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Il Depuratore CheAcqua

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  • 7 Febbraio 2018

L’utilizzo del depuratore CheAcqua permette di cucinare, lavare frutta e verdura in tutta tranquillità, un grande vantaggio per la tua salute. Questo ottimo dispositivo garantisce un notevole risparmio sia dal punto di vista economico che per quel che riguarda lo sforzo fisico… basti pensare alle enormità di litri d’acqua in bottiglia che non porterai più dal supermercato alla tua abitazione. L’utilizzo del depuratore CheAcqua permette dunque di bere acqua del rubinetto depurata dalle impurità, a tutto vantaggio della salute di tutti i componenti della famiglia ma anche del portafogli, considerando che l’acqua del rubinetto di casa costa decisamente meno rispetto quella acquistata al supermercato.

Inoltre, utilizzare l’acqua proveniente dal rubinetto significa non produrre più tonnellate di plastica ogni anno, il che contribuisce in maniera notevole alla salvaguardia dell’ambiente circostante. I motivi per adottare un depuratore CheAcqua sono dunque molteplici e tutti molto validi: perché d’altronde, continuare a bere un’acqua che non è pura al 100%, spendendo molto più rispetto il costo quella comprata al supermercato?

I motivi per passare ad un depuratore CheAcqua sono dunque molteplici e tutti molto validi, e non devi fare altro che contattare il recapito telefonico 800580652 per poter parlare con un consulente e ricevere tutte le informazioni che desideri o le risposte alle tue curiosità circa l’utilizzo pratico del depuratore. I depuratori CheAcqua sono impianti di ultima generazione e garantiscono dunque una rimozione pressoché totale dei batteri, il che è grande sinonimo di sicurezza per te, così come la diminuzione del residuo fisso per consentirti di bene un’acqua molto più leggera e dal sapore più gradevole.

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Dibevit dà il benvenuto a Tenute Collesi

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  • 7 Febbraio 2018

Era il 2007 quando Giuseppe Collesi decideva di avviare un birrificio nella tenuta di famiglia, da anni esperta nella produzione di distillati. La sua passione, le qualità di madre natura e la consulenza, nella fase d’avviamento, del mastro birraio belga Marc Knops hanno dato così vita a una birra che Collesi ha portato in ogni parte del mondo – dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Russia al Nord Europa – e che in ogni parte del mondo è stata apprezzata.

E ora, a 10 anni dalla nascita, il microbirrificio marchigiano Tenute Collesi, uno dei più premiati a livello internazionale, fa il suo ingresso nella scuderia di Dibevit Import, società del Gruppo Heineken dedicata all’importazione di birre premium e speciali, con quattro referenze, tutte in fusti da 20 litri e tutte ad alta fermentazione, che entreranno nella rete dei distributori Horeca di Dibevit, una delle più capillari del Paese.

Si tratta della Collesi Bionda, una birra chiara da 5% vol, dalle note fresche erbacee e fruttate, un delicato sentore di agrumi che s’innesta su un sottofondo di cereali, adatta per tutti i momenti della giornata. Da provare con formaggi freschi, salumi, primi piatti leggeri, la Collesi Doppio Malto, dorata e moderatamente più alcolica (6% vol), dalle note eleganti di lievito, crosta di pane, miele d’acacia, un leggero cenno di vaniglia e frutta a polpa bianca. Al palato si dispiega rotonda, armonica e di buona quanto gradevole persistenza. La Collesi Blanche che conferma il legame che unisce il birrificio di Apecchio al Belgio. Di colore giallo paglierino, leggera con i suoi 5% vol ma delicatamente profumata, ricca di intriganti note floreali, agrumate e di frutta esotica è particolarmente rinfrescante al palato, grazie a una leggera vena acidula e agrumata. È realizzata con una consistente percentuale di malto di frumento e con l’aggiunta di bucce d’arancia e di limone. Perfetta da bere da sola, si abbina molto bene a piatti delicati di pesce o di carni bianche, formaggi freschi a pasta molle, torta margherita. E, infine, la Collesi Rossa dal bellissimo colore rubino, il grado alcolico più importante (8% vol) e un bouquet complesso e articolato che regala suggestioni di caramello, malto, nocciole, spezie, equilibrato tuttavia dai sentori luppolati. Morbida e ottimamente bilanciata al palato, propone un ritorno delle note calde di caramello, biscotto, miele di castagno senza però cedere a una dolcezza eccessiva. Birra perfetta per piatti di carne, arrosto o alla griglia, e formaggi di media stagionatura.

«La scelta di un partner come Dibevit Import è strategica per la nostra azienda – sottolinea Giuseppe Collesi, fondatore e presidente di Fabbrica della Birra Tenute Collesi Si tratta di un gruppo solido, autorevole e altamente qualificato: la piattaforma ideale per rafforzare la nostra presenza nel canale Horeca e renderla ancor più diffusa. Siamo orgogliosi tra l’altro di essere una fra le selezionate birre artigianali italiane nel loro portafoglio. Lavoreremo con impegno per garantire una collaborazione il più proficua possibile per entrambi».

Da 10 anni birra Collesi è sinonimo di eccellenza artigianale italiana, attenzione per le materie prime di qualità, rispetto per la tradizione e amore per il territorio. Nelle tenute che circondano lo stabilimento, a 700 metri di altitudine sull’Appennino Marchigiano (Apecchio, PU), vengono selezionati e coltivati i migliori orzi, poi sottoposti a rigidi controlli microbiologici e organolettici lungo tutta la filiera.

A ciò si aggiunge la purezza dell’acqua di sorgente che sgorga da questi monti: una fra le migliori in Europa per la produzione di birra, e ideale perché ricca di sali minerali. Infine, seguendo l’antica e preziosa ricetta dei monaci belgi, i Mastri Birrai di Collesi reinterpretano la sapienza di una storia brassicola secolare, per creare una birra artigianale unica, ad alta fermentazione, non pastorizzata e con rifermentazione naturale in fusto o in bottiglia.

«Tenute Collesi è un perfetto esempio di imprenditorialità e di eccellenza Made in Italy: la passione per la propria terra, l’entroterra marchigiano in cui l’orzo viene coltivato e maltato, e l’esperienza maturata negli anni con la distilleria di famiglia incontrano il rispetto della tradizione e la voglia di sperimentare per dare vita a referenze che hanno saputo affascinare e conquistare appassionati, e non solo, in tutto il mondo. E’ quindi con grande entusiasmo che diamo il benvenuto al talento, alla passione e all’altissima qualità di Tenute Collesi nella grande famiglia Dibevit» – ha commentato Davide Daturi, Amministratore Delegato di Dibevit Import Srl.

Oggi birra Collesi può dirsi l’artigianale italiana più premiata nel mondo: il suo successo, in continua espansione nei diversi Paesi, è stato certificato da un lunghissimo elenco di medaglie raggiunte nelle più importanti classifiche internazionali del settore. Fra le ultime vittorie, l’ingresso nella Hall of Fame ai World Beer Awards 2017 di Londra e la medaglia d’oro al World Beer Championship 2017 di Chicago.

www.dibevit.it   –   www.bieretheque.it   –   www.beviresponsabile.it

DIBEVIT IMPORT. Da 20 anni Dibevit Import mette a disposizione di grossisti e locali pubblici di tutta Italia una vasta gamma di prodotti selezionatissimi del panorama birrario internazionale e gli strumenti più idonei per la loro corretta somministrazione, anche attraverso corsi specializzati. Nel portafoglio di Dibevit Import ci sono circa 200 birre, importate da diversi Paesi europei, oltre alle italiane (Birra Moretti Selezione Riserva da 75cl: Grand Cru, Lunga Maturazione, Grani Antichi; e la gamma Cervisia: Camallo, Mozzo, Ciurma). Leader nell’importazione dei prodotti delle più importanti birrerie belghe e tedesche e principale partner dei prodotti di linea inglese, Dibevit Import (www.dibevit.it) è una società del Gruppo HEINEKEN Italia.

TENUTE COLLESI. Da 10 anni birra Collesi è sinonimo di eccellenza artigianale italiana, attenzione per le materie prime di qualità, rispetto per la tradizione e amore per il territorio. Con la sua gamma di birre (otto tipologie in bottiglia e quattro alla spina) è l’artigianale italiana più premiata nel mondo, con riconoscimenti nelle più importanti classifiche internazionali del settore. Nelle tenute che circondano lo stabilimento a 700 metri di altitudine sull’Appennino Marchigiano (Apecchio, PU) vengono selezionati e coltivati i migliori orzi, sottoposti a rigidi controlli microbiologici e organolettici lungo tutta la filiera. A ciò si aggiunge la purezza dell’acqua di sorgente, una fra le migliori in Europa per la produzione di birra. Infine, seguendo l’antica e preziosa ricetta dei monaci belgi, i Mastri Birrai di Collesi reinterpretano la sapienza di una storia brassicola secolare, per creare una birra artigianale unica, ad alta fermentazione, non pastorizzata e con rifermentazione naturale in fusto o in bottiglia per mantenere inalterate tutte le proprietà organolettiche del prodotto e garantire una conservazione ottimale, www.collesi.com

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SANTANDER CONSUMER BANK CERTIFICATA TOP EMPLOYERS 2018 ITALIA E EUROPE

Santander Consumer Bank Italia è stata ufficialmente certificata Top Employers 2018 per le eccellenti condizioni di lavoro.

La ricerca annuale, condotta da Top Employers Institute, certifica le migliori aziende del mondo in ambito HR e ne valuta processi e strumenti analizzando diversi ambiti: valorizzazione dei talenti, pianificazione della forza lavoro, on-boarding, apprendimento e sviluppo, performance management, sviluppo della leadership, pianificazione di carriere, retribuzione e benefit, cultura aziendale.  Santander Consumer Bank Italia, in base a questo studio che si basa su un’analisi indipendente molto approfondita, ha dimostrato di offrire eccellenti condizioni di lavoro, efficaci percorsi di formazione e interessanti opportunità di sviluppo anche per i giovani talenti.

Il prestigioso riconoscimento, ricevuto per la prima volta nel 2018 da Santander Consumer Bank Italia, si affianca a quelli ricevuti dalle business unit del Gruppo in Austria, Belgio, Germania, Olanda, Polonia, Spagna e Regno Unito e permette a Santander di essere riconosciuta Top Employers Europe.

 

In Piemonte, Santander Consumer Bank è una delle quattro aziende che sono state insignite del riconoscimento.

“Valorizzare le risorse umane è una vera e propria mission per il Gruppo Santander. Il nostro è un impegno costante, fondato sulla volontà di migliorarci e di sviluppare le potenzialità dei nostri colleghi”, spiega Alberto Merchiori, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Santander Consumer Bank. “Sono loro l’elemento chiave per aiutare persone e imprese a crescere, per essere vicini alle esigenze dei nostri clienti e per innovare tutti i nostri servizi: prestiti, cessione del quinto, carte di credito, leasing, conti deposito”.

“Riteniamo cruciale creare un ambiente di lavoro stimolante e costruttivo per tutti i dipendenti”, prosegue Guido Piacenza, Responsabile Risorse Umane e Organizzazione. “Questo significa investire nella formazione: nel 2017 abbiamo erogato per i nostri 622 dipendenti oltre 24.000 ore di corsi. Significa migliorare il benessere dei dipendenti attraverso il welfare aziendale e, ad esempio, una polizza sanitaria che consente check-up gratuiti a tutti i colleghi. Si concretizza anche in diverse iniziative di comunicazione interna per sensibilizzare i colleghi su come stare in salute, a partire dall’alimentazione, dall’attività sportiva, dall’equilibrio tra vita professionale e personale”.

“In più dedichiamo particolare attenzione ai giovani talenti: lo scorso anno 40 millennials, laureati, laureandi e studenti delle superiori, hanno potuto partecipare a tirocini curriculari ed extracurriculari o effettuare progetti di alternanza scuola-lavoro”, conclude Piacenza. “Una volta entrati nell’organico dell’azienda, sono poi seguiti con strutturati percorsi di on boarding; in molti casi hanno l’opportunità di conoscere la realtà internazionale di Santander direttamente presso l’headquarter di Madrid, di crescere attraverso la mobilità interna (sia in Italia sia nelle altre business unit del Gruppo) e di aderire a progetti intra-Gruppo. Se questa certificazione per noi è un riconoscimento importante, è anche un incentivo a migliorare ancora le condizioni di lavoro e le opportunità di sviluppo dei nostri colleghi”.

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Anche gli uomini devono fare la ceretta

Il titolo di questo articolo potrebbe sembrare ironico, purtroppo il più delle volte è una necessità fondamentale che molti trascurano. Deviati dal fatto che la ceretta possa essere una cosa per sole donne o che sia comunque un elemento che riguardi prettamente la sfera estetica.

In realtà, dare una regolata ai propri peli è fondamentale principalmente per un fattore economico, nello specifico in determinate aree del corpo ma per chi fa palestra, su tutta la superficie cutanea. Fare una ceretta vuol dire quanto meno ridurre la quantità di peli che arrecano disturbo nel momento in cui ci si prende cura della propria igiene.

