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Letture dei classici all’Università degli Studi di Bergamo

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  • 12 Febbraio 2019

Al via da oggi, martedì 12 febbraio, la seconda edizione di “Letture dei classici”, l’iniziativa a cura dei docenti del dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere dell’Università degli studi di Bergamo, che vuole presentare a professori e studenti delle scuole superiori, ma anche ad appassionati e curiosi, un’opera per ciascuna delle letterature euro-americane e orientali insegnate all’ateneo bergamasco.

Dieci incontri gratuiti e a libero accesso, come da programma consultabile sul sito dell’università www.unibg.it.

Primo appuntamento martedì 12 febbraio alle ore 17 presso l’Ateneo di scienze, lettere e arti di via Torquato Tasso 4 a Bergamo con la “Fedra” di Jean Racine. Fabio Scotto, professore ordinario dell’Università degli studi di Bergamo, prende in esame la celebre tragedia francese la cui protagonista Fedra, matrigna incestuosa, sentendosi rifiutata dal figliastro Ippolito, ne causa la morte per maledizione del padre Teseo, prima di confessare le sue colpe e morire suicida. Dramma della colpa e del desiderio, il testo è un mirabile esempio di stile e forza drammatica che verrà analizzato avvalendosi della critica sociologica (Goldmann), strutturale (Barthes) e psicanalitica (Orlando) al fine di mostrarne la modernità nella rappresentazione del represso e della costante tensione tra Eros e Thanatos, pulsione di vita e pulsione di morte.

Prossimi incontri, ospitati in spazi diversi della città, le letture di Zorrilla, Pinter, Zeami Motokiyo, Goldoni, Williams, Tawfiq al-Hakim, Èhecov, Ma Zhiyuan e Büchner.

 

Coordina: Luca Bani, professore associato del dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere dell’Università degli studi di Bergamo [email protected]

 

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L’evoluzione del Servizio Sociosanitario Lombardo

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  • 12 Febbraio 2019

Quali sono le competenze richieste a un Coordinatore delle professioni sanitarie e sociosanitarie? Quale sarà il futuro di questa importante funzione? Quali gli strumenti che consentono a questa figura manageriale di svolgere correttamente la sua strategica funzione? Questi e molti altri sono i temi di cui discuterà venerdì 15 febbraio presso l’Aula Galeotti della sede dell’Università degli Studi di Bergamo in via dei Caniana in occasione del convegno dedicato al ruolo del Coordinatore delle professioni sanitarie e sociali alla luce dell’evoluzione del Servizio Sociosanitario Lombardo. La partecipazione è libera previa iscrizione da effettuarsi sul portale web dell’Università di Bergamo (Sezione News ed Eventi).

Durante i lavori, aperti alle 9.30 da Edoardo Ezio Della Torre, Direttore SDM, Angelo Renoldi, Direttore del Master e Chiara Casadio, Coordinatore del Master e che vedono l’intervento di Massimo Giupponi, Direttore Generale ATS Bergamo e Annalisa Pennini, Direttore scientifico Format, saranno presentati i risultati emersi dalla ricerca guidata da Gaia Bassani, Professore a contratto dell’Università degli Studi di Bergamo, e da Iorio Riva, Sociologo ATS Bergamo.

In due anni, sono stati intervistati circa 200 coordinatori, analizzando l’impatto sui mutamenti organizzativi e professionali a tre anni dall’entrata in vigore della Riforma regionale. Tra le prime evidenze emerse si riscontra una sempre maggiore adesione delle Organizzazioni ai princìpi imposti dalla Riforma, a partire da una visione sistemica per la presa in carico, la continuità assistenziale delle cronicità e delle fragilità e una indispensabile integrazione tra gli interventi sanitari sociosanitari e sociali.

Sfide che impongono riflessioni accurate e che coinvolgono, in primis, la funzione di raccordo e di regia delle figure che coordinano i servizi e gli interventi. Una funzione professionale per cui SdMSchool of Management dell’Università degli Studi di Bergamo organizza il Master di I° livello “Management delle professioni sanitarie e sociosanitarie. Coordinamento e organizzazione dei servizi ospedalieri domiciliari e territoriali”, già alla sua decima edizione con oltre 300 coordinatori formati.

 

 

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

ore 9,30 Apertura dei lavori

Edoardo Ezio Della Torre – Direttore SDM

Angelo Renoldi – Direttore del Master

Chiara Casadio – Coordinatore del Master

ore 10,00 Presentazione degli esiti della ricerca sull’attività e le competenze del Coordinatore alla luce della Legge Regionale 23/2015

Gaia Bassani – Professore a contratto dell’Università degli Studi di Bergamo

Iorio Riva – Dirigente Sociologo ATS Bergamo

ore 10,30 La sfida dell’integrazione sociosanitaria

Massimo Giupponi – Direttore Generale ATS Bergamo

ore 11,00 Evoluzione della figura del coordinatore: funzioni di management e di leadership fra passato, presente e futuro

Annalisa Pennini – Direttore scientifico Format

ore 12,30 Chiusura lavori

Chiara Casadio – Coordinatore del Master

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A Bergamo i corsi firmati ASPI per diventare sommelier professionisti

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  • 12 Febbraio 2019

Al via anche a Bergamo le nuove edizioni dei corsi firmati ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana volti a formare sommelier professionisti. Il 4 marzo, presso il Centro Servizi Le Vele a Curno, partirà il corso di primo livello, organizzato da ASPI Bergamo, che si terrà tutti i lunedì, dalle 20.00 alle 23.00, e si concluderà il 24 giugno.

Il corso prevede un totale di 17 incontri, tra lezioni frontali in aula, approfondimenti teorici, degustazioni e visite in cantina. A tutti i partecipanti, alla prima lezione, viene fornita una valigetta contenente i calici da degustazione “Exilles” realizzati da Rastal sulla base dello studio condotto in collaborazione con i sommelier ASPI, il cavatappi, il libro di testo e il quaderno per le degustazioni di vini e altre bevande.

In particolare, il corso dedica il primo incontro all’esame della figura professionale del coppiere e del sommelier, il ruolo che rivestono e gli strumenti a disposizione del degustatore: la scheda di degustazione, il calice, le tipologie di bottiglie, la stappatura. Seguono quindi le lezioni dedicate alla viticoltura, all’enologia, alle tecniche di degustazione (esami visivo, olfattivo e gustativo) e quindi alla legislazione vitivinicola italiana ed europea. La seconda parte del corso si concentra sul grande mondo delle bevande con incontri dedicati a birra, distillati e liquori, spumanti, vini speciali, acqua e bevande nervine, concludendosi con una lezione di enogastronomia: dalla storia ed evoluzione del gusto, all’analisi sensoriale del cibo, fino alle differenti tipologie di abbinamento cibo-bevande.

Il superamento della prova finale del corso di I livello, pensato per fornire ai partecipanti un bagaglio tecnico e culturale che permetta di acquisire le nozioni base della professione, consente l’accesso al corso di II livello per ottenere la qualifica di Mastro Coppiere e quindi al percorso di tutorato per la preparazione all’esame di abilitazione per Sommelier.

Per informazioni ed iscrizioni, è possibile scrivere a [email protected]

Il programma dettagliato del corso di I livello è disponibile su http://www.aspi.it/corsi-aspi/1-propedeutico

ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

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Gli orologi Hip Hop in silicone colorato: per un San Valentino speciale

Cosa regalare a San Valentino? La scelta è spesso difficile ma quest’anno la soluzione potrebbe essere proprio dietro l’angolo. Hip Hop Watches e i suoi orologi in silicone colorato per donna e per uomo, rappresentano un’idea regalo originale, per una giornata davvero unica.

Hip Hop Watches, infatti, per la festa degli innamorati ha pensato a una proposta tanto dolce quanto particolare: distinguersi con un dono originale verso la propria dolce metà può fare la differenza.

Trasforma il tuo orologio da polso in un qualcosa che va oltre il semplice segnatempo. Un orologio con il cinturino in silicone con forme e colori diversi avrà un significato particolare, legato a una giornata di festa e a ricordi piacevoli e, allo stesso tempo, sarà utile e funzionale in ogni occasione.    

Splendidi orologi colorati tra i quali scegliere

Esaltare la propria quotidianità indossando orologi da polso glam e fashion come gli Hip Hop Watches può trasformare ogni giorno in un’occasione speciale e, la collezione Hip Hop (HE) ART è dedicata a tutti gli innamorati.

L’orologio POP (HE)ART è un’esplosione di cuori: il rosso, va da sé, è il colore predominante è perfettamente in linea con San Valentino.

Il materiale, poi, è il silicone stampato con la tecnica del water transfer, che dona quella praticità tipica degli orologi Hip Hop a un modello che vuole regalare amore e passione in ogni momento in cui viene indossato.  

 

La particolarità del cinturino in silicone

Il cinturino in silicone è semplicemente diverso dagli altri perché rende l’orologio Hip Hop (in particolare il modello della collezione HE(ART) ) un’idea regalo per San Valentino che colpisce al cuore, proprio come la famosa freccia di Cupido.  

La semplicità con la quale si può donare un sorriso sarà sicuramente un motivo di felicità, con questi orologi in silicone colorati che sono un vero e proprio omaggio all’arte pop, oltre che all’amore: colpire nel segno sarà un gioco da ragazzi!

Personalizzare il proprio stile è il concetto chiave e questo Hip Hop Watches lo sa: grazie agli orologi con cinturino intercambiabile, ogni occasione sarà unica e speciale grazie alla possibilità di trasformare il proprio look.

 

Gli altri orologi da regalare per San Valentino

Sono tanti gli orologi da regalare, tutti molto particolari: oltre a Hip Hip (HE)ART, infatti, sono presenti altre collezioni molto caratteristiche e in linea con il tema dell’amore:

 

  • collezione BE LOVED: un vero e proprio inno all’amore, con una pioggia di cuoricini nel cinturino in silicone, disponibile nelle colorazioni bianco e fucsia.    
  • collezione KISS: per chi adora essere sempre un po’ sopra le righe grazie alla particolarità della grafica: mille baci si stampano sul cinturino dell’orologio Hip Hop
  • collezione HEARTBREAKERS: un’esplosione di borchiette a forma di cuore vivacizzano il cinturino in silicone. Vera e propria dichiarazione d’amore per i “love addicted”. Disponibile nelle colorazioni bianco e rosso.

Scopri le particolarità degli accessori Hip Hop, non farti cogliere impreparato: rendi speciale San Valentino con qualcosa di unico!

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Storia del Commercio e Lavorazione dell’Oro a Firenze

La lavorazione dell’oro a Firenze vanta una tradizione secolare che testimonia l’importanza del ruolo che la città ha avuto in passato come centro economico e commerciale.
Le grandi ricchezze che la città riuscì ad ottenere grazie ai fiorenti scambi commerciali con paesi anche molto lontani permisero a Firenze di accumulare anche notevoli quantità di oro che oltre che per i pagamenti furono utilizzate anche per la creazione di oggetti e gioielli che venivano commissionati dai signori dell’epoca.
Grazie al commercio oro la città ebbe una forte crescita che si materializzo con la formazione delle prime corporazioni delle arti e dei mestieri, tra queste fu istituita anche quella che riguardava la lavorazione dell’oro che intorno all’anno mille era regolato dallo statuto dell’arte della seta, questo poiché molte lavorazioni dell’oro a Firenze erano eseguite per decorazioni che venivano utilizzate per i capi di abbigliamento dei signori dell’epoca.
Il commercio oro Firenze fu alimentato in modo significativo durante la dinastia dei medici, in quel periodo conosciuto in tutto il mondo come il rinascimento quando oltre a tutte le altre arti crebbe in modo significativo anche l’arte della lavorazione dell’oro.
Con l’avvento della famiglia dei Medici presero forma i laboratori orafi che furono trasferiti presso la Galleria degli Uffizi per poi trovare la loro sistemazione definitiva sul mitico ponte vecchio, che in quel periodo fu scelto per dare lustro a tutta la zona che era la strada di collegamento tra il Palazzo Vecchio sede del governo e la residenza dei Medici di Palazzo Pitti.
Nel corso del tempo l’arte della lavorazione dell’oro a Firenze si è formata grazie all’influenza di varie correnti come quella barocca, nonostante ciò l’arte dell’oro fiorentina ha mantenuto le sue caratteristiche inconfondibili di semplicità e precisione, uno stile che ancora oggi è utilizzato per realizzare gioielli e oggetti che si possono acquistare presso le botteghe orafe del ponte vecchio.
A conferma della grande tradizione della lavorazione dell’oro ci sono importanti scuole orafe presso le quali studiano giovani provenienti da tutto il mondo per acquisire i metodi e le tecniche di lavorazione degli orafi.

