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Scegliere un letto “ad occhi chiusi”: restyling e nuovo concept per i negozi dei sogni Dorelanbed di Bolzano, Forli’ e Reggio Emilia

Otto ore di sonno tutte per noi. Finalmente possiamo staccare la spina e abbandonarci serenamente ai sogni. A tutto il resto pensa Dorelan, da 50 anni leader del “Bed in Italy”. Un’azienda storica e al tempo stesso proiettata verso il futuro, impegnata in una fase di rinnovo che coinvolge i suoi monomarca e rafforza la sua brand identity.

Quando un cliente varca la soglia di uno dei negozi DorelanBed entra in un mondo interamente dedicato al riposo. Davanti a lui vede la tappa finale di un percorso che inizia, però, molto prima, e che si basa su un’approfondita ricerca scientifica e tecnologica. Ogni prodotto è certificato Made in Italy e possiede una propria storia, dalla concezione alla realizzazione. Dietro ogni elemento del “sistema letto” – materasso, rete, guanciale, accessori – ci sono la mente dell’ingegnere e la mano dell’artigiano, come nella migliore tradizione manifatturiera italiana. Un’esperienza che vede comunque sempre al centro il cliente: ogni singolo prodotto è personalizzabile, per permettergli di trovare il proprio sistema letto completo e su misura.

A ciascuno il suo letto: scoprire, “testare” e acquistare un prodotto Dorelan è una vera “bedding experience”. Una scelta da fare “ad occhi chiusi”, rilassandosi e ascoltando le proprie sensazioni, affidandosi con fiducia all’esperienza di Dorelan. Per questo motivo i punti vendita giocano un ruolo decisivo. L’azienda ha investito fortemente nel rinnovamento delle strutture espositive e dei layout dei DorelanBed di Bolzano, Forlì e Reggio Emilia. I colori, le sensazioni, le atmosfere, la disposizione degli spazi: tutto è stato rivoluzionato per offrire un’esperienza di benessere sempre più raffinata, che racconti l’identità aziendale. Il design valorizza la storia di ogni prodotto, lo inserisce e lo contestualizza all’interno di un’area espositiva dedicata.

La qualità del sonno è strettamente legata al benessere e alla positività con cui affrontiamo la giornata, ma solo a patto di trovare il sistema letto adatto alle proprie esigenze. Questione di feeling. Un letto deve calzare come un guanto: provarlo è un’esperienza sensoriale che, sotto la guida di un esperto, diventa un percorso di scoperta del vero comfort. In ogni centro DorelanBed c’è una figura come il Consulente del Riposo, che accoglie il cliente, si “sintonizza” sulle sue necessita, ne ascolta la storia – le abitudini, la memoria posturale del corpo – osserva le sue caratteristiche, come l’altezza e il peso, per poter valutare la soluzione migliore. Una fase di conoscenza insostituibile, che passa attraverso il calore di una relazione umana e professionale: uno dei veri punti di forza di Dorelan.

Restyling integrale per il DorelanBed di Bolzano di Edi Donola e Michela Mottironi, soci, coniugi e titolari anche dei negozi dei sogni a marchio Dorelan di Merano e San Michele all’Adige. Nuovi arredi e impianti di illuminazione all’interno dei 700 metri quadrati di showroom disposti su due piani e, per accogliere al meglio il cliente, sono state create una zona back office e una sala d’attesa.

Anche il DorelanBed di Forlì si presenta al pubblico in veste rinnovata con uno scenografico lampadario che sovrasta l’ingresso e nuovi allestimenti nei toni aziendali del bianco e del grigio. 400 metri quadrati di spazio, disposti su due livelli, racchiudono 17 “angoli prova” con gli ultimi letti della collezione D_Sign. Proprietario del franchising Patrick Rondoni, titolare anche dei DorelanBed di Faenza, Imola e Bologna.

Pronti a raccontare tutta la qualità del Bedding Made in Italy firmato Dorelan anche i nuovi spazi, ad alto tasso emozionale, del DorelanBed di Reggio Emilia gestito da Massimo Moraghi, titolare anche dei monomarca di Alessandria e Voghera. Nuove strutture espositive e layout innovativi per lo showroom di 120 mq, dove vivere una shopping experience a 360°.

 

www.dorelanbed.it
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Dorelan alla mostra “Art Deco, gli anni ruggenti in Italia”: dall’11 febbraio al 18 giugno 2017 ai musei San Domenico di Forli’

I ruggenti anni venti tornano a Forlì: si intitola “Art Deco. Gli anni ruggenti in Italia” la mostra che dall’11 febbraio al 18 giugno racconterà al pubblico un’epoca in cui il nostro Paese, sull’onda di quanto avveniva nel resto d’Europa, ha elaborato i codici estetici e visivi che contribuiranno alla nascita del Made in Italy.

Golden Sponsor dell’esposizione ai Musei San Domenico, l’azienda Dorelan, che ha le sue radici proprio a Forlì, territorio votato al settore manifatturiero. Una partnership significativa: da oltre 50 anni punto di riferimento del “Bed in Italy”, Dorelan punta da sempre su innovazione, ricerca e design, tre principi che hanno fortemente ispirato questo stile. Anche oggi, come negli anni ’20, il mondo degli oggetti di design “fa” cultura e promuove l’arte.

Art Deco – Gli anni ruggenti esplora l’affermazione di un linguaggio artistico italiano e internazionale, illuminando le tappe di una stagione affascinante e dalle forti contraddizioni, stretta tra la voglia di rinascita e leggerezza mondana – dopo la prima guerra mondiale – e i totalitarismi che si affermarono in quegli anni. L’Art Deco è stata il canto del cigno di una società in fermento, ma ha saputo influenzare fortemente tutti i decenni successivi, e sta vivendo attualmente una fase di riscoperta.

Obiettivo dell’esposizione è evidenziare il livello qualitativo e l’originalità delle arti decorative moderne, e l’importanza crescente che hanno assunto in relazione alle arti figurative, “sorelle maggiori” con cui si è sviluppato un rapporto sempre più serrato.

L’Art Deco come “arte di vivere” non poteva non influenzare lo stile in ogni ambito dell’ingegno umano: dagli arredi alla moda, dalle automobili ai manifesti pubblicitari, dal cinema alla musica. L’esposizione racconta attraverso documenti e testimonianze l’atmosfera frizzante degli anni del jazz e dei divi come Rodolfo Valentino, Greta Garbo e Marlene Dietrich, icone di un’epoca al tempo stesso tragicamente fatua e spensieratamente consapevole, come ne Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

 

Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro, 12
47121 Forlì FC
Tel.  +39 0543 712 659
Orari: da martedì a venerdì: 9.30-19.00
sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00.
La biglietteria chiude un’ora prima
Lunedì chiuso, tranne 17 e 24 aprile e 1 maggio

www.mostrefondazioneforli.it

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Dorelan “Go Green”. L’azienda spinge l’acceleratore su sostenibilità e green economy

«Siamo convinti che la sostenibilità sia un elemento strategico nello sviluppo d’impresa, capace di produrre benefici ambientali, sociali e anche economici – spiega Riccardo Tura, marketing manager Dorelan –. Crediamo, soprattutto, che investire nel green oggi sia una questione di responsabilità».

Convinzioni che motivano il recente ingresso di Dorelan all’interno dell’Osservatorio sulla Green Economy, GEO – Green Economy Observatory dello IEFEUniversità Bocconi di Milano. Il progetto, sostenuto anche dal Ministero dell’Ambiente, si propone di sviluppare, attraverso attività di ricerca e di approfondimento, i principali temi del dibattito sulla green economy, dando avvio a una piattaforma di dialogo e confronto tra istituzioni e imprese.

Una collaborazione importante che nel primo periodo sarà utile soprattutto a rilevare l’impatto ambientale non solo della produzione, ma anche dell’intero il ciclo di vita di un prodotto, dalla scelta delle materie prime al trasporto, dall’utilizzo fino allo smaltimento finale: questioni che toccano da vicino anche la cultura del consumatore finale.

L’adesione all’Osservatorio è solo l’ultima tappa, in ordine di tempo, di un impegno serio e concreto che da anni coinvolge l’azienda e che, oltre a generare nuove assunzioni (è stato creato un team di risorse appositamente dedicato allo sviluppo delle pratiche di sostenibilità), non sembra affatto ostacolare, anzi favorire, un fatturato in crescita costante.

In Dorelan, i 62.000 metri quadrati di sede produttiva, quasi equamente divisi tra spazi interni ed esterni, sono alimentati da un impianto fotovoltaico di potenza nominale pari ad 1 MW che riesce ad auto-produrre circa la metà dell’intero fabbisogno energetico dell’azienda.

Parte di questa energia viene immessa nella rete nazionale: nel 2015 Dorelan ha ceduto 703.170 kWhe, acquistando dalla rete 679.665 kWhe (di cui un 30 % proveniente da fonti rinnovabili). Questo significa che lo stabilimento produce tutta l’energia di cui ha bisogno in un anno solare.

I generatori di calore a condensazione assicurano un’efficienza energetica superiore al 100% e un basso impatto per l’emissione di sostanze inquinanti come l’ossido di azoto (NOX) e il monossido di carbonio (CO).

Nelle zone dedicate alla produzione il riscaldamento è a bassa temperatura con pannelli radianti a pavimento, che permettono di raggiungere rendimenti superiori al 100% del potere calorifico del combustibile utilizzato (gas metano).

La produzione di acqua calda sanitaria viene garantita da un impianto solare termico che copre il 70% del fabbisogno annuo di energia, mentre l’impianto di irrigazione viene rifornito grazie al recupero delle acque piovane.

L’illuminazione degli spazi interni viene effettuata tramite un impianto con apparecchi fluorescenti elettronici a basso consumo e dimmerabili in automatico, con sensori di presenza e luminosità che riducono il flusso e quindi il consumo di energia elettrica. All’esterno vengono impiegati apparecchi a LED a bassissimo consumo e di ultima generazione.

L’azienda è inoltre dotata di sistema di regolazione automatica BACS (Building Automation Control System) per la gestione coordinata, integrata e computerizzata degli impianti tecnologici.

Gli impianti termo-idraulici possiedono un sistema di regolazione automatica, mentre i lucernai apribili posti in copertura, come tutte le porte e portoni del fabbricato, sono gestiti da un sistema di building automation dotato di stazione meteorologica.

Non manca un sistema di monitoraggio dei consumi energetici dei vari reparti di produzione e dei servizi.