Ecco perché informarsi bene è fondamentale, visto e considerato che esistono comunque centri dove professionisti del settore sono a disposizione per qualsiasi dubbio al riguardo. Come per il Centro Indaco a Roma, per Ceretta Uomo, Petto, Gambe e Schiena .

In generale comunque l’uomo di oggi non può più fare a meno di depilarsi, infatti nel ventunesimo secolo, lasciar crescere i peli dell’uomo nelle parti del corpo in cui normalmente crescono è solo fuori moda. I gusti si sono trasformati e gli schemi di virilità moderni.

Se il vostro problema è la paura, sappiate infatti che esistono varie tipologie di ceretta uomo, la migliore è la cera a temperatura corporea, fatta da mani esperte per depilare spalle, gambe, braccia, schiena e petto e comunque alla fine della depilazione, si possono utilizzare i classici prodotti che servono ad alleggerire gli arrossamenti e che in genere vanno comunque ad alleviare le varie aree.

Gli esperti del centro su citato, nello specificano adoperano creme a base di ossido di zinco e aloe. E’ comunque in generale molto importante prendersi cura della propria pelle nella fase post-depilatoria, ciò fra l altro migliorerà a lungo l’esperienza.

La ceretta maschile comunque si esegue allo stesso modo di quella femminile, naturalmente, a causa dell’elevato numero di peli e del loro spessore, il dolore dello strappo rischia di far rinunciare anche i più coraggiosi. Quindi ciò potrebbe portare a maggiori irritazioni, ricrescita rapida e una maggiore percentuale di peli incarniti.

La ceretta nell’uomo, che riguardi qualsiasi parte del corpo, sta prendendo sempre più piede, perché non sono più solo le donne a voler sfoggiare una pelle liscia, ma anche la moderna bellezza maschile impone sempre di più di puntare alla possibilità di avere un corpo glabro. Ecco perché oggi anche gli uomini si chiedono quale sia la tecnica migliore per procedere alla depilazione.

Diversi centri estetici Roma offrono servizi di depilazione uomo, dai più villosi a quelli con meno peli. Si tratta di trattamenti di depilazione efficaci e consigliati proprio in base alla quantità di peli che ogni persona ha, dalla tipologia di pelle e in questo caso, anche di pelo. I centri di Roma offrono un servizio di depilazione maschile all’avanguardia a seguito di una consultazione. Il miglior metodo per risultato e durata è la ceretta gambe uomo, si tratta di una procedura semplice ed immediata adeguato ad una peluria folta e robusta come quella degli uomini.

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Basi letto, le migliori tipologie che offre il mercato

Prima di fare un acquisto qualsiasi esso sia, bisognerebbe informarsi bene, magari attraverso il web che ci permette di scoprire diverse tipologie di prodotti, in modo da scegliere nel miglior modo possibile. Qui è facile trovare qualsiasi tipo di informazione, anche da parte di chi, un determinato prodotto o servizio lo ha già utilizzato.

Ed è qui che subentra il lavoro di chi è a caccia come noi, dei migliori prodotti, di marchi rigorosamente italiani che il web possa offrire. Oggi ci riferiamo alle basi per i letti, elemento che potrebbe sembrare molto semplice da trovare e per questo necessita di un chiarimento.

Quando sul mercato sono presenti tante tipologie di prodotti per un unico utilizzo, trovare il migliore potrebbe essere complicato, perché tutti si troverebbero ingannati dai prezzi bassi. Una gran quantità infatti può nascondere tranquillamente prodotti scadenti che riescono senza problemi a conquistare il mercato, forti della crisi economica che nel nostro secolo attanaglia il nostro paese.

Ecco perché va assolutamente conosciuta la società Quacquarini, leader nel campo dei materassi e non solo, dal 1929. qui si dà un’importanza speciale alle basi per il letto, reti e sommier, per esaltare il comfort dei materassi artigianali. La vasta gamma reti di qualità comprende le più innovative e naturali reti in legno a doghe, sia fisse che elettriche e le tradizionali e robuste reti in metallo.

I Sommier, disponibili in diverse soluzioni, sono considerate la massima espressione del lusso nella camera da letto. Costruiti con sistema a molle indipendenti, con molle tradizionali, o a pianale rigido con doghe in legno, sono la base letto ideale su cui poggiare i nostri materassi. Addirittura personalizzabili con testate, piedini e tessuti a scelta, sono realizzabili in qualsiasi misura richiesta dal cliente.

Insomma quando si parla di Quacquarini si parla di estrema qualità e amore per il proprio lavoro che nel corso delle generazioni non è mai svanito per la ricerca eccessiva nella conquista del mercato. Prodotti artigianali ed esclusivi come questi, hanno sempre un buon mercato, perché possono essere allo stesso tempo la miglior soluzione che si stesse cercando.

Di fatto Quacquarini è da sempre ricerca di materiali naturali preziosi, attenti al potenziamento quantitativo e qualitativo delle imbottiture e dei passaggi artigianali di lavorazione dei prodotti, senza usare lattice o memory, attenzione alla creazione di nuovi prodotti che risultino i più ergonomici possibili.

Oggi come alla nascita, si fa la differenza per assoluta qualità su qualsiasi azienda italiana. Il pay off principale è considerato nella “La qualità nel dormire“, ed è per questo che per la costruzione artigianale di materassi e guanciali, si sempre alla ricerca di una maggior durata e per con l utilizzo di materiali naturali in purezza, come cashmere, seta, lane preziose, cotone e crine di cavallo.

Fra le caratteristiche di questi prodotti non va assolutamente dimenticato che sono realizzati letteralmente su misura a richiesta del cliente. Quindi non sono realizzati in serie per poi rimanere fermi nei magazzini giornate e giornate intere.

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Taxi Lugano 24 No Stop è il servizio taxi e NCC per raggiungere tutti i luoghi che vuoi

Taxi Lugano 24 No Stop, servizio taxi al tuo servizio! Con Taxi Lugano 24 No Stop potrai raggiungere tutti i luoghi che desideri senza pensieri e in modo confortevole, rapido e sicuro.

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News contabili, fiscali, lavoro GB – Settimana n. 5 anno 2018

Paghe GB Web 2017: Autoliquidazione Inail (29/01/2018)

I datori di lavoro, soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, pagano ogni anno il premio mediante l’autoliquidazione.

Entro il 16 febbraio di ogni anno il datore di lavoro deve:

calcolare il premio anticipato per l’anno in corso (rata), e il conguaglio per l’anno precedente (regolazione) sulla base delle retribuzioni effettive dell’anno precedente;

conteggiare il premio di autoliquidazione dato dalla somma algebrica della rata e della regolazione, al netto di eventuali riduzioni contributive;

pagare il premio di autoliquidazione utiizzando il “Modello di pagamento unificato – F24” o il “Modello di pagamento F24 EP (Enti Pubblici)” in caso di Enti ed Organismi pubblici indicati nelle tabelle A e B allegate alla legge 720/1984.

 

Entro il 28 febbraio si deve presentare la dichiarazione delle retribuzioni telematica, comprensiva dell’eventuale comunicazione del pagamento in quattro rate (leggi 449/1997 e 144/1999), nonché della domanda di riduzione del premio artigiani (legge 296/2006) in presenza dei requisiti previsti.

 

Caso pratico: Bilancio 2017 contabile e 2016 senza contabilità (30/01/2018)

Nel corso del 2017 si acquisisce un nuovo cliente, un’azienda con contabilità di cui si inseriscono i saldi analitici al 30/09 e la prima nota fino a dicembre. Ci accorgiamo che il bilancio 2016 che ritenevamo presentato è stato omesso. E’ possibile inserirlo solo in modalità macro-voci, in modo da sanare l’adempimento, senza dover ricaricare tutta la contabilità 2016 e 2015?

Può accadere di voler gestire nella stessa ditta, un bilancio Cee 2017 con saldi analitici, contabilità e piena integrazione, che convive con un bilancio 2016 a macro-voci, sintetico e di rapido inserimento, evitando l’uso di conti o l’analiticità che invece necessita nel 2017.

 

Per la ditta NEW effettuiamo l’abilitazione dell’applicazione Contabilità 2017

 

Comunicazione Spese Funebri 2018: rilascio applicazione (31/01/2018)

I soggetti che emettono fatture relative a spese funebri sono tenuti, a partire dall’anno di imposta 2015, alla comunicazione di questi dati all’Agenzia delle entrate in via telematica, entro il 28 febbraio di ciascun anno.

La comunicazione deve contenere:

l’ammontare delle spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone nell’anno precedente, con riferimento a ciascun decesso;

l’indicazione dei dati del soggetto deceduto;

i dati dei soggetti intestatari del documento fiscale.

 

I soggetti che emettono fatture relative a spese funebri, sostenute in dipendenza della morte di persone, devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati in esse contenuti.

Dichiarazione Iva e Iva Base 2018: rilascio applicazione (01/02/2018)

L’Agenzia delle Entrate in data 15/01/2018, con il provvedimento n° 10581, ha approvato il modello e le istruzioni definitive della Dichiarazione Iva e Iva Base 2018, anno d’imposta 2017.

Sono obbligati in linea generale alla presentazione della dichiarazione annuale IVA tutti i contribuenti esercenti attività d’impresa ovvero attività artistiche o professionali, di cui agli art. 4 e 5 D.P.R. n.633/1972, titolari di partita IVA.

La dichiarazione IVA 2018 deve essere presentata, in forma autonoma, nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2018.

Caso pratico: Verifica Percipienti, Contabilità/F24 (02/02/2018)

In prossimità della scadenza relativa all’invio di Certificazione Unica 2018, quali passaggi dovrei eseguire in Contabilità e F24 per essere pronti all’adempimento?

Entro il 7 marzo 2018, i sostituiti d’imposta che hanno corrisposto nel 2017 compensi a lavoratori autonomi e/o professionisti o corrisposto provvigioni ad agenti e rappresentati di commercio, sono obbligati ad inviare all’Agenzia delle Entrate le certificazioni delle ritenute d’acconto versate (Certificazione Unica Ordinaria). Poi, entro il 31 Marzo 2018, le stesse dovranno essere consegnate all’interessato quale certificazione dei compensi (Certificazione Unica Sintetica).

Il sostituto di imposta che vuole avere un quadro generale dei soggetti percipienti per cui dovrà gestire tale adempimento, in Contabilità e in Applicazione F24 può operare delle verifiche.

Leggi gli articoli completi sul sito ufficiale del  programma per commercialisti  INTEGRATO GB, prodotto da GBsoftware S.p.A.

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Tappeti di Design: Opere d’Arte per la Zona Living

Chi desidera personalizzare gli ambienti di casa propria senza stravolgere mobilio e svuotare il portafogli può scegliere di acquistare un bel tappeto. I tappeti di design infatti impreziosiscono lo stile e l’arredo e si rivelano essere oggetti molto versatili e utili per creare zone relax nel salotto, per illuminare l’ingresso o per rendere confortevole la camera da letto. Come scegliere il tappeto giusto? Le dimensioni del tappeto devono essere in armonia con le dimensioni della stanza e l’arredo già presente, il tappeto migliore è quello annodato a mano con materiali ottimi che ne garantiscono robustezza e qualità. Per quanto riguarda stile e colori, non ci sono regole ferree ma un certo buon gusto estetico sarà senz’altro utile. Fondamentale è infine una corretta pulizia e manutenzione del tappeto per conservarne la bellezza negli anni.

 

Il Design che Unisce Tradizione e Modernità

I migliori tappeti di design moderni e contemporanei sono quelli realizzati e annodati a mano, secondo il metodo di produzione tramandato per secoli dai migliori maestri di quest’arte. Cultura e tradizione del tappeto sono infatti antichissime, e prevedono l’utilizzo di preziose lane e pochi altri materiali quali seta o canapa, che contribuiscono a rendere il vello morbido, luminoso e resistente. Un tappeto di qualità inoltre si ottiene grazie all’impiego di colori vegetali (estratti da erbe, fiori o corteccia d’albero). In questo modo i tappeti di design dimostrano come sia possibile unire le tradizionali tecniche a gusti estetici moderni. I tappeti di design si trovano infatti di tutti i colori e le forme, hanno pattern geometrici, decori floreali o ispirati alla natura, soggetti astratti. La loro unicità, il forte impatto cromatico e decorativo che sono in grado di creare li rende protagonisti del living, non un semplice complemento d’arredo. Non a caso c’è chi li mette in bella mostra e li usa invece come arazzi.

 

Le Nuove Opere da Pavimento

I tappeti di design sono vere e proprie opere d’arte da pavimento, nate dall’estro creativo di designer o rug star italiane e internazionali. Tra gli artisti italiani più interessanti del momento citiamo Marco Nereo Rotelli e Daniela Marchetti.

Marco Nereo Rotelli per esempio unisce l’arte pittorica all’arte del tappeto che traendo ispirazione da varie discipline, dalla pittura alla filosofia passando per l’artigianato, segue un percorso di comunicazione basato su simboli, segni ed icone, nel quale la luce diventa oggetto e soggetto dell’indagine artistica. Daniela Marchetti, anch’essa artista poliedrica, si ispira alla bellezza della sua terra natia e si affida a esperti maestri Ustad nepalesi per riprodurre i suoi più apprezzati quadri su trame e orditi di lana degli yack.

