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Dario Lo Bosco: “RFI pronta a rivoluzionare le ferrovie siciliane”

Il sistema ferroviario siciliano si trova oggi ad un punto di svolta. Regista di questo cambiamento Rete Ferroviaria Italiana, con quello che Dario Lo Bosco ha definito “uno sforzo senza precedenti”. Il Presidente è stato intervistato in merito dalla “Gazzetta del Sud”.

Dario Lo Bosco

Dario Lo Bosco: tra velocità e servizi, il nuovo corso delle ferrovie siciliane

Il Presidente di Rete Ferroviaria Italiana, Dario Lo Bosco, ha annunciato sulla “Gazzetta del Sud” un’era di innovazione per il sistema ferroviario nazionale con particolare enfasi sulla Sicilia. Per anni la Regione ha lottato con una rete incapace di soddisfare le esigenze del territorio. Con un investimento totale di 44 miliardi di euro, di cui 17,4 miliardi destinati all’Isola, RFI sta portando avanti un ambizioso progetto di rinnovamento. La linea Palermo-Catania-Messina verrà potenziata per raggiungere i 250 km/h. Allo stesso tempo, si sta ridefinendo l’intera rete regionale con progetti come l’elettrificazione della tratta Palermo-Trapani e l’upgrade della stazione a Birgi (48 milioni di euro) per migliorare il collegamento con gli aeroporti. Sforzi che rappresentano una svolta significativa per il traffico ferroviario siciliano. Oltre al miglioramento delle infrastrutture, Dario Lo Bosco ha ricordato che tra gli obiettivi di RFI c’è anche la trasformazione delle stazioni ferroviarie, che diventeranno veri e propri hub di servizi. Partnership con realtà come Unioncamere e Federfarma aiuteranno a riqualificare le aree, grazie ad una ricca offerta che va dai prodotti enogastronomici ai servizi per la salute e il benessere, includendo anche palestre per i giovani. Un’attenzione particolare è rivolta all’innovazione e al talento, con progetti come la trasformazione della stazione ennese in un centro di ricerca in collaborazione con l’Università Kore di Enna.

Dario Lo Bosco: il percorso professionale del Presidente di RFI

Dario Lo Bosco è un ingegnere, dirigente d’azienda e accademico con una carriera in vari settori. Oltre ad essere Presidente di Rete Ferroviaria Italiana da maggio 2023, è Professore Ordinario nonché Decano presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria. Originario di Raffadali, nato nel 1960, ha conseguito la laurea in Ingegneria Civile presso l’Università di Palermo. Ha iniziato come ricercatore e docente associato, diventando poi responsabile di diversi ambiti scientifici e direttore di laboratori di ricerca. È stato anche Direttore di Master in diversi campi dell’ingegneria e dell’economia, sia all’Università di Reggio Calabria sia presso altri atenei. Come dirigente d’azienda, ha avuto esperienze significative a partire dal 1997, ricoprendo ruoli quali Commissario e Presidente di AST (Azienda Siciliana Trasporti) e consulente per vari Ministeri. Ha assunto incarichi di rilievo in RFI, Trenitalia, TAV e altri enti pubblici, tra cui l’Autorità portuale di Messina e la Camera di Commercio di Catania. È stato anche Vice Presidente di Confindustria Palermo. Nel 2020, Dario Lo Bosco è diventato Presidente di Hellenic Train, parte del Gruppo FS, oltre ad assumere ruoli chiave nella FS Academy e come Direttore Scientifico di una rivista di ingegneria. Per i suoi contributi professionali e accademici, è stato insignito di diversi riconoscimenti, tra cui la nomina a Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e il “Paul Harris Fellow” dal Rotary Club di Messina.

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La visione di Carlo Messina su temi attuali: leadership europea, AI, giovani e debito pubblico

L’intervista al Consigliere Delegato e Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, condotta dal Direttore de “La Stampa” nel contesto del progetto editoriale “Alfabeto del Futuro”, rivela una visione audace per il futuro dell’Italia in Europa. Il CEO affronta temi cruciali, dalla competitività europea alla gestione dell’intelligenza artificiale, offrendo prospettive innovative su come l’Italia possa emergere in qualità di leader europeo.

Carlo Messina

Carlo Messina: il futuro dell’Italia e l’importanza dell’AI

Carlo Messina sottolinea l’importanza di “un grande disegno” perché l’Europa possa competere con Cina e Stati Uniti ma, affinché ciò accada, l’UE deve superare il vincolo dei diritti di veto. Secondo il CEO, l’Italia, insieme alla Germania, può emergere come un leader europeo, ma solo se “lavorerà sui suoi punti di forza” e se emergerà una prospettiva di collaborazione. Un ulteriore argomento affrontato dal manager è l’introduzione dell’intelligenza artificiale come motore di miglioramento del lavoro e garante dell’occupazione: “L’ho promesso a tutti i dipendenti. Ho spiegato che ci saranno nuovi mestieri, ma nessuno perderà il proprio posto – ribadisce – Anzi, faremo in modo che vengano creati nuovi percorsi all’interno della banca. Il punto di forza delle aziende sono le persone che ci lavorano”. “L’innovazione – aggiunge ancora Carlo Messina – deve essere vista con serenità. È un’opportunità”.

Sostegno ai giovani e gestione delle risorse finanziarie: il focus di Carlo Messina

L’attenzione di Carlo Messina alle prospettive dei giovani si traduce in un invito a investire in modelli positivi. Il CEO sottolinea il ruolo guida delle imprese nel fornire una visione realistica ma incoraggiante, contribuendo così al futuro coinvolgimento dei giovani nella società. L’intervista prosegue quindi sul tema della gestione del debito pubblico: “Non dobbiamo ridurre il debito perché ce lo chiede l’Europa o la Germania. Dobbiamo farlo per noi, per la sostenibilità dei nostri conti pubblici. Penso, poi, ai 300 miliardi di immobili nelle mani dello Stato: valorizzandoli e cedendoli si potrebbe ridurre il debito pubblico e questo ci darebbe ossigeno per leggi di bilancio di più ampio respiro”, spiega. Quanto agli aumenti salariali, Carlo Messina li ritiene giusti “soprattutto a fronte di utili che superano anche le aspettative. E per questo abbiamo lanciato un piano da 1,5 miliardi in cinque anni. Così come vanno alzati gli stipendi”. “La remunerazione degli azionisti è fondamentale – conclude – ma sono gli azionisti stessi ad apprezzare l’impegno sociale delle imprese”.

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Finlombarda, Andrea Mascetti: la soddisfazione del Presidente per la conferma del rating di Fitch

Finlombarda: il Presidente Andrea Mascetti sottolinea la centralità del ruolo della finanziaria regionale nel contribuire allo sviluppo economico del territorio. 

 Andrea Mascetti

Finlombarda: l’impegno della finanziaria guidata da Andrea Mascetti per lo sviluppo economico del territorio

È il Presidente Andrea Mascetti a commentare con soddisfazione la notizia della conferma per Finlombarda del rating di lungo termine pari a “BBB” da parte di Fitch Ratings. L’agenzia di rating ha inoltre rivisto l’outlook che passa da negativo a stabile, riflettendo il miglioramento del giudizio “stand-alone credit profile” (SCP) della società da bb- a bb. Il giudizio dell’agenzia riconosce il costante impegno del management di Finlombarda nel perseguimento della mission istituzionale, ovvero concorrere all’attuazione dei programmi regionali di sviluppo economico e sociale a sostegno del territorio. Inoltre conferma i risultati considerevoli che la società finanziaria della Regione Lombardia guidata da Andrea Mascetti è riuscita a raggiungere, a partire dalla crescita del portafoglio conseguita mantenendo al contempo un’elevata qualità.

Andrea Mascetti: l’apprezzamento di Fitch ci dice che stiamo andando nella giusta direzione

Il Presidente di Finlombarda Andrea Mascetti, nel rimarcarne il valore, ha sottolineato come si tratti di “un riconoscimento importante che conferma la centralità del ruolo della finanziaria regionale nel contribuire allo sviluppo economico del territorio con finanziamenti e altri servizi finanziari alle PMI lombarde”. Il Presidente nel suo commento ha posto inoltre l’attenzione sul contesto “di grande complessità con tassi di interesse elevati” in cui Finlombarda si sta muovendo con i numerosi progetti che porta avanti nell’ottica di contribuire significativamente allo sviluppo economico del territorio lombardo. Fondamentale per il giudizio dell’agenzia di rating, osserva Andrea Mascetti, anche “l’efficacia delle strategie e dei risultati raggiunti” da Finlombarda: “L’apprezzamento di Fitch ci dice che stiamo andando nella giusta direzione”.

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Rapporto AiFOS: webinar gratuito sulla qualificazione del formatore

Comunicato Stampa

Rapporto AiFOS: webinar gratuito sulla qualificazione del formatore

 

Il primo febbraio 2024 un incontro in modalità webinar parlerà di qualificazione del formatore, dei risultati della ricerca raccolta nel Rapporto AiFOS 2023 e dell’auspicabile aggiornamento dei criteri di qualificazione.

 

Come ricordato in un contributo Inail pubblicato sul Quaderno della sicurezza AiFOS n. 4 di dicembre 2023 la formazione, in particolare in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ‘deve essere intesa non come obbligo ma come processo educativo, come componente essenziale della qualità della vita lavorativa, come misura generale di tutela e, quindi, come agente primario per un cambiamento culturale chiave per il miglioramento dei processi produttivi e per la valorizzazione del capitale umano’.

Partendo da questo assunto, è necessario che in questo importante processo educativo il formatore sia il protagonista di questo cambiamento, con competenze idonee e sempre aggiornate nel tempo, di pari passo con i processi di trasformazione culturale che sono in atto.

 

Per favorire questo aggiornamento e conoscere meglio la situazione attuale, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), che da quasi venti anni realizza corsi di formazione per formatori, ha condotto nel 2023 la nuova attività di ricerca “La qualificazione del formatore alla sicurezza” raccolta nel Rapporto AiFOS 2023.

 

Per conoscere i risultati e riflettere sul futuro della formazione alla sicurezza in Italia si è tenuto il 6 dicembre 2023 un convegno a Roma e si terrà l’1 febbraio 2024 il webinar gratuito “La qualificazione del formatore alla sicurezza. Rapporto AiFOS 2023”.

 

Il link per iscriversi al webinar:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/la-qualificazione-del-formatore-alla-sicurezza-webinar

 

Il Rapporto AiFOS 2023 e la qualificazione del formatore alla sicurezza

La nuova ricerca AiFOS, che si aggiunge alle tante attività di ricerca svolte dall’Associazione dal 2009 ad oggi, si è svolta a 10 anni dalla pubblicazione del Decreto Interministeriale 6 marzo 2013 che ha definito i criteri di qualificazione dei docenti formatori alla sicurezza.

 

Attraverso dei questionari, compilati in forma anonima tra la fine del mese di maggio e il mese di giugno 2023, alla ricerca hanno partecipato ben 669 formatori da tutta l’Italia.

Una partecipazione capillare che rende i risultati ancora più significativi e utili per conoscere il parere e le indicazioni di queste importanti figure professionali, anche in previsione di un possibile futuro aggiornamento dei criteri di qualificazione stabiliti dal decreto del 2013.