Dorelan raccoglie in modo differenziato: carta, plastica ferro, acciaio, toner, olii esausti per poterli destinare al recupero. Alcuni “scarti” di prodotto, inoltre, (nuovi ma non utilizzabili ad esempio per ragioni di forma e grandezza) vengono reimmessi sul mercato come materie prime utili in particolare in ambito edilizio continuando così il loro ciclo di vita

 

www.dorelan.it

www.geo.unibocconi.it

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Yeeply, la startup che ti aiuta a creare app e siti web, arriva in Italia

Dopo appena 5 anni dalla fondazione di questa startup di Valencia, oggi Yeeply è già una delle maggiori realtà europee nel settore della creazione di app e siti web. La sua piattaforma mette in contatto centinaia di programmatori, le cui competenze vengono verificate e certificate, con chi ha necessità di avere un sito web o un’applicazione.

Una piattaforma unisce sviluppatori e clienti

Nata in Spagna, oggi Yeeply è presente nella maggior parte dei mercati europei (Germania, Regno Unito, Francia e recentemente in Italia) e in Sud America (Messico, Brasile). Nel 2016 inizia il suo sbarco nel mercato italiano. Ma nel suo DNA ha sempre avuto una dimensione globale. I tecnici che materialmente si incaricano di creare app e siti si trovano soprattutto in Spagna e in Sud America, mentre i clienti sono solitamente europei. La piattaforma li mette in contatto in base alle caratteristiche del progetto e funge da unico intermediario per entrambe le parti, garantendo così il pagamento dei tecnici e la soddisfazione dei clienti finali. Poter disporre di centinaia di sviluppatori app e web in tutto il mondo permette inoltre di garantire prezzi sempre competitivi e poter assorbire qualsiasi carico di lavoro.

Un portfolio importante.

Centinaia sono i progetti sviluppati in questi anni, in ambito app, web e game. Tra i più famosi e importanti troviamo la app LaLigaTV, realizzata per il campionato di calcio spagnolo e molto popolare, e Groopify.  Dopo aver vinto diversi premi per startup ed aver aumentato il proprio organico, oggi Yeeply continua a crescere, nonostante la giovane età del suo team. Negli anni ha acquisito esperienza anche nella realizzazione di app aziendali, nella realtà aumentata e nella gamification.

Inizia a creare app per i clienti italiani

Yeeply si affaccia sul mercato italiano e ha tutte le carte in regola per replicare anche nel nostro paese il successo finora ottenuto. Il suo obiettivo è quello di diventare il partner di riferimento per aziende e giovani imprenditori. Le prime hanno la possibilità di rinnovare il loro sito web o creare app per sbarcare nel settore mobile. Per i privati invece è un’occasione per vedere realizzata la propria idea di app e creare attorno ad essa il proprio business.

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Piatti tipici della cucina molisana

Il Molise è la più piccola regione italiana dopo la Valle d’Aosta. Il suo aspetto territoriale, caratterizzato da una vasta area montuosa e una limitata area pianeggiante situata sulla fascia costiera, si riflette anche nella cucina.

Nelle zone più interne domina la tradizione gastronomica contadina e pietanze quali: la carne di maiale, aromatizzata e stagionata in vari modi; la Salsiccia paesana, la ventricina e le soppressate. Nella fascia costiera prevale invece una cucina a base di pesce (minestre,zuppe e risotti).

Tra gli antipasti molisani troviamo l’insalata di maiale, preparata con pezzettini di maiale bolliti e condititi con olio, sale e pepe; altra specialità regionale è la trippa di maiale che viene condita con peperoncino e finocchietto e fatta essiccare. Sulla fascia costiera troviamo invece la scapece di alicette (a base di alici, farina, aceto, olio, aglio e alcune foglie di salvia).

Piatti tipicamente molisani sono inoltre: la fascadielle, particolare tipo di polenta condito con sugo di ragù, ventresca e formaggio; i crioli con le noci, a base di pezzetti di baccalà e noci tritate; le tacozze con fagioli, tipica pasta molisana condita con un soffritto a base di aglio, cipolla, carota sedano e fagioli lessati; i maccheroni con la mollica, pasta condita con mollica di pane, olio, aglio e prezzemolo.

Tra i piatti a base di carne vanno menzionati: i larduocchi di maiale e peperoni sottaceto; la checcètta di testine di agnello o capretto, ricoperte di molliche di pane, aglio, olio e prezzemolo; la coscia di agnello ripiena di lardo, aglio, olio, sale e prezzemolo.

Ma non mancano i piatti a base di pesce come: il baccalà fritto o cucinato al forno con le patate; le triglie alla n´gorda, ripiene di molliche di pane raffermo; gli scampi ubriachi, conditi con cipolla, basilico, prezzemolo e peperone.

Tra i dolci troviamo: i cauciuni ripieni di pasta di ceci; le caragnole, tipico dolce natalizio preparato con fettucce di pasta; le peccellate, ripiene di marmellata o mosto cotto; i caggiunitti di castagne, cioccolata fondente e mandorle; le ceppelliate di marmellata di amarene; i classici amaretti a base di mandorle e uova.

Vini tipici del Molise sono infine: il Biferno, tipico della provincia di Campobasso, che si produce utilizzando vitigni rossi e bianchi; il Pentro di Isernia, prodotto nei territori della provincia di Isernia e realizzato con vitigni rossi, bianchi e rosati.

Cucineconvista.it, il sito dove puoi trovare le ricette a tema.

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Uc Sampdoria: è online il museo virtuale

Il nuovo museo virtuale dedicato alla squadra genovese dell’UC Sampdoria racconta la nascita, l’evoluzione, la storia e le vicissitudini dei pionieri del calcio di inizio ‘900 e la trasformazione del gioco del calcio dagli albori ad oggi.

UC Sampdoria: la storia e i contenuti del museo multimediale

All’interno del sito il visitatore potrà anche trovare tutti i dettagli sulle squadre progenitrici dell’attuale UC Sampdoria: Andrea Doria, Sampierdarenese, Dominante e Liguria.

La narrazione prosegue poi fino alle avventure sportive dell’attuale squadra blucerchiata, a partire dalla nascita avvenuta nel 1946 fino ad oggi.

Navigando il sito è quindi possibile ripercorrere la storia della compagine genovese grazie alla possibilità di consultare varie sezioni tematiche dedicate agli oggetti di collezionismo, ai video, alla musica, alle immagini e alle foto della squadra e della tifoseria.

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URL redirects: attenzione al posizionamento SEO!

Gli URL redirects (reindirizzamenti) sono utilizzati dai webmaster per segnalare ai visitatori o agli spider dei motori di ricerca dove dirigersi se la pagina che richiedono non è più disponibile.

Anche se questo concetto è abbastanza semplice, molti sviluppatori di siti web utilizzano i reindirizzamenti in modo errato con impatti – talvolta anche gravi – sul posizionamento SEO.

URL redirects: esempi di utilizzo

Ci sono molti motivi per cui gli sviluppatori web hanno bisogno di utilizzare una o più URL redirects, come ad esempio:

  • nel caso di spostamento o di eliminazione di una pagina, di un articolo e più in generale di un contenuto web
  • nel caso di acquisto di un nuovo dominio e conseguente necessità di migrare tutte le pagine dal vecchio sito al nuovo
  • quando si vuole unire due siti web in uno
  • se si desidera dirigere il visitatore verso una nuova destinazione

Utilizzando i reindirizzamenti URL in modo corretto, il visitatore non sarà in grado di accorgersi di essere “trasportato” in un’altra pagina, ma i webmaster devono avere ben chiaro che se si commette un errore si può influire negativamente nel posizionamento SEO della singola pagina o dell’intero sito web.

Tipi di reindirizzamenti

Ci sono vari tipi di URL redirects, che possono essere utilizzati in situazioni diverse.

Se hai bisogno di reindirizzare una o più pagine del tuo sito web, rifletti attentamente su quale tipo di redirezione è necessario utilizzare, in modo da non danneggiare l’autorità di dominio ed il posizionamento SEO del tuo sito web.

Vediamo ora alcuni dei più utili e diffusi tipi di reindirizzamento:

  • Reindirizzamento permanente (http status code 301): questo redirect dovrebbe essere usato quando si sta cancellando definitivamente una pagina e la si vuole spostare in un’altra posizione senza perdere il posizionamento SEO.
  • Reindirizzamento temporaneo (http status code 307): viene utilizzato per assicurarsi che i visitatori del sito non possano aggiornare più volte una pagina che contiene dati sensibili, come ad esempio i dati della carta di credito inseriti durante il processo di acquisto di un sito di e-commerce.
  • Errore 404: l’errore 404 è un modo per segnalare ai visitatori che una pagina del sito web non esiste più.
  • Errore 410: questo codice di errore serve per gestire adeguatamente le URL obsolete (ed indicizzate) del vostro sito. Tramite il reindirizzamento 410 potrete quindi comunicare ai motori di ricerca che la pagina non esiste più.

Come controllare le redirezioni con Google Search Console

La Search Console di Google consente agli sviluppatori di verificare la presenza di errori 404 e di correggerli senza cercare manualmente i singoli errori su ogni pagina.

Convalidando il tuo sito e accedendo alla Google Search Console potrai quindi individuare rapidamente i problemi che Google sta avendo durante il tentativo di scansione del tuo sito.

Conclusione

Gestire e monitorare gli URL redirects ti permetterà di evitare problemi, e potrai correggere eventuali errori prima che abbiano impatti sul posizionamento SEO.

Essere consapevoli di come funzionano i redirects, ti permetterà di conservare intatta l’autorità di dominio e potrai essere sicuro di non perdere traffico organico a causa di URL redirects errati o in presenza di pagine con errore 404.

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EVEHO GROUP SIGLA ACCORDO CON LA CONFESERCENTI PROVINCIALE DI FIRENZE

Eveho Group, giovane società leader nella consulenza volta a sostenere e valorizzare le aziende partner attraverso la promozione e diffusione dell’eccellenza del sistema produttivo italiano, compie un passo importante nel suo percorso evolutivo siglando un accordo con Confesercenti Provinciale di Firenze.

