiare fino al 60% * del consumo di elettricità rispetto la modalità automatica.
  • Controllo tramite dispositivo mobile: questa è una funzionalità molto utile e la maggior parte dei condizionatori sul mercato non la vanta ancora. Essa non solo ti consente di controllare il tuo condizionatore tramite il cellulare, ma funziona anche con gli assistenti virtuali di Alexa o Google Home.
  • Tipo di refrigerante: i dispositivi che utilizzano il refrigerante R-32 sono più ecologici di quelli che utilizzano R410A . Questo perché ha un effetto zero sulla riduzione dell’ozono, ha il 68% in meno di impatto sul riscaldamento globale e richiede il 30% in meno di carica di refrigerante rispetto al suo predecessore.
  • Installazione: tieni presente che per installare un condizionatore in casadevi avere l’aiuto di un professionista.
  • Manutenzione: se conosci le linee guida per una corretta manutenzione, eviterai molti   problemi e farai durare il tuo condizionatore d’aria molto più a lungo.
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Distanza tra unità interna ed esterna di un condizionatore: perchè è importante?

Durante l’installazione di un nuovo climatizzatore, non dobbiamo solo prendere in considerazione la posizione, ma anche la distanza con l’unità esterna. Sapevi che maggiore è la distanza tra unità interna ed esterna, minori sono le prestazioni del sistema?

Ad esempio, in un impianto con 5 metri di distanza tra unità interna ed esterna, rappresenta una perdita di prestazioni compresa tra il 3% e il 5%. Nel caso in cui la distanza tra l’unità interna e quella esterna sia di 15 metri, vi è una perdita di prestazioni compresa tra il 7% e il 10%.

Inoltre, non tutti i produttori di climatizzatori offrono le stesse possibilità in termini di distanze e i climatizzatori Samsung sono tra i migliori in questo senso.

Quando si tratta dell’unità esterna, la sua posizione è dunque molto importante e poter avere una ventilazione adeguata è essenziale. Pertanto, se viene installata vicino a un muro, non dobbiamo dimenticare che deve esserci una distanza sufficiente affinché l’aria possa fluire facilmente.

Come appare adesso chiaro, è preferibile installarla in un luogo ombreggiato, in quanto la differenza di temperatura tra l’essere colpita direttamente dalla luce solare o essere in ombra può essere di 5 °C a 10 °C . Una differenza che può comportare fino al 20% di consumi in più.

Nel caso dell’unità interna, l’aspetto cui dobbiamo dare la priorità è dunque il risparmio energetico legato anche alla distanza con l’unità esterna, oltre ovviamente al fatto ci siano anche luoghi in cui l’estetica gioca un ruolo importante. Di certo l’ideale è mantenere una distanza massima di 3 metri tra l’unità interna e quella esterna così da sfruttare al massimo il suo potenziale.

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Pandemia e dispersione scolastica: Susanna Esposito conduce su UNIPR On Air

La pandemia, che ha avuto come conseguenze anche la didattica a distanza e l’impoverimento sociale, mette a rischio le vite scolastiche di tanti studenti: ne ha parlato Susanna Esposito in un’intervista a Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia.

Susanna Esposito

UNIPR On Air: l’intervista condotta da Susanna Esposito

Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e Presidente di WAidid, ha intervistato Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia, nel contesto di “UNIPR On Air”, la rassegna di incontri con personalità di rilievo portata avanti dall’Università di Parma. Dopo le prime due edizioni totalmente dedicate ad argomenti legati al Covid-19, quella attualmente in corso è invece incentrata sull’Agenda 2030 dell’ONU. Iniziata il 18 febbraio, ha visto il secondo incontro, moderato da Susanna Esposito, trattare il Goal 1 dedicato al “Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo”. Durante l’intervista ci si è concentrati sulle devastanti conseguenze della pandemia nel contesto socio-economico del Paese, con un focus particolare sulla crescita della povertà educativa in Italia. Come già denunciato da Save the Children, la crisi sanitaria ha impattato profondamente sulla vita scolastica di bambini e bambine, che si sono trovati in sofferenza o impossibilitati a continuare gli studi.

Susanna Esposito intervista Claudio Tesauro: i rischi per i giovani, in perenne lockdown 

Dal 2008 al 2018 la povertà minorile è triplicata, ha ricordato Claudio Tesauro. Oggi, a seguito delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, un altro milione di bambini rischia di cadere in povertà assoluta. Dall’intervista condotta da Susanna Esposito è inoltre emerso il pericolo che, con l’impossibilità di frequentare compagni e luoghi di cultura, aumenti significativamente anche la dispersione scolastica, fenomeno che è già purtroppo in corso. “Più di 7 ragazzi su 10 dicono di avere almeno un compagno che sta facendo più assenze, mentre quasi il 30% afferma che dal lockdown di primavera almeno un compagno ha abbandonato la scuola”, ha dichiarato Tesauro. Il digital divide non aiuta, e ricordiamo che il 13% degli adolescenti vive in abitazioni prive di PC o tablet. Susanna Esposito ha quindi chiesto consiglio al Presidente per capire come aiutare i ragazzi in questo difficile momento: ne è emerso che la classe dirigente più ricca e agiata dovrebbe assumersi le responsabilità di portare avanti un progetto che garantisca un futuro a tutti gli adolescenti, serve uno sforzo collettivo.

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Arte, la nuova normalità: Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo) al webinar di Fondazione Hruby

La pandemia sta trasformando anche il mondo dell’arte. La sicurezza è oggi un tema imprescindibile, come sostiene Andrea Mascetti.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: la cultura e le nuove esigenze dovute alla pandemia

Uno degli effetti più evidenti del Covid-19 è l’evoluzione del bisogno di sicurezza. La pandemia ha fatto emergere nuove esigenze sulla questione praticamente in ogni settore. Quello della cultura non fa eccezione. È l’argomento affrontato in un recente webinar promosso da Fondazione Hruby dal titolo “Dalla sicurezza alla valorizzazione – Le attuali tecnologie per arte, teatro e musica nella nuova normalità”. All’evento ha preso parte Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. “Il tema della sicurezza nella cultura è fondamentale – ha dichiarato – Lo dimostra il fatto che dei 45 milioni che Cariplo ha messo in campo nel 2019, il 15-20% è andato al recupero del patrimonio culturale”. Per fare in modo che l’industria della cultura abbia gli strumenti per affrontare il cosiddetto “new normal”, è necessario che i responsabili di luoghi come musei, teatri o biblioteche vengano a conoscenza delle soluzioni offerte dalle nuove tecnologie. Un’esigenza che ha anche un valore economico: “Spesso dimentichiamo che il mondo della cultura vale 90 miliardi – ha detto Andrea Mascettisi tratta di circa il 6% del PIL del Paese”.

Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo a sostegno delle realtà di provincia

La sicurezza oggi è sinonimo di valorizzazione. Nel caso del patrimonio artistico, vuol dire anche fruizione e quindi introiti che permettono di proseguire le attività culturali. Tuttavia, ha spiegato Andrea Mascetti, non tutti gli attori in gioco posseggono il know-how e le risorse per implementare le nuove tecnologie e limitare gli effetti della pandemia. “Le grandi organizzazioni culturali hanno mostrato una notevole capacità di inventiva e di riuscire a sopravvivere a questi tempi complicati – ha commentato – Diverso e problematico il mondo delle realtà più piccole, di provincia, che probabilmente non hanno gli strumenti economici adatti”. Nell’ultimo anno Fondazione Cariplo si è mossa in questa direzione: “Abbiamo messo circa 8 milioni nel 2020 e altri 2 milioni nel 2021 per mettere in sicurezza l’associazionismo culturale”. Inoltre, nel mese di gennaio, la Fondazione ha dato il via sul territorio lombardo a “InnovaMusei”: “Un nuovo bando nato con la collaborazione di Regione Lombardia e Unioncamere – ha spiegato Andrea MascettiSi tratta di circa 2 milioni destinati a progetti che, attraverso interventi su digitalizzazione e innovazioni tecnologiche, possono promuovere nuovi modelli organizzativi e di fruizione”.

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Fabrizio Palermo scelto da “Fortune Italia” come Businessperson of the Year: l’intervista al manager

Su"Fortune Italia" l’intervista integrale: "Il Gruppo è convinto che il capitale finanziario debba essere messo a servizio dell’industria per difendere e creare occupazione", ha dichiarato Fabrizio Palermo.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: il ruolo di CDP nell’emergenza

Fabrizio Palermo si conferma uno dei top manager italiani: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti è Businessperson of the Year secondo la classifica stilata dalla rivista "Fortune Italia". Il riconoscimento, conferito al manager già lo scorso anno, consolida la sua gestione alla guida di CDP dal 2018. Una conduzione che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con l’emergenza Covid-19 e con il ruolo di primo piano assunto grazie alle misure prese dal Governo per contrastare la crisi economica: "Sin dall’inizio dell’emergenza ci siamo attivati per sostenere le imprese e la pubblica amministrazione, agendo su più fronti – ha spiegato l’AD durante l’intervista in versione integrale sul numero di "Fortune Italia" del 2 dicembre – garantire la liquidità e la solidità patrimoniale delle imprese, favorendo il consolidamento e lo sviluppo delle aziende strategiche, e supportare gli enti territoriali per le loro esigenze di spesa corrente e per gli investimenti". Una delle operazioni che più ha avuto successo, secondo Fabrizio Palermo, è stata la rinegoziazione dei mutui a supporto delle Pubbliche Amministrazioni, che grazie al lavoro di Cassa Depositi e Prestiti hanno potuto liberare circa 800 milioni di risorse da destinare ad interventi Covid-19: "Abbiamo poi lanciato CDP Venture Capital per lo sviluppo e l’innovazione del Paese e più recentemente il Fondo Nazionale del Turismo e gli acceleratori CDP, che offrono nuovi strumenti a sostegno dello sviluppo del capitale umano delle imprese".

