Fumare in gravidanza è molto pericoloso oltre che per la nostra salute anche per quella del futuro nascituro. Questo perché la nicotina, da cui è composta la sigaretta, è una sostanza altamente tossica che se assunta per molte dosi, può provocare il distacco della placenta e la morte del feto. Inoltre aumentano anche le possibilità di provocare un futuro tumore ai polmoni al bambino che andrà a nascere.
Ecco perché è importantissimo dire subito addio alla sigaretta. E per farlo, si possono sia usare dei prodotti per smettere di fumare ma anche chiedere aiuto ad uno psicologo o uno specialista. In aggiunta, potete anche servirvi delle nostre dritte per allontanare precocemente lo spettro del fumo.
1. Modificate la vostra routine
Per andare al vostro corso premaman passate sempre dal vostro rivenditore di sigarette di fiducia? Provate allora a cambiare strada per evitare di cadere in tentazione. Oppure, avete amiche che amano fumare in vostra compagnia? Chiedete loro di non farlo, almeno in vostra presenza. Insomma, per smettere di fumare delle volte basta anche aiutarsi cambiando alcune abitudini diventate automatiche nel tempo, ma fin troppo dannose per la propria salute.
2. Avete una ricaduta? Non scoraggiatevi
Il fumo è un vizio e come ogni vizio che si rispetti, non è facile disinnescarlo in modo automatico e repentino. Se durante il vostro percorso vi capita di cedere, non demoralizzatevi troppo. Siete umane e quindi ci sta alle volte avere dei momenti di debolezza. La cosa più importante è evitare di ricadere in tentazione facendo il possibile per distrarsi e resistere. Abbiate cura di circondarvi di persone positive vicino, in particolar modo durante i giorni d’astinenza, per affrontare il tutto con ancor più coraggio.
3. Raccogliete i soldi non spesi per il vostro bambino
Per aiutarvi a dire addio al fumo, raccogliete ogni giorno o settimana i soldi non spesi e che avreste usato per compravi le sigarette. Metteteli in un salvadanaio e quando vi sentite più insicure o fragili, andate a fare acquisti per il vostro bambino. Ciò vi farà sentire più forti, soddisfatte e soprattutto vi aiuterà a capire che state facendo tutto questo anche per lui, per farlo nascere sano e soprattutto in modo dignitoso.
La cute del nostro corpo è formata da due parti principali: l’epidermide e il derma. La prima è un epitelio di rivestimento pavimentoso pluristratificato cheratinizzato. La seconda è un tessuto connettivo di sostegno. L’epidermide è lo strato epiteliale della pelle. Quest’ultimo non è vascolarizzato, ed il suo nutrimento dipende dalla diffusione di metaboliti ed ossigeno dallo strato più superficiale del derma. Ha uno spessore che può arrivare fino a 1,5 mm. L’epidermide è costituita da diversi strati collocati dalla profondità alla superficie, e le sue cellule sono chiamate cheratinociti. L’ultimo strato è costituito da cheratinociti morti, ed è chiamato cheratina. Andando a guardare dall’interno all’esterno, gli strati sono: strato basale, strato spinoso, strato granuloso, strato lucido e strato corneo.
La giunzione dermoepidermica costituisce il limite fisico tra epidermide e derma, ed è costituita da una membrana basale alla dipendenza di entrambi gli strati. Le lamine che troviamo qui sono tre: lucida, basale e fibroreticolare. Ognuna di queste ha una funzione diversa, tra cui scambio di ossigeno e metaboliti. Il derma è l’ultimo strato della pelle, ed anche quello più profondo. È formato da una parte papillare ed una reticolare. Il derma è vascolarizzato e quindi presenta la via di diffusione che i metaboliti e l’ossigeno compiono per arrivare dal sangue all’epidermide. Ricco di fibre collagene ed elastiche, conferisce elasticità e resistenza alla cute.
Le patologie della pelle e perchè rivolgersi dal Dottor Giuseppe Mazzarella, dermatologo a Lecce
La comparsa di lesioni cutanee è sempre fonte di particolare allarme per il paziente. Questo è dovuto al timore di malattie infettive, tumorali o croniche, oltre che a essere fonte di preoccupazione per problematiche di carattere estetico. Il paziente va rassicurato e informato sull’origine e sulla cura di tali eventuali patologie. Nell’approccio al paziente è fondamentale raccogliere un’analisi dettagliata sia per la diagnosi che per la terapia. L’igiene della pelle e la sua cura nei confronti di cause potenzialmente lesive rappresentano elementi essenziali di prevenzione.
Quando ci si imbatte in una imperfezione cutanea la preoccupazione è uguale sia per le donne che per gli uomini. Rivolgersi e chiedere consiglio ad un dermatologo professionista è sempre importante per prevenire e per curare le patologie che interessano la cute. Proprio per questo motivo tante persone si affidano al Dottor Giuseppe Mazzarella, specializzato dermatologo a Lecce. Il Dottor Mazzarella fornisce consigli utili per la cura e la prevenzione di pelle, unghie, capelli e mucose. Ma non finisce qui. La specializzazione del Dottor Giuseppe Mazzarella gli ha conferito a quest’ultimo anche competenze nell’ambito di trattamenti estetici, come per esempio operazioni antirughe e trattamenti per gli inestetismi cutanei. Questo dermatologo di Lecce è anche esperto di alimentazione, e saprà dare consigli utili per diete personalizzate. Il Dottor Giuseppe Mazzarella ha il suo studio in Piazza E. Montale 3, a Lecce. Se vuoi saperne di più chiama subito al 3497809705.
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Le cucine odierne vengono progettate in base a ricerche impostate su criteri di funzionalità, sullo studio dei materiali e sulla ricerca di un design innovativo. Ma in passato, soprattutto per buona parte del Novecento, le cucine sono state posti in cui tanti rumori e molto fumo la facevano da padrone, di solito nascosti sul retro della casa o affacciati sul cortile interno. La cucina, insieme all’eventuale dispensa e cantina, era una vera e propria zona di servizio, dove la padrona di casa andava solo per controllare che fosse tutto al posto giusto, e dove il padrone probabilmente non era mai stato. Fare colazione, pranzare o cenare in cucina era alquanto utopistico: solo i ceti meno abbienti vi consumavano i loro pasti quotidiani.
Estetica e funzionalità delle cucine arrivano quando le classi lavoratrici diventano più borghesi e meno povere, quando il personale di servizio diventa così costoso da preferire l’acquisto dei nuovi elettrodomestici, quando arriva il benessere del dopoguerra. La cucina diventa così il vero cuore pulsante della casa, uno spazio aperto, sociale e pubblico che cambia immagine a seconda dei diversi momenti della giornata: si mangia da soli o tutti insieme, si fanno i compiti sul medesimo tavolo dove si prepara una merenda fra amici, si chiacchiera, si telefona. La cucina è diventata il fulcro delle case del ventunesimo secolo.
La stanza preferita dagli italiani
Secondo alcuni sondaggi recenti, per il 69% degli italiani la stanza della casa in cui si riesce a ritrovare la perfetta armonia familiare è lo spazio cucina. Preparare pranzo e cena trasmette benessere psicofisico (per il 52%), allontana lo stress quotidiano (per il 34%). Non importa se si sta preparando un semplice panino o una cena a lume di candela, secondo quasi 7 italiani su 10 l’esperienza in cucina di casa è un momento capace di trasmettere positività e serenità. Piatti e fornelli possono diventare un momento di gioia e di benessere (52%) e la cucina di casa diventa per gli italiani uno spazio preferito alla comodità che può dare una camera da letto (45%) ed ai confort tecnologici disponibili all’interno del proprio soggiorno (34%).
AD Architetture
Sempre più clienti si rivolgono verso AD Architetture, specialisti nell’arredo cucina a Lecce. La cucina è lo spazio più amato dentro casa. Sarà perché è da sempre il focolare dove tutti si ritrovano a fine giornata, sarà perché emana calore al solo pensiero, come abbiamo visto in precedenza. AD Architetture si occupa lavora con passione e inventiva, trovando sempre le soluzioni che rispecchiano i desideri di chi dovrà viverla. Da tre generazioni propone sempre il miglior rapporto qualità prezzo. Seleziona i modelli delle aziende più note e qualificate del settore cucina e degli elettrodomestici e crea cucine da sogno, belle e comode da vivere ogni giorno. AD Architetture, ditta di arredo cucina a Lecce, si trova a Novoli, in Via San Paolo (LE). Se desideri avere ulteriori informazioni chiama allo 0832 712638.
Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujairah, Ras Al Khaimah, Sharjah e Umm Al Quwain. Con una popolazione di circa 10 milioni di abitanti e un PIL 2017 di 335 miliardi di euro, i sette Stati degli Emirati Arabi Uniti vantano uno dei prodotti interni lordi più alti al mondo e si distinguono per essere uno dei mercati più interessanti per l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Al momento, gli Emirati sono il 15° mercato di destinazione per l’Italia e il primo mercato di sbocco per le imprese italiane nell’intera area del Medio Oriente. Posizionata al settimo posto tra i fornitori, l’Italia raggiunge una quota di mercato di circa il 3% con un interscambio commerciale positivo e costante. E questo anche grazie alle zone di libero scambio presenti nel Paese (FTZ – Free Tax Zone) che attirano un numero cospicuo di capitali esteri.
Dei sette Emirati, Dubai ne costituisce il fulcro economico, lo snodo dell’intero Golfo Persico.
Dubai oggi è un hub logistico e commerciale di spicco nell’intera regione, certamente il migliore per chi investe in Africa. Per le imprese, la piazza di Dubai rappresenta un luogo dove intercettare le multinazionali che investono in Africa, i capitali del Golfo diretti in Italia e anche un nutrito gruppo di potenziali clienti nei settori più dinamici dell’economia emiratina: quello bancario e assicurativo per esempio, ma anche quello dei trasporti e quello, piuttosto promettente, della salute, che va dal farmaceutico fino alle strutture ospedaliere.
La finanza islamica è ormai argomento di discussione da diverso tempo tra gli esperti in tutto il mondo, ha enormi potenziali inespressi, e porterebbe enormi benefici all’economia globale se inserita in modo appropriato nelle economie occidentali. I fondamenti sono totalmente diversi, cambia il principio sottostante anche se gli strumenti possono nella prassi essere analoghi ed avere delle somiglianze. Il sistema giuridico religioso permea la realtà nella ricerca di soluzioni eque, quindi ad esempio: non esiste finanza pura, deve essere sempre collegata alla finanza reale, minimizzando il rischio di un’esposizione finanziaria non garantita; Salvaguardia della liquidità, per garantire la stabilità del mercato finanziario.
Il mercato è di forte interesse anche per le imprese bergamasche. Già nel 2016 le imprese edili bergamasche, hanno siglato un accordo con Dubai in merito alla ristrutturazione dell’aeroporto e delle linee ferroviarie. Ma molto esigua rimane ancora oggi la presenza di imprese bergamasche in questi Paesi. Le imprese bergamasche prediligono l’export tramite distributori locali, piuttosto che una presenza stabile sul territorio. Elemento che, invece, potrebbe fare la differenza nel Golfo.
Per fare luce sulle potenzialità di questo mercato, evidenziandone le peculiarità in materia fiscale, finanziaria e di diritto societario, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili organizza un convegno di approfondimento in programma giovedì 19 luglio alle ore 15 presso la sede dell’Ordine in via Rotonda dei Mille 1 a Bergamo.
«Nel 2017 l’export italiano verso gli Emirati ha superato i 5,3 miliardi di euro, con un buon andamento soprattutto delle vendite di macchine di impiego generale, dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e dei metalli preziosi. Ma le possibilità di crescita sono numerose e riguardano anche altri settori. Essere informati è fondamentale per poter operare le scelte migliori per il proprio business. Per questo, nel corso del convegno affronteremo alcuni degli aspetti più importanti legati all’internazionalizzazione delle imprese bergamasche negli Emirati Arabi Uniti inquadrando quali sono i trend evolutivi dell’economia globale e di quest’area nello specifico» – annuncia il dott. Paolo Saita, consigliere dell’ODCEC di Bergamo, delegato della Commissione di Diritto e Fiscalità Internazionale dell’ ODCEC Bergamo.
Il convegno vedrà la partecipazione degli esperti: Laura Diana, componente della Commissione “Diritto e Fiscalità Internazionale” dell’Ordine, Pietro Paolo Rampino, Componente della “Commissione Internazionalizzazione delle Imprese e Rapporti con Organismi Internazionali” dell’ODCEC di Milano, Vice Presidente della Joint Italian Arab Chamber of Commerce (JIACC), docente alla Luiss Business School in ‘ Islamic Finance & Doing Business in MENA area’ e Roberto Scalia, avvocato e professore a contratto di diritto tributario presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bergamo, nonché presidente della commissione sulla fiscalità della JIACC.
