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DI COSA HANNO PAURA GLI ITALIANI

Dall’indagine Sondea sul tema della Sicurezza in Italia risulta che il 77,50% teme di trovarsi a casa con la propria famiglia al momento del furto

 

Verisure Italia, azienda Leader nei Sistemi di Allarme e Sicurezza, attenta alle esigenze e ai bisogni delle famiglie in tema di protezione, ha commissionato un’indagine ufficiale all’Istituto di Ricerca e Mercato Sondea sul tema della Sicurezza in Italia.

Dall’indagine risulta che Il 72,59 % degli italiani teme di subire un furto in casa e il 67% per strada nel proprio quartiere.

Il 77,50% ha dichiarato come massima preoccupazione di trovarsi a casa con la propria famiglia al momento del furto. Il 48% ha paura che la propria casa venga distrutta o che portino via oggetti che hanno un alto valore affettivo e il 33% non sopporta l’invasione del proprio spazio personale.

In misura minore dall’indagine risulta la preoccupazione per gli aspetti materiali come la sottrazione di denaro al 12,18 % o altri oggetti materiali al 10,61%

Le donne sono quelle più preoccupate, in caso di furto, che vengano portati via oggetti personali o ricordi, oltre alla paura che i ladri invadano il loro spazio personale. Le persone anziane sono più preoccupate della distruzione della propria casa così come chi abita in una villa. Gli uomini e le persone che abitano in grandi nuclei urbani temono in misura maggiore i danni materiali e economici.

Questa indagine è rappresentativa degli italiani dai 30 ai 65 anni, selezionati proporzionalmente alle quote di popolazione italiana (dati dell’ Istituto Nazionale di Statistica d’Italia (Eurostat 2014) in base al sesso, età e regione di residenza

CHI SIAMO

Securitas Direct Verisure è il gruppo svedese leader in Europa nel mercato degli Allarmi, con più di 8000 dipendenti e 2.000.000 di clienti attivi, in 14 nazioni tra Europa ed America Latina. Verisure ha come priorità assoluta garantire il diritto alla sicurezza a tutti i cittadini. Con un’esperienza alle spalle di più di 25 anni si occupa della protezione della casa e del business, 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno. Il gruppo leader nel settore offre servizi di qualità, professionali e un prodotto unico e tecnologica- mente avanzato per soddisfare il bisogno reale di sicurezza di tutti i cittadini. Nel 2013 nasce Verisure Italia che sviluppa il trend di crescita più forte di tutto il gruppo, con la creazione di oltre 400 posti di lavoro in Italia, tra dipendenti e collaboratori, in poco più di due anni.

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Potenziata la piattaforma dati di Commvault per fornire maggiore flessibilità negli ecosistemi Cloud, Hypervisor e di Storage

— Estese le opzioni di portabilità dei dati per gli Hypervisor e i Cloud Provider –
— La piattaforma presenta una nuova opzione di storage “Scale-Out” –
— Nuove API accrescono l’apertura della piattaforma verso clienti, partner e sviluppatori terzi –
— Commvault estende la copertura di IntelliSnap per NEC e Nutanix –

Milano, 10 marzo 2016 – Commvault (NASDAQ: CVLT), leader globale nella protezione e nella gestione dei dati aziendali, annuncia una serie di innovazioni alla piattaforma dati Commvault per fornire ai clienti un mezzo olistico, scalabile ed economicamente conveniente per immagazzinare, accedere e recuperare i dati on-premise e nel Cloud. Queste innovazioni danno una maggiore possibilità di scelta al cliente, aiutano a eliminare il Vendor Lock-in e facilitano la portabilità dei dati, estendendo al contempo le funzionalità della piattaforma per includere un maggior numero di applicazioni ed ecosistemi software.

Tra le innovazioni si contano il supporto esteso degli hypervisor, un’opzione di storage “scale-out” su hardware non a valore aggiunto, nuove API che estendono l’accesso alla piattaforma dati Commvault, e supporto e copertura per l’ecosistema Commvault IntelliSnap. Le nuove funzionalità rappresentano il più recente potenziamento del portfolio di soluzioni integrate dell’azienda – che comprende la piattaforma dati Commvault, il software Commvault e i servizi Commvault. L’undicesima versione del portfolio di soluzioni Commvault è stato lanciato nell’ottobre 2015.

“L’ampia applicabilità alle esigenze dei clienti, l’apertura all’innovazione senza paragoni e una delle più grandi integrazioni nel Cloud disponibili sul mercato sono tra le caratteristiche del portfolio Commvault e tra le ragioni per cui il lancio ha suscitato tanta attenzione”, commenta Don Foster, senior director, Solutions Marketing, di Commvault. “Il nostro impegno verso l’innovazione dà ai clienti nuove opzioni per rispondere alle sfide del mercato, per adottare nuove tecnologie e per implementare strategie di gestione flessibile dei dati che consentono di ridurre i costi di evitare il vendor lock-in e di dare valore ai dati”.

Nuove opzioni di portabilità dei dati con Commvault
Per fornire ai clienti una maggiore flessibilità nel gestire i dati e i carichi di lavoro nelle infrastrutture tradizionali, virtuali e Cloud, Commvault annuncia la possibilità di proteggere e gestire i carichi di lavoro attraverso una completa gamma di hypervisor. Ad esempio, grazie alla piattaforma dati Commvault, i clienti possono proteggere dati e carichi di lavoro per mezzo di una singola soluzione all’interno di VMWare, HyperV, Zen, Red Hat Enterprise Virtualization (RHEV), e Nutanix Acropolis. Inoltre i carichi di lavoro possono essere protetti mentre si spostano dagli hypervisor a cloud provider pubblici quali Microsoft Azure e Amazon AWS.

Commvault ha anche annunciato innovazioni relativamente alle opzioni di migrazione di dati e carichi di lavoro da soluzioni VMWare and HyperV on premise direttamente verso ambienti Microsoft Azure e ora anche AWS Cloud. Inoltre, la piattaforma dati di Commvault consente nuove opzioni di backup e recupero per i dati generati e residenti all’interno degli ambienti Cloud AWS. La protezione completa del carico di lavoro (supporto nativo di Amazon Machine Image – AMI) e il recupero capillare file per file in ambienti AWS rafforza ulteriormente l’offerta di Commvault che comprendono opzioni di protezione in-guest per tutti gli ambienti Cloud

Ulteriore aperture della piattaforma e nuova opzione di storage Scale-Out
Le recenti aggiunte alla piattaforma dati Commvault comprendono API che consentono a clienti, partner e sviluppatori software di terze parti di accedere alla piattaforma per mezzo di interfacce Amazon Simple Storage Solution (S3), REST, e NFS. Inizialmente lanciata nell’ottobre 2015 come parte della release 11 di Commvault, la piattaforma dati è stata concepita per essere completamente aperta, nativa per tutti i software Commvault e aperta a funzionalità proprietarie di clienti, partner e sviluppatori terzi di applicazioni di storage, indicizzazione, gestione e accesso.

Con questi nuovi aggiornamenti alla piattaforma, Commvault estende le capacità della piattaforma attraverso una serie di nuove interfacce. Estendere la visibilità al di fuori del perimetro dei data center tradizionali consente di abbattere i silos grazie alla ricerca estesa e di indicizzare le applicazioni SaaS, i sistemi di file e i siti Web. I clienti hanno così a disposizione in una vista unica i dati on-premise e off-premise.

Oltre all’accesso attraverso API estese, la piattaforma dati Commvault offre ai client anche un’opzione di storage Scale-Out che gira su qualsiasi commodity hardware per supportare ambienti nell’ordine di grandezza dei petabyte. Questo fornisce ai clienti una nuova opzione a costi contenuti quando prendono in considerazione l’installazione di nuove tecnologie e infrastrutture di grande scala, con il vantaggio aggiuntivo delle best practice di protezione e gestione dati di Commvault. Queste nuove funzionalità sono rese possibili dall’implementazione nel software Commvault di tecnologie Cloud e Web che consentono al repository virtuale della piattaforma di espandersi (Scale-Out) per rispondere alle attuali esigenze di gestione di grandi volumi di dati e di semplificare l’operatività.

Estensione della copertura e del supporto di Commvault IntelliSnap
In questa versione, la piattaforma dati Commvault presenta l’integrazione di IntelliSnap con gli snapshot su hardware NEC e il controllo orchestrato degli snapshot per l’ambiente Nutanix. Commvault IntelliSnap consente ai clienti di eseguire recuperi online rapidi da un’estesa library di snapshot coerenti con le applicazioni. Con questa integrazione, gli utenti fanno uso della tecnologia IntelliSnap per orchestrare la gestione degli snapshot (incluse le operazioni di recupero), avvantaggiandosi al contempo degli snapshot per le copie puntuali nel tempo. Una singola infrastruttura di orchestrazione senza soluzione di continuità consente di rendere più rapido il recupero e più semplice l’amministrazione.

La copertura IntelliSnap e il supporto di NEC e Nutanix va ad aggiungersi alle già disponibili funzionalità IntelliSnap per Pure, Nimble, NetApp, EMC, HDS, Fujitsu, Huawei, HPE, IBM, Dell, Infinidat, DataCore e Oracle, facendo di Commvault uno dei più completi portfolio di replicazione snapshot disponibili sul mercato. Il supporto di Commvault si estende all’intera gamma di infrastrutture tradizionali, flash, convergenti e iper-convergenti.

La tecnologia snapshot è uno dei più rapidi ed efficienti modi per recuperare dati e applicazioni, e i clienti puntano a integrare gli snapshot dei loro partner di storage per rispettare gli SLA relativi al recupero dati. Rispondendo alla domanda di funzionalità estese di gestione degli snapshot, la piattaforma dati di Commvault consente ai clienti di migliorare le prestazioni delle applicazioni e degli ambienti hypervisor.

Sondggio IDC globale dimostra il ritorno sugli investimenti nel software Commvault
IDC ha convalidato una migliorata efficienza in più di 700 clienti di Commvault, rilevando che gli utenti dei software Commvault hanno aumentato la produttività dell’IT, dei dipendenti e dell’organizzazione grazie a una maggiore rapidità nei recuperi, a una riduzione dei tempi di fermo macchina e alla maggiore efficienza della gestione dei dati. Significativamente, i clienti di Commvault hanno dimezzato i tempi amministrativi settimanali dell’IT per le operazioni di backup, gli snapshot, il cloud provisioning la gestione dei dati nel Cloud, la gamma dinamica e la discovery.

Lo studio mostra che Commvault aiuta i clienti a semplificare i loro ambienti, riducendo i costi operativi e di capitale. I clienti danno inoltre valore alla capacità di ridurre i rischi in termini di fermo macchina, perdita di dati e velocità di recupero, incrementando la produttività sia in termini tattici che strategici. Tra i vantaggi evidenziati:
• Riduzione del 42-52% dei costi annui di infrastruttura dati, software, servizi e compliance
• Riduzione del 47-62% dei costi amministrativi settimanali per Cloud, disaster recovery, backup, snapshot, discovery, reportistica e script
• Riduzione del 55% dei fermi macchina non pianificati
• Miglioramento del 67-68% dei tempi medi di recupero per messaggi, file e VM, oltre a Exchange, Oracle, SharePoint e SQL
• Miglioramento del 66-217% nella copertura dei dati per la protezione, le analitiche, la cifratura e la reportistica

A proposito della nuova piattaforma dati e del software di nuova generazione di Commvault
L’undicesima versione del portfolio di soluzioni di Commvault è in una posizione esclusiva per aiutare i clienti ad attivare i propri dati, accelerando la trasformazione da gestione dei dati legacy verso un moderno ambiente dati in cui sbloccare la visione del business e creare nuovo valore dagli investimenti in tecnologia. Il software di Commvault comprende il più ampio portfolio di prodotti disponibile nelle aree della protezione e recupero dati, cloud, virtualizzazione, archivio, sincronizzazione e condivisione dei file, in linea con le nuove tendenze del mercato, le aree di crescita e i casi d’uso evidenziati dai clienti. La piattaforma dati di Commvault è aperta e aiuta i clienti a utilizzare al meglio i dati, migliorare la propria operatività IT e abilitare l’innovazione delle terze parti.

