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La Rete degli Orti Botanici della Lombardia rinnova i suoi vertici

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  • 26 Maggio 2018

Martin Kater, biologo genetista e docente presso il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano, è il nuovo presidente della Rete degli Orti della Lombardia e resterà in carica per il prossimo triennio. La sede operativa della Rete si sposterà, di conseguenza, da Pavia a Milano.

«È per me un onore poter guidare la Rete degli Orti Botanici della Lombardia e sono convinto che sia una grande opportunità. Sarò felice di poter dare piena visibilità a tutti i nostri giardini botanici, sottolineandone le peculiarità e i punti di forza, affinché sempre più persone si avvicinino al mondo vegetale. Le piante, infatti, sono fondamentali per la sopravvivenza di tutti sul pianeta. Inoltre gli Orti botanici sono luoghi ideali per la comunicazione delle Scienze. Ringrazio Silvia Assini per l’eccellente lavoro svolto durane la sua presidenza e ringrazio i Soci per la fiducia in me riposta. Sono sicuro che insieme potremo fare molto nei prossimi anni» – dichiara il prof. Martin Kater, direttore degli Orti botanici milanesi di Brera e Città Studi, nuovo presidente della Rete degli Orti della Lombardia.

Martin Kater è professore ordinario di genetica all’Università degli Studi di Milano. Si occupa di ricerca di base e ricerca applicativa nel settore della genetica delle piante con strumenti molecolari. In quest’ambito, in particolare, ha dato rilevanti contributi alla conoscenza profonda dei meccanismi di controllo molecolare dello sviluppo del fiore, divenendo un’autorità nel campo dello sviluppo degli organi riproduttivi delle piante. La sua ricerca interessa in larga misura colture alimentari su cui si basa l’alimentazione di gran parte della popolazione del pianeta e nello specifico il riso, di diffusa coltivazione anche in Nord Italia. E’ Direttore degli Orti Botanici di Brera e Città Studi della Statale di Milano e Delegato del Rettore per gli Orti Botanici.

La Rete degli Orti Botanici della Lombardia, è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli Orti botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto Botanico di Pavia; il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS); Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO). La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli Orti Botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative.

www.reteortibotanicilombardia.it

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Il coro dell’Università di Stoccarda presenta la “Petite Messe Solennelle” di Rossini

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  • 26 Maggio 2018

Sarà l’Aula magna di Sant’Agostino la cornice di uno degli eventi più attesi del 50° anniversario dell’Università degli Studi di Bergamo: giovedì 31 maggio alle ore 18.30, il concerto del coro dell’Università di Stoccarda confermerà nella musica un legame profondo. “L’ateneo tedesco – dichiara il rettore Remo Morzenti Pellegrini- è nostro partner strategico tempo: ci uniscono in particolare un approccio interdisciplinare e il forte radicamento nel tessuto sociale ed economico del territorio. Nel tempo abbiamo sviluppato numerosi progetti di ricerca e di scambio, e questo concerto rappresenta un’occasione di condivisione nel segno della cultura e dell’arte”.

Il M° Veronika Stoertzenbach dirigerà la Petite messe solennelle di Gioachino Rossini, vero e proprio testamento spirituale del compositore per coro, soli, pianoforte e armonium. Scritta nel 1863 ed eseguita per la prima volta privatamente il 14 marzo 1864 a Parigi presso la cappella di famiglia della contessa Louise Pillet-Will, dedicataria della composizione, la Messa rappresentò per l’epoca una composizione quasi d’avanguardia e aprì la strada a nuovi indirizzi estetici in ambito musicale.
Il concerto vedrà esibirsi oltre settanta coristi, a cui si affiancheranno il soprano Rita Varga, il contralto Diana Haller, il tenore David Esteban Fruci Gomez, il basso Philipp Franke, Christian Döring al pianoforte e Peter Schleicher all’armonium.

L’evento, offerto gratuitamente fino ad esaurimento posti, conferma con un appuntamento di alto valore culturale la volontà dell’Ateneo di aprirsi al territorio e di essere riconosciuto non solo come luogo di sapere accademico, ma anche come uno spazio capace di offrire alla città molteplici proposte da vivere insieme.

Per il programma completo delle iniziative: www.50unibg.it

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Comunicati Etica e Società News

Matrimonio: fioccano le polizze per il gran giorno

Il giorno del matrimonio è per molti uno dei momenti più attesi, ma se è vero che l’amore è cieco, è altrettanto risaputo che la sfortuna ci vede benissimo e le insidie dietro al gran giorno sono potenzialmente numerose; oggi però bastano pochi euro per assicurare, se non la buona riuscita dell’unione, perlomeno quella dell’evento. Con prezzi a partire da meno di 200 euro, le compagnie assicurative hanno messo a punto polizze pensate per tutelare i promessi sposi da annullamento della cerimonia, smarrimento delle fedi, infortuni agli invitati…e non solo. Facile.it ha redatto un breve vademecum sulle polizze per i matrimoni, spiegando cosa coprono, cosa non coprono e quanto costano.

«Si tratta di prodotti assicurativi ancora poco conosciuti ma i cui prezzi sono tutt’altro che proibitivi, soprattutto in relazione ai benefici che garantiscono» – spiega Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it. «Se ci si vuole tutelare dall’annullamento della cerimonia o da eventuali danni causati durante i festeggiamenti, il costo della polizza si aggira intorno ai 200 euro. Prezzo destinato a salire se il valore della cerimonia da assicurare aumenta o se si aggiungono anche altre coperture, come quella sul viaggio di nozze, sulle fedi o l’assistenza per il primo anno di matrimonio».

Se il partner ci ripensa… L’organizzazione di un matrimonio è di per sé uno stress-test per la coppia che, tra inviti, tavoli, e bomboniere viene chiamata a un grande lavoro di mediazione e pazienza per cercare di mettere tutti d’accordo facendo, al contempo, quadrare i conti. Non tutti riescono a superare questa fase e a volte capita che, nonostante gran parte del matrimonio sia già stato organizzato, uno dei due futuri sposi decida all’ultimo di annullare il grande evento. Niente paura, quantomeno per il portafoglio; l’assicurazione contro l’annullamento consente ai mancanti coniugi di ottenere il rimborso delle spese sostenute per il recesso anticipato dai servizi già prenotati per la celebrazione; sono coperti dalla polizza, ad esempio, i costi legati a fotografo, location, ristorante, catering, torta nuziale, abiti, bomboniere, partecipazioni, fiori, auto noleggiata e artisti ingaggiati per l’intrattenimento. Ma attenzione a franchigie ed esclusioni; quando l’annullamento è legato alla volontà di uno (o entrambi) gli assicurati, il rimborso potrebbe essere parziale.

… o se lo ferma un uragano La compagnia copre invece fino al 100% nel caso in cui la cerimonia venga annullata per circostanze terze impreviste e indipendenti dalla volontà degli sposi, come l’impossibilità fisica di uno dei due partner di raggiungere il luogo delle celebrazioni, a seguito, ad esempio, di gravi calamità naturali, o in caso di gravi infortuni, malattie o decessi, anche dei familiari più stretti.  

Al via con i festeggiamenti Conclusa la cerimonia inizia la festa e, con lei, i potenziali problemi. Cosa accade se durante il ballo a bordo piscina il testimone scivola sul bagnato e sbatte la testa? O se il tappo dello champagne finisse nell’occhio del capoufficio facendogli male? Nessuna paura; la garanzia responsabilità civile copre gli sposini da tutte le richieste di risarcimento per danni involontariamente causati a terzi durante i festeggiamenti. Attenzione però perché, in alcuni casi, non tutti i partecipanti sono inclusi nella copertura: se, ad esempio, le vittime dell’incidente sono i figli o i genitori della coppia, nonché gli stessi sposini l’assicurazione potrebbe non risarcire.

E se si strappa l’arazzo del ‘300? Importante sapere che la garanzia RC copre anche eventuali danni accidentali causati alle cose: un aspetto non secondario per chi, ad esempio, sceglie di coronare il proprio sogno in una location come un castello o una dimora storica, dove le spese per riparare i danni potrebbero essere consistenti; insomma, se facendo il loro ingresso trionfale gli sposi cadessero e si aggrappassero all’arazzo del ‘300 danneggiandolo sarebbero coperti, perlomeno per una quota del suo valore.

Il viaggio di nozze Se cerimonia e ricevimento sono filati lisci, non rimane che partire per la luna di miele. In questo caso, oltre alle tradizionali polizze viaggio offerte dalle compagnie, gli sposini possono chiedere alcune garanzie speciali, come quella per assicurare gli anelli nuziali, che rimborsa il valore delle fedi nel caso in cui queste dovessero essere rubate o smarrite durante il viaggio e tanti sposi improvvisatisi sub in luna di miele sanno per esperienza che può capitare.

In salute e in malattia, in ricchezza e povertà Il primo anno può essere molto impegnativo per una coppia e le compagnie assicurative sembrano saperlo. Molte prevedono una garanzia di assistenza alla persona che tutela gli sposi per i primi 12 mesi di unione e offre supporto in caso di malattie o infortuni; si va dalla consulenza specializzata telefonica sino all’invio di un medico nelle situazioni più gravi. È possibile tutelarsi anche dalla perdita del posto di lavoro a tempo indeterminato; qualora uno dei due coniugi venisse licenziato, questi continuerà a ricevere per alcuni mesi dall’assicurazione un contributo economico mensile che può arrivare sino all’80% dell’ultimo stipendio.

E vissero tutti felici, contenti e…assicurati Non solo la coppia, ma anche il loro nido può essere assicurato per il primo anno di matrimonio con la copertura di servizi di manutenzione della casa: si va dal fabbro a domicilio, che interviene in caso di smarrimento delle chiavi della porta, all’elettricista, pronto a riparare guasti improvvisi dell’impianto elettrico, sino all’idraulico, da far intervenire per problemi alle tubature. E se il danno richiede di lasciare per qualche giorno l’appartamento, niente paura: l’assicurazione provvede a prenotare e pagare l’albergo e, ove necessario, predispone anche la vigilanza al contenuto dell’abitazione.             A seguire i costi indicativi delle garanzie previste dalle polizze per matrimoni:

Copertura Massimale Premio
Annullamento cerimonia 15.000 € 180 € ca.
Responsabilità civile matrimonio 100.000 € 12 € ca.
Tutela giudiziaria 15.000 € 12 € ca.
Annullamento viaggio luna di miele 7.000 € 60 € ca.
Assistenza Sposi 25.000 € 12 € ca.
Assistenza casa 15.000 € 12 € ca.
Garanzia perdita Lavoro reddito netto familiare: 2.500 euro/mese 90 € ca.
Totale 380 € ca.

  A questo punto non resta che dire… evviva gli sposi!

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Comunicati News Scienza e Tecnologia

Consulenti marketing: perché rivolgersi ad un’agenzia

 

Finalmente in Italia è iniziato il processo di crescita e sviluppo del settore del digital marketing. Dico finalmente perché le altre nazioni attuano strategie di web marketing già da diversi anni, lasciando noi nella loro scia. Il digital marketing non è altro che fare marketing sul web, pensando e attuando strategie volte all’incremento delle vendite online e alle promozioni digitali; più concretamente si tratta di una evoluzione delle tecniche e dei meccanismi del marketing tradizionale verso il web.  Fare bene digital marketing non è facile e scontato, anzi richiede molte ore di lavoro e un grande impegno, infatti proprio per questo sono nate delle agenzie di consulenze marketing.

Oggigiorno il digital marketing assume un ruolo sempre più importante, il quale richiede tempo e attenzioni che molte aziende non sono in grado di gestire in autonomia, ma grazie a questi consulenti specializzati si possono ottenere ottimi e soddisfacenti risultati.

 

Perché è importante il digital marketing

 

Le tecnologie con il passare degli anni sono in continuo cambiamento ed evoluzione, questo comporta quindi anche delle modifiche nei meccanismi e nei canali di vendita, perché si è notato come negli ultimi anni, i tradizionali mezzi di comunicazione non fossero più in grado di portare i risultati attesi e arrivare agli obiettivi di marketing predeterminati e di conseguenza c’è la necessità di migliorare e cambiare le tecniche e le strategie di marketing. Le tattiche di digital marketing devono obbligatoriamente seguire le nuove tecnologie digitali, migliorando e aggiornando i propri social network, le campagne pubblicitarie, il proprio sito internet e utilizzando un chiaro e semplice e-commerce.

Di questi ultimi tempi tutto il mondo gira intorno ad internet, se non hai internet sei sconnesso, per la società quasi non esisti e questo fatto fa capire quanto sia importante attuare delle adeguate e ben pensate strategie di web. Le imprese e i libri professionisti quindi devono seguire le folle e usare a proprio vantaggio queste tecnologie; senza visibilità online un’impresa piò definirsi quasi chiusa, perché senza un proprio sito o una semplice pagina facebook, quest’impresa verrà sopraffatta dalle altre e farà fatica a sopravvivere .

 

Cosa fanno realmente questi consulenti marketing?

