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I corsi per utilizzare in sicurezza i gas tecnici industriali

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I corsi per utilizzare in sicurezza i gas tecnici industriali

Il 30 maggio 2023 a Brescia e il 18 aprile, 29 giugno, 19 settembre e 27 novembre 2023 a Peschiera Borromeo (MI) si terrano vari corsi in presenza per migliorare la sicurezza nell’uso dei gas tecnici industriali e nella manipolazione dei recipienti.

 

Con “gas tecnici industriali” si fa riferimento ad una serie di gas che, ricavati dall’atmosfera, da processi produttivi o da giacimenti, possono essere utilizzati in fase gassosa, solida o liquida e possono essere stoccati in bombole e serbatoi a pressioni e temperature differenti. Sono gas utilizzati in vari ambiti lavorativi e che sono alla base dei processi produttivi di quasi tutte le attività industriali.

 

Tuttavia, malgrado la loro grande diffusione nel mondo del lavoro e i tanti pericoli correlati al loro impiego, esiste ancora una scarsa consapevolezza dei possibili rischi associati all’utilizzo e stoccaggio di questi gas. Scarsa consapevolezza che può favorire comportamenti non sicuri e portare a gravi incidenti.

 

Ci sono corsi in presenza che possono aiutare aziende e lavoratori a utilizzare correttamente e in sicurezza i gas tecnici industriali? Ci sono percorsi formativi che possono favorire la prevenzione di infortuni e malattie professionali connessi all’uso di questi gas?

 

Nuovi corsi in presenza sull’utilizzo dei gas tecnici industriali

Proprio per prevenire gli incidenti nell’utilizzo dei gas tecnici, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza vari corsi in presenza di 8 ore dal titolo “Utilizzo in sicurezza dei gas tecnici industriali”: un corso a Brescia il 30 maggio 2023 e vari corsi a Peschiera Borromeo (MI) il 18 aprile, 29 giugno, 19 settembre e 27 novembre 2023.

 

L’obiettivo di questi corsi è quello di creare un momento di riflessione circa l’utilizzo in sicurezza dei gas tecnici industriali, partendo dalla classificazione in base alle loro proprietà chimico/fisiche, attraverso un approccio pratico che permetta di mettere in evidenza i principali rischi sia nella manipolazione dei recipienti che nell’utilizzo dei singoli gas.

 

Nel percorso formativo saranno chiariti il concetto di pressione, volume e temperatura osservando l’interdipendenza di questi parametri e gli effetti che questi potrebbero avere in caso di incidente. Verranno poi valutate le principali misure di prevenzione per la corretta gestione dei rischi derivati dalla loro manipolazione, dal loro impiego e dallo stoccaggio.

 

I docenti dei corsi:

  • Antonio Notaris: formatore qualificato AiFOS esperto in chimica;
  • Marco Gaviraghi: chimico e Tecnologo Farmaceutico, direttore dell’Area Lombardia per SIAD S.p.A.

 

Classificazione dei gas e principali rischi per i lavoratori

I gas, a seconda dello stato fisico in cui si trovano nei recipienti, possono essere suddivisi in 3 differenti gruppi:

  • gas compressi: gas allo stato gassoso stoccati ad alte pressioni all’interno di recipienti cavi.
  • gas liquefatti: gas liquefatti a temperatura ambiente, stoccati in un recipiente cavo ed in equilibrio con la componente gassosa
  • gas disciolti: gas disciolto in solvente (unico caso è l’acetilene).

Inoltre, a seconda delle caratteristiche chimiche, possiamo suddividere i gas anche in:

  • gas inerti: gas che in condizioni normali di T (temperatura) e P (pressione), se miscelati all’aria, non reagiscono con altre sostanze generando sottossigenazione
  • gas infiammabili: gas che miscelati all’aria, in presenza di un innesco, reagiscono formando una fiamma (incendio)
  • gas comburenti: gas che alimentano una combustione (atmosfera sovraossigenata-incendio)
  • gas tossici: pericolosi per l’uomo (avvelenamento)
  • gas corrosivi: in grado di provocare danni a persone e cose (ustioni chimiche).

 

Ricordiamo che utilizzando i gas tecnici industriali, che possono essere stoccati in bombole e serbatoi a pressioni e temperature differenti, ci possono essere vari rischi per i lavoratori. Ad esempio in relazione a:

  • cadute dei recipienti
  • scoppio e proiezione di oggetti
  • esposizione a nebbie e/o vapori
  • movimentazione manuale dei carichi.

 

Gas tecnici industriali: i contenuti e le informazioni sui corsi

Questi i corsi di 8 ore in presenza dal titolo “Utilizzo in sicurezza dei gas tecnici industriali”:

  • il 30 maggio 2023 a Brescia – dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30 – presso la sede di AiFOS Service in Via Branze, 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia;
  • il 18 aprile, 29 giugno, 19 settembre e 27 novembre 2023 a Peschiera Borromeo (MI) – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – presso la sede di 4 Safety, Via Achille Grandi 4/11 a Peschiera Borromeo.

 

Questi i contenuti dei corsi:

  • cenni di chimica;
  • pressione (p), volume (v) e temperatura (t) e loro relazione
  • produzione e trasporto;
  • recipienti;
  • tipologie di gas (inerti, infiammabili ed ossidanti);
  • rischi associati al loro utilizzo;
  • caratteristiche gas criogenici
  • bombole: colorazione ogiva, punzonatura, raccordi valvole;
  • bombole: movimentazione e uso in sicurezza; ricollaudo;
  • il corretto stoccaggio;
  • riduttori di pressione, caratteristiche generali.

 

È prevista anche una parte pratica relativa alla dimostrazione, attraverso l’utilizzo di alcune tipologie di gas tecnici, dei diversi rischi associati alla loro manipolazione.

 

Ogni corso è valido come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati seconda area tematica, HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sui corsi e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/utilizzo_in_sicurezza_dei_gas_tecnici_industriali

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected][email protected]

 

13 aprile 2023

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Gioielleria manifatturiera italiana

La Gioielleria manifatturiera italiana è specializzata nella produzione di gioielli artigianali di alta qualità. Le aziende italiane si sono guadagnate una reputazione internazionale per la loro eccellenza artigianale e la bellezza senza tempo dei suoi gioielli. Il settore della Gioielleria manifatturiera si contraddistingue per caratteristiche proprie che li permette di essere molto apprezzato anche all’estero, un fatto che permette al settore di poter contare su un forte export.
Questi punti di forza si possono riassumere nei seguenti punti:
Le aziende utilizzano solo i materiali più pregiati, come l’oro, l’argento e le pietre preziose, per creare i suoi gioielli.
Ogni pezzo viene realizzato a mano da maestri artigiani altamente qualificati, che hanno passato anni a perfezionare le loro tecniche.
La Gioielleria manifatturiera italiana si impegna per la sostenibilità ambientale e utilizza solo materiali provenienti da fonti etiche e responsabili.
Le aziende di gioielleria italiane propongono ogni anno una vasta gamma di gioielli, tra cui anelli, braccialetti, orecchini e collane, tutti caratterizzati da una bellezza senza tempo e una qualità superiore.
Se sei alla ricerca di un gioiello che ti accompagni per tutta la vita, la Gioielleria è sicuramente una scelta eccellente.
Una scelta che include anche il fatto di essere un ottimo investimento in quanto il valore dei gioielli può essere facilmente monetizzato senza intermediari presso attività come questo compro oro Prato.
Tradizione orafa italiana
La tradizione orafa italiana è famosa in tutto il mondo per l’alta qualità dei suoi gioielli e l’abilità artigianale dei suoi orafi. La sua storia risale a molti secoli fa e continua a essere una fonte di ispirazione per molti designer di gioielli contemporanei.
I gioielli nel rinascimento
Durante il Rinascimento, i gioielli erano considerati un simbolo di status e di potere. Erano spesso realizzati con materiali preziosi come l’oro, l’argento e le pietre preziose e venivano utilizzati per adornare non solo le donne, ma anche gli uomini. Molti artisti rinascimentali, come Leonardo da Vinci e Benvenuto Cellini, si dedicavano anche alla creazione di gioielli unici per la nobiltà e la classe alta.
Quali sono i gioielli italiani più preziosi
Tra i gioielli italiani più preziosi ci sono quelli creati da designer e marchi di alta gioielleria come Bulgari, Cartier, Buccellati, Pomellato, Damiani e Chopard. Alcuni esempi di gioielli italiani pregiati includono anelli, collane e orecchini con diamanti, smeraldi, rubini e altre pietre preziose.
In quali zone di italia si realizzano i gioielli in oro
In Italia, i gioielli in oro vengono realizzati in diverse zone. Tuttavia, alcune delle principali zone di produzione sono la regione della Campania, la città di Vicenza in Veneto e la regione della Toscana con Arezzo che è considerato uno dei distretti più importanti.

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Location per feste di compleanno: come organizzare un evento di successo

Organizzare una festa di compleanno per i propri figli può essere un’esperienza gratificante, ma anche stressante se non si ha una buona pianificazione. Una delle cose più importanti da considerare quando si organizza una festa di compleanno è la scelta della location. Di seguito, parleremo proprio del come scegliere le migliori sale per feste di compleanno e come organizzare un evento di successo.

 

Come scegliere la location giusta

La scelta della location per feste di compleanno è fondamentale per il successo dell’evento. Ecco alcuni fattori da considerare:

 

Dimensioni della sala

La prima cosa da considerare è il numero di ospiti che parteciperanno alla festa di compleanno. Assicurati che la sala abbia abbastanza spazio per ospitare tutti i partecipanti insieme a tavoli, sedie e spazio per ballare.

 

Posizione

La posizione della sala è anch’essa un fattore importante da considerare. Scegliere una location centrale che sia facilmente accessibile da tutti i partecipanti può rendere la festa di compleanno più comoda e piacevole.

 

Caratteristiche della sala

Inoltre, considera le caratteristiche della sala. Alcune sale per feste di compleanno offrono servizi aggiuntivi come le decorazioni, il cibo e il servizio di catering. Questi servizi possono rendere l’organizzazione della festa di compleanno più facile e senza stress.

 

Pianificare l’evento

Una volta scelta la location, è importante pianificare l’evento nel dettaglio. Ecco alcune cose da considerare:

Inviti: invitare gli ospiti in anticipo è importante per garantire che siano disponibili per il giorno della festa. Invia gli inviti almeno due settimane prima dell’evento per fare in modo che gli ospiti possano organizzarsi.

Decorazioni: le decorazioni possono trasformare una sala anonima in un ambiente festoso e accogliente. Scegli un tema per la festa di compleanno e seleziona le decorazioni di conseguenza.

Cibo e bevande: la scelta del cibo e delle bevande è un fattore altrettanto importante da considerare. Assicurati di scegliere un menu che soddisfi tutti i gusti dei partecipanti, comprese le opzioni vegetariane e senza glutine.

Intrattenimento: l’intrattenimento può rendere la festa di compleanno più divertente e coinvolgente per i partecipanti. Considerare l’opzione di ingaggiare un DJ, organizzare giochi o attività che coinvolgano tutti i partecipanti.

 

Cosa fare durante la festa di compleanno

Durante la festa di compleanno, è importante assicurarsi che tutto funzioni bene. Ecco alcune cose da considerare:

 

Coordinazione

Assicurati che tutto sia coordinato correttamente in occasione della festa. Se ci sono servizi aggiuntivi come il servizio di catering o il noleggio di attrezzature audiovisive, assicurati che tutto sia in ordine e funzioni correttamente.

 

Gestione degli ospiti

Fai in modo che gli ospiti si sentano accolti e a proprio agio durante la festa di compleanno. Sii disponibile con loro e assicurati che abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno, come cibo e bevande.