Confesercenti Provinciale di Firenze nasce nel 1971 per tutelare e promuovere gli interessi delle piccole e medie imprese commerciali e dei servizi. Negli anni successivi la Confesercenti ha organizzato anche il settore del turismo e delle PMI in generale ed é cresciuta, giungendo a rappresentare, su tutto il territorio nazionale – 16 sedi regionali, 105 sedi provinciali ed oltre 1.000 sedi comunali/zonali – 240.000 aziende con oltre 500.000 addetti. Con oltre  12.000 Confesercenti Firenze annovera ben 18 sedi nella città metropolitana.
Confesercenti rappresenta uno strumento importante ed incisivo di tutela e di evoluzione dell’imprenditoria. Lo sviluppo economico, la solidità delle imprese e la crescita dei redditi, rappresentano gli obiettivi centrali della Confederazione, che avanza continuamente proposte per orientare le pubbliche Istituzioni verso quelle scelte ottimali che tengano conto della peculiarità del mondo produttivo.
Come associazione di imprese, la Confesercenti svolge nei confronti del propri associati non soltanto funzioni di rappresentanza sindacale, ma anche di individuazione e offerta di nuove opportunità imprenditoriali, tra queste, appunto, la Eveho Group la cui Mission aziendale è quella di sostenere le aziende partner nel loro complesso, raccogliere le nuove sfide internazionali e diffondere contestualmente la peculiarità e l’eccellenza del sistema produttivo italiano oltre i confini nazionali. Come dichiarano Francesco Mancuso, CEO di Eveho Group Ltd e Alberto Marini Direttore Confesercenti Firenze : «Oggi la maggior parte delle Piccole e Medie imprese italiane, l’80% del nostro tessuto imprenditoriale,  non riesce ad esportare i propri prodotti per svariati motivi,  da quello linguistico, alla mancanza di conoscenza dei mercati, dei prezzi, della concorrenza a volte spietata e di tutte quelle informazioni che difficilmente sono alla portata dell’impresa se non attraverso ingenti investimenti. Il Gruppo Eveho è modulato proprio per sopperire a questa esigenza. Il nostro obiettivo è quello di accompagnare le aziende italiane nostre clienti ad avviare rapporti seri e continuativi con potenziali committenti esteri.»

In considerazione dell’importanza della consulenza e dell’internazionalizzazione Eveho Group e Confesercenti creeranno sinergie finalizzate a realizzare tutte quelle attività informative e formative per elevare la cultura d’impresa e renderla più consapevole delle regole e delle opportunità del settore, di partecipazione a momenti di programmazione di attività generali e incontri specifici con imprenditori , a tutto vantaggio delle PMI italiane, vero fiore all’occhiello dell’eccellenza Made in Italy  in ambito industriale, manifatturiero e commerciale. .

 

Ufficio Stampa Confesercenti
P.zza Pier Vettori 8/10, Firenze
055/2705222
[email protected]

Ufficio Stampa Eveho Group

[email protected]

Eveho Srl – Sede Legale e Operativa

Via Francesco Anzani n. 9   – 22100 Como

www.evehogroup.com

Tel. +39 031 5140063 – ra

 

 

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Search Engine Optimization: cosa è?

Con il termine ottimizzazione SEO (in inglese Search Engine Optimization) si indicano tutta una serie di attività volte a migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca (Google, Bing, Yahoo!, ecc.) al fine di migliorare o conservare il posizionamento nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti.

Search Engine Optimization: obiettivi

L’ottimizzazione SEO ha come obiettivo l’incremento della visibilità di un sito web all’interno dei motori di ricerca, ottenuto grazie all’aumento del traffico che un sito web riceve tramite i motori di ricerca (definito traffico organico).

L’ottimizzazione per i motori di ricerca comprende attività di (almeno) due tipi:

  • ottimizzazione on-page: attività effettuate direttamente sul sito web (ad esempio sul codice)
  • ottimizzazione off-page: attività svolte al di fuori del sito web (ad esempio tramite la link building o link earning)

Altri esempi di attività SEO on-page possono essere:

  • l’ottimizzazione della struttura del sito e degli url (url optmization)
  • l’ottimizzazione per gli spider (robot and sitemap optimization)
  • l’ottimizzazione del codice sorgente (code and error optimization)
  • l’ottimizzazione dei link (link optimization)
  • l’ottimizzazione delle immagini, della pagina web o dei contenuti.

La differenza tra posizionamento organico e sponsorizzato

In generale l’ottimizzazione SEO, eseguita per migliorare ranking e visibilità sui motori di ricerca, può essere eseguita tramite:

  • l’ottimizzazione per i motori di ricerca vera e propria (on-page o off-page)
  • la pianificazione ed esecuzione di attività Pay per click

La differenza principale è data dalla tipologia e dall’ambito di intervento: le attività di ottimizzazione SEO infatti influenzano il posizionamento organico mentre le attività di tipo Pay per Click permettono il posizionamento sponsorizzato (a pagamento).

Altra differenza riguarda le tempistiche nel raggiungimento degli obiettivi: le attività SEO portano risultati nel medio e lungo periodo, invece gli effetti delle iniziative Pay per click sono a breve e brevissimo termine.

Le tecniche dell’ottimizzazione per i motori di ricerca

L’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca comprende varie operazioni tecniche che vengono effettuate su:

  • codice HTML
  • contenuti delle pagine web del sito
  • struttura ipertestuale complessiva

È indispensabile anche l’attività esterna al sito (ottimizzazione off-page), solitamente effettuata con tecniche di link building, diffusione di comunicati stampa e campagne di article marketing.

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Sale da ballo, balere e discoteche: nascita e storia

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  • 20 Febbraio 2017

Le discoteche nascono intorno agli anni ’60 come locali frequentati da giovani dove si ascolta bella musica. Il boom si ha negli anni ’70; si tratta di strutture, ove viene “passata” musica ballabile e si differenziano per le dimensioni e la collocazione. Nell’immaginario collettivo rappresentano un luogo in cui è possibile estraniarsi dalla realtà. Nelle località turistiche tali locali sono all’aperto, sono accessoriati di piscine e vengono serviti cocktail per tutti i gusti. Le sale da ballo di città sono poste in periferia, in modo da non arrecare fastidio agli abitanti, sono al chiuso e spesso sono aperte solo il fine settimana. Spesso tra tali locali estivi o di città non sussiste alcuna differenza.  Attualmente nelle città universitarie inoltre, restano aperte per tutta la settimana.

La discoteca dagli anni ’50 ad oggi

La sua nascita si fa risalire al 1954 al “Le Whisky a go go” di Paul Pacini, A quel tempo nelle notti parigine una giovane show girl di origine belga in arte “Regine” era l’animatrice incontrastata delle notti di ballo. Fino ai primi anni ’60 nei luogo di villeggiatura termali e balneari,  gli sport club offrivano servizi musicali. Con l’avvento del benessere economico, nella Riviera Romagnola sorgevano i primi grandi locali. Il fenomeno nasce dapprima dalla presenza dei famosi jubox, fino ad espandersi rapidamente in una vera e propria tendenza. Nascono luoghi da ballo, chiamate anche balere, che rappresentano le discoteche popolari; locali più lussuosi in posti come Alassio, Forte dei Marmi. Tra le prime discoteche a Roma ricordiamo lo storico Piper, oggi ne troviamo tantissime come il Room 26 Roma, il Vinile e moltre altre dislocate tra il centro e il quartiere Eur, nuovo polo della movida romana. Nel 1970 , in Italia si trovano sale da ballo con musica dal vivo il disc jockey che si occupava di metter i dischi. Nasce l’arte del mixaggio, la discomix; si può distinguere la musica bianca di provenienza europea e la musica nera, la musica lenta che portava alla nascita del famoso ballo lento o la musica veloce detta shake. Nei primi anni ’70 imperversa il liscio con Roul Casadei. In Emilia Romagna, tali locali hanno rappresentato è rappresentano un luogo che caratterizza la vita dei romagnoli, i quali immancabilmente il sabato sera, vanno a ballare. Nel 1980, si ha un cambio di musica si passa dalla Discomusic alla Musica Elettronica, cambia anche la discoteca, il pubblico. Nel 1983 al Festival della Canzone di San Remo, vengono realizzati raggi laser come scenografia, nelle trasmissioni come Fantastico viene suonata la dance. Nel 1990, cambia il genere di musica prende piede la House, che determina un cambiamento fisico delle discoteche. Infatti i locali diventano sempre più grandi, si dividono le sale, si afferma il modello multisala. Nascono, per i ragazzi, le discoteche pomeridiane; insomma il ballo e le discoteche prepotentemente, si affermano nella cultura italiana. Col tempo si affermano altri generi musicali come il raggae, la techno ed altri. Tutto ciò porta alla rielaborazione del concetto di locale da ballo; si dà peso alla sicurezza della struttura, alla presenza di porte anti panico, della presenza dei vigili del fuoco e di buttafuori, i quali devo bloccare e null’altro personaggi rissosi. All’ingresso si fa una selezione degli ospiti per evitare problemi all’interno. Anche l’estetica cambia; cambiano le illuminazioni, i divani, le decorazioni alle pareti . Ovviamente l’elemento base è la pista da ballo. Sebbene il tempo sia passato, i locali in cui si balla sono sempre di moda, sono presi d’assalto e rappresentano luoghi in cui la gente vuole evadere, lasciare a casa i problemi e divertirsi completamente, andando spesso fuori ogni schema e giudizio.

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Afrodisiaci: i nemici della prostata favoriscono l’eiaculazione precoce

Secondo la Società Italiana di Urologia (SIU), se tra parenti di primo grado vi sono casi di tumore della prostata, le possibilità di contrarre il tumore della prostata per un uomo aumentano di ben 4 volte. Inoltre le statistiche dimostrano che il tumore della prostata colpisce circa 46 mila italiani l’anno e che 9 mila di essi muoiono per tale patologia.

Dati non eccessivamente allarmanti ma preoccupanti questi, in quanto è sovente trascurare dei campanelli dall’arme che invece indicano il progredire della malattia. Il tumore della prostata è un male ad oggi curabile nel 78% dei casi, solitamente l’asportazione chirurgica risolve anche i casi più estremi, ciò non toglie che il tumore della prostata comporti una serie di problematiche spesso legate alla sfera sessuale dell’uomo che ne soffre. Per questa ragione la SIU ha promosso un decalogo dei cibi che danneggiano la prostata e favoriscono l’ eiaculazione precoce.

Tumore della prostata ed eiaculazione precoce

Secondo le ricerche ed i test di laboratorio, circa il 56,5 % degli uomini affetti da tumore della prostata, soffre contestualmente di eiaculazione precoce. Infatti il carcinoma irritando la prostata sfasa i ritmi che regolano il riflesso eiaculatorio comportando, di conseguenza l’ eiaculazione precoce. In tal caso l’ eiaculazione precoce va vista come “campanello d’allarme” e sta ad indicare che qualcosa nell’organismo non funziona correttamente.