La partecipazione è gratuita. Per informazioni: www.odcec.bg.it
Anche i nati nel 1999 hanno superato la fatidica “notte prima degli esami”. iSchool e i suoi studenti archiviano la maturità 2018 con risultati più che soddisfacenti confermati da due votazioni eccellenti: i 100 / 100 di Francesca Sangalli, diplomatasi all’Istituto Alberghiero, e di Francesco Gelmi, diplomatosi al Liceo con indirizzo linguistico. E in generale, tutte le classi hanno affrontato con grandi capacità la prova più temuta di sempre.
Gli indirizzi che hanno diplomato più ragazzi con 24 studenti l’uno sono stati l’Istituto Alberghiero, i cui studenti hanno mostrato una preparazione esemplare, con tesine eccellenti, e il Liceo delle Scienze Applicate, i cui studenti si sono distinti in particolare per la prima e terza prova.
A seguire il Liceo delle Scienze Umane con 14 diplomati, tutti – tranne un’unica eccezione – intenzionati a proseguire la carriera scolastica iscrivendosi all’università. Del gruppo ha fatto parte anche una persona disabile che ha superato senza difficoltà l’esame. Merito del suo personale impegno e di quello delle insegnanti, della famiglia, del referente Bes, del docente di sostegno e dell’intera classe che ha dimostrato grande sensibilità e attenzione.
Sono 12, invece, i diplomati del Liceo Linguistico, tutti con voti molto alti, pronti a tuffarsi nel futuro percorso universitario o nel mondo del lavoro che, ormai sempre più internazionalizzato, richiede persone competenti nelle lingue straniere. Domanda a cui gli studenti di iSchool potranno rispondere con una preparazione di alto livello in inglese, spagnolo, francese e tedesco. E altrettanto forte è la correlazione tra il mondo del lavoro e l’Istituto con indirizzo Informatico che ha visto diplomarsi 6 ragazzi. In questo caso, i buoni risultati degli esami, sono stati ulteriormente valorizzati da diverse realtà territoriali che hanno già richiesto la possibilità di avviare colloqui di lavoro ai fini dell’inserimento professionale degli studenti.
«La maturità è un momento molto delicato e importante nella crescita dei ragazzi che segna definitivamente l’ingresso nell’età adulta. Siamo felici che abbiano mostrato senso di responsabilità, oltre che preparazione, e che possano così affrontare nel migliore dei modi le prossime sfide della vita. Per l’altro, l’interesse dimostrato da alcune realtà imprenditoriali del territorio dimostra l’efficacia dei nostri indirizzi. Ringraziando tutti i diplomati per aver condiviso con noi questi cinque anni, facciamo loro i migliori auguri» – dichiara Paola Ferrante, Preside di iSchool.
Dentix, azienda leader nel settore della cura dentale fondata da un odontoiatra, apre la sua 36esima clinica di proprietà ad alta specializzazione in Italia. La clinica sarà aperta a Saronno, in Lombardia, regione in cui Dentix arriverà a contare, a seguito di questa nuova apertura, ben 14 cliniche. L’inaugurazione del nuovo centro avverrà mercoledì 18 luglio e porterà all’assunzione di 10 professionisti del territorio, con un totale di 370 nuovi posti di lavoro creati da Dentix in Italia.
A Saronno, Dentix aprirà in corso Italia 69, in un locale da 315 mq nel pieno centro storico, all’angolo con piazza Avis, in una zona molto amata e frequentata dai cittadini di Saronno, dove prima aveva sede un punto vendita Benetton. La clinica sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e garantirà ai pazienti la prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre, con uno staff selezionato in cui il Direttore Sanitario si occuperà del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.
Con la nuova apertura di Saronno, Dentix, già premiata alla 3° edizione degli Invest in Lombardy Awards come impresa simbolo degli investimenti stranieri in Italia, arriva a contare ben 14 centri ad alta specializzazione, non in franchising, nella sola Lombardia con oltre 150 professionisti assunti in regione. Cifra che, guardando complessivamente al resto d’Italia, arriva a 370 professionisti per 36 cliniche. E nei prossimi mesi sono previste almeno altre 9 aperture con l’obiettivo di arrivare entro dicembre 2018 a un totale di 45cliniche diffuse su tutto il territorio italiano.
Obiettivi di crescita che sono stati in parte già raggiunti: la compagnia, infatti, aveva previsto di aprire entro la fine del 2018 30 cliniche in Italia, risultato a cui è arrivata con largo anticipo, guardando così a nuove prospettive per consolidare ulteriormente la sua presenza nel Belpaese con servizi di qualità ad alta specializzazione. Tutte le cliniche, infatti, sono guidate da professionisti esperti pronti a prendersi cura dei pazienti istaurando con loro un rapporto di fiducia e mettendo a disposizione le migliori cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili.
Una formula molto apprezzata come testimoniano i numeri: su oltre 1.200 pazienti che hanno valutato le cure ricevute da Dentix, il 99% si è ritenuto soddisfatto. Aspetto fondametale se si consiedera che secondo quanto rilevato dal VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, oltre 12 milioni di italiani erano stati costretti a rinunciare o rinviare prestazioni sanitarieper motivi economicie che le cure odontoiatriche risultavano essere le meno accessibili (40,2%). Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, riesce a coprire solo limitate fasce della popolazione, rendendo quello delle cure dentarie un nervo scoperto del sistema sanitario universalistico italiano.
«Con Dentix nessuno dovrà più rinunciare a prendersi cura del proprio sorriso – afferma Paolo Marzo, Marketing Manager Italia di Dentix – Abbiamo creato un sistema di cliniche proprietarie e non in franchising per poter offrire la massima cura e attenzione ai pazienti. Essere presenti nelle province italiane in maniera capillare è fondamentale perché solo con presenza diffusa, prezzi accessibili e alta qualitià dei servizi offerti riusciremo a riavvicinare alle cure odontoiatriche anche tutte quelle persone che in questi anni sono state costrette a rinunciare. E l’inaugurazione della 14esima clinica in Lombardia, a Saronno, testimonia proprio l’efficacia di questo modello apprezzato da un numero sempre maggiore di persone, anche grazie agli abili professionisti che lavorano nelle nostre cliniche».
Entro la fine dell’anno, dunque, Dentix, già indicata dalla Borsa di Londra come una delle mille aziende che ispirano l’Europa, aprirà altri 9 centri, arrivando a 45 cliniche di proprietà aperte in Italia con un totale di oltre 500 professionisti assunti. Il tutto, distinguendosi sempre per essere un centro sicuro, professionale e di altissima qualità. A testimoniarlo, anche il basso tournover delle cliniche: inferiore alla media del settore.
Dentix in Italia – Dentix, dal dicembre 2014 a oggi ha aperto 36 cliniche, di cui 14 in Lombardi a Brescia, Bergamo, Monza, Cremona, Milano (corso San Gottardo, via De Amicis, piazza Argentina), Como, Rho, Mantova, Busto Arsizio, Legnano, Cinisello Balsano e Saronno. Basso il turnover nelle cliniche Dentix, inferiore alla media del settore, e grazie a un fatturato da 390 milioni di euro, oltre 5 mila occupati nel mondo (700 in più solo nel 2016) e ben oltre 250 cliniche di proprietà in tutto il mondo, Dentix è stata riconosciuta anche dalla Borsa di Londra come una delle «1000 companies to inspire Europe 2016», le mille aziende che ispirano l’Europa.
DENTIX: Con un’esperienza di oltre 15 anni, Dentix è una compagnia leader del settore odontoiatrico, creata da un odontoiatra. È un’azienda familiare e con un modello di business differente rispetto ad altre catene o alle assicurazioni sanitarie private e che si sviluppa grazie a cliniche di proprietà e non a cliniche in franchising. Ogni clinica di Dentix è composta da un’équipe di professionisti con il Direttore Sanitario che si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri, offrendo così un servizio completo che permette di soddisfare le richieste dei pazienti. Inoltre, un gruppo di esperti odontoiatri compone il dipartimento di qualità che, a livello nazionale, garantisce la massima qualità nei trattamenti per ottenere la soddisfazione dei pazienti. Tutti i centri Dentix dispongono delle ultime novità tecnologiche, come la tecnologia CAD-CAM e l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica con risparmio di tempi e attese. Per quanto riguarda gli impianti, Dentix usa solamente impianti di alta gamma. Grazie all’impegno della compagnia per la soddisfazione dei propri pazienti, questi godono di un’attenzione personalizzata e cortese e di una garanzia scritta e a lungo termine. Questa filosofia si riflette nell’alto indice delle raccomandazioni, tanto che circa il 40% dei pazienti si rivolge a Dentix grazie al consiglio di amici, familiari o conoscenti.
Le ferie sono un momento tanto atteso, ma quando arriva l’ora di partire, sono molti i vacanzieri che lasciano casa con la preoccupazione che possa accadere qualcosa di brutto durante l’assenza; ecco quindi che aumenta l’offerta di assicurazioni dedicate alla protezione dell’abitazione e, parallelamente, l’interesse degli italiani verso questi prodotti. Secondo l’analisi di Facile.it, le richieste di polizze casa raccolte tramite il portale nel corso dei primi 5 mesi del 2018 sono aumentate del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Ma quali sono le paure più comuni? Per rispondere alla domanda, Facile.it ha commissionato un’indagine all’istituto di ricerca mUp Research condotta, con l’ausilio di Norstat, su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*. Fa riflettere che una delle principali preoccupazioni dei vacanzieri sia che qualcuno approfitti della lontananza estiva per insediarsi abusivamente in casa; timore esplicitamente indicato da più di 5,2 milioni di italiani, vale a dire quasi 1 adulto su 6 tra chi farà le ferie.
Dal furto al gas aperto, (quasi) tutti hanno almeno una paura
Dall’indagine emerge che tutti, o quasi, hanno paura; il 95,5% di chi quest’anno andrà in vacanza ammette di avere almeno una preoccupazione legata alla lontananza da casa.
Guardando la classifica delle paure più sentite dagli italiani, al primo posto si trova il timore di subire un furto in casa; preoccupazione indicata dal 63,5% dei rispondenti, pari a 22,6 milioni di nostri connazionali.
«Oltre a proteggere l’immobile con sistemi antintrusione, è possibile tutelarsi con un’apposita polizza che consente, in caso di furto, di ottenere il risarcimento dei beni sottratti e degli eventuali danni causati dai ladri», spiega Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it. «Si tratta normalmente di garanzie aggiuntive a pacchetti assicurativi più ampi dedicati alla protezione dell’abitazione, il cui premio base parte da circa 5 euro al mese, valore che aumenta in relazione all’ubicazione e alle caratteristiche dell’immobile, nonché alla somma che si intende assicurare. A questo proposito – continua Agnoli – è importante considerare che, in caso di intrusione, il risarcimento viene calcolato “a primo rischio assoluto” e l’assicurazione rimborserà il contraente fino a un valore massimo pari a quello indicato nel contratto. È quindi fondamentale stimare con attenzione gli oggetti che abbiamo in casa perché proprio da questa valutazione dipenderà sia il costo della polizza, sia il risarcimento che potremo ottenere.».
Continuando a scorrere la classifica delle paure di chi parte per le vacanze, al secondo posto c’è quella di aver dimenticato a casa i documenti o i biglietti di viaggio; un timore che accomuna più di 10,2 milioni di italiani, pari al 28,8% di chi farà le ferie.
Al terzo posto si posiziona la paura, esplicitamente citata da 7,7 milioni di connazionali, di aver lasciato porte o finestre aperte (21,7%); una preoccupazione legata non solo ai topi d’appartamento, ma anche ad eventuali danni che l’abitazione può subire a causa del maltempo.
Altra preoccupazione tipica di chi va in ferie, spesso causa di dietrofront a pochi minuti dalla partenza, è quella di aver dimenticato il gas (14,5%) o il rubinetto (7,6%) aperti.
«Bisogna fare molta attenzione alle dimenticanze», sottolinea Angoli «perché anche quando si è assicurati con una polizza casa, se il danno è agevolato o causato da un comportamento negligente del contraente, la compagnia potrebbe negare il rimborso.».
Donne e uomini: chi ha più paure?
Interessante notare come i timori siano differenti a seconda che a partire sia un uomo o una donna. Se la paura di subire un furto in casa è, seppur di poco, percepita in misura maggiore dagli uomini (65,2% contro il 61,8% delle donne), è alla voce “dimenticanze” che si vedono le differenze più significative. Guardando alle risposte delle donne, il 33,2% dichiara di aver paura di scordare i documenti o i biglietti a casa (contro il 24,2% degli uomini), il 27,1% teme di lasciare porte o finestre aperte (contro il 16,1% degli uomini) e il 18,1% di dimenticare il gas aperto (solo il 10,9% degli uomini). Saranno più attenti i maschietti oppure è più spesso la donna a doversi occupare dei preparativi del viaggio, ansie incluse?
