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Quanto pagherebbe di RC auto Baglioni se guidasse le auto più famose della musica italiana?

Fra pochi giorni comincerà il Festival di Sanremo e a condurlo sarà Claudio Baglioni; ma quanto dovrebbe pagare di assicurazione Baglioni se, invece che al volante della kermesse si trovasse a quello delle auto citate in alcune delle più famose canzoni italiane di ieri e di oggi?

A fare i calcoli è Facile.it, il principale portale italiano di confronto assicurativo che, in occasione del Festival sanremese, ha passato in rassegna i testi di centinaia di canzoni giocando a ipotizzare quale sarebbe il costo RC auto, ad esempio, per la Torpedo Blu di Giorgio Gaber, la Y10 bordeaux di Daniele Silvestri o, anche, il maggiolone cabriolet che apre il testo di Marlon Brando è sempre lui di Ligabue.

Per ciascuna delle auto si è ipotizzato che l’anno di immatricolazione fosse quello di pubblicazione della canzone nel cui testo è citata, che a guidarla fosse un sessantaseienne (Baglioni è nato il 16/05/1951) residente a Sanremo (in fondo per almeno 5 giorni è come se il conduttore risiedesse nella città dei fiori!) assicurato in prima classe di merito (Baglioni è un bravo ragazzo, no?). Se l’età della “signora a 4 ruote” era tale da renderla auto storica, si è deciso di considerarla ancora una “ragazza” e preso come campione un modello di pari cilindrata. Ecco cosa è venuto fuori.

Se Baglioni sedesse al volante della Topolino amaranto cantata nel 1975 da Paolo Conte dovrebbe pagare 290,76 euro, curiosamente la stessa cifra che gli costerebbe il premio annuo per assicurare la Fiat 1300 che dava il titolo alla canzone (Milletrè) portata al successo nel 1961 da uno dei nomi più illustri della storia di Sanremo: Domenico Modugno.

Le auto Fiat sono spesso protagoniste delle canzoni italiane, soprattutto nel periodo che va dalla fine degli anni ‘60 agli ‘80. La capostipite di questo filone automobilistico-musicale è, forse, la Torpedo blu di Giorgio Gaber. In realtà Torpedo è un tipo di carrozzeria che la Fiat realizzò per diversi modelli come la 501 o la 520, nel caso in cui Matteo Chiosso e Giorgio Gaber, gli autori di quella canzone del 1968, avessero in mente uno dei due modelli, oggi Baglioni per guidarle dovrebbe pagare un’assicurazione appena inferiore ai 400 euro (392,18€). E se, invece che alla Fiat, Chiosso e Gaber avessero pensato alla Cadillac Torpedo che guidava Al Capone? Beh, in quel caso il nostro Baglioni pagherebbe 404,66 euro.

Erano anni complicati i ‘70 e lo si leggeva anche nei testi delle canzoni, come la Canzone di maggio scritta da Nicola Piovani e Fabrizio De Andrè (1973). In quella prendevano addirittura fuoco le Fiat 1100 che diventavano invece protagoniste dei pensieri dell’operaio cantato l’anno dopo da Rino Gaetano (L’operaio della Fiat, 1974). Alla catena di montaggio, però, quell’operaio monta Fiat 128 arrivando ad odiarle. Se Baglioni assicurasse una 1100 spenderebbe 373,63 euro, se si mettesse invece al volante di una delle 128 costruite dall’operaio di Rino Gaetano dovrebbe mettere a budget 306,95 euro.

Era sempre il 1973 quando proprio Claudio Baglioni portò al successo 70,80,90,100… dove Camilla, la sua Citroën 2CV era testimone dell’amore con Simona. Nel caso in cui Baglioni volesse ancora correre con Camilla sulle strade italiane il costo dell’RC auto sarebbe di 260,77 euro, il medesimo necessario per assicurare la protagonista di un altro testo di Baglioni la Bianchina di Cosa non si fa (2009).

Se il deus ex machina del Festival 2018 amasse le auto storiche, potrebbe scegliere l’Isotta Fraschini della sigla scritta per la trasmissione del 1977 Secondo voi da due icone di Sanremo: Pippo Baudo e Pippo Caruso. A cantare era Pippo Franco, per assicurare Isotta, oggi, servirebbero 313,65 euro.

Poco più di 319 euro, invece, sono quelli che servirebbero per assicurare la Fiat 600 che rivoleva indietro assieme alla sua gioventù Roberto Vecchioni in Luci a San Siro; da un vincitore della kermesse ad uno che alla gara di Sanremo non ha mai partecipato: Ligabue. Per assicurare il Maggiolone cabriolet di Marlon Brando è sempre lui (1990), canzone contenuta nell’album di esordio del cantante di Correggio, servirebbero 328,51 euro.

Sul Palco dell’Ariston è salito spesso, invece, Daniele Silvestri. Se Baglioni decidesse di guidare la Y10 bordeaux di cui scrisse Silvestri nel 1995, dovrebbe pagare 314,77 euro di RC auto, quasi 40 in meno di quelle che servirebbero per assicurare la Fiat Tipo di seconda mano che fa da pub, da disco e da divano a Caparezza nella sua Fuori dal tunnel (2003).

Ha suscitato non poche polemiche l’esclusione di Loredana Berté dall’elenco dei big ammessi al Festival; se per quest’anno la cantante non sarà presente a Sanremo, è invece presente nell’elenco delle canzoni che compongono la particolare play list creata da Facile.it. E lo è a pieno titolo visto che nel 2005 canta Mercedes Benz, dove dichiara di aver sognato per tutta la vita di guidare quella macchina e non la Porsche che guidano i suoi amici. Per assicurare la Mercedes Benz di Loredana a Baglioni servirebbero 308,38 euro.

Quella di Sanremo dovrebbe essere l’ultima apparizione come gruppo di Elio e le Storie Tese.  Anche loro hanno cantato le gesta di un’automobile e, quindi, rientrano di diritto in questa classifica. L’anno era il 1992, la canzone Cinquecento; per assicurare la quattro ruote degli Elii, Baglioni spenderebbe 300,11 euro.

Ma quale è l’auto più costosa, in termini assicurativi, fra quelle della musica italiana? Nessun dubbio per la classifica di Facile.it; la Lamborghini che dà il titolo alla canzone del 2017 di Gue Pequeno. Per assicurarla servirebbero ben 496,78 euro.

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Tappeti di Design: Opere d’Arte per la Zona Living

Chi desidera personalizzare gli ambienti di casa propria senza stravolgere mobilio e svuotare il portafogli può scegliere di acquistare un bel tappeto. I tappeti di design infatti impreziosiscono lo stile e l’arredo e si rivelano essere oggetti molto versatili e utili per creare zone relax nel salotto, per illuminare l’ingresso o per rendere confortevole la camera da letto. Come scegliere il tappeto giusto? Le dimensioni del tappeto devono essere in armonia con le dimensioni della stanza e l’arredo già presente, il tappeto migliore è quello annodato a mano con materiali ottimi che ne garantiscono robustezza e qualità. Per quanto riguarda stile e colori, non ci sono regole ferree ma un certo buon gusto estetico sarà senz’altro utile. Fondamentale è infine una corretta pulizia e manutenzione del tappeto per conservarne la bellezza negli anni.

 

Il Design che Unisce Tradizione e Modernità

I migliori tappeti di design moderni e contemporanei sono quelli realizzati e annodati a mano, secondo il metodo di produzione tramandato per secoli dai migliori maestri di quest’arte. Cultura e tradizione del tappeto sono infatti antichissime, e prevedono l’utilizzo di preziose lane e pochi altri materiali quali seta o canapa, che contribuiscono a rendere il vello morbido, luminoso e resistente. Un tappeto di qualità inoltre si ottiene grazie all’impiego di colori vegetali (estratti da erbe, fiori o corteccia d’albero). In questo modo i tappeti di design dimostrano come sia possibile unire le tradizionali tecniche a gusti estetici moderni. I tappeti di design si trovano infatti di tutti i colori e le forme, hanno pattern geometrici, decori floreali o ispirati alla natura, soggetti astratti. La loro unicità, il forte impatto cromatico e decorativo che sono in grado di creare li rende protagonisti del living, non un semplice complemento d’arredo. Non a caso c’è chi li mette in bella mostra e li usa invece come arazzi.

 

Le Nuove Opere da Pavimento

I tappeti di design sono vere e proprie opere d’arte da pavimento, nate dall’estro creativo di designer o rug star italiane e internazionali. Tra gli artisti italiani più interessanti del momento citiamo Marco Nereo Rotelli e Daniela Marchetti.

Marco Nereo Rotelli per esempio unisce l’arte pittorica all’arte del tappeto che traendo ispirazione da varie discipline, dalla pittura alla filosofia passando per l’artigianato, segue un percorso di comunicazione basato su simboli, segni ed icone, nel quale la luce diventa oggetto e soggetto dell’indagine artistica. Daniela Marchetti, anch’essa artista poliedrica, si ispira alla bellezza della sua terra natia e si affida a esperti maestri Ustad nepalesi per riprodurre i suoi più apprezzati quadri su trame e orditi di lana degli yack.

Spostandosi oltre ai confini nazionali, segnaliamo le collezioni Samsung e Rivere, opere di design di un anonimo artista indiano. I tappeti si ispirano alla natura e ai paesaggi indiani, e trasformano il tappeto in pura espressione artistica. L’artista propone sempre nuovi design e ogni suo tappeto è unico, ma in grado di inserirsi con estrema facilità e personalità in ogni ambiente.

Un tappeto di design può essere la soluzione ideale per dare un nuovo tocco di freschezza alla casa!

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Gruppo Bracca: arriva il nuovo formato per il canale Ho.Re.Ca

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  • 3 Febbraio 2018

Il Gruppo Bracca, azienda bergamasca leader nella produzione di acque minerali, apre l’anno con un’importante novità: l’azienda ha infatti deciso di arricchire ulteriormente l’ampio portafoglio di proposte prodotto con un nuovo formato in vetro da 33 cl. La nuova bottiglia va ad aggiungersi, per la linea vetro, a quelle classiche da 100, 75 e 50 cl. Per la linea PET, invece, l’azienda propone un formato da 150 cl dedicato ai consumi familiari e formati da 100 e 50 cl particolarmente indicati per il consumo fuori casa.

Una nuova bottiglia in vetro, più piccola e pensata appositamente per il mercato HoReCa ma con la stessa etichetta del tradizionale formato da 75 cl dedicato alla ristorazione. Bottiglia che, recentemente rinnovata nella forma, nell’etichetta e nel tappo, ha riscontrato un importante successo, lo stesso che si appresta ad avere anche la nuova bottiglia da 33 cl in vetro. La nuova bottiglia è pensata per il consumo fuori casa e per i migliori bar e locali d’Italia che vogliono offrire alla propria clientela un valore aggiunto dato, non solo dalla qualità di quest’acqua minerale, ma anche dal packaging che la rende unica e riconoscibile.

Con linee sinuose e un profilo allungato, il nuovo formato è caratterizzato dai tradizionali colori rosa per l’acqua naturale, blu per la frizzante. Con un’etichetta elegante che raffigura il marchio aziendale e richiama la leggerezza del prodotto, perfetto per essere degustato in ogni momento della giornata.

«Il mercato HoReCa è in continua crescita e portare la nostra acqua, in un nuovo formato, anche in questo settore, è per noi una grande sfida. Un’innovazione che incontra nuove esigenze di consumo, mettendo a disposizione dei nostri estimatori un prodotto che da sempre è sinonimo di purezza, qualità e naturalità. Un’eccellenza tutta da degustare in un formato elegante e lineare, disponibile in ogni momento per dissetare anche i palati più esigenti» – dichiara Luca Bordogna, Amministratore Delegato del Gruppo Bracca.

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Global Power con il cuore nel sociale

Global Power con “I Bambini delle Fate” insieme per sostenere l’Associazione Continuando a Crescere di Verona. Perché, come Global Power, anche I Bambini delle Fate hanno un’energia virtuosa, spontanea e contagiosa. Chi fa impresa ha un dovere sociale verso il mercato e verso chi collabora direttamente e indirettamente con l’impresa stessa.

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Mentalità Imprenditoriale e Cuore nel Sociale a sostegno dei progetti de I Bambini delle Fate che si realizzano anche attraverso l’impegno costante e continuativo di Global Power. Un’energia contagiosa e vulcanica come quella dei bambini ha bisogno di un’Energia spontanea e virtuosa come quella di Global Power.

Supportare e contribuire con costanza e determinazione alla loro crescita è molto più di un impegno. È un dovere sociale verso la comunità e verso tutte le famiglie che aiutano Global Power, fornitore di energia elettrica e gas, a migliorare la propria presenza nel mercato.