Fabrizio Palermo: prossimo obiettivo creare campioni nazionali

Per uscire dalla crisi economica ora c’è bisogno di puntare sulla crescita sostenibile, in linea con il trend mondiale su transizione energetica e decarbonizzazione. "Ci auguriamo tutti che con il 2021 l’emergenza possa essere superata – continua Fabrizio Palermoil nostro contributo sarà focalizzato su innovazione e formazione, anche nella convinzione che Il capitale finanziario debba essere messo a servizio dell’industria per difendere e creare occupazione. CDP supporta il Paese dal 1850, e continuerà ad accompagnare ogni passaggio storico del Paese". Il prossimo obiettivo del Gruppo è quello di aumentare la competitività dell’Italia a livello internazionale. Per farlo, il manager fa affidamento sulle ultime operazioni di CDP nate con lo scopo di creare "veri e propri campioni nazionali" in determinati settori ritenuti strategici: "Mi riferisco alla nascita di Webuild nelle costruzioni, alla fusione SIA-Nexi nei pagamenti digitali, al nostro ingresso in Euronext funzionale all’acquisizione di Borsa Italiana – ha spiegato Fabrizio Palermononché al nostro impegno nell’ambito delle telecomunicazioni, con l’obiettivo di dotare il Paese di una rete unica capace di colmare il gap digitale".

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Consorzio ELIS riunisce oltre 100 CEO: la partecipazione di Elisabetta Ripa, AD di Open Fiber

"Realizziamo una grande infrastruttura in fibra ottica per abilitare la rivoluzione digitale": l’AD di Open Fiber Elisabetta Ripa tra i 100 CEO intervenuti al convegno del Consorzio ELIS "Una Bussola per orientarsi nel Nuovo Mondo. Un Timone per non perdere la rotta".

Elisabetta Ripa

Open Fiber: tra i 100 CEO riuniti dal Consorzio ELIS per confrontarsi sul rilancio del Paese anche Elisabetta Ripa

La rinascita del Paese passa attraverso l’iniziativa del Consorzio ELIS a cui ha preso parte anche Elisabetta Ripa. L’Amministratore Delegato di Open Fiber è infatti tra i 100 CEO che si sono riuniti lo scorso 13 ottobre con l’obiettivo di definire una serie di azioni funzionali a promuovere una efficace trasformazione della scuola, delle imprese e del mondo del lavoro. Dall’incontro è emersa infatti la necessità di un intervento strategico focalizzato sull’educazione dei giovani: occorre che la comunità si impegni fortemente nel prepararli alle grandi sfide che saranno chiamati ad affrontare in futuro. Per questo si deve puntare sempre più sull’apprendimento continuo, su creatività e capacità di adattamento, mai come oggi così fondamentali. In ambito imprenditoriale invece a realtà come quella guidata da Elisabetta Ripa è richiesto di accostarsi sempre più al territorio, di costruire ponti con le comunità e sostenere il Sud, limitando l’abbandono scolastico: l’inclusione è la direzione.

Elisabetta Ripa: la rinascita del Paese passa anche attraverso la digitalizzazione, l’impegno di Open Fiber

"Noi realizziamo una grande infrastruttura in fibra ottica per abilitare la rivoluzione digitale", ha sottolineato Elisabetta Ripa ai microfoni di "Affari Italiani". L’AD di Open Fiber ha parlato del ruolo della società che guida nel quadro delineato nel corso dell’incontro organizzato dal Consorzio ELIS: "Per utilizzare appieno le infrastrutture, sono indispensabili nuove competenze sul mondo del digitale e una nuova cultura più attenta a svilupparle". Elisabetta Ripa ha quindi ribadito l’importanza di lavorare su scuola, educazione e sul reskilling dei lavoratori. E sui progetti di Open Fiber ha evidenziato come l’obiettivo sia di raggiungere 20 milioni di unità immobiliari entro il 2023: la digitalizzazione infatti ha un peso strategico rilevante nella rinascita del Paese.

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Paolo Comana nuovo presidente di Avis Comunale Bergamo

È Paolo Comana, classe 1951 ex-donatore e socio di Avis Comunale Bergamo, il nuovo presidente alla guida di Avis Comunale Bergamo per il prossimo quadriennio. L’elezione è avvenuta nel corso della prima riunione del Direttivo recentemente eletto, tenutasi nella serata di mercoledì 24 marzo.

«È per me un onore poter guidare l’Avis Comunale Bergamo e sono convinto che sia una grande opportunità per diffondere a voce ancor più forte il grande messaggio della “donazione”. Partendo dai messaggi di sensibilizzazione e dalle iniziative sul nostro territorio, sono certo che, in un clima di grande collaborazione, contribuiremo al raggiungimento dei grandi obiettivi dell’Avis come l’autosufficienza di emocomponenti e la tutela dei donatori di sangue».

Queste le parole del neo-eletto presidente Paolo Comana, che succede a Roberto Guerini, ex-presidente in carica per un doppio mandato, che dichiara: «Esprimo grande soddisfazione personale per la scelta del Direttivo che ha indicato all’unanimità Paolo Comana, che in questi anni nei vari ruoli che ha ricoperto ha dimostrato grande dedizione all’Associazione. I miei più cari auguri con l’augurio di essere sempre al servizio di chi ne ha bisogno, un augurio ancora più forte alla luce della pandemia che ha fatto emergere ancor di più l’importanza del ruolo dei volontari a tutti i livelli e di tutte le associazioni»

Nella serata è stato nominato il nuovo consiglio esecutivo: Comana Paolo Presidente, Guerini Roberto Vicepresidente Vicario, Canzi Ferdinanda Vicepresidente, Colombo Daniela Segretario, Nespoli Pesenti Davide Tesoriere.

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Mobilità, l’impegno di A2A nell’idrogeno green: intervista all’AD Renato Mazzoncini

A2A insieme a Fnm e Snam per la nascita in Lombardia della prima “Hydrogen Valley” italiana: il valore del progetto nelle parole dell’AD e DG Renato Mazzoncini.

Renato Mazzoncini manager A2A

A2A con Snam e Fnm per la prima “Hydrogen Valley” italiana: le considerazioni dell’AD Renato Mazzoncini

La prima “Hydrogen Valley” italiana sorgerà in Lombardia. È l’obiettivo a cui A2A lavora insieme a Snam e Fnm, come sancisce l’accordo siglato dall’AD e DG Renato Mazzoncini lo scorso 29 dicembre. La collaborazione punta a individuare modalità di fornitura e rifornimento di idrogeno da fonti rinnovabili e dal recupero di materia per alimentare i nuovi treni della linea Brescia – Iseo – Edolo: il progetto denominato H2iseO è dunque finalizzato alla realizzazione della prima "Hydrogen Valley" italiana in Lombardia, in particolare nel Sebino e in Valcamonica, inoltre dotata a partire dal 2023 di una flotta di treni a idrogeno e delle relative infrastrutture. In seguito, entro il 2025, la soluzione a idrogeno dovrebbe essere estesa anche al trasporto pubblico locale, con circa 40 mezzi gestiti in Valcamonica. Nel sottolineare il valore del progetto, l’AD e DG di A2A ha ribadito come innovazione e sostenibilità siano “due parole chiave della nostra azione, valori che sono alla base di questa importante collaborazione”. La natura multi-business del Gruppo, come evidenziato inoltre da Renato Mazzoncini, “ci pone nella condizione di poter mettere a disposizione diverse soluzioni per la produzione di idrogeno green nell’area interessata dal progetto: dagli impianti idroelettrici ai nostri asset nell’ambito dell’economia circolare”.

L’AD e DG Renato Mazzoncini al “Corriere della Sera”: la vision di A2A sull’idrogeno green

Che A2A punti sull’idrogeno green lo confermano anche i recenti accordi sottoscritti con Ardian, Snam e Fnm per lo sviluppo di progetti in questo ambito. L’AD e DG Renato Mazzoncini ne ha parlato lo scorso 21 dicembre a “L’Economia”, l’inserto del “Corriere della Sera”. “Il punto di partenza per sviluppare l’idrogeno è avere qualcuno che lo voglia utilizzare”, ha spiegato l’AD, osservando inoltre come le fonti rinnovabili abbiano “il problema dell’intermittenza, perciò stabilizzarle tramite batterie e idrogeno è uno degli elementi chiave nella transizione energetica”. Non solo: “Un grande utilizzatore dell’idrogeno sarà la mobilità pesante, dai treni ai grandi camion e autobus. Mentre sui veicoli leggeri penso che le batterie abbiano vinto la partita. E poi c’è l’industria molto energivora: l’idrogeno può aiutarla nel percorso di decarbonizzazione”. In questo contesto si inserisce il progetto di realizzazione della prima Hydrogen Valley italiana: “Queste componenti ci sono tutte e tre: la mobilità, una tradizione industriale pesante rilevante e l’energia prodotta da A2A. Trenord, quando ha ordinato i primi 6 treni a idrogeno per la Brescia-Iseo-Edolo, ha dato la spinta per passare ai fatti. L’obiettivo è trasformare a idrogeno l’intera linea entro il 2026 per le Olimpiadi. Ma i primi treni arriveranno entro il 2023 e se non c’è idrogeno per alimentarli resteranno fermi. Questo è il caso in cui la domanda trascina l’offerta”. Per produrre idrogeno in quell’area A2A ha due le opzioni al vaglio, come anticipa Renato Mazzoncini: “C’è un impianto idroelettrico fluente lungo il fiume Oglio attivo 24 ore su 24. In alcune ore del giorno può essere utile produrre idrogeno. E poi c’è il termoutilizzatore di Brescia che, in un’ottica di economia circolare, può consentire di produrre e accumulare energia”. L’area è strategica anche perché “c’è un panel di industrie pesanti che possono avere grandi benefici”. A2A è dunque concentrata su tutti gli aspetti della filiera in cui può essere protagonista: produttore di H2 per rifornire i treni bresciani e sfruttando i propri impianti rinnovabili ma anche utilizzatore, per alimentare insieme al gas le centrali termoelettriche o per la riconversione di quelle a carbone.

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Come formare alla gestione dello stress pandemico

Comunicato Stampa

Come formare alla gestione dello stress pandemico

Il 14 aprile 2021 un nuovo corso in videoconferenza ha l’obiettivo di fornire strumenti ai formatori per trattare e accogliere le problematiche legate allo stress pandemico.

 

Dopo un anno di emergenza COVID-19, dopo che il lavoro, la quotidianità, le abitudini di vita sono state stravolte dalle misure di contenimento del virus SARS-CoV-2, dopo che a ogni precauzione presa sono seguite nuove ondate pandemiche, è naturale sentirsi stanchi e sfiniti.