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Alessandra Fornasiero: da docente alla fondazione di CSR Value Srl

La carriera di Alessandra Fornasiero, dall’insegnamento nelle scuole superiori allo studio di problematiche manageriali ed imprenditoriali che l’hanno condotta alla fondazione di Circularity, startup finalizzata a diventare un punto di riferimento nel mondo dell’economia ambientale sostenibile.

Alessandra Fornasiero

Alessandra Fornasiero: laurea in matematica e prime tappe del percorso professionale

Alessandra Fornasiero nasce a Milano nel 1975. Dopo aver frequentato l’Università degli Studi della città, si laurea in Matematica nel 1999. Inizia la sua carriera come docente nelle scuole superiori, dopo aver ottenuto la specializzazione SILSIS per l’insegnamento. Durante quest’anno, si dedica a fondo agli studi di problematiche imprenditoriali che si riveleranno fondamentali nel suo percorso manageriale. Dopo aver allacciato una collaborazione con Arthur Andersen S.p.A. come analista e sviluppatrice di software, diventa Responsabile dell’Organizzazione del Gruppo Unendo, società attiva nel settore dei servizi ambientali. Nel 2004 ne fonda la divisione Corporate Social Responsibility, diventandone dirigente. Quattro anni dopo, ricopre il ruolo di Responsabile della Comunicazione, dell’Organizzazione delle CRS e Direttore dei Progetti Speciali del Gruppo Sostenya, società che opera nel campo della Green Economy. Riesce, inoltre, a dar vita alla sede londinese del Gruppo, curandone le fasi di avvio. Tra il 2012 e 2015, Alessandra Fornasiero partecipa a diversi Consigli di Amministrazione, come quello dell’associazione no profit Crazy for Digital Marketing, del gruppo Green Power S.p.A, Innovatec S.p.A. e della Fondazione Pier Lombardo.

Alessandra Fornasiero: i nuovi progetti di CSR e l’avvio della startup Circularity

Nel settembre del 2012, Alessandra Fornasiero entra a far parte del Comitato di Controllo e Rischi del Gruppo Waste Italia, (ex Kinexia S.p.A) e pochi mesi dopo viene nominata membro del Consiglio di Amministrazione. A giugno del 2016, il Comune di Milano la sceglie come Consigliere di Amministrazione della Fondazione Pier Lombardo. Da ricordare anche il ruolo di Presidente di Innovatec Power e di consigliere del Gruppo Green Power. Dopo aver maturato buone competenze, Alessandra Fornasiero fonda a gennaio 2017 CRS Value Srl, un progetto che si pone come obiettivo quello di mettere in rete i migliori professionisti del settore della Corporate Social Responsibility e sui temi della sostenibilità. L’anno successivo, insieme ad altri tre soci, riesce a fondare e ad avviare la startup Circularity, finalizzata a diventare un punto di riferimento nel mondo dell’economia ambientale sostenibile.

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DANIELE MENEGHIN “MARIPOSAS” è la versione spagnola del singolo “Farfalle” presente nell’album “Animali uomini & occasioni”, una ballad malinconica sulla metamorfosi dell’amore.

Una canzone d’amore. Le farfalle come simbolo di leggerezza, bellezza, trasformazione, instabilità. L’amore in riferimento al tempo, al cercarsi, al riconoscersi.

“Animali uomini & occasioni” è il quarto album di inediti del cantautore trevisano:

«Da tempo c’era l’dea di fare un disco “suonato in studio” con Osvaldo Di Dio e Band. A maggio dell’anno scorso si sono allineate le occasioni e siamo entrati in studio sotto la supervisione di Paolo Iafelice. Avevo in cantiere (da svariati anni) un concept album che volevo intitolare Animali, dove parlare dell’uomo attraverso gli occhi degli animali e viceversa. Vista l’occasione di lavorare con Osvaldo e la voglia di incidere anche brani di recente scrittura ho deciso di unire alcuni brani degli animali con canzoni recenti che parlano del mio essere al mondo. Da qui il titolo Animali, Uomini & Occasioni». Daniele Menghin

 

Etichetta: Adesiva Discografica

Radio date: 14 dicembre 2018

Pubblicazione album: 2016

 

BIO

 

Daniele Meneghin, musicista e cantautore nato a Conegliano in provincia di Treviso, classe 1977. Coltiva la sua passione per la musica già in giovane età iniziando con lo studio del pianoforte e poi chitarra.

Si esibisce in diverse formazioni artistiche avendo la così la possibilità di esplorare vari generi sonori, partecipando a festival e premi musicali. Nel 2003 incide il suo primo disco da solista “Prove d’autore”. Il titolo nasce dall’ammirazione per il lavoro degli incisori che, poco prima di decidere la colorazione finale della lastra, fanno alcune prove e le firmano appunto come ‘prova d’autore’.

Nel 2004 l’incontro con Gilberto Martellieri, poliedrico musicista legato a grandi nomi della musica italiana, porterà alla realizzazione del suo secondo lavoro discografico pubblicato nel 2009 e intitolato “Bertoldo si confessa ridendo”. Con questo disco inizia anche la collaborazione con Osvaldo di Dio, noto chitarrista che suona con Franco Battiato, Alice, Eros Ramazzotti, Cristiano de Andrè. Da questo album vengono scelti due pezzi e girati due video: “Aamerica” e “Son qua”. Le sonorità di strumenti live sono il filo conduttore dei brani contenuti nel terzo album: “Il Prossimo”(2014). Avvalendosi dalla stessa formazione base di musicisti, aggiunge percussioni, archi, fisarmoniche, contrabbasso. Vibrazioni di puro ritmo si possono ascoltare ne “Il vaso rosso”, pezzo arrangiato e registrato presso l’Egrem Studio a L’Avana(CUBA), con musicisti cubani, strumenti e sound caraibico.

Vengono realizzati anche due video: Ponti di legna” girato a Venezia e “Me gusta cuando callas” (canzone presente nel disco come ghost track, omaggio al grande poeta Pablo Neruda).

 

Nel 2016 ritorna in studio di registrazione con Osvaldo di Dio e band e, con il prezioso supporto di Paolo Iafelice, nasce l’ultimo album “Animali, uomini & occasioni”, iniziando così la collaborazione con la casa editrice ‘Adesiva Discografica’.

 

Contatti e social

Sito: www.danielemeneghin.com

Facebook: www.facebook.com/DanieleMeneghinOfficial/

Instagram: www.instagram.com/danielemeneghinofficial/?hl=it

Spotify: open.spotify.com/artist/7ur2XZol9S5x4Y03tmHm2P

Youtube: www.youtube.com/user/DaMeTeca

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MAX CORFINI – “E PENSO A TE – LIMITED EDITION”: dal 15 dicembre il musicista già voce dei New Trolls e protagonista del musical “Dracula” di David Zard scende in…

L’inedito “Rimani” (arricchito da un video che vede come protagonista la ballerina di Amici Eleonora Scopelliti), e la cover del celebre brano “E penso a te” di Lucio Battisti, sono le due componenti del disegno musicale del cantante.

 

Guarda il video di “Rimani” su YouTube

 

“Rimani” è un brano rock/melodico di grande impatto scenico trainato da una carica ritmica avvolgente. Da segnalare, all’interno del videoclip del singolo, la presenza della ballerina di Amici Eleonora Scopelliti.

 

“E penso a te” viene rielaborata vocalmente da Corfini in una versione molto raffinata riarrangiata da Francesco Comunale. Presenti anche special guest di caratura internazionale: il sassofonista americano Eric Daniel al flauto (che ha collaborato con personaggi come Steve Wonder, Natalie Cole, Zucchero e Alex Britti), e il fisarmonicista Max Tagliata, noto ai molti per i brani scritti assieme a Biagio Antonacci (una su tutte “Non vivo più senza te”).

 

Autori “Rimani”: F.Comunale_M.Corfini_G.Comunale.

Ed.musicali: Highlights

Etichetta: Highlights

Produzione di Francesco Comunale con la supervisione del Maestro Pinuccio Pirazzoli

 

Radio date: 15 dicembre 2018

 

BIO

 

La carriera artistica di Max Corfini inizia nel 1990 quando incontra il musicista Franco Romanelli. Nascono così i Punti di Vista, portatori de “il vero Funky Italiano” con Franco Romanelli alle tastiere e Max Corni alla voce. Nel ’95 come solista partecipa poi a 2 puntate del “Karaoke” presentate da Fiorello su Italia1 e, sempre in quel periodo, partecipa a “Re per una notte”, presentato da Gigi Sabani. Nel 1997 i Punti di Vista al Sib di Rimini vincono il Premio “Gruppo Rivelazione” dell’anno” e partono per il primo vero tour nazionale toccando i circa 100 concerti sponsorizzati dal marchio Philip Morris – C-Zone e Ferrari Winning Attitude. Nel 1998 Fininvest lo chiama come corista in uno spettacolo di varietà condotto da Pippo Baudo con 7 puntate e più di un mese di prove: TIRAMISU. In quell’occasione conosce Richi Belloni, un componente dello storico gruppo di progressive italiano: i New Trolls. Dal ’98 al 2002 in qualità di tastierista e cantante ha partecipato con i Trolls a più di 300 concerti e sono stati ospitati in programmi televisivi nazionali: Domenica In, 30 Ore per la Vita, Il Tappeto Volante, Va dove ti porta il cuore, La notte vola, I ragazzi irresistibili, La vita in diretta, Video Italia e molte altre. Corfini lasciò poi i New Trolls nel del 2002. Come autore scrisse una colonna sonora per una trasmissione televisiva di Italia 1 “SK Predatori di Uomini”, chiamato dall’autore Marco Pantaleo. Nel 2006 si è conquistato il ruolo di Seward, uno dei protagonisti del Musical “Dracula Opera Rock” prodotto da David Zard con le musiche della PFM e i testi di Vincenzo Incenzo. Spettacolo con repliche al Gran Teatro di Roma, all’Arena di Verona e al Forum di Assago. Attualmente sta collaborando con il Maestro Sianial progetto “La Storia della Canzone Italiana” dove con il baritono Petrucci e il soprano Cannatà ha interpretato le canzoni italiane dal ‘900 al 2000. Lo spettacolo è prodotto da Massimo Graziano, ex manager di Little tony, Gatto Panceri ed altr. Fa parte della Nazionale degli Azzurri dello Spettacolo dal 2000.

 

Contatti e social

 

Sito www.maxcorfini.it/

Facebook www.facebook.com/corfinifanpage/

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GUYS IN JEOPARDY “NOISY SILENCE” è il nuovo singolo della rock band pisana di giovanissimi

Il tema della perdita svelato dagli occhi di cinque ragazzi in un brano intenso e coinvolgente che resta in coerente equilibrio fra pop e punk-rock.

