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CANTON: LENTAMENTE è il quarto singolo estratto dal progetto “Uno su tre”

Arriva in radio il tassello più complesso e completo della raccolta “in divenire” della band icona degli anni ’80. ***** «Felici delle quasi 3.000.000 di visualizzazioni Youtube e delle top ten conquistate nelle classifiche indie dai suoi predecessori “Ancora estate”, “Voglia di te” e “Sono solo”, siamo pronti a presentare forse il pezzo più complesso e completo di quelli finora pubblicati». Canton “Lentamente” è un brano ritmato ma che allo stesso tempo si appoggia su un sound dai tempi dilatati. Leit motiv è sicuramente il concetto passione, quella stessa passione che lentamente, ma inesorabilmente, si impossessa dell’essere umano. Passione descritta in tutti i suoi aspetti, positivi e negativi: «L’amore, si sa, ci fa estasiare e soffrire, godere e piangere, ma senza quel pizzico di sofferenza non ci sentiremmo vivi ed è un prezzo che siamo ben disposti a pagare perché la nostra vita acquisisca un senso puro e concreto». Canton
 
Etichetta: CUORINFIAMME   BIO I CANTON sono presenti nella colonna sonora degli italiani sin da quel 1984 che li ha visti sul palco del Festival di Sanremo con il 4° posto di “Sonnambulismo”: Un grandissimo risultato in un periodo in cui le canzoni di Sanremo monopolizzavano l’airplay radiofonico e i jukebox per tutto l’anno. Dopo “Sonnambulismo” è stata la volta di “Please don’t stay”, pubblicata in tutta Europa. Con questo pezzo i ragazzi partecipano al Festivalbar ’85. Grazie a “Please don’t Stay il gruppo conosce Pete Waterman, produttore di Dead or Alive, BananaramaRick AstleyDonna Summer, Kylie Minugue, Elton John e moltissimi altri artisti internazionali del gotha e del pop elettronico del tempo. Con lui incisero “Stay With Me”, distribuita in Europa e Nord America. Poi l’interruzione forzata del 1986 (l’etichetta cessa le produzioni, lasciandoli vincolati a un contratto pluriennale), i progetti collaterali e infine il ‘letargo’… Ma ogni letargo finisce con un risveglio. E così nel 2010 i CANTON si ‘stiracchiano’ con un omaggio al loro primo successo, “Sonnambulismo 2010”: e subito viene ristabilito il contatto fra la band e il pubblico che non li aveva scordati. Il futuro per i Canton ha il titolo di “Ci saremo”, un album di debutto atteso da tanti anni che riporta la musica del trio al presente, senza rimpianti e con ottimismo. I sei singoli estratti da “Ci saremo” sono tutti entrati nelle classifiche di airplay di musica indipendente, e i relativi videoclip hanno superato il milione e mezzo di visualizzazioni online. Nel 2018 è la volta di un nuovo progetto: il secondo album “1/3 – Uno su tre”, che prevede la pubblicazione un singolo ogni tre mesi. Il disco ha già visto l’uscita di due singoli i cui riscontri insegnano che, a questi eterni ragazzi del poprock, non sono mai venuti a mancare quella passione, quel coraggio e quella determinazione che sono alla base del fare musica e del saper creare un reale rapporto col pubblico. I primi due singoli lanciati sono stati “Ancora Estate” (con oltre 880.000 visualizzazioni, 25° posizione nella IndieMusicLike, ma soprattutto 1° posizione nella Classifica Emergenti), e “Voglia di te” (quasi 1.300.000 visualizzazioni, ancora una 1° posizione nella Classifica Indipendenti Emergenti e la 19° nella Classifica Indipendenti generale). Successivamente viene pubblicato il terzo tassello “Sono solo”, anch’esso scalatore di classifiche e vincitore di visualizzazioni su Youtube (il video ha superato le 530.000 visualizzazioni). Ora è il turno di “Lentamente”. “Era un rischio, ma se non avessimo provato non avremmo mai saputo cosa saremmo stati ancora in grado di fare. Abbiamo ricominciato umilmente dalla gavetta, a rifare la trafila della promozione, a scrivere. E la magia si è ricreata subito, le canzoni sono nate tutte in maniera molto naturale, nulla di forzato. Non è un’operazione nostalgica, non ci piace guardare indietro. Siamo semplicemente noi, i Canton nel presente”. Canton     Contatti Sito Web www.canton-music.com Facebook Facebook.com/officialcanton Canale YouTube www.youtube.com/cantonofficial Instagram canton_official E-mail [email protected]
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Studio Legale Malinconico: l’esperienza professionale del fondatore Carlo Malinconico

Avvocato, giudice e professore, Carlo Malinconico è titolare dello Studio Legale fondato di sua iniziativa nel 2003. Le materie di cui si occupa lo Studio Legale Malinconico spaziano dalla realizzazione di opere pubbliche e infrastrutture, agli appalti di servizi e forniture, alle materie di competenza delle autorità amministrative indipendenti, alla responsabilità contabile, a tutti i campi del diritto amministrativo.

Carlo Malinconico

Carlo Malinconico: le attività dello Studio Legale

Lo Studio Legale Malinconico nasce dall’iniziativa del giurista e funzionario italiano Carlo Malinconico: dalla comprovata esperienza come Avvocato dello Stato e Consigliere di Stato per concorso pubblico, passa poi all’Accademia e fonda lo Studio nel 2003. L’attività si estende a tutti i campi del diritto amministrativo, dagli appalti, ai servizi pubblici, all’ambiente, all’urbanistica, alla responsabilità per danno erariale, del diritto civile dei contratti e dei danni, del diritto penale amministrativo e del diritto dell’Unione Europea. Lo Studio Legale Malinconico si occupa nello specifico delle discipline riguardanti l’assetto del territorio e delle risorse naturali, la realizzazione di opere pubbliche e infrastrutture, accordi di programma, procedure espropriative, conferenze di servizi, contratti d’appalto, concessioni e altro. Lo Studio di cui è titolare Carlo Malinconico si interessa, inoltre, di diritto pubblico dell’economia, del rapporto di servizio con le amministrazioni pubbliche e di reati contro la pubblica amministrazione. Lo Studio è in grado di fornire consulenza in queste materie sia consulenza sia difesa in giudizio davanti a tutti i giudici nazionali e, in particolare, al Tar, al Consiglio di Stato, alla Corte di cassazione, alla Corte costituzionale, alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Nel 2018 lo Studio Legale Malinconico si è aggiudicato il prestigioso Premio Le Fonti come Avvocato dell’anno nel diritto amministrativo.

La carriera dell’avvocato Carlo Malinconico

Carlo Malinconico è originario di Roma. Avvocato, giudice e professore, ha alle spalle quarant’anni di carriera. Consegue la Laurea a pieni voti in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, presentando una tesi in diritto penale, sulla responsabilità del direttore del periodico per reati commessi a mezzo della stampa. Dopo aver concluso il servizio militare, supera l’esame di abilitazione a procuratore legale e vince i concorsi pubblici in magistratura e a procuratore dello Stato, venendo così assegnato all’Avvocatura dello Stato di Milano. Svolge questo ruolo per nove anni, dal 1976 al 1985. Carlo Malinconico ha rappresentato lo Stato anche come parte civile in processi delicati come quello per l’assassinio del giornalista Walter Tobagi. Nel 1984 arriva primo in graduatoria nel concorso pubblico per diventare consigliere di Stato, carica che ricopre dal 1985 al 2002. Passa poi all’Accademia, in qualità di docente presso la SEEF (scuola superiore dell’economia e delle finanze), l’Università degli Studi di Udine e l’Università di Roma Tor Vergata. Nel 2003 fonda lo Studio Legale. Oggi è Avvocato abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, Presidente di Sezione On. del Consiglio di Stato e professore ordinario di diritto dell’Unione Europea.

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Pompe Sommerse prezzi marche e caratteristiche

Pompe sommerse:cosa sono

Le pompe sommerse sono pompe idrauliche, generalmente alimentate elettricamente, quindi elettropompe, usate per trasportare fluidi da una parte all’altra. Innanzitutto occorre distinguere tra le elettropompe sommergibili e le pompe sommerse.  Quando si usa il termine “pompa sommersa”, si intende il corpo pompa, ossia esclusivamente la parte idraulica della pompa. Le pompe sommergibili invece sono le pompe a blocco unico, con corpo e motore.

Pompe Sommerse per acque nere, reflue e chiare

Le pompe sommerse sono utilizzate per movimentare acqua dai pozzi. In questo caso si distingue tra le pompe sommerse per acque nere e per acque chiare. Per i pozzi neri si parlerà di pompe sommerse per acque nere. Le pompe sommerse per pozzi per acque chiare sono invece utilizzare per i pozzi artesiani.
Anche nel caso dei pozzi artesiani si avrà bisogno, perciò, di una pompa sommersa per acque chiare.

Pompa sommersa per pozzi: marche migliori e prezzi.

Quando si deve acquistare una pompa sommersa non ci si può far guidare dal principio del “risparmio a tutti i costi. Occorre trovare la pompa sommersa che fa per voi, quella adatta alle vostre esigenze
Si tratta di un pozzo nero o di un pozzo artesiano? A che altezza dove essere pompata l’acqua? Quindi: che prevalenza deve avere la mia pompa sommersa? Di che pompa ho bisogno per svuotare il pozzetto?
E se vi state chiedendo: Qual’è il prezzo giusto per una pompa sommersa? La risposta è: quello della pompa migliore più adatta al vostro caso. Ci sono molte marche italiane di forniture idrauliche con saperi ormai consolidati e una qualità eccellente di fabbricazione.

Marche di pompe sommerse

Le marche leader nella produzione di pompe sommerse sono:

Lowara:efficienza, qualità e tecnologia.ottimo rapporto qualità/ prezzo. I modelli più diffusi corpi pompa lowara per pozzi sono: l’ 8GS40 , 4GS03, 8GS11/B, 8GS15/B, 8GS30

Caprari: sapere storico e innovazione dei materiali. Le pompe sommerse per pozzi Caprari più vendute sono le E4XP.

Pedrollo: Leader nella produzione di pompe sommergibili e pompe sommerse per acque chiare.

Dove trovare pompe sommerse on line:

Irrifarma, azienda italiana con più di trent’anni di esperienza nel settore delle forniture idrauliche propone una selezione di pompe sommerse Caprari, Pedrollo e Lowara.

Clicca Qui  per vedere il catalogo, offerte e prezzi

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Come prevenire e gestire il rischio terrorismo

Comunicato Stampa

Come prevenire e gestire il rischio terrorismo

Un corso a Brescia il 9 maggio 2019 per integrare le conoscenze degli operatori con elementi di prevenzione e protezione dal rischio di sabotaggio e attacchi di matrice terroristica.

Negli ultimi anni, come conseguenza dei tanti eventi terroristici avvenuti in vari paesi del mondo, anche all’interno di contesti lavorativi, il terrorismo è diventato una delle maggiori preoccupazioni non solo della società civile, ma anche del mondo del lavoro.

Ormai gli atti violenti, le minacce, gli attentati e le stragi sono diventati fattori di rischio anche in ambito lavorativo, soprattutto con riferimento a aziende e organizzazioni che si trovino ad operare in scenari critici dal punto di vista socio-politico o comunque in luoghi dove è possibile che i lavoratori siano esposti a minacce di natura criminosa.

E se sono sempre di più gli ambiti lavorativi in cui non è possibile escludere la possibilità di pericoli terroristici e criminosi, è ormai necessario che tutti gli operatori in materia di sicurezza abbiano idonee competenze in relazione ai rischi di matrice terroristica. Competenze che possono essere utili per valutare le minacce e implementare piani e misure per ridurre o gestire i rischi.

 

Esistono corsi sul rischio di matrice terroristica in grado di fornire le necessarie competenze agli operatori?

 

Il corso sul rischio terrorismo

Proprio per rispondere a questa necessità e migliorare la tutela dei lavoratori anche in materia di security, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 9 maggio 2019 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “Rischio terrorismo”.

Il corso ha l’obiettivo di integrare le conoscenze di RSPP, ASPP, formatori e consulenti della sicurezza del lavoro con elementi essenziali di prevenzione e protezione dei lavoratori (e del pubblico) dal rischio di sabotaggio e attacchi di matrice terroristica.

Durante il corso, della durata di 8 ore in presenza, saranno affrontate varie tematiche fornendo elementi utili che ciascun discente potrà sviluppare per l’integrazione del sistema prevenzionistico aziendale.

 

L’importanza di valutare tutti i rischi

L’obbligo di valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con riferimento a quanto indicato nel D.Lgs. 81/2008, riguarda non solo i rischi connessi agli aspetti produttivi, ma anche i rischi correlati a eventuali atti criminosi o eventi terroristici.

In particolare una pronuncia della Commissione per gli Interpelli – l’Interpello n. 11/2016 del 25 ottobre 2016 – ha ribadito che il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi “compresi i potenziali e peculiari rischi ambientali legati alle caratteristiche del Paese in cui la prestazione lavorativa dovrà essere svolta, quali a titolo esemplificativo i cosiddetti ‘rischi generici aggravati’, legati alla situazione geopolitica del Paese (es. guerre civili, attentati, ecc.) e alle condizioni sanitarie del contesto geografico di riferimento non considerati astrattamente, ma che abbiano la ragionevole e concreta possibilità di manifestarsi in correlazione all’attività lavorativa svolta”.

 

Queste indicazioni normative confermano la necessità per gli operatori di avere idonee competenze per poter valutare, negli ambienti di lavoro, anche i rischi di attacchi terroristici.