 

Dato per noto quindi che fare del marketing digitale è fondamentale tanto quanto l’e-commerce, possiamo dire che negli ultimi anni sono nate delle agenzie di consulenza web marketing. Tali consulenti risultano nello specifico essere un team costituito da persone qualificate e specializzate che mettono in atto procedure e strategie adatte al settore in cui l’impresa-cliente opera. Le agenzie di consulenze sono l’ideale per chi vuole investire nella digitalizzazione della propria attività economica, utilizzando persone esterne che sono in grado di velocizzare i passaggi che servono per arrivare ed impressionare gli utenti, inoltre possono targhetizzare in maniera più precisa e mirata chiunque cerchi di interagire con il sito o i social dell’azienda.

Le principali attività di questi consulenti sono: content marketing, Seo, Adwords, web design, social media marketing, Sem e e-commerce. si tratta quindi di tecniche ben pensate per migliorare la posizione sui motori di ricerca, per aumentare la visibilità dell’impresa, per ottimizzare il sito web e le pagine sui diversi social e per dare la possibilità a tutti gli utenti di trovare facilmente un sito dove poter comprare i prodotti che stanno cercando e di cui hanno bisogno.

 

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A “Milano on the rocks”, Ice Cube lancia i nuovi prodotti e le iniziative dell’estate 2018

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  • 23 Maggio 2018

Dalla scenografica Terrazza Martini, affacciata sul cuore di Milano, Ice Cube, azienda leader in Italia nel ghiaccio alimentare confezionato, ha presentato i nuovi prodotti e le iniziative in programma per l’estate 2018, che la vedono collaborare con prestigiosi brand del beverage – a partire proprio da Martini – con assoluto protagonista il ghiaccio, l’ingrediente fondamentale per ogni cocktail. A confermarlo, i bartender più cool d’Italia e il testimonial, pluripremiato campione del flair bartending mondiale, Bruno Vanzan.


NOVITA’ DI PRODOTTO.
Con un’attenzione costante alla qualità e grazie ad un’avanzata attività di ricerca e innovazione, Ice Cube, brand ormai sempre più richiesto sia sul canale Horeca che nella Gdo, considerato un alleato insostituibile dai professionisti del beverage più affermati al mondo, ha lanciato 3 nuovi prodotti: Flatpack, vera e propria rivoluzione nella forma del ghiaccio che con un packaging esclusivo consente di risparmiare il 38% del volume nello stoccaggio rispetto ai prodotti tradizionali, con grandi vantaggi nell’intera catena distributiva; Ice Brick, il nuovo prodotto della linea Premium che consente di realizzare cubetti e sfere ad un costo competitivo; e Ice Cup, un bicchiere sigillato che contiene cubetti di ghiaccio puro Ice Cube, ideale per gustare bevande take away.

New entry che si aggiungono ai prodotti tradizionali di casa Ice Cube: Ghiaccio in cubetti, Ghiaccio Crushed, Ice Deluxe, Ice Ball e Ice Block. Tutti prodotti che hanno in comune un’altissima qualità. Il ghiaccio Ice Cube deriva dal congelamento dell’acqua minerale proveniente dall’antichissima sorgente di Scillato, nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia. Le sue sono acque purissime, caratterizzate da un basso contenuto di minerali e da un livello minimo di alcalinità. Inoltre, ogni suo cubetto è selezionato e certificato secondo le vigenti normative igienico sanitarie CE, rendendolo un ghiaccio sicuro, selezionato e certificato.


INIZIATIVE E COLLABORAZIONI
. Sono tante le novità che Ice Cube ha in programma per rinfrescare l’estate 2018 e attesissime le due esclusive partnership con Martini e Nespresso.

Con Martini, e in collaborazione con Coca Cola e Carrefour, Ice Cube lancia «Mix Your Summer»: nei mesi di luglio e agosto in 400 punti vendita Carrefour in tutta Italia, per 3 giorni i consumatori potranno beneficiare di un’assistenza alla vendita molto speciale con 25 guide cocktail che spiegheranno loro come preparare i migliori drink direttamente a casa scegliendo tra Martini & Tonic, Martini & Prosecco, Bombay Sapphire & Tonic, Bacardi Mojito, Bacardi Cuba Libre, Sauza Margarita, Martini Americano e William Lawson’s & Cola. Ma non solo: una volta acquistati gli ingredienti necessari, aggiungendo solo 1 euro, sarà possibile creare il mix perfetto con il ghiaccio Ice Cube, ricevendo in omaggio bicchieri Coca-Cola e 30 buoni sconto. Promozione che sarà attiva anche nei Carrefour Market con 1 giorno di cocktail guide. Inoltre, con l’acquisto minimo di 2 bottiglie di Martini, lo shopper riceverà un jigger marchiato «Martini» in omaggio.

Il 13 e 14 giugno, in collaborazione con Nespresso, il leader mondiale nella produzione e vendita di capsule, accessori e macchine da caffè, e Grey Goose, uno dei marchi di vodka più conosciuti al mondo, simbolo di prestigio ed eleganza, si terrà una competition in cui il ghiaccio Ice Cube sarà protagonista per realizzare Grey Goose Espresso Martini o il Grey Goose signature cocktail: il Grey Goose Coffee Poire. Un’indimenticabile esperienza di mixology, con performance ogni trenta minuti, a base di caffè, vodka e… Ice Cube! Da una Ice Block firmata dalle due aziende, infatti, un artista dell’Ice Carving creerà la ball perfetta per celebrare il mondo della mixology declinato con vodka e caffè mentre i top bartenders prepareranno il Grey Goose Coffee Poire.

E ancora: Ice Cube sarà presente alle 3 tappe di Bar Italia (a Napoli il 28 maggio, Verona il 25 giugno e Rimini 24 e 25 settembre), da maggio a dicembre accompagnerà la Quinta Essentiae Competition, il contest per cocktail dedicati agli elementi della natura (tappe ad Aversa, Bari, Brescia, Castelfranco Emilia, Catania, Civitanova Marche, Este, Firenze, Milano, Roccagloriosa, Roma, Torino), sarà inoltre presente con uno spazio espositivo agli eventi “The Bar srl” all´interno delle manifestazioni Ginday, Rum Day, Agave Experience, Aperitivi & Co., parteciperà alla “Cocktail week“, la settimana dedicata alla promozione dei prodotti Premium dell’azienda nei locali di maggior tendenza di Milano, Torino, Firenze, Napoli, Bari, Catania, e dal 31 maggio al 4 giugno sarà sponsor a Favignana al The Djoon Experience Festival.


MERCATI IN ESPANSIONE. Con una produzione di 100 tonnellate di ghiaccio al giorno, oggi Ice Cube distribuisce i propri prodotti nel canale Horeca – in oltre 200 Punti di Vendita in tutta Italia -, nella GDO e nei Cash & Carry, con la presenza nel 90% dei negozi sul territorio nazionale. Una penetrazione che crescerà ulteriormente visto che già dal 2015 al 2017 le vendite di Ice Cube nei Cash & Carry sono aumentate del 35% e nella Gdo del 172%, dimostrazione di come Ice Cube abbia saputo intercettare la nuova tendenza del settore: riprodurre l’esperienza della mixology a casa, contribuendo all’evoluzione e alla valorizzazione della cocktail culture. I prodotti Ice Cube, infatti, sono disponibili presso: Auchan, Bennet, Carrefour, Conad, Coop, Famila, Galassia, Il Gigante, Iper, Metro, Oasi, Panorama Roma e Firenze, Sì con te, Sigma, Simply, Tigre, Multicash, C+C, Zonamarket, Alta Sfera, Sogegross, Dock Market, Despar Calabria e Puglia, ISA.

Ice Cube è uno dei grandi player di mercato anche in Francia. Qui, con prodotti innovativi, diversificati in base alle singole esigenze, complementari con altre offerte, Ice Cube offre un servizio all’avanguardia e collabora con le grandi catene commerciali francesi (Casinò, Monoprix, Geant, Franprix, …) attivando strategie di co-marketing e promozioni, con offerte speciali che abbinano la vendita di Ice Cube a quelle di altri prodotti del beverage. Ice Cube è, inoltre, presente con frigoriferi extraslim e pozzetti brandizzati e personalizzati.

«Qualità e innovazione: questo è Ice Cube. Una realtà che sta crescendo moltissimo, rispondendo alle due nuove esigenze di mercato: la mixology di top level dei professionisti del settore e il consumo a casa. Due realtà a cui Ice Cube, con i suoi prodotti sicuri, certificati, pratici e di assoluta purezza, assicura un’alleanza perfetta garantendo sempre la massima qualità per realizzare i migliori cocktail. Perché il ghiaccio non può essere considerato un prodotto complementare: è a tutti gli effetti l’ingrediente irrinunciabile di un drink, con la bevanda alcoolica o analcolica a cui è abbinato. Per questo è un onore per noi essere scelti ogni giorno da tanti consumatori nella Gdo, divenendo leader del consumo a casa, ma anche dai migliori mixologists al mondo, da un fuoriclasse come Bruno Vanzan e dalle aziende del settore più prestigiose che collaborano con noi per diffondere la cocktail culture nel modo più autentico, sicuro e autorevole» – ha dichiarato Simone De Martino, titolare, con Leopoldo Lipocelli, di Ice Cube.

«La qualità del ghiaccio fa la differenza in ogni preparazione. È fondamentale usare il ghiaccio giusto, realizzato in maniera professionale, che non alteri il gusto della bevanda e non si sciolga subito. Un ghiaccio puro e cristallino che in base a durezza e spessore possa essere utilizzato per i diversi drink. Perché a ogni drink, così come corrisponde un certo tipo di bevanda e un certo tipo di bicchiere, corrisponde una tipologia di ghiaccio. E il ghiaccio alimentare confezionato di Ice Cube è una rivoluzione, sia per i professionisti del settore sia per i consumatori a casa che non hanno a disposizione i freezer e le macchine industriali, e che, con Ice Cube, possono acquistare un prodotto di alta qualità direttamente al supermercato» – ha commentato Bruno Vanzan, campione del mondo di flair bartending.

E a fare da pilastro rispetto alla tendenza innovatrice di Ice Cube è la qualità e la salubrità del suo prodotto oltre a una battaglia che Ice Cube sta portando avanti con INGA – Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare per diffondere sempre di più la cultura del ghiaccio e sensibilizzare sul tema della sua sicurezza, a partire dalla realizzazione del primo Manuale per il Ghiaccio Sicuro.

«L’acqua è un alimento, anzi, è l’alimento principale, pertanto è esposta anch’essa al rischio di contaminazione. Quindi: se l’acqua da cui si ottiene il ghiaccio è contaminata, lo sarà anche il ghiaccio. Inoltre, il ghiaccio, pur se ottenuto da acqua sicura, potrebbe essere conservato in contenitori non ben manutenuti o manipolato in modo scorretto, risultando alla fine ugualmente contaminato. Per questo è importante parlare di Ghiaccio Sicuro. Ice Cube, con INGA, è stato un pioniere presentando il primo vademecum dedicato all’uso corretto del ghiaccio alimentare: il “Manuale di corretta prassi operativa per la produzione di ghiaccio alimentare”, un documento unico nel suo genere, approvato in ambito europeo. Un primo, importante, passo che deve spingerci a essere sempre più consapevoli nell’acquisto e nel consumo di ghiaccio alimentare. Ice Cube, con la sua autorevolezza, è un ottimo esempio di cosa significhi lavorare tanto, bene e con qualità» – ha spiegato il dott. Carlo Stucchi, Presidente di INGA Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare.

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Esposizione Casule Centro Pastorale Paolo VI

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  • 23 Maggio 2018

Presso il Centro Pastorale Paolo VI di Brescia in via Gezio Calini 30 verrà allestita un’esposizone di casule e stole realizzate dai laboratori artigianali dell’Associazione il telaio della Missione di Bergamo. La mostra è rivolta a quanti possono essere interessati all’arredamento liturgico in modo particolare alle nuove tendenze del settore tenuti conto gli indirizzi proposti dalla liturgia odierna. Ogni manufatto è unico e rappresenta il lavoro di una piccola comunità riunita in laboratori in Albania ed Argentina.

In Albania il lavoro ruota attorno ad un laboratorio tessile costituito nella città di Lesha, in collaborazione con la Caritas locale; coinvolge oltre 12 famiglie rurali, disperse nel territorio della Zadrima, che stanno riscoprendo l’arte del telaio abbandonata durante il periodo della dittatura. L’obiettivo non è solo il sostentamento di queste piccole realtà, ma anche una ricerca di simbologie ed abilità dimenticate o vessate durante l’epoca comunista. I piccoli telai di questi artigiani vedono un impegno costante di ricerca di motivi e colori che possano si guardare al passato, ma con una vocazione al presente e al futuro, coniugando quindi tradizione locale (di matrice veneta prima, ed ottomana poi) con il gusto più occidentale.

In Argentina, a Buenos Aires si è creato un laboratorio luogo di incontri di molteplici realtà. In esso opera una tessitrice formatasi presso l’accademia delle belle arti (università di Buenos Aires) specializzata in tessitura, unitamente ad altre tessitrici di origine Mapuche (indios della Patagonia). L’obiettivo è quello di trovare tessuti dal sapore moderno che sappiano coniugare la tradizione con i nuovi materiali presenti sul mercato. A queste tessitrici si aggiunge un maestro artigiano esperto in vetrofusione, due sarte che tagliano e confezionano le casule e le stole e di una coordinatrice del gruppo che ha l’obiettivo di fare da collegamento tra le diverse abilità in gioco. Ruolo fondamentale la comunità di indigeni Wichi che abitano nelle lontane terre del nord del Paese, a Formosa. In questo luogo isolato la comunità si sostiene con i manufatti prodotti: intaglio del legno e tessitura del filo di chaguar, una bromelia spontanea della zona. Tale tessuto viene utilizzato, Nei suoi simboli precolombiani, nella preparazione dei tessuti necessari al confezionamento delle casule. Queste comunità indigene ci insegnano l’uso sapiente delle risorse naturali senza depauperare il territorio in un processo di raccolta e filatura della pianta necessaria alla creazione del filo di chaguar, unitamente alla ricerca di pigmenti necessari per la tintura.