Età, provenienza e nucleo familiare
Dati curiosi emergono analizzando le risposte in base all’età; se è vero che le prime tre paure in classifica sono comuni a tutti gli italiani, indipendentemente dall’anno di nascita, è interessante notare come gli under 35 abbiano più paura di dimenticare qualcosa rispetto agli over 35. Se si guarda, ad esempio, al timore di scordare i biglietti di viaggio o i documenti, è quasi il 50% degli under 35 ad ammettere di avere questa preoccupazione mentre, tra gli over 35, solo il 22%. Viceversa, chi ha più di 35 anni risulta aver più paura dei furti in casa rispetto a chi di anni ne ha meno.
Interessante inoltre notare come, guardando alle risposte da un punto di vista geografico, non emergano significative differenze, segno che, quando si parla di questo genere di paure, gli italiani sembrano essere concordi nel condividere le stesse preoccupazioni.
Analizzando i dati in base alla dimensione del nucleo familiare, infine, emerge che all’aumentare del numero di persone in famiglia, crescono le paure, soprattutto quelle di dimenticare qualcosa.
* Metodologia: n.1018 interviste CAWI con individui in età tra i 18 e i 74 anni ed oltre, ad un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra il 7 e l’11 giugno 2018.
Il Salento è senza ombra di dubbio la zona più affascinante della Puglia. Si trova nella parte più meridionale della regione, tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico. Proprio per la sua particolare posizione sulla cartina geografica, il Salento è conosciuto anche come il “tacco” dello stivale italiano. Le notizie sull’origine del nome “Salento” sono tante e confuse. Secondo alcuni esso deriverebbe dal nome del Re Sale, antico re dei Messapi. Secondo altri invece i Romani indicavano come “Sallentini” gli abitanti delle paludi che circondavano il Golfo di Taranto.
Brevi cenni storici
Il Salento, dai Greci chiamato anche Messapia, era abitato dai Messapi. Tale popolazione era di origine illirica, che si vide costretta a difendersi dall’avanzata della popolazione di Taranto (città greco-spartana), salvo poi esserne assorbita nel corso del tempo. Durante i secoli il Salento fu soggetto al dominio di molte etnie, dai Greci ai Longobardi, dai Bizantini ai Saraceni fino ai Turchi. Quest’ultimi provarono a imporre la religione islamica, causando l’eccidio di circa mille persone.
La cultura architettonica ed urbanistica
Uno dei primi aspetti che risalta agli occhi quando si visita questa splendida subregione è il dominio incontrastato dell’architettura barocca leccese, lascito del Plateresco (stile artistico spagnolo fiorito tra il XV ed il XVI sec.). Il paesaggio architettonico presente sulla costa ed in campagna invece richiama le città dell’antica Grecia.
Lecce
Il centro nevralgico del Salento è sicuramente Lecce. Situato al centro della penisola salentina, Lecce è la terza città della Puglia per popolazione dopo Bari e Foggia. E’ nota anche come “la Firenze del sud” o “la Signora del Barocco”. Come già detto in precedenza, i resti archeologici della dominazione romana si mescolano alla ricchezza e all’esuberanza del barocco. La prevalenza di questo stile unico ed inimitabile si deve anche e soprattutto al Regno di Napoli, che durante la sua egemonia alimentò lo sviluppo architettonico di quest’ultimo. Lecce è stata tra le sei candidate a Capitale Europea della cultura per il 2019 e Capitale italiana della cultura nel 2015.
B&B I Colori del Salento
Il fascino di Lecce e di tutto il Salento è irresistibile per tantissimi turisti nazionali ed internazionali che decidono di passare le loro vacanze in questa splendida località. Questo è possibile solo grazie a dei veri professionisti del settore, che mettono la loro esperienza a disposizione dei clienti. Proprio come fa il b&b del Salento a Lecce. Questo bed and breakfast si chiama “I Colori del Salento”, e sempre più persone decidono di affidarsi a loro per prenotare la propria vacanza in terra salentina. Il fascino del Salento rimane intatto in qualsiasi stagione, non solo d’estate. I Colori del Salento a Lecce è una struttura elegante e moderna, in grado di accogliere i propri viaggiatori in un clima di totale comfort e relax. Tutte le camere di questo straordinario b&b del Salento a Lecce sono dotate di aria condizionata e servizio Wi-Fi. Ottima soluzione di grande qualità e di prezzo modesto, I Colori Del Salento è una garanzia per il tuo soggiorno vacanziero, estivo o invernale che sia. Se vuoi prenotare la tua vacanza, rivolgiti a I Colori del Salento. Li trovi a Presepe (LE), in Via Lecce. Se vuoi saperne di più chiama al 345 4633 193.
L’impianto elettrico è l’insieme di apparecchiature elettriche, meccaniche e fisiche che sono adibite alla trasmissione e all’utilizzo di energia elettrica. Ci sono due categorie di impianti elettrici: impianti civili e impianti industriali. I primi si utilizzano nelle abitazioni private e nei luoghi di pubblico accesso come scuole e ospedali; i secondi sono adibiti ai luoghi di lavoro e di produzione e sono spesso utilizzati per movimentare e automatizzare le “macchine” nelle industrie. Ogni impianto elettrico che si rispetti, durante la sua realizzazione, deve seguire in maniera rigorosa uno schema elettrico.
Com’è composto uno schema elettrico?
Uno schema o diagramma elettrico è la rappresentazione semplificata di un circuito elettrico o elettronico che fa uso di simboli convenzionali. La prima semplificazione è dovuta alla rappresentazione del circuito reale mediante componenti a parametri concentrati. In poche parole, non vengono presi in considerazione i fenomeni parassiti (la presenza di interferenze dovute a fenomeni induttivi o capacitivi tra connessioni e/o componenti). Oltre ai componenti del circuito stesso e ai loro collegamenti, lo schema può presentare informazioni circa le proprietà dei segnali che lo caratterizzano, come i valori di tensione o intensità di corrente, ed eventualmente anche le loro forme d’onda. Gli schemi elettrici sono fondamentali, oltre che per la progettazione, per la manutenzione di dispositivi elettrici ed elettronici, e di conseguenza per il loro sistema di protezione.
Le protezioni elettriche
Queste sono installate sia per proteggere le linee dell’impianto che le apparecchiature (es. generatori, trasformatori). Si dividono in attive e passive. Le protezioni attive rappresentano i componenti dell’impianto che intervengono sul circuito, normalmente aprendolo. Le protezioni attive intervengono soprattutto per salvaguardare l’impianto da guasti. Sono composte da un relè in grado di aprire il circuito. Il relè, in seguito a delle misure sull’impianto, e al verificarsi di una condizione di guasto, provvede a far intervenire l’interruttore che, aprendo la linea, interrompe la fornitura di energia elettrica e quindi toglie l’alimentazione al guasto. Le protezioni passive utilizzano strumenti che non intaccano il circuito ed il suo funzionamento. Queste protezioni hanno come compito principale quello di evitare la nascita di un guasto tramite arco elettrico o contatto tra parti diverse dell’impianto.
DSI Impianti – Azienda impianti elettrici Lecce
Quando installiamo un impianto elettrico nella nostra nuova casa dobbiamo affidarci a dei veri professionisti del settore. E proprio per questo sempre più persone si affidano a DSI Impianti, azienda di impianti elettrici a Lecce. DSI Impianti è specializzata nella progettazione e nella realizzazione di impiantistiche elettriche di ultima generazione. Lo staff di DSI Impianti opera con grande entusiasmo e passione, sempre aggiornati sulle nuove tecnologie e soluzioni d’avanguardia per sviluppare sempre nuove strategie di lavoro e perfezionare sempre di più i prodotti offerti! Tutto viene realizzato secondo le norme vigenti, mettendo sempre al primo posto la sicurezza del cliente. DSI Impianti offre sopralluoghi e preventivi gratuiti. DSI Impianti, azienda di impianti elettrici a Lecce, si trova a Martano (LE), in Via Persia 74. Per ulteriori informazioni chiama subito al 333 852 2448.
Fare shopping online è comodo, pratico e veloce; i vantaggi della tecnologia, e della rete in particolare, sono ormai noti ma, se non utilizzato con criterio, il web può diventare una trappola, un luogo insidioso a causa di fenomeni criminali quali truffe online, phishing e furti d’identità. “Secondo l’Eurostat – si legge in un articolo del Corriere della Sera – il 69% degli utenti europei si sente a suo agio con lo shopping online ma la sicurezza negli acquisti è ancora un tema sensibile. La rete può risolvere molti problemi, ma rappresenta anche un rischio anche per i più esperti di shopping con un click. Secondo le stime del Network europeo dei centri di consumo, nel 2014 il 12% degli utenti internet è stato vittima di frodi e l’8% ha subito un furto di identità, una delle frodi più pericolose”.
Cosa fare se si è vittime del cybercrimine?
Denunciare l’accaduto alla polizia postale; comunicare quanto successo alla propria banca e controllare il conto corrente; bloccare conti e cambiare password se si ha anche solo il sospetto di essere vittime di un furto d’identità.
Per chi è stato vittima di furti d’identità o truffe online, l’agenzia investigativa Roma Argo mette a disposizione un team di esperti, sia tecnici che legali, capaci di individuare i responsabili dell’illecito e raccogliere prove utili in sede giudiziaria. Il team per la cyber-security Argo è in grado di analizzare e bonificare il sistema oggetto dell’attacco e supportare la vittima in tutte le fasi dell’indagine.L’investigatore privato Roma Argo2001New è competente in materia di truffe informatiche e può aiutarti a recuperare il denaro perduto.
<<Per saperne di più>>
10 consigli per difendersi dalle truffe online
Ed ecco, infine, 10 consigli per evitare di incappare nella rete dei cybercriminali:
preferire siti ufficiali, certificati o notoriamente affidabili; diffidare di siti che non riportano l’indicazione della partita iva, i dati di contatto del venditore, termini e condizioni per l’acquisto;
verificare che il portale sia dotato del protocollo a tutela dell’utente https e che l’indirizzo non sia scorretto o abbreviato;
verificare l’esistenza di una pagina social network attiva e popolata di recensioni e/o richieste degli utenti;
verificare le foto a corredo del prodotto: diffidare se sono di scarsa qualità ma anche se il testo dell’annuncio è troppo breve, mal scritto e fornisce informazioni poco chiare;
prima dell’acquisto, effettuare una ricerca su un motore di ricerca per individuare eventuali commenti e feedback di utenti insoddisfatti o, peggio, truffati;
diffidare di prezzi del tutto fuori mercato e di offerte eccessivamente convenienti;
per il pagamento, utilizzare carte di credito ricaricabili, prepagate o pagamento al contrassegno;
non fidarsi degli sms o della email che invitano a cliccare su un link e ad inserire password, dati di accesso ad un conto corrente, numero di carta di credito con scopi illegali (cosiddetto phishing);
utilizzare le App ufficiali dei negozi online per completare l’acquisto;
utilizzare software e browser aggiornati e un sistema antivirus a protezione del pc.
Fonti:
“Difenditi dalle truffe online”
“Guida sicura agli acquisti online della Polizia postale”
Il momento di staccare la spina e godersi le meritate vacanze sta per arrivare per molti italiani, ma non per tutti. Secondo un’indagine commissionata da Facile.itall’istituto di ricerca mUp Research e condotta con l’ausilio di Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, sono 8,3 milioni i nostri connazionali che quest’anno non partiranno per le ferie estive, vale a dire poco meno di 1 italiano adulto su 5.
Chi resta a casa…
La prima ragione per cui non si parte è di natura economica; il 64% di chi rinuncerà alle vacanze, ovvero 5,3 milioni di persone, ha dichiarato, semplicemente, di non potersele permettere. Appuntamento invece solo rimandato per 1,4 milioni di persone (17% dei rispondenti che non partiranno); faranno sì le ferie, ma più avanti. Può sembrare curioso, eppure ci sono ben 1,2 milioni di italiani (15%) che non faranno ferie perché… non hanno interesse a farle!
Se a livello complessivo a non partire questa estate saranno soprattutto i single (1 su 3 resterà a casa), gli over 55 (più di 1 su 4) e i residenti nel Centro Sud (più di uno su cinque), analizzando la sola parte di rispondenti che hanno dichiarato di non potersi economicamente permettere le vacanze, emerge un altro quadro.
A dover rinunciare alle ferie per motivi economici sono principalmente le famiglie con 3 o 4 componenti, ma anche i giovani con età compresa fra i 25 ed i 34 anni (fra chi, in questa fascia d’età non parte, quasi 7 su 10 lo fa per ragioni economiche).
…e chi va in vacanza
Guardando all’altra metà della mela, sono circa 35,5 milioni gli italiani che partiranno per le ferie, ma dove andranno? Il Belpaese si conferma la meta privilegiata per i vacanzieri 2018, tanto che più di 7 rispondenti su 10 (73%) hanno dichiarato di scegliere come destinazione una delle località di villeggiatura italiane, mentre il 18% trascorrerà le ferie all’estero e il 9% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato che alternerà un viaggio in Italia con uno oltre confine.
