Salute e Benessere

FA screening gratuito Roma: Festa dei nonni 2019 “Più la vita ti segna, più valore ha”

Il 5 ottobre Daiichi Sankyo festeggerà i nonni con una mostra e screening gratuito della FA presso la Galleria Alberto Sordi a Roma

Il prossimo 5 ottobre anche Daiichi Sankyo Italia festeggerà i nonni, con una mostra audio-visiva e un corner dedicato allo screening gratuito della fibrillazione atriale, all’interno della Galleria Alberto Sordi di Roma. Prossime tappe Milano e Napoli a novembre e dicembre.

Roma, 2 ottobre 2019 – Alberto l’anziano geriatra, Arturo il nonno dalle soluzioni semplici, zio Primo di fronte alle SS, sono alcune delle 20 storie in cui ogni ruga è un’esperienza da tramandare alle future generazioni, storie che si potranno ascoltare il prossimo 5 ottobre in “Più la vita ti segna, più valore ha”, una mostra audiovisiva interattiva che Daiichi Sankyo Italia allestirà nella galleria Alberto Sordi di Roma in occasione della Festa dei Nonni. Alla fine del percorso sarà possibile effettuare anche lo screening gratuito per la fibrillazione atriale, con medici cardiologi che utilizzeranno un device di ultima generazione. Le prossime tappe saranno Milano e Napoli, che ospiteranno l’iniziativa rispettivamente a novembre e dicembre.

Interagendo con i volti e i dettagli catturati dalla fotografa Valentina De Santis, sarà possibile ascoltare le storie di donne e uomini, di nonni, zii e genitori che continuano a lasciare una traccia indelebile nella vita dei loro cari e della società, storie esemplari tra milioni di altre che fanno parte della vita di ognuno di noi, e selezionate tra i racconti che figli e nipoti hanno inviato a Daiichi Sankyo, partecipando al contest che l’azienda farmaceutica ha lanciato sui suoi canali social.

Perché lo screening della Fibrillazione Atriale: Circa il 96% dei pazienti affetti da FA è a rischio di ictus, terza causa di morte, ma prima causa di invalidità. Il 20-30% di tutti i casi di ictus è attribuibile a questa aritmia molto comune, e la percentuale aumenta in modo drammaticamente significativo con l’avanzare dell’età. In questo contesto, prevenzione e diagnosi precoce risultano fondamentali per promuovere l’invecchiamento attivo e migliorare la qualità di una vita che, grazie ai progressi della scienza, è sempre più lunga.

Al termine del percorso, i visitatori potranno dunque effettuare uno screening gratuito della Fibrillazione Atriale con medici cardiologi, grazie alla collaborazione della VIOLATECH, nota azienda di tecnologie biomedicali e telemedicina, che ha fornito un device di ultima generazione. Basterà impugnare con entrambe le mani questo strumento a forma di bacchetta per 60 secondi, per registrare una traccia elettrocardiografica che consentirà di rilevare l’eventuale presenza di un’alterazione del ritmo cardiaco. Ai partecipanti, inoltre, verrà distribuito del materiale informativo con le informazioni essenziali sulla patologia, i fattori di rischio modificabili e la prevenzione.

“In quest’epoca di profonda crisi economica e valoriale, gli anziani rappresentano ancora un supporto per i loro figli, e in qualità di nonni un punto di riferimento educativo per le future generazioni. E questo è tanto più vero nel nostro Paese. Ecco perché i nostri anziani rappresentano un’importante risorsa sociale che noi tutti dobbiamo impegnarci a valorizzare. – spiega Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia – E proprio per ricordarlo abbiamo deciso di allestire questa mostra, che è solo una delle tante iniziative della campagna di sensibilizzazione che stiamo realizzando a supporto della promozione dell’invecchiamento attivo, del miglioramento della qualità di vita, anche nelle sue fasi più avanzate, affinché nessuno venga escluso e sia riconosciuto il valore di ognuno, a qualunque età”.

Per maggiori info visita: sicurotuttalavita.it; la pagina Facebook Cura il tuo cuore e il canale Twitter Daiichi Sankyo Italia.

Fonte: Daiichi Sankyo Italia

Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredità di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica”, Daiichi Sankyo è impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.
Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

Contatti
Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
[email protected]

Valeria Carbone Basile
Tel: +39 339 1704748
[email protected]

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Eventi

Fondazione Credito Bergamasco: Lo specchio della città.

LO SPECCHIO DELLA CITTÀ

Il ritratto tra ‘800 e ‘900 attraverso le collezioni nascoste dell’Accademia Carrara

BERGAMO, PALAZZO STORICO CREDITO BERGAMASCO

4 – 31 ottobre 2019

Grandi Restauri

Due allievi di Tiziano. Simone Peterzano e Palma il Giovane

BERGAMO, PALAZZO STORICO CREDITO BERGAMASCO

4 – 31 ottobre 2019

Il rapporto di collaborazione tra Fondazione Credito Bergamasco e Accademia Carrara – risalente nel tempo e costantemente rinnovato nel solco di una storica prossimità della Fondazione alla importante Pinacoteca cittadina – si consolida, presso Palazzo Creberg dal 4 al 31 ottobre 2019, con la mostra Lo specchio della città e con una nuova edizione del progetto Grandi Restauri che vede come protagonista Simone Peterzano, allievo di Tiziano e Maestro di Caravaggio, e Palma il Giovane.

LA MOSTRA – Attraverso diciotto ritratti – appartenenti alla “collezione nascosta” dell’Accademia Carrara e distribuiti in quattro sezioni (La città degli artisti, La città delle professioni, La città dell’aristocrazia e La città al femminile) – il pubblico può ripercorrere, da un punto di vista inedito, una parte della storia di Bergamo e dei bergamaschi tra Ottocento e Novecento.

GRANDI RESTAURI – Nell’ambito del suo storico progetto Grandi Restauri, Fondazione Creberg sta procedendo a importanti interventi su due opere monumentali (4 x 4 m. ciascuna) realizzate da Simone Peterzano per la Chiesa di San Barnaba in Milano e su quattro opere di Palma il Giovane (una proveniente dalla Collezione dell’Accademia Carrara, tre appartenenti a Parrocchie bergamasche).

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Orientamento Formazione Lavoro: presentati i progetti vincitori

Sono 9.000 i giovani in cerca di un’occupazione tra i 15 e i 29 anni residenti in provincia di Bergamo. Altri 93.000 sono inattivi. Numeri preoccupanti, che necessitano di azioni urgenti in ambito di formazione e di offerta di lavoro. Numeri che hanno portato La Fondazione Istituti Educativi a mettere a disposizione 500 mila euro, attraverso il bando Orientamento Formazione e Lavoro, a sostegno di progetti nel campo dell’accompagnamento al lavoro, del supporto a formatori e orientatori in ambito sia scolastico sia aziendale, della formazione, dell’inchiesta e dell’analisi su scala territoriale.

Tra i numerosi progetti presentati, sette sono stati ritenuti validi e meritevoli, spiccando nella progettualità e rispondendo pienamente alle aspettative della Fondazione nel creare coesione e interscambio sul territorio. Il comune denominatore di tutti i progetti vincitori: la capacità di far rete sul territorio con altre strutture partner per offrire un percorso di crescita e lavorativo di successo.

“Nella scelta dei progetti vincitori abbiamo privilegiato la capacità di fare rete e la coordinazione fra soggetti partner. Non è stato semplice perché in tanti hanno aderito al bando Orientamento Formazione e Lavoro, e la qualità delle proposte è stata davvero molto alta. Intercettare giovani a rischio dispersione, integrare scuola e lavoro, creare start up sono alcuni dei temi scelti. Supportare i giovani nella loro formazione e nella crescita è l’obiettivo che da sempre la Fondazione persegue e promuove” spiega il Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, Luigi Sorzi.

Il progetto “UN TERRITORIO CHE SI ORIENTA” promosso da ACLI ha la particolarità di abbracciare un’ampia platea, rivolgendosi al territorio e coinvolgendo le famiglie, spesso poco consapevoli rispetto alle possibilità oggi offerte dal mondo del lavoro e alle scelte che i propri figli si trovano ad affrontare. “OPEN YOUR SKILLS BOX” sostenuto dalla Scuola d’Arte Fantoni si propone di sostenere e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro dei ragazzi che escono da percorsi di studio nel settore grafica, coinvolgendo una platea di aziende del settore. Il progetto “POLARIS”, proposto dalla Fondazione Maddalena di Canossa, si occupa di orientamento per i ragazzi delle scuole medie, delle superiori e per i Neet che compongono la cosiddetta generazione Z, ragazzi tra i 15 e i 17 anni, che oggi si trovano ad affrontare scelte chiave della loro vita, come la scelta dell’indirizzo di studi e di lavoro.

Il progetto “FOOL” di Associazione Mosaico si propone di intervenire sugli studenti delle scuole secondarie e sui giovani iscritti alla leva civica allo scopo di rafforzare i soft skills e offrendo supporto ai ragazzi attraverso incontri di orientamento vocazionale e coaching.

Tra i progetti vincitori c’è anche chi ha puntato su un forte coinvolgimento nelle attività sia delle aziende sia dei beneficiari finali, come Servizi Confindustria Bergamo che – con il progetto SmarTECH@Smile – metterà in campo programmi di integrazione scuola-azienda, che si svolgeranno nell’ambito di SMILE – Smart Manufacturing Innovation Lab for Enterprises, iniziativa nata in collaborazione tra Kilometro Rosso, ITIS Paleocapa di Bergamo, Comune di Bergamo, Confindustria Bergamo e Università degli Studi di Bergamo

Infine, Consorzio Mestieri Lombardia (progetto JOB SHUTTLE) e Associazione Formazione Professionale Patronato San Vincenzo (progetto Net-Work For NEET), mediante il coinvolgimento di numerosi partner e la proiezione sull’intero territorio della provincia di Bergamo, hanno concepito progettualità utili ad intercettare giovani a rischio dispersione, fra i 16 e 18 anni che hanno abbandonato il percorso di studio dopo l’obbligatorietà.

“Il processo di valutazione di merito dei progetti si è basato sui 7 criteri stabiliti dal regolamento: rispondenza agli obiettivi del bando, qualità e rilevanza strategica, originalità e innovazione, ampiezza e coerenza del partenariato, pertinenza, fattibilità, sostenibilità. Dopo un accurato esame il consiglio di amministrazione ha selezionato i 7 progetti cui assegnare il contributo; al fine di ampliare il novero dei progetti finanziabili è stata assegnata una quota percentuale di contributo inferiore a quella massima indicata dal bando.” Ha concluso, Luigi Sorzi, Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo.

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Festeggiamo insieme il ventennale di PuntoSicuro!

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  • 3 Ottobre 2019

Comunicato Stampa

Festeggiamo insieme il ventennale di PuntoSicuro!

 

Venti anni fa nasceva PuntoSicuro. Per festeggiare il giornale e raccogliere alcune riflessioni in materia di salute e sicurezza si terrà un incontro il 16 ottobre 2019 a Bologna.

 

Il 24 novembre 1999 il primo articolo di PuntoSicuro ricordava che al di là della sofferenza correlata a incidenti e malattie professionali, era necessario tener conto anche del costo degli infortuni, di quanto pagano le aziende per la sicurezza non fatta, di quanto pagano gli Stati, e dunque ciascuno di noi, per le strategie non attuate.

Il primo breve articolo anticipava quelli che successivamente sarebbero stati chiamati, come ricordato in molte nostre interviste, i costi della non sicurezza e cominciava a considerare la sicurezza come un investimento e non un onere richiesto dalla normativa.

 

E se i successivi venti anni di informazione sono stati dettati da una continua espansione del giornale, la mission è rimasta sempre quella: cercare di non raccontare solo l’esistente, ma cogliere gli aspetti rilevanti in divenire. Cercare, cioè, di avere uno sguardo proattivo verso la prevenzione degli infortuni e malattie professionali, aiutando i nostri lettori, nella maggior parte dei casi professionisti della sicurezza, ad essere costantemente e correttamente informati non solo sulla situazione attuale ma anche sui cambiamenti futuri e sui rischi emergenti.

 

I venti anni di PuntoSicuro

In venti anni il giornale PuntoSicuro è cresciuto sia a livello di diffusione nella rete, con quasi 600.000 pagine viste ogni mese e circa 60.000 iscritti alla newsletter, sia a livello di contenuti proposti: quasi 19.000 articoli pubblicati e oltre 6.000 documenti presenti nella Banca Dati Normativa di PuntoSicuro.

 

Una crescita dovuta non solo al nostro costante e capillare impegno informativo, ma anche all’interattività del giornale e alla risposta dei nostri lettori. Lettori che hanno, nel tempo, arricchito gli articoli di commenti, che si sono a volte proposti per approfondire argomenti e che trovano oggi, attraverso il Forum di PuntoSicuro, la possibilità di interagire direttamente con una ricca community, uno spazio virtuale per confrontarsi in materia di sicurezza sul lavoro, ambiente e security.

 

Il link per conoscere e iscriversi al Forum di PuntoSicuro:

https://www.puntosicuro.it/forum/

 

La festa del ventennale di PuntoSicuro

Se PuntoSicuro, senza i suoi lettori attivi e attenti, non sarebbe il punto di riferimento che è diventato oggi nel panorama informativo, è necessario che il ventennale del giornale diventi un momento di festa e un’occasione di incontro e di confronto per condividere riflessioni e suggerimenti su come migliorare la prevenzione in materia di sicurezza e salute.

 

Per questo motivo il nostro giornale ha organizzato, il 16 ottobre 2019, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, l’incontro “20 anni di PuntoSicuro”, presso la Sala Cappella Farnese Palazzo d’Accursio in Piazza Maggiore, 6 a Bologna.

 

Un incontro patrocinato da numerosi enti e associazioni (Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, la manifestazione Ambiente Lavoro, Anmil, Aifos, Aias, Aarba, …) che vuole offrire un’informazione proattiva sui temi della sicurezza presentando le riflessioni di molti collaboratori, esperti e professionisti che in questi anni sono stati vicini al nostro giornale.