Tuttavia è frequente la presenza di disturbi sessuali anche a seguito dell’asportazione chirurgica del tumore della prostata, in molti casi i farmaci usati per curare i problemi di prostata comportano o l’ eiaculazione precoce o la totale/parziale impotenza dei soggetti in trattamento con tali farmaci. In questi casi la soluzione migliore, per risolvere l’ eiaculazione precoce e l’impotenza, risiede nel trattamento farmacologico con Priligy dapoxetina (nel caso dell’ eiaculazione precoce ) e con Viagra, Cialis o Levitra (nei casi di impotenza).

Il ruolo dei cibi afrodisiaci

Nel decalogo promosso dalla Società Italiana di Urologia vengono elencati una serie di cibi considerati afrodisiaci, ma che in realtà costituiscono un serio pericolo per la prostata stimolando la comparsa dell’ eiaculazione precoce. Peperoncino, crostacei e cioccolato sono dunque da evitare, mentre vanno ridotti i consumi di birra, pepe, insaccati, spezie e caffè che se non hanno una diretta responsabilità nella comparsa dell’ eiaculazione precoce, certamente non aiutano in caso di tumore della prostata.

Ancora, nel decalogo viene sottolineata l’ importanza dell’attività sessuale frequente, in quanto periodi prolungati di astinenza provocano il ristagno delle secrezioni nella ghiandola prostatica con possibile infezione seminale e conseguente eiaculazione precoce.

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Il Gal L’Altra Romagna illustra il Piano di Azione Locale 2014-2020 all’Unione di Comuni della Romagna forlivese

Presso la Sala Giunta del Comune di Forlì, il Gal L’Altra Romagna, ha presentato le proprie azioni inerenti il Piano di Azione Locale 2014-2020 del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna, in un incontro dedicato all’Unione di Comuni della Romagna forlivese.

In particolare, il Presidente Bruno Biserni e il Direttore Mauro Pazzaglia, hanno illustrato le opportunità, le risorse finanziarie a disposizione e le azioni previste per gli Enti pubblici dal proprio Piano di Azione Locale.

Gli Enti pubblici rappresentano una parte molto importante di stakeholder potenziali beneficiari; nei loro confronti sono stati previsti quasi 4 milioni di € sui circa 10 milioni di  € assegnati al GAL da parte della Regione Emilia Romagna per l’attuazione della Strategia riguardante il territorio rurale di competenza, costituito da 25 Comuni (20 della Provincia di Forlì-Cesena e 5 della Provincia di Ravenna).

Presenti all’incontro:

  • Drei Davide, Presidente dell’Unione e Sindaco di Forlì
  • Carnaccini Marco, Assessore del Comune di Dovadola
  • Fratto Gabriele Antonio, Sindaco di Bertinoro
  • Marianini Ilaria, Assessore del Comune di Santa Sofia
  • Menghetti Marco, Sindaco di Premilcuore
  • Milandri Claudio, Sindaco di Civitella di Romagna
  • Pieraccini Luigi, Sindaco di Castrocaro Terme e Terra del Sole
  • Roccalbegni Valerio, Sindaco di Modigliana
  • Scalzulli Potito, Assessore del Comune di Galeata
  • Toledo Luigi, Sindaco di Portico e San Benedetto
  • Vietina Simona, Sindaco di Tredozio

 Tale incontro chiude la serie di presentazioni del Piano di Azione Locale 2014-2020 svolte con ogni Unione dei Comuni del territorio forlivese-cesenate e faentino.

Dopo aver incontrato, infatti, la Giunta dell’ Unione dei Comuni faentina il 3 novembre, il confronto con le Unioni è proseguito il 2 dicembre  con la giunta dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio, e il 7 dicembre con la Giunta dell’Unione dei Comuni Rubicone e Mare.

                                                      L’Ufficio stampa

                                                    Gal L’Altra Romagna

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Spettacolo Viaggiante. Il portale delle attrazioni.

Spettacolo Viaggiante è il nuovo portale rivolto a tutti gli operatori e le agenzie di eventi e comunicazione che sono alla ricerca di idee e soluzioni originali da inserire all’interno della propria offerta commerciale.

All’interno del sito Spettacolo Viaggiante è possibile richiedere informazioni e preventivi per il noleggio di gonfiabili e giostre per bambini, come il noleggio di un bruco mela, detto anche brucognam, o della giostra carosello, oppure per una pista di pattinaggio o per un toro meccanico, ideale per organizzare anche veri e propri rodei.

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Orologi Daniel Wellington: la raffinatezza del Classic black

Molto più di un semplice accessorio di moda:  l’orologio Daniel Wellington Classic Black è uno dei prodotti capaci di catturare l’attenzione dei fashion addicted e non solo. La prima volta che avrai modo di ammirarlo da vicino potrai notare che una caratteristica del Classic Black da 33 mm è quella di mantenere fede a una linea davvero basic e semplice proposta dal brand. L’idea infatti è quella di riuscire a dimostrare la versatilità di questo accessorio fashion.

 Le caratteristiche tecniche del Classic black

Ha una cassa in acciaio da 36 mm e spessore di 6 mm; la sua cassa è placcata in oro rosa, colore scelto anche per i dettagli interni e monta un quadrante di colore nero. Il suo cinturino è in pelle nera, un materiale che riesce sempre a sposarsi al meglio sia a look eleganti che più casual. Potrai essere tu a scegliere un altra variante del cinturino, così da avere il ricambio più adatto a te: oltre alla versione in pelle nera troverai la pelle con effetto coccodrillo e in tessuto nero.

L’orologio, che usa il meccanismo al quarzo, è impermeabile fino a 30 mt, funzione interessantissima che ti permetterà di poterti lavarare le mani senza correre il rischio di rovinarlo.

Da notare che il modello Daniel Wellington Classic Black 36 mm è anche disponibile con placcatura color argento. 

La sua variante diretta è il Classic Black da 40 mm che puoi acquistare a questa pagina: https://www.orologipolso.org/daniel-wellington/. Che cosa cambia? Questa linea prevede 8 tipologie di modelli che si contraddistinguono solo per il materiale usato per il cinturino. Tale accessorio è proposto con il quadrante color nero e lancette placcate in oro rosa con una cassa che è disponibile in argento. Anche in questo caso il suo meccanismo è al quarzo con movimento giapponese.

Il prezzo di acquisto del Classic Black

Oltre ad avere un aspetto interessante, un design minimal ma ricercato e la possibilità di personalizzarlo a livello di colorazioni, gli orologi Daniel Wellington sono amati per il prezzo contenuto con cui vengono messi in vendita. Il Classic Black per esempio è uno dei modelli più interessanti poiché costa 169,00, cifra davvero interessante, tenendo conto il tipo di accessorio che andrai ad acquistare.

Se hai voglia di cambiare il tuo vecchio orologio, o comprarne uno per la prima volta, questa è la scelta più adatta per te, perché con una spesa contenuta potrai finalmente mettersi al polso un modello che sia di tendenza.

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Raccolta Differenziata a Cori: ecco cosa cambia

Riorganizzazione del servizio, attività educative e la nuova app Wikiwaste le principali novità per raggiungere quota 65%.

Il Comune di Cori, che ha chiuso il 2016 a quota 64% di raccolta differenziata, tra le realtà più virtuose del Lazio, vuole raggiungere l’obiettivo del 65% previsto dalla legge. Per questo l’Amministrazione Comunale e il Consorzio Formula Ambiente hanno deciso di potenziare il servizio di raccolta rifiuti.

Nei prossimi giorni gli utenti riceveranno a casa un nuovo kit per la raccolta differenziata: sacchi compostabili, sotto lavello per l’organico, sacchi gialli per la plastica e sacchi grigi per i materiali non riciclabili. Su questi ultimi dovrà essere applicato un Qr-Code fornito con il kit, univoco e associato all’utenza, per tracciare e verificare la quantità di materiale non riciclabile prodotto. Sarà consegnato anche il calendario della raccolta e un opuscolo informativo.

A richiesta verrà consegnato un mastello rosso, per conferire pannolini, pannoloni e traverse sanitarie. Ad alcune utenze verranno consegnati mastelli e carrellati a seconda delle specifiche esigenze.

Cambiano gli orari d’apertura del centro di raccolta comunale di Cori (martedì e giovedì, ore 14 – 17; mercoledì e sabato, ore 8 – 12) e dell’ecosportello allestito nella delegazione comunale di Giulianello (tutti i venerdì, ore10 – 12).

È prevista l’installazione di 5 contenitori per lo smaltimento degli oli alimentari esausti: 1 presso il Centro Comunale di Raccolta, 1 nel parcheggio dell’Eurospin e gli altri accanto alle casette dell’acqua.

Già da oggi si può usufruire della nuova applicazione per smartphone Wikiwaste, creata dalla Cooperativa ERICA per consultare le principali informazioni sul servizio rifiuti: dove, come e quando conferire in modo, ricevere news e segnalare in tempo reale discariche abusive o situazioni di degrado ambientale.

Nella sezione “abbandoni e segnalazioni”si possono inviare al Comune comunicazioni e fotografie per un intervento tempestivo di pulizia. In caso di dubbi su dove conferire, nella sezione “Dove lo butto?” si può inserire il rifiuto di cui ci si vuole disfare e ricevereindicazioni sul suo corretto conferimento.

Gli aggiornamenti sulla campagna “Obiettivo 65% – Raccolta differenziata, una scelta consapevole” saranno disponibili sulla pagina Facebook dedicata all’iniziativa Cori Differenzia.

Marco Castaldi

Addetto Stampa & OLMR

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Installazione ascensori e manutenzioni a Milano

Una delle cose più importanti da considerare quando si parla di installazione di ascensori è sicuramente la parte che riguarda la manutenzione periodica, un controllo che deve essere sempre effettuato con la massima accuratezza possibile. Lo svolgimento di questi controlli deve essere sempre affidato a una ditta all’altezza del compito in modo da avere un riscontro oggettivo della qualità del loro operato.

Non sempre un risparmio nell’immediato o tariffe più basse corrisponde a qualità, anzi, spesso potrebbe rappresentare una perdita nel lungo periodo: quando gli impianti sono sottoposti a controlli non eccellenti possono andare incontro a rischi maggiori e possono verificarsi problemi come ad esempio guasti o malfunzionamenti che possono essere legati all’usura.

Chi deve scegliere un servizio di manutenzione ascensori dovrebbe considerare la possibilità di rivolgersi a un leader del settore, a una ditta seria e competente che assicurerà che gli impianti vengano controllati in modo meticoloso tanto da permettere un ottimo funzionamento dell’impianto.