 

Il programma del corso sul rischio terroristico

Il corso di 8 ore “Rischio terrorismo” si terrà, dunque, a Brescia il 9 maggio 2019 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – ad AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Ricordiamo che durante il corso saranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Breve introduzione sul terrorismo e relativi effetti
  • Da “terrorismo cellulare” a “terrorismo molecolare”
  • Open source Jihad
  • La minaccia terroristica “in occasione di lavoro”
  • Misure di prevenzione, protezione e mitigazione del rischio
  • Valutazione della minaccia endogena: il background check e l’OSINT
  • Terrorismo e responsabilità datoriali alla luce dell’art. 2087 CC
  • Strategie di impresa e politica della sicurezza
  • La valutazione dei rischi
  • Gestione dell’emergenza in caso di attentato
  • La gestione della crisi post evento

 

Il corso è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP di tutti i macrosettori ATECO e 6 ore per Formatori qualificati seconda area tematica.

 

Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/rischi-specifici/rischi-specifici/rischio_terrorismo

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

04 aprile 2019

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Dal revenge porn al cyber stalking: ecco le polizze per tutelarsi

Cyber bullismo, furto e diffusione di dati personali in rete, stalking online, insulti e diffamazione sui Social network, frodi informatiche; i pericoli legati alla vita digitale sono molteplici e non sorprende che le compagnie assicurative stiano mettendo a punto polizze sempre più avanzate per proteggere i privati dai rischi connessi all’uso di Internet, contribuendo a creare un mercato potenziale che, secondo le stime di Facile.it, in Italia potrebbe valere più di 100 milioni di euro l’anno.

«In Italia le polizze contro i cyber risk vengono generalmente proposte come garanzie accessorie all’interno di pacchetti assicurativi legati alla casa con un costo che varia mediamente tra i 24 e i 40 euro l’anno», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile new business di Facile.it. «Si tratta di coperture ancora poco diffuse nel nostro Paese ma che potrebbero crescere significativamente nei prossimi anni, non solo in virtù di una maggiore consapevolezza dei rischi legati al web, ma anche perché alcune compagnie stanno iniziando a proporre queste assicurazioni come prodotti indipendenti e non più connessi all’abitazione».

Un recente studio internazionale* ha evidenziato come, entro il 2025, il valore del mercato globale delle assicurazioni personali contro i cyber risk potrebbe addirittura superare i 3 miliardi di euro; dati che non devono sorprendere se si considera che le vittime del cyber crimine, solo in Italia e solo nel 2017, sono state 16 milioni**. Ma cosa coprono e come funzionano queste polizze?

  • Cyber bullismo, Online Stalking e Revenge porn…ma con dei limiti

Nei casi in cui l’intestatario della polizza, o uno dei membri della sua famiglia, sia vittima di cyber bullismo, diffusione illecita di materiale personale, diffamazione o minacce online, l’assicurazione interviene assistendo il cliente nei processi in sede civile e penale o in via stragiudiziale al fine di ottenere la rimozione dei contenuti lesivi pubblicati e per richiedere l’eventuale risarcimento danni.

Se l’azione intrapresa non porta a risultati concreti in tempi rapidi, alcune compagnie supportano l’assicurato con un team di esperti che si attiverà per inondare la rete con nuovi contenuti volti a disperdere e minimizzare la visibilità dei materiali lesivi pubblicati, mettendo in atto il cosiddetto flooding.

Alcune polizze contemplano anche la tutela in caso di cyber stalking; attenzione però perché può capitare che queste coperture siano valide solo se a commettere l’illecito è una persona esterna al nucleo familiare; se invece lo stalker o il cyber criminale è un membro stretto della famiglia, ma anche un ex marito o un ex fidanzato, allora la polizza potrebbe non intervenire.

Oltre alla copertura delle spese legali alcune polizze offrono anche un supporto di natura medica, andando a sostenere, nei limiti del massimale, le eventuali spese per cure psicologiche laddove la vittima manifesti disturbo post traumatico da stress.

  • Leoni da tastiera, haters e utenti irresponsabili non sono tutelati

È bene precisare che anche se la polizza è attiva, prevenzione, responsabilità e buon senso restano elementi imprescindibili – non solo per ridurre al minimo i rischi informatici – ma anche ai fini della validità stessa della copertura assicurativa. Le polizze cyber risk tutelano solo le vittime di azioni illecite online; se è l’assicurato a commettere un atto doloso, la copertura non è valida.

Attenzione però perché non serve necessariamente un’azione dolosa per perdere la copertura: la polizza potrebbe non essere valida anche se la controversia nasce da materiali o informazioni diffusi online volontariamente dall’assicurato stesso. In casi di vittime minorenni, inoltre, l’assicurazione potrebbe non essere valida se la compagnia dovesse ravvisare una negligenza da parte dei genitori.

  • Attenzione al VIP

Nella maggioranza dei casi, le polizze per i rischi del web non tutelano se le controversie in atto sono con personaggi pubblici o del mondo dello spettacolo. Se questo vuol dire che i personaggi famosi devono tutelarsi in maniera diversa, bisogna anche che aspiranti troll, leoni da tastiera ed haters facciano attenzione, perché, nel caso in cui si scaglino contro il VIP di turno con eccessiva acrimonia o veemenza, saranno loro e non la compagnia a dover far fronte ai costi di eventuali azioni legali intentategli dal personaggio famoso.

  • Dal Phishing al Dark web

Le polizze Cyber risk spesso offrono strumenti sviluppati per prevenire e ridurre al minimo i rischi online; si tratta di programmi specifici che proteggono l’assicurato, ad esempio, da virus e malware, da attacchi informatici da parte di hacker, dal phishing e dall’intercettazione dei tasti premuti sulla tastiera, tecnica spesso utilizzata dai male intenzionati che vogliono rubare le credenziali di accesso ai siti. Alcune compagnie assicurative si spingono oltre e, attraverso l’uso di programmi estremamente sofisticati, analizzano il web, e in particolar modo il dark web, con l’obiettivo di individuare eventuali usi fraudolenti dei dati personali dell’assicurato, avvisandolo in caso di possibili situazioni a rischio.

  • In caso di perdita di dati

Fotografie, video, documenti e altri contenuti digitali personali; i device sono diventati oggi veri e propri archivi dove conserviamo gran parte della nostra vita privata. File di grandissimo valore la cui perdita creerebbe un danno, materiale ed affettivo, inestimabile. In casi come questo l’assicurazione Cyber risk potrebbe essere una soluzione concreta per evitare di spendere molti soldi o, peggio, gettare al vento anni di ricordi; le compagnie mettono a disposizione dell’assicurato software specifici per il recupero dei dati persi e, qualora non sufficienti, coprono i costi di riparazione presso un centro specializzato. Le polizze, invece, non tutelano l’assicurato se nel device sono stati volontariamente installati software pirata che hanno causato il danno.

  • Protezione sugli acquisti online

Uno dei rischi più frequenti in rete è legato agli acquisti online; in questo caso la polizza Cyber risk offre un supporto nella risoluzione di controversie relative a inadempienze contrattuali. Attenzione però alla lista di beni che non sono coperti, perché in alcuni casi è molto lunga: tra le categorie di prodotti normalmente esclusi ci sono, tra gli altri, oggetti preziosi, oggetti intangibili con valore monetario (ad esempio azioni, obbligazioni o titoli) e prodotti digitali scaricati online. Sono escluse, anche, le controversie legate ad aste online e all’acquisto online di prodotti usati.

È bene considerare, infine, che in alcuni casi la polizza è valida solo se il valore dell’oggetto acquistato è superiore ad un certo importo, normalmente tra i 200 e i 400 euro.

* Swiss Re, White paper “Personal cyber insurance: Protecting our digital lives” (2019).

** Norton Cyber Security Insights Report 2018.

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Accademia Life: il profilo di Rinaldo Ceccano

Nato nel 1970, Rinaldo Ceccano è il Direttore Generale di Accademia Life S.r.l. Conseguita la laurea in Economia, si specializza nella Gestione delle Risorse Umane attraverso corsi post-laurea. Tra le altre attività, è impegnato nel ruolo di Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Academy World Sailing ed è attivo anche in ambito vinicolo in qualità di Direttore dell’area Marketing dell’azienda Pienza.

Rinaldo Ceccano

Rinaldo Ceccano: formazione e prime esperienze professionali

Rinaldo Ceccano nasce a Latina nel 1970. Dopo aver conseguito la laurea in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, consolida le proprie conoscenze attraverso diversi corsi post laurea, tra i quali spiccano il Master in Management Integrato delle Risorse Umane presso l’Università Roma Tre, Facoltà di Scienze dell’Educazione, e il corso di Tecnico di Internazionalizzazione delle Imprese Agricole. Inizia il suo percorso professionale presso Monte dei Paschi di Siena e CRS S.p.A., occupandosi della Gestione delle Risorse Umane. In seguito, matura diverse esperienze nel settore della formazione, in società quali Casa Azzurra, World Future Service e Consorzio Life. Attualmente, oltre alla direzione di Accademia Life, Rinaldo Ceccano è impegnato come Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Academy World Sailing e come Direttore Generale dell’area Marketing dell’Azienda Agricola Pienza.

Accademia Life: la società diretta da Rinaldo Ceccano

Rinaldo Ceccano è l’attuale Direttore di Accademia Life S.r.l, società attiva nel settore della formazione. Viene costituita il 21 marzo 2016 attraverso la fusione di molteplici esperienze aziendali e personali, operanti nell’ambito della formazione professionale e dell’orientamento al lavoro, ereditandone il solido patrimonio di competenze, quali Consorzio Life, ItaliaAccademia, World Future Service S.r.l. e Fantasie Formazione. Tale fusione è stata ideata e portata avanti dallo stesso Rinaldo Ceccano, già collaboratore delle società interessate, al fine di creare un unico top player in grado di competere con tutti sul territorio della Regione Lazio. Accademia Life S.r.l. si impegna quotidianamente nella progettazione di interventi innovativi mirati a sviluppare le abilità e le competenze dei propri clienti in ambito formativo.

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I consigli di Serenissima Ristorazione per un consumo idrico intelligente

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Serenissima Ristorazione rinnova il suo impegno per sensibilizzare e informare in merito ai temi legati alla sostenibilità: sulle tovagliette illustrative distribuite presso il "Caffè Muse" tanti suggerimenti utili a ridurre gli sprechi.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione per un consumo responsabile dell’acqua

Il 22 marzo si festeggia l’annuale "World Water Day", la Giornata Mondiale dell’Acqua: istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, si pone come un momento di importante riflessione e dialogo tra gli Stati facenti parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sui problemi legati all’accesso all’acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici. Tra gli obiettivi del "World Water Day" rientra la promozione di attività concrete per preservare questo elemento primario, fonte di vita e di benessere. Anche Serenissima Ristorazione si impegna a sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulle questioni legate all’acqua nella nostra era, con un occhio di riguardo per la riduzione degli sprechi: la scarsità di acqua a livello globale è una delle più pericolose minacce silenziose, per questo la realtà guidata da Mario Putin non può esimersi dall’agire. L’attenzione per l’ambiente e la sostenibilità sono tra i valori aggiunti dell’azienda, che ha avviato nei propri centri una politica finalizzata al risparmio dell’acqua. Serenissima Ristorazione si impegna inoltre a trasmettere questo messaggio di vitale importanza ai consumatori attraverso la tovaglietta distribuita presso il "Caffè Muse" di Trento.

Serenissima Ristorazione: i contenuti della tovaglietta illustrativa

Serenissima Ristorazione utilizza nei propri centri cottura una serie di accorgimenti utili alla riduzione dello spreco di acqua: l’azienda vicentina sfrutta rubinetti dotati di riduttori di flusso idrico, che consentono di razionalizzare i consumi grazie al flusso controllato totalmente dall’erogatore. Le più comuni attività quotidiane comportano infatti un notevole spreco d’acqua: tra queste rientra anche il lavaggio delle stoviglie. Per questo la realtà guidata da Mario Putin si è premunita di attrezzature per il lavaggio che ottimizzano il consumo. La tovaglietta illustrativa distribuita presso il "Caffè Muse", situato all’interno del Museo delle Scienze di Trento, è un’ottima iniziativa per coinvolgere i consumatori e suggerire utili accorgimenti per vivere mantenendo un approccio sostenibile. La tovaglietta propone l’utilizzo di riduttori di flusso idrico e incentiva a richiedere acqua di rete microfiltrata, che non comporta trasporti inquinanti e non produce rifiuti da imballaggio. Per dare il buon esempio, Serenissima Ristorazione sottolinea che nei menù non sono utilizzati alimenti e bevande di lontana provenienza, inoltre c’è la possibilità di portare a casa cibo e bevande avanzate per contribuire a ridurre lo spreco alimentare. Sulla tovaglietta illustrativa infine è consigliato l’utilizzo di prodotti per le pulizie alla spina ed ecologici.

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Energia: l’AD e DG di Terna Luigi Ferraris nominato “Manager dell’anno 2018”

“Un premio condiviso con tutto il team di Terna”: l’AD e DG Luigi Ferraris riceve a Milano il premio “Manager Utility 2018 – Energia” per l’impegno speso nel gruppo al fine di sviluppare un modello energetico sempre più sostenibile, efficiente, sicuro e innovativo.

Luigi Ferraris

Terna: l’AD e DG Luigi Ferraris vince il premio “Manager Utility 2018”

“Accolgo con grande soddisfazione questo prestigioso premio che rappresenta il riconoscimento dell’impegno mio e di Terna per rendere la rete elettrica sempre più efficiente, sicura e sostenibile”: le prime parole dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris esprimono il valore del riconoscimento che gli è stato attribuito lo scorso 5 marzo. La commissione composta dagli 80 membri dei Comitati della Rivista “Management delle Utilities e delle Infrastrutture” lo ha infatti premiato “Manager dell’anno” per il settore “Energia”. Fondamentale è stato “l’impegno profuso in Terna quale abilitatore verso un modello energetico sempre più sostenibile, efficiente, sicuro e innovativo”. Luigi Ferraris ha ricevuto il premio “Manager Utility 2018 – Energia” a Milano, in occasione del XIX Workshop annuale di Agici e Accenture sul tema “Utilities, patrimonio per la crescita del Paese”. Non a caso esponenti del mondo dell’industria e docenti fanno parte della commissione che, tramite votazione segreta, decide annualmente quali manager, per il contributo dato allo sviluppo del sistema, sono meritevoli della vittoria.