 

I risultati della ricerca sono liberamente consultabili a questo link:

https://bit.ly/dati-rapporto-AiFOS-2023

 

Il Rapporto AiFOS 2023 e il futuro aggiornamento dei criteri

L’Associazione AiFOS ritiene che, a distanza di molti anni dall’approvazione del D.I. 6 marzo 2013, sia ormai necessario cominciare a fare un bilancio relativo alle competenze dei docenti, che ricoprono un ruolo fondamentale per l’efficacia del processo formativo.

 

La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro avrebbe dovuto entro il 18 marzo 2015 (1 anno dopo l’entrata in vigore del decreto interministeriale) valutare la prima applicazione dei criteri ed elaborare proposte migliorative dell’efficacia dei criteri stessi.

Ad oggi, tuttavia, il documento non è stato rivisto e i criteri hanno ampliato il loro ambito di applicazione a tutti i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza dove non siano previsti da altre norme requisiti diversi e specifici per i formatori.

 

Anche per questo motivo AiFOS ha ritenuto utile ed opportuno fare un’analisi della situazione, così da raccogliere l’opinione proprio dei docenti qualificati, al fine di far emergere criticità, punti di forza e possibili suggerimenti di modifica al Decreto Interministeriale.

 

Il Rapporto AiFOS 2023 e il webinar gratuito sulla qualificazione del formatore

Proprio per approfondire questi temi, giovedì 1 febbraio 2024 si terrà – dalle ore 14.30 alle ore 16.30 – l’evento gratuito in modalità webinar “La qualificazione del formatore alla sicurezza. Rapporto AiFOS 2023”.

 

Nel webinar saranno illustrati e discussi i risultati della ricerca, che verranno poi sottoposti all’attenzione della Commissione Consultiva per spronarla a rivedere ed aggiornare i criteri di qualificazione, anche alla luce delle nuove competenze digitali e relazionali che il formatore deve aver sviluppato dopo gli anni della pandemia.

 

Infatti, come ricordato nel Quaderno della sicurezza AiFOS n. 4 di dicembre 2023, dalle risposte emerge in tutta chiarezza che “la qualifica del formatore è argomento assai complesso, non comprimibile all’interno di soli sei criteri. Tali criteri, infatti, pur rappresentando una buona base da cui partire, richiedono un aggiornamento, al fine di permettere ai docenti di veicolare una formazione sempre aggiornata, precisa, efficace ed efficiente, al passo coi tempi e le evoluzioni”.

 

Ai partecipanti al webinar sarà inviato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti per Formatori area tematica n.1 e per RSPP/ASPP.

 

Il link per iscriversi all’evento gratuito:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/la-qualificazione-del-formatore-alla-sicurezza-webinar

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595037 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected]

 

11 gennaio 2024

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Serenissima Ristorazione: l’attività e l’impegno per il sociale

Serenissima Ristorazione è un’azienda leader nel settore della ristorazione collettiva, posizione raggiunta grazie allo standard elevato dei servizi e prodotti offerti e alla sua continua attività di ricerca e sviluppo. La realtà è inoltre impegnata in progetti per il sociale e legati al tema della sostenibilità.

Serenissima Ristorazione

Le attività di Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione, grazie all’impegno costante nella ricerca e sviluppo e al mantenimento di uno standard particolarmente elevato dei servizi e dei prodotti alimentari offerti, non ha mai smesso di crescere e punta ad espandersi sempre di più anche all’estero. Con 200.000 pasti prodotti giornalmente, la società è specializzata nella fornitura di servizi di ristorazione sociosanitaria e partecipa, inoltre, ad importanti interventi di project financing. Serenissima Ristorazione è rinomata per garantire, pure mediante altre società affiliate al Gruppo come la Rossi Catering, una considerevole diversificazione di servizi e prodotti italiani di qualità con un’offerta economica vantaggiosa.

L’impegno di Serenissima Ristorazione per il sociale

Oltre alla primaria attività di ristorazione, Serenissima Ristorazione è impegnata in progetti e iniziative per il sociale. Una collaborazione particolarmente rilevante in tal senso è quella con l’Azienda Ospedaliera di Padova, con la quale ha attivato un Servizio Banca del Latte Umano Donato (BLUD) – Lactarium, grazie al quale contribuisce a fornire tutti gli apporti nutrizionali essenziali ai neonati prematuri o con altre problematiche che impediscono loro l’allattamento al seno. Tramite accordi con l’Associazione Ozanam Onlus di Vicenza, il Consorzio di Cooperative L’Arcolaio e l’Associazione Diakonia Onlus, Serenissima Ristorazione ha potuto destinare derrate alimentari e altre pietanze cucinate integre ma non consumate ai soggetti bisognosi. Infine, la società è stata anche promotrice di una campagna di sensibilizzazione e informazione sul risparmio e il recupero alimentare.

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Consap: criticità e proposte per sostenere le famiglie numerose nel settore dei mutui

La questione delle famiglie numerose e dei mutui fondiari si fa sempre più rilevante. A tal proposito, il Presidente di Consap Sestino Giacomoni ha sollevato importanti interrogativi sul difficile accesso al credito per chi ha più figli. In un contesto in cui ottenere finanziamenti rappresenta una sfida, emergono criticità legate al cosiddetto “algoritmo della denatalità”, utilizzato dalle banche nella valutazione delle richieste di mutuo.

Consap

Il ruolo di Consap a sostegno delle famiglie

Consap, Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici, celebrando il suo trentennale, ha ricevuto il ringraziamento del Governo per il costante impegno a sostegno delle famiglie italiane. Tuttavia, il Presidente Sestino Giacomoni ha evidenziato la necessità di affrontare le sfide connesse all’accesso al credito, specialmente per le famiglie numerose. Il fondo mutui per la prima casa, nato con l’obiettivo di agevolare l’accesso al credito delle famiglie più vulnerabili, offre una garanzia pubblica del 50%, agevolando l’acquisto della prima casa per tutti i cittadini, in particolare giovani coppie sotto i 36 anni e famiglie monogenitoriali, che dal 2021 godono di una garanzia fino all’80% del valore dell’immobile. Nonostante il fondo abbia dimostrato la sua efficacia nell’arco di dieci anni, emergono criticità, in particolare per le famiglie con più figli per le quali non è prevista una categoria prioritaria specifica. “Attraverso l’intervento di Consap – ha sottolineato il Presidente – dobbiamo “sterilizzare” l’algoritmo della denatalità, utilizzato dalle banche per concedere il mutuo. Se all’intelligenza artificiale si affianca la sensibilità umana, lo human touch, si comprende che i figli non possono essere considerati semplicemente un debito, ma una risorsa per la famiglia e la collettività”.

Consap: ampliare l’accesso al Fondo Casa ed estendere la garanzia alle surroghe

La limitazione del tetto Isee a 40mila euro e il limite al finanziamento concedibile sono problematiche specifiche sollevate dalle famiglie con più figli. “Le giovani coppie e le famiglie numerose hanno bisogno di un aiuto concreto per creare e far crescere una famiglia e l’unico modo è un sostegno reale, efficace e facilmente accessibile da parte dello Stato”, ha aggiunto il Presidente Giacomoni. In occasione del trentennale, ha suggerito la creazione di un tavolo tecnico permanente presso Consap. L’obiettivo è portare all’attenzione del Governo la proposta di ampliare i requisiti di accesso al Fondo Casa con la garanzia all’80% anche alle famiglie con più figli. “Mi impegnerò personalmente per portare avanti queste proposte”, ha ribadito. Il Presidente di Consap ha inoltre sottolineato la necessità di estendere la garanzia anche alle surroghe, evidenziando come il Fondo, insieme ad altri aiuti di Stato, sia cruciale per il sostegno alle famiglie e alle giovani coppie “ma non è sufficiente per aiutare realmente le famiglie numerose”. In conclusione, ha invitato a migliorare gli strumenti esistenti per adattarli alle nuove esigenze.

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Perché l’Oro ha un Grande Valore da Sempre

L’oro ha un valore significativo da tempi antichi per diverse ragioni che lo rendono non solo un metallo particolarmente utile come tale ma anche ideale per essere considerato una riserva di valore facilmente trasportabile in poco spazio senza preoccupazioni per la sua conservazione.
Questo ha reso l’oro appetibile a al punto da essere considerato una sorta di moneta alternativa anche alle valute correnti di oggi essendo facilmente monetizzabile in ogni luogo ed in ogni momento come testimoniato dalla diffusione di attività come questo compro oro Firenze.

Per comprendere meglio il motivo per cui questo metallo prezioso ha riscontrato tale successo elenchiamo alcuni fattori determinanti:

Scarsità e resistenza

: L’oro è relativamente raro sulla Terra e ha delle proprietà chimiche che lo rendono resistente alla corrosione e all’ossidazione. Queste caratteristiche contribuiscono alla sua durabilità nel tempo, mantenendo il suo valore.

Utilizzo in varie industrie

: L’oro ha molteplici utilizzi pratici in settori come l’elettronica, la tecnologia, la medicina e la gioielleria. La sua conducibilità e resistenza alla corrosione lo rendono prezioso in molte applicazioni industriali.

Storia come riserva di valore

: Da tempi antichi, l’oro è stato considerato un deposito di valore. È stato usato come moneta in molte civiltà e culture e ha svolto il ruolo di riserva di valore in tempi di instabilità economica o politica. Questa reputazione di stabilità e affidabilità ha contribuito a mantenere il suo valore nel corso dei secoli.

Richiesta come investimento

: Gli investitori considerano l’oro un bene rifugio in tempi di incertezza economica. Quando ci sono turbolenze nei mercati finanziari o inflazione, l’oro spesso mantiene o aumenta il suo valore, poiché è visto come un investimento sicuro.

Status simbolico

: L’oro è spesso associato a status, lusso e bellezza. Viene utilizzato per gioielli e ornamenti in molte culture come simbolo di ricchezza e prestigio.
In sintesi, l’oro ha un grande valore da sempre grazie alla sua combinazione di proprietà fisiche uniche, utilizzo pratico in molte industrie, storia come riserva di valore e la percezione culturale come simbolo di ricchezza e status. Questi fattori hanno contribuito a mantenere la sua domanda e il suo valore nel corso dei secoli.

 

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Sfide e soluzioni: Luca Dal Fabbro affronta la crescente povertà energetica

Il Banco dell’Energia ha recentemente riunito la 5ª Plenaria dei Firmatari del Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica” a Roma, un appuntamento fondamentale per fare il punto sulla situazione energetica in Italia e presentare nuovi progetti. A margine dell’evento, Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha rilasciato un’intervista a “Il Giornale d’Italia”, sottolineando l’urgenza di affrontare la crescente povertà energetica nel Paese.