 

Fotografie

Scattare foto durante la festa di compleanno può essere un modo divertente per avere dei bei ricordi. Assicurati di contattare un fotografo o affidati ad un servizio professionale per catturare i momenti migliori della festa di compleanno.

 

Conclusione

Organizzare una festa di compleanno di successo richiede una buona pianificazione e la scelta della location giusta, decisione fondamentale per fare in modo che la festa sia un successo. Seguendo questi consigli, sarà possibile organizzare una festa di compleanno indimenticabile per i tuoi figli.

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Claudio Descalzi: la vision di Eni sulle sfide del futuro, l’intervento dell’AD

“L’Europa ha bisogno dell’Africa”: l’AD di Eni Claudio Descalzi sottolinea l’importanza di “puntare su un futuro di cooperazione” creando valore per entrambe.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato Eni

Claudio Descalzi al convegno internazionale “Democrazia per il bene comune. Quale mondo vogliamo costruire?”

Le sfide del futuro, nuove idee e prospettive di crescita per il Pianeta: l’AD Claudio Descalzi ne ha parlato nel corso del convegno internazionale intitolato “Democrazia per il bene comune. Quale mondo vogliamo costruire?”, in programma lo scorso 27 marzo presso la Pontificia Università Gregoriana. L’indipendenza e la sicurezza energetica, gli obiettivi di sviluppo sostenibile, i sistemi di approvvigionamento: facendo il punto sulla situazione attuale, l’AD Claudio Descalzi ha sottolineato come la diversificazione geografica e tecnologica sia “l’unica strada che possiamo intraprendere, ma ci sono filiere produttive, specie quelle pesanti, che hanno difficoltà ad affrancarsi dal fossile”. Secondo l’AD in questo contesto l’Europa si mostra oggi poco lungimirante: “Non vede che l’energia di cui ha bisogno può venire dall’Africa e dal Mediterraneo”.

Claudio Descalzi: dobbiamo guardare all’Africa in modo diverso mettendola al centro dell’interlocuzione

L’AD Claudio Descalzi nel corso del suo intervento ha sottolineato il valore del piano Mattei aggiungendo però che l’Italia da sola non può farcela: “Ha bisogno dell’Europa ma dobbiamo guardare all’Africa in modo diverso, mettendola al centro dell’interlocuzione, dando loro una mano e trattandola da pari”. Eni, ha proseguito l’AD, ha dato elettricità a 20 milioni di persone nell’Africa subsahariana. È attiva inoltre con progetti che riguardano non solo l’energia ma anche sanità, agricoltura, educazione proprio per supportare le popolazioni locali e incentivare una crescita anche in termini socio-economici. “Creare valore e non profitto deve essere il nostro scopo, per farlo dobbiamo sacrificare qualcosa nel breve periodo per puntare su un futuro di cooperazione”, ha ribadito Claudio Descalzi.

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Un corso in videoconferenza sulla manipolazione dei diisocianati

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Un corso in videoconferenza sulla manipolazione dei diisocianati

Il 26 aprile 2023 un corso in videoconferenza consentirà di implementare le capacità, le competenze e le abilità sulla gestione dei prodotti contenenti diisocianati in conformità a quanto prescritto nel Regolamento (UE) 2020/1149.

 

La campagna 2018-2019 “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”, promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, ha ricordato che in Europa sono alcuni milioni i lavoratori esposti alle sostanze pericolose presenti nei luoghi di lavoro. E ha sottolineato che uno degli strumenti più importanti per prevenire le conseguenze sulla salute di questa esposizione è una idonea attività di formazione per aumentare la consapevolezza dei rischi e far conoscere le specifiche misure di prevenzione e protezione.

 

Riguardo al tema della formazione e con riferimento alle nuove evidenze medico scientifiche, il Regolamento (UE) 2020/1149 della Commissione del 3 agosto 2020 ha modificato il Regolamento REACH (Regolamento n. 1907/2006) introducendo all’interno dell’allegato XVII la Restrizione n. 74 relativa all’utilizzo dei diisocianati.

In base a questa Restrizione tutti i lavoratori che utilizzano prodotti contenenti diisocianati in una concentrazione superiore allo 0,1% in peso sono obbligati a frequentare uno specifico corso di formazione, con cadenza quinquennale entro il 24 agosto 2023, che prevede un modulo di formazione generale ed eventuali moduli per alcuni specifici utilizzi.

 

Sono disponibili dei corsi di formazione relativi alla manipolazione dei diisocianati? Come avere gli strumenti per proporre percorsi formativi ai lavoratori, che utilizzano queste sostanze, in conformità al Regolamento (UE) 2020/1149?

 

Il corso in videoconferenza sulla manipolazione dei diisocianati

Proprio per permettere agli operatori di avere un’adeguata formazione in materia di diisocianati l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza il 26 aprile 2023 un corso in videoconferenza di 4 ore dal titolo “La normativa comunitaria sulla manipolazione dei diisocianati”.

 

Con la pubblicazione della modifica del Regolamento REACH e la nuova Restrizione n° 74 relativa all’utilizzo dei diisocianati, i lavoratori, sia in ambito professionale che industriale, che utilizzano prodotti contenenti diisocianati in concentrazione superiore allo 0,1% sono obbligati a frequentare entro il 24 agosto 2023 un apposito corso di formazione al fine di sensibilizzarli maggiormente in merito:

  • alla conoscenza dei pericoli;
  • all’importanza della protezione della salute mediante adeguate misure di gestione dei rischi;
  • alle modalità comportamentali e pratiche di manipolazione sicure;
  • all’uso corretto di appropriati dispositivi di protezione individuale.

 

Il corso proposto da AiFOS è rivolto ai Datori di Lavoro, Formatori, Consulenti, Responsabili e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione esperti in materia di salute e sicurezza sul lavoro con competenze acquisite attraverso una pertinente formazione professionale sui rischi chimici.

 

La partecipazione al corso consentirà ai partecipanti di implementare le capacità, le competenze e le abilità sulla gestione dei prodotti contenenti diisocianati, al fine di conseguire un livello più elevato di controllo del rischio all’interno delle aziende nonché, la possibilità di proporre programmi di formazione rivolti ai lavoratori che utilizzano in vario modo, miscele contenenti diisocianati, in conformità a quanto prescritto nel Regolamento (UE) 2020/1149 della Commissione del 3 agosto 2020.

 

I diisocianati: le conseguenze e i prodotti che li contengono

I diisocianati sono un gruppo molto ampio di composti chimici caratterizzati dalla presenza di due unità di cianati ed un’unità di idrocarburi alifatici o aromatici e sono classificati in modo armonizzato come sensibilizzanti delle vie respiratorie di categoria 1 e come sensibilizzanti della pelle di categoria 1.

 

La sensibilizzazione respiratoria da diisocianati è ritenuta particolarmente grave, irreversibile e invalidante; essa si sviluppa con modalità imprevedibili – vale a dire senza una precisa latenza o correlazione tra intensità dell’esposizione e comparsa degli effetti – ed anche il contatto cutaneo può favorirla.

I diisocianati organici maggiormente in uso non sono molecole particolarmente volatili, ma lo diventano in processi di nebulizzazione e schiumatura o in applicazioni a caldo, originando assorbimento per via inalatoria e attraverso la cute esposta.

 

I prodotti che possono contenere diisocianati sono moltissimi, in particolare tutti i composti poliuretanici che possono essere presenti in resine bicomponenti, adesivi, sigillanti, rivestimenti, schiume, vernici e pitture: l’ambito applicativo di queste formulazioni può spaziare dalle carrozzerie (vernici e adesivi a base poliuretanica), a molte lavorazioni dell’edilizia (sigillanti, isolanti, adesivi, vernici, … a base poliuretanica), alla produzione di mobili (in particolare di imbottiti, attraverso le schiume poliuretaniche) o di componentistica per l’automotive.

 

I diisocianati e la sicurezza: le informazioni sul corso

Il corso di 4 ore “La normativa comunitaria sulla manipolazione dei diisocianati” si svolgerà, dunque, il 26 aprile 2023, dalle 13.30 alle 17.30, in videoconferenza.

 

Durante il corso verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Il Titolo I° del Decreto Leg.vo 81/2008:
    • Le misure generali di tutela
    • La qualificazione del lavoratore
    • L’idoneità lavorativa
    • L’affidamento delle mansioni
  • Il Titolo IX del Decreto Leg.vo 81/2008
    • Le sostanze chimiche pericolose
    • Capo I: Protezione da agenti chimici
    • Capo II: Protezione da agenti cancerogeni e mutageni
  • Il Regolamento Comunitario REACH
  • Il Regolamento Comunitario n° 2020/878 sulla SDS (Scheda Dati di Sicurezza)
  • Il Regolamento (UE) 2020/1149 della Commissione del 3 agosto 2020
    • La qualificazione dei prodotti contenenti diisocianati
    • La correlazione mansione / esposizione:
      • Le attività preventive
      • Le attività protettive
    • Elementi di formazione:
      • Formazione generale
      • Formazione di livello intermedio
      • Formazione avanzata
      • La qualificazione del docente

 

Il corso è valido come 4 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati prima area tematica, HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Il docente del corso è Carlo Zamponi, consigliere nazionale AiFOS, responsabile ufficio formazione ed educazione ambientale e SGQ Arta Abruzzo, docente a contratto Università degli Studi di L’Aquila.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/la-normativa-comunitaria-sulla-manipolazione-dei-diisocianati

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected] –  [email protected]

 

 

06 aprile 2023

 

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

 

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Castellammare del Golfo: alla scoperta delle sue bellezze

Benvenuti a Castellammare del Golfo, cittadina situata sulla costa Nord-Occidentale della Sicilia, famosa per la sua bellezza naturale e il patrimonio culturale non indifferente. Se sei alla ricerca di una meta turistica che possa offrirti divertimento, relax, cultura e cucina tipica, allora Castellammare del Golfo è il posto giusto per te.

In questo articolo ti parleremo di alcune delle attrazioni turistiche più importanti della città, oltre a suggerirti alcune indicazioni utili per esplorare i dintorni.

 

Il Centro Storico di Castellammare del Golfo

Castellammare del Golfo vanta un ricco patrimonio culturale e artistico. Uno dei luoghi più affascinanti ed interessanti della città è proprio il centro storico, con i suoi vicoli stretti, le piazzette e le chiese antiche.

La Chiesa Madre

Una delle attrazioni principali del centro storico di Castellammare del Golfo è la Chiesa Madre (Santuario di Maria SS. del Soccorso), costruita nel XVIII secolo in stile barocco. La chiesa è dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo e presenta una facciata imponente e decorata con diverse statue. All’interno, gli affreschi e le decorazioni sono stupefacenti.

La Zona Pedonale Compresa tra il Corso Giuseppe Garibaldi ed il Corso Bernardo Mattarella

Se ami passeggiare in un’atmosfera tranquilla e senza traffico, non perderti la zona pedonale di Castellammare del Golfo, compresa tra il Corso Giuseppe Garibaldi ed il Corso Bernardo Mattarella. Qui troverai numerosi negozi, caffè, e ristoranti dove assaggiare le specialità locali, inclusi dei buonissimi aperitivi e gelati artigianali.

La Villa Comunale Regina Margherita

Un altro luogo da visitare durante il tuo soggiorno a Castellammare del Golfo è la Villa Comunale Regina Margherita. Questo spazio verde, che si trova in fondo Corso Bernardo Mattarella, è ideale per rilassarsi e godersi il panorama sulla città e sul Golfo di Castellammare. All’interno della villa, ci sono anche un piccolo parco giochi per i bambini e delle panchine.

Piccolo Museo del Mare

Se sei interessato al mare ed alle sue storie, visita il Piccolo Museo del Mare “Uzzaredru“ di Castellammare del Golfo. Questo museo raccoglie oggetti legati alla storia marittima della città, tra cui strumenti da pesca, modelli di navi e reperti archeologici.