Spostandosi oltre ai confini nazionali, segnaliamo le collezioni Samsung e Rivere, opere di design di un anonimo artista indiano. I tappeti si ispirano alla natura e ai paesaggi indiani, e trasformano il tappeto in pura espressione artistica. L’artista propone sempre nuovi design e ogni suo tappeto è unico, ma in grado di inserirsi con estrema facilità e personalità in ogni ambiente.

Un tappeto di design può essere la soluzione ideale per dare un nuovo tocco di freschezza alla casa!

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Quanto pagherebbe di RC auto Baglioni se guidasse le auto più famose della musica italiana?

Fra pochi giorni comincerà il Festival di Sanremo e a condurlo sarà Claudio Baglioni; ma quanto dovrebbe pagare di assicurazione Baglioni se, invece che al volante della kermesse si trovasse a quello delle auto citate in alcune delle più famose canzoni italiane di ieri e di oggi?

A fare i calcoli è Facile.it, il principale portale italiano di confronto assicurativo che, in occasione del Festival sanremese, ha passato in rassegna i testi di centinaia di canzoni giocando a ipotizzare quale sarebbe il costo RC auto, ad esempio, per la Torpedo Blu di Giorgio Gaber, la Y10 bordeaux di Daniele Silvestri o, anche, il maggiolone cabriolet che apre il testo di Marlon Brando è sempre lui di Ligabue.

Per ciascuna delle auto si è ipotizzato che l’anno di immatricolazione fosse quello di pubblicazione della canzone nel cui testo è citata, che a guidarla fosse un sessantaseienne (Baglioni è nato il 16/05/1951) residente a Sanremo (in fondo per almeno 5 giorni è come se il conduttore risiedesse nella città dei fiori!) assicurato in prima classe di merito (Baglioni è un bravo ragazzo, no?). Se l’età della “signora a 4 ruote” era tale da renderla auto storica, si è deciso di considerarla ancora una “ragazza” e preso come campione un modello di pari cilindrata. Ecco cosa è venuto fuori.

Se Baglioni sedesse al volante della Topolino amaranto cantata nel 1975 da Paolo Conte dovrebbe pagare 290,76 euro, curiosamente la stessa cifra che gli costerebbe il premio annuo per assicurare la Fiat 1300 che dava il titolo alla canzone (Milletrè) portata al successo nel 1961 da uno dei nomi più illustri della storia di Sanremo: Domenico Modugno.

Le auto Fiat sono spesso protagoniste delle canzoni italiane, soprattutto nel periodo che va dalla fine degli anni ‘60 agli ‘80. La capostipite di questo filone automobilistico-musicale è, forse, la Torpedo blu di Giorgio Gaber. In realtà Torpedo è un tipo di carrozzeria che la Fiat realizzò per diversi modelli come la 501 o la 520, nel caso in cui Matteo Chiosso e Giorgio Gaber, gli autori di quella canzone del 1968, avessero in mente uno dei due modelli, oggi Baglioni per guidarle dovrebbe pagare un’assicurazione appena inferiore ai 400 euro (392,18€). E se, invece che alla Fiat, Chiosso e Gaber avessero pensato alla Cadillac Torpedo che guidava Al Capone? Beh, in quel caso il nostro Baglioni pagherebbe 404,66 euro.

Erano anni complicati i ‘70 e lo si leggeva anche nei testi delle canzoni, come la Canzone di maggio scritta da Nicola Piovani e Fabrizio De Andrè (1973). In quella prendevano addirittura fuoco le Fiat 1100 che diventavano invece protagoniste dei pensieri dell’operaio cantato l’anno dopo da Rino Gaetano (L’operaio della Fiat, 1974). Alla catena di montaggio, però, quell’operaio monta Fiat 128 arrivando ad odiarle. Se Baglioni assicurasse una 1100 spenderebbe 373,63 euro, se si mettesse invece al volante di una delle 128 costruite dall’operaio di Rino Gaetano dovrebbe mettere a budget 306,95 euro.

Era sempre il 1973 quando proprio Claudio Baglioni portò al successo 70,80,90,100… dove Camilla, la sua Citroën 2CV era testimone dell’amore con Simona. Nel caso in cui Baglioni volesse ancora correre con Camilla sulle strade italiane il costo dell’RC auto sarebbe di 260,77 euro, il medesimo necessario per assicurare la protagonista di un altro testo di Baglioni la Bianchina di Cosa non si fa (2009).

Se il deus ex machina del Festival 2018 amasse le auto storiche, potrebbe scegliere l’Isotta Fraschini della sigla scritta per la trasmissione del 1977 Secondo voi da due icone di Sanremo: Pippo Baudo e Pippo Caruso. A cantare era Pippo Franco, per assicurare Isotta, oggi, servirebbero 313,65 euro.

Poco più di 319 euro, invece, sono quelli che servirebbero per assicurare la Fiat 600 che rivoleva indietro assieme alla sua gioventù Roberto Vecchioni in Luci a San Siro; da un vincitore della kermesse ad uno che alla gara di Sanremo non ha mai partecipato: Ligabue. Per assicurare il Maggiolone cabriolet di Marlon Brando è sempre lui (1990), canzone contenuta nell’album di esordio del cantante di Correggio, servirebbero 328,51 euro.

Sul Palco dell’Ariston è salito spesso, invece, Daniele Silvestri. Se Baglioni decidesse di guidare la Y10 bordeaux di cui scrisse Silvestri nel 1995, dovrebbe pagare 314,77 euro di RC auto, quasi 40 in meno di quelle che servirebbero per assicurare la Fiat Tipo di seconda mano che fa da pub, da disco e da divano a Caparezza nella sua Fuori dal tunnel (2003).

Ha suscitato non poche polemiche l’esclusione di Loredana Berté dall’elenco dei big ammessi al Festival; se per quest’anno la cantante non sarà presente a Sanremo, è invece presente nell’elenco delle canzoni che compongono la particolare play list creata da Facile.it. E lo è a pieno titolo visto che nel 2005 canta Mercedes Benz, dove dichiara di aver sognato per tutta la vita di guidare quella macchina e non la Porsche che guidano i suoi amici. Per assicurare la Mercedes Benz di Loredana a Baglioni servirebbero 308,38 euro.

Quella di Sanremo dovrebbe essere l’ultima apparizione come gruppo di Elio e le Storie Tese.  Anche loro hanno cantato le gesta di un’automobile e, quindi, rientrano di diritto in questa classifica. L’anno era il 1992, la canzone Cinquecento; per assicurare la quattro ruote degli Elii, Baglioni spenderebbe 300,11 euro.

Ma quale è l’auto più costosa, in termini assicurativi, fra quelle della musica italiana? Nessun dubbio per la classifica di Facile.it; la Lamborghini che dà il titolo alla canzone del 2017 di Gue Pequeno. Per assicurarla servirebbero ben 496,78 euro.

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Gruppo Bracca: arriva il nuovo formato per il canale Ho.Re.Ca

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  • 3 Febbraio 2018

Il Gruppo Bracca, azienda bergamasca leader nella produzione di acque minerali, apre l’anno con un’importante novità: l’azienda ha infatti deciso di arricchire ulteriormente l’ampio portafoglio di proposte prodotto con un nuovo formato in vetro da 33 cl. La nuova bottiglia va ad aggiungersi, per la linea vetro, a quelle classiche da 100, 75 e 50 cl. Per la linea PET, invece, l’azienda propone un formato da 150 cl dedicato ai consumi familiari e formati da 100 e 50 cl particolarmente indicati per il consumo fuori casa.

Una nuova bottiglia in vetro, più piccola e pensata appositamente per il mercato HoReCa ma con la stessa etichetta del tradizionale formato da 75 cl dedicato alla ristorazione. Bottiglia che, recentemente rinnovata nella forma, nell’etichetta e nel tappo, ha riscontrato un importante successo, lo stesso che si appresta ad avere anche la nuova bottiglia da 33 cl in vetro. La nuova bottiglia è pensata per il consumo fuori casa e per i migliori bar e locali d’Italia che vogliono offrire alla propria clientela un valore aggiunto dato, non solo dalla qualità di quest’acqua minerale, ma anche dal packaging che la rende unica e riconoscibile.

Con linee sinuose e un profilo allungato, il nuovo formato è caratterizzato dai tradizionali colori rosa per l’acqua naturale, blu per la frizzante. Con un’etichetta elegante che raffigura il marchio aziendale e richiama la leggerezza del prodotto, perfetto per essere degustato in ogni momento della giornata.

«Il mercato HoReCa è in continua crescita e portare la nostra acqua, in un nuovo formato, anche in questo settore, è per noi una grande sfida. Un’innovazione che incontra nuove esigenze di consumo, mettendo a disposizione dei nostri estimatori un prodotto che da sempre è sinonimo di purezza, qualità e naturalità. Un’eccellenza tutta da degustare in un formato elegante e lineare, disponibile in ogni momento per dissetare anche i palati più esigenti» – dichiara Luca Bordogna, Amministratore Delegato del Gruppo Bracca.

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Valute digitali, governi e imprese adesso puntano su IOTA

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  • 3 Febbraio 2018

Il mondo delle valute digitali è ormai sempre più al centro di dibattiti e polemiche. Per lo più il mondo della finanza non vede di buon occhio questo tipo di asset, anche se ci sono delle eccezioni. Una di questa è la IOTA, una valuta digitale che di recente si sta espandendo a macchia d’olio e che suscita l’interesse di Governi e imprese. In realtà IOTA è al tempo stesso una valuta, una piattaforma di criptovaluta e anche una fondazione che fornisce soluzioni all’avanguardia in ambito tecnologico. Proprio per questo lo scorso anno la città di Haarlem – Olanda – ha implementato lo IOTA per amministrare e verificare i documenti legali, attraverso la rete open source “Tangle” creata proprio dalla fondazione IOTA.

iota valute digitaliL’esempio di Haarlem sta per essere seguito anche da altre città olandesi, come Amsterdam e Rotterdam. E qualcosa in tal senso potrebbe presto vedersi anche su spinta del governo giapponese. Ma anche la Germania ha riconosciuto la fondazione IOTA come fornitore ufficiale di tecnologie blockchain in Germania. In Svezia invece studiamo questa valuta come alternativa digitale alla loro numismatica. Adesso deve essere chiaro chi sa il forex trading come funziona, conosce benissimo che le valute digitali in realtà poco hanno in comune con le valute tradizionali. Ma qualcosa in tal senso comuque si muove.

L’interesse di aziende verso le valute digitali

Se i governi sono molto interessati allo sviluppo della valuta digitale, ancora di più lo sono le imprese. Microsoft, BOSCH, Volkswagen, Samsung, Huawei stanno studiando le possibili applicazioni della tecnologia basata su blockchain, quella che è diventata famosa per le criptovalute. Tali tecnologie stanno prendendo piede in quasi tutti i settori industriali, ovviamonte finanza in primis.

Quel che rende IOTA un progetto unico nel suo genere però è la sua struttura. IOTA ha una propria rete chiamata “The Tangle”. Inolttre a differenza delle altre criptovalute è un token pre-minato, cioè ogni utente convalida due transazioni precedenti per essere promosso, in attesa che l’utente successivo convalidi rispettivamente le sue transazioni e quelle di un altro utente. Chi conosce il tading con i Bitcoin, come funziona e dove farlo in Italia sa benissimo che questa differenza è estremamente importante perché incide su velocità e efficienza delle transazioni. Inoltre IOTA ha zero commissioni di transazione, visto che non ci sono minatori tra gli utenti.

Per questi motivi i principali governi stanno guardando con attenzione a questo sistema. Il futuro potrebbe essere molto più vicino di quanto si pensi.

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Global Power con il cuore nel sociale

Global Power con “I Bambini delle Fate” insieme per sostenere l’Associazione Continuando a Crescere di Verona. Perché, come Global Power, anche I Bambini delle Fate hanno un’energia virtuosa, spontanea e contagiosa. Chi fa impresa ha un dovere sociale verso il mercato e verso chi collabora direttamente e indirettamente con l’impresa stessa.

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Mentalità Imprenditoriale e Cuore nel Sociale a sostegno dei progetti de I Bambini delle Fate che si realizzano anche attraverso l’impegno costante e continuativo di Global Power. Un’energia contagiosa e vulcanica come quella dei bambini ha bisogno di un’Energia spontanea e virtuosa come quella di Global Power.

Supportare e contribuire con costanza e determinazione alla loro crescita è molto più di un impegno. È un dovere sociale verso la comunità e verso tutte le famiglie che aiutano Global Power, fornitore di energia elettrica e gas, a migliorare la propria presenza nel mercato.

Le strade di Global Power e I Bambini delle Fate si sono incrociate quest’anno sostenendo il progetto “Da Zero a Cento: percorsi di vita” dell’Associazione senza scopo di lucro “Continuando a Crescere”. L’associazione, attiva dal 2008 nell’ambito sociale del territorio veronese, promuove ed organizza da anni diverse attività formative.