 

E questa situazione di stress, di fatica, denominata “covid fatigue” o “pandemic fatigue”, dovuta a uno stato di crisi prolungato, rappresenta una reazione, assolutamente naturale, che, secondo alcune stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è condivisa dal 60% dei cittadini europei.

 

La “pandemic fatigue”, come ricordato in un documento dell’OMS, si traduce poi in una riduzione della motivazione delle persone nel mettere in atto tutti i comportamenti protettivi raccomandati per la tutela della salute. Una demotivazione e una situazione di stress che possono non solo minare il benessere individuale, ma anche diventare un ostacolo alle strategie di prevenzione del virus sia nei luoghi di vita che di lavoro.

 

Esistono idonei strumenti per aiutare i formatori ad affrontare le problematiche della “covid fatigue” tra i lavoratori? Ci sono percorsi formativi in grado di migliorare la gestione dello stress pandemico?

 

Il corso in videoconferenza sulla gestione dello stress pandemico

Per favorire un’adeguata gestione della “pandemic fatigue” l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 14 aprile 2021 il corso, in videoconferenza, dal titolo “Formare alla gestione dello stress anche a distanza”.

 

Il nuovo corso ha l’obiettivo di fornire strumenti ai formatori per trattare e accogliere le problematiche legate allo stress pandemico (covid fatigue) durante specifiche sessioni di aggiornamento per i diversi soggetti della sicurezza, anche in videoconferenza.

 

I docenti del corso sono:

  • Paola Favarano: Responsabile Formazione di Stantec, membro del Consiglio Nazionale AiFOS e Presidente di “Lavoro da Favola”, Associazione Culturale di Milano.
  • Adele De Prisco: Membro del Direttivo AiFOS, formatrice qualificata, esperta nei processi formative esperienziali, Vicepresidente di “Lavoro da Favola”.

 

Le conseguenze della pandemic fatigue sulle strategie di prevenzione

In questa fase prolungata dell’emergenza COVID-19 molti Paesi europei hanno constatato che alcune importanti precauzioni, come l’igiene delle mani, l’uso delle mascherine o il distanziamento interpersonale, sembrano essere meno diffuse nella popolazione. Questa demotivazione è il segno di quella situazione di stanchezza e stress che viene denominata “pandemic fatigue”.

 

Infatti se all’inizio di una situazione critica la maggior parte delle persone riesce ad attivare un sistema di adattamento mentale e fisico per la sopravvivenza in situazioni di forte stress, quando la situazione si protrae nel tempo, richiedendo profondi cambiamenti delle abituali condizioni di vita e di lavoro, può subentrare un malessere profondo.

In questa situazione, caratterizzata da stanchezza e affaticamento fisico e mentale, può crescere la percezione che i costi del contenimento del virus superino i rischi per la salute con una conseguente diminuzione delle misure di prevenzione applicate.

 

Il programma del corso sulla gestione dello stress anche a distanza

Per migliorare la gestione dello stress pandemico si terrà mercoledì 14 aprile 2021 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 – il corso in videoconferenza “Formare alla gestione dello stress anche a distanza”.

 

Durante la videoconferenza verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • come far emergere problematiche legate alla covid fatigue che impattano sul lavoro
  • come condividere in modo efficace suggerimenti e esperienze per migliorare criticità di tipo organizzativo e relazionale che impattano sullo stress lavoro correlato
  • fornire alcuni strumenti per fronteggiare le situazioni di stress psicofisico applicabili in modo autonomo.

 

La partecipazione al corso vale come 4 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Coordinatori alla sicurezza e Formatori qualificati area 3. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e per il Registro Consulenti AiFOS ambito “organizzazione e gestione risorse umane”.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/formare_alla_gestione_dello_stress_anche_a_distanza

 

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

25 marzo 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Eni tra decarbonizzazione e tecnologia: l’intervista di Roberto Casula

Manager di Eni, Roberto Casula ha ricoperto posizioni di rilevante responsabilità sia in Italia che all’estero. Attualmente è impegnato nello sviluppo di progetti di open innovation e corporate venture capital per conto del Gruppo.

Roberto Casula

Roberto Casula: Eni tra futuro sostenibile e innovazione tecnologia

L’impegno di Eni sul fronte della decarbonizzazione è frutto dell’efficientamento del modello operativo del Gruppo, combinato con un’attenzione costante alla ricerca e allo sviluppo e nei confronti dell’ambito tecnologico. È il manager Roberto Casula a sottolinearlo nel corso di un’intervista rilasciata a "TechBullion", rivista londinese specializzata in tecnologia finanziaria: "La tecnologia è la risposta a tutto ciò", spiega il manager riferendosi alle trasformazioni nel comparto dell’energia, "negli ultimi 30 anni l’innovazione tecnologica ha diversificato in modo significativo le aree operative e le modalità di produzione". Un settore energetico, prosegue il manager, in cui l’innovazione ha permesso di "contrastare il naturale calo di disponibilità nella produzione di idrocarburi e, al tempo stesso, apportare ulteriori tipologie di risorse per rispondere all’aumento del fabbisogno energetico", in particolare da parte dei Paesi asiatici. Ma in che modo, dunque, affrontare i cambiamenti degli ultimi decenni e rispondere adeguatamente alle sfide del settore Oil&Gas? Roberto Casula risponde che, in uno scenario in continua evoluzione, è di fondamentale importanza "orientare al futuro le proprie strategie di business", al contempo "aumentando l’efficienza delle operazioni quotidiane e riducendo la soglia di redditività e i costi totali, sia dei progetti di sviluppo che delle operazioni, costruendo così una presenza equilibrata nelle attività anticicliche".

Roberto Casula: i progetti di Eni per il target zero emissioni entro il 2030

Ma è l’ambito della sostenibilità ambientale, a cui si lega l’impegno verso la decarbonizzazione, a costituire una delle opportunità di crescita più significative per l’Oil&Gas, come rimarcato dal manager durante l’intervista. "Il tema ambientale e la questione legata alle emissioni di CO2 spingeranno in alto la domanda di gas naturale, inteso sia come fonte energetica che come materia prima dell’industria petrolchimica", spiega Roberto Casula, che sottolinea: "Il gas naturale è fondamentale nel suo ruolo di combustibile ‘di passaggio’ durante la transizione energetica verso un futuro caratterizzato da basse emissioni di CO2". Una prospettiva in cui il ruolo delle fonti rinnovabili sarà progressivamente sempre più cruciale, con una maggiore integrazione del solare, dell’eolico e dei biocarburanti all’interno dei piani aziendali. Da qui, prosegue il manager, la necessità di ulteriori progressi nel campo della ricerca e dello sviluppo, accompagnati dall’avanzamento tecnologico. Ed è per questo che Eni, già da tempo, porta avanti progetti di investimento che incentivano l’innovazione e lo sviluppo tecnologico del settore. Con una presenza globale e un ampio portafoglio di asset industriali, il Gruppo si contraddistingue nella gestione di progetti su scala globale che, come illustrato da Roberto Casula, coinvolgono "ambiti diversi, tra cui l’upstream, il downstream e la generazione di energia". Questo va di pari passo con un piano di decarbonizzazione con cui Eni, grazie a fattori quali efficienza, investimento e protezione ambientale, "pianifica di raggiungere il target delle zero emissioni di carbonio entro il 2030".

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UNITRE MILANO – Seminario del 26 marzo 2021 “TORRI E MURA A MILANO’’.

L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, un seminario dal tema: TORRI E MURA A MILANO’’ in programma per venerdì 26 marzo 2021 alle ore 17:15.

Il seminario si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotto dal Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO / FONDAZIONE PRIMATO) e dal Prof. Pierfrancesco SACERDOTI (Architetto- POLITECNICO DI MILANO).

UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 25 marzo 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

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Alessandro Benetton: Cortina 2021 porta con sé i segnali della ripartenza

Grande responsabilità per un evento così carico di significati, unita alla soddisfazione e alla consapevolezza di aver lavorato bene: le riflessioni di Alessandro Benetton, Presidente di Fondazione Cortina 2021, sui Campionati Mondiali di Sci.

Alessandro Benetton

Cortina 2021: le considerazioni di Alessandro Benetton sull’evento

Prima grande manifestazione sportiva dopo il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, Cortina 2021 ha rappresentato un importante passaggio nel difficile momento vissuto dall’Italia e dal resto del mondo. Un evento che ha fatto del lavoro di squadra e della determinazione due grandi punti di forza e che ha ricevuto grande partecipazione dal pubblico e dagli stakeholder. “Penso di poter dire che uno degli obiettivi è stato raggiunto”, racconta Alessandro Benetton nell’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”: “È quello che io chiamo ‘effetto palla di neve’, con tutti gli stakeholder che remano nella stessa direzione”. E nonostante la mancanza di tifosi in presenza, a causa delle restrizioni per la pandemia, ciò che è emerso con forza da Cortina 2021 è stato proprio il grande entusiasmo che su più livelli ha coinvolto la manifestazione sportiva. Quell’effetto “a valanga” in grado di “cambiare la storia di un territorio nonostante le avversità”, come evidenziato da Alessandro Benetton, che condivide inoltre una riflessione per il futuro: “Il rilancio dell’immagine di Cortina e dell’Italia è un asset sul quale i giovani potranno investire nel futuro”.

Alessandro Benetton: Cortina 2021 per guardare con ottimismo al 2026

“Con questa struttura organizzativa abbiamo dimostrato che si può fare un grande evento”,prosegue Alessandro Benetton nell’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, “e allo stesso tempo assistere a un rilancio per la comunità, nell’ottica della sostenibilità e in termini di legalità, sicurezza e ambiente”. Quella stessa sostenibilità che, nelle parole del Presidente di Fondazione Cortina 2021, deve trovare integrazione con aspetti di tipo sociale, ambientale ed economico, per far sì che questa non venga considerata come un costo, bensì come “un investimento che crea valore imprenditoriale”. “La sostenibilità ambientale, la sostenibilità sociale e la sostenibilità economica non devono più essere viste come una esclusiva dell’altra. Possono avere tutte la stessa direzione”, specifica infatti Alessandro Benetton, che aggiunge infine un auspicio affinché l’effetto provocato da Cortina 2021 possa tracciare una rotta anche per le Olimpiadi Invernali 2026, in programma a Milano e Cortina: “Tra i lasciti che ho avuto in mente dal giorno uno, una squadra locale di giovani che possano far tesoro dell’esperienza dei Mondiali e riproporla per altri eventi”, questo affinché i Campionati Mondiali di Sci rappresentino un nuovo inizio per Cortina, per la sua comunità e per l’intero Paese.