Il telaio della Missione di Bergamo, in collaborazione con la Diocesi di Bergamo ed il Centro Missionario, sostiene progetti proposti da quest’ultimo a cui devolvere i profitti derivanti dalla vendita dei paramenti sacri. Due i progetti attivi: in Costa d’Avorio la creazione di una chiesa nel villaggio di Ahibango, presso la città di Tanda ed in Bolivia, a Potosì, il sostegno al seminario dedicato a Papa Giovanni XXIII.

Il motto che anima l’associazione è stato permutato dal magistero della Chiesa missionaria: la Chiesa aiuta la Chiesa. Il gesto di introdurre anche nell’abbigliamento liturgico nelle nostre comunità manufatti che provengono da lontano, significa aprire le nostre comunità ad una dimensione superiore poiché intrisa di valori missionari. L’auspicio che poco a poco questa nuova visione di liturgia aperta al mondo e quindi non solo eurocentrica.

A tutto ciò si aggiunge anche la bontà di acquisto che diventa solidale poiché condiviso con una comunità lontana (che ha prodotto il manufatto) ed un’altra che beneficia degli aiuti richiesti. Lo sforzo di animare l’attività missionaria della Chiesa nel nostro territorio si traduce in servizio e condivisione con il magistero missionario del Vescovo Francesco, nostro promotore e sostenitore. La mostra è sviluppata in un piccolo percorso alla scoperta della storia delle molte persone coinvolte con uno spaccato sociale e storico dei luoghi in cui si è sviluppata. All’interno dell’esposizione è pure possibile acquistare questi prodotti.

Gli orari dell’esposizione in Brescia sono: da martedi 22 maggio a venerdì 25 maggio dalle 10.00 alle 17.00, da martedì 29 maggio a venerdì 1 giugno dalle 10.00 alle 17.00 possibilità di parcheggio all’interno del Centro Pastorale Paolo VI – Brescia.

 

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Oro sotto pressione, sul futuro pesano dollaro e inflazione

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  • 22 Maggio 2018

Dollaro e oro sembrano essere ancora più intrecciati rispetto al solito. In particolare, se da un lato il rally del biglietto verde sta spingendo al ribasso le quotazioni del metallo giallo, alcuni fattori di rischio che emergono a livello internazionale potrebbero frenare la propensione al rischio degli investitori.

oroLa combinazione di un dollaro forte e dei rendimenti dei Treasures elevati oltre il 3% hanno indebolito l’oro. Abbiamo visto formarsi sia figure tipo triplo massimo e triplo minimo trading sui grafici, ma poi è arrivata la rottura al ribasso dell’importante quota 1.300 dollari. Un supporto importante, che ha innescato ulteriori vendite.

La possibile spinta all’oro

Tuttavia il perdurare di condizioni finanziarie rigide potrebbe creare tensioni sulle valute dei mercati emergenti. Questo finirebbe per spingere l’oro, se i timori di contagio si estenderanno anche ad altri mercati. Del resto l’oro è sempre il bene rifugio per eccellenza.

Gli occhi dei trader saranno puntati soprattutto però sulle mosse della Federal Reserve. I verbali dell’istituto centrale americano – relativi alla riunione di maggio – potrebbero fornire una indicazione importante sia sul dollaro che sui rendimenti USA. Una dichiarazione dal tono “hawkish” potrebbe accelerare la marcia del biglietto verde, spingendo l’indicatore OBV trading on balance volume verso l’alto. Così come le dichiarazioni riguardo le aspettative di inflazione saranno importanti per il sentiment e per le potenziali implicazioni sull’oro.

Se la Fed sembrerà più disponibile a tollerare un modesto aumento dell’inflazione, allora il prezzo dell’oro potrebbe riprendere la marcia al rialzo. Analogo discorso nel caso in cui il prezzo del petrolio – ai massimi di tre anni – dovesse andare ancora su. Ulteriori aumenti del greggio infatti farebbero crescere le paure di un’inflazione in salita e quindi l’oro potrebbe salire a sua volta.

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CCNL Metalmeccanici, il contributo welfare aziendale per il 2018 è di €150 per ogni dipendente

Iniziative di welfare aziendale si diffondono sempre più nelle imprese italiane, dopo l’introduzione delle agevolazioni fiscali della Legge di Bilancio 2016. Piani di welfare vengono implementati in aziende più grandi come in quelle più piccole, in quanto i benefici sono trasversali e riguardano tutti i lavoratori.

Sono 32542 i contratti che prevedono l’erogazione dei premi di risultato in welfare aziendale. In questo modo, i premi di risultato da riconoscere ai dipendenti sono totalmente detassati. Oltre a questa tipologia di piano di welfare e a quello su base volontaria da parte dell’azienda, ci sono le misure di welfare introdotte con i Contratti Collettivi Nazionali dei Lavoratori.

A fare da apripista è stato il CCNL Metalmeccanici del settore industria e dal 1°giugno partirà l’obbligo di adempimento del secondo contributo annuale di welfare. Il valore complessivo una tantum riconosciuto è di €150 per ogni dipendente. (Qui tutti gli altri CCNL che, come quello Metalmeccanico, prevedono quota di welfare nel 2018)

partnership cadhoc
Cadhoc, voucher shopping ideale per i lavoratori delle aziende metalmeccaniche

Chi ha diritto al contributo welfare?

Tempo indeterminato e tempo determinato (con almeno tre mesi di lavoro dall’inizio dell’anno, anche non consecutivi). Tutti i lavoratori in forza all’azienda metalmeccanica percepiranno i €150 previsti.  Nel dettaglio, ogni azienda metalmeccanica dovrà provvedere ai lavoratori assunti dall’inizio di giugno 2018 o assunti entro il 31 dicembre 2018. Non ha diritto il personale in aspettativa non retribuita, né indennizzata nei mesi da giugno a dicembre. Collaboratori esterni o tirocinanti non hanno diritto al contributo.

I 150 euro previsti nel CCNL industria per le aziende metalmeccaniche non escludono l’introduzione di un piano di welfare. Si tratta di due misure diverse. Nel secondo caso, si beneficia di importanti vantaggi fiscali e si può implementare un piano di welfare con diverse modalità.

Un piano di welfare infatti prevede di mettere a disposizione beni e servizi per i dipendenti e le loro famiglie. Con un piano di welfare si migliora il clima aziendale e si attivano vantaggi fiscali sia per l’azienda che per il lavoratore. Anche i Premi di Risultato possono essere convertiti in welfare aziendale.

Provider Welfare a cui rivolgersi

Uno dei provider più attivi nel settore, che ha iniziato la sua attività in Italia 31 anni fa è Day Gruppo UP. Già conosciuta per i suoi buoni pasto (molto diffusi e riconoscibili dal caratteristico colore verde), Day propone diversi servizi di benessere per i lavoratori e oltre al ticket buono pasto, il classico servizio sostitutivo di mensa, offre servizio di voucher shopping (Cadhoc) e il Welfare aziendale tramite portale digitale.

E proprio sul sito ufficiale Day Welfare sono specificate alcune nozioni sull’argomento che possono interessate tutti gli imprenditori che desiderano saperne di più sull’argomento welfare, benefici, sgravi fiscali e opportunità. Oltre alla lettura di alcune informazioni base, si può chiedere un confronto gratuito con uno specialista commerciale. A tal proposito, Day ha messo a disposizione una form per potersi registrare sul sito.

Day ha affrontato anche la questione del contributo welfare CCNL Metalmeccanico di €150. La quota prevista non è trattabile o derogabile. È compito delle aziende scegliere la soluzione ideale, che risponde alle esigenze dei dipendenti. Il Contratto Collettivo non indica, infatti la misura specifica da adottore, lasciando libere le imprese di decidere.

I piani di welfare creano benessere in azienda per i lavoratori metalmeccanici confapi

Bisogna quindi orientarsi verso una soluzione pratica ed economica, ma anche vantaggiosa per i beneficiari, quindi i lavoratori. La ratio della misura, infatti è quella di dare un contributo concreto che risponda a tutti i bisogni degli aventi diritto.

La soluzione welfare ideale

Attenzione, per buoni spesa non si intendono assolutamente buoni pasto, che rispondono ad una normativa differente e che possono essere già presenti in azienda. Il contributo welfare di €150 non è economico e non si aggiunge allo stipendio in busta paga. Il fringe benefit ideale è il buono shopping Cadhoc, strumento versatile che può rispondere alle esigenze di ogni tipologia di dipendente.
Si presenta sotto forma di carnet di buoni personalizzati, spendibili presso le più importanti catene di negozi nazionali o negli e-commerce più popolari. Cadhoc è un buono per fare la spesa, acquistare tecnologia, arredamento, abbigliamento, prodotti di profumeria, ecc. Inoltre, può diventare buono carburante o voucher albergo.
È esente da IVA, ma l’importo nel corso dell’anno non può superare la soglia di esenzione di 258,23 euro. Rientra pienamente nella quota welfare di €150, quindi, ma può sommarsi ad altre misure come ad esempio, quello dell’auto assegnata in uso promiscuo al dipendente.

Flexible benefit e portale

Nel caso si superasse la quota di €258.23 non è più fiscalmente conveniente lo strumento del buono regalo Cadhoc, ed è opportuna l’attivazione di uno strumento diverso, il portale Day Welfare.

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ECCO LE REGOLE PRINCIPALI DI COMPORTAMENTO DEGLI ANIMATORI

Partendo dal semplice presupposto che l’utente ha il diritto di ricevere dall’animatore cortesia, simpatia, disponibilità, riportiamo di seguito le classiche, ma pur sempre valide “regole” di comportamento che occorre seguire e rispettare. Attenendosi a queste indicazioni di massima, l’animatore ricoprirà al meglio il suo ruolo e l’utenza avrà quindi, la certezza di avvalersi di un professionista del settore. Le norme comportamentali prevedono:

1 non allontanarsi dal luogo di lavoro senza motivazione e previa autorizzazione di un superiore.

2 non prendere qualsiasi iniziativa senza essersi prima consultati con i colleghi.

3 tenere cura della propria persona ed usare gentilezza e cortesia nei confronti dei colleghi, degli utenti e di tutto il personale presente nella struttura.

4 l’animatore che adopera per lo svolgimento delle attività qualsiasi bene non di sua proprietà è tenuto a custodirlo e restituirlo nello stesso stato d’uso cui gli è stato affidato.

5 non utilizzare attrezzature sportive o ricreative in dotazione al servizio animazione, senza il permesso dei responsabili di settore.

6 l’animatore deve sempre seguire le norme del vivere civile nella collettività, il suo comportamento deve essere nel pieno rispetto delle leggi dello Stato sia civili che penali.

7 non farsi vedere ad oziare di fronte agli utenti ed evitare di fumare in presenza di bambini e sul palcoscenico.

8) non abbandonarsi ad effusioni amorose in pubblico

9) non farsi mai sorprendere a discutere animatamente dagli utenti. Occorre dare sempre l’impressione di essere affiatati e soprattutto amici.

10) non addossare ne scaricare ad altri compiti a voi assegnati.

11) non fumare davanti alla clientela

13) aver cura della divisa che deve sempre essere pulita e ordinata

 

Inoltre occorre tener sempre presenti alcuni principi guida :

 

– la maggioranza degli utenti almeno inizialmente, si avvicina all’animazione per una semplice curiosità o comunque senza una motivazione ben precisa.

 

– gli ospiti con cui l’animatore deve operare, non si trovano certamente in una situazione psicologica ottimale e almeno nella fase iniziale, non sono particolarmente predisposti al divertimento, il loro totale coinvolgimento avverrà gradatamente.

 

– tutte le attività, ma in special modo quelle legate al ballo e alla didattica sportiva, devono essere semplici nei contenuti, vivaci, con poca teoria e molta pratica.

 

– è importante non sottoporre gli utenti a forti tensioni emotive e stress psicologico derivanti da attività di animazione eccessivamente impegnative e faticose.

 

– rammentarsi sempre che ogni avvenimento deve avere come obiettivo primario, la socializzazione e il recupero individuale in contesti collettivi, quindi l’attività proposta deve poter contribuire alla soddisfazione di tutti i partecipanti.

 

( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)

 

AVVISO. Per quanti volessero lavorare nel settore dell’animazione turistica segnaliamo Animandia http://www.Animandia.it

Animandia è un sito di servizi, inserzioni e annunci nato oltre 16 anni fa  allo scopo  di sostenere e favorire lo sviluppo del settore dell’animazione turistica. Animandia opera attraverso un mercatino sull’animazione con annunci ed inserzioni gratuite,  a disposizione di tutti gli interessati.

Nel mercatino sull’animazione di Animandia, ci sono numerose offerte di lavoro sia su territorio Nazionale, ma anche suddivise per singole Regioni .