Commvault
Commvault è il leader nella fornitura di soluzioni di data protection e information management, e aiuta le aziende di tutto il mondo a rendere attivi i loro dati per trarne maggior valore e trasformare i moderni ambienti dati. Con soluzioni e servizi forniti direttamente e attraverso una rete globale di partner e service provider, le soluzioni di Commvault rappresentano uno dei più importanti portfolio di prodotti sul mercato della protezione, recupero, virtualizzazione e archiviazione dei dati, del Cloud e della sincronizzazione e condivisione dei file. Commvault è riconosciuta da clienti e analisti come un partner tecnologico esperto e fidato, in virtù della sua visione tecnologica, innovazione ed esecuzione dei progetti.
L’intera attenzione di Commvault verso il data management ha portato operatori di tutti i settori e dimensioni ad adottare le soluzioni dell’azienda, con installazioni on-premise, su piattaforma mobile, da e verso il Cloud e fornire in modalità as-a-Service. Commvault ha più di 2.000 dipendenti in tutto il mondo, è quotata al NASDAQ (CVLT) e ha sede a Tinton Falls, Stati Uniti. Ulteriori informazioni sono disponibili su www.commvault.com

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Alternanza scuola-lavoro: al via i 60 progetti siglati da Hera per il futuro degli studenti

Confermati, per 60 ragazzi degli istituti tecnici delle province emiliano-romagnole (circa 20 nella sola area metropolitana di Bologna), i percorsi di alternanza scuola-lavoro e stage estivi in azienda. Il protocollo d’intesa tra Hera e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna è stato siglato a settembre 2015, in osservanza delle indicazioni contenute nella riforma della scuola. In questi giorni sono partiti i primi percorsi all’Istituto tecnico tecnologico statale “O. Belluzzi – L. Da Vinci” di Rimini.

Nell’arco di tre anni, in tutte le province emiliano-romagnole servite dalla multiutility (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Ravenna, Rimini) verranno attivati con le scuole – in particolare con le classi terze e quarte degli istituti tecnici – 180 percorsi di alternanza scuola-lavoro e stage estivi. Tecnici e manager Hera faranno da tutor, definendo insieme agli insegnanti percorsi specifici che consentano agli studenti di rafforzare e integrare le competenze già apprese a scuola attraverso esperienze professionali in azienda. Un’iniziativa in linea con i continui investimenti dell’azienda sul cosiddetto “capitale umano”, cioè le persone e le loro capacità, vero patrimonio del Paese così come di Hera.

Per quest’anno scolastico le attività promosse da Hera coinvolgono complessivamente 60 studenti (40 per i progetti di alternanza scuola-lavoro e 20 per gli stage estivi in azienda) iscritti nelle varie province agli istituti tecnici con i seguenti indirizzi di studio: amministrazione finanza e marketing (a Bologna e Ferrara), sistemi informativi aziendali (Bologna, Ferrara, Ravenna), elettronica elettrotecnica chimica e materiali ed energia (in tutte le province), biotecnologie ambientali (Bologna e Forlì-Cesena), informatica (Bologna).

I progetti di alternanza scuola-lavoro hanno durata per ogni studente dalle 120 alle 200 ore circa all’anno. Gli stage estivi partiranno da un minimo di 160 ore e verranno svolti  tra giugno e agosto 2016. I percorsi seguono una metodologia basata sull’integrazione tra le competenze lavorative e quelle dei piani didattici degli istituti. Si svolgono presso le sedi aziendali del Gruppo Hera e sono basati, dunque, sia sulle conoscenze acquisite a scuola dagli studenti che sui reali processi di lavoro

Tutte le attività verranno monitorate e sono previsti momenti di valutazione, finalizzati alla crescita dei ragazzi. Al termine, verranno rilasciate da Hera le certificazioni delle competenze tecnico-professionali acquisite, in linea con gli standard europei. Questo, per permettere agli studenti di poter affacciarsi al mondo del lavoro con un curriculum già ricco di esperienze pratiche, oltre a quelle teoriche. Un punto di forza che potrà aiutarli nella ricerca di un impiego in una società sempre più competitiva ed esigente, o nell’orientarsi verso scelte formative precise per il loro lavoro, per esempio il tipo di università. .

L’iniziativa, inoltre, integra i percorsi didattici curricolari ed extracurricolari del progetto “Hera ti insegna un mestiere…a scuola”, che l’azienda mette in campo da tre anni e che prevede sessioni didattiche con il supporto di personale tecnico-professionale Hera, sia in aula che presso gli impianti del Gruppo, in vista della preparazione dei tecnici del futuro.

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Ferticlinic, centro di fecondazione assistita a Roma

Avere un bambino è forse uno dei momenti più emozionanti nella vita di due persone che si amano, ma per le coppie alle prese con problemi di infertilità, concepire un bambino può essere davvero difficile. Lo stress psicologico, emotivo e relazionale cui si va inevitabilmente incontro può, in taluni casi, danneggiare il rapporto con il partner.

A conferma di ciò, un recente sondaggio condotto da una organizzazione no-profit ha svelato che quasi un quarto delle donne interessate dal fenomeno ha rivelato che questo ha avuto un impatto negativo sul proprio rapporto di coppia. Circa un terzo delle intervistate afferma invece che la sterilità ha apportato dei benefici all’interno della coppia, rafforzando il legame.

Ricevere una diagnosi non proprio esaltante non deve dunque scoraggiare o essere causa di sconforto, in quanto oggi esistono varie metodologie in grado di aiutare le coppie con difficoltà di questo tipo. Tutto sta nell’affidarsi a chi ha una grande esperienza alle spalle ed è supportato da tecnologie e macchine all’avanguardia. Questo mix perfetto è proprio ciò che Ferticlinic, una clinica di fecondazione assistita Roma, offre con orgoglio ai propri pazienti.

Sono circa 400 le coppie che ogni anno si affidano a Ferticlinic per ottenere finalmente la gravidanza che inseguono da tempo, e sin dal colloquio preliminare vi sarà chiaro quale sia il livello di professionalità e competenza degli specialisti che operano all’interno di questa struttura.

Sarete seguiti e informati passo dopo passo, esame dopo esame, di tutto ciò che riguarda il cammino che avete deciso di intraprendere e le diverse tappe da percorrere insieme. Avere un figlio non sarà più impossibile con Ferticlinic, dunque fai la scelta giusta e riponi le tue speranze nelle mani di chi conosce bene ogni aspetto di questa materia e può concretamente aiutarti a coronare il sogno di diventare genitore.

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Tradizione e Innovazione delle Capsule illy Iperespresso, Ogni Volta Che Vuoi

Illy è uno storico marchio italiano del caffè. L’azienda triestina, nei suoi oltre 80 anni di storia ha contribuito a rendere la pausa caffè di molti italiani ancora più piacevole. Il marchio Illy è apprezzato in tutto il mondo, non solo nel mercato del caffè per uso domestico, ma soprattutto in quello delle macchine espresso per bar e ristoranti. La stessa azienda ha fondato l’università del caffè, con diverse sedi in Europa, per diffondere la conoscenza e la pratica della preparazione dell’espresso e del cappuccino secondo la tradizione italiana.

Oltre all’università del caffè, Illy ha lanciato anche le sue catene di bar, Espressamente, dove con l’uso di prodotti di primissima qualità si gode sempre di tante bevande calde dall’aroma inconfondibile e sempre buonissimo. Per offrire anche alle famiglie un caffè buono come quello del bar, ma nella comodità di casa, sono nate le capsule Illy Iperespresso. Un sistema nuovo ed innovativo di preparare il caffè. Bastano infatti pochi semplici gesti per avere in meno di un minuto un espresso buonissimo dall’aroma intenso e ricco di gusto.

Il sistema di capsule Illy, è innovativo perché con il monodose si riducono gli sprechi e si mantiene sempre il massimo della qualità. Ogni capsula viene preparata in un ambiente protetto per evitare qualunque tipo di contaminazione, questo garantisce ogni volta il massimo del gusto e lo stesso risultato impeccabile. La quantità di caffè viene sempre misurata con un sistema di massima precisione, per avere l’esatto stesso quantitativo in ogni capsula monodose. In questo modo gli sprechi si eliminano completamente.

Capsule Illy Iperespresso per Casa e per L’ufficio

Le capsule Illy sono ideali sia per la casa che per l’ufficio. Il costo contenuto le rende molto appetibili a tutti coloro che non sanno proprio rinunciare ad una buona tazzina di caffè preparata a regola d’arte. Ogni mattina, il rituale della colazione si ripete, al risveglio, sorseggiare una buona bevanda calda aiuta a trovare la forza e la grinta per affrontare la giornata.

In ufficio, una pausa rigenerante, ogni giorno aiuta a dare la ricarica anche nei momenti più difficili. Lo stress da lavoro si attenua con l’aroma intenso del buon espresso Illy, e la pausa caffè coi colleghi diventa ancora più piacevole e stimolante per continuare la giornata con il massimo della produttività e motivazione.

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Attrezzature per pizzeria

Quella della pizza è una vera arte, e come ogni arte che si rispetti, necessita di strumenti appositi che contribuiscono a mantenerne elevata la qualità e le proprietà di gusto.
Ogni pizzeria deve dotarsi di attrezzature dedicate che facilitino il maestro pizzaiolo nel suo lavoro, contribuendo all’ottima riuscita del prodotto finale.

Ma perché non acquistare le attrezzature direttamente online, senza dover fare grossi spostamenti? È proprio per questo che nasce Riccardi Attrezzature, l’e-commerce specializzato nella vendita online di attrezzature per la ristorazione che offre tutti i prodotti necessari per il proprio ristorante.

Attiva da oltre 60 anni nel settore, la Riccardi Attrezzature annovera tra i suoi partners le Aziende più importanti nel settore della ristorazione, riuscendo così ad offrire all’imprenditore macchinari e attrezzature di elevatissima qualità, nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie ed impiantistiche attualmente vigenti.
Riccardi Attrezzature propone, ad un ottimo rapporto qualità-prezzo, una vasta gamma di attrezzature per pizzeria come:

  • pale per pizza di varie dimensioni
  • taglieri in legno multistrato o in polietilene
  • porta pizze con cassa termica per servizio di consegna a domicilio
  • spazzole con raschietto
  • retine rotonde in acciaio inox o in alluminio di vari diametri
  • contenitori per impasti
  • borse termiche porta pizza

Il successo della Riccardi Attrezzature sta nella passione con cui da sempre questa Azienda si è spesa nella ricerca delle attrezzature migliori nell’ampio panorama della ristorazione, e in approfonditi e costanti studi di settore, che hanno consentito all’Azienda di mantenersi al passo con i tempi e di offrire al cliente soluzioni ottimali per ogni progetto.

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Acquista online le pentole Agnelli sul sito di Riccardi Attrezzature

Riccardi Attrezzature sceglie i migliori prodotti esistenti sul mercato al fine di garantire a qualsiasi attività di ristorazione il successo che merita, consapevole che alla base della riuscita dell’attività ci sono gli chef giusti coadiuvati dalle attrezzature giuste.

Le pentole Agnelli, grazie ad una filosofia di progettazione e realizzazione basata sulla continua ricerca della perfezione, sono da sempre sinonimo della migliore scelta in fatto di qualità di cottura: grazie ad uno studio approfondito, costante e sempre aggiornato, le Pentole Agnelli riescono a garantire una cottura perfetta grazie ad una estrema uniformità nella distribuzione e conduzione del calore, ottenuta attraverso l’utilizzo di alluminio, il quale, opportunamente lavorato e trattato, conserva le proprie caratteristiche di leggerezza, praticità, maneggevolezza e lavorabilità.

E’ per questo che le Pentole Agnelli hanno ottenuto il più largo consenso da parte di chef ed enogastronomi, che ne riconoscono il primato nel campo delle attrezzature di cucina destinate alla cottura dei cibi.

Grazie a Riccardi Attrezzature puoi acquistarle comodamente online, sapendo di ricevere direttamente presso la tua attività tutta la qualità delle pentole Agnelli, senza dover perdere tempo a cercare il fornitore più vicino a te.

Grazie alla sua esperienza di oltre 60 anni nel settore, inoltre, Riccardi Attrezzature è in grado di fornirti tutta la consulenza necessarie per scegliere le attrezzature per la ristorazione più adatte alla tua attività.

Cosa aspetti? Per la vendita online di pentole Agnelli scegli Riccardi Attrezzature.