Le strade di Global Power e I Bambini delle Fate si sono incrociate quest’anno sostenendo il progetto “Da Zero a Cento: percorsi di vita” dell’Associazione senza scopo di lucro “Continuando a Crescere”. L’associazione, attiva dal 2008 nell’ambito sociale del territorio veronese, promuove ed organizza da anni diverse attività formative.

Grazie all’esperienza maturata e al supporto dei professionisti coinvolti, è nato il progetto ambizioso “Da Zero a Cento: percorsi di vita” che vuole offrire servizi di qualità in un’unica struttura. L’iniziativa ha come obiettivo principale la realizzazione di strutture di riferimento per i singoli cittadini e rispondere così in maniera concreta ed efficiente alle esigenze di famiglie, anziani e diversamente abili con azioni efficaci ed economiche in ambito pedagogico, psicologico e sociale grazie al supporto di persone preparate ed esperte. Una struttura di facile accesso nel territorio veronese che offra molteplici servizi di qualità con un’unica Missione.

In quest’ottica fare imprenditoria significa anche sviluppare un modello etico con la consapevolezza che per un’azienda come Global Power che ha nel proprio DNA valori chiave come trasparenza, risparmio e sostenibilità, non si possa esimere dalle responsabilità sociali e debba contribuire in maniera efficace e concreta al miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie.

Azioni virtuose generano azioni virtuose. Global Power lo sa bene, per questo ogni giorno consiglia ai propri clienti buone pratiche per ottimizzare l’uso di energia, perché adottando un approccio sostenibile si risparmia e si dispone di risorse preziose.

Sin dalla sua nascita nel 2004 l’azione imprenditoriale di Global Power trae ispirazione dalle politiche energetiche suggerite dal Protocollo di Kyoto e, successivamente, da quelle del pacchetto clima 20-20-20 fino a quelle più recenti del quadro per il clima e l’energia. L’obiettivo è chiaro: proporsi come player in grado di accompagnare il proprio cliente in un percorso di autosufficienza energetica e promuovere così un’economia a basse emissioni.

“Speriamo che la nostra esperienza possa convincere altre realtà imprenditoriali, non solo veronesi, a contribuire ad iniziative che portano vantaggi concreti alle persone come quelle promosse da Continuando a Crescere e I Bambini delle Fate – ha affermato Nicola Gasparoni, Presidente di Global Power S.p.A. – Per quanto ci riguarda continueremo a dare il nostro sostegno a questi progetti con la nostra energia positiva e concreta”.

 

FONTEI bambini delle fate.it

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Valute digitali, governi e imprese adesso puntano su IOTA

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  • 3 Febbraio 2018

Il mondo delle valute digitali è ormai sempre più al centro di dibattiti e polemiche. Per lo più il mondo della finanza non vede di buon occhio questo tipo di asset, anche se ci sono delle eccezioni. Una di questa è la IOTA, una valuta digitale che di recente si sta espandendo a macchia d’olio e che suscita l’interesse di Governi e imprese. In realtà IOTA è al tempo stesso una valuta, una piattaforma di criptovaluta e anche una fondazione che fornisce soluzioni all’avanguardia in ambito tecnologico. Proprio per questo lo scorso anno la città di Haarlem – Olanda – ha implementato lo IOTA per amministrare e verificare i documenti legali, attraverso la rete open source “Tangle” creata proprio dalla fondazione IOTA.

iota valute digitaliL’esempio di Haarlem sta per essere seguito anche da altre città olandesi, come Amsterdam e Rotterdam. E qualcosa in tal senso potrebbe presto vedersi anche su spinta del governo giapponese. Ma anche la Germania ha riconosciuto la fondazione IOTA come fornitore ufficiale di tecnologie blockchain in Germania. In Svezia invece studiamo questa valuta come alternativa digitale alla loro numismatica. Adesso deve essere chiaro chi sa il forex trading come funziona, conosce benissimo che le valute digitali in realtà poco hanno in comune con le valute tradizionali. Ma qualcosa in tal senso comuque si muove.

L’interesse di aziende verso le valute digitali

Se i governi sono molto interessati allo sviluppo della valuta digitale, ancora di più lo sono le imprese. Microsoft, BOSCH, Volkswagen, Samsung, Huawei stanno studiando le possibili applicazioni della tecnologia basata su blockchain, quella che è diventata famosa per le criptovalute. Tali tecnologie stanno prendendo piede in quasi tutti i settori industriali, ovviamonte finanza in primis.

Quel che rende IOTA un progetto unico nel suo genere però è la sua struttura. IOTA ha una propria rete chiamata “The Tangle”. Inolttre a differenza delle altre criptovalute è un token pre-minato, cioè ogni utente convalida due transazioni precedenti per essere promosso, in attesa che l’utente successivo convalidi rispettivamente le sue transazioni e quelle di un altro utente. Chi conosce il tading con i Bitcoin, come funziona e dove farlo in Italia sa benissimo che questa differenza è estremamente importante perché incide su velocità e efficienza delle transazioni. Inoltre IOTA ha zero commissioni di transazione, visto che non ci sono minatori tra gli utenti.

Per questi motivi i principali governi stanno guardando con attenzione a questo sistema. Il futuro potrebbe essere molto più vicino di quanto si pensi.

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Convivenza possibile tra pastori e grandi predatori: bilancio positivo per il progetto Pasturs

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  • 3 Febbraio 2018

100 volontari scelti tra oltre 500 candidati, 9 alpeggi delle Alpi orobiche bergamasche, 7 cani da guardiania e un obiettivo comune: migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori mitigando il rischio di possibili predazioni sul bestiame domestico. È un bilancio più che positivo quello che chiude il progetto biennale (febbraio 2016 – gennaio 2018) Pasturs, messo in campo dalla Cooperativa Eliante Onlus, con la partnership diParco delle Orobie Bergamasche e WWF Bergamo – Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo, Regione Lombardia – progetto Life WolfAlps, Trainer – Novafoods e con il contributo diFondazione Cariplo nell’ambito del bando 2015 “Comunità resilienti”.

Dopo aver seguito due giornate di formazione, 100 volontari hanno trascorso da 1 a 3 settimane, nel periodo tra giugno e settembre 2016 e 2017, in alpeggi della provincia di Bergamo, aiutando il pastore nel suo lavoro principale. In particolare, i volontari si sono occupati delle faccende quotidiane (cucinare, accendere il fuoco, lavare i piatti, pulire la baita, fare il fieno, gestione delle pecore malate), hanno montato e smontato le recinzioni elettrificate, hanno sorvegliato il gregge, hanno aiutato i pastori nella gestione dei cani e hanno sensibilizzato i turisti rispetto alle loro attività. Inoltre, gli studenti universitari hanno avuto la possibilità di effettuare un tirocinio e di rendere l’esperienza protagonista della loro tesi di laurea.

Il progetto, infatti, ha visto uno straordinario coinvolgimento dei giovani: nel 2017, l’86% dei volontari era under 30 (il 68% tra i 18 e i 25 anni e il 18% tra i 26 e i 30 anni), percentuale ancora più alta rispetto al 71% registrato nel 2016. Segno che l’esperienza ha goduto di un passaparola positivo. E anche il numero dei volontari è cresciuto nel tempo: nel 2016 erano 36, nel 2017 sono stati 64 con più di 500 persone che hanno preso contatti per chiedere informazioni e per dare la propria disponibilità al progetto. Quanto alle professioni dei volontari, nell’ultimo anno, per il 71% erano studenti (ed erano la maggioranza anche nel 2016, al 56%), ma erano presenti anche impiegati, ingegneri, educatori, disoccupati, allevatori, giornalisti, guide naturalistiche, insegnanti, liberi professionisti e iscritti al servizio civile.

Nove gli alpeggi sul territorio del Parco delle Orobie bergamasche che hanno partecipato al progetto: Alpe Cardeto di Renato Balduzzi, Alpe Vodala di Silvestro Maroni, Alpe Grabiasca di Fabio Boni, Alpe Pre di Massimo Balduzzi, Alpe Fontana Mora di Aldo Pasini, Alpe Neel di Pietro Zuccheli, Alpe Manina di Andrea Morelli, Alpe Venano di Giuseppe Salvi, Alpe Monte Fioraro di Emanuele Manzoni con un’altitudine massima di 2328 m s.l.m e ben 6700 ovini di razza “pecora bergamasca”, 213 caprini, 274 bovini, 42 equini coinvolti. Anche i pastori hanno seguito un corso di formazione di due giorni e hanno ricevuto in concessione gratuita 9 recinzioni elettrificate per proteggere le greggi dalle possibili incursioni dei grandi predatori. Inoltre, hanno avuto in affido 7 cani da guardiania con 70 sacchi di mangime per i cuccioli (razza Pastore abruzzese in collaborazione con CPMA Italia – Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese, Life WolfAlps e Difesattiva) che, anche grazie alla supervisione dei volontari, sono stati seguiti nell’inserimento nel gregge.

L’estate di volontariato ha lasciato molto soddisfatto l’85% dei partecipanti tanto che l’88% vorrebbe ripetere l’esperienza anche nel 2018. In particolare, per il 2017: oltre il 70% si è detto soddisfatto del rapporto instaurato con il pastore, per il 64% il pastore ha spiegato in modo chiaro e rispettoso il lavoro da fare, per il 69% il tempo di lavoro è stato adeguato e per il 74% la baita è stata adattata all’esperienza così come il vitto che ha convinto l’85% dei volontari.

Non solo: Pasturs ha dato un supporto concreto alla tutela e valorizzazione dei prodotti della pecora bergamascaanche grazie alla definizione di un piano di marketing territoriale volto asupportare l’economia locale utilizzando la tematica dei grandi predatori come elemento di differenziazione positiva sia del territorio orobico, sia dei servizi che esso offre sia dei prodotti caratteristici della zona. È stato infatti definito un progetto di fattibilità per la tracciabilità della lana e un accordo commerciale di filiera di carne fresca. Lungo i sentieri di Pasturs, inoltre, sono stati posizionati cartelli segnaletici per aiutare i volontari a trovare il giusto sentiero e negli alpeggi sono stati appesi cartelli informativi per turisti ed escursionisti sui comportamenti da adottare in caso di incontro con cani da lavoro. Tutto ciò ha fatto sì che il progetto Pasturs venissesegnalato dalla Commissione Europea come buona pratica in grado di facilitare la convivenza tra uomo e grandi

«La cosa straordinaria è che Pasturs ha consentito a mondi diversi, spesso distanti per ideologie e vissuto, di parlarsi e collaborare per favorire una convivenza pacifica uomo – animale – ambiente. E l’interesse riscontrato tra le generazioni più giovani ha dimostrato quanto il nostro territorio sia tutt’oggi un valore importante, da preservare e valorizzare. Confrontarsi con la rinnovata presenza di grandi predatori in modo conservativo, non traumatico e partecipativo, dunque, rappresenta un’ottima strategia resiliente. Per altro, in Lombardia, la probabilità di successo di questa strategia appare aumentata dal fatto che ci si trova ancora di fronte un fenomeno di neo-colonizzazione da parte di orso e lupo. Ringrazio a nome di tutti i volontari che hanno apportato al mondo dell’allevamento competenze specifiche e buone pratiche in tema di conservazione degli ecosistemi e i pastori che hanno fornito esperienza e conoscenza del territorio, contribuendo alla buona riuscita di un progetto unico nel suo genere» – dichiara Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche. 

Info: www.pasturs.org – www.facebook.com/ProgettoPasturs/

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Fantasie BDSM: Cosa comprare?

Oggi sempre di più si sente parlare del termine BDSM, anche grazie alla popolarità che i libri e la trasposizione cinematografica di “50 sfumature…” hanno portato. Infatti, secondo le statistiche, questi giochi erotici e di sottomissione fanno parte delle fantasie di una persona su sei.  Ma esattamente che cos’è esattamente questo termine e che cosa significa? Il termine BDSM sta a indicare una gamma di pratiche erotiche basate sul dolore e/o l’umiliazione tra due (o addirittura più) partner adulti che da queste pratiche ricevono un enorme soddisfazione e godimento. B sta per bondage. D dominazione. S sottomissione e sadismo. M di masochismo.

Sono parecchie le pratiche ricondotte al BDSM e di conseguenza tanti sono gli strumenti utilizzati. Per questo motivo chi ha intenzione di cominciare questa attività erotica deve prima aprire un confronto sui reciproci gusti, in modo da evitare spiacevoli situazioni.

 

Oggi grazie all’introduzione dei sexy shop online è possibile trovare e comprare tutto ciò che si vuole…e in completa riservatezza! Dunque, quali articoli sexy shop BDSM scegliere?