Una prima idea di “Noisy Silence” nasce verso gennaio 2018, in seguito alla perdita di un caro amico dei ragazzi della band:

«Abbiamo speso molto tempo per arrangiarlo, provando molte versioni diverse in studio insieme al nostro producer Gianluca Volpi, dato che volevamo trovare la formula perfetta per esprimere i nostri sentimenti al meglio. Il testo è espressione della nostra reazione alla mancanza di questo nostro amico, e delle difficoltà di stare senza di lui». Guys in Jeopardy

L’intento è quello di riuscire ad utilizzare giri di accordi ricercati, per non cadere nella banalità, e alternare parti in elettrico a parti in acustico per far rispecchiare il sound identificativo del gruppo con i sentimenti provati.

«Ogni membro della band ha un suo diverso background musicale, e quando componiamo ciò che viene fuori è sempre una fusione dei nostri generi preferiti che spaziano dal Punk Rock e Hard Rock, al Metal fino al Pop; questo nuovo singolo non fa eccezione». Guys in Jeopardy

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:

Autoproduzione

Radio date: 4 gennaio 2018

 

BIO

I Guys in Jeopardy nascono nel giugno 2015 per iniziativa di tre elementi della band: la chitarrista, il batterista e il chitarrista solista; a completare la band si aggiungono anche il bassista e la cantante. Dopo un periodo di studio e di confronto, sia a livello personale che musicale, la band prova ad esprimersi attraverso la composizione di brani inediti. In seguito, per far arrivare al pubblico le proprie idee, i Guys in Jeopardy, nella primavera del 2017, prendono parte ad Emergenza Festival (Festival Internazionale per band emergenti). La partecipazione a manifestazioni nazionali ed internazionali come il Talent Move nel 2016 ed Emergenza Festival nel 2017 ha contribuito a consolidare la band, spingendola a migliorare. Questa crescita ha portato i Guys in Jeopardy a lavorare per la realizzazione di un EP e di due videoclip musicali per aumentare la propria visibilità e trasmettere la propria musica. La band ringrazia tutti coloro che hanno reso ciò possibile.

I Guys in Jeopardy sono: Luca Ginanni (chitarra solista), Giosuè Cappello (batteria e voce), Lorenzo Falaschi (basso), Carolina Maffei (voce principale), Eleonora Chianese (chitarra ritmica).

 

Contatti e social

Spotify: https://open.spotify.com/artist/2XMq2hLU0e3csyWuuC3his

YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=y60XVoWX52A

Instagram: /www.instagram.com/guys_in_jeopardy/?hl=it

Facebook: www.facebook.com/guysinjeopardy/

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EFFEMME: il suo singolo d’esordio e’ “The last good day of the year” il successo mondiale dei Cousteau.

La cover è interpretata dalla giovane salentina, e proprio Davey Ray Moor ne risuona le memorabili note di tromba!

Progetto e collaborazione internazionale per Federica Memmola, in arte “effemme“, che fa il suo esordio discografico con il primo lavoro “The last good day of the year”. Il celebre brano, cantato originariamente da Cousteau, è stato reinterpretato in maniera emozionante e particolarmente intensa dalla cantante salentina che ha inciso la sua voce a Londra presso i prestigiosi studi di registrazione Abbey Road (dove hanno registrato gruppi come Beatles e Pink Floyd), coadiuvata dal suo produttore Giorgio Mongelli con l’ausilio di Chris Bolster, ingegnere del suono per Oasis, Foo Fighters, Maroon 5, Ozzy Osbourne, Paul McCartney, Take That e molti altri. Il brano originale fu un successo mondiale scritto e prodotto nel 1999 da Davey Ray Moor (producer australiano di base in UK),  ed ha come tema principale il famoso fraseggio musicale di “flugelhorn” che ha accompagnato per anni sigle e pubblicità di famosi marchi in tutto il mondo. E’ stato proprio lo stesso Davey Ray Moor che ha suonato nuovamente quelle iconiche note che rivivono grazie alla sua tromba registrata nella nuova versione cantata da “effemme” e prodotta da Giorgio Mongelli, l’eclettico Producer salentino che ricordiamo anche a fianco della celebre cantante internazionale Cheryl Porter (www.giorgiomongelli.com).

 

Intense le sessioni di registrazione di “effemme”, che ha ricevuto un grande consenso da parte del songwriter Moor che si è complimentato sia per la sua bellissima voce, sia per la professionalità,  le doti tecniche, la musicalità e la perfetta pronuncia della lingua inglese. 

 

Il singolo di esordio di “effemme” è accompagnato dal videoclip che è stato girato interamente a Londra negli studi di registrazione Abbey Road ed in location esterne della metropoli con la regia, le riprese e il montaggio dello stesso Giorgio Mongelli.

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:

“The last good day of the year” di “effemme” esce in promozione radiofonica nazionale su etichetta Flagship Records, casa discografica salentina attivissima su tutto il territorio nazionale e molto attenta a tutte le nuove realtà. www.flagshiprecordsmusic.com

BIO: Effemme talentuosa  cantante Tarantina,  coltiva la sua passione per il canto sin da giovanissima. Nel 2016 si trarferisce a Lecce dove comincia ad intraprendere seriamente gli studi musicali e attualmente studia con la cantante e vocal coach Cheryl Porter.

Nel 2018 vince il premio inedito durante il concorso di canto “Note e voci dal Salento” assegnato dal  Produttore Giorgio Mongelli con il quale intraprende un percorso discografico che la avvierà alla sua carriera da cantante solista.

Federica è vocalist del gruppo RagnaRock con il quale ha partecipato ad uno dei più grandi festival europeri: “La notte della Taranta”. Sempre con i Ragnarock, a settembre 2018, ha partecipato su RAI UNO durante la trasmissione Linea Verde che ha ottenuto uno chare di oltre 2.600.000 spettatori. Attualmente è al lavoro sugli inediti che andranno a comporre il suo nuovo album.

 

instagram: effemme_music

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Bollette: ogni famiglia italiana paga in media 1.200 euro l’anno

Quanto hanno speso nel 2018 le famiglie* italiane per pagare le bollette di luce e gas? Molto: in media circa 1.200 euro. A fare qualche calcolo ha pensato l’Osservatorio sull’energia di Facile.it che, analizzando un campione di oltre 63mila contratti raccolti nel corso del 2018, ha potuto stimare con buona precisione il peso che hanno le bollette sui budget dei consumatori italiani.

Nello specifico, per l’energia elettrica una famiglia media italiana lo scorso anno ha pagato 417 euro, mentre per il gas ha speso 762 euro.

«Nonostante il passaggio obbligatorio dal mercato tutelato a quello libero sia stato rimandato al 2020, è importante valutare sin da subito e con attenzione la propria bolletta di luce e gas», spiega Silvia Rossi, Responsabile Energia di Facile.it. «Cambiare regime può consentire di ridurre sensibilmente il costo delle utenze domestiche, con un risparmio che può arrivare al 25% per l’energia elettrica e al 15% per quanto riguarda il gas.».

Le bollette dell’energia elettrica e del gas sono considerate dagli italiani una delle spese che incidono maggiormente sul budget familiare e, secondo una recente indagine** realizzata da mUp Reasearch per Facile.it, sono più di 17 milioni i consumatori che nel 2019 cercheranno di cambiare fornitore per ridurre i costi.

Tornando all’analisi, per verificare il risparmio Facile.it ha simulato il costo di una bolletta luce e gas utilizzando la migliore tariffa mercato libero 2018, in fascia monoraria, disponibile sul comparatore. A parità di consumi, la stessa famiglia avrebbe speso per la bolletta elettrica 305 euro l’anno – con un risparmio di 112 euro rispetto al mercato tutelato – mentre per il gas avrebbe pagato 639 euro, con una riduzione della bolletta pari a 123 euro.

Energia elettrica; in Sardegna i consumi maggiori

Essendo la tariffa dell’energia elettrica nel mercato tutelato uguale in tutta la Penisola, la differenza dell’importo totale della bolletta tra una regione e l’altra è legata in modo diretto al consumo di KWh annuo per nucleo. Analizzando i contratti raccolti nel 2018 da Facile.it emerge che la regione con i valori più alti di consumo (e quindi i costi maggiori in bolletta) risulta essere la Sardegna; nell’Isola una famiglia media consuma 2.334 KWh e paga, sotto regime tutelato, 502 euro l’anno. Seguono in classifica le famiglie del Veneto, con un consumo di 2.134 KWh e una bolletta annua di 460 euro e quelle della Sicilia, dove il consumo medio è di 2.079 KWh e il costo della bolletta elettrica pari a 448 euro l’anno.

Sul fronte opposto, invece, le regioni dove sono stati stimati i consumi di energia mediamente più bassi per famiglia sono la Toscana (1.727 KWh e una bolletta di 378 euro), la Liguria (1.736 KWh e un costo annuo di 380 euro) e l’Abruzzo (1.824 KWh, spesa annua 394 euro).

Bolletta del gas, Emilia-Romagna in testa

La tariffa del gas nel mercato tutelato, a differenza di quanto avviene per l’energia elettrica, varia a seconda delle aree del Paese. È proprio la tariffa base che, insieme al consumo di gas per nucleo, contribuisce a determinare le differenze territoriali del costo della bolletta.

Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2018 hanno pagato il conto più alto sono quelli dell’Emilia-Romagna; qui una famiglia media spende 863 euro l’anno. Seguono le famiglie del Veneto (841 euro l’anno) e quelle del Friuli-Venezia Giulia (830 euro).

Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Liguria, regione dove una famiglia media paga solo 617 euro l’anno e la Calabria, dove il costo della bolletta è pari a 653 euro l’anno per nucleo familiare.

* Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media italiana composta da 2,7 individui, con un consumo annuo di 1.924 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, stessa famiglia media italiana con un consumo annuo di 865 Scm in regime tutelato.

** Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

 

 

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Sabrina Maietta inventa gli abiti da sposa che si adattano al corpo

DreamFit® – Abiti da sposa che modellano il tuo corpo by DreamSposa.it

Dream Sposa Atelier ha sviluppato per la creazione dei suoi abiti da sposa una tecnica particolare ed innovativa chiamata DreamFit®. Questa innovativa tecnica permette ad ogni abito di modellare il corpo di chi li indossa, grazie ad una particolare struttura, studiata nei minimi dettagli sul corpo della donna.

Con DreamFit® l’abito da sposa diventa una seconda pelle, ed è in grado di: sostenere, ingrandire ed arrotondare il seno, stringere il punto vita e modellare i fianchi, riproporzionare visivamente la figura intera bilanciando la differenza tra busto e gambe.

Questo tipo di lavorazione fa si che l’abito da sposa risulti leggero e comodo nel portarlo e a seconda del modello può aiutare a correggere la postura in modo naturale. È indicato per tutte le donne, dalla più longilinea alla più curvilinea.

DreamFit® è un sistema esclusivo studiato da Dream Sposa Atelier, disponibile in distribuzione solo nell’atelier di abiti da sposa a Roma.

Dream Sposa Atelier nasce a Roma nel 2011 da un’idea della stilista Sabrina Maietta che ha saputo intercettare i bisogni e le necessità delle future spose grazie alla sua esperienza nel mondo della moda, alla ricerca e alla scelta accurata dei tessuti che si modellano sul corpo valorizzando la silhouette femminile, esaltandone i punti di forza e nascondendo quei difetti tanto odiati che per il giorno delle nozze.

Le collezioni Dream Sposa Atelier sono originali, sexy ma mai volgari, creazioni che avvolgono il corpo come nuvole seguendo le ultime tendenze ma con un occhio di riguardo alle esigenze della sposa con ricami, colori e particolari stoffe che esprimono una nuova idea di eleganza al passo con i tempi. Abiti da sposa dalle linee classiche dal fascino etereo ai modelli scivolati in cui si intrecciano pregiate texture come satin, chiffon, pizzo rebrodé e chantilly. Senza dimenticare le sensuali scollature che lasciano scoperta la schiena e quell’effetto vedo-non vedo che non manca mai.