Grazie all’esperienza maturata e al supporto dei professionisti coinvolti, è nato il progetto ambizioso “Da Zero a Cento: percorsi di vita” che vuole offrire servizi di qualità in un’unica struttura. L’iniziativa ha come obiettivo principale la realizzazione di strutture di riferimento per i singoli cittadini e rispondere così in maniera concreta ed efficiente alle esigenze di famiglie, anziani e diversamente abili con azioni efficaci ed economiche in ambito pedagogico, psicologico e sociale grazie al supporto di persone preparate ed esperte. Una struttura di facile accesso nel territorio veronese che offra molteplici servizi di qualità con un’unica Missione.

In quest’ottica fare imprenditoria significa anche sviluppare un modello etico con la consapevolezza che per un’azienda come Global Power che ha nel proprio DNA valori chiave come trasparenza, risparmio e sostenibilità, non si possa esimere dalle responsabilità sociali e debba contribuire in maniera efficace e concreta al miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie.

Azioni virtuose generano azioni virtuose. Global Power lo sa bene, per questo ogni giorno consiglia ai propri clienti buone pratiche per ottimizzare l’uso di energia, perché adottando un approccio sostenibile si risparmia e si dispone di risorse preziose.

Sin dalla sua nascita nel 2004 l’azione imprenditoriale di Global Power trae ispirazione dalle politiche energetiche suggerite dal Protocollo di Kyoto e, successivamente, da quelle del pacchetto clima 20-20-20 fino a quelle più recenti del quadro per il clima e l’energia. L’obiettivo è chiaro: proporsi come player in grado di accompagnare il proprio cliente in un percorso di autosufficienza energetica e promuovere così un’economia a basse emissioni.

“Speriamo che la nostra esperienza possa convincere altre realtà imprenditoriali, non solo veronesi, a contribuire ad iniziative che portano vantaggi concreti alle persone come quelle promosse da Continuando a Crescere e I Bambini delle Fate – ha affermato Nicola Gasparoni, Presidente di Global Power S.p.A. – Per quanto ci riguarda continueremo a dare il nostro sostegno a questi progetti con la nostra energia positiva e concreta”.

 

FONTEI bambini delle fate.it

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Convivenza possibile tra pastori e grandi predatori: bilancio positivo per il progetto Pasturs

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  • 3 Febbraio 2018

100 volontari scelti tra oltre 500 candidati, 9 alpeggi delle Alpi orobiche bergamasche, 7 cani da guardiania e un obiettivo comune: migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori mitigando il rischio di possibili predazioni sul bestiame domestico. È un bilancio più che positivo quello che chiude il progetto biennale (febbraio 2016 – gennaio 2018) Pasturs, messo in campo dalla Cooperativa Eliante Onlus, con la partnership diParco delle Orobie Bergamasche e WWF Bergamo – Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo, Regione Lombardia – progetto Life WolfAlps, Trainer – Novafoods e con il contributo diFondazione Cariplo nell’ambito del bando 2015 “Comunità resilienti”.

Dopo aver seguito due giornate di formazione, 100 volontari hanno trascorso da 1 a 3 settimane, nel periodo tra giugno e settembre 2016 e 2017, in alpeggi della provincia di Bergamo, aiutando il pastore nel suo lavoro principale. In particolare, i volontari si sono occupati delle faccende quotidiane (cucinare, accendere il fuoco, lavare i piatti, pulire la baita, fare il fieno, gestione delle pecore malate), hanno montato e smontato le recinzioni elettrificate, hanno sorvegliato il gregge, hanno aiutato i pastori nella gestione dei cani e hanno sensibilizzato i turisti rispetto alle loro attività. Inoltre, gli studenti universitari hanno avuto la possibilità di effettuare un tirocinio e di rendere l’esperienza protagonista della loro tesi di laurea.

Il progetto, infatti, ha visto uno straordinario coinvolgimento dei giovani: nel 2017, l’86% dei volontari era under 30 (il 68% tra i 18 e i 25 anni e il 18% tra i 26 e i 30 anni), percentuale ancora più alta rispetto al 71% registrato nel 2016. Segno che l’esperienza ha goduto di un passaparola positivo. E anche il numero dei volontari è cresciuto nel tempo: nel 2016 erano 36, nel 2017 sono stati 64 con più di 500 persone che hanno preso contatti per chiedere informazioni e per dare la propria disponibilità al progetto. Quanto alle professioni dei volontari, nell’ultimo anno, per il 71% erano studenti (ed erano la maggioranza anche nel 2016, al 56%), ma erano presenti anche impiegati, ingegneri, educatori, disoccupati, allevatori, giornalisti, guide naturalistiche, insegnanti, liberi professionisti e iscritti al servizio civile.

Nove gli alpeggi sul territorio del Parco delle Orobie bergamasche che hanno partecipato al progetto: Alpe Cardeto di Renato Balduzzi, Alpe Vodala di Silvestro Maroni, Alpe Grabiasca di Fabio Boni, Alpe Pre di Massimo Balduzzi, Alpe Fontana Mora di Aldo Pasini, Alpe Neel di Pietro Zuccheli, Alpe Manina di Andrea Morelli, Alpe Venano di Giuseppe Salvi, Alpe Monte Fioraro di Emanuele Manzoni con un’altitudine massima di 2328 m s.l.m e ben 6700 ovini di razza “pecora bergamasca”, 213 caprini, 274 bovini, 42 equini coinvolti. Anche i pastori hanno seguito un corso di formazione di due giorni e hanno ricevuto in concessione gratuita 9 recinzioni elettrificate per proteggere le greggi dalle possibili incursioni dei grandi predatori. Inoltre, hanno avuto in affido 7 cani da guardiania con 70 sacchi di mangime per i cuccioli (razza Pastore abruzzese in collaborazione con CPMA Italia – Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese, Life WolfAlps e Difesattiva) che, anche grazie alla supervisione dei volontari, sono stati seguiti nell’inserimento nel gregge.

L’estate di volontariato ha lasciato molto soddisfatto l’85% dei partecipanti tanto che l’88% vorrebbe ripetere l’esperienza anche nel 2018. In particolare, per il 2017: oltre il 70% si è detto soddisfatto del rapporto instaurato con il pastore, per il 64% il pastore ha spiegato in modo chiaro e rispettoso il lavoro da fare, per il 69% il tempo di lavoro è stato adeguato e per il 74% la baita è stata adattata all’esperienza così come il vitto che ha convinto l’85% dei volontari.

Non solo: Pasturs ha dato un supporto concreto alla tutela e valorizzazione dei prodotti della pecora bergamascaanche grazie alla definizione di un piano di marketing territoriale volto asupportare l’economia locale utilizzando la tematica dei grandi predatori come elemento di differenziazione positiva sia del territorio orobico, sia dei servizi che esso offre sia dei prodotti caratteristici della zona. È stato infatti definito un progetto di fattibilità per la tracciabilità della lana e un accordo commerciale di filiera di carne fresca. Lungo i sentieri di Pasturs, inoltre, sono stati posizionati cartelli segnaletici per aiutare i volontari a trovare il giusto sentiero e negli alpeggi sono stati appesi cartelli informativi per turisti ed escursionisti sui comportamenti da adottare in caso di incontro con cani da lavoro. Tutto ciò ha fatto sì che il progetto Pasturs venissesegnalato dalla Commissione Europea come buona pratica in grado di facilitare la convivenza tra uomo e grandi

«La cosa straordinaria è che Pasturs ha consentito a mondi diversi, spesso distanti per ideologie e vissuto, di parlarsi e collaborare per favorire una convivenza pacifica uomo – animale – ambiente. E l’interesse riscontrato tra le generazioni più giovani ha dimostrato quanto il nostro territorio sia tutt’oggi un valore importante, da preservare e valorizzare. Confrontarsi con la rinnovata presenza di grandi predatori in modo conservativo, non traumatico e partecipativo, dunque, rappresenta un’ottima strategia resiliente. Per altro, in Lombardia, la probabilità di successo di questa strategia appare aumentata dal fatto che ci si trova ancora di fronte un fenomeno di neo-colonizzazione da parte di orso e lupo. Ringrazio a nome di tutti i volontari che hanno apportato al mondo dell’allevamento competenze specifiche e buone pratiche in tema di conservazione degli ecosistemi e i pastori che hanno fornito esperienza e conoscenza del territorio, contribuendo alla buona riuscita di un progetto unico nel suo genere» – dichiara Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche. 

Info: www.pasturs.org – www.facebook.com/ProgettoPasturs/

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Ats Bergamo e 23 organizzazioni firmano il protocollo d’intesa per diffondere salute e sicurezza sul lavoro

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  • 3 Febbraio 2018

L’organizzazione aziendale, la valutazione dei rischi, la vigilanza e l’implementazione delle procedure di sicurezza rivestono un ruolo fondamentale nella gestione di un sistema complesso, in cui ambiente, uomo e macchina sono chiamati a interagire. 

Per ridurre il più possibile l’incidenza degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali nel territorio bergamasco, le 23 organizzazioni che costituiscono l’Organo territoriale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro ex art. 7 del D.Lgs 81 / 2008, presieduto da Ats Bergamo, hanno firmato mercoledì 31 gennaio in Prefettura, alla presenza del Prefetto di Bergamo, Elisabetta Margiacchi, e dei responsabili delle Forze dell’ordine, un protocollo d’intesa teso a favorire una collaborazione integrata tra i diversi soggetti, al fine di contrastare fenomeni di rischio attraverso la diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro anche grazie a una corretta formazione ed educazione. 

In prima linea lavoratori, management, Rls (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) e Rlst (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale), ritenuti attori fondamentali della prevenzione.

I destinatari delle attività di promozione e formazione saranno le aziende pubbliche e private, le scuole e i soggetti/enti formatori del territorio bergamasco, con conseguente ricaduta sui lavoratori e sugli studenti in riferimento ai rischi per la propria e altrui incolumità. L’intesa, nello specifico, identificherà delle iniziative mirate e garantirà la continuità tra le diverse azioni di prevenzione, formazione ed educazione per ottimizzare le risorse e le peculiarità di ogni realtà professionale. 

Verranno, in particolare, avviati percorsi formativi sulla sicurezza del lavoro, sarà favorita la collaborazione con il mondo della scuola e dell’università al fine di includere la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro nei curricula delle scuole di ogni ordine e grado e saranno promossi strumenti di audit (auto-diagnosi e accompagnamento) in ogni realtà produttiva. 

«La cultura della salute e della sicurezza si fonda su cinque fattori: l’informazione, la formazione, l’apprendimento organizzativo, l’analisi critica continua e l’impegno. Solo una gestione adeguata di tutti gli aspetti di un’organizzazione professionale, potrà concretamente ridurre la probabilità di un errore umano e dunque di un infortunio. Ats Bergamo, per questo attraverso il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, diretto dal dott. Pietro Imbrogno, si è fatta promotrice di un’intesa che favorirà la definizione di una strategia integrata educativa e formativa con azioni concrete e diversificate che, gestite in stretto accordo tra enti istituzionali e parti sociali firmatarie dell’intesa, siamo certi potrà diffondere il più possibile l’adozione di comportamenti sicuri. Per questo, ringrazio tutti coloro che hanno scelto di far parte di questa nuova “squadra” e auguro a tutti un ottimo lavoro» – dichiara la dott.ssa Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo.

Il Prefetto di Bergamo, Elisabetta Margiacchi, sottolinea “l’importanza e la valenza strategica dell’odierno protocollo d’intesa, non a caso sottoscritto sotto l’egida della Prefettura, che, anche nella delicata tematica degli infortuni sul lavoro, svolge un costante ruolo di coordinamento e raccordo dei soggetti istituzionali a vario titolo competenti. In tal senso, va ricordato che l’atto firmato oggi è frutto del percorso avviato con la riunione dell’apposito Tavolo che ho presieduto il 6 ottobre scorso, con l’intervento dei rappresentanti di tutti gli enti interessati, nel corso del quale sono state condivise le direttrici lungo cui si muove il protocollo. Non va poi dimenticato, poi, il ruolo delle Forze di polizia, non a caso presenti alla sigla dell’odierna intesa, che – ciascuna nei rispettivi ambiti di operatività – offrono un contributo essenziale anche in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro sul versante della prevenzione e repressione delle attività illecite”. 

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Fantasie BDSM: Cosa comprare?

Oggi sempre di più si sente parlare del termine BDSM, anche grazie alla popolarità che i libri e la trasposizione cinematografica di “50 sfumature…” hanno portato. Infatti, secondo le statistiche, questi giochi erotici e di sottomissione fanno parte delle fantasie di una persona su sei.  Ma esattamente che cos’è esattamente questo termine e che cosa significa? Il termine BDSM sta a indicare una gamma di pratiche erotiche basate sul dolore e/o l’umiliazione tra due (o addirittura più) partner adulti che da queste pratiche ricevono un enorme soddisfazione e godimento. B sta per bondage. D dominazione. S sottomissione e sadismo. M di masochismo.

Sono parecchie le pratiche ricondotte al BDSM e di conseguenza tanti sono gli strumenti utilizzati. Per questo motivo chi ha intenzione di cominciare questa attività erotica deve prima aprire un confronto sui reciproci gusti, in modo da evitare spiacevoli situazioni.

 

Oggi grazie all’introduzione dei sexy shop online è possibile trovare e comprare tutto ciò che si vuole…e in completa riservatezza! Dunque, quali articoli sexy shop BDSM scegliere?