In questi servizi di alto livello e nell’installazione di ascensori a Milano è specializzata la ditta Ma.Ri.Pa. srl che da quasi cinquant’anni lavora in questo settore ascensoristico e sicuramente rappresenta un punto di riferimento sul territorio affidabile e altamente specializzato nelle verifiche periodiche sugli impianti elevatori.

Ma.Ri.Pa. offre un servizio multimarca e quindi opera su qualunque tipo di ascensore.

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Strategie di comunicazione visiva in ufficio

La comunicazione visiva in ufficio è un aspetto molto importante soprattutto se il locale è aperto al pubblico. Un impatto visivo positivo è fondamentale per i nuovi potenziali clienti che entrano e favorisce nuove opportunità di affari e di crescita professionale. Le strategie di comunicazione visiva aziendale sono moltissime, ma prima di tutto bisogna capire che cosa significa comunicazione visiva. La frase stessa lo dice, è il modo di interagire con il pubblico o i clienti attraverso tutto quello che si vede. Ogni realtà imprenditoriale deve scegliere il proprio modello, adatto all’attività svolta e alla personalità della ditta, che deve avere la caratteristica peculiare di differenziarsi da tutte le altre per riuscire ad emergere. Un ufficio deve essere ordinato e ben organizzato, in modo che chiunque entri percepisca una sensazione di professionalità e serietà. Ogni azienda deve avere un proprio logo ed immagini coordinate, ossia stemmi, colori, biglietti da visita, carta intestata, gadget, simboli, foto e disegni, che abbiano scritte con un carattere tipografico ben determinato e in armonia con le figure.

La comunicazione visiva in ufficio è data anche dall’arredamento, in linea con l’attività svolta e con colori e disegni che riprendono il logo o il simbolo. A volte si usa il termine di identità societaria per rappresentare tutte le caratteristiche visive e non che una ditta deve avere per distinguersi dai concorrenti; secondo un famoso designer tedesco trasferitosi negli Stati Uniti, l’identità societaria si distingue in due moduli: il nucleo, che è stato generato dei suoi fondatori e deve essere fisso e immutabile e il nucleo esteso, che si relaziona con il mondo e deve essere sempre fedele all’identità aziendale. La dichiarazione di intenti, meglio nota come mission aziendale, deve evidenziarsi in ogni singolo particolare visivo; i colori e le strategie di comunicazione visiva saranno ben diverse tra un’azienda produttrice di giochi per bambini e un’impresa di pompe funebri.

Le aziende più grandi ed organizzate mettono sempre a punto un piano di strategia di comunicazione visiva che generalmente si avvale di tutti i mezzi a disposizione della tecnologia moderna. Non solo Internet, ma anche cataloghi, brochure, volantini e manifesti. Una ditta deve comunicare sempre con i propri clienti per fidelizzarli e con i potenziali nuovi clienti per riuscire ad acquisirli; è fondamentale la comunicazione con il mondo esterno lavorativo e privato. Generalmente nell’ambito dell’attività professionale svolta al chiuso, le strategie di comunicazione visiva in ufficio vengono affidate ad esperti del settore, che sono in grado di catturare l’attenzione del pubblico e creare emozioni positive in chiunque entri dentro il locale.

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Cucinare con un fornetto elettrico

Il fornetto elettrico è un elettrodomestico che viene usato ogni giorno da milioni di persone, grazie alle funzioni presenti negli ultimi modelli è possibile cucinare praticamente di tutto. I forni di ultima generazione sono semplici e funzionali, non come i vecchi fornetti di una volta. Considera che in commercio si trovano modelli grandi e modelli piccoli, se sei single è meglio che utilizzi un fornetto con una capacità 15-20 litri, se invece hai una famiglia piuttosto numerosa è meglio che compri un forno capiente con una capacità di almeno 25-30 litri. Se invece vuoi esagerare puoi sempre puntare su un fornetto da 55- 60 litri.

In questi ultimi decenni in tv e su internet sono presenti tanti programmi e video dedicati alla cucina, non ti sarà difficile reperire delle ricette semplici e gustose da preparare in casa con il tuo forno elettrico. La cosa più importante è imparare a cucinare nel modo giusto, ogni tipo di alimento va cotto in un certo modo per poter beneficiare maggiormente in bontà e gusto.

Facciamo un piccolo esempio con la carne. Sicuramente avrai cucinato una bistecca in tanti modi e avrai visto che quando la cucini in padella ha un sapore differente di quando la cucini nel forno e nel barbecue. La stessa cosa per le verdure, quando le fai bollite hanno un sapore differente da altri tipi di cotture. Guarda le patate, le puoi mangiare fritte, bollite, al forno, sempre sapori diversi.

Per questo è importante saper cuocere un prodotto nel modo giusto, quindi anche nei tempi giusti e alla temperatura ideale…. se vuoi imparare ad usare un forno elettrico ti consiglio di leggere qualche articolo in proposito.

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“Clicca il neo”: la app per la diagnosi dei tumori della pelle

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  • 17 Febbraio 2017

Un nuovo strumento per la prevenzione del tumore della pelle: “Clicca il neo”, la app per monitorare nei, macchie e lesioni sospette dal proprio smartphone . 

Bergamo, 17 febbraio 2017 – La salute è a portata di clic grazie a «Clicca il Neo», la app per identificare i nei sospetti direttamente dal proprio smartphone.

Il metodo è sicuro, veloce, efficace. Tramite l’applicazione, basta fare una foto alle macchie o alle lesioni a rischio, e inviare l’immagine all’esperto che, nel più breve tempo possibile, invierà la risposta.

La app è stata messa alla prova dallo studio sperimentale svolto dal 10 ottobre 2016 al 3 febbraio scorso,  in Ats Bergamo dal Centro Studi Gised e sostenuto da LILT grazie a Fondazione Credito Bergamasco. 211 dipendenti di Ats Bergamo hanno usato «Clicca il Neo», mentre 213 hanno fatto ricorso agli strumenti di monitoraggio tradizionale. Il livello di accuratezza è risultato equivalente. Con un punto in più per la app: chi l’ha utilizzata, ha risparmiato tempo  vitale e denaro.

«Tra le malattie cutanee, il melanoma è una delle cause principali di mortalità – spiega la dott.ssa Mara Azzi, Direttore Generale Ats Bergamo -, ma educazione e screening sono un mezzo importante di prevenzione e diagnosi precoce. Per questo credo molto in “Clicca il Neo”, che con la sperimentazione ha dimostrato come le nuove tecnologie permettanno una diagnosi precoce e una rapida valutazione da parte dello specialista, riducendo le liste d’attesa e indirizzando i pazienti più a rischio alla visita specialistica. “Clicca il Neo” è uno strumento che sfrutta le competenze specialistiche e sviluppa la consapevolezza, la responsabilizzazione verso la propria salute».

Per scaricare la App e per informazioni http://www.centrostudigised.it/clicca_il_neo.html

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Location originali per matrimonio: un sì fuori dalle righe

Il matrimonio più tradizionale è ormai passato di moda. Oggi sono sempre di più le coppie che scelgono di dirsi di sì in maniera non-convenzionale e che optano per location uniche, originali e ricche di suggestione. Cerchi qualche idea per il tuo ricevimento di nozze? Eccole!

In treno

Una soluzione sempre più diffusa e apprezzata per originalità, funzionalità e anche per un certo gusto allegorico: il matrimonio in treno è una trovata accattivante e ricca di fantasia. Un vagone dedicato alla coppia e agli invitati, agghindato per l’occasione all’interno di vecchi treni in legno da un fascino intramontabile. Iniziare la nuova vita con un viaggio, scendere in un luogo diverso da quello in cui eravate saliti… un modo romantico di giurarsi amore eterno!

In una serra

Il matrimonio nella serra è una soluzione incantevole. Il tendone lascia che le stelle si mostrino, in un contesto bucolico, suggestivo, incredibilmente stimolante, tra gli odori intensi dell’erba tagliata e l’aria fredda della campagna. Un matrimonio dai canoni senza dubbio fuori dagli schemi, per le coppie che più sanno apprezzare le suggestioni bucoliche e per invitati che potranno sbizzarrirsi nei look più particolari; d’altronde, la moda abiti da cerimonia Lecce come a Milano è sempre più varia e sfaccettata.

In una cantina vinicola

Oh, la tempra del legno delle botti, l’intensità del buio accennato, il gusto corposo dei vini d’annata. Questo e tanto ancora è il matrimonio in una cantina vinicola, in location incredibili e con quel gusto antico difficile da descrivere con le parole.

In riva al mare

Il matrimonio in riva al mare è quasi un classico, almeno nelle intenzioni di molti, anche se in pochi hanno poi il coraggio di osare. In effetti, un matrimonio sulla sabbia presenta una serie di inconvenienti e impone di predisporre un’alternativa al chiuso in caso di maltempo; ma cosa c’è di più romantico di promettersi amore eterno con lo sguardo che volge all’orizzonte marino?

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Agriturismi sempre più scelti per la settimana bianca: 236 euro la spesa media

La vacanza in agriturismo non va soltanto intesa come un’occasione di contatto con la campagna, magari nei mesi più caldi dell’anno: sempre più persone scelgono questo tipo di strutture ricettive anche per la settimana bianca. Secondo un’indagine di Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it), partner di Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it) e leader del settore, chi ama sciare ma non vuole rinunciare al risparmio e a un’esperienza più diretta col territorio opta per un agriturismo, spendendo mediamente 236 euro a settimana. Cifra, questa, che garantisce un risparmio del 35% rispetto a un hotel di pari categoria.

Lo studio ha preso in considerazione le province italiane in cui sono presenti agriturismi che distano al massimo 30 minuti di auto da un comprensorio sciistico: confrontando i dati con quelli dell’anno scorso è emerso un aumento dell’interesse da parte degli stranieri, la cui domanda per i mesi di gennaio e febbraio è aumentata del 9%.

Le province più gettonate e i prezzi

La regione che occupa i primi due posti della classifica delle province più richieste per la settimana bianca in agriturismo è il Trentino Alto Adige: al primo posto troviamo Bolzano, dove la spesa di 215 euro a persona risulta più bassa della media nazionale, seguita da Trento con prezzi più alti, pari a 251 euro. La sorpresa più grande è quella del terzo posto del podio, occupato da Catania e dalle sue località alle pendici dell’Etna, area sempre più conosciuta e ambita dai turisti italiani e non solo. Qui la spesa per la settimana bianca risulta più alta della media ed è pari a 280 euro a persona.