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Dubai conquistata da un pavimento-gioiello nato da un sogno. Fare impresa all’estero si può se c’è un approccio creativo

Un’azienda Made in Italy a conduzione familiare riesce ad esprimere il meglio della conoscenza ed eccellenza del ‘saper fare’ italiano. Professionalità, gusto del bello, innovazione, originalità, alta qualità, possesso di tecniche e conoscenze d’eccellenza, appeal del ‘Made in Italy’: ecco le parole chiave di questa impresa nata, si può dire, da un vero e proprio sogno trasformato in idea creativa. Ecco il racconto di Fausto Biagetti e dei suoi pavimenti-gioiello, molto apprezzati e ricercati a Dubai, anche grazie al supporto della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti (IICUAE)

Ecco il racconto sintetico di Fausto Biagetti, titolare della Fausto Biagetti Luxury Home, dell’idea vincente per penetrare nel mercato degli Emirati Arabi Uniti e di come è riuscito a commercializzare con successo i suoi pavimenti. Nella sua storia troviamo molti stimoli e molte conferme sul ‘come muoversi nei mercati esteri’: “nel 2013 nelle Marche, dove c’è la sede della mia azienda, la crisi mordeva terribilmente e dovetti prendere una decisione fondamentale: trovare nuovi mercati oppure… Ed ecco che ci fu la svolta che cambiò la mia vita! Questa è stata il frutto di un’idea che mi venne 9 anni fa, durante un viaggio di piacere in Oman. Qui vidi il deserto che si incontrava con il mare: fui fulminato dalle bellezze incredibili del posto e pensai di trasportare quell’emozione così intensa nei miei prodotti… L’idea, nata quel giorno in Oman, mi ha portato negli anni seguenti a progettare prodotti di nicchia per target molto raffinati (ad esempio una collezione costruita in foglia d’oro o vero corallo o turchese o glitter oro e argento; oserei dire quasi pavimenti-gioiello…), che a quel punto erano pronti per trovare spazio in nuovi mercati. Grazie ad un incontro presso la sede della Camera di Commercio a Dubai sono riuscito ad avere gli strumenti necessari per ottenere un margine di successo nel mio primo approccio ad un mercato estero, quello degli Emirati Arabi Uniti. Il mio prodotto ha infatti trovato presso quel mercato, oltre ad una capacità di spesa molto alta, una buona accoglienza in termini di gusti locali. Gli aspetti più apprezzati sono stati l’artigianalità di altissima qualità e la tecnica raffinata, cioè il know-how tipico di un’impresa italiana, ancora fortemente apprezzato nel mondo. Lavorando sodo sono riuscito ad ottenere alcuni incontri strategici e piccole vittorie sia personali che economiche. Vorrei sottolineare come la mia azienda sia il simbolo di una piccola e media impresa che ce la può fare e di un’Italia che raggiunge buoni risultati. PMI allora può anche significare conquista di un mercato estero, laddove la qualità vince sulla quantità”.

 

Mauro Marzocchi, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti (IICUAE), spiega che “la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti ha assistito Fausto Biagetti e la sua azienda nel quadro del progetto ‘Italian Home & Furniture in Dubai 2015’. Per la Fausto Biagetti Luxury Home la Camera ha appositamente organizzato una missione imprenditoriale e incontri b2b con operatori locali. Un ricordo personale: Fausto mi telefonò per chiederci aiuto per un grave problema in corso alla dogana: se non lo avessimo risolto immediatamente nella serata stessa, probabilmente il destino dell’azienda avrebbe preso altre strade…”.

 

“Fare impresa all’estero si può” è una iniziativa di Assocamerestero in collaborazione con le Camere di Commercio Italiane all’estero per dare visibilità e promuovere il Made in Italy nel mondo.

 

http://www.iicuae.com

http://www.faustobiagetti.com/

 

 

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Scoperto KeRanger, il primo ransomware per Mac che si diffonde attraverso l’applicazione Transmission

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  • 11 Marzo 2016

Il ransomware potrebbe criptare più di 300 estensioni di file, inclusi documenti, foto, video e archivi

Roma, 10 marzo 2016 I ricercatori di ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell’Unione Europea, hanno fornito un’analisi completa di KeRanger, il primo ransomware per Mac che si diffonde attraverso Transmission, un client BitTorrent comunemente usato su OS X.

La versione pericolosa di Transmission, la 2.90, è rimasta disponibile per il download tra lo scorso 4 e 5 marzo ed era firmata con un certificato legittimo dallo sviluppatore. A tutti gli utenti è stato raccomandato di aggiornare immediatamente il dispositivo con la versione 2.91, in quanto sarebbero potuti diventare vittime di un nuovo ransomware.

Una volta eseguito KeRanger, scoperto per la prima volta da Palo Alto Networks, rimane nascosto per tre giorni prima di attivare le proprie funzioni crittografiche. Al giorno stabilito il malware si connette a uno dei 6 siti ospitati nella rete TOR per scaricare un messaggio di riscatto e una chiave RSA pubblica. La connessione alla rete TOR avviene attraverso i gate pubblici di TOR2WEB.

Il Trojan OSX/Filecoder.KeRanger.A conteggia tutti i file presenti nelle cartelle /Users e /Volumes folders quindi tenta di codificarli. Per la codifica usa un sistema crittografico estremamente potente – il malware sceglie a caso una chiave a 256-bit per l’algoritmo AES, cripta il file, poi cripta la chiave AES attraverso l’algoritmo RSA e salva il blob codificato nel file. Quindi differenti file avranno differenti chiavi di codifica.

Il ransomware potrebbe criptare più di 300 estensioni di file, inclusi documenti, foto, video e archivi. Il file codificato cambia la sua estensioni in .encrypted e a questo punto KeRanger crea un file di testo con una richiesta di riscatto in tutte le cartelle con file codificati. Da notare che le parole del messaggio vengono scaricate dal server di comando e controllo e possono quindi essere modificate dai criminali in qualsiasi momento, permettendo tra le altre cose di modificare l’ammontare del riscatto.

Per verificare che il KeRanger non sia presente su un dispositivo Mac bisogna controllare che sul sistema siano presenti i seguenti file, eliminarli e disinstallare l’app Transmission:

    • /Applications/Transmission.app/Contents/Resources/ General.rtf

    • /Volumes/Transmission/Transmission.app/Contents/Resources/ General.rtf

    • %HOME_DIR%/Library/kernel_service/kernel_service

    • %HOME_DIR%/Library/kernel_service/.kernel_pid

    • %HOME_DIR%/Library/kernel_service/.kernel_time

Per maggiori informazioni su KeRanger è possibile visitare il blog WeLiveSecurity di ESET al link http://www.welivesecurity.com/2016/03/07/new-mac-ransomware-appears-keranger-spread-via-transmission-app/

ESET, fondata nel 1992, è uno dei fornitori globali di software per la sicurezza informatica di pubbliche amministrazioni, aziende e utenti privati. Il software ESET NOD32 Antivirus fornisce una protezione in tempo reale da virus, worm, spyware e altri pericoli, conosciuti e non, offrendo il più elevato livello di protezione disponibile alla massima velocità e con il minimo impiego di risorse di sistema. NOD32 è lantivirus che ha vinto il maggior numero di certificazioni Virus Bulletin 100% e dal 1998 non ha mai mancato l’individuazione di un virus ItW (in fase di diffusione). ESET NOD32 Antivirus, ESET Smart Security e ESET Cybersecurity per Mac rappresentano le soluzioni per la sicurezza informatica più raccomandate a livello mondiale, avendo ottenuto la fiducia di oltre 100 milioni di utenti. Lazienda, presente in 180 Paesi, ha il suo quartier generale a Bratislava e uffici e centri di ricerca a San Diego, Buenos Aires, Singapore, Praga, Cracovia, Montreal, Mosca. Per quattro anni di seguito ESET è stata inclusa fra le aziende Technology Fast 500 EMEA da Deloitte e per dieci anni consecutivi fra le aziende Technology Fast 50 Central Europe. Per maggiori info: www.eset.it

FUTURE TIME è il distributore esclusivo dei prodotti ESET per lItalia, nonché suo partner tecnologico. Fondata a Roma nel 2001, Future Time nasce dalla sinergia di due preesistenti aziende attive da anni nel campo della sicurezza informatica. Future Time, con Paolo Monti e Luca Sambucci, fa parte della WildList Organization International, ente no profit a livello mondiale composto da esperti e aziende antivirus che hanno il compito di riportare mensilmente tipologia e numero dei virus diffusi in ogni Paese. Per maggiori info: www.eset.it

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Le novità di Philipp Selva al Salone Internazionale del Mobile 2016: creazioni esclusive per arredare l’ambiente con stile ed eleganza

Verona, Marzo 2016 – Grazie alla collaborazione e all’Art Direction di Marzia e Leo Dainelli, nasce nel 2015 Philipp Selva, la nuova linea di lusso del gruppo Selva, che si ispira all’eleganza classica reinterpretata in chiave contemporanea.
Philipp Selva sarà protagonista anche quest’anno della 55esima edizione del Salone del Mobile, prestigiosa vetrina internazionale che si terrà a Milano dal 12 al 17 aprile.
All’insegna dell’esclusività, i nuovi complementi d’arredo Philipp Selva donano ad ogni ambiente uno style living dal lusso discreto e si rendono adatti per interpretare al meglio l’arte dell’abitare. Equilibrio estetico ed armonie di forme, colori e materiali, tratti che caratterizzano lo stile di Dainellistudio, si fondono per creare arredi dal sapore sofisticato ed internazionale.

I pregiati complementi firmati Philipp Selva sono progettati per rendere accoglienti e chic gli spazi, per chi desidera soluzioni suggestive che fondono estetica e design d’autore.
L’area giorno, cuore pulsante della casa, presenta finiture altamente curate per un risultato compositivo di grande effetto ed equilibrate tonalità cromatiche che donano luce e contemporaneità agli arredi. Linee sinuose e forme definite dal sapore retrò rievocano dettagli di charm del passato dando vita a soluzioni vocate all’unicità che abbelliscono lo spazio.
La qualità dell’imbottitura di piuma d’oca e la lavorazione complessa, interamente Made in Italy, dei nuovi imbottiti impreziosiscono l’ambiente, esaltandone la dimensione timeless per un’atmosfera aristocratica dove armonia e perfezione si intrecciano.
Gli elementi della zona notte, fiore all’occhiello della produzione Philipp Selva, valorizzano la parte più intima dell’abitazione. Le solide strutture in legno si adornano di tessuti ricercati e di elementi decorativi che arricchiscono l’ambiente per garantire un’esperienza sensoriale completa.

Il concept di Philipp Selva rappresenta la più elevata espressione del sapere artigiano e propone una linea creativa dallo stile raffinato e cosmopolita. Mood aziendale 2016 è l’orientamento sartoriale tailor made, un plus esclusivo che contraddistingue le creazioni Philipp Selva, per rispondere alle esigenze del cliente con progetti confezionati su misura.

Lavorazioni artigianali e personalizzate trasformano le materie prime di elevata qualità in proposte di raffinata eleganza. Philipp Selva veste gli spazi con una bellezza sempre attuale che dona all’art de vivre una nuova linfa.

Selva SPA
Via J.Selva, 307
Isola Rizza (VR) – Italia
[email protected]
Tel. 045 6999111
www.philippselva.com

Press office Terzomillennium:
[email protected]
[email protected]
T.045 6050601
www.terzomillennium.net

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Nasce Kross Booking Suite, il nuovo software gestionale per le strutture ricettive

Bari, 9 marzo 2016 – SolutionsPlus srl, giovane start-up made in Puglia, lancia sul mercato Kross Booking Suite, software gestionale rivolto ad hotel, b&b, ostelli e catene alberghiere.

Kross Booking Suite è uno strumento innovativo perché racchiude in un unico software i più moderni strumenti di gestione alberghiera quali Channel Manager, Booking Engine, Rate Competitors al più classico Gestionale alberghiero, il tutto in cloud.

Kross Booking è una soluzione estremamente accessibile, che può realmente elevare il livello di informatizzazione soprattutto delle strutture più piccole, e liberare tempo utile al management, spesso famigliare, per dedicarsi agli aspetti più competitivi della propria struttura.

Con le commissioni delle OTA ormai alle stelle, Kross Booking fornisce semplici strumenti che possono aiutare le strutture ricettive ad incrementare i profitti e a fornire ai clienti servizi sempre più performanti.

Maggiori informazioni su www.krossbooking.com

“Dopo 15 anni di esperienza nei più svariati campi dell’ Information Technology – spiega Bartolomeo Bufi, Amministratore Unico di SolutionsPlus – abbiamo deciso di investire nel turismo e hospitality, poiché crediamo sia tra i settori con più margini di crescita, in un Paese, l’Italia, che solo negli ultimi anni ha avviato un processo di modernizzazione. Il mercato dell’hospitality ha un ampio margine di crescita se paragonata alla bellezza del nostro Paese che vanta il più alto numero di siti UNESCO del mondo.

Aver autofinanziato il progetto ci rende fieri, soprattutto considerando che il nostro team è composto da giovani tra i 25 e 35 circa. E’ un esempio positivo di voglia di emergere e creare occupazione nonostante il peggior periodo storico dell’economia, soprattutto nel mezzogiorno. Forse una storia che merita di essere raccontata”.

SolutionsPlus srl

Fondata nel 2012 da un gruppo di amici che hanno condiviso negli ultimi 15 anni esperienze lavorative in Italia e all’estero, si occupa di servizi a valore nell’ambito informatico, in particolare nello sviluppo software e consulenza sistemistica. Con circa 100 clienti su tutto il territorio nazionale, SolutionsPlus è in fase di espansione e si propone entro il 2016 di raddoppiare l’organico, attualmente composto da 5 unità. Sebbene la maggior parte dell’attività sia concentrata sui centri di Roma e Milano, SolutionsPlus ha la sede principale a Bari, che considera un ampio bacino di talenti, indispensabili per continuare a innovare e a crescere.