Scegli L’accessorio Giusto Per Te

Una delle fantasie più comuni oggigiorno e quella di essere legati o di essere sculacciati. Per quanto riguarda il primo caso, esistono manette sia per caviglie che per polsi (o entrambe). Esistono manette in metallo, in metallo ma rivestite con peluche, in camoscio con chiusura in velcro o in ecopelle. Non dimentichiamoci delle corde: esplora le vette del bondage e sadomaso con il tuo partner! Le manette e le corde, però, se usate in cattivo modo possono andare a fare male il tunnel carpale e portare parestesie temporanee e dolori. Assicuratevi sempre che il polso non sia costretto o che la manetta/corda non sia in tensione!

Una volta in manette, vi è anche la serie di bavagli da usare in modo da impedire alla persona sottomessa di parlare. Si hanno quelli in stoffa, plastica, ad anello, a forma di palla…o con forme falliche.

Per quanto riguarda, invece, la seconda fantasia più comune (sculacciamento), è possibile individuare fruste, con le varianti a forma di pene o in lattice.

 

Perlando invece del vestiario sia per donna che per uomo il latex è predominante. Per l’uomo: dalla tuta, al bermuda, pantaloni, slip ecc…per la donna: abiti, calze, pantacollant, top e gonna.

 

Nel BDSM è possibile anche il travestimento. Questo è il motivo delle maschere in tulle, con pietre preziose o con piume e decorazioni dorate. Ma non solo, andando più nello specifico abbiamo cappuccio completo con aperture. Un accessorio davvero intrigante per i vostri giochi erotici!

 

Scopri Le Varianti

 

Tra gli altri accessori di BDSM possiamo individuare anche pinze sia per capezzoli che per testicoli.

Per chi, infine, è alla ricerca di un’esperienza BDSM a 360 gradi, esistono dei veri e propri kit per trasformare il proprio letto in una macchina dell’amore bondage! Con il kit, infatti, è possibile legare il proprio partner al letto e sui bordi del materasso, ed è collegato a 4 cordini dotati di manette alle caviglie e polsi. Il kit comprende do 1 testiera reclinabile 12 anelli 4 bitte regolabili 1 maschera raso accecante.

 

Fatevi trasportare in questo mondo BDSM! Sarà sicuramente un’esperienza che darà un nuovo livello di piccantezza alla vostra vita di coppia. Provare per credere!

 

 

 

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Ats Bergamo e 23 organizzazioni firmano il protocollo d’intesa per diffondere salute e sicurezza sul lavoro

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  • 3 Febbraio 2018

L’organizzazione aziendale, la valutazione dei rischi, la vigilanza e l’implementazione delle procedure di sicurezza rivestono un ruolo fondamentale nella gestione di un sistema complesso, in cui ambiente, uomo e macchina sono chiamati a interagire. 

Per ridurre il più possibile l’incidenza degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali nel territorio bergamasco, le 23 organizzazioni che costituiscono l’Organo territoriale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro ex art. 7 del D.Lgs 81 / 2008, presieduto da Ats Bergamo, hanno firmato mercoledì 31 gennaio in Prefettura, alla presenza del Prefetto di Bergamo, Elisabetta Margiacchi, e dei responsabili delle Forze dell’ordine, un protocollo d’intesa teso a favorire una collaborazione integrata tra i diversi soggetti, al fine di contrastare fenomeni di rischio attraverso la diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro anche grazie a una corretta formazione ed educazione. 

In prima linea lavoratori, management, Rls (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) e Rlst (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale), ritenuti attori fondamentali della prevenzione.

I destinatari delle attività di promozione e formazione saranno le aziende pubbliche e private, le scuole e i soggetti/enti formatori del territorio bergamasco, con conseguente ricaduta sui lavoratori e sugli studenti in riferimento ai rischi per la propria e altrui incolumità. L’intesa, nello specifico, identificherà delle iniziative mirate e garantirà la continuità tra le diverse azioni di prevenzione, formazione ed educazione per ottimizzare le risorse e le peculiarità di ogni realtà professionale. 

Verranno, in particolare, avviati percorsi formativi sulla sicurezza del lavoro, sarà favorita la collaborazione con il mondo della scuola e dell’università al fine di includere la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro nei curricula delle scuole di ogni ordine e grado e saranno promossi strumenti di audit (auto-diagnosi e accompagnamento) in ogni realtà produttiva. 

«La cultura della salute e della sicurezza si fonda su cinque fattori: l’informazione, la formazione, l’apprendimento organizzativo, l’analisi critica continua e l’impegno. Solo una gestione adeguata di tutti gli aspetti di un’organizzazione professionale, potrà concretamente ridurre la probabilità di un errore umano e dunque di un infortunio. Ats Bergamo, per questo attraverso il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, diretto dal dott. Pietro Imbrogno, si è fatta promotrice di un’intesa che favorirà la definizione di una strategia integrata educativa e formativa con azioni concrete e diversificate che, gestite in stretto accordo tra enti istituzionali e parti sociali firmatarie dell’intesa, siamo certi potrà diffondere il più possibile l’adozione di comportamenti sicuri. Per questo, ringrazio tutti coloro che hanno scelto di far parte di questa nuova “squadra” e auguro a tutti un ottimo lavoro» – dichiara la dott.ssa Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo.

Il Prefetto di Bergamo, Elisabetta Margiacchi, sottolinea “l’importanza e la valenza strategica dell’odierno protocollo d’intesa, non a caso sottoscritto sotto l’egida della Prefettura, che, anche nella delicata tematica degli infortuni sul lavoro, svolge un costante ruolo di coordinamento e raccordo dei soggetti istituzionali a vario titolo competenti. In tal senso, va ricordato che l’atto firmato oggi è frutto del percorso avviato con la riunione dell’apposito Tavolo che ho presieduto il 6 ottobre scorso, con l’intervento dei rappresentanti di tutti gli enti interessati, nel corso del quale sono state condivise le direttrici lungo cui si muove il protocollo. Non va poi dimenticato, poi, il ruolo delle Forze di polizia, non a caso presenti alla sigla dell’odierna intesa, che – ciascuna nei rispettivi ambiti di operatività – offrono un contributo essenziale anche in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro sul versante della prevenzione e repressione delle attività illecite”. 

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Dimagrire Dopo il Parto Magico

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  • 3 Febbraio 2018

Gravidanza e maternità sono senz’altro fra le più belle esperienze che a una donna possano capitare, ma non sono prive di “effetti collaterali”, primo fra tutti: Dimagrire Dopo il Parto.

Sembra una sciocchezza, in confronto alle nuove sfide e preoccupazioni con cui le neo mamme devono fare i conti, ma perdere i chili di troppo accumulati durante la gravidanza può non essere una cosa facile, proprio perché ci sono altre priorità e i ritmi sono cambiati.

Al mondo, però, ci sono moltissime mamme con la pancia piatta in una settimana, e sono la prova che si può tornare in forma dopo il parto… in quanto tempo dipende dalla forza di volontà della mamma.

Forma e allattamento: cosa cambia per le mamme

Generalizzando, una donna che allatta consuma mediamente 500 calorie in più del normale, quindi dimagrire dovrebbe essere facile.

Non sempre lo è, perché allattando non si può seguire una dieta ipocalorica e i cambiamenti ormonali che si verificano nel corpo della donna possono interferire con il sistema di accumulo e consumo delle riserve grasse.

Insomma: c’è che dopo il parto si ritrova più magra di quando è rimasta incinta e chi ancora lotta strenuamente con i chili di troppo quando il bambino già parla… ecco qualche consiglio per queste ultime

Tre regole d’oro per Dimagrire Dopo il Parto

Mamme o non mamme, la difficoltà di dimagrire la conosciamo tutte: appetito che invita a mangiare più del necessario, cibi indicati poco invitanti o lunghi da preparare, poco tempo (o poca voglia) di fare attività fisica, stile di vita che “rema contro”.

Per chi è appena diventata mamma, tutto ciò è ancora più difficile da affrontare perché c’è ben altro a cui pensare.

Per dimagrire e ottenere presto risultati visibili occorre, allora, prendere la situazione di petto e agire su tutti i fronti.

All’inizio ci vuole molta determinazione ed è una sorta di atto di fede, poi i risultati incoraggeranno a proseguire e sarà tutto un po’ più semplice.

  1. Mangia il giusto

I medici che ti seguono sapranno consigliarti una dieta che ti mantenga in forze, fornendo a te e al bambino che allatti i giusti elementi nutritivi

Attieniti a quella e non aggiungere nulla.

È ovvio, ma pensa a come è facile ordinare una brioche nel bar in cui sei entrata per allattare durante la passeggiata con la carrozzina, con la scusa che “allatti e consumi”. Ciò è vero, ma la tua dieta lo tiene già in considerazione.

Se tutti i pomeriggi ti concedi un cappuccino e una brioche in più del necessario, assumi circa 350 calorie che non ti servono.

  1. Fai attività fisica

Per qualche misterioso motivo, la fatica che fai a badare alla tua creatura sembra che non conti nulla ai fini del dimagrimento, quasi come se il dispendio energetico che fa dimagrire fosse solo quello provocato allo scopo.

In realtà, molte mamme riescono a perdere peso facilmente proprio per via delle maggiori incombenze, ma a volte essere genericamente in movimento non basta.

Per molte è impensabile ritagliarsi anche il tempo per lo sport, oppure le energie proprio non lo permettono.

Se non puoi tornare in palestra o a correre, tieni almeno un ritmo più sostenuto durante la passeggiata con il tuo bebè, e approfitta di tutte le occasioni per bruciare calorie: spostati a piedi più che puoi, rinuncia all’ascensore e fai qualche flessione di straforo mentre giochi sul tappetone con il tuo piccolo.

  1. Keep calm and… organizzati!

Il bambino di assorbe tutte le energie e l’attenzione e… meno male! È normalissimo che sia così, hai solo bisogno di riorganizzare le tue giornate.

Un periodo di assestamento è normale, ma cerca di riprendere presto in mano la tua vita.

Trova il tempo per cucinare piatti leggeri con ingredienti sani. Anche se sono sempre spinaci al tegame, quelli che acquisti già pronti in gastronomia contengono quasi sicuramente più grassi di quelli che prepareresti tu centellinando il condimento.

Per Dimagrire Dopo il Parto ci vuole, in molti casi, ancora più determinazione che per perdere peso in altri momenti della vita, ma si sa che le mamme hanno una marcia in più!

Resource: Formamigliore Web

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Le birre speciali di Dibevit a Expo Riva Hotel 2018

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  • 3 Febbraio 2018

Ci sarà anche Dibevit Import, società del Gruppo Heineken dedicata all’importazione e alla distribuzione di birre premium e speciali, all’Expo Riva Hotel 2018, l’atteso appuntamento con i professionisti dell’ospitalità e della ristorazione professionale, dal 4 al 7 febbraio 2018 nel quartiere fieristico di Riva del Garda, in Trentino.

Patrocinata da Federalberghi e Federturismo, l’Expo Riva Hotel è arrivata alla sua 42esima edizione e anche quest’anno coinvolgerà centinaia di aziende e migliaia di visitatori. Solo nella scorsa edizione sono stati coinvolti 539 espositori e 26.037 visitatori pronti a curiosare tra le quattro sezioni della Fiera: Indoor & Outdoor Contract, Food & Equipment, Eco Wellness & Technology e Coffee & Beverage dove potranno lasciarsi tentare dalle proposte Dibevit. La società, leader nazionale nell’importazione e distribuzione di birre provenienti da tutto il mondo, sarà presente con 10 referenze in fusto all’interno dello stand Partesa, azienda leader del canale Ho.Re.Ca del Gruppo Heineken, e offrirà ai presenti selezionati assaggi di: Maes Pils, Cristal, Blanche De Bruxelles, Lagunitas Ipa, McGargles Knock Knock Ipa, Bulldog Strong Ale, Hibu – Entropia, Hibu – Dama Bianca, Hibu – Avanti March e Hibu – Vaitra’.

Dieci varietà di cui apprezzare aroma, gusto, caratteristiche organolettiche, storia d’origine e provenienza. «Siamo molto felici di questa partecipazione. Expo Riva Hotel è una garanzia di qualità e competenza ed essere presenti significa intercettare clienti e professionisti del settore che avranno modo di conoscere meglio le nostre birre speciali, individuando nuovi trend di gusto e stile. Viaggiando con la fantasia e con il palato, dalle sponde del lago di Garda al resto del mondo. Perché con Dibevit ogni assaggio è una scoperta» – commenta Davide Daturi Amministratore Delegato di Dibevit Import.