Luigi Ferraris: la soddisfazione dell’AD e DG di Terna per il riconoscimento ricevuto

“Il sistema elettrico rappresenta un fattore fondamentale e abilitante per lo sviluppo sostenibile della società e del territorio” ha ricordato Luigi Ferraris, commentando la vittoria. “Dovrà essere sviluppato attraverso investimenti volti alla sicurezza delle nostre collettività, da attuare con modalità nuove e innovative di collaborazione e dialogo” ha aggiunto l’AD di Terna. Sottolineando come siamo protagonisti di una transizione energetica che coinvolge tutto il settore, Luigi Ferraris si è focalizzato sul ruolo del vettore elettrico, ritenuto “uno degli strumenti essenziali per raggiungere i target fissati dal Piano Energia e Clima”. “Desidero condividere questo premio con tutti i miei collaboratori che ogni giorno con dedizione, passione e impegno lavorano affinché questo sia possibile” ha detto infine l’AD di Terna.

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Francesco Curci: “Il sorriso di una sposa” è il singolo che anticipa il primo album di inediti

Il delicato tema della violenza sulle donne viene filtrato dallo sguardo di una sposa in bilico fra certezze e speranza.

 

PH: Simone Scalisi

 

Arriva in radio e negli store digitali nel giorno della festa della donna Il sorriso di una sposa, il nuovo singolo di Francesco Curci, primo estratto dal suo album di inediti di debutto. Scritto e composto dallo stesso artista, il brano affronta il delicato tema della violenza sulle donne attraverso lo sguardo di una sposa che nel giorno più bello della sua vita si trova a fare i conti con dubbi, incertezze e speranze. Registrato e missato presso il Mad Studio di Genova dal maestro Andrea Maddalone (Renato Zero, Zucchero, Mario Biondi e molti altri) che firma l’arrangiamento, Il sorriso di una sposa si caratterizza per un sound raffinato, potente.

Una grande prova cantautorale per l’artista che oltre alla sua penna lucida e tagliente, colpisce per le sue straordinarie doti vocali e per il suo timbro inconfondibile.

Ad accompagnare il brano, un videoclip diretto da Nicola Bozzo: la splendida cornice di Villa Porticciolo, in Liguria, fa da sfondo alla storia tormentata di due sposi che, per fortuna, presenta un lieto fine.

«Questo brano è nato in viaggio, su un treno» spiega l’artista «ho appuntato sul mio taccuino i primi versi, avevo già in testa la melodia. Appena rientrato a casa, in piena notte, senza neanche disfare le valigie, mi sono seduto al piano e ho trascritto tutto. In poco tempo il brano era pronto e sentivo che imprimeva una nuova direzione alla mia musica rispetto al passato». Emerge infatti chiaro, netto il distacco dalle precedenti produzioni dell’artista e la volontà di esprimersi con una rinnovata libertà creativa.

Atmosfere vintage, quasi d’epoca, riecheggiano inoltre sulla copertina del singolo che fissa l’artista in uno scatto autentico realizzato presso il Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure.

Del singolo sarà disponibile anche un’edizione limitata in cd autografato acquistabile direttamente sul sito ufficiale dell’artista (www.francescocurcofficial.com).

 

Etichetta: Show in Action

Radio date: 8 marzo2019

 

BIO

Cantautore e scrittore, Francesco Curci si affaccia al mondo della musica sin da bambino. Studia canto e pianoforte e partecipa e numerose kermesse nazionali. Nel 2013 vince il Premio della Critica “Miglior brano radiofonico” al Festival Estivo di Piombino con il brano Capirai, che resta stabile per un mese nella top ten della Absolute Beginners Radio Airplay Chart, la classifica dei brani più trasmessi dalle emittenti radiofoniche degli artisti emergenti italiani. Pubblica il romanzo La vita tra le dita e nel 2014 vince il Premio Letterario Internazionale città di Arona G.V.O.Z. con il racconto Volare. Si laurea in Lettere Moderne e si specializza in Informazione, Editoria e Giornalismo. A gennaio 2018 pubblica il suo nuovo singolo, La gente che piace, e nell’estate firma un contratto di esclusiva discografica ed editoriale con Show in Action. L’8 dicembre pubblica a sorpresa l’inedito Non lasciarmi, un regalo di Natale per il pubblico che ottiene in un mese oltre 20.000 stream su Spotify. Il sorriso di una sposa è il suo nuovo singolo, primo estratto dal suo album di inediti di debutto.

 

Contatti e social

Sito ufficiale: www.francescocurciofficial.com

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Claudio Machetti: formazione e carriera

Attualmente Presidente di Enel Global Trading S.p.A. e Direttore della Global Trading Business Line, Claudio Machetti ha iniziato la propria carriera lavorando in qualità di analista finanziario presso il Banco di Roma. Prima del suo ingresso in Enel, ha ricoperto ruoli importanti in Ferrovie dello Stato dove è stato anche amministratore delegato di una società di servizi finanziari.

Claudio Machetti

Claudio Machetti: formazione e prime esperienze professionali

Claudio Machetti nasce a Roma, dove si diploma presso il Liceo Classico Tito Lucrezio Caro e nel 1982 consegue la laurea in Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza. Inizia il suo percorso professionale nella filiale di Milano del Banco di Roma, per poi passare alla Direzione della sede centrale nel 1984. Inizialmente impegnato nell’analisi del merito di credito di grandi gruppi del Paese, si specializza poi in equity, diventando funzionario all’interno dell’Ufficio Analisi. Nel 1992 Claudio Machetti passa a Ferrovie dello Stato, dove assume il ruolo di Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari e in seguito è Direttore della Finanza Operativa. Nel medesimo periodo contribuisce alla fondazione e diventa Amministratore Delegato della società Fercredit, attiva in ambito captive nei settori del leasing, factoring e credito di consumo.

Claudio Machetti: la crescita professionale in Enel

Claudio Machetti entra in Enel nel 2000 in qualità di Responsabile dell’Area Finanza. Subito dopo, collabora alla nascita di Enelfactor e di Enel Insurance, società delle quali diventa rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente. Nel 2005 è Presidente di Fondenel e Fopen, i fondi pensione del Gruppo. In parallelo, opera nei board di alcune consociate, tra le quali Terna e Wind Telecomunicazioni, e successivamente Endesa. Il 2014 è l’anno della ristrutturazione del Gruppo Enel e Claudio Machetti viene nominato Direttore della Global Trading Business Line, incaricato di gestire il sourcing di carbone, gas e olio combustibile oltre ad avere la responsabilità della gestione dei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica in tutti i Paesi in cui Enel è presente. Attualmente è Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Global Trading (già Enel Trade), la società italiana del Gruppo capofila della Global Trading Business Line.

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Performance 2018 e obiettivi 2019: le parole dell’AD di Enel Francesco Starace

Risultati 2018 molto solidi, obiettivi raggiunti: come ha annunciato l’AD Francesco Starace, il gruppo prevede di alzare la cedola 2019 a 0,33 euro per azione, ovvero “il doppio rispetto agli 0,16 euro del 2015”.

Francesco Starace

Francesco Starace, Enel nel 2018 aumenta l’utile del 26,7%

“Nel 2018 il Gruppo Enel ha ottenuto risultati molto solidi, come evidenziato dall’aumento del 9,5% dell’utile netto ordinario e da una maggiore remunerazione agli azionisti, superiore del 18% rispetto al 2017”: nelle parole dell’Amministratore Delegato Francesco Starace si riflette il valore della performance 2018 di Enel. Risultato netto pari a 4.789 milioni di euro (+26,7% rispetto al 2017), l’utile netto ordinario a 4.060 milioni (+9,5%), EBITDA ordinario a 16.158 milioni di euro (+3,9%): il gruppo ha raggiunto tutti gli obiettivi strategici per il 2018 confermando la propria capacità di delivery della strategia industriale. Non solo: “Con oltre 3 GW di nuova capacità rinnovabile aggiunta nel 2018, Enel Green Power ha stabilito un nuovo record di settore e si conferma motore di crescita per il Gruppo, insieme al business della distribuzione che, attraverso l’acquisizione di Eletropaulo in Brasile, ha portato a 73 milioni il numero di clienti connessi alle reti di Enel”. E, come specificato da Francesco Starace, i modelli di business sostenibili continueranno a rappresentare il fondamento della presenza globale del gruppo: i progressi realizzati nel 2018 per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) ne sono un’ulteriore conferma.

Enel, Francesco Starace: confermati gli obiettivi finanziari per il 2019, la sostenibilità sempre al centro

Forte della performance 2018, Enel guarda già ai prossimi progetti, come spiega l’AD Francesco Starace: “Nel 2019, prevediamo di accelerare gli investimenti in progetti rinnovabili, principalmente in Nord America, e continuare ad investire nella trasformazione digitale delle reti in Italia e Sud America. Sarà inoltre potenziata l’attenzione al cliente a livello globale, ed accelerate le attività di Enel X sulla mobilità elettrica e nel “demand response”. Ma l’attenzione di Francesco Starace e di Enel continuerà ad essere rivolta alla sostenibilità: “I progressi conseguiti nella decarbonizzazione della capacità di generazione di Enel rappresentano un’altra significativa fonte di redditività. Nel 2021 si prevede che il 62% dell’energia generata dal Gruppo sia a zero emissioni, rispetto al dato di oltre il 50% registrato nel 2018”. L’AD ha annunciato inoltre che gli ottimi risultati annuali, insieme ai progressi nella realizzazione dei principi fondamentali del Piano Strategico 2019-2021, permettono di confermare gli obiettivi finanziari per il 2019.

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Bernardo Bertoldi: l’importanza del CdA

Bernardo Bertoldi ha all’attivo una collaborazione con il maggior quotidiano di economia e finanza italiano, Il Sole 24 Ore. Gli articoli da lui firmati trattano, principalmente, di temi relativi all’imprenditorialità e al capitalismo familiare. In uno di questi ha riflettuto sull’importanza e il valore del Consiglio di Amministrazione per il futuro delle aziende.

Bernardo Bertoldi

Bernardo Bertoldi: il CdA, assolutamente necessario

Se Oscar Wilde affermava che nulla è più necessario del superfluo, Bernardo Bertoldi lo conferma. Sicuramente lo scrittore irlandese non si riferiva alla funzione di un organo quale il Consiglio di Amministrazione, ma il docente torinese si rifà al suo aforisma per sottolinearne il valore. Dall’analisi dei risultati di una ricerca, condotta dalla Harvard Business School sui CdA per le famiglie imprenditoriali, è emerso che queste imprese non superano le altre in nessuno degli indicatori. Sembra quasi, a volte, che il Consiglio di Amministrazione sia ritenuto un “inutile orpello del diritto commerciale, superfluo alla missione imprenditoriale dell’azienda”. Bernardo Bertoldi, a tal proposito, ha ripreso i due economisti Bainbridge ed Henderson, che al loro tempo sottolinearono l’importanza di istituire società specializzate nei servizi di “consigliere di amministrazione”. Il docente, infatti, ritiene che se utilizzato bene, il CdA può essere uno dei migliori punti di partenza per delineare una buona strategia aziendale.

Bernardo Bertoldi: formazione e carriera

Classe 1973, Bernardo Bertoldi consegue la laurea in Economia presso l’Università degli Studi di Torino. Dopo aver completato la formazione con il dottorato, matura la prime esperienze professionali in qualità di revisore dei conti e commercialista. Nel 2004 avvia la propria carriera accademica, affiancandola a quella di libero professionista, lavorando come Professore Aggregato presso il Dipartimento di Management dell’Università di Torino e co-fondando una società di consulenza strategica e finanziaria, 3H Partners, che oggi conta più di 100 collaboratori. Ha inoltre contribuito alla fondazione del campus di Torino dell’ESCP Europa, Grand Ecole francese. Tra le altre attività degne di nota, spicca la collaborazione con il maggior quotidiano di economia e finanza italiano, Il Sole 24 Ore, che ha pubblicato anche alcuni tra i suoi casi di studio. Bernardo Bertoldi ha recentemente lanciato il master “Family Business Management” della LUISS ed è l’attuale Vicepresidente del “Club degli Investitori”, il primo club di business angel sorto in Italia.

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Gruppo Green Power presente all’Aim Investor Day

Tenutosi a Palazzo Mezzanotte, l’Investor Day è stata un’ottima occasione di confronto tra tutte le società quotate Aim. Anche David Barzazi, in qualità di Amministratore Delegato di Gruppo Green Power, ha partecipato illustrando tutte le potenzialità dell’azienda attiva nel settore dell’efficientamento energetico.

Gruppo Green Power

Investor Day: Gruppo Green Power tra i partecipanti

Grande successo per la prima edizione dell’Aim Investor Day. L’evento ideato e organizzato da IR Top a Milano, con il patrocinio di Borsa Italiana, ha visto la presenza di 18 società partecipanti e oltre 150 investitori nella sala del Palazzo Mezzanotte. Tra queste c’era anche Gruppo Green Power con il suo Amministratore Delegato David Barzazi. L’imprenditore ha commentato così la manifestazione: "Una splendida opportunità per conoscere tutte le società quotate Aim e per capire le dinamiche di ciò che succede intorno a noi". Nel corso dell’intervista, l’AD di Gruppo Green Power ha inoltre illustrato le strategie di crescita della propria azienda, che sono distinte tra linee interne ed esterne. Nel primo caso si mira a potenziare l’operato sul territorio italiano, aumentando la propria rete vendita; mentre nel secondo l’obiettivo è quello di acquisire realtà minori attive nel medesimo settore per poi inglobarle nel sistema organizzato del Gruppo.