Il Presidente di Iren, Luca Dal Fabbro

Povertà energetica: Luca Dal Fabbro sottolinea l’urgenza di soluzioni concrete

Dal recente studio dell’Osservatorio Italiano Povertà Energetica (OIPE) emerge un dato preoccupante: il numero di famiglie italiane in povertà energetica potrebbe salire fino al 12% nel 2024. Luca Dal Fabbro ha sottolineato come tale fenomeno non possa essere ignorato e che sia responsabilità delle utilities, compresa Iren, affrontarlo con soluzioni concrete. “In Europa ci sono 40 milioni di famiglie in povertà energetica e in Italia l’8,5% delle famiglie sono coinvolte. È un fenomeno che va contrastato, ed è responsabilità delle utilities, come Iren e le altre, affrontarlo e risolverlo. Non possiamo lasciare indietro famiglie che non possono riscaldare la casa o preparare un pasto perché manca il gas”, ha dichiarato. Il Presidente di Iren ha anche evidenziato l’importanza del Banco dell’Energia nel comprendere il fenomeno, fornire formazione per il risparmio e creare comunità energetiche. Servono progetti pratici nelle aree più disagiate del Paese, ha sottolineato Luca Dal Fabbro, superando gli interessi particolari delle singole utilities e collaborando come comunità per risolvere i problemi delle famiglie italiane.

Luca Dal Fabbro: l’impegno del Banco dell’Energia

Durante l’incontro, è emerso che il Banco dell’Energia ha raccolto e distribuito oltre 10 milioni di euro, sostenendo più di 13.000 famiglie attraverso oltre 70 progetti in tutto il territorio nazionale dal 2016 a oggi. Tuttavia, la “poli-crisi” che affligge le famiglie italiane continua, con il 64% degli italiani che lamenta difficoltà nel mantenere il proprio tenore di vita negli ultimi tre anni. L’aumento dei costi energetici è diventato una fonte crescente di preoccupazione, con l’80% degli intervistati che teme rincari nelle bollette. L’indagine IPSOS ha anche evidenziato la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla povertà energetica, con circa il 30% degli italiani che conosce almeno il termine. Luca Dal Fabbro ha inoltre sottolineato l’urgenza di porre maggiore attenzione alle fasce più vulnerabili, in particolare gli anziani. Le comunità energetiche, recentemente approvate dall’Unione Europea, sono considerate una soluzione concreta per affrontare la povertà energetica. “Dobbiamo dare soluzioni concrete agli italiani, per risolvere il problema della povertà energetica ed, in generale, del caro bolletta”, ha quindi concluso Luca Dal Fabbro.

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Gianni Lettieri, il successo di un imprenditore lungimirante

Gianni Lettieri è un imprenditore dalla visione innovativa e con una passione per le sfide. Ha fondato e gestito numerose aziende in diversi settori, dimostrando adattamento e capacità di anticipare le tendenze. Nel 2009 ha puntato sulla manutenzione aeronautica, portando Atitech a livelli di eccellenza e trasformandola nella più grande MRO indipendente del mercato EMEA.

L'imprenditore Gianni Lettieri

L’evoluzione di Atitech sotto la guida di Gianni Lettieri

Imprenditore e dirigente d’azienda originario di Napoli, Gianni Lettieri è Presidente e Amministratore Delegato di Meridie S.p.A., prima investment company del Sud Italia quotata in Borsa. Ma è anche tra i leader nel settore della manutenzione aeronautica, grazie alla sua Atitech, la più grande MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente del mercato EMEA (Europe-Middle East-Africa). L’azienda fornisce servizi altamente qualificati di manutenzione di base, progettazione tecnica, soluzioni di design aeronautico e attività di officina, con una clientela di oltre 100 società tra compagnie aeree, enti istituzionali e governativi. Con sede a Napoli Capodichino e una base operativa a Roma Fiumicino, l’azienda dispone di nove hangar e offre il proprio servizio di manutenzione di linea su 32 scali periferici, di cui 21 in Italia e undici all’estero. Visione strategica e innovativa, crescita, qualità e sostenibilità i valori portati avanti da Gianni Lettieri, con Atitech che nel 2022 ha registrato un fatturato di 69 milioni di euro e prevede di arrivare a 160 milioni nel 2023. Ad affiancare l’imprenditore negli ultimi anni anche la figlia Annalaura Lettieri, che oggi ricopre il ruolo di General Counsel di Meridie.

Tessile, rinnovabili e investimenti: le tappe imprenditoriali

Gianni Lettieri ha iniziato la sua carriera nel 1979, aprendo a Monza e Casandrino degli stabilimenti produttivi per la lavorazione di tessuti, tintoria e finissaggio. Da allora, si è fatto strada nel settore tessile e dell’abbigliamento, arrivando a creare la prima società europea specializzata nella produzione di tessuto denim-ring e raggiungendo una certa fama anche negli Stati Uniti. Dopo aver dato vita alla Compagnia per lo sviluppo di energia rinnovabile CO.S.ER. S.r.l., attiva nell’ambito della produzione di energia da fonti rinnovabili, nel 2007 co-fonda Meridie, che oggi guida insieme ad Annalaura Lettieri, tramite la quale nel 2009 acquisisce Atitech. Gianni Lettieri ha ricoperto anche diversi incarichi istituzionali, tra cui la presidenza dell’Unione degli Industriali della Provincia di Avellino e quella dell’Unione degli Industriali della Provincia di Napoli. Si è reso inoltre artefice di numerose iniziative a sostegno delle aziende, dei giovani e della legalità su tutto il territorio napoletano.

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Trasparenza, efficienza ed economicità: Ares Ambiente e i principi chiave della micro-raccolta

La gestione efficiente dei rifiuti è diventata una priorità imprescindibile per la nostra società. In questo contesto, Ares Ambiente si è affermata come anello di congiunzione nella catena di gestione dei rifiuti, offrendo servizi completi e trasparenti nell’ambito della micro-raccolta.

Ares Ambiente

Trasparenza, efficienza, economicità: i principi fondamentali di Ares Ambiente

Attiva dal 2008, Ares Ambiente si distingue come un partner affidabile per coloro che cercano servizi gestiti con trasparenza, efficienza ed economicità. La missione dell’azienda è fondata sulla tutela della salute umana e dell’ambiente, valori che permeano ogni fase del suo operato. Il Gruppo offre un servizio completo di micro-raccolta, che comprende il ritiro di varie tipologie di rifiuti, pericolosi e non pericolosi. Utilizzando mezzi iscritti alle categorie 4 e 5 secondo la normativa ADR, l’azienda assicura il rispetto delle regole tecniche e legali. I veicoli utilizzati sono dotati di personale tecnico abilitato per il campionamento e di laboratori di analisi per la caratterizzazione dei rifiuti. Ares Ambiente fornisce sistemi di confezionamento e imballaggi conformi alle normative vigenti per i rifiuti pericolosi e non pericolosi. Questi materiali vengono utilizzati sia per lo stoccaggio in loco sia per il trasporto, garantendo un approccio sicuro e responsabile. Fusti, scatole, sacconi, big bags e cisternette sono solo alcune delle opzioni disponibili.

Ares Ambiente: gestione documentale e tracciabilità su tutta la filiera

La gestione documentale è un aspetto cruciale per Ares Ambiente. L’azienda si occupa infatti della documentazione necessaria per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, garantendo una tracciabilità completa su tutta la filiera. Ogni passo del processo è supportato da prove documentali, assicurando la conformità con le normative vigenti. Lo smaltimento dei rifiuti avviene attraverso l’accesso diretto a impianti di smaltimento finali, discariche e termovalorizzatori. L’azienda si impegna inoltre a collegare le piattaforme di stoccaggio direttamente con gli impianti finali e a favorire soluzioni di trattamento, smaltimento e recupero. Le attività coinvolte spaziano da carrozzerie a officine meccaniche, fonderie, imprese edili, concerie, aziende chimiche, attività del settore agro-alimentare e ittico, fino alle attività nel settore degli imballaggi e falegnamerie.

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Snam alla COP28: il resoconto dell’AD Stefano Venier su LinkedIn

COP28, il punto su LinkedIn dell’AD di Snam Stefano Venier: “Si è distinta in questa edizione la condivisa determinazione nell’andare avanti con responsabilità, consapevolezza e convinzione, perché il futuro è un compito che riguarda tutti e non un sogno in cui tuffarsi a occhi chiusi”.

Stefano Venier

Stefano Venier: il bilancio dell’AD di Snam sulla COP28

L’AD di Snam Stefano Venier è intervenuto a Dubai in occasione della COP28, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. “Sono stati giorni intensi, di confronto, condivisione, ascolto”, scrive nel post in cui ripercorre quanto avvenuto nell’ambito dell’evento. “Partito per Dubai, sapevo che fosse necessario trovare un segnale di fiducia e speranza verso un percorso complesso, che su alcuni temi sostanziali non ha ancora un chiaro execution plan”: l’AD di Snam racconta anche come sia tornato a casa con “una consapevolezza in più”, ossia che “il clima è una delle prime e assolute sfide dei nostri tempi e per poterla affrontare, a partire dall’energia, dobbiamo guardare a ogni possibile soluzione per abbattere le emissioni, senza più remore ideologiche (‘there’s no silver bullet’) e una buona dose di pragmatismo anche sul fronte del mondo finanziario”. Stefano Venier sottolinea quindi come si sia consolidato “nei diversi consessi (aperti e ristretti) l’approccio verso una piena neutralità tecnologica, che spero lasci alle nostre spalle una volta per tutte l’artificiosa competizione tra elettroni e molecole verdi e/o decarbonizzate, abbandonando progressivamente l’idea che ci sia una soluzione ‘that fits for all’”.

Stefano Venier, l’invito dell’AD di Snam: andare avanti con responsabilità, consapevolezza e convinzione

L’AD Stefano Venier evidenzia su LinkedIn anche l’attinenza tra iniziative e posizioni discusse nell’ambito della COP28 e le soluzioni che compongono l’Energy Transition Platform di Snam: “In partnership con l’Hydrogen Council è stata lanciata una Dichiarazione d’azione pubblico-privata sui corridoi commerciali transfrontalieri dell’idrogeno e dei suoi derivati, oltre ad una Dichiarazione di intenti intergovernativa, essenziale, sugli standard globali di certificazione dell’idrogeno e il riconoscimento degli schemi di certificazione esistenti. È stato prospettato a diversi tavoli l’impiego di tecnologie di abbattimento della CO2, come la CCS (fronte su cui siamo già impegnati direttamente e attraverso le nostre subsidiaries e di cui ho discusso all’Atlantic Council)”. E ancora “è stato espresso da oltre 100 Stati Membri un impegno importante verso il raddoppio dell’efficienza energetica (che abbiamo sottolineato vada vista a livello ‘di sistema’) così come da parte delle imprese, in particolare Hard to Abate, verso la decarbonizzazione, come ribadito dai lavori presidiati dalla International Renewable Energy Agency (IRENA) e dalla Alliance for Industry Decarbonization (AFID), di cui Snam fa parte”. Resta ancora tanto da fare “sul fronte dell’implementazione di norme e regolamenti semplificati, dei meccanismi di sostegno finanziario, della maturità e innovazione delle tecnologie, delle infrastrutture di trasporto e del coordinamento tra sviluppo di domanda e offerta ‘di scala’ assoluta”, osserva infine Stefano Venier: “Si è però distinta in questa edizione la condivisa determinazione nell’andare avanti con responsabilità, consapevolezza e convinzione, perché il futuro è un compito che riguarda tutti e non un sogno in cui tuffarsi a occhi chiusi”.