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La crescita internazionale di Gruppo Danieli: nuovi traguardi in Russia

Pionierismo e sostenibilità: il Gruppo Danieli in Russia si aggiudica una nuova commessa da 430 milioni di euro per la costruzione di una nuova acciaieria green.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: la crescita in Russia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione

Nel 2019 il Gruppo Danieli si è aggiudicato in Russia undici gare su tredici di impianti siderurgici per conto di vari gruppi dell’acciaio, sbaragliando la concorrenza giapponese e tedesca. E nel corso del 2020, nonostante l’emergenza Coronavirus, la Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. su otto commesse ne ha vinte cinque. Non ultima quella annunciata nei giorni scorsi: la realizzazione di un impianto siderurgico "green" per OMK. Un progetto del valore di 430 milioni di euro per il Gruppo Danieli: inaugurato nel 2024, darà lavoro a oltre 2.000 persone. L’investimento complessivo ammonta a 1,5 miliardi di euro. Si tratta di una nuova, ambiziosa sfida: la costruzione di un impianto a forno elettrico senza l’utilizzo di carbone per produrre grandi quantità di acciaio di elevata qualità per diverse applicazioni. A oggi non esistono acciaierie di questo tipo né in Europa né in USA. "Sarà il primo impianto sostenibile della regione russa di Nizny Novgorod. Siamo presenti nell’area sin dal 1982. Il primo impianto lo abbiamo realizzato in Bielorussia, in collaborazione con la Pirelli, seguito da quello in Ucraina, in collaborazione con la Oto Melara. Siamo stati dei veri pionieri" ha sottolineato in merito il Presidente Gianpietro Benedetti.

Gruppo Danieli: il profilo e il modus operandi dell’azienda di Buttrio

Sempre più green e sostenibile: l’impegno del Gruppo Danieli nell’incentivare la transizione verso una produzione sostenibile si riflette sempre più nei progetti internazionali su cui è al lavoro, come ha evidenziato il Presidente Gianpietro Benedetti. Fondata nel 1914 a Buttrio, in provincia di Udine, Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. è oggi leader a livello internazionale nella produzione di impianti siderurgici: in particolare nel settore dei prodotti lunghi detiene attualmente oltre il 90% di quota. Sono cinque oggi i centri produttivi che annovera il Gruppo Danieli: a Buttrio, Pittsburgh, Parigi, in Svezia e in Germania. Annovera inoltre sedi in Cina (a Pechino e Shanghai) ed è presente in Thailandia con la Danieli Far East e in Russia con la Danieli Volga. Quotata nell’indice FTSE Italia Mid Cap della Borsa di Milano, è attiva anche in Austria e Brasile dove sono dislocati altri centri di servizio.

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Il Rotary e il Governo degli Stati Uniti sostengono la lotta dell’Italia contro il COVID-19

Di fronte all’aumento ripetuto delle infezioni in Italia, il Rotary e il Governo degli Stati Uniti, attraverso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), si sono impegnati a sostenere la risposta del Paese al COVID-19 ed alle iniziative di recupero collegate.

 

Nell’ambito della partnership, prevista in 18 mesi, USAID elargirà 5 milioni di dollari alla Fondazione Rotary – ente filantropico del Rotary International – per sostenere la risposta alla pandemia, preparare le comunità per il possibile reiterarsi della crisi e affrontare il conseguente impatto sociale ed economico a medio e lungo termine.

Questa partnership è tra gli impegni degli Stati Uniti verso l’Italia per aiutare a salvare vite e costruire resilienza per il futuro. Ad oggi, gli Stati Uniti hanno elargito 60 milioni in assistenza all’Italia, attraverso USAID.

 

Attraverso la partnership USAID-Rotary in Italia: Comunità contro COVID-19, i 13 distretti italiani del Rotary hanno accesso ciascuno ad almeno tre sovvenzioni da 100.000 dollari, per sostenere progetti nel campo della salute, l’istruzione e lo sviluppo comunitario. Le attività idonee includono la fornitura di attrezzature per le strutture mediche; materiale didattico e attrezzature per le scuole, gli studenti e le famiglie; e risorse per aiutare le aziende a rimanere aperte in sicurezza durante i momenti di crisi sanitaria. Una parte importante di questo sforzo è il sostegno agli studenti nel processo di apprendimento a distanza.

 

“Parte attiva delle comunità in cui opera, il Rotary si è dedicato alla selezione di scuole italiane in cui distribuire tablet per aiutare gli studenti che oggi seguono le lezioni online a seguito della didattica a distanza causata dall’emergenza sanitaria, per garantire a tutte le fasce della popolazione un facile accesso all’istruzione, altrimenti compromesso”, dichiara Giulio Koch, responsabile italiano del progetto Rotary. “La nostra collaborazione con USAID ci fornisce risorse e competenze preziose per contribuire a rendere le nostre iniziative nell’emergenza più impattanti e sostenibili”.

 

“In questa prima tranche di finanziamento americano si è privilegiato l’ambito istruzione: la scuola è il luogo dove le disuguaglianze sociali emergono in modo più evidente. Per questo, come rotariani, abbiamo il dovere di offrire pari opportunità per l’inclusione nel sistema scolastico, a maggior ragione in questo periodo in cui la didattica torna a svolgersi prevalentemente con modalità telematiche. Questo è il principio imprescindibile su cui abbiamo lavorato in queste settimane difficili: attraverso gli Uffici Scolastici Regionali abbiamo effettuato un capillare monitoraggio per capire quali fossero le situazioni più difficoltose per l’accesso alla didattica a distanza e, grazie agli Stati Uniti e TRF, siamo adesso in grado di consegnare agli istituti scolastici più di 5.000 tablet, che permetteranno agli studenti di seguire al meglio le lezioni online”.

 

La pandemia ci ha imposto un nuovo modo di apprendere, un approccio virtuale, per il quale sono necessari dispositivi affidabili.  Grazie a questa iniziativa, diverse centinaia di studenti riceveranno un tablet per facilitare l’apprendimento a distanza.  Siamo fieri di questa partnership con Rotary, attraverso la quale aiutare gli studenti a raggiungere i loro obiettivi, e continueremo ad essere al fianco dell’Italia nella lotta contro il Covid-19, ha dichiarato l’Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia Thomas D. Smitham.  

 

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Scarpe Francesine Uomo: Eleganza e Qualità

Gli elementi distintivi delle scarpe francesine da uomo sono i materia adoperati, il tipo di suola e chiaramente la costruzione, che deve rigorosamente essere fatta a mano e in Italia per poter effettivamente essere definita una scarpa di qualità.

Le francesine uomo di Nottingham Shoes in pelle di vitello sono realizzate in Italia, e proprio questo tipo di pelle è universalmente riconosciuta come quella di migliore qualità per la realizzazione di questo tipo di scarpe.

 

Le decorazioni delle francesine uomo

Anche la decorazione viene effettuata a mano sulle scarpe che trovi su nottinghamshoes.it. La pelle viene Innanzitutto colorata e lavorata con delle sostanze che ne preservano la flessibilità. Questa viene successivamente adagiata su una botte di legno che gira, la quale contiene dell’acqua a 60° e del colorante.

È possibile decorare in diverse maniere le francesine da uomo in base al tipo di prodotto che si intende realizzare. Queste realizzazioni vengono lavorate sulla parte superiore della scarpa che solitamente si distingue tra liscia, semi brogue e full brogue.

 

Come abbinare le francesine uomo

Le francesine uomo in pelle sono delle scarpe tipicamente destinate a occasioni particolarmente formali o da abbinare ad un abito da cerimonia. Sono delle scarpe che possono benissimo abbinarsi ad un abito scuro o grigio, così come ad un abbigliamento da ufficio o ad uno spezzato.

Ad ogni modo ricorda che i dettagli fanno la differenza, per questo in linea generale dovresti sempre abbinare le tue francesine uomo con accessori simili per quel che riguarda il colore ed il tipo di pelle.

La francesina da uomo è dunque una scarpa indispensabile per un uomo che ama vestire in maniera elegante e ha una intensa vita sociale. È un tipo di scarpa stringata che non può mancare nella scarpiera di un uomo che cura e che tiene in maniera particolare al proprio abbigliamento.

Questo tipo di scarpa è diventata nel tempo un vero e proprio status symbol, un’icona maschile che testimonia la cura nello scegliere ciò che si indossa e al tempo stesso tutta l’artigianalità e la qualità della produzione italiana.

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Componenti Hardware: quali sono e come sceglierle

L’hardware è l’insieme delle componenti fisiche di un Pc mentre il termine software sta ad indicare il gruppo di componenti logiche come i sistemi operativi.
Le principali componenti hardware di un Pc sono:
Scheda madre: circuito stampato che svolge la funzione di mettere in comunicazione tutte le componenti del Pc. Evidente che sia quindi una parte molto importante del computer e che sia necessario considerare bene vari fattori prima dell’acquisto. La prima cosa che noterete cercando una scheda madre su internet sarà la presenza nei titoli delle inserzioni di sigle come queste: E-ATX, l’ATX, micro-ATX (MATX) e il mini-ITX. Che cosa indicano? I formati della scheda. Il più grande è l’E-ATX mentre il mini è il più piccolo (tra quelli più comuni).
CPU: Unità di elaborazione, detta anche processore, la CPU riceve i dati, esegue le istruzioni ed effettua calcoli il cui risultato viene quindi inviato alle altre componenti. Prima di acquistare è sempre consigliabile consultare i benchmark CPU, ossia i test effettuati sulle performance. L’ultima uscita in fatto di processori è l’Intel 11, pensato per il gaming e l’uso professionale.
RAM: memoria ad accesso casuale, la Ram ci permette di memorizzare i dati delle operazioni in modo rapido ed efficace. In quanto memoria volatile, la Ram si cancella ogni volta che spegniamo il Pc. Le ultime Ram uscite sono le DDR4 con frequenza compresa tra 1600 e 3200 MHz. Le Ram hanno principalmente due fattori di forma: DIMM e SODIMM. il primo si riferisce a quelle per computer fisso mentre le SODIMM sono le memorie per portatili o sistemi mini-ITX
Hard disk o SSD: Al contrario della Ram, si tratta di una memoria non volatile. In essa sono contenuti tutti i nostri dati, foto, documenti.
Alimentatore: dispositivo che trasmette energia elettrica al PC e ne permette il funzionamento. L’alimentatore converte il voltaggio domestico a 220 Volt in uno a 5 Volt.