Il Porto di Castellammare del Golfo

Il Porto di Castellammare del Golfo è un luogo molto frequentato e affascinante, in cui potrai passeggiare a pochi centimetri dalle barche dei pescatori e approfittarne per cenare in uno dei tanti ristoranti e pizzerie presenti in quest’area.

Puoi anche passare da qui per un buonissimo aperitivo vista mare o per un gustosissimo gelato con passeggiata notturna annessa. Qui fanno base tante agenzie di noleggio barche e gommoni come Apicella Rent Boat, grazie alle quali hai la possibilità di fare escursioni in barca per ammirare la costa direttamente dal mare.

Il Castello Arabo Normanno

Il Castello Arabo Normanno, che domina il porto, è uno dei monumenti più importanti di Castellammare del Golfo. Questa fortezza risale al XII secolo e offre una vista spettacolare sulla città e sul mare.

Cosa Mangiare a Castellammare del Golfo?

Se sei un amante della buona cucina, non puoi lasciarti sfuggire la possibilità di assaggiare le specialità tipiche della zona di Castellammare del Golfo. Qui potrai gustare sicuramente deliziosi piatti a base di pesce fresco, come spaghetti alle vongole, pasta con le sarde e tonno rosso appena pescato.

Inoltre, puoi provare la tradizionale cassatella con ricotta ed il pane cunzato, un tipo di pane casereccio condito con olio fresco, pomodoro, caciocavallo, origano e acciughe.

Piazza Petrolo

Piazza Petrolo è una delle piazze principali di Castellammare del Golfo e si trova a margine del centro storico della città, circondata da edifici antichi e suggestivi. Una delle caratteristiche più distintive di Piazza Petrolo è il suo aspetto elegante e curato, con un’ampia zona pedonale al centro e una serie di alberi e aiuole ben curati.

La piazza è circondata da numerosi ristoranti, bar e caffetterie, dove è possibile gustare la cucina tradizionale siciliana e godere della vista sul mare. Tra l’altro vi è una lunghissima balconata sulla quale ci si può affacciare per ammirare la sottostante spiaggia di Cala Petrolo ed il mare sconfinato.

Inoltre, la piazza è il luogo ideale per trascorrere una serata estiva, con musica dal vivo e spettacoli che animano l’atmosfera e creano un’atmosfera festosa.

 

Paesi vicino a Castellammare del Golfo

Se vuoi esplorare i dintorni di Castellammare del Golfo, ci sono diversi paesi da visitare. Scopri il borgo medievale di Erice, situato sulla sommità del Monte San Giuliano, a circa 20 chilometri da Castellammare del Golfo. Qui potrai ammirare le sue antiche mura, le chiese storiche e il castello normanno, oltre a gustare i dolci tipici della zona. Un altro luogo da non perdere è Segesta, famosa per il suo tempio dorico ed il teatro antico.

Le spiagge

Castellammare del Golfo vanta alcune delle spiagge più belle della Sicilia, tra le quali:

  • La spiaggia Playa: è una delle più famose, con le sue acque cristalline e la sabbia dorata.
  • La spiaggia di Guidaloca: ideale per chi cerca una zona più tranquilla, circondata dalla natura.
  • La spiaggia di Cala Bianca: perfetta per gli amanti dello snorkeling, grazie alla sua ricca fauna marina.

Conclusione

Come probabilmente avrai già capito, Castellammare del Golfo è una città piena di storia e bellezze naturali, con una ampia gamma di scelta per i turisti. Oltre alle attrazioni turistiche menzionate in questo articolo, ci sono anche altre destinazioni interessanti da scoprire, come la Riserva Naturale dello Zingaro e San Vito Lo Capo.

Insomma, se stai pensando di trascorrere una vacanza in Sicilia, Castellammare del Golfo è una destinazione da non perdere!

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Il valore della biblioteca dall’antichità ai giorni nostri: l’articolo di Federico Motta Editore

Lo scrittore Umberto Eco, che ha collaborato con Federico Motta Editore nella realizzazione di opere di grande prestigio, decise di porre una biblioteca al centro del suo romanzo “Il nome della rosa”. In un articolo pubblicato di recente, la Casa Editrice racconta come la biblioteca si sia evoluta nel corso del tempo.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: la nascita delle biblioteche come tesori di conoscenza

Oggi il valore delle biblioteche è universalmente riconosciuto. A favorire la loro affermazione come patrimoni culturali enormi sono state pure alcune grandi figure del panorama culturale come Umberto Eco. Collaboratore storico di Federico Motta Editore, lo scrittore e semiologo possedeva una collezione di circa 30mila volumi moderni e oltre 1.200 libri rari e antichi. La raccolta dei libri e la costruzione di “tesori della conoscenza” è in realtà una pratica tutt’altro che recente. Basti pensare che le prime collezioni risalgono addirittura ai tempi dei Babilonesi. Nella Grecia antica le biblioteche erano già alquanto famose: è nota la storia che Pisistrato ne fece fondare una ad Atene nel VI secolo a.C. Distrutta più volte, la biblioteca di Alessandria d’Egitto è forse la più celebre della storia. A Roma, invece, erano soprattutto le biblioteche private a godere di maggior prestigio: quelle di Attico e Lucullo sono le più conosciute.

Federico Motta Editore: la biblioteca in epoca moderna e contemporanea

Come tutti sapranno, la crisi dell’impero romano portò con sé profondi cambiamenti nella cultura dell’epoca che interessarono anche le biblioteche. Nel Medioevo latino, queste iniziarono a diffondersi principalmente nei monasteri, dove venivano considerate come luoghi in cui conservare il sapere del passato. Le prime biblioteche laiche nacquero, invece, durante il Rinascimento e al loro interno i libri venivano legati agli scaffali con una catena, allo scopo di impedire i furti. Con l’avvento della biblioteconomia, nel XX secolo le biblioteche hanno poi subito una radicale trasformazione. Accompagnate da innovatori come Federico Motta Editore in un percorso verso il multimediale, oggi sono diventate anche digitali. Pur riconoscendo l’utilità di questa nuova forma, i bibliofili concordano sul fatto che le biblioteche fisiche continuano a conservare un fascino e un valore, storico e culturale, ineguagliabili.

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Risparmio privato: Banca Generali incontra gli studenti della LIUC – Università Cattaneo

Risparmio privato, investimenti sostenibili ESG, nuove tecnologie e strategie di comunicazione: Banca Generali incontra i giovani studenti dell’orientamento fintech della LIUC – Università Cattaneo.

Banca Generali Private logo

Risparmio privato, Banca Generali: alla base la relazione banker-cliente

La relazione banker-cliente è alla base del risparmio privato. Lo si è sottolineato anche nel corso dell’incontro che si è tenuto di recente presso il Training & Innovation Hub di Banca Generali durante il quale l’AD Gian Maria Mossa ha spiegato ai giovani studenti dell’orientamento fintech della LIUC – Università Cattaneo come affiancare i clienti per il raggiungimento dei loro progetti di vita sia l’elemento fondante del private banking. Tanti i temi affrontati: oltre al risparmio privato, anche la creazione di valore sostenibile nel tempo e l’importanza delle competenze come motore di crescita, per citarne solo due. La vision di Banca Generali è nelle voci dei manager intervenuti: Carmelo Reale sugli investimenti ESG, Riccardo Renna sul ruolo della tecnologia nel settore finanziario e infine Michele Seghizzi per comprendere trend e opportunità di approcciare la comunicazione come asset necessario a supporto della relazione con gli stakeholder.

Banca Generali: nel modello di consulenza il valore del risparmio privato

Per Banca Generali avvicinare il risparmio privato all’economia reale significa riconoscerne il ruolo di “vera colonna sociale del Paese”, come ha evidenziato in diverse occasioni l’AD Gian Maria Mossa. E un importante pilastro è nella relazione banker-cliente su cui l’Istituto punta fortemente: il modello di consulenza si avvale infatti di figure specializzate nella gestione patrimoniale, in grado di proporre le soluzioni e i servizi più efficaci, adattati in base alle esigenze di investimento di famiglie e imprese. Il ruolo del consulente finanziario assume oggi ulteriore rilevanza sociale, a fronte del momento di particolare complessità che stiamo vivendo. I professionisti di Banca Generali, grazie al costante aggiornamento delle competenze in materia di risparmio privato, indirizzano le scelte di investimento sugli asset più resilienti in grado di minimizzare i rischi attraverso un’opportuna diversificazione.

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L’economia sostenibile in Italia nel 2023: sfide e opportunità

La transizione energetica rappresenta una grande sfida e opportunità per l’economia italiana nel 2023.

L’adozione di fonti energetiche rinnovabili come l’eolico, il solare e l’energia idroelettrica potrebbe stimolare la crescita economica, non solo nel campo dell’energia, ma anche sulla creazione di posti di lavoro e sul valore sociale. Sulla base di fattori interni ed esterni, le prospettive economiche dell’Italia e dell’Unione Europea nel 2023 dipendono anche dal successo dell’adozione di adeguate politiche sostenibili.

 

Politiche sostenibili per la crescita economica

Il governo italiano ha adottato un piano di politica economica espansiva per sostenere la crescita economica, con una particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro e al sostegno alle imprese. Le politiche sostenibili saranno i motori della crescita economica del futuro, e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano (PNRR) prevede investimenti in infrastrutture, energia pulita, digitalizzazione e ricerca e sviluppo.

Inoltre, l’Italia dovrebbe adottare una politica più chiara e coerente in tema di energia e sostenibilità, per sfruttare appieno le opportunità offerte dalle fonti energetiche rinnovabili. La politica energetica dovrebbe fornire incentivi agli investimenti privati in tecnologie pulite, facilitare la transizione delle imprese ad alta intensità energetica verso tecnologie più efficienti e creare condizioni favorevoli per l’accesso delle imprese italiane al mercato europeo dell’energia.

 

Sfide dell’adozione di politiche sostenibili

Tuttavia, l’adozione di politiche sostenibili non sarà facile. In primo luogo, la transizione energetica richiederà investimenti significativi in infrastrutture, tecnologie e ricerca e sviluppo. In secondo luogo, la ristrutturazione delle industrie ad alta intensità energetica, come la produzione di acciaio e cemento, richiederà tempo e risorse.

Un’altra sfida importante è rappresentata dall’aumento dei costi energetici, che dovrebbero essere trasferiti agli utenti finali, come conseguenza delle politiche di transizione energetica. Ciò potrebbe avere un impatto negativo sulla competitività dell’industria italiana, in particolare nel settore manifatturiero, che spesso richiede un maggiore consumo energetico.

 

Opportunità offerte dalle tecnologie pulite

Nonostante queste sfide, l’adozione di fonti energetiche rinnovabili e l’implementazione di politiche sostenibili offrono grandi opportunità per l’economia italiana.

Aumentare gli investimenti in tecnologie innovative, potrebbe portare alla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dell’energia pulita, stimolare la crescita economica e ridurre l’impatto ambientale dell’industria italiana. L’effetto serra e il cambiamento climatico rappresentano infatti una grande sfida per l’intero pianeta, e la sostenibilità dell’economia è una soluzione necessaria in questo contesto.

Competitività dell’industria italiana

La competitività dell’industria italiana nell’imminente futuro dipenderà principalmente dall’adozione di tecnologie e processi produttivi più efficienti dal punto di vista energetico. La riduzione dei costi è spesso la chiave della competitività e una strategia efficiente di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili potrebbe contribuire a far raggiungere questo obiettivo.

Conclusioni

In sintesi, la sostenibilità economica rappresenta una grande opportunità per l’Italia. Una politica energetica chiara e coerente, con incentivi per l’investimento in tecnologie innovative, potrebbe portare alla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dell’energia pulita e ridurre gli impatti negativi delle industrie ad alta intensità energetica.