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Giuseppina Di Foggia: i tre consigli della manager

Nel corso di un incontro tra donne leader di aziende a San Francisco, l’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia ha parlato dei valori che le hanno permesso di raggiungere il successo professionale.

 Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia presente all’incontro tra donne leader

L’AD e DG di Terna, Giuseppina Di Foggia, è stata invitata a un evento presso l’Innovation Center di Mind The Bridge a San Francisco, dove ha avuto l’opportunità di incontrare le fondatrici di sette scaleup spagnole. Da due anni, Desafia, acceleratore di startup con sede a San Francisco, supporta le migliori startup spagnole nell’espansione internazionale: l’edizione del 2023 si è concentrata sulle leader donne. Desafia l’ha coinvolta nel confronto tra le leader, in cui ciascuna di loro ha condiviso la propria visione su temi legati alla diversità, alla carriera e al ruolo della donna.

I consigli di Giuseppina Di Foggia: tre strategie per una carriera di successo

Nel corso dell’incontro, Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, ha esposto il suo punto di vista su cosa significa essere un leader al femminile, in un contesto in cui si è spesso trovata ad essere “l’unica della stanza”. Nello specifico, ha sintetizzato la propria esperienza in tre insegnamenti, che rivolge in particolare alle donne che si accingono a intraprendere una carriera nel mondo manageriale. In primo luogo, Giuseppina Di Foggia consiglia di mantenere un atteggiamento di continua curiosità verso ambiti diversi e lontani dalla propria esperienza, atteggiamento riassumibile nella massima “Ho un professore per tutto”. Tale consiglio riflette particolarmente l’esperienza della manager, che nasce infatti come ingegnere, e ha solo in seguito intrapreso un percorso di formazione nel management che l’ha portata alla sua posizione attuale. In secondo luogo, l’AD e DG di Terna suggerisce di lasciare perdere l’ego e l’autoreferenzialità, mettendo in discussione le proprie idee e accettando consigli e miglioramenti da altri. “Non voglio sentirmi dire sempre sì, sono pagata per portare idee e le idee non hanno gerarchia”, ha commentato. Infine, la manager ha sottolineato l’importanza di avere un obiettivo definito, ma anche di poter disporre sempre di alternative. “È necessario avere delle aspettative ma non sempre dipende solo da te”, ha concluso.

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Luca de Meo: la sfida dell’auto europea tra elettrico e regolamentazione

Per mantenere il suo primato storico nell’automotive, l’Europa deve accelerare sulla decarbonizzazione. Per realizzare un hub delle auto del futuro servono tuttavia incentivi e soprattutto una visione olistica da parte dei vertici di Bruxelles. È il messaggio lanciato da Luca de Meo, CEO di Renault Group, durante la presentazione del manifesto per la transizione green dell’Associazione europea dei costruttori di automobili.

Luca de Meo

Luca de Meo: mercati aperti e regole eque per decarbonizzare il settore

L’automotive europeo è pronto alla decarbonizzazione, ma chiede all’Europa di fare la sua parte. Questo è il senso del manifesto per la transizione green dell’auto presentato da Luca de Meo. In vista delle elezioni del 2024 e della Cop 28 di Dubai, il CEO di Renault Group – recentemente riconfermato nel ruolo di Presidente di ACEA – è tornato a parlare delle sfide che attendono il settore facendo il punto sulle istanze dei costruttori europei. Rivolto al Parlamento e alla Commissione Europea, il documento dell’Associazione, #FutureDriven, si basa su tre pilastri fondamentali: offerta, produzione e domanda di veicoli a emissioni zero. E se il manager non ha dubbi sulla necessità di decarbonizzare il settore, lo stesso vale per il cambio di passo chiesto ai vertici europei in merito ai regolamenti, numerosi e spesso contrastanti tra loro. “Il nostro settore è nel mezzo della più grande trasformazione da oltre un secolo e l’Europa deve garantire mercati globali aperti e regole commerciali libere ed eque”, ha affermato il CEO di Renault Group. 

L’auto elettrica è il futuro, ma serve un approccio olistico: il punto di Luca de Meo

Per rendere l’Europa un hub dell’auto del futuro, Luca de Meo continua a sostenere quindi che l’Europa debba modificare il suo approccio, basato oggi su una regolamentazione eccessiva e contraddittoria. Da qui al 2030 sono almeno cinque i regolamenti attesi in materia, tra cui il Net-Zero Industry Act e il Critical Raw Materials Act. Semplificazione e una visione più olistica le richieste dei costruttori europei, insieme a una maggiore collaborazione con i decisori politici. Due gli obiettivi: da un lato sviluppare la produzione di una gamma diversificata di modelli a emissioni zero, dall’altro incentivare adeguatamente la domanda di veicoli green con uno sforzo congiunto di tutti i livelli politici, da Bruxelles fino ad arrivare ai Comuni. Solo così, ha concluso Luca de Meo, l’Europa potrà garantire al settore condizioni di parità rispetto ai competitors americani e cinesi.

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30 anni di Consap: il discorso dell’AD Vincenzo Sanasi D’Arpe

Vincenzo Sanasi D’Arpe è intervenuto in occasione del convegno “30 Anni di Consap, assicuriamo agli italiani un futuro migliore”, sottolineando l’importanza delle società pubbliche nella politica industriale.

Vincenzo Sanasi D'Arpe

L’intervento di Vincenzo Sanasi D’Arpe al convegno per i 30 anni di Consap

Il convegno “30 Anni di Consap, assicuriamo agli italiani un futuro migliore”, organizzato in occasione del trentesimo anniversario di Consap, ha visto l’AD Vincenzo Sanasi D’Arpe parlare di cambiamento culturale e procedurale, sia in relazione al piano societario che a quello dei singoli Fondi, riferendosi in particolar modo al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, e anche del criterio del merito, sottolineando che “senza merito e competenza non ci può essere competitività”. Riprendendo poi le parole utilizzate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo discorso di insediamento, ha richiamato il “Piano Mattei per l’Africa”, considerato da Vincenzo Sanasi D’Arpe una “straordinaria intuizione”.

Il pensiero di Vincenzo Sanasi D’Arpe sul ruolo delle società pubbliche nella politica industriale

Vincenzo Sanasi D’Arpe ha posto l’accento sull’importanza di una politica industriale “prima di tutto nazionale che si confronti con quella UE”. Secondo l’AD di Consap le società pubbliche costituiscono “lo strumento fondamentale della politica industriale”. Da qui nascerebbe la necessità di “tutelare le grandi realtà pubbliche non solo nel perimetro d’azione delle loro attività – tramite il ricorso alla golden share e alla golden power – ma nel senso più ampio del termine”. Vincenzo Sanasi D’Arpe ha sottolineato infatti che la loro incidenza nell’economia nazionale assume una particolare rilevanza anche quale fattore per il potenziamento degli interessi industriali privati.

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Luigi Ferraris: investimenti record del Gruppo FS in Calabria

Luigi Ferraris ha presentato nel corso di una conferenza stampa l’entità degli investimenti del Gruppo FS in Calabria nel contesto dell’imponente Piano decennale. Il manager ha sottolineato come la posizione strategica della Calabria le garantisca un ruolo chiave nella mobilità del Paese.

 Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: “La Calabria? Regione dal potenziale enorme

La Calabria ha un ruolo strategico per l’Italia e l’Europa, la sua posizione la pone al centro dei collegamenti tra il Mediterraneo e l’Europa”: lo ha affermato Luigi Ferraris nel corso di una conferenza stampa nella quale ha sottolineato la centralità della regione nel Piano di investimenti decennale del Gruppo FS. Tra le finalità c’è infatti il rilancio della regione e dell’intero Sud Italia attraverso un potenziamento dei trasporti: “È una regione con un potenziale enorme, che può essere valorizzato solo con una maggiore integrazione con il Paese e con l’Europa. Con il Piano industriale siamo impegnati a investire 200 miliardi nei prossimi dieci anni. Di questi, il 40% delle risorse è dedicato al Mezzogiorno e 13,4 miliardi alla Calabria”. Luigi Ferraris ha affermato che il successo del Piano, tuttavia, dipende anche dal sostegno della realtà locali: “Riteniamo che gli investimenti che stiamo portando avanti insieme al Governo, alla regione, alle istituzioni, siano davvero una grande opportunità per la Calabria, ma solo con la collaborazione di tutte le parti coinvolte potremo realizzare appieno e fare in modo che portino a risultati concreti”. In particolare, l’AD del Gruppo FS ha evidenziato l’importanza di partnership strategiche con il tessuto imprenditoriale calabrese: “Le imprese, anche quelle del territorio, devono farsi trovare pronte a recepire questa mole di investimenti e dovranno collaborare per sviluppare nuovi servizi e opportunità. Oggi c’è una programmazione che va oltre il singolo lotto funzionale e vede la reale prospettiva della regione”.

Luigi Ferraris: “Ecco gli interventi che metteremo in atto per una Calabria più connessa e competitiva

Luigi Ferraris ha rivelato che il Piano di investimenti prevede una serie di interventi multisettoriali, tra cui elettrificazione e potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e stradali, nuovi treni regionali, collegamenti Intercity con convogli ibridi e riqualificazioni di stazioni e aree urbane. Le infrastrutture chiave, come le linee ferroviarie Jonica e Salerno-Reggio Calabria, riceveranno particolare attenzione. Inoltre, il Gruppo FS si impegnerà nella rigenerazione urbana delle aree ferroviarie dismesse e nel potenziamento dei terminali logistici, contribuendo così a rafforzare le infrastrutture e l’economia della regione. Tali investimenti, se applicati in collaborazione con il Governo e le istituzioni locali, porteranno, nelle parole di Luigi Ferraris, a una Calabria “più connessa, moderna e competitiva”, con benefici a lungo termine per la regione e l’intero Paese.

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Alessandro Benetton: la paura di non essere se stessi sul web

Le riflessioni di Alessandro Benetton nella video-rubrica “#UnCaffèconAlessandro” sul mondo dei new media e la rappresentazione online di noi stessi.

Il fondatore di 21 Invest Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: cosa ho imparato approcciandomi al mondo dei new media

Alessandro Benetton racconta il mondo contemporaneo e le prossime sfide del futuro nella video-rubrica “#UnCaffèconAlessandro”: dall’innovazione digitale agli investimenti delle piccole e

medie imprese sono molti i temi trattati dall’imprenditore da quando, diversi anni fa, le ha dato vita. In un recente video in cui parla del mondo dei new media, Alessandro Benetton ricorda quando iniziò a “muovere i primi passi sul web, e in particolare sui social, per comunicare con i giovani e comunicare le mie iniziative come imprenditore”. All’inizio “non è stato semplicissimo, perché quando ho iniziato mi sono trovato davanti ad uno strumento potente, ma anche ad un mucchio di domande”. La paura era di non riuscire a “trovare un equilibrio tra l’Alessandro che comunica online e quello che potresti incontrare a un evento o a un incontro di lavoro”. Una paura che oggi può dirsi infondata.