 

Il programma dell’incontro:

 

Introduzione e apertura lavori – Luigi Matteo Meroni, Direttore PuntoSicuro

Modera – Tiziano Menduto, Giornalista PuntoSicuro

 

Ore 18.10: Saluto Autorità

Ore 18.20: Intervento dell’On. Cesare Damiano, ex Ministro del Lavoro

 

Ore 18.40 – 19.50: Facciamo il «Punto della Sicurezza»: proposte su come migliorare la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali in Italia

 

Interverranno: Dott. Andrea Cirincione, Avv. Rolando Dubini, Geom. Stefano Farina, Avv. Maria Giovannone (Responsabile Salute e Sicurezza Anmil), Dott.ssa Anna Guardavilla, Ing. Marco Masi (coordinatore del Gruppo di Lavoro “Sicurezza Appalti” nell’Istituto ITACA), Ing. Gerardo Porreca, Dott. Massimo Servadio, Prof. Fabio Tosolin (Presidente Aarba), Prof. Rocco Vitale (Presidente AiFOS).

 

Ore 19.50 – 20.00: Chiusura lavori – Luigi Matteo Meroni, Direttore PuntoSicuro

 

L’ingresso è gratuito previa registrazione obbligatoria fino ad esaurimento posti.

 

Prenotazioni:

https://www.puntosicuro.it/landing-pages/20anni-puntosicuro-1999-2019/

 

Non potrai essere presente o i posti sono già esauriti?

Seguici in diretta sulla pagina facebook di PuntoSicuro!

https://www.facebook.com/PuntoSicuro

 

Per informazioni:

Redazione di PuntoSicuro – Via Roncadelle 70A, 25030 Castel Mella – Brescia -https://www.puntosicuro.it/ – [email protected]

 

 

03 ottobre 2019

 

Ufficio Stampa di PuntoSicuro

[email protected]

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Dipendenza Affettiva capirla e combatterla

Nel corso degli anni, abbiamo capito che una delle sfide più intense che le persone si trovano ad affrontare è il problema della dipendenza affettiva. La dipendenza affettiva può variare da un violento attaccamento romantico verso un’altra persona fino ad un’amicizia platonica divenuta troppo invadente e possessiva. Come affermato da Micucci

La dipendenza affettiva, come l’abbiamo definita, è:

la condizione risultante quando la presenza attuale e/o la cura affettuosa di un altro si ritiene necessaria per la sicurezza personale.

Questo cura affettuosa si manifesta in molte forme diverse d’intromissione della vita di una persona in quella di un’altra:

  • attenzione
  • ascolto
  • ammirazione
  • consiglio
  • approvazione
  • tempo passato insieme

Le relazioni di dipendenza affettiva possono apparire innocue o addirittura sane in un primo momento, ma possono condurre alla distruzione e a vincoli più grandi di quanto la maggior parte delle persone possa immaginare. Ci sia o no un coinvolgimento fisico, il peccato entra in scena quando un’amicizia diventa un rapporto di dipendenza. Per distinguere l’interdipendenza normale che si crea nei rapporti sani da una dipendenza malsana vedremo i fattori che portano a relazioni di dipendenza: come e perché iniziano e come sono mantenute.

Caratteristiche di una relazione di dipendenza

Noi tutti abbiamo un profondo bisogno, posto in noi da Dio, di amicizie intime. Come sappiamo se rispondiamo a questa esigenza legittimamente? C’è un modo per riconoscere quando oltrepassiamo il confine della dipendenza? Di seguito alcuni sintomi che indicano che sta prendendo piede una dipendenza affettiva.

Quando entrambi i soggetti di una relazione:

  • sperimentano frequentemente gelosia, possessività ed un desiderio di esclusivismo, vedendo le altre persone come un pericolo per la relazione
  • preferiscono passare il tempo soli con quest’amico/a e si sentono frustrate quando questo non è possibile
  • vanno irragionevolmente in collera o si deprimono quando questo/a amico/a si ritira lievemente
  • perdono interesse nelle amicizie eccetto che per questa
  • sperimentano sentimenti romantici o sessuali che portano a fantasticare su questa persona
  • si preoccupano dell’aspetto, personalità, problemi ed interessi di questa persona
  • non sono disposti a fare progetti a breve o lungo termine che non includano l’altra persona
  • sono incapaci di giudicare realisticamente le colpe dell’altro
  • si mettono sulla difensiva quando si parla della loro relazione
  • dimostrano affetto fisico al di là di ciò che è appropriato per un’amicizia
  • fanno spesso riferimento all’altro nella conversazione, si sentono liberi di “parlare per” l’altro
  • esibiscono una confidenza ed una familiarità con questo/a amico/a che mette gli altri a disagio od in imbarazzo alla loro presenza.

Da cosa distinguiamo una relazione di dipendenza da una sana amicizia?

Una sana amicizia è libera e generosa. Entrambi gli amici sono desiderosi d’includere altre persone nelle loro attività. Provano gioia quando un amico ha un buon rapporto con un altro. In una buona amicizia desideriamo vedere il/la nostro/a amico/a raggiungere il suo pieno potenziale, sviluppare nuovi interessi ed abilità. Una relazione di dipendenza è invadente, ripetitiva e limita la crescita personale. Nelle relazioni normali siamo sensibili a ciò che i nostri amici dicono o fanno, ma le nostre reazioni sono equilibrate. Quando siamo emotivamente dipendenti, un’osservazione casuale del nostro amico/a ci può mandare in estasi come gettarci nello sconforto più profondo. Se un caro amico si allontana, è normale per noi provare dispiacere ed un senso di perdita. Se uno dei soggetti in una relazione di dipendenza si allontana l’altro diviene preda di angoscia, panico e disperazione. Una sana amicizia è piena di gioia, sanante e costruttiva; una dipendenza emotiva genera vincoli.

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Eventi

Luca Mercalli a Bergamo | “Il futuro ci riguarda”

Un rientro a scuola all’insegna dell’ecologia e della tutela ambientale, quello che ha accolto gli studenti di iSchool, l’istituto di Bergamo che comprende scuola Primaria, Secondaria di Primo Grado e Secondaria di Secondo Grado.

Fontanelle d’acqua ad ogni piano, borracce personalizzate con il logo della scuola a disposizione degli studenti, eliminazione della plastica dai dispenser di merendine, dal bar e dalla mensa, potenziamento della raccolta differenziata. Questi alcuni degli accorgimenti che iSchool ha messo in campo nella sede di via Ghislandi con l’obiettivo di diminuire il proprio impatto sul pianeta, stimolando personale, allievi e famiglie in un impegno concreto e promuovendo piccoli gesti quotidiani contro l’emergenza climatica.

Emergenza climatica che sarà oggetto dell’incontro “Il futuro ci riguarda” organizzato per giovedì 10 ottobre con Luca Mercalli, Presidente Società Meteorologica Italiana, climatologo e giornalista scientifico, che spiegherà a studenti, famiglie e cittadini le cause di questa devastante crisi ambientale che vede protagonista il nostro pianeta e alcune possibili soluzioni: una maggiore sostenibilità delle nostre città e industrie, efficienza energetica ed energie rinnovabili, riduzione dei consumi, economia circolare e riciclo.

L’evento è organizzato in occasione del primo iDay – Open doors di quest’anno, una giornata in cui la scuola viene aperta al pubblico dove sarà possibile conoscere indirizzi, sistema educativo, gli spazi e gli studenti che frequentano la scuola Secondaria di primo grado (iSchool Middle) e i Licei Scientifico, linguistico e delle scienze umane, l’Istituto Tecnico Grafica e Comunicazione, l’Istituto Tecnico Informatico e l’Istituto Professionale Alberghiero. Un modo innovativo per visitare la struttura ed entrare in contatto con i docenti, e tutte le potenzialità offerte dall’istituto, nonché per sensibilizzare il pubblico su un tema sempre più urgente.

Evento gratuito con posti a sedere limitati. Per prenotarsi https://bit.ly/2orxgWR

 

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 10 OTTOBRE

Dalle 16.30 alle 17.30 open doors con visita della scuola a cura degli studenti e dei docenti che illustreranno il sistema iSchool, gli spazi innovativi, gli indirizzi e le attività della “Scuola nel futuro”. Alle 17.30 gli studenti dell’Alberghiero accoglieranno gli ospiti con una bevanda home made. Alle ore 18.00 l’intervento di Luca Mercalli moderato da Cesvi, organizzazione umanitaria di Bergamo si occupa dalla sua fondazione di sviluppo sostenibile, adattamento ai cambiamenti climatici e lotta alla fame nei paesi più poveri. Per Cesvi questo evento coincide con il lancio della campagna #famedicambiamenti, per sensibilizzare sull’emergenza climatica e coinvolgere bambini, giovani e adulti in azioni concrete per un cambiamento vero, necessario e urgente. Per concludere, alle 19.30 showcooking e piccolo rinfresco sostenibile a cura di TASTE, il ristorante didattico della scuola in cui gli studenti dell’Alberghiero si mettono in gioco quotidianamente scoprendo le sfide che riserva loro la professione in cui si stanno formando.

L’intera serata vede l’accompagnamento musicale di Luca Mazzola, batterista, e Andrea Manzoni, chitarrista.

 

I PROSSIMI IDAYS

Scelte sostenibili nella vita di tutti i giorni, come conservare foto digitali invece di stamparle. Così, sabato 19 ottobre, gli studenti dell’indirizzo di Grafica e Comunicazione, dopo qualche ritocco a tema green tramite photo-editing, invieranno via mail gli scatti fatti e ritoccati ai visitatori della scuola. Sempre ai ragazzi dell’indirizzo di Grafica e Comunicazione sarà dato il compito di raccontare, attraverso photobooth digitali, la scuola e tutti i suoi indirizzi a Villa Castelbarco (Vaprio d’Adda) nel weekend del 16-17 novembre in occasione di Campus Orienta.

iSchool aderirà inoltre al progetto sostenuto nell’ambito della S.E.R.R. (Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti), un’iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla corretta riduzione dei rifiuti. “Conosci, Cambia, Previeni” saranno le parole d’ordine di questo percorso che sarà fulcro del secondo iDay – Open Doors organizzato per sabato 23 novembre sempre in iSchool. In questa occasione gli studenti racconteranno le iniziative messe in atto durante la SERR da ognuno degli indirizzi, tra reportage fotografici e dibattiti scientifici.

E ancora l’iDAY – Open Doors di sabato 11 gennaio sul tema salute e sostenibilità.

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Le ultime iscrizioni agli eventi di AiFOS per Ambiente Lavoro

Comunicato Stampa

Le ultime iscrizioni agli eventi di AiFOS per Ambiente Lavoro

Ancora pochi posti disponibili per gli eventi che AiFOS organizza ad Ambiente Lavoro di Bologna il 15 al 17 ottobre: DPI vie respiratorie, smart working, processi formativi, multitasking, manager HSE, diversity management, veicoli elettrici, …

 

Mancano ormai poche settimane alla manifestazione “Ambiente Lavoro” (Salone della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro) di Bologna, uno dei punti di riferimento per gli operatori che operano nel settore. E come ogni anno l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) partecipa attivamente alla manifestazione con numerosi convegni, workshop e incontri.

 

Se quest’anno ad “Ambiente Lavoro” (15/17 ottobre 2019) l’Associazione AiFOS organizza ben 2 convegni e 12 workshop, su varie tematiche, alcuni di questi incontri risultano già esauriti. Per venire incontro alle esigenze di tutti coloro che vorrebbero usufruire di questi importanti momenti di informazione e di crescita professionale, segnaliamo gli eventi per i quali è ancora possibile iscriversi.

 

I workshop di AiFOS ad Ambiente Lavoro 2019

Questi i workshop, organizzati a Bologna dall’Associazione AiFOS, che hanno ancora disponibilità di posti.

 

Workshop – La flessibilità come opportunità: nuove forme contrattuali

Lo scopo del workshop è comprendere quali siano le regole di riferimento e le migliori procedure di gestione della salute e sicurezza nel lavoro agile, con particolare riguardo alla necessità di valutare i rischi prevenzionistici della prestazione lavorativa svolta all’esterno rispetto alla sede usuale di lavoro.

Mercoledì 16 ottobre – 9.15/11.15

Sala Allegretto – Centro Servizi Blocco C

Evento valido per n. 2 crediti di aggiornamento valevoli per le seguenti figure professionali: Formatore (area 1), RSPP/ASPP, CSP/CSE, RLS.

 

Workshop – Il FIT-TEST: la protezione efficace delle vie respiratorie

I DPI per le vie respiratorie sono considerati di terza categoria, hanno quindi la funzione di proteggere il lavoratore da danni gravi o permanenti e dal rischio di morte. Dopo aver individuato il DPI più idoneo è necessario passare alla fase di validazione dello stesso ed all’addestramento dei lavoratori. La prova di tenuta tramite FIT-TEST è in grado di valutare se il DPI scelto abbia un’aderenza corretta sul viso del lavoratore e quindi se sia in grado di proteggerlo adeguatamente dai rischi presenti. Il FIT- TEST permette anche al lavoratore di apprendere il modo corretto di utilizzo del dispositivo fornito.

Mercoledì 16 ottobre – 14.30/16.30

Sala Allegretto – Centro Servizi Blocco C

Evento valido per n. 2 crediti di aggiornamento valevoli per le seguenti figure professionali: Formatore (area 2), RSPP/ASPP, CSP/CSE, RLS.

 

Workshop – La gestione dei processi formativi: dall’analisi dei bisogni alla verifica delle ricadute formative

L’efficacia della formazione si concretizza nel trasferimento al lavoro di quanto appreso e nell’uso delle conoscenze e delle capacità in maniera coerente con gli obiettivi dell’organizzazione. Il corso si propone, attraverso un percorso metodologico, di verificare quanto l’iniziativa formativa sia stata efficace per lo sviluppo ed il miglioramento delle competenze in termini di apprendimento, variazione positiva dei comportamenti, gradimento e di quantizzare, attraverso appositi ed appropriati indicatori, il miglioramento del livello di performance dell’organizzazione aziendale raggiunto a distanza di tempo grazie all’iniziativa formativa.

Mercoledì 16 ottobre – 9.30/11.30

Saletta AiFOS – Pad. 22 – Stand B16

Evento valido per n. 2 crediti di aggiornamento valevoli per le seguenti figure professionali: Formatore (area 3), RSPP/ASPP, CSP/CSE, RLS.

 

Workshop – Multitasking: valore o rischio per il lavoratore?