Dream Sposa Atelier – Abiti da sposa Roma
Via Monasterace snc, 00118 Roma
Tel 0691712160
https://www.dreamsposa.it

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Cosmopolitan – il nuovo singolo dei My Escort

Cosmopolitan è il primo estratto dal nuovo EP “L’amore non esiste”, un progetto di 3 brani che osserva il concetto di amore da 3 punti di vista piuttosto obliqui, di fatto inevitabili per chi prima di allora era finito con lo sbatterci contro senza riserve.

La fotografia descritta dal testo è fuori di metafora la paura di buttarsi ancora in un nuovo progetto, la paura di rischiare dopo essere stati già feriti, timore che finisce spesso con l’impedire di tornare a viaggiare, vivendo così nuove possibilità, cristallizandoci in una posa rivolta perennemente a un passato doloroso mentre il presente scivola via dagli occhi e dalle mani come la sabbia su cui si consuma il breve racconto di una notte estiva a Imperia.

La versione inglese (che precede quella italiana di circa un mese) è stata scritta al fine di sostenere un provino per entrare a far parte del ramo ucraino di Eurovision 2019.

Attualmente il brano è disponibile unicamente tramite il canale YouTube della band oltre che attraverso le radio che supporteranno il progetto.

A fine mese sarà invece pubblicato anche su tutte le piattaforme streaming (Spotify, Deezer, Tidal..).

Nel corso dell’anno verranno pubblicati, sempre in digitale, anche i restanti 2 brani: “Solo tu” e “L’amore non esiste” che dà il titolo all’EP.

“L’amore non esiste” è il secondo tassello dopo “Parentesi Estive” (2017) che prevede di concludersi nel 2020 con la pubblicazione di 4 nuovi brani e del vinile “il giardino delle consuetudini”.

 

Cosmopolitan, il nuovo singolo dei My Escort

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Nuovo logo, stesso spirito

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  • 11 Febbraio 2019

ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana rinnova la propria immagine con un nuovo logo in linea con la sua storia e con gli obiettivi per il futuro. Dopo aver compiuto dieci anni nel 2017, l’Associazione ha sentito la necessità di comunicare, a partire proprio dal logo, l’identità solida e attenta che la contraddistingue, a testimonianza di un percorso che l’ha portata ad affermarsi negli anni diventando un punto di riferimento della più alta espressione della Sommellerie contemporanea.

Sono tre gli elementi grafici che si fondono nel nuovo logo, dal taglio più minimalista e moderno, realizzato dai designer Sara Villa e Maurizio Strippoli: la lettera S, un calice e un tastevin. Tre simboli che rappresentano in modo puntuale la professione, raccontata, appunto, dall’iniziale, la lettera “S”, e da due strumenti del mestiere, il calice e il tastevin.

Una scelta strategica, quella del nuovo logo, che risponde all’esigenza dell’Associazione di comunicare in modo ancora più incisivo la volontà di essere custode della professione a livello nazionale ed internazionale, valorizzando la Sommellerie con progetti ambiziosi e lungimiranti, come il riconoscimento legale della professione di Sommelier e la codifica di una certificazione riconosciuta a livello internazionale per la didattica formativa.

Il Sommelier è un professionista a cui è richiesta la conoscenza del mondo delle bevande: non solo i vini, i distillati e i liquori, ma anche le acque minerali, le birre, i té, i caffè, i sakè e gli infusi. Una conoscenza completa che si estende anche al gioco degli abbinamenti con il cibo: al Sommelier, infatti, si chiede di saper conoscere e trasferire ai commensali le potenzialità di ciascuna bevanda e le sue perfette combinazioni d’assaggio, indagando legami nuovi e originali con le varie culture e gastronomie.

«La nostra chiave è il rinnovamento e abbiamo deciso di raccontarlo con un nuovo logo, che rappresenta il rigore della professione e tutta la passione che muove la nostra Associazione nel tutelarla e farla crescere» spiega Giuseppe Vaccarini, Presidente ASPI. «Una sfida continua ed entusiasmante intrapresa da oltre 10 anni per aiutare i migliori professionisti ad affrontare contesti sempre più globali».

ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.
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I tornei giovanili di calcio per vedere oltre la rete e sviluppare lo spirito di squadra

 

Lo sport è uno dei tuoi principali interessi. Il calcio è ciò che ti fa battere il cuore e ogni volta non vedi l’ora di arrivare alla giornata dedicata alla partita in diretta, a quella con gli amici dedicata ai commenti sulla partita e a quella in cui con gli stessi amici esci per giocare a calcio. Probabilmente non ne hai assolutamente idea ma ci sono grandi opportunità anche per le piccole squadre di non professionisti. I tornei giovanili calcio e i tornei amatoriali sono una carta da giocare se senti che la tua squadra ha capacità e emozioni da offrire. Perché non sfruttare questa strada per farsi conoscere e divertirsi tutti insieme? Sono organizzati tornei giovanili di grande importanza sia in Italia e all’estero. Essi non sono soltanto una buona scusa per stare insieme e divertirsi moltissimo, ma anche per ampliare i propri orizzonti e uscire dai campetti di provincia. Hai l’occasione di confrontarti con squadre provenienti da moltissime zone diverse, sarebbe un peccato non cavalcare l’onda.

Tornei giovanili di calcio: garantiti qualità e soggiorni in località da sogno

Le possibilitità per chi è realmente interessato ad aprirsi al mondo e mettersi in gioco sono davvero tante. Basta scegliere la soluzione migliore per tutta la squadra. Gli eventi di calcio giovanile e amatoriale disponibili sono vari per venire incontro a una fascia di persone interessate sempre pià ampia ed eterogenea. Ci sono, fra le altre cose, ritiri calcistici, camp estivi di calcio, e tornei internazionali distribuiti durante tutto l’anno. Le località scelte per i tornei di calcio giovanile sono selezionate prima di tutto per la loro capacità di ospitare tornei di altissima qualità, ma anche per la loro indiscussa bellezza. Un esempio è Barcellona, città catalana di respiro internazionale famosa per i suoi grandi viali e per gioielli architettonici come la Sagrada Familia o casa Gaudì. Ma anche Roma, Venezia, Praga, e altre città ancora. Il punto di forza dei tornei giovanili di calcio non sta tanto nel miglioramento delle caratteristiche “tecniche” della squadra, ma nell’occasione di socialità e condivisione.

Nei tornei di calcio giovanile la crescita personale supera la tecnica

I tornei giovanili di calcio e quelli amatoriali garantiscono un’esperienza totale e immersiva ai giocatori, finalizzata al divertimento ma anche al rafforzamento dei legami di squadra. La performance è importante ma in questo caso passa momentaneamente in secondo piano. Credo che non ci sia bisogno di ricordarti che l’esito positivo o negativo di una partita dipende in grandissima parte da quanto è unita e “collaudata” la squadra e non soltanto dalle caratteristiche tecniche dei singoli giocatori. L’amicizia, l’empatia e la comprensione degli altri giocano un ruolo fondamentale in ogni partita, che sia o meno una vera partita di calcio. Tornando ai tornei di calcio giovanile, molte società e associazioni calcistiche ti danno la possibilità di personalizzare in una certa misura il pacchetto scelto in base alle esigenze specifiche della squadra. Cosa aspetti a iscrivere la tua squadra e vivere un’esperienza fuori dagli schemi? Sicuramente la tua squadra ha i numeri giusti!

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La Guida Veronelli 2019 su smartphone e tablet: in un’app più di sedicimila vini e oltre duemila produttori

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  • 8 Febbraio 2019

Un ritratto fedele e aggiornato delle eccellenze vitivinicole italiane: questo è ciò che la Guida Oro I Vini di Veronelli propone, anno dopo anno, agli appassionati e ai professionisti del vino. La nuova app I Vini di Veronelli 2019 – disponibile da oggi su App Store e Google Play – rende consultabili integralmente i contenuti del volume con la semplicità del formato digitale.

Sono, infatti, a portata di touch tutte le informazioni sui 2.038 Produttori recensiti, i giudizi su 16.256 vini formulati dai curatori Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello, ma anche le introduzioni regionali, i “luoghi del buon bere” e i premi assegnati dalla Redazione.

Grazie allo sviluppo delle funzioni di ricerca è possibile esplorare in modo rapido e intuitivo il patrimonio enologico italiano: nella sezione Trova l’Azienda il lettore può scoprire, ad esempio, quali aziende a conduzione biologica, con sede a Barolo, siano dotate di un punto vendita aperto nel week end e offrano possibilità di alloggio. Nella sezione Trova il Vino, inoltre, è facile conoscere quali vini bianchi campani con prezzo inferiore a 15 € abbiano conseguito una valutazione di almeno 90/100.

Dedicata a chi ama una consultazione più classica, la sezione L’Italia del Vino conduce i lettori di regione in regione attraverso uno scritto sull’attualità a firma del curatore responsabile, un focus sulle produzioni locali premiate con le Super Tre Stelle e una selezione di “luoghi del buon bere”, ristoranti che si distinguono per servizio e carta dei vini.

Nelle sezioni Il Vino in evidenza e L’Azienda in evidenza è, invece, il Seminario Veronelli a proporre settimanalmente realtà ed etichette meritevoli di attenzione, valorizzando in primis distretti produttivi e vitigni poco conosciuti.

I riconoscimenti assegnati dalla Guida Oro I Vini di Veronelli 2019 sono riuniti nella sezione I Premi: i Super Tre Stelle (vini con punteggio uguale o superiore a 94/100), i Grandi Esordi (vini di pregio recensiti per la prima volta), i Migliori Assaggi (il vertice di ciascuna tipologia) e, naturalmente, i dieci Sole, premi speciali assegnati dalla Redazione ad altrettanti “racconti in forma di vino” rappresentativi della competenza e della creatività dei vignaioli italiani.

La funzione Le Notizie, infine, consente al lettore di essere sempre aggiornato sulle iniziative del Seminario Veronelli, associazione che, da oltre trent’anni anni, promuove la cultura della terra e della tavola.

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Gronda di Genova: 37 realtà associative sostengono il progetto di Autostrade per l’Italia

Il progetto di Autostrade per l’Italia della Gronda autostradale di Ponente ha una finalità fondamentale per il traffico urbano ligure e dell’intera Penisola: la sua cantierizzazione è oggi sostenuta dal manifesto di 37 realtà associative locali, che si sono recentemente espresse a favore del progetto.

Autostrade per l'Italia

Autostrade per l’Italia: il manifesto pro Gronda

Tra i soggetti che hanno sottoscritto il manifesto a sostegno della cantierizzazione del progetto Gronda autostradale di Ponente ci sono i rappresentanti locali di Cgil, Cisl e Uil, Cna, Spediporto, Coldiretti, Confartigianato e Confesercenti. L’opera di Autostrade per l’Italia, allo stato attuale, comporta un investimento di 4.3 miliardi di euro. Il manifesto “Perché sì alla Gronda” è stato firmato il 18 gennaio 2019 da 37 realtà associative di Genova e della Liguria: si è reso necessario in seguito al cosiddetto piano “sblocca-cantieri”, che potrebbe non comprendere il progetto della Gronda di Genova. I cantieri sarebbero dovuti iniziare con il nuovo anno. Vista la situazione attuale del traffico urbano ligure e dell’intera Penisola, la realizzazione dell’opera diventa sempre più necessaria: il progetto affidato ad Autostrade per l’Italia prevede la realizzazione di 72 chilometri di nuovi tracciati autostradali (54 in galleria) e 13 nuovi viadotti, oltre all’ampliamento di 11 viadotti esistenti. Dal 13 agosto 2018 il progetto esecutivo è al Mit: ci sono le autorizzazioni e tutto è pronto per la cantierizzazione.