In media gli italiani che partiranno trascorreranno in vacanza 10,6 giorni e se è vero che il budget pro capite mediamente stanziato per le ferie è risultato pari a 1.580 euro, il 52% dei vacanzieri non arriverà a spendere più di 1.000 euro.
Questo valore, però, cambia sensibilmente a seconda dell’età del viaggiatore; se gli under 25 sono quelli che spenderanno di meno, in media 785 euro, saranno gli adulti tra i 35 e 54 anni e gli over 55 a destinare maggiori risorse economiche alla vacanza, con una spesa media pro capite pari a, rispettivamente, 1.700 euro e 1.913 euro.
Budget diversi e, evidentemente, legati anche alla durata delle vacanze, che si preannunciano mediamente corte per i giovani con meno di 35 anni, dei quali circa il 50% farà viaggi inferiori ai 7 giorni, mentre i più adulti si concederanno soggiorni di durata maggiore, superiori alla settimana per il 62% di coloro che hanno tra i 35 e 54 anni e per il 69% degli over 55.
Per tutelarsi dai rischi connessi alle vacanze, chi parte, soprattutto per viaggi lunghi e fuori dall’Italia, sempre più frequentemente si assicura da eventuali imprevisti sottoscrivendo una polizza viaggio; secondo l’analisi di Facile.it nei primi 5 mesi del 2018 le richieste di polizze vacanza raccolte tramite il sito sono aumentate del 30,4% rispetto allo stesso periodo del 2017.
Tra le assicurazioni più diffuse c’è quella per l’annullamento della vacanza, che rimborsa il cliente nel caso in cui fosse costretto a cancellare il viaggio per gravi motivi, e quella per le spese mediche, che serve per pagare i costi legati a eventuali prestazioni sanitarie urgenti non coperte dal Servizio Sanitario Nazionale del Paese in cui si soggiorna.
«I benefici offerti da queste tipologie di assicurazioni sono molteplici a fronte di costi decisamente contenuti», spiega Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it. «I premi variano a seconda della tipologia di polizza e della destinazione, ma guardando alle migliori tariffe disponibili su Facile.it a giugno 2018, si parte dai 10 euro a persona per l’assicurazione sanitaria se si viaggia 1 settimana in Europa, fino ad arrivare a circa 20 euro per un pacchetto che include anche la garanzia annullamento. I prezzi salgono un po’ se ci si sposta fuori dal continente; per un viaggio di 1 settimana negli USA, ad esempio, i costi partono da 22 euro per la copertura sanitaria, mentre per un pacchetto con annullamento i premi partono dai 50 euro.».
* Metodologia: n.1018 interviste CAWI con individui in età tra i 18 e i 74 anni ed oltre, ad un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra il 7 e l’11 giugno 2018.
Hai voglia di cambiare due volte l’anno le gomme e riporle in garage ad occupare spazio (ammesso che ne possieda uno, altrimenti c’è da pagare anche il deposito), oppure preferisci la tranquillità di una soluzione universale e al tempo stesso altamente performante e sicura? Se rispondi Sì alla seconda domanda, allora gli pneumatici All Season fanno al caso tuo.
Se prima si viaggiava tutto l’anno con le stesse quattro gomme e in inverno si mettevano le catene se nevicava, l’evoluzione tecnologica, congiuntamente alle richieste delle nuove normative in termini di sicurezza, ha dato vita a due distinti prodotti: pneumatici invernali e pneumatici estivi, con l’obbligo di montarli, rispettivamente, il 15 novembre e il 15 aprile (sono escluse dall’obbligo le zone pianeggianti a climi temperati, anche se in inverno è necessario circolare con catene a bordo).
Per venire incontro alle esigenze degli automobilisti, le case produttrici hanno sviluppato mescole altamente performanti, in grado di resistere all’asfalto torrido estivo e di garantire al tempo stesso massimo grip su neve e ghiaccio. Un mix perfetto tra gomme invernali ed estive.
Pneumatici All Season: no multe, zero rischi
Uno dei vantaggi principali nel montare gli pneumatici All Season è la praticità che deriva dall’utilizzo di un solo set di gomme per 365 giorni.
Quindi non si incorre in alcun tipo di multa, a qualsiasi altitudine, e sono garantiti tutti gli standard di sicurezza offerti dagli pneumatici invernali. Un compromesso che mette tutti d’accordo, anche i più esigenti, perché i migliori pneumatici All Season sono in grado di fornire prestazioni di alto livello su strada, senza far rimpiangere le gomme estive.
L’importante è che sul lato sia presente la certificazione PMSF (Peak Mountain Snow Flake), che indica il più alto grado di tenuta su ghiaccio e neve.
Per ottenere prestazioni sempre ottimali con una sola gomma in contesti decisamente differenti, ci sono voluti anni di studio e arrivare a concepire una mescola altamente adattiva e un disegno del battistrada così versatile da garantire performance e sicurezza a prescindere dalle condizioni della strada.
È partita in questi giorni la campagna radiofonica di sensibilizzazione al corretto trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici. E dal 15 di agosto cambiano le regole. Francesco Pavolucci CEO di Energo Logistic: l’ampliamento della categoria RAEE porterà molti benefici al sistema in termini di raccolta e riciclo.
La raccolta dei RAEE (i rifiuti elettrici ed elettronici) in Italia è in crescita (il 5% nell’ultimo anno), ma non quanto chiederebbero i vincoli dell’Europa. Attualmente siamo intorno a una raccolta del 40% dell’immesso mentre la richiesta europea è al 45 %.
Il Centro di Coordinamento RAEE per cercare di raggiungere l’obiettivo ha lanciato in questi giorni una campagna di informazione radiofonica per sensibilizzare la popolazione rispetto all’importanza di inviare i prodotti a fine vita verso un percorso di trattamento adeguato.
La campagna radio ideata dal CdC RAEE è molto originale, soprattutto perchècoinvolge importanti DJ italiani (da Ringo di Virgin a Paoletta di Radio Italia, da Anna Pettinelli di Rds a La Pina di Radio Deejay) che si sono prestati come testimonial a dimostrazione del fatto che questa è una campagna di dimensione sociale.
Questa campagna arriva in un momento importante: il prossimo 15 agosto infatti cambierà a livello europeo la categorizzazione dei RAEE che si amplierà e ricadranno nel novero dei RAEE praticamente tutti gli oggetti con una spina da collegare alla corrente.
“Questa campagna è molto importante – commenta Francesco Pavolucci, CEO di Energo Logistic azienda leader nella consegna e installazione a privati di elettrodomestici e altri prodotti voluminosi con ritiro e smaltimento RAEE –Sicuramente inoltre l’ampliamento della categoria RAEE porterà molti benefici al sistema in termini di raccolta e riciclo. Con questa Campagna poi aumenterà la consapevolezza che la raccolta in particolare nell’uno contro uno – ritiro RAEE eseguito gratuitamente dalla grande distribuzione, in virtù dell’acquisto da parte del consumatore di un nuovo prodotto – è molto importante per il futuro del nostro pianeta. La previsione di Energo Logistic è di poter eseguire nel 2018 circa 95.000 ritiri RAEE, in prevalenza grandi elettrodomestici usati”.
La raccolta e il trattamento dei RAEE sono dunque attività importanti, non solo perché i rifiuti elettronici non vengono così dispersi nell’ambiente ma anche e soprattutto perché vengono correttamente riciclati diventando materia prima seconda per nuove produzioni, liberando quindi nuove risorse utili.
Compito di tutti quindi, quello di cercare di raggiungere gli obiettivi, non solo perché ce lo chiede l’Europa ma perché recuperare materiale che può essere nuovamente immesso nei cicli produttivi con conseguente risparmio energetico e diminuzione di emissioni C02 è un dovere civico e va a favore della salute dell’ambiente.
Redazione Ufficio Stampa Laura Ravasio – Nuova Comunicazione
cell. 348 9330574
ravasio@nuovacomunicazione.com http://www.nuovacomunicazione.com
L’Università degli studi di Bergamo si classifica al 150° posto nel Times Higher Education European Teaching Rankings 2018, la classifica europea dell’insegnamento stilata, per laprima volta quest’anno, dalla rivista inglese Times Higher Education. Un risultato che va ad aggiungersi al ranking dello scorso 6 giugno quando l’ateneo si è stato posizionato 94° nella classifica globale delle giovani Università.
Un risultato dato anche dalla voce degli studenti che sono stati chiamati a valutare la qualità dell’insegnamento del proprio Ateneo attraverso parametri quali il coinvolgimento nel percorso di studi, l’interazione con i docenti, la qualità dei servizi e l’opportunità di sviluppare competenze utili alla carriera post universitaria.
Un posizionamento di valore se si considera anche il prestigio dell’ente certificato, il Times Higher Education, e la profonda attenzione rivolta alla valutazione dell’ambiente di insegnamento-apprendimento e sui risultati degli studenti. Parametri particolarmente interessanti sia per le future matricole che per i genitori che, proprio in questi giorni di pre-iscrizioni e immatricolazioni, devono scegliere a chi affidare l’educazione.
«Questa classifica conferma che la direzione intrapresa, in particolar modo per quanto riguarda didattica e offerta formativa, è quella giusta. – anticipa Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo – Gli indicatori di performance utilizzati nell’indagine, che ha coinvolto più di 30mila studenti universitari di 10 Paesi europei, inquadrano il nostro Ateneo positivamente in termini di interazione con gli studenti, risorse per l’insegnamento, risultati generati con l’apprendimento e ambiente. Un posizionamento a livello europeo raggiunto grazie alle valutazioni del principale utente dell’Università: lo studente. Per questo motivo posizionarsi 150esimi acquisisce un valore particolare».
Per misurare la performance degli atenei sono state poste 9 domande a cui gli studenti hanno risposto con un voto su una scala da 0 a 10. Secondo l’indagine, le risposte degli universitari italiani variano tra i punteggi 6.1 e 7.6. L’Università degli Studi di Bergamo rispecchia tendenzialmente la media italiana spiccando però per qualità dell’ambiente d’apprendimento, con un punteggio di 7 rispetto a 6.4 della media, e per la possibilità di conoscere e creare contatti con il mondo del lavoro dopo l’Università, con 6.9 contro il 6.4 delle altre italiane.
Solo un mese fa l’Università degli Studi di Bergamo si era posiziona al 94° posto della Young University Rankings, la classifica delle Università mondiali di età pari o inferiore a 50 anni elaborata dalla rivista inglese Times Higher Education, una classifica che include 250 istituzioni provenienti da 55 Paesi diversi.
Arriva il 19 giugno il progetto alternative-pop del cantautore trentino che concilia musica e natura in un connubio dove Terra e Anima sono i due volti di una stessa medaglia.
«Sono innamorato degli alberi, li ho studiati durante il mio percorso accademico in campo scientifico e di recente ho voluto sviluppare un’idea che li metta in luce da un nuovo punto di vista, che li veda molto più vicino a noi di quanto siamo abituati a pensare, molto più “insegnanti” di quanto siamo abituati a pensare. Credo che ognuno di noi sia profondamente connesso con ciò che lo circonda e il mio intento è ritrovare questa connessione, nello specifico appunto verso gli alberi. Con il mio disco voglio quindi raccontare questo mio amore e questa mia visione delle cose, e nel concreto sto facendo crescere nuove piante in Africa e Sud America attraverso la mia musica per dare il mio seppur piccolo contributo alla riforestazione della nostra Terra, ho poi aperto un blog e videoblog in cui racconto le piante da un punto di vista più calato nel nostro quotidiano, cercando dei parallelismi con l’uomo. Infine all’interno del mio album ci sarà un disco di carta intrisa di semi, che germoglia davvero se messo sotto terra». Francesco Camin
Il disco è stato registrato tra ottobre 2016 e marzo 2017 negli studi “Metrò Rec” di Riva del Garda (TN) e “La Forge Creative Chambers” di Provaglio d’Iseo (BS).
TRACK BY TRACK
Tartarughe
“Mi sono divertito a pensare cosa succederebbe se nella realtà che conosciamo, tutto d’un tratto, sparissero gli uomini lasciando la loro eredità di vizi, soprusi e arrivismi, agli animali e alle piante.
Poi ho pensato: se invece gli uomini non sparissero, ma cominciassimo a guardarli da un punto di vista più “animalesco” che immagini si formerebbero davanti ai nostri occhi? Ci sono due chiavi di lettura all’interno di questa canzone: la prima racconta di un mondo in cui gli animali e le piante si riprendono il posto di dominatori del Pianeta, ma solo dopo aver “imparato e acquisito” i difetti della natura umana. La seconda invece racconta il mondo che vediamo ogni giorno, e che non necessita di ulteriori descrizioni”.