Gruppo Green Power: un leader nel mercato dell’efficientamento energetico

Fondato nel 2010, da dieci anni Gruppo Green Power opera nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica e si rivolge a famiglie e piccole e medie imprese che desiderano prodotti di alta qualità, realizzati secondo un’ottica di sostenibilità, in modo da tutelare il più possibile l’ambiente e le risorse a disposizione. In occasione dell’evento Aim Investor Day, l’AD del Gruppo, David Barzazi, si è soffermato sull’importanza di un approccio sostenibile e sull’alto potenziale di crescita delle fonti di energia rinnovabile, nelle quali è bene investire: "Oggi vengono sfruttate solo al 5%. Ci sono studi di Confindustria ed Enel che prevedono decine di miliardi di euro all’anno, punti importanti di Prodotto Interno Lordo riferiti a questo mercato, assolutamente in crescita". In Italia, infatti, Gruppo Green Power mira a diventare un riferimento per l’efficientamento energetico, attraverso la vendita di impianti a energia solare fotovoltaica, sistemi di accumulo, sistemi ibridi, pompe di calore ACS, sistemi di illuminazione a LED, dispositivi automatizzati (domotica) e mobilità elettrica.

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Giampaolo Sutto: tutti i trucchi per superare i livelli di “Mutant Year Zero”

All’interno del suo blog dedicato al mondo del gaming, Giampaolo Sutto ha analizzato il videogioco Mutant Year Zero con soluzioni e trucchi per chi si sta avvicinando per la prima volta a questo titolo.

Giampaolo Sutto: la guida strategica di "Mutant Year Zero"

Rilasciato nel dicembre del 2018, Mutant Year Zero: Road to Eden è uno di quei titoli indie capace di farti capire come il futuro del gaming per pc, ma non solo, non deve per forza passare dalle grandi case di sviluppo come Microsoft, Ubisoft o EA. Strategico – tattico ambientato in un non troppo lontano futuro, dove l’uomo è sull’orlo dell’estinzione a causa di una non precisata pandemia globale, aggiunge alle dinamiche di X – Com la possibilità di esplorare liberamente la mappa di gioco. La storia, sebbene non fenomenale da un punto di vista narrativo, non ha nulla da invidiare rispetto a prodotti ben più blasonati. Altro punto da non sottovalutare è il livello di sfida: decisamente alto per chi non ha molta confidenza col genere. Per venire incontro a questa tipologia di videogiocatori, Giampaolo Sutto ha realizzato sul suo blog una guida strategica dedicata proprio a chi è in cerca di preziosi consigli per finire il gioco, senza spingersi nel contempo troppo nel dettaglio per evitare troppi spoiler.

I consigli di Giampaolo Sutto per finire il gioco

Mutant Year Zero: Road to Eden è un videogioco che non va sottovalutato, nemmeno da chi ha abbastanza dimestichezza con questo genere. Come afferma lo stesso Giampaolo Sutto: "Mutant Year Zero non è un titolo da prendere alla leggera. Non esistono "livelli semplici". Sin dall’inizio sarete chiamati a usare il cervello". Come per ogni generale che si rispetti, occorre studiare con attenzione la forza dei nemici e la loro disposizione sul campo di battaglia, pianificando le proprie mosse nel dettaglio. Se è vero che "nessun piano di battaglia sopravvive al contatto col nemico", partire col piede sbagliato di certo non vi aiuterà. Per questo motivo, spiega sempre Giampaolo Sutto, "la strategia ideale è quella di separare le forze rivali ed affrontarle singolarmente" come dei novelli Napoleone, sfoltendo il più possibile il numero di nemici in modalità stealth. Ogni turno concesso al nemico, implica la possibilità di essere colpiti. Vista la scarsità di medikit, un’eventualità da evitare il più possibile. Per tale motivo un’altra delle tattiche da preferire è quella di eliminare il maggior numero di nemici nel minor numero di turni possibile.

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Il Capo Dipartimento per la Formazione, Giuseppe Valditara in visita all’Università degli Studi di Bergamo

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  • 3 Aprile 2019

Nella mattinata di lunedì 1° aprile, il rettore Remo Morzenti Pellegrini, i prorettori, il direttore generale e i direttori dei 7 dipartimenti dell’Università degli studi di Bergamo hanno incontrato il professor Giuseppe Valditara, capo dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Una visita eccezionale quella del professor Valditara che segna la prima visita di un capo dipartimento del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nella storia dell’ateneo bergamasco. Un’occasione unica per raccontare un sistema universitario solido, ben connesso con il territorio, distintivo sul piano lombardo e nazionale, con progetti di respiro internazionale. Un ateneo di eccellenza pronto per un nuovo salto di qualità.

Apprezzo molto il lavoro che sta facendo il Rettore con cui c’è un dialogo eccellente – ha detto il prof. Giuseppe Valditara, spiegando – Ritengo che la realtà bergamasca debba essere sostenuta perché rappresenta il meglio dell’Università italiana che deve investire nel ruolo internazionale per rappresentare un’eccellenza mondiale. Il grado di internazionalizzazione dell’Università di Bergamo deve crescere sempre di più perché dobbiamo espandere attraverso la ricerca anche il ruolo delle nostre imprese nel mondo. Dobbiamo creare rapporti sempre più stretti con altri paesi europei su progetti concreti di ricerca, in particolare sul tema strategico dell’intelligenza artificiale, sviluppando interscambio e relazioni che rafforzino il nostro paese nel dialogo all’interno della UE. Bergamo può svolgere un ruolo significativo in questa diplomazia della ricerca”. 

 

L’Università ha raggiunto ottimi risultati in termini di qualità della didattica, riconoscimenti della ricerca e bilanci, di spazi per gli studenti, rientrando tra i più alti ranking internazionali. Uno studente su due approda all’ateneo da fuori provincia e in molti casi anche da fuori regione: a Bergamo trova una città accogliente, servizi collaterali, spazi più che dignitosi e un’offerta formativa al passo con i tempi.

Durante la visita, il capo dipartimento Valditara ha visto da vicino i grandi passi compiuti negli ultimi anni dall’Università degli studi di Bergamo in termini di didattica, ricerca e terza missione. Sette progetti PRIN (Progetti di Ricerca d’Interesse Nazionale) attivi, 29 progetti internazionali dal 2015, 25 progetti Regione Lombardia dal 2015, 26 progetti da altri bandi competitivi dal 2015. 340 professori e ricercatori, 90 assegnisti di ricerca, 200 visiting scholar & professor, 230 dottorandi. 5.000 pubblicazioni scientifiche indicizzate in Scopus, 20.700 prodotti nell’archivio istituzionale di Ateneo, 11% pubblicazioni open access, 1.200 pubblicazioni scientifiche l’anno (anno 2017), 35 brevetti depositati con inventori UniBg, 11 spin-off e 27 start-up.

Questi i numeri della ricerca che affiancano in parte la Terza Missione dell’ateneo. La Terza Missione, infatti, secondo le linee guida ANVUR, consta di due ambiti principali: la valorizzazione della ricerca e la produzione di beni pubblici di natura sociale, educativa e culturale. Su quest’ultimo punto l’ateneo ha investito particolarmente nell’anno 2018: in occasione delle celebrazioni del 50esimo anno d’attività sono stati organizzati 100 appuntamenti aperti al pubblico che hanno visto i docenti scendere dalle cattedre e trasmettere il proprio sapere a studenti, anziani, adulti e bambini, attraverso rassegna letterali, cinematografiche, visite guidate e molto altro.

Sul fronte della didattica, l’Università, unica in Lombardia insieme al Politecnico di Milano, è sempre riuscita a corrispondere la borsa di studio a tutti gli idonei non esigendo interamente le quote della borsa in servizi, di cui si è assunta l’onere, ma destinando lo stanziamento all’erogazione del beneficio in denaro agli studenti bisognosi e meritevoli. E ancora: il programma “Top TEN Student Program” a favore degli studenti meritevoli, iscritti o che prendano iscrizione per la prima volta all’Università degli Studi di Bergamo, un programma di esenzione totale o parziale dal pagamento del contributo onnicomprensivo sino al 10% degli studenti iscritti alle lauree triennali, magistrali a ciclo unico e magistrali (che integrino i requisiti soggettivi di merito) e le esenzioni previste per i beneficiari di borsa di studio.

Anche questo nuovo anno accademico porta con sé diverse novità in termini di offerta formativa, con 1 nuovo corso e 4 nuovi curricula, e luoghi della didattica: dopo l’ampliamento degli spazi del dipartimento di lettere, filosofia e comunicazione, è il turno del campus di ingegneria.

«Stiamo vivendo un grande cambiamento – sottolinea il rettore Remo Morzenti Pellegrini iniziamo ora a raccogliere i frutti di un lavoro di qualità, concreto e di grande valore, che abbiamo costruito negli anni, nonostante le difficoltà del sottodimensionamento e sottofinanziamento. Crescono gli iscritti, la varietà di corsi e curricula, i numeri della ricerca e i servizi della didattica. Non possiamo fermarci: come chiediamo ai nostri studenti di puntare al massimo, di ragionare per obiettivi e non per traguardi, anche noi dobbiamo alzare l’asticella. Abbiamo il diritto di crescere e di avere tutti gli strumenti per farlo»

Nonostante l’Università degli studi di Bergamo goda di ottima reputazione internazionale, al 94° posto nella prestigiosa Young University Rankings, la classifica delle università mondiali di età pari o inferiore a 50 anni elaborata dalla rivista inglese Times Higher Education e nonostante la riconosciuta qualità della sua ricerca scientifica, come emerso dall’ultima valutazione dell’ANVUR, l’Ateneo si ritrova con un rapporto docenti, personale tecnico amministrativo, studenti tra i più bassi d’Italia: circa il 30% in meno di docenti e il 40% in meno di personale tecnico amministrativo rispetto ad altri atenei con lo stesso numero di studenti.

«Per fare il salto di qualità e puntare alla vera eccellenza abbiamo bisogno di investire ulteriormente nella crescita del nostro ateneo e per riuscirci serve il contributo di tutti. Vogliamo essere eccellenti per spiegare il sapere, per attrarre risorse, per avere giovani più preparati al lavoro» dichiarò il rettore poco meno di un anno fa sottoponendo ai politici bergamaschi il “caso Bergamo”, ovvero quello di un ateneo virtuoso (indicatore di sostenibilità finanziaria al di sopra della media degli atenei italiani e un basso rapporto spesa-personale) ma sottofinanziato e sottodimensionato per via del blocco del turnover e della crescita costante degli iscritti.

Un ateneo fino ad ora limitato nel salto di qualità dai meccanismi di assegnazione del fondo di finanziamento ordinario statale che penalizzano nuove assunzioni di personale docente e tecnico amministrativo, indispensabile per la sostenibilità e lo sviluppo offerta formativa. E una prima risposta è arrivata, lo scorso 14 marzo, con il via libera del Ministro Bussetti al decreto relativo al Piano straordinario di assunzioni per ricercatori universitari senior (docenti che dopo 3 anni di didattica e ricerca possono passare al ruolo di professore associato), che porterà 1511 nuovi docenti negli atenei, 15 dei quali saliranno in cattedra a Bergamo nel prossimo anno accademico. Primo step dell’iter di potenziamento del personale che vede nei prossimi 3 anni l’arrivo a Bergamo di 110 nuovi docenti e 80-90 assunzioni di personale ATA, appianando così la discrepanza tra personale e studenti. L’Ateneo è ora in attesa, dopo il riconoscimento di “virtuosità” da parte del MIUR, di poter assumere grazie alle annunciate e imminenti “facoltà assunzionali” straordinarie.

 

Dopo l’appuntamento con i vertici dell’ateneo, il professor Valditara e il rettore Morzenti Pellegrini sempre presso la sede di Caniana hanno incontrato la senatrice Alessandra Gallone e Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo mentre in rettorato, i vertici del Conservatorio «Gaetano Donizetti», Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, e Alessandra Pioselli direttore dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara.

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Cibo Made in Italy, dai Ristoranti ai Catering per Arrivare fino ai Piatti Popolari

Il cibo e la tradizione culinaria italiana sono tra le eccellenze made in italy più apprezzate nel mondo, ristoranti e pizzerie sono presenti in tutte le città più importanti del mondo e riscuotono generalmente un grande successo tanto da essere frequentati da una clientela esigente e spesso esclusiva.
Il cibo in italia è molto di più che sostentamento, se si esclude la parte di popolazione uniformata ai trend dietetici degli ultimi anni che propongono diete per diverse finalità che seguono la tabella nutrizionale piuttosto che quella del sapore.
Senza dubbio a contribuire al successo della cucina italiana oltre alla preparazione e alla cottura del cibo ci sono gli eccellenti prodotti gastronomici realizzati ancora oggi con i metodi tradizionali di un tempo, a contribuire ci sono anche gli ottimi vini prodotti toscani e di altre zone di italia.
Un altro settore della ristorazione italiana molto apprezzato è quello dei servizi di catering Firenze e di altre zone del paese che vengono richiesti per eventi esclusivi di livello internazionale.
La eccellenza di questi servizi di catering è tale da essere tra i punti di forza del settore del wedding per stranieri che scelgono di venire in italia a sposarsi sia per la bellezza unica delle location e delle città che li ospitano sia per la eccellente qualità del cibo e del servizio.
La tradizione italiana che piace non è fatta solo di ricette esclusive per pranzi esclusivi e sontuosi banchetti, tra i cibi che riscuotono maggior successo anche presso gli stranieri ci sono molti piatti della tradizione popolare.
Molti di questi cibi sono nati dall’esigenza di ottimizzare anche le parti più povere delle carni che erano solitamente le uniche carni che la maggioranza della popolazione consumava quando aveva la possibilità di mettere in tavola della carne.
Tra questi cibi realizzati con carni più povere c’è il lampredotto e la trippa, questi nome vengono dalla tradizione culinaria Fiorentina ma in altre zone del paese le stesse venivano consumate anche se chiamate con altri nomi.
Il lampredotto in particolare viene proposto in panini conditi con salsa verde a base di prezzemolo e venduto presso banchi ambulanti nelle vie e nelle piazze di Firenze, una ricetta che oltre ai locali piace moltissimi anche ai tantissimi turisti che affollano la città.
A riscuote un grandissimo successo anche oltre i confini nazionali ci sono anche le moltissime varietà di salumi italiani: prosciutto, salami di vario tipo, soprassata, rigatino e lardo di colonnata rappresentano solo alcune delle molte varietà di salumi made in italy che fanno letteralmente impazzire i buongustai di tutto il mondo.