Il workshop analizza come nascono le worst practices ed evidenzia, attraverso esercizi metaforici, alcune modalità per arginare le attività limitanti/negative così da poterle sostituirle con quelle positive e coerenti per promuovere operativamente il miglioramento della salute e sicurezza nel proprio contesto lavorativo.

Giovedì 17 ottobre – 9.15/11.15

Sala Allegretto – Centro Servizi Blocco C

Evento valido per n. 2 crediti di aggiornamento valevoli per le seguenti figure professionali: Formatore (area 3), RSPP/ASPP, CSP/CSE, RLS.

 

Workshop – Il manager HSE: formazione e ruolo

A distanza di alcuni mesi dall’entrata in vigore della norma UNI 11720:2018 è giunto il momento di fare chiarezza sulla figura del manager HSE – Health, Safety Environment. Il gruppo di Lavoro UNI ha identificato un percorso formativo per la qualificazione di tale figura che prevede il raggiungimento di un monte ore minimo in ciascuna delle cinque aree di riferimento: area organizzativa e gestionale, area giuridica, area sicurezza sul lavoro, area salute occupazionale ed area ambientale. Durante il workshop si entrerà nel merito della questione e nei contenuti della norma.

Giovedì 17 ottobre – 11.30/13.30

Sala Allegretto – Centro Servizi Blocco C

Evento valido per n. 2 crediti di aggiornamento valevoli per le seguenti figure professionali: Formatore (area 1), RSPP/ASPP, CSP/CSE, RLS.

 

Workshop – Diversity Management: un’opportunità per un’organizzazione sana e produttiva

Le formatrici si soffermeranno su ricerche, dati e strumenti, anche normativi, che possono rendere un’organizzazione più sana, sicura e produttiva, proprio grazie alla adeguata gestione di ciò che è diverso, con interventi mirati a rafforzare la cultura di appartenenza, a fornire strumenti pratici che migliorino anche le relazioni interpersonali e quindi riducano lo stress percepito.

Giovedì 17 ottobre – 14.30/16.30

Sala Allegretto – Centro Servizi Blocco C

Evento valido per n. 2 crediti di aggiornamento valevoli per le seguenti figure professionali: Formatore (area 2), RSPP/ASPP, CSP/CSE, RLS.

 

Workshop – Comunicare in modo dinamico e integrato: Yin e Yang della sicurezza

Quando si parla di sicurezza spesso ci si imbatte nella logica degli opposti, le dissonanze del sistema secondo cui c’è antitesi tra dire e non dire, tra produzione e sicurezza, tra formazione teorica ed esperienziale. Come uscirne?

Giovedì 17 ottobre – 10.30/12.30

Saletta AiFOS – Pad. 22 – Stand B16

Evento valido per n. 2 crediti di aggiornamento valevoli per le seguenti figure professionali: Formatore (area 3), RSPP/ASPP, CSP/CSE, RLS.

 

Workshop gratuito – La sicurezza dei veicoli elettrici: l’esperienza della scuderia E-Agle Trento Racing Team

Il grande sviluppo del mercato delle vetture elettriche pone il problema della tutela degli operatori ed utilizzatori di tali veicoli: sotto esame sono le fasi di progettazione, costruzione ed utilizzo di veicoli a trazione esclusivamente elettrica. Nel workshop si parlerà di problemi legati al lavoro su auto elettriche, di sistemi di controllo, di pulsanti di emergenza, di DPI, di procedure di sicurezza, e molto altro. E-Agle Trento Racing Team presenterà l’esperienza maturata da 70 studenti dell’Università degli Studi di Trento che – senza alcun supporto tecnico da parte di aziende esterne – hanno progettato, realizzato, testato e messo in pista un’auto da corsa elettrica dotato di due motori elettrici da 80 kW ognuno alimentati da una batteria con tensione nominale di 380V.

Martedì 15 ottobre – 10.00/12.00

Martedì 15 ottobre – 14.00/16.00

Saletta AiFOS – Pad. 22 – Stand B16

Evento valido per n. 2 crediti di aggiornamento valevoli per le seguenti figure professionali: Formatore (area 2), RSPP/ASPP, CSP/CSE, RLS.

 

Ricordiamo che i workshop sono riservati a massimo 30 partecipanti con iscrizione obbligatoria e pagamento della quota di partecipazione pari a € 20,00 + Iva.

 

Questo è il link per avere informazioni e iscriversi agli eventi:

https://aifos.org/home/eventi/fiere/ambiente_lavoro_2019

 

Per informazioni:

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03 ottobre 2019

 

 

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Le quattro vite professionali di Vito Gamberale: l’approfondimento di “Affari & Finanza”

I traguardi raggiunti, le numerose sfide affrontate in cinquanta anni di carriera: in un’intervista del 2017 ad "Affari & Finanza" il manager Vito Gamberale ripercorre il suo percorso professionale.

Vito Gamberale

Vito Gamberale ad "Affari & Finanza": "Porto le aziende a diventare leader"

"Mi è sempre piaciuto prendere realtà appena nate e farle diventare grandi. L’ho fatto con la telefonia mobile, con le autostrade e con le reti. Non vedo perché non farlo anche ora con le rinnovabili": nel 2017, intervistato da "Affari & Finanza", Vito Gamberale ha ricordato le tappe più significative del suo percorso professionale. Cinquant’anni di sfide: dopo la laurea in Ingegneria meccanica, conseguita alla Sapienza di Roma grazie a una borsa di studio, entra in IMI (Istituto Mobiliare Italiano) come analista industriale. Dopo un’esperienza in Gepi (Società per le Gestioni e Partecipazioni Statali), arriva in Eni dove ricopre diversi incarichi di rilievo anche in ambito dirigenziale. Qui, come ricorda "Affari&Finanza", gestisce le privatizzazioni delle controllate del Gruppo attive nel settore tessile e di tutte le attività "no core". Negli anni ’90 è Amministratore Delegato della Sip (la vecchia Società per l’esercizio telefonico), poi Direttore Generale di Telecom Italia e quindi AD di Tim. È Vito Gamberale in questi anni a intuire come la telefonia, forte dell’avvento del cellulare, "non sia più soltanto uno strumento di comunicazione, ma uno dei simboli dei consumi di massa". E i numeri gli danno ragione: in meno di quattro anni (a partire dal 1995, anno di fondazione di Tim) i clienti da 300mila passano a 16 milioni, il fatturato da 3mila a 12mila miliardi, l’utile da 350 a 2.500 miliardi.

Vito Gamberale: le intuizioni vincenti e il presente professionale

È il 2000 quando Vito Gamberale viene nominato Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia. Terminata questa esperienza, nel 2007 dà vita a F2i, fondo di investimenti nel settore delle infrastrutture. "Quando ho avuto l’idea di un fondo infrastrutturale per il mercato in Italia tutti mi dicevano che sbagliavo. Avevo la fila delle banche d’affari che mi spiegavano che avrei dovuto agire global e non local" ricorda nell’intervista. Ma anche questa ennesima sfida si è conclusa positivamente: "I fatti poi mi hanno dato ragione: perché per investire nelle reti, soprattutto quando sono asset regolati, bisogna conoscere la legislazione e le authority del paese in cui si opera". Fino al 2014 continuerà a guidare F2i SGR, la Società di Gestione del Risparmio, portando il fondo a una dotazione di 3 miliardi. Successivamente Vito Gamberale è stato Presidente di Grandi Lavori Fincosit, primario gruppo operativo nel settore infrastrutturale, dei lavori marittimi, del tunnelling e dell’edilizia: attualmente opera come azionista e Presidente di Iterchimica, specializzata nella produzione e commercializzazione di additivi chimici per le pavimentazioni stradali. Nel 2007 gli è stata conferita la laurea honoris causa in Ingegneria delle telecomunicazioni dall’Università "Tor Vergata" di Roma.

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l ritratto professionale di Fabio Inzani, esperto in edilizia civile abitativa e ospedaliera

Tecnicaer Engineering è un’importante realtà italiana attiva nella progettazione e direzione dei lavori per strutture edilizie, civili abitative ed ospedaliere. Dal 2001 è guidata da Fabio Inzani, che ricopre gli incarichi di AD, Presidente e Direttore tecnico.

Fabio Inzani

L’iter formativo e professionale di Fabio Inzani, alla guida di Tecnicaer Engineering

Fabio Inzani è attualmente ai vertici di Tecnicaer Engineering. Professionista attivo nel settore dell’edilizia civile, la sua carriera si basa su un solido percorso formativo: originario di Rimini, classe 1967, consegue la Laurea in Ingegneria Aeronautica e Spaziale presso il Politecnico di Torino. Supera nel medesimo anno l’esame per l’abilitazione alla professione. In seguito, nel 1996, si specializza in "Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri" frequentando l’Università degli Studi di Bologna. Ne consegue l’iscrizione al Ministero della Sanità in qualità di tecnico abilitato. Fabio Inzani è nominato responsabile delle infrastrutture ai fini del D.Lgs 626/94 dalla USL Regione Autonoma della Valle d’Aosta. Quattro anni dopo, in veste di componente del Comitato Tecnico Assessorato all’industria per finanziamenti della Regione Valle D’Aosta, si occupa di innovazione tecnologica e sviluppo industriale sul territorio. Nel 1999 ricopre il ruolo di Ingegnere Capo, Responsabile Ufficio Tecnico, Coordinatore del Ciclo e Responsabile del procedimento per l’Azienda Ospedaliera CTO – CRF – Maria Adelaide di Torino.

Fabio Inzani: gli incarichi attualmente ricoperti

Dal 2001 Fabio Inzani ricopre le cariche di Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico in Tecnicaer Engineering, società che si occupa di progettazione e direzione dei lavori per le strutture edilizie civili abitative ed ospedaliere. Dal 2008 è Amministratore Delegato e Direttore Tecnico del Consorzio Stabile Mythos. Inoltre, è Energy Manager abilitato presso il Ministero dell’Industria e Tecnico Abilitato presso il Ministero degli Interni, in qualità di esperto in materia di prevenzione incendi. Fabio Inzani è membro dell’I.F.H.E. (international federation of hospital engineer). Nel 2004, nell’ambito del progetto "Buoni Esempi", gli viene riconosciuto dall’Università Bocconi un premio come miglior progetto sanità in materia di finanza, strutturato per il PF della Nuova Unità Spinale Unipolare di Torino. Il manager è autore di svariati articoli e pubblicazioni riguardanti temi legati alla sanità. Ha partecipato a convegni sull’edilizia in qualità di relatore ed è docente presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e nel Master di II livello in Pianificazione, programmazione e progettazione dei sistemi ospedalieri e socio-sanitari. È membro del Consiglio Nazionale del Centro per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera.

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Come aumentare il fatturato di una azienda

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  • 3 Ottobre 2019

Quando vendi i tuoi prodotti o servizi alle aziende, tieni presente che queste sono preoccupate solo di come il tuo prodotto o servizio influenzerà le loro vendite ed i loro profitti. Le aziende pensano al tempo o al denaro che risparmieranno, o al tempo e al denaro che acquisiranno, utilizzando il tuo prodotto o servizio. Le aziende vedono il tuo prodotto come una soluzione a un problema. Quanto velocemente il tuo prodotto si ripagherà da solo, riflesso nell’aumento dell’efficienza di una determinata azienda?

La vendita del tuo prodotto o servizio a singoli clienti richiede che ti concentri sui benefici che questo apporterà nella loro vita. Che cosa infonde il tuo prodotto nei tuoi clienti? Che cosa li induce ad evitare di acquistare il tuo prodotto? Cosa aiuta i tuoi clienti a continuare ad acquistare il tuo prodotto? In che modo il tuo prodotto aiuta i consumatori a ottenere risultati migliori nella loro vita?

Come ogni imprenditore, la domanda più importante che puoi porre e rispondere ogni giorno è “Cosa posso fare oggi per aumentare il valore dei miei prodotti o servizi per i miei clienti? “. Il valore di un’azienda è determinato dalla sua capacità di migliorare la vita o il lavoro dei suoi clienti.

La chiave per creare profitti è sempre stata: aggiungere valore. In che modo puoi aggiungere valore agli acquisti dei tuoi clienti? In che modo puoi aggiungere valore alla tua azienda oggi? Una buona idea in grado di offrire maggiore valore ai tuoi clienti, esistenti o nuovi che siano, può essere sufficiente per metterti in quel 20% di aziende che guadagnano di più nel tuo settore.

L’obiettivo di ogni imprenditore è infatti quello di cercare opportunità redditizie. Il profitto deriva dall’aggiunta di valore in qualche modo, prima ancora della concorrenza. Il numero di modi in cui puoi aggiungere quel valore al tuo prodotto o servizio, e dunque ai tuoi clienti, è limitato solo dalla tua immaginazione. Sul sito Aumentare il fatturato: Marina Ionescu trovi ulteriori spunti sul modo in cui è possibile aumentare il valore ed aumentare i tuoi margini di profitto

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A Roma ASPI e Nino Franco Raccontano 100 anni di prosecco superiore di Valdobbiadene

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  • 3 Ottobre 2019

Partito a Milano, il “Viaggio attraverso 100 anni di Prosecco” di ASPI e Nino Franco fa tappa a Roma il 7 ottobre, con una degustazione per professionisti e appassionati guidata da Primo Franco, titolare della centenaria cantina, e Gennaro Buono, sommelier ASPI.

Il cammino lungo 100 anni di Nino Franco, l’azienda emblema del Prosecco di Valdobbiadene Superiore fondata nel 1919 sulle Colline di Valdobbiadene oggi Patrimonio Unesco, si intreccia a quello di ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, l’unica associazione di sommelier del nostro paese ad essere riconosciuta a livello internazionale da ASI – Association de la Sommellerie Internationale.

Dopo la partenza a Milano, “Un viaggio attraverso 100 anni di Prosecco”, l’iniziativa per far conoscere a professionisti e appassionati in tutta Italia un pezzo della storia del grande vino italiano, fa tappa a Roma lunedì 7 ottobre, con una masterclass guidata dal sommelier ASPI Gennaro Buono, in cui sarà possibile degustare diverse etichette di Nino Franco – di cui due proposte in tre annate per comprendere appieno la capacità evolutiva del Prosecco -, per un totale di 8 vini. Non solo: a raccontare le produzioni e la storia dell’azienda interverrà proprio Primo Franco, il titolare della cantina che, attualizzando tecnologia e metodi di lavoro, ha conferito all’azienda l’impostazione moderna che la distingue oggi, a 100 anni dalla sua fondazione.