Alessandro Benetton: l’importanza di mantenere la propria autenticità anche online

Nel video, Alessandro Benetton riflette in particolare sulla paura di non essere se stessi sul web: “Nell’intento di sviluppare il nostro brand personale online siamo spesso preoccupati dall’idea di essere sempre noi stessi, ma non funziona così”. D’altronde “nessuno di noi è se stesso al 100%, sempre”: neanche con parenti e amici, spiega Alessandro Benetton, arriviamo a proiettare all’esterno “la totalità del nostro essere, figuriamoci con conoscenti e colleghi di lavoro”. Fondamentale quindi per chi decide di approcciarsi al web e ai social nel comunicare se stesso è la consapevolezza dell’esistenza di “regole, offline e online, che regolano la presentazione di noi stessi”: giusto rimanere autentici ma importante è anche la forma con cui decidiamo di farlo, rimarca infine l’imprenditore.

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GSA aggiunge nuovi servizi specializzati alla sua offerta: acquisita la spagnola Previnsa

GSA, tra le realtà più innovative in Europa nell’ambito della prevenzione incendi in strutture ad alto rischio, ha recentemente acquisito il 75% della società spagnola Previnsa e si appresta dunque ad ampliare la propria offerta di servizi specializzati.

GSA

Previnsa Servicios Integrales è ora al 75% di GSA

GSA, la società controllata da Eurizon Capital e attiva nella prevenzione incendio in strutture e infrastrutture complesse quali porti, aeroporti, ospedali, infrastrutture stradali, cantieristica navale, oil & gas, ha portato a termine un’importante operazione che si è conclusa con l’acquisizione al 75% del Gruppo spagnolo Previnsa Servicios Integrales. Realtà attiva nel settore dei servizi e degli impianti antincendio, formazione tecnica e segnaletica di sicurezza, Previnsa è specializzata in servizi di intervento e prevenzione in ambito nucleare e industriale, programmi di formazione per personale specializzato in lavoro ad alta quota, emergenze chimiche, sicurezza marittima, sicurezza del vento e sul lavoro, commercializzazione di segnaletica e accessori per la sicurezza sul lavoro. Nell’accordo, curato da GPBL e dallo Studio Broseta, è prevista inoltre l’acquisizione da parte di GSA di competenze finalizzate allo sviluppo di una nuova linea business legata alla produzione di segnaletica e accessori per la sicurezza e la formazione in loco per i propri clienti.

L’acquisizione di Previnsa contribuirà ad affermare GSA come player primario in Europa

L’operazione Previnsa – ha sottolineato Antonio Musacchio, AD di GSA da settembre 2021 – è perfettamente in linea con le strategie del Piano Pluriennale di GSA sia in termini di internazionalizzazione della società, che di ampliamento e arricchimento in chiave tecnologica della propria offerta di servizi, rivolgendosi anche a nuovi settori sia pur sempre affini al mondo della sicurezza”. Come evidenziato dal Fondatore e Vicepresidente esecutivo di GSA, Alessandro Pedone, l’acquisizione della società spagnola contribuirà poi ad accreditare il Gruppo “come primario player europeo nel settore della safety, ed è pronta a rafforzare ulteriormente la presenza in Italia”. Con un’offerta che oggi va dall’ingegneria all’execution, GSA vanta una serie di tecnologie, brevetti e competenze chiave per la prevenzione e sicurezza da incendi in contesti complessi, quali ad esempio il tunnel del Monte Bianco e del Gran Sasso.

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Umberto Lebruto illustra a Torino il ruolo chiave di FS Sistemi Urbani nello sviluppo delle città

Il CEO di FS Sistemi Urbani, Umberto Lebruto, tra i partecipanti al tavolo di Torino in cui si è discusso dello sviluppo infrastrutturale del Paese, per sottolineare il ruolo chiave del Polo Urbano del Gruppo FS nella rigenerazione delle città italiane.

Umberto Lebruto

Umberto Lebruto tra gli ospiti del tavolo di Torino

Lo scorso ottobre si è tenuto a Torino il tavolo “Per lo sviluppo (opere pubbliche, logistica, porti, aeroporti, digitalizzazione, innovazione tecnologica e ricerca)”, nel corso del quale sono state presentate le infrastrutture come mezzo per lo sviluppo e la crescita sociale delle città. Tra i presenti all’evento c’era anche Umberto Lebruto, Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani, società capofila del Polo Urbano del Gruppo FS. Durante il tavolo che si è tenuto all’interno dell’Archivio Storico di Torino, il CEO di FS Sistemi Urbani ha sottolineato il ruolo centrale che sta avendo il Polo Urbano nel progetto di rigenerazione urbana messo in atto dal Gruppo FS per trasformare i centri urbani in città sempre più sostenibili e a misura d’uomo.

Umberto Lebruto: i nodi urbani sono destinati a diventare il centro nevralgico dell’economia

Chiaro protagonista nello sviluppo del Paese, Gruppo FS sta portando a compimento una lunga serie di progetti che vanno dalla mobilità alla logistica, dall’energia alla sostenibilità, dall’innovazione alle reti della conoscenza e a quelle della ricerca. In tale contesto, il Polo Urbano si sta occupando di valorizzare le aree non più funzionali all’esercizio ferroviario per poterle così restituire ai cittadini sotto forma di nuovi luoghi di aggregazione. “I nodi urbani – ha affermato Umberto Lebrutosono destinati a diventare sempre di più il centro nevralgico dell’economia, oltre che dell’ecosistema della mobilità a livello locale. Di conseguenza è nelle città che si gioca la partita della sostenibilità”.

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Sfida digitale: Pietro Labriola evidenzia i rischi crescenti per le reti di telecomunicazioni

Il mondo digitale, considerato spesso come “magico” per le sue infinite possibilità, si trova ora di fronte a una sfida cruciale. Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM, ha recentemente lanciato l’allarme attraverso un post su Linkedin.

L'Amministratore Delegato di TIM, Pietro Labriola

Pietro Labriola: la sfida del mondo digitale

Pietro Labriola mette in discussione il modello attuale nel contesto delle telecomunicazioni. “Comincia a diventare sempre più difficile immaginare un futuro in cui il consumo dei dati possa continuare ad essere considerato unlimited”, scrive l’AD. L’esplosione del traffico dei dati e l’aumento esponenziale di applicazioni e servizi stanno mettendo a dura prova le reti, rischiando di compromettere la continuità dei servizi se non si adotta una nuova strategia. L’Amministratore Delegato di TIM ha evidenziato un cambiamento significativo nei consumi digitali degli ultimi anni. Mentre il consumo di dati è aumentato di dieci volte, il prezzo è diminuito di quasi un quarto. Tale andamento è insostenibile nel lungo periodo, poiché comporta costi sempre crescenti per l’adeguamento delle reti e dei servizi di assistenza, senza una corrispondente variazione per il consumatore. “È evidente che non può funzionare”, precisa Pietro Labriola.

Pietro Labriola: nuovi investimenti per nuove esigenze

L’AD di TIM sottolinea la necessità di nuovi investimenti per gestire le nuove esigenze del mondo digitale. La visualizzazione di video in streaming a 4K e gli aggiornamenti di giochi di successo generano una domanda di banda sempre più elevata. Questo implica la necessità di reti più performanti e capaci di gestire volumi eccezionali. “Per noi di TIM – spiega Pietro Labriolainvestimenti e pianificazione sono l’unica risposta possibile, ma comincia a diventare sempre più difficile immaginare un futuro in cui il consumo dei dati possa continuare ad essere considerato unlimited”. Le reti potrebbero però essere a rischio non solo a causa dell’assenza di investimenti, ma anche a causa dell’impossibilità di garantirne la pianificazione. Questo crea rischi sulla continuità stessa dei servizi digitali. “Il ritorno economico non può più essere considerato un nice to have mentre la continuità di servizio un must have. Entrambi debbono viaggiare di pari passo”, conclude Pietro Labriola.

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Gruppo Danieli, nuove commesse internazionali grazie agli impianti siderurgici green

Le acciaierie green di Gruppo Danieli hanno attratto una serie di ordini internazionali che hanno fatto lievitare il portafoglio alla soglia record dei 5,5 miliardi: gli ultimi due, in Messico e nel Sultanato dell’Oman, valgono 200 milioni ciascuno.

 Gruppo Danieli

Gruppo Danieli collaborerà al maxi-investimento da 3,5 miliardi di Vulcan Green Steel in Oman

Nel panorama mondiale della siderurgia sempre maggiore importanza ha la capacità di produrre acciai a scarso impatto ambientale attraverso impianti sostenibili: lo sa bene Gruppo Danieli, che proprio grazie alla produzione di impianti siderurgici green sta registrando un sempre più consistente successo globale. Tra le principali commesse internazionali dell’ultimo periodo vi è quella di Vulcan Green Steel, Gruppo siderurgico indiano già da tempo partner dell’azienda di Buttrio, nel Sultanato dell’Oman. Il Presidente di Gruppo Danieli, Gianpietro Benedetti, ha rivelato interessanti anticipazioni di quella che si configura essere come una operazione di rilevanti dimensioni: “Questa gara l’abbiamo vinta in concorrenza con un gruppo giapponese e uno tedesco. E questo ci fa ben sperare per i tender dei prossimi mesi. Si tratta infatti solo di una prima tappa. Il programma degli indiani, molto ambizioso, si articolerà in due fasi. Nella prima si produrranno nastri (coils) di acciaio, un po’ come fa l’Italia a Taranto”. Il Presidente ha aggiunto che si tratterà, nello stile di Gruppo Danieli, di un progetto all’apice della sostenibilità: “Il tutto sarà fatto in maniera green: utilizzeranno sì il gas ma in cima alle ciminiere verranno installate delle supercappe in grado di catturare la CO2 e, attraverso tubature di 15 centimetri, di stoccarla sotto terra, nei pozzi esauriti, come abbiamo già fatto ad Abu Dhabi”.

Nuovi ordini da De Acero, storico partner messicano di Gruppo Danieli

Oltre all’Oman, nuove commesse da 200 milioni vengono dal Messico: da De Acero, società messicana che è da oltre 40 anni uno storico alleato di Gruppo Danieli. Gianpietro Benedetti ha raccontato la vicenda che ha portato alla nascita di questa durevole partnership: “Siamo fornitori della famiglia Gutierrez fin dagli anni Ottanta. Allora vincemmo la prima gara contro ben 31 altri concorrenti. Certo, eravamo piccoli sia noi (circa 100 milioni di euro l’anno) sia loro. Il primo impianto, un mini-laminatoio, produceva appena 250mila tonnellate l’anno”. Col passare dei decenni, entrambi i Gruppi sono cresciuti moltissimo, come dimostrato dai numeri che descrivono l’ultimo ordine: “Oggi i nostri clienti, con i quali abbiamo una vera e propria partnership quarantennale, hanno un volume annuo di 5 milioni di tonnellate di acciaio e continuano a fornirsi sempre da noi. L’ultima commessa che ci siamo aggiudicati è un’acciaieria con laminatoio fino a 700 millimetri di larghezza che serve a produrre pilastri e travi per costruzioni”. Con due commesse da circa 200 milioni di euro ciascuno, il portafoglio di ordini di Gruppo Danieli sfiora ora la soglia record di 5,5 miliardi.