La provincia di Cuneo è quarta, grazie soprattutto alle strutture nella zona del Monviso: qui la spesa media per una settimana è pari a 202 euro. La Val Brembana porta Bergamo a essere la quinta provincia in classifica dove, per alloggiare, si spendono 272 euro. A seguire si trovano le province di Aosta e di Torino (portata nella top 10 dagli agriturismi nella zona di Sestriere): in queste località per la settimana bianca si spendono rispettivamente 246 e 241 euro a persona.

Nella parte finale della classifica si trovano due province a ridosso degli Appennini, quella di Massa Carrara e quella di Macerata. Per la località toscana, dove l’alloggio in agriturismo costa mediamente 273 euro, sono state molto richieste le strutture nella zona di Sant’Anna a Pelago, nell’Appennino Tosco-Emiliano. Nelle Marche, invece, la zona di Bolognola e dei Monti Sibillini ha registrato un forte interesse da parte degli utenti, pronti a spendere mediamente 226 euro. A chiudere la top 10 è la provincia de L’Aquila, dove la spesa media è pari a 241 euro.

Si scia ma si cercano anche “esperienze”

«Scegliere di trascorrere la settimana bianca in un agriturismo – spiega Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.it  – consente, oltre al risparmio, di avere a disposizione direttamente sul luogo del soggiorno tutta una serie di “esperienze” da vivere per entrare a contatto col territorio e le sue tradizioni. Questa sarà sicuramente una delle carte vincenti per la popolarità degli agriturismi, considerando come il turismo esperienziale sia uno dei trend più in voga per il 2017.»

Leggendo le descrizioni degli agriturismi a pochi passi dalle piste da sci si scopre che le strutture offrono diverse attività: oltre ai più classici corsi di cucina e alle degustazioni di vino e prodotti tipici, si può avere, ad esempio, la possibilità di imparare a ricamare con il tombolo o a intagliare il legno. Non manca il contatto con gli animali e fra le strutture alcune offrono la partecipazione alla mungitura delle capre, passeggiate sulla neve in sella ai pony o a bordo di una carrozza trainata da cavalli. Non mancano le stranezze e ci sono perfino agriturismi in cui la settimana bianca si vive insieme a colonie di alpaca.

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Ubeer | Birra Artigianale Italiana

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  • 17 Febbraio 2017

Il piacere di concedersi un buon bicchiere di birra è una abitudine che   gli italiani hanno ampiamente dimostrato, nel corso degli ultimi anni, di concedersi sempre più spesso e di aver affinato i propri gusti in merito. In particolar modo, gli amanti del buon bicchiere di birra hanno orientato il proprio interesse verso l’inconfondibile qualità dell’ottima birra artigianale italiana, frutto dell’arte e dell’esperienza dei mastri birrai del nostro paese. La produzione di birra artigianale in Italia ha infatti raggiunto livelli d’eccellenza e la qualità di tale produzione è chiara sin dal primo sorso anche a quanti non sono esperti ma semplici amatori.

Quel gusto deciso infatti, unito ad un aroma intenso e ricco, regala al palato sensazioni molto piacevoli che assumono sfumature diverse, sulla base degli ingredienti e della tipologia di lavorazione di ciascun prodotto. Per vivere un’esperienza ancora più intensa è possibile abbinare la birra artigianale alle pietanze preferite: esiste un abbinamento perfetto per ogni tipologia di piatto (antipasti, primi o secondi) ed imparare ad associare correttamente birra artigianale e cibo è importante per rendere quella esplosione di sapori una esperienza ancora più piacevole per il palato. Se si hanno dei dubbi in merito, o non si ha alcuna familiarità con gli abbinamenti tra cibo e birra, è possibile trovare spunti interessanti su Ubeer.

Bere bene è dunque un piacere che tutti intendono perseguire, ed un ottimo prodotto artigianale è quel che ci vuole per rinfrancare lo spirito e soddisfare quella voglia irrefrenabile che si prova quando si ha tra le mani un buon bicchiere di birra. È un piacere che è possibile concedersi a tavola, da soli o in compagnia, oppure fuori dai pasti magari in compagnia di amici, tra una chiacchierata e l’altra. L’ottima birra italiana di produzione artigianale è dunque ciò che ci vuole per concedersi un momento di assoluto piacere e di gusto, e riscoprire così i sapori e gli aromi che solo una birra di grande qualità è in grado di regalare.

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Videosorveglianza e Privacy ad IP Security Forum Lazise

LAZISE (VR) – Il tema della privacy è oggetto di una profonda revisione normativa, ed è trasversale a tutta la filiera, coinvolgendo dalle tecnologie ai servizi, dalla progettazione al security management, dalla produzione all’integrazione: installatori di sicurezza ed elettrici,  progettisti, system integrator, consulenti, utenti finali, security e IT manager.

 

Ad intervenire, il prossimo 8 marzo ad IP Security Forum – l’evento per eccellenza dedicato all’IP Security – su uno dei temi più scottanti nell’ambito della videosorveglianza, sarà Marco Soffientini, avvocato, Coordinatore nazionale del Comitato Scientifico di Federprivacy e docente Ethos Academy, nella sua relazione “Videosorveglianza e Privacy, novità normative e IP Security”.

 

Intento primario favorire una rapida acquisizione delle nuove norme per operare con competenza e nella correttezza, tutelando il committente e se stessi, elevando il livello di professionalità nei confronti dei competitor, in modo che gli installatori di sicurezza e non solo, possano giungere al nuovo Regolamento privacy già in possesso delle conoscenze minime che la legge tuttora prevede.

 

 

Per le registrazioni è già attivo il seguente link:

http://www.ipsecurityforum.com/

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Per il Turismo del futuro, idee innovative da giovani manager

Si stanno svolgendo a Rimini le attività del biennio formativo ITS “Tecnico superiore per la gestione di strutture turistico ricettive” che, partito a novembre 2015,  ha l’obiettivo di creare profili professionali con competenze tecniche all’avanguardia adeguate alle esigenze del settore turistico ricettivo. Un’opportunità per i giovani, un’occasione per le imprese che potranno contare su figure specializzate in grado di inserirsi nei settori strategici del sistema economico e produttivo. Il Corso è organizzato dalla Fondazione I.T.S. di Rimini “Turismo e Benessere”, composta da Scuole, Università, Imprese, Enti locali e di Formazione per garantire uno stretto legame con il mondo produttivo e della ricerca,  quindi innovazione e qualità.

Importante opportunità di dialogo e confronto è stato l’incontro del gruppo con Liviana Zanetti, presidente APT Emilia Romagna che  ha illustrato i contenuti della nuova legge sul Turismo che individua tre destinazioni e aree fondamentali nella nostra regione: l’Emilia, la città metropolitana di Bologna e infine la Romagna, tutta la Romagna dalla collina al mare.

“La Romagna con tutte le sue eccellenze – ha sottolineato Liviana Zanetti, presidente APT Emilia Romagna –  riesce a proporre un’offerta di qualità ai tanti visitatori che scelgono  come destinazione questo Territorio. Il turista che sceglie questa destinazione è curioso, colto, itinerante, vuole conoscere il Territorio e capirlo a partire dai prodotti tipici e dalle eccellenze enogastronomiche”.

“Questo percorso formativo – prosegue Fausto Faggioli, docente nell’ambito del Corso – si sviluppa all’interno di una collaborazione iniziata anni fa con la Fondazione che ci ha portato nel tempo a formare nuovi tecnici in grado di cogliere le opportunità offerte dal nuovo concept “smart land” a favore di tutti gli attori di un Territorio, che vuole offrire ai propri cittadini occasioni di partecipazione, condivisione e confronto applicando le nuove tecnologie.”

“In questo biennio di lezioni – aggiunge Paola Frontini, coordinatrice del percorso formativo – i corsisti saranno coinvolti nel mondo del lavoro attraverso stage e project work in aziende, workshop e seminari di approfondimento oltre alle lezioni d’aula.”

Termina il gruppo di lavoro: “Costruiamo idee sul turismo del futuro” non è solo uno slogan: è la nostra mission. Siamo determinati a rinnovare l’offerta attraverso idee innovative spendibili nel turismo. Grazie a questo percorso abbiamo sviluppato delle competenze sinergiche volte a promuovere il naturale progresso del turismo territoriale, aprendo le porte all’internazionalizzazione di questa straordinaria terra con l’anima e il sorriso, attivando progetti di network orientati a rendere unico il soggiorno in una perfetta fusione tra emozioni ed esperienze.  Progettualità, Intraprendenza ed Eterogeneità come percorsi e orientamenti diversi che mirano ad un obiettivo comune: la valorizzazione della destinazione e dei prodotti di eccellenza.  Siamo pronti ad investire su noi stessi, mettendoci in gioco al fianco dei rappresentanti del settore.”

Il gruppo di lavoro: Paola Frontini, Fausto Faggioli, Gianpietro Cannone, Fabio Aiello, Mattia Tredanari, Mauro Palumbo, Sarah Maria Mazzei, Davide Rughi, Maurizio Giuliano, Serena Bellentani, Stephanie Atena Maria De Guido, Celeste Granero, Arianna Bernardelli, Prisca Palazzi, Laura Versari, Teresa Paganelli, Yanet Pérez Vazquez, Fiona Okello.

 

 

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Comuni e Ats alleati a favore dei cittadini per una maggiore integrazione delle politiche sociali con il sistema sociosanitario lombardo

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  • 17 Febbraio 2017

Primi in Lombardia, i Sindaci bergamaschi hanno dato concretezza alla Legge di evoluzione del Sistema Sociosanitario Lombardo, Legge regionale 23 dell’11 agosto 2015 che attribuiva ai Comuni riuniti nella Conferenza dei Sindaci il compito di formulare proposte per l’organizzazione territoriale dell’attività socio sanitaria e socioassistenziale, esprimere un parere sull’integrazione sociosanitaria e sociale, verificare i progetti di competenza delle Ats e delle Asst.