Si partirà dal Belgio con: la Maes Pils, nata nel 1880 ma ancora oggi prodotta con l’antico sistema “a pavimento” che conferisce alla birra l’amaro di una vera Pils con un retrogusto pulito, la Blanche de Bruxelles, dalla schiuma ricca e cremosa, le cui tecniche di produzione sono tramandate gelosamente di padre e in figlio, con un gusto piacevolmente fresco al palato reso esclusivo dal leggero aroma agrodolce delle scorze d’arancio curaçao e del coriandolo, e la Cristal, nata nel 1928 e ritenuta in quegli anni un’innovazione rivoluzionaria che conquistò i consumatori grazie a una perfetta combinazione di leggerissima acqua di sorgente e materie prime selezionate tanto da essere premiata, nel 1989, con la medaglia d’oro (Monde Selection) per la qualità a Londra.

Ancora: spostandosi in Irlanda, la McGargles Knock Knock Ned’s IPA, nata in un luogo storico e affascinante come la città di Kilcock, fondata nel VII secolo nei dintorni di un antico monastero che produceva birra e che fino al 1800 ha ospitato ben cinque birrifici e due distillerie.

Una città in cui la famiglia McGargles ha dato vita a una birra-leggenda: molto bilanciata, con un finale non eccessivamente amaro e un sapore unico. Unico come Ned: il marinaio con due gambe di legno. Arriva dall’Inghilterra, invece, la Bulldog Strong Ale, nata nel 1947 e caratterizzata ancora oggi dall’originale armonia che coniuga venature dolci a note più intense e potenti, sentori di caramello e note di mandorle amare, con un aroma inconfondibile di malto, luppolo e vegetali, per un perfetto equilibrio tra gusto e potenza.

Sbarcando in America, ecco la Lagunitas Ipa, una delle birre più vendute in tutti gli States, con un bel colore dorato brillante e schiuma fitta, il cui bouquet intenso danza tra note balsamiche di pino e di resina e agrumate di pompelmo (una narrazione ironica vuole che sia realizzata con 43 varietà diverse di luppolo e 65 tipi di malti!). E infine, per arrivare in Italia, con HIBU Società Agricola Srl, dal 2007 produttore di birre artigianali di alta qualità, con le referenze Hibu Entropia, una bionda che procede in grande equilibrio fra slang americano e aplomb inglese, fino a trasformarsi in una Golden Ale che fa pace con il caos (da cui il nome) e conduce ad un meritato stato di benessere – Hibu Dama Bianca, una White Ipa dall’ampia gamma di luppolature capace di sedurre già al primo sorso. Il grado alcolico non eccessivo e i 40 Ibu che ci conducono verso un livello di amarezza da intenditori, fanno sì che questa blanche luppolata, sia apprezzata da un pubblico alle prime armi e da uno più smaliziato – Hibu Avanti March, una Spicy Saison secca e speziata, resa intrigante dallo zenzero e dal pepe rosa. Una novella Venere del Botticelli, che esce dalla sua conchiglia in primavera per condurci per mano verso l’estate – Hibu Vaitra’, una Apa dal palato amaro, una cascata di luppoli che rende felici gli amanti di questo stile. Che non spaventi il livello di amarezza, l’invito del mastro birraio è infatti “vai tranquillo!”, la bevuta è sincera e ti piacerà.

La quattro giorni dedicata al mondo dell’Ho.Re.Ca, dell’accoglienza turistica e della ristorazione, quindi, non potrà avere protagonisti più interessanti: poliglotti, cosmopoliti, ricchi di gusto. Referenze che i visitatori avranno modo di degustare allo stand Partesa, rimanendo sempre al passo con le nuove tendenze in fatto di birre speciali.

www.dibevit.it   –   www.bieretheque.it   –   www.beviresponsabile.it

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DIBEVIT IMPORT. Da 20 anni Dibevit Import mette a disposizione di grossisti e locali pubblici di tutta Italia una vasta gamma di prodotti selezionatissimi del panorama birrario internazionale e gli strumenti più idonei per la loro corretta somministrazione, anche attraverso corsi specializzati. Nel portafoglio di Dibevit Import ci sono circa 200 birre, importate da diversi Paesi europei, oltre alle italiane (Birra Moretti Selezione Riserva da 75cl: Grand Cru, Lunga Maturazione, Grani Antichi; e la gamma Cervisia: Camallo, Mozzo, Ciurma). Leader nell’importazione dei prodotti delle più importanti birrerie belghe e tedesche e principale partner dei prodotti di linea inglese, Dibevit Import (www.dibevit.it) è una società del Gruppo HEINEKEN Italia.

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Immobiliare Felicioni – Appartamenti in affitto Civitavecchia

Devi mettere in affitto il tuo immobile oppure cerchi appartamenti in affitto a Civitavecchia?

Immobiliare Felicioni: dalla tua parte sempre con il miglior servizio possibile

Se sei proprietario di un immobile e hai deciso di affittarlo, farsi rappresentare da un’agenzia immobiliare di fiducia sarà sicuramente il miglior passo da fare per evitare, volenti o nolenti, di cadere in una qualche trappola dalla quale è poi difficile uscire. Avere qualcuno al proprio fianco, che faccia le tue veci dal primo incontro con i potenziali locatari, fino alla firma ultima del contratto, è molto importante quando metti i tuoi appartamenti in affitto. Civitavecchia mette a tua disposizione la professionalità di chi è nel campo da anni, con competenza e risultati tangibili: Immobiliare Felicioni.

Contatta gli agenti dell’Immobiliare Felicioni al 393 9567003 o allo 0766 22988 oppure recati direttamente in Corso Guglielmo Marconi n. 17!

Gli esperti di Immobiliare Felicioni saranno per te consiglieri e guide capaci di discriminare i locatari interessati in base alle tue preferenze, assicurandoti la serietà di coloro che ti verranno proposti come potenziali locatari! Con grande responsabilità, l’agenzia immobiliare ti seguirà nella scelta della soluzione migliore per la tua particolare esigenza e ti accompagnerà nella compilazione di tutti i documenti necessari per mettere regolarmente i tuoi appartamenti in affitto. Civitavecchia e tutti coloro che desiderano mettere in affitto la propria casa hanno infatti dalla loro parte l’ampia visibilità offerta da questa agenzia immobiliare di Civitavecchia.

I tuoi appartamenti in affitto a Civitavecchia sono al sicuro con l’Immobiliare Felicioni

L’Immobiliare Felicioni è proprio l’agenzia che fa al caso tuo! Con la massima serietà e un’elevata professionalità saprà districarsi in ogni caso burocratico per realizzare l’ultimazione di contratti di successo, capaci di soddisfare pienamente entrambe le parti, grazie alla grande competenza intuitiva e alle conoscenze specifiche degli esperti agenti immobiliari che conoscono il mercato e sanno individuare sempre il locatore più adatto per i proprietari e la casa più adatta per ogni potenziale locatore!

Contatta subito lo 0766 22988 o il 393 9567003 oppure invia una mail con i tuoi dati all’indirizzo: [email protected]

Sarai ricontattato al più presto!

 

 

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Torneo calcio giovanile a Cattolica un evento da non perdere!

Indovinate un pò dove organizzeremo il torneo di calcio giovanile quest’anno? Qualche indizio? E’ uno dei luoghi balneari più frequentati e rinominati della costa Adriatica. Avete capito bene sul mare!

Una meta tra mare e montagna…impossibile annoiarsi! Stanco dalla partita vai al mare e rilassati sulla spiaggia, partecipa anche tu serate in discoteca, assapora la gastronomia tipica del territorio adriatico.

Il torneo di calcio giovanile a Cattolica un evento da non perdere!

Tra mare e montagna

E’ un’esperienza in cui divertimento e crescita camminano di pari passo. Il calcio è un gioco di squadra che insegna molto e che diverte. Condivisione e collaborazione per un solo scopo vincere! Tu e la tua squadra di amici potrete unirvi al torneo e giocare a calcio a Cattolica. Abbiamo scelto per voi una località di turismo fantastica!

Il torneo di calcio si svolgerà a giugno. Quando? Saranno tre giorni di un fine settimana dedicati alla tua passione.

Che zona precisamente? Cattolica- Gabicce mare (provincia di Pesaro). Bellissime località balneari. Molto frequentate durante il periodo estivo, vantano di grandi spiagge. Stabilimenti balneari curati, spiagge attrezzate. Cattolica e Gabicce Mare sono due località molto vicine, ci si può facilmente spostare da una zona all’altra con i mezzi pubblici oppure con la bicicletta. Il Monte di San Bartolo sovrasta le spiagge di sabbia di Gabicce.

Gabicce Mare, una zona tranquilla, sovrastata da montagne verdi e dal blu del mare. Le spiaggette ‘’sottomonte’’ sono le più belle e suggestive, immerse nella natura.

Cattolica sul litorale Adriatico, anche qui la montagna si affaccia al mare, i panorami sono stupendi.

Moltissimi gli eventi, le discoteche e i pub sul mare. Località fresche e dinamiche dove moltissimi sono i giovani che la visitano e la vivono, divertendosi.

E’ una meta divertente ed interessante per tutte le età dai più piccini ai più grandi. Cattolica offre divertimento di ogni tipo per le famiglie come per i più giovani. Tantissimi gli eventi che si organizzano.

Due città che si affacciano al mare a due passi dal verde, due città che non deludono proprio nessuno, né grandi né piccini.

Allacciatevi gli scarpini si va in campo!

Il calcio è uno sport in cui la forza fa l’unione. L’impegno collettivo è la forza di ciascuno dei suoi giocatori, in cui ognuno ha un ruolo. Il vantaggio sono la cooperazione e la collaborazione per un obiettivo comune: vincere. Esultare di gioia, arrabbiarsi o entusiasmarsi sono tutte emozioni profonde che puoi vivere prima, durante e alla fine di una partita.

Giocare a calcio è un’esperienza di crescita individuale e di squadra. E’ un modo per costruire amicizie, quelle vere!

Emozioni forti riempiranno questi tre giorni a Cattolica!

Prepara il borsone si parte!

Che la squadra sia composta da 5 o 7 ragazzi, la passione è una e l’obiettivo comune!

Tre giorni dedicati alla tua passione, il calcio! Cattolica è una meta che tutti vorrebbero visitare! Tu avrai l’opportunità di giocare a calcio con i tuoi amici o di trovarne nuovi! Allora cosa aspetti unisciti a noi! Questa è un’esperienza da vivere!

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Le cucine componibili protagoniste della nuova infografica Snaidero

Avere la possibilità di arredare la cucina della propria casa con mobili altamente funzionali, ergonomici e capaci di sfruttare sapientemente tutti gli spazi a disposizione (cosa che non guasta affatto negli ambienti di dimensioni più contenute!) rappresenta il sogno di chiunque sia alla ricerca di arredi per la sua nuova casa o in sostituzione di una vecchia cucina ormai in età da pensionamento.

Anteprima della nuova infografica SnaideroEsistono diverse configurazioni con cui è possibile realizzare una nuova cucina componibile e Snaidero, che di questi arredi si occupa da più di settant’anni, ha deciso di realizzare una nuova infografica per aiutare le persone interessate a destreggiarsi fra cucine a L, modelli con isola e tipologie lineari, solo per citarne alcuni tra i più diffusi.

Quella sotto riportata è solamente un’anteprima: per scoprire quanto siano importanti, nella configurazione della tua cucina che verrà, i concetti di ergonomia e il cosiddetto “triangolo di lavoro”, clicca sull’immagine per consultare l’infografica completa!

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Mutui: nel 2017 gli importi erogati sono cresciuti del 7,6%

Il 2017 è stato un anno positivo per il settore dei mutui, caratterizzato da un trend di crescita che ha riguardato sia gli importi medi richiesti sia quelli effettivamente erogati dalle banche. A fare un bilancio sulle performance degli ultimi 12 mesi ci ha pensato l’Osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it, che ha preso in esame un campione di oltre 25.000 richieste di finanziamento presentate tramite i due portali tra l’1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017.

Il segno più contraddistingue le principali voci analizzate, a partire dalle somme concesse dagli istituti di credito; nel 2017, il taglio medio erogato è stato pari a 128.227 euro, in aumento del 7,61% rispetto al 2016. Cresce, seppur in percentuale minore, anche l’importo richiesto dagli aspiranti mutuatari che, nel corso degli ultimi 12 mesi, hanno cercato di ottenere, in media, 130.210 euro (+3,91%).

Stabili, invece, sia l’età media dei richiedenti (40 anni), sia il tempo in cui si intende restituire il prestito, (circa 22 anni).