Dispositivi di ingresso e di uscita: garantiscono l’ingresso dei dati e la loro uscita. Le periferiche di input sono solitamente la tastiera e il mouse mentre quelle output sono il monitor e la stampante.

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E’ necessario avere un Sito Web?

Sempre più aziende decidono di rivolgersi a una Web Agency Roma per richiedere un Preventivo Siti Web, dal momento che è cresciuta la consapevolezza sull’importanza di avere un sito web. Internet ha cambiato profondamente il modo di vivere e acquistare ed è diventato una fonte di informazione primaria per i clienti. Per questo avere un sito web è oggi parte integrante di una strategia di marketing di successo.

Perché non si può più fare a meno di avere un sito web

A chi si rivolge a una web agency viene spiegato come il sito web possa portare importanti vantaggi all’azienda in termini di:

  • Visibilità: solo chi è visibile online può trovare sempre nuovi clienti, nella consapevolezza che le persone usano il web per trovare informazioni su prodotti e servizi da acquistare. Oggi il 93% delle decisioni di acquisto avviene dopo una ricerca online e il 97% delle ricerche sono fatte tramite Google. Per questo è importante avere un sito web accattivante, completo e ben posizionato, ma soprattutto contenente tutte le informazioni su prodotti e servizi e i dati di contatto.
  • Accessibilità: rispetto al negozio fisico il sito web è online 24 ore al giorno e tutti i giorni dell’anno, per cui i clienti possono accedere ogni volta che hanno bisogno di informazioni su un prodotto e servizio.
  • Vendite: ogni azienda per crescere e raggiungere il successo deve essere conosciuta e chi non è presente online sta perdendo importanti opportunità di raggiungere nuovi clienti, a vantaggio della concorrenza. La maggior parte delle persone che navigano online ha intenzione di acquistare un prodotto o servizio e per questo si informa grazie a Google. Se non si è online come fare in modo che i clienti vedano cosa avete da offrire loro? Il sito web vende in ogni momento e per questo va studiato con attenzione e inserito in una strategia di marketing completa.
  • Credibilità: i consumatori che non riescono a trovare un’azienda online provano un senso di smarrimento e scarsa fiducia e si chiedono se l’azienda esista davvero. Un’azienda non presente online dà la sensazione di essere una truffa, mentre un buon sito web regala in senso di tranquillità ai potenziali clienti. Non importa se si sta vendendo un prodotto o servizio o si sta semplicemente fornendo informazioni, l’azienda – indipendentemente dalle dimensioni e dal settore di business – deve essere presente online.

Come vedi i vantaggi di creare un sito web sono tanti e diversi e riguardano non solo la possibilità di aumentare clienti, vendite e fatturato, ma anche la percezione del brand e la sua reputazione. In ogni caso, quando si crea un sito web è fondamentale rivolgersi a una web agency Roma specializzata e competente, che possa mettere a disposizione dei clienti web designer, web developer, grafici ed esperti di SEO e contenuti capaci di assicurare il successo del progetto online.

Ci occupiamo anche di :

  • Siti Web Ecommerce
  • Preventivi Siti Web Vetrina
  • Agenzia Web
  • Ottimizzazione Seo

 

 

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DigitEconomy.24, focus su Open Fiber: le riflessioni dell’AD Elisabetta Ripa

II valore del piano di Open Fiber per la crescita del Paese, il punto sullo stato d’avanzamento dei lavori, l’efficacia del modello wholesale only: l’intervento dell’AD Elisabetta Ripa a “DigitEconomy.24”.

Elisabetta Ripa, AD Open Fiber

Elisabetta Ripa: i traguardi di Open Fiber, principale operatore italiano di reti in fibra ottica

Prima in Europa tra gli operatori wholesale only, il modello “più adatto a favorire gli investimenti e l’innovazione attraverso una concorrenza leale e ad armi pari tra tutti gli attori coinvolti”. È Open Fiber, come evidenziato nell’intervento dell’AD Elisabetta Ripa a “DigitEconomy.24”, report de “Il Sole 24 Ore Radiocor” e della Luiss Business School. “Con oltre 10 milioni di unità immobiliari abilitate ai servizi ultra broadband, siamo il principale operatore italiano di reti in fibra ottica e il primo in Europa tra gli operatori wholesale only”, ha evidenziato l’AD spiegando come tale modello, nel fornire fibra solo all’ingrosso a tutti gli operatori, consente di realizzare “un’infrastruttura di ultima generazione aperta a tutti coloro che siano interessati a sviluppare servizi digitali per cittadini, imprese e pubblica amministrazione”. Come specificato da Elisabetta Ripa nell’intervento pubblicato lo scorso 17 dicembre, non incontra solo il favore degli operatori “che competono a parità di condizioni sui servizi” (non a caso Open Fiber ha accordi con oltre 100 partner)” ma anche dell’Unione Europea “che ne ha evidenziato le capacità di favorire gli investimenti nel Codice europeo delle Comunicazioni elettroniche”. Basandosi su un modello “aperto e collaborativo per principio”, Open Fiber è dunque interessata “a valutare la collaborazione e la cooperazione con tutti i soggetti, per realizzare il più velocemente possibile la digitalizzazione del Paese con un particolare focus sulle aree grigie dove il nostro piano industriale prevede già di investire cablando circa un milione di unità immobiliari aggiuntive con investimento privato”.

Elisabetta Ripa: Open Fiber punta ad accelerare il più possibile la copertura del Paese con tecnologie ultrabroadband

In merito all’avanzamento del piano di Open Fiber, Elisabetta Ripa ha fatto notare come a causa dell’emergenza Covid-19 siano stati sottoposti a restrizioni anche tanti settori produttivi che compongono la filiera necessaria all’operatività del business delle telecomunicazioni: “Con un grande sforzo, siamo comunque riusciti ad assicurare la continuità del servizio e a garantire le nuove attivazioni, che sono letteralmente esplose in coincidenza con l’aumento delle misure restrittive (e quindi delle percentuali di smart working e didattica a distanza)”. Il progetto strategico che Open Fiber porta avanti necessita di numerosi professionisti specializzati: sul fronte delle competenze l’Italia risulta però in coda alla classifica Desi. Figure come giuntisti per la fibra ottica, progettisti di reti Ftth, periti tecnici che scarseggiano “a causa del mancato investimento in questa tipologia di rete trasmissiva nell’ultimo ventennio”: fondamentale è quindi “la formazione, nelle scuole e nei centri dedicati, del know-how per lo svolgimento di mestieri altamente specializzati”. In primo piano resta il forte impegno di Open Fiber nell’accelerare “il più possibile la copertura del Paese con tecnologie ultrabroadband e, da sempre, siamo aperti al dialogo con le istituzioni per trovare le soluzioni migliori anche alla luce della difficile situazione sanitaria che stiamo vivendo”. In merito l’AD Elisabetta Ripa si è soffermata sugli interventi effettuati dalla società “con risorse proprie per portare connessione in 171 comuni delle cosiddette “aree bianchissime”, dove non c’è alcuna connessione fissa o mobile a causa del mancato intervento degli altri operatori privati, con tecnologia Fwa, mista fibra- radio”. E anche nel resto delle aree bianche “Open Fiber utilizza l’Fwa per coprire le zone più remote o con una densità abitativa particolarmente bassa in modo complementare rispetto alla fibra fino casa (Ftth)”.

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Marco Durante: percorso formativo e professionale del Presidente di LaPresse S.p.A.

Conosciuto come fondatore e Presidente di LaPresse S.p.A., Marco Durante ha alle spalle una lunga carriera caratterizzata da esperienze di rilievo nei settori dell’informazione e della comunicazione, unite a incarichi in ambito accademico e sportivo.

Marco Durante

LaPresse S.p.A.: formazione e prime esperienze professionali del Presidente Marco Durante

Manager e imprenditore affermato sia in Italia che all’estero, Marco Durante è Presidente di LaPresse S.p.A. Di origini torinesi, classe 1962, è figlio di Silvio Durante, fondatore della storica agenzia di fotogiornalismo Publifoto Torino. Marco Durante consegue il diploma di maturità scientifica presso la Sacra Famiglia e nel 1988 si laurea presso l’ISEF, istituto dove successivamente gli viene affidata la cattedra di nuoto. Il settore sportivo ricopre un ruolo importante all’interno della sua carriera: oltre ad aver militato nelle giovanili del Torino F.C. nel ruolo di mediano, è conosciuto per la sua esperienza in qualità di allenatore della Libertas SAFA, squadra di nuoto che, insieme a Corrado Rosso, ha condotto alla vittoria di quattro scudetti e alla partecipazione in campionati Europei, Mondiali e tre Olimpiadi. Parallelamente, il continuo desiderio di crescita professionale ha portato Marco Durante a intraprendere ulteriori percorsi formativi di respiro internazionale, tra cui un corso in Business Administration presso Rotman School of Management di Toronto, una Laurea in discipline sportive (Université Claude Bernard, Lione) e una Laurea con lode e menzione in Giurisprudenza (Università di Napoli/Pegaso), conseguita nel 2015. Lo stesso anno l’Università di Napoli gli conferisce la cattedra di Strategie di Comunicazione d’Impresa presso la Facoltà di Economia Aziendale. Attualmente è iscritto al corso di Corporate Finance presso NYU Stern School of Business.