Nell’incontro pubblico organizzato in sala Lombardia in Ats Bergamo il Consiglio ha presentato l’organizzazione e le competenze dei diversi livelli di rappresentanza territoriale, con alcuni focus sulla programmazione sociale, sull’integrazione sociosanitaria e anche alcuni punti di attenzione nell’area sanitaria. Hanno inoltre provveduto all’elezione delle cariche di rappresentanza, suddivise nei seguenti livelli:

I livello – Conferenza dei Sindaci

Elezione del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci

II livello – Assemblee dei Sindaci dei Distretti

Elezione dei Presidenti delle Assemblee dei 3 Distretti (Bergamo, Bergamo Est, Bergamo Ovest)

III livello – Assemblee dei Sindaci di Ambito distrettuale

Elezione dei Presidenti delle Assemblee dei 14 Ambiti Territoriali

Possiamo finalmente dire che, ad un anno dall’entrata in vigore della riforma sociosanitaria lombarda, a Bergamo i Comuni scendono in campo: preparati, pronti e assolutamente convinti della necessità di esercitare pienamente il ruolo assegnato loro dalla norma, ovvero rappresentare le istanze, le domande ed i bisogni sociali e di salute delle comunità locali – ha detto  Maria Carolina Marchesi, Presidente della Conferenza dei Sindaci, precisando – Oggi, all’interno del sistema sociosanitario provinciale, si è delineato un nuovo assetto delle rappresentanze dei Sindaci nella gestione del territorio.  Un assetto diviso su tre livelli, diversi per competenze e per dimensioni territoriali: la Conferenza dei Sindaci, sede della sintesi provinciale delle politiche di welfare, le 3 Assemblee dei Sindaci di Distretto, “luogo” di presidio e verifica dell’attuazione a livello territoriale dell’auspicata integrazione sociosanitaria, le 14 Assemblee di Ambito Territoriale/distrettuale, centro nevralgico ed operativo della gestione associata dei servizi e degli interventi sociali integrati con il sistema sanitario, formativo, lavorativo, abitativo del territorio.

Presidieremo tutto questo tenendo sempre come punto di riferimento la finalità più alta delle politiche sociali territoriali, cioè la coesione sociale nelle comunità locali. 

Obiettivo dell’Ats – sottolineato Mara Azzi, Direttore Generale Ats Bergamo – è quello di perseguire un orizzonte condiviso, finalizzato alla costituzione di un sistema integrato di prestazioni, servizi ed interventi sanitari, sociosanitari e sociali, a garanzia di uniformità ed equità a favore dei nostri cittadini e delle loro comunità di riferimento.

La complessità dei problemi da affrontare cresce però costantemente, a fronte di risorse sempre più esigue. Per far fronte a questo è necessario rafforzare la capacità di elaborare ed attuare programmazioni sinergiche e condivise, è necessario cioè consolidare la nostra capacità di “fare rete”. I Distretti Ats interagiranno quindi con tutti i soggetti erogatori del territorio per favorire una rete d’offerta territoriale integrata, anche attraverso il coinvolgimento delle Assemblee dei Sindaci, per individuare priorità e politiche di sviluppo adeguate ad un territorio provinciale caratterizzato da una grande estensione geografica con significative differenze orografiche e un’offerta diffusa ma sensibilmente diversificata”.

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A Roma un ambulatorio veterinario per i vaccini del cane o del gatto

L’ambulatorio veterinario a Roma gestito dal Dottor Aleandri è la struttura ideale presso cui richiedere assistenza per i propri amici a quattro zampe

L’ambulatorio veterinario del Dottor Fabio Maria Aleandri da oltre vent’anni offre assistenza a chiunque abbia un animale che necessiti di cure mediche, vaccini o esami diagnostici di ogni tipo.

Le prestazioni offerte all’utenza sono numerose e tese a soddisfare una richiesta sempre più variegata, oltre che attenta alle necessità degli amici a quattro zampe. L’utenza interessata può contare su una grande esperienza e professionalità, oltre che su una varietà di prestazioni mediche difficile da reperire altrove.

A supporto del medico Aleandri, laureatosi presso l’Università degli Studi di Perugia e esperto in cardiologia, medicina interna, radiologia e chirurgia, operano medici affermati, come la Dottoressa Ludovica Massimi e il Dottor Antonello Boldreghini, esperto in ortopedia e chirurgia generale.

Una delle prestazioni più richieste dai clienti dell’istituto veterinario sono i vaccini per gatti e cani. Le principali infezioni contrastate mediante l’applicazione del vaccino sono il cimurro, l’epatite infettiva del cane, la leptospirosi e la parvovirosi, patologie queste che rischiano di creare molta sofferenza nell’animale infettato e che spesso presentano un decorso molto rapido e potenzialmente fatale.

Non sono i soli vaccini per cani e gatti prenotabili, poiché l’istituto offre supporto contro numerose altre malattie infettive, fra cui la rabbia, la tosse dei canili e la leishmania. Tali vaccini sono consigliati agli animali che vivono nelle zone più esposte, che viaggiano spesso o che interagiscono con altri cani potenzialmente infetti.

Antirabbia

In particolare, il vaccino anti rabbia diventa obbligatorio soltanto se il cane viene portato all’estero o se vive nell’area alpina orientale.

Tosse dei canili

Il vaccino contro la tosse dei canili è consigliato a quei cani che frequentano corsi di agility dog e campi di addestramento canino.

Leishmania

La leishmania, infine, è una patologia che può colpire i cani di taglia medio grande, che dormono abitualmente all’esterno in zone rurali.

Vaccinare il proprio animale da compagnia è un dovere teso a rendere più sicura la vita del proprio animale e a scongiurare la diffusione di malattie che spesso possono rivelarsi mortali ed altamente infettive, anche nei confronti dell’uomo.

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Web Show: il 1° marzo torna a Parma l’evento dell’anno di Zenzero Comunicazione

Logo del Web Show 2017 di Zenzero Comunicazione

Si parlerà di “Dati, Azioni, Risultati: strategie digitali al supporto della performance. Web analytics, mobile, SEO, PPC in Italia e in Europa” nell’edizione 2017

Parma, 16 febbraio 2017 Zenzero Comunicazione è lieta di annunciare che il Web Show, il suo evento più significativo e caratterizzante, è in programma a Pontetaro (PR) il 1° marzo 2017. Così come in occasione di ogni edizione del Web Show dal 2009 a oggi, anche quest’anno è stato scelto un tema di particolare rilievo per chi opera in campo digitale ovvero le modalità di analisi dei dati e le strategie per sfruttarli al meglio.

L’evento dal titolo Dati, Azioni, Risultati: strategie digitali al supporto della performance. Web analytics, mobile, SEO, PPC in Italia e in Europa vedrà la partecipazione di importanti relatori sia italiani che stranieri i cui interventi saranno incentrati su come sfruttare al meglio le consistenti ed eterogenee moli di dati a disposizione dei business (“big data” digitali e non solo) mettendoli al proprio servizio. Questi dati infatti, convogliando preziose informazioni, sono la base per definire e ottimizzare performance e azioni e possono, se sapientemente usati, diventare il volano giusto per raggiungere con efficacia i risultati attesi.

Come nel solco della tradizione ormai consolidata del Web Show di Zenzero Comunicazione, non mancheranno case history ed esempi pratici grazie ai quali i partecipanti potranno fare propri i concetti espressi e cogliere spunti interessanti da poter applicare concretamente al proprio business.

Tra gli argomenti specifici che quest’anno verranno affrontati al Web Show ricordiamo ad esempio l’utilizzo di big data e web analytics per individuare nuove opportunità e strategie (Maurizio Catellani, VP Sales and Strategic Marketing ACTOR e Valentina Pasquali, Zenzero Comunicazione), le azioni da intraprendere per conquistare il favore di Google (Roland Debrabant, Ranking Road Francia) e per sfruttare al meglio le potenzialità del settore mobile (Ulv Michel, Ranking Road Germania), insieme ai casi ed esempi pratici portati da rappresentanti di due aziende di spicco del panorama italiano quali Bormioli Rocco S.p.A. (Silvia Granocchia) e Autogrill (Stefano Maestroni).

Novità assoluta del 2017 sarà l’“Atelier Internazionale Ranking Road”, che offrirà la possibilità di incontrare di persona specialisti in campo digitale di Gran Bretagna, Germania e Francia. I partecipanti al Web Show che operano sui mercati esteri oppure sono interessati ad ampliare anche oltreconfine il loro business potranno ricevere una consulenza personalizzata dagli esperti di Ranking Road, G-Local Digital Partner operativo in 10 paesi europei co-fondato da Zenzero Comunicazione.

Il Web Show si svolgerà presso l’Hotel San Marco & Formula Club di Pontetaro (Parma) mercoledì 1° marzo 2017. Per tutte le informazioni relative alle modalità di iscrizione ti invitiamo a consultare il sito dedicato al Web Show 2017 o a contattare il numero di telefono 0521 96.94.89.

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Gianduiotto e babà: il dessert italiano e la storia

Oggi è possibile richiedere dolci a domicilio su internet o servirsi presso grandi market dedicati esclusivamente al dolce; il dessert viaggia sul filo della tv e del web, si lascia scoprire nell’arte del design e si concede al grande pubblico grazie a tutorial e libri di cucina. la tradizione dolciaria del Made in Italy è una delle più rinomate ed apprezzate al mondo e, anche se oggi il settore è stato completamente rivoluzionato, alcune ricette antichissime rimangono parte integrante del patrimonio culturale nostrano.

Ad esempio, dessert scolpiti nella storia e nella tradizione di due città simbolo come Torino e Napoli – ovviamente gianduiotto e babà – possiedono una storia affascinante, che si perde in parte nel gusto della leggenda, che li rende forse ancora più buoni.

Gianduiotto

Il gianduiotto è l’anima della città di Torino e ha una storia davvero affascinante. A inizio ‘800 Napoleone, che governava su tutto il Nord Italia, aveva imposto l’embargo dei prodotti inglesi e delle loro colonie. Di conseguenza, il prezzo del cacao divenne insostenibile, motivando i pasticceri dell’epoca a elaborare nuove soluzioni più economiche. A Torino, il cacao venne sostituito dalle nocciole tonde gentili delle Langhe, ingrediente fondamentale per la nascita, nel 1806, del gianduia, il cioccolato tipico delle zone chiamato come la maschera del capoluogo piemontese. Nel 1865 nacque invece il gianduiotto, in occasione delle celebrazioni del Carnevale. Il chocolatier dell’azienda Caffarel Michele Prochet aveva modificato la ricetta del gianduia e la utilizzò per confezionare un cioccolatino a forma di barchetta che riscosse successo immediato. Da quel momento, Torino e il gianduiotto non si sono più separati.