Altro dato positivo che emerge dall’analisi è quello legato al loan to value richiesto, ovvero la percentuale del valore dell’immobile che si intende finanziare; se nel 2016 i richiedenti cercavano di coprire tramite mutuo, in media, il 57% del valore della casa da acquistare, nel 2017 la percentuale è salita al 61%. Aumenta anche il loan to value erogato (il rapporto tra la somma concessa dalla banca e il valore dell’immobile), passato dal 54% del 2016 al 60% del 2017. Si annulla così la distanza tra quanto gli aspiranti mutuatari chiedono agli istituti di credito e quanto riescono effettivamente ad ottenere.

«L’aumento del loan to value erogato è legato da un lato alla maggiore disponibilità da parte delle banche a concedere mutui di importi più elevati», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Dall’altro all’incremento della richiesta media degli aspiranti mutuatari che, incentivati dai tassi bassi – frutto delle politiche monetarie della BCE – tendono a chiedere somme più alte così da conservare in cassa una maggiore liquidità».

Tasso: gli italiani preferiscono il fisso

Anche per il 2017 il tasso fisso si conferma come il preferito dagli italiani; analizzando il campione di riferimento emerge che il 73,60% di chi ha fatto domanda di mutuo ha scelto questo tipo di indicizzazione (erano il 69,80% nel 2016). Di contro, diminuisce la percentuale di coloro che hanno optato per il tasso variabile, passata dal 25,85% del 2016 al 21,81% del 2017.

«Una crescita così marcata del fisso», continua Cresto «va letta anche nell’ottica della politica del credito delle banche, che cercano sempre più frequentemente di garantire agli aspiranti mutuatari le migliori condizioni possibili su questo tipo di tasso, così da instaurare con loro rapporti di lunga durata e disincentivare future surroghe».

Mutui prima casa

Il trend positivo non cambia se si restringe l’analisi del campione ai soli mutui prima casa. Secondo l’Osservatorio, l’importo medio richiesto per acquistare l’abitazione principale è stato pari, nel 2017, a 137.056 euro, in aumento del 2,59% rispetto al 2016, mentre l’erogato medio ha raggiunto i 135.032 euro, (+7,01% rispetto all’anno precedente). Aumenta di ben 5 punti percentuali il loan to value erogato dei mutui prima casa raggiungendo, nel corso del 2017, un valore medio di poco inferiore al 70%.

«Si iniziano a vedere gli effetti di alcuni provvedimenti introdotti a sostegno di chi vuole comprare un’abitazione, come il Fondo di garanzia prima casa» – conclude Cresto «che nell’ultimo anno è stato accettato da un numero sempre crescente di istituti di credito e, in particolare, da quelli fortemente radicati sul territorio».

 

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La pelle grassa e il suo trattamento

Dire come si presenta la cute grassa e di quali trattamenti necessita nonè semplice. E’ infatti una cute dalla genesi molto complessa.

Le cause di questo tipo cutaneo sono varie. Cerchereò di presentarle con un criterio chiaro, perchè solo in questo modo sarà facile capire le regole per la normalizzazione.

Un viso con parti cutanee seborroische si presenta in questo modo:

– cute untuosa in superficie con follicoli dilatati quando la seborrea è oleosa;
– cute lucida (quasi brillante) e tesa in superficie, con follicoli contenenti sebo, quando è asfittica, e sarà allora anche sede di comedoni o punti neri (qualche follicolo potrà anche essere infiammato);
– cute con sebo ceroso, duro e ristagnante nei follicoli che appaiono con protuberanze quando la sebarrea è al limite massimo (tipo cutaneo che si presenta di preferenza nelel zone ai lati del naso e del mento).

Tutte queste caratteristiche si possono inoltre avere su uno stesso viso, ove si noteranno: mento con sebo ceroso, guance con sebo oleoso, naso e fronte con cute asfittica e comedonica.

Al tatto, questa cute è spessa e il suo colorito è giallastro.

La pelle grassa è caratterizzata dalla disidratazione, quindi per il suo trattamento sono indicati prodotti idratanti non grassi, perchè apportano all’epidermide l’acqua di cui ha bisogno e tonici analcolici aromatici.

Le zone con i comedoni e il sebo ceroso, dopo essere state sottoposte a vapore per ammorbidire la parte e rendere più agevole il lavoro che seguirà, ne verranno liberate con speciali piccoli strumenti, detti levacomedoni, o trattate con particolari sostanze che facilitino poi la fuoriuscita dei comedoni per pressione (per questa manualità verranno usate, non le comuni veline detergenti, ma delle garze sterili).

Poi si procederà all’applicazione, prima, di lozioni disinfettanti, poi, di prodotti astringenti e di normalizzatori del pH (questo avviene usando prodotti ad azione acida poichè la pelle grassa ha il pH dal valore di circa 8, cioè a reazione alcalina).

Inoltre, per regolarizzare l’attività delle ghiandole sebacee, esistono in commercio dei preparati specifici che contengono sostanze capaci di attivare la funzionalità e la reazione degli strati profondi della pelle, cioè i cosiddetti biocatalizzatori (ormoni, vitamine, ecc.).

Questi preparati si trovano in commercio sotto forma di maschere, lozioni, creme, ecc. A chi presenta pelle grassa si consiglia di tenere una condotta di vita molto regolare e una dieta ricca di cerdura.

E’ però necessaria una puntualizzazione: la pelle del viso è sempre completamente grassa? La risposta è no.

Quasi sempre la cute di un viso è di tipo misto. Infatti, mentre la parte centrale del viso (mento, naso, centro della fronte) è quasi sempre grassa, sulla parte esterna delle guance, attorno agli occhi e sul collo, può essere normale oppure secca con rughe e, quindi, denutrita e disidratata.

E’ logico che le varie zone verranno trattate in base alle loro necessità specifiche.

Sulle parti grasse si eseguirà l’estrazione dei comedoni seguita dall’applicazione di tonici e di maschere astringenti. Sulle rimanenti zone si applicheranno prodotti nutrienti, riattivanti, idratanti, ecc.

Solo in questo modo, cioè con preparati specifici per le singole parti, si otterrà la normalizzazione e il miglioramento della cute del viso.

Articolo scritto in collaborazione con Medical Laser & Therapy, clinica specializzata in liposuzione a Milano.

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Dottor Grandine e HDI Assicurazioni: la partnership

Dottor Grandine e HDI Assicurazioni stipulano una nuova partnership

Torino, 19 gennaio 2018. HDI Assicurazioni e Dottor Grandine hanno il piacere di annunciare la stipulazione di un’importante partnership per la gestione dei danni da grandine alle autovetture. L’accordo commerciale vede protagoniste due realtà prestigiose che intendono fornire ai propri clienti, attraverso questa nuova collaborazione, un servizio ancora più completo e capillare sul territorio.

Entrambi i protagonisti si sono dimostrati molto soddisfatti, e convinti che questa nuova opportunità offrirà grandi vantaggi ai clienti e alle aziende a cui si rivolgono: «L’accordo stretto con il gruppo HDI – sostiene l’a.d. di Dottor Grandine, Giorgio Riso – ci permetterà di canalizzare ancora di più gli interventi presso i nostri centri dislocati su tutto il territorio italiano»

Dottor Grandine s.p.a., è l’azienda leader in Italia specializzata nell’intero processo di gestione dei sinistri da grandine, attraverso l’uso di strumenti dedicati, unici e innovativi. Il suo network vanta oltre 350 service point di tecnici specializzati nel ripristino a freddo (PDR) e a caldo, coordinati da una centrale operativa e un call center attivo 24/7. Una struttura all’avanguardia e in costante evoluzione, che opera in sinergia con le principali aziende internazionali nel settore assicurativo e dell’autoriparazione e che pone al centro delle sue attività la costante attenzione alla qualità del servizio e al customer care.

HDI Assicurazioni è la società controllata dal gruppo assicurativo Talanx AG di Hannover, terza realtà assicurativa in Germania e attiva in oltre 150 paesi. La visione aziendale si pone come obiettivo il costante miglioramento della qualità dell’offerta e del servizio per soddisfare le esigenze di ogni singolo Cliente, attraverso la realizzazione di profili d’offerta e servizi “su misura” e la costruzione, nel tempo, di una relazione di fedeltà, reciproca stima e fiducia con le persone che credono nell’importanza dell’assicurazione, come strumento utile alla salvaguardia ed alla crescita del proprio tenore di vita.

Le due aziende sono presenti online, Dottor Grandine alla pagina www.dottorgrandine.com e HDI Assicurazioni all’indirizzo www.hdiassicurazioni.it, per mettersi in contatto e ricevere maggiori informazioni su servizi e attività.

Per maggiori informazioni:
www.dottorgrandine.com
mail: [email protected]
www.hdiassicurazioni.it
tel.: +39 06 421 031

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Immobiliare Felicioni – case in vendita Civitavecchia

Dinamicità, precisione, puntualità e alta professionalità

Quando sei alla ricerca di case in vendita a Civitavecchia, affidati agli esperti, affidati a Immobiliare Felicioni

Acquistare una casa è sempre un passo molto importante nella vita di ognuno di noi, e non solo per tutte quelle cose che dicono un po’ tutti: responsabilità, diventare grandi, le bollette… Parliamoci chiaro, acquistare casa fa paura, prima di tutto, per il terrore di prendere una fregatura, e poi per l’evidente impegno economico che questa scelta ci richiederà. Pensa solo ai mille giri in banca necessari per prendere un mutuo… Acquistare casa è un lavoro immane, impossibile da fare da soli. Proprio per questo è importante avere al proprio fianco qualcuno che si occupi di tutto e che prenda le nostre veci in un momento in cui, sinceramente, possiamo comprendere poco o nulla. Se sei alla ricerca di case in vendita a Civitavecchia l’Immobiliare Felicioni è proprio ciò che fa al caso tuo.

Contatta ora gli agenti dell’Immobiliare Felicioni allo 0766 22988 o al 393 9567003

Nel concludere il tuo affare di compravendita di case a Civitavecchia, desideri un’agenzia immobiliare che sappia assicurare la massima trasparenza in tutte le operazioni e ti tenga sempre informato sullo svolgimento di tutte le pratiche e di ogni evoluzione riguardante il tuo affare.

Immobiliare Felicioni si occupa da sempre di case in vendita a Civitavecchia offrendo i servizi di:

  • primo sopralluogo
  • raccolta della documentazione necessaria
  • valutazione immobiliare
  • promozione pubblicitaria dell’immobile
  • intermediazione tra le parti con le opportune delucidazioni
  • stipulazione di proposte d’acquisto
  • gestione e stipulazione di contratti di compravendita a seguito dell’assenso di entrambe le parti
  • conclusione con l’atto notarile che registrerà il contratto finale

L’Immobiliare Felicioni ha sede in Corso Guglielmo Marconi 17.

Se devi comprare una casa, ricordati che Felicioni provvederà a un’accurata ricerca per identificare le case più idonee a soddisfare ogni tua esigenza e con grande competenza ti guiderà verso la migliore conclusione per la conclusione del tuo affare! A seguito di un primo colloquio conoscitivo, durante il quale potrai esprimere tutte le tue richieste, anche le più strane e ricercate, la ricerca della tua nuova casa sarà un gioco da ragazzi.

La tua nuova casa è dietro l’angolo e l’Immobiliare Felicioni è pronta a farla tua!

Chiama ora lo 0766 22988 o il 393 9567003 per avere una panoramica generale sulle disponibilità in vendita.

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Eventi: Paolo Campiglio si prepara al Festival di Sanremo 2018

La gara, gli ospiti, la conduzione: le prime indiscrezioni su Sanremo 2018 analizzate da Paolo Campiglio , che parteciperà alla kermesse in programma dal 6 al 10 febbraio.

Paolo Campiglio

Sanremo 2018 in preparazione: le osservazioni di Paolo Campiglio

Cresce l’attesa per Sanremo 2018. A seguire la sessantottesima edizione del Festival della Canzone Italiana, in programma dal 6 al 10 febbraio 2018, ci sarà anche Paolo Campiglio, commentatore televisivo e musicale. Nelle ultime settimane il professionista ha dedicato sul suo blog diversi articoli sui preparativi della manifestazione, approfondendo le varie indiscrezioni pubblicate in merito. A segnare una tappa importante lo scorso 15 dicembre è stato il programma "Sarà Sanremo", nel corso del quale il pubblico, la giuria televisiva e la commissione musicale hanno decretato i sei artisti che tra cinquanta giorni si contenderanno il titolo di trionfatore nella categoria "Nuove Proposte" insieme ai due finalisti selezionati nell’ambito di Area Sanremo. Ha suscitato molto interesse (e qualche polemica) durante la serata l’annuncio dei Venti Campioni che saliranno sul palco dell’Ariston. Tra sorprese e riconferme, l’evento affidato quest’anno a Claudio Baglioni (direttore artistico e co-conduttore) procede a vele spianate verso febbraio. Ma mancano ancora diversi tasselli. Se tra gli ospiti sembra confermata la presenza di Laura Pausini, per la conduzione si fanno insistenti le voci che vorrebbero Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino coadiuvare il cantautore romano. Ma al momento non c’è ancora nessuna certezza. Paolo Campiglio, che ha seguito tutte le ultime edizioni della kermesse, non mancherà di riportare sul suo blog i tasselli mancanti di un appuntamento che anche quest’anno si riconferma attesissimo da milioni di italiani.