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L’evoluzione professionale di Claudio Machetti in Enel

Claudio Machetti esordisce professionalmente presso il Banco di Roma come analista finanziario, arrivando a capo della Direzione Finanziaria. Oggi è in Enel in qualità di Direttore Global Energy and Commodity Management and Chief Pricing Officer del Gruppo.

Claudio Machetti

Claudio Machetti in Enel: l’esordio e il percorso fino ad oggi

È il 2000 quando Claudio Machetti fa il suo ingresso in Enel. La sua prima mansione all’interno del Gruppo lo vede nelle vesti di Responsabile dell’Area Finanza. Successivamente, partecipa alla creazione di Enelfactor ed Enel Insurance, divenendone Presidente fino al 2014. Ricopre poi il ruolo di Direttore Finanziario del Gruppo, lavorando a diretto riporto dell’Amministratore Delegato e operando, inoltre, nei board di consociate quali Wind Telecomunicazioni e Terna. Nel 2009, a seguito della nascita della Direzione Risk Management, la divisione responsabile del controllo dei rischi aziendali, Claudio Machetti viene scelto come Direttore. Attualmente, è Direttore Global Energy and Commodity Management and Chief Pricing Officer del Gruppo

Le altre esperienze professionali di Claudio Machetti

Prima di entrare in Enel, Claudio Machetti ha operato all’interno di altre importanti realtà italiane. Dopo il diploma di maturità ottenuto presso il liceo classico “Tito Lucrezio Caro” di Roma e la laurea in Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza, avvia la sua carriera professionale presso il Banco di Roma, esordendo in qualità di analista finanziario. Specializzatosi in equity, passa alla Direzione Finanziaria, occupandosi dell’IPO di alcune società nella Borsa Italiana. La sua prima esperienza lavorativa termina nel 1990, quando viene assunto da Ferrovie dello Stato Italiane per ricoprire il ruolo di Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari. Successivamente il Gruppo FS gli affida la Direzione della Finanza Operativa. Claudio Machetti partecipa anche alla creazione della società finanziaria Fercredit.

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Umberto Lebruto: aree residenziali e verde al posto degli scali Milano Farini e San Cristoforo

Umberto Lebruto, AD di FS Sistemi Urbani, ha presentato lo scorso aprile il progetto di rigenerazione urbana degli ex scali ferroviari Milano Farini e Milano San Cristoforo: al loro posto sorgeranno social housing, servizi pubblici e tanti spazi verdi.

Umberto Lebruto

Umberto Lebruto: il progetto che farà rinascere la città

Gli ex scali Milano Farini e Milano San Cristoforo sono coinvolti nel progetto di rigenerazione portato avanti con impegno da FS Sistemi Urbani, società capofila del Polo Urbano del Gruppo FS Italiane. Presentato dall’AD di FS Sistemi Urbani Umberto Lebruto nell’ambito dell’evento tenutosi lo scorso aprile e intitolato “Dagli scali, la nuova città. Sei anni dopo”, il progetto vedrà trasformare radicalmente l’area di circa 45 ettari al momento occupata dalle stazioni dismesse. Al loro posto sorgeranno servizi di innovazione per attività artigianali e manifatturiere, servizi pubblici, un’area residenziale e un parco di oltre 25 ettari. “Un obiettivo importante che persegue Regione Lombardia unitamente a FS Sistemi Urbani e Comune di Milano da tempo”, ha sottolineato l’Assessore alle Infrastrutture e Opere Pubbliche.

Umberto Lebruto: più del 65% dell’area diventerà uno spazio verde

L’intervento agli scali di Milano Farini e Milano San Cristoforo è parte di un progetto più ampio, che coinvolge ben sette scali ferroviari del Gruppo FS e rappresenta il piano di rigenerazione urbana relativo a Milano più grande degli ultimi anni. Un’iniziativa complessa che ha richiesto tempistiche molto lunghe. “Abbiamo iniziato ad unirci in questo processo sin dal 2006 e, nel 2017, abbiamo raggiunto un accordo molto equilibrato fra Regione, Comune e Ferrovie – ha spiegato Umberto LebrutoIn questi sei anni abbiamo iniziato a rendere fruibili alla città gli spazi abbandonati da tanti anni e non più utilizzati per la circolazione dei treni”. L’AD di FS Sistemi Urbani ha sottolineato poi come la presenza dei binari abbia raffigurato “una frattura storica” per il quartiere che presto sarà ricucita. Più del 64% dell’area sarà destinata a piazze ed aree verdi, con un parco che collegherà Porta Garibaldi con Bovisa. Un 20-25% sarà invece destinato al social housing.

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Iren: il Presidente Luca Dal Fabbro annuncia il lancio del più grande biodigestore d’Italia

“Noi abbiamo una miniera a cielo aperto che sono i nostri rifiuti, che dobbiamo smettere di chiamare rifiuti perché sono risorse, e queste vanno trasformate e valorizzate”: il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha sottolineato l’importanza strategica dell’economia circolare.

 Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro presenta i progetti di Iren al Festival Ecomondo

Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, è intervenuto al Festival Ecomondo 2023, che si è tenuto dal 7 al 10 novembre alla Fiera di Rimini. Ecomondo rappresenta una sorta di expo italiana dedicata all’economia circolare ed è un punto di incontro per l’industria, i policy maker e gli esperti del settore ambientale. Iren ha partecipato attivamente all’evento con una serie di panel e attività legate all’economia circolare e alla transizione ecologica. Nel corso della prima sessione, “Materie prime critiche ed economia circolare”, è intervenuto personalmente il Presidente Luca Dal Fabbro, che ha parlato delle strategie e delle soluzioni innovative per mitigare il rischio di carenza di materie prime critiche. In particolare, ha messo in evidenza i notevoli sforzi che Iren sta compiendo attraverso gli investimenti sugli impianti di recupero, che potrebbero soddisfare, attraverso lo sfruttamento dei rifiuti tecnologici, gran parte del fabbisogno nazionale di questi materiali, importantissimi per l’industria dell’alta tecnologia. Iren ha inoltre promosso il coinvolgimento delle nuove generazioni: all’evento hanno partecipato gli studenti del Liceo Bertolucci di Parma, che sono stati omaggiati inoltre con il Premio Planet Fan Eduiren 2022. L’artista Matteo Moras, noto come Mattley, ha presentato opere d’arte realizzate con scarti di legno, dando prova di uno splendido connubio tra arte e sostenibilità.

Luca Dal Fabbro: “Recuperare le materie rare per evitare la dipendenza dall’estero

Luca Dal Fabbro ha evidenziato l’importanza del riciclaggio e del riutilizzo dei rifiuti, non solo in riferimento alle problematiche ambientali, ma anche per una questione di sicurezza strategica. L’Italia soffre infatti della scarsità di diversi materiali fondamentali nella produzione di apparecchiature tecnologiche sofisticate e per la transizione ecologica, che è dunque costretta a importare da Paesi esteri, come la Cina, rischiando così un’eccessiva dipendenza. Da qui, la grande importanza di investire sul recupero: “Recuperare questi materiali è importante perché l’industria italiana dipende da circa 5 o 6 materie critiche che importiamo dall’estero e la tensione geopolitica e le crisi potrebbero rischiare di ridurre l’approvvigionamento di queste materie critiche, fermando le nostre imprese”. Particolarmente preziosi come fonte delle cosiddette materie critiche, ha sottolineato Luca Dal Fabbro, sono i rifiuti tecnologici, che potrebbero, se valorizzati dovutamente, sopperire al nostro fabbisogno nazionale, anche in maniera significativa. “Pensiamo solo ai cellulari e ai computer che gettiamo che sono ricchi di rame, di palladio, di zinco, di litio, tutte materie essenziali per la nostra impresa che ad oggi importiamo totalmente”. Il Presidente di Iren ha dunque nuovamente rimarcato l’importanza di considerare i rifiuti come vere e proprie risorse, anche nell’ottica di rendere l’Italia meno dipendente dalle importazioni estere.

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Tyrrhenian Lab: la seconda edizione del Master di Terna in collaborazione con tre atenei

È ufficialmente partita la seconda edizione del Master “Digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica”, promosso da Terna in stretta collaborazione con le Università di Cagliari, Palermo e Salerno all’interno del progetto Tyrrhenian Lab. Il Gruppo, sotto la guida di Giuseppina Di Foggia, ha stanziato un investimento complessivo di 100 milioni di euro, distribuiti nel periodo 2022-2026.

Terna

Terna: al via la seconda edizione del Master

L’inaugurazione del Master, che rappresenta la seconda di tre edizioni programmate, è stata celebrata attraverso un evento simultaneo organizzato presso i tre atenei coinvolti. Il Tyrrhenian Lab ha l’ambizioso obiettivo di creare un centro di formazione di eccellenza distribuito tra le sedi delle tre città coinvolte nel percorso dei cavi del Tyrrhenian Link. L’elettrodotto sottomarino di Terna unirà la Campania, la Sicilia e la Sardegna, con un totale di circa 970 km di collegamento e 3,7 miliardi di euro di investimenti: l’infrastruttura favorirà l’integrazione dei flussi energetici provenienti da fonti rinnovabili. Considerando il successo della partecipazione alla prima edizione, Terna, in collaborazione con le tre università, ha deciso di aumentare il numero di posti disponibili. Saranno ora 19, anziché 15, gli studenti selezionati per ciascuna delle tre sedi universitarie, portando il totale dei partecipanti a 57.

Terna: candidature e presenza femminile in crescita

Quest’anno, il numero di candidature ha registrato un notevole incremento, con un totale di circa 300 domande (36% a Palermo, 34% a Salerno e 30% a Cagliari), rispetto alle 170 della prima edizione. Inoltre, è in crescita anche la presenza femminile, che costituirà circa il 40% dei 57 selezionati, rispetto al 33% della precedente edizione. Anche quest’anno, il Master promosso da Terna ha suscitato interesse non solo tra i neolaureati (51%) e coloro che hanno già esperienza lavorativa (33%), ma anche tra coloro che avevano precedentemente intrapreso un percorso accademico (16%). Al termine del corso, articolato in undici moduli per un totale di 60 crediti formativi, gli studenti saranno assunti da Terna, con il supporto delle università coinvolte, e avranno l’opportunità di lavorare presso la sede territoriale come esperti di algoritmi e modelli per il Mercato Elettrico, sistemi di analisi e regolazione degli apparati di campo, nonché sistemi di Automazione di Stazione (SAS).

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Webinar: il trasporto di merci pericolose e la consulenza ADR

Comunicato Stampa

Webinar: il trasporto di merci pericolose e la consulenza ADR

 

Il 13 dicembre 2023 un incontro in modalità webinar si soffermerà sull’Accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada, sul ruolo del Consulente ADR e sui suoi obblighi e il suo legame con gli altri attori della sicurezza. 

 

In Europa il trasporto merci pericolose è soggetto a norme e regolamenti complessi e dettagliati, strutturati anche in base alla tipologia di merce da trasportare, ai confezionamenti ed ai veicoli di trasporto da utilizzare.