La transizione verso fonti energetiche rinnovabili è una soluzione necessaria per combattere il cambiamento climatico e garantire un futuro sostenibile per l’intero pianeta. L’adozione di politiche sostenibili è fondamentale per il successo delle prospettive economiche dell’Italia e dell’UE nel breve e lungo termine.

Soltanto attraverso un’azione coordinata a livello nazionale ed europeo, e una forte collaborazione tra le imprese pubbliche e private, si riuscirà a completare la transizione energetica e ad affrontare le sfide che ci attendono.

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Valeur Group, expertise e innovazione nella gestione patrimoniale

Dal 2010 Valeur Group offre ai propri clienti solidità di portafoglio e rendimenti, fornendo contemporaneamente servizi di eccellenza a 360°. 

Valeur Group

I numeri di Valeur Group

Fondato nel 2010 su iniziativa di Lorenzo Vangelisti, Valeur Group è una realtà indipendente specializzata in soluzioni finanziarie ad alto valore aggiunto che oggi conta 18 fondi d’investimento tra gestione e advisory, 1 miliardo di strumenti scambiati ogni anno e 140 soluzioni di investimento innovative sviluppate. Attivo in asset management, advisory, trading, ricerca e nel settore immobiliare, il Gruppo è in grado di offrire servizi di eccellenza a 360° grazie alla sinergia che intercorre tra le cinque società che lo compongono: Valeur Capital Ltd, Valeur Securities SA, Valeur SA, Valeur Concept SA e la più recente LinkedTrade Technologies Ltd. Allocazione, costruzione del portafoglio e disciplina nel monitorare sistematicamente il rischio e la strategia i capisaldi del processo di investimento, creare valore aggiunto in modo trasparente e sistematico l’obiettivo di ogni fase. Alla base della rapida crescita di Valeur Group un team di professionisti qualificati e multidisciplinari, capaci di strutturare strategie di investimento personalizzate, innovative e sostenibili, e costruire portafogli solidi.

 

Valeur Group: le principali aree di attività

Punto di forza di Valeur Group la sinergia tra le cinque società controllate, che consente di coprire diverse aree di attività. Con sede a Londra, Valeur Capital è il centro delle attività di Asset Management: la società gestisce i fondi lussemburghesi ed è specializzata nella ricerca, analisi e definizione delle strategie dei fondi SIF e UCITS. A gestirli Valeur SA, a Lugano, che esercita l’attività di gestione di investimenti collettivi di capitale. Valeur Securities (Pfäffikon, Svizzera) e Valeur Concept (Lugano) si occupano rispettivamente di offrire una piattaforma efficiente di trading e fornire consulenza specializzata per il mercato immobiliare italiano e svizzero. Nel maggio 2021 è entrata a far parte di Valeur Group anche la fintech londinese LinkedTrade, piattaforma SaaS multi-dealer leader nella trasformazione digitale del settore dei prodotti strutturati. Valeur Group fonda il proprio successo anche sul rispetto di elevati standard etici, con le attività allineate ai Principles for Responsible Investment dell’ONU e agli standard del CFA Institute. Un impegno testimoniato anche dalla nascita di Valeur Foundation, ente no-profit che ha lo scopo di promuovere obiettivi di natura umanitaria, culturale, sportiva e a favore degli animali.

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Luigi Ferraris: nel Gruppo FS un maxi-piano per produrre autonomamente energiaLuigi Ferraris, Gruppo FS

Come illustrato dall’Amministratore Delegato Luigi Ferraris in più occasioni, tra gli obiettivi del Gruppo FS vi è anche l’autoproduzione di energia elettrica puntando sul fotovoltaico e sul mini-eolico.

 Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: Gruppo FS accelera nell’autoproduzione di energia

Gruppo FS, sotto la guida dell’AD Luigi Ferraris, ha avviato un maxi-piano per l’autoproduzione di energia da impianti fotovoltaici. 130 milioni di euro l’investimento previsto su 20 progetti dislocati lungo le linee ferroviarie, raggiungendo i 300 MW entro il 2024. Non solo: grazie a un nuovo bando in uscita a ottobre si costruiranno altri 40 impianti su tutto il territorio nazionale. Gruppo FS guarda così al futuro dei trasporti con l’obiettivo di produrre energia in modo autonomo e arrivare a coprire circa il 40% del proprio fabbisogno. Come illustrato dall’AD, nei prossimi dieci anni si punta a installare 2 GW di impianti alimentati principalmente da fotovoltaico, incrementando del 10% la produzione totale già esistente oggi in Italia. L’investimento complessivo supera gli 1,6 miliardi di euro. Il maxi-piano è inserito nel percorso ecologico portato avanti dal Gruppo e affianca altre azioni intraprese in tal senso: ad esempio, la coibentazione degli impianti industriali, l’efficientamento energetico, l’installazione di lampade LED in officine, sottopassi e pensiline, il rinnovamento della flotta treni merci e passeggeri. Come reso noto, il bando da 130 milioni di euro è connesso a quattro lotti su aree di proprietà ANAS e RFI: il primo, 20 milioni di euro, per impianti fotovoltaici nel Comune lombardo di Ostiglia, a Padova, Chiavasso e a Strassoldo e Pontebba in Friuli-Venezia Giulia; il secondo, 40 milioni, nelle località di Arezzo, Grosseto, Santa Severa, Avezzano, Benevento e Contursi; altri 40 milioni per il terzo lotto incentrato sulla Puglia, a Foggia, Brindisi, Nasisi e Lecce; 30 milioni, per il quarto, nelle aree calabresi di Cassano allo Ionio, Mileto, Saline Joniche e siciliane di Contesse e Agira.

Luigi Ferraris: sistemi fotovoltaici su fabbricati e officine del Gruppo FS

Come evidenziato dall’AD Luigi Ferraris, gli impianti fotovoltaici sorgeranno in aree non funzionali alla rete ferroviaria o stradale, per complessivi 30 milioni di metri quadrati individuati negli scorsi mesi. Su questo, rimanendo in tema di autoproduzione di energia, si aggiungeranno le aree delle officine di Trenitalia, che nel 2021 ha raddoppiato la produzione di energia a uso industriale da fonti fotovoltaiche. L’investimento coinvolge le coperture dei fabbricati e i tetti delle officine, luoghi strategici nell’installazione dei pannelli solari, contribuendo anche a opere di riqualificazione urbana compatibilmente con i vincoli tecnici, paesaggistici e storici. Un primo progetto è il maxi-parco fotovoltaico sul tetto del nuovo parcheggio di Roma Termini, con circa 2.100 pannelli e una potenza totale di 1 MW di picco a regime: connesso alla rete di distribuzione elettrica della stazione, consentirà di ridurre il prelievo di energia dall’infrastruttura pubblica. Il Gruppo guidato da Luigi Ferraris, inoltre, ha individuato altre aree adatte all’installazione di impianti fotovoltaici, per circa 50.000 metri quadrati nelle grandi stazioni: ulteriori spazi a Roma Termini, la copertura del nuovo parcheggio di Napoli Centrale e diverse aree nella stazione di Firenze SMN, ad esempio, saranno oggetto di studi di fattibilità e attività progettuali nel 2023. L’obiettivo è avviare le relative opere a partire dal 2024.

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Terna, nel 2022 obiettivi superati e conti solidi: le dichiarazioni di Stefano Donnarumma

Le stime del 2023 prevedono ricavi per 3,11 miliardi e un EBITDA di 2,12 miliardi. Stefano Donnarumma: “Abbiamo le capacità per portare avanti il nuovo Piano di Sviluppo”.

Stefano Donnarumma

Terna, risultati 2022 e guidance 2023: il commento di Stefano Donnarumma

Nella recente call con la comunità finanziaria relativa alla pubblicazione dei risultati 2022 di Terna, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma è intervenuto in merito agli obiettivi raggiunti dal Gruppo e alle prospettive per il 2023. “Tutti i principali indicatori di Terna hanno superato la guidance per l’anno – ha sottolineato il manager – nonostante il difficile scenario, siamo stati capaci di incrementare gli investimenti e generare valore per tutti gli stakeholder”. Rispetto al 2021, lo scorso anno il gestore delle reti ha registrato una crescita dei ricavi del 13,8% salendo a quota 2.964,5 milioni di euro. Migliora anche l’EBITDA, che si attesta a 2.059,2 milioni di euro (+11%). “Dopo questo forte 2022 – ha commentato Stefano Donnarummala guidance 2023 prevede ricavi di 3,11 miliardi di euro e un EBITDA di 2,12 miliardi di euro, con un EPS di 43 centesimi e un Capex di 2,2 miliardi di euro“.

Stefano Donnarumma: “Pronti ad aumentare resilienza e sicurezza del sistema

Le performance registrate da Terna nel 2022 confermano la capacità del Gruppo guidato da Stefano Donnarumma di continuare a “creare valore per stakeholder e comunità”. E forniscono ulteriore impulso alla capacità di realizzazione del nuovo Piano di Sviluppo 2023 destinato alla rete elettrica nazionale, con oltre 21 miliardi investiti nei prossimi dieci anni al fine di abilitare in maniera determinante la transizione energetica e il conseguimento degli obiettivi europei del pacchetto “Fit-for-55”. “L’accelerazione del Capex è parte di un piano più ampio per aumentare la resilienza del sistema e la sicurezza degli approvvigionamenti energetici – ha ricordato Stefano Donnarumma durante la call – In una fase di rapidi cambiamenti geopolitici, il sistema deve affrontare grandi sfide e Terna sta aumentando gli investimenti nel periodo 2023-2032, finalizzati ad accrescere capacità di trasporto, sicurezza e resilienza del sistema”.

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Paolo Gallo: Italgas guarda al futuro, obiettivi e strategie per il 2022-2028

Paolo Gallo: grazie al suo piano di investimenti e alla sua solida situazione patrimoniale, Italgas ha dimostrato di essere in grado di raggiungere obiettivi ambiziosi nonostante le difficoltà del contesto attuale. Guardando al futuro, la società intende continuare il suo trend positivo, investendo nella trasformazione digitale, nell’efficienza energetica e nelle opportunità di crescita esterna.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: i risultati ottenuti dimostrano la solidità del Gruppo

Italgas, guidata dall’Amministratore Delegato Paolo Gallo, ha raggiunto importanti traguardi nel 2022 nonostante le difficoltà legate all’aumento dei costi delle materie prime e alla guerra tra Russia e Ucraina. La società ha dimostrato una grande solidità, testimoniata dalla crescita registrata per ben 24 trimestri consecutivi. Il Gruppo ha ottenuto questi risultati grazie anche al suo piano di investimenti: un totale di circa 814,3 milioni di euro è infatti stato destinato alla trasformazione digitale, alla metanizzazione della Sardegna e al repurposing delle reti per la distribuzione di gas rinnovabili. Lo scorso anno, Italgas ha posato 332 km di nuove condotte sul territorio, esteso a 909 km le reti digitali native della Sardegna e messo in servizio 13 nuovi depositi criogenici di GNL, raggiungendo un totale di 66 impianti al servizio dei Bacini in concessione.

Paolo Gallo: Italgas guarda al futuro

Il 2022 si è concluso per Italgas con un aumento dell’utile del +7,6%: risultato che testimonia il consolidamento della situazione patrimoniale ed economica del Gruppo. A ulteriore conferma di ciò, a settembre 2022, la società guidata da Paolo Gallo ha acquisito DEPA Infrastructure Single Member S.A. e le sue partecipate, che operano nei settori della distribuzione gas, idrico ed efficienza energetica. Rivolgendosi al futuro, Italgas ha comunicato di voler perseguire i propri obiettivi, in particolare il programma di trasformazione digitale, il repurposing ed estensione del network, l’efficienza energetica e le opportunità di crescita esterna attraverso gare ATEM e M&A nei settori della distribuzione gas, idrico ed efficienza energetica. Inoltre, a seguito dell’acquisizione di DEPA Infrastructure, la società intende sviluppare il mercato greco.