Scegli L’accessorio Giusto Per Te

Una delle fantasie più comuni oggigiorno e quella di essere legati o di essere sculacciati. Per quanto riguarda il primo caso, esistono manette sia per caviglie che per polsi (o entrambe). Esistono manette in metallo, in metallo ma rivestite con peluche, in camoscio con chiusura in velcro o in ecopelle. Non dimentichiamoci delle corde: esplora le vette del bondage e sadomaso con il tuo partner! Le manette e le corde, però, se usate in cattivo modo possono andare a fare male il tunnel carpale e portare parestesie temporanee e dolori. Assicuratevi sempre che il polso non sia costretto o che la manetta/corda non sia in tensione!

Una volta in manette, vi è anche la serie di bavagli da usare in modo da impedire alla persona sottomessa di parlare. Si hanno quelli in stoffa, plastica, ad anello, a forma di palla…o con forme falliche.

Per quanto riguarda, invece, la seconda fantasia più comune (sculacciamento), è possibile individuare fruste, con le varianti a forma di pene o in lattice.

 

Perlando invece del vestiario sia per donna che per uomo il latex è predominante. Per l’uomo: dalla tuta, al bermuda, pantaloni, slip ecc…per la donna: abiti, calze, pantacollant, top e gonna.

 

Nel BDSM è possibile anche il travestimento. Questo è il motivo delle maschere in tulle, con pietre preziose o con piume e decorazioni dorate. Ma non solo, andando più nello specifico abbiamo cappuccio completo con aperture. Un accessorio davvero intrigante per i vostri giochi erotici!

 

Scopri Le Varianti

 

Tra gli altri accessori di BDSM possiamo individuare anche pinze sia per capezzoli che per testicoli.

Per chi, infine, è alla ricerca di un’esperienza BDSM a 360 gradi, esistono dei veri e propri kit per trasformare il proprio letto in una macchina dell’amore bondage! Con il kit, infatti, è possibile legare il proprio partner al letto e sui bordi del materasso, ed è collegato a 4 cordini dotati di manette alle caviglie e polsi. Il kit comprende do 1 testiera reclinabile 12 anelli 4 bitte regolabili 1 maschera raso accecante.

 

Fatevi trasportare in questo mondo BDSM! Sarà sicuramente un’esperienza che darà un nuovo livello di piccantezza alla vostra vita di coppia. Provare per credere!

 

 

 

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Dimagrire Dopo il Parto Magico

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  • 3 Febbraio 2018

Gravidanza e maternità sono senz’altro fra le più belle esperienze che a una donna possano capitare, ma non sono prive di “effetti collaterali”, primo fra tutti: Dimagrire Dopo il Parto.

Sembra una sciocchezza, in confronto alle nuove sfide e preoccupazioni con cui le neo mamme devono fare i conti, ma perdere i chili di troppo accumulati durante la gravidanza può non essere una cosa facile, proprio perché ci sono altre priorità e i ritmi sono cambiati.

Al mondo, però, ci sono moltissime mamme con la pancia piatta in una settimana, e sono la prova che si può tornare in forma dopo il parto… in quanto tempo dipende dalla forza di volontà della mamma.

Forma e allattamento: cosa cambia per le mamme

Generalizzando, una donna che allatta consuma mediamente 500 calorie in più del normale, quindi dimagrire dovrebbe essere facile.

Non sempre lo è, perché allattando non si può seguire una dieta ipocalorica e i cambiamenti ormonali che si verificano nel corpo della donna possono interferire con il sistema di accumulo e consumo delle riserve grasse.

Insomma: c’è che dopo il parto si ritrova più magra di quando è rimasta incinta e chi ancora lotta strenuamente con i chili di troppo quando il bambino già parla… ecco qualche consiglio per queste ultime

Tre regole d’oro per Dimagrire Dopo il Parto

Mamme o non mamme, la difficoltà di dimagrire la conosciamo tutte: appetito che invita a mangiare più del necessario, cibi indicati poco invitanti o lunghi da preparare, poco tempo (o poca voglia) di fare attività fisica, stile di vita che “rema contro”.

Per chi è appena diventata mamma, tutto ciò è ancora più difficile da affrontare perché c’è ben altro a cui pensare.

Per dimagrire e ottenere presto risultati visibili occorre, allora, prendere la situazione di petto e agire su tutti i fronti.

All’inizio ci vuole molta determinazione ed è una sorta di atto di fede, poi i risultati incoraggeranno a proseguire e sarà tutto un po’ più semplice.

  1. Mangia il giusto

I medici che ti seguono sapranno consigliarti una dieta che ti mantenga in forze, fornendo a te e al bambino che allatti i giusti elementi nutritivi

Attieniti a quella e non aggiungere nulla.

È ovvio, ma pensa a come è facile ordinare una brioche nel bar in cui sei entrata per allattare durante la passeggiata con la carrozzina, con la scusa che “allatti e consumi”. Ciò è vero, ma la tua dieta lo tiene già in considerazione.

Se tutti i pomeriggi ti concedi un cappuccino e una brioche in più del necessario, assumi circa 350 calorie che non ti servono.

  1. Fai attività fisica

Per qualche misterioso motivo, la fatica che fai a badare alla tua creatura sembra che non conti nulla ai fini del dimagrimento, quasi come se il dispendio energetico che fa dimagrire fosse solo quello provocato allo scopo.

In realtà, molte mamme riescono a perdere peso facilmente proprio per via delle maggiori incombenze, ma a volte essere genericamente in movimento non basta.

Per molte è impensabile ritagliarsi anche il tempo per lo sport, oppure le energie proprio non lo permettono.

Se non puoi tornare in palestra o a correre, tieni almeno un ritmo più sostenuto durante la passeggiata con il tuo bebè, e approfitta di tutte le occasioni per bruciare calorie: spostati a piedi più che puoi, rinuncia all’ascensore e fai qualche flessione di straforo mentre giochi sul tappetone con il tuo piccolo.

  1. Keep calm and… organizzati!

Il bambino di assorbe tutte le energie e l’attenzione e… meno male! È normalissimo che sia così, hai solo bisogno di riorganizzare le tue giornate.

Un periodo di assestamento è normale, ma cerca di riprendere presto in mano la tua vita.

Trova il tempo per cucinare piatti leggeri con ingredienti sani. Anche se sono sempre spinaci al tegame, quelli che acquisti già pronti in gastronomia contengono quasi sicuramente più grassi di quelli che prepareresti tu centellinando il condimento.

Per Dimagrire Dopo il Parto ci vuole, in molti casi, ancora più determinazione che per perdere peso in altri momenti della vita, ma si sa che le mamme hanno una marcia in più!

Resource: Formamigliore Web

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Immobiliare Felicioni – Appartamenti in affitto Civitavecchia

Devi mettere in affitto il tuo immobile oppure cerchi appartamenti in affitto a Civitavecchia?

Immobiliare Felicioni: dalla tua parte sempre con il miglior servizio possibile

Se sei proprietario di un immobile e hai deciso di affittarlo, farsi rappresentare da un’agenzia immobiliare di fiducia sarà sicuramente il miglior passo da fare per evitare, volenti o nolenti, di cadere in una qualche trappola dalla quale è poi difficile uscire. Avere qualcuno al proprio fianco, che faccia le tue veci dal primo incontro con i potenziali locatari, fino alla firma ultima del contratto, è molto importante quando metti i tuoi appartamenti in affitto. Civitavecchia mette a tua disposizione la professionalità di chi è nel campo da anni, con competenza e risultati tangibili: Immobiliare Felicioni.

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Gli esperti di Immobiliare Felicioni saranno per te consiglieri e guide capaci di discriminare i locatari interessati in base alle tue preferenze, assicurandoti la serietà di coloro che ti verranno proposti come potenziali locatari! Con grande responsabilità, l’agenzia immobiliare ti seguirà nella scelta della soluzione migliore per la tua particolare esigenza e ti accompagnerà nella compilazione di tutti i documenti necessari per mettere regolarmente i tuoi appartamenti in affitto. Civitavecchia e tutti coloro che desiderano mettere in affitto la propria casa hanno infatti dalla loro parte l’ampia visibilità offerta da questa agenzia immobiliare di Civitavecchia.

I tuoi appartamenti in affitto a Civitavecchia sono al sicuro con l’Immobiliare Felicioni

L’Immobiliare Felicioni è proprio l’agenzia che fa al caso tuo! Con la massima serietà e un’elevata professionalità saprà districarsi in ogni caso burocratico per realizzare l’ultimazione di contratti di successo, capaci di soddisfare pienamente entrambe le parti, grazie alla grande competenza intuitiva e alle conoscenze specifiche degli esperti agenti immobiliari che conoscono il mercato e sanno individuare sempre il locatore più adatto per i proprietari e la casa più adatta per ogni potenziale locatore!

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Le birre speciali di Dibevit a Expo Riva Hotel 2018

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  • 3 Febbraio 2018

Ci sarà anche Dibevit Import, società del Gruppo Heineken dedicata all’importazione e alla distribuzione di birre premium e speciali, all’Expo Riva Hotel 2018, l’atteso appuntamento con i professionisti dell’ospitalità e della ristorazione professionale, dal 4 al 7 febbraio 2018 nel quartiere fieristico di Riva del Garda, in Trentino.

Patrocinata da Federalberghi e Federturismo, l’Expo Riva Hotel è arrivata alla sua 42esima edizione e anche quest’anno coinvolgerà centinaia di aziende e migliaia di visitatori. Solo nella scorsa edizione sono stati coinvolti 539 espositori e 26.037 visitatori pronti a curiosare tra le quattro sezioni della Fiera: Indoor & Outdoor Contract, Food & Equipment, Eco Wellness & Technology e Coffee & Beverage dove potranno lasciarsi tentare dalle proposte Dibevit. La società, leader nazionale nell’importazione e distribuzione di birre provenienti da tutto il mondo, sarà presente con 10 referenze in fusto all’interno dello stand Partesa, azienda leader del canale Ho.Re.Ca del Gruppo Heineken, e offrirà ai presenti selezionati assaggi di: Maes Pils, Cristal, Blanche De Bruxelles, Lagunitas Ipa, McGargles Knock Knock Ipa, Bulldog Strong Ale, Hibu – Entropia, Hibu – Dama Bianca, Hibu – Avanti March e Hibu – Vaitra’.

Dieci varietà di cui apprezzare aroma, gusto, caratteristiche organolettiche, storia d’origine e provenienza. «Siamo molto felici di questa partecipazione. Expo Riva Hotel è una garanzia di qualità e competenza ed essere presenti significa intercettare clienti e professionisti del settore che avranno modo di conoscere meglio le nostre birre speciali, individuando nuovi trend di gusto e stile. Viaggiando con la fantasia e con il palato, dalle sponde del lago di Garda al resto del mondo. Perché con Dibevit ogni assaggio è una scoperta» – commenta Davide Daturi Amministratore Delegato di Dibevit Import.

Si partirà dal Belgio con: la Maes Pils, nata nel 1880 ma ancora oggi prodotta con l’antico sistema “a pavimento” che conferisce alla birra l’amaro di una vera Pils con un retrogusto pulito, la Blanche de Bruxelles, dalla schiuma ricca e cremosa, le cui tecniche di produzione sono tramandate gelosamente di padre e in figlio, con un gusto piacevolmente fresco al palato reso esclusivo dal leggero aroma agrodolce delle scorze d’arancio curaçao e del coriandolo, e la Cristal, nata nel 1928 e ritenuta in quegli anni un’innovazione rivoluzionaria che conquistò i consumatori grazie a una perfetta combinazione di leggerissima acqua di sorgente e materie prime selezionate tanto da essere premiata, nel 1989, con la medaglia d’oro (Monde Selection) per la qualità a Londra.

Ancora: spostandosi in Irlanda, la McGargles Knock Knock Ned’s IPA, nata in un luogo storico e affascinante come la città di Kilcock, fondata nel VII secolo nei dintorni di un antico monastero che produceva birra e che fino al 1800 ha ospitato ben cinque birrifici e due distillerie.

Una città in cui la famiglia McGargles ha dato vita a una birra-leggenda: molto bilanciata, con un finale non eccessivamente amaro e un sapore unico. Unico come Ned: il marinaio con due gambe di legno. Arriva dall’Inghilterra, invece, la Bulldog Strong Ale, nata nel 1947 e caratterizzata ancora oggi dall’originale armonia che coniuga venature dolci a note più intense e potenti, sentori di caramello e note di mandorle amare, con un aroma inconfondibile di malto, luppolo e vegetali, per un perfetto equilibrio tra gusto e potenza.