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Comunicati Scienza e Tecnologia

La sicurezza nei percorsi aziendali e nelle vie di esodo

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  • 1 Aprile 2019

Comunicato Stampa

La sicurezza nei percorsi aziendali e nelle vie di esodo

Per tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro è necessario che le segnaletiche siano chiare e ben visibili. Come prevenire gli infortuni e rendere più visibili i percorsi e le vie di esodo con le proposte dell’azienda Progtech Srl.

 

I tanti incidenti professionali che avvengono nei percorsi con movimentazione promiscua di mezzi e pedoni hanno spesso conseguenze gravi o mortali per i lavoratori. E spesso uno dei principali fattori causali di questi infortuni è la presenza di segnaletiche inadeguate, non sufficientemente visibili, coperte di polvere o usurate dal continuo passaggio dei mezzi (come ad esempio le segnaletiche orizzontali nel comparto della logistica).

Tuttavia la presenza di chiare indicazioni non è necessaria solo per evitare infortuni nei percorsi aziendali. Una segnaletica chiara e visibile a tutti i lavoratori è importante, ad esempio, anche per mostrare le direzioni delle uscite di emergenza o indicare i punti di raccolta o le aree in cui vietare l’accesso ai non addetti.

È necessario, dunque, per ogni azienda poter segnalare sempre, in modo sicuro, senza rischi di usura e copertura, i camminamenti, i percorsi e le vie di esodo.

 

Esistono prodotti di illuminazione innovativi in grado di favorire una segnaletica sempre visibile? Esistono aziende in grado di proporre soluzioni per migliorare la sicurezza nei percorsi aziendali e nelle vie di esodo?

 

Safety lighting: l’illuminazione per migliorare la sicurezza

Progtech Srl è una società specializzata nella progettazione e nella realizzazione di apparecchi e sistemi illuminanti a LED che, grazie ad un team di progettazione con elevata esperienza, è in grado di proporre e progettare ad hoc soluzioni per la sicurezza. L’azienda produce apparecchi secondo i più elevati standard di qualità e affidabilità e, grazie anche alla partnership con Cablotech, è in grado di fornire strumenti innovativi per rendere evidente la segnaletica nei percorsi e nelle vie di circolazione aziendali o per indicare e segnalare le uscite di emergenza.

 

Link per conoscere le soluzioni di Progtech: https://youtu.be/dT96BQ6ytrA

 

Progtech Srl realizza apparecchi a LED “made in Italy”, conformi alle normative relative alla sicurezza degli ambienti di lavoro e in grado di tener conto delle diverse esigenze di ogni settore industriale.

Inoltre fornisce sia un’adeguata consulenza in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro e in materia di valutazione dei rischi, sia assistenza per gli interventi di adeguamento e la redazione della documentazione necessaria.

 

Le soluzioni di Progtech per percorsi e vie di esodo

Questi alcuni dei prodotti di Progtech Srl per la sicurezza nei percorsi aziendali e nelle vie di esodo:

Proiettori a LED Safe Light/ Mid Safe/ Mini Safe: serie progettata per garantire la massima sicurezza negli ambienti lavorativi, industriali e non, attraverso una serie infinita di applicazioni realizzabili grazie a speciali sistemi di lenti che permettono di proiettare forme particolari sul pavimento nelle varianti colore verde, rosso e blu. Rispetto a qualunque altro tipo di segnaletica, come ad esempio l’illuminazione da terra o l’applicazione di vernici o adesivi, questo sistema è sempre ben visibile, anche in ambienti molto illuminati o con superfici sempre ricoperte da polvere o sporcizia. È il prodotto ideale, ad esempio, per segnalare le direzioni delle uscite di emergenza (Mini o Mid Safe Arrow) oppure la segnalazione dei punti di raccolta o di aree in cui vietare l’accesso (Mini o Mid Safe Cross). Con l’immagine dell’omino che cammina si può illuminare invece un percorso pedonale e con l’omino che corre un’uscita di emergenza. La lampada è composta da una struttura in plastica e da un dissipatore in alluminio e guarnizioni in silicone che ne garantiscono il grado di protezione IP54.

 

Safety Bar 25: il nuovo proiettore a LED Safety Bar 25 è progettato per sostituire l’applicazione di vernici o strisce adesive a terra, per la realizzazione di camminamenti, percorsi, vie di esodo. Infatti strisce e vernici sono soggette a usura e si sporcano facilmente, rendendo la segnaletica poco visibile e con potenziali rischi per la sicurezza dei lavoratori. L’apparecchio è in grado di proiettare a terra una barra di colore verde, molto intensa e, al contrario delle applicazioni tradizionali, sempre ben visibile in quanto proiettata dall’alto verso terra. Le dimensioni della barra proiettata variano in funzione dell’altezza di installazione; l’apparecchio è applicabile ad un’altezza che va dai 3mt fino ai 10mt di altezza. Applicata a 6mt di altezza, ad esempio, la lampada proietta una barra verde lunga 4mt e con uno spessore di circa 9-10cm. La lampada è composta da una struttura in plastica e da un dissipatore in alluminio e guarnizioni in silicone che ne garantiscono il grado di protezione IP54.

 

Safe 40: proiettore industriale a LED studiato per l’illuminazione di sicurezza di industrie pesanti, tra le quali, acciaierie, laminatoi e fonderie. È particolarmente adatto ad ambienti con elevate temperature e quantità di polvere, ed in qualunque contesto sia necessario garantire la sicurezza delle aree di lavoro. Un LED associato alla lampada permette di proiettare a terra uno spot di colore verde, rosso o blu, anche da altezze fino ai 20 mt: questo sistema è sempre ben visibile, anche in ambienti molto illuminati o con superfici ricoperte di polvere o sporcizia.

 

 

Il link per conoscere i prodotti Progtech Srl e avere informazioni sulle soluzioni per la sicurezza: http://www.progtech.it/index.php

 

 

Per informazioni:

Progtech S.r.l.: Via Milano 61, 24940 Bonate Sopra (Bergamo) – Tel: +39 035 0446251, [email protected], www.progtech.it

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MOUTH WATER è il dirompente progetto musicale prodotto dall’etichetta americana “Through the void”

“Believing” il singolo d’esordio compreso in un digipack remix realizzato con la collaborazione di produttori e dj internazionali.

Mouth Water viene dal futuro, è un viaggiatore virtuale che attraversa ogni giorno l’universo, creando sempre nuovi spazi e scoprendo nuove dimensioni. È l’architetto del suo mondo ma al contempo un esploratore, un avido utilizzatore del web che non si ferma mai partendo sempre alla scoperta di regioni sconosciute. A un certo punto qualcosa di molto strano succede: un virus attacca il suo circuito, oscurando e scomponendo la propria percezione di ciò che è reale e ciò che non lo è. Mouth Water raggiunge una dimensione parallela che assomiglia a qualcosa di conosciuto: che mondo è questo? Mouth Water ha viaggiato nel tempo o noi abbiamo raggiunto lui nel suo?

Mouth Water è un produttore dj americano della Florida. Con l’etichetta “Through the void” di Miami realizza “Believing” (singolo pubblicato il 21 gennaio 2019), il primo di 10 capitoli/pillole caratterizzanti questo 2019 che si concluderà con la realizzazione di un vero e proprio album. Il 22 febbraio sarà il turno invece del digipack remix che comprende 4 versione remixate di Believing (MalaSangre Remix, Kharfi Reimx, Joe Mazzola feat Andrea Secci Remix, Gamuel Remix).  

Come direbbe Mouth Water:

«Il vero lusso oggi è avere ciò che si desidera per farne ciò che si vuole. La mia passione? Amo gli oggetti di lusso e adoro sentirli addosso. Voglio farli miei toccandoli, sentendoli, leccandoli. Perché lo faccio? Sono un artista, sono un amante del bello, sono un visionario. Sono tutto questo e molto altro. Sono Mouthwater. Che cosa mi fa venire l’acquolina? I colori, i profumi, i gusti, la texture. Il mio universo è popolato da oggetti del desiderio con cui voglio giocare e stimolarti, a modo mio. Come? Ogni giorno ti mostrerò un video con un oggetto della mia preziosa collezione. Se mi seguirai, entrerai in un mondo fatto di suoni che creano la mia sinfonia. La musica è la mia arte, la mia ragione di vita. È il mio modo per esprimermi e lasciare un segno in questo mondo. Vuoi aiutarmi a farlo? Se condividi la mia filosofia, pubblica il mio progetto e contribuirai a diffondere la mia arte, per lasciarti coinvolgere in un mondo dove vivere con tutti e cinque i sensi».

Mouth Water sta girando il mondo con il suo primo cortometraggio comprensivo di 4 canzoni/videoclip, che ha già collezionato diverse nomination e vinto prestigiosi premi a Calcutta e Los Angeles. Il cortometraggio è stato inoltre presentato a Torino nell’ambito del SeeYouSound 2019.

Il videoclip del singolo “Believing” rappresenta la genesi del personaggio: un mondo è fatto di colori pastello, filtri patinati contornati dalle incredibili luci di Miami. Le persone che Mouth Water incontra sono all’ascolto, interessate a filosofare con lui sull’esistenza del mondo e la natura dei sentimenti che lo definiscono. Ma la musica è rivelatrice in quanto i testi si giustappongono alle immagini per far capire allo spettatore la complessità del personaggio, la sua angoscia e profondo turbamento. E se si verificasse un BUG? Che succederebbe se la realtà virtuale prendesse il sopravvento?

 

Contatti e social

 

Website: http://mouthwater.eu

FB: www.facebook.com/Mouthwater-569503866839727/?ref=br_rs

IG: www.instagram.com/mouthwater.eu/

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Il Parco Faunistico Le Cornelle alza il sipario sul nuovo rettilario e dà il benvenuto a cinque specie rare

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  • 1 Aprile 2019

Esotico, affascinante, culla di biodiversità: il Parco Faunistico Le Cornelle, sabato 30 marzo, inaugura il nuovo rettilario. Una new entry in cui saranno ospitate 5 diverse specie di rettili e che rafforzerà la mission del Parco: creare un rapporto sempre più forte tra uomo e animali, dando la possibilità ai visitatori di osservare esemplari unici in contesti naturali e autentici.

I lavori, durati da novembre 2018 a fine marzo 2019, sono stati eseguiti con una tecnica molto particolare che ha consentito, lavorando il calcestruzzo su una struttura in ferro, di ricreare le rocce che caratterizzano gli ambienti originari delle specie ospitate. Nel rettilario, infatti, saranno presenti cinque grandi teche, contornate da piante, liane, tronchi e ampie vasche d’acqua. Il tutto con riscaldamento a pavimento e particolari sistemi di illuminazione artificiale, necessarie per mantenere l’habitat naturale sia per le piante che per gli animali.

Qui, i visitatori potranno ammirare cinque nuove specie: il Pitone Reticolato ancestrale, il Pitone Reticolato albino, il Pitone verde, il Varano delle rocce e la rarissima Iguana rinoceronte. Tutti esemplari nati in altre strutture o presso allevatori appassionati e arrivati al parco dopo questa ristrutturazione che ha visto portare l’attenzione sulla specie dei rettili. Gli esemplari sono stati trasportati nel nuovo rettilario con agili contenitori che hanno garantito loro il giusto calore (si tratta, infatti, di esemplari che vivono tra i 20 e i 32 gradi, con punte di 40 gradi a seconda della specie). Uno spostamento che i rettili hanno affrontato con serenità tanto che anche il più anziano, il pitone reticolato ancestrale che ha già 5 anni d’età, ha “viaggiato” senza alcuno stress.

Una volta arrivati nel rettilario, gli esperti del Parco si sono presi cura di loro, provvedendo alla loro alimentazione (si cibano soprattutto di mammiferi, rettili e uccelli proporzionati alla loro taglia, in alcuni casi anche insetti, uova e vegetali) e al loro benessere in generale, dalla gestione delle teche al mantenimento di temperatura, luce e umidità.

«Siamo molto felici di poter donare al Parco e ai suoi visitatori questo nuovo ambiente, curato nei minimi particolari e realizzato con tecniche costruttive avanzate. Sappiamo di aver garantito l’ambiente migliore a delle specie rare e insolite: animali molto utili e preziosi per gli ecosistemi ma che spesso, a torto, vengono poco considerati o peggio, poco amati. Una tendenza che speriamo di invertire, stimolando la curiosità e l’interesse di tutti coloro che verranno a farci visita» – dichiara il direttore del Parco Faunistico Le Cornelle, Davide Guadagnini, ricordando che la popolazione del Parco, che ha da poco riaperto i suoi cancelli inaugurando la stagione 2019, è destinata a crescere: sono in arrivo due femmine di scimmie Saimiri e sono previsti fiocchi rosa e azzurri nelle famiglie dei fenicotteri, dei tapiri e si spera, presto, anche tra i felini.

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UNIVERSITA’ A BASSO IMPATTO AMBIENTALE: CONTINUANO LE INIZIATIVE GREEN

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  • 1 Aprile 2019

La proposta di miglioramento del collegamento tra le sedi universitarie scaturita dai Living Lab degli ultimi mesi ha trovato concreta attuazione con l’attivazione di un autobus navetta che, fino al 12 aprile, collega direttamente la stazione ferroviaria di Bergamo con via Marconi a Dalmine, dove ha sede il campus di ingegneria.

Contestualmente, attorno al Campus ingegneristico di Dalmine sono state temporaneamente attivate alcune iniziative.