Per ulteriori informazioni contattare:

Bartolomeo Bufi – Amministratore Unico – 340.9070532

Solutions Plus Srl – Via L.del Turco n.2H – 70127 – Bari Palese

Tel. 080.918.6167 – [email protected]www.splus.it

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PERUGIA: SI SVOLGERA’ L’1 APRILE ALL’HOTEL GIO’ “PROFESSIONE COACH” IL WORKSHOP DEDICATO A CONOSCERE E CAPIRE LA PROFESSIONE DEL MENTAL COACH

Un evento della Scuola di formazione Coaching PNL & Training, con la presenza dei Mental Coach Savino Tupputi e Marco Martone: l’appuntamento è all’Hotel Giò Wine & Jazz Area in Via dell’Andreotto, 19 a Perugia.

Come diventare Mental Coach e intraprendere una professione, interessante e stimolante, sempre più richiesta in Italia? Come migliorarti nella tua professione come consulente, formatore, counselor, manager, imprenditore, sportivo o allenatore, utilizzando il coaching e le sue risorse?

E ancora: come qualificare le tue competenze con delle certificazioni internazionali per posizionarti e distinguerti sul mercato? Come crescere e migliorarti perchè reputi importante investire sulla tua crescita personale e credi nella formazione continua, vuoi acquisire nuove competenze e affrontare nuove sfide?

Questi e altri temi saranno al centro del workshop gratuito dal titolo “Professione Coach”, un evento per conoscere e capire questa professione in forte crescita, per vedere e provare cosa vuol dire essere un Coach Professionista.

La serata è organizzata dalla Scuola di formazione Coaching PNl & Training, si svolgerà a Perugia l’1 aprile 2016 e sarà tenuta dai Mental Coach Savino Tupputi e Marco Martone. Sarà anche l’occasione per conoscere l’EPCA (European Professional Coaching Association), la nuova associazione di categoria che riunirà i più importanti coach professionisti in tutta europa con lo scopo di divulgare e accrescere la conoscenza del coaching e le sue applicazioni ai diversi settori della società.

Savino Tupputi e Marco Martone sono due coach professionisti, specializzati in Life, Business e Sport Coaching. Sono anche Trainer internazionali di Programmazione Neuro-Linguistica, certificati dalla Society of NLP™. Condividono il comune desiderio di portare la PNL, il Coaching e la Crescita Personale al maggior numero di persone, infatti, attraverso questi strumenti affiancano aziende, persone e sportivi nel rendere eccellenti le loro prestazioni. Hanno all’attivo un’esperienza ventennale nella formazione, gestione e motivazione delle risorse umane e sono dei coach esperti che hanno fatto della loro più grande passione una professione.

Dirigono progetti di Team Coaching e formazione nel settore retail, industriale e in diverse aziende e organizzazioni di categoria. Esperti in comunicazione, gestione dei confilitti e leadership, affiancano imprenditori, dirigenti, liberi professionisti e sportivi di livello nazionale e internazionale. Nel 2014 fondano Coaching PNL & Training, scuola di formazione personale e professionale.

www.coachingpnl.training

 

Contatti stampa:

Coaching PNL & Training

Cinzia Scimìa

Via Cilea, 215 – 80127 Napoli (NA)

Numero Verde 800 864 803 – Mobile +39 339 6574500

Email: [email protected]

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LA PREVENZIONE PRIMA DI TUTTO

Il gruppo del “Dico no alla droga” di Verona e’ da diversi anni che fa attività di prevenzione nella provincia.

L’attività consiste di serate nelle discoteche principali della zona, attività di distribuzione opuscoli e conferenze nelle scuole.

In meno di un anno, il gruppo ha distribuito 60000 opuscoli “La verità sulla droga”, che informano i ragazzi sugli effetti delle droghe a breve e lungo termine. Le droghe citate nell’opuscolo sono: alcol, cannabis, sostanze da inalare, ecstasy, cocaina e crack, ritalin, crystal meth e metanfetamine, eroina, lsd, ossicodone. Su ognuna di queste droghe , oltre agli effetti, sono menzionati i soprannomi comuni con cui vengono chiamate.

I ragazzi del gruppo hanno intenzione di rafforzare le attività con ulteriori serate nelle discoteche estive, e di lavorare con i vari direttivi delle scuole elementari e medie, per organizzare delle conferenze con i ragazzi.

In questi giorni l’incaricato del gruppo, Nicola Sabattini, sta organizzando un evento di rilevanza regionale con una grossa squadra di calcio

I volontari del gruppo operano per trasmettere il messaggio del filosofo e umanitario Ron Hubbard che dice: “Le droghe privano la vita dalle gioie e dalle sensazioni, che rappresentano comunque l’unica ragione per vivere”. Un sentito ringraziamento va alla Chiesa di Scientology per il continuo supporto.

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PAVANELLO SERRAMENTI E PALAZZO LAMPEDUSA: DA ROVIGO A PALERMO, PER FINIRE A NEW YORK CON DAVID BOWIE

Un palazzo storico di Palermo, anzi un palazzo unico, in cui è nato il 23 dicembre 1896 e vi ha vissuto a lungo l’autore de Il Gattopardo, è stato al centro di un’affascinante storia da raccontare: quella del suo recupero e della sua ritrovata bellezza.

Palazzo Lampedusa a Palermo è un patrimonio che trascende l’ambito architettonico e oltrepassa anche i confini nazionali. Sono pochi infatti gli edifici che possono essere considerati protagonisti di uno dei più importanti romanzi della letteratura del Novecento, come Il Gattopardo. E se nell’opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa non vi è lieto fine, la travagliata storia di Palazzo Lampedusa si è conclusa nel modo più bello, con un restauro e un ripristino che hanno fatto rinascere lo stabile seicentesco, restituendogli tutto il fascino che aveva perso durante un lungo periodo di abbandono.

Un ruolo fondamentale in questo emozionante recupero l’hanno svolto proprio le accurate descrizioni lasciate dallo scrittore, dalle quali sono partiti gli architetti per riportare il Palazzo al suo antico splendore. L’architetto Alice Franzitta lo ha spiegato con una metafora illuminante: “Le sue frasi sono state il vangelo per la ricostruzione. Abbiamo trascritto l’intera pagina del suo libro I racconti con la descrizione all’ingresso, ma ci sono molte frasi anche nelle altre stanze”. Di grande utilità sono state anche le fotografie aeree scattate sopra il Palazzo prima che i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale – che portarono lo scrittore a sviluppare quella nostalgia per il passato che risalta nel suo capolavoro – e ulteriori demolizioni avvenute successivamente, lo riducessero a rudere, tanto che il suo destino sembrava quello di lasciare spazio a un palazzo multipiano in cemento armato. La sfida ha richiesto quindi un buona dose di coraggio, ma in soli cinque anni quest’angolo di Palermo è cambiato radicalmente, grazie a capitali esclusivamente privati che sono riusciti a mettere a disposizione i dieci milioni che servivano per completare i lavori a regola d’arte. Lavori che hanno valorizzato il risultato finale con accorgimenti di equilibrata modernità, come spiega sempre l’architetto Franzitta: “Abbiamo voluto che il ripristino rivelasse la sua contemporaneità attraverso dettagli come la balaustra in vetro serigrafato anziché in pietra, i tagli contemporanei nelle volte, la geometria delle colonne, la stilizzazione degli archi e alcuni infissi collocati al pianoterra con una forte inclinazione rispetto al prospetto”.

A questo punto il lettore potrebbe chiedersi cosa c’entri David Bowie. Be’, il collegamento tra Palazzo Lampedusa e il Duca Bianco da poco scomparso a New York c’è eccome, in quanto la rockstar aveva inserito Il Gattopardo nella lista dei cento libri che amava di più. Un esteta del suo calibro avrebbe sicuramente apprezzato il fascino riacquistato dall’edificio. E anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa, se lo vedesse oggi, sicuramente proverebbe piacere nel constatare che sia tornato a essere “casa” come lui amava chiamarlo (“…casa voglio chiamarla e non Palazzo…”).

Per rendere il loro intervento ancora più proficuo, gli attuali proprietari hanno espresso la volontà di consentire che Palazzo Lampedusa sia visitabile a orari stabiliti, in modo che tutti possano sentire la Storia che si respira nel luogo. Un’anteprima è stata trasmessa lo scorso 13 febbraio durante il magazine televisivo Linea Verde Orizzonti: http://bit.ly/1TuW3PN

Per Pavanello è un grande onore che i propri serramenti siano stati scelti per recitare una parte di primo piano in un’operazione di tale portata culturale e architettonica. Il loro inserimento si distingue, oltre per i pregi intrinseci nella qualità costruttiva che caratterizza i prodotti dell’azienda di Rovigo, per una perfetta armonia con gli intonaci e i colori originali che sono stati presi a esempio dai curatori del progetto. La medesima coerenza stilistica si nota nelle diverse soluzioni ad arco, per le quali sono state prese come rigoroso riferimento le forme barocche dell’epoca, riconoscibili anche nei traversi.

Per ulteriori informazioni scrivere a [email protected] o telefonare allo 0425/474515.

 

 

 

Federico Nanut

Ufficio Stampa L’Ippogrifo®

Tel. +39 040 761404

Skype Ippogrifo.nanut

www.ippogrifogroup.com

 

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Pama srl, nel nuovo sito web tutta l’esperienza nella floccatura industriale.

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  • 11 Marzo 2016
Veste grafica rinnovata, migliore esperienza utente e focus sulle principali lavorazioni.
 
Pama srl, azienda vicentina leader nell’ambito della floccatura industriale conto terzi, è online con il nuovo sito web.
La rinnovata veste grafica e la navigazione riorganizzata offrono un quadro completo sulle lavorazioni e sulla qualità impiegata da Pama srl nei differenti processi di floccaggio. Mantenendo la professionalità che l’ha sempre contraddistinta, Pama srl sceglie di presentarsi online attraverso un’immagine fresca, giovane e ricca di colore. L’esperienza utente risulta più semplice ed intuitiva, ottimizzata anche per i dispositivi mobili con la funzionalità responsive.
Inoltre, un video in home page mette in risalto l’alto livello tecnologico e la forte versatilità sviluppata in quasi tre decenni di attività.
La floccatura è un particolare tipo di finitura capace di conferire un effetto velluto all’oggetto trattato. Oltre alla piacevolezza estetica e tattile, questa finitura dona agli oggetti floccati alcuni vantaggi funzionali come anticondensa, antiriflesso, antigraffio e antiscivolo. La floccatura trova applicazione in contesti diversi come i cruscotti ed interni per auto, le calzature, i portabiti, gli astucci, i gioielli e molto altro ancora.
La certificazione (ISO 9001) ottenuta da Pama per il suo sistema di gestione per la qualità assicura la bontà e la provenienza del flock e delle altre materie prime, il loro corretto utilizzo nelle fasi di floccatura e verniciatura, oltre che la qualità del prodotto finale. Ogni fase del processo produttivo viene eseguita nel pieno rispetto dei parametri qualitativi internazionali UNI EN ISO 9001 e dell’ecosostenibilità.
Ulteriori informazioni su lavorazioni e settori applicativi sono disponibili sul nuovo sito.
 
Pama S.r.l. via Fogazzaro, 46 36073 Cornedo Vicentino (VI)
Tel +39 0445 430772 – 
Fax +39 0445 430516 – Email: [email protected]
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Giochi per cani e per gatti, trovali su pianetanimaleshop.com

Tra i prodotti per animali i giochi non sono certo tra i bisogni primari, ma sono altrettanto indispensabili per la serenità dei cuccioli. Oltre a una sana alimentazione e alle cure necessarie per la salute e l’igiene, gli animali domestici, soprattutto se piccoli, hanno bisogno di svolgere attività quotidiane di svago.
Cani e gatti da appartamento in particolare devono sentirsi liberi di giocare anche in casa per via del loro naturale istinto selvaggio.
PianetAnimale, rivenditore di prodotti per animali delle migliori marche, propone all’interno delle categorie cane e gatto, una sottocategoria dedicata interamente a giochi e accessori.

I giochi per cani garantiscono ai cuccioli un sano divertimento. Attraverso il gioco l’animale domestico socializza, impara, si rilassa e sviluppa diverse attitudini. Molto importante per i cani è anche giocare con il loro padrone. Per questi motivi pianetanimaleshop.com propone giochi e accessori per cani di ogni taglia che riempiono di comfort, divertimento e benessere ogni loro momento di svago. Si tratta di articoli testati e ipoallergenici: tra i giochi per cani sono ideali palline, tremolini, ossi in gomma, morbidi peluche e giochi in corda, che permettono tra l’altro la pulizia dei denti. Il modo migliore per far sì che l’animale non si abitui al tipo di divertimento e continui a essere attivo e a imparare ogni giorno nuove cose è cambiare gioco di tanto in tanto. Un cane che ha avuto la possibilità di fare giochi diversi fin da piccolo crescerà più equilibrato e socievole, e l’attività fisica gli permetterà una vita meno stressata e più longeva.