Babà

Il babà è essenza dello spirito e della storia napoletani, eppure la sua ricetta ha origini tutt’altro che nostrane. Stanislao Leszczyński, suocero di Re Luigi XV di Francia, era amante dei dolci ma privo di denti. L’allora Duca di Lorena e di Bar (siamo nei primi anni del XVIII secolo) era particolarmente appassionato di gugelhupf, un tipico dessert tedesco che risultava, però, difficilmente masticabile poiché troppo asciutto. Fu proprio il Duca ad avere l’intuizione di bagnarlo con del rum, in modo da renderlo più digeribile. La ricetta ebbe successo presso la corte fino a giungere in Francia, a Parigi, dove il noto pasticcere Nicolas Stohrer giunse accompagnato da Maria, la figlia di Stanislao. Lì il babà assunse la tipica forma a fungo e sempre lì venne conosciuto dai pasticceri napoletani che lo avrebbero esportato nella tradizione partenopea.

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Le piscine fuori terra Intex o Bestway di Multisystem Center

Quando d’estate si soffre di caldo e si vorrebbe a tutti i costi gettarsi nell’acqua fresca, si pensa sempre a una piscina o al mare. Tuttavia, non sempre è possibile raggiungere una piscina vicina, e il mare potrebbe distare svariate centinaia di chilometri da casa propria. Cosa, allora, potrebbe fare una persona interessata a trascorrere qualche pomeriggio estivo nell’acqua di una piscina, lontano dallo stress quotidiano e con delle bibite fresche sottomano?

Innanzitutto potrebbe prendere in considerazione l’idea di acquistare una delle piscine fuori terra Bestway o Intex. In paragone alle piscine fisse (o interrate), le piscine fuori terra sono molto economiche e rappresentano una valida soluzione al problema. Possono essere montate in poco tempo, riempite d’acqua e pronte per essere utilizzate. Il loro costo varia in relazione a numerosi fattori, come la dimensione, la forma, il materiale di costruzione e le tecniche di montaggio. In genere, però, si spazia dai 30 euro delle piscine più piccole per gli adulti, fino a 1500 euro delle piscine fuori terra di dimensioni più grandi.

Sfogliando il catalogo delle piscine fuori terra Intex è possibile scegliere tra piscine circolari, quadrate o rettangolari, con una lunghezza che varia da soli 70 centimetri fino a più di 9 metri di lunghezza. Così ognuno può trovare qui la piscina adatta alle proprie esigenze, da sistemare nel proprio giardino. Le piscine gonfiabili sono, in genere, più facili da montare. Mentre quelle col telaio metallico richiedono più tempo, ma sono comunque molto facili da montare. E qualora le piscine non servissero più, a differenza delle piscine interrate, quelle fuori terra Bestway o Intex potrebbero essere semplicemente rivendute a un altro acquirente.

Tutto in pochi passi, con la comodità di una vera piscina in casa propria. Grazie alla vasta gamma di modelli disponibili, è possibile scegliere anche tra numerose piscine adatte ai soli bambini. Queste sono meno alte e richiedono meno acqua. Vengono montate in pochi attimi e sono spesso decorate con vari eroi di cartoni animati, come Winnie The Pooh, permettendo ai piccoli un relax dedito al gioco. Inoltre, per ogni piscina fuori terra è possibile acquistare una serie di accessori aggiuntivi. Per esempio il legno antiscivolo, adatto sopratutto alle piscine fuori terra realizzate in metallo o il drenante a incastro.

Servendosi degli accessori è possibile ottimizzare l’intera esperienza di permanenza in piscina facendone un qualcosa di assolutamente indimenticabile Perché, allora, non provarci?

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tavola rotonda in accademia carrara con il prof. vittorio sgarbi

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  • 16 Febbraio 2017

IL PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANO:
UN TESORO DA TUTELARE

450 i furti di opere d’arte denunciati nel 2015 in Italia

150 milioni di euro il business criminale sui beni culturali in Italia
9,3 miliardi il valore stimato a livello globale

65% dei furti sono libri, dipinti e sculture

Furti, vandalismi, atti di terrorismo e traffici internazionali illeciti: l’arte è sottoposta ogni giorno a moltissime minacce nonostante essa indentifichi la nostra cultura nazionale, la memoria collettiva e l’eredità per le generazioni future. Come scongiurare questi pericoli per proteggere ciò che Giosuè Carducci definiva “emanazione morale della civiltà, la spirituale irradiazione dei popoli” è stato oggetto dell’incontro svoltosi oggi a Bergamo e organizzato da Aon Benfield Italia Spa – divisione Fine Arts, Gruppo Leader nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa con una fortissima expertise nel settore dell’arte, in collaborazione con l’Accademia Carrara di Bergamo.

Sono 450 i furti di beni culturali denunciati nel 2015 (in calo dai 609 del 2014). La quasi totalità delle regioni è interessata da questo fenomeno, con una preponderanza per la Campania (57), la Toscana (53), l’Emilia Romagna (52) e la Lombardia (52). Purtroppo i numeri reali del fenomeno sono decisamente più elevati poiché molti reati non vengono denunciati. In ogni caso si tratta di un dato preoccupante per una nazione tra le più ricche di tesori artistici mondiali e che risulta la più colpita sul mercato nero dell’arte che, a livello globale, vale 9,3 miliardi di euro. Libri, dipinti, sculture e statue sono le opere più ambite e rappresentano circa il 65% del totale dei beni culturali illecitamente sottratti nel nostro Paese.

L’esigenza di valorizzare il patrimonio artistico del Paese e renderlo godibile da tutti, dunque, mal si concilia con la necessità di proteggerlo dai rischi connessi alla sua esposizione e movimentazione. Oggi più che mai è fondamentale che nei musei e in tutti i luoghi d’arte, siano essi pubblici o privati, siano intensificati i controlli e siano attuate azioni incisive di contrasto ai furti e alle distruzioni dei beni culturali come ha specificato nel corso della serata Lia Perucchini, Dirigente Specialty Lines di Aon Benfield Italia S.p.A: «Aon Benfield ha dedicato al settore Fine Art professionisti specializzati per mettere a disposizione dei propri clienti polizze personalizzate che si adattino alle diverse esigenze e che, in caso di danneggiamento risarciscano i costi di restauro e l’eventuale deprezzamento delle opere o, in caso di perdita, il valore economico assicurato per l’opera d’arte, qualunque sia la causa assicurabile, compresi terremoti, alluvioni, atti di terrorismo, al fine di consentire la massima serenità a chi vuole organizzare mostre, o prestare opere per la realizzazione di mostre, o anche solo ammirare nel salotto di casa le proprie collezioni d’arte. Prevenzione e sicurezza sono temi fondomentali nell’Assicurazione e obiettivi primari per chi ama l’Arte: la perdita di un’Opera artistica lascia un vuoto che nessun risarcimento assicurativo potrà colmare».

Vittorio Sgarbi – “Parlare di scurezza significa, prima di tutto, parlare di conoscenza, cioè la consapevolezza del nostro immenso patrimonio culturale. Viviamo in un luogo meraviglioso ma che spesso ignoriamo per cui non siamo pronti a difenderlo. Recuperare la coscienza della cultura, la sensibilità per l’arte, i confini del nostro patrimonio è una necessità, un passo indispensabile che deve essere compiuto attraverso l’insegnamento, perché sono valori che non possono essere trasmessi da nessuna autorità preposta. Conoscenza significa anche mappatura puntuale e senza limite delle nostre straordinarie ricchezze, perché il problema della sicurezza riguarda spesso il patrimonio disperso in musei o chiese di periferia”.

«È responsabilità comune difendere il nostro straordinario patrimonio artistico e fronteggiare eventuali minacce – Maria Cristina Rodeschini, Direttore Accademia Carrara – I musei, per loro stessa missione, si occupano di conservare, proteggere e mostrare al mondo le opere più belle di sempre. Spesso tali opere sono oggetto di scambi tra musei, in altri casi, invece, devono essere restaurate, sempre con grandissima cura e attenzione. La stessa cura che dovremmo utilizzare per prevenire furti o danneggiamenti volontari. Siamo certi che questo evento innescherà riflessioni utili per rendere ancora più sicuri i nostri beni culturali».

Le innovazioni tecnologiche, gli impianti di videosorveglianza e le protezioni specifiche per gli oggetti d’arte, infatti, possono consentire di alzare il livello di sicurezza nei musei e non solo. Ma questi strumenti non sono ancora utilizzati in modo diffuso e capillare. «Il business criminale sui beni culturali in Italia ha un giro d’affari stimato di 150 milioni di euro l’anno, terzo per rilevanza e redditività dopo droga e traffico d’armi. Nel 2015 il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato 34.712 beni trafugati per un valore di oltre 83 milioni di euro. Questi dati dimostrano l’eccellente lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine, ma anche la debolezza delle protezioni adottate. Non è semplice proteggere un patrimonio così diffuso sul territorio, che ammonta a 46.025 beni architettonici, 5.668 beni immobili archeologici vincolati, 3.847 musei, 240 aree archeologiche, 501 monumenti e complessi monumentali, nonché 12.936 biblioteche. Tuttavia oggi sono disponibili strumenti tecnologici che ne rendono possibile la tutela, quali telecamere che operano in assenza di luce, sistemi che rilevano l’abbandono o l’asportazione di un oggetto e che analizzano il comportamento delle persone all’interno dei musei. Il loro limitato utilizzo è un grave problema a cui va posto rimedio, considerando soprattutto che non si tratta di una mancanza di risorse, quanto di scarsa sensibilità verso il tema della sicurezza» – ha commentato Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby.

Per Angelo Piazzoli, Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco: «Il tema della sicurezza dell’arte è sempre più attuale». E ha ricordato: «La Fondazione Credito Bergamasco ha sempre riservato grande attenzione alla salvaguardia delle opere d’arte mettendo in sicurezza molti capolavori bisognosi di cure e presentandoli a un pubblico di appassionati diventato sempre più numeroso. Agli importanti restauri realizzati direttamente nella Sala consiliare della Banca si aggiungono i numerosi interventi di ripristino operati direttamente sul territorio. Non possiamo non tutelare ciò che amiamo così tanto».

Infine, per Nicola Nugnes, COO Vedetta 2 Mondialpol: «Difendere il Patrimonio Artistico e Culturale significa coniugare l’esigenza di tenere al sicuro un bene con la possibilità di renderlo fruibile. Il “Progetto di Difesa” – ha spiegato – nasce, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, da un’attenta analisi sui beni da difendere, sul loro valore, sulla loro ubicazione, sugli orari di esposizione al pubblico, nonché da un’analisi dei flussi di affluenza. Questa è la base per il censimento dei rischi e la creazione di una “mappa di contrasto e mitigazione” con cui pianificare le azioni da porre in atto per evitare asportazioni e danneggiamenti. È una grande opportunità per affrontare in modo proattivo una dolorosa piaga storica e culturale».

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