Sei posti auto nei parcheggi prossimi agli edifici universitari sono stati sostituiti con un piccolo angolo verde dedicato a momenti di confronto e di dialogo sui temi della sostenibilità, aperte anche ai cittadini. I commercianti di Dalmine, l’Associazione OPEC (Operatori Economici di Dalmine), il benzinaio, il gommista, il fiorista, la cooperativa di giardinaggio, un’azienda di trasporti hanno voluto dimostrare l’apprezzamento per l’iniziativa regalando piante, fiori, terriccio, pallet, pneumatici e ogni cosa potesse essere necessaria per rendere più accogliente l’angolo green. Al termine del periodo di sperimentazione i materiali che arredano lo spazio green torneranno nella disponibilità di chi li ha donati, in un’ottica di economia circolare.

Otto posti auto sono stati destinati al carpooling mentre un intero parcheggio, collocato in una zona prossima al casello autostradale di Dalmine e normalmente destinato ad attività commerciali assai frequentate in orari diversi da quelli di interesse per gli universitari, è stato reso disponibile agli studenti ed è servito dalla navetta.

Il Fab Lab di Bergamo ha prodotto eleganti cartelli su legno per illustare a studenti, docenti e cittadini l’iniziativa.

LA NAVETTA

Il bus navetta collega le sedi universitarie effettuando 10 corse di andata e 10 di ritorno attraverso il percorso che parte dalla fermata “Bergamo FS” (attuale fermata del 5, pensilina 1 dell’autostazione) e, passando per le fermate “Caniana” (attuale fermata del 5 in via dei Caniana presso l’Università) e “Bricoman” (presso la coppia di fermate esistenti di fronte al supermercato HD), giunge alla fermata “Dalmine” in Via Marconi/Antenna (attuale fermata del 5).

L’indicazione riportata sul display dell’autobus è “5/diretto UniBg – Caniana/Dalmine”. I titoli di viaggio ammessi saranno il normale biglietto di Area Urbana valido per il TPL sulla tratta servita mentre è previsto l’accesso gratuito per studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo presentando il tesserino universitario/Enjoy Card.

IL LIVING LAB

Il Living Lab è uno strumento che permette di arrivare a scelte condivise per sperimentazioni limitate nel tempo, che rendono possibile testare scelte alternative di mobilità sostenibile. I Living Lab sono stati attivati nelle sedi dell’ateneo lavorando insieme al Comune di Bergamo, che si è aggiudicato il progetto europeo “Share Place”, con l’obiettivo di individuare soluzioni di mobilità sostenibile rivolte agli nostri studenti. E il Comune finanzia l’iniziativa in collaborazione con l’Università di Bergamo proprio grazie ai fondi del progetto europeo. Ai Living Lab ha partecipato anche il Comune di Dalmine portando un contributo in termini di idee e soluzioni pratiche. D’altro canto, anche l’ Università degli studi di Bergamo si è aggiudicata un progetto U-Mob LIFE orientato a orientato alla creazione di una rete di Università per facilitare scambi e trasferimento di conoscenze su. Buone Pratiche di mobilità sostenibile tra le Università europee.

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Tutela dell’ambiente: il “Corriere della Sera” intervista Maria Elisabetta Alberti Casellati

Il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati al “Corriere della Sera” sull’emergenza clima: “Un tema non più eludibile dall’agenda internazionale e dei singoli governi. Si rischiano impatti socio-economici gravissimi”.

Maria Elisabetta Alberti Casellati

Senato, l’intervista del “Corriere della Sera” al Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati

“La questione dei cambiamenti climatici non è più eludibile nell’agenda politica internazionale così come in quella dei singoli governi”: il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati parla dell’emergenza climatica in una lunga intervista al “Corriere della Sera”. “L’Italia è rimasta a guardare per troppo tempo, affrontando il problema maltempo con un approccio emergenziale” ha sottolineato il Presidente, aggiungendo che da oltre venti anni “morti, feriti, sfollati e interi territori devastati ci dicono che siamo in uno stato di pericolo costante”. Non a caso nei giorni scorsi anche il Capo Dello Stato ha espresso preoccupazione per i rischi di “una crisi climatica globale”. “Condivido l’allarme lanciato dal Presidente della Repubblica – ha detto Maria Elisabetta Alberti CasellatiHo visto con i miei occhi gli effetti di alluvioni e smottamenti. Dalla Calabria al Veneto”.

Maria Elisabetta Alberti Casellati: sull’emergenza clima la politica non può più restare a guardare

“Il riscaldamento globale, nel giro di un decennio, rischia di superare i livelli di allarme con impatti socio-economici gravissimi sulle comunità” ha spiegato Maria Elisabetta Alberti Casellati al “Corriere della Sera”, augurando che ogni Paese possa fare la sua parte “in nome di un interesse collettivo prioritario”. Sul tema, il Presidente del Senato ha ricordato inoltre di aver proposto “in più di un’occasione l’istituzione di una Commissione bicamerale d’inchiesta perché il Parlamento sia protagonista e dia un segnale concreto. Ma non solo. Per capire il perché di tanto immobilismo e tanti interventi sbagliati e per riuscire ad avere un quadro preciso e dettagliato dei luoghi in cui gli interventi sono più urgenti”. Maria Elisabetta Alberti Casellati ha parlato anche del ‘FridaysForFuture’: il Presidente ha auspicato che l’iniziativa possa lasciare un segno e che indichi “una linea dietro alla quale spero non si possa più tornare”.

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Safety BarCamp: il nuovo modo di fare formazione alla sicurezza

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Safety BarCamp: il nuovo modo di fare formazione alla sicurezza

Il 17 maggio 2019 si apre a Padenghe sul Garda (Brescia) la seconda edizione del Safety Barcamp: un evento innovativo di formazione partecipata per apprendere e condividere in modo libero ed efficace i temi della sicurezza.

 

Si avvicina sempre più la data di apertura della seconda edizione del Safety BarCamp AiFOS, un evento formativo innovativo per formatori e operatori della sicurezza sul lavoro, che ad oggi conta già su più di 50 partecipanti. Uno spazio libero dove formazione, aggiornamento, ampliamento delle competenze diventano momenti attivi di apprendimento, un percorso caratterizzato da occasioni di libero confronto e condivisione di nuove strategie, prassi e idee.

 

Safety BarCamp AiFOS: la formazione come non l’hai mai vissuta

L’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha, infatti, organizzato per il 2019 il secondo Safety BarCamp, uno spazio innovativo dedicato a creare e consolidare relazioni tra le figure che operano nell’ambito salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La seconda edizione del Safety BarCamp, un evento progettato secondo l’Open Space Technology (metodologia che prevede una continua interazione tra i partecipanti che si confrontano in tempi brevi su diversi temi e con momenti di condivisione non formali), si terrà il 17 maggio 2019 a Padenghe sul Garda (Brescia).

L’evento è destinato a formatori e professionisti della sicurezza che, con spirito curioso, intendano partecipare a una giornata dinamica e siano disponibili a svilupparla con nuove modalità formative. Ogni partecipante si iscrive all’intera giornata formativa, ma l’iscrizione ai singoli workshop avviene durante l’evento: la scelta di un workshop non è definitiva e la partecipazione è dinamica.

 

I workshop del Safety BarCamp AiFOS

Nel Safety BarCamp il “Facilitatore” è un partecipante che diventa protagonista proponendo un workshop. Tutti i partecipanti hanno, infatti, la possibilità di mettere a disposizione degli altri le proprie conoscenze proponendo un workshop la cui realizzazione viene valutata dall’organizzazione. L’invito è quello di portare al Safety BarCamp temi, metodologie, strumenti nuovi e arricchenti, con riferimento ad uno dei tre temi generali: normativa, rischi tecnici, comunicazione. La durata di ogni incontro è di 75 minuti.

 

Questi alcuni dei workshop che arricchiranno il Safety BarCamp 2019:

  • Soluzioni virtuali a problemi reali (R. Buson, L. Vittadello);
  • Sicurezza Quattro Stagioni: la valutazione dei rischi tra neve e sole (Stefano Farina);
  • Mindfulness per il benessere organizzativo e individuale (Federico Reali);
  • La sicurezza sismica mattoncino dopo mattoncino (Lucio Fattori);
  • In cosa vogliamo fingere di essere esperti oggi? (R. Marasi, A. Colombatto);
  • Il mio “carico”: il trasporto tra etica e tecnologia (Gianluca Grossi);
  • Dalla “sporca dozzina” al rigore di Baggio (Elena Padovan);
  • Il gioco della sicurezza alimentare (Matteo Fadenti);
  • Ma io rallento? La strada: dalla normativa alla realtà (Stefano Farina);
  • Costruiamo una metafora sulla sicurezza (Rocco Vitale);
  • Bastardi senza gloria (R. Marasi, A. Colombatto);
  • Anche i “Super Eroi” si evolvono (Antonella Grange);
  • Alzati! Osserva, chiedi, ascolta e migliora: Gemba Walk (Simona Ziliotti);
  • “Mi tutelo mangiando” (Silvia Pellegrino).

 

Il link per conoscere i contenuti dei singoli workshop del Safety BarCamp:

https://aifos.org/home/safetybarcamp/barcamp2019/

 

Le iscrizioni e l’aggiornamento

L’evento, che si tiene per il 17 maggio 2019 a Padenghe sul Garda (Brescia) dalle ore 8.45 alle 18.00, è valido come aggiornamento relativo a 8 ore per RSPP e ASPP, 2 ore per formatori prima area tematica, 2 ore per formatori seconda area tematica e 2 ore per formatori terza area tematica.

 

Per avere informazioni, iscriversi al Safety BarCamp AiFOS 2019 e proporre nuovi workshop è possibile utilizzare questo link: http://www.safetybarcamp.it

 

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

 

28 marzo 2019

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Prestiti: in Sicilia si chiedono 13.000 euro


In Sicilia lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di oltre 11.000 domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 12.973 euro da restituire in 66 rate (5 anni e mezzo). L’età media dei richiedenti è pari a 43 anni ma se si guardano più da vicino le fasce anagrafiche emerge che quasi 1 richiesta su 3 (29%) proviene da un under 35.

Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i siciliani a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, i prestiti più richiesti in Sicilia sono stati quello per ristrutturare casa (24,7% del totale richieste) e quello per l’acquisto di un’auto usata (17,6%), anche se entrambi risultano in calo rispetto al 2017, rispettivamente del -2,8% e del -1,9%.

Le richieste di prestito personale che, nella regione, sono cresciute maggiormente lo scorso anno sono quelle rivolte all’ottenimento di liquidità, il cui peso sul totale prestiti è aumentato di 3,9 punti percentuali, passando dall’11,1% al 15%; un incremento significativo se si pensa che a livello nazionale i prestiti personali per liquidità sono aumentati, percentualmente, solo di 1,7 punti. In crescita rispetto al 2017 anche il peso delle richieste per consolidamento debiti (14,2% del totale, in aumento di 3,4 punti percentuali) e quelle per pagare le spese mediche (4,5% del totale, +1,3 punti percentuali).

L’andamento provinciale

Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Caltanissetta è la provincia siciliana dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (14.350 euro, il 10,6% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica le province di Messina (13.477 euro), Enna (13.295 euro) e Agrigento (13.245 euro). In provincia di Catania l’importo medio richiesto è pari a 12.992 euro, mentre in quella di Siracusa è pari a 12.957 euro. Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, gli importi medi più bassi sono stati chiesti in provincia di Ragusa (11.586 euro); seguono le province di Trapani (12.316 euro) e di Palermo (12.933 euro).

Interessante notare come, a seconda della provincia presa in esame, vari sensibilmente anche l’età media di coloro che hanno presentato domanda di prestito. I richiedenti più giovani sono quelli di Ragusa, dove l’età età media è pari a 41 anni e gli under 35 rappresentano il 34% del campione totale; l’età media più alta, invece, è stata registrata nelle provincia di Enna (45 anni), area dove il peso dei giovani con meno di 35 anni scende al 24%.

Analizzando la durata media dei finanziamenti richiesti, invece, le differenze provinciali sono meno accentuate e incluse in una forbice che varia tra le 65 e le 67 mensilità.

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Prestiti: in Sardegna si chiede il 6,4% in più della media nazionale

In Sardegna lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di circa 5.000 domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi nell’Isola si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 13.714 euro, vale a dire il 6,4% in più rispetto alla media nazionale, importo che i richiedenti intendono rimborsare in 68 rate (poco più di 5 anni e mezzo).

Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i sardi a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, il prestito più richiesto in Sardegna è stato quello per ristrutturare casa (23% del totale richieste), seguito da quello per l’acquisto di un’auto usata (20%). La tipologia di prestito personale che però è cresciuta maggiormente lo scorso anno è quella per il consolidamento debiti, il cui peso sul totale prestiti è aumentato di ben 5,3 punti percentuali passando dall’11,6% del 2017 al 16,9%. Aumento significativo anche per i prestiti personali richiesti per pagare costi legati alle spese mediche (4,3% del totale in aumento di 2,2 punti percentuali rispetto al 2017).

«L’aumento di richieste per il consolidamento debiti è un segnale di come i sardi siano sempre più attenti al risparmio, anche nell’ambito dei prestiti personali», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. «Sono sempre più numerosi i consumatori che, consapevoli delle opportunità offerte dal mercato, e in particolare dai prestiti del canale online, scelgono di consolidare un debito in corso passando ad una finanziaria che offre tassi di interesse più contenuti.».

Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Nuoro è la provincia sarda dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (15.593 euro, il 13,7% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica la provincia di Sassari (13.899 euro) e quella di Cagliari (13.342 euro). L’importo medio più basso, invece, è quello registrato in provincia di Oristano (12.749 euro) e nella provincia del Sud Sardegna (13.254 euro).

Se a livello provinciale non emergono differenze significative rispetto alla durata media dei prestiti richiesti, come detto pari a 68 rate, variazioni importanti sono state rilevate analizzando l’età media dei richiedenti che, in Sardegna è pari a 43 anni ma a livello provinciale oscilla tra i 42 anni registrati a Nuoro e Cagliari e i 45 di Oristano.