I giochi per gatti soddisfano la loro particolare iperattività. Alcuni sono in grado di catturare l’attenzione del gatto per ore regalandogli momenti di svago indispensabili al suo benessere psico-fisico.
L’istinto predatorio dei gatti porta loro, soprattutto se soli, a inseguire qualsiasi oggetto in movimento.
Bisogna comunque fare molta attenzione nella scelta per evitare che siano dannosi per la loro salute. PianetAnimale offre nel suo shop giochi per gatti in grado di stimolare continuamente l’interattività del felino: da piccoli basta un tremolino o una pallina per regalare loro momenti di puro divertimento. Uno dei giochi più diffusi è invece il tiragraffi che serve inoltre al gatto a rinforzare gli artigli (risparmiando i mobili di casa). Su pianetanimaleshop.com è possibile trovare tiragraffi a colonna oppure a rullo, realizzati in sisal o moquette e muniti di accessori per il divertimento come palline e piccoli topolini.

Assecondare l’istinto degli animali domestici è fondamentale per lo sviluppo di alcune caratteristiche fisiche e intellettive. Fallo al meglio con i giochi per cani e i giochi per gatti di pianetanimaleshop.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Con campanellini o con elastici, con porta indirizzo o regolabili, tutti i migliori collari per gatti in vendita online sul sito alimentianimalionline.it!

E’ vero, il gatto è un animale molto libero ed indipendente ma questo non significa che non possa accettare l’addomesticamento quanto un cane. Non è sempre vero che i gatti sono selvaggi, anzi molto spesso sanno manifestare amore tanto quanto un cane, con modalità e mezzi differenti; di conseguenza rischiare di perderli diventa un vero dramma per i proprietari affezionati che conoscono anche la loro indole istintiva e cacciatrice. Per ovviare al problema dei gatti che tendono ad uscire di casa, a girovagare per i parchi vicini per poi rientrare tra le mura domestiche, a quelli che di terrazzo in terrazzo seguono i richiami degli altri gatti, si possono acquistare simpatici collari specifici per gatti.

E’ importante fare anche una differenza tra il collare per cane e il collare per gatto, perché quest’ultimo deve essere modulabile, deve possedere una chiusura a scatto e deve possibilmente essere dotato di un sistema con sgancio d’emergenza. I migliori collari per gatti in vendita sul sito alimentianimalionline.it posseggono tutte queste caratteristiche, come i modelli Camon, Karlie, Hunter ed Art Sportive, ma hanno anche un campanellino che può migliorare il ritrovamento del gatto quando si addormenta nei posti più impensabili, oppure utile per sentirlo nonostante il suo felpato passo silenzioso.

I collari per gatti di Pet Shop Store sono anche elastici, come quelli nei colori giallo, rosso e rosa della Camon, oppure in nylon ma con porzioni elastiche per facilitare la liberazione spontanea del micio nel momento in cui per gioco dovesse impigliarsi. Non va infatti dimenticata la natura esploratrice felina e la tendenza ad infilarsi in ogni anfratto, anche i più stretti ed angusti.

Per i mici che invece hanno accesso ad un giardino o ad un cortile può essere molto utile un porta indirizzo per gatto, essenziale a trascrivere i dati, il nome e l’indirizzo del proprietario. Sul sito alimentianimalionline.it sono in vendita modelli molto carini e sfiziosi, che passano dalla semplice plastica, pratica ed economica, al metallo, resistente ed inossidabile, fino addirittura all’argento, per chi volesse dare un tocco d’eleganza in più. Anche i porta indirizzo a forma d’osso, simpatici e graziosi, sono disponibili a costi davvero accessibili a tutte le tasche. E per i gatti che non conoscono limiti e passeggiano tranquillamente per le strade, vi è anche la coloratissima pettorina modello Art Sportive Arcobaleno Karlie, dotata di relativo guinzaglio associato e di chiusura a scatto di sicurezza.

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Le Perle Alpine nel Mese della Mobilità Dolce

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  • 11 Marzo 2016

La Giornata delle Ferrovie (non) Dimenticate è un appuntamento ormai tradizionale organizzato dall’associazione Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce), che dal 2006 coordina e unisce le realtà associative e istituzionali nazionali impegnate nella promozione della mobilità sostenibile e nel recupero delle vie di trasporto storiche. Giunta alla nona edizione, la Giornata si svolge nell’ambito del Mese della Mobilità Dolce (dal 6 marzo al 6 aprile 2016), durante il quale si susseguirà un ricco programma di iniziative in tutte le regioni d’Italia, dove il treno e le antiche linee regionali si faranno veicolo per riscoprire storie e territori dimenticati.

L’impegno di Alpine Pearls
Alpine Pearls è un’associazione internazionale di comuni che riunisce 25 tra le più incantevoli località dell’arco alpino, dalla Francia alla Slovenia. Per promuovere un turismo rispettoso dei delicati equilibri alpini e un’idea di vacanza sostenibile e senza stress, Alpine Pearls ha fatto della mobilità dolce e senz’auto un punto centrale della propria filosofia. Le località e le strutture che aderiscono al circuito Alpine Pearls sono raggiungibili con i mezzi pubblici e garantiscono ai propri ospiti la possibilità di spostarsi ovunque fruendo della rete di trasporto pubblico gratuitamente o a prezzi vantaggiosi, e utilizzando mezzi di trasporto ecologici e alternativi: treni locali, trekking-bus, biciclette, e-bike e fat bike, veicoli elettrici, ciaspole, carrozze e una fitta rete di aree e percorsi ciclopedonali ben segnalati e chiusi al traffico.

La linea Coira-Arosa e il fascino della Svizzera in treno
La Svizzera non è soltanto il regno di incantevoli montagne e immacolati ghiacciai. Da oltre un secolo i suoi idilliaci e sperduti villaggi alpini sono collegati da una fitta rete di collegamenti ferroviari nazionali e locali dove l’audacia dell’ingegneria si sposa perfettamente con il paesaggio, tracciando meravigliosi percorsi tra le vette, a un passo dal cielo. La Perla di Arosa sorge a quasi 1800 metri di quota, nel cuore dei Grigioni. Il suo centro storico è raggiunto dalla linea a scartamento metrico Coira-Arosa (Arosabahn), che dal 1915 collega le due rinomate località di villeggiatura attraversando impressionanti viadotti e stupende gole alpine. Un modo ecologico e spettacolare per iniziare la propria vacanza! L’incanto delle ferrovie alpine elvetiche può essere anche vissuto in un viaggio di Perla in Perla di sei giorni che tocca le Perle di Arosa, Disentis/Mustér, Interlaken e Les Diablerets, in un percorso alla scoperta delle alpi svizzere e dei suoi tesori – rigorosamente car free.

Il treno delle meraviglie a Limone Piemonte
Limone Piemonte è la più meridionale delle Perle Alpine. Già meta storica di villeggiatura e sport invernali della borghesia piemontese, è oggi una deliziosa cittadina turistica sospesa tra la montagna e il mare, e anche una delle pochissime località alpine italiane direttamente raggiunta dalla ferrovia. La linea Ventimiglia-Limone, il cui progetto fu avviato per volontà del conte Camillo Benso di Cavour a metà del XIX sec., è un tracciato di poco meno di 100 km che dal mare sale velocemente agli oltre 1.000 m del Col di Tenda, sul confine italo-francese, per poi entrare nel paese di Limone e da lì proseguire fino a Cuneo. Oltre a essere un’opera di rara perizia tecnica, il “treno delle meraviglie” percorre una delle valli più suggestive, selvagge e ricche di storia dell’intero arco alpino: la Val Roia, solcata dall’omonimo fiume, che per millenni ha rappresentato lo sbocco naturale tra il Piemonte e il mare. In questo ambiente ricchissimo di biodiversità l’uomo ha da sempre abitato e viaggiato, come dimostrano le quasi 40.000 incisioni rupestri del Monte Bego e le testimonianze che si possono oggi ammirare nel Museo delle Meraviglie di Tenda.

E-rally a Bled
La Perla slovena di Bled, con la sua pittoresca isoletta in mezzo al lago, la piccola chiesa e il castello medievale che domina dall’imponente sperone di roccia, offre uno dei paesaggi più belli e spettacolari delle Alpi. Questo gioiello turistico conosciuto in tutto il mondo, porta d’accesso al Parco Nazionale Triglav, ospiterà dal 31 marzo al 2 aprile 2016 un evento che celebra la mobilità sostenibile mettendo in competizione automobili elettriche e ibride in un E-Rally tra Austria e Slovenia. La manifestazione, organizzata nel rispetto dei requisiti FIA Alternative Energies Cup, ha il duplice scopo di sensibilizzare il pubblico verso l’utilizzo di motori alternativi e a basso impatto ambientale e di far conoscere la bellezza dei territori attraversati dal tracciato di gara. Sono previste diverse categorie di gara (AM – dilettanti e PRO – professionisti) e percorsi. L’iscrizione prevede la possibilità di pernottamento a Bled a prezzi vantaggiosi.

Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it

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Evento Comedata e Microsoft 2016 “Sicuro. E’ Microsoft”

Partecipa All’evento del 23 Marzo – scopri Microsoft Enterprise Mobility Suite

L´adozione dei Device personali dei dipendenti, l’utilizzo di applicazioni SaaS, hanno introdotto una nuova sfida: Maggiore controllo sulle applicazioni nei Datacenter aziendali e nelle piattaforme public Cloud.

Permettere ai dipendenti di utilizzare i propri dispositivi mobili sul posto di lavoro, presuppone l’attuazione di significative regole da rispettare per mettere in sicurezza l’azienda.

Microsoft ha ampliato il concetto di Mobile Device Management, offrendo una soluzione Cloud che include servizi per la gestione dei dispositivi mobili, degli accessi, delle identità, delle applicazioni e del Software-as-a-Service. Microsoft Enterprise Mobility Suite è una piattaforma unica che consente di trarre vantaggio dalla fusione delle funzionalità del Cloud e della mobilità.

Partecipa all´evento per scoprire insieme a Comedata e Microsoft, i Motivi per cui Microsoft Enterprise Mobility Suite rappresenta la “Migliore Offerta” per la tua Azienda.

Orario dalle 14,00 alle 17,30

Sede Microsoft, Via Avignone 10, 00144 Roma

La partecipazione è gratuita

Per iscriversi

http://www.comedata.it/mailing/Comedata/2016/microsoft/sicuro-microsoft.html

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In vigore il Regolamento UE 165/2014: obblighi anche per il trasporto auto

Dallo scorso 2 marzo il quadro normativo che disciplina l’autotrasporto in Italia si arricchisce di ulteriori disposizioni con l’entrata in vigore definitiva del Regolamento Ue 165/2014. Il provvedimento, che data la sua natura giuridica viene recepito ed applicato direttamente nei rispettivi Stati membri, impone alle imprese del trasporto su gomma l’obbligo di garantire una formazione adeguata ai conducenti dipendenti, in ottemperanza alle disposizioni sui tempi di guida e di riposo e a quelle sul nuovo tachigrafo digitale.

Quest’ultimo rappresenta una norma cruciale prevista dal provvedimento che, ricordiamo, è entrato parzialmente in vigore lo scorso anno con l’applicazione di alcune disposizioni in esso contenute. L’art 33, infatti, prevede l’obbligo per le imprese di fornire ai propri dipendenti una formazione adeguata finalizzata ad un uso corretto dei tachigrafi, con l’onere di effettuare controlli periodici. Lo stesso articolo, inoltre, vieta alle imprese di incentivare gli autisti ad un uso inappropriato degli stessi.

La norma, tuttavia, prevede l’esonero  di responsabilità da parte degli Stati membri per le imprese nel caso di infrazioni dei conducenti, previo adempimento di quest’ultime degli obblighi formativi. E proprio questo è il punto su cui vengono sollevate diverse eccezioni, in quanto tale disposizione è stata già prevista dal Regolamento UE 561/2006 che i diversi governi succedutisi non hanno mai applicato sino ad oggi. Da qui ne consegue l’appello sempre più incalzante da parte delle associazioni di categoria, UNATRAS in primis, che chiedono alle istituzioni maggiore tutela per le imprese che si trovano costrette a rispondere in prima persona per le irregolarità commesse dai propri conducenti, nonostante il loro adempimento dei vincoli di formazione previsti.

Con il Regolamento in questione, inoltre, si cerca di rendere più tecnologica l’attività del camionista e di chi esercita nel settore delle spedizioni auto con bisarca, perché ad essere introdotti saranno tachigrafi digitali collegati a un sistema di navigazione satellitare. Lo scopo è quello di favorire la tracciabilità dei percorsi degli automezzi: un modo per consentire alle forze di polizia di monitorare se gli spostamenti dei conducenti siano corrispondenti al tipo di attività esercitata, ma soprattutto di verificare il rispetto dei tempi di guida e di riposo attraverso il controllo dei dati registrati dal tachigrafo, e non solo di quelli forniti dalla carta del conducente.