Autostrade per l’Italia: l’iter del progetto

Il progetto della Gronda autostradale di Ponente ha preso il via nel 2002 con i primi studi di fattibilità, per poi essere sottoposto a Dibattito Pubblico nel 2009: il coinvolgimento dei cittadini appartenenti alle zone interessate al tracciato ha permesso di migliorarlo grazie ai suggerimenti dei partecipanti e ha inoltre rafforzato la consapevolezza in merito all’opera. il Dibattito Pubblico, realizzato da Autostrade per l’Italia in collaborazione con il Comune di Genova, rappresenta il primo esperimento di questo tipo in Italia. Nel 2014 il progetto Gronda è stato accolto positivamente dalla Valutazione di Impatto Ambientale. L’Italia è riuscita a ottenere l’autorizzazione dell’Unione Europea per il finanziamento dell’opera senza ulteriori costi a carico dei cittadini e dello Stato. La concessione di Autostrade per l’Italia è stata allungata di 4 anni. Nel 2015 è stato inserito nel Piano Urbanistico del Comune di Genova, mentre nel settembre 2017 il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti approva il progetto definitivo, dichiarando la pubblica utilità dell’opera.

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Fondazione AiFOS: un premio per dire no al bullismo!

Comunicato Stampa

Fondazione AiFOS: un premio per dire no al bullismo!

 

Un nuovo premio per valorizzare le buone prassi di contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili. Le domande si devono presentare entro il 30 maggio 2019.

 

Secondo alcuni dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) nel nostro Paese un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. Inoltre l’età più a rischio risulta quella compresa tra gli 11 e i 17 anni e gli atti di prepotenza colpiscono in prevalenza le femmine rispetto ai maschi con differenze anche tra Nord e Sud Italia. Il fenomeno, infatti, è più diffuso nelle regioni settentrionali dove la media dei ragazzi colpiti raggiunge il 23% e supera il 57% se si considerano anche le azioni di bullismo sporadiche.

 

Gli strumenti per affrontare il bullismo

Di fronte a un’emergenza come questa, sono necessari nuovi strumenti che permettano di prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e il cyberbullismo che può avvenire attraverso la rete.

Uno strumento idoneo di contrasto è la nuova prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018, che si applica non solo a tutti gli istituti scolastici e formativi, ma anche alle varie attività assimilabili alla scuola (centri di formazione professionale, centri diurni, convitti, centri sportivi-ricreativi, centri giovanili, …).

 

Il lancio del premio “Bullis-NO!”

Proprio per favorire il contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili, la Fondazione AiFOS – realtà filantropica fondata nel 2016 dalla società cooperativa Aifos Service e da AiFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro) – indice, con la collaborazione di Bureau Veritas, il premio “Bullis-NO!”.

 

Verrà premiata la migliore “buona prassi” di implementazione di un sistema di gestione contro il bullismo e/o il cyberbullismo, sviluppata all’interno di un’istituzione scolastica o di un’organizzazione rivolta ad utenti minorenni, ispirata alla prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018.

Infatti le principali “agenzie educative” sono le famiglie, le scuole e le altre organizzazioni rivolte ad utenti minorenni che sono chiamate a svolgere il loro compito formativo, individuando i rischi ai quali i minori sono esposti e mettendo in campo buone prassi che abbiano l’obiettivo di eliminarli e/o ridurli, mettendo in pratica il corretto agire per accrescere il livello di benessere di bambini e ragazzi.

 

La nuova prassi di riferimento

Ricordiamo che la prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018Prevenzione e contrasto del bullismo – Linee guida per il sistema di gestione per la scuola e le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni” individua i criteri per prevenire e contrastare il bullismo e definisce, dunque, le caratteristiche per un sistema di gestione che affronti e prevenga il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte dannose alla formazione della loro personalità.

 

Fornendo alle organizzazioni idonee linee guida per applicare in modo efficace le prescrizioni sul bullismo e sul cyberbullismo, la prassi UNI/PdR 42:2018 è uno strumento utile per individuare i rischi di bullismo esistenti, comunicare le strategie antibullismo e rafforzare la fiducia nei confronti delle scuole e delle organizzazioni che ospitano minori.

 

Regolamento del premio e invio delle domande

Le buone prassi che possono essere premiate dalla Fondazione dovranno riguardare interventi di implementazione di un sistema di gestione contro il bullismo e/o il cyberbullismo realizzati da istituzioni scolastiche e organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.

 

Il premio Bullis-NO! – il regolamento:

https://www.fondazioneaifos.org/FILES/bandi/2019/bullismo/Regolamento-Premio-BULLIS-NO!.pdf

 

La Fondazione metterà a disposizione:

  • un premio economico per la migliore buona prassi realizzata;
  • 2 giorni/uomo di audit offerte a titolo gratuito da parte di Bureau Veritas Italia, al fine di ottenere la certificazione;
  • la diffusione dei risultati conseguiti dal progetto vincitore.

 

Per partecipare al bando è necessario compilare e inviare la “Manifestazione d’interesse” entro le ore 24.00 del 30 maggio 2019, salvo eventuali proroghe, tramite l’apposito modulo che può essere scaricato dal sito della Fondazione.

 

Il premio Bullis-NO! – il modulo “Manifestazione d’interesse”:

https://www.fondazioneaifos.org/FILES/bandi/2019/bullismo/Manifestazione-d-interesse-Premio-BULLIS-NO!.pdf

 

La documentazione richiesta nella “manifestazione d’interesse”, a dimostrazione della effettiva implementazione del sistema di gestione, dovrà poi essere inviata entro il 31 dicembre 2019 all’Ufficio di Segreteria della Fondazione.

 

Le buone prassi saranno poi preselezionate da una Commissione e una tra queste verrà scelta dal CdA della Fondazione AiFOS, secondo il proprio insindacabile giudizio, sulla base della conformità dei progetti proposti ai seguenti criteri:

  • aderenza alle finalità del bando;
  • chiara individuazione di obiettivi, metodologie ed azioni;
  • grado di innovatività del progetto;
  • accuratezza dell’analisi del contesto d’intervento e dei bisogni dei beneficiari del progetto;
  • sostenibilità economica/progettuale dell’iniziativa;
  • coerenza con la buona prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 – Linee guida per il sistema di gestione per la scuola e le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.

 

La Fondazione AiFOS pubblicherà sul proprio sito la buona prassi vincitrice, beneficiaria del contributo, entro il 30 febbraio 2020.

 

Link della Fondazione AiFOS per avere ulteriori informazioni sul bando e sulla prassi di riferimento: https://www.fondazioneaifos.org/index.php/premio-bullis-no

 

 

Per informazioni:

Fondazione AiFOS – Palazzo CSMT – via Branze, 45 – 25123 Brescia – tel. 030.6595037 – https://www.fondazioneaifos.org/ – [email protected]

 

 

 

07 febbraio 2019

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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La biografia e gli incarichi professionali del giurista e professore ordinario Nicolò Zanon

Nicolò Zanon ha ricevuto il titolo di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2017, riconoscimento che si fonda su un’esperienza professionale di ampio respiro come giurista e come docente presso importanti Atenei. Attualmente è Giudice della Corte costituzionale.

Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: la formazione e gli anni della docenza

Classe 1961, Nicolò Zanon è originario di Torino, dove si laurea in Giurisprudenza presentando una tesi in Diritto pubblico comparato. In seguito, consegue il titolo di dottore in ricerca in Diritto comparato presso l’Università di Firenze. Tra il 1991 e il 1996 è ricercatore nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino, ma al contempo completa il suo percorso formativo all’estero, attraverso soggiorni di studio in Francia e Germania. In parallelo all’esperienza come assistente di studio del Giudice costituzionale prof. Valerio Onida, Nicolò Zanon. attualmente è Professore ordinario (fuori ruolo, in ragione dell’incarico quale Giudice costituzionale) di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo milanese.

Nicolò Zanon: la produzione scientifica e gli incarichi giuridici

L’attività scientifica di Nicolò Zanon si basa principalmente su temi riguardanti la posizione costituzionale dei parlamentari e la loro tradizionale libertà da vincoli di mandato, oltre che sulle problematiche legate al diritto regionale, alla giustizia costituzionale e alla tutela dei diritti fondamentali sia nell’ordinamento italiano che in quelli stranieri. È autore di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste giuridiche italiane e straniere. È stato editorialista per importanti quotidiani come “Il Sole 24 Ore”, “Il Giornale” e “Libero”. Nel 1998 diventa componente del “Gruppo di lavoro per la Riforma dello Statuto regionale” su nomina del Direttore generale della Presidenza della Regione Lombardia. Entra in seguito a far parte del comitato di redazione della rivista “Ideazione”, del comitato scientifico della rivista “Quaderni costituzionali” e del comitato scientifico della rivista “Percorsi costituzionali”. È membro del Comitato Legislativo della Regione Lombardia da ottobre 2000 a luglio 2010. Nicolò Zanon ha fatto parte del board “Riforme e garanzie” della Fondazione Magna Carta e ha fornito consulenza alla Commissione parlamentare per le questioni regionali. Si è impegnato a livello associativo come membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Italiana per la ricerca contro il cancro (FIRC), oltre a essere stato componente dell’Ufficio studi dell’Unione delle Camere Penali Italiane e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Rosselli di Torino. Eletto componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura nel 2010 dal Parlamento in seduta comune, ha ricevuto il titolo di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2017. Attualmente è Giudice della Corte costituzionale su nomina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, carica che ricopre dal 18 ottobre 2014.

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Pagamenti: 16 milioni di italiani preferiscono ancora il contante

Nonostante i tentativi fatti per cercare di ridurne l’utilizzo, gli italiani sembrano non voler rinunciare a banconote e monete e, secondo l’indagine commissionata da Facile.it (https://www.facile.it/), il 37% della popolazione adulta, pari a circa 16 milioni di persone, preferisce ancora pagare con denaro contante piuttosto che utilizzare carte di credito, bancomat o prepagate.

L’analisi, realizzata per Facile.it dall’istituto mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana con età compresa tra i 18 e i 74 anni, aveva l’obiettivo di fotografare le abitudini dei consumatori in materia di pagamenti. Ecco i risultati

Le preferenze degli italiani

Se, come detto, indagando i desideri degli italiani emerge che più di uno su tre (37%) dichiara di preferire il denaro contante alle carte di pagamento elettroniche, le percentuali cambiano sensibilmente in base alle caratteristiche sociodemografiche del campione.

La prima differenza è legata al genere e, a dispetto dei luoghi comuni che sovente ritraggono mogli intente a strisciare la carta di credito in preda ad attacchi di shopping compulsivo, sono proprio le donne a preferire in misura maggiore i contanti (40%) rispetto agli uomini (34%).

Da un punto di vista territoriale, invece, emerge che banconote e monete sono maggiormente apprezzate al Meridione (41%), mentre sono le regioni del Nord-Ovest (31%) a manifestare la più bassa percentuale di gradimento per il contante.

Se si guarda, infine, alle fasce di età, emerge che la predilezione per i contanti diminuisce al crescere dell’età; se tra i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni il 43% preferisce utilizzare denaro contante, tra gli adulti nella fascia 65-74 la percentuale scende al 31%

Quanto effettivamente si usano i contanti

Passando dai desideri alle reali abitudini degli intervistati, il quadro resta sostanzialmente invariato e dall’indagine emerge che per ogni 100 euro di spesa 43 euro vengono pagati con denaro contante. Anche in questo caso, suddividendo il campione in base alle caratteristiche sociodemografiche, emergono delle differenze importanti. Le donne, ancora una volta, sono quelle che non solo desiderano usare, ma effettivamente anche pagano più spesso in contanti (46€ contro il 41€ del campione maschile); al Meridione (45€) monete e banconote si usano di più che nelle regioni del Nord-Ovest (35€) mentre l’uso del denaro contante diminuisce al crescere dell’età.

Quando si utilizzano i contanti

Alla domanda “per quali spese usa i contanti?”, la casistica più ricorrente, indicata dal 70% degli intervistati, è legata alle spese di piccolo taglio, mentre per quelle più grosse vengono utilizzate le carte elettroniche. Il 18% dei rispondenti ha dichiarato di utilizzare banconote o monete solo se è l’unico metodo di pagamento accettato e, ancora, il 12%, pari a 5 milioni di persone, ammette che per qualunque spesa, indipendentemente dall’importo, sceglie come prima opzione il pagamento con il contante.