Ogni annuncio di offerte lavorative riporta, oltre la descrizione del personale richiesto, anche i recapiti (email. e tel) di tutte le aziende associate che ricercano animatori vari ruoli, anche alla prima esperienza. In prevalenza, si tratta di: agenzie di animazione, tour operator, organizzazioni vacanze e anche di strutture turistiche che ricercano personale per la stagione estiva ma anche invernale.

Importante dire che Animandia mette a disposizione degli interessati  un comodo servizio gratuito chiamato Curriculum espresso, mediante il quale è possibile inviare il proprio CV alle aziende aderenti all’iniziativa. In pratica,  inviando a mezzo posta elettronica ( [email protected]) un breve curriculum, la redazione di Animandia provvederà a sua volta ad inoltrarlo a tutte le  imprese associate che ricercano personale animazione. In questo modo si contattano decine di aziende simultaneamente, aumentando così le possibilità di poter trovare impiego.

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IL RAPPORTO DEI BAMBINI E GIOVANI CON GLI ANIMATORI

Per poter ricoprire con competenza il ruolo di animatore per bambini, un professionista deve capirne le esigenze, il carattere, il comportamento, al fine di soddisfare con professionalità ed accortezza i loro bisogni. Lo sviluppo dell’ uomo avviene attraverso una crescita graduale e piena di contraddizioni, il bambino con il passare degli anni, muta sensibilmente il proprio carattere, il comportamento, si assiste quindi ad una lenta ma costante maturazione sia a livello personale che nell’ambito sociale. La vita con i coetanei, il suo inserimento nella scuola, i nuovi metodi di apprendimento, le conoscenze più ampie cui egli dispone, lo inducono ad un graduale processo di maturazione. La società e la sua struttura di valori, influiscono non poco sulla futura educazione del bambino a tal proposito è utile osservare come l’animatore, in quanto adulto ed in qualità di membro della società, dovrà fungere da vero modello di comportamento. Egli dovrà orientare correttamente il fanciullo, ricoprendo con autorevolezza questo ruolo che non è solo sociale, ma anche educativo. L’animatore appare agli occhi del bambino come un personaggio importante, un modello da imitare e in cui identificarsi. Spetta quindi, anche a tale professionista, il compito di trasmettergli una serie di nozioni, di esperienze, di informazioni, capaci di stimolare la spontanea creatività del bambino nel modo di eseguire e di apprendere le cose. La personalità dei fanciulli è molto fragile ed in questi casi è l’animatore, il loro legame verso l’esterno. Occorre molta disponibilità, elasticità, dialogo, per spingere il bambino ad affrontare esperienze nuove, soprattutto quando ciò avviene in un ambiente che inizialmente non gli è familiare quale la scuola, un centro prima infanzia, un villaggio turistico. Bisogna aiutarlo a capire ciò che è utile ed il modo di farlo, trasformando le nuove ” scoperte ” in altrettanti nuovi metodi educativi e costruttivi. Intorno agli  8 \ 11  anni il fanciullo attraversa una fase molto delicata detta preadolescenziale, non si può considerare più un bambino ma nemmeno un adolescente, è in questa fase che affronta meglio la vita di gruppo. L’animatore deve fargli acquistare una nuova fisionomia, rafforzando la sua personalità, contribuendo al giusto indirizzo di tutte le esperienze e le varie conoscenze, acquisite dal bambino nel precedente periodo della sua infanzia. I 9 anni vengono definiti, come l’età dell’ autodisciplina, il bambino è già in grado di governarsi da solo, per tale motivo  vive ed apprende le varie situazioni con una certa intensità. I 10 anni rappresentano invece la fase culminante dell’infanzia, qui si sviluppano con completezza tutte le naturali caratteristiche che deve possedere un bambino: equilibrio psichico, sicurezza, tranquillità emotiva. Intorno agli 11\ 12 anni comincia la prima tappa verso l’adolescenza e si manifesta nel giovanissimo una certa inquietudine, tipica di tale periodo. Questa età fa intravedere il modo di agire e pensare del bambino, che formerà la sua struttura di adulto. E’ una fase che necessita ancor di più della presenza dell’educatore, infatti incominciano ad apparire le capacità individuali che l’animatore deve saper manipolare, stimolare e quindi indirizzare nel modo corretto; a 13 anni infatti, finisce la preadolescenza ed il giovane entra nell’adolescenza. Il ragazzo adolescente tende ad isolarsi, ad  essere più riflessivo, a staccarsi dal mondo esterno  si tratta di una fase della vita di noi uomini, molto delicata e importante. La famiglia, gli adulti, non sono più i modelli da imitare poiché ci si è resi conto che anche loro possono sbagliare. Questo è il momento dove l’animatore deve basare il suo rapporto con i giovani sull’amicizia, sullo scambio di idee, su un dialogo molto più maturo, adoperando le efficaci tecniche di comunicazione e psicologia applicata .

Egli quindi, li aiuterà in maniera corretta ad incanalarsi sulla giusta strada dell’ educazione e della crescita. Risulta difficile stabilire con prensione la durata ed il periodo dell’adolescenza, cioè quando inizia e quando termina, ciò perché non sempre all’età anagrafica corrisponde lo sviluppo intellettivo che può essere precoce o ritardato rispetto alla media. Esistono anche dei casi in cui l’adolescenza termina, sotto alcuni punti di vista, in età avanzata 25/ 30 anni, tuttavia si può dire che generalmente tra i 18 ed i 20 anni l’adolescenza è compiuta e si entra nella fase adulta.

 

 

 

( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)

 

AVVISO. Per quanti volessero lavorare nel settore dell’animazione turistica segnaliamo Animandia http://www.Animandia.it

Animandia è un sito di servizi, inserzioni e annunci nato oltre 16 anni fa  allo scopo  di sostenere e favorire lo sviluppo del settore dell’animazione turistica. Animandia opera attraverso un mercatino sull’animazione con annunci ed inserzioni gratuite,  a disposizione di tutti gli interessati.

Nel mercatino sull’animazione di Animandia, ci sono numerose offerte di lavoro sia su territorio Nazionale, ma anche suddivise per singole Regioni .

Ogni annuncio di offerte lavorative riporta, oltre la descrizione del personale richiesto, anche i recapiti (email. e tel) di tutte le aziende associate che ricercano animatori vari ruoli, anche alla prima esperienza. In prevalenza, si tratta di: agenzie di animazione, tour operator, organizzazioni vacanze e anche di strutture turistiche che ricercano personale per la stagione estiva ma anche invernale.

Importante dire che Animandia mette a disposizione degli interessati  un comodo servizio gratuito chiamato Curriculum espresso, mediante il quale è possibile inviare il proprio CV alle aziende aderenti all’iniziativa. In pratica,  inviando a mezzo posta elettronica ( [email protected]) un breve curriculum, la redazione di Animandia provvederà a sua volta ad inoltrarlo a tutte le  imprese associate che ricercano personale animazione. In questo modo si contattano decine di aziende simultaneamente, aumentando così le possibilità di poter trovare impiego.

 

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Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta celebra l’Università di Bergamo

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  • 21 Maggio 2018

Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta celebra il 50° anniversario dell’Università degli Studi di Bergamo con la realizzazione di 4 milioni di retroetichette dedicate, che arriveranno sulle tavole degli italiani a partire dal 15 maggio. Il Gruppo è da sempre profondamente legato al suo territorio, e con questo progetto conferma il suo sostegno nelle occasioni di richiamo per la provincia di Bergamo. Non è la prima volta, infatti, che Bracca e Pineta promuovono iniziative simili, affiancando il nome a quello di altre importanti iniziative di alto profilo culturale.

Quest’anno le aziende hanno deciso per il 50° anniversario dell’Università degli Studi di Bergamo di rivestire 4 milioni di bottiglie (2,5 milioni sulle bottiglie di acqua minerale Bracca e 1,5 milioni su quelle di acqua minerale Pineta), che saranno distribuite su tutto il territorio nazionale. Sulla retroetichetta, oltre allo stemma dell’ateneo e al logo delle celebrazioni del cinquantenario, sono riportati lo slogan “Nel futuro, dal 1968”, il sito internet che richiama agli eventi organizzati quest’anno e un QR Code per accedere direttamente al sito dell’ateneo.

“Ci uniamo con gioia ai festeggiamenti per il 50° anniversario dell’Università degli Studi Bergamo, eccellenza locale che da sempre si impegna nella formazione dei nostri ragazzi. Le etichette che abbiamo realizzato in suo onore sono il nostro modo di ringraziare, da bergamaschi, l’Ateneo per l’impegno nella valorizzazione dei talenti del nostro territorio”, dichiara Luca Bordogna, Amministratore Delegato di Bracca SpA.

“Siamo lieti che il Gruppo Bracca Pineta abbia deciso di intraprendere questa iniziativa in occasione di questo importante anniversario per la nostra Università. Questo testimonia ancora come le nostre radici siano ben salde nel territorio che ci ha visto crescere, con uno sguardo però sempre aperto al mondo e alle sue entusiasmanti sfide. Perciò, a nome dell’Università, desidero esprimere il mio ringraziamento al Gruppo per questa proposta”, sottolinea Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo.

Per info sul programma degli eventi di celebrazione dei 50 anni dell’Università degli Studi di Bergamo http://50unibg.it/

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Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli

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  • 21 Maggio 2018

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Così recita l’articolo 9 della Costituzione Italiana, ponendo al centro di una possibile rinascita la cultura e il paesaggio di cui fanno parte, a pieno titolo, l’agricoltura, le produzioni alimentari e la cucina. Un contesto ambientale e culturale che rende unici i prodotti italiani nelle loro caratteristiche organolettiche, ma anche nell’immaginario di coloro che, nel mondo, li ricercano e li prediligono.

Per comunicare e trasmettere questo valore aggiunto, questo potente fattore d’attrazione, e proporre il nostro patrimonio agroalimentare come parte di un sistema culturale è necessario che i professionisti del cibo e del vino dispongano di specifiche opportunità di formazione: con questa missione nasce l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli fondata da Seminario Permanente Luigi Veronelli e Fondazione Giorgio Cini.

L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, ideata e coordinata da Andrea Bonini, Direttore del Seminario Veronelli, è stata presentata questa mattina presso il Palazzo della Triennale di Milano, si ispira alle rivoluzionarie idee veronelliane e sarà luogo di pensiero e di formazione dedicato al sapere della terra e della tavola. Destinatari dell’offerta formativa saranno gli operatori (dai titolari di aziende agroalimentari italiane agli addetti al marketing, passando per titolari e personale di ristoranti, enoteche e wine bar, strutture alberghiere e ricettive, con giornalisti, blogger, PR e guide turistiche), e i futuri operatori (studenti universitari iscritti ai corsi di laurea attinenti che, purtroppo, dedicano pochissima attenzione alla gastronomia come cultura).

«L’idea dell’Alta Scuola italiana di Gastronomia Luigi Veronelli nasce dalla convinzione che, oggi più che mai, gli atti alimentari debbano essere vissuti e proposti come momenti di conoscenza, occasioni per nutrire corpo e mente. In questo contesto è indispensabile per gli operatori disporre delle competenze necessarie a comunicare i prodotti come ambasciatori di un sistema culturale che accomuna le singole aziende, i singoli territori. Valorizzare questa dimensione cruciale per il consumatore contemporaneo significa proseguire, oggi, il cammino alla scoperta della cultura del campo e della tavola iniziato, con straordinaria lungimiranza, da Luigi Veronelli nel secondo dopoguerra. Sono particolarmente orgogliosa, perciò, di presentare questo progetto concepito e promosso dalla nostra Associazione» – ha dichiarato Angela Maculan, Presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli.

Cornice principale delle iniziative dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli sarà la sede di Fondazione Giorgio Cini presso l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, luogo di elevato valore storico e architettonico. L’Alta Scuola Veronelli sarà inaugurata nel luglio 2018 con la Settimana della Cultura Gastronomica, mentre il primo corso di alta formazione dedicato al vino italiano partirà nel 2019 e avrà titolo Camminare le vigne. Luoghi, persone e cultura del vino italiano. A tracciare questo percorso intellettuale sarà un organo specifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, il Laboratorio di Cultura Materiale, un tavolo di pensiero, di confronto e di discussione a cui è affidato il compito di innovare le pratiche, i linguaggi, l’immaginario e l’estetica del gusto coinvolgendo i membri del Comitato Scientifico e i docenti e arricchendo di fertili spunti culturali l’attività formativa.

«Luigi Veronelli ha dedicato la sua vita a dimostrare come la gastronomia, intesa come sapienza della preparazione del cibo e del vino, è un‘arte come le altre. La capacità di combinare i sapori per il piacere del palato non ha minore dignità della capacità di combinare i colori per il piacere della vista. E se la missione principale della Fondazione Giorgio Cini è la valorizzazione della cultura italiana, e in particolare veneziana, allora la decisione di organizzare sull’Isola di San Giorgio a Venezia (città che ha, tra le altre cose, una propria tradizione gastronomica d’eccellenza) l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia, è una scelta del tutto coerente con la missione della nostra Istituzione» – ha dichiarato Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini.