 

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Nuova collezione letti firmata Maison Bertelè: in scena arte ed eleganza

Verona, Marzo 2016 – La Maison Bertelè propone quest’anno nuove soluzioni d’arredo, dedicate alla zona notte, che sorprendono e decorano lo stile classico e tradizionale con nuovi contenuti visivi ed interpretazioni, in uno scenario in cui il mobile conserva il proprio ruolo di protagonista indiscusso dell’arte dell’abitare. Complementi che evocano uno charme senza tempo, curati alla perfezione nei minimi dettagli e arricchiti di materiali e finiture dall’inconfondibile pregio Made in Italy.

Linee sinuose, forme romantiche e strutture articolate: sono questi gli elementi che caratterizzano la nuova collezione letti firmata Bertelè, soluzioni esclusive nate dalla ricerca ebanista che infonde nuova vita al legno, plasmato da abili mani artigiane che esaltano il fascino di ogni piccola venatura. Non solo legno, ma anche altri materiali di elevata qualità, come il vetro e tessuti ricercati, che la Maison Bertelè utilizza per progettare le sue creazioni con passione ed esperienza.
Un raffinato design concept che si traduce in prodotti di eccellente fattura ed eleganza. Tutto questo è Bertelè, firma d’eccellenza del Made in Italy nel mondo, che dal 1954 disegna e realizza complementi d’arredo personalizzati in base alle esigenze del fruitore.

Progetti chiavi in mano e mondo del contract e dell’hotellerie sono le principali aree di intervento della storica azienda veronese, senza dimenticare i consumatori finali. Bertelè si rivolge principalmente a studi di progettazione, retailers e hotel di lusso. Negli ultimi due anni l’azienda ha arredato gli eleganti boutique hotel HT6 e Relais Rione Ponte a Roma, progetti che partono dalla volontà di mettere al centro l’ospite per far vivere un’esperienza d’accoglienza unica. Forte la vocazione internazionale di Bertelè: l’80% circa della produzione annua, infatti, viene esportata in Paesi come USA, Cina, Russia, Ucraina, Inghilterra ed Israele.

Press office Terzomillennium:
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T. 045 6050601
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MOBILI BERTELÈ Sas
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recensione: 17 A MEZZANOTTE

“Il modello di riferimento è l’americano The ABC’s of Death, in cui per ogni lettera dell’alfabeto viene descritto un modo di morire. Eliminando l’eccessiva prolissità del suddetto, 17 a mezzanotte risulta secondo chi scrive decisamente più riuscito”Nonsologore

“ONLINE IL PRIMO SPETTACOLARE TRAILER DELL’HORROR ANTOLOGICO 17 A MEZZANOTTE”  Splattercontainer

“Il cinema di Genere italiano sta vivendo una vera e propria rinascita non tanto grazie all’uscita di nuovo materiale audiovisivo [in sala o su supporto DVD, Blu-Ray etc] ma in quanto gli addetti ai lavori che ne abitano il sottobosco continuano a dimostrarsi capaci di creare una vera e propria rete di collaborazioni.”Ingenerecinema

“Tra stupri e fantasmi nell’ascensore, indiani zombie, omaggi a Cronenberg, al cinema apocalittico e allo splatter, si dipana la matassa di 17 incubi notturni spaventosi e folli. L’orrore accade 17 minuti prima di mezzanotte, in 17 rintocchi di puro terrore.”MYMOVIES

“A fine visione si resta soddisfatti.” Darkveins


Vorrei dare la mia opinione sul film, se così si può chiamare questa emblematica mescolanza di disperati tentativi di emulazione cinematografica… ma non posso non fare prima considerazioni su una certa stampa online che lo accompagna. Se son arrivata (da appassionata di horror e fantastico che sono) a conoscere di questo progetto, è grazie alle entusiastiche presentazioni che ho letto in giro. Ora, mi chiedo: se le scrivono da soli gli autori sotto pseudonimo, o han davvero così tanti amici? Perché davvero non mi spiego come sia possibile arrivare ad un punto di presa in giro e non rispetto totale del proprio lettore, da parte di certi siti. Il proprio gusto e la soggettività di analisi non si discute; ma ci son limiti oggettivi a cui si deve fare fronte: 17 a mezzanotte è un progetto fallimentare, amatoriale, spesso imbarazzante nella sua pretenziosità. Per di più, annoia… annoia tremendamente per lo spettacolo del vuoto che propone; laddove non sono la noia, l’amatorialità o il vuoto a prevalere, laddove accade qualcosa, è qualcosa che abbiamo già visto mesi, se non anni fa in altri film. Ok, low budget, ma quanto costa avere idee? Ecco, forse questo manca oggi per esser filmmakers: le idee.

Manca anche l’onestà per scrivere però, di film, con il giusto distacco ed obiettività; innanzitutto come si fa a scomodare un prodotto filmico come ABC OF DEATH anche solo per fare il paragone? Come si può usare l’aggettivo SPETTACOLARE per qualcosa che non rientra quasi nemmeno nel concetto di spettacolo stesso e che presenta una povertà di idee e mezzi da far perfino rivalutare i trash di A. Bianchi?? Come si fa ancora oggi a far confusione e mescolare il concetto di disgusto con quello di TERRORE? Forse l’assonanza fra splatter, viscere e sangue per qualcuno è sconvolgente, ma il terrore è un sentimento “nervoso”… emotivo, non una prova per lo stomaco. Il TERRORE va costruito da una narrazione e con una sapiente regia.

Non sono una persona che ama vedere negativo, ma qui davvero (in generale) c’è poco da salvare se non le buone intenzioni di alcuni… vediamo a “caldo” cosa mi resta impresso di positivo:

In alcuni episodi la tecnica è sopra lo standard: vedasi quello di F. Scargiali (il suo episodio è Through Your Lips) che si presenta disegnato da una bella fotografia ed effetti curati, ma su cui si insiste troppo fino a palesarne la (seppur ovvia) finzione. La storia non porta a nulla di particolare ed’è un peccato che si ripieghi in se stessa. Il regista ha poi presentato un buon prodotto con LOVE.LIFE.REGRET in cui la cura per i dettagli, fotografia ed effetti si sposano ad una storia di senso compiuto mostrando una soddisfacente crescita.
“Assuefazione” rivela un regista che sa il fatto suo, e non a caso è l’unico con una filmografia di rilievo e una indiscutibile esperienza: E. Tagliavini. Il corto presenta un concetto di orrore che poi diviene anche spunto di riflessione, e non si ferma solo sulla superficie di ciò che abbiamo appena guardato. Peccato per la povera fotografia che di certo non esalta il buon lavoro fatto.
Buona fotografia e direzione degli attori anche per D. Scovazzo per “Tutto il male del mondo” ma che risulta una idea buttata li, e forse fuori contesto se rapportata all’intera l’operazione. Fuori contesto anche lo scanzonato “Signori, Buonanotte” di R. Albanesi e S. Chiesa che risulta a tratti simpatico (poi, ripetitivo) ma decisamente non Horror. Avrei gradito una maggiore attenzione alla direzione della recitazione dei personaggi minori, e sentire (da spettatrice) meno fretta nell’allestimento e fotografia. Virare sulla commedia forse è un escamotage facile quando non si sa affrontare la paura, magari anche gli altri autori ne sarebbe usciti vittoriosi, ma credo l’intento comune del film fosse fare un horror.
Andrea Malkavian con “Il gioco” dimostra un gusto estetico interessante, e ci fa sperare in un nuovo nome da seguire, più in la… peccato anche qui la “storia” sia alla lunga noiosa perché ripetitiva e banale (e purtroppo parliamo di cortometraggi).
P. Del Fiol resta impresso per l’originalità di “Tomie Again”, sebbene anche qui con una cura maggiore della fotografia (senza dover per forza ripiegare su “iper-saturazioni” salvagente, e scontati, abusatissimi filtri “grindhouse”) ed effetti, si sarebbe sfiorati il buono.
Segnalo anche “Finchè Morte Non Ci Separi” girato da Stefano Rossi e sceneggiato da Lorenzo Paviano (l’accoppiata vincente di “Recording”) ed Alessandro Tentati… ma proprio perchè sembra riciclare lo stesso incipit e situazione e certo non marca bene sulla “voglia di fare” e le idee degli autori.

Per il resto, non so quasi cosa dire se non che bisogna esser davvero di bocca buona e con molto tempo a disposizione per restare soddisfatti dalla visione completa di un film che, laddove promette di basarsi solo sullo “splatter” lo fa con effetti dozzinali (e nel 2015 rimpiangere le frattaglie di D’amato e di Gordon Lewis è dura da mandare giù), e laddove vuole creare tensione lo fa con clichè e scopiazzature di scene madri di film, così noti ed abusati, da portarci alla conclusione degli eventi, a pochi secondi dall’inizio. Non sto entrando nel merito del mio gusto, sto analizzando solo certi aspetti base che sono la natura stessa del concetto di un film; e indipendente e amatoriale non son la stessa cosa; tantomeno esser di parte da “parte”di certi recensori può aiutare chi ha orecchie per “sentire” a crescere PROFESSIONALMENTE.

Quando leggo in giro gli autori difendersi con “ma è low budget, è girato in poco tempo” mi irrito, e risponderei: nessuno vi ha obbligato a farlo. Se prendete un impegno, lo spettatore vuole vedere il sudore e la fatica versati per onorare il vostro obiettivo e le promesse (vane) sbandierate ai 4 venti (“terrore come non mai”, “splatter insostenibile” e quant’altro!). Nel 1981 S. Raimi realizzava low cost e “fra amici” l’indipendente LA CASA/EVIL DEAD… e direi che voi avete dato al genere un dietrofront imbarazzante al punto di confermare la modernità di un film di oltre 30 anni prima… e mi chiedo a questo punto cosa avrebbe saputo fare Raimi se avesse avuto all’epoca a disposizione il digitale per poter girare e montare con costi minori e tempi più rilassati.

17 A MEZZANOTTE non è OGGETTIVAMENTE la rinascita del genere italiano, non è OGGETTIVAMENTE spettacolare, non è nemmeno OGGETTIVAMENTE un film. C’è davvero molta strada da fare davanti agli autori, per confrontarsi con un pubblico ampio, o semplicemente, abituato a una certa IDEA di qualità: al pubblico non interessa giustificare quanti soldi o tempo avevano gli autori a disposizione per fare un film o il corto. ragazzi: dovete prendervi la responsabilità del prodotto che presentate, e questo è solo un brutto lavoro amatoriale in cui alcuni con buone potenzialità, non sollevano affatto il risultato finale, ma ne restano soffocati e trascinati in basso.
Dovrei eticamente suggerire allo spettatore che mi legge, di farsi la propria idea guardando il film, certo sarebbe giusto, ma non mi sento di assumermi la responsabilità di consigliare la visione intera di un prodotto così. Son stati già scomodati perfino Lynch, Carpenter e Croneberg, io non mi sento di scomodare nessuno.

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WE ARE STILL HERE

Questo è indubbiamente il risultato di un cinema davvero indipendente,  che non ha bisogno di grandi budget per esprimere al meglio le proprie idee; negli ultimi mesi si è parlato moltissimo (almeno negli ambienti “di genere”) di WE ARE STILL HERE che è stato descritto come un film in grado di recuperare le atmosfere tipiche di un certo cinema anni Settanta e Ottanta, e in particolar modo quelle di Lucio Fulci.

Da appassionata di Fulci devo dire che tecnicamente le regie di questi autori son davvero distanti: non bastano degli occhi bianchi e una cantina “infestata” a far pensare ad un voluto richiamo a film come L’ALDILA’: manca il marcio, l’ambiguo ed il cupo pessimismo dei film tipici Fulci, manca la malinconia e mancano stilisticamente le zoommate ed i giochi tipici di silenzi e sguardi fra gli attori. Manca l’indugiare anche sul sadismo degli omicidi. Mancano insomma caratteristiche perfino banali ad una prima osservazione per smontare le forzate teorie dell’omaggio, ma questo lo scrivo come un valore aggiunto perchè Geoghegan racconta con uno stile personale ed elegantemente efficace, la “sua” storia senza avere debiti con nessuno.

E’ vero che certe ambientazioni ed atmosfere rimandano un pò a film come QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO, ma del resto lo stile architettonico della provincia americana è quello. Io sottolineerei invece, l’uso della macchina a mano, sempre discreto ma voyeuristico, quasi a dare le perenne sensazione che in casa ci sia qualcuno ad osservare i protagonisti nella loro quotidianità. Questa semplice trovata, ci porta spesso a vedere le scene come filtrate attraverso gli occhi di un misterioso ed invisibile fantasma, lasciando addosso una tensione costante anche laddove poi, non accade niente.