 

 

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Terna, l’AD e DG Luigi Ferraris lancia il più alto piano di investimento di sempre

Terna pronta a investire 6,2 miliardi di euro per il miglioramento della rete elettrica: l’intervento dell’AD e DG Luigi Ferraris alla presentazione del Piano 2019-2023.

Luigi Ferraris

Terna: la soddisfazione dell’AD e DG Luigi Ferraris per i risultati 2018

“Sono molto soddisfatto dei risultati conseguiti nel 2018: sono dati in crescita e sono stati raggiunti tutti gli obiettivi economico-finanziari prefissati”: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris commenta i risultati dello scorso anno che il CdA ha approvato lo scorso 20 marzo. Numeri che permettono al gruppo di presentare il Piano Strategico 2019-2023 con “una robusta generazione di cassa a sostegno di una forte accelerazione impressa agli investimenti per lo sviluppo infrastrutturale del Paese”. Qualche dato: “Abbiamo un EBITDA, margine operativo lordo, che si attesta a 1 miliardo e 650 milioni di euro, un utile netto che viaggia oltre 700 milioni di euro e soprattutto abbiamo realizzato investimenti per 1 miliardo e 91 milioni di euro con una crescita rilevante rispetto agli anni precedenti”. E su queste basi il gruppo guidato da Luigi Ferraris guarda con entusiasmo all’attuazione del prossimo Piano, con prospettive ancora più alte: investimenti per 6,2 miliardi (un incremento di quasi il 20% rispetto ai 5,3 miliardi previsti nel precedente piano) che rappresentano “l’impegno economico più alto di sempre”, mirato a “sviluppare una rete sempre più resiliente e sostenibile”.

Luigi Ferraris presenta il Piano Strategico 2019-2023 di Terna

L’AD e DG Terna Luigi Ferraris ha parlato della Strategy 2019-2023 nel corso dell’evento di presentazione, organizzato a Milano, a Palazzo Clerici, il 21 marzo. “Sostenibilità e dialogo con il territorio, innovazione e digitalizzazione, persone e know-how industriale, rappresentano gli elementi chiave del nostro sviluppo” ha detto l’AD di Terna, confermando che il gruppo continuerà su questa direzione anche negli anni a venire. Attenzione in primis al rafforzamento della rete di trasmissione nazionale e alle interconnessioni con l’estero, con “attività di rinnovo degli asset e miglioramento della qualità del servizio ed efficienza”. Terna infatti punta a rivestire “un ruolo attivo nella fase di transizione energetica in atto”, permettendo all’Italia di fronteggiare le sfide del settore elettrico “in modo sicuro, efficiente e sostenibile, verso un sistema sempre più interconnesso, decarbonizzato e rinnovabile”. Luigi Ferraris ha inoltre spiegato: “La forte crescita degli investimenti, insieme alla valorizzazione delle nostre competenze in Italia e all’estero, sono alla base di margini operativi in aumento che consentiranno di generare valore per i nostri azionisti”. Nel Piano la crescita di investimenti accompagna quella dei dividendi: dal 2019 al 2021 si prevede infatti un aumento del dividendo per azione pari al 7%, in rapporto al dividendo di competenza dell’esercizio 2018. E un payout del 75% per il 2022 e 2023.

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Truffe false assicurazioni: come difendersi dalle maxitruffe

Sono circa 38 milioni le autovetture private che fanno parte del parco auto italiano e più di 6 milioni i motocicli; ciascuno di essi, per circolare sulle strade in modo regolare deve essere coperto da assicurazione. Negli ultimi anni gli italiani sono diventati bravi a trovare le migliori offerte Rc auto o moto e, secondo un’indagine* condotta da mUp Research per Facile.it, nel 42% dei casi cercano sul web le informazioni per risparmiare.

Un bacino di utenza così grande, chiaramente, fa gola anche ai male intenzionati, ma difendersi da truffe e raggiri è molto più semplice di quanto non possa sembrare; ecco un breve vademecum in 5 punti per tutelarsi e non finire vittime di truffa scoprendo, magari dopo un incidente, di aver sottoscritto una assicurazione fantasma.

1) La sicurezza parte dal preventivo

La prima attività per trovare una polizza assicurativa adatta alle nostre necessità (e anche alle nostre tasche!) è quella di verificare le diverse offerte presenti sul mercato. Per fare questo in assoluta sicurezza è bene rivolgersi solo e soltanto ad operatori autorizzati, siano essi broker, compagnie o siti di comparazione. Se ci si rivolge ad un sito internet poi, è bene verificare che l’indirizzo che appare nella barra di navigazione cominci con https e non solo con http. Quella lettera, che non va sottovalutata, è un importante indice di sicurezza tecnologica che può farci stare più tranquilli.

Se il preventivo che ci attira maggiormente fa capo ad una compagnia che non conosciamo, come ulteriore garanzia possiamo verificare che quell’azienda sia inserita nell’elenco delle compagnie autorizzate ad operare in Italia.  La lista è disponibile per consultazione sul sito dell’IVASS a questo indirizzo:

https://www.ivass.it/consumatori/proteggi/index.html

Se il preventivo che ci interessa ci viene invece offerto da un intermediario, è bene sapere che, per legge, questi soggetti son tenuti a pubblicare sul proprio sito alcune informazioni quali:

  • dati identificativi dell’intermediario, il numero di iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari;
  • la sede legale e le eventuali sedi operative;
  • il recapito telefonico, il numero di telefax, l’indirizzo di posta elettronica e, laddove previsto, l’indirizzo di posta elettronica certificata;
  • di essere soggetto alla vigilanza dell’IVASS;
  • i recapiti per la presentazione dei reclami e la facoltà del contraente di avvalersi di altri eventuali sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dalla normativa vigente.

Se questi dati non sono disponibili, è bene fare qualche ulteriore verifica prima di procedere con l’acquisto; l’elenco degli intermediari autorizzati è disponibile sul sito dell’IVASS a questo indirizzo:

https://servizi.ivass.it/RuirPubblica

2) Rimanere nei canali ufficiali

Se la compagnia opera in maniera corretta, non cercherà mai di condurvi al di fuori dei canali di comunicazione ufficiali. Ecco quindi che, ad esempio, se ci viene chiesto di comunicare solo tramite sistemi di messaggistica telefonica come WhatsApp o su piattaforme diverse, deve assolutamente scattare un campanello di allarme. Non sono quelli gli strumenti su cui inserire i vostri dati personali, di polizza o, anche, di pagamento.

3) Verificare prima è meglio che pentirsi poi

Prima di firmare il contratto di assicurazione e di pagare il relativo premio è importante verificare nel dettaglio tutte le voci che lo compongono. Fra le principali, che mai vanno trascurate, ci sono sia i massimali, sia le franchigie (la parte del danno che, eventualmente, rimarrà a vostro carico), sia eventuali esclusioni. Inseguire risparmi minimi rinunciando a coperture importanti non è saggio e potrebbe tradursi in grossi problemi. Se non siete l’unico conducente del veicolo o se in casa ci sono minori di 26 anni che possono mettersi alla guida dell’auto, ad esempio, verificate sempre che questi casi siano coperti dalla polizza.  Se poi qualcosa nel contratto non vi è chiaro o è scritto in un modo che non capite, chiedete sempre dettagli precisi tramite i canali ufficiali; non solo è un vostro diritto, ma nel caso qualcosa andasse per il verso sbagliato sareste voi a doverne pagare le salatissime conseguenze.

4) Solo pagamenti tracciati

È chiaro che sia proprio nella fase del pagamento che si concentrano la maggior quantità di tentativi di truffa ed è quindi qui che bisogna porre ancora più attenzione. Anche se vi dovessero proporre sconti incredibili, non fatevi mai convincere a saldare il premio richiesto utilizzando metodi di pagamento non tracciati. La ricarica di carte prepagate o servizi di trasferimento di denaro come Western Union o Money Gram non sono stati creati per questo e, non essendo tracciati, non garantiscono la sicurezza del pagante. Usate solo e soltanto strumenti che consentono di avere certezza della controparte e, anche, di poter eventualmente annullare il pagamento se necessario.

5) Quando arrivano i documenti

Una volta concluso l’acquisto, la compagnia deve inviarvi i documenti. Anche in questo caso diffidate di chi vi propone l’invio attraverso sistemi di messaggistica telefonica o sistemi poco convenzionali, ma non necessariamente dovete mettervi in allarme se l’invio avviene, soprattutto in una prima fase, tramite posta elettronica; questo è un metodo non solo lecito, ma sempre più diffuso anche in Italia. È importante, invece, verificare che tutte le informazioni contenute nel contratto siano corrette e non solo riguardo a voi e al veicolo, ma anche riguardo alla compagnia stessa. Avete ancora il dubbio di non essere coperti da assicurazione?

Prima di mettervi al volante, collegatevi al portale dell’automobilista e inserite la targa del veicolo nella sezione Servizi Online (https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/verifica-copertura-rc); se l’assicurazione è attiva, la vostra polizza risulterà registrata.

In caso contrario, rivolgetevi subito alla Polizia Postale e all’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni denunciando l’accaduto, ma siamo certi che, se avrete semplicemente seguito i passi indicati fino a qui, sarete al riparo da ogni problema.

* Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

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Gruppo Green Power: è un via libera al progetto di bilancio consolidato e al bilancio di esercizio

Gruppo Green Power, realtà veneta attiva nel settore energetico, ha dato il via libera lo scorso 4 marzo 2019 al progetto di bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 e al bilancio di esercizio. Di rilievo i traguardi raggiunti.

Gruppo Green Power

Gruppo Green Power approva il progetto di bilancio consolidato e il bilancio di esercizio

Lo scorso lunedì 4 marzo ha avuto luogo una riunione del Consiglio di Amministrazione di Gruppo Green Power, realtà veneta da quasi dieci anni attiva nel settore dell’efficientamento energetico e quotata in Borsa a Milano. Durante l’incontro, il Consiglio di Amministrazione del Gruppo ha ratificato, come da appuntamento cadenzato ogni sei mesi, il progetto di bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 e il bilancio di esercizio. Entrambi sono caratterizzati da notevoli risultati economici. Sono assolutamente degni di menzione: i ricavi netti consolidati, i quali ammontano ad un valore di 16 milioni e 844mila euro; il margine operativo lordo consolidato pari alla cifra di 1 milione e 770mila euro; il patrimonio netto di oltre 1 milione e mezzo di euro. Vale altresì la pena citare l’EBITDA Margin, ovvero il margine sulle vendite, equivalente al 10,5%, la posizione finanziaria netta consolidata di oltre 600mila euro e l’utile d’esercizio consolidato pari alla cifra di 259mila euro. Le altre realtà inserite nel calcolo del progetto di bilancio consolidato e della situazione patrimoniale e finanziaria del gruppo al 31 dicembre 2018 di Gruppo Green Power sono le società interamente partecipate BluePower Connection Srl, Unix Group Srl e Soluzioni Green Srl. Di queste tre, la prima ha la propria sede centrale in territorio rumeno, mentre le ultime due si trovano all’interno del territorio italiano. Inoltre, a decorrere dall’anno 2019, entra nella famiglia di società sussidiarie del gruppo anche Green Energy Group Srl., specializzata nella messa in commercio, design di impianti per l’efficientamento di tipologia domestica, avente il proprio centro operativo ad Este, in provincia di Padova.

La storia di Gruppo Green Power

Gruppo Green Power, azienda di Mirano (in provincia di Venezia), opera nell’area dei servizi "chiavi in mano" di vendita, assistenza post vendita e messa in posa di nuovi prodotti tecnologici a basso impatto ambientale. Come target principale ha famiglie e piccole e medie imprese. Nel 2011 i Fratelli Christian e David Barzazi giungono ad essere i soci maggioritari e componenti del Consiglio di Amministrazione dell’impresa veneta. Nel 2012 poi l’azienda cambia il proprio assetto e da Società a responsabilità limitata diventa Società per azioni. La ditta di Mirano avvia nel 2013 l’help desk telefonico di telemarketing Bluepower Connection S.r.l. e l’anno successivo diviene parte del Mercato alternativo del capitale facente capo alla Borsa milanese: questo riunisce sotto lo stesso ombrello le PMI nazionali con gli indicatori di sviluppo più positivi nel breve e medio termine. Nel 2015 l’impresa crea ufficialmente il CONSORZIO GGP, un gruppo di installatori e fornitori scelti con attenzione e con lo scopo primario di venire incontro alle esigenze della clientela tenendo sempre allo stesso tempo un profilo elevato in termini qualitativi. Nel 2017 nasce Soluzioni Green S.r.l., sezione che si occupa della fornitura di servizi quali check-up manutentivi, messa in funzione di impianti green e dispositivi con classe di energia superiore e scrittura delle pratiche amministrative obbligatorie secondo la normativa attualmente vigente in materia. I settori di competenza di Gruppo Green Power sono quelli dell’efficientamento energetico, dei sistemi ibridi, di sistemi fotovoltaici, degli accumulatori di energia, delle pompe di calore ACS, dei dispositivi di illuminazione a LED, dell’automazione domotica, colonnine di ricarica e mobilità sostenibile.

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Cofanetti vacanze: perché scegliere i siti per prenotare viaggi

Ci sono tanti modi per andare in vacanza e ognuno di questi ha delle caratteristiche differenti. Dipende anche da quello che una persona ama fare, perché tante persone preferiscono scegliere dei pacchetti vacanza già pronti, mentre altre preferiscono l’avventura.

Questi due stili di vacanza dipendono molto anche dal periodo in cui si trova una persona. Pianificare un viaggio in solitaria permette di espandere i propri orizzonti e uscire dalla propria zona di comfort. Farlo è importante, perché permette di migliorare, crescere e vedere nuove prospettive.

Inoltre, permette di conoscere tante nuove persone da molti paesi differenti, imparare le lingue e conoscere storie di altri posti e luoghi.