In contanti…. anche all’estero

L’amore degli italiani per il contante travalica anche i confini nazionali; secondo l’indagine di mUp Research e Norstat per Facile.it, sono quasi 14 milioni (33% del campione) i consumatori che dichiarano di usare banconote e monete anche durante i viaggi all’estero.

Più nello specifico, il 24% sceglie di prelevare prima della partenza una somma di contanti sufficiente a coprire i costi della vacanza mentre il 9%, pari a 4 milioni di persone, opta per prelevare la moneta locale direttamente nel Paese di destinazione, noncurante delle possibili commissioni bancarie per il prelievo o per il tasso di cambio che potrebbe essere svantaggioso. 24,5 milioni quelli che, invece, scelgono di partire con la minima somma necessaria di contanti, per poi pagare tutto con carte elettroniche.

 

 

* Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

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Roberto Casula: tre decenni di successi nel settore energetico

Dopo essersi laureato in ingegneria a Cagliari, si è trasferito per lavoro vivendo tra Asia e Africa e giungendo in ultimo al top management di Eni S.p.A. L’iter di Roberto Casula dimostra concretamente come l’esperienza sul campo sia premiante per la scalata ai vertici societari nelle realtà multinazionali.

Roberto Casula

Roberto Casula: le prime esperienze professionali

Roberto Casula nasce nel capoluogo sardo nel 1962, laureandosi in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’Università di Cagliari. In seguito, trova subito un’occupazione presso Agip S.p.A., dove rimane fino al 1991. In questo lasso di tempo è incaricato dell’amministrazione delle prove di produzione e acquisizione dei dati sui pozzi e della verifica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi, compiti che presto diventeranno il principale oggetto del proprio lavoro in azienda. Nel 1992 viene trasferito negli uffici della controllata del gruppo Agip Angola Ltd, che si trovano a Luanda, città capitale dell’omonimo stato dell’Africa Centro-Occidentale: qui ha come task primaria la gestione delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula ha la possibilità di rientrare per lavoro in Italia, chance che coglie avendo in assegnazione un progetto di arrangiamento produzione e sviluppo sempre dentro Eni S.p.A. Oltretutto questa nuova job title gli permette di occuparsi dei processi commerciali e operativi delle nazioni dell’Africa Occidentale e del Medio Oriente.

Gli ultimi incarichi del dirigente Roberto Casula

Agli inizi degli anni 2000, Roberto Casula cambia di nuovo posizione nel Gruppo Eni, progredendo nella scalata alla società: prima è infatti Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran e in seguito Manager delle fasi 4 e 5 del programma nominato Giant South Pars Gas. Per gestire più da vicino questi piani di lavoro, si trasferisce a vivere a Teheran, capitale della Repubblica Islamica dell’Iran. Ritornato per breve tempo in Italia nel 2004, si sposta nuovamente a Tripoli, capitale libica, dove è prima assunto come Managing Director per il Nord Africa e poi come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. In qualità di vicepresidente senior, Roberto Casula a partire dal 2011 porta Eni a concludere diversi fondamentali contratti commerciali in differenti stati africani. Il riconoscimento da parte dell’azienda per gli sforzi profusi sul campo giunge nel luglio 2014, quando viene appuntato al ruolo di Chief Development Operations & Technology Officer, riferendo in questo modo in merito alle attività tecniche, operative, project e di ricerca e sviluppo in prima persona all’Amministratore Delegato.

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Tappeti grandi per salotto: consigli per trovare il tuo in equilibrio con il tuo ambiente

Spesso, inciampare figuratamente sulle dimensioni dei tappeti è facile e questo ci crea non pochi problemi. Il tappeto, infatti, è un elemento fondamentale per dare armonia all’ambiente ma è purtroppo facile cadere in errore creando ambiguità all’interno della stanza. Per questo motivo, oggi affrontiamo il tema dei tappeti grandi per salotto. Le varie stanze della casa,infatti, hanno una loro logica mentale che non può essere cambiata in qualche frangente. Se per caso decidete di comprare un tappeto che abbia delle dimensioni diverse dall’idea standar, state attenti e andateci molto cauti, potrebbe essere un vero successo oppure un totale fallimento. Ciò che dovete avere sono sicuramente le linee essenziali per delineare le regole che dovete assolutamente seguire in ogni caso quando decidete di comprare o di posizionare un tappeto. Queste regole essenziali vi aiuteranno a non cadere nei soliti errori clichè che si compiono di solito in questi casi. Ad esempio, se in questo caso stiamo parlando di tappeti grandi per salotto possiamo dire che in salotto si deve creare una certa armonia tra divano, poltrone e vari ed eventuali altri mobili. Quindi l’ideale sarebbe avere un tappeto grande che però non finisca completamente sotto a questi mobili ma che venga in un certo modo incorniciato da divano, potrone e via dicendo.

 

Tappeti grandi per salotto: le regole per creare la giusta armonia

In primis, è giusto ed importante dire che il tappeto deve essere sempre legato a qualcosa e non lasciato lì in mezzo alla stanza a caso. Quindi, appare chiaro che deve seguire le linee rette ad esempio del divano per creare uniformità. Il tappeto perciò deve seguire anche le dimensioni sia della stanza che dei mobili; ad esempio in un grande soggiorno non potrete mai mettere un tappeto di dimensioni piccole. Stonerebbe con l’intero mobilio. Questo, invece, potreste posizionarlo nel bagno o nella camera da letto. In questo caso, il tappeto piccolo potrebbe trovare una giusta collocazione. In bagno o in camera da letto sicuramente troverete un angolo adatto per sistemare questo piccolo tappeto; mantre per il salotto ci teniamo i tappeti più grandi. Scopri subito tutti i dettagli riguardo a come ottenere uno di questi bellissimi tappeti moderni.

 

Come scegliere i giusti tappeti grandi per salotto? Scoprilo ora

La scelta di un nuovo tappeto, chiariamolo subito, non è affatto semplice. Esistono davvero una miriade di tipologie di tappeti molto diversi tra di loro. E queste differenze non vanno solo a contare sulla dimensione ma soprattutto sulla scelta dei colori e dello stile del disegno. Gli stili sono molto importanti, soprattutto riguardo alla provenienza di questi tappeti. La cosa da fare in questi casi è focalizzarsi sullo stile della propria casa cercando di trovare uno stile che possa corrispondergli e soprattutto risaltarlo. Anche i colori sono fondamentali. L’importante è non scegliere qualcosa di completamente uguale al pavimento ma non così tanto diverso da creare uno stacco improponibile agli occhi. Sappiamo che non è semplice da fare ma una volta entrato nell’ottica sarà tutto più diretto. Scopri ora i dettagli per avere anche tu a casa uno di questi magnifici tappeti moderni.

 

 

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Qualità del Cibo Garantita Anche nei Catering a Domicilio

I catering a domicilio Firenze si sono diffusi anche in una delle regioni italiane dove la qualità del cibo e la tradizione culinaria è considerata una eccellenza a livello mondiale.
Alla qualità del cibo e alla capacità nella preparazione e nella cottura molte aziende di catering aggiungono la loro capacità nel servizio e nell’organizzazione di ogni genere di evento dai grandi ricevimenti alle piccole feste o ritrovi tra amici.
Il servizio di catering a domicilio Firenze è tra i migliori in italia, a premiare queste attività non sono solo gli italiani ma anche gli stranieri in visita della Toscana che trovandosi nel nostro paese scelgono questo tipo di ristorazione per celebrare feste o momenti particolari.
Al di là di matrimoni e occasioni di vario genere uno degli ambiti in cui i catering Firenze a domicilio si sono resi protagonisti di pranzi, buffet e banchetti sono sicuramente i ricevimenti per matrimoni, nel wedding i catering Firenze sono tra i preferiti dalle coppie di sposi italiane e stranieri.
Per quanto riguarda i matrimoni, Firenze è il luogo più scelto dagli sposi che provengono da altri paesi desiderosi di sposarsi in un contesto bellissimo come il capoluogo toscano.
Ad attrarre questo tipo di eventi non sono solo le bellezze monumentali di cui il centro storico della città è pieno ma anche gli ottimi cibi serviti la massima attenzione e cura dalle aziende di catering.
I menu selezionati preventivamente dagli sposi sono preparati consegnati e serviti secondo elevati standard in location bellissime ed uniche.
Queste aziende di ristorazione sono molto diffuse in tutto il territorio nazionale e sono caratterizzate da una totale flessibilità nel proporre menu e servizi, questi sono indicati anche per fornire menu per poche persone per le più diverse esigenze.
Si va dalla fornitura aziendale e quotidiana di cibo e bevande fino al servizio di catering a domicilio per pranzi o ricevimenti a buffet che scelgono la propria casa per organizzare piccole feste o cene tra amici senza accollarsi il lavoro di preparazione e cottura del cibo.
In una società dove sempre più spesso sia gli uomini che le donne hanno poco tempo per organizzarsi ad acquistare, preparare e cucinare, questo tipo di ristorazione offre soluzioni all inclusive dove oltre che eliminare l’incombenza del cibo e delle bevande è anche possibile ottenere prezzi competitivi rispetto ad altre attività come ristoranti e rosticcerie.

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CEO Italian Awards: il commento di Valerio Camerano, vincitore nel settore Energy

L’AD di A2A Valerio Camerano premiato ai CEO Italian Awards di Forbes: il riconoscimento gli è stato consegnato lo scorso 5 dicembre nel corso di una cerimonia organizzata presso l’Hotel Mandarin Oriental Milan.

Valerio Camerano

CEO Italian Awards: il valore del premio assegnato all’AD Valerio Camerano

L’AD di A2A Valerio Camerano è uno dei “top manager alla guida di aziende italiane e internazionali di successo che nel 2018 si sono distinti per competenza, professionalità e audacia”, come si legge nella nota che annuncia i vincitori dell’edizione 2018 dei CEO Italian Awards. Il riconoscimento viene assegnato da Business International, divisione di Fiera Milano Media, e Forbes Italia. I nove premiati sono stati selezionati tra i 200 Ceo del ranking Forbes che operano in Italia all’interno di altrettanti settori: Energy, Retail Banking, Luxury, Female, Fashion, Enterteinment, Food, Vision e Sustainability. Valerio Camerano e gli altri premiati sono stati scelti, come sottolinea la nota, anche perché contribuiscono a rendere “le loro imprese più competitive sui mercati internazionali e, in molti casi, anche luoghi migliori dove lavorare”.

A2A: la soddisfazione dell’AD Valerio Camerano per la vittoria ai CEO Italian Awards

“Sono sinceramente grato per il premio che mi è stato consegnato”: così l’AD di A2A Valerio Camerano commenta il trionfo nel Settore Energy alla prima edizione dei CEO Italian Awards. “Come tutte le cose davvero speciali è giunto inatteso e gratificante” aggiunge l’AD sottolineando il valore del riconoscimento, che “fungerà da enzima motivazionale per proseguire il percorso di innovazione abitudinaria e diffusa a cui sono chiamate le imprese nella sfida della trasformazione e del cambiamento”. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti a Valerio Camerano e agli altri premiati si è tenuta lo scorso 5 dicembre all’Hotel Mandarin Oriental Milan, a margine dell’Executive Summit 2018, appuntamento che ogni anno riunisce da tutto il mondo top manager, business leader, rappresentanti istituzionali, esperti ed accademici con l’obiettivo di analizzare e dibattere sui macro trend attesi per l’anno successivo, anche nell’ottica di stimolare il confronto e ispirare nuove idee per guidare la crescita.

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Mutui: richiesta in aumento del 3% nel 2018, ma attenzione ai tassi in salita

Il 2018 è stato un anno positivo sul fronte dei mutui, con tassi ancora a valori estremamente bassi e tutti i principali indicatori in crescita; è questo il quadro complessivo emerso dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di oltre 40.000 domande di mutuo raccolte da gennaio a dicembre 2018, hanno tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso.