Le fluide inquadrature in movimento negli interni, contrastano con le statiche, quasi pittoriche inquadrature degli esterni: paesaggi sempre avvolti in un bianco irreale che quasi ci fa sentire parte di quell’innevato e silenzioso luogo. La fotografia in questo è notevole, giocata su controluce spesso sovraesposti e giocando più di luce che di oscurità; decisamente atipico quindi (almeno per il cinema americano o europeo) l’ambientazione quasi completamente diurna anche delle scene più spaventose. Ottimi gli effetti artigianali, sapiente il dosato uso della CGI che non stona mai e bello l’impianto sonoro… essenziale, astratto, quasi umorale senza temi invasivi o piazzati ad effetto per rafforzare cali di tensione: qui la tensione c’è e spesso…. dove è più forte ogni commento sonoro intelligentemente si fa da parte per lasciare spazio alle interpretazioni. Dolce la ritrovata LISA MARIE, convincenti Barbara Crampton (Re-animator, From beyond) e Andrew Sensenig… ma davvero strepitoso nel suo piccolo ruolo il veterano Larry Fessenden che – specie nella scena della “possessione” – ci regala sani brividi grazie alla sua mimica facciale e vocale (e che curiosamente, ricorda nelle fattezze fisiche il Nicholson di Shining).

Se vogliamo trovare un difetto al film, forse è la troppa carne al fuoco… lo sceneggiatore volendoci donare più di un colpo di scena, aggiunge degli elementi (di sapore Lovecraftiano) senza i quali il film avrebbe giovato in scorrevolezza. Forse ci bastava “solo” la GHOST STORY, senza sviare troppo in altri contesti che appaiono forzati, e che senza i quali il film reggeva lo stesso… ma questo rientra nel mio gusto personale. A costo di apparire esigente, dico inoltre che è un buon film, ma non un capolavoro… come viene sbandierato in giro… e lo dico sempre per non far torto ai capolavori che nel genere non mancano, nè son mancati. Va di moda oggi lasciarsi trasportare “di pancia” in entusiasmi a volte poco professionali, col rischio di gridare al capolavoro ogni volta che si vede un lavoro onesto e ben fatto. La realtà è che invece, purtroppo, è la media generale che è bassa. Spesso sentiamo (e leggiamo) definizioni di GENIO solo per qualcuno che sa fare bene il suo lavoro… ma, credetemi, già questo non è poco.

Ce ne fossero di più di film così curati, ragionati e, soprattutto, ben interpretati e con una regia che ha il coraggio di non esser debitrice a nessuno! Lode a Ted Geoghegan, sebbene poi… volenti o nolenti, la moda della critica italiana e non, è quella di paragonare sempre questi registi e le loro opere al lavoro di qualcuno che li ha preceduti (ed in tempi d’oro, se vogliamo) per poter dire “è buono” o “non è buono” vanificando spesso gli sforzi che gli autori mettono per affermare la loro individualità.

 

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il “caso” BABADOOK

BABADOOK è davvero un GRAN bel film.

Ma non scriverò “E’ il film dell’anno” o “è il film più spaventoso che abbiate mai visto”… perché non sono una fanatica, non sono pagata dalla distribuzione per farlo e, più semplicemente… non è vero.

Chi non ha visto film horror più spaventosi di questo, semplicemente non segue il cinema horror o non è andato nella sua filmografia indietro di oltre 10 anni.

Chi pensa che in questo anno BABADOOK sia l’unico film che vale la pena di esser visto, invece, non segue il cinema.

La critica (ufficiale o meno) dovrebbe iniziare a farsi un esame di coscienza, scendendo dal podio di detentori della verità assoluta e da quello di scribacchini pagati per promuovere il lancio di turno, per tornare al servizio di quello che è in tutto e per tutto nato come un SERVIZIO, ma al pubblico. Queste esaltazioni perpetue (che abbiamo già letto per il MAI NATO, per BITE, e che leggiamo per ogni singolo film che esce ogni settimana – e perfino per NON-FILM come IN THE MARKET o TULPA) spesso oneste, molto più spesso no, non fanno bene al cinema.

Ogni settimana esce il film dell’anno, che sia horror o meno… ad una attenta analisi di mercato… il livello del cinema mondiale dovrebbe esser altissimo, dovremmo esser circondati da capolavori fino allo stremo… ma non serve esser Gianluigi Rondi o il Morandini per capire che non è così… purtroppo c’è molta feccia in giro, al punto che quando vediamo un bel film, gridiamo al capolavoro.

Ma cosa è un capolavoro? Ecco… se pensiamo a QUARTO POTERE, APOCALYPSE NOW, TEOREMA, SHINING, SUSPIRIA, AMADEUS, 8 1/2… ecco solo per citarne alcuni… allora capiamo che BABADOOK è solo un bel film. Non lo dico per sminuirlo, a me il film è piaciuto… ma “elevandolo” oltremodo solo perchè nello squallore generale ha pochi rivali, sminuirei il lavoro di chi capolavori ne ha fatti davvero.

Ho visto il film in lingua originale e devo dire che il doppiaggio italiano ha massacrato la recitazione di tutti, soprattutto quella del bambino. Spero si prenda in questa mania esterofila che abbiamo, anche la buona abitudine di smetterla di doppiare i film.

La recitazione è ad alti livelli per tutti, così come la regia: posata e funzionale. Curatissima la fotografia e la scenografia che rendono l’ambiente quasi una grigia illustrazione bidimensionale, legata all’estetica delle immagini del famigerato libro.

L’idea di mescolare psicologia e metafore sui traumi personali in una trasposizione horror è antica, ma ben venga. Inquietante al punto giusto, spaventa e resta impresso anche se nella seconda parte perde un pò di colpi pur trovando un grande ritmo. Nella seconda parte si cede all’andare incontro al gusto del largo pubblico, riuscendoci bene, ma ammazzando un pò la dimensione “sottile” creata con la prima parte. Mostrare la creatura che si muove a scattini come i fantasmi dell’immaginario Nipponico invece è una caduta di stile imperdonabile che denota una voluta strizzata d’occhio ad una estetica ora “alla moda” (ma in realtà già passata) in scelte visive che invece potevano permettersi di restare “stilose” e personali.

Gli australiani sanno fare cinema. Hanno stile, cultura dell’immagine, conoscenza del linguaggio e sempre una certa dose di originalità. Tutto ciò che ci è sempre arrivato (da Peter Weir alla Champion, ma pure passando per “commedie” come MR CROCODILE DUNDEE) è sempre stato sopra la media generale e questa non è una esagerazione.


Trama (da Wikipedia)

Amelia è una madre vedova che ha allevato da sola il figlio Samuel dopo la morte del marito in un incidente stradale. Samuel è convinto che mostri minaccino lui e sua madre, e sviluppa problemi di comportamento. Una sera, Amelia trova in casa un libro per bambini che non ricordava di possedere, intitolato Mister Babadook, e lo legge a Samuel. Samuel si convince che la creatura descritta nella storia sia il mostro che li perseguita, e diventa sempre più incontrollabile. Nei giorni successivi in casa si sentono rumori misteriosi, Amelia è vittima di allucinazioni, e inizia a vedere un’ombra simile al Babadook, che le intima di consegnargli suo figlio. Giunta al limite, tenta di disfarsi del libro, che però si ripropone sempre integro in casa, ogni volta con pagine in più che portano avanti la storia verso un culmine di violenza. Infine una notte il Babadook si rivela direttamente ad Amelia e si impossessa progressivamente di lei. La donna inizia a dare segni di squilibrio, rinchiude in casa se stessa e il figlio, diventando sempre più aggressiva, fino a strangolare il suo cane e quasi ad uccidere il figlio. L’affetto del bambino però le dà la forza di resistere.

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ancora il circo come metafora della vita: STRANGE CIRCUS

Giustamente premiato a Berlino nel 2006, questo STRANGE CIRCUS è uno dei film più belli che io abbia mai visto negli ultimi anni. E giustamente, essendo bello, è un film che difficilmente vedremo distribuito nel belpaese dei bungabunga.

Sion Sono (SUICIDE CLUB) è un artista completo che spazia dalla scrittura del film alle partiture musicali, fino ad orchestrarne la regia… è un film quasi musicale questo, con bizzarre eco felliniane.

Attori strepitosi, in ruoli che difficilmente vedremmo affrontare ad attori europei, in film che difficilmente vedremmo fare a registi non asiatici. Grandiosa, bella, credibile, commovente ed intrigante Masumi Miyazaki, mozzafiato Rie Kuwana (inutile dire che non ho mai visto una bimba di un film asiatico recitare male…) e curioso il cameo “pacato” di  Tomorowo Taguchi, l’interprete dei cult TETSUO di Tsukamoto, di uno dei GUINEA PIG ed icona odierna di Takashi Miike.

Menzione d’onore però va per me alla performance tutta sopra le righe, di un personaggio così poetico e teatrale (Robo Chan) da risultare il più vero di tutti… parlo di quello interpretato da un grandissimo Issei Ishida.

C’è molta cultura classica in questa opera, ma molti richiami anche al fumetto moderno MANGA con tutte le perversioni sessuali fetish e violente dal sado maso al bondage al sesso con studentesse. Fotografia impeccabile, scenografie sontuose, costumi e trucco di alto livello (uno fra tutti quello della drag queen che gestisce il cabaret) rendono ogni istante poesie… una poesia che nonostante il tema complesso, le violenze (più psicologiche che fisiche), il sesso malato ed il ritmo “adagiato”, non si riesce a non guardare.

la trama: Mitsuko, una ragazzina di 12 anni, un giorno, assiste involontariamente ad un rapporto sessuale dei propri genitori.
Il padre, un uomo molto più anziano della madre (perfetto nel ruolo Hiroshi Ohguchi), e di natura viziosa, se ne accorge e, da quel momento, le dedicherà delle “attenzioni” molto particolari, portando alla pazzia sua madre, Sayuri.
Taeko è una scrittrice inferma che pubblica romanzi erotici perversi.
Un giorno entra a far parte del suo staff editoriale Yuji un giovane ragazzo dall’aspetto androgino. Questi si mette subito ad indagare sulla vita privata ed il passato della donna.
Che relazione c’è tra le due storie? Qual è la realtà e quale la finzione?

Come molto cinema asiatico di tempi recenti (la trilogia coreana diChan-Wook Park, The Housemaid di Im-Sang Soo, molti film di Takashi Miike) il tema centrale è la vendetta, anche se il regista fa di tutto per celare allo spettatore i nodi principali della vicenda: vendetta di chi nei confronti di chi? Il film è consigliato a tutti quelli che amano pensare e ragionare durante una visione,ricostruire una trama, perdersi tra scambi di ruolo, essere portati in una direzione e poi trovarsi ribaltati in un’altra. In questo film racconta il dramma di una donna, non quello di sua figlia.

E mentre sul pubblico Mitsuko accecata dall’odio sta lì a guardare ed applaudire sua madre morire il boia, quel boia schifoso, è suo marito: è lui l’unico che doveva finire su quella ghigliottina.

CONSIGLIATO: si, a chi sa ancora innamorarsi del cinema come forma espressiva di un autore che ha dentro il film con il suo tempo, il suo ritmo, la sua vita… pulsante… un autore che guarda prima alla realizzazione di se stesso… e dopo, ammicca allo spettatore… che però, nell’attesa non resta deluso.
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il massacro di ZOMBIE MASSACRE

la trama: Un’arma batteriologica – sviluppata dal governo degli Stati Uniti per creare un super soldato – si diffonde nell’aria ed un’epidemia colpisce una piccola e tranquilla città nell’est europeo. Tutti i cittadini della città vengono infettati da questa arma e si trasformano in zombie.
Il piano per salvaguardare l’umanità è portare una bomba atomica nella centrale nucleare della città e fingere un incidente terribile, per eliminare questi zombie. Nessuno deve sapere la verità. Così viene ingaggiato un commando di mercenari per fare la missione. La battaglia è accesa e orde di mostri e creature si scaglieranno nei confronti di questo gruppo di uomini.


l’opinione: letta, la trama sembra davvero divertente ed intrigante… peccato che la visione del film non sia all’altezza delle aspettative che genera, non sia all’altezza della trama scritta, non sia all’altezza di essere chiamata una visione… e non sia all’altezza di niente, ecco.

Diciamocela tutta: sembra che la sceneggiatura non vada oltre le 6 righe da me sopra riportate, che il film sia frutto di una idea “stiracchiata” in maniera inconcepibile… dove non solo manca il MASSACRO (a meno che il titolo non faccia riferimento agli zebedeidi chi guarda) ma mancano per assurdo perfino gli Zombies.

Diciamo anche che i personaggi (tutti) parlano al rallentatore (forse per far durare di più il film?) e son sempre perfettamente “impomatati”, pettinati e puliti (come anche gli abiti dei morti viventi)… il tutto senza farci godere dell’effetto trash/divertente che rende cult operazioni similari; e così, fra uno sparo digitale (pessimo) e un altro, si dialoga così tanto sul niente e di niente in questo film, che quasi si va a sfiorare il teatro dell’assurdo, spingendo lo spettatore a distrarsi dalla visione per cercare profonde verità e significati in ciò che gli attori dicono… purtroppo, ovviamente invano. Se non altro queste elucubrazioni filosofiche(forse scaturite da motivazioni/allucinazioni del tutto personali, quindi non vi garantisco gli stessi effetti durante la visione) mi han permesso di andare avanti senza “skippare” trovando qualcosa di interessante da fare durante la visione… a forza di pensare però, ammetto che invece di trovare me stessa, probabilmente grazie a questo film mi son persa.