Sbarcando in America, ecco la Lagunitas Ipa, una delle birre più vendute in tutti gli States, con un bel colore dorato brillante e schiuma fitta, il cui bouquet intenso danza tra note balsamiche di pino e di resina e agrumate di pompelmo (una narrazione ironica vuole che sia realizzata con 43 varietà diverse di luppolo e 65 tipi di malti!). E infine, per arrivare in Italia, con HIBU Società Agricola Srl, dal 2007 produttore di birre artigianali di alta qualità, con le referenze Hibu Entropia, una bionda che procede in grande equilibrio fra slang americano e aplomb inglese, fino a trasformarsi in una Golden Ale che fa pace con il caos (da cui il nome) e conduce ad un meritato stato di benessere – Hibu Dama Bianca, una White Ipa dall’ampia gamma di luppolature capace di sedurre già al primo sorso. Il grado alcolico non eccessivo e i 40 Ibu che ci conducono verso un livello di amarezza da intenditori, fanno sì che questa blanche luppolata, sia apprezzata da un pubblico alle prime armi e da uno più smaliziato – Hibu Avanti March, una Spicy Saison secca e speziata, resa intrigante dallo zenzero e dal pepe rosa. Una novella Venere del Botticelli, che esce dalla sua conchiglia in primavera per condurci per mano verso l’estate – Hibu Vaitra’, una Apa dal palato amaro, una cascata di luppoli che rende felici gli amanti di questo stile. Che non spaventi il livello di amarezza, l’invito del mastro birraio è infatti “vai tranquillo!”, la bevuta è sincera e ti piacerà.

La quattro giorni dedicata al mondo dell’Ho.Re.Ca, dell’accoglienza turistica e della ristorazione, quindi, non potrà avere protagonisti più interessanti: poliglotti, cosmopoliti, ricchi di gusto. Referenze che i visitatori avranno modo di degustare allo stand Partesa, rimanendo sempre al passo con le nuove tendenze in fatto di birre speciali.

www.dibevit.it   –   www.bieretheque.it   –   www.beviresponsabile.it

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DIBEVIT IMPORT. Da 20 anni Dibevit Import mette a disposizione di grossisti e locali pubblici di tutta Italia una vasta gamma di prodotti selezionatissimi del panorama birrario internazionale e gli strumenti più idonei per la loro corretta somministrazione, anche attraverso corsi specializzati. Nel portafoglio di Dibevit Import ci sono circa 200 birre, importate da diversi Paesi europei, oltre alle italiane (Birra Moretti Selezione Riserva da 75cl: Grand Cru, Lunga Maturazione, Grani Antichi; e la gamma Cervisia: Camallo, Mozzo, Ciurma). Leader nell’importazione dei prodotti delle più importanti birrerie belghe e tedesche e principale partner dei prodotti di linea inglese, Dibevit Import (www.dibevit.it) è una società del Gruppo HEINEKEN Italia.

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Torneo calcio giovanile a Cattolica un evento da non perdere!

Indovinate un pò dove organizzeremo il torneo di calcio giovanile quest’anno? Qualche indizio? E’ uno dei luoghi balneari più frequentati e rinominati della costa Adriatica. Avete capito bene sul mare!

Una meta tra mare e montagna…impossibile annoiarsi! Stanco dalla partita vai al mare e rilassati sulla spiaggia, partecipa anche tu serate in discoteca, assapora la gastronomia tipica del territorio adriatico.

Il torneo di calcio giovanile a Cattolica un evento da non perdere!

Tra mare e montagna

E’ un’esperienza in cui divertimento e crescita camminano di pari passo. Il calcio è un gioco di squadra che insegna molto e che diverte. Condivisione e collaborazione per un solo scopo vincere! Tu e la tua squadra di amici potrete unirvi al torneo e giocare a calcio a Cattolica. Abbiamo scelto per voi una località di turismo fantastica!

Il torneo di calcio si svolgerà a giugno. Quando? Saranno tre giorni di un fine settimana dedicati alla tua passione.

Che zona precisamente? Cattolica- Gabicce mare (provincia di Pesaro). Bellissime località balneari. Molto frequentate durante il periodo estivo, vantano di grandi spiagge. Stabilimenti balneari curati, spiagge attrezzate. Cattolica e Gabicce Mare sono due località molto vicine, ci si può facilmente spostare da una zona all’altra con i mezzi pubblici oppure con la bicicletta. Il Monte di San Bartolo sovrasta le spiagge di sabbia di Gabicce.

Gabicce Mare, una zona tranquilla, sovrastata da montagne verdi e dal blu del mare. Le spiaggette ‘’sottomonte’’ sono le più belle e suggestive, immerse nella natura.

Cattolica sul litorale Adriatico, anche qui la montagna si affaccia al mare, i panorami sono stupendi.

Moltissimi gli eventi, le discoteche e i pub sul mare. Località fresche e dinamiche dove moltissimi sono i giovani che la visitano e la vivono, divertendosi.

E’ una meta divertente ed interessante per tutte le età dai più piccini ai più grandi. Cattolica offre divertimento di ogni tipo per le famiglie come per i più giovani. Tantissimi gli eventi che si organizzano.

Due città che si affacciano al mare a due passi dal verde, due città che non deludono proprio nessuno, né grandi né piccini.

Allacciatevi gli scarpini si va in campo!

Il calcio è uno sport in cui la forza fa l’unione. L’impegno collettivo è la forza di ciascuno dei suoi giocatori, in cui ognuno ha un ruolo. Il vantaggio sono la cooperazione e la collaborazione per un obiettivo comune: vincere. Esultare di gioia, arrabbiarsi o entusiasmarsi sono tutte emozioni profonde che puoi vivere prima, durante e alla fine di una partita.

Giocare a calcio è un’esperienza di crescita individuale e di squadra. E’ un modo per costruire amicizie, quelle vere!

Emozioni forti riempiranno questi tre giorni a Cattolica!

Prepara il borsone si parte!

Che la squadra sia composta da 5 o 7 ragazzi, la passione è una e l’obiettivo comune!

Tre giorni dedicati alla tua passione, il calcio! Cattolica è una meta che tutti vorrebbero visitare! Tu avrai l’opportunità di giocare a calcio con i tuoi amici o di trovarne nuovi! Allora cosa aspetti unisciti a noi! Questa è un’esperienza da vivere!

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Mutui: nel 2017 gli importi erogati sono cresciuti del 7,6%

Il 2017 è stato un anno positivo per il settore dei mutui, caratterizzato da un trend di crescita che ha riguardato sia gli importi medi richiesti sia quelli effettivamente erogati dalle banche. A fare un bilancio sulle performance degli ultimi 12 mesi ci ha pensato l’Osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it, che ha preso in esame un campione di oltre 25.000 richieste di finanziamento presentate tramite i due portali tra l’1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017.

Il segno più contraddistingue le principali voci analizzate, a partire dalle somme concesse dagli istituti di credito; nel 2017, il taglio medio erogato è stato pari a 128.227 euro, in aumento del 7,61% rispetto al 2016. Cresce, seppur in percentuale minore, anche l’importo richiesto dagli aspiranti mutuatari che, nel corso degli ultimi 12 mesi, hanno cercato di ottenere, in media, 130.210 euro (+3,91%).

Stabili, invece, sia l’età media dei richiedenti (40 anni), sia il tempo in cui si intende restituire il prestito, (circa 22 anni).

Altro dato positivo che emerge dall’analisi è quello legato al loan to value richiesto, ovvero la percentuale del valore dell’immobile che si intende finanziare; se nel 2016 i richiedenti cercavano di coprire tramite mutuo, in media, il 57% del valore della casa da acquistare, nel 2017 la percentuale è salita al 61%. Aumenta anche il loan to value erogato (il rapporto tra la somma concessa dalla banca e il valore dell’immobile), passato dal 54% del 2016 al 60% del 2017. Si annulla così la distanza tra quanto gli aspiranti mutuatari chiedono agli istituti di credito e quanto riescono effettivamente ad ottenere.

«L’aumento del loan to value erogato è legato da un lato alla maggiore disponibilità da parte delle banche a concedere mutui di importi più elevati», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Dall’altro all’incremento della richiesta media degli aspiranti mutuatari che, incentivati dai tassi bassi – frutto delle politiche monetarie della BCE – tendono a chiedere somme più alte così da conservare in cassa una maggiore liquidità».

Tasso: gli italiani preferiscono il fisso

Anche per il 2017 il tasso fisso si conferma come il preferito dagli italiani; analizzando il campione di riferimento emerge che il 73,60% di chi ha fatto domanda di mutuo ha scelto questo tipo di indicizzazione (erano il 69,80% nel 2016). Di contro, diminuisce la percentuale di coloro che hanno optato per il tasso variabile, passata dal 25,85% del 2016 al 21,81% del 2017.

«Una crescita così marcata del fisso», continua Cresto «va letta anche nell’ottica della politica del credito delle banche, che cercano sempre più frequentemente di garantire agli aspiranti mutuatari le migliori condizioni possibili su questo tipo di tasso, così da instaurare con loro rapporti di lunga durata e disincentivare future surroghe».

Mutui prima casa

Il trend positivo non cambia se si restringe l’analisi del campione ai soli mutui prima casa. Secondo l’Osservatorio, l’importo medio richiesto per acquistare l’abitazione principale è stato pari, nel 2017, a 137.056 euro, in aumento del 2,59% rispetto al 2016, mentre l’erogato medio ha raggiunto i 135.032 euro, (+7,01% rispetto all’anno precedente). Aumenta di ben 5 punti percentuali il loan to value erogato dei mutui prima casa raggiungendo, nel corso del 2017, un valore medio di poco inferiore al 70%.

«Si iniziano a vedere gli effetti di alcuni provvedimenti introdotti a sostegno di chi vuole comprare un’abitazione, come il Fondo di garanzia prima casa» – conclude Cresto «che nell’ultimo anno è stato accettato da un numero sempre crescente di istituti di credito e, in particolare, da quelli fortemente radicati sul territorio».

 

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Le cucine componibili protagoniste della nuova infografica Snaidero

Avere la possibilità di arredare la cucina della propria casa con mobili altamente funzionali, ergonomici e capaci di sfruttare sapientemente tutti gli spazi a disposizione (cosa che non guasta affatto negli ambienti di dimensioni più contenute!) rappresenta il sogno di chiunque sia alla ricerca di arredi per la sua nuova casa o in sostituzione di una vecchia cucina ormai in età da pensionamento.

Anteprima della nuova infografica SnaideroEsistono diverse configurazioni con cui è possibile realizzare una nuova cucina componibile e Snaidero, che di questi arredi si occupa da più di settant’anni, ha deciso di realizzare una nuova infografica per aiutare le persone interessate a destreggiarsi fra cucine a L, modelli con isola e tipologie lineari, solo per citarne alcuni tra i più diffusi.

Quella sotto riportata è solamente un’anteprima: per scoprire quanto siano importanti, nella configurazione della tua cucina che verrà, i concetti di ergonomia e il cosiddetto “triangolo di lavoro”, clicca sull’immagine per consultare l’infografica completa!

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Dottor Grandine e HDI Assicurazioni: la partnership

Dottor Grandine e HDI Assicurazioni stipulano una nuova partnership

Torino, 19 gennaio 2018. HDI Assicurazioni e Dottor Grandine hanno il piacere di annunciare la stipulazione di un’importante partnership per la gestione dei danni da grandine alle autovetture. L’accordo commerciale vede protagoniste due realtà prestigiose che intendono fornire ai propri clienti, attraverso questa nuova collaborazione, un servizio ancora più completo e capillare sul territorio.

Entrambi i protagonisti si sono dimostrati molto soddisfatti, e convinti che questa nuova opportunità offrirà grandi vantaggi ai clienti e alle aziende a cui si rivolgono: «L’accordo stretto con il gruppo HDI – sostiene l’a.d. di Dottor Grandine, Giorgio Riso – ci permetterà di canalizzare ancora di più gli interventi presso i nostri centri dislocati su tutto il territorio italiano»

Dottor Grandine s.p.a., è l’azienda leader in Italia specializzata nell’intero processo di gestione dei sinistri da grandine, attraverso l’uso di strumenti dedicati, unici e innovativi. Il suo network vanta oltre 350 service point di tecnici specializzati nel ripristino a freddo (PDR) e a caldo, coordinati da una centrale operativa e un call center attivo 24/7. Una struttura all’avanguardia e in costante evoluzione, che opera in sinergia con le principali aziende internazionali nel settore assicurativo e dell’autoriparazione e che pone al centro delle sue attività la costante attenzione alla qualità del servizio e al customer care.

HDI Assicurazioni è la società controllata dal gruppo assicurativo Talanx AG di Hannover, terza realtà assicurativa in Germania e attiva in oltre 150 paesi. La visione aziendale si pone come obiettivo il costante miglioramento della qualità dell’offerta e del servizio per soddisfare le esigenze di ogni singolo Cliente, attraverso la realizzazione di profili d’offerta e servizi “su misura” e la costruzione, nel tempo, di una relazione di fedeltà, reciproca stima e fiducia con le persone che credono nell’importanza dell’assicurazione, come strumento utile alla salvaguardia ed alla crescita del proprio tenore di vita.

Le due aziende sono presenti online, Dottor Grandine alla pagina www.dottorgrandine.com e HDI Assicurazioni all’indirizzo www.hdiassicurazioni.it, per mettersi in contatto e ricevere maggiori informazioni su servizi e attività.

Per maggiori informazioni:
www.dottorgrandine.com
mail: [email protected]
www.hdiassicurazioni.it
tel.: +39 06 421 031

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La pelle grassa e il suo trattamento

Dire come si presenta la cute grassa e di quali trattamenti necessita nonè semplice. E’ infatti una cute dalla genesi molto complessa.