Crescono gli importi richiesti e quelli erogati

Il primo dato positivo è quello relativo alle somme richieste, che nel 2018 sono aumentate; gli aspiranti mutuatari, si legge nell’analisi, hanno cercato di ottenere, in media, 132.453 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto al 2017. All’aumento dell’importo medio richiesto ha corrisposto, seppur in misura più limitata, una crescita delle somme effettivamente concesse; il taglio medio erogato dagli istituti di credito nel corso dello scorso anno è stato pari a 128.886 euro (+0,5% rispetto al 2017).

Altro dato positivo è quello relativo al Loan To Value (LTV), vale a dire la percentuale del valore dell’immobile che si cerca di finanziare tramite mutuo. Questo parametro è passato dal 61% del 2017 al 69% del 2018 per ciò che riguarda le richieste e dal 60% al 65% per quanto concerne gli erogati. Segnale di una politica meno rigida da parte delle banche su cui ha senza dubbio avuto un ruolo importante anche il Fondo Garanzia Prima Casa, che ha permesso lo scorso anno a numerosi istituti di credito di finanziare operazioni di acquisto con LTV elevato, anche fino al 100%; da capire quali saranno, nel 2019, gli effetti dell’assenza di questo importante strumento di accesso al credito.

Leggermente maggiore, anche, l’età media dei richiedenti (passata da 40 a 41 anni) mentre è rimasta stabile la durata media dei piani di ammortamento richiesti (poco più di 22 anni).

Tassi di interesse in aumento sulle nuove erogazioni nel 2018

Dal punto di vista dei tassi gran parte del 2018 è stato caratterizzato da un livello estremamente basso degli indici, sia fissi che variabili, condizione garantita dalla sostanziale stabilità di EURIRS ed EURIBOR (i parametri che guidano l’andamento, rispettivamente, dei mutui fissi e variabili).

A partire dal mese di ottobre, però, per quanto riguarda le nuove richieste di mutui a tasso fisso di lunga durata, qualcosa è cambiato e alcuni istituti di credito hanno iniziato a ritoccare verso l’alto i loro spread (e quindi il tasso finale per il cliente) con incrementi nell’ordine dei 20 punti base.

Anche i nuovi mutui erogati a tasso variabile, in alcuni casi, hanno visto un lieve rialzo degli spread bancari applicati, ma su queste operazioni di finanziamento l’incremento è stato più limitato e, quando presente, comunque inferiore ai 10 punti base.

Il 2019 inizia con nuovi aumenti, solo in parte mitigati dall’EURIRS

Il trend registrato negli ultimi mesi del 2018 si è confermato anche nel 2019; durante i primi giorni del nuovo anno alcuni istituti di credito hanno nuovamente ritoccato verso l’alto, con aumenti sempre nell’ordine dei 10-20 punti base, gli spread applicati ancora una volta ai nuovi mutui a tasso fisso di lunga durata; aumenti che però sono stati mitigati, almeno in parte, dal calo dell’EURIRS. Importante notare come alcuni istituti di credito, in controtendenza, abbiano invece approfittato del contesto per adottare strategie commerciali più espansive, scegliendo di mantenere inalterati i loro spread.

«Nonostante i lievi rincari dei tassi registrati a fine anno sui nuovi mutui – che su un taglio medio si traducono in un aumento degli interessi nell’ordine di pochi euro al mese – il 2018 è stato un ottimo anno per chi ha richiesto ed ottenuto un mutuo e ci aspettiamo altrettanto per il 2019», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it «Per evitare di pagare più del dovuto, però, viste le differenti strategie di tasso applicate dalle banche, è quanto mai fondamentale confrontare le offerte di più istituti di credito; solo in questo modo è possibile garantirsi i migliori tassi attualmente disponibili che, di fatto, sono comunque ancora molto vicini ai minimi storici ed estremamente convenienti».

Sempre più italiani scelgono il fisso, ma quanto conviene?

Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it anche per il 2018 il tasso fisso si conferma re indiscusso del mercato italiano dei mutui, con ben otto aspiranti mutuatari su dieci che si sono orientati verso questa tipologia di finanziamento (erano il 73% nel 2017). Interessante notare, inoltre, come nei mesi compresi tra luglio e dicembre la percentuale di richiedenti mutuo a tasso fisso sia ulteriormente salita, sfondando il muro dell’80% e raggiungendo il suo picco a novembre (87%). Dati che riflettono con chiarezza come le note vicende legate all’aumento dello spread Btp-Bund e le tensioni dei mercati abbiano spinto molti aspiranti mutuatari a rifugiarsi nel tasso fisso. Una scelta che però, almeno nel breve periodo, potrebbe rivelarsi poco premiante se si considera che, dati alla mano, il tasso variabile consente, a parità di cifra erogata, ancora importanti risparmi sulla rata.

Le surroghe

Anche per il 2018 le surroghe hanno avuto un peso importante sul totale delle richieste; dai dati raccolti da Facile.it emerge che circa un mutuo su quattro (sia considerando i richiesti, sia gli erogati) erano legati a questa finalità, con un picco registrato nei mesi di maggio e giugno (27%). Il dato più significativo, però, emerge analizzando i valori relativi alle richieste degli ultimi mesi dello scorso anno, caratterizzati da un calo sensibile delle surroghe; a novembre la percentuale è scesa al 19,5% mentre a dicembre si è toccato il valore minimo del 2018, 16,6%, percentuale confermata anche dai primi dati parziali registrati nel 2019.

«L’effetto più evidente degli aumenti degli spread bancari applicati sui nuovi mutui a tasso fisso è proprio il calo del peso percentuale delle domande di surroga; rispetto a settembre 2018, di fatto, la convenienza economica a sottoscrivere un prodotto diverso surrogando oggi è ridotta. Continua certamente ad aver senso, invece, il cambiare tipologia di tasso da fisso a variabile o viceversa se si sceglie di avere una diversa esposizione personale al rischio di eventuali aumenti dell’Euribor» conclude Cresto.

 

 

 

 

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Marilisa D’Amico: l’impegno per la difesa dei diritti e gli incarichi universitari

Il Prorettore dell’Università degli Studi di Milano Marilisa D’Amico ha da sempre portato avanti importanti battaglie per la parità dei diritti e la difesa della libertà e della dignità del genere femminile.

Marilisa D'Amico

Marilisa D’Amico: i primi incarichi

Marilisa D’Amico è una professionista che ha vissuto personalmente il problema irrisolto della mancanza di alcuni diritti civili e sociali e soprattutto della parità di genere, essendo stata nominata alla docenza del corso di Diritto Costituzionale appena divenuta madre e in un contesto accademico a fortissima prevalenza maschile. A fronte di ciò, ha condotto diverse lotte per difendere la possibilità per le donne italiane di far coesistere insieme la carriera professionale e la maternità. Inoltre, per permettere la conoscenza di questi temi anche a livello universitario, ha fondato il Corso di perfezionamento in Pari Opportunità, presso l’Università degli Studi di Milano. Marilisa D’Amico ha promosso l’istituzione del Centro di Ricerca Coordinato “Garanzie difensive e processo penale in Europa”, del cui comitato di indirizzo scientifico è componente. Dall’agosto del 2018 è membro del Women and Gender in Global Affairs Network, Columbia University, New York.

Gli attuali incarichi accademici di Marilisa D’Amico

Negli ultimi anni Marilisa D’Amico ha combattuto per porre rimedio all’immagine annichilente del genere femminile nei mezzi di comunicazione. Ad oggi è componente del Consiglio del Centro interdipartimentale di ricerca “Studi e Ricerche Donne e Differenze di Genere” e del Consiglio scientifico del Centro Interuniversitario “Culture di genere”. Nel corso dei molteplici anni di attività, è intervenuta numerose volte in qualità di relatrice in occasione di eventi pubblici quali convegni, incontri, presentazioni e corsi di perfezionamento legati ai temi a lei cari, come a titolo di esempio: pari opportunità e diritti, questione femminile, contrasto alla violenza sulle donne e al femminicidio, lotta alle discriminazioni, fecondazione assistita, disposizioni anticipate di trattamento, same sex unions e matrimonio omosessuale, interruzione volontaria della gravidanza. Marilisa D’Amico attualmente è impegnata professionalmente con gli incarichi accademici di Professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano e di Prorettore con delega a Legalità, Trasparenza e Parità di diritti del medesimo ateneo.

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Adolescenti bergamaschi e psicofarmaci: la pillola è nell’armadietto di casa

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  • 1 Febbraio 2019

Ats Bergamo, insieme a Ordine dei Farmacisti e Federfarma Bergamo, promuove un test e informazioni corrette per non sottovalutare l’utilizzo degli psicofarmaci, un fenomeno in costante crescita tra gli adolescenti, soprattutto bergamaschi. Il progetto pilota nelle farmacie del Distretto di Seriate, la campagna anche on line.

 

Il 21,2% degli studenti bergamaschi dai 15 ai 19 anni, contro la media nazionale del 18%, dichiara di aver assunto psicofarmaci senza che questi siano stati prescritti loro dal medico, 3,2 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Lo rileva lo studio ESPAD condotto in provincia di Bergamo nel 2016 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa su mandato dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, in collaborazione con il proprio Osservatorio Dipendenze.

Dai farmaci che migliorano l’attenzione ai medicinali assunti per il dimagrimento a quelli che regolarizzano l’umore, con un utilizzo maggiore dei farmaci che favoriscono il sonno e il rilassamento il cui consumo senza prescrizione medica risulta in aumento: l’8,3% degli studenti bergamaschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Il 12% dei giovani ha utilizzato psicofarmaci negli ultimi 12 mesi, il 7% nel mese antecedente e il 2,2% almeno 10 volte nell’ultimo mese La cosa più grave è che la fonte di reperimento senza prescrizione è l’armadietto di casa.

Uno scenario al quale risponde Ats Bergamo grazie alla collaborazione dell’Ordine dei Farmacisti e di Federfarma Bergamo.

 

Abbiamo deciso di dare il via a questa campagna insieme – annuncia il direttore generale Massimo Giupponiper informare su questo fenomeno in crescita e preoccupante. L’effetto nel medio-lungo termine degli psicofarmaci in soggetti in cui le strutture cerebrali sono ancora in fase di sviluppo è infatti poco conosciuto. Partiamo dalle farmacie del Distretto di Seriate ma l’obiettivo è di raggiungere il maggior numero di famiglie possibili. Ecco perché la campagna sarà anche digitale con la possibilità di compilare il test e raccogliere informazioni anche sul web. L’obiettivo è di aiutare i genitori a riconoscere nei propri figli adolescenti atteggiamenti riconducibili all’utilizzo, all’abuso o alla dipendenza da psicofarmaci e a chiedere aiuto”.

11 farmacie mettono a disposizione dei pazienti opuscoli informativi circa la corretta gestione in ambito domestico di psicofarmaci e un questionario da compilare in forma anonima e da riconsegnare in busta chiusa al farmacista o da compilare online sul sito di Ats nella sezione servizio farmaceutico territoriale o collegandosi QUI

«L’uso di psicofarmaci non prescritti, soprattutto in età adolescenziale, comporta rischi importanti per lo sviluppo e per la salute – commenta la dottoressa Elvira Beato, responsabile dell’Osservatorio Dipendenze di Ats BergamoGli adolescenti vivono in un contesto in cui il consumo di psicofarmaci è sempre più diffuso nel mondo adulto e non sempre è appropriato. Finalità importante e auspicabile del progetto consiste nel ridurre i rischi di un uso improprio, di abuso e di dipendenza da psicofarmaci non prescritti in età adolescenziale”.

Inoltre l’iniziativa ha l’obiettivo di rilevare i comportamenti degli adulti assuntori di psicofarmaci e di aiutarli a riconoscere se i figli assumono o sono a rischio abuso/dipendenza.