Gli attori son tutti scarsi, mal diretti, piatti… ed i personaggi risultano tutti antipatici! Non vedi l’ora che siano loro a perire invece di quei poveri zombie dal make up (Bracci/Diamantini) decisamente buono, che però non può regger sulle spalle tutto un circo che gira a vuoto su se stesso. Laddove non son antipatici, i personaggi son ridicoli… vedasi la povera “combattente con katana”, una Tara Cardinal (vista in prove migliori nel film diZuccon) che probabilmente ha rischiato la carriera con questo ruolo, ma che fortunatamente ha poi continuato a lavorare.

Fotografia quasi assente, televisiva pesantemente aiutata da una pretenziosa color correction da videoclip. Montaggio senza ritmo, regia senza carattere… storia inesistente, attori scarsi… davvero c’è poco da salvare qui. Non diverte… se doveva esser trash grottesco ed ironico (come il finale lascia intuire) si prendono tutti TROPPO sul serio.

Pare abbia avuto buoni riscontri all’estero, così si legge in giro… sebbene la media su IMDB sia di una stellina sola. Distribuzione ampia, sicuramente non significa necessariamente che si stia proponendo qualcosa di qualità.

Se doveva essere un horror dal respiro internazionale, questo più che dare respiro, sembra una nuova metastasi nei già malati polmoni del cinema italiano.

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Training autogeno contro lo stress

Cosa è lo stress esattamente? Possiamo dire che si tratta di una reazione di adattamento dell’organismo a un cambiamento fisico o psichico. Come si attiva? Attravserso sia stimoli esterni che interni. Questo vuol dire che lo stress dovuto a una situazione esterna può essere aggravato dal pensiero continuo su quella situazione.

Le conseguenza dello stress sono: ansia, tfatica, panico, insonnia, depressione, tachicardia, irregolrità del battito cardiaco, ipertensione, asma, iperventilazione, colon irritabile, mancanza di fiato, dispepsia, eccessiva sudorazione, eiaculazione precoce e diminuzione del desiderio sessuale.

Come può essere curato lo stress?

Il rilassamento tramite yoga, meditazione o training autogeno può essere molto utile. Ad esempio, il training autogeno è una tecnica di rilassamento ideata negli anni Trenta dal neurologo tedesco Schultz, che oggi viene utilizzata con successo in campo medico, psicopedagogico e sportivo. Si tratta di un metodo clinico e terapeutico riconosciuto, validato da numerose ricerche scientifiche.

Il training autogeno è costituito da una serie di esercizi standard di rilassamento che riguardano sei distretti fisiologici: muscolare, vascolare, cardiaco, respiratorio, addominale e cefalico.

Alcuni degli esercizi fondamentali sono:

l’esercizio della pesantezza: attraverso il quale si produce uno stato di rilassamento nei muscoli e negli organi interni;
l’esercizio del calore: produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno;
l’esercizio del cuore: produce un miglioramento della funzione cardiovascolare;
l’esercizio del respiro: favorisce un miglioramento della funzione respiratoria;
l’esercizio del plesso solare: produce un aumento del flusso sanguigno in tutti gli organi interni;
l’esercizio della fronte fresca: può favorire l’eliminazione del mal di testa producendo una leggera vasocostrizione nella regione encefalica.

Il training autogeno è indicato per persone che soffrono di ansia, somatizzazioni, attacchi di panico, insonnia e stress. Si rivolge però anche a chi vuole semplicemente migliorare il proprio benesse psico-fisico. Il training autogeno consente un recupero più rapido delle energie, il miglioramento della concentrazione nello studio e nel lavoro, una migliore gestione delle risorse fisiche e mentali, una maggiore sicurezza e fiducia in se stessi e di conseguenza un accrescimento delle capacità di affrontare lo stress.

Il training autogeno può essere affiancato da un terapia presso uno specialista, che offra consulenze psicodiagnostiche, sostegno psicologico, psicoterapia psicoanalitica, e che si occupi delle problematiche relative ad ansia, attacchi di panico e depressione.

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L’evocazione – The Conjuring

Nel 1971, ad Harrisville, nel Rhode Island, Carolyn e Roger Perron si trasferiscono in un vecchio casale con le loro cinque figlie. Durante il primo giorno le cose sembrano andare per il meglio, anche se trovano la porta della cantina stranamente sprangata e il loro cane si rifiuta di entrare in casa. Il mattino dopo, Carolyn si sveglia con un misterioso livido e il cane viene ritrovato morto. Nei giorni a seguire nella casa si verificano varie forme di attività paranormale, le quali culminano con Carolyn che si ritrova intrappolata in cantina mentre una delle figlie viene attaccata da uno spirito somigliante ad una donna anziana;  horror soprannaturale basato sui fatti riportati dalla coppia di ricercatori del paranormale Ed e Lorraine Warren, le cui esperienze in precedenza avevano già ispirato film come Amityville Horror e The Haunting in Connecticut. La trama, ambientata nel 1971 nel New England, è quindi incentrata sul tentativo dei Warren, interpretati da Patrick Wilson e Vera Farmiga, di aiutare una famiglia da poco trasferitasi in una casa infestata, i Perron, i cui genitori sono impersonati da Lili Taylor e Ron Livingston.

La sceneggiatura è per lo più fedele alle storie narrate dai reali protagonisti ed il regista Wan affermò come impronta stilistica di voler lavorare per sottrazione: «È quello che credi di vedere attraverso la musica e il design sonoro che realmente ti prende», spiegò il regista, il quale preferì quindi che per buona parte del film le entità demoniache potessero essere solo «percepite».

Il film funziona e fa paura: pur sfruttando clichè tipici riesce ad esser sempre sorprendente e con i giusti tempi di suspance ed attesa. Notevole in questo senso l’incipit affidato alla bambola Annabelle  – che sarà protagonista di un disastroso spin off (e di cui forse parlerò più in la, ma anche no) – e le scene del “nascondino” che ci introducono sadicamente verso terrori prevedibili e che proprio per quello spaventano; pensate alle classiche scene dove la fanciulla nuota ignara nelle temibile acqua dove vaga “lo squalo”… sappiamo tutti cosa accadrà da li a poco, eppure ne siamo terrorizzati. Alcuni sostengono che la paura sia la reazione davanti all’ignoto; il cinema spesso sovverte questa regola.

Sfruttando quasi la stessa, vincente squadra tecnico/artistica del precedente INSIDIUS, Wan si muove a suo agio nello spazio filmico e temporale, osando (cosa rara al giorno d’oggi) perfino di risultare controcorrente: nelle scene nelle quali i personaggi vedono un fantasma, il regista decide di non mostrarlo allo spettatore, il quale vede solo l’espressione terrorizzata del personaggio; tale senso di invisibilità rende una scena più paurosa, lasciando immaginare al pubblico cosa il protagonista potrebbe aver visto di tanto raccapricciante

Il direttore della fotografia è John R. Leonetti, spiegò di aver utilizzato una tavolozza di base per tutto il film, cercando di ottenere illuminazioni naturali; per la cantina invece venne usata solo una sola lampada da 250 watt, ed i fiammiferi che vediamo usati dai protagonisti.

Campione di incassi (meritato) ed un budget milionario che appena si percepisce, ma non per una possibile povertà stilistico/tecnica o qualitativa, ma perché ben sfruttato nella perseveranza di ottenere un unico risultato attraverso la fusione di tutti gli elementi senza sopraffazioni verso il raggiungimento dell’obiettivo: il film. Un’opera commerciabile, ma non commerciale che ci fa sperare nella ribalta di un genere troppo contaminato, troppo accomodante che ha trasformato i mostri in marionette al servizio del bell’eroe di turno, privandoli della loro originaria carica negativa che sta alla base di ogni anti-eroe filmico per eccellenza.

Le stesse tematiche ispirarono anche la serie di AMITYVILLE, in cui si respira – fortunatamente – la stessa aria malsana, la stessa impalpabile inquietudine, fornendoci una “ispirata” ma, purtroppo poco riuscita pellicola cult col primo film AMITYVILLE HORROR, per proseguire nel bellissimo sequel “italico” di Damiano Damiani AMITYVILLE POSSESSION (e di questo si, che presto parlerò!) per concludere miseramente con un terzo capitolo che sfrutta quelle produzioni di moda negli anni ’90, dei film in 3D… dimenticando però di fare anche il film assieme al 3D che propongono (ne furono vittime anche classici come Venerdi 13 e Lo squalo).

Tornando a CONJURING: pochi effetti speciali, calibrata ed efficacemente elegante la CGI che si presta a suggestioni mai pacchiane ed una scena di esorcismo elegante, insolita, quasi artistica nella scelta di lasciarci la posseduta sotto un telo, senza offenderci con l’ennesima sequela di faccette, occhiacci e vomiti abusati dalla cinematografia mondiale per 40 anni. A volte basta “togliere ” il superfluo per fare un buon film, a volte basta “solo” raccontare una storia, senza farne percepire il peso… per farcela vivere in prima persona. Wan ci riesce alla grande, supportato da attori credibilissimi, un ottimo sound design e le atmosferiche “corde” del compositore Joseph Bishara che inizia ad esser molto imitato nel genere. DA VEDERE!

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Welfare, in arrivo i decreti attuativi. Tra i progetti Evolve, smartcard multifunzione

Pronto il decreto attuativo che lancerà in Italia la rivoluzione del welfare aziendale. Lo ha confermato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo all’incontro di presentazione di «Welfare index pmi», primo rapporto sullo stato del welfare nelle Pmi.

Ministro del Lavoro Poletti
Ministro del Lavoro Poletti

Poletti sta aspettando il via libera degli altri ministeri per rendere concreti i benefici per i lavoratori stabiliti nell’ultima Legge di Stabilità. A partire da quest’anno, infatti, è incentivato il welfare aziendale attraverso l’esenzione fiscale per le prestazioni riconosciute dal datore di lavoro volontariamente o per quelle rese in conformità di contratti, accordi e regolamenti aziendali.

In concreto, diventa molto più vantaggioso erogare servizi ai dipendenti anziché premi monetari legati produttività e redditività. La Legge di Stabilità, avvicinandosi al modello francese “CESU”, riconosce il ruolo degli intermediari che forniscono servizi di welfare attraverso voucher.

Rimborsi per le spese degli asili dei bambini, libri, ma anche assistenza per anziani, benessere e cultura. Il welfare si declina in molti modi in base ai bisogni del dipendente e della sua famiglia.

Come rivela l’indagine presentata nella giornata dell’8 marzo, promossa da Generali Italia col patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e con la partecipazione di Confindustria e Confagricoltura, non sono solo le grandi aziende a offrire piani di welfare, la PMI italiana è sempre sensibile all’argomento e la nuova normativa favorirà lo sviluppo di nuovi servizi.

Familydea

Chi da anni offre servizi di welfare ai suoi clienti è Day Ristoservice, tra i principali player dei servizi alle aziende con soluzioni quali il buono pasto e il buono regalo. Sia attraverso un portale dedicato, che con la partnership con piattaforme quali Familydea, Day è all’avanguardia per il welfare aziendale.

Familydea2

Familydea è un e-commerce  che consente di acquistare servizi da una rete di cooperative. Dall’assistenza anziani, alla gestione della casa, al catering, fino alla fisioterapia, sono tante le opportunità offerte dalla piattaforma in nove città italiane. Proprio nei giorni scorsi è stato lanciato il servizio a Forlì, mentre si prevede di raggiungere 50 province entro l’anno in corso. La cooperativa Familydea sta entrando nel mercato del welfare aziendale grazie al buono Day Welfare, servizio riservato ai dipendenti i quali possono decidere di spendere il potere d’acquisto destinato dall’azienda anche nelle soluzioni offerte dalla piattaforma.

Progetto Evolve

Evolve, smartcard multifunzione dotata di microchip
Evolve, smartcard multifunzione dotata di microchip

Altri progetti si stanno sviluppando sul territorio nazionale per offrire servizi alle aziende in un’ottica di benessere e praticità. Sarà lanciato nei prossimi giorni il frutto della partnership tra Confindustria Ancona e Day Ristoservice, che hanno creato la card multiservizi Evolve, una smartcard dotata di microchip che permette l’integrazione dei servizi dedicati alla gestione e motivazione del personale. Evolve può essere badge per la rilevazione delle presenze, servizio buono pasto elettronico, fino a programmi di incentivazione e, appunto, welfare aziendali per i dipendenti e le loro famiglie. Inoltre, Evolve è anche fidelity card Confindustria e prevede sconti e promozioni in base alle convenzioni territoriali.

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