LaPresse S.p.A.: la nascita e la crescita della media company guidata da Marco Durante

LaPresse S.p.A. nasce nel 1994 su impulso di Marco Durante e suo fratello Massimo, un’iniziativa intrapresa dopo una collaborazione di due anni con Publifoto. Tra i provider italiani di contenuti multimediali più conosciuti al mondo, LaPresse S.p.A. negli anni si è affermata come media company tra le più dinamiche e innovative nel panorama italiano. Questo grazie a una strategia incentrata sullo sviluppo e sulla diversificazione delle attività, abbinata a un efficace processo di internazionalizzazione lanciato nel 2008. La prima a portare in Italia il formato delle videonews, è stata inoltre pioniere nelle attività di foto reporting. Un altro passaggio importante è rappresentato dall’acquisizione nel 2008 dei diritti di distribuzione di tutta la produzione Associated Press: ciò ha ampliato l’offerta di servizi di informazione e ha avviato il processo di internazionalizzazione che ha condotto LaPresse S.p.A. a diventare Agenzia di Stampa nel 2010. Su iniziativa del Presidente Marco Durante, la media company ha sviluppato nel 2018 una divisione dedicata alle produzioni televisive, affidata a Elisa Ambanelli (Direttore Intrattenimento e Palinsesto per La7, Direttore del canale All Music e Responsabile dei programmi dell’intrattenimento di Endemol Italia). In seguito le attività vengono estese ulteriormente grazie all’introduzione di un’area di celebrity management, con nomi del calibro di Barbara D’Urso, Elisabetta Gregoraci, Barbara Pedrotti, Laura Barth, Andrea Iannone, Monica Bertini, Manuela Arcuri, Gaia Bermani Amaral, Adriana Volpe, Ilenia Arnolfo, Gianluca Saragò, Piergiorgio Pirrone, Rita dalla Chiesa e Giovanni Ciacci. LaPresse S.p.A. conta attualmente sette sedi in Italia e numerose all’estero, tra cui Parigi, Londra, Berlino, Ginevra, Hong Kong, Los Angeles, Madrid, New York, Praga, Tokyo, Varsavia, Vienna e Washington.

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Claudio Machetti: il manager di Enel riflette sulle potenzialità legate allo smart working

Claudio Machetti interviene sul canale Youtube ufficiale di Enel: "Lo smart working deve essere utile all’azienda e utile alle persone, perché consente di eliminare tantissimi tempi morti, sicuramente, e di sfruttare meglio le ore di lavoro".

Claudio Machetti

Claudio Machetti: l’intervista rilasciata al canale Youtube ufficiale di Enel

"Penso che lo smart working sia una grande opportunità per i colleghi e per l’azienda. Si tratta di usarla nella maniera giusta": così Claudio Machetti, manager di Enel, esordisce nella sua video intervista dedicata all’argomento del lavoro a domicilio. Nel video "A tu per tu" il manager racconta la sua esperienza personale vissuta negli ultimi mesi e i cambiamenti apportati al proprio lavoro a causa della pandemia. "Lo smart working deve essere utile all’azienda e utile alle persone, perché consente di eliminare tantissimi tempi morti, sicuramente, e di sfruttare meglio le ore di lavoro". C’è quindi l’opportunità di migliorare la qualità della vita dei dipendenti: infatti, anche se la tecnologia avanza e resta comunque un mezzo fondamentale, sono sempre le persone che devono essere al centro dell’attenzione. I lavori sono tanti e alcuni si prestano allo smart working meglio di altri, ma c’è possibilità di ottimizzare molti aspetti della vita lavorativa in generale, ha spiegato Claudio Machetti.

Claudio Machetti: lo smart working ci ha portato a riflettere, ma dobbiamo vederne i lati positivi

Non c’è dubbio, lo scoppio dell’emergenza sanitaria a livello mondiale ha necessariamente portato le persone a dover accettare e sperimentare una nuova normalità. Claudio Machetti, nella conversazione pubblicata su Youtube da Gruppo Enel, ha spiegato la sua personale esperienza: "È stata importante e mi ha portato a fare molte riflessioni. Questo è un grande punto di discontinuità, inutile negarlo. Non si torna più al punto da cui siamo partiti. La discontinuità è discontinuità da tutti i punti di vista e quindi porta a iniziare una vita nuova". Nonostante lo shock causato dalle difficoltà impreviste, bisogna quindi continuare ad andare avanti e puntare sulle grandi opportunità che questa nuova situazione ci offre.

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UNITRE MILANO – Conferenza del 19 marzo 2021 “COME FUNZIONA LA MEMORIA.

L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una Conferenza  dal tema: COME FUNZIONA LA MEMORIA.

” in programma per venerdì 19 marzo 2021 alle ore 17:15.

La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotta dalla Prof.ssa Costanza PAPAGNO (UNIVERSITÀ MILANO-BICOCCA)  – Presentazione  Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO)  

UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 18 marzo 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

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Continua la rivoluzione della formazione con il Safety Webcamp 2021

Comunicato Stampa

 

Continua la rivoluzione della formazione con il Safety Webcamp 2021

 

Il 21 maggio 2021 si terrà la nuova edizione del Safety Webcamp 2021, una innovativa giornata formativa a distanza per migliorare, condividere e confrontare le esperienze professionali. Un primo elenco dei webinar disponibili.

 

Sicuramente una delle conseguenze dell’emergenza COVID-19, in questi mesi contrassegnati dalle preoccupazioni per la diffusione del virus SARS-CoV-2, è la riduzione della socialità. Non parliamo, in questo caso, della socialità correlata al tempo libero, ma della socialità professionale, quella che è originata dal continuo incontro e confronto di idee e strategie, dal mettere in comune difficoltà, scoperte ed esperienze, ad esempio durante una riunione o un momento formativo in presenza.

 

Tuttavia sia la formazione, sia la condivisione delle competenze e delle esperienze sono elementi fondanti di ogni professionalità, anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ed è necessaria, dunque, una formazione innovativa che, rispettando le limitazioni richieste dall’emergenza COVID-19, sia ugualmente in grado di ricostruire quel tessuto di incontri e scambi di conoscenze così importante per ogni operatore.

 

Esiste anche in periodo di pandemia una formazione efficace in grado di rinnovare e condividere le competenze? Ci sono strumenti innovativi per rivoluzionare il modo di fare formazione che sono attivi e funzionali anche durante l’emergenza COVID-19?

 

La nuova rivoluzione del Safety Webcamp 2021

Proprio per sviluppare e sperimentare nuove strade di formazione e condivisione, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il quarto anno consecutivo il Safety Webcamp (Barcamp nel 2018 e 2019 e Webcamp nel 2020 e 2021) che si terrà il 21 maggio 2021. Una “coinvolgente”, una “bellissima esperienza” (sono alcuni feedback relativi all’incontro del 2020) di libera partecipazione e condivisione per creare e consolidare relazioni tra i tanti formatori e professionisti della sicurezza che hanno voglia di partecipare a una giornata dinamica e sono disponibili a svilupparla con nuove modalità formative.

 

Che cosa è il Safety Webcamp?

Il Webcamp è un Barcamp svolto a distanza, utilizzando gli strumenti tecnologici che permettono di erogare formazione in modalità sincrona, ed avere un’interazione tra i partecipanti ed il facilitatore. E il Barcamp è una non-conferenza su un tema specifico, che nasce dal desiderio di imparare e condividere in un contesto aperto e libero, in cui è benvenuto a partecipare chiunque abbia il desiderio di confrontarsi e discutere con gli altri.

In questo evento, i cui temi di discussione sono decisi dai partecipanti, si rispetta la metodologia dell’Open Space Technology con l’obiettivo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione di nuovi contenuti e metodologie in ambito salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

 

I primi webinar del Safety Webcamp AiFOS

Ricordando che il Webcamp è un incontro tra formatori e operatori che possono presentare a loro volta un webinar e diventare così facilitatori, ricordiamo alcuni dei webinar già programmati per il Safety Webcamp 2021:

  • La responsabilità dell’RSPP: Covid-19 e non solo (Lorenzo Fantini – Direttore dei Quaderni della sicurezza AiFOS, già dirigente divisioni salute e sicurezza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali): In cosa consiste la responsabilità dell’RSPP? Cosa rischia il RSPP se (per imprudenza, negligenza o imperizia) trascura di segnalare una situazione di rischio o fornisce delle indicazioni sbagliate? Quale è il ruolo del RSPP rispetto alle disposizioni emergenziali in materia di Covid-19 al lavoro e come va esercitato? La segnalazione del RSPP nelle sentenze e nella pratica: come e quando procedere. RSPP e consapevolezza del proprio ruolo e, di conseguenza, delle proprie responsabili. Dei casi di studio e giudiziali saranno a supporto dell’erogazione del webinar
  • La comunicazione in tempo di SARS-COV-2 (Nicola Corsano – Formatore esperto nelle metodologie didattiche esperienziale e consulente per la sicurezza sul lavoro): Home working, mascherine, accessi differenziati, percorsi a senso unico, ecc.. Riflessione su come cambia la comunicazione (inclusa l’informazione e la formazione) in tempo di Sars-CoV-2.
  • Il Dante Sicurezza: colui che dà la sicurezza che si tornerà “a riveder le stelle” (Andrea Cirincione – Psicologo del Lavoro – Consulente di Direzione – Formatore motivazionale): Ancora oggi il viaggio dantesco stimola per la sua vitalità inesauribile. La sua ispirazione è cronaca del tempo e racconto senza tempo. La nostra sfida sarà leggerne la disarmante attualità.
  • Le corrette modalità di informazione al consumatore (Matteo Fadenti – Tecnico della prevenzione, formatore e consulente): Allergeni, etichette e menù, conosci già tutto? Verranno illustrate le ultime novità sulla tematica, con le indicazioni principali teoriche ed operative. E dopo la teoria ci si esercita insieme a mettersi nei panni di un gestore di un ristorante o produttore di alimenti o…
  • Il sentiero di mezzo: tra analogico e digitale (Alessandra Marconato – Coach e formatrice): A volte sembra che il mondo si sia trasformato in un grande webinar… ma è proprio così? Quanto il digitale e l’analogico posso andare d’accordo ai tempi dei webinar, della FAD, delle dirette Facebook, Instagram, Linkedin e le conversazioni di Clubhouse? E i grandi discorsi su apprendimento, ergonomia, stress che fine hanno fatto?

 

Le informazioni per iscriversi al Safety Webcamp 2021

Il Safety Webcamp 2021 si terrà dunque online il 21 maggio 2021, dalle ore 9.00 alle 15.30, e ogni partecipante dovrà disporre di una webcam, di un microfono, un dispositivo di riproduzione audio e di una rete stabile.