Palindromi
“Il mondo, visto dalla finestra aperta di una camera, sta lentamente crollando su se stesso. Il rumore di televisioni, chiacchiere, illusioni e battaglie, è assordante, ma sotto questo frastuono due anime in silenziosa complicità si assaporano e vivono l’una con l’altra, unendosi nel profondo attraverso l’amore puro, fino a diventare un’unica forma. Con questa unione, anche fisica, i due diventano uno. Quando due persone sono nell’amore vero rimangono distinte ma unite, e si possono così “leggere” in entrambe le direzioni, diventando un vero e proprio palindromo vivente”.
Abisso
“A volte parlando con qualcuno non riesco a dire le cose come stanno, senza fronzoli, in particolare se a questo qualcuno voglio bene davvero. Già, è un paradosso. Abisso l’ho scritta per me, per tutte le volte in cui non riesco a dire le cose in faccia, per tutte le volte in cui la paura mi morde, per tutte le volte in cui mi dimentico di me. Ecco, l’ho scritta per ricordarmi di me, o per provarci almeno”.
Tasche
“Tasche è una richiesta di aiuto. Ci sono cose che non dico mai, che voglio tenere segrete agli occhi degli altri, e forse anche ai miei. Sono i demoni, le paure, i mostri, il passato. Sono il mio piombo. Tutto quello che mi appesantisce, che riempie le mie tasche e mi tiene ancorato sul fondo di un mare limpido che sarebbe bellissimo esplorare leggero e senza timori. L’unica cosa che può svuotare le mie tasche e farmi nuotare con le balene è l’amore, non inteso come amore per un’altra persona o come amore sdolcinato e romantico, ma come sola e unica verità esistente nell’universo e quindi nella vita di ognuno di noi”.
Verde
“Fino a quel giorno io ero color cielo, fino a quel giorno tu eri color miele.
Ci siamo sfiorati, ora siamo entrambi verdi. Per sempre”.
Dovrei
“Dovrei fare questo, dovrei fare quello. Me lo sarò ripetuto migliaia di volte, da diversi anni ormai! Alcuni “dovrei” si sono trasformati in realtà, altri sono ancora solo embrioni. Ma uno in particolare di questi “dovrei” mi sta a cuore, e cerco di metterlo in pratica nel mio quotidiano: il cambio di prospettiva. Credo che l’unico modo che ho per vivere davvero sia il cambio di prospettiva, l’annullamento di ciò che credo, l’abbattimento giornaliero dei dogmi e delle certezze accumulate nella mia esperienza. Mettere a tacere la mente per lasciare spazio all’anima, che sicuramente offre la visione di ciò che è, e non di ciò che sembra”.
Le cose semplici
“Questa canzone l’ho scritta diversi anni fa, si discosta un po’ dalle ambientazioni sonore del disco. Ha un andamento leggero e solare, un momento di luce e calore nella tracklist. Mi sono divertito a pensare a due persone, una che vive in maniera leggera, senza chiedersi troppe cose nella vita ma godendosi il presente, e l’altra invece che “il mondo intorno a se lo trasforma in radice di tre”, quindi complicandosi spesso l’esistenza. Io personalmente non so quale parte interpreto, penso di essere entrambi i personaggi. Il finale dei ritornelli dice “mi piacciono le cose semplici, per questo non mi piaci tu”, credo che sia il mio “io” leggero e spensierato che si rivolge al mio “io” che a volte annaspa negli ingorghi della mente. Insomma, è una canzone schizofrenica”.
Un gioco
“Questa canzone è ispirata ad un testo scritto da Anna, una persona che mi è entrata nel cuore e che non ne uscirà più nonostante le nostre strade si siano separate. Non c’è molto da raccontare, penso che il testo si esprima da solo”.
PRODUZIONE ARTISTICA: Roberto La Fauci
REGISTRAZIONI E MIX: Marco Sirio Pivetti
ETICHETTA: Lady Lovely Label
DISTRIBUZIONE:Goodfellas
Pubblicazione album: 15 giugno 2018
BIO
Francesco Camin, 29 anni di Trento, scrive canzoni, attualmente fa il postino sulle montagne del Trentino.
Ama gli alberi e la loro vita silenziosa. È laureato in Scienze Forestali e Ambientali ma non ha mai voluto intraprendere una carriera lavorativa in quella direzione; il suo sentimento per i giganti verdi si esprime attraverso la musica che scrive, infatti ha deciso di fondere questi suoi due lati, utilizzando la sua musica come motore per un messaggio di riconnessione con la natura. Si è diplomato nel corso di composizione di musica leggera al CET di Mogol, è stato vincitore del Premio Lunezia Nuove Proposte e ha collaborato con Michele Mondella. Ha partecipato, successivamente, alle selezioni finali di Sanremo Nuove Proposte. Nel 2015 ha pubblicato un Ep di sei brani. Nel mese di ottobre 2017 è stato finalista del concorso “L’autore, il mestiere della musica” organizzato a Milano da Edizioni Curci Music Publishing e L’Officina della Musica e delle Parole. Recentemente ha lanciato un piccolo blog e videoblog in cui racconta gli alberi, considerandoli molto più? che semplici organismi muti.
Estate vuol dire: mare, montagna, lago e… Orti Botanici! Le vacanze non possono dirsi complete senza una passeggiata tra le riserve di piante e fiori più spettacolari che ci siano. Custodite a un passo da alcuni dei panorami più belli d’Italia, gli OrtiBotanici della Lombardia, affiliati all’omonima Rete no profit, sono un tesoro tutto da scoprire a ingresso libero e gratuito (a esclusione del Giardino Botanico di Villa Carlotta).
Si parte da “quel ramo del lago di Como” con il Giardino Botanico di Villa Carlotta: un luogo di rara bellezza, dove capolavori della natura e dell’ingegno umano convivono in perfetta armonia in oltre 70.000 mq visitabili tra giardini e strutture museali. La splendida dimora venne commissionata alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici e fu fin da subito circondata da un giardino all’italiana con statue, scale e fontane, affacciato sulle dolomitiche Grigne e Bellagio. Ma fu con Giovanni Battista Sommariva, il successivo proprietario, che la villa toccò il sommo dello splendore con l’ampliamento del giardino reso ancora più affascinante da Giorgio II, duca di Sassonia-Meiningen, appassionato Botanico, che sostituì le piante “utili” con arbusti da fiore, prodigandosi così per lo sviluppo e l’arricchimento del vasto giardino romantico, oggi di grande pregio storico e ambientale. Visitare il parco di Villa Carlotta è come immergersi in un angolo di paradiso per ammirare le oltre 150 varietà di azalee, antichi esemplari di cedri, camelie e sequoie secolari, nonché platani immensi ed essenze esotiche, la valle delle felci, il bosco dei rododendri, il giardino dei bambù e l’antico uliveto, circondati da straordinari scorci paesaggistici. Il parco, infatti, è diviso in 3 zone principali: “il giardino all’italiana”, “il giardino all’inglese” e “il giardino vecchio”, ognuno con una straordinaria tipicità da conoscere e apprezzare anche grazie alle numerose attività di educazione scientifica. A seconda dei propri interessi, infatti, è possibile scegliere percorsi di visita a tema storico-artistico, naturalistico, Botanico e paesaggistico. E nel periodo estivo è possibile osservare anche la mostra “Fiori di Vetro”, un’importante campionatura dalla collezione Bersellini dedicata ai principali maestri muranesi del XX secolo.
Seconda fermata: il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno a Brescia. Poco lontano da un altro capolavoro del paesaggio italiano, famoso in tutto il mondo: il lago di Garda. L’Orto è dedicato prevalentemente alle piante medicinali, con una storia del tutto peculiare. Fondato nel 1964 dal proprietario della azienda farmaceutica Simes la cardioterapica, il professor Giordano Emilio Ghirardi, allo scopo di coltivare specie vegetali di diversa provenienza, si procurava i semi delle piante desiderate attraverso corrispondenti sparsi in tutto il mondo, acclimatava e coltivava anche in larga scala le specie utili e ne studiava i principi attivi. Alla scomparsa del fondatore, nel 1991, l’Orto è stato donato all’Università degli Studi di Milano e attualmente afferisce al Dipartimento di Scienze Farmaceutiche. Dato il clima relativamente mite del lago, all’esterno prosperano varie specie mediterranee, mentre internamente una nuova serra accoglie numerose specie esotiche. Ma si possono osservare anche specie appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, Apocynaceae, Apiaceae, Lamiaceae e delle Rutaceae.
Infine, il meraviglioso Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio, perfetto per chi avesse deciso di trascorrere qualche giorno di vacanza in montagna. A circa 1.400 m slm, il giardino si trova in località Campello, sopra Bormio, alle pendici del monte Reit ed è un’avventura straordinariamente interessante. Nasce per conservare le specie vegetali presenti nel territorio e per proteggere il patrimonio floristico, spesso minacciato di scomparsa o di riduzione a causa delle azioni distruttive dall’uomo. Negli anni, si sono consolidate sia la dimensione turistica che scientifico – educativa, diventando punto di riferimento anche per gli appassionati della fotografia naturalistica. Diviso in quattro sezioni, raccoglie in 14.400 mq una consistente parte della ricchissima flora del Parco (oltre 1.400 essenze) oltre a specie appenniniche o di gruppi montuosi europei ed extraeuropei, per un totale di oltre 2.500 specie vegetali. In particolare, si divide in: la Flora del Parco Nazionale dello Stelvio, la più rappresentata del giardino, le Collezioni Fitogeografiche, con le specie più rappresentative delle altre zone alpine e delle principali catene montuose internazionali, le Collezioni Sistematiche, con le specie Leontopodium, Dianthus, Gentiana, Potentilla, Saxifraga e molte altre, e l’Arboreto, costituito da specie arboree del Parco Nazionale dello Stelvio e di altre regioni. E durante la visita non ci si limiterà a osservare, ma si potrà anche toccare e sperimentare grazie ai tanti laboratori didattici per famiglie che l’Orto organizza durante l’estate con momenti di gioco, divertimento e apprendimento per tutte le età.
La Retedegli OrtiBotanici della Lombardia è dunque una piacevole alternativa alla classica passeggiata in montagna o alla tintarella al lago per ritrovare una piacevole sensazione di serenità e leggerezza, “chiacchierando” con fiori, arbusti e piante. E per (re)innamorarsi follemente della natura.
La Rete degli Orti Botanici della Lombardia, è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli Orti Botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto Botanico di Pavia; il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS); Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO). La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli Orti Botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative.
L’attestazione SOA è un documento che costituisce condizione necessaria e sufficiente a comprovare, in sede di gara, la capacità dell’impresa di eseguire, direttamente o in subappalto, opere pubbliche di lavori.
L’attestato SOA ha una validità di 5 anni e viene rilasciata dopo un’istruttoria di validazione eseguita sui documenti prodotti dall’operatore economico riguardanti gli ultimi 10 anni di lavori compiuti e, tra essi, i migliori cinque esercizi amministrativi.
Le aziende possono presentare la richiesta per essere qualificate ad appaltare dei lavori per categoria generale di opere ed importi (come gli acquedotti, la viabilità, le strade, la rete fognaria e l’edilizia civile e industriale) oppure per delle opere specialistiche (come le demolizioni, le escavazioni, gli impianti e le ristrutturazioni di superfici decorate).
La valutazione viene effettuata dagli Organismi di Attestazioni competenti, ovvero che vengono autorizzati dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP).
Le imprese vengono qualificate secondo una classifica di dieci posizioni, che vengono espresse da un numero romano da “I” a “VIII” e corrispondono ad un importo crescente espresso in Euro:
I pari a € 258.000;
II pari a € 516.000;
III pari a € 1.033.000;
III bis pari a € 1.500.000;
IV pari a € 2.582.000;
IV bis pari a € 3.500.000;
V pari a € 5.165.000;
VI pari a € 10.329.000;
VII pari a € 15.494.000;
VIII per importi oltre € 15.494.000 (convenzionalmente stabilito in € 20.658.000, relativamente al rispetto dei requisiti).
La classificazione autorizza l’operatore economica a partecipare alle gare d’appalto per valori equivalenti, incrementati di un quinto (20%): per aggiudicarsi delle qualifiche che rientrano nelle categorie superiori alla “II”, l’azienda deve dimostrare anche l’adozione di un Sistema di Qualità certificato secondo la normativa UNI EN ISO 9001.
I requisisti ordinati dall’Organismo di Attestazioni per il conseguimento dell’attestazione SOA possono essere dimostrati per mezzo di dichiarazioni sostitutive di atto notorio, documenti fiscali, atti approvati da processi qualitativi oppure certificazioni rilasciate dagli organi istituzionali (come la Camera di Commercio e l’Agenzia delle Entrate).
la regolarità ai fini antimafia e l’assenza di condanne incidenti o pendenti sulla moralità professionale delle cariche rappresentative dell’azienda;
l’iscrizione al “Registro delle Imprese” e la derivante scongiura di procedure fallimentari o concordatarie in esecuzione;
la mancanza di violazioni che possono essere sanzionate per dolo o colpa nell’esecuzione dei lavori, irregolarità fiscali, dichiarazioni false o infrazioni pesanti;
il rispetto della vigente normativa sul diritto al lavoro delle persone con disabilità motorie;
l’ineccepibilità del “Documento Unico di Regolarità Contributiva” (DURC);
L’art.18 del decreto Bargone prevede che l’impresa sia in possesso, in misura adeguata, anche dei seguenti requisiti di ordine speciale:
Il monastero degli Olivetani è un ex convento del XII secolo, dotato di due chiostri contigui con al centro un pozzo baldacchino con colonne salomoniche e cupola. Oggi il monastero è sede della facoltà dei Beni Culturali dell’Università del Salento.