In particolare, il trasporto su strada è regolamentato dall’Accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada (ADR) che, siglato già alla fine degli anni ’50 del precedente secolo, ha avuto negli anni diversi aggiornamenti.

 

L’Accordo ADR regolamenta molti aspetti del trasporto delle merci pericolose. Ad esempio:

  • classificazione delle sostanze pericolose
  • metodi di prova
  • disposizioni su costruzione e prova degli imballaggi e delle cisterne
  • condizioni di imballaggio delle merci
  • marcatura ed etichettatura dei colli
  • placcatura e marcatura dei mezzi di trasporto
  • struttura dei veicoli e delle cisterne
  • requisiti per il trasporto e documenti di viaggio
  • abilitazione dei conducenti utilizzo dei mezzi di trasporto

L’Accordo individua poi importanti obblighi dei vari soggetti in materia di sicurezza.

 

Chi è il Consulente ADR? Quali sono i suoi principali obblighi? Qual è il suo legame con il ruolo di RSPP e HSE manager?

 

Per rispondere a queste domande l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 13 dicembre 2023 un webinar gratuito dal titolo “La consulenza ADR: chi, cosa e perché”.

 

Trasporto merci pericolose: l’accordo ADR e i consulenti per la sicurezza

L’Accordo ADR contiene misure di controllo e altre misure di supporto per l’osservanza delle disposizioni di sicurezza.

 

Si indica che ogni impresa, la cui attività comporta trasporti di merci pericolose, oppure operazioni di imballaggio, di carico, di riempimento o di scarico, connesse a tali trasporti, designa uno o più consulenti per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose, denominati “consulenti”, incaricati di facilitare l’opera di prevenzione dei rischi per le persone, per i beni o per l’ambiente inerenti a tali attività.

 

Nell’accordo sono riportati i casi in cui le disposizioni dell’Accordo non si applicano alle imprese, ad esempio con riferimento ai limiti dei quantitativi trasportati o al fatto che tali imprese non eseguono, a titolo di attività principale o accessoria, trasporti di merci pericolose o operazioni di carico o scarico connesse a tali trasporti, ma che eseguono occasionalmente trasporti nazionali di merci pericolose, o operazioni di carico o scarico connesse a tali trasporti che presentano un grado di pericolosità o un rischio di inquinamento minimi.

 

Le funzioni del consulente per la sicurezza, da adattare alle attività dell’impresa, sono:

  • verificare l’osservanza delle disposizioni in materia di trasporto di merci pericolose;
  • consigliare l’impresa nelle operazioni riguardanti il trasporto di merci pericolose;
  • redigere una relazione annuale, destinata alla direzione dell’impresa o eventualmente a un’autorità pubblica locale, sulle attività dell’impresa per quanto concerne il trasporto di merci pericolose. La relazione è conservata per cinque anni e, su richiesta, messa a disposizione delle autorità nazionali.

 

Trasporto merci pericolose: il webinar sulla Consulenza ADR

Proprio per parlare di trasporto merci pericolose e del Consulente ADR si terrà mercoledì 13 dicembre 2023 – dalle ore 15.00 alle ore 16.15 – l’evento gratuito in modalità webinar “La consulenza ADR: chi, cosa e perché”.

 

Nel webinar si forniranno informazioni sull’Accordo ADR, dove ADR è l’acronimo di “Accord Dangereuses Route”, sintesi di “Accord europeen relatif au transport international des marchandises dangereuses par route”, ossia “Accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada”.

Ricordiamo che l’accordo originale è stato siglato a Ginevra il 30 settembre 1957 come European Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road.

 

Durante l’incontro si approfondiranno, in particolare, il ruolo e i compiti del Consulente ADR. Verranno fornite informazioni sui suoi principali obblighi e sui rapporti e legami professionale con i ruoli di RSPP e HSE manager.

 

Il relatore del webinar:

  • Marco Berrettini: Consulente ADR e Responsabile Tecnico gestione rifiuti

 

Ai partecipanti al webinar sarà inviato un attestato di presenza valido per il rilascio di 1 credito per Formatori area tematica n.2 e per RSPP/ASPP.

 

Il link per iscriversi all’evento gratuito:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/la-consulenza-adr–chi–cosa-e-perche

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595037 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

30 novembre 2023

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Gianni Lettieri vuole trasformare Atitech in un polo nazionale delle manutenzioni aeronautiche

Nel 2022, Atitech ha raggiunto un margine operativo lordo del 10%, nonostante la pandemia, e prevede di chiudere il 2023 con circa 160 milioni di ricavi. Sottoscritti, inoltre, importanti contratti che confermano il trend di crescita delle attività legate al business tradizionale: i dettagli del piano di rilancio ideato dal Presidente Gianni Lettieri.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: vogliamo riportare la full maintenance in Italia

69 milioni di fatturato nel 2022 e 160 milioni di ricavi stimati per il 2023: da quando ne ha assunto le redini l’imprenditore Gianni Lettieri nel 2009, la crescita di Atitech è inarrestabile. È passata dall’essere sull’orlo del precipizio a divenire la società indipendente di manutenzioni più grande d’Europa con 20 linee e 15 nelle aree di parcheggio. Il merito va tutto al piano di rilancio del Presidente Gianni Lettieri che, dopo aver portato i livelli di produzione a +37% a Napoli e a +210% a Fiumicino, ora si è posto l’obiettivo di far diventare Atitech il polo nazionale delle manutenzioni aeronautiche. A fine 2022, attraverso Meridie, l’imprenditore ha acquisito Alitalia Engineering Maintenance, portando a nove gli hangar a disposizione della società. “È la prima tappa di un progetto che ha nei due centri, Capodichino e Fiumicino, gli asset strategici del nuovo polo nazionale delle manutenzioni aeronautiche – spiega il Presidente di Atitech –. Stiamo lavorando per riportare in Italia le attività relative alla full maintenance che prima del 2008 erano state esternalizzate a favore di concorrenti come Lufthansa Technik, Air France Industries, Bedek e altre, creando una sorta di officina italiana per la riparazione a 360 gradi di aeromobili”.

Gianni Lettieri: nuova opportunità di crescita dalla conversione di aerei passeggeri in cargo

Se da un lato il Covid ha frenato il mercato del nuovo, dall’altro ha spinto il business delle manutenzioni che è quindi in crescita. Questo si è verificato, precisa Gianni Lettieri, “soprattutto in Asia, dove si è sviluppata un’offerta low cost”, da affrontare con “un’ulteriore internazionalizzazione”, senza però mai perdere di vista il valore del nostro Made in Italy, “un misto di qualità, professionalità, attenzione per i dettagli ed eleganza formale”. “All’interno di Atitech e dell’ex Alitalia – sottolinea il Presidente – esistono professionalità e competenze capaci di soddisfare le più svariate esigenze dei vettori sul mercato”. Il trend di crescita nel settore delle manutenzioni è confermato anche dai recenti accordi conclusi da Atitech. A fine 2022 la società ha firmato un contratto decennale per la manutenzione degli aerei di ITA Airways e a inizio 2023 è arrivata la fornitura quinquennale di servizi di assistenza per Poste Air Cargo, insieme a contratti con l’Aeronautica Militare e la Guardia di Finanza. Intanto, l’incremento dell’e-commerce ha aperto la strada a una nuova opportunità. “Dalla fine del 2021 abbiamo cominciato a convertire gli aeromobili B737-800 da passeggeri a cargo per diverse compagnie aeree, lavorando su progetti sviluppati dalle Israel Aerospace Industries attraverso un accordo di partnership — conclude Gianni Lettieri —. Abbiamo investito 60 milioni per la conversione di aeromobili civili da passeggeri a cargo, attività in crescita”.

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Claudio Descalzi: Eni negli USA, l’Inviato Speciale Presidenziale per il Clima in visita al CFS

Claudio Descalzi: “L’impegno di Eni verso la decarbonizzazione è forte, profondo e irreversibile e si basa su un percorso di trasformazione che abbiamo intrapreso già da dieci anni. Eni sta riducendo le sue emissioni totali Scope 1, 2 e 3 per raggiungere Net Zero nel 2050”.

Claudio Descalzi

Eni, l’AD Claudio Descalzi accoglie l’Inviato Speciale Presidenziale per il Clima degli Stati Uniti al CFS di Devens

Emerge anche nelle parole dell’AD di Eni Claudio Descalzi la soddisfazione per la visita dell’Inviato Speciale Presidenziale per il Clima degli Stati Uniti, John Kerry, alla sede di Commonwealth Fusion Systems (CFS) a Devens, Massachusetts, vicino Boston. “È con grande piacere che sono qui oggi con John Kerry, che sta svolgendo un lavoro straordinario per accelerare in maniera concreta la transizione energetica a livello globale”, ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi che insieme all’Amministratore Delegato di CFS Bob Mumgaard ha accolto lo scorso 20 novembre l’Inviato Speciale Presidenziale per il Clima degli Stati Uniti presso la sede di Commonwealth Fusion Systems (CFS). “Abbiamo una storica collaborazione scientifica con il MIT e siamo investitore strategico in Commonwealth Fusion Systems: stiamo investendo significativamente nella fusione magnetica con l’obiettivo di portarla all’industrializzazione, e attribuiamo valore alle collaborazioni internazionali e pubblico-private per accelerarne la commercializzazione. Siamo partiti da qui, nell’ecosistema di innovazione statunitense unico nel suo genere, il cui approccio dovrebbe essere visto come un modello per altri Paesi che si avvicinano a questa tecnologia”, ha rimarcato in merito l’AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi: guardiamo al futuro investendo in soluzioni breakthrough per la transizione

L’AD di Eni Claudio Descalzi ha quindi ricordato il “forte, profondo e irreversibile” impegno di Eni verso la decarbonizzazione: “Si basa su un percorso di trasformazione che abbiamo intrapreso già da dieci anni. Eni sta riducendo le sue emissioni totali Scope 1, 2 e 3 per raggiungere Net Zero nel 2050. Da un lato, stiamo lavorando alla riduzione del contenuto carbonico nella produzione energetica da fonti tradizionali, ad esempio con la diminuzione significativa delle nostre emissioni di metano; dall’altro, stiamo aumentando progressivamente la nostra offerta di prodotti a basse emissioni di carbonio, crescendo sia nella produzione di rinnovabili che di biocarburanti”. Ma Eni, ha aggiunto l’AD Claudio Descalzi, a conferma della vision lungimirante che la contraddistingue da 70 anni, è sempre più proiettata su ciò che sarà: “Guardiamo anche al nostro futuro, investendo in soluzioni breakthrough per la transizione, come l’energia da fusione, che rappresenta una fonte di energia sostenibile e virtualmente inesauribile. Ecco perché oggi siamo orgogliosi di condividere i progressi di CFS con una persona lungimirante come John Kerry”.

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Infortuni domestici: più di 2 milioni nel 2022. L’emergenza continua. Lavorare sulla prevenzione.