Al fianco del Seminario Veronelli e della Fondazione Giorgio Cini c’è Banca Generali Private, realtà leader in Italia nel private banking che sostiene attivamente l’Alta Scuola Veronelli. «Siamo felici di sostenere questo progetto che valorizza la gastronomia italiana, una delle eccellenze che distingue il nostro Paese nel mondo – dichiara Michele Seghizzi, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Banca Generali, che aggiunge – come banca private attenta ai patrimoni dei nostri clienti siamo consapevoli del nostro ruolo all’interno della comunità. Per questo motivo vogliamo promuovere iniziative come l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli che ha l’obiettivo di proteggere la tradizione e generare cultura positiva».

Il Comitato Scientifico è presieduto da Alberto Capatti, primo rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, già direttore scientifico del Comitato Decennale Luigi Veronelli, e si pregia di annoverare al proprio interno Aldo Colonetti, filosofo, storico dell’arte, del design e dell’architettura, già direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Design, Pasquale Gagliardi, Segretario Generale di Fondazione Giorgio Cini, Alfonso Iaccarino, pluripremiato chef patron del ristorante Don Alfonso 1890, Dario Guerini, già professore dell’Università Bocconi di Milano e dell’Università di Bergamo, Ilaria Bussoni, filosofa ed editor presso la casa editrice DeriveApprodi, Roberta Sassatelli, Professore Ordinario di Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, Pierluigi Basso, professore ordinario di scienze del linguaggio presso l’Università Lumière Lyon 2 e dal 2017 Presidente dell’Association Française de Sémiotique, Gianluigi Brozzoni, curatore della Guida Oro i Vini di Veronelli, Gian Arturo Rota, rappresentante della Famiglia Veronelli e custode dell’Archivio Veronelli, Andrea Alpi, responsabile della didattica e della formazione del Seminario Veronelli e Sensory Project Manager della Società Italiana di Scienze Sensoriali.

«Un approccio al vino e alla cucina, oggi, si configura anzitutto ragionando sui metodi e sui linguaggi, molteplici e interdisciplinari. Dall’immaginario alla focalizzazione del prossimo futuro, la nostra visione del presente alimentare si rinnova continuamente, e il comitato scientifico dell’Alta Scuola Veronelli ne prende atto formulando il proprio progetto. La figura di Veronelli, osservatore con i piedi per terra ed una mente sagace, instancabile, ci servirà da guida» – ha dichiarato Alberto Capatti, Presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli.

L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli inaugurerà le sue attività con un’iniziativa particolarmente interessante, aperta a professionisti, studenti e appassionati dei vini e dei cibi d’Italia: la Settimana della Cultura Gastronomica, da lunedì 2 a domenica 8 luglio 2018, presso la sede della Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. La settimana sarà interamente dedicata all’analisi e al ragionamento sullo “stato dell’arte” della cultura gastronomica con una sequenza di seminari, degustazioni, concerti, performance artistiche e incontri pubblici condotti da figure di riferimento in ambito internazionale. Ogni giorno sarà incentrato su un tema – ad esempio la terra, l’immaginazione, la parola, i sensi – approfondendo, così, ambiti fondamentali della cultura materiale.

Il primo corso di alta formazione prenderà avvio nel 2019 e declinato su 150 ore nell’ambito di un semestre accademico, con una didattica articolata in moduli ordinari, modulo intensivo residenziale, momenti esperienziali presso aziende e partner, momenti formativi a distanza e attività di valutazione dell’apprendimento. Sono previsti, inoltre, alcuni servizi dedicati alla positiva interazione tra l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli e la cittadinanza, le istituzioni educative, sociali, culturali ed artistiche veneziane.

È in fase di progettazione, infine, il corso di alta formazione che nel 2020 sarà dedicato alla cucina italiana.

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Al Forum di Sme.UP: «Le imprese e il business 4.0»

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  • 21 Maggio 2018

In un’epoca di profondo cambiamento, tre grandi rivoluzioni sono alle porte: la fatturazione elettronica, la business intelligence e l’Industrial Internet of Things.
Sme.UP, gruppo specializzato nella risoluzione delle complessità del business moderno, da sempre pioniere in fatto di cultura dell’innovazione, ha presentato questa mattina durante il suo Forum 2018 ospitato al ristorante Da Vittorio di Brusaporto le novità e le strategie che consentiranno alle aziende di lavorare in modo integrato traendo valore aggiunto dalle loro attività.
Come noto, dal 1° luglio 2018 la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria per gli operatori del settore dei subappalti pubblici e della filiera dei carburanti e dal 1° gennaio 2019 si estenderà a tutte le aziende – imprese, commercianti e professionisti – sia nei rapporti B2B che nel B2C. Per la fatturazione elettronica, il Gruppo mette a disposizione un servizio accreditato che consente di gestire tutte le fasi di invio e ricezione delle fatture in modalità digitale da e verso aziende private e verso la Pubblica Amministrazione, di archiviare le fatture XML in un’unica piattaforma integrabile ai gestionali in uso, di organizzarle, di firmarle e trasmetterle gestendo le ricevute/notifiche. Con il servizio si potrà anche ricevere le fatture XML e inviare notifiche di accettazione/rifiuto, portare in conservazione a norma le fatture, ricercare e consultare le fatture emesse e corredate dai messaggi e notifiche del SdI, da qualsiasi device mobile.

Allo stesso modo, l’Industrial Internet of Things, uno dei trend tecnologici più importanti del decennio (e non solo), sta ormai facendosi sempre più spazio tanto nel lavoro quanto nella vita quotidiana. L’avvicinamento a IoT va di pari passo con lo sviluppo della Smart Industry e dunque presuppone la perfetta interconnessione tra tutte le macchine aziendali. Solo così sarà possibile estrapolare i dati più utili per inviare e ricevere informazioni. Grazie ai software di Sme.UP, i dati sono raccolti in tempo reale e resi immediatamente disponibili per diversi tipi di analisi e visualizzazioni a seconda delle necessità. Così facendo è, ad esempio, possibile monitorare lo stato degli impianti e l’avanzamento della produzione, facendo statistiche, analisi di processo, andamenti e storicizzazione delle attività. Insomma, attivando una strategia totalmente 4.0.

E altrettanto rivoluzionaria è la business intelligence, ovvero tutti quei sistemi che consentono di rendere sempre più efficace ed efficiente l’attività aziendale, migliorando e semplificando i processi decisionali. Parliamo, in particolare, di modelli che permettono di analizzare i dati aziendali, pianificare e simulare (what-if simulation), eseguire il processo legato al budgeting, capire le informazioni racchiuse nei dati esistenti sui vari sistemi informativi e prendere la miglior decisione di business in quel momento. Il Gruppo Sme.UP ha sviluppato strumenti molto intuitivi, come Qlik Sense®, che tramite semplici interfacce drag-and-drop, consente di creare visualizzazioni dati interattive e flessibili con una navigazione più visuale e self-service, lasciando che l’utente liberi il proprio intuito per trovare i dati più utili rispetto a ciò che sta cercando. Con QlikView®, invece, soluzione considerata leader di mercato da Gartner Group, è possibile creare applicazioni personalizzate e complete di analisi guidate, lavorando direttamente sui dati reali nel momento in cui questi servono, eliminando la necessità di creare serbatoi di informazioni che possono diventare obsolete.

«Le aziende sono chiamate a un profondo cambiamento: un business oggi è competitivo se è interconnesso, smart, integrato con software e sistemi interni ed esterni all’azienda e capace di generare potenti flussi informativi. Sia fatturazione elettronica che Industrial IoT che Business Intelligence, impatteranno moltissimo sulle nostre vite con importanti miglioramenti, ma trattandosi di cambiamenti epocali, possono in un primo momento disorientare. Per questo è importante confrontarsi, approfondire, in alcuni casi rimettersi a studiare» – dichiara Silvano Lancini, presidente del Gruppo Sme.UP.

Tutti questi settori vedono il Gruppo Sme.UP in prima linea per fornire soluzioni immediate e performanti che aiutano ogni azienda a gestire al meglio il cambiamento, a partire dal laboratorio di sviluppo Sme.UP LAB fino alle nuove soluzioni pensate per infrastrutture, cloud e security. Strumenti che nell’ottica di un business integrato mettono in dialogo tra loro sistemi software interni ed esterni per fornire un valore aggiunto alle aziende. Con i modelli brevettati dal Gruppo Sme.UP, infatti, le aziende possono aumentare l’affidabilità e la sicurezza dei loro data center, sapere esattamente quanto stanno spendendo, eliminando i costi imprevedibili, possono intervenire da remoto per la risoluzione di eventuali problemi e identificare le esigenze più importanti ottenendo il massimo risultato a livello di efficienza e di efficacia. L’infrastruttura, infatti, è fondamentale per l’operatività quotidiana del business.

«Sono tutti sistemi che rispondono alle esigenze della nuova economia 4.0 e che richiedono non solo macchine evolute ma anche mindset, competenze e visioni all’avanguardia. Il nostro Gruppo sta rafforzando la propria presenza sui mercati e continuerà a crescere anche con prossime acquisizioni offrendo risposte sempre più efficaci alle aziende. La cosa più sbagliata che un imprenditore può fare in questo momento, infatti, è pensare che queste innovazioni siano passeggere. Non è così, siamo nel bel mezzo di una rivoluzione. E solo chi riuscirà a capire come sfruttare e valorizzare queste nuove dinamiche, non rischierà di esserne sopraffatto» – conclude Lancini.

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«Trittico dell’Infamia» di Pablo Montoya Campuzano

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  • 17 Maggio 2018

Tocca a un romanzo della letteratura spagnola Trittico dell’Infamia, nella traduzione dallo spagnolo di Ximena Rodríguez Bradford, salire in cattedra nell’ambito del ciclo «Letture dei classici», organizzato dal Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere dell’Università degli Studi di Bergamo nell’ambito del 50° anno di fondazione.

Giovedì 17 maggio (ore 17.30) presso la Libreria Incrocio Quarenghi, l’opera di Pablo Montoya Campuzano sarà commentata dal professore Fabio Rodriguez Amaya, che integrerà la lettura del classico con il suo saggio “Elogio del Silenzio” , presente all’interno del romanzo stesso. Trittico dell’Infamia è una riflessione sul passato che si rivela per molti versi attuale e che rende giustizia a quello che, rimasto per secoli sotto silenzio, rappresenta tuttora uno dei più grandi genocidi della storia: lo sterminio dei nativi d’America, affrontando temi universali come la violenza, l’amore e la religione.

Il romanzo nel 2015 ha vinto il Premio “Rómulo Gallegos” e nel 2016 il Premio di Narrativa “José María Arguedas”.

L’incontro del 17 maggio prosegue il ciclo «Letture dei classici» iniziato il 18 gennaio e organizzato per offrire alla città una proposta culturale e condividere con la gente i saperi in cui il Dipartimento è specializzato, in questo caso le principali letterature europee ed euroamericane e le maggiori letterature orientali, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini alla lettura dei classici. Ma la proposta di iniziative è variegata e pensata per qualsiasi sensibilità culturale.

La lettura avrà una durata di circa un’ora e mezza e sarà articolata in una presentazione di circa 45 minuti a cura del relatore e in una lettura di pari lunghezza. Al termine è previsto uno spazio dedicato alle domande del pubblico e a un breve dibattito.

Per informazioni: http://50unibg.it/

Prossimo appuntamento con le «Letture dei classici»: giovedì 31 maggio: Elena Agazzi presenterà la Maria Stuarda di Friedrich Schiller c/o l’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti, via Tasso 4, alle ore 17.00

Coordinamento e informazioni: Luca Bani – [email protected]

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UNI.KIDS – Letture in valigia

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  • 17 Maggio 2018

Nel ricco cartellone di eventi organizzati per celebrare il suo 50° anniversario di fondazione l’Università degli Studi di Bergamo ha voluto pensare anche ai più piccoli. Oltre alle visite guidate nei luoghi storici della città (UNI.TOUR) e alle lezioni aperte a tutti i cittadini (UNI.TALK), l’ateneo proporrà, infatti, laboratori a ingresso libero (con prenotazione obbligatoria) rivolti specificatamente ai bambini (di età prescolare e scolare).

UNI.KIDS si articolerà in 9 incontri dedicati alla scoperta dei libri, del cinema, dei luoghi e delle tradizioni, articolati in due fasi temporali che andranno dal 19 maggio al 23 giugno 2018 e dall’8 settembre al 23 ottobre 2018. Laboratori pensati per stimolare la creatività e la curiosità dei bambini, attraverso la scoperta dei luoghi e delle tradizioni del territorio e usando mezzi privilegiati per l’apprendimento infantile, quali il gioco e la narrazione.

Il primo appuntamento è con le “Letture in valigia” a cura di moBLArte, pensato per i bambini della scuola dell’infanzia e in programma il 19 maggio alle 10,30 presso il Chiostro di Sant’Agostino (Piazzale Sant’Agostino). Qui i piccoli ospiti avranno l’occasione di scoprire il kamishibai, ovvero l’antico metodo giapponese di raccontare storie attraverso le immagini.

Gli eventi UNI.KIDS sono tutti liberi e gratuiti (massimo 20 bambini ciascuno) e prevedono sempre la partecipazione di un accompagnatore. La prenotazione è obbligatoria via mail all’indirizzo: [email protected]

Un secondo ciclo di eventi è in programma dall’8 settembre al 23 ottobre 2018.