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Mario Putin: Serenissima Ristorazione è un punto di riferimento per ospedali e scuole del Sud

Serenissima Ristorazione nasce in Veneto dove si afferma come top player nel settore della ristorazione collettiva. Nel 2016, la realtà guidata da Mario Putin arriva al Sud, portando pasti di qualità negli ospedali del territorio.

Serenissima ristorazione

Dalla ristorazione collettiva e socio-sanitaria a quella scolastica: l’attività della società guidata da Mario Putin

L’attività di Serenissima Ristorazione non si limita solo al settore sanitario ospedaliero e a quello socio-sanitario, ma si estende anche alla ristorazione scolastica, nelle regioni di Campania e Basilicata, e alla ristorazione aziendale e commerciale, nelle regioni di Puglia e Sicilia. La società presieduta da Mario Putin ha ideato l’innovativo metodo Cook&Chill, l’unico in grado di garantire l’elevata qualità dei cibi e conservare la salubrità del prodotto, e lo ha introdotto nel centro di produzione dei pasti avviato nell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. Il metodo consente di minimizzare il rischio che i cibi vengano contaminati e di ridurre gli sprechi delle materie prime. I vassoi vengono confezionati presso i locali cucina dell’Ospedale del Mare, dove sorge l’apposito centro altamente tecnologico, e poi distribuiti con carrelli termo attivi e rigenerativi nelle strutture afferenti alla ASL Na1 Centro.

Serenissima Ristorazione: la realtà guidata da Mario Putin punta su prodotti a km 0 e investimenti nelle attrezzature

Indiscutibile punto di forza dell’azienda è l’attenzione verso l’approvvigionamento delle materie prime, provenienti da fornitori italiani e locali a km zero e bio. L’impegno di Serenissima Ristorazione per la promozione della cultura della sostenibilità emerge anche dalla decisione di sostituire tutta la plastica tradizionale con materiali compostabili ed è altresì testimoniato dalla presenza della società tra le 300 “Green Stars” italiane della sostenibilità, dove figura nella categoria Servizi di Ristorazione. Il Gruppo presieduto da Mario Putin, inoltre, investe parecchio sia nella formazione dei propri dipendenti che nelle attrezzature. Ad oggi, sono stati investiti circa 15 milioni di euro sul territorio, con i quali sono state rinnovate o adeguate 20 cucine. Investimenti che, come dichiarato dal Direttore di Filiale Area Sud Italia di Serenissima Ristorazione Maurizio Palumbo, sono destinati a proseguire.

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Salute, sicurezza e sostenibilità: il nuovo Premio Tesi di laurea 2023

Comunicato Stampa

Salute, sicurezza e sostenibilità: il nuovo Premio Tesi di laurea 2023

 

Al via il nuovo Premio Tesi di laurea 2023! Fino al 31 ottobre 2023 è possibile inviare gli elaborati per partecipare al premio indetto dalla Fondazione AiFOS per le migliori tesi di laurea su salute, sicurezza sul lavoro e sostenibilità.

 

Non c’è dubbio che il nostro Paese, alle prese con i problemi economici connessi alle situazioni di conflitto, alle conseguenze, anche sul mondo del lavoro, delle emergenze sanitarie passate e delle emergenze climatiche presenti e future, abbia la necessità di riflettere e trovare nuove soluzioni sui temi della sostenibilità e della salute e sicurezza sul lavoro. E questo anche in relazione ai dati forniti dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail) che mostrano come nel 2022 siano aumentate sensibilmente sia le denunce di infortunio che le malattie professionali.

 

Per avere soluzioni nuove, anche in materia di sicurezza e salute sul lavoro, le tesi di laurea continuano a rappresentare un’importante occasione di riflessione e approfondimento, di analisi ed elaborazione di idee e strategie in grado di fornire strumenti adeguati alla realtà.

 

Proprio per favorire e stimolare questa elaborazione di nuove idee la Fondazione AiFOS ha lanciato il nuovo “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità”, un premio che, in questi anni, è arrivato a premiare e segnalare più di 80 studenti autori di tesi di laurea triennali, magistrali, di dottorato e di master di primo/secondo livello.

 

Il nuovo bando tesi di laurea 2023 su sicurezza e sostenibilità

La Fondazione AiFOS, in collaborazione con l’Associazione AiFOS e con la partnership di PuntoSicuro, indice il nuovo Bando Tesi di Laurea 2023 per tesi, discusse tra il 1° novembre 2022 ed il 31 ottobre 2023, che trattino i seguenti temi:

  • Salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, declinata in uno dei seguenti ambiti individuati dal Decreto interministeriale del 6 marzo 2013:
    • ambito giuridico, normativo, organizzativo;
    • ambito tecnico, ingegneristico, medico;
    • ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale.
  • Sostenibilità in ambito lavorativo, declinata in uno o più dei seguenti argomenti: benessere organizzativo, lavoro dignitoso, corretta gestione ambientale in azienda.
  • Pari opportunità, premio dedicato al genere femminile, alla diversità di genere e alla conciliazione vita-lavoro.

 

Premio tesi di laurea 2023: tesi selezionate, premi e diffusione

Attraverso la valutazione delle tesi, affidata ad una Commissione valutatrice, nominata dal Presidente della Fondazione AiFOS, saranno selezionate:

  • 3 tesi di lauree triennali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, una per ciascuno dei tre ambiti individuati (ambito giuridico, normativo, organizzativo; ambito tecnico, ingegneristico, medico; ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale);
  • 3 tesi di lauree magistrali/master di primo livello in materia di salute e sicurezza sul lavoro, una per ciascuno degli ambiti individuati;
  • 1 dottorato in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • 1 master di II livello in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • 1 tesi in materia di sostenibilità;
  • 1 tesi in materia di pari opportunità (Premio SOFIA Comitato Donne AiFOS).

 

Le tesi selezionate avranno diritto a:

  • riconoscimento economico di € 500,00;
  • attestato di partecipazione al concorso;
  • abbonamento on-line per un anno ai “Quaderni della Sicurezza”, la rivista scientifica AiFOS.

 

Le tesi partecipanti saranno pubblicate sul portale BTSBiblioteca Tesi Sicurezza” (https://bibliotecatesi.fondazioneaifos.org/) – una biblioteca virtuale di libera consultazione dedicata a tutte tesi di laurea in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità che hanno partecipato al Premio dal 2013 ad oggi.

Inoltre Punto Sicuro, media partner del Premio Tesi di laurea, favorirà la diffusione e conoscenza delle tesi premiate o, comunque, degli elaborati ritenuti più significativi per il miglioramento delle strategie in materia di sostenibilità e prevenzione.

 

La partecipazione al premio tesi di laurea 2023

La partecipazione al Premio è completamente gratuita e il termine ultimo per l’invio degli elaborati è fissato al 31 ottobre 2023.

La premiazione avverrà in una specifica data, definita e comunicata in seguito dalla Fondazione AiFOS.

 

Possono partecipare gli studenti laureati/laureandi autori di tesi di laurea triennale, specialistica, magistrale, master di primo livello, master di secondo livello, dottorati, che non siano già risultati tra i vincitori in precedenti edizioni del premio organizzate da AiFOS o da Fondazione AiFOS.

 

Invitiamo, come ogni anno, gli studenti di tutte le università italiane ad elaborare e presentare le proprie tesi alla segreteria del Premio e i docenti a valorizzare i lavori di studenti meritevoli tramite la diffusione del bando di concorso.

 

Il link per poter scaricare il bando di concorso e la domanda di partecipazione alla selezione:

https://www.fondazioneaifos.org/premio-tesi-di-laurea

 

Segreteria del Premio: Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]

 

 

30 marzo 2023

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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Stefano De Capitani: città più sostenibili, vivibili e meno inquinate, Municipia S.p.A. alleata dei Comuni

Le città sono chiamate ad accelerare il cambiamento per diventare più sostenibili, vivibili e meno inquinate. Stefano De Capitani, presidente di Municipia S.p.A.: “Le nuove tecnologie sono decisive per una gestione ottimale del traffico, riducendo inquinamento e incidentalità”.

Stefano De Capitani

Stefano De Capitani: innovazione tecnologica determinante per una “clean city”

Il presidente Stefano De Capitani ha modo di appurarlo quotidianamente attraverso i progetti di digital transformation che Municipia S.p.A. porta avanti al fianco dei Comuni, il cui ruolo è fondamentale per superare le sfide della sostenibilità. “Le tecnologie digitali sono la leva strategica nella pianificazione e sviluppo di progetti e soluzioni che vanno in questa direzione”, scrive sui suoi canali social parlando del processo di cambiamento che le città italiane sono chiamate necessariamente ad accelerare per diventare “clean city”: più sostenibili, vivibili e meno inquinate. Il quadro che emerge dalla campagna Clean Cities di Legambiente, osserva Stefano De Capitani, ne evidenzia infatti il ritardo nel raggiungere gli obiettivi di mobilità, riduzione delle emissioni e sicurezza fissati per il 2030.

Stefano De Capitani: ogni Comune ha la responsabilità di traguardare l’obiettivo dell’abbattimento delle emissioni

L’innovazione tecnologica, sottolinea Stefano De Capitani, per una “clean city” è determinante “non solo per la gestione ottimale del traffico (riducendo ad esempio i tempi di percorrenza, le emissioni dannose e il tasso di incidentalità) ma anche per migliorare la logistica e facilitare gli spostamenti attraverso un sistema di trasporto pubblico integrato, multimodale e green”. Ridisegnare la mobilità significa “renderla capace di rispondere ai bisogni reali dei vari utenti in maniera flessibile, efficiente, sicura e sostenibile”. L’abbattimento delle emissioni, ricorda il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani, è l’obiettivo che ogni Comune, pur partendo da caratteristiche ed esigenze diverse, ha la responsabilità di conseguire: “L’impegno di portare a compimento il cambiamento traducendolo attraverso la tecnologia digitale vede ancora una volta, per risultati efficaci e in tempi certi, il coinvolgimento del settore privato”.

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Transizione ecologica, Renato Mazzoncini: “Ruolo di A2A fondamentale nella produzione di biometano”

L’intervento di Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A, in occasione del 75° compleanno del quotidiano “La Provincia”. 

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: “Trasformazione tecnologica in arrivo anche su territori agricoli

Anche Renato Mazzoncini tra i protagonisti del 75° anniversario del quotidiano “La Provincia”. Lo scorso 11 febbraio l’Amministratore Delegato alla guida di A2A, insieme con il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi e il Presidente di Confragricoltura Massimiliano Giansanti, ha preso parte alla tavola rotonda moderata dal giornalista Beppe Severgnini che la Società Editoriale Cremonese ha organizzato durante l’evento celebrativo tenutosi a CremonaFiere. “Oggi non è stata solo l’occasione per fare gli auguri di buon compleanno a “La Provincia”, ma anche per confermare che è un punto di riferimento per un territorio che ha bisogno di essere raccontato – ha dichiarato Renato Mazzoncini a latere dell’evento – soprattutto in un momento come questo, in cui la trasformazione e l’innovazione tecnologica stanno arrivando su territori tipicamente agricoli”.

Renato Mazzoncini: il contributo di A2A per il futuro del territorio

Il cremonese e il cremasco sono territori notoriamente a vocazione agricola e con un’importante presenza di industrie alimentari. Caratteristiche che, spiega Renato Mazzoncini, possono fare la differenza nel processo di transizione ecologica e digitale del Paese: “Come A2A abbiamo un ruolo importante: trasformare i reflui della zootecnia e dell’agroalimentare in biomolecole e in biometano che serviranno per la decarbonizzazione”. Va in questa direzione la recente inaugurazione dell’impianto di trattamento e recupero della frazione organica dei rifiuti urbani realizzato da A2A nel centro di Giussago-Lacchiarella, al confine tra Pavia e Milano. “C’è un bell’ambiente – ha aggiunto Renato Mazzoncini riferendosi alla platea e ai protagonisti dell’evento – Quello che mi sono portato a casa oggi da “La Provincia di Cremona” è l’idea che possiamo migliorare il nostro Paese”.