Le cause di questo tipo cutaneo sono varie. Cerchereò di presentarle con un criterio chiaro, perchè solo in questo modo sarà facile capire le regole per la normalizzazione.

Un viso con parti cutanee seborroische si presenta in questo modo:

– cute untuosa in superficie con follicoli dilatati quando la seborrea è oleosa;
– cute lucida (quasi brillante) e tesa in superficie, con follicoli contenenti sebo, quando è asfittica, e sarà allora anche sede di comedoni o punti neri (qualche follicolo potrà anche essere infiammato);
– cute con sebo ceroso, duro e ristagnante nei follicoli che appaiono con protuberanze quando la sebarrea è al limite massimo (tipo cutaneo che si presenta di preferenza nelel zone ai lati del naso e del mento).

Tutte queste caratteristiche si possono inoltre avere su uno stesso viso, ove si noteranno: mento con sebo ceroso, guance con sebo oleoso, naso e fronte con cute asfittica e comedonica.

Al tatto, questa cute è spessa e il suo colorito è giallastro.

La pelle grassa è caratterizzata dalla disidratazione, quindi per il suo trattamento sono indicati prodotti idratanti non grassi, perchè apportano all’epidermide l’acqua di cui ha bisogno e tonici analcolici aromatici.

Le zone con i comedoni e il sebo ceroso, dopo essere state sottoposte a vapore per ammorbidire la parte e rendere più agevole il lavoro che seguirà, ne verranno liberate con speciali piccoli strumenti, detti levacomedoni, o trattate con particolari sostanze che facilitino poi la fuoriuscita dei comedoni per pressione (per questa manualità verranno usate, non le comuni veline detergenti, ma delle garze sterili).

Poi si procederà all’applicazione, prima, di lozioni disinfettanti, poi, di prodotti astringenti e di normalizzatori del pH (questo avviene usando prodotti ad azione acida poichè la pelle grassa ha il pH dal valore di circa 8, cioè a reazione alcalina).

Inoltre, per regolarizzare l’attività delle ghiandole sebacee, esistono in commercio dei preparati specifici che contengono sostanze capaci di attivare la funzionalità e la reazione degli strati profondi della pelle, cioè i cosiddetti biocatalizzatori (ormoni, vitamine, ecc.).

Questi preparati si trovano in commercio sotto forma di maschere, lozioni, creme, ecc. A chi presenta pelle grassa si consiglia di tenere una condotta di vita molto regolare e una dieta ricca di cerdura.

E’ però necessaria una puntualizzazione: la pelle del viso è sempre completamente grassa? La risposta è no.

Quasi sempre la cute di un viso è di tipo misto. Infatti, mentre la parte centrale del viso (mento, naso, centro della fronte) è quasi sempre grassa, sulla parte esterna delle guance, attorno agli occhi e sul collo, può essere normale oppure secca con rughe e, quindi, denutrita e disidratata.

E’ logico che le varie zone verranno trattate in base alle loro necessità specifiche.

Sulle parti grasse si eseguirà l’estrazione dei comedoni seguita dall’applicazione di tonici e di maschere astringenti. Sulle rimanenti zone si applicheranno prodotti nutrienti, riattivanti, idratanti, ecc.

Solo in questo modo, cioè con preparati specifici per le singole parti, si otterrà la normalizzazione e il miglioramento della cute del viso.

Articolo scritto in collaborazione con Medical Laser & Therapy, clinica specializzata in liposuzione a Milano.

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Immobiliare Felicioni – case in vendita Civitavecchia

Dinamicità, precisione, puntualità e alta professionalità

Quando sei alla ricerca di case in vendita a Civitavecchia, affidati agli esperti, affidati a Immobiliare Felicioni

Acquistare una casa è sempre un passo molto importante nella vita di ognuno di noi, e non solo per tutte quelle cose che dicono un po’ tutti: responsabilità, diventare grandi, le bollette… Parliamoci chiaro, acquistare casa fa paura, prima di tutto, per il terrore di prendere una fregatura, e poi per l’evidente impegno economico che questa scelta ci richiederà. Pensa solo ai mille giri in banca necessari per prendere un mutuo… Acquistare casa è un lavoro immane, impossibile da fare da soli. Proprio per questo è importante avere al proprio fianco qualcuno che si occupi di tutto e che prenda le nostre veci in un momento in cui, sinceramente, possiamo comprendere poco o nulla. Se sei alla ricerca di case in vendita a Civitavecchia l’Immobiliare Felicioni è proprio ciò che fa al caso tuo.

Contatta ora gli agenti dell’Immobiliare Felicioni allo 0766 22988 o al 393 9567003

Nel concludere il tuo affare di compravendita di case a Civitavecchia, desideri un’agenzia immobiliare che sappia assicurare la massima trasparenza in tutte le operazioni e ti tenga sempre informato sullo svolgimento di tutte le pratiche e di ogni evoluzione riguardante il tuo affare.

Immobiliare Felicioni si occupa da sempre di case in vendita a Civitavecchia offrendo i servizi di:

  • primo sopralluogo
  • raccolta della documentazione necessaria
  • valutazione immobiliare
  • promozione pubblicitaria dell’immobile
  • intermediazione tra le parti con le opportune delucidazioni
  • stipulazione di proposte d’acquisto
  • gestione e stipulazione di contratti di compravendita a seguito dell’assenso di entrambe le parti
  • conclusione con l’atto notarile che registrerà il contratto finale

L’Immobiliare Felicioni ha sede in Corso Guglielmo Marconi 17.

Se devi comprare una casa, ricordati che Felicioni provvederà a un’accurata ricerca per identificare le case più idonee a soddisfare ogni tua esigenza e con grande competenza ti guiderà verso la migliore conclusione per la conclusione del tuo affare! A seguito di un primo colloquio conoscitivo, durante il quale potrai esprimere tutte le tue richieste, anche le più strane e ricercate, la ricerca della tua nuova casa sarà un gioco da ragazzi.

La tua nuova casa è dietro l’angolo e l’Immobiliare Felicioni è pronta a farla tua!

Chiama ora lo 0766 22988 o il 393 9567003 per avere una panoramica generale sulle disponibilità in vendita.

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Gravina FIGC, dobbiamo lanciare una grande candidatura per Euro2028

L’appuntamento del 29 gennaio (presso l’Hilton di Fiumicino) si avvicina a grandi passi e il clima elettorale, tra i tre candidati (Gabriele Gravina, Damiano Tommasi e Cosimo Sibilia) per la presidenza della FIGC, si fa sempre più incandescente.

elezioni-figc-2018

Siamo (probabilmente) ad un passo da un cambiamento radicale, dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio (presidente federale uscente).
Serve una svolta, una scossa in termini di idee/progetti, ma anche uomini capaci di guidare un processo di cambiamento, che, da tempo, tutti chiedono, ma che nessuno, al momento, ha avuto il coraggio di attivare, a torto o a ragione. Ne abbiamo parlato, in esclusiva, con Gabriele Gravina (presidente Lega Pro), candidato ufficiale per la presidenza della FIGC.

D: Presidente, qual è la tematica che le sta più a cuore in questa difficile campagna elettorale?
R: Il mio programma tocca diversi temi e tutte le aree che compongono il movimento del calcio italiano. Pur tuttavia, dovendo scegliere, mi soffermerei sulla “sostenibilità”, un concetto che va oltre l’aspetto economico, seppure di grande attualità nel nostro Paese. Parlo, soprattutto, di sostenibilità di sistema, quindi il mio sguardo si rivolge inevitabilmente ai progetti, ai giovani, alla passione per questo sport, il tutto collegato ad un senso fortissimo di identità, che dobbiamo recuperare. Mi riferisco, quindi, non solo alla gestione aziendale delle imprese calcio, ma anche al management tecnico, alla qualità dei calciatori (da far crescere all’interno dei vivai), ecc.. E’ una equazione fondamentale da rilanciare nel sistema. Il mio impegno, una volta eletto, sarà in questa direzione.
Più in generale, dobbiamo riscoprire l’orgoglio di appartenenza ad un movimento sportivo, il più importante su scala nazionale. Percepisco, tra l’altro, muovendomi per la penisola, una “depressione” cronicizzata tra i nostri dirigenti. E questo mi fa molto male.

D: Di questa campagna, fatta di incontri, di comunicati (talvolta in fotocopia) e di accordi più o meno annunciati (spesso al rialzo), qual è l’aspetto in cui non si riconosce?
R: Se guardo, in generale a quello che sto vedendo, nessuno sta accarezzando l’anima degli stakeholders. Si parla solo di numeri in chiave elettorale. Tutti sono concentrati sulla mera somma delle percentuali (all’interno delle sette diverse componenti), in un visione troppo muscolare della campagna in esame. E’ un sistema, il nostro, che si sta inaridendo. E’ tempo di reagire.

D: La Lega spagnola di Javier Tebas sta utilizzando come ambassador all’estero personaggi del calibro di Gianluca Zambrotta (ex Barcellona, ma, soprattutto, campione del mondo con gli azzurri in occasione Germania 2006). Non le sembra quantomeno singolare? Nostri campioni all’estero che lavorano per la concorrenza.
R: E’ vero. E’ assolutamente incredibile. Nella mia idea futura di “Club Italia” c’è la partecipazione di molti campioni del recente passato. Campioni del 1982, così come del 2006. Non dei veri e propri testimonial, nel senso pubblicitario del termine, ma degli “accumulatori di entusiasmo”, da mettere al servizio delle Nazionali. Dobbiamo diffondere entusiasmo, capacità professionali, il tutto collegato a nuovi concetti di qualità. In Spagna, bisogna essere sinceri, possono contare su campioni del calibro di Messi o Cristiano Ronaldo. Top player che aumentano il tasso di spettacolarità del campionato. Il mercato italiano deve, però, tornare ad investire, a partire dalla progettualità.

D: Nei primi 100 giorni da presidente (in caso di elezione) cosa succederà?
R: Mi muoverò su tre direttrici: riforma statuti, riforma campionati (entro il mese di luglio) e successivamente, dopo le politiche nazionali (si voterà il prossimo 4 marzo), chiederemo al nuovo Parlamento, di intervenire su due temi centrali: la modifica della legge 91 e un disegno legislativo sul tema dell’apprendistato.

D: In cosa il suo programma è diverso rispetto a quello di Tommasi o Sibilia?
R: La mia è sicuramente una proposta più trasversale rispetto a quella degli altri candidati. Per gestire una federazione come la FIGC servono competenze multidisciplinari. Credo di poter essere di supporto, una volta eletto, a tutte le diverse componenti del mondo del calcio. Questa è una caratteristica distintiva per chiunque sarà chiamato a gestire,nei prossimi mesi, la “nuova” FIGC.

D: Molti addetti ai lavori ritengono Cosimo Sibilia (LND) il suo principale avversario. Cosa ne pensa?
R: La proposta di Sibilia è schiacciata sull’accentuazione del suo 34% (tanto pesa, sotto il profilo elettorale, la LND). Lo vedo molto arroccato su un’idea di maggioranza relativa. Come se questa percentuale possa risolvere tutti i problemi del calcio. E’ l’esercizio tipico di chi è votato al puro esercizio del potere. Personalmente preferisco il dialogo, il confronto, l’accentuazione delle identità e dei valori.

D: Tommasi, invece?
R: Con Damiano vi è un rapporto costruito nel tempo. Dobbiamo rafforzarlo proprio in vista di questa tornata elettorale. Siamo stati al fianco in tante battaglie, portate avanti già nella precedente campagna elettorale (quella che ha portato, il 6 marzo 2017, alla vittoria di Carlo Tavecchio su Andrea Abodi, per pochi punti percentuali). C’è un dialogo aperto da sempre. Mi meraviglierei del contrario.

D: Gravina, è pronto a fare una promessa agli italiani?
R: Quale, nello specifico?

D: In Qatar, nel 2022, ci saremo? Non è che assisteremo ad una nuova Apocalisse, parafrasando Tavecchio?
R: Assolutamente. L’Apocalisse (battuta di Tavecchio prima dell’eliminazione per mano degli svedesi, nda) si concretizza, per definizione, una volta soltanto. L’eliminazione l’abbiamo già vissuta, pagando, come movimento, un prezzo altissimo. Adesso dobbiamo puntare a realizzare i progetti migliori e a ripartire con entusiasmo. Ci saremo sicuramente in Qatar, per la Fifa World Cup 2022. Promessa garantita. Prima, tra l’altro, dobbiamo lanciare una grande candidatura tricolore per l’organizzazione di Euro2028.

D: Come si pone rispetto al CONI e alla figura di Malagò?*
R: Per natura ho massimo rispetto delle istituzioni. Certamente non ho alcun interesse ad entrare in conflitto con il Coni. Sarebbe, tra l’altro, un inutile dispendio di energie e, poi, il CONI è la casa dello sport italiano. Non avrebbe alcun senso. Il nostro mondo, nel futuro, deve tornare ad essere centrale, puntando ad una maggiore dignità rispetto al panorama variegato delle FSN (Federazioni Sportive Nazionali).