Per il programma completo delle iniziative: www.50unibg.it

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Nel catalogo di Dibevit Import debutta «ìOì», la birra gluten free del birrificio agricolo e naturale Gjulia

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  • 17 Maggio 2018

Basta rinunce, addio sapori spenti. Ogni palato è appagato con Dibevit Import, l’azienda specializzata nell’importazione e distribuzione di specialità birrarie che, muovendo un deciso passo avanti nel segmento del Gluten Free Beer, distribuisce in bottiglie da 33 cl la «ìOì», birra senza glutine prodotta da Birra Gjulia, birrificio artigianale friulano di proprietà dei fratelli Marco e Massimo Zorzettig.

«ìOì», da leggersi come «ìOì» e non 101, ricorda un’esclamazione di gioia tipica del dialetto friulano. Espressione che, c’è da scommettere, accompagnerà tutti coloro che, fino a oggi, per motivi di salute, hanno dovuto resistere alla tentazione di una buona birra o hanno dovuto accontentarsi di varianti che in fatto di gusto lasciavano alquanto a desiderare. «iOi» è una birra di malto d’orzo senza glutine che mai farà rimpiangere la birra tradizionale. È prodotta esclusivamente con malto d’orzo (un cereale con glutine, dunque!), ma durante la lavorazione, al momento dell’inseminazione del lievito, viene aggiunto un enzima chiamato endo-proteasi che si occupa dell’estrazione completa del glutine senza alterare il sapore della vera birra artigianale.

Grazie a questo processo completamente naturale, a fine fermentazione, la birra ottenuta è perfettamente gluten free: bionda, dal colore giallo carico con riflessi aranciati, al naso giunge con profumo di agrumi, al palato trasmette freschezza e assicura abbinamenti perfetti per qualsiasi occasione. Il suo tenore alcolico, 4,7% vol, infatti, la rende adatta a ogni modalità di consumo e a diversi abbinamenti, dalla pizza alle carni bianche al pescato, nonché assolutamente godibile da sola. Insomma, una birra davvero all day round la cui principale caratteristica è quella di essere buona, prima ancora che senza glutine.

Rifermentata ed affinata in bottiglia, da servirsi a una temperatura tra gli 8 e i 10 °C, non è filtrata né pastorizzata ed è realizzata completamente con malto di produzione propria. Il birrificio Gjulia, infatti, si avvale dell’acqua del vicino Monte Mia, risultata dalle analisi la migliore per praticare la nobile arte del brassaggio, e di ben 14 ettari di orzo. Caratteristiche che, insieme al fatto che l’energia utilizzata proviene direttamente da fonti rinnovabili, fanno sì che questo birrificio venga considerato «agricolo» oltre che «artigianale».

La «ìOì», infatti, è realizzata usando solo prodotti che per più del 51% provengono direttamente dai campi di proprietà dell’azienda. Una realtà, quella guidata dai fratelli Marco e Massimo Zorzettig, che già vanta un’ottima reputazione in fatto di vino visto che due titolari sono il volto e il cuore delle aziende vitivinicole La Tunella e Altùris. E con la stessa passione hanno iniziato a occuparsi di birra, partendo – da vignaioli doc quali sono! – dalle materie prime quali orzo, frumento, luppolo e, appunto, acqua.

«ìOì è una birra che, senza rinunciare al sapore di un’ottima bionda tradizionale, garantisce al consumatore celiaco la massima salubrità, con una produzione naturale e di alta qualità. Non solo: questa referenza è inclusa nel prontuario AIC, infatti, ma per ogni confezione è indicato esattamente dove e come è stata prodotta, così da garantire la massima trasparenza e qualità. Aspetto fondamentale per un segmento, quello del gluten free, che negli ultimi anni sta facendo sempre più strada. Una crescita a cui noi siamo pronti a contribuire lavorando, come da nostra tradizione, sul piano dell’eccellenza per offrire ai consumatori solo i prodotti migliori. Proprio come la ìOì: una birra che trasmette entusiasmo e allegria fin dal nome, unendo perfettamente gusto, attenzione alla salute e qualità» – ha commentato Davide Daturi Amministratore Delegato di Dibevit Import.

www.dibevit.it   –   www.bieretheque.it   –   www.beviresponsabile.it

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DIBEVIT IMPORT. Da 20 anni Dibevit Import mette a disposizione di grossisti e locali pubblici di tutta Italia una vasta gamma di prodotti selezionatissimi del panorama birrario internazionale e gli strumenti più idonei per la loro corretta somministrazione, anche attraverso corsi specializzati. Nel portafoglio di Dibevit Import ci sono circa 200 birre, importate da diversi Paesi europei, oltre alle italiane (Birra Moretti Selezione Riserva da 75cl: Grand Cru, Lunga Maturazione, Grani Antichi; e la gamma Cervisia: Camallo, Mozzo, Ciurma). Specializzata nell’importazione dei prodotti delle più importanti birrerie belghe e tedesche e principale partner dei prodotti di linea inglese, Dibevit Import (www.dibevit.it) è una società del Gruppo HEINEKEN Italia.

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Pure Bros introduce i pagamenti digitali

PURE BROS MOBILE. SOLUZIONI INNOVATIVE PER I PAGAMENTI DIGITALI: NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE

Le disposizioni contenute nella direttiva dell’Unione Europea sui pagamenti elettronici (Payment Services Directive 2 – PSD2) come volano strategico per l’innovazione – e non solo come obbligo di legge.

Il 13 gennaio 2018 con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della direttiva europea 2015/2366 nota, appunto, come PSD2, l’Italia ha introdotto ufficialmente i nuovi dettami dell’Unione Europea.

Attualmente Pure Bros sta lavorando ad una serie di iniziative sperimentali di mobile payment che potrebbero cambiare radicalmente il nostro modo di vivere. La società leader nel settore è orgogliosa di annunciare che presto, grazie al duro lavoro di un team composto da professionisti di primo livello, sarà possibile effettuare pagamenti, transazioni, trasferimenti di denaro attraverso il proprio smartphone in totale sicurezza.

 

Pure Bros Mobile. Soluzioni Innovative per i Pagamenti Digitali

Pure Bros ha deciso di bruciare le tappe e di anticipare i tempi: quello che si pensava potesse essere il futuro, adesso è realtà. In questo scenario le Aziende, attraverso Pure Bros, potranno adottare Soluzioni Innovative per i Pagamenti Digitali a distanza tramite smartphone e tablet, per consentire ad un utente della rete di telecomunicazione di effettuare operazioni di pagamento addebitandone il costo nella relativa fattura (o precaricando il proprio conto), a patto che il valore di ciascuna operazione rientri nei limiti di spesa imposti dalla PSD2 e che l’operazione di pagamento stessa sia posta in essere:

  • per l’acquisto di contenuti digitali e servizi a tecnologia vocale;
  • nel quadro di un’attività di beneficenza, per effettuare erogazioni liberali destinate a organizzazioni senza scopo di lucro;
  • per l’acquisto di biglietti relativi esclusivamente alla prestazione di servizi.

Ma per Pure Bros la vittoria più bella è quella che deve ancora venire e così terminata una sfida ecco che ne è pronta un’altra. Il segreto del successo alberga nella volontà di non volersi fermare mai, di continuare a lavorare sodo e non essere mai sazi di innovazione e cambiamento.

 

Chi è Pure Bros Mobile

 

Pure Bros Mobile Spa è un gruppo italiano leader nei servizi integrati per gli operatori di telefonia mobile nazionali e internazionali, nello sviluppo di servizi digitali di mobile marketing e mobile payment, applicazioni mobili e piattaforme per l’interattività e “voting” televisivo su reti di telecomunicazioni.

La sua mission, in qualità di aggregatore (hub), è quella di incrementare e migliorare gli obiettivi di business delle telco nel mondo digitale, con la messa a disposizione di piattaforme tecnologiche per l’offerta di prodotti e servizi digitali erogati da Content Provider verso gli utenti finali.

Pure Bros è nel mercato dal 2005 e da allora mette a disposizione delle Aziende, in un contesto B2B, la sua forte esperienza e le sue competenze nel settore mobile.

Il suo punto di forza è l’integrazione di Content Provider con tutti i principali Operatori di Telefonia, nazionali ed internazionali.

Fonte: PURE BROS MOBILE News Room

Photo credits – Torsten Dettlaff via Pexel and rawpixel via Unsplash

 

Ufficio Stampa – Pure Bros Mobile SpA
Email: [email protected]
Tel.: 068600320
Web:purebros.it
Facebook: https://www.facebook.com/purebros/
Twitter: https://twitter.com/purebrositalia
LinkedIn: https://www.linkedin.com/company-beta/736967/

 

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Big data, imprese e scienza: nuovi scenari

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  • 15 Maggio 2018

CESC- Centro sulle Dinamiche Economiche, Sociali e della Cooperazione dell’Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con  BergamoScienza organizzano il dibattito aperto al pubblico Big data, imprese e scienza: nuovi scenari che si terrà martedì 15 maggio 2018, ore 16.30 presso l’Università degli Studi di Bergamo.

Il termine big data ricorre ormai spesso nei media e nella comunicazione corrente. Ma di che cosa si tratta? È un fenomeno che coinvolge tutti? Quale potrà essere l’impatto sulla società e il futuro scenario?

L’incontro, a ingresso libero e gratuito, “BIG DATA, IMPRESE E SCIENZA: NUOVI SCENARI”, promosso da CESC-CASI (Centro Sulle Dinamiche Economiche e Centro Analisi Statistiche e Indagini campionarie dell’Università degli studi di Bergamo), è un momento di illustrazione divulgativa di questo emergente fenomeno e di discussione per creare conoscenza, tramite storie ed esempi, presso cittadini, pubblica amministrazione, imprenditori sull’evoluzione in atto.

Il dibattito, coordinato da Silvia Biffignandi, direttore centro CASI – Centro Analisi Statistiche e Indagini campionarie dell’Università degli Studi di Bergamo, si colloca nell’ambito del ciclo di seminari di Public Engagement sul tema Big Data, una rivoluzione per imprese, policy makers e cittadini.

Interverranno: Mario Rasetti, Fondazione ISI, Dario Tognazzi, “Servizi Innovativi e Tecnologici” Confindustria e Stefano Ghezzi, ICTeam.

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Young Designers e Geometria Creativa

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  • 9 Maggio 2018

L’arte libera dei giovanissimi di Ischool Circle.

Sarà inaugurata lunedì 14 maggio alle 17 e 30 alla 255 Raw Gallery di via Tasso 49/C a Bergamo la mostra Young Designers: 22 opere nate tra i banchi di scuola di iSchool Circle Primaria Donizetti, realizzata nel cuore di Bergamo dai i bambini della Scuola Primaria dell’Istituto scolastico iSchool.

Le opere, nate dall’energia contagiosa di bambini tra gli 8 e i 10 anni, si potranno ammirare dal 14 al 20 maggio alla 255 Raw Gallery o tra i corridoi di iSchool Circle presso il Centro Piacentiniano. Nei suggestivi spazi della scuola ricavata nel palazzo storico affacciato su Piazza Dante sarà possibile ritrovare un racconto più esaustivo del percorso didattico che prevede anche la realizzazione di un libro di testo, un gioco in scatola e dei laboratori di Geometria Creativa a cui potranno partecipare, previa iscrizione, bambini dai 5 agli 11 anni. I laboratori si terranno mercoledì 16 alle ore 17 e domenica 20 alle ore 11.

Per iscrizioni: [email protected]

 

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Il Gal L’Altra Romagna presenta il bando “Aiuto all’avviamento di imprese extra agricole in zone rurali” nell’incontro pubblico di San Piero in Bagno

Il Gal L’Altra Romagna, organizza un incontro pubblico per presentare al territorio lo stato di avanzamento di attività e bandi della propria Strategia di Sviluppo Locale e in particolare per la presentazione del bando pubblico “Aiuto all’avviamento di imprese extra agricole in zone rurali”.

L’incontro, aperto a tutti gli interessati e alla cittadinanza, è fissato a lunedì 14 maggio 2018 ore 21 a San Piero in Bagno (FC) presso Palazzo Pesarini – via Giuseppe Verdi n.4 ed è il primo di una serie di appuntamenti che verranno organizzati nelle prossime settimane.

Ospiti del Comune di Bagno di Romagna, verranno illustrate dal Presidente Bruno Biserni e dal Direttore Mauro Pazzaglia, le opportunità previste dal bando pubblico Azione 6.2.01 “Aiuto all’avviamento di imprese extra agricole in zone rurali” all’interno della Misura 19 del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Emilia Romagna, con scadenza dei termini di presentazione delle domande fissate al 3 agosto 2018.

Il bando stanzia 450.000,00€ di risorse da destinare a persone fisiche che intendano avviare un’attività di impresa extra agricola nelle aree rurali con problemi di sviluppo (denominate zone D) ricadenti nei seguenti Comuni:

Bagno di Romagna, Brisighella, Casola Valsenio, Galeata, Mercato Saraceno, Portico e San Benedetto, Predappio, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sarsina, Sogliano al Rubicone, Tredozio e Verghereto.

L’aiuto finanziario sarà concesso sotto forma di premio con un valore massimo corrispondente di 15.000,00€. Il bando è consultabile su sito www.altraromagna.it

L’incontro vedrà l’affiancamento al Gal L’Altra Romagna anche della BCC di Sarsina, rappresentata dal Presidente Mauro Fabbretti e dal Direttore Mauro Freschi che interverranno sulle tematiche legate al sostegno finanziario ed economico legate all’avvio delle nuove attività d’impresa.