Paolo Campiglio: carriera e interessi del Presidente di Daclé

Quelle per la musica e lo spettacolo sono passioni che Paolo Campiglio, Presidente del gruppo Daclé, coltiva da tempo in parallelo all’attività professionale. Specializzato in internazionalizzazione di impresa, il manager annovera diverse esperienze in ambito farmaceutico. Dopo una prima esperienza nello studio associato che ha fondato poco più che ventenne, entra in Carmax-Pro Srl, realtà farmaceutica dove ricopre il ruolo di Chief Financial Officer. Nel 2003 approda in Daclé SA: inizialmente Direttore Commerciale, coordina il settore esteri. Gli viene affidato il compito di consolidare il brand sui mercati già esistenti e di guidarne l’espansione in Europa Orientale. Grazie alle sue capacità, viene scelto come Vicepresidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Nel gruppo cresce professionalmente arrivando a ricoprire le posizioni di Responsabile del patrimonio immobiliare e di Direttore Esecutivo della società capogruppo. Nel 2015 Paolo Campiglio viene nominato Presidente di Daclé SA: mantiene inoltre la carica di Executive Director della capofila.

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LCSI: Denis Alborino Torri, Presidente di Refidest, ne spiega le regole fondamentali

Denis Alborino Torri spiega quali sono le basi legali della normativa inerente alla concorrenza sleale e ai relativi diritti di azione della Confederazione Svizzera.

Denis Alborino Torri: "LCSI protegge la concorrenza leale e la buona fede nei rapporti commerciali"

Membro degli esperti internazionalisti di Desteco SA, Denis Alborino Torri ha posto al centro delle proprie analisi la legge sulla concorrenza sleale attualmente vigente in Svizzera. Una Normativa tesa a proteggere la concorrenza, favorendo dunque l’instaurazione di rapporti di buona fede e pratiche commerciali corrette. Estesa a tutti i livelli, la protezione riguarda consumatori, organizzazioni e operatori di mercato, comprensiva degli interventi che le autorità della Confederazione possono mettere in campo. Tra le novità introdotte dalla modifica alla LCSI, entrata in vigore nell’aprile del 2012, il Presidente di Refidest Denis Alborino Torri evidenzia la possibilità per la Confederazione Svizzera, qualora siano in gioco interessi nazionali collettivi o di categoria, di intentare azioni civili e denunciare alle forze di polizia persone e aziende responsabili del mancato rispetto delle leggi in materia di concorrenza leale, rappresentata nel corso delle procedure penali e civili dalla SECO. Preclusa invece per la Confederazione la competenza sul diritto al risarcimento. Per chi è stato interessato da pratiche scorrette, è necessario infatti impegnarsi in prima persona, esigendo la restituzione per vie legali.

Denis Alborino Torri: percorso professionale

Impegnato da oltre due decenni nel campo dell’internazionalizzazione di impresa, Denis Alborino Torri opera come consulente su scala internazionale, da Londra a Lugano. Impegno che il professionista di origini liguri porta avanti attraverso il team Desteco e il circuito estero di ICA Network, società per la quale copre l’incarico di Segretario Generale. Presidente del Polo Tecnologico Innova e di Refidest SA, Denis Alborino Torri si è specializzato in materia di brevetti, international tax planning, trust, global advisory board e check up fiscale internazionale: competenze che mette in campo nei numerosi seminari a cui prende parte nelle vesti di relatore. Co-autore del libro dedicato ai trust, "Tutto lavoro e famiglia", partecipa alla formazione dell’Organismo di Autodisciplina dei Fiduciari del Cantone Ticino, ente che fornisce assistenza ai fiduciari locali ed è stato riconosciuto ufficialmente dalle autorità elvetiche. Iscritto alle associazioni Adip e Step, è membro di diversi Consigli di Amministrazione.

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Gravina FIGC, dobbiamo lanciare una grande candidatura per Euro2028

L’appuntamento del 29 gennaio (presso l’Hilton di Fiumicino) si avvicina a grandi passi e il clima elettorale, tra i tre candidati (Gabriele Gravina, Damiano Tommasi e Cosimo Sibilia) per la presidenza della FIGC, si fa sempre più incandescente.

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Siamo (probabilmente) ad un passo da un cambiamento radicale, dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio (presidente federale uscente).
Serve una svolta, una scossa in termini di idee/progetti, ma anche uomini capaci di guidare un processo di cambiamento, che, da tempo, tutti chiedono, ma che nessuno, al momento, ha avuto il coraggio di attivare, a torto o a ragione. Ne abbiamo parlato, in esclusiva, con Gabriele Gravina (presidente Lega Pro), candidato ufficiale per la presidenza della FIGC.

D: Presidente, qual è la tematica che le sta più a cuore in questa difficile campagna elettorale?
R: Il mio programma tocca diversi temi e tutte le aree che compongono il movimento del calcio italiano. Pur tuttavia, dovendo scegliere, mi soffermerei sulla “sostenibilità”, un concetto che va oltre l’aspetto economico, seppure di grande attualità nel nostro Paese. Parlo, soprattutto, di sostenibilità di sistema, quindi il mio sguardo si rivolge inevitabilmente ai progetti, ai giovani, alla passione per questo sport, il tutto collegato ad un senso fortissimo di identità, che dobbiamo recuperare. Mi riferisco, quindi, non solo alla gestione aziendale delle imprese calcio, ma anche al management tecnico, alla qualità dei calciatori (da far crescere all’interno dei vivai), ecc.. E’ una equazione fondamentale da rilanciare nel sistema. Il mio impegno, una volta eletto, sarà in questa direzione.
Più in generale, dobbiamo riscoprire l’orgoglio di appartenenza ad un movimento sportivo, il più importante su scala nazionale. Percepisco, tra l’altro, muovendomi per la penisola, una “depressione” cronicizzata tra i nostri dirigenti. E questo mi fa molto male.

D: Di questa campagna, fatta di incontri, di comunicati (talvolta in fotocopia) e di accordi più o meno annunciati (spesso al rialzo), qual è l’aspetto in cui non si riconosce?
R: Se guardo, in generale a quello che sto vedendo, nessuno sta accarezzando l’anima degli stakeholders. Si parla solo di numeri in chiave elettorale. Tutti sono concentrati sulla mera somma delle percentuali (all’interno delle sette diverse componenti), in un visione troppo muscolare della campagna in esame. E’ un sistema, il nostro, che si sta inaridendo. E’ tempo di reagire.

D: La Lega spagnola di Javier Tebas sta utilizzando come ambassador all’estero personaggi del calibro di Gianluca Zambrotta (ex Barcellona, ma, soprattutto, campione del mondo con gli azzurri in occasione Germania 2006). Non le sembra quantomeno singolare? Nostri campioni all’estero che lavorano per la concorrenza.
R: E’ vero. E’ assolutamente incredibile. Nella mia idea futura di “Club Italia” c’è la partecipazione di molti campioni del recente passato. Campioni del 1982, così come del 2006. Non dei veri e propri testimonial, nel senso pubblicitario del termine, ma degli “accumulatori di entusiasmo”, da mettere al servizio delle Nazionali. Dobbiamo diffondere entusiasmo, capacità professionali, il tutto collegato a nuovi concetti di qualità. In Spagna, bisogna essere sinceri, possono contare su campioni del calibro di Messi o Cristiano Ronaldo. Top player che aumentano il tasso di spettacolarità del campionato. Il mercato italiano deve, però, tornare ad investire, a partire dalla progettualità.

D: Nei primi 100 giorni da presidente (in caso di elezione) cosa succederà?
R: Mi muoverò su tre direttrici: riforma statuti, riforma campionati (entro il mese di luglio) e successivamente, dopo le politiche nazionali (si voterà il prossimo 4 marzo), chiederemo al nuovo Parlamento, di intervenire su due temi centrali: la modifica della legge 91 e un disegno legislativo sul tema dell’apprendistato.

D: In cosa il suo programma è diverso rispetto a quello di Tommasi o Sibilia?
R: La mia è sicuramente una proposta più trasversale rispetto a quella degli altri candidati. Per gestire una federazione come la FIGC servono competenze multidisciplinari. Credo di poter essere di supporto, una volta eletto, a tutte le diverse componenti del mondo del calcio. Questa è una caratteristica distintiva per chiunque sarà chiamato a gestire,nei prossimi mesi, la “nuova” FIGC.

D: Molti addetti ai lavori ritengono Cosimo Sibilia (LND) il suo principale avversario. Cosa ne pensa?
R: La proposta di Sibilia è schiacciata sull’accentuazione del suo 34% (tanto pesa, sotto il profilo elettorale, la LND). Lo vedo molto arroccato su un’idea di maggioranza relativa. Come se questa percentuale possa risolvere tutti i problemi del calcio. E’ l’esercizio tipico di chi è votato al puro esercizio del potere. Personalmente preferisco il dialogo, il confronto, l’accentuazione delle identità e dei valori.

D: Tommasi, invece?
R: Con Damiano vi è un rapporto costruito nel tempo. Dobbiamo rafforzarlo proprio in vista di questa tornata elettorale. Siamo stati al fianco in tante battaglie, portate avanti già nella precedente campagna elettorale (quella che ha portato, il 6 marzo 2017, alla vittoria di Carlo Tavecchio su Andrea Abodi, per pochi punti percentuali). C’è un dialogo aperto da sempre. Mi meraviglierei del contrario.

D: Gravina, è pronto a fare una promessa agli italiani?
R: Quale, nello specifico?

D: In Qatar, nel 2022, ci saremo? Non è che assisteremo ad una nuova Apocalisse, parafrasando Tavecchio?
R: Assolutamente. L’Apocalisse (battuta di Tavecchio prima dell’eliminazione per mano degli svedesi, nda) si concretizza, per definizione, una volta soltanto. L’eliminazione l’abbiamo già vissuta, pagando, come movimento, un prezzo altissimo. Adesso dobbiamo puntare a realizzare i progetti migliori e a ripartire con entusiasmo. Ci saremo sicuramente in Qatar, per la Fifa World Cup 2022. Promessa garantita. Prima, tra l’altro, dobbiamo lanciare una grande candidatura tricolore per l’organizzazione di Euro2028.

D: Come si pone rispetto al CONI e alla figura di Malagò?*
R: Per natura ho massimo rispetto delle istituzioni. Certamente non ho alcun interesse ad entrare in conflitto con il Coni. Sarebbe, tra l’altro, un inutile dispendio di energie e, poi, il CONI è la casa dello sport italiano. Non avrebbe alcun senso. Il nostro mondo, nel futuro, deve tornare ad essere centrale, puntando ad una maggiore dignità rispetto al panorama variegato delle FSN (Federazioni Sportive Nazionali).

* per la cronaca, la domanda è stata posta al presidente della Lega Pro prima dell’incontro di ieri al Palazzo “H”. Malagò ha chiesto ufficialmente, ai tre candidati per la presidenza FIGC, di identificare una nuova data per l’assemblea. Gli stessi, al momento, non hanno acconsentito alla proposta del n.1 dello sport italiano, anche se è prevista una decisione finale nella giornata di sabato 27. Secondo molti addetti ai lavori Malagò, dopo l’ultimatum alla Lega serie A (per definire AD e Presidente entro i prossimi 30 giorni), si preparerebbe a chiedere un commissariamento della FIGC.

 

FONTEsporteconomy.it

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Aprire partita iva per liberi professionisti nel 2018

Sei un libero professionista che nel 2018 deve passare da ritenuta d’acconto a partita IVA: segui questa guida su come aprire partita IVA e scegliere il regime fiscale più adatto!

Regime forfettario o ritenuta d’acconto?

Hai iniziato la tua attività con ritenuta d’acconto? Sai che questa ha dei limiti importanti che non possono essere infranti. Tali limiti impongono:

  • di non superare i 5000€ di reddito annuo;
  • di non superare i 30 giorni di collaborazione occasionale per ogni committente;
  • di non pubblicizzare l’attività;

Lavorare con ritenuta d’acconto non è un lavoro continuativo. Come potrai notare non si devono mai superare i 30 giorni di lavoro continuativo per lo stesso committente! Scegliere la partita IVA è il passo migliore per avviare la tua attività in modo continuativo e sicuro, senza nessuna limitazione. Ma quale regime fiscale scegliere? E come si apre partita IVA?