Parla con tuo figlio, soprattutto quando vedi che ha degli sbalzi d’umore – raccomanda Luca Biffi,
Responsabile dell’unità di Prevenzione delle Dipendenze del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo che raccomanda – se segnala qualcosa che non va, ascoltalo. Molte volte una buona relazione è il migliore psicofarmaco”.

 

Concludono il presidente di Federfarma Bergamo Gianni Petrosillo e il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo Ernesto De Amici : “Attraverso la raccolta dei dati e con le successive analisi, intendiamo  conoscere meglio la situazione per poter mirare gli interventi di informazione e di sensibilizzazione all’uso corretto e alla conservazione di questi farmaci in sicurezza. La divulgazione di materiale informativo si svolge in un’ottica di prevenzione e di farmacovigilanza. D’ altra parte, se è vero che  una buona relazione molte volte è il migliore psicofarmaco,  è anche vero che è pericoloso permettere che si affermi la convinzione che esista una pastiglia per qualsiasi problema”.

 

In caso di dubbi il servizio Farmaceutico Territoriale di Ats di Bergamo raccomanda di chiedere aiuto al medico di base, al farmacista o al servizio per le dipendenze (SerD) del territorio di appartenenza.

 

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Luigi Ferraris: Terna per l’ambiente, i nuovi progetti avviati dal gruppo

Bottiglie di plastica sostituite con erogatori d’acqua, bicchieri usa e getta con bottiglie termiche in acciaio, una per ogni dipendente: Terna anticipa i tempi e diventa “plastic free”. Il progetto è già partito negli uffici di Roma e presto coinvolgerà tutte le sedi del Gruppo guidato da Luigi Ferraris.

Luigi Ferraris, Terna

Meno plastica nel mondo: l’impegno concreto di Terna e dell’AD Luigi Ferraris

Da oggi per Terna “plastic free” non è più solo un concetto: è realtà. Il Gruppo guidato da Luigi Ferraris, sempre particolarmente attento a iniziative finalizzate a incentivare la sostenibilità ambientale, ha avviato nel dicembre scorso un progetto per l’eliminazione della plastica monouso all’interno dei suoi uffici: le bottiglie sono state sostituite con erogatori d’acqua, mentre al posto dei bicchieri usa e getta i dipendenti hanno in dotazione 700 bottiglie termiche in acciaio, ognuna personalizzata con le iniziali del possessore. L’obiettivo è arrivare ad azzerare gradualmente le quattro tonnellate di rifiuti prodotte ogni anno (125mila bottiglie d’acqua e 125mila bicchieri di plastica), corrispondenti a 13.500 kg di CO2 rilasciate in atmosfera. Non solo: attraverso questa iniziativa, motivo di soddisfazione per l’AD e Direttore Generale Luigi Ferraris e gli altri vertici del gruppo, Terna vuole sensibilizzare i dipendenti su un tema sempre più cruciale per il futuro dell’intero pianeta.

Luigi Ferraris, Terna sarà “Plastic Free”: i dettagli del progetto avviato dal gruppo

Il progetto “Plastic Free” di Terna , come riporta il Corriere della Sera, coinvolge dallo scorso 7 dicembre i 700 professionisti che lavorano negli uffici di Roma. Ma l’intenzione del Gruppo è estendere ben presto l’iniziativa anche nelle altre sedi, dove lavorano complessivamente 4mila persone. E se è vero che già solo intraprendendo questo progetto Terna ha precorso i tempi, dal momento che nel resto dell’Europa piatti, forchette, bicchieri e cannucce di plastica monouso saranno vietati a partire dal 2021, il Gruppo non è intenzionato a fermarsi qui. Sempre in tema di sostenibilità, che proprio l’AD e Direttore Generale Luigi Ferraris in diverse interviste ha dichiarato essere “leva strategica e motore di crescita”, Terna si sta dimostrando particolarmente attenta anche nell’ambito della raccolta differenziata: negli uffici infatti i cestini per la carta sono stati sostituiti da un unico raccoglitore posizionato e sono stati organizzati punti di raccolta in tutti i piani dell’edificio di via Galbani (Roma) per i residui rifiuti di plastica, carta, umido e indifferenziato.

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Valerio Camerano: Milano e Brescia sempre più “smart” con A2A

Come cambiano i servizi nella città del futuro? Ne ha parlato l’AD di A2A Valerio Camerano insieme al fondatore del Senseable City Lab del MIT di Boston Carlo Ratti e al giornalista Massimo Sideri.

Valerio Camerano

Valerio Camerano: nel miglioramento della qualità della vita il valore delle “Smart Cities”

“Le città più avanzate sono quelle che hanno progressivamente identificato dei problemi e provato a risolverli con la tecnologia”: l’Amministratore Delegato di A2A Valerio Camerano lo ha ribadito nel corso di un’intervista rilasciata al giornalista Massimo Sideri a cui ha preso parte anche Carlo Ratti, fondatore del Senseable City Lab del MIT di Boston. Parlando di queste tematiche, è emerso come a livello mondiale sia ormai sempre più evidente l’impegno delle grandi città in ambito sostenibile e nel coinvolgere i propri abitanti anche sperimentando e ricorrendo a nuove tecnologie. “Ogni giorno in tutto il mondo, vengono sviluppate nuove applicazioni che, grazie a sistemi intelligenti, migliorano la vita delle persone” ha rimarcato Valerio Camerano, facendo notare come l’obiettivo sia quello di “mettere al centro l’esperienza dei cittadini che vivono la città in ogni suo aspetto”: una smart city è tale solo se i cittadini percepiscono un miglioramento della loro qualità di vita. Tra gli obiettivi di A2A, ad esempio, quello di fare in modo che le città non consumino solo energia, ma ne diventino produttrici, anche grazie al recupero di materiali come la plastica e la carta: “Spenderemo quasi mezzo miliardo di euro nei prossimi quattro anni per il recupero della materia, la trasformazione e la riconsegna della materia alla cittadinanza”.

A2A Smart City: Valerio Camerano sui progetti del gruppo a Brescia e Milano

A2A come «principale open innovator per le città del futuro»: dalle parole dell’AD Valerio Camerano emerge con forza l’impronta del gruppo che ha individuato nell’innovazione una leva strategica di crescita per l’intero Paese. Ed è anche in questa direzione che si lavora con maggior convinzione. Non a caso A2A ha già avviato diversi progetti nella provincia di Brescia e a Milano per trasformarle in città “smart”. La formula: migliorare la qualità di vita dei cittadini puntando su servizi sempre più efficienti in diversi ambiti, dai parcheggi, alla mobilità, fino a sicurezza, energia comfort e alla stabilità degli edifici. Valerio Camerano ha citato come esempio il tema idrico: “A Brescia stiamo sperimentando su alcune aree della città un innovativo sistema di contatori smart per controllare il consumo dell’acqua”. Un sistema già attivo dal 2011 a New York, che ha fatto risparmiare alla comunità ben 73 milioni di dollari. Attenzione anche all’IoT e alle realtà digitali, per individuare soluzioni pratiche e utili alla comunità: “Perché una città sia smart si deve necessariamente partire dall’infrastruttura, che è un po’ l’autostrada su cui transitano tutti i dati. Inoltre è necessario avere la capacità di elaborarli e di renderli fruibili perché creino davvero valore per i cittadini”.

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AIMB2B arriva anche in Lazio per diffondere la cultura del marketing con un percorso altamente specializzato per gli imprenditori

Dopo il successo dell’edizione campana, AIMB2B inaugura una terza edizione con l’obiettivo di fornire strumenti e conoscenze specifiche sul marketing B2B agli imprenditori laziali.

Marketing e Vendite B2B. I segreti per lo sviluppo commerciale di un’impresa che opera in mercati business to business”, questo è il titolo della nuova serie di eventi formativi altamente specializzati sul marketing e le vendite B2B, organizzati da AIMB2B – Associazione Italiana Marketing B2B e da Unindustria Perform, che avranno inizio a febbraio.

L’obiettivo del percorso è quello di fornire a tutti i partecipanti una conoscenza specifica fondamentale per affrontare con competenza e consapevolezza tutto ciò che riguarda il marketing e le vendite in contesti business to business. Le tematiche che verranno affrontate saranno proposte in maniera chiara e concreta, basandosi sul vissuto quotidiano e operativo dei relatori, tra cui manager e formatori provenienti da diversi contesti operativi B2B, che a conclusione rilasceranno un certificato ufficiale di partecipazione.

Il percorso è studiato per offrire ai partecipanti un know how sufficiente per poter essere autonomi nella stesura di un piano strategico di marketing e ottenere le basi per saper gestire in maniera efficace i partner in outsourcing, oltre ad avere tutti gli strumenti e capacità di poter posizionare correttamente l’impresa sul mercato, costruire gli elementi differenzianti dell’offerta, comprendere quali siano le leve di marketing operativo da adottare e gestire tutte le fasi di vendita.

Il percorso è strutturato alternando fasi didattiche con sessioni pratico-applicative, propedeutiche a poter affrontare il quotidiano per tutto ciò che riguarda il marketing e le vendite, anche attraverso numerose esercitazioni pratiche e strumenti operativi.

Il corso ha una durata totale di 20 ore di formazione specialistica, divisa in 6 sessioni separate e inerente ad un’area tematica principale. Qui di seguito i sei moduli:

1° Modulo formativo – Workshop (in)formativo gratuito
13 febbraio 2019 – ore 15.30-17.30
Workshop (in)formativo di presentazione della tematica del corso. Le funzioni del marketing.

2° Modulo formativo – Seminario formativo
14 marzo 2019 – ore 14.00-18.00
Il posizionamento di marketing nel B2B

3° Modulo formativo – Seminario formativo
11 aprile 2019 – ore 14.00-18.00
Leve di marketing B2B. Ecco le più utili.

4° Modulo formativo – Seminario formativo
16 maggio 2019 – ore 14.00-18.00
Le fasi del ciclo di vendita B2B

5° Modulo formativo – Seminario formativo
6 giugno 2019 – ore 14.00-18.00
La gestione di una rete vendita B2B. Istruzioni per l’uso.

6° Modulo formativo – Seminario formativo
4 luglio 2019 – ore 14.00-18.00
Linee guida per attività di marketing e vendita volte all’internazionalizzazione. Le basi.

A tutti i partecipanti verranno offerti diversi vantaggi:

Formazione specializzata nel marketing B2B: i contenuti sono specifici del marketing B2B e quindi pensati esclusivamente per chi opera in contesti di mercato business to business.

Attestato: al termine del corso verrà consegnato a tutti i partecipanti un attestato nominativo di partecipazione.

Sessioni pratiche: i docenti sono affermati formatori e manager provenienti da una pluralità di contesti operativi B2B e professionali e dunque capaci di portare ai corsi una grande ricchezza di esperienze e competenze sempre aggiornate.

Documentazione: a tutti i partecipanti al corso verrà fornita un’ampia documentazione, tra cui le slide proiettate, casi di studio e tabelle per le esercitazioni pratiche.

Il percorso informativo si terrà presso la sede di Unindustria Perform S.R.L., in Via Andrea Noale 206 (00155 Roma).

Il costo di partecipazione:

  • il 1°appuntamento prevede la partecipazione gratuita previa registrazione
  • i successivi moduli formativi di 4 ore cad. ovvero per gli appuntamenti 2°, 3°, 4°, 5° e 6°, prevedono la seguente quota per partecipante ovvero di €160+iva cad. per le aziende associate, 200€+ iva cad. per aziende non associate.

Per procedere all’iscrizione, registrarsi al seguente link http://www.webinar.aimb2b.org/unindustria, seguirà contatto della segreteria organizzativa.

Francesco Pastoressa
Ufficio Stampa Associazione Italiana Marketing B2B – AIMB2B
Tel. +39 800 – 123784
www.aimb2b.org

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