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Gruppo FS: il nuovo Frecciarossa collega Roma e Milano in 2 ore e 45 minuti

Dal 23 gennaio è possibile arrivare da Roma a Milano, e viceversa, senza fermate intermedie in meno di 3 ore. Il nuovo collegamento del Gruppo FS.

Gruppo FS: Roma-Milano in meno di 3 ore

Gruppo FS è da sempre alla ricerca di soluzioni innovative per migliorare i collegamenti tra le città italiane. Proprio in questa strategia si inserisce il nuovo servizio ad alta velocità tra Roma e Milano con il Frecciarossa di Trenitalia, società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo. Il collegamento NO STOP tra le stazioni di Roma Tiburtina e Milano Rogoredo è stato inaugurato il 23 gennaio riducendo i tempi di percorrenza a sole 2 ore e 45 minuti. Il servizio non effettua fermate nelle stazioni di Roma Termini e Milano Centrale, ma grazie all’attività di altri servizi di trasporto pubblico, quali metropolitane o servizi ferroviari urbani, è possibile raggiungere comodamente il centro e i distretti turistici ed economici delle due città. Grazie a questo nuovo collegamento, che si inserisce perfettamente nell’ottica di una maggiore intermodalità e integrazione tra i servizi di trasporto pubblico, Gruppo FS può garantire una maggiore regolarità del servizio permettendo inoltre di alleggerire la congestione delle stazioni “di testa”.

Gruppo FS, una flotta di Frecciarossa a disposizione dei passeggeri

Il nuovo collegamento NO STOP del Gruppo FS si aggiunge agli altri 89 Frecciarossa giornalieri tra Roma e Milano, con fermate intermedie e tempi di percorrenza a partire da 3 ore e 8 minuti. In totale, quindi, sono 90 i collegamenti giornalieri tra le due città, offrendo così ai passeggeri un’ampia scelta di orari e opzioni di viaggio. Ai 2 Frecciarossa NO STOP Roma Tiburtina-Milano Rogoredo in 2h 45′ si aggiungono 7 Frecciarossa NO STOP Roma Termini-Milano Centrale in 2h 59′ e 81 Frecciarossa Roma-Milano con fermate intermedie. Grazie all’inserimento della nuova coppia di Frecciarossa tra Roma Tiburtina e Milano Rogoredo, Gruppo FS raggiunge un totale di 47 collegamenti con fermata nella stazione di Milano Rogoredo. Il Frecciarossa 9682 lascerà la stazione di Roma Tiburtina alle 5:30 per arrivare a Milano Rogoredo alle 8:15, mentre il Frecciarossa 9681 partirà da Milano Rogoredo alle 20:44 con arrivo a Roma Tiburtina alle 23:29.

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Divani in pelle moderni: come scegliere quello per il salotto

Se stai cercando un divano per il tuo salotto, probabilmente avrai già pensato alla pelle come materiale da preferire.

I divani in pelle moderni possono essere una scelta eccellente per chi desidera un arredamento elegante e di classe per il proprio salotto.

Per questo motivo, qui ti forniremo tutte le informazioni di cui hai bisogno per scegliere il divano in pelle moderno perfetto per la tua casa.

 

Quali sono i vantaggi dei divani in pelle?

Prima di iniziare a parlare dei fattori da considerare quando si sceglie un divano in pelle moderno, è importante capire i vantaggi di questo tipo di divani.

  • L’estetica: i divani in pelle moderni sono molto eleganti e di classe. Sono in grado di conferire al tuo salotto un’atmosfera sofisticata e accogliente.
  • La durata: la pelle è un materiale molto resistente, quindi un divano in pelle moderno durerà a lungo.
  • La manutenzione: a differenza dei tessuti, la pelle è facile da mantenere nel tempo, salvo che eliminare eventuali macchie particolarmente difficili da trattare.
  • Il comfort: i divani in pelle moderni si adattano alla temperatura del corpo, offrendo una sensazione di calore in inverno e di freschezza in estate.

 

Cosa considerare quando si sceglie un divano in pelle moderno?

Ci sono alcune cose da considerare quando si sceglie un divano in pelle moderno per il salotto. Ecco alcuni dei fattori più importanti da considerare.

Dimensioni

La dimensione del divano è un fattore molto importante da tenere a mente. Prima di acquistare un divano, è necessario misurare lo spazio disponibile in salotto e assicurarsi che il divano si adatti perfettamente. In questo modo, il divano non sembrerà né troppo grande né troppo piccolo nella stanza.

Stile

I divani in pelle moderni sono disponibili in vari stili, tra cui contemporaneo, classico e retrò. È importante scegliere uno stile che si adatti al tuo salotto e al tuo gusto personale. Assicurati di scegliere uno stile che sia durevole e che non passi di moda troppo velocemente.

Se hai dubbi sullo stile giusto, o non conosci tutti quelli esistenti, dai un’occhiata sul sito di Lacasa interior design, azienda di divani Lugano che propone modelli di ogni tipo e stile.

Colore

Il colore del divano è un altro fattore da considerare. La pelle moderna è disponibile in molti colori, tra cui nero, marrone, beige, grigio e bianco. Assicurati di scegliere un colore che si adatti al tuo salotto e che sia facile da abbinare con altri mobili e oggetti d’arredo.

Qualità della pelle

La qualità della pelle è un altro fattore da considerare quando si sceglie un divano in pelle moderno. Fai per questo in modo di scegliere un divano con una pelle di alta qualità, resistente e duratura. La pelle dovrebbe essere morbida e piacevole al tatto e non dovrebbe presentare segni di usura o di deterioramento prematuro.

Comfort

Il comfort è un fattore fondamentale quando si sceglie un divano in pelle moderno. Prova il divano prima di acquistarlo per assicurarti che sia comodo. Assicurati che il divano abbia cuscini spessi e che sia ergonomico, ovvero che offra un sostegno adeguato alla schiena.

 

Cura e manutenzione dei divani in pelle

La cura e la manutenzione dei divani in pelle sono fondamentali per garantire la durata e preservare la bellezza del divano nel tempo. Ecco alcuni consigli utili per prendersene cura:

  • Pulisci il divano regolarmente con un panno umido.
  • Evita l’esposizione diretta alla luce solare, che può causare la disidratazione e la screpolatura della pelle.
  • Evita di sederti sul divano con indumenti sporchi o umidi, che possono macchiare la pelle.
  • Evita di usare detergenti aggressivi o prodotti a base di alcol, che possono danneggiare la pelle.

Conclusioni

I divani in pelle moderni sono una scelta eccellente per chi desidera un arredamento elegante e di classe per il proprio salotto.

Chiaramente, è fondamentale prendersi cura del divano per garantire la sua durata e mantenere inalterata la sua bellezza nel tempo.

Speriamo che queste informazioni ti siano state utili per scegliere il divano in pelle moderno perfetto per la tua casa.

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Municipia S.p.A.: big data e AI per un’evoluzione “smart” delle città

Municipia S.p.A.: l’importanza per i Comuni di usufruire di sistemi in grado di gestire, integrare e creare valore dai dati e favorire l’interoperabilità e le comunicazioni fra di loro.

Municipia S.p.A.

Stefano De Capitani: “leggere” la città e interpretarla è una delle sfide centrali che gli Enti locali devono affrontare

L’esperienza di Municipia S.p.A., al fianco di Comuni di ogni dimensione nel percorso di digital transformation, insegna come l’uso dei dati raccolti dai dispositivi IoT e dell’intelligenza artificiale rappresenti “un presupposto imprescindibile per lo sviluppo delle città e per una gestione intelligente della mobilità urbana che influisce sulla qualità della vita delle persone e sulla sostenibilità dei Comuni”. È “una delle sfide centrali che ciascuna amministrazione locale deve affrontare”, scrive sui suoi canali social il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani. L’innovazione digitale ad esempio permette ai Comuni “di ‘leggere’ la città e interpretarla, anche per quanto riguarda il flusso del traffico e l’interconnessione fra il sistema di trasporto pubblico e lo spostamento delle persone”: sapendo quanti mezzi transitano in un determinato arco temporale, in quali aree e con quale direzionalità possono infatti “sviluppare soluzioni sempre più intelligenti in questo ambito, oltre che ridurre ingorghi, inquinamento e aumentare la sicurezza”.

Municipia S.p.A.: big data e AI per “leggere” le città e migliorare la mobilità e la qualità della vita delle persone

L’impiego delle nuove tecnologie, secondo Municipia S.p.A., deve essere “flessibile, adattivo e integrato nei vari contesti, in modo da fornire un monitoraggio continuo e garantire la capacità di interventi immediati o predittivi”. Raccogliere le informazioni senza metterle in connessione tra loro sarebbe comunque inutile. “Servono sistemi in grado di gestire, integrare e creare valore dai dati e favorire l’interoperabilità e le comunicazioni fra di loro”, spiega in merito il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani: non bisogna dimenticare infatti “che lo scopo finale è l’efficientamento dei servizi rivolti proprio alla popolazione”. Ragionare in termini di “ecosistemi digitali” mai come oggi è indispensabile per i Comuni: l’utilizzo di piattaforme e innovazioni tecnologiche, Intelligenza Artificiale, Internet of Things, big data può fare la differenza nella gestione della mobilità urbana, extraurbana e della sicurezza stradale.

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Yuri Salvatore e la sua versione della sigla di “Mare fuori”

si intitola “‘O mar for”, la sigla della fiction rai di successo Mare fuori, interpretata e scritta da Matteo Paolillo e Lolloflow. sul web sono uscite diverse versioni riproposte da diversi giovani artisti. anche il musicista Yuri Salvatore, napoletano, classe 1992, ha recentemente pubblicato una sua versione, ri-arrangiata a suo modo, definendola un vero e proprio “Inno alla speranza”entrato nella vita di tutti i giorni senza chiedere permesso. “‘nun te preoccupà guagliò, ce sta ‘o mar for”è una sorta di “mantra napoletano”per darsi forza sempre nei momenti di sconforto. in questa versione, sussurrata come una vera e propria Ninna nanna, Yuri è coerente con lo stile che da tempo ha scelto. le intenzioni, quasi anti-neomelodiche e più vicine al contemporaneo, fanno di questo brano un vestito che lo stesso Salvatore ha ricostruito per lui su misura.

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Davide D’Arcangelo: “Promuovere una cultura dell’innovazione sostenibile”

Nel corso del programma radiofonico “Io, Chiara e il green” condotto da Chiara Giallonardo, Davide D’Arcangelo, Responsabile Sviluppo di Fondazione Italia Digitale, ha approfondito il tema della tecnologia e della digitalizzazione in chiave ambientale.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: digitalizzazione e impatto ambientale

Le tecnologie digitali sono ormai una parte integrante delle nostre vite e rappresentano un’importante risorsa per la transizione energetica, nonostante anche il digitale abbia un costo dal punto di vista ambientale. Secondo The European House Ambrosetti, spiega Davide D’Arcangelo, entro il 2030, grazie al digitale, contribuiremo ad abbattere le emissioni di CO2 fino al 10% rispetto ai livelli del 2019. Tuttavia, le stesse tecnologie sono responsabili quasi del 4% delle emissioni di gas serra, con prospettive fino all’8,5% nel 2025. I fattori principali sono gli enormi consumi elettrici di server e data center per l’immagazzinamento dei dati e l’elaborazione e trasmissione dei dati, oltre al consumo di risorse dovuto alla produzione di dispositivi elettrici, al loro trasporto, e così via. Per contribuire a migliorare la situazione, precisa Davide D’Arcangelo, possiamo utilizzare meglio la tecnologia che abbiamo a disposizione: servirsi del cloud per l’archiviazione dei dati e preferire il download allo streaming. Questi comportamenti intelligenti dovrebbero includere anche la diminuzione della luminosità dei nostri dispositivi e l’eliminazione dei vecchi messaggi immagazzinati.