Regime forfettario, ordinario e semplificato.

Spesso il concetto di partita IVA spaventa molto i liberi professionisti. Eppure esiste oggi un regime fiscale, agevolato, che può essere un ottimo inizio per la tua attività. Il regime forfettario, infatti, permette di godere di benefici importanti sulle imposte. L’unica imposta da pagare sarà pari al 5% dell’imponibile, nei primi cinque anni, e del 15% negli anni a seguire. L’imponibile su cui calcolare le imposte è determinato da una percentuale definita coefficiente di redditività, che varia in base all’attività lavorativa. Sia il coefficiente di redditività, sia il tetto di fatturato annuo sono definiti dal codice ATECO della tua attività. Il tetto di fatturato si aggira intorno ai 30.000€ e anche questo varia in base all’attività lavorativa. Aderire al regime forfettario, però non è possibile sempre e per conoscere le tue possibilità fiscali puoi usufruire della consulenza gratuita di Fiscozen che gratuitamente ti accompagnerà nelle fasi di decisione, apertura e gestione della tua partita IVA. Con https://www.fiscozen.it/ gratuitamente in sole 24h.

Come aprire partita IVA?

Per aprire la partita IVA è necessario compilare il modulo AA9/12 con tutti i dati che rappresentano la tua attività. Dovrai indicare il regime fiscale che hai scelto, il codice ATECO della tua attività e una serie di dati personali e fiscali che ti rappresentano. Il modello è da consegnare all’Agenzia delle Entrate e può essere fatto in tre modi differenti:

  • personalmente presso un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, consegnando il modello AA9/12, con carta d’identità;
  • attraverso una raccomandata a qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate con i medesimi documenti;
  • online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate compilando i medesimi documenti.

Ho aperto partita IVA

La tua partita IVA è pronta, puoi iniziare la tua attività e rilasciare le prime fatture. Dovrai procurarti un modello per le fatture e iniziare a conservare ogni documento fiscale rilasciato ai tuoi committenti. Con Fiscozen avrai a disposizione una piattaforma dedicata che ti permetterà di gestire la tua fatturazione, di avere l’analisi e le statistiche di spesa per gestire al 100% la tua attività, con l’ausilio di commercialisti partner per la dichiarazione dei tuoi redditi. Tutto comodamente da casa, online, da pc, smartphone e tablet! C’è però un ultimo passo da compiere, l’iscrizione alla cassa previdenziale. Se la tua attività non prevede una cassa previdenziale dedicata dovrai iscriverti alla gestione separata INPS.

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Gravina FIGC: Metà Serie A si schiera con lui

I due contendenti vedono 10 club, al momento candidatura Aic resta.

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Metà Serie A si schiera con Gabriele Gravina, per le elezioni della Figc.

Juventus, Inter, Roma, Torino, Fiorentina, Spal, Sampdoria, Cagliari, Sassuolo e Bologna, nell’incontro con il candidato della Lega Pro e con Damiano Tommasi, hanno espresso la loro intenzione di voto per il primo dei due, chiedendo al numero 1 dell’Aic “di fare sintesi”.

Tommasi è da parte sua intenzionato ad andare avanti con la candidatura.

Gravina conterebbe con un’alleanza sul 6% di voti dalla A, il 17% dalla Lega Pro, il 10% dagli allenatori, il 2% dagli arbitri e un 5% dalla B. L’Aic pesa per il 20%.

FONTEansa.it

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Crocchette Carnilove: presentata la nuova linea Grain Free

Carnilove è un noto brand specializzato nella realizzazione di mangimi per cani, il quale ha recentemente presentato una linea di alimenti Grain Free, ovvero preparati senza alcun impiego di cereali.

I cereali non sono adatti ai cani

Si sente dire spesso che i cereali non sono dei mangimi adatti ai cani, e questa non è affatto una mera credenza: i veterinari infatti hanno confermato il fatto che i cereali non siano certo dei nutrienti indicati per questi animali, per tale motivo il loro consumo dovrebbe essere sempre contenuto.

Il cane è un animale che, in natura, si procurerebbe il cibo prevalentemente tramite la caccia, per questo motivo non desta stupore il fatto che sia considerato carnivoro.

D’altronde delle conferme biologiche di questo giungono dall’analisi del suo apparato digerente, il quale è in grado di assimilare con sorprendente facilità muscoli, interiora, cartilagini e perfino delle piccole ossa.

I cereali sono dei mangimi decisamente poco adatti all’alimentazione del cane, d’altronde è molto frequente che i cani che vengono alimentati con importanti quantità di cereali tendono a sviluppare piuttosto celermente dei disturbi.

É soprattutto l’intestino del cane a risentire negativamente di un’alimentazione in cui figurano quantità rilevanti di cereali, senza trascurare il fatto che tali alimenti sono destinati ad innalzare l’indice glicemico dell’esemplare, e anche questo è un aspetto da tenere sempre sotto controllo.

La scelta Grain Free di Carnilove

Sulla base di tali consapevolezze Carnilove ha perfezionato i suoi mangimi: le crocchette Carnilove sono proposte in diverse varianti, e la linea include sia mangimi dedicati agli esemplari adulti che mangimi per i cuccioli, i cosiddetti mangimi per “Puppy”.

Questo aspetto è molto importante, dal momento che gli esemplari molto giovani palesano in genere una sensibilità intestinale molto superiore rispetto a quella degli esemplari adulti, di conseguenza il consumo massiccio di cibi inadatti come quelli a base di cereali può comportare dei problemi rilevanti.

Nel formulare i suoi mangimi Grain Free, Carnilove ha scelto delle fonti proteiche di prima qualità, perfettamente coerenti con le necessità nutrizionali del cane: le crocchette Carnilove sono infatti disponibili nelle varianti al salmone, alla renna, al cinghiale, al tacchino, al fagiano, all’anatra.

Le crocchette Carnilove possono dunque rappresentare un’ottima scelta per chi sta cercando un mangime di base di alta qualità; trattandosi di un cibo secco rappresenta una scelta ottimale anche sul piano della praticità, dal momento che l’alimento si conserva perfettamente anche una volta aperta la sua confezione.

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Il sistema circolatorio umano

Il centro del sistema circolatorio e il suo motore è il cuore. Quando il cuore si contrare, il sangue venoso viene espulso dal ventricolo destro ne tronco arterioso polmonare e dal ventricolo sinistro ne ll’aorta, la più grande arteria dell’organismo.

Il tronco polmonare da origine alle arterie polmonari, che portano il sangue venoso ai polmoni, dove viene ossigenato e si libera dall’anidiride carbonica.

Il sangue ossigenato arriva alla parte sinistra del cuore e viene pompato dal ventricolo sinistro nell’aorta e poi distribuito nelle arterie di tutto il corpo. Il sangue, divenuto venoso dopo avere irrorato i tessuti, passa nelle venule, poi in vene sempre più grandi, fino ad arrivare alla parte destra del cuore per mezzo di due grandi vene: la cava inferiore e quella superiore.

A partire da esse, il processo ricomincia.

Le due metà del cuore

Anche se il cuore è un organo unico, si parla di cuore destro e sinistro per le importanti differenza fra il circolo destro polmonare e quello generale che si sviluppa dal ventricolo sinistro. Le 2 circolazioni sono separate dal setto.

Il sistema circolatorio comprende una pompa: il cuore, e dei vasi che permettono al sangue di fluire ai vari organi e di ritornare da essi nuovamente al cuore.

Le arterie si sfioccano nei capillari, attraverso la cui sottile parete avvengono gli scambi di gas e di sostanze nutritive fra sangue e tessuti.

Dai capillari si dipartono le vene in cui il sangue scorre a bassa pressione e che hanno perciò un volume maggiore delle arterie, dovendo mantenere un flusso uguale.

Il sangue ritorna al cuore non tanto per la spinta derivatagli dalla contrazione cardiaca, che, da sola, si sarebbe già esaurita a livello dei capillari, quanto per l’aspirazione esercitata dal torace durante l’espirazione e per la compressione esercitata dai muscoli sulle vene.

Questa compressione spinge il sangue verso il cuore per azione delle valvole unidirezionali presenti nelle vene.

La pressione arteriosa e la gettata cardiaca, che devono mantenere un flusso adeguato di sangue a tutti gli organi e ai tessuti, vengono regolate da recettori situati nella parete delle arterie e dal centro cardiocircolatorio bulbare.

Quest’ultimo adegua l’attività cardiaca alle necessità dell’organismo, tanto che la portata del cuore (il sangue pompato in un minuto) può aumentare di 10 volte dal riposo all’attività fisica.

Articolo scritto in collaborazione con Medical Laser & Therapy, clinica specializzata in LIPOSUZIONE LASER e CHIRURGIA PLASTICA a Milano.

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Idee originali per il tuo matrimonio

Come fare a rendere il giorno del matrimonio a dir poco indimenticabile?

Molto semplicemente, cercando di curare ogni minimo dettaglio tenendo conto delle proprie passioni. Solo in questo modo, infatti, si avrà la possibilità di riuscire a rendere le nozze originali e, soprattutto, personalizzate.

Un esempio tra tutti riguarda gli appassionati di viaggi.

Se i futuri sposi sono degli amanti dei viaggi, non dovranno fare assolutamente a meno di optare per decorazioni, bouquet, partecipazioni, tableau de marriage e ogni altro genere di elemento e/o accessorio realizzato proprio tenendo conto di questo tema, optando per le carte geografiche.

Quando si parla di carte geografiche è necessario tenere conto del fatto che si hanno a disposizione una lunga serie di alternative.

Le carte geografiche da utilizzare per personalizzare e decorare al meglio ogni elemento del matrimonio possono essere fisiche, politiche, delle mappe, un planisfero, antiche, moderne.

Come è facile intuire, le alternative a disposizione sono moltissime e, pertanto, l’unica cosa da fare è chiedersi quali sono le specifiche esigenze e, soprattutto, quale è il criterio di scelta.

Una cosa è certa: tutti gli elementi devono essere tra loro coordinati e, dunque, nulla deve essere lasciato al caso.

Se, ad esempio, si sceglierà il planisfero per realizzare le bomboniere si dovrà fare altrettanto con le partecipazioni e con tutte le decorazioni.

Gli sposi che hanno intenzione di optare per tale soluzione non dovranno fare altro che rivolgersi a Cartografica Visceglia.

Grazie alla pluriennale esperienza nel settore e alle competenze acquisite nel tempo, Cartografica Visceglia rappresenta un vero e proprio punto di riferimento e, tra le altre cose, è a disposizione per consigli, suggerimenti e personalizzazioni.

Rivolgendosi allo staff di Cartografica Visceglia, si ha l’opportunità di individuare la soluzione migliore ad un prezzo a dir poco accessibile.

A questo punto, tutti i futuri sposi che hanno intenzione di scegliere proprio il tema dei viaggi per rendere il loro matrimonio originale e indimenticabile non devono fare altro che scegliere Cartografica Visceglie e di affidarsi alle sapienti mani di un team di esperti sempre pronto a soddisfare ogni genere di esigenza della propria clientela.

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Made Rural incontra il profumo del Veneto con La Dispensa di Patrizia

“I sapori della tradizione”
Lo sai bene tu che mi leggi da un pochino che infilarmi nei dietro le quinte delle realtà produttive locali è diventato un mio piccolo marchio di fabbrica, una caratteristica che mi contraddistingue. Scoprire il percorso che ha portato un’impresa al successo, è per me fonte di grande stimolo e ispirazione, nonché l’apoteosi della mia attività di local blogger.

Ed è grazie alla famiglia Baraldo, che La Dispensa di Patrizia è la fondatrice, se oggi posso aggiungere un nuovo tassello alla mia conoscenza del territorio. Il Veneto operoso che amo raccontare, così ricco di ingegno e passione da cui mi faccio volentieri coinvolgere e che non manco di riversare in queste pagine.

Un’azienda giovane e dinamica che ha improntato tutto il suo essere come continuo di un’idea messa in opera anni fa dal suo fondatore. La politica aziendale è basata principalmente sul rispetto della terra, anima e fattrice di ogni cosa, e sul rispetto dei suoi frutti e dei suoi tempi.
Elemento fondamentale per le produzioni è la qualità della materia prima che viene programmata e controllata dalla scelta del seme al raccolto, a cui va aggiunta una produzione artigianale di conservazione.