Piazza Sant’Oronzo
Piazza Sant’Oronzo è centrale, scenografica e ricca di attrazioni: il vero vanto di tutti i leccesi e la passione di tutti i turisti. Qui si trova il famoso Anfiteatro Romano risalente al II secolo, la seicentesca Colonna di Sant’Oronzo, il Palazzo del Seggio, meglio noto come Sedile, e le chiese di San Marco e Santa Maria delle Grazie.
Castello di Lecce
Il Castello di Lecce è anche conosciuto come il Castello di Carlo V, poiché oggi appare per quello che è grazie al volere dell’imperatore asburgico. Il sovrano nel 1539 trasformò il baluardo medievale in una vera fortezza militare, capace di resistere ai feroci attacchi da parte dei Turchi. A renderlo inespugnabile fu l’estro di Gian Giacomo dell’Acaja, l’ingegnere capo del Regno di Napoli. Dal 2010 ospita il Museo della Carta Pesta.
Basilica di Santa Croce
La Basilica di Santa Croce è forse il simbolo più riconoscibile del Barocco di Lecce. Massiccia e sfarzosa, la sua facciata è riccamente decorata ed esplode in linee e ornamenti unici al mondo, tanto da renderla una delle opere monumentali più importanti del nostro patrimonio artistico. Scattate una foto al fantastico rosone profilato in foglie di alloro e bacche, poi varcate la soglia e godetevi lo spettacolo di un fastoso soffitto a cassettoni di noce. Resterete a bocca aperta.
Chiesa San Nicolò dei Greci
La Chiesa di San Nicolò dei Greci. Fu costruita in stile neoclassico nel 1765 per i mercanti greci e albanesi che abitavano a Lecce. Due sono le particolarità che la caratterizzano: ingloba i resti di una chiesa romanica, e al suo interno si svolgono ancora oggi celebrazioni di rito greco-ortodosso.
Piazza Duomo
Piazza Duomo è situata nel cuore di Lecce vecchia, poco distante da Piazza Sant’Oronzo. Una vera e propria cartolina di pietra, marmo e bronzo. Qui si ergono il Duomo con il suo alto campanile di 72 metri, il Palazzo Vescovile e il Seminario.
Convitto Palmeri
L’immobile francescano, situato tra Via Cairoli, Piazzetta Giosuè Carducci e Via Caracciolo, dispone di incredibili sale lettura multimediali, un bellissimo giardino e tutta una serie di cortili e chiostri recuperati al logorio del tempo.
Palazzo Massari
Per le tue vacanze pugliesi prenota subito da Palazzo Massari, il b&b zona stazione a Lecce. Palazzo Massari è situato in un luogo comodo e strategico, che ti permette di raggiungere in poco tempo sia le località marittime che quelle cittadine. Questo b&b alla stazione di Lecce è diventato un vero e proprio punto di riferimento per tanti appassionati itineranti che desiderano scoprire le bellezze del Salento! Prenotati subito. Palazzo Massari si trova a Lecce, in Via Oronzo Quarta n.18. Per saperne di più chiama al 337 1091 278.
Cool, appassionante, divertente. L’estate 2018 è ormai entrata nel vivo e sprigiona tutta la sua energia accompagnata dal food più fresco ed esclusivo che ci sia: le ostriche, le crudités di mare e il pescato di altissima qualità di I LOVE OSTRICA, la finestra sul mondo del luxury fish che si rivolge a privati e aziende, facendo dell’assaggio un momento sublime e trasformando il cibo in una vera e propria opera d’arte.
Assaporare il luxury fish di I LOVE OSTRICA è come ritrovarsi, in un attimo, a un passo dal mare, immaginando di essere affacciati su un romantico golfo, a piedi nudi sulla sabbia o in uno dei più rinomati beach bar di sempre. Insomma, si può vivere la magia del mare, anche in città, intraprendendo un viaggio attraverso una pregiata selezione di ostriche, caviale, crudités e bollicine. Belon, Gillardeau, La Maison Grand Cru, Tsarksaya, La Perle de l’Imperatrice sono solo alcune delle varietà che I LOVE OSTRICApropone in degustazione accompagnandole con i migliori vini e Champagne e distinguendosi per un servizio attento e professionale con operatori pronti a illustrare ai commensali tutte le caratteristiche dei prodotti in assaggio. Un format che per l’estate 2018 fa già tendenza e che è disponibile sia per partyat home che per eventi in grande stile.
Il primo passo per tuffarsi nel mondo I LOVE OSTRICA è il portale www.iloveostrica.it da cui è possibile conoscere, approfondire e ordinare, ricevendo direttamente a casa, le più preziose prelibatezze del mare, oltre che vini pregiati, caviale, foie gras, jamon iberico e rinomati formaggi francesi con la possibilità di richiedere anche uno chef a domicilio che cucini a vista il pesce dilettandosi in coinvolgenti showcooking e, per gli appassionati di sushi, un sushiman. E per chi non vuole rinunciare al gusto eccezionale del pesce crudo neanche durante la pausa pranzo, attraverso il semplice canale e-commerce è possibile ricevere direttamente in ufficio la propria ordinazione: da una freschissima tartare di tonno a un piatto di squisite crudités. Preparazioni insuperabili anche per un momento conviviale con gli amici con le formule “Pranzo per quattro” o “Aperitivo per cinque”.
Ma il format nato dall’intuizione dell’imprenditore bergamasco Luca Nicoli, profondo conoscitore del mondo delle ostriche e oggi, a tutti gli effetti, tra i principali esperti al mondo di questa prelibatezza, è anche un partner d’eccezione per imperdibiliparty estivi,catering e degustazioni didattiche, nonché punto di riferimento fondamentale per ristoratori e per singoli appassionati di pesce. Non solo, per ogni evento, I LOVE OSTRICA allestisce su richiesta i migliori design, con arredi esclusivi e modulari, come eleganti banchi da esposizione retro-illuminati, stoviglie e tovagliati di prima qualità e calici adatti a ogni tipo di drink. Un mix perfetto per sedurre la vista, oltre che il palato.
«Con I LOVE OSTRICA illuminiamo l’estate 2018 dandole un tocco glamour e di altissima qualità, grazie a prodotti freschissimi e piacevoli da degustare non solo in riva al mare ma anche in città e in serate dalle alte temperature. Grazie al nostro servizio e-commerce raggiungiamo i nostri clienti sempre e ovunque in Italia con tempestività e prodotti di qualità superiore. Inoltre, per eventi privati, aziendali e degustazioni, mettiamo a disposizione i nostri operatori professionali pronti ad aprire le ostriche al momento e a descrivere la varietà spiegandone il sapore, il giusto ordine di degustazione e le modalità di coltivazione, fornendo dunque tutte le informazioni utili a rispondere alle curiosità e al desiderio di approfondimento dei clienti. La nostra mission, infatti, non è solo offrire un prodotto di primo livello a privati e aziende, ma fare cultura, cultura dell’ostrica, a partire dagli esclusivi party d’estate» – ha dichiarato Luca Nicoli, fondatore di I love Ostrica.
Per diffondere la conoscenza del prodotto, infatti, I LOVE OSTRICA organizza anche le OYSTER ACADEMY, serate didattiche e degustazioni a tema con esperti della materia. Inoltre, le ostriche di Nicoli sono diventate anche protagoniste del menù degustazione del rinomato Ristorante D’O con l’”ostrica destrutturata”, ricetta unica al mondo.
I LOVE OSTRICA (www.iloveostrica.it) nasce da La Piazzetta del Pesce, e-commerce e delivery di pesce di alta qualità per ristoranti e privati, realtà fondata nel 2007 da Luca Nicoli, oggi a tutti gli effetti leader nella distribuzione italiana di prodotti di lusso, in particolare ostriche. Considerate che nell’ultimo anno sono quasi un milione le ostriche distribuite in Italia. L’accurata selezione dei fornitori, a cui viene imposto un rigido capitolato di autocontrollo, è alla base dell’alta qualità di ogni prodotto che viene tracciato in tutta la sua filiera produttiva, dal momento in cui viene pescato fino alla consegna. Con I love Ostrica www.iloveostrica.it, il portale di lusso che si occupa di eventi, show cooking, chef a domicilio, serate didattiche, le ostriche diventano vere protagoniste, portando all’attenzione di un pubblico curioso e selettivo un prodotto pregiato, tutto da scoprire.
Le caratteristiche e i vantaggi degli infissi in PVC
Gli infissi sono essenziali per le nostre abitazioni in quanto, contribuendo al mantenimento della temperatura interna, incidono direttamente sui consumi per il riscaldamento e il raffreddamento della casa. Infissi vecchi o malmessi hanno bisogno di una maggiore quantità di energia per la regolazione della temperatura di una stanza, con conseguenze negative sia sull’ambiente che sulle bollette. Per questo motivo i lavori di sostituzione degli infissi rientrano tra i lavori di riqualificazione energetica e prevedono detrazioni al 65%.
Il cloruro di polivinile (PVC), è un materiale termoplastico molto versatile, tra i più utilizzati nella produzione di serramenti. Leggero, durevole nel tempo, resistente al fuoco, alla pioggia e agli agenti atmosferici in generale, poco permeabile al vapore e con ottimi valori d’isolamento termo-acustico, non è affatto una scelta di ripiego nell’acquisto dei serramenti.
Essendo facilmente lavorabile può fornire un prodotto personalizzabile per forma, profilo e finiture. Se si è alla ricerca di un modello di infisso funzionale e moderno, il PVC rappresenta quindi la scelta migliore, non solo grazie all’ottimo rapporto qualità/prezzo, ma anche in quanto permette di scegliere tra vari colori. Tale tipologia di serramento, infatti, è in grado di soddisfare molteplici richieste di colorazione superficiale, da colorati in massa ai pellicolati per ricreare un effetto simile alla venatura del legno, fino alle tinte RAL. Le finestre in PVC, inoltre, non hanno bisogno di alcuna manutenzione nel tempo e la pulizia può essere effettuata semplicemente con del detergente neutro per vetri ed un panno morbido.
Quanti tipi di PVC ci sono?
Esistono tre macro-categorie di infissi in PVC: bicolori, blindati e a taglio termico. Gli infissi in PVC bicolori sono leggermente più costosi di quelli monocolore (+10% circa) ma si integrano perfettamente sia all’arredo interno che all’ambiente esterno, permettendo così di rispettare eventuali vincoli condominiali o paesaggistici senza condizionare l’estetica degli ambienti che li ospitano. Gli infissi in PVC blindati hanno vetri antieffrazione e telaio antiscasso, sono dotati di cardini che hanno una particolare forma che non permette di sollevare l’infisso, e di una piastrina in acciaio sotto la maniglia che non permette la trapanazione. Il giusto equilibrio tra l’esigenza di difendere da qualsiasi forma di effrazione e tentativi di scasso e la necessità di soddisfare esigenze di estetica. Gli infissi in PVC a taglio termico possiedono materiali isolanti di qualità presenti al loro interno e i vetri termici di ultima generazione creano una barriera allo scambio di calore tra interno ed esterno e garantiscono un adeguato isolamento termico.
Monasterodue
Monasterodue è l’azienda specializzata nell’installazione di infissi PVC a Lecce. Porte e finestre, persiane, portoncini e scuretti in PVC compongono la vasta offerta di serramenti che distingue il punto vendita da ogni altro. Monasterodue mette a disposizione del cliente tutta la sua conoscenza e la sua esperienza con attività di rilevazione misure, progettazione, posa in opera, manutenzione e riparazione, con un servizio efficiente e proteso al futuro. Monasterodue produce e vende i migliori infissi in PVC di Lecce e di tutta la provincia, con la promessa mantenuta di garantire consistenti vantaggi in termini di risparmio energetico, isolamento termico, protezione.
Monasterodue è a Presicce (Lecce), in Via Mazzini 155, 73054. Per ulteriori informazioni chiama allo 08 3372 2564.
Immagina di trovarti su una strada isolata, al lato della quale molti personaggi famosi chiedono un passaggio, tu hai un solo posto in auto, quale VIP faresti salire, quale lasceresti a terra e…perché? A pochi giorni dall’inizio dell’estate Facile.it, tramite un sondaggio* realizzato per suo conto da mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione di oltre 1.000 rispondenti rappresentativi della popolazione italiana, ha voluto scherzare trasformando, in chiave automobilistica, il gioco della torre. Ecco cosa hanno risposto gli italiani.