 

L’evento inizierà con un momento in plenaria in videoconferenza dove saranno presentati i facilitatori, i relativi webinar e le regole della giornata. Saranno poi organizzati i diversi webinar (la durata è definita in 90 minuti), anche in contemporanea, e saranno presentate attività, sessioni formative e di discussione.

Il partecipante si iscrive all’intera giornata formativa, ma l’iscrizione ai singoli incontri in webinar avverrà al momento.

 

Per iscriversi al Webcamp e per ulteriori informazioni: www.safetybarcamp.it

 

Segnaliamo che l’evento è valido come aggiornamento relativo a 5 ore per RSPP e ASPP, 1 ora per formatori prima area tematica, 2 ore per formatori seconda area tematica e 2 ore per formatori terza area tematica.

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.safetybarcamp.it[email protected]

 

 

18 marzo 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Renato Mazzoncini, A2A: la performance del Gruppo al 30 settembre 2020

Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A, commenta la performance del Gruppo nei primi nove mesi del 2020: investimenti in crescita e impatto contenuto a fronte di uno scenario particolarmente complesso.

Renato Mazzoncini, AD A2A

Investimenti in crescita per A2A nei primi nove mesi del 2020: le considerazioni dell’AD Renato Mazzoncini

"I risultati economico-finanziari, conseguiti in un contesto senza precedenti, confermano la solidità del Gruppo e la sua resilienza": a sottolineare il valore della performance di A2A nei primi nove mesi dell’anno è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Renato Mazzoncini. Investimenti in aumento del 5%, a 413 milioni di euro, rispetto a quelli record del 2019 (394 milioni di euro). Lo scenario eccezionale, contraddistinto dallo scoppio della pandemia e dalla sua evoluzione, non incide significativamente sulla performance del Gruppo: il Margine operativo lordo si attesta a 822 milioni di euro (-7% rispetto ai primi nove mesi del 2019) mentre il Margine operativo lordo ordinario a 818 milioni (-5%). Il Gruppo guidato da Renato Mazzoncini registra al 30 settembre ricavi per 4,805 miliardi (-10,7%) mentre l’utile netto è di 219 milioni (-12,4%). La posizione finanziaria netta di consolidato nei primi nove mesi del 2020 risulta pari a 3,381 miliardi: a fine 2019 era di 3,154 miliardi.

A2A, l’AD e DG Renato Mazzoncini: i risultati confermano la solidità del Gruppo e la sua resilienza

"Nonostante l’emergenza e le difficoltà causate della pandemia siamo riusciti a dare continuità e qualità ai nostri servizi, a garantire la tutela della salute dei nostri dipendenti e a mettere le basi per lo sviluppo futuro attraverso investimenti superiori a quelli realizzati nei primi nove mesi del 2019", ha sottolineato Renato Mazzoncini. "Nel valutare i risultati di questi primi nove mesi siamo soddisfatti in particolar modo da quelli operativi", ha spiegato l’AD di A2A aggiungendo come la contrazione sia imputabile "di fatto prevalentemente alla BU generazione fortemente penalizzata da uno scenario energetico molto debole il cui impatto è stato contenuto, oltre che dalla strutturale pluralità delle fonti di produzione, da una accorta attività di copertura realizzata nei mesi precedenti". A2A, come rimarcato da Renato Mazzoncini, "pur in uno scenario con prezzi del gas e dell’energia in contrazione, trae la sua forza dalla differenziazione dei propri Business e dal forte attaccamento ai territori che ci consentono di guardare ai prossimi mesi con tranquillità".

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COVID divieto di licenziamento

E’ stata prorogata la normativa in riferimento al divieto di licenziamento individuale e  collettivo per giustificato motivo oggettivo con D.L. 104/2020 e introdotte dall’articolo 46 D.L. 18/2020 e dall’articolo 80 D.L. 34/2020.

Queste disposizioni rendono l’obbligo al datore di lavoro di impedire il licenziamento ricorrendo alla sospensione delle procedure dello stesso avviate dopo il 23 febbraio 2020.

Rispetto all’impossibilità di procedere con il licenziamento, vi sono tuttavia delle eccezioni. Vediamo insieme:

  1. articolo 14, comma 3, D.L. 104/2020 dove la sospensione non si applica nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali di maggiore rappresentanza a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitato ai dipendenti che decidono di aderire al suddetto contratto a cui viene riconosciuto il trattamento di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22
  2. l’articolo 1, comma 311, L. 178/2020 dispone che le sospensioni di licenziamento di cui ai commi 309  e 310 non trovano la loro applicazione in presenza di alcune condizioni di tipo legale, tra cui l’ipotesi di un accordo collettivo aziendale stipulato dalle organizzazioni sindacali di maggiore rappresentanza sul territorio nazionale.

In entrambi i casi sopra evidenziati il rapporto lavorativo volge al termine non per licenziamento, ma con risoluzione consensuale.

Con inizio 15 agosto 2020 tutte le interruzioni di rapporto lavorativo che sono intervenute con tale modalità andranno esposte nel flusso Uniemens con il codice Tipo di cessazione “2A”

Ulteriori eccezioni dal divieto di licenziamento sono:

  1. personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di Legge, di CCNL o di clausola del contratto di appalto;
  2. licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione dell’attività;
  3. licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa

Per ulteriori dettagli relativi alla circolare di cui sopra è possibile contattare il nostro centro di elaborazione buste paga milano sul sito ufficiale di Studio Borghi.

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Sostenibilità: Gruppo Danieli aderisce allo United Nations Global Compact

Da tempo Gruppo Danieli porta avanti il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile, un ambito che la società vuole sostenere anche per mezzo dell’importante adesione allo United Nations Global Compact.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: i valori del programma UN Global Compact

Guidata da Gianpietro Benedetti, Gruppo Danieli ha sede a Buttrio (UD) ed è riconosciuta su scala internazionale nella produzione di impianti siderurgici, un settore in cui promuove soluzioni sostenibili e innovative. Proprio grazie a tali fattori, la società è impegnata nella ricerca di una produzione dell’acciaio che sia sempre più green: in tal senso si inserisce anche la recente adesione allo United Nations Global Compact, importante progetto istituito dalle Nazioni Unite nel 2000 e finalizzato alla promozione della responsabilità sociale societaria. Con una lettera di adesione indirizzata al Segretario Generale dell’ONU, la società di Buttrio ha dunque espresso condivisione verso i valori portanti dell’iniziativa: adottare politiche sostenibili in ambito ambientale e sociale con il fine di sviluppare attività produttive che siano responsabili e sostenibili. La portata del progetto è rappresentata anche dal numero delle realtà partecipanti: più di 9.500 aziende e 3.000 sottoscrittori provenienti da più di 160 Paesi nel mondo. Ora anche Gruppo Danieli, che in tal modo incrementa il proprio contributo verso la crescita e lo sviluppo sostenibile.

Gruppo Danieli: la sostenibilità come unica strada per l’acciaio green

Sempre più orientato verso la realizzazione di impianti che permettano l’utilizzo del rinnovabile nella produzione siderurgica, l’impegno di Gruppo Danieli per la sostenibilità si declina attraverso molteplici iniziative. Protagonista a livello internazionale nel comparto siderurgico, la società utilizza anche la tecnologia di riduzione diretta (DRI) e quella dei forni elettrici digitali (Digital Melter), soluzioni che consentono di operare con gas naturale o con il 100% di idrogeno, generando un taglio significativo delle emissioni di CO2. Come evidenziato in un recente intervento di Giacomo Mareschi Danieli, Amministratore Delegato del Gruppo Danieli, “è questa la strada che dobbiamo intraprendere per produrre acciaio che sia realmente green, a disposizione di un’industria sostenibile su scala globale”. Verso la stessa direzione è orientato anche l’utilizzo di forni elettrici con tecnologia Q-ONE, alimentabili con energia proveniente da fonti rinnovabili. E non è un caso che l’attenzione sostenibile di Gruppo Danieli sia stata recentemente riconosciuta dall’organizzazione internazionale Carbon Disclosure Project che, in una scala da A ad F, ha valutato con un rating B le azioni sul fronte ambientale intraprese dall’azienda di Buttrio.

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Cambia stile, scegli il kilim

I’ Outlet Kilim è formato da un tessuto piatto, intrecciato a mano, con tecnica a stacchi. Questa tipologia fa parte della stessa categoria degli arazzi, dei Cicim tessuti e cuciti e dei Sumak. L’unica differenza tra i kilim e i Sumak è che questi ultimi vengono intrecciati con una trama un po’ diversa. L’idea comune è che i tappeti in generale vengono realizzati dal lavoro certosino di intreccio dei paesi arabi; anche la struttura del disegno geometrico e coloratissimo dei kilim può rimandare ad uno stile più arabeggiante, ma al contrario di quel che si pensa, i kilim cominciarono ad essere intrecciati dai paesi balcanici, fino poi ad arrivare ai paesi dell’estremo oriente. Noi consigliamo i kilim per la zona giorno e salotti, per dare alla casa sempre un’aria accogliente e calorosa, con un tocco di stile orientale. Rendi la tua casa ancora più bella e affascinante portando al suo interno un pezzo di oriente con un tocco di personalità e contemporaneità.

Come trasformare la zona giorno con i kilim

La zona giorno della casa, in particolare l’area in cui trascorriamo la maggior parte della giornata come il salotto, può diventare un luogo di relax e molto ospitale grazie all’utilizzo dell’arredamento giusto. Basta un piccolo tocco di colore, un dettaglio sgargiante, per rendere un ambiente asettico molto più vitale e di carattere. Il tappeto può essere un elemento decorativo perfetto per ottenere l’effetto cozy, ovvero creare un ambiente confortevole e caldo come un piccolo nido in cui rifugiarsi durante le fredde giornate invernali e trovare calma e freschezza durante le afose giornate estive. Il kilim è ideale per ogni stagione e per ogni ambiente. Ottimo per arredare il salotto, dandogli carattere e personalità, e perfetto anche per la camera da letto. La sua texture lo rende gradevole alla vista e funzionale all’attutimento di eventuali caduti o per non scivolare. Sottile, colorato e piacevole al contatto. I vostri bambini giocheranno in sicurezza e su una superficie adatta, dove potrete sempre vederli.

kilim: la cultura orientale a casa vostra

I più conosciuti dei kilim sono quelli provenienti dall’Anatolia: bellissimi e unici, si può leggere sulla stoffa intrecciata tutta la storia e la cultura dei villaggi in cui vengono realizzati. Ognuno ha la propria personalità, ricco di colori, bellissimo, un vero e proprio pezzo d’epoca. In Caucaso venivano intrecciati bellissimi kilim, come i Kuba, in Iran i Senneh, e non ultimi i kilim curdi di Shassavan e gli Sharkoi realizzati in Tracia. Per tornare alla contemporaneità vediamo che i kilim afgani sono caratterizzati da colori e disegni adatti agli ambienti più moderni. Potrete trovare i nuovi kilim realizzati in Afganistan con nuovi colori vivaci o a pastello. La scelta di questi elementi d’arredamento non solo abbellirà notevolmente la vostra casa e le donerà maggiore personalità, ma vi consentiranno di avere pezzi unici e inimitabili, che fanno parte di una cultura bellissima e che vi racconta la sua storia attraverso ogni singola fibra tessile della migliore qualità e provenienza. Esistono moltissime trame e fantasie di kilim, non ti resta che scegliere quello più adatto allo stile di casa tua.