Davide D’Arcangelo: nel nostro Paese c’è un gap da recuperare

Lo sviluppo delle tecnologie digitali, continua Davide D’Arcangelo, rappresenta anche una delle missioni del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza): il 37% dei suoi fondi sono infatti destinati alla transizione verde, mentre il 20% alla transizione digitale. Questi ingenti investimenti si sostanziano soprattutto in infrastrutture digitali, come i data center di proprietà del Paese, nella promozione di una cultura dell’innovazione sostenibile, oltre che nell’utilizzo di algoritmi e intelligenza artificiale che consumano meno energia e nelle nuove tecnologie per lo stoccaggio dei dati capace di ridurre l’impatto ambientale. È necessario un dialogo competitivo pubblico-privato per sviluppare competenze diffuse e massimizzare il loro potenziale: “In questo momento nel Paese le risorse non mancano, mancano forse le competenze in grado di accelerare i processi”, conclude Davide D’Arcangelo sottolineando che “questo è il gap da recuperare per spendere al meglio le risorse del PNRR e fare in modo che la spesa sono sia solo efficiente, ma anche efficace”. 

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Fintech, con Banca Generali e Marco Montemagno un’iniziativa sull’educazione finanziaria

Con l’innovazione portata dal Fintech è sempre più difficile stare al passo con i cambiamenti in atto nel mondo della finanza. Per questo Banca Generali e Marco Montemagno hanno deciso di collaborare per avvicinare il pubblico ai temi del risparmio e degli investimenti.

Banca Generali

Fintech, Banca Generali: come l’innovazione tecnologica sta cambiando il mondo della finanza

Stare al passo con l’innovazione finanziaria resa possibile dai nuovi strumenti Fintech risulta oggi indispensabile per una corretta gestione del proprio patrimonio e affrontare sfide ormai essenziali come la previdenza complementare e la pianificazione dei progetti di vita. Lo sa bene Banca Generali, oggi una delle realtà più attive e innovative nel panorama del Fintech in Italia. L’istituto bancario ha infatti avviato diverse iniziative e collaborazioni con partner di eccellenza, tra i quali spiccano la startup italiana Conio e la piattaforma blockchain scalabile e decentralizzata Algorand, per offrire ai propri clienti soluzioni avanzate e personalizzate. Per cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie è necessario tuttavia possedere una solida educazione finanziaria di base. È da questa considerazione che nasce Edufin 3.0, il progetto di Banca Generali e Marco Montemagno per diffondere su tutti i principali social una cultura positiva verso il mondo degli investimenti. 52 puntate in totale, una a settimana, che vedranno il noto Youtuber discutere dei principali argomenti di educazione finanziaria in compagnia di alcuni dei massimi esperti del settore. Partner dell’iniziativa, oltre a Conio e Algorand, anche Vontobel e Pictet Asset Management. 

 

Gian Maria Mossa (Banca Generali): “Fintech? Porterà grandi vantaggi in termini di efficienza e sostenibilità

L’educazione finanziaria ha riflessi economici e sociali enormi – ha spiegato l’AD di Banca Generali Gian Maria Mossa nel primo episodio dedicato alla presentazione del progetto – È importante sapere come spendere e come risparmiare. In Italia possiamo solo migliorare. C’è tantissimo risparmio ma poco utilizzato. Ci avviciniamo a circa 2mila miliardi di giacenze in liquidità, un enorme massa monetaria che con l’inflazione di oggi significa praticamente tassarsi da soli. Ecco perché abbiamo dato vita a iniziative come Edufin, per spiegare che la ricchezza non utilizzata non sempre produce effetti positivi”. Sulle opportunità offerte dal Fintech, il manager si dice estremamente fiducioso: “Dopo anni in cui la tecnologia non ha contribuito a guadagni di produttività, stiamo entrando in una nuova fase. Con il livello raggiunto nell’elaborazione dei dati e nello sviluppo di tecnologie come le blockchain, ci saranno grandi vantaggi in termini di efficienza, con maggiore qualità e possibilità di personalizzazione”. Un cambiamento che va di pari passo con il trend di sostenibilità. L’AD di Banca Generali porta l’esempio della piattaforma Ethereum, che con l’operazione “The Merge” ha ridotto il consumo energetico di circa il 99,95%: “Un game changer fortissimo: se viene meno la critica di essere energivora, la blockchain diventa la scelta obbligata per un futuro più sostenibile”.

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Luiss, ad Andrea Prencipe conferita la Melvin Jones Fellowship

A Riccione serata sull’innovazione promossa dal Lions Club Rimini Host. Protagonista Andrea Prencipe, insignito della Melvin Jones Fellowship.

Andrea Prencipe

Andrea Prencipe: “Innovazione? Una sfida educativa a tutto tondo

Il Lions Club International Foundation ha deciso di conferire il titolo di Melvin Jones Fellow ad Andrea Prencipe, esperto di innovazione e dal 2018 alla guida dell’Università Luiss Guido Carli. Istituito nel 1973 e intestato al fondatore dell’Associazione, il riconoscimento testimonia l’impegno profuso nel servizio umanitario. La cerimonia, organizzata dal Lions Club Rimini Host, si è tenuta lo scorso 17 marzo presso il Grand Hotel Des Bains di Riccione. Sul palco Andrea Prencipe ha tenuto una lectio magistralis nella quale ha parlato dell’innovazione come motore di sviluppo delle imprese, delle organizzazioni e delle istituzioni, sottolineando il ruolo centrale delle università. “L’innovazione è un cambiamento che genera valore – ha spiegato il Rettore a latere della serata d’onore – Importante è però essere preparati ad accettare il cambiamento, o meglio ancora a governarlo. La vera sfida è lavorare sull’approccio: bisogna partire dalla scuola, dall’università: una sfida educativa a tutto tondo”.

Andrea Prencipe: “Ringrazio il Lions Club, per me un onore e un privilegio

Andrea Prencipe ha espresso la sua gratitudine per il riconoscimento, “un onore e un grande privilegio”, e ha poi ricordato le parole dell’economista Joseph Schumpeter: “L’innovazione è distruzione Se da una parte devo distruggere, dall’altra devo sapere creare. Una tensione di opposti che va bilanciata e governata: ecco perché è importante anche saper educare all’innovazione”. Oltre ad Andrea Prencipe, all’evento moderato da Elena Cicconi, Presidente Distretto L.E.O. 108/A, hanno preso parte anche Giulia Bubbolini, Resp. Coordinamento organizzazione Direzione operativa CISE. Az. Spec. CCIAA della Romagna, e Marco Bugli, Dirigente dell’Istituto Tecnico Economico Statale “R. Valturio” di Rimini. Presenti anche i MJF Antonio Leone, Presidente Consiglio Superiore della Magistratura Tributaria, e Francesca Ramicone, Governatore Distretto LIONS 108/A

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Francesco Starace: 3Sun Gigafactory, il futuro dell’energia e della tecnologia fotovoltaica

La più grande fabbrica di pannelli d’Europa con una tecnologia unica al mondo: Sky Tg24 dedica un approfondimento alla 3Sun Gigafactory di Catania che l’AD Francesco Starace ha definito “il futuro della tecnologia fotovoltaica”.  

Francesco Starace

Francesco Starace: innovazione, sostenibilità e indipendenza energetica grazie alla Gigafactory 3Sun

È nelle parole dell’AD Francesco Starace il valore del progetto raccontato recentemente anche da Sky Tg24: “Le stime delle rinnovabili per i prossimi anni affermano chiaramente che per l’Italia e l’Europa è strategico investire per dare vita a una filiera produttiva interna, coniugando le esigenze di sicurezza e indipendenza energetica con quelle dell’economia, del lavoro e dell’ambiente”. In questa direzione guarda la 3Sun Gigafactory di Enel, che sorge nel cuore dell’Etna Valley di Catania: un progetto strategico “per consentire all’Italia di sviluppare una filiera produttiva del fotovoltaico, punto di riferimento a livello locale, nazionale ed europeo”, ricorda l’articolo di Sky Tg24. 3Sun Gigafactory diventerà la più grande fabbrica di pannelli solari in Europa, con una capacità produttiva di 3GW all’anno dagli attuali 200 MegaWatt, a fronte di un investimento di 600 milioni di euro: una “grande storia di innovazione e sostenibilità” come l’aveva definita l’AD Francesco Starace.

Francesco Starace: prodotti nella 3Sun Gigafactory i 5.700 pannelli fotovoltaici per scuole e ospedali in Ucraina

“Da iniziative come questa cresce il futuro dell’energia”: Francesco Starace lo aveva sottolineato lo scorso 6 febbraio accogliendo in visita nel cantiere di Catania il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, la Direttrice Generale della Direzione Energia della Commissione Europea Ditte Juul Jørgensen, il Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani e il Commissario Straordinario del Comune di Catania, Prefetto Piero Mattei.  Insieme a Francesco Starace anche il Presidente di Enel Michele Crisostomo: il progetto denominato “TANGO” (iTaliAN Giga factOry), a riprova del valore strategico, è stato incluso tra le sette iniziative selezionate dalla Commissione UE nell’ambito del primo bando dell’Innovation Fund dedicato ai grandi progetti. Inoltre è stato presentato al bando per l’accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) relativi alla Missione M2C2 Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” – sub-investimento 5.1.1 “Tecnologia PV”, con Contratto di Sviluppo gestito dall’attuale Ministero delle Imprese e Made in Italy (MIMIT). Tra i benefici legati al progetto anche le notevoli ricadute occupazionali. L’articolo di Sky Tg24 ricorda infine come nella 3Sun Gigafactory siano prodotti i 5.700 pannelli fotovoltaici da 350 watt da donare all’Ucraina, a riprova dell’impegno annunciato nei giorni scorsi da Enel insieme alla Commissione europea.

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Oro Bene Rifugio Antico Ancora Oggi Moderno

L’oro è un bene rifugio moderno, poiché è considerato un bene di investimento stabile e sicuro. Le economie mondiali attraversano periodi di turbolenza e le valute tradizionali sono soggette a oscillazioni della loro quotazione sulle borse valori.
Con l’oro come riserva di valore, i suoi prezzi sono stati in grado di resistere alle fluttuazioni del mercato, l’oro è anche considerato un bene rifugio alternativo per coloro che si sentono insicuri di investire nei diversi mercati e in tutti i tipi di valute.
Inoltre, l’oro offre alcuni vantaggi fiscali che lo rendono una scelta più conveniente per gli investitori, oltre a questo l’oro è facilmente vendibile non solo sotto forma di lingotti da investimento ma in ogni sua forma grazie alla diffusione di attività commerciale come questo compro oro Firenze.
Gli investitori ritengono che l’oro sia un bene di riserva per le emergenze finanziarie e cercano di proteggere i propri risparmi da crisi politiche o economiche.
I metalli preziosi come l’argento, il rame e il palladio sono considerati un bene rifugio alternativo perché non subiscono gli effetti dell’inflazione.
Anche se le quotazioni delle materie prime tendono a fluttuare nel tempo, la crescita economica globale è un trend che dura da più di due decenni e si presumeva che questo avrebbe continuato anche in futuro.
L’oro può essere usato per investire nel mercato azionario e nei mercati monetari. Inoltre, l’investimento in oro può essere vantaggioso dal punto di vista fiscale.
Le economie mondiali attraversano periodi di turbolenza e le valute tradizionali sono soggette a oscillazioni della loro quotazione sulle borse valori.
Turbolenze che almeno nella parte occidentale del mondo si sono ripetute in modo ciclico e sistematico con l’inizio del nuovo millennio, tanto da portare la quotazione aurea ad aumentare di 5/6 volte negli ultimi venti anni.
Con l’oro come riserva di valore, i suoi prezzi sono stati in grado di resistere alle fluttuazioni del mercato anche nei momenti più difficili, anzi è proprio gli eventi negativi più significativi che l’andamento del prezzo dell’oro punta decisamente al rialzo spinto da investitori privati ed istituzionali in cerca di un porto sicuro.