Chi rimane a terra…
Prima di andare a scoprire quali personaggi famosi gli italiani ospiterebbero volentieri in auto, vediamo quelli per i quali la portiera resterebbe chiusa.
Regina dell’infelice classifica dei VIP che gli italiani lascerebbero a terra è risultata Barbara D’Urso. Se fosse lei a chiedere un passaggio, il 23% dei rispondenti al sondaggio terrebbero la sicura abbassata perché, sostengono, ormai è ovunque in TV e averla anche in auto sarebbe troppo.
Secondo posto per un personaggio che recentemente è tornato ad occupare i giornali di gossip: Fabrizio Corona. Non lo vorrebbero in auto il 17,5% dei rispondenti perché, specificano, passerebbe tutto il tempo a vantarsi. Da notare, però, che Corona pare essere notevolmente più amato dalle donne che dagli uomini; fra il solo campione maschile lo lascerebbero a terra addirittura il 25,4% dei rispondenti, solo il 9,9% fra le donne.
Terzo posto per un altro VIP abituato a far parlare di sé, Flavio Briatore per il quale terrebbero la portiera chiusa 6.200.000 italiani (14,1%). La paura? Quella che li porti a parlare di lavoro anche durante le ferie.
Al quarto posto della classifica Nina Moric, personaggio che il 9,6% dei rispondenti lascerebbe a terra se fosse assieme al suo ex compagno Luigi Favoloso. Motivazione? I due, con ottima probabilità, litigherebbero per tutto il viaggio.
Quinto Gianluca Vacchi. Non lo farebbero salire in auto 3.350.000 italiani, 50.000 in più di quelli che lascerebbero a terra Fabio Fazio, sesto con il 7,5%. Opposte le motivazioni; si teme di essere infastiditi dal primo per l’eccessiva esuberanza, di annoiarsi a morte per l’eccessiva pacatezza con il secondo.
Dopo quella, scoppiata, Moric–Favoloso, un’altra coppia, questa volta prossima alle nozze, arriva in classifica: Chiara Ferragni e Fedez. Il cantante e la sua futura sposa restano a terra per il 6,8% degli intervistati, spaventati dal rischio di veder pubblicati sui social gli scatti della loro sporchissima automobile.
… e chi trova un passaggio
Con lui sono certo che il viaggio diventerebbe uno spasso incredibile. È questa la motivazione per cui Checco Zalone riuscirebbe a farsi dare un passaggio da ben 15.900.000 italiani (36,4% dei rispondenti) e distacca il VIP che occupa il secondo posto: Antonino Cannavacciuolo, per il quale farebbe spazio in auto l’11,3% dei rispondenti, ma con esplicito secondo fine; tempestarlo di domande per carpire i suoi segreti culinari.
La voglia di cantare a squarciagola canzoni memorabili assieme a chi le ha portate al successo fa dire a 4.700.000 italiani di voler dare il posto nella loro auto a Gianni Morandi (10,8%) che arriva terzo e scalza dal podio un’altra icona italiana, Valentino Rossi, quarto con il 10,1% delle preferenze.
Quinta, ma prima fra le donne in classifica, Antonella Clerici. A scegliere l’ormai ex conduttrice de La Prova del Cuoco sono ben 3.300.000 automobilisti (7,4%) che la accoglierebbero volentieri perché, affermano, lei di certo non li farebbe sentire in colpa se si fermassero a mangiare allungando il viaggio.
Dietro ad Antonella Clerici un’altra figura dirompente del panorama televisivo italiano: Mara Maionchi (5,7%). Un altro pezzo del talent targato SKY lo troviamo al nono posto della classifica, occupato da Alessandro Cattelan (3,4%), ma a separare i due protagonisti della fortunata trasmissione nomi decisamente curiosi; 2.300.000 italiani vorrebbero dare il passaggio ad Harry e Meghan (5,2%) per farsi raccontare di persona i dietro le quinte del matrimonio, mentre arriva ottava Franca Leosini (4,3%): 1.900.000 automobilisti sono certi che nulla sia meglio di una storia maledetta per farsi intrattenere durante il viaggio.
Chiude la top ten, e riesce a prendere l’ultimo posto disponibile in automobile, Cristiano Malgioglio perché, sostengono il 3,2% degli intervistati, chiusi nell’auto per qualche ora sarebbero certamente in grado di fargli raccontare gossip e segreti dello star system italiano che mai ha condiviso con altri.
* Metodologia: n.1018 interviste CAWI con individui in età tra i 18 e i 74 anni, ad un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra il 7 e l’11 giugno 2018.
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L’attestazione SOA è il documento che dimostra il possesso dei requisiti a comprovare, in sede di gara, la capacità dell’impresa di eseguire, direttamente o in subappalto, opere pubbliche di lavori.
Se la tua azienda desidera partecipare alle gare d’appalto per l’esecuzione di lavori pubblici con un importo maggiore di 150.000 Euro hai bisogno di sapere come ottenere l’attestazione SOA (Società Organismo di Attestazioni), il documento che viene rilasciato dagli enti autorizzati alle imprese ritenute abili e conformi a partecipare a tali gare.
Prima di tutto è necessario specificare che nel settore dei contratti di diritto pubblico, ogni azienda che partecipa alle aste pubbliche per l’appalto o il subappalto di lavori pubblici con valore maggiore ai 150.000 Euro è obbligata a certificare la propria attività d’impresa, cioè verificare la conformità dei processi ai requisiti generali, tecnici, economici, finanziari ed organizzativi che assicurano l’idoneità della società all’eventuale assegnazione della gara.
Le aziende possono presentare la richiesta per essere qualificate ad appaltare dei lavori per categoria generale di opere ed importi (come gli acquedotti, la viabilità, le strade, la rete fognaria e l’edilizia civile e industriale) oppure per delle opere specialistiche (come le demolizioni, le escavazioni, gli impianti e le ristrutturazioni di superfici decorate).
La procedura serve a tutelare l’Ente Pubblico garantendo le qualità dell’operatore economico aggiudicatosi la gara e, quindi, l’efficacia del contratto in sede di stipulazione con la Pubblica Amministrazione: infatti, il conseguimento dell’attestazione SOA certifica l’idoneità dell’impresa del settore costruzioni all’esecuzione dei lavori pubblici, nonché il possesso di tutti i requisiti indicati dalla normativa vigente in tema di contratti pubblici.
In altre parole, vengono comprovate le conoscenze tecniche, le competenze organizzative, la solvibilità finanziaria e l’assenza di procedimenti penali compromettenti.
L’impresa dovrà fornire certificazioni di idoneità tecnica (ovvero documenti riassuntivi inerenti ai lavori svolti e contabilizzati nei sessanta mesi precedenti alla sottoscrizione dell’impegno con la SOA), secondo i seguenti parametri: per un valore almeno pari al 90% dell’importo della relativa attestazione richiesta con la dimostrazione di singole commesse (lavori di punta) di importi almeno pari a:
– almeno un lavoro pari al 40% dell’importo richiesto in ogni singola categoria;
– la somma di 2 pari al 55% dell’importo richiesto in ogni singola categoria;
– oppure la somma di 3 pari al 65% dell’importo richiesto in ogni singola categoria.
Il possesso della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001 costituisce per tutti requisito premiante.
Tale certificazione, che ha validità quinquennale (a condizione che ne venga richiesta conferma al terzo anno dal rilascio), viene valutata sulla base di un’analisi degli ultimi cinque anni di attività dell’impresa, precedenti alla richiesta di attestazione.
L’Attestazione SOA qualifica l’impresa ad eseguire appalti per categorie di opere e classifiche di importi. Le categorie di opere a cui si può richiedere di essere attestati sono 48: 13 di esse sono opere generali (edilizia civile e industriale, strade, fogne e acquedotti, restauri di beni immobili etc.) e 35 di esse sono opere specializzate (restauri di superfici decorate, impianti, scavi, demolizioni, arginature, arredo urbano, finiture tecniche, finiture in legno, in vetro e in gesso, etc.).
Le classifiche di importi a cui si può richiedere di essere attestati (inizialmente 8, riportate in lire nel DPR 25 gennaio 2000, n. 34, e successivamente 10, inserite arrotondate nel DPR 5 ottobre 2010, n. 207 art. 61 comma 4), sono, in euro:
– I pari a € 258.000;
– II pari a € 516.000;
– III pari a € 1.033.000;
– III bis pari a € 1.500.000;
– IV pari a € 2.582.000;
– IV bis pari a € 3.500.000;
– V pari a € 5.165.000;
– VI pari a € 10.329.000;
– VII pari a € 15.494.000;
– VIII per importi oltre € 15.494.000 (convenzionalmente stabilito in € 20.658.000, relativamente al rispetto dei requisiti).
Esse abilitano l’impresa a partecipare ad appalti con importi pari alla relativa classifica, accresciuta del 20%. La classifica di importi sarà commisurata alla capacità economica e tecnica dell’impresa. Il costo minimo dell’attestazione sarà commisurato al numero di Categorie ottenute ed alle rispettive Classifiche.
La storia dell’automobile ha inizio poco più di due secoli fa, nel XIX secolo. Poiché essa si basa su modelli costruiti in precedenza, è veramente difficile riuscire a risalire alla data esatta dell’invenzione. Già durante l’epoca rinascimentale erano stati ideati e disegnati modelli di carri in grado di spostarsi da soli. L’automobile è stata inventata soprattutto per sostituire la trazione animale, servendosi di motori diversi di volta in volta a seconda del sistema di alimentazione.
I cambiamenti del motore dell’automobile
Nel 1769, con l’avvento del motore a vapore, viene progettato il carro di Cugnot. Quest’ultimo era in grado di trasportare un carico di oltre 4 tonnellate. Il carro di Cugnot fece una brevissima esibizione ed ebbe vita ancor più breve, poiché andò a schiantarsi contro il muro pochi minuti dopo la sua accensione. Ciò era dovuto alla lentezza della sterzata e della frenata. Tuttavia questo prototipo fu fondamentale per l’inizio della storia della motorizzazione. Anche nel XIX secolo vennero costruite automobili con trazione a vapore, ma la concorrenza dei sistemi più all’avanguardia non si fece attendere.
Nel 1804, in Svizzera, Isaac de Rivaz mette a punto il motore a combustione interna applicandolo su un veicolo. Poco più di trent’anni dopo viene inventata anche la prima auto elettrica. Un altro momento importante fu sicuramente il 1876, anno in cui Nikolaus August Otto mise a punto la prima autovettura con motore a combustione interna a due tempi. Più tardi verranno fondate anche le prime fabbriche di automobili. Ma il vero sdoganamento delle automobili arrivò soltanto il secolo successivo, poiché venivano ancora preferiti mezzi di locomozione come i treni.
Arriva la benzina
L’automobile a benzina diventò il modello più affermato solamente nel periodo attorno al primo conflitto mondiale. La prima autovettura non carrozziforme fu la Mercedes 35ps nel 1901. Dal 1908, grazie all’avvento della catena di montaggio, si fece il primo passo verso la produzione in massa di autovetture che potessero essere alla portata dei ceti meno abbienti.
Perché è importante controllare la propria automobile
Durante il Novecento sempre più persone hanno avuto la possibilità di acquistare una macchina a prezzi sempre più accessibili. Tuttavia, possedere un’automobile comporta onori ed oneri. Controllare il proprio veicolo è fondamentale, ed affidarsi a delle autofficine specializzate in questo settore lo è ancora di più. La propria macchina va controllata in maniera scrupolosa e dettagliata, non lasciando nulla al caso. Controlli affidabili sulla propria autovettura garantiscono il massimo dell’efficienza e della sicurezza per quest’ultima.
Auto 90 – Autoriparazioni Parma
Per il controllo della tua automobile rivolgiti ad Auto 90, officina di autoriparazioni a Parma. Auto 90 è specializzata nelle operazioni di intervento, riparazione, manutenzione e sostituzione. Un team di professionisti si rivolgerà a te con cordialità ed efficienza, garantendoti assistenza costante ed un servizio a 360 gradi. Dalla vendita gomme all’assetto delle ruote, dagli ammortizzatori al cambio dei dischi, ogni tipo di lavoro per la tua automobile è a tua disposizione in questa officina di autoriparazioni a Parma. Tanti clienti si rivolgono allo staff di Auto 90, che garantisce efficienza e preparazione su ogni problematica. Auto 90 si trova a Parma, in Via Baganzola 100a. Se vuoi saperne di più non esitare, e chiama allo 05 2160 2050.
Dopo le partecipazioni televisive a Lo Zecchino d’Oro, The Voice Kids – Francia, Italy’s got Talent, arriva in radio il brano pop-country che compone musicalmente il diario dei ricordi dell’artista.
Una canzone sui ricordi che sottolinea l’aiuto che possiamo trovare nei momenti difficili della vita di ogni giorno. Andare alla deriva trasportati dai sogni come quando si era bambini e rimanere sorpresi dalla quantità dei bei ricordi nascosti nella nostra mente.