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Gatto, la dieta corretta per ogni età

Il gatto è un carnivoro stretto: quindi, in linea generale, basta la carne ad offrigli un nutrimento completo, completamente assimilabile e altamente benefico. Nella carne, infatti, sono contenute tutte le proteine e gli aminoacidi che servono al suo corpo per sopravvivere e per mantenersi in salute. In più, la carne apporta i sali minerali, le vitamine del gruppo B e gli acidi grassi essenziali necessari al rinforzo delle ossa, dei denti, delle difese immunitarie, del sistema nervoso, della cute, del pelo e dell’apparato cardiovascolare. A questo alimento va poi associata una fonte di carboidrati leggera e digeribile per soddisfare il fabbisogno energetico senza appesantire o causare intolleranze. Non devono mancare gli ingredienti vegetali ricchi di vitamine, fibre e antiossidanti per un supporto nutrizionale completo e per una protezione attiva da infezioni, malattie croniche e forme tumorali. Tuttavia, le necessità nutrizionali del gatto cambiano a seconda della fascia di età: questi apporti, quindi, devono essere calibrati di volta in volta, così da rispondere in modo mirato alle specifiche esigenze dell’organismo. Nel suo primo anno di vita, il gattino avrà bisogno di una nutrizione molto ricca che prosegua l’azione del latte materno, così da assecondare il corretto sviluppo dei tessuti e da promuovere la “costruzione” di difese immunitarie forti. A fronte di questo elevato potere nutritivo, l’alimento dovrà possedere una spiccata digeribilità per non gravare su una funzionalità digestiva ancora molto delicata. Una consistente inclusione di carne, scelta fra quelle più digeribili e funzionali come il pollo e il pesce, fornirà al gattino tutti i nutrienti più utili alla crescita, ovvero:
– proteine e aminoacidi per il tessuto muscolare;
– fosforo, calcio e vitamina D per ossa, articolazioni e denti;
– potassio e ferro per il sistema cardiovascolare;
– acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 per un cuore forte, una cute sana e un pelo folto e luminoso;
– vitamine (A, C, gruppo B) per la vista, le funzioni cognitive e il sistema immunitario;
– antiossidanti per la protezione della vitalità cellulare.
A questi apporti vanno associati ingredienti vegetali ricchi di fibre e fermenti prebiotici per la protezione del colon e per una migliore assimilazione dei nutrienti. A partire dai 12 mesi di età, il gatto entra nell’età adulta: completato il processo di crescita, il suo fisico richiede dosaggi più moderati di proteine e sali minerali. Da aumentare, invece, è la quota di vitamine e antiossidanti: offrendo un massiccio rinforzo alle membrane cellulari e al sistema immunitario, infatti, tali nutrienti aiutano il tuo piccolo amico a prevenire infezioni, malattie croniche e tumori. Col passare del tempo, le articolazioni del gatto diventano sempre più soggette a fragilità e infiammazioni: per proteggerle, è molto utile includere nella dieta i condroprotettori (glucosamina e solfato di condroitina). Preziosi anche gli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6, utili per preservare la funzione cardiaca e tenere sotto controllo il colesterolo.

Silmarilions di Maria Federica Guagnano. Via Olimpia, 9 – 00040 Rocca Priora (RM)

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Mercato e rischio bolla, ci sono tanti segnali di allerta che nessuno ascolta

Ci sono diversi segnali che alimentano il pericolo “bolla, ma che il mercato pare stia ignorando. Elementi che già in passato sono stati visti molte volte, e che si sono ripresentati. E come accaduto in passato, si pensa che stavolta possa andare diversamente.

I segnali di pericolo per il mercato

mercatoEppure questi segnali non sono neanche pochi. A cominciare dall’ampia liquidità disponibile nel sistema economico, frutto delle politiche espansive e di sostegno varate da Governo e banche centrali per fronteggiare la pandemia.
In secondo luogo, le previsioni economiche che convergono su una crescita che sarà sostenuta. E ancora, la forte partecipazione al mercato degli investitori retail, e la forte concentrazione sui titoli tecnologici e innovativi (a scapito di quelli ciclici).
A questi aspetti si devono aggiungere la disponibilità a comprare a prezzi elevati, malgrado in molti casi non si statti di società che fanno utili, ma soprattutto i movimenti rialzisti dei titoli, che quasi sono verticali.

Il contesto attuale

In un contesto del genere, ossia quando l’andamento dei prezzi diventa verticale, con il Parabolic Sar che sta sempre sotto i prezzi, il mercato vive due situazioni insidiose, che rendono sempre più sottile il confine che separa gli investitori dagli speculatori.

Infatti da un lato si perde di vista il reale rischio sulle posizioni detenute, perché col prezzo che corre, molti gestori sono “costretti” a rimanere dentro il mercato anche se non ne sono convinti. Infatti anche un solo giorno in più di profitti persi (se decidessero di uscire per prudenza) li farebbe sottoperformare rispetto alla concorrenza, e li farebbe apparire come meno efficaci. E’ una specie di forza centrifuga che trattiene tutti all’interno.
Da un altro lato poi, il proprio orizzonte temporale viene a ridursi, fino al punto di arrivare a fare day trading.

Le insidie dietro l’angolo

Questo scenario è molto pericoloso, perché c’è il rischio che al primo accenno di fuga, si scateni l’ondata di vendite. Di conseguenza, chi ha realizzato un profitto “sulla carta” potrebbe perderlo in brevissimo tempo (una situazione simile a quella che succede normalmente sul mercato delle criptovalute). Ecco perché le verticalizzazioni dei trend sono indicatori di fragilità del mercato e non di forza, come molti pensano oggi. In queste fasi la diversificazione del rischio premia il coraggio di scelte contrarian, che pochissimi possono o hanno il coraggio fare.

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Sanremo 2021, l’articolo di Paolo Campiglio sulla finale

Paolo Campiglio riporta sul suo blog le classifiche dei vincitori di Sanremo 2021, sia della manifestazione, sia delle numerose categorie di premi assegnati alle canzoni in gara. Commentati anche i dati Auditel e dei ricavi pubblicitari.

Paolo Campiglio

Paolo Campiglio: i premi della serata finale sanremese

Paolo Campiglio, nell’articolo comparso sul suo blog, annuncia che il gruppo musicale rock dei Måneskin con la canzone “Zitti e buoni” si posiziona al primo posto nella classifica generale della categoria Campioni guadagnandosi così la vittoria della 71ª edizione del Festival di Sanremo. Subito secondo si piazza il duo composto da Francesca Michielin e Fedez con il brano “Chiamami per nome”, mentre la medaglia di bronzo è assegnata ad Ermal Meta e alla sua “Un milione di cose da dirti”. Willie Peyote con la canzone “Mai dire mai (La locura)” è il vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” conferito dalla Giuria della Sala Stampa, avendo guadagnato 21 voti da parte dei giornalisti accreditati. Medaglia d’argento per la coppia Colapesce Dimartino con 13 voti, mentre al terzo posto si posiziona Extraliscio con 6 voti. A Colapesce e Dimartino, con il brano “Musica leggerissima”, è stato inoltre attribuito il premio delle radio-tv locali. Al secondo posto Ermal Meta, al terzo posto la canzone portata in gara da Annalisa. Paolo Campiglio ricorda poi nel suo blog che il gruppo vincitore di questa edizione, composto fin dalla nascita nel 2015 a Roma da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio, era già conosciuto al pubblico generalista grazie alla sua partecipazione nel 2017 all’edizione numero 11 di X Factor, in cui alla fine della gara si erano posizionati secondi dietro a Lorenzo Licitra e, curiosamente, con la presenza di Fedez tra i giurati.

Paolo Campiglio: dati Auditel e pubblicitari relativi a Sanremo 2021

Paolo Campiglio riporta poi nell’articolo del suo blog alcuni dati dell’Auditel relativi alla serata finale, che secondo il monitoraggio è stata vista, in media, da 10 milioni 715 mila spettatori, con il 53,5% di share; inoltre, va sottolineato che la prima parte della serata ha toccato i 13 milioni 203 mila spettatori, ovvero il 49,9% di share, il cui apice è stato invece raggiunto poco prima delle 2 di notte, con il 68,8% di share. Questo per quanto concerne il bilancio degli ascolti, mentre per quello economico Paolo Campiglio evidenzia nel suo articolo un’edizione da record per la manifestazione festivaliera. Infatti, Rai Pubblicità ha guadagnato 38 milioni di euro, uno in più rispetto all’edizione passata, mentre il costo della kermesse, con dati ancora parziali e non completi, si aggira sui 15 milioni di euro, con un utile di 23 milioni. Infine, vale la pena menzionare anche una situazione complessivamente positiva dal punto di vista della sicurezza sanitaria: questo perché nella settimana del Festival, a fronte di un totale complessivo di 5.800 tamponi somministrati a tutti quelli che sono entrati al Teatro Ariston, sono stati solo 8 quelli risultati positivi. Paolo Campiglio, in chiusura del suo articolo, offre i suoi ringraziamenti ai lettori e agli ascoltatori che hanno seguito i suoi passaggi in radio, sul blog e sui canali social di Radio 1 New York e della Stampa Estera e rinnova gli auguri di poter seguire finalmente dal vivo la prossima edizione di Sanremo 2022.

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