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Giovanni Lo Storto (Luiss): “Docenti? Con il nostro modello diventano designer di ispirazione”

Integrazione del digitale, nuove modalità didattiche e approccio ESG: Giovanni Lo Storto, Direttore Generale dell’Università Luiss, racconta a “Fanpage” le principali novità dell’offerta formativa dell’Ateneo.

Giovanni Lo Storto

Giovanni Lo Storto: Luiss, le caratteristiche del nuovo modello didattico

Stimolare gli studenti a disimparare, allenarli alle diversità e soprattutto a fare domande. E, grazie anche all’integrazione stabile della strumentazione digitale, prepararli ad affrontare le sfide delle future crisi globali, climate change in primis. A descrivere le principali novità del nuovo modello didattico dell’Università Luiss, in un’intervista rilasciata a “Fanpage”, è il Direttore Generale Giovanni Lo Storto. “Enquiry based” – questo il nome scelto dall’Ateneo – si differenzia rispetto ai modelli di formazione classici per l’approccio investigativo: “La chiave di tutto è l’allenamento, dapprima alle diversità, che è la cosa più difficile per l’essere umano. E poi l’allenamento a fare le domande, ad imparare a fare le domande giuste”. Si evolve anche il ruolo del docente: “Non dobbiamo più pensare al docente come un drone di contenuti, che trasmette la conoscenza in modo verticale trasferendola allo studente – spiega Giovanni Lo Stortopiuttosto vogliamo insegnanti che siano designer di ispirazione e di motivazione”. Per il Direttore Generale della Luiss è necessario iniziare a pensare le università non solo come centri di formazione specialistica, ma anche come palestre che aiutino gli studenti a formare la propria identità come persona e cittadino e a valorizzarne talenti e soft skills.

Climate change, Giovanni Lo Storto: “Stiamo ragionando su corsi di laurea specifici

Fondamentale anche l’attenzione alle tematiche ESG (Environmental, Social e Governance), con le aziende che oggi sono sempre più alla ricerca di figure in grado di guidare i cambiamenti in atto e generare uno sviluppo sostenibile e duraturo. “Stiamo riflettendo come ateneo di lanciare dei percorsi formativi ad hoc per affrontare queste sfide – ha detto Giovanni Lo StortoC’è tempo fino al 3 aprile per iscriversi al test d’ammissione per le nostre lauree magistrali, ma stiamo ragionando già per il prossimo anno accademico se individuare degli indirizzi all’interno di questi corsi di laurea per trattare in modo molto specifico i temi non solo della sostenibilità ma anche del climate change”. L’approccio ESG diventa ancora più determinante per gli studenti che vogliono affacciarsi allo studio delle scienze sociali ed economiche, con la Luiss prima università in Italia e 22esima nel mondo in Scienze politiche internazionali: “La guerra in Ucraina ha riportato le relazioni internazionali al centro degli interessi – è il commento di Giovanni Lo Stortoe la Luiss è il posto giusto per i ragazzi e le ragazze che vogliono capire il mondo che cambia, ma anche agire nel mondo globale, diventare classe dirigente e provare a cambiare le cose”.

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Davide D’Arcangelo: la PMI IPSA chiude round di investimento da oltre 1 milione di euro

La digital health company IPSA ha chiuso un importante round di investimento, guidato dalla holding Next4, di cui Davide D’Arcangelo è co-fondatore.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: Next4 protagonista nel round di investimento di IPSA

È stata la holding co-fondata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta a guidare il round di investimento che si è chiuso assicurando alla PMI IPSA oltre 1 milione di euro. Per la considerevole riuscita dell’operazione è stato fondamentale il ruolo svolto dal Fondo Rilancio Startup attivato da Next4, in qualità di investitore qualificato. Il Fondo, che opera esclusivamente in co-investimento con determinati soggetti proponenti selezionati, è gestito da CDP Venture Capital SGR. L’Amministratore Delegato della PMI piemontese ha espresso grande soddisfazione per l’ottimo risultato raggiunto: “Siamo molto orgogliosi di questo round di finanziamento che conferma la qualità delle nostre soluzioni, la loro competitività sul mercato e la loro funzionalità rispetto alle esigenze del SSN”.

Le parole di Davide D’Arcangelo sulla digital health company

Al termine della chiusura del round di investimento da 1,380 milioni di euro, il co-fondatore di Next4 Davide D’Arcangelo ha raccontato cosa ha spinto la holding ad investire nella digital health company piemontese: “Quando abbiamo deciso di investire in IPSA eravamo certi che l’innovatività della sua proposta e la solidità del suo programma di sviluppo potessero essere di interesse anche per un investitore istituzionale”. IPSA è ideatrice di una gamma di prodotti IoT che supportano gli operatori sanitari dei reparti ospedalieri e delle sale operatorie nei processi di stoccaggio e distribuzione grazie all’integrazione di hardware e software. “In IPSA abbiamo visto il potenziale per un nuovo standard nella sanità italiana, una champion pronta a esplodere che aveva bisogno di un piccolo boost per scalare definitivamente non solo il mercato italiano, ma anche a livello internazionale dove peraltro sta già riscuotendo molto interesse e ha già acquisito importanti commesse”, ha concluso Davide D’Arcangelo.

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Paolo Gallo (Italgas): “Fondamentale il ruolo di biometano e idrogeno”

Il ruolo di biometano e gas e l’importanza della digitalizzazione delle reti. In un’intervista rilasciata a GEA, l’Amministratore Delegato di Italgas Paolo Gallo racconta le sfide future.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: biometano, l’energia rinnovabile più pronta

Servono reti intelligenti, digitali e flessibili capaci di “migliorare il servizio che forniamo al cliente finale e di cambiare il modo in cui noi gestiamo le reti, in maniera meno passiva”, racconta Paolo Gallo. Non solo, questa digitalizzazione consente inoltre di realizzare reti atte ad accogliere biometano e idrogeno. “Noi abbiamo più di 2 miliardi di metri cubi di gas prodotto dal trattamento dei rifiuti che potrebbero diventare un miliardo e mezzo di metri cubi in più se facessimo l’upgrade degli impianti”, spiega. Il potenziale a disposizione può raggiungere i 2 miliardi di metri cubi di biometano. Di qui a qualche anno, questi 2 miliardi “possono diventare 8-10 miliardi”, aggiunge Paolo Gallo, ovvero il traguardo prefissato dalla Commissione europea nel REPowerEU. Il nostro Paese possiede dunque la tecnologia e il potenziale necessario: la principale difficoltà da affrontare risiede nelle autorizzazioni per lo sviluppo degli impianti di biometano.

Paolo Gallo: idrogeno, le prospettive future

E l’idrogeno? “La tecnologia di produzione dell’idrogeno verde esiste ma non è ottimizzata”, sottolinea Paolo Gallo. In Sardegna, Italgas sta portando avanti un progetto pilota per dimostrare la molteplicità e flessibilità di usi dell’idrogeno. La strada sembra ormai tracciata. “Nella visione della Comunità europea – spiega l’AD – il 50% del gas che arrivava dalla Russia dovrà essere rimpiazzato di qui al 2030 da biometano e idrogeno in egual misura. Il 50% sono 75, quasi 80, miliardi di metri cubi di gas. Vuol dire che il ruolo di biometano e idrogeno diventa fondamentale. In più, accelera la transizione energetica perché metà di quel gas viene sostituito da gas che sono rinnovabili a zero contenuto di CO2”. Nonostante la guerra tra Russia e Ucraina abbia influito sull’attività del Gruppo, Paolo Gallo segue la via dell’ottimismo: “Questa crisi sta accelerando i processi di efficienza energetica e di transizione energetica”. Italgas ha dichiarato di voler tagliare, entro il 2028, le emissioni di gas serra del 34%.

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Luigi Ferraris su “Il Tempo”: nel Gruppo FS focus maggiore sulla sicurezza in stazione

Come illustrato dall’AD Luigi Ferraris, Gruppo FS ha in programma nuovi progetti insieme agli enti locali per aumentare i servizi commerciali nelle stazioni e accrescerne la sicurezza. A tal proposito è stata istituita anche FS Security, con 1.000 addetti in più dedicati alla vigilanza.

 Luigi Ferraris

Luigi Ferraris presenta i progetti del Gruppo FS sulla sicurezza

Maggiore presidio degli scali ferroviari e nuove proposte di servizi commerciali grazie agli accordi con le amministrazioni locali. “Così aumentiamo la sicurezza delle stazioni italiane, soprattutto quelle minori, e riduciamo la percezione di timore che ancora è sentita da molti passeggeri”, ha spiegato Luigi Ferraris in un’intervista rilasciata a “Il Tempo”. Occasione in cui l’AD del Gruppo FS ha presentato diverse iniziative, tra cui la nascita di FS Security, nuova società che unisce le attuali aree dedicate alla sicurezza e mette in campo 1.000 addetti in più per la vigilanza. “Ferrovie dello Stato ha recentemente fatto una survey per capire come si sentono i passeggeri riguardo al tema sicurezza”, ha dichiarato l’AD, specificando che “un passeggero su due si sente sostanzialmente al sicuro. Ma una maggiore percezione di sicurezza si ha nelle stazioni più grandi e sull’Alta Velocità mentre scende, man mano, che si va in stazioni più piccole e tratte locali”. Anche da ciò nasce la decisione di una nuova società, FS Security, con “circa mille persone nel prossimo triennio alle quali chiederemo una grande capacità di osservazione e dissuasione”. Non saranno armate, ha specificato Luigi Ferraris, “ma rappresenteranno un presidio di deterrenza e prevenzione in grado di segnalare eventuali situazioni critiche, svolgendo un’attività integrata con quella della Polfer”.

Luigi Ferraris: le considerazioni dell’AD su Poli di business, connettività, rinnovabili e digitale

Proseguendo nell’intervista, Luigi Ferraris ha ricordato che, a maggio 2022, Gruppo FS ha inaugurato quattro Poli di business – Infrastrutture, Passeggeri, Logistica, Urbano – in concomitanza con il Piano Industriale 2022-2031. Poli omogenei per missione e obiettivi che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo del sistema nazionale delle infrastrutture, incentrato sulla sostenibilità e sull’integrazione. Il tutto coordinato dalla “holding FS alla quale spetta l’indirizzo, il coordinamento strategico, il controllo e occuparsi di finanza, strategia, presidio regolatorio”. Sottolineando, inoltre, gli aspetti della digitalizzazione e della connettività come fattori abilitanti del Piano Industriale, l’AD ha parlato di progetti per “nuova fibra ottica lungo i 17.000 chilometri di rete ferroviaria e ripetitori che rilancino il segnale a bordo treno”: questo consentirà di portare connessione in tutte le stazioni e sui treni, anche regionali, a beneficio anche delle zone rurali. Quanto al settore delle energie rinnovabili, Gruppo FS ha lanciato una gara per nuovi impianti fotovoltaici o mini-eolici con l’obiettivo di installare 300 megawatt nel 2024 e 2.000 entro i prossimi cinque anni. In merito, Luigi Ferraris ha ricordato l’importanza di “pianificare con tempi coerenti alla realizzazione delle infrastrutture” e di “prevenire criticità e sfruttare le opportunità”. A conclusione dell’intervista il tema della competitività del Paese: secondo l’AD, quest’ultima può essere incrementata puntando sulle competenze tecniche e sulla digitalizzazione poiché “dobbiamo recuperare su questi fronti, ma le premesse ci sono”.

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