Sarà presente il Gruppo Pubblisole-Teleromagna per effettuare le riprese televisive e le interviste a tutti i protagonisti, e realizzare poi un apposito servizio televisivo.

Al termine della serata, la BCC di Sarsina offrirà un piccolo buffet a tutti coloro che presenzieranno.

La cittadinanza e tutti gli interessati sono invitati.

L’ufficio stampa

GAL L’ALTRA ROMAGNA

 

 

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Brexit, i mercati l’hanno dimenticata troppo presto?

Anche se i mercati per un bel po’ hanno snobbato il tema Brexit, questo non vuol dire che debba essere sottovalutato. Il tema è presente e ancora caldissimo, e specie chi fa investimenti deve tenerlo bene a mente. Il tempo in cui la partita che si gioca tra Bruxelles e Londra sarà chiusa non è ancora arrivato. E non siamo neppure vicini. Ecco perché gli effetti negativi della Brexit potrebbero non essere affatto finiti.

brexitFino ad oggi il Regno Unito si è seduto al tavolo con Bruxelles con lo scopo di guadagnare tempo. La premier May ha cercato di rinviare il più possibile la discussione sui temi più divisivi, quelli che potenzialmente potrebbero innescare grosse ripercussioni sul mondo finanziario. Adesso però il tempo è quasi esaurito, e quei temi devono essere affrontati. C’è infatti la necessità di arrivare al Consiglio europeo di giugno (o tuttalpiù a quello di ottobre) con un accordo fatto e chiuso. Per questo la strategia attendista della May non è più valida.

Torna l’incubo della Brexit

Nei giorni scorsi il comitato ministeriale su Brexit ha respinto un piano proposto dal governo, che dovrebbe ritentare questa carta apportando qualche modifica. Se non fosse approvato neppure la seconda volta sarebbe un bel guaio. Immaginiamo già il pound scivolare nel mercato valutario, con l’Adx indicatore trading che segnalerebbe subito una spinta al ribasso. Il governo UK si troverebbe a fronteggiare non solo l’ostilità di Bruxelles, ma soprattutto quella sul fronte interno. Le spinte del fronte anti-Brexit infatti non sono mica sopite, anzi.

Se dovesse crearsi uno scenario molto teso, è chiaro che la prima a risentirne sarebbe la sterlina. Chi sa come usare indicatore momentum trading può vedere che le tensioni cominciano già a essere visibili di tanto in tanto. Ma non sarebbe nulla nel caso si alimentasse un forte contrasto interno sulla Brexit. Peraltro sul pound si sta già abbattendo l’effetto sfavorevole del rinvio del rialzo dei tassi di interesse di riferimento, inizialmente previsto a maggio della Bank of England. Ce n’è abbastanza per tenere le antenne dritte perché la faccenda Brexit è tutt’altro che spenta.

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Etica e Società News

Stima Oro e Pietre Preziose, Ecco Cosa Considerare

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  • 8 Maggio 2018

La stima oro e pietre preziose di un gioiello in oro non è una cosa scontata per chi non è un addetto del settore, il valore dipende da vari fattori che comprende non solo i metalli e le pietre preziose utilizzate ma anche il lavoro di manodopera eseguito sui gioielli.
Il metallo più utilizzato e anche il più richiesto per i gioielli é l’oro, del quale esistano diverse qualità valutabili per mezzo dei carati presenti nella lega aurea utilizzata, un altro fattore da tenere in considerazione è la fattura dell’oggetto oltreché l’appetibilità che questo ha sul mercato. Esistano gioielli il cui valore va ben oltre il valore del metallo e delle pietre preziose che lo compongano, questi solitamente acquistano un valore aggiunto che può essere dato dal brand e dalla rarità del gioiello.
Di seguito proviamo a prendere in considerazione i singoli fattori che determinano il valore di un gioiello in oro.
PUREZZA DELL’ORO
I gioielli in oro vengano realizzati con leghe auree composte in parte di oro e in parte da altri metalli necessari per rendere la struttura del manufatto sufficientemente stabile, in quanto l’ oro puro é un metallo troppo morbido per essere utilizzato da solo. Più alta é la percentuale di oro presente più alto è il valore dell’oggetto, lo sanno bene i compro oro che analizzano ogni oggetto per identificarne la purezza prima di effettuare una stima precisa del valore. Generalmente i gioielli di qualità sono realizzati in oro a 18 carati che sono composti dal 75% di oro e il restante 25% da altri metalli scelti in base alla durevolezza e al colore che il gioiello deve ottenere.
MANIFATTURA
La manifattura di un gioiello non è solo una stima oro ma è ben più complessa e necessita della consulenza di esperti del settore, solo l’occhio di un vero professionista può capire il tempo e l’arte necessaria per la realizzazione di un gioiello. La prima cosa da capire riguarda il metodo di manifattura con il quale l’oggetto è stato realizzato in quanto una realizzazione eseguita con metodo artigianale vale di più rispetto a quella industriale. Quando si tratta di una manifattura artigianale può capitare di essere di fronte ad un gioiello unico e irripetibile, un fatto che può far crescere di molto il valore dell’oggetto rispetto ad un oggetto composto dagli stessi elementi ma realizzato in modo industriale.
PIETRE PREZIOSE
La stima delle pietre preziose dipende da fattori come la grandezza della pietra e la purezza del colore oltre che dalla qualità della pietra stessa, l’intervento dell’uomo nel incastonare le pietre o nel rifinire la montatura fa si che il gioiello assuma un valore aggiunto dato dalla lavorazione artigianale necessaria per l’incastonatura, nonostante ciò perché al gioiello sia riconosciuta la giusta valutazione è necessario che l’oggetto riscontri l’interesse del mercato in caso contrario esiste la possibilità che l’oggetto sia valutato solo per il valore degli elementi che lo compongano perdendo così il valore aggiunto derivante dalla fattura del gioiello.

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RC auto: nella stessa città può variare fino al 36,4% in base al Cap

Stesso assicurato, stessa automobile, stesso attestato di rischio, stessa città di residenza, ma tariffa RC notevolmente diversa; come mai? La ragione, spesso, si traduce in 3 lettere: Cap. Già perché secondo un’analisi fatta ad aprile 2018 da Facile.it, il principale sito di comparazione del settore, in alcune grandi città italiane vivere in un quartiere piuttosto che in un altro può far aumentare anche del 36,4% l’importo del miglior premio disponibile. *

Simulando la richiesta di assicurazione di un profilo tipo (uomo, 42 anni, impiegato, coniugato, prima classe di merito da meno di un anno, che guida una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare), il sito ha evidenziato come risiedere in una zona o nell’altra della città, a volte anche solo da un lato o dall’altro della stessa strada, possa incidere sensibilmente su quanto si paga di assicurazione; se a Firenze la differenza di prezzo massima è tutto sommato contenuta (+2,15% fra chi risiede nell’area a migliore e quella a peggiore tariffazione), nelle altre città campione le diversità incidono sensibilmente sul premio.

Restano sotto la soglia psicologica della doppia cifra, magra consolazione, solo Genova (+8,25%) e, per meno di un soffio, Milano (+9,99%); la superano invece Roma (+10,73%), Torino (+11,90%), Bari (+18,60%) e, soprattutto, Napoli dove la migliore offerta disponibile per i Cap 80127, 80128 e 80129 è inferiore del 36,4% rispetto a quella disponibile per il Cap 80139.

È sempre così? No; alcune assicurazioni scelgono di mantenere in tutto il territorio urbano la medesima tariffa, ma questa, sempre secondo la simulazione fatta da Facile.it, è spesso maggiore rispetto alle migliori offerte di altre compagnie. Fanno eccezione, tra i capoluoghi presi in esame dal comparatore, Bologna, Venezia, Cagliari e Palermo dove, nonostante la differenza di Cap, la migliore offerta disponibile per gli automobilisti è identica.

 

 *tariffe relative alle migliori offerte disponibili su Facile.it, per il profilo indicato, nei giorni 19, 20, 23, 24 aprile 2018.


 

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Customer Care, Covisian punta sull’innovazione e fonda un’Academy

Grazie all’iniziativa di Covisian, società attiva nell’ambito dei servizi al cliente, nasce il primo polo di ricerca in Italia specializzato nella formazione del personale in materia di customer care.

Covisian

Covisian: semaforo verde per la Customer Management Academy

Nell’immaginario collettivo i call center sono spesso associati a scarsa efficienza, sensazione che in alcuni casi può trasformarsi in fastidio. “L’uso intelligente delle informazioni sui consumatori, le nuove competenze e lo sviluppo di nuovi modelli di collaborazione con i committenti sono l’unica strada possibile per offrire un’alternativa a modelli di business tradizionali, che ormai stanno esaurendo la propria marginalità, oltre a rovinare la cosa più preziosa che abbiamo, ossia la relazione con il cliente finale delle aziende e la sua attenzione” chiarisce il Presidente del Gruppo Covisian, Antonio Turroni. La società leader in Italia nell’ambito del customer care ha infatti deciso di rispondere alle nuove sfide del mercato grazie a una strategia che passa dall’innovazione dei propri servizi. Un grande passo in questa direzione è l’avvio della Customer Management Academy, istituzione messa in campo grazie all’ausilio della Mip, Business School del Politecnico di Milano. Una vera e propria scuola di formazione e aggiornamento per i professionisti del settore che si configura allo stesso tempo anche come polo di ricerca e sviluppo call center per la gestione del cliente, il primo di questa tipologia in Italia. In tal senso, i vertici di Covisian hanno sottolineato come nella penisola siano “ancora rari i luoghi di ricerca e sviluppo nel nostro settore, ma anche qui le attività di R&D devono assumere maggiore importanza. Devono essere portate avanti a quattro mani con i committenti, contribuendo in modo costante allo sviluppo di nuove forme di offerta”.

Covisian, i dettagli della Customer Management Academy

Della durata totale di un semestre, le lezioni dell’Academy di Covisian affrontano in maniera approfondita l’intero ciclo di vita delle relazioni con il cliente e includono diverse attività di laboratorio, all’interno delle quali team multidisciplinari potranno provare e sperimentare nuove soluzioni. Tra i temi affrontati il ruolo dei Big data e Analytics nella definizione di strategie di coinvolgimento, lo studio degli algoritmi predittivi e dei modelli gestionali per clienti a rischio abbandono, l’analisi delle più recenti chiavi di profilazione per la fase di ascolto, l’utilizzo di dati e nuove tecnologie per essere rilevanti nonché le opportunità e vincoli relativi all’uso delle informazioni del cliente. Coinvolti per l’iniziativa di Covisian, oltre ad esperti e professionisti del settore, docenti provenienti da numerosi atenei di tutta Italia, tra i quali il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Bologna e la Luigi Bocconi. In occasione del primo ciclo di lezioni, partito nell’ottobre scorso, è stato inaugurato nel frattempo uno spazio di notevoli dimensioni (3.600 m.q.), denominato “Covisian Spaces”, destinato a ospitare lezioni e laboratori e ispirato ai moderni principi di condivisione del sapere e dell’innovazione, caratteri distintivi del Gruppo.

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Tirocini: posto il focus sull’apprendimento più che sulla prestazione da lavoro

Tramite circolare n. 8 del 18 aprile 2018 sono state fornite indicazioni dall’INL in materia di tirocini.

Prima di tutto, la verifica ispettiva deve valutare le modalità di svolgimento dei tirocini così da poter ritenere l’attività del tirocinante funzionale all’apprendimento e non all’esercizio di una pura prestazione di lavoro, nell’osservazione e applicazione delle norme regionali.

Si rileva che l’attivazione dei tirocini per tutte quelle attività lavorative che non hanno bisogno di un periodo di formazione o l’assenza di uno degli elementi essenziali, come per esempio il piano formativo individuale o la convenzione di tirocinio, si configurano come irregolarità che di per sè compromettono la natura formativa del rapporto.

L’INL chiarisce anche quali siano le conseguenze sanzionatorie nel caso di superamento della durata massima del tirocinio stabilita dalla Legge Regionale. La prosecuzione di fatto del rapporto verrà ricondotta ad una prestazione lavorativa che comporterà l’applicazione della maxisanzione.

Sempre in tema di sanzioni, viene comunicato che è prevista l’intimazione alla cessazione dei tirocini in riferimento alle seguenti violazioni definite non sanabili relative:

  •  a tutti coloro titolati alla promozione;
  •  alle caratteristiche di tipo soggettivo e oggettivo richieste al soggetto ospitante del tirocinio;
  •  alla proporzione tra organico del soggetto ospitante e numero di tirocini;
  •  alla durata massima del tirocinio;
  •  al numero di tirocini attivabili contemporaneamente;
  •  al numero o alle precentuali di assunzione dei tirocinanti ospitati in precedenza;
  •  alla convenzione richiesta e al relativo piano formativo

La mancata corresponsione dell’indennità indicata formalmente nel PFI, comporta a carico di chi trasgredisce l’irrogazione di una sanzione amministrativa da 1.000 a 6.000

Per poter approfondire ulteriormente è possibile scaricare la circolare completa sul sito di Studio Borghi, studio di elaborazione paghe a Milano da oltre trent’anni nel campo della consulenza del lavoro e dell’amministrazione del personale dipendente.

Lo Studio e il suo team di consulenti del lavoro restano a disposizione per qualsiasi ulteriore necessità.