 

Le strutture presenti nei siti per prenotare vacanze

I viaggi preorganizzati, invece, sono differenti. Normalmente, prevedono il soggiorno in una struttura ricettiva, come hotel, residence o villaggio turistico. Ognuno di questi è rapportato al momento in cui avviene la vacanza.

Chi va in montagna ha bisogno dell’hotel perennemente riscaldato mentre chi si reca in una località di mare ha bisogno di sole, spiaggia e bel tempo. Ci sono molti modi per organizzare una vacanza e uno di questi è usare i siti per prenotare viaggi. Attraverso queste piattaforme è possibile riservare la vacanza scegliendo personalizzando il proprio pacchetto.

È possibile aggiungere servizi extra, come la colazione, il pranzo, la cena, il trasporto verso la struttura o delle escursioni aggiuntive. Infatti, ci sono tante cose che si possono fare quando si va in una vacanza organizzata.

Dalle escursioni nei luoghi naturali fino alle cene in posti tipici, assaggiando i piatti locali e vedere uno scorcio di quotidianità. Ovviamente, dipende anche dalla zona in cui si va in vacanza. Alcuni paesi sono più raccomandati di altri, sia per le bellezze naturalistiche da vedere, mentre altri non lo sono per la situazione geopolitica.

Usiamo sempre i siti per prenotare viaggi

Anche se non ci pensiamo spesso, usiamo sempre un siti per prenotare viaggi. Per riservare il volo e l’hotel è utilizzato internet e le varie piattaforme, ma esiste ancora un gruppo di persone che si rivolge alle agenzie di viaggio. Vi si rivolgono i gruppi vacanza molto grandi in modo da ottenere uno sconto per i viaggiatori. Inoltre, rivolgersi a un terzo per organizzare le ferie ha anche altri vantaggi.

C’è un risparmio di tempo perché sarà l’agenzia viaggi a occuparsi della scelta del volo e dell’hotel. Questo è un indubbio vantaggio per chi lavora molto e non ha tempo per organizzare la vacanza.

In definitiva, anche chi organizza un viaggio in solitaria si affida a un sito web. Ce ne sono molti e ognuno di questi offre pacchetti e vacanze differenti. Dal viaggio fino al pernottamente, è possibile cambiare sito e prima di acquistare è importante consultare siti differente.

Per quale motivo? I prezzi possono essere differenti e si possono trovare fasce orarie molto più convenienti rispetto ad altre. Alcuni siti vendono solo viaggi, come quelli delle compagnie aeree, altri vendono solo il pernottamento, mentre altri sono specializzati in pacchetti vacanza.

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Il nome di Andrea Mascetti è stato diffuso e indicato come possibile futuro componente del board di Italgas

Andrea Mascetti, avvocato esperto di diritto societario, amministrativo e della reputazione sul web e attivo da 20 anni con lo studio legale omonimo, è uno dei due nominativi proposti dagli azionisti istituzionale di Italgas per il nuovo board della società. Il rinnovo degli organi sociali è all’ O.d.G. dell’assemblea prevista per il 4 aprile prossimo

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti nel gruppo dei papabili componenti del board di Italgas

C’è anche Andrea Mascetti tra i candidati membri del Consiglio di Amministrazione di Italgas. La società per azioni nata a Torino quasi due secoli fa, attiva nella distribuzione di gas naturale e facente oggi capo a Cassa Depositi e Prestiti ha infatti annunciato al pubblico che sono state consegnate due liste di candidati componenti del board e due liste di candidati membri del collegio dei sindaci. Tutto ciò in previsione della riunione in assemblea che avrà luogo il prossimo 4 aprile 2019. La stessa si svolgerà in unica convocazione e avrà all’ordine del giorno il rinnovo degli organi sociali della società di capitale. Gli azionisti Cdp Reti e Snam, che insieme detengono in totale poco meno del 40% del patrimonio di Italgas, hanno depositato in maniera congiunta un elenco dei candidati per le posizioni di componente del Consiglio di Amministrazione. In tale lista sono presenti i nomi di Alberto Dell’Acqua, aspirante Presidente del board, Paolo Gallo, candidato al ruolo di Amministratore Delegato, Yunpeng He, Paola Annamaria Petrone, Maurizio Dainelli, Giandomenico Magliano, Veronica Vecchi, Patrizia Michela Giangualano e Nicolò Dubini. Gli azionisti di carattere istituzionale, che invece posseggono tutti insieme meno dell l’1,4% degli asset di Italgas, hanno depositato un listino unitario degli aspiranti componenti del Consiglio di Amministrazione composto da Andrea Mascetti e Silvia Stefini.

La carriera professionale dell’avvocato Andrea Mascetti

Andrea Mascetti, fondatore nel 2004 dello studio legale che porta il suo nome, nasce a Varese nel 1971 ottenendo la laurea in Legge nel 1996 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi del capoluogo lombardo. E’ iscritto all’Albo degli Avvocati della città di Milano ed è inoltre patrocinante avanti la Corte di Cassazione. Si occupa di tematiche legali inerenti il diritto societario e amministrativo ed è inoltre attivo come consulente presso numerose società commerciali, enti locali e nel settore pubblico. Infine, è collaboratore presso diverse realtà, tra le quali vale la pena menzionare il SALT, Studio Associato Legale Tributario, associato ad Ernst & Young. Nell’ultimo periodo, Andrea Mascetti è stato anche attivo in prima linea per quello che afferisce ai settori della web reputation e del diritto legato all’arte. Ha inoltre rivestito le posizioni di presidente e membro di organismi di vigilanza, secondo quanto prevede la legge 231 del 2001, nonchè di sindaco di numerosi collegi e componente di Consigli di Amministrazione di istituti creditizi e imprese commerciali in Italia e all’estero.

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Carte prepagate: le usano 26 milioni di italiani, ma occhio ai costi

Secondo l’indagine commissionata da Facile.it sono circa 26 milioni gli italiani che utilizzano regolarmente le carte prepagate, la cui diffusione in Italia, negli anni compresi fra il 2003 ed il 2017 (ultimo dato disponibile), è cresciuta mediamente del 30% anno su anno a fronte di un +0,5% delle carte di credito e un +4,5% di quelle di debito.

L’analisi, realizzata per Facile.it dall’istituto mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, ha evidenziato anche come oggi le carte prepagate siano addirittura più utilizzate di quelle di credito (preferite da 23,7 milioni di persone) e siano seconde solo alle carte di debito (usate da 34,9 milioni di consumatori).

  • Chi le usa

Ad utilizzare le prepagate con più frequenza sono le donne (63% rispetto al 57% del campione maschile), i consumatori con età compresa tra i 18 e i 34 anni (67%) e i residenti nelle regioni del Sud Italia e Isole (65%). Il successo di questo strumento di pagamento presso il pubblico più giovane è confermato anche da un altro dato; se si guarda all’età a cui è stata ricevuta la prima carta prepagata emerge che sono più di 4 milioni gli italiani che dichiarano di averla avuta a 18 anni.

Spesso si tende a pensare che le carte prepagate siano prodotti a costo zero. In realtà raramente è così e se non si fa attenzione a come vengono utilizzate, la spesa potrebbe essere salata. Ecco un breve decalogo per evitare costi nascosti e, invece, beneficiare di tutti i vantaggi.

  • Prepagate: c’è carta…e carta

Il primo elemento da tenere in considerazione è che esistono due macro-categorie di carte prepagate: le tradizionali, che offrono ai proprietari funzionalità base, e le cosiddette avanzate o carte conto, che a differenza delle prime sono dotate di un IBAN e quindi consentono di effettuare operazioni più complesse, come bonifici e addebito di utenze. Attenzione però, non tutte le carte conto sono uguali e nonostante la presenza dell’IBAN alcune prepagate potrebbero non essere abilitate al pagamento di bonifici. Il consiglio è quindi di verificare con attenzione le funzionalità della carta prima di sottoscriverne il contratto.

  • Costo di emissione: da 0 a 10 euro

Il primo costo da considerare è quello legato al rilascio della carta prepagata; si tratta normalmente di una spesa una tantum che può variare dai 5 ai 10 euro, anche se sono sempre più numerosi gli istituti di credito che scelgono di azzerare questa voce. A volte, in aggiunta al costo di emissione, bisogna mettere in conto anche una prima ricarica obbligatoria; in questo caso l’impegno economico è nell’ordine di 5-10 euro, ma niente paura perché sono soldi che vengono accreditati sulla prepagata e possono quindi essere spesi.

  • Canone annuale: con l’IBAN il costo può arrivare a 24 euro

Le carte prepagate tradizionali non hanno un canone annuale mentre quelle dotate di IBAN, soprattutto se abilitate ad effettuare bonifici, prevedono spesso un costo fisso; la spesa media varia tra i 10 e i 15 euro l’anno, ma in alcuni casi può addirittura arrivare a 24 euro. Meglio confrontare più operatori perché non mancano quelli che, invece, offrono carte conto a canone zero.

  • Costi di ricarica: attenzione allo sportello

Tra i costi variabili più significativi vi è senza dubbio quello per la ricarica della carta. La soluzione più economica è ricaricare la prepagata attraverso gli strumenti messi a disposizione dall’istituto che l’ha emessa; può essere fatto utilizzando l’home banking (con addebito su c/c presso la banca emittente) o tramite gli ATM della banca (con carta di debito o credito dello stesso istituto) e, in questi casi, il costo varia, normalmente, tra 0 e 1 euro. Se invece la ricarica vien fatta tramite lo sportello ATM, ma servendosi di una carta di debito o credito emessa da un altro istituto, o presso una ricevitoria convenzionata il costo è generalmente compreso fra i 2 e i 3 euro.

  • Ricaricare con strumenti…tradizionali

Se si sceglie di ricaricare la carta direttamente ad uno degli sportelli fisici delle filiali della banca emittente, la tariffa può triplicare rispetto alla ricarica tramite online o ATM, arrivando fino a 3 euro.

La carta prepagata con IBAN può invece essere ricaricata anche tramite bonifico; il costo dell’operazione, in questo caso può essere notevolmente inferiore e, sia pur precisando che dipende dalle condizioni previste dalla banca presso la quale si ha il conto corrente, normalmente è piuttosto basso se non, addirittura, gratuito.

Interessante notare, infine, come le tariffe di ricarica siano tendenzialmente inferiori per le carte con canone fisso; in questo caso gli istituti di credito tendono ad offrire condizioni più favorevoli sui costi variabili o a includere nel canone un numero di ricariche gratuite.

  • Prelievo: costa fino a 5 euro se effettuato da un’altra banca

Altro costo variabile da tenere in considerazione è quello relativo al prelievo di denaro. Se fatto presso un ATM della banca che ha emesso la prepagata, il costo tende ad essere basso e a variare tra 1 e 2 euro, anche se in alcuni casi è gratuito. La tariffa aumenta se il prelievo avviene presso un ATM di un altro operatore o presso uno sportello fisico; in questo caso i costi partono mediamente da 2 euro ma possono arrivare anche a 5 euro. Ancora una volta le carte prepagate con canone annuo tendono ad avere costi più contenuti rispetto a quelle gratuite.

  • Rendiconto e imposta di bollo

Per le carte prepagate il rendiconto viene normalmente inviato in formato elettronico e pertanto non è soggetto a costi aggiuntivi. Se invece è previsto l’invio cartaceo, o questo viene richiesto dal cliente, attenzione perché l’istituto di credito potrebbe addebitarvi dei costi aggiuntivi, che in alcuni casi raggiungono anche i 5 euro ad invio. In tema di rendiconto è necessario considerare che anche per le carte prepagate è prevista un’imposta di bollo nella misura di 2 euro se la giacenza di fine periodo è superiore a 77,47 euro; sono però molti gli istituti di credito che scelgono di accollarsi questo costo.

  • Bonifici e addebito di bollette

I possessori di carte conto abilitate ad effettuare bonifici devono tenere in considerazione i costi per questo tipo di operazioni che, normalmente, sono allineati a quelli di un conto corrente tradizionale e quindi, possono indicativamente variare da 0 a 2 euro (se effettuati in area SEPA), mentre se si opera in valuta extra euro la spesa aumenta sensibilmente. Le carte conto più evolute consentono di pagare bollettini e domiciliare le utenze; anche in questo caso i costi sono in linea con quelli dei normali conti correnti.

  • Carte prepagate all’estero: occhio ai prelievi

Nella maggior parte dei casi le carte prepagate possono essere utilizzate all’estero; la validità è legata ai circuiti internazionali a cui si appoggiano. Come avviene per le carte di debito, non sono previsti costi aggiuntivi se si paga in euro tramite POS; qualora invece il pagamento avvenga in una valuta estera, la banca potrebbe prevedere delle commissioni di conversione in valuta che si aggiungono a quelle eventualmente applicate dal circuito internazionale di pagamento. Attenzione, invece, se decidete di prelevare contanti all’estero perché le commissioni aggiuntive potrebbero essere salate e variare, in linea di massima, da 2 e a 5 euro. A questo costo vanno sommate le commissioni di conversione valuta se si preleva una moneta diversa dall’euro.

  • Limiti, disponibilità e…protesti

Le carte prepagate, a differenza delle altre carte elettroniche, sono caratterizzate da limiti di natura operativa spesso abbastanza stringenti: importo massimo di ricarica e pagamento, numero di prelievi consentiti, somma prelevabile per ciascuna operazione e giornata, ecc. Il consiglio è quindi di leggere con attenzione i fogli informativi prima di scegliere la carta prepagata e assicurarsi che il numero di operazioni consentite corrisponda alle proprie esigenze.

È importante considerare che, in linea generale, le carte prepagate base hanno limiti molto più stretti rispetto alle carte conto che, a fronte di un canone annuo, consentono un numero superiore di operazioni. Non a caso le carte conto, per via delle possibilità offerte, sono spesso una valida alternativa ai tradizionali conti correnti per coloro che sono iscritti nel registro protesti.

* Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine

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