* per la cronaca, la domanda è stata posta al presidente della Lega Pro prima dell’incontro di ieri al Palazzo “H”. Malagò ha chiesto ufficialmente, ai tre candidati per la presidenza FIGC, di identificare una nuova data per l’assemblea. Gli stessi, al momento, non hanno acconsentito alla proposta del n.1 dello sport italiano, anche se è prevista una decisione finale nella giornata di sabato 27. Secondo molti addetti ai lavori Malagò, dopo l’ultimatum alla Lega serie A (per definire AD e Presidente entro i prossimi 30 giorni), si preparerebbe a chiedere un commissariamento della FIGC.

 

FONTEsporteconomy.it

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LCSI: Denis Alborino Torri, Presidente di Refidest, ne spiega le regole fondamentali

Denis Alborino Torri spiega quali sono le basi legali della normativa inerente alla concorrenza sleale e ai relativi diritti di azione della Confederazione Svizzera.

Denis Alborino Torri: "LCSI protegge la concorrenza leale e la buona fede nei rapporti commerciali"

Membro degli esperti internazionalisti di Desteco SA, Denis Alborino Torri ha posto al centro delle proprie analisi la legge sulla concorrenza sleale attualmente vigente in Svizzera. Una Normativa tesa a proteggere la concorrenza, favorendo dunque l’instaurazione di rapporti di buona fede e pratiche commerciali corrette. Estesa a tutti i livelli, la protezione riguarda consumatori, organizzazioni e operatori di mercato, comprensiva degli interventi che le autorità della Confederazione possono mettere in campo. Tra le novità introdotte dalla modifica alla LCSI, entrata in vigore nell’aprile del 2012, il Presidente di Refidest Denis Alborino Torri evidenzia la possibilità per la Confederazione Svizzera, qualora siano in gioco interessi nazionali collettivi o di categoria, di intentare azioni civili e denunciare alle forze di polizia persone e aziende responsabili del mancato rispetto delle leggi in materia di concorrenza leale, rappresentata nel corso delle procedure penali e civili dalla SECO. Preclusa invece per la Confederazione la competenza sul diritto al risarcimento. Per chi è stato interessato da pratiche scorrette, è necessario infatti impegnarsi in prima persona, esigendo la restituzione per vie legali.

Denis Alborino Torri: percorso professionale

Impegnato da oltre due decenni nel campo dell’internazionalizzazione di impresa, Denis Alborino Torri opera come consulente su scala internazionale, da Londra a Lugano. Impegno che il professionista di origini liguri porta avanti attraverso il team Desteco e il circuito estero di ICA Network, società per la quale copre l’incarico di Segretario Generale. Presidente del Polo Tecnologico Innova e di Refidest SA, Denis Alborino Torri si è specializzato in materia di brevetti, international tax planning, trust, global advisory board e check up fiscale internazionale: competenze che mette in campo nei numerosi seminari a cui prende parte nelle vesti di relatore. Co-autore del libro dedicato ai trust, "Tutto lavoro e famiglia", partecipa alla formazione dell’Organismo di Autodisciplina dei Fiduciari del Cantone Ticino, ente che fornisce assistenza ai fiduciari locali ed è stato riconosciuto ufficialmente dalle autorità elvetiche. Iscritto alle associazioni Adip e Step, è membro di diversi Consigli di Amministrazione.

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Eventi: Paolo Campiglio si prepara al Festival di Sanremo 2018

La gara, gli ospiti, la conduzione: le prime indiscrezioni su Sanremo 2018 analizzate da Paolo Campiglio , che parteciperà alla kermesse in programma dal 6 al 10 febbraio.

Paolo Campiglio

Sanremo 2018 in preparazione: le osservazioni di Paolo Campiglio

Cresce l’attesa per Sanremo 2018. A seguire la sessantottesima edizione del Festival della Canzone Italiana, in programma dal 6 al 10 febbraio 2018, ci sarà anche Paolo Campiglio, commentatore televisivo e musicale. Nelle ultime settimane il professionista ha dedicato sul suo blog diversi articoli sui preparativi della manifestazione, approfondendo le varie indiscrezioni pubblicate in merito. A segnare una tappa importante lo scorso 15 dicembre è stato il programma "Sarà Sanremo", nel corso del quale il pubblico, la giuria televisiva e la commissione musicale hanno decretato i sei artisti che tra cinquanta giorni si contenderanno il titolo di trionfatore nella categoria "Nuove Proposte" insieme ai due finalisti selezionati nell’ambito di Area Sanremo. Ha suscitato molto interesse (e qualche polemica) durante la serata l’annuncio dei Venti Campioni che saliranno sul palco dell’Ariston. Tra sorprese e riconferme, l’evento affidato quest’anno a Claudio Baglioni (direttore artistico e co-conduttore) procede a vele spianate verso febbraio. Ma mancano ancora diversi tasselli. Se tra gli ospiti sembra confermata la presenza di Laura Pausini, per la conduzione si fanno insistenti le voci che vorrebbero Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino coadiuvare il cantautore romano. Ma al momento non c’è ancora nessuna certezza. Paolo Campiglio, che ha seguito tutte le ultime edizioni della kermesse, non mancherà di riportare sul suo blog i tasselli mancanti di un appuntamento che anche quest’anno si riconferma attesissimo da milioni di italiani.

Paolo Campiglio: carriera e interessi del Presidente di Daclé

Quelle per la musica e lo spettacolo sono passioni che Paolo Campiglio, Presidente del gruppo Daclé, coltiva da tempo in parallelo all’attività professionale. Specializzato in internazionalizzazione di impresa, il manager annovera diverse esperienze in ambito farmaceutico. Dopo una prima esperienza nello studio associato che ha fondato poco più che ventenne, entra in Carmax-Pro Srl, realtà farmaceutica dove ricopre il ruolo di Chief Financial Officer. Nel 2003 approda in Daclé SA: inizialmente Direttore Commerciale, coordina il settore esteri. Gli viene affidato il compito di consolidare il brand sui mercati già esistenti e di guidarne l’espansione in Europa Orientale. Grazie alle sue capacità, viene scelto come Vicepresidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Nel gruppo cresce professionalmente arrivando a ricoprire le posizioni di Responsabile del patrimonio immobiliare e di Direttore Esecutivo della società capogruppo. Nel 2015 Paolo Campiglio viene nominato Presidente di Daclé SA: mantiene inoltre la carica di Executive Director della capofila.

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Gravina FIGC: Metà Serie A si schiera con lui

I due contendenti vedono 10 club, al momento candidatura Aic resta.

elezioni-figc-2018

Metà Serie A si schiera con Gabriele Gravina, per le elezioni della Figc.

Juventus, Inter, Roma, Torino, Fiorentina, Spal, Sampdoria, Cagliari, Sassuolo e Bologna, nell’incontro con il candidato della Lega Pro e con Damiano Tommasi, hanno espresso la loro intenzione di voto per il primo dei due, chiedendo al numero 1 dell’Aic “di fare sintesi”.

Tommasi è da parte sua intenzionato ad andare avanti con la candidatura.

Gravina conterebbe con un’alleanza sul 6% di voti dalla A, il 17% dalla Lega Pro, il 10% dagli allenatori, il 2% dagli arbitri e un 5% dalla B. L’Aic pesa per il 20%.

FONTEansa.it

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Aprire partita iva per liberi professionisti nel 2018

Sei un libero professionista che nel 2018 deve passare da ritenuta d’acconto a partita IVA: segui questa guida su come aprire partita IVA e scegliere il regime fiscale più adatto!

Regime forfettario o ritenuta d’acconto?

Hai iniziato la tua attività con ritenuta d’acconto? Sai che questa ha dei limiti importanti che non possono essere infranti. Tali limiti impongono:

  • di non superare i 5000€ di reddito annuo;
  • di non superare i 30 giorni di collaborazione occasionale per ogni committente;
  • di non pubblicizzare l’attività;

Lavorare con ritenuta d’acconto non è un lavoro continuativo. Come potrai notare non si devono mai superare i 30 giorni di lavoro continuativo per lo stesso committente! Scegliere la partita IVA è il passo migliore per avviare la tua attività in modo continuativo e sicuro, senza nessuna limitazione. Ma quale regime fiscale scegliere? E come si apre partita IVA?

Regime forfettario, ordinario e semplificato.

Spesso il concetto di partita IVA spaventa molto i liberi professionisti. Eppure esiste oggi un regime fiscale, agevolato, che può essere un ottimo inizio per la tua attività. Il regime forfettario, infatti, permette di godere di benefici importanti sulle imposte. L’unica imposta da pagare sarà pari al 5% dell’imponibile, nei primi cinque anni, e del 15% negli anni a seguire. L’imponibile su cui calcolare le imposte è determinato da una percentuale definita coefficiente di redditività, che varia in base all’attività lavorativa. Sia il coefficiente di redditività, sia il tetto di fatturato annuo sono definiti dal codice ATECO della tua attività. Il tetto di fatturato si aggira intorno ai 30.000€ e anche questo varia in base all’attività lavorativa. Aderire al regime forfettario, però non è possibile sempre e per conoscere le tue possibilità fiscali puoi usufruire della consulenza gratuita di Fiscozen che gratuitamente ti accompagnerà nelle fasi di decisione, apertura e gestione della tua partita IVA. Con https://www.fiscozen.it/ gratuitamente in sole 24h.

Come aprire partita IVA?

Per aprire la partita IVA è necessario compilare il modulo AA9/12 con tutti i dati che rappresentano la tua attività. Dovrai indicare il regime fiscale che hai scelto, il codice ATECO della tua attività e una serie di dati personali e fiscali che ti rappresentano. Il modello è da consegnare all’Agenzia delle Entrate e può essere fatto in tre modi differenti:

  • personalmente presso un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, consegnando il modello AA9/12, con carta d’identità;
  • attraverso una raccomandata a qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate con i medesimi documenti;
  • online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate compilando i medesimi documenti.

Ho aperto partita IVA

La tua partita IVA è pronta, puoi iniziare la tua attività e rilasciare le prime fatture. Dovrai procurarti un modello per le fatture e iniziare a conservare ogni documento fiscale rilasciato ai tuoi committenti. Con Fiscozen avrai a disposizione una piattaforma dedicata che ti permetterà di gestire la tua fatturazione, di avere l’analisi e le statistiche di spesa per gestire al 100% la tua attività, con l’ausilio di commercialisti partner per la dichiarazione dei tuoi redditi. Tutto comodamente da casa, online, da pc, smartphone e tablet! C’è però un ultimo passo da compiere, l’iscrizione alla cassa previdenziale. Se la tua attività non prevede una cassa previdenziale dedicata dovrai iscriverti alla gestione separata INPS.

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Crocchette Carnilove: presentata la nuova linea Grain Free

Carnilove è un noto brand specializzato nella realizzazione di mangimi per cani, il quale ha recentemente presentato una linea di alimenti Grain Free, ovvero preparati senza alcun impiego di cereali.

I cereali non sono adatti ai cani

Si sente dire spesso che i cereali non sono dei mangimi adatti ai cani, e questa non è affatto una mera credenza: i veterinari infatti hanno confermato il fatto che i cereali non siano certo dei nutrienti indicati per questi animali, per tale motivo il loro consumo dovrebbe essere sempre contenuto.

Il cane è un animale che, in natura, si procurerebbe il cibo prevalentemente tramite la caccia, per questo motivo non desta stupore il fatto che sia considerato carnivoro.

D’altronde delle conferme biologiche di questo giungono dall’analisi del suo apparato digerente, il quale è in grado di assimilare con sorprendente facilità muscoli, interiora, cartilagini e perfino delle piccole ossa.

I cereali sono dei mangimi decisamente poco adatti all’alimentazione del cane, d’altronde è molto frequente che i cani che vengono alimentati con importanti quantità di cereali tendono a sviluppare piuttosto celermente dei disturbi.

É soprattutto l’intestino del cane a risentire negativamente di un’alimentazione in cui figurano quantità rilevanti di cereali, senza trascurare il fatto che tali alimenti sono destinati ad innalzare l’indice glicemico dell’esemplare, e anche questo è un aspetto da tenere sempre sotto controllo.

La scelta Grain Free di Carnilove

Sulla base di tali consapevolezze Carnilove ha perfezionato i suoi mangimi: le crocchette Carnilove sono proposte in diverse varianti, e la linea include sia mangimi dedicati agli esemplari adulti che mangimi per i cuccioli, i cosiddetti mangimi per “Puppy”.

Questo aspetto è molto importante, dal momento che gli esemplari molto giovani palesano in genere una sensibilità intestinale molto superiore rispetto a quella degli esemplari adulti, di conseguenza il consumo massiccio di cibi inadatti come quelli a base di cereali può comportare dei problemi rilevanti.

Nel formulare i suoi mangimi Grain Free, Carnilove ha scelto delle fonti proteiche di prima qualità, perfettamente coerenti con le necessità nutrizionali del cane: le crocchette Carnilove sono infatti disponibili nelle varianti al salmone, alla renna, al cinghiale, al tacchino, al fagiano, all’anatra.

Le crocchette Carnilove possono dunque rappresentare un’ottima scelta per chi sta cercando un mangime di base di alta qualità; trattandosi di un cibo secco rappresenta una scelta ottimale anche sul piano della praticità, dal momento che l’alimento si conserva perfettamente anche una volta aperta la sua confezione.

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