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La canzone è stata realizzata con la collaborazione internazionale tra il compositore/maestro italiano Maurizio Fiaschi e il produttore e autore Peter Young di Nashville, insieme al chitarrista e autore Kevin Mason. Il progetto è stato registrato e mixato negli studi di Ultra Audio Production a Nashville nel luglio 2016 copyright 2016 BMI, SIAE.
Radio date: 22 maggio 2018
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Virginia Ruspini è una giovane cantante genovese (20 anni) che abita a Londra da ormai 5 anni. Ha iniziato a cantare da piccola partecipando allo Zecchino d’Oro. Dal 2015 ha iniziato una collaborazione col maestro Maurizio Fiaschi e insieme hanno prodotto canzoni in inglese, italiano e spagnolo. Nel 2009 partecipa a Ti lascio una canzone come membro delle Belle bimbe. Nel 2014 partecipa a The Voice Kids in Francia. Nel 2015 partecipa a Italy’s got Talent. Virginia frequenta al momento la Drama School di East 15 a Londra dove studia teatro.
Virginia adora la musica e forse non ha ancora deciso su quale stile vuole dirigersi, ascolta e canta jazz, pop, rock, musicals in varie lingue e sta ancora cercando la sua vera strada, del resto abitando a Londra ed avendo stimoli di ogni tipo rimane difficile riuscire a seguire un solo percorso.
La cucina pugliese è una legata soprattutto al lavoro della terra. Sono quattro i pilastri di questa cucina: olio, grano, verdure e pesce. Dalla fascia costiera adriatica, tutta ammantata di stupendi oliveti, si ricava quell’olio che ha un posto d’onore in cucina e che rappresenta circa un terzo della produzione complessiva italiana. Nella pianura del Tavoliere si coltiva il grano duro, all’origine di innumerevoli tipi di pasta e del celebre pane pugliese, scuro e saporito. Le produzioni ortofrutticole sono alla base di piatti originalissimi, elaborati comunque in tutte le provincie senza differenze sostanziali. Federico II, che fece della regione la sua patria d’elezione, apprezzava moltissimo questa cucina dagli aromi superbi, dove l’aglio immancabile sul Tavoliere, cede lo scettro alla cipolla scendendo verso sud.
La cucina pugliese è apparentemente frugale perché i suoi ingredienti simbolo sono il grano duro, l’olio, le verdure, i pesci ed il vino. Una frugalità che era già la base alimentare nell’antica Grecia, e romana. Una sobrietà alimentare che contraddistingue anche la cucina dei Bizantini, fatta anch’essa di pane, formaggio e olive. Questa storica frugalità è comunque alla base di quella tanto elogiata ed universalmente nota “dieta mediterranea”. Il grano, in realtà, è ingrediente principale per pane, paste, pizze rustiche e calzoni. Paste che nella tradizione vengono accompagnate da succulenti sughi di verdure, di carne di cavallo, manzo e castrato, cotti con lentezza fino a raggiungere inebrianti sapori, per poi riempire sontuosi piatti di portata. Dalla campagna arriva anche l’agnello che, preparato arrosto, fritto, a spezzatino o stufato, rassicura ogni appetito. Numerosi i formaggi: dalle mozzarelle alle trecce; dalla burrata ai burrini; dal caciocavallo al provolone e alle scamorze, senza trascurare i pecorini, il prezioso cacio-ricotta e la rara mercia. Con Federico II la regione venne divisa, tramite un ordinamento amministrativo, in tre parti: Terra di Bari, Capitanata e Terra d’Otranto. Questa suddivisione la si può ancora intravedere nella cucina regionale, che si caratterizza nelle varie zone, per le sue varianti.
Estia Banqueting
Estia Banqueting, uno dei migliori ristoranti a Lecce dove potrai assaporare la vera cucina tipica pugliese. Con tanti anni di esperienza alle spalle Estia Banqueting è rinomato per la cura dei piatti nei minimi dettagli, per la scelta delle materie prime, per la cordialità e la professionalità dello staff. Estia Banqueting è la scelta migliore per la realizzazione del tuo evento importante. Specializzati nella realizzazione di feste ed eventi, avrai a tua disposizione il lavoro professionale di uno staff che opera in modo coordinato, con passionalità e dedizione, avendo come unico obiettivo l’eccellente riuscita di ogni ricorrenza. Estia Banqueting,uno dei migliori ristoranti a Lecce, è in Via Di Leuca 90. Per prenotare un tavolo chiama immediatamente il 3297797507.
È LA NUOVA VERSIONE ISPIRATA DAI MONDIALI DI CALCIO DELL’IRONICO BRANO TRATTO DALL’ULTIMO DISCO DEL CANTAUTORE ROMANO
Una canzone dal ritmo irriverente, che riesce sia a far riflettere sui nostri (in)successi che a far ballare meglio di Neymar.
Una nuova collaborazione, quella con il giovane rapper Cristian Vannini che si aggiunge alla voce della cantante russa Kira Franka, in questa inedita versione di “Mosca mon amour”, singolo estratto dall’album “A un passo da qui” di Marco Rò. Il brano, disponibile in tutte le piattaforme digitali, è accompagnato dall’omonimo videoclip girato fra Roma e Mosca, che contiene le immagini raccolte tra i tifosi accorsi nella capitale russa da tutto il mondo. Dalle parole di questa canzone emerge chiara la volontà di esaltare quello che rende speciale il nostro Paese, esorcizzando la paura di restare vittime delle abitudini di chi dovrebbe rappresentarci.
Guarda il video su YouTube
“A un passo da qui” è il titolo del nuovo disco in cui Marco Rò ripercorre le tappe del suo viaggio musicale, dall’Italia alla Gran Bretagna, dalla Russia fino in Siria. Le sonorità pop-rock si mescolano al gusto per la canzone d’autore, attingendo al blues e spaziando nelle contaminazioni. Il titolo dell’album prende spunto dal nome del progetto di sensibilizzazione che Marco porta avanti da qualche anno assieme a Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rainews24, sul dramma dei profughi siriani; e si evolve in una riflessione globale sui diversi aspetti della vita di ognuno.
Prodotto da Stefano Bacchiocchi, pre-produzione di Lorenzo Sebastianelli e arrangiamenti di Fabrizio Palma.
Etichetta: Romabbella Records
Radio date: 10 luglio 2018
BIO
MARCO RÒ è un cantautore romano, nato come batterista jazz, innamorato del soul e del blues. Dapprima leader della rock band Clyde (“Senza Controllo” – 2004 Videoradio), intraprende la carriera solista, cantando sogni e realtà con l’ironia e il disincanto di un uomo analogico nell’era digitale. Tanto live in giro per l’Italia e collaborazioni come compositore, cantante e corista in produzioni Rai e Mediaset. Dal suo primo Ep (“Un Mondo digitale” – 2011 Novo Sonum/EDEL), sono estratti i singoli “Un mondo digitale”, “Stato d’influenza” e “Trasparente” in rotazione radiofonica e televisiva. In particolare il brano “Un mondo digitale” è stato scelto come colonna sonora ufficialedel Global Junior Challenge 2012, evento organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. A chiusura di una tournée di 15 date nella federazione Russa, gira il video del singolo “Mosca mon amour” (2014 – AssoDiemme), presentato a Mosca assieme alla cantante Kira Franka e promosso dall’agenzia di stampa Russia News e da Capital FM 105.3, la prima radio moscovita in lingua inglese. È stato più volte ospite presso il Teatro della Casa Circondariale di Rebibbia in Roma, anche nell’ambito dell’iniziativa sociale Telethon, ed il brano “Immagini a righe”, contenuto nel suo nuovo disco e che tratta il delicato tema della situazione delle carceri in Italia, vanta l’importante partecipazione del cantautore Marco Conidi. Da due anni collabora con la giornalista Laura Tangherlini (Rainews24) al progetto di sensibilizzazione itinerante “A un passo da qui” dedicato ai rifugiati e ai profughi dalla guerra in Siria che ha raccolto l’interesse di varie associazioni, tra le quali Fonopoli. Il videoclip del brano omonimo che dà anche il nome al suo nuovo disco, è fra i 4 vincitori del Roma Videoclip 2016, avendo conseguito il Premio FSNews Radio, con motivazione: “Originalità del progetto che unisce nuove sonorità a nuovi stili”. La versione in inglese del brano, dal titolo “One step” è stata registrata presso gli studi dell’Abbey Road Institute di Londra. Marco partecipa alla realizzazione della cover “Sei sparito” firmata “The Cerebros” del tormentone dell’estate 2017 Despacito. Il relativo videoclip ha guadagnato 4 milioni di visualizzazione su Facebook e 400.000 su Youtube.
Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina stanno facendo una vittima illustre nel panorama delle commodities. Stiamo parlando del rame, il cui mercato sembra avere innestato la retromarcia da un bel po’ di settimane, al punto che i prezzi sono arrivati a valori che non si vedevano dall’autunno del 2017.
Il rame e il mercato cinese
Come detto, la causa principale di questo scivolone sono le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. Infatti il paese orientale consuma ogni anno 24 milioni di tonnellate di metallo rosso, quasi la metà del consumo globale. Se le esportazioni dei prodotti cinesi caleranno, inevitabilmente i prezzi del rame scenderanno ancora tanto come sta già succedendo. Nelle ultime settimane i prezzi al London Metal Exchange (LME) sono arrivati a toccare i 7.316 dollari a tonnellata. Un calo di oltre il 12% con l’indicatore OBV trading on balance volume che spinge verso il basso. Come detto, è dallo scorso ottobre che non si vedevano prezzi simili. Ad aggravare il quadro c’è il fatto che in estate la domanda si indebolisce ulteriormente.
La prudenza degli investitori
La situazione sta coinvolgendo anche gli investitori. Chiaramente chi opera a livello speculativo sul rame, in questi periodi gli sta alla larga per ridurre il rischio fino a quando la tensioni commerciali non scenderanno e non si vedrà l’indicatore TRIX (Trading triple Exponential Average)dare dei segnali concreti di inversione di tendenza. Questo finisce inevitabilmente per aumentare la pressione al ribasso sul metallo rosso.
La speranza di chi opera su questi mercati è aggrappata al trend a lungo termine, dove la dinamica dei prezzi è ancora fortemente rialzista. Ma molto dipenderà dall’ulteriore escalation delle tensioni commerciali tra USA e Cina. Se caleranno, allora potrebbero manifestarsi buone occasioni di acquisto.
Il cibo per gatti Brit Care Superpremium è formulato appositamente per le esigenze nutrizionali dei gatti ipersensibili o allergici.
Oggi non è raro che anche gli animali domestici soffrano di allergie: il clima, i fattori ambientali, lo stress e alcuni allergeni contenuti nel cibo possono mettere a dura prova anche il sistema immunitario dei nostri amici a quattro zampe.
In base alle cause scatenanti, nel gatto si distinguono due possibili tipi di reazioni: le allergie alimentari e le allergie ambientali.
Provocate da alcuni particolari ingredienti che si ritrovano spesso all’interno dei cibi industriali (soia, coloranti, conservanti), le allergie alimentari si manifestano solitamente con disturbi a carico dell’apparato digerente (vomito e diarrea), ma possono dare origine anche a dermatiti e problemi respiratori.
Le allergie ambientali, invece, insorgono a seguito di alcune particolari aggressioni esterne: il morso di una pulce, la reazione negativa ad un profumo o al polline, il contatto con la plastica o con alcune piante. I sintomi più comuni, in questi casi, interessano soprattutto la cute, le mucose e l’apparato respiratorio: dermatite, forfora, prurito intenso, asma, tosse, starnuti, scolo nasale e oculare.
Non mancano, talvolta, anche malesseri gastrici quali diarrea e vomito. Un sistema immunitario debole può aggravare ulteriormente il quadro clinico, impedendo all’organismo del micio di difendersi adeguatamente e ostacolando il buon esito delle terapie.
In tal senso, molta importanza riveste, come in molti altri casi, il ruolo della dieta.
I croccantini per gatto Brit Care sono composti unicamente da ingredienti ipoallergenici, in modo da garantire al tuo gatto una nutrizione sicura e senza rischi; allo stesso tempo, sono formulati con tutti nutrienti attivi più utili a rafforzare il sistema immunitario nei confronti delle sollecitazioni ambientali negative.
Ricche inclusioni di carni leggere e altamente proteiche come il salmone e tacchino soddisfano pienamente il fabbisogno nutrizionale del piccolo felino con la massima tollerabilità; la presenza di speciali fermenti prebiotici e la spiccata digeribilità di tutti i componenti assicurano il pieno rispetto del benessere intestinale migliorando l’assimilazione delle sostanze nutritive.
Grazie a questi requisiti, le crocchette per gatto Brit Care ti consentono di nutrire il tuo gatto in modo sano, completo e altamente specifico.
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