INCIDENTI DOMESTICI: 2 MILIONI 448 MILA NEL 2022 IN ITALIA

IN POCHI GIORNI, TRA VENETO E FRIULI, DUE VITTIME PER UN CAMBIO DI LAMPADINA IN CASA: SI TRATTA DI UN CINQUANTENNE DI RONCHIS IN COMA E DI UN 78ENNE DI SPINEA CHE HA PERSO LA VITA NELLA TARDA MATTINATA DI IERI.

MA IL DRAMMA NON CONOSCE CONFINI GEOGRAFICI E COLPISCE TUTTA L’ITALIA DA NORD A SUD DEL PAESE.

EPPURE LA GRAN PARTE DEGLI INCIDENTI POTREBBE ESSERE EVITATA.

IN CASA, COME AL LAVORO, MANCA LA CULTURA DELLA SICUREZZA. FACCIAMO INFORMAZIONE E FORMAZIONE ATTRAVERSO I MEDIA TRADIZIONALI, MA ANCHE CON I SOCIAL PERCHÉ SIMILI TRAGEDIE NON DEVONO RIPETERSI.

QUESTA È UN’EMERGENZA NAZIONALE IN CUI SI DEFINISCONO NITIDAMENTE GLI IDENTIKIT DELLE VITTIME: DONNE, BAMBINI E ANZIANI.

Intervento di Mauro Rossato Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering.

Nella tarda mattinata di ieri 27 novembre a Spinea nel veneziano un uomo di 78 anni ha perso la vita cambiando una lampadina in terrazza. Ha perso l’equilibrio ed è precipitato. Mentre, è di pochi giorni fa la notizia di un cinquantenne in Friuli Venezia Giulia che, per compiere lo stesso tipo di intervento, è caduto dalla scala sulla quale era salito. Ha battuto la testa e ha immediatamente perso conoscenza, finendo in coma. Prima di lui a settembre, sempre a causa di una caduta dall’alto in casa, ha perso la vita un 67enne nel padovano.

Ma questi sono solo alcuni dei più recenti e gravi incidenti che accadono tra le mura domestiche ogni giorno nel nostro Paese.

Perché la casa, il rifugio più sicuro per eccellenza, è in realtà uno dei luoghi più pericolosi della quotidianità. E a dirlo come spesso accade, accanto alle notizie di cronaca, sono le indagini statistiche.

Le più recenti rilevazioni ISTAT relative all’ultimo trimestre del 2022 hanno contato 612 mila incidenti domestici e 549 mila persone che hanno subito ferite o sono morte. Un’emergenza evidentemente sottovalutata dal momento che, attraverso una proiezione annuale, si parla di circa 2 milioni 500 mila incidenti in quattro trimestri.

Milioni di infortunati tra i quali, stando sempre alle più recenti indagini ISTAT disponibili, ma relative agli anni precedenti, danno una percentuale di decessi pari allo 0,3%. Percentuale che, applicata ai dati del 2022 (2.196.000 persone coinvolte) porterebbe a 6.588 vittime per il 2022.

Secondo l’ISTAT nel 2022, più del 64,3% degli incidenti domestici vede come vittima una donna, il 22% ha più di 80 anni. Oltre il 5% degli incidenti coinvolge i bambini e adolescenti da 0 ai 14 anni.

In base ai dati raccolti dal sistema SINIACA (Sistema Informativo Nazionale Incidenti in Ambienti di Civile Abitazione), istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), gli incidenti domestici più frequenti sono le cadute (una persona su due e soprattutto donne anziane) che possono provocare non solo danni fisici, e conseguente disabilità, ma anche disturbi psicologici, ansia e depressione dovuti alla paura di cadere nuovamente. Mentre, i principali fattori che determinano le cadute in casa sono: lavori domestici, scale (fisse o removibili), sedie, sgabelli, pavimenti lisci, bagnati o sconnessi, fili elettrici o prolunghe, tappetini per il bagno, ostacoli vari (sporgenze e spigoli, piedini o gambe dei mobili), illuminazione insufficiente, assunzione di farmaci, in grado di provocare sonnolenza, disturbi motori e visione confusa, malattie come l’osteoporosi.

Gli ambienti più pericolosi sono: la cucina (20%), soggiorno e camera da letto (26%), scale (10%), bagno (7%), a causa di superfici scivolose o bagnate di sanitari, vasca, doccia, pavimento, altri locali interni (8%), garage e cantina (13%), giardino e altre aree esterne alla casa (6%).

Ma se le principali cause di infortunio si conoscono, com’è possibile che non si riesca ad invertire la tendenza?

Data la frequenza degli infortuni a dir poco sottostimata, occorre pensare ad un piano di prevenzione più accurato e mirato con campagne efficaci che vadano dalla scuola alla famiglia anche attraverso i media tradizionali e i social. Questo contribuirebbe alla diffusione di corretti stili di vita, con particolare attenzione alle categorie a maggior rischio, ovvero donne, bambini e anziani.

Senza il sostegno di un’informazione capillare nel nostro Paese, infatti, continueremo anno dopo anno a rileggere le statistiche e a ritrovare ancora milioni di infortuni.

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering

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Gian Maria Mossa: “Financial Times”, Banca Generali è “Best Private Bank in Italy 2023”

Gian Maria Mossa: Banca Generali è la “Best Private Bank in Italy 2023”, la qualità e l’unicità del percorso di sviluppo nei servizi di consulenza patrimoniale alle famiglie sono stati riconosciuti dalla giuria composta dai giornalisti delle testate del Gruppo “Financial Times”, The Banker e PWM.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: Global Private Banking Awards, Banca Generali premiata come “Best Private Bank in Italy 2023”

Banca Generali, guidata da Gian Maria Mossa, è “Best Private Bank in Italy 2023”: lo ha decretato la giuria internazionale raccolta dalle testate specializzate del Gruppo “Financial Times” al termine di un lungo processo di selezione e valutazione. Il riconoscimento attesta in particolare la qualità e l’unicità del percorso di sviluppo nei servizi di consulenza patrimoniale alle famiglie che negli ultimi anni, con la guida di Gian Maria Mossa, ha subito una forte accelerazione. Non a caso è la quinta volta negli ultimi sette anni che questo importante riconoscimento viene assegnato a Banca Generali, anche alla luce dei risultati di rilievo raggiunti sotto il profilo della qualità del lavoro e dell’ambiente inclusivo e sostenibile che è riuscita a creare per tutti gli stakeholders nonostante le sfide e le incognite poste dal mercato.

Gian Maria Mossa: Banca Generali, l’impegno nel promuovere un ambiente inclusivo e sostenibile

Il punto di forza dell’Istituto che Gian Maria Mossa guida dal 2017 “in un mercato italiano del private banking altamente competitivo, risiede anche nelle iniziative chiave poste in essere per servire la sua base clienti composta da individui con patrimoni elevati”. La giuria, nello spiegare le motivazioni del riconoscimento, ha fatto riferimento anche alla personalizzazione del servizio, all’ampiezza della gamma e alla soddisfazione dei clienti nel rapporto con la rete, oltre a specifiche iniziative, come quella ad esempio per le donne banker o per i giovani talenti. Ha inoltre riconosciuto il percorso di crescita di Banca Generali e i progressi raggiunti nel promuovere un ambiente inclusivo e sostenibile, in linea con gli obiettivi del Piano strategico, come evidenziato in diverse occasioni anche dall’AD Gian Maria Mossa. I Global Private Banking Awards, giunti alla quindicesima edizione, si sono affermati tra i più rilevanti riconoscimenti nel settore del private banking globale: il premio come “Best Private Bank in Italy 2023” a Banca Generali è stato ufficialmente annunciato in occasione della cerimonia ufficiale.

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Stefano Venier: Snam, il valore dei progetti in sviluppo a Ravenna per il futuro dell’energia

Snam, l’AD Stefano Venier a Ravenna per presentare insieme al Sindaco i progetti sul territorio e le ricadute economico-occupazionali: dai lavori per la collocazione e l’allacciamento della FSRU BW Singapore al primo progetto italiano di CCS su scala industriale legato all’hub di Ravenna.

 Stefano Venier, AD di Snam

Stefano Venier: Snam e il Comune di Ravenna presentano i progetti dell’azienda sul territorio

L’AD di Snam Stefano Venier è intervenuto a Ravenna insieme al Sindaco Michele de Pascale e al COO Massimo Derchi per illustrare i progetti dell’azienda sul territorio. In occasione dell’incontro è stata firmata anche la convezione per le opere di compensazione e mitigazione riconosciute alla città a fronte dell’accoglienza garantita alla nave rigassificatrice FSRU BW Singapore. La seconda nave rigassificatrice acquistata da Snam, la cui entrata in esercizio è prevista per la fine del 2024, garantirà al Paese 5 miliardi di metri cubi di gas aggiuntivi oltre a quelli già forniti dalla FSRU Golar Tundra in attività a Piombino da luglio 2023. Di grande rilevanza strategica il progetto, come ha spiegato l’AD di Snam Stefano Venier: “Ha un ruolo strategico per la diversificazione e la sicurezza energetica del Paese. Assieme all’impianto di Piombino, garantirà 10 miliardi all’anno di metri cubi di gas, pari al 15% dei consumi nazionali, con il 40% della domanda che a quel punto sarà coperto dal GNL”. I lavori collegati alla collocazione e all’allacciamento della FSRU BW Singapore permetteranno al Comune di effettuare importanti interventi in diversi ambiti: dalla rigenerazione urbana alla mobilità sostenibile, dalla riforestazione al risparmio energetico, per un impegno complessivo pari a circa 24 milioni di euro. Notevoli anche le ricadute occupazionali: saranno più di 1.200 le persone impiegate e verranno coinvolti più di 100 fornitori della provincia di Ravenna e della Regione Emilia Romagna e assegnati contratti a imprese del territorio del Ravennate per oltre 300 milioni di euro.

Stefano Venier: l’avanzamento dei lavori per il progetto pilota CCS (Carbon Capture and Storage) in sviluppo a Ravenna

L’AD Stefano Venier, in occasione della conferenza stampa a Ravenna, ha fornito aggiornamenti anche sull’avanzamento dei lavori nell’ambito del progetto CCS che porta avanti insieme a Eni: “Sono stati completati al 60% e già nel 2024 prevediamo di iniziare a catturare le prime molecole di anidride carbonica”, ha spiegato l’AD di Snam aggiungendo che “farà di Ravenna il più grande hub del Mediterraneo per la cattura e lo stoccaggio della CO2”. L’avvio della fase 1 è previsto infatti per l’inizio del prossimo anno con l’iniezione ai fini dello stoccaggio permanente di 25mila tonnellate all’anno di CO2, catturate dall’impianto di gas di Casal Borsetti di Eni. La fase 2 verrà avviata invece entro il 2026 e raggiungerà una capacità di stoccaggio di 4 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. Infine, ulteriori espansioni potranno portare i volumi fino a 16 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Snam abiliterà il progetto realizzando e gestendo le infrastrutture con cui trasportare la CO2: come ha sottolineato anche l’AD Stefano Venier, Ravenna si conferma per il Gruppo un polo strategico, lungo il quale transiterà anche il corridoio dell’idrogeno verde proveniente dal Nord Africa.

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