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Picchia figlia per una foto su Instagram

Da genitori che permettono tutto a genitori che vivono nell’era medievale.
Questo accade un papà di 38 anni taglia unghie e piercing alla figlia con le tronchesi poi la bastona.
La ragazza 13 anni era uscita con le amiche l’unica colpa la gonna troppa corta, una foto pubblicata su Instagram ha scatenato l’ira del padre padrone, per due lunghi giorni ha picchiato la ragazza,  è finito in carcere l’uomo accusato di maltrattamenti.
Un parente ha inviato su Whatsapp la foto della figlia al uomo, al rientro a casa giù botte, la mattina la ragazza si è truccata per coprire i lividi ed è andata a scuola.
Non contento quando è tornata da scuola ha iniziato a picchiarla con bastone fino a lasciarla per terra priva di sensi. Solo la fuga della mamma si è potuto dare l’allarme al arrivo dei carabinieri si è discolpato con un le ho dato due sculacciate.
L’uomo è finito in galera per maltrattamenti.
Siamo strani ci meravigliamo quando chi di religione diversa alla nostra picchia le donne per la gonna , il rossetto , la guida, e poi uomini dentro casa nostra sono peggio di loro.
Picchiano le figlie per una gonna sopra il ginocchio, per le unghie colorate, purtroppo viviamo in un mondo ignorante, possessivo geloso, dove non riusciamo a distinguere il bene e il male, siamo contornati da pura superficialità.
I genitori passano le ore davanti agli schermi come i figli, senza sapere più nulla di loro, senza sapere di ciò che succede fuori, non c’è più educazione, senso civico, quel genitore avrebbe potuto uccidere la figlia allo stesso modo del Pakistano due giorni fa, il tutto per uno scatto, il tutto perché la civiltà è andata avanti non siamo più scimmie, ci siamo evoluti.
Parliamo di integrazione, ma come possiamo integrarci se ci sono ancora persone, che il cervello lo tengono nelle caverne, popolo di provinciali che non sarà mai pronto ad essere un paese occidentale al passo con l’Europa. Lo afferma in una nota Gianluca Santoni investigatore.

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Mutuo prima casa: servono quasi 18 anni di stipendio per restituire il capitale richiesto

Il 2017 è stato un anno positivo per chi ha scelto di acquistare casa: i tassi di interesse dei mutui ai minimi, il prezzo degli immobili sostanzialmente stabile e l’aumento del reddito a disposizione delle famiglie hanno creato condizioni favorevoli per comprare. Ma chi ha presentato domanda di mutuo prima casa, quanti anni di stipendio dovrà versare per restituire alla banca il capitale richiesto?  Al netto degli interessi e considerando che oggi le famiglie italiane cercano mediamente di destinare alle rate del mutuo circa il 25% del reddito annuale, Facile.it e Mutui.it hanno calcolato che occorrono in media 17 anni e 10 mesi. Il risultato emerge dall’analisi di circa 40.000 richieste di mutuo prima casa raccolte dai due portali da gennaio 2013 a dicembre 2017 i cui valori sono stati incrociati con i dati Istat disponibili relativi ai redditi delle famiglie italiane*.

Aumentano gli anni necessari, ma anche gli importi richiesti

Il valore risulta in crescita rispetto al 2013, quando le famiglie che richiedevano un mutuo dovevano mettere in conto di destinare alla banca in media 16 anni e 10 mesi di stipendi. Brutte notizie? In realtà no, se si considera che dietro all’aumento degli anni necessari a ripagare il capitale non vi è una riduzione dei redditi medi delle famiglie italiane, bensì un aumento della cifra richiesta agli istituti di credito. Nel 2013 l’importo medio che gli aspiranti mutuatari cercavano di ottenere per acquistare la prima casa era pari a 123.583 euro, mentre nel 2017 la richiesta media è aumentata dell’8% raggiungendo i 133.456 euro.

«Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una consistente diminuzione dei tassi di interesse e degli spread applicati dalle banche, che ha determinato un alleggerimento della rata mensile», spiega Ivano Cresto, Responsabile BU mutui di Facile.it. «Questo ha consentito alle famiglie di richiedere in prestito importi più elevati, mantenendo comunque una rata mensile contenuta, che non impattasse troppo sul reddito complessivo».

La dinamica spiegata da Cresto risulta molto chiara se si guarda a come è cambiato negli ultimi quattro anni il valore medio della rata e il suo il rapporto con il reddito mensile delle famiglie richiedenti; nel 2013 la rata media richiesta era pari a 663 euro, con un impatto del 27% sullo stipendio mensile, mentre nel 2017, nonostante gli importi richiesti alle banche siano aumentati, la rata media è diminuita arrivando a 606 euro, con un impatto del 24% sul reddito mensile medio.

Se per assurdo fosse possibile destinare alle rate del mutuo il 100% del reddito annuale, alle famiglie italiane basterebbero oggi mediamente 4 anni e mezzo per restituire alla banca la quota capitale presa in prestito al netto degli interessi, mentre nel 2013 servivano 4 anni e 2 mesi.

Le differenze regionali

Analizzando in ottica territoriale le richieste di mutuo prima casa raccolte dai due portali nel 2017, emergono importanti differenze tra le aree del Paese. Gli aspiranti mutuatari della Campania risultano essere quelli che dovranno mettere in conto più anni, e stipendi, per restituire il capitale richiesto al netto degli interessi; 21 anni, ipotizzando, come detto, che ogni anno confluisca nel mutuo una somma pari al 25% dello stipendio. Seguono in classifica i richiedenti mutuo del Lazio (20 anni e 3 mesi) e della Sicilia (19 anni e 11 mesi)

Di contro, le aree dove i valori si riducono notevolmente sono il Friuli Venezia Giulia, qui i richiedenti mutuo impiegano in media 13 anni e 10 mesi, l’Umbria (14 anni e 7 mesi) e l’Emilia Romagna (14 anni e 11 mesi).

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Valute digitali, anche il magnate Warren Buffet gli volta le spalle

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  • 22 Aprile 2018

Continua il valzer delle illustri opinioni riguardo alla valute digitali. L’ultimo che in ordine di tempo ha preso le distanze da Bitcoin e compagnia è stato Warren Buffet. Il ricchissimo finanziere di recente ha detto che rimarrà alla larga dalle monete virtuali, ed è tra quelli che nell’ultimo anno non ha mai fatto passi indietro rispetto alla sua posizione. Certo non è il solo ad aver sempre voltato le spalle a Bitcoin, ma senza dubbio è tra i più influenti membri della comunità finanziaria globale.

valute digitaliMa come mai questa intransigenza? Warren Buffett non è affatto prevenuto contro il settore delle valute virtuali. La sua posizione è frutto di una valutazione che prende le mosse da un’analisi concreta. Secondo lui non ha alcun senso a studiare un settore che non ha futuro. Inutile valutare se si formano segnali al rialzo oppure no, inutile vedere se si formano three white soldiers pattern per il semplice motivo che a breve il mondo delle criptovalute sarà rivoluzionato dall’introduzione di regole severe.

Il dibattito sulle valute digitali

Secondo Buffet infatti il successo di Bitcoin e compagnia è stato propiziato dall’assenza di regolamentazione, che l’ha reso un asset per certi versi rivoluzionario. E questo ha accresciuto fin troppo la sua popolarità. Anche il premio Nobel Joseph Stiglitz, ex Chief Economist della Banca Mondiale, ha sempre sostenuto questa posizione. Il Nobel ritiene quindi che non appena il settore delle criptovalute verrà regolamentato, BTC & Co finiranno tra gli asset in assoluto meno appetibili. Se fino a dicembre scorso tali posizioni erano viste come bigotte, adesso non più. Quando Bitcoin cavalcava verso i 20mila dollari in tanti ci scommettevano ad occhi chiusi.  Chi conosce come funziona strategia Fibonacci Forex trading ha visto costantemente la quotazione superare i massimi precedenti ad ogni ritracciamento. Tuttavia a metà dicembre l’incantesimo si è spezzato, e adesso dopo moltissime difficoltà il Bitcoin ha faticosamente ritrovato la via degli 8mila dollari (-60% in meno in 100 giorni).

Va detto però che tantissimi grandi “vecchi” della finanza, che pure all’inizio erano scettici, dopo aver strizzando l’occhio alle valute digitali non hanno cambiato idea. Appena qualche mese fa invece erano ancora viste come la peste dai grandi investitori e speculatori. Il magnate George Soros oppure la famiglia RockeFeller hanno cambiato idea. A chi dare retta allora?

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Natale di Roma: un lungo week-end di festa con la regia del Campidoglio

Natale di Roma. Eventi per tutto il weekend

Una festa per tutti i cittadini lunga un intero fine settimana per il Natale di Roma. Così la capitale festeggia il suo 2771° compleanno, con un ricco calendario di eventi culturali, appuntamenti didattici, mostre e celebrazioni ufficiali. Il fine settimana del 21 e 22 aprile culminerà domenica con una festa all’aria aperta in cui tutti potranno passeggiare tra piazza della Bocca della Verità e via Petroselli, zona pedonalizzata per l’occasione, e assistere a spettacoli, concerti e teatro di strada.

Partendo dal successo della Festa di Roma, realizzata in collaborazione con le istituzioni culturali della città negli ultimi due anni, anche questo anniversario sarà una festa diffusa che dalle 14.30 alle 20 trasformerà la strada in un grande teatro a cielo aperto. Percorrendo via Petroselli si potrà compiere un viaggio tra i mille volti di Roma, da quella antica di Plauto a quella immaginata da Shakespeare, da quella del Novecento – con omaggi a Sordi e Flaiano – a quella del Belli, fino alla Roma contemporanea, tra musiche popolari e giovani talenti musicali.

Inoltre, sabato 21 aprile i musei comunali e i “Viaggi nell’antica Roma” di Piero Angela e Paco Lanciano saranno gratuiti per tutti, mentre “L’Ara com’era” al Museo dell’Ara Pacis riserverà una promozione speciale dedicata ai cittadini romani per le giornate di venerdì 20 e sabato 21.

Eventi istituzionali

La giornata di sabato 21 aprile prenderà il via alle 9.30 con la deposizione di una corona di alloro della Sindaca di Roma Virginia Raggi al Milite Ignoto in Piazza Venezia e proseguirà alle 11 con la cerimonia ufficiale in Aula Giulio Cesare. Alle 12 la banda musicale del Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale si esibirà in piazza del Campidoglio e, a seguire, nella Esedra del Marco Aurelio dei Musei Capitolini, la Sindaca incontrerà alcuni studenti delle scuole superiori romane.

Tanti gli appuntamenti istituzionali, alcuni in programma già dal 20 aprile come il Seminario internazionale di studi storici “Da Roma alla terza Roma” (20 e 21 aprile dalle 9 alle 16) e il concerto “Aeterna Roma” realizzato in collaborazione con il coro polifonico “Romane Voces” e Gruppo Storico romano (20 aprile ore 17 piazza del Campidoglio).

Sabato 21 in programma anche l’esibizione delle Bande Musicali Militari in alcune piazze e vie della città e, alle ore 15, della Banda Musicale della città di Ginevra in piazza di Spagna.

Inoltre, il Gruppo Storico Romano proporrà per tutto il week-end una serie di iniziative didattico – culturali e un corteo di 1.500 rievocatori storici provenienti da 13 nazioni diverse che si snoderà da Circo Massimo a via dei Fori Imperiali (domenica dalle 10.30 alle 13.30).

Tra le molte iniziative previste si segnala, inoltre, il consueto appuntamento con la maratona di lettura dei sonetti di Giuseppe Gioacchino Belli, La nascita de Roma, organizzato dalla Sovrintendenza e giunto quest’anno alla sua terza edizione, un omaggio che la città fa al suo massimo poeta. L’evento, che si terrà sabato 21 aprile dalle 16 alle 20 nella Sala della Protomoteca di Palazzo Senatorio in Campidoglio, coinvolge nella lettura dei sonetti cittadini romani, italiani ed europei delle più diverse categorie (professori e allievi, preti e laici, attori e professionisti, oltre a rappresentanti dell’ amministrazione cittadina).

I festeggiamenti per il Natale di Roma saranno anche l’occasione per celebrare i grandi romani del passato. Venerdì 20 aprile alle 10 in Passeggiata di Ripetta/piazza Augusto Imperatore sarà inaugurata la targa commemorativa dell’archeologo Antonio Nibby (Roma, 14 aprile 1792 – Roma 29 dicembre 1839), studioso della topografia di Roma e della Campagna Romana.

Sabato 21 nel Municipio IV in programma visite guidate gratuite all’area archeologica Settecamini tra Via di Casal Bianco e Via Tiburtina (dalle 9 alle 14) e l’esibizione della Fanfara dei Carabinieri a cavallo in piazza Ambrosini, quartiere Torraccia (dalle 16 alle 18).

Nel Municipio IX EUR dalle 17 previste una serie di visite guidate gratuite alla scoperta dei tesori del Museo delle Civiltà con ingresso libero dalle ore 16.30 (per informazioni 06 549521 – 06 69612656).

Alle 19.30 la Banda dell’Esercito Italiano si esibirà davanti al Palazzo della Civiltà Italiana eseguendo brani di Di Lacerenza, Orsomando, Vessella, Verdi e Creux (per informazioni 06 69612656).

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  • 21 Aprile 2018

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