«Nel mondo ci ripetono che Nino Franco è un marchio dalla forte personalità. A questo risultato siamo arrivati innanzitutto attraverso una scelta rigorosa delle uve provenienti dai vigneti nella zona Docg del Prosecco di Valdobbiadene. Piccolissime parcelle di territorio capaci di esprimere la cifra distintiva del Prosecco ovvero la migliore espressione di queste colline che, proprio nell’anno del nostro Centenario, sono state riconosciute dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità» – afferma Primo Franco. «Dobbiamo continuare sulla strada della cultura, per questo sono felice di raccontare, insieme ad ASPI, la storia dei nostri vini che coincide con quella della mia famiglia, della mia terra».

«Uno dei principali obiettivi di ASPI è di affermare e promuovere i valori della professionalità e della cultura del vino e delle bevande insiti nella tradizione italiana. Valori che ogni sommelier trasmette ai commensali seduti alle tavole di tutto il mondo.» – dichiara Giuseppe Vaccarini, presidente ASPI – «Per questo ringraziamo Nino Franco per dare, tanto ai nostri sommelier, quanto al pubblico di appassionati che vorrà unirsi a noi, l’opportunità di un racconto in prima persona di un’azienda centenaria che ha scritto un capitolo fondamentale della storia del vino italiano».

 

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“Un viaggio attraverso 100 anni di Prosecco”


Roma
7 ottobre 2019, ore 20.00
Hotel Cristoforo Colombo –
Via Cristoforo Colombo, 710

Accompagnati dalle parole di Primo Franco e guidati dal sommelier ASPI Gennaro Buono, professionisti e appassionati potranno scoprire la storia centenaria di Nino Franco e comprendere la capacità evolutiva del Prosecco attraverso la degustazione di:

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg
Vigneto della Riva di San Floriano 2018

complesso bouquet di frutta, glicine e fiori d’arancio, buona acidità, perlage fine e persistente

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg
Nodi 2017

bouquet floreale, intenso e vellutato al palato, con un sentore di pesca e frutta a pasta bianca

Grave di Stecca 2014, 2008, 2007
vino spumante icona di Nino Franco, dai profumi di frutta matura, erbe aromatiche, salvia a intense note minerali, pietra focaia; all’assaggio è secco, ma cremoso, con finale setoso e persistente con un tocco di mandorla tostata

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg
Primo Franco 2018
intenso bouquet di frutta esotica e mela matura con note di mandorla e scorza di limone candita

Prosecco di Valdobbiadene DOC
Primo Franco 2000, 1998

 

Prossima tappa

Pozzuoli (NA)
18 novembre 2019, ore 18.00
Villa Eubea
con il sommelier ASPI Gennaro Buono e Silvia Franco

 

 

Per informazioni e iscrizioni: [email protected]

Costo: 30 € per i soci ASPI, 40 € per il pubblico.

 

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ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

www.aspi.it

 

NINO FRANCO. È il nome sinonimo del Prosecco di Valdobbiadene dal 1919. Il filo che unisce Antonio, Nino, Primo e Silvia si chiama qualità. Primo è stato l’artefice della modernizzazione: escludendo tutti i vitigni che non si identificano con il territorio, rinnovando gli impianti, ripensando le tecniche e aggiornando l’immagine del marchio e delle etichette. Nel frattempo, continua la sua stretta collaborazione con dei viticoltori della zona, al fine di sviluppare la sua idea di valorizzazione di questo vitigno. Primo è affiancato dalla moglie Annalisa, che si occupa quasi esclusivamente di Villa Barberina, e dalla figlia Silvia che supporta tutte le scelte produttive, strategiche e commerciali. Oggi, a cento anni dalla sua nascita, il prosecco di Nino Franco è apprezzato in tutto il mondo.

www.ninofranco.it

 

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San Martino Buon Albergo: un riconoscimento per gli studenti meritevoli di scuole secondarie di primo e secondo grado e università

«Contribuire all’educazione e all’accrescimento culturale dei nostri giovani significa anche spronarli a dare il meglio di sé e sostenere con un contributo economico da spendere in libri e testi scolastici per dare valore al loro impegno nel conseguire un risultato d’eccellenza. Per questo motivo abbiamo deliberato lo stanziamento di fondi da destinare agli studenti meritevoli che si saranno candidati secondo le indicazioni e nelle scadenze riportate sul sito dell’Amministrazione comunale» – commenta così Caterina Compri, Assessore alla Cultura del Comune di San Martino Buon Albergo, in riferimento alla recente approvazione in Consiglio Comunale dell’assegnazione di borse di studio per merito in riferimento all’anno scolastico 2018/2019.

La richiesta di assegnazione del riconoscimento allo studio, il cui valore sarà stabilito dalla Giunta Comunale con apposito provvedimento, unitamente alla fotocopia del documento d’identità del firmatario della domanda e copia conforme all’originale del diploma (o attestato provvisorio rilasciato dalla scuola o dall’Università) dovrà essere indirizzata al Servizio Sport e Politiche Giovanili del Comune di San Martino Buon Albero e consegnata a mano all’Ufficio protocollo dell’Ente entro le ore 12 di martedì 22 ottobre 2019.

Sulla base dell’esame delle domande, la Commissione dedicata produrrà l’elenco degli aventi diritto.

Il riconoscimento è destinato a studenti residenti in San Martino Buon Albergo che abbiano conseguito, dopo percorso di studi regolare o comunque entro l’ultima sessione d’esami universitari utile rispetto alla scadenza del 22 ottobre, titolo di studio nell’anno solare 2019 con valutazione finale di 10 o 10 e lode alla scuola secondaria di primo grado, 100 o 100 e lode alla scuola secondaria di secondo grado, 110 o 110 e lode corso di laurea triennale o magistrale dopo aver frequentato con regolarità l’anno scolastico/accademico 2018/2019.

Per info e modulistica: www.comunesanmartinobuonalbergo.it

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Eni: il modello Val d’Agri spiegato da Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello è Chief Digital Officer in Eni. Ad “Affari Italiani”, in occasione dell’OMC 2019 di Ravenna, si è espresso in merito al processo di digitalizzazione in atto all’interno del Gruppo, raccontando in particolare l’esempio virtuoso del Centro Olio Val d’Agri (COVA).

Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello: in Eni, la digitalizzazione è al servizio delle persone

La sensoristica, la disponibilità di dati, la capacità di elaborazione: sono tutti strumenti innovativi che hanno permesso a Eni di sviluppare nuove tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale, per migliorare e supportare le attività operative. La tecnologia e la digitalizzazione dei processi hanno potenzialità enormi, soprattutto in ambito di sicurezza, asset integrity, ambiente ed efficienza operativa. Su questo argomento si è espresso Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, in occasione dell’OMC (Offshore Mediterranean Conference & Exhibition) 2019, svoltosi a Ravenna. Il manager ha dichiarato ad “Affari Italiani”: “L’interazione con le persone è fondamentale. La digitalizzazione non sostituisce le persone. La digitalizzazione ne potenzia le capacità. Sono loro che scelgono le soluzioni digitali che devono applicare negli impianti e che possono risolvere i problemi che gestiscono”. Come spiegato dal Chief Digital Officer, Eni ha iniziato il processo di digitalizzazione partendo da aree specifiche: “Volevamo migliorare le nostre performance in area sicurezza, asset integrity, ambiente e performance operative. Queste sono le aree che noi abbiamo indirizzato dall’inizio per rispondere alla domanda su dove impiegare la digitalizzazione. Uno degli effetti è chiaro che sia quello di migliorare da un punto di vista dei processi”, ha spiegato Luigino Lusuriello.

Luigino Lusuriello racconta il modello di Val d’Agri

In occasione dell’OMC 2019 di Ravenna, Eni ha presentato il piano di trasformazione digitale in corso: il processo parte dal Centro Olio Val D’Agri (COVA), che punta a impiegare la digitalizzazione come acceleratore del modello integrato di crescita sostenibile. “Siamo partiti dall’upstream, l’impianto dove siamo più presenti in Italia, e abbiamo scelto Cova come modello”, ha dichiarato Luigino Lusuriello ad “Affari Italiani”. “È chiaro che è un modello di un impianto upstream che in altri impianti potrà essere personalizzato, però l’organizzazione, il modo in cui è stato creato, l’interazione persone e macchine seguiranno il modello che abbiamo creato in Val d’Agri”. Il COVA è stato scelto per diventare la prima Lighthouse nel mondo di Eni, vale a dire un impianto integralmente digitalizzato che sfrutta le tecnologie più innovative attualmente disponibili. Nel dar vita a questa esperienza esemplare, l’interazione con le persone si è rivelata fondamentale. “È una sorta di circolo virtuoso. Sono le persone che migliorano la macchina e la macchina che migliora le performance delle persone. In questo circolo virtuoso si ottiene il massimo dalla digitalizzazione”, ha spiegato Luigino Lusuriello.

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Rimandato il talk con Zerocalcare: si terrà giovedì 17 ottobre

Andrea Bozzetto, Pietro Pinetti e Giorgio Scorza del direttivo di BAD – Bergamo Animation Days comuicano che per una serie di contingenze si è reso necessario spostare il talk con ZeroCalcare. «Siamo davvero dispiaciuti per questa comunicazione a poco più di 24 ore dall’evento ma speriamo vivamente che per gli ospiti la nuova data del 17 ottobre sia buona, se non migliore» aggiungono.

Il talk “Si può animare un armadillo?”, organizzato da BAD in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione dell’Università degli studi di Bergamo, che avrebbe dovuto tenersi mercoledì 2 ottobre, è stato rimandato a giovedì 17 ottobre 2019 alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università degli studi di Bergamo.

Nonostante il cambio data, le prenotazioni già effettuate attraverso la piattaforma eventbrite restano valide, per cui, in caso di impossibilità a partecipare alla serata del 17 ottobre, l’invito è di annullare la propria iscrizione e seguire BAD sui propri canali social per non perdere gli aggiornamenti sulle prossime giornate dedicate all’animazione.

Quello con ZeroCalcare infatti è il primo dei “days” del progetto culturale BAD Bergamo Animation Days, che attraverso le sue giornate con animatori, docenti universitari e professionisti del settore da tutto il mondo, vuole portare il pubblico nel fantastico mondo dell’animazione. Workshop di storyboard & storytelling, regia e scrittura, proiezioni, seminari, talks, springboard meetings e mostre accompagneranno durante l’anno giovani e meno giovani, appassionati e curiosi, in un viaggio nella creatività che raggiungerà il suo apice l’11, 12 e 13 giugno 2020 a Bergamo: una full immersion di tre giorni con una sola regola da rispettare: animare e lasciarsi animare.

Per info e prenotazioni www.bergamoanimationdays.com sezione programma/waiting for BAD.

PROGRAMMA

Aprono i lavori Francesca Pasquali, presidente dei corsi di Laurea in Scienze della comunicazione e Comunicazione, informazione, editoria, Barbara Grespi, docente di cinema e cultura visuale, Andrea Bozzetto, Pietro Pinetti e Giorgio Scorza del direttivo di BAD – Bergamo Animation Days. L’ospite sarà introdotto da Matteo Stefanelli dell’Università degli studi di Bergamo. Dialoga con ZeroCalcare Federico Vallarino, founder e direttore creativo dello studio Vallaround.

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La Fondazione Istituti Educativi presenta il nuovo volto della Scuola dell’Infanzia Alessandra Benvenuti

La scuola dell’infanzia Alessandra Benvenuti di Via San Colombano si è presentata nella sua nuova veste sabato 28 settembre, grazie all’impegno della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, subentrata alla vecchia fondazione, e del Consorzio Solco Città Aperta che insieme hanno completato una profonda ristrutturazione dell’edificio. L’anno scolastico partito regolarmente all’inizio del mese di settembre, è stato ufficialmente inaugurato lo scorso sabato, alla presenza di Luigi Sorzi, Presidente Fondazione Istituti Educativi, Loredana Poli, Assessore istruzione, università, formazione, sport e tempo libero, politiche per i giovani, edilizia scolastica e sportiva Comune di Bergamo, Matteo Taramelli, Responsabile settore infanzia del Consorzio Solco Città Aperta, Ing. Mauro Bonomelli, Consigliere FIEB e referente tecnico dei lavori di ristrutturazione. Non potevano mancare all’appello anche i piccoli alunni, i loro genitori e gli insegnanti.

“La Fondazione Istituti Educativi è orgogliosa di aver supportato la rinascita della scuola Benvenuti, che da anni offre un servizio di qualità, grazie anche al lavoro dello staff del Consorzio Solco Città Aperta. Questa è una giornata molto importante in cui vogliamo dare un segno importante al territorio, il segno che questa struttura e questo servizio continueranno negli anni a venire” ha commentato Luigi Sorzi, Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo.

Il rilancio della scuola è passato da una profonda ristrutturazione del complesso, che verrà completato nei prossimi mesi con l’ampliamento degli spazi esterni, ma che passa soprattutto attraverso l’attuazione di un nuovo modello educativo con l’obiettivo di creare il primo vero progetto di “pedagogia verde” in città. L’asilo Benvenuti è finalmente una scuola in cui i bambini crescono e imparano a stretto contatto con la natura, all’interno di uno spazio e con stimoli che portano il bambino a nuove scoperte attraverso il loro innato spirito di osservazione e la loro spiccata curiosità.

Ringrazio il Presidente Sorzi e tutto il consiglio amministrativo della Fondazione Istituti Educativi per aver capito insieme al Comune le potenzialità della scuola Benvenuti e aver intravisto una possibilità concreta di interlocuzione. Ringrazio inoltre il Consorzio Solco Città Aperta per aver portato con loro un insegnamento di valore. Siamo profondamente riconoscenti per il rinnovamento ed il rilancio di questa scuola dell’infanzia storica per il quartiere di Valtesse e per la città intera” – ha commentato l’Assessore Loredana Poli.

La scuola dell’infanzia Benvenuti accoglie oggi 66 iscritti totali, suddivisi in tre sezioni, di cui due dedicate alla scuola dell’infanzia per bambini dai 3 ai 6 anni e una sezione primavera per accogliere bambini dai 2 ai 3 anni, con l’intento di rendere il complesso scolastico sempre più d’interesse per le famiglie grazie alla propria attenzione alla formazione e al rispetto dell’ambiente.

È proprio questo l’obiettivo che il Consorzio Solco Città Aperta, che ha collaborato a stretto contatto con la Fondazione Istituti Educativi, si è posto per questo progetto. Come ha spiegato Matteo Taramelli, “la ristrutturazione della scuola Benvenuti mette al centro i bambini, stimolandone la curiosità con attività all’aria aperta e giochi naturali, di riciclo e auto-costruiti. Le scuole dell’infanzia sono un progetto di sviluppo di comunità molto importante ed è nostra intenzione andare avanti con i nostri progetti e fare ancora di più. Faccio un caloroso in bocca al lupo alle insegnanti e al personale scolastico per questa nuova avventura”.

L’Ing. Mauro Bonomelli ha infine aggiunto “Abbiamo lavorato nei mesi di luglio e agosto per avere gli spazi fruibili e riqualificati in tempo per l’inizio della scuola. Per questo a nome di tutto il consiglio di amministrazione va un grande ringraziamento alle imprese, ai tecnici coinvolti e alla Fondazione Istituti Educativi per il prezioso sostegno. La scuola dell’infanzia Benvenuti è un investimento che arricchisce il patrimonio della Fondazione e valorizza la sua presenza in città”.

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L’Università di Bergamo omaggia i suoi laureati al Graduation Day

Per il secondo anno consecutivo, domenica 6 ottobre alle 11.00, Piazza Vecchia sarà animata da centinaia di giovani in festa per uno dei traguardi più entusiasmanti nella vita, la laurea. L’Università degli studi di Bergamo infatti, vuole omaggiare i suoi laureati con un grande evento, che prende spunto dalla tradizione anglosassone, il Graduation Day.

Circa 500 tocchi accademici lanciati da altrettanti neo dottori, coloreranno il cielo di Bergamo alta, in segno di gioia per il risultato raggiunto e di buon auspicio per le sfide future. Oltre 1200 gli invitati, docenti, familiari, amici e ospiti d’eccezione come Letizia Moratti, Presidente UBI Banca, già Ministro dell’Istruzione e Sindaco di Milano, prima donna a ricoprire incarichi di grandissimo rilievo come la Presidenza della Rai, e il cantautore Vinicio Capossela che animerà la manifestazione, con la sua musica riflessiva, colta e raffinata.

Il Rettore e Letizia Moratti chiuderanno un corteo di studenti, prorettori, direttori di dipartimenti e docenti, che dalla storica sede del rettorato di Via Salvecchio, accompagnati dalle note della Corpo Musicale “San Michele Arcangelo” di Mapello si sposterà alle ore 10.45 tra le vie di Città Alta sino alla splendida location di Piazza Vecchia. La manifestazione avrà inizio alle ore 11 con l’intervento del Rettore e del Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. A seguire, un intermezzo musicale proposto dal cantautore Vinicio Capossela, l’intervento della Presidente Moratti e in chiusura la consegna dei diplomi di laurea con il consueto “lancio del tocco”.

“Celebrare i nostri studenti, consegnando loro i diplomi di laurea in occasione del cinquantenario della nascita dell’Università lo scorso anno, è stato un momento emozionante che abbiamo deciso di riproporre anche quest’anno, perché abbiamo a cuore non solo la formazione e l’istruzione dei nostri studenti, ma anche lo sviluppo di un grande senso di comunità e la creazione di un forte legame con il territorio. Ritengo che un simile traguardo abbia una rilevanza pubblica e come tale vada condiviso non solo con parenti, amici e personale universitario ma anche con cittadini e istituzioni” sottolinea il Rettore Remo Morzenti Pellegrini.

In rappresentanza degli studenti, Alice Locatelli, prima laureata iscritta al Graduation Day che – confida – “ho risposto immediatamente e con grande entusiasmo all’invito perché è un rito di passaggio che sicuramente rimarrà un ricordo indelebile nella mente di ciascuno di noi. L’Università celebra i suoi laureati ed essi si rendono, così, visibili alla città, rendendola partecipe, in un legame tra università e territorio che è inscindibile. In questi cinque anni, di maturazione e crescita, non mi sono mai sentita un numero bensì ho riscontrato grande attenzione verso la persona, il singolo studente e questa manifestazione ne è la più grande dimostrazione”. Insieme ad Alice, anche Claudia Mema, Presidente della consulta degli studenti che sottolinea come sia “il luogo in cui si svolge il Graduation Day a renderlo così importante ed unico, permettendo ai laureandi di coronare il proprio sogno in uno scenario suggestivo come quello di Piazza Vecchia, simbolo della città.”

Storico partner dell’Università e promotore di questa manifestazione anche UBI Banca Direttore Macroarea Bergamo e Lombardia Ovest Luca Gotti dichiara:

“Dalla sua fondazione, l’ateneo bergamasco si è costantemente distinto per essere il principale interprete e motore dello sviluppo sociale ed economico del tessuto cittadino. Questo ruolo lo ha reso attore e promotore della formazione delle classi dirigenti che negli anni hanno reso questo territorio uno dei più produttivi del Paese. Per UBI Banca, storicamente radicata in questo territorio, il valore della formazione è centrale: negli ultimi anni abbiamo intensificato le partnership con atenei e business school per entrare in contatto con le migliori risorse del paese. Lo sviluppo nasce proprio dalla consapevolezza di rendere sempre più consistenti l’educazione e la formazione delle giovani generazioni. Per questo investiamo in nuove figure professionali con l’obiettivo di cogliere l’innovazione, dal suo nascere, nelle realtà più dinamiche. Grazie a questa identità, la Banca non poteva abbandonare il proprio ruolo di partner a fianco dell’Università degli Studi di Bergamo; in un’occasione così speciale, che celebra l’impegno e il successo di tanti giovani pronti ad entrare nel mondo del lavoro e a tracciare l’orizzonte del prossimo futuro. Perché il futuro va costruito insieme”.

A lui fa eco Aniello Aliberti, presidente Technix spa e sostenitore di questa iniziativa che – spiega: “Per un imprenditore, vincere la sfida della competitività significa soprattutto riuscire a portare energie nuove all’interno delle proprie realtà industriali. E’ quindi fondamentale far nascere competenze specifiche sul territorio, formando al meglio giovani pronti ad affrontare la sfida del mondo del lavoro non solo perché didatticamente preparati, ma anche e soprattutto perché curiosi, interessati ed affamati di sapere. Un Ateneo che miri costantemente alla globalizzazione, che proponga interscambio culturale e che sia interessante per studenti provenienti da ogni parte del mondo è un vero braccio destro per il comparto produttivo, perché il confronto avvalla la crescita e il miglioramento.

Per noi è un privilegio essere al fianco dell’Università e condividere i nostri successi con una realtà che tutt’oggi è la colonna portante del nostro operato quotidiano; una realtà dinamica, punto di riferimento stabile per le aziende della provincia che possono e potranno sempre più contare su giovani qualificati, capaci di garantire quell’adattamento al cambiamento fondamentale per il progresso”.

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Climate Action Summit: ‘La Repubblica’ intervista l’AD Eni Claudio Descalzi

Eni: in occasione dell’assemblea generale dell’Onu a New York, Claudio Descalzi parla a ‘La Repubblica’ dell’impegno del Gruppo nel fronteggiare i cambiamenti climatici.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi a ‘La Repubblica’: inseriti i 17 obiettivi Onu nella nostra mission aziendale

“La forza di un’azienda è fatta anche di valori. Tra i nostri c’è una transizione equa allo sviluppo sostenibile, attenta a ridurre le diseguaglianze”: intervistato da ‘La Repubblica’ in occasione dell’assemblea generale dell’Onu a New York, l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi annuncia un’importante novità per il Gruppo. “Abbiamo inserito i 17 obiettivi Onu dello sviluppo sostenibile nel nostro mission statement, la definizione della missione aziendale” spiega l’AD, sottolineando inoltre come diventino parte “della filosofia portante della nuova Eni”. Non solo: “Qui a New York abbiamo anche firmato la Global Methane Alliance per abbattere le cosiddette emissioni fuggitive, la CO2 che si perde nella catena di trasporto”. Un “percorso che fa bene all’ambiente” come lo definisce Claudio Descalzi: “Siamo un’azienda globale e dobbiamo dare risposte a un problema globale come quello del clima. Lo facciamo in maniera trasparente, con obiettivi dichiarati, certificati da soggetti indipendenti. Ivi compresa la trasparenza finanziaria”.

Claudio Descalzi: gas ed economia circolare, la soluzione Eni per un pianeta sempre più sostenibile

Contribuire significativamente alla sostenibilità del pianeta significa per Eni ridurre le emissioni da fonti fossili e puntare sempre più sul gas e sull’economia circolare, trasformando in energia i rifiuti organici e inorganici come le plastiche. Se carbone, petrolio e gas sono tutte energie fossili, il livello delle emissioni è però molto diverso: si va in ordine decrescente dal primo al terzo. Come osserva Claudio Descalzi, il gas produce metà CO2 del carbone: “Il carbone continua ad avere un ruolo rilevante, pesa per il 38% della produzione di energia mondiale ma per il 77% delle emissioni. Inoltre immette nell’atmosfera che respiriamo biossidi e polveri sottili. Il gas ha un ruolo essenziale nella transizione verso le rinnovabili, visto che consente una riduzione sostanziale di emissioni”. Che l’economia circolare sia per Eni “una cosa molto concreta” è l’AD a ribadirlo nell’intervista: “Trasformare in energia i rifiuti, organici e anche inorganici come le plastiche. In prospettiva non usare più petrolio e gas ma queste masse di rifiuti sempre crescenti perché direttamente proporzionali all’aumento della popolazione mondiale”. Per il Gruppo, nello specifico, “i rifiuti come risorsa da riusare trasformandoli in energia vuol dire un obiettivo di 350.000 tonnellate, e una serie di progetti che coinvolgono Venezia, la Toscana e la Puglia”. Claudio Descalzi precisa infine che per quanto Eni abbia una storia e un profilo legato agli idrocarburi, in prospettiva di un futuro all’insegna della sostenibilità “di strada ne abbiamo già fatta”. E se fino a cinque anni fa erano 65 milioni le tonnellate di CO2 prodotte con petrolio e gas, oggi sono scese a 38 milioni: “L’Eni è cambiata molte volte e siamo dentro a una nuova trasformazione. Non bisogna usare un approccio ideologico, considerarci il nemico assoluto”.

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Aspiranti medici: è boom di italiani expat

Per gli oltre 68mila candidati iscritti al test di ingresso di Medicina, oggi è il giorno della verità. Il MIUR ha pubblicato la graduatoria nominativa nazionale rendendo noto chi potrà iniziare una carriera universitaria da camice bianco. Per tutti gli altri, è invece arrivato il momento di guardare oltre. E molti di loro lo faranno all’estero.

Del resto, la formazione è sempre più internazionale. C’è chi “espatria” fin dalla scuola superiore, con una mobilità che dal 2009 al 2016 è aumentata del 111% (da 3.400 a 7.400), e chi invece, spicca il volo all’Università (tra tutti i laureati italiani del 2017, l’8,8% ha trascorso un periodo all’estero). Merito del diffondersi di una cultura sempre più cosmopolita e di programmi come Erasmus + a cui, solo nel 2017-2018, hanno partecipato circa 38.000 studenti italiani. A rendere attrattivo l’estero sono, in particolare, gli ambienti stimolanti e meritocratici, le maggiori possibilità di carriera e gli stipendi più alti: per chi lavora in corsia, ad esempio, la retribuzione lievita del 40%.

Anche per questo, la fila di medici italiani che sceglie di lavorare all’estero è la più grossa in Europa: si pensi che nell’arco di un decennio, tra il 2005 e il 2015, ben 10.000 dottori hanno lasciato il Bel Paese, tanto che secondo le stime nel 2025 mancheranno oltre 16.500 specialisti. A mettere lo stetoscopio e il manuale di anatomia in valigia, sono sia professionisti “in fuga” sia aspiranti medici che in Italia vedono le loro ambizioni strozzate dal numero chiuso. E a dimostrazione del fatto che quella del medico sta diventando sempre più una professione globale c’è anche il test IMAT – International Medical Admission Test – a cui quest’anno hanno partecipato quasi 10.500 studenti, rispetto ai 7.660 del 2018. Selezione che per molti di loro rappresenta una valida alternativa al test di ingresso a numero chiuso in lingua italiana.

E a testimoniare la sempre maggiore voglia di espatriare è anche Medicor Tutor, società che accompagna gli aspiranti medici preparandoli a una brillante carriera universitaria con prospettive internazionali. La società mette a disposizione dei candidati dei percorsi di preparazione composti da una parte teorica di video lezioni in lingua inglese sottotitolati con del materiale a supporto, e una parte pratica composta da Problem Set e da prove di simulazione. Le destinazioni più richieste dai giovani studenti italiani sono: la Charles University di Praga, tra le 30 migliori università d’Europa, la Masaryk University di Brno, ma anche l’Universidad Europea di Madrid, l’Universidad Europea di Valencia, l’European University Cyprus a Nicosia e l’Università Pavol Josef Safarik di Kosice.

Tutti atenei di primo livello in cui ai futuri camici bianchi è assicurata un’istruzione di qualità che, pur garantendo una laurea riconosciuta anche in Italia (al termine del percorso di studi si consegue il titolo di “Dottore in Medicina Generale (MUDr o MD)” o di “Dottore in Medicina Dentale (DMD)”, pienamente riconosciuto in Europa, in Canada e negli USA), ha il plus di fornire loro la competenza linguistica – ormai ritenuta indispensabile per fare la differenza nel nuovo mercato del lavoro – e i costi di vita accessibili, cosa che per molti ragazzi in Italia rappresenta un ulteriore difficoltà, specie per chi deve iscriversi nelle grandi città.

Non solo, anche il nodo test di ingresso fa meno paura: nelle università seguite da Medicor Tutor non sono previste le temute domande di cultura generale e il candidato viene valutato solo nelle materie con cui dovrà realmente interfacciarsi durante il percorso professionale, come biologia, chimica e fisica. Alcune Università, poi, selezionano i ragazzi in base del voto di maturità o alla media dei voti conseguita negli ultimi anni della scuola superiore. E tutti i corsi di preparazione forniti da Medicor Tutor sono pensati appositamente per fornire ai candidati tutti gli strumenti necessari per superare tali test di ingresso: nella prestigiosa Charles University di Praga, ad esempio, il 90% degli studenti italiani ammessi è stato affiancato da Medicor Tutor. Un supporto che continua anche durante gli anni accademici.

«I numeri parlano chiaro: sono sempre di più gli studenti italiani che volano all’estero per prepararsi a una carriera internazionale di primo livello, specie in medicina. Studiare all’estero, infatti, vuol dire guadagnarsi un passaporto valido per un mercato del lavoro globale. Tutto ciò significa essere non solo preparati nella materia oggetto di studio, in questo caso medicina, ma anche essere capaci di confrontarsi con nuove sfide e opportunità. Cosa che per un medico è fondamentale. Per questo, sosteniamo le ragazze e i ragazzi che decidono di intraprendere questa strada, certi che lo studio di medicina all’estero possa essere per loro non solo il coronamento di un sogno professionale, ma anche un’incredibile opportunità di crescita personale» – dichiara Janina Holesovska, cofounder di Medicor Tutor.

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Simonetta Guarino, affermata comica a Zelig e Colorado, lancia la 12° campagna nazionale di promozione dell’armonia nella coppia di AAF – Associazione Aiuto Famiglia ODV

Salvare l’amore in una coppia è possibile. Come? Chiedendo aiuto a volontari esperti della materia e professionisti. La campagna nazionale di promozione dell’armonia nella coppia di AAF – Associazione Aiuto Famiglia ODV, giunta quest’anno alla 12° edizione e dedicata a “Rinnovare la relazione”, serve a fornire gli strumenti idonei alle coppie affinché possano rifiorire. Si rivolge a coloro che vogliono ravvivare la propria relazione, a quelle coppie che, senza evidenti problematiche, scelgono di migliorarsi, o ancora a chi percepisce la storia amorosa come un conflitto. Alla campagna, in programma dall’1 ottobre fino al 30 novembre, collaborano oltre 300 psicologi – almeno uno in ogni provincia italiana – che offriranno gratuitamente il proprio tempo per analizzare insieme alla coppia le risposte che la stessa avrà fornito con la compilazione del questionario on-line di AAF – Associazione Aiuto Famiglia ODV, presente al link:  https://www.aiutofamiglia.org/campagna/check-up/.
«In occasione dell’uscita della 12° campagna nazionale di promozione dell’armonia nella coppia – spiega Aldo Vincenzo Delfino, presidente di AAF – Associazione Aiuto Famiglia ODV – abbiamo deciso di realizzare una serie di filmati ironici – per i social network e il sito web – ma con un finale sempre costruttivo, attraverso cui cerchiamo di raggiungere una più ampia fetta di pubblico. È da poco online il trailer al link
https://www.aiutofamiglia.org/armonia-di-coppia».
Davanti all’obiettivo ci sarà Simonetta Guarino, professionista della risata, che interpreterà la Dottoressa Melany, esilarante personaggio in grado di ironizzare su quotidianità e sfaccettature del rapporto tra uomo e donna, avvalendosi anche della saggezza popolare: «Lo sapete come si definisce una donna che sa sempre dov’è suo marito? Vedova». Ogni sketch – 3 in totale – verrà chiuso con una riflessione elaborata proprio da Simonetta Guarino che, al di là delle battute che l’hanno catapultata nelle trasmissioni televisive di massimo livello come Zelig e Colorado, nella vita di tutti i giorni è anche psicologa e psicoterapeuta.
«È bello ridere ed è giusto anche non prenderci troppo sul serio, ma la realtà ci chiede serietà nel portare avanti il nostro impegno come partner o come genitori e purtroppo l’ironia non basta – così Simonetta Guarino spiega la finalità della campagna -. Occorre lavorare. Lavorare per “Rinnovare la relazione”. Ad esempio essere una coppia felice è il desiderio di tutti, ma questo purtroppo non sempre accade. L’amore è qualcosa che viene continuamente sfidato, scosso, messo alla prova. E che può continuamente rinnovarsi, rinascere. O, al contrario, attenuarsi, degradarsi, sparire. L’amore – aggiunge – è proprio un rinnovarsi attraverso le crisi. Chiedere un aiuto per tempo, dà la possibilità di migliorare notevolmente la relazione».

Per informazioni: www.aiutofamiglia.org

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Goloserie con il principe dei formaggi: Vizzolo Predabissi (Milano) ospita dal 4 al 6 ottobre la Sagra del Gorgonzola, a ingresso gratuito

Sapori e suggestioni del gorgonzola, puro o in abbinamento ad altri alimenti, travolgeranno il primo weekend di ottobre della provincia di Milano. Dal 4 al 6 ottobre aprirà i battenti nell’Area Feste di Vizzolo Predabissi la Sagra del Gorgonzola, tipico prodotto lombardo, entrato di diritto sulle tavole di case e ristoranti di tutta Italia.

«L’appuntamento – spiega Alessandro Fico di Club Magellano (organizzatore) – sarà l’esaltazione di questa eccellenza del made in Italy nelle sue squisite varianti: dolce, a pasta molle o semidura, piccante».

Dai primi ai secondi fino al contorno: il protagonista dei piatti, preparati da affermati chef, sarà sempre il gorgonzola. Nel menù, che alternerà i sapori semplici a quelli più elaborati e ricercati, si troveranno ad esempio hamburger di chianina, gorgonzola, cruditè di verdure e speck croccante; riso super fino in tela, gorgonzola, noci, pera e grani di pepe; fonduta con crostini all’aneto. Un capitolo a parte meriterà la polenta che, amalgamata con il gorgonzola, ricreerà una delle pietanze più succulente e gradite. «La nostra non sarà una polenta qualsiasi – continua Alessandro Fico -, ma la prelibata e ricercatissima polenta di Storo, preparata direttamente in giganti paioli di rame dai nostri polentieri provenienti direttamente da Storo e la cui qualità delle pannocchie è impareggiabile». Non mancheranno dessert caserecci, vini rossi e bianchi (barbera, bonarda, riesling, pinot e rosè), patatine fritte, bibite, caffè, grappe, amari e fumanti caldarroste.

La Sagra del Gorgonzola sarà un momento di condivisione e di convivialità, un’occasione per trascorrere una serata o un pranzo in maniera diversa, in un contesto gioviale e rilassato. Ma anche all’insegna dell’allegria con la musica dal vivo di rinomate formazioni di liscio (4 Ottobre – Dona & Music Live; 5 Ottobre – Orchestra Minoia; 6 Ottobre – Pinuccia Cerri Band) e la possibilità di accedere alla pista da ballo.

La Sagra del Gorgonzola durerà tre giorni: a partire dalle 18.00 del 4 ottobre, fino a mezzanotte del 6 ottobre. Nelle giornate di sabato e domenica sarà possibile anche pranzare, con apertura dei cancelli alle ore 12.00.

L’Area Feste di Vizzolo Predabissi sarà attrezzata a dovere con circa 2000 posti a sedere e una tensostruttura, pari a 1300 metri quadri, attraverso cui si fornirà alle migliaia di persone previste ampio riparo dall’eventuale freddo e dalle precipitazioni. E per chi non riuscisse a fermarsi o volesse portare a casa qualche piatto, potrà avvalersi del servizio d’asporto. Vista l’affluenza massiccia, si consiglia di prenotare i tavoli ai numeri di telefono: 392.5250501 – 392.4629155 – 392.5269429.

Per ulteriori informazioni: https://sagradelgorgonzola.net/

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Volontariato e società

Il mio desiderio del cuore? Donare un sorriso ai bambini meno fortunati grazie a Make-A-Wish® Italia

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  • 1 Ottobre 2019

Spesso i gesti più generosi arrivano dalle persone più inaspettate. La storia di Viola e del suo desiderio ha molto da insegnare. Viola ha 15 anni, è ancora molto giovane. Nel 2015, le è stato diagnosticato un osteosarcoma. Il suo desiderio era quello di poter scambiare un sorriso con i bambini meno fortunati.

Grazie a Make-A-Wish® Italia, Onlus con sede a Genova che dal 2004 opera capillarmente su tutto il territorio nazionale, ha da poco realizzato il suo desiderio a Meknes, in Marocco, grazie alla collaborazione con OVCI – Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale. In Marocco, OVCI ha diverse attività, tra le quali, in collaborazione con l’associazione Amici dei Bambini (AiBi), la gestione dell’orfanotrofio di Meknes gestito dalla Fondazione Rita Zniber.

In compagnia della sua famiglia, Viola è arrivata a Meknes e, con Roberta Rizzo, giovane volontaria in servizio civile presso l’OVCI, ha raggiunto “Le Nid”, l’orfanotrofio situato all’interno dell’Ospedale Mohammed IV che ospita ben 96 bambini. Dopo un tour della struttura, Viola e la sua famiglia si sono immersi con entusiasmo nelle attività della giornata: hanno aiutato il personale del centro a dare il biberon ai piccoli neonati, hanno allestito la terrazza per la merenda e consegnato tutto il materiale raccolto in Italia, da amici e parenti che hanno voluto contribuire a realizzare il desiderio di Viola: moltissimi giochi, ma anche vestiti per i bambini, palloncini, colori.

L’entusiasmo di Viola è evidente dalle sue parole: «Arrivati all’Orfanotrofio di Meknès, ho avuto la possibilità di incontrare Roberta e il team della struttura, una squadra fantastica che ci ha accompagnato. I più piccoli erano bellissimi, molto affettuosi: volevano essere coccolati in continuazione. Giocavano e si divertivano nonostante avessero il minimo indispensabile per farlo». E continua: «Abbiamo consegnato tutti regali portati per loro: matite, pennarelli, trucchi, palline, giochi… e loro con gli occhi pieni di felicità si sono messi a colorare e a giocare. È stata un’esperienza fantastica, emozionante e che mi ha riempito il cuore. Ma soprattutto che rifarò appena possibile. Grazie Make-A-Wish® Italia per avermi dato questa opportunità, un viaggio meraviglioso che mi ha dato la possibilità di portare un sorriso, un gesto di affetto a chi oggi ne ha davvero tanto bisogno».

«Sicuramente un desiderio insueto per una ragazza così giovane», racconta Valentina,  mamma di Viola. «Le situazioni della vita che a volte ci travolgono spesso ci rendono migliori e ci fanno riflettere sulle cose importanti. Nonostante tutto, ci riteniamo davvero fortunati!».

Un desiderio nel desiderio: ciò che Viola più desiderava era aiutare i bambini meno fortunati, rivelando un animo grande e capace di pensare al bene degli altri, pur attraversando un periodo di particolare difficoltà personale, com’è quello di chi soffre di gravi patologie.

«La storia di Viola ha molto da insegnarci», racconta Sune Frontani, Co-Fondatrice e Presidente di Make-A-Wish® Italia. «Che una ragazza così giovane, di soli 15 anni, con una storia complessa alle spalle, sia in grado di un gesto di tale generosità, ci riempie di grande commozione. Vederla assieme a quei bambini è stata un’esperienza davvero unica.»

 

Make-A-Wish® Italia è un’organizzazione no profit nata nel 2004 che realizza desideri di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni d’età affetti da gravi patologie. Il valore di un desiderio è enorme: un sogno esaudito fa capire che nulla è impossibile, e ha il potere di migliorare la qualità della loro vita. Infatti, specifiche ricerche hanno dimostrato che le emozioni positive che ne derivano, generano concreti benefici per i bambini malati e le loro famiglie: l’89% dei bambini diventa emotivamente più forte, l’81% dei genitori afferma che i bambini affrontano meglio le terapie e il 98% delle famiglie torna a sentirsi di nuovo una “famiglia normale” (Fonte: Wish Impact Study Result, March 2011 – MAW America). A conferma della sua serietà e affidabilità, destina una percentuale altissima delle proprie spese alla Missione (78% nel 2018). Make-A-Wish® Italia è affiliata a Make-A-Wish®International – una delle organizzazioni benefiche più note al mondo presente in 50 Paesi, con 40 affiliate, 45.000 volontari e 480.000 desideri realizzati.

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CONSORZIO TUTELA TALEGGIO AD ANUGA CON AFIDOP

Colonia 5 – 9 ottobre 2019

Hall 10.1 | Stand H020 G021Da

Show Cooking con Antonino Bonetta, Corrado Paris e Veronika Crecelius

 

Dal 5 all’9 ottobre Consorzio Tutela Taleggio sarà presente ad Anuga – da 100 anni piattaforma commerciale e di networking leader per l’industria del food & beverage –  con AFIDOP, Associazione Formaggi Italiani DOP.

A 23 anni dal riconoscimento della D.O.P il Taleggio è sempre più apprezzato, non solo in Italia ma anche a livello internazionale.  Grazie all’importante lavoro svolto dal Consorzio e da tutti i soci, la voce export incide oggi per il 25% sul totale della produzione. I paesi UE più importanti sono la Germania e la Francia, l’America per il mercato extra UE. Proprio la Germania, sede della Fiera Anuga, nel 2018 è stato il primo paese importatore di Taleggio con il 15% sul totale esportato. Nel 1° semestre 2019 mantiene la leadership, facendo registrare, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un + 5%.

 

Il mercato estero rappresenta una delle leve principali per accompagnare l’incremento della produzione del Taleggio DOP anche nei prossimi anni. – Dichiara Lorenzo Sangiovanni, Presidente di CTTSiamo orgogliosi di constatare come questa nostra eccellenza gastronomica made in Italy sia recepita positivamente dal mercato estero e trovi continui riscontri presso i consumatori stranieri. L’obiettivo che il Consorzio si prefigge è quello di dare una continuità a questo trend. Anuga rappresenta a questo scopo una vetrina internazionale molto importante per promuovere e far conoscere le caratteristiche e le peculiarità del nostro formaggio Taleggio DOP”.

 

In occasione della fiera tedesca lo stand di AFIDOP ospiterà show cooking con preparazione di deliziosi assaggi che avranno come protagonisti indiscussi i 6 formaggi DOP promossi dall’Associazione (oltre a Taleggio DOP anche Asiago DOP, Gorgonzola DOP, Grana Padano DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP, Pecorino Toscano DOP), stelle del panorama gastronomico italiano.

Gli chef Antonino Bonetta e Corrado Parisi, accompagnati da Veronika Crecelius, prepareranno sei tipologie di “bocconcini”, piccoli sfizi al formaggio da assaporare in abbinamento a vini o birre per un’esperienza di gusto completa. Da sabato a martedì, dalle ore 12 alle 14.

www.afidop.itwww.taleggio.it

 

CHEF ANTONINO BONETTA

Lo Chef Antonio Bonetta è nato in Italia ma si è trasferito da bambino in Germania. Ha lavorato in vari ristoranti di livello in Francia e in Italia e nel 2015 ha aperto “Il Valentino” a Colonia, di cui è proprietario e Chef e nel quale porta le sue radici italiane, le tradizioni mediterranee e la cura per le materie prime.

 

CHEF CORRADO PARISI

Nato a Ispica (Ragusa) il 14 settembre 1978. Si trasferisce in Germania per via del ristorante dei genitori sito a Titmoning. Oggi è Chef Executive presso “Schwarzer Adler” e Ristorante “ODART” e docente in tutto il mondò presso i più importanti istituti di cucina.

 

VERONIKA CRECELIUS

Veronika Crecelius, tedesca di nascita ma un po’ italiana d’adozione, è una giornalista e divulgatrice esperta di vino e di buona tavola. Nella sua carriera è stata insignita di numerosi riconoscimenti giornalistici, oltre ad essere stata nominata Ambasciatrice del Vino italiano dal Cerimoniale della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Roma.

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Salute e Benessere

ONDA Daiichi Sankyo Italia: convegno “Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano”

Organizzato da ONDA e Daiichi Sankyo Italia il convegno “Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano”

Roma, 30 settembre 2019 – Invecchiamento attivo, sicurezza delle nuove terapie anticoagulanti per i pazienti anziani, tecnologie digitali a supporto della gestione delle cronicità, e infine il prezioso e difficile ruolo del caregiver in un’Italia che conta sempre più anziani e necessita di migliori servizi sanitari e assistenziali. Sono questi i temi del convegno “Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano”, l’evento organizzato da Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere e Daiichi Sankyo Italia, che oggi mette a confronto esperti del settore, classe medica e istituzioni.

L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per percentuale di anziani, con 13,8 milioni di persone over 65, ovvero il 22,8% della popolazione totale, e detiene il record europeo, con la Francia, per presenza di ultracentenari (oltre 14 mila). Secondo l’Istat, all’inizio del 2019 sono 2,2 milioni gli individui di età pari o superiore agli 85 anni. In aumento anche i non autosufficienti, ad oggi circa 2,5 milioni che, secondo le stime, raddoppieranno entro il 2030, ma solo la metà di questi usufruisce di servizi sociosanitari, mentre il resto è assistito da un caregiver familiare, di cui 1 su 5 è a sua volta ultrasessantenne. Per ciò che riguarda la differenza di genere, la longevità delle donne rispetto agli uomini è controbilanciata da una inferiore aspettativa di vita in buona salute rispetto a questi; inoltre sulle donne grava maggiormente perdita di autosufficienza, a cui si aggiunge una maggiore predisposizione ai disturbi cognitivi e depressivi. Eppure, è donna anche la maggioranza dei caregiver che assistono gli anziani.

“Questa nuova realtà sociodemografica pone le istituzioni e la società civile di fronte alla necessità, ormai ineludibile, di interventi significativi a livello non solo sanitario ma anche culturale e socioassistenziale. È diventato più che mai cruciale promuovere l’invecchiamento attivo di tutti i cittadini, garantendo un’assistenza sanitaria adeguata e programmi di educazione sui sistemi di prevenzione dei rischi per la salute legati all’invecchiamento. Ma soprattutto – ha spiegato Nicoletta Orthmann, Coordinatore medico-scientifico di Onda – è necessario dare il massimo supporto a quell’esercito silenzioso di milioni di donne e uomini che, ogni giorno e per anni, si prende cura dei di ignorarli e lasciarli soli.” nostri anziani non più autosufficienti. Persone, spesso anch’esse ultrasessantenni, che a titolo gratuito svolgono un prezioso e faticoso lavoro di alto valore sociale ed economico, ad oggi non ancora riconosciuto né tutelato nel nostro Paese. Non possiamo più permetterci di ignorarli e lasciarli soli.”

Pazienti anziani con cronicità e comorbilità: la gestione ed i costi della fibrillazione atriale (FA)

L’epidemiologia dell’invecchiamento della popolazione italiana, caratterizzata dalla riduzione delle nascite, dall’aumento progressivo dell’aspettativa di vita, e dal contestuale incremento delle cronicità che impatta sulla qualità della vita dei singoli e sul costo sociale derivante dalla non autosufficienza in tarda età, è un dato di cui tener conto nella valutazione delle risorse da investire nella sanità pubblica. Una popolazione che merita particolare attenzione è costituita dagli anziani “fragili”, ovvero quei milioni di italiani in età avanzata o molto avanzata (grandi anziani) con gravi comorbilità, a rischio di disabilità e rapido deterioramento dello stato funzionale. L’approccio terapeutico per questi pazienti (>85-90 anni) deve essere basato su una valutazione multidimensionale che prenda in considerazione più aspetti della persona, tra i quali lo stato funzionale, cognitivo e sociale, oltre a quello propriamente clinico.

La vera sfida dei prossimi anni sarà la gestione integrata e interdisciplinare delle malattie croniche dell’anziano, una su tutte la Fibrillazione Atriale.
I costi di gestione della FA in Italia ammontano a circa 5000€ per paziente all’anno. Circa il 96% dei pazienti affetti da FA è a rischio di ictus, terza causa di morte, ma prima causa di invalidità. Il 20-30% di tutti i casi di ictus è attribuibile a questa aritmia, e la percentuale aumenta in modo drammaticamente significativo con l’avanzare dell’età.
Il paziente con fibrillazione atriale ed ictus è ad alto rischio di recidiva ischemica ma nello stesso tempo è ad alto rischio di emorragia – soprattutto intracranica – più frequente nel paziente anziano, perché spesso questo presenta disabilità residua con tendenza alle cadute, patologie legate al decadimento cognitivo o possibili interazioni farmacologiche dovute all’assunzione di più medicinali, con problematiche che interessano anche l’aderenza terapeutica. Lo specialista si trova a dover considerare tutti questi fattori prima di prescrivere un trattamento con anticoagulanti orali per la prevenzione secondaria dell’ictus.

L’innovazione farmaceutica e tecnologica procede proprio in questo senso, per offrire a questa categoria di pazienti una terapia più appropriata e sicura, quindi più efficace ed efficiente, per ridurre l’incidenza di ictus con un notevole vantaggio economico e sociale, ridurre gli episodi acuti e le ospedalizzazioni, limitando al contempo i costi sociali ed economici indiretti, come quelli che gravano sull’assistenza e sul caregiver. “Il progresso della ricerca scientifica e farmacologica ci consente oggi di vivere più a lungo, e non possiamo permettere che questo straordinario successo della scienza diventi un peso sociale, sanitario o economico. È per questo che Daiichi Sankyo si impegna da sempre a migliorare la qualità e non solo la durata della vita dei pazienti, anche di quelli più fragili e anziani. Un impegno che investe tutti gli ambiti, non solo quello scientifico e farmacologico. – ha commentato Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia – Siamo quindi particolarmente felici di sostenere le importanti attività di ONDA, e questo evento è solo il primo di una lunga serie di iniziative in ambito istituzionale, civile e culturale, a cui parteciperemo per promuovere l’invecchiamento attivo e contribuire ad affrontare questa nuova realtà non come problema, bensì come un’opportunità e una risorsa per l’intera società.”

“Terapie digitali” a supporto del paziente anziano e dell’aderenza terapeutica

Oggi si contano oltre 250.000 app che interessano la salute, e tra queste numerose sono le soluzioni studiate specificatamente per gli anziani e per facilitare il lavoro di chi se ne prende cura: sensori e braccialetti intelligenti che monitorano la postura e identificano eventuali cadute, sistemi automatici di identificazione di possibili nuove patologie o di monitoraggio di quelle in corso, app per smarthphone e tablet che favoriscono una maggiore aderenza al trattamento farmacologico, e sistemi che fanno uso della gamification per favorire la riabilitazione. Nuove soluzioni, come le terapie digitali – strumenti software in grado di somministrare terapie comportamentali a fini di prevenzione o cura – promettono inoltre significativi cambiamenti nell’assistenza a pazienti non più autosufficienti e con bisogni di cura a lungo termine, soprattutto per caregiver familiari che spesso non sono adeguatamente preparati. In particolare, i dispositivi mobili, grazie alla loro ampia diffusione e maggior semplicità di utilizzo rispetto ai personal computer, aiutano l’impostazione e la pianificazione della terapia farmacologica, fungono da promemoria, e permettono di accedere rapidamente a contenuti formativi e informativi sulla salute e sulle diverse patologie, e di comunicare a distanza con altri familiari coinvolti nella cura o con gli operatori sanitari.
Tuttavia, affinché tali strumenti possano trovare una reale applicazione è necessaria una validazione scientifica, ad oggi ancora carente, mediante la conduzione di sperimentazioni cliniche che facciano uso di una metodologia di ricerca rigorosa.

Invecchiamento, fragilità, decadimento cognitivo: il difficile ruolo del caregiver, che nell’86% dei casi è donna

Secondo l’ultima analisi dell’Istat, che fa riferimento solo alle forme di assistenza fornite per problemi circoscritti a salute e invecchiamento, in media il 17.4% della popolazione, pari ad oltre 8.5 milioni di italiani, è caregiver: un esercito silenzioso di persone, spesso anch’esse anziane, rappresentato per la maggior parte da donne. L’indagine Ipsos-Farmindustria del 2018 ha documentato come quasi 9 donne su 10 del campione intervistato ricoprano questo ruolo con diversi gradi di intensità, in un terzo dei casi senza aiuti e con un alto tasso di insoddisfazione a causa delle difficoltà a conciliare questo compito con le necessità della famiglia, i propri spazi e interessi personali nonché gli impegni professionali. L’associazione del ruolo di caregiver al genere femminile affonda le proprie radici in un retaggio culturale e in un contesto sociale fortemente connotato nel nostro Paese, anche se sono sempre più numerosi gli uomini che affiancano le proprie partner o che sono in prima linea. Ciò che cambia è l’approccio verso il malato: l’uomo ha un atteggiamento più pragmatico teso alla risoluzione dei problemi, mentre la donna è più emotiva ed empatica.

Indipendentemente dal genere di appartenenza, il ruolo di caregiver rappresenta un compito ad alto “costo”, considerato il peso dell’impegno e della responsabilità che inevitabilmente si ripercuote sulla salute fisica e psichica e sulla quotidianità, investendo le relazioni affettive, la vita sociale e la sfera lavorativa, un carico pesante, gravato dalla difficoltà di conciliarlo con emozioni come il senso di inadeguatezza o di colpa, la solitudine, la rabbia. Diverse ricerche hanno evidenziato come ciò porti spesso il caregiver a trascurare la propria salute, fino a sviluppare la sindrome del burnout, uno stato di esaurimento emotivo, che può portarlo perfino ad avvertire un senso di fastidio nei confronti della persona assistita, che si aggrava nei casi in cui il paziente accudito è affetto da patologie come demenze e disturbi psichici, su cui a tutt’oggi pesa uno stigma sociale.

Nella popolazione anziana ultrasessantacinquenne dei Paesi occidentali le malattie neurodegenerative rappresentano la quarta causa di morte; la loro diffusione è in costante crescita quale conseguenza dell’allungamento dell’aspettativa di vita. In Italia circa l’80% delle persone colpite da demenza sono assistite a casa da familiari, i quali svolgono gratuitamente una preziosa attività di assistenza, attività non riconosciuta nel nostro Paese dal punto di vista previdenziale, sanitario e assicurativo. Esiste un Fondo dedicato, istituito con la legge di bilancio 2018 per “la copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare” ma, di fatto, le risorse non sono disponibili perché manca una normativa a sostegno: ad oggi si attende ancora l’esito dell’iter parlamentare del testo unificato “Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare” che raccoglie le diverse proposte di legge.

FonteDaiichi Sankyo Italia

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Eventi

Inizia la stagione invernale de Il Giardino dei Giochi

In visione per il 6 Ottobre il cartone animato “COCO”.

 

Per tutta l’estate il progetto “Il Giardino dei Giochi” ha organizzato il cinema all’aperto ricevendo un grande consenso dal pubblico che ha portato i più piccoli a vedere i svariati film di animazione, di avventura e divertenti.

 

Ora i volontari, che unendo le forze, hanno creato questo progetto per la comunità, riprendono con la stagione invernale, organizzando la proiezione del cartone “COCO” all’interna della sala cinema di Villa Francesconi Lanza, sede della Chiesa di Scientology di Padova che mette a disposizione gli spazi gratuitamente.

 

I volontari ricordano che queste attività servono per portare calma e solidarietà nella comunità senza odio, razzismo e nel rispetto dei diritti umani, come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard: “La tolleranza è un buon fondamento su cui costruire i rapporti umani.”

 

Coco, il film Disney Pixar, è ambientato in Messico durante il Dìa de Muertos e racconta la storia del giovane Miguel e della sua irrefrenabile passione per la musica. Diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina, il film, uscito nei cinema italiani a Natale 2017, si è aggiudicato diversi riconoscimenti come miglior film d’animazione dell’anno. La durata del film è di 109 minuti.

 

La visione è programmata per il giorno 6 Ottobre 2019 alle ore 15.00. I volontari come sempre offriranno stuzzicheria, nachos, per rimanere in tema, e bevande .

 

L’ingresso è libero a tutti e gratuito!

 

Per maggiori informazioni chiama il 391.438.1933 o scrivi a [email protected] .

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Volontariato e società

I volontari La Via della Felicità ripuliscono dai rifiuti la litoranea di Ponente a Barletta

Iniziativa per prendersi cura dell’ambiente.

Domenica mattina, i volontari dell’associazione La Via della Felicità di Barletta, hanno ripulito la litoranea di Barletta da rifiuti e plastica. Secondo i volontari, la rimozione di rifiuti, sporcizia e disordine dalla propria zona crea un’atmosfera pulita e tranquilla dove ci si sente più felici e sereni.

“Non possiamo davvero stare in disparte e non agire per ripulire le nostre spiagge”, ha affermato il responsabile dell’attività, Ignazio Gianfrancesco, “Avere un ambiente pulito contribuisce anche a una città più sicura.”

L’associazione La Via della Felicità insegna alle comunità che i rifiuti non solo sono dannosi per l’ambiente, ma possono anche portare malattie. Inoltre, i mozziconi di sigarette sono estremamente tossici e provocano incendi se non vengono rimossi e scartati correttamente.

Per questo i volontari hanno deciso di dedicare il loro week-end per rimuovere questi rifiuti nelle zone vicino al mare, in quanto sanno che la maggior parte di essi danneggerà la sopravvivenza della fauna marittima.

L’attività è ispirata alla guida al buon senso scritta da L. Ron Hubbard, in cui afferma: “L’idea che ognuno di noi possieda una parte del pianeta e che possa e debba aiutare a prendersene cura, può sembrare esagerata e, a qualcuno, piuttosto irreale. Ma al giorno d’oggi ciò che accade dall’altra parte del pianeta, anche se lontana, può influenzare ciò che accade a casa tua”.

Per creare maggiore consapevolezza, durante l’attività i volontari hanno consegnato gratuitamente una copia dell’opuscolo La Via della Felicità, così che tutti i cittadini possano rendersi conto che è necessario avere cura dell’ambiente.

Per unirsi nelle prossime attività contatta il numero 348.952.1945 o scrivi a [email protected] .

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Comunicati News

È online il nuovo sito di Malossi Gemmecreate

Malossi Gemmecreate ha una nuova veste digitale: gli specialisti italiani delle gemme di sintesi hanno realizzato un completo restyling del proprio sito web, aggiornandone contenuti e impostazione grafica per meglio rispondere alle esigenze di navigazione dei clienti e soddisfare le aspettative di tutti coloro che per la prima volta si avvicinano al mondo delle pietre preziose accresciute in laboratorio.

Il nuovo sito, raggiungibile all’indirizzo www.moissaniteitalia.com , permette non solo di accedere ai cataloghi Malossi, adattati per la visualizzazione su supporto digitale, ma anche di conoscere da vicino la storia e le caratteristiche gemmologiche delle principali pietre delle collezioni Gemmecreate. Il layout del sito, rinnovato in una veste più user-friendly, migliora l’esperienza di navigazione mettendo a disposizione dell’utente informazioni utili e curiosità sulle gemme di sintesi, insieme all’intero assortimento dell’offerta Malossi, dei tagli e delle misure disponibili.

Al catalogo si aggiunge una nutrita sezione FAQ, che chiarisce ogni cosa che c’è da sapere sulla Moissanite, sulle proprietà di questa splendida pietra di sintesi e sulle sue applicazioni  in gioielleria . Un sito rinnovato a misura di utente, che dà voce alla filosofia di Malossi di farsi guida per chiunque voglia toccare con mano la bellezza sognante delle gemme create: un’esperienza maturata in vent’anni di attività e messa a disposizione di chi vuole concretizzare i suoi desideri attraverso un gioiello raffinato di grande valore estetico.

 

Fondata da Alberto e Luisa Malossi,   Gemmecreate S.r.l. vanta  un’ esperienza  ventennale   nel campo della realizzazione e commercializzazione delle gemme di sintesi. Distributore  in Italia della Moissanite Charles & Colvard e specializzato in smeraldi idrotermali,  rubini e zaffiri sintetici,  propone una coraggiosa e rivoluzionaria alternativa nel modo di pensare i gioielli: in oro, prestigiosi nella fatture e nella modellistica classica ed evergreen del made in Italy,  ma esclusivamente montati con gemme sintetiche di lusso, “cloni” dei naturali, di cui riproducono intatta la bellezza e la luminosità.  Una scelta etica, una sicurezza e una tranquillità garantiti da un investimento  molto meno impegnativo.  Il nuovo lusso. Finalmente accessibile.

 

 Gemmecreate S.r.l. – Show room: via Tortona, 74 – 20144 Milano – Tel: 02427604 – Fax: 02 42292318

E-mail:   [email protected]

 

Ufficio Stampa – Studio Binaschi – Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 Milano – Tel: 02.36699126 www.studiobinaschi.it

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Cosa cerca chi frequenta siti di appuntamenti online?

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  • 30 Settembre 2019

Non prendiamoci in giro. La stragrande maggioranza delle persone che si rivolgono a siti di appuntamenti online, non cercano un piacevole pomeriggio di chiacchiere, cinema e cena romantica, appunto. Pochi o nessuno cercano di finire col pagare due, tre o quattro caffè e le cene stesse per vedere se in questo modo, in base a mille variabili, riescono a portare a letto la persona che hanno di fronte e che ha colpito loro con le sue bellissime foto profilo.

Premesso questo, diciamo che ci sono diversi creatori di siti web che hanno voluto sviluppare nuove piattaforme che consentono di risparmiare tempo a tutti coloro che stanno solo cercando di soddisfare le loro esigenze sessuali, senza mezzi termini, risparmiando tempo e risparmiando delusioni a coloro che rispondono dall’altro capo del PC. Dopo l’emergere di App che hanno giocato brutti scherzi agli utenti che ne facevano uso con un fine ben preciso, oggi gli utenti preferiscono usare siti come incontrasesso.com che è visto come lo strumento più veloce per ottenere relazioni sporadiche e senza compromessi.

Individuato il profilo di persona che più si sente vicina ai propri desideri, selezionando tra quelle presenti in archivio nella zona in cui si vive, è possibile iniziare a chattare per avere un primo contatto che potrebbe portare ad un incontro. Questo ovviamente nel caso in cui anche l’altra parte dovesse mostrarsi interessata.

I membri di questo interessante sito hanno dunque maggiori possibilità di raggiungere del sesso sporadico, pianificando un incontro con una persona nel caso in cui questa ricambi il nostro interesse. È davvero uno dei siti più di tendenza del momento, uno strumento che ci mette in contatto con altre persone in maniera molto semplice.

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Volontariato e società

La Ricerca Online di Donatori per il No Profit: l’Importante Aiuto del Web

Il web con la sua rapida e continua trasformazione offre sempre maggiori opportunità per le aziende che vi sono presenti, sopratutto per il settore no profit. Essendo un ambiente dinamico e partecipativo il web offre l’opportunità per le onlus di aumentare la propria visibilità attraverso i giusti strumenti e una pianificazione strategica per poter ampliare il proprio gruppo di sostenitori e di donatori in modo efficace e rapido. In questo contesto rappresenta un aiuto essenziale l’utilizzo degli strumenti di digital marketing per trovare donatori online nel modo più efficiente possibile. In questo modo è possibile anche sopperire alle difficoltà delle organizzazioni no profit di trasmettere i propri valori e la propria storia ampliando la propria schiera di sostenitori e donatori. L’importante infatti è emergere sul web trasmettendo a più utenti possibili la propria identità, la propria mission e i propri valori che caratterizzano l’azienda no profit.

 

Il web marketing come opportunità per trovare donatori online

L’ambiente digitale si presenta dinamico, partecipativo e in continua evoluzione, e per questo è necessario avvalersi dei giusti strumenti e delle giuste accortezze per poterne cogliere tutti i relativi benefici. Il marketing, in questo contesto, offre diverse opportunità per le organizzazioni no profit, soprattutto nella ricerca di nuovi donatori. Non si tratta solo di aumentare la propria visibilità ma anche di incrementare le conversioni e le donazioni, in modo tale da aumentare la probabilità di trovare donatori online. Sono presenti moltissime opportunità a sostegno delle onlus: la creazione di annunci pubblicitari grazie a Google AdGrant, il miglioramento dei siti web e del loro posizionamento grazie alla SEO e l’attuazione di campagne di social media marketing. Il numero elevato di clienti attivi giornaliero sul web, rappresenta per le onlus un’opportunità da non sottovalutare. Infatti molti utenti potrebbero aver scelto di non donare semplicemente a causa della mancanza di un riferimento specifico dell’azienda no profit, come un sito o un social. Utilizzando il canale web per la circolazione delle informazioni relative all’onlus, è possibile quindi ampliare il bacino di sostenitori e donatori online. Attraverso una strategia di marketing digitale in particolare, si crea una maggior sensibilizzazione tra le persone e raggiungere risultati significativi e quantificabili.

Più strategia online per attrarre più donatori

Essendoci una vasta presenza di canali di comunicazione efficaci per aziende operanti nel no profit, è importante attuare una campagna di marketing che integri i canali sia digitali che tradizionali. È importante infatti seguire il cambiamento offrendo sempre servizi innovativi e interessanti per i potenziali sostenitori. Per poter ottenere maggior benefici possibili da una strategia di marketing digitale, è necessario avere chiarezza sugli obiettivi e sui valori fondamentali dell’attività no profit per poter attuare una strategia mirata e coerente senza sprecare risorse. Tra i vari strumenti messi a disposizione dal web per promuovere la propria attività no profit,  è presente sicuramente Google Ad Grants che permette di aumentare in modo efficace la visibilità sul web delle associazioni no profit. Realizzato appositamente per sostenere e pubblicizzare le onlus, risulta un’ottima risorsa per il raggiungimento di una maggior visibilità, maggior numero di visitatori e quindi maggior numero di donatori. Infine è importante anche monitorare costantemente i risultati delle varie campagne e curare al meglio il proprio sito web, poiché i benefici tratti dalle strategie di marketing digitale dipendono anche dalla qualità della propria pagina web e dall’efficienza del proprio servizio. Attraverso l’ottimizzazione del proprio sito web e l’utilizzo dei vari strumenti di marketing digitale messi a disposizione appositamente per il settore no profit, si otterrà maggior visibilità sui motori di ricerca e di conseguenza maggior contatti, nonché possibili conversioni da semplici utenti a volontari o donatori. Grazie alle strategie di marketing per le onp è quindi possibile ottenere risultati concreti utili al raggiungimento dei principali obbiettivi: guadagnare sostenitori e trovare donatori online.

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Eventi

Zerocalcare fa sold out al primo evento di BAD – Bergamo Animation Days

Centocinquanta posti prenotati in meno di 24 ore dall’annuncio del talk con ZeroCalcare “Si può animare un armadillo?” organizzato da BAD – Bergamo Animation Days in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione dell’Università degli studi di Bergamo. Per gli studenti dell’Ateneo, gli appassionati di fumetto e i professionisti del settore che vorranno incontrare il noto fumettista c’è ancora tempo: l’Università degli studi di Bergamo, vista la grande richiesta, ha deciso a pochi giorni dall’evento, di aprire l’Aula Magna per ospitare questo evento alla scoperta di ZeroCalcare recentemente approdato nel mondo dell’animazione.

«Ringraziamo il Rettore per questa opportunità – dichiara Andrea Bozzetto, membro del direttivo di BAD insieme a Pietro Pinetti e Giorgio Scorza -. Questo appuntamento è particolarmente significativo per noi perché, oltre ad essere il primo degli eventi BAD dedicati al cinema d’animazione, è l’avvio di un progetto concreto con il Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione dell’Università».

L’evento è il primo dei “days” del progetto culturale BAD Bergamo Animation Days, che attraverso le sue giornate con animatori, docenti universitari e professionisti del settore da tutto il mondo, vuole portare il pubblico nel fantastico mondo dell’animazione. Workshop di storyboard & storytelling, regia e scrittura, proiezioni, seminari, talks, springboard meetings e mostre accompagneranno durante l’anno giovani e meno giovani, appassionati e curiosi, in un viaggio nella creatività che raggiungerà il suo apice l’11, 12 e 13 giugno 2020 a Bergamo: una full immersion di tre giorni con una sola regola da rispettare: animare e lasciarsi animare.

Per info e prenotazioni www.bergamoanimationdays.com sezione programma/waiting for BAD.

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News

Valute digitali, l’ennesimo scivolone rinfresca la memoria sulla componente speculativa

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  • 30 Settembre 2019

Come se fosse innestato un promemoria periodico, il mercato delle valute digitali ci ricorda la sua natura fortemente speculativa di tanto in tanto, con improvvisi crolli che scatenano il panico. Anche verso la fine di settembre ce n’è stato uno, che ha riportato tutti quelli che fantasticavano su presunte correlazioni tra beni rifugio e Bitcoin, con i piedi per terra.

I crolli periodici delle valute digitali

valute digitaliPartiamo da alcuni dati, focalizzandoci sul Bitcoin solo perché è la valuta digitale più famosa. Se ne prendessimo un’altra a caso, il discorso cambierebbe poco. Nel pomeriggio del 24 settembre, nel giro di appena 30 minuti, i prezzi sono scesi sotto gli 8.000 dollari perdendo il 12%. Altro che Forchetta di Andrews (il pitchforks), qui il forcone è quello del Diavolo. Nel giro di un giorno il mercato ha perso circa 30 miliardi di dollari. Basterebbero solo questi dati per smentire categoricamente chiunque voglia assimilare le cryptocurrencies ad altri asset classici, valute reali o beni rifugio che siano. Dollaro, Euro e oro possono impiegare settimane – negativissime – per accumulare un calo del 12%. Bitcoin ci è riuscito in poche ore.

Quanto accaduto lo scorso 24 settembre è soltanto l’ennesima di una lunga storia di quotazioni sull’ottovolante (perché il discorso vale tanto in discesa quanto in salita). Il più fragoroso avvenne nel 2017, quando dopo aver toccato il massimo a 19.345 dollari il 16 dicembre, appena due settimane dopo le quotazioni erano crollate di oltre il 30% chiudendo a 13.444 dollari. Ma mica finì qui, perché in due sedute il prezzo risalì a 17.174 dollari, per poi crollare del 60% il mese successivo.

Domina la componente speculativa

Questi eventi fanno capire che nonostante la volontà di trattare le valute digitali come un altro qualsiasi asset, la componente speculativa rimane ancora dominante e imprevedibile. Si tratta di situazioni pericolosissime per gli investitori, che spesso si espongono a dei rischi che neppure si rendono conto. Si illudono di fare guadagni facili, aprono le loro piattaforme di trading online e comprano, a prescindere da tutto comprano. Fanno cioè tutto ciò che non ha nulla a che vedere con un investimento finanziario, bensì scommettono.

Anche per questo il 23 settembre è partita la nuova piattaforma per contratti future Bakkt, il cui scopo è proprio scoprire il reale valore di mercato dei Bitcoin. Ma basterà solo questo per evitare altri crolli e ondate di panico?

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