Come una vecchia bottega piena di storie, sapori e profumi, cibi venduti in cartocci di carta, rapporti umani e tempi dilatati, “La Dispensa di Patrizia” è una pausa ricca di cose buone, è il profumo del Veneto, materie prime di eccellenza.

È questo il benvenuto de La Dispensa di Patriziail nuovo concept dell’azienda agricola Baraldo di Pernumia, un progetto lungo ben 4 anni e iniziato nel 2014; esso ha richiesto tanti sforzi, prove su strada e altrettante conferme. Un progetto iniziato da pionieri nel settore, un nuovo tassello di eccellenza che stanno trasformando questo lembo ai piedi dei Colli Euganei in un vero e proprio Paradiso Gastronomico.

Ci sono prodotti che nella dispensa non possono mancare, A volte percorriamo tanti e trafficati chilometri per trovare la qualità ed il gusto dei piatti, l’amore per il cibo e la volontà di una costante ricerca della qualità e del prodotto, hanno fatto della Dispensa di Patrizia, una miniera di preziosi elementi.

Nulla è lasciato al caso. Ogni singolo ingrediente è frutto dell’orto della Agricola Baraldo e di una ricerca gastronomica costante e attenta al territorio per scoprire piccole produzioni artigianali sempre di altissimo livello.
La Dispensa di Patrizia propone una fusione di sapori tra territorio e creatività, fatta di ingredienti molto freschi a partire dalle verdure che sono totalmente di produzione propria, oggi vogliamo darvi un piccolo assaggio, continua…

FonteMade Rural

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Educare il gatto ad utilizzare la lettiera

Comprendere come educare un gatto alla lettiera non è difficile: fare i bisogni su un substrato morbido, dove le deiezioni possano essere adeguatamente seppellite, è una predisposizione profondamente radicata nella natura del gatto.

Per questo, in condizioni normali, un gatto si abitua praticamente subito all’utilizzo della lettiera igienica, soprattutto se è stato educato fin da piccolo.

Durante le prime settimane di vita, il gattino impara direttamente dalla madre ad usare la lettiera; quando porterai a casa il tuo nuovo amico, quindi, ti basterà semplicemente mostrargli l’ubicazione della vaschetta.

Esistono però alcune situazioni particolari in cui il micio può aver bisogno di un po’ di tempo per imparare il corretto utilizzo della lettiera domestica: è il caso, ad esempio, di un gatto randagio o selvatico (magari già adulto) o di un gattino separato precocemente dalla madre che non ha quindi avuto la possibilità di completare il suo primo, naturale processo di apprendimento.

Come fare

Per abituare il tuo micio alla lettiera, in questo caso, il tuo ruolo sarà molto più determinante, in quanto dovrà colmare la mancanza di un adeguato “imprinting”.

Porta il micio davanti alla lettiera e scava delicatamente nella sabbietta con un dito proprio come farebbe un gatto: in questo modo, potrai mostrare al tuo piccolo amico “come si fa”.

Dato che i gatti si liberano solitamente dopo aver fatto attività fisica, giocare con lui accanto alla lettiera può favorirne l’utilizzo al momento giusto.

Per incentivare l’abitudine alla lettiera, è importante che questa sia sempre all’altezza delle aspettative del tuo gatto.

Caratteristiche della lettiera

Posizionala in un luogo silenzioso e appartato e tienila sempre scrupolosamente pulita. Fai attenzione anche al tipo di prodotto: una lettiera sgradita – troppo profumata, ad esempio – è sufficiente a distogliere il tuo gatto dalle buone abitudini spingendolo a cercare un altro posto per i suoi bisogni.

Le tue reazioni, a tal proposito, possono rivelarsi decisive: sgridare o punire il micio per aver sporcato fuori dalla lettiera può spaventarlo, confonderlo o rafforzarlo nel suo errore.

L’atteggiamento positivo, invece, consiste nel lodarlo e coccolarlo quando usa la lettiera; nel caso in cui lo si sorprenda a liberarsi nel posto sbagliato, invece, bisogna immediatamente portarlo alla cassettina, in modo da fargli capire dove ha sbagliato.

Se hai più gatti, prevedi una lettiera per ognuno: oltre ad essere molto pulito, il gatto è un animale territoriale che mal sopporta la condivisione degli spazi strettamente personali.

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Il riscaldamento a pavimento, pregi e difetti

La prima e più importante cosa a cui fare attenzione sia quando si vuole acquistare una casa che quando si ha intenzione di costruirla ex novo è l’impianto di riscaldamento.

Fino a qualche anno fa, i termosifoni tradizionali erano un vero e proprio must. Oggi, invece, le cose sono notevolmente cambiate.

Sono sempre di più, ad esempio, coloro che hanno deciso di optare per il riscaldamento a pavimento.

Interessante è anche il numero di chi ha deciso di optare per la sinergia tra le caldaie a condensazione e il riscaldamento a pavimento, capace di garantire un risultato a dir poco impeccabile.

Ma quali sono i pregi e quali, invece, i difetti del riscaldamento a pavimento?

In prima battuta, è interessante tenere conto del fatto che proprio di riscaldamento a pavimento già si parlava tra gli anni ’50 e ’60.

All’epoca, però, aleggiava la teoria secondo la quale questa nuova tecnologia generasse dei danni alla salute tra cui, ad esempio, fastidiosi gonfiori a carico degli arti inferiori.

Oggi le cose sono cambiate drasticamente e si ha la possibilità di godere di impianti di riscaldamento a pavimento di altissima qualità.

Di sicuro, i vantaggi sono numerosi. Basti pensare, ad esempio, al fatto che si ha la possibilità di raggiungere una temperatura omogenea in tutto l’ambiente.

Degno di nota è, poi, il risparmio energetico che genera anche un notevole risparmio dal punto di vista strettamente economico.

Importante è anche il fatto che proprio attraverso gli impianti di riscaldamento a pavimento si ha la possibilità di ottimizzare gli spazi.

Da precisare è altresì il fatto che non c’è nessun vincolo per quanto riguarda la scelta dei pavimenti e che, quindi, si ha la possibilità di optare per qualsiasi tipologia di soluzione.

Ovviamente, non mancano alcuni svantaggi che, però, sono del tutto sormontabile. In primo luogo, è importante sottolineare che il riscaldamento a pavimento è decisamente più costoso di un impianto tradizionale.

Ciò, però, può essere compensato dal fatto che consente, già nel medio periodo, di risparmiare in bolletta. Inoltre, tale impianto non riesce a riscaldare l’ambiente in tempi rapidi.

Per avere la possibilità di mantenere una temperatura costante in casa, al contrario, è necessario tenere l’impianto costantemente acceso seppure a bassi regimi.

In ultimo, è utile precisare che tutti coloro che hanno intenzione di optare per un impianto di riscaldamento a pavimento non devono fare altro che verificare che l’edificio sia correttamente isolato.

Solo in questo modo avranno la certezza del funzionamento dell’impianto in questione. Ogni minima dispersione, infatti, potrebbe alterare notevolmente la temperatura, generando un inutile dispendio di energia.

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News contabili, fiscali, lavoro GB – Settimana n. 4 anno 2018

F24 2018: Creazione e prenotazione del modello (22/01/2018)

In Dichiarazioni GB con semplici passaggi è possibile gestire la creazione di un modello F24. Inseriti i codici tributo, si può procedere alla produzione e alla trasmissione telematica della delega.

L’inserimento dei codici tributo avviene in maniera controllata e gli stessi possono essere indicati direttamente nelle sezioni di appartenenza.

Sezione Erario: per i versamenti Irpef, Ires, Iva e ritenute;

Sezione Inps: per i versamenti Inps;

Sezione Regioni: per le imposte regionali (Irap e addizionale regionale all’Irpef);

Sezione Imu e altri tributi locali: per le imposte comunali;

Sezione altri enti previdenziali e assicurativi: per i versamenti ad altri enti.

 

Caso pratico: Fattura da rettificare, invio Spesometro 2° Periodo (23/01/2018)

Ho effettuato l’invio del file per lo Spesometro del 2’ periodo di un mio cliente. Mi sono accorto che è stato commesso un errore contabile in una fattura già trasmessa. Come devo procedere per rettificare la fattura inviata?

Entro il 28 Febbraio 2018 (termine ultimo per la trasmissione dei dati fatture relativa al secondo semestre) è possibile rettificare i dati inviati nel 1° semestre senza che vi siano sanzioni (articolo 1-ter, legge di conversione del decreto fiscale 148/2017).

Per “sistemare” l’errore commesso, occorre:

  • modificare in prima nota la registrazione della fattura
  • accedere all’applicazioni “Dati Fatture” nel periodo della modifica
  • creare un nuovo File di Rettifica, che conterrà solamente la fattura modificata e il riferimento della fattura da rettificare del file precedente
  • e trasmetterlo.

 

Caso pratico: creazione e invio file telematico da F24 (24/01/2018)

Devo inviare telematicamente un modello F24, ma non so come fare. Come si gestisce questa procedura all’interno dell’Applicazione F24?

La creazione del File telematico di un modello F24 si esegue direttamente all’interno dell’Applicazione F24.

I passaggi da eseguire sono i seguenti…

Regime Forfetario: Emissione fatture con Ritenute Previdenziali (25/01/2018)

Con l’articolo 9 – commi da 54 a 89 – della Legge 90/2014 si è data la possibilità a persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo che rientrano entro parametri previsti la possibilità di avvalersi al regime forfetario, con la possibilità di avere una serie di semplificazioni sia contabili che fiscali.

Nel caso un professionista aderente al suddetto regime sia soggetto anche all’applicazione delle ritenute previdenziali, è possibile tramite Fatturazione GB indicare la relativa percentuale della ritenuta da detrarre in fattura, oltre a eventualmente personalizzare la dicitura della cassa applicata.

Per poter effettuare questa tipologia di fattura, accediamo alla Fatturazione GB da ContBil –Fatture – Fatture Professionisti

Caso Pratico: Fattura acquisto da Professionista (26/01/2018)

Devo registrare la fattura di acquisto emessa da un Professionista. Cosa devo indicare in anagrafica per una corretta gestione del soggetto “percipiente”? Quali sono le causali da utilizzare per avere il collegamento con la gestione Percipienti e la CU?

Entro il 7 marzo 2018, i sostituiti d’imposta che hanno corrisposto nel 2017 compensi a lavoratori autonomi e/o professionisti o corrisposto provvigioni ad agenti e rappresentati di commercio, sono obbligati ad inviare all’Agenzia delle Entrate le certificazioni delle ritenute d’acconto versate.

La Gestione Percipienti in GB…

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Comunicati

Alice Caioli: da oggi in radio il brano in gara al Festival di Sanremo 2018 nella categoria Nuove Proposte, accompagnato dal videoclip ufficiale

La giovane artista siciliana in gara alla 68^ Edizione del Festival della Canzone Italiana tra le Nuove Proposte con l’etichetta Round 35.


Firmata dalla stessa Alice Caioli insieme a Paolo Muscolino, che ne ha anche curato la produzione. La canzone è un’intensa ballad dal forte impatto melodico, ricca di suggestioni elettroniche e dal sapore r’n’b.

Il brano scelto dalla Commissione capitanata dal Direttore Artistico Claudio Baglioni, parla di lei e del proprio vissuto in relazione al mancato rapporto con il padre. Una finestra come portale attraverso cui mettersi in contatto con la figura paterna. “Specchi rotti” è la metafora della discrepanza tra la percezione di se’ allo specchio in una visione intatta, solida e perfetta e quella che è invece la vera essenza, spesso frammentata e a pezzi.

Il video, per la regia di Alberto Cosenza, è stato girato a Castel di Tusa, in provincia di Messina, presso la struttura Atelier sul Mare, un museo albergo dove 22 delle sue stanze sono vere e proprie “camere d’arte” in quanto ideate da artisti di diversi campi.

La torre di Sigismondo” è la camera in cui sono ambientate la maggior parte delle scene del video ed è firmata dall’artista cineasta Raùl Ruiz. Il fulcro della stanza, dalle pareti nere e nude, è costituito da un grande letto rotondo girevole di tre metri di diametro, che occupa quasi tutto lo spazio della torre. Ma ecco l’artificio che diventa arte e bellezza: in contrasto con l’idea di uno spazio di reclusione, il soffitto si apre completamente, donando all’ospite attore/spettatore la possibilità di rinascere, di vivere il passaggio salvifico dalle tenebre alla luce, e metaforicamente il letto bianco diviene quella luna che, con il soffitto aperto, illuminerà il cielo stellato. Quell’enorme finestra in cima alla stanza ricorda proprio la stessa finestra citata da Alice nel suo brano.

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