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Tommaso Putin nel Consiglio di Presidenza di ANIR Confindustria. L’impegno da Vicepresidente

L’Assemblea dei Soci ha ufficializzato lo scorso 11 luglio il cambio alla guida di ANIR Confindustria nominando il nuovo Presidente, Massimo Piacenti. Nel team anche Tommaso Putin, che dal 2020 opera in qualità di Vicepresidente del Consiglio di Presidenza.

Tommaso Putin

Tommaso Putin, Vicepresidente del Consiglio di Presidenza di ANIR Confindustria

Per il prossimo triennio, Massimo Piacenti, recentemente nominato Presidente di ANIR Confindustria, prevede un futuro importante per la ristorazione collettiva, grazie all’aumento della consapevolezza dei suoi interlocutori sull’importanza di questo settore. Oggi è fondamentale attribuire il giusto valore a questa nuova dimensione, introducendo concetti come il cibo pubblico, inteso come servizio per tutti, e il pasto giusto. La squadra del Consiglio di Presidenza, composta dai Vicepresidenti Tommaso Putin, Emilio Roussier Fusco, Graziano Sanna e Rosario Sortino, insieme al Segretario Generale Paolo Valente, affiancheranno il Presidente Piacenti nei prossimi tre anni per perseguire questi obiettivi e garantire il successo di ANIR Confindustria.

L’impegno di Tommaso Putin

Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima Ristorazione, oggi una delle realtà italiane leader nel campo della ristorazione commerciale e collettiva, è parte integrante della squadra che affiancherà il nuovo Presidente Massimo Piacenti, dopo il cambio alla guida di ANIR Confindustria. Insieme a Emilio Roussier Fusco, Graziano Sanna e Rosario Sortino, Tommaso Putin contribuirà a sostenere e promuovere la ristorazione collettiva come servizio essenziale per tutti. Questa nuova dimensione richiede però l’introduzione di un quadro normativo ad hoc per garantire l’agibilità delle aziende che hanno deciso o decideranno di investire in questo settore, poiché le attuali normative non sono sufficienti. Oggi, infatti, non esistono norme capaci di tutelare coloro che usufruiscono dei servizi di ristorazione collettiva di fronte a un aumento incontrollato dei prezzi.

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L’Avis Regionale lancia la campagna “Happy Estate” per sensibilizzare al gesto del dono anche nei mesi più caldi

AVIS, con i suoi 1,3 milioni di Soci, rappresenta l’Associazione di volontariato più radicata sul territorio nazionale. In questo contesto, Avis Regionale Lombardia riveste un ruolo primario, rappresentando il 25% dei donatori totali e il 20% del contributo totale delle donazioni. Nonostante ciò e la complessiva ripresa delle attività al termine del periodo pandemico, l’andamento delle donazioni presenta un trend in discesa: nell’anno 2022 ammontano a 466.346, rispetto alle 472.022 del 2021 (-1,2%). In aggiunta, il periodo estivo è uno dei più delicati per le donazioni ed è per questo che Avis Regionale Lombardia, in collaborazione con Regione Lombardia, ha scelto di lanciare la campagna di sensibilizzazione “Happy Estate”, dedicata alla donazione nella sua duplice accezione, di sangue intero e di plasma, per ricordare ai donatori di prenotare la propria donazione e per dare un incentivo agli aspiranti tali.

 

“Con la nuova campagna estiva in collaborazione con Regione Lombardia, – afferma Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia – la nostra Associazione si pone l’obiettivo di informare della grande importanza del gesto del dono, di sangue e plasma, emocomponente quest’ultimo fondamentale per la produzione di farmaci salva-vita e nella cura di numerose patologie rare. Oltre alla funzione informativa, la campagna nasce con lo scopo di ricordare ai donatori di prenotare la propria donazione prima delle vacanze, perché il sistema sangue, e il bisogno per i malati, non va in vacanza”. 

 

“Donare il sangue o il plasma è un gesto concreto di generosità e amore per il prossimo. Mi appello quindi al gran cuore che da sempre contraddistingue i lombardi – dichiara Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia – affinché prima di partire per le vacanze compiano questo atto fondamentale per salvare vite umane. Purtroppo la richiesta di sangue non va in ferie e l’estate rappresenta sempre un periodo di forte criticità per le nostre scorte. Ricordo inoltre che essere donatore rappresenta anche un’ottima occasione per tenere sotto controllo il proprio stato di salute. Voglio infine ringraziare tutti i volontari di Avis per la preziosa e fondamentale attività che svolgono per sensibilizzare l’opinione pubblica verso la donazione”.

 

Sono 90 i giorni di tempo previsti tra una donazione di sangue e l’altra, mentre è possibile donare il plasma ogni 14 giorni. Per diventare donatori di sangue e plasma è necessario avere: un’età compresa tra i 18 e i 65 anni, un peso uguale o superiore a 50 kg, un buono stato di salute, cioè sentirsi bene e svolgere normali attività fisiche e avere uno stile di vita che escluda comportamenti a rischio.

 

Avis Regionale Lombardia ribadisce con questa campagna informativa il proprio impegno nella valorizzazione della donazione, confidando nella generosità dei donatori abituali invitandoli a prenotare la donazione prima di partire per le ferie, e nel tentativo di avvicinare sempre più giovani al gesto del dono e all’associazione, favorendo il ricambio generazionale e incentivandoli a contribuire alla salvaguardia della salute di tutta la comunità.

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Iren, Luca Dal Fabbro: “Azienda solida e strutturata, continuiamo a crescere”

Due gli impianti inaugurati dalla multiutility nell’ultimo mese. Il passaggio di Armani in Enel non influirà sulla crescita di Iren, ha detto il Presidente Luca Dal Fabbro.

Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro (Iren): “Siamo sereni, il nostro è un Piano industriale robusto”

Iren si conferma una realtà solida, con performance in crescita e un Piano industriale che mette al centro decarbonizzazione, sviluppo delle rinnovabili, economia circolare ed efficienza energetica. A ribadirlo è Luca Dal Fabbro, Presidente della multiutility. Intercettato a Reggio Emilia durante l’inaugurazione del nuovo impianto per la produzione di biometano e compost di Gavassa, è intervenuto in merito al passaggio in Enel Grids dell’ex AD Gianni Vittorio Armani. Ha dichiarato che l’azienda sta lavorando in continuità e che il cambio nel management non avrà alcuna ripercussione diretta o indiretta. Il Presidente ha poi ricordato che a seguito delle dimissioni di Armani le deleghe sono state distribuite tra lui e il Vicepresidente Moris Ferretti, aggiungendo che l’azienda continua ad avere un management forte, anche espressione del territorio: “Siamo molto sereni: l’azienda è solida e il Piano industriale robusto.”, ha commentato Luca Dal Fabbro.

I progetti di Iren su transizione ed economia circolare

Il cambio ai vertici non devia il percorso intrapreso dal Gruppo guidato da Luca Dal Fabbro, con il Piano al 2030 che va avanti come da programma e prevede investimenti pari a 10,5 miliardi di euro. Oltre ai risultati finanziari in crescita, nell’ultimo mese Iren ha inaugurato non solo l’impianto di Gavassa, che trasforma la frazione organica dei rifiuti solidi urbani in biometano, compost e CO2 food grade per utilizzi industriali e alimentari, ma anche l’impianto Circular Wood di Vercelli. La struttura è stata realizzata dalla controllata ASM Vercelli, attiva nella produzione di supporti logistici da legno proveniente esclusivamente dalla raccolta differenziata. Due opere che testimoniano l’impegno di Iren e del Presidente Luca Dal Fabbro nel perseguire una strategia di crescita costruita sulla decarbonizzazione, lo sviluppo delle rinnovabili, sull’economia circolare e sull’efficienza energetica.

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Luca de Meo: gli esordi e il presente professionale, intervista rilasciata al “Corriere della Sera”

Nato a Milano nel 1967, Luca de Meo ha alle spalle più di 30 anni di carriera nel settore automobilistico, con esperienze di rilievo in 12 Paesi e per più di 10 marchi, attraverso i 4 gruppi automobilistici più importanti.

Luca de Meo

Intervista a Luca de Meo: la carriera e il rapporto con la Francia

CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), Luca de Meo è un dirigente d’azienda con esperienza consolidata nel settore automobilistico. Il suo percorso annovera ruoli di responsabilità ricoperti in 12 Paesi nel mondo e nell’ambito di oltre 10 marchi. Nel suo profilo professionale non mancano, inoltre, titoli e riconoscimenti di prestigio – tra tutti, quello di Cavaliere al Merito del Lavoro nel 2022 e la Legion d’Honneur nel 2023 – così come traguardi significativi come l’essere il primo CEO non francese a guidare Renault Group. Basti pensare che ciò non è mai accaduto fin dal lontano 1898, anno in cui Renault venne avviata per opera del meccanico Louis Renault. Come raccontato nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, il rapporto di Luca de Meo con la Francia, in particolare con Parigi, trae origine nei primi anni ‘90: “Sono arrivato qui per la prima volta all’inizio degli anni Novanta con la mia fidanzata ed ex compagna di università che poi è diventata mia moglie. Eravamo neanche trentenni a Parigi, un sogno”. Nel 1992 il primo incarico in Renault, per poi entrare in Toyota, Fiat, Volkswagen, Audi e Seat: una lunga esperienza che lo conduce nel 2020 al ruolo di CEO del Gruppo francese.

Luca de Meo: l’incarico in Renault Group e le prospettive per il settore

Soffermandosi su alcuni aspetti della sua esperienza in Renault Group, Luca de Meo evidenzia come questo sia ormai “un Gruppo internazionale che fa parte di un’alleanza con Nissan”: la lingua di lavoro è infatti “soprattutto l’inglese. Io poi parlo anche francese”. Rimanendo in tema di lavoro, de Meo racconta come questo occupi gran parte della sua giornata: “Io sono un industriale e l’industria è dura, una fatica di ogni giorno”, specifica, aggiungendo che “non esiste un Paese forte senza un’industria forte, a meno che tu non sia una piattaforma finanziaria come Singapore. L’economia dematerializzata è un’illusione, i problemi non si risolvono solo a colpi di clic. Durante la pandemia servivano le mascherine, ma in Europa non eravamo più in grado di produrle”. Un’industria che, nello specifico del settore auto, fornisce stimoli importanti per l’economia: “Sono convinto che l’industria resti fondamentale per l’Europa. E il 30 per cento di tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo dipendono dall’industria automobilistica. Poi, per ogni posto di lavoro che creo all’interno dell’azienda, ne nascono sei o sette fuori, come indotto. Il contributo dell’auto è decisivo in termini di innovazione e valore aggiunto, e noi europei possiamo eccellere nel settore premium, il più importante”. Centralità che emerge anche in relazione alla transizione ecologica: secondo Luca de Meo, per questo bisogna essere realistici. Non può esserci un solo ‘piano A’ deciso dai Governi, le soluzioni tecniche possono essere tante e noi industriali dobbiamo essere lasciati liberi di esplorarle”, così il CEO a conclusione dell’intervista.

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Gianni Lettieri: “Piccoli Imprenditori”, un progetto per educare e includere

Ideata da Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, l’iniziativa coinvolge ogni anno circa 1.000 studenti delle scuole napoletane.

Gianni Lettieri

Con il premio ideato da Gianni Lettieri un’esperienza di apprendimento e divertimento per i più piccoli

Presidente e Amministratore Delegato di Meridie S.p.A., nonché Presidente di Atitech è da sempre attento alle esigenze dei più giovani, Gianni Lettieri è l’ideatore del premio “Piccoli imprenditori”, un progetto che vuole promuovere la cultura d’impresa tra i più giovani, sia come opportunità di crescita personale che come strumento di inclusione sociale. Il riconoscimento premia i progetti più originali e innovativi presentati dai “piccoli imprenditori” delle primarie e secondarie, frutto della loro creatività e del loro spirito imprenditoriale. Lo scopo del concorso promosso da Gianni Lettieri, che non è solo una competizione ma soprattutto un’occasione di apprendimento e divertimento per circa 1.000 studenti, è diffondere la convinzione che tutti, nessuno escluso, hanno le potenzialità per diventare imprenditori. Anche gli istituti e gli insegnanti che hanno accompagnato gli alunni nel percorso hanno sempre ricevuto dei riconoscimenti per il loro impegno.

Gianni Lettieri: nelle pagine del fumetto consigli e suggerimenti su come fare impresa

Oltre a insegnare ai più piccoli a creare valore, il progetto ideato da Gianni Lettieri invoglia gli studenti a riflettere su temi importanti come l’ecologia e la solidarietà sociale, attraverso la realizzazione di iniziative che hanno un impatto positivo sul territorio e sulla comunità. Non è un caso che si rivolga soprattutto alle scuole dei quartieri considerati più a rischio sociale. Tutto parte dalla distribuzione del fumetto “Piccoli imprenditori” nelle scuole: al suo interno è possibile trovare le informazioni basilari e i consigli su come avviare un’attività imprenditoriale. Tra i progetti premiati negli anni, tra gli altri, alberghi e villaggi ecologici costruiti con materiali riciclati e alimentati da fonti rinnovabili, micro pc per andare a sostituire libri e quaderni, o ancora distributori automatici di materiale scolastico. Numerosi i protagonisti del mondo della cultura, delle istituzioni e dello sport che hanno affiancato Gianni Lettieri nei diversi eventi di premiazione.

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I migliori servizi di noleggio con conducente a Milano: una panoramica

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  • 26 Luglio 2023

Milano è una città vivace e cosmopolita con molto da offrire ai suoi visitatori. Proprio per questo, può essere difficile spostarsi in città, soprattutto se non si conosce bene il territorio.

Ecco perché un servizio di noleggio con autista Milano può essere una soluzione ideale per chi vuole viaggiare in modo comodo e sicuro.

Ci sono molti servizi di noleggio con conducente a Milano, ma non tutti sono uguali. In questo articolo, ti presenteremo i migliori servizi di noleggio con conducente a Milano, in base a fattori come la qualità del servizio, il prezzo e la varietà di auto disponibili.

  1. Uber

Uber è uno dei servizi di noleggio con conducente più popolari al mondo. È disponibile in molte città italiane, tra cui Milano. Uber offre una varietà di auto, tra cui berline, SUV e minibus. Il prezzo dei viaggi Uber varia a seconda della distanza e dell’ora del giorno.

  1. Bolt

Bolt è un altro servizio di noleggio con conducente popolare a Milano. Offre una varietà di auto, tra cui berline, SUV e minibus. Il prezzo dei viaggi Bolt varia a seconda della distanza e dell’ora del giorno.

  1. FreeNow

FreeNow è un servizio di noleggio con conducente che offre una flotta di auto di alta gamma. È disponibile in molte città italiane, tra cui Milano. I prezzi dei viaggi FreeNow sono leggermente più alti di quelli di Uber e Bolt, ma offrono un servizio di qualità superiore.

  1. Mytaxi

Mytaxi è un servizio di noleggio con conducente che è disponibile in molte città italiane, tra cui Milano. Offre una flotta di auto di alta gamma e prezzi competitivi.

  1. NCC

Il servizio di NCC (o noleggio con autista Milano) è un servizio di noleggio con conducente che offre una flotta di auto di lusso. È disponibile in molte città italiane, tra cui Milano. I prezzi dei viaggi NCC sono i più alti tra i servizi di noleggio con conducente, ma offrono un servizio di qualità superiore.

Conclusioni

I servizi di noleggio con conducente a Milano sono una soluzione ideale per chi vuole viaggiare in modo comodo e sicuro. Ci sono molti servizi tra cui scegliere, ognuno con i suoi pro e contro. Il miglior servizio per te dipenderà dalle tue esigenze e dal tuo budget.

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Banca Generali: consigli su come valorizzare il risparmio privato

Anche il risparmio privato, se ben investito, può essere un valido strumento per realizzare i propri progetti di vita. Banca Generali ha parlato del tema sul blog “Protezione&Risparmio”.

Banca Generali

Consulenti e pianificazione: le chiavi per far fruttare il risparmio privato secondo Banca Generali

Da sempre l’Italia si differenzia dagli altri partner europei per gli elevati livelli di risparmio privato, con gli ultimi dati che parlano di un valore di 4.169 miliardi di euro. Di questi, circa 1.600 miliardi sono tuttavia lasciati in giacenza su depositi bancari infruttuosi. Risorse preziose che, spiega Banca Generali, possono aiutare le famiglie a realizzare progetti di vita come l’acquisto di una casa o di un’auto, o ancora le spese per gli studi dei figli. In un articolo recentemente pubblicato sul blog “Protezione&Risparmio”, l’Istituto illustra le tappe fondamentali per valorizzare il risparmio privato. In primis, nonostante molti siano spinti dal desiderio di muoversi autonomamente, quasi sempre è necessario affidare il proprio patrimonio ad un consulente esperto. Questi si occuperà di accompagnare il cliente in quel processo conosciuto come pianificazione finanziaria, dove vengono definiti obiettivi finanziari, tempi e strumenti più adatti: “Non solo noi lavoriamo sulla fiducia dataci dai nostri clienti – ha sottolineato Stefano Lenti, Responsabile Area Consulenti Finanziari di Banca Generalima dopo il settore medico siamo la professione che può maggiormente incidere sul loro futuro”.

Banca Generali, risparmio privato: diversificazione e Pac per minimizzare i rischi

Diversificazione e Pac (Piani di accumulo del capitale) rappresentano i pilastri su cui si basa l’attività di pianificazione finanziaria del risparmio privato. Come si legge sul blog di Banca Generali, per diversificazione si intende la creazione di un portafogli di investimento equilibrato, composto da diversi strumenti e asset class. Ancora oggi il punto di riferimento resta un portafoglio composto dal 60% di azioni, più volatili ma con rendimenti superiori, e 40% di obbligazioni, dal rendimento più basso ma costante. Conti deposito remunerati e obbligazioni a brevissima scadenza gli strumenti utilizzati per garantire una minima liquidità e far fronte a spese impreviste. Da anni si assiste inoltre alla proliferazione di asset alternativi e oggi la tendenza è quella di aprirsi a strumenti come il private equity, che offrono il vantaggio di essere facilmente liquidabili e offrono rendimenti nel medio-lungo termine. L’altro pilastro della pianificazione, i Pac, consentono di acquistare quote dei fondi comuni d’investimento in maniera graduale, pagando una quota mensile senza investire subito tutta la cifra. Una soluzione particolarmente adatta per chi predilige un approccio razionale e guarda con attenzione ai cambiamenti sempre più repentini dei mercati. Oggi infatti, nonostante per risultare redditizi occorra attendere almeno 6-7 anni, “è cambiato il paradigma: i piani di accumulo oggi non rappresentano più una forma di risparmio forzoso bensì un servizio di investimento a tutti gli effetti”, conclude Stefano Lenti.

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Come funziona l’epilazione laser?

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  • 26 Luglio 2023

L’epilazione laser è un trattamento estetico che utilizza un fascio di luce per rimuovere i peli in modo permanente. Il laser viene indirizzato al bulbo pilifero, che è la parte del pelo che si trova sotto la pelle. Il laser riscalda il bulbo pilifero e lo distrugge, impedendo la ricrescita del pelo.

L’epilazione laser è una procedura sicura ed efficace per rimuovere i peli da qualsiasi parte del corpo. È particolarmente indicata per le persone che hanno peli spessi e scuri.

Essa viene eseguita in una serie di sedute, di solito da 6 a 8. Il numero di sedute necessarie varia in base alla zona da trattare e alla quantità di peli da rimuovere.

Dopo la prima seduta, i peli inizieranno a cadere. I peli caduti saranno sostituiti da nuovi peli, che saranno più sottili e meno visibili. Dopo le prime 4-6 sedute, la maggior parte dei peli sarà stata rimossa in modo permanente.

Lepilazione laser Legnano è una procedura relativamente indolore. Tuttavia, alcune persone possono avvertire un leggero formicolio o bruciore durante il trattamento.

Dopo l’epilazione, è importante seguire alcune semplici indicazioni per evitare arrossamenti o irritazioni. È consigliabile applicare una crema lenitiva sulla zona trattata e evitare l’esposizione al sole per le successive 24 ore.

Si tratta quindi di un trattamento efficace e sicuro per rimuovere i peli in modo permanente. È una scelta ideale per le persone che desiderano avere una pelle liscia e priva di peli.

Come funziona il laser?

Il laser è un dispositivo che genera un fascio di luce molto concentrato. Il fascio di luce viene indirizzato al bulbo pilifero, che è la parte del pelo che si trova sotto la pelle. Il laser riscalda il bulbo pilifero e lo distrugge, impedendo la ricrescita del pelo.

Il laser viene scelto in base al tipo di pelo e alla zona da trattare. I laser più comunemente utilizzati per l’epilazione sono il laser a diodo, il laser a luce pulsata e il laser a Nd:YAG.

Quali sono i vantaggi dell’epilazione laser?

L’epilazione laser offre numerosi vantaggi rispetto ad altri metodi di depilazione. Ecco alcuni dei principali vantaggi:

  • Rimozione permanente dei peli
  • Pelle liscia e priva di peli
  • Procedura sicura ed efficace
  • Minore dolore rispetto ad altri metodi di depilazione
  • Risultati visibili già dopo poche sedute

Quali sono gli effetti collaterali dell’epilazione laser?

L’epilazione laser è una procedura sicura, ma può causare alcuni effetti collaterali lievi, come:

  • Arrossamento
  • Bruciore
  • Pelle secca
  • Irritazione

Questi effetti collaterali sono generalmente temporanei e scompaiono entro pochi giorni.

Chi può sottoporsi all’epilazione laser?

L’epilazione laser può essere eseguita su persone di tutte le età, sia uomini che donne. Tuttavia, ci sono alcune condizioni che possono rendere l’epilazione laser inadatta, come:

  • Pelle abbronzata
  • Pelle sensibile
  • Gravidanza
  • Allattamento

Se hai dubbi sull’idoneità all’epilazione laser, è importante consultare un medico o un dermatologo.

Quanto costa l’epilazione laser?

Il costo dell’epilazione laser varia a seconda della zona da trattare, della quantità di peli da rimuovere e del tipo di laser utilizzato. In generale, il costo di una seduta di epilazione laser si aggira intorno ai 50-100 euro.

Il costo dell’epilazione laser può essere ridotto sottoscrivendo un pacchetto di sedute.

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Miti sulla Creazione dell’Oro

I miti sulla creazione dell’oro sono stati molti nel corso della storia avendo avuto un ruolo predominante in molti eventi delle civiltà umane.
Gli uomini fin da epoche remote hanno cercato e bramato questo prezioso metallo che ancora oggi rappresenta sia uno status symbol che un mezzo per accumulare ricchezza.
Un mezzo diffuso a tutti i livelli della società visto che lo possiamo acquistare e vendere facilmente attraverso concessionari autorizzati da banca italia come questo compro oro Firenze.
Ecco alcuni esempi di miti e credenze associati alla formazione dell’oro:
Trasmutazione: Uno dei miti più famosi riguardanti la creazione dell’oro è la credenza dell’alchimia, una pratica antica che cercava di trasmutare i metalli base in oro. Gli alchimisti credevano che fosse possibile convertire altri metalli in oro attraverso processi chimici o magici. Tuttavia, nonostante gli sforzi, l’alchimia non ha mai prodotto l’oro desiderato.
Filosofia dell’oro: Nell’antichità, c’era una credenza diffusa che l’oro fosse il metallo più perfetto e puro, rappresentante della perfezione spirituale. Alcuni filosofi e alchimisti credevano che l’oro fosse associato alla luce divina e che la sua creazione fosse collegata alla creazione dell’universo stesso.
Leggende mitologiche: In diverse culture, ci sono miti e leggende che spiegano l’origine dell’oro. Ad esempio, nella mitologia greca, si racconta la storia del re Mida che aveva il potere di trasformare tutto ciò che toccava in oro. In altre culture, si credeva che l’oro fosse il sudore degli dei o le lacrime del sole.
Meteoriti d’oro: Alcuni miti suggeriscono che l’oro sia arrivato sulla Terra attraverso meteoriti che si sono schiantati sulla superficie del pianeta. Questa credenza si basa sulla scoperta di pepite d’oro in zone di impatto meteoritico.
Connessione con il sole: In molte culture antiche, l’oro era associato al sole e alla sua energia. L’idea era che l’oro si formasse nella profondità della terra attraverso l’energia del sole e che fosse una manifestazione della luce e della divinità solare.
È importante sottolineare che queste credenze e miti non corrispondono alle spiegazioni scientifiche vere sulla formazione dell’oro. La scienza moderna comprende il processo di formazione dell’oro all’interno delle stelle, come descritto in precedenza.

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Mercato dei minerali: litio, cobalto e nichel sono trascinati dalla transizione energetica

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  • 26 Luglio 2023

Stiamo attraversando un periodo estremamente importante per il mercato dei minerali, sul quale incide in modo determinante la rivoluzione innescata dalla transizione energetica.
In questo contesto sono specialmente tre i minerali oggetto di una domanda di mercato senza precedenti: Litio, Cobalto e Nichel.

La nuova situazione del mercato dei minerali

mineraliUna fotografia della situazione è stata fornita di recente dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE). Nel rapporto riguardante il periodo compreso tra il 2017 e il 2022, viene evidenziato l’incremento esponenziale della domanda dei tre minerali fondamentali, per sostenere la transizione verso un’economia a bassa o zero emissioni.

Secondo l’ente internazionale, la domanda di litio è triplicata negli ultimi cinque anni. Il suo prezzo nel 2015 si attestava intorno ai 5 euro/kg, mentre in seguito è arrivato a 35 euro/kg (+140%). Per lungo tempo l’indicatore supertrend ha puntato solo al rialzo.
La richiesta di cobalto ha registrato un incremento del 70%, quella di nichel è invece cresciuta del 40%.
Questo trittico domina la richiesta sul mercato dei minerali a livello mondiale, grazie alla spinta dell’industria energetica.

Il rally della domanda

La corsa delle rinnovabili viaggia a forti tassi di crescita, tanto che le previsioni indicano che le rinnovabili supereranno il carbone a metà di questo decennio, come principale fonte di generazione di elettricità. Ma per riuscire in questa transizione occorrono quantità sempre maggiori di materie prime, ed è qui che il mercato dei minerali finisce per essere stravolto.

Investimenti, domanda e offerta

Per riuscire a sostenere una domanda sempre crescente, sono aumentati in maniera significativa gli investimenti ed i progetti nel mercato dei minerali.
Nel 2022 l’incremento degli investimenti è stato pari al 30%, mentre l’anno precedente la crescita fu del 20% (dati Pocket Option Italia).

Nonostante questa corsa agli investimenti, l’equilibrio tra domanda e offerta ancora non è raggiunto. Tutto questo potrebbe influire sui prezzi del mercato dei minerali a livello mondiale, spingendoli al rialzo.
Proprio per questo motivo l’AIE sottolinea quanto sia importante arrivare ad un equilibrio stabile tra la domanda e l’offerta, ma proprio questa sarà la sfida più difficile dei prossimi anni.

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Con Ares Ambiente un ciclo virtuoso tra rifiuti organici e agricoltura

Ares Ambiente rinnova il suo impegno per un’economia circolare. Con il nuovo impianto FORSU l’azienda produrrà concime naturale.

Ares Ambiente

Ares Ambiente, dettagli e finalità del nuovo impianto FORSU

L’umido raccolto nelle città che diventa concime naturale per l’agricoltura. È la nuova proposta di Ares Ambiente, azienda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti. La realtà di Treviolo è infatti al lavoro per realizzare un nuovo impianto di compostaggio a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. Un progetto che testimonia l’attenzione che da sempre Ares Ambiente rivolge alla sostenibilità ambientale. Produrre compost significa infatti ridare vita ai prodotti di scarto e ottenere ammendanti naturali da destinare all’agricoltura, avviando quindi un ciclo virtuoso. All’impianto verranno destinati la FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), i rifiuti organici (fanghi da depurazione e da lavorazioni agro-industriali) e gli scarti di potature del verde pubblico e privato. Due gli ammendanti prodotti attraverso il processo aerobico: ammendante compostato misto e ammendante compostato da fanghi.

Il contributo di Ares Ambiente per l’economia circolare

Una volta terminati i lavori, a pieno regime l’impianto di compostaggio di Ares Ambiente sarà in grado di trasformare 40.000 tonnellate all’anno, di cui 35.000 tonnellate di FORSU e rifiuti organici e 5.000 tonnellate di frazione verde. Oltre a sostituire l’uso di prodotti chimici, che richiedono un maggiore esborso di energia e impattano l’ambiente, i compost arricchiscono il terreno di materia organica che libera gradualmente sostanze nutritive di fondamentale importanza per le piante come fosforo, azoto e potassio. Inoltre, aiutano a rendere la struttura del terreno maggiormente porosa, accrescendone la capacità di trattenere l’acqua e ridurre il rischio di inondazioni. Caratteristiche che fanno del compost non solo un concime naturalmente adatto all’agricoltura, ma anche un alleato contro gli effetti del cambiamento climatico. Ma il contributo di Ares Ambiente per l’economia circolare va oltre il recupero dei rifiuti e la produzione di compost, con l’azienda che utilizzerà gli ammendanti per fertilizzare anche alcuni terreni agricoli di sua proprietà.

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Servizi di consulenza Iteco

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  • 26 Luglio 2023

Iteco è un’azienda che si occupa di fornitura, manutenzione e consulenza tecnica di pompe e centrali di pompaggio. La nostra missione è aiutare i nostri clienti a trovare le pompe e gli accessori ideali per le loro esigenze, e a creare sistemi di pompaggio personalizzati che garantiscano il massimo rendimento e la massima sicurezza.

Ecco alcuni dei servizi di consulenza che offriamo:

  • Consulenza tecnica per l’individuazione delle pompe e degli accessori ideali. I nostri tecnici sono altamente qualificati e possono aiutarti a scegliere le pompe e gli accessori più adatti alle tue esigenze, in base alle caratteristiche del tuo impianto e alle tue specifiche esigenze.
  • Creazione di sistemi di pompaggio personalizzati. Se hai bisogno di un sistema di pompaggio personalizzato, i nostri tecnici possono progettarlo per te e garantire che soddisfi tutte le tue esigenze.
  • Assistenza tecnica post-vendita. I nostri tecnici sono sempre disponibili per aiutarti a risolvere qualsiasi problema con le tue pompe o i tuoi sistemi di pompaggio.

Perché è importante usufruire dei servizi di consulenza Iteco?

Ecco alcuni dei motivi per cui è importante usufruire dei servizi di consulenza Iteco:

  • I nostri tecnici sono altamente qualificati e possono aiutarti a scegliere le pompe e gli accessori più adatti alle tue esigenze.
  • Possiamo creare sistemi di pompaggio personalizzati che soddisfino tutte le tue esigenze.
  • Offriamo un’assistenza tecnica post-vendita completa e professionale.

Contattaci oggi stesso per richiedere una consulenza gratuita

Non esitare a contattarci per richiedere una consulenza tecnica sistemi di pompaggio. I nostri tecnici saranno lieti di aiutarti a trovare le pompe e gli accessori ideali per le tue esigenze, e a creare un sistema di pompaggio personalizzato che soddisfi tutte le tue esigenze.

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Come scegliere gli occhiali da sole?

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  • 14 Luglio 2023

Gli occhiali da sole sono un accessorio indispensabile per proteggere gli occhi dai raggi UV del sole, ma sono anche un modo per esprimere il proprio stile personale. Quando si sceglie un paio di occhiali da sole, è importante considerare alcuni fattori, come le attività che si svolgono, la forma del viso e il colore degli occhi.

Attività

Se si praticano attività all’aperto, come sport o guida, è importante scegliere occhiali da sole con lenti polarizzate. Le lenti polarizzate bloccano il riflesso della luce solare, migliorando la visibilità e riducendo l’affaticamento degli occhi.

Se si guida spesso, è importante scegliere occhiali da sole con lenti antiriflesso. Le lenti antiriflesso eliminano i riflessi dalla superficie della strada, migliorando la visibilità e riducendo il rischio di incidenti.

Forma del viso

La forma del viso è un fattore importante da considerare quando si sceglie un paio di occhiali da sole. Gli occhiali da sole devono armonizzarsi con i lineamenti del viso e non devono farlo sembrare più lungo, più corto, più largo o più stretto.

Ecco alcune indicazioni generali sulla scelta degli occhiali da sole in base alla forma del viso:

  • Viso ovale: Le persone con il viso ovale possono indossare qualsiasi tipo di occhiali da sole.
  • Viso quadrato: Le persone con il viso quadrato dovrebbero scegliere occhiali da sole con lenti arrotondate, per ammorbidire i lineamenti del viso.
  • Viso rotondo: Le persone con il viso rotondo dovrebbero scegliere occhiali da sole con lenti geometriche, per allungare il viso.
  • Viso triangolare: Le persone con il viso triangolare dovrebbero scegliere occhiali da sole con le lenti più grandi nella parte superiore e più piccole nella parte inferiore, per bilanciare i lineamenti del viso.
  • Viso a cuore: Le persone con il viso a cuore dovrebbero scegliere occhiali da sole con le lenti più grandi nella parte inferiore e più piccole nella parte superiore, per bilanciare la forma del viso.

Colore degli occhi

Il colore degli occhi può influire sulla scelta degli occhiali da sole. Ad esempio, le persone con gli occhi scuri possono indossare occhiali da sole con colori vivaci o scuri, mentre le persone con gli occhi chiari possono indossare occhiali da sole con colori pastello o neutri.

Stile personale

Lo stile personale è un fattore importante da considerare quando si sceglie un paio di occhiali da sole. Se si ha uno stile classico, si può scegliere un paio di occhiali da sole in un colore neutro, come il nero, il marrone o il grigio. Se si ha uno stile più moderno, si può scegliere un paio di occhiali da sole in un colore vivace o con un design particolare.

Conclusione

La scelta degli occhiali da sole è un’operazione importante, che richiede tempo e attenzione. Per scegliere il paio di occhiali da sole più adatto a te, è importante considerare le attività che svolgi, la forma del tuo viso, il colore dei tuoi occhi e il tuo stile personale. Prova diversi modelli di occhiali da sole nel tuo negozio occhiali san giorgio su Legnano preferito prima di prendere una decisione e non aver paura di chiedere consiglio al tuo ottico.

 

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Come migliorare la consapevolezza emotiva e posturale

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Come migliorare la consapevolezza emotiva e posturale

Il 25 ottobre 2023 un corso in presenza permetterà di acquisire la necessaria consapevolezza posturale e le migliori tecniche di rilassamento e gestione della colonna vertebrale.

 

Come ricordato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro durante la campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Alleggeriamo il carico!” (2020-2022) i disturbi muscolo-scheletrici lavoro-correlati, con riferimento alle compromissioni di alcune strutture corporee causate o aggravate dal lavoro, sono tra i disturbi più frequenti nei luoghi di lavoro. Colpiscono in Europa milioni di lavoratori e possono essere causati, ad esempio, dalle posture sedute prolungate, dal sollevamento e spostamento di carichi pesanti, da posture errate e dai movimenti ripetitivi degli arti superiori.

Inoltre la campagna ha messo in luce come molti fattori psicosociali possono contribuire in modo significativo al rischio di sviluppare disturbi muscoloscheletrici, come, ad esempio, i problemi della colonna vertebrale (lombalgia, cervicalgia, …) che costituiscono, ad oggi, la problematica fisica più diffusa negli ambienti di lavoro.

 

Per poter gestire efficacemente questi problemi nelle aziende sono necessari corsi innovativi che siano in grado di far acquisire ai lavoratori una corretta “consapevolezza posturale” tenendo conto anche degli effetti negativi connessi agli aspetti psicosociali e alle nostre emozioni.

 

Ci sono corsi in grado di affrontare in modo innovativo i problemi connessi alla postura e alla nostra colonna vertebrale? Ci sono percorsi formativi in grado di trattare sia la consapevolezza posturale che la consapevolezza emotiva nel mondo del lavoro?

 

Il nuovo corso in presenza sulla consapevolezza emotiva e posturale

Per aiutare le aziende e i lavoratori ad affrontare efficacemente e in modo innovativo questi disturbi l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza a Brescia, il 25 ottobre 2023 un corso di 8 ore in presenza dal titolo “Consapevolezza emotiva e posturale”.

 

Il corso mira a far acquisire la necessaria “consapevolezza posturale” e a far conoscere le migliori tecniche di rilassamento e gestione della colonna vertebrale.

Inoltre, poiché la nostra schiena subisce anche gli effetti negativi delle emozioni represse, il corso vuole fornire stimoli e strumenti per imparare a riconoscerle e gestirle in quanto i benefici, oltre che sulla salute, sono riscontrabili anche sulle relazioni.

 

Il percorso è rivolto a RSPP/ASPP, formatori, consulenti e a tutti coloro che desiderano ampliare le proprie conoscenze circa alcune tecniche di rilassamento e gestione della colonna oltre che di mindfulness e gestione delle emozioni che si riflettono sulle posture.

 

I docenti del corso:

  • Lucia Chiarioni: Psicologa e psicoterapeuta
  • Emanuele Toso: Chinesiologo clinico, massoterapista ed osteopata

 

La consapevolezza posturale e i rischi della sedentarietà

La rivoluzione digitale ha comportato, a livello di postura, alcuni cambiamenti che stanno incidendo in modo significativo sulla nostra salute.

Ormai il lavoro sedentario, anche con riferimento alle attività in smart working, è sempre più diffuso. Molti lavori manuali sono ormai automatizzati e svolti da macchine, impianti e robot.

 

E sono ormai accertati i problemi di salute associati a uno stile di vita sedentario.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “uno stile di vita sedentario aumenta le cause di mortalità, raddoppia il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e diabete, favorisce sovrappeso e obesità, aumenta il rischio di tumore al colon, pressione alta, osteoporosi, disturbi del metabolismo, depressione e ansia”.

 

Proprio partendo dai rischi connessi alla sedentarietà il corso permetterà anche di affrontare il tema del benessere dei videoterminalisti, e di chi passa molto tempo davanti ad un monitor, considerando insieme gli aspetti psicologi e posturali e dando ai lavoratori gli strumenti necessari per essere consapevoli e prevenire le conseguenze della sedentarietà e dello stress.

 

I contenuti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso di 8 ore in presenza “Consapevolezza emotiva e posturale” si terrà, dunque, a Brescia il 25 ottobre 2023, presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30.

 

Il corso è suddiviso in due diversi moduli.

 

Il modulo 1 sulla “consapevolezza emotiva”, che tratta, tra le altre cose, gli effetti che le emozioni represse hanno sulla salute e i benefici che si possono avere se si impara a riconoscerle e a gestirle, affronta i seguenti temi:

  • Il rapporto cuore e mente
  • Le emozioni che influenzano la nostra postura
  • Le emozioni represse e le nostre relazioni
  • Le emozioni gestite ci fanno vivere meglio: come farlo
  • Avvicinamento alla mindfulness e al rilassamento corporeo con tecniche immaginative
  • Esercizi sui confini e role-playing in gruppo
  • Definizione dell’ansia e dello stress e prevenzione nell’ambiente lavorativo

 

Il modulo 2 sulla “consapevolezza posturale”, che tratta le tematiche connesse alla postura con l’obiettivo di far acquisire una “consapevolezza posturale”, affronta questi temi:

  • Ansia, stress e mal di schiena
  • “flash” per prevenire e ridurre lombalgia e cervicalgia
  • Anatomo-fisiologia del diaframma respiratorio
  • respiratori e tecniche per la gestione dell’ansia
  • Uso corretto della colonna vertebrale nelle 24h
  • Consigli per migliorare il proprio stile di vita

 

La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori, formatori qualificati (4 ore per area 2 e 4 ore per area 3). Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/consapevolezza-emotiva-e-posturale

 

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected][email protected]

 

 

13 luglio 2023

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Marco Domizio: l’esperienza nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

Marco Domizio è un imprenditore dalla comprovata esperienza nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Le sue attività si caratterizzano per una particolare attenzione alla sostenibilità, puntando a offrire soluzioni innovative e personalizzate ai clienti. Nel corso degli anni ha acquisito specifiche competenze gestionali e autorizzative rilevanti per il settore, portando nel 2008 alla fondazione di Ares Ambiente.

Marco Domizio

Marco Domizio: la carriera prima di Ares Ambiente

Nato a Bergamo nel 1974, Marco Domizio avvia la propria carriera professionale subito dopo aver conseguito il diploma. Il suo primo impiego lo vede impegnato presso un’azienda lombarda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti, dove si occupa anche della partecipazione nelle gare d’appalto. Ricopre in seguito diversi ruoli come Responsabile Commerciale, dapprima in una società specializzata in spurghi e pulizie industriali e poi in una primaria azienda della provincia di Milano. In questo periodo gestisce anche l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. La sua esperienza nel settore si consolida ulteriormente operando prima nel comparto del trasporto transfrontaliero di rifiuti, sia a mezzo gomma/intermodale sia via mare, e in seguito ricoprendo il ruolo di Responsabile Commerciale in un impianto di compostaggio. Successivamente Marco Domizio è Responsabile nella gestione di una cava di estrazione di minerali naturali, per poi collaborare con due realtà attive nel settore ambientale. Forte delle competenze maturate, nel 2008 porta a compimento la fondazione di una propria azienda: Ares Ambiente.

Marco Domizio: nascita e sviluppo di Ares Ambiente

Grazie alla solida esperienza acquisita nel settore, Marco Nicola Domizio riesce a fondare un’azienda di successo incentrata sui principi di efficienza, economicità e trasparenza. In pochi anni Ares Ambiente riesce così a farsi strada nel comparto, specializzandosi nei servizi dedicati all’ambiente e operando su tutto il territorio italiano. Nello specifico, è attiva nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, con servizi che spaziano dallo smaltimento al recupero fino ad occuparsi, per i clienti, del trasporto di rifiuti “speciali pericolosi” e “speciali non pericolosi”. In linea con la classificazione “Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE”, le sue attività si focalizzano sul trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER/EER – Codice Europeo dei Rifiuti. Ares Ambiente è iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 8 Classe A e Categoria 4F e 5F – Sezione Regionale della Lombardia e si distingue per un impegno costante verso servizi di alta qualità ed efficienza. Lo conferma anche il titolo di azienda Best Performer nella provincia di Bergamo, assegnato da “LombardiaPost” sia nel 2021 che nel 2022.

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L’importanza della velocità nella riparazione degli impianti industriali

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  • 13 Luglio 2023

La velocità nella riparazione impianti industriali è un aspetto fondamentale per garantire il corretto funzionamento delle attività produttive.

In un contesto industriale, ogni minuto di downtime può comportare perdite economiche significative. Inoltre, un impianto fermo può causare problemi di sicurezza per i lavoratori.

Di seguito, esploreremo l’importanza della velocità nella riparazione degli impianti industriali e le conseguenze di un’eventuale ritardo nella riparazione.

Perché è importante la velocità nella riparazione degli impianti industriali?

La velocità nella riparazione degli impianti industriali è importante per diversi motivi:

1. Minimizzazione del downtime degli impianti

Ogni minuto di downtime degli impianti industriali può comportare perdite economiche significative per l’azienda. La velocità nella riparazione degli impianti può minimizzare il downtime e quindi ridurre la perdita economica. Inoltre, un’attività produttiva ferma a causa di un guasto può causare ritardi nella consegna dei prodotti e la perdita di clienti.

2. Garantire la sicurezza dei lavoratori

Un’attività produttiva ferma a causa di un guasto può causare anche problemi di sicurezza per i lavoratori. Ad esempio, se un impianto non funziona correttamente, ci possono essere rischi di incidenti sul posto di lavoro. La velocità nella riparazione degli impianti può ridurre il rischio e garantire la sicurezza dei lavoratori.

3. Mantenere la produttività dell’azienda

La velocità nella riparazione degli impianti industriali è fondamentale per mantenere la produttività dell’azienda. Se gli impianti non funzionano correttamente, si possono verificare problemi nella produzione dei prodotti e nella consegna ai clienti. La velocità nella riparazione degli impianti può minimizzare il ritardo nella produzione e garantire la consegna dei prodotti ai clienti nei tempi previsti.

4. Evitare costi di riparazione maggiori

Un’eventuale ritardo nella riparazione degli impianti industriali può comportare un aumento dei costi di riparazione. Infatti, se il problema non viene risolto tempestivamente, il guasto può aggravarsi e richiedere una maggiore quantità di lavoro e di materiale per la riparazione. La velocità nella riparazione degli impianti può evitare queste situazioni e ridurre i costi di riparazione.

Conclusioni

La velocità nella riparazione degli impianti industriali è un aspetto fondamentale per garantire il corretto funzionamento delle attività produttive e la sicurezza dei lavoratori.

Per questi motivi, è importante considerare la velocità nella riparazione degli impianti come un fattore critico nella gestione degli impianti industriali.

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Renault Group, il CEO Luca de Meo: necessaria una strategia per le auto elettriche in UE

UE e auto elettriche, Luca de Meo a “Il Sole 24 Ore”: “Non basta quello che si sta facendo per creare una strategia o una politica”.

Luca de Meo

Luca de Meo: fondamentale una strategia complessiva sul settore auto

Ha parlato di un “gigantesco esercizio burocratico” Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, intervistato da “Il Sole 24 Ore” sui più recenti sviluppi in materia di mobilità elettrica a livello europeo. In particolare, per quel che riguarda il settore privato delle auto, per il quale è necessario sviluppare un piano strategico su cui puntare per competere globalmente. E la Cina, dal canto suo, conferma una posizione di leadership in tale sfida grazie a un piano preciso dedicato al settore. In Europa “non basta quello che si sta facendo per creare una strategia o una politica”, ha evidenziato il CEO Luca de Meo, specificando come in tale contesto l’ACEA “vuole essere parte della soluzione, non del problema. Siamo a favore della transizione ambientale, certo non l’abbiamo rifiutata, ma si tratta, ripeto, di avere una strategia complessiva”.

Luca de Meo: la Cina guida il settore, in Europa “regolamentazione eccessiva”

Proseguendo sul tema, il CEO Luca de Meo ha osservato come, nel contesto globale, “gli Stati Uniti tendono a stimolare l’attività economica, la Cina tende a guidarla, e l’Unione Europea tende a regolamentarla”. Il nostro Continente paga lo scotto di un “gigantesco esercizio burocratico”, così come definito dal CEO di Renault Group, che ha parlato di una “regolamentazione eccessiva” citando, ad esempio, il regolamento dedicato alla sicurezza delle automobili in vigore dal prossimo anno. “Verrà a costare 400-500 euro in più per veicolo. Verranno aggiunte ad ogni auto 18-22 funzioni, molte delle quali non interessano al cliente finale”, ha evidenziato nell’intervista. Il costo si riverserà sul prezzo finale d’acquisto a prescindere dal tipo di vettura: “Sia per una Fiat 500 che per una Mercedes Classe S. L’impatto sul prezzo di una Fiat 500 è evidente”. Una riflessione, infine, sull’andamento del mercato a livello internazionale: “Il mercato mondiale è di 85 milioni di auto, di cui 13 milioni vendute in Europa. Le case produttrici non hanno l’incentivo a seguire le regole europee, perché il mercato è soprattutto altrove”, così Luca de Meo in conclusione.

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Riserve Auree le Banche Centrali lo Rimpatriano

Riserve auree rimpatriate dalle banche centrali di molti paesi che si stanno adoperando per far rientrare nei confini nazionali i lingotti d’oro detenuti nei caveau di altri paesi.
L’oro è il bene rifugio per eccellenza ed è facilmente monetizzabile sia a livello di scambi internazionali tra paesi che tra privati presso attività come questo compro oro Firenze.
Una mossa che in questo momento storico viene associata alle possibili conseguenze delle sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia ma che in realtà è motivata anche da altri fattori macroeconomici che potrebbero verificarsi.
Il congelamento di riserve auree russe da parte dell’occidente ha messo in guardia anche altri paesi dal pericolo di incorrere in sanzioni simili in caso di contrasti geopolitici.
Da un sondaggio effettuato è emerso che una parte delle banche centrali è preoccupata per il precedente che si è creato che può essere replicato in caso di dissidi geopolitici tra nazioni.
A conferma di ciò basta prendere in considerazione altre banche centrali come quella tedesca che già da anni ha provveduto al rimpatrio entro i confini nazionali delle proprie riserve auree.
La tendenza delle banche centrali a detenere in modo diretto le riserve auree è motivata da vari fattori che hanno destabilizzato e continueranno a farlo l’economia globale ancora per alcuni anni.
La transazione soprattutto dell’occidente verso una economia più sostenibile è destinata a provocare cambiamenti strutturali nel mondo produttivo che porteranno conseguenze negative in molti settori destinati ad adattarsi a nuovi modelli o soccombere alla transizione ecologica.
La convinzione che l’inflazione nei prossimi anni aumenterà moltissimo come già accaduto anche per servizi e beni essenziali è un altro motivo determinante che spinge le banche centrali ad assicurarsi la disponibilità diretta delle riserve auree senza dipendere da scelte di organismi stranieri.
Le riserve auree sono considerate strategiche dalle banche centrali oltre ad essere un ottimo investimento contro l’inflazione.
Per questo motivo alcuni paesi per poter esercitare liberamente la propria volontà senza il rischio di vedersi bloccare le riserve d’oro hanno deciso di provvedere al rientro in patria dei lingotti d’oro.

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Riva Acciaio: eccellenza e leadership nell’industria siderurgica italiana

Fondata negli anni ‘50 da Emilio ed Adriano Riva, Riva Acciaio è passata dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio di alta qualità. Attraverso una visione lungimirante e una strategia di acquisizioni, l’azienda ha raggiunto una posizione di rilievo sia in Italia sia a livello internazionale, contribuendo alla crescita e al successo dell’industria siderurgica nazionale.

 Riva Acciaio

Riva Acciaio: una visione lungimirante per l’industria siderurgica italiana

Riva Acciaio è un’eccellenza nell’industria siderurgica italiana, una realtà di grande importanza che riunisce le attività del Gruppo Riva nella penisola. Fondata nel 1954 da Emilio ed Adriano Riva, rappresenta uno dei principali protagonisti europei nel settore dell’acciaio. La società è controllata dalla capogruppo Riva Forni Elettrici ed è specializzata nella produzione di prodotti lunghi e acciai di alta qualità. Grazie a oltre 60 anni di esperienza, il Gruppo ha consolidato una leadership indiscussa in questo settore, introducendo importanti innovazioni tecnologiche, tra cui la colata continua curva a tre linee, un primato assoluto in Italia, insieme ad altre significative innovazioni siderurgiche. Un elemento di grande valore per l’azienda è il suo avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, situato nello stabilimento di Lesegno (CN), che dispone di sofisticate apparecchiature, tra cui il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Questo laboratorio ha stretto numerosi accordi di collaborazione con importanti centri universitari e di ricerca, come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Tale sinergia tra l’azienda e le istituzioni accademiche consente di promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nell’ambito dell’industria siderurgica. Dopo la fondazione, Riva Acciaio è cresciuta rapidamente, passando dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio. Nel 1956, viene costruito lo stabilimento siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, che si distingue per la sua dimensione e per l’adozione di tecnologie all’avanguardia, come il forno elettrico ad arco. 

La crescita internazionale di Riva Acciaio

Negli anni ‘60, l’industria siderurgica italiana affronta una forte concorrenza internazionale e per rimanere competitiva, Riva Acciaio introduce la colata continua curva a tre linee, diventando la prima azienda italiana a utilizzare questa tecnologia. Nel frattempo, l’azienda inizia a espandersi sia in Italia sia all’estero attraverso acquisizioni strategiche. Nel 1966, acquisisce le Acciaierie e Ferriere del Tanaro e diventa socia di minoranza nella SEII. Alla fine degli anni ‘60, la produzione di acciaio raggiunge così le 300.000 tonnellate all’anno e l’azienda avvia l’export dei suoi prodotti sui mercati internazionali. Negli anni ‘70, nonostante la crisi petrolifera e la concorrenza estera, il Gruppo siderurgico prosegue con il piano di investimenti e si espande ulteriormente a livello internazionale. Acquisisce la Siderúrgica Sevillana in Spagna nel 1971 e nel 1974 costituisce la Associated Steel Industries (ASI) in Canada, oltre all’acquisizione dell’acciaieria di Iton Seine in Francia nel 1976. Due anni più tardi, diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Alla fine degli anni ‘70, la produzione di acciaio supera 1,1 milioni di tonnellate. Negli anni ‘80, Riva Acciaio continua la propria espansione attraverso acquisizioni in Francia, Belgio e Germania. Acquisisce la maggioranza dell’ALPA (Aciéries et Laminoirs de Paris) in Francia nel 1988, mentre quattro anni più tardi rileva due impianti siderurgici a Berlino. Nel frattempo, la produzione di acciaio continua a crescere rapidamente e nel 1994 raggiunge 5,8 milioni di tonnellate, consolidando la posizione del Gruppo come uno dei principali attori dell’industria siderurgica europea.

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Mario Putin: Serenissima Ristorazione pronta a inaugurare una nuova area produttiva

Leader nel settore della ristorazione collettiva, scolastica, aziendale e sociosanitaria, Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, vanta un fatturato di 280.000.000 euro, conta oltre 7.000 dipendenti e 13 società correlate. Innovazione e sostenibilità sono i driver strategici nei quali il Gruppo investe da sempre.

Serenissima Ristorazione di Mario Putin

Mario Putin: Serenissima Ristorazione amplia il centro cottura di Boara Pisani

A Boara Pisani, in provincia di Padova, sorge il centro cottura in legame refrigerato di Serenissima Ristorazione al quale l’azienda ha dedicato importanti investimenti negli ultimi mesi. La realtà guidata da Mario Putin ha infatti deciso di ampliare il centro cottura, dotandolo di una nuova area produttiva e logistica equipaggiata con attrezzature innovative e tecnologicamente avanzate. Questo contribuirà a rendere i pasti forniti dal leader della ristorazione collettiva ancora più sicuri sotto il profilo igienico-sanitario, migliori dal punto di vista qualitativo e di differenziazione della dieta. Con 30.000.000 di euro investiti su una superficie totale di 12.000 mq e oltre 300 operatori impiegati al suo interno, il centro cottura di Boara Pisani ha tutte le carte in regola per diventare uno dei più moderni e tecnologicamente avanzati d’Europa.

Serenissima Ristorazione: il Cook&Chill della realtà guidata da Mario Putin è un successo negli ospedali

Tra i primi ambiti in cui Serenissima Ristorazione si è specializzata, quello socio sanitario continua ad essere un settore di grandi soddisfazioni. Cook&Chill, la tecnica ideata dalla società guidata da Mario Putin, sta riscuotendo enorme successo tra le strutture sanitarie. Soprattutto a seguito della realizzazione del centro cottura di Boara Pisani, sempre più strutture si sono mostrate interessate. Attualmente, sono 60 i nosocomi che vengono riforniti dal centro cottura. Segno che investire nell’innovazione, puntando al legame refrigerato con il fine di minimizzare il rischio microbiologico e razionalizzare le diete risolvendo i problemi logistici legati al trasporto e alla distribuzione, è stata una scelta più che efficace.

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L’editoriale di Valentina Colucci sulla corsa alle terre rare

In un recente editoriale pubblicato su “Formiche”, Valentina Colucci riflette sul tema delle terre rare e su come l’Europa si sta muovendo per aumentare la loro reperibilità senza dipendere troppo da altri Paesi.

Valentina Colucci

Valentina Colucci: l’Europa nella corsa alle terre rare

Sono 34 le materie prime che quest’anno compongono la lista dei minerali critici stilata dell’Europa. Realizzato sulla base di una valutazione della loro reperibilità sul mercato, l’elenco contiene minerali come l’arsenico, il feldspato e il manganese e anche le cosiddette terre rare. Queste ultime, come spiega Valentina Colucci nel suo articolo, “sono un insieme di 17 metalli presenti nella tavola periodica degli elementi chimici che presentano straordinarie proprietà magnetiche e conduttive che le rendono indispensabili in molti settori tra cui, l’industria elettronica, tecnologica aeronautica e militare”. Si tratta di elementi fondamentali per la produzione e il funzionamento di oggetti della quotidianità quali smartphone e lampade a led ma anche di tecnologie come la fibra ottica e i pannelli fotovoltaici.

Valentina Colucci: l’Action Plan on Critical Raw Materials

Nonostante il loro nome, le terre rare possono essere trovate in abbondanza in diverse parti del mondo. La Cina, l’Australia, gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile e il sud-est asiatico sono tutti luoghi in cui sono reperibili. “Dovunque, tranne che nel Vecchio Continente”, afferma Valentina Colucci nell’articolo. Gli unici ad essere esclusi sono infatti proprio i Paesi del Vecchio Continente. Per questo motivo, nel 2020 la Commissione Europea ha presentato l’Action Plan on Critical Raw Materials per rispondere appunto al rischio di carenza o interruzione di tali minerali. Le soluzioni prevedono la riduzione della dipendenza da Paesi terzi da raggiungere mediante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, il miglioramento dell’efficienza e della circolarità dell’uso delle risorse e politiche di stoccaggio strategico di prodotti che contengono le materie critiche.

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Napoli:Sogno di un giovane Pulcinella, il cortometraggio di Yuri Salvatore conquista il web

Un pulcinella giovane acclamato dalle “nuove leve” che nonostante l’epoca cambi rimangono fedele al tempo del loro unico simbolo, che, come afferma una di loro, è “tiempo ‘ca nun passa”. ma è solo un sogno, rappresentato e ben ideato da Yuri Salvatore, figlio di Federico Salvatore che, in collaborazione con l’attrice e sceneggiatrice Eleonora Lentini, realizza il cortometraggio “Sogno di un giovane Pulcinella”.

Girato nella Vicaria, il progetto prende spunto dalla Napoli romantica, lontana dagli stereotipi. Yuri come suo padre, veste di poesia il suo giovane pulcinella, ma anche di quella goliardia malinconica che contraddistingue i “Salvatore”.

nel finale infatti, lo stesso Yuri nei panni di Pulcinella recita dei versi tratti dal libro di suo padre Federico “Poeta involontario”. il cortometraggio ha riscosso in poco tempo un grande consenso da parte dei numerosi appassionati e fan del giovane attore e musicista napoletano. le prime programmazioni sono state su “Tv sei”(visibile nelle marche e Abruzzo) e su Nano tv. un lavoro totalmente indipendente, che vede la partecipazione di:Yuri Salvatore, nel ruolo del giovane Pulcinella, Agata Gervasio nel ruolo di Melissa, Maria Raucci, Antonio Tartaglione, Giovanna Moraca ed Eleonora Lentini.

visibile gratuitamente sul canale youtube “Audio Film Serie channel”. le musiche, sono dello stesso Salvatore, che ha firmato anche la regia.

dopo Federico Salvatore, che nel corto “La ricchezza di Napoli”di Loris Arduino ha egregiamente interpretato un Pulcinella maturo costretto ad artista di strada, anche suo figlio, Yuri, classe 1992, indossa la maschera più importante del panorama culturale partenopeo. a tal proposito ha ribadito:”Il mio Pulcinella giovanile non vuole minimamente sfidare gli altri, figuriamoci mio padre. lui come al solito mi ha guidato ed ispirato per questo piccolo grande progetto, e sono sicuro che ne sarà stato felice. la mia forma di protesta contro chi con la mediocrità tenta di oscurare culture e tradizioni della nostra terra, sarà sempre la proposta.”.

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Tecnicaer Engineering a Bologna: il team guidato da Fabio Inzani riqualificherà l’Autostazione

Tecnicaer Engineering, società guidata da Fabio Inzani, si è aggiudicata la gara d’appalto per la riqualificazione del complesso dell’Autostazione di Bologna. Il progetto di restyling prevede la creazione di una nuova piazza e la ristrutturazione integrale interna.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: la transizione da “non-luogo” a spazio identitario dell’Autostazione di Bologna

L’antropologo francese Marc Augé è stato il primo ad introdurre il concetto di “non-luogo”, con il quale voleva identificare uno spazio non identitario, storico o relazionale, che si contrapponeva ai cosiddetti luoghi antropologici. I “non-luoghi” sono dunque tutte quelle zone di passaggio in cui non ci sono segni di relazioni sociali, di storie condivise e di appartenenza collettiva, come può appunto essere un’autostazione. Il progetto realizzato dal team guidato da Fabio Inzani punta invece a superare tale concetto attraverso la creazione di un nuovo spazio che diventi identitario per la città di Bologna. L’area in questione possiede già enormi potenzialità vista la vicinanza strategica con numerosi punti di interesse della città storica. Via Indipendenza, Piazza VIII Agosto, Piazza XX Settembre e il Parco della Montagnola sono tutti a pochi passi dall’Autostazione, così come anche la Rocca Galliera e il tratto dell’antica cerchia muraria.

Fabio Inzani: gli interventi che riqualificheranno l’area

La proposta di Tecnicaer prevede la creazione di uno Smart Green Building, classificabile come nZEB (nearly Zero Energy Building), in un contesto reso vivace ed attraente dalla presenza di attività di varia natura e di una nuova piazza collocata di fronte alla struttura. Il team diretto da Fabio Inzani si occuperà inoltre dell’ampliamento volumetrico verso est, della ristrutturazione integrale interna e del rifacimento della facciata. Quest’ultima, che dovrà proteggere l’edificio dall’esterno e creare una quinta attrattiva verso la piazza, è stata concepita come una “pelle” contemporanea e attiva che informa gli utenti mediante schermi LED e codici QR. La parte esterna resterà, invece, fedele al progetto originale del 1967 ideato dagli architetti Luigi Vignali e Luigi Riguzzi. Con questo intervento, Tecnicaer Engineering intende trasformare l’Autostazione di Bologna in un edificio completamente sostenibile, a basso impatto ambientale e altamente performante sotto il profilo energetico. L’opera, eseguita attenendosi ai protocolli ambientali di riferimento, ovvero LEED e ITACA, renderà possibile tutto ciò grazie all’utilizzo di soluzioni passive intelligenti, alla condivisione dei principi costruttivi che riducono l’apporto delle componenti impiantistiche e all’uso di tecnologie innovative installate all’interno della centrale tecnologica.

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Gian Maria Mossa: Banca Generali punta sui giovani per disegnare la consulenza del domani

“New Generation”, il valore del progetto di Banca Generali dedicato ai ragazzi nelle parole dell’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa: “Vogliamo creare nuove opportunità e percorsi in cui realizzarsi per i consulenti del domani”.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: SOS giovani, quale futuro per la consulenza finanziaria?

Il quadro che Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali, delinea in un recente post su LinkedIn parla chiaro: “La ricchezza privata si mantiene su livelli molto elevati ma è detenuta per la gran parte dalle persone più mature, lasciando poco spazio ai giovani, di frequente esclusi dalle dinamiche patrimoniali familiari, trascurati dai professionisti del settore e nell’angolo nel confronto generazionale su queste tematiche che impattano il loro futuro”. L’AD nel post invita quindi a riflettere su come anche la consulenza finanziaria risenta del fatto che non sempre il dibattito sull’urgenza demografica e le riforme per le generazioni future riesca a trovare lo spazio che meriterebbe nell’agenda politica e nella sfera delle imprese. “Numeri alla mano, infatti sono sempre meno i giovani che si avvicinano alla nostra professione. Oggi solo il 12% dei professionisti ha meno di 40 anni. E se si considerano gli under 35, la percentuale scende drammaticamente al 2%. Una vera e propria emergenza che rischia di invertire la traiettoria di crescita di un’industria che s’è ritagliata negli ultimi anni un ruolo sociale ed economico molto importante; al servizio della protezione e della pianificazione dei progetti di vita delle famiglie”, spiega l’AD di Banca Generali Gian Maria Mossa.

Gian Maria Mossa: “New Generation”, il progetto innovativo di Banca Generali per formare i consulenti del domani

L’AD Gian Maria Mossa su LinkedIn pone quindi in evidenza le ricadute per la consulenza finanziaria: “Chi vuole avvicinarsi oggi alla consulenza deve ancora affrontare barriere d’ingresso di tipo formativo, finanziarie e di affinità generazionale con la gran parte della clientela, ancora troppo limitanti”. Basterebbe però guardare “alle iniziative sviluppate in Paesi come Israele e Singapore (ma anche Paesi più vicini a noi come la Germania) per rendersi subito conto che senza un cambio di marcia concreto non sono solo i nostri giovani quelli che rischiano di pagare il conto più salato di questa situazione, ma tutti noi trovandoci in difetto di quello slancio di idee e di innovazione che tracciano le rotte del futuro sostenibile”. Necessario per l’AD Gian Maria Mossa è quindi “il contributo di tutti e uno sforzo strutturato nella giusta direzione”. È in quest’ottica che anche Banca Generali si sta impegnando portando la tematica del ricambio generazionale tra le priorità più alte del piano di sviluppo. “Lo dobbiamo al nostro Paese ma lo dobbiamo anche a tutti i nostri stakeholder poiché lo scenario che stiamo affrontando necessita di risorse nuove ed approcci diversi”. L’impegno dell’Istituto è nelle diverse iniziative lanciate in questi anni. Tra queste anche il progetto innovativo ‘New Generation’, dedicato interamente ai ragazzi: “Vogliamo creare nuove opportunità e percorsi in cui realizzarsi per i consulenti del domani. La nuova generazione di banker potrà aiutarci ad aumentare la produttività complessiva della nostra rete, fornendo nuovi stimoli ed energie anche ai colleghi più senior, oltre che aiutarci a raggiungere nuovi target di clientela”.

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Il piano del Gruppo FS, Luigi Ferraris: efficienza e modernizzazione delle infrastrutture

Gruppo FS si sta impegnando in una grande sfida: rendere la mobilità più moderna, integrata, resiliente e sostenibile. La strategia del Gruppo ha come obiettivo principale la costruzione di un ecosistema di mobilità sostenibile e logistica integrata, basato su infrastrutture interconnesse e resilienti. L’intervista all’AD Luigi Ferraris.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: il Piano industriale del Gruppo FS, sfide e progetti

Per favorire il trasporto collettivo rispetto a quello privato e promuovere la logistica multimodale, spiega Luigi Ferraris, Gruppo FS sta effettuando investimenti mirati che porteranno a un aumento del 20% della capacità della rete. Un maggior numero di corse e una maggiore frequenza, insieme a un’integrazione sempre più stretta con i mezzi su gomma, contribuiranno ad aumentare del 30% il numero di passeggeri su treni e autobus. Ma non è tutto: tra gli obiettivi da raggiungere vi è anche la necessità di raddoppiare la quota di merci trasportate su rotaia. Inoltre, vi è l’importante fine di ridurre la distanza tra il Nord e il Sud del Paese e di contribuire alla transizione ecologica, puntando a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040, ovvero dieci anni prima dell’obiettivo stabilito dall’Europa. Il Piano industriale decennale del Gruppo FS, continua Luigi Ferraris, include un totale di investimenti pari a 190 miliardi di euro, che si basa sui fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), di cui Gruppo FS è un attuatore chiave con un finanziamento di 25,5 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di rendere le infrastrutture di mobilità del nostro Paese sempre più moderne, interconnesse e resilienti.

Luigi Ferraris: sinergie e poli di business, la creazione di un sistema integrato

Gruppo FS ha inoltre comunicato l’impegno per valorizzare le potenzialità delle controllate e sfruttare le varie sinergie attraverso la creazione di quattro nuovi poli di business (Infrastrutture, Passeggeri, Logistica e Urbano). Da qui, sottolinea Luigi Ferraris, nasce un ruolo di indirizzo, coordinamento, controllo strategico e finanziario sulle capogruppo di settore. Tutto ruota intorno alla parola sinergia, non solo tra le società che appartengono allo stesso polo ma anche tra i poli stessi. Il Polo Infrastrutture è guidato da RFI e include anche Anas, Italferr e la parte infrastrutturale di Ferrovie del Sud Est. Avrà un ruolo fondamentale nella realizzazione di opere stradali e ferroviarie accessibili, integrate e interconnesse. Dall’altro lato c’è poi il Polo Passeggeri, la cui capogruppo è Trenitalia che, collaborando con Busitalia e Ferrovie del Sud Est, sviluppa soluzioni di mobilità sempre più integrate tra il trasporto ferroviario e su gomma. Mercitalia Logistics è invece la capogruppo del Polo Logistica e coordina sette società operative a livello nazionale e internazionale: l’obiettivo è aumentare del 100% la percentuale di traffico merci su rotaia, adottando un approccio sistemico che includa la collaborazione con gli autotrasportatori per quanto riguarda i collegamenti con porti, aeroporti e centri logistici. La responsabilità del Polo Urbano, ricorda ancora Luigi Ferraris, consiste infine nella gestione e riqualificazione del vasto patrimonio immobiliare fondiario del Gruppo, nella promozione dell’integrazione modale nelle zone urbane, garantendo al contempo una logistica efficiente per le fasi iniziali e finali della catena di approvvigionamento.

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Destinati a direzioni diverse- Il nuovo libro di Mazzolini

“Destinati a direzioni diverse. Un giorno cambieremo forma, cesseremo di esistere. Di noi resteranno ricordi, pensieri nello sguardo di chi ci ha conosciuto, ombre sul muro destinate a scomparire. Che ne sarà dei sogni, dove andranno i desideri? Forse la voglia di infinito che scuote la nostra imperfezione non è soltanto l’estensione di una coscienza evoluta, ma è carne e sangue da incontrare, è meta ultima di un desiderio.”

Dopo un periodo di silenzio, Guido Mazzolini torna a proporre un nuovo testo. I lettori, abituati ai romanzi e alle poesie dello scrittore cremonese, si troveranno questa volta a fare i conti con un testo diverso e unico nel suo genere. Il titolo è esplicito: Destinati a direzioni diverse, e in questi percorsi differenti si rappresentano sentimenti, azioni, parole, meditazioni quotidiane condivise per riflettere sulle tematiche fondamentali dell’uomo. Ciascun argomento occupa poche pagine ed è sublimato in frasi forti, da leggere senza fretta, per non perdere le ombre più nascoste del loro significato. Un testo che ha bisogno di consapevolezza, perché può succedere che l’opinione dell’autore possa risultare così inedita da lasciare spiazzati. Gli argomenti sono suddivisi in sei categorie: Di stelle e di vita, di fuoco e di cuore, di uomini e sogni, di morte d’amore, di vento e di foglie, di terra e di carne. “Certe parole sono incatenate in un gioco d’incastri senza fine. Una sull’altra, ammassate, e crescono torri splendenti, dal basso verso l’alto, dall’animale all’angelo, dal meschino al sublime…” Nell’introduzione l’autore riporta al centro la parola, affidandole un compito profetico e divinatorio, indicando la funzione di scoperta insita nel testo, che probabilmente andrebbe letto ignorando l’ordine dei capitoli, ma affrontando un tema alla volta, in ordine sparso.  

La fiducia nella capacità dell’uomo di redimersi rende il testo lontano da logiche religiose o di fede, anche se il riferimento all’ascesi e sempre ben presente in ogni pagina. “Ma siamo altro, luce e desiderio, speranza e destino, grandi passioni e meschine piccolezze. Uomini e donne capaci di tutto, anche di un amore in grado di accogliere le scelte sbagliate, la delusione e il lutto. Un amore che guarda oltre l’apparenza delle cose, con occhi e cuore aperti.” In fondo è questo il significato della letteratura, scoprire l’essenza più intima dell’uomo ed elevarlo al cielo.

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Cristina Scocchia, Legion d’Onore e nuove sfide per l’AD di Illycaffè

Cristina Scocchia è la manager alla guida di Illycaffè: l’azienda è cresciuta oltre le aspettative e ora punta ad accelerare sui mercati esteri.  

Cristina Scocchia

Illycaffè, i primi risultati dell’era Cristina Scocchia: crescita in doppia cifra e obiettivi confermati

L’esperienza in Procter&Gamble, la nomina come AD di L’Oreal Italia e i numerosi traguardi raggiunti alla guida di KIKO Milano. Poi, da gennaio 2022, l’ingresso in Illycaffè. Nonostante il cambio di settore e le nuove sfide che ha comportato, Cristina Scocchia continua a confermarsi tra le top manager italiane. Lo scorso anno l’azienda triestina, in un contesto caratterizzato da rincaro di energia e materie prime, ha chiuso il bilancio con ricavi consolidati pari a 567,7 milioni (+13,6% rispetto al 2021) e un utile netto di 14,2 milioni (+18,9%). Una crescita a doppia cifra confermata anche dai risultati del primo trimestre di quest’anno, con Illycaffè che ha registrato un ulteriore aumento dei ricavi consolidati (13,2%) e in generale un andamento positivo per tutti gli indicatori economici. Confermati investimenti e obiettivi per il 2026, con il Piano che prevede l’ampliamento della fabbrica di Trieste, il rafforzamento dell’IT e l’espansione sui mercati esteri, in particolare negli Stati Uniti.

Cristina Scocchia: efficientamento, innovazione e formazione i pilastri della strategia

La strategia portata avanti da Cristina Scocchia si basa da sempre su innovazione, digitalizzazione e valorizzazione delle persone. È così che durante i suoi mandati come AD, la manager ha portato L’Oreal Italia fuori dalla crisi e guidato la crescita organica di KIKO Milano. A testimoniare il contributo apportato anche i numerosi riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera, tra cui il titolo di “Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur” da parte dell’ambasciatore francese Christian Masset. Più di recente Cristina Scocchia è stata premiata come “Marketer of the Year 2022” dalla Società italiana marketing (Sim) proprio per le strategie innovative e i valori espressi in ambito sociale oltre che economico. Anche il Piano ideato per Illycaffè punta tra le altre cose a sviluppare il canale e-commerce e ad aumentare la sicurezza informatica, oltre che a potenziare la formazione dei dipendenti attraverso l’Università del Caffè, il Centro d’eccellenza di Trieste nato nel 1999 e che oggi conta 26 sedi fuori dall’Italia.

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Un corso per conoscere il nuovo regolamento macchine

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Un corso per conoscere il nuovo regolamento macchine

 

Due ore in videoconferenza per conoscere gli aspetti più rilevanti del nuovo Regolamento macchine 2023/1230: componenti di sicurezza, intelligenza artificiale, manuale di sicurezza, importatore e distributore, …

 

Nel mondo del lavoro l’utilizzo delle macchine continua a provocare un numero altissimo di infortuni, anche gravi e mortali, e per migliorare la prevenzione degli infortuni è necessario, oltre ad effettuare una corretta installazione e manutenzione, integrare la sicurezza nella loro progettazione e costruzione.

 

Per favorire questa integrazione e fornire indicazioni chiare e omogenee sui requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute e sulle procedure di valutazione della conformità, è stato emanato, e pubblicato il 29 giugno 2023 sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il nuovo Regolamento (UE) 2023/1230 del Parlamento e del Consiglio del 14 giugno 2023 relativo alle macchine e che abroga la direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 73/361/CEE del Consiglio.

 

Il nuovo Regolamento entrerà in vigore il 19 luglio 2023, ma, a parte alcuni articoli, si applicherà dal 14 gennaio 2027 e, solo da quest’ultima data, sarà abrogata la precedente direttiva macchine (direttiva 2006/42/CE).

 

Esistono percorsi formativi per cominciare a conoscere gli aspetti rilevanti del nuovo regolamento macchine? Cosa indica il regolamento sui manuali di istruzione, sui nuovi componenti di sicurezza o sulle nuove tecnologie?

 

Il nuovo corso in videoconferenza sul regolamento macchine

Proprio per favorire la conoscenza della nuova normativa europea, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 18 e 19 luglio 2023 due edizioni di un corso in videoconferenza di 2 ore dal titolo “Il nuovo Regolamento macchine 2023/1230”.

 

Ricordiamo che il provvedimento europea ha l’obiettivo di stabilire i requisiti di sicurezza e di tutela della salute per la progettazione e la costruzione di macchine, prodotti correlati e quasi-macchine al fine di consentire la loro messa a disposizione sul mercato o la loro messa in servizio, garantendo al contempo un livello elevato di tutela della salute e di sicurezza delle persone, in particolare dei consumatori e degli utilizzatori professionali.

 

Il docente del corso è Claudio Delaini, ingegnere specializzato nella sicurezza dei macchinari

 

Dalla direttiva al regolamento e l’attenzione alle nuove tecnologie

Se nell’Unione europea una direttiva è un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che i paesi membri dell’Unione europea (UE) devono realizzare e ciascun paese può decidere come procedere, il Regolamento è, invece, un atto legislativo vincolante e deve essere applicato in tutti i suoi elementi nell’intera Unione europea.

 

Sicuramente una delle novità del Regolamento 2023/1230 riguarda l’attenzione allo sviluppo tecnologico delle macchine e ai possibili rischi che si insidiano nelle tecnologie digitali, ad esempio in relazione all’applicazione dell’Intelligenza artificiale, e all’impatto che queste tecnologie possono avere sulla sicurezza delle persone.

 

Il nuovo Regolamento estende poi il concetto di macchina anche al prodotto non ancora dotato di software.

In particolare, il software deve essere previsto dal fabbricante e soggetto alla procedura di valutazione della conformità. Inoltre, il software con funzioni di sicurezza, se realizzato separatamente, potrebbe essere dichiarato a parte come componente di sicurezza.

 

Tra le altre novità presenti nel Regolamento 2023/1230 fanno la loro comparsa le figure dell’importatore e del distributore, per i quali sono previsti oneri specifici.

 

I contenuti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso di 2 ore “Il nuovo Regolamento macchine 2023/1230” si svolgerà, dunque, in due edizioni il 18 luglio 2023 e il 19 luglio 2023, dalle 14.00 alle 16.00, in videoconferenza.

 

Durante il corso verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • la trasformazione da Direttiva a Regolamento
  • l’entrata in vigore
  • principali novità
  • le figure dell’importatore e del distributore
  • i nuovi componenti di sicurezza
  • l’intelligenza artificiale
  • manuale di istruzioni in digitale

 

La partecipazione al corso vale come 2 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, per Coordinatori alla sicurezza, per formatori qualificati prima area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/il-nuovo-regolamento-macchine-2023-1230

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected] –  [email protected]

 

 

06 luglio 2023

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Gruppo FS, l’AD Luigi Ferraris: “Pronti a investire fino a 90 miliardi in Calabria e Sicilia”

Luigi Ferraris a Messina per il convegno FIT-CISL “Il Ponte sullo Stretto”. L’AD del Gruppo FS ha evidenziato l’importanza dell’opera ricordando gli investimenti già programmati nelle due regioni.

Luigi Ferraris

Convegno FIT-CISL: l’intervento di Luigi Ferraris

Si è tenuta lo scorso 6 giugno a Messina “Il Ponte sullo Stretto: Infrastrutture e Trasporti per unire l’Italia”, iniziativa organizzata dalle Federazioni FILCA e FIT e dalla CISL. Tra i relatori dell’evento Luigi Ferraris, Amministratore Delegato del Gruppo FS, che ha colto l’occasione per illustrare il piano di investimenti previsto per la Calabria e la Sicilia nei prossimi dieci anni e gli interventi già in corso. Gruppo FS è pronto a investire fino a 90 miliardi di euro per “potenziare una rete che porterà benefici all’Italia e all’Europa”, ha dichiarato Luigi Ferraris ricordando che il Ponte sullo Stretto sarà un’opera centrale per il progetto del Corridoio Scandinavia-Mediterraneo delle merci e per la Rete Transeuropea di Trasporto TEN-T. Senza dimenticare i benefici delle connessioni con i porti, come ad esempio quello di Gioia Tauro in Calabria, che consentirebbero di aumentare l’intermodalità della rete e far arrivare le merci in Europa in 10-12 ore.

Luigi Ferraris: gli investimenti del Gruppo FS in Calabria e Sicilia

Nel suo ruolo naturale di hub del Mediterraneo, l’Italia è quindi destinata a giocare un ruolo fondamentale nella logistica europea. Gruppo FS è pronto a rafforzare il suo ruolo di operatore di sistema, ha ribadito Luigi Ferraris. A confermarlo gli ingenti investimenti messi sul piatto. Da qui al 2030 investirà in Calabria circa 49 miliardi, di cui 35 miliardi con Rete Ferroviaria Italiana e 14 miliardi con ANAS, nella realizzazione di nuove opere e nella manutenzione programmata. Con le stesse finalità RFI investirà in Sicilia circa 21 miliardi, mentre Anas oltre 14. Al momento Gruppo FS è già impegnato con il progetto del potenziamento della linea veloce Palermo-Catania-Messina, con i cantieri che verranno avviati entro la fine del 2023. Per ottenere i benefici di un’opera strategica come il Ponte sullo Stretto, ha concluso Luigi Ferraris, l’Italia e in particolare il Mezzogiorno dovranno dotarsi di infrastrutture sempre più moderne (oggi l’età media è 60-70 anni). Tra le soluzioni suggerite dall’AD la pianificazione dei progetti a vita intera, il superamento della logica dei lotti e l’attrattività verso gli investitori privati non speculativi.

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Luca Dal Fabbro: Iren, la multiutility che punta su sostenibilità e territorio

Iren, una multiutility inclusiva e attenta al futuro. A raccontarne la visione il Presidente Luca Dal Fabbro durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile targato Asvis.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: “Iren, un’azienda del territorio al servizio della sostenibilità”

Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha partecipato alla tappa torinese del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzata da Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. In un’intervista rilasciata a margine dell’evento, tenutosi nell’ambito del Salone del Libro, il manager ha illustrato la visione e la mission di Iren, una delle principali multiutility italiane che operano nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle reti. “Iren crede molto nella cultura e nella diffusione di valori positivi, valori della sostenibilità, valori della coesione sociale. Siamo un’azienda del territorio, investiamo nel territorio e investiamo nella costruzione di impianti e di attività che rigenerano, dal rifiuto, all’energia da cogenerazione solare rinnovabile, al recupero, il che ci rende una realtà estremamente in sintonia con il futuro verso il quale si sta dirigendo la società. Che deve e dovrà essere – ha sottolineato Luca Dal Fabbro – una società inclusiva e volta alla sostenibilità”.

Luca Dal Fabbro: Iren e il Salone del Libro, un binomio vincente per promuovere la sostenibilità

Il Presidente ha spiegato anche le ragioni della presenza di Iren al Festival: “Siamo qui al Salone perché vogliamo diffondere valori di sostenibilità – ha dichiarato Luca Dal Fabbroe come Iren investiamo molte risorse in questo senso. Perché il nostro ruolo non è solo il profitto ma è anche il poter essere vicino ai territori con un’industria buona e attività rigenerative. Ci crediamo così tanto che abbiamo anche una Business Unit, Eduiren, che disegna insieme ai nostri ingegneri le attività del futuro per comunicarle meglio e per diffondere verso i giovani i valori della sostenibilità, dell’inclusione e dell’attenzione al territorio. Oggi sono valori importanti, domani lo saranno ancora di più e noi come Iren ci crediamo molto”, ha concluso Luca